BVA Doxa – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 16 Jan 2025 13:37:22 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png BVA Doxa – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Aurelio semplifica l’adozione dell’AI per le PMI https://www.datamanager.it/2025/01/aurelio-semplifica-ladozione-dellai-per-le-pmi/ Thu, 16 Jan 2025 13:34:21 +0000 https://www.datamanager.it/?p=242644 THINGS e BVA Doxa uniscono le forze per guidare le imprese verso il futuro dell’AI. Con Aurelio, le PMI possono valutare il proprio livello di maturità nell’AI adoption, avviando un percorso di integrazione di soluzioni AI sulla base delle esigenze, della struttura organizzativa e del business specifico Le imprese che intendono adottare l’AI mirano quasi […]

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THINGS e BVA Doxa uniscono le forze per guidare le imprese verso il futuro dell’AI. Con Aurelio, le PMI possono valutare il proprio livello di maturità nell’AI adoption, avviando un percorso di integrazione di soluzioni AI sulla base delle esigenze, della struttura organizzativa e del business specifico

Le imprese che intendono adottare l’AI mirano quasi sempre allo stesso risultato: automatizzare i processi, ottimizzare le operazioni, con un occhio a riduzione dei costi ed aumento dei ricavi. Sembra semplice, se non fosse che, oggi, le innumerevoli possibilità offerte da questa tecnologia, dalla generativa alla predittiva, si traducono in un ventaglio di soluzioni che le aziende fanno fatica a seguire, soprattutto quando la priorità è stare dietro al lavoro vero e proprio e non sperimentare questa o quella piattaforma.

Ed è il motivo per cui molte PMI non riescono ancora a comprendere come integrare l’AI nei propri flussi, orfane di una guida consapevole e dedicata. Sulla base di questa necessità strategica, BVA Doxa e THINGS hanno elaborato un metodo partecipativo per supportare e accompagnare le PMI verso l’adozione dei migliori strumenti di AI per le loro esigenze.

DESIGN E DATI PER L’INNOVAZIONE

THINGS è una delle prime agenzie europee a essersi specializzata nel design e nell’innovazione nel segmento dell’IoT e AI. BVA Doxa è una tra le più importanti società nell’ambito della ricerca, consulenza e data providing. La sinergia tra le due realtà ha permesso di progettare un metodo personalizzato per le PMI, che offre l’opportunità di raggiungere in breve tempo efficienze operative, aumentare la produttività e sviluppare nuovi prodotti e servizi.

Non si tratta solo di una semplice selezione della tecnologia, ma soprattutto di un aiuto per identificare soluzioni a partire dai propri business e processi, formare e rendere consapevole il personale delle grandi potenzialità evolutive con AI. «Dai nostri studi è emerso un calo negli investimenti in progetti AI, per le difficoltà nell’orientarsi e implementare un piano di integrazione su misura» – spiega Massimo Sumberesi, BU head in BVA Doxa.


#PMI Aurelio la via che semplifica l’adozione dell’AI #BVADoxa #THINGS
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«Da qui l’idea di essere di supporto ai numerosi interrogativi che circondano lo scenario di adozione dell’AI, sfruttando le competenze delle nostre aziende, già applicate in progetti di data driven design. Questo percorso ha portato allo sviluppo di “Aurelio”, soluzione di consulenza versatile e altamente personalizzabile, che si adatta alle caratteristiche dell’azienda in base alle modalità di adozione» – aggiunge Pier Bardoni, CEO e founder di THINGS.

«Creare prodotti nel mondo della consulenza e del design è difficile, perché il valore si trasferisce con il tailor made. Ma ci sono dinamiche e flussi operativi che possono essere replicati e accumunati per essere maggiormente rilevanti ed efficaci anche in termini di tempi e costi. Vogliamo mettere in condizione le aziende di abilitare le nuove tecnologie a partire dalle proprie risorse, non per adottare semplicemente strumenti di AI. L’innovazione crea valore vero quando trasforma gli asset interni e permette di migliorare processi e modelli di business verso una maggiore produttività nel rispetto della propria identità».

L’AIUTO DI AURELIO

Aurelio non è solo uno strumento, ma un vero e proprio metodo partecipativo che si ispira al gioco degli scacchi. Coinvolge direttamente i decision maker aziendali, sfida le loro scelte, fa emergere bisogni latenti e, talvolta, propone nuovi modelli di lavoro. «È come avviare in tempi molto brevi un “microlab” dentro le imprese, che valorizza le risorse già presenti e mette in relazione persone e nuove tecnologie per un’innovazione responsabile» – spiega Bardoni di THINGS. Il punto di forza di Aurelio sta proprio nell’attivazione degli asset delle PMI. Tutti i passaggi si basano sul coinvolgimento attivo delle persone, partendo da un self-assessment online (aurelio.pro/#cta). Questo percorso interattivo consente di associare inizialmente alla PMI un archetipo che rappresenta il livello di AI-literacy conducendo a un approccio personalizzato nella selezione e integrazione di eventuali componenti AI. La mappatura efficace dei bisogni aiuta a ridurre le divagazioni tecnologiche, focalizzandosi su obiettivi e priorità per arrivare ad azioni concrete da intraprendere.

«L’approccio è laico e senza preferenze verso una specifica soluzione tecnologica» – sottolinea Sumberesi di BVA Doxa – per aiutare le imprese a destreggiarsi nella complessità delle proposte e valorizzare il potenziale umano». Aurelio è l’alleato che costruisce valore a partire dal presente, trasformando l’intelligenza artificiale in mezzo per potenziare e valorizzare le capacità umane.

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Sostenibilità: priorità strategica, ma non per tutti https://www.datamanager.it/2024/12/sostenibilita-priorita-strategica-ma-non-per-tutti/ Mon, 16 Dec 2024 08:31:03 +0000 https://www.datamanager.it/?p=241757 Le aziende ICT italiane sono le più virtuose per livello di sustainability engagement È stato eletto allo status di nuovo paradigma e vi sono diversi motivi per pensare che, in effetti, il fattore sostenibilità possa essere considerato un valore per l’azienda, da sviluppare in modo continuativo e sistemico. Ma quanto un’organizzazione è sostenibile e quali […]

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Le aziende ICT italiane sono le più virtuose per livello di sustainability engagement

È stato eletto allo status di nuovo paradigma e vi sono diversi motivi per pensare che, in effetti, il fattore sostenibilità possa essere considerato un valore per l’azienda, da sviluppare in modo continuativo e sistemico. Ma quanto un’organizzazione è sostenibile e quali attività intraprende per esserlo? Il termometro per misurare queste dinamiche è il bilancio di sostenibilità, ma solo una minoranza di imprese hanno preso in considerazione, almeno fino ad oggi, questa opportunità. Massimo Sumberesi, head of marketing advice & B2B di BVA Doxa ci aiuta a comprendere lo stato dell’arte di questo fenomeno attraverso i numeri della Classifica Top 100 dell’ICT sostenibile realizzata per Data Manager. «Le aziende del settore ICT – spiega il manager – destinano a progetti e iniziative di sostenibilità circa il 3% del loro fatturato e sei su dieci hanno aumentato gli investimenti in questo ambito nel corso del 2023. Nell’ultimo triennio, inoltre, le realtà che hanno pubblicato il Bilancio di sostenibilità è in progressiva crescita e tra le aziende con più di 250 dipendenti il dato raggiunge il 50%».

Dall’incrocio tra responsabilità funzionale e livello di riporto – conferma l’esperto di BVA Doxa, è possibile derivare un indicatore sintetico di sustainability engagement delle aziende italiane e dal raffronto con i dati rilevati nel 2023 (su un campione di 300 aziende attive nel segmento B2B) si evince chiaramente come il livello raggiunto dalle imprese dell’Information & Communications Technology sia sensibilmente superiore a quello di tutti gli altri settori. L’importanza di questo “requisito” è dunque in aumento e se il comparto ICT si sta dimostrando più reattivo di altri a questa tematica, in linea generale c’è ancora moltissimo da fare: un terzo delle aziende italiane dimostra infatti un basso livello di engagement verso la “sustainability” e solo il 20% è già a un livello alto. Percentuali che riflettono la paura di incorrere nella trappola del greenwashing? E da cosa, in quest’ottica, si capisce se la sostenibilità rappresenta una scelta strategica o è utilizzata opportunisticamente come leva di comunicazione e marketing?

«La percezione dall’esterno – spiega Sumberesi – porta a pensarlo ma in realtà non è così. La casistica è molto diversificata e ci fa ben sperare il fatto che in otto aziende ICT su dieci sia presente una funzione aziendale dedicata al tema sostenibilità e che, nella maggior parte dei casi, questa figura riporta direttamente al vertice dell’organizzazione. Nelle realtà più piccole, inoltre, la complessità è minore e quindi ci sarebbero sulla carta ancora più opportunità di avviare progetti in chiave sostenibile».

C’è comunque un presupposto da cui tutte le aziende dovrebbero partire ed è il seguente: la sinergia tra la transizione verde e la transizione digitale è fondamentale per la creazione di un futuro sostenibile. Andiamo, in altri termini, verso un nuovo concetto di performance aziendali e l’IT può e deve essere un alleato della sostenibilità, così come la sostenibilità deve indirizzare le scelte tecnologiche. «Sostenibilità e cybersecurity – ha concluso Sumberesi – sono due priorità che cambiano i modelli e impattano sugli investimenti con una differenza sostanziale: la sicurezza non si vede fino a quando non è troppo tardi, la sostenibilità invece si vede, i consumatori sono più attenti a questo requisito e le imprese lo sanno».


Classifica Top 100 dell’ICT sostenibile

Circa il 40% delle aziende coinvolte nell’indagine ha presentato il Bilancio di sostenibilità per il 2023. Gli investimenti sostenuti sono aumentati per quasi 6 aziende su 10 con una quota di fatturato che in media si attesta attorno al 3%. Quasi 8 aziende su 10 hanno formalmente attribuito la responsabilità della sostenibilità a una funzione specifica. La sensibilità verso questo tema non è uguale per tutte le aziende interpellate: solo 2 su 10 hanno fatto della sostenibilità una priorità strategica. Sulla Parità di Genere, tre aziende su dieci hanno ottenuto la Certificazione. A livello strutturale il comparto ICT presenta una netta preponderanza di lavoratori maschili (6 su 10). Se si considerano i vertici delle aziende ICT la presenza di donne si dimezza. La forza lavoro delle aziende interessate dall’indagine nel 2023 appare in tendenziale aumento rispetto all’anno precedente. Positivo il saldo nuovi ingressi-uscite per l’anno 2023, con una crescita del numero di lavoratori e lavoratrici, ma anche un tendenziale ringiovanimento del settore.

 

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VIDEO – Anticipazione indagine “TOP 100 dell’ICT sostenibile” a WeChangeIT Forum https://www.datamanager.it/2024/11/video-anticipazione-indagine-top-100-dellict-sostenibile-a-wechangeit-forum/ Mon, 11 Nov 2024 07:59:43 +0000 https://www.datamanager.it/?p=240863 Durante l’edizione 2024 di WeChangeIT Forum dello scorso 23 Ottobre Massimo Sumberesi, head of marketing advice & B2B di BVA Doxa, anticipa “La TOP 100 dell’ICT sostenibile“, l’indagine che sarà pubblicata sul numero di Novembre della rivista Data Manager. Nelle 37 edizioni della storica Classifica Top 100 di Data Manager, è emerso chiaramente che le […]

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Durante l’edizione 2024 di WeChangeIT Forum dello scorso 23 Ottobre Massimo Sumberesi, head of marketing advice & B2B di BVA Doxa, anticipa “La TOP 100 dell’ICT sostenibile“, l’indagine che sarà pubblicata sul numero di Novembre della rivista Data Manager.

Nelle 37 edizioni della storica Classifica Top 100 di Data Manager, è emerso chiaramente che le aziende leader non sono solo quelle con i più alti ricavi, ma quelle che investono di più nelle persone, nella loro organizzazione e nell’innovazione. L’edizione 2024 della Classifica propone una visione innovativa del successo aziendale, ampliando l’analisi oltre la performance finanziaria per includere indicatori quantitativi per misurare la capacità di creare valore sostenibile a lungo termine. Vediamo come BVA-Doxa ha sviluppato l’indagine per rispondere a questi nuovi criteri e alcuni risultati aggregati emersi.

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Uso improprio dei dati e Intelligenza Artificiale https://www.datamanager.it/2024/09/uso-improprio-dei-dati-e-intelligenza-artificiale/ Fri, 27 Sep 2024 13:12:33 +0000 https://www.datamanager.it/?p=239904 Dal sondaggio annuale WIN, del quale BVA Doxa realizza il focus sull’Italia, emerge che quattro italiani su cinque sono stati vittima di almeno una violazione della sicurezza. Significativa (54%) anche la preoccupazione sull’uso dei social network Come ogni anno, in occasione dell’International Day for Universal Access to information, WIN – Worldwide Independent Network of MR, […]

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Dal sondaggio annuale WIN, del quale BVA Doxa realizza il focus sull’Italia, emerge che quattro italiani su cinque sono stati vittima di almeno una violazione della sicurezza. Significativa (54%) anche la preoccupazione sull’uso dei social network

Come ogni anno, in occasione dell’International Day for Universal Access to information, WIN – Worldwide Independent Network of MR, la principale associazione indipendente al mondo di ricerche di mercato – rivela i risultati della survey annuale sulla raccolta e uso improprio dei dati e sulla conoscenza dell’Intelligenza Artificiale.

L’ International day for Universal Access to information è una giornata riconosciuta dalle Nazioni Unite per sensibilizzare sull’importanza dell’accesso universale all’informazione essenziale per la partecipazione civica, lo sviluppo sostenibile e la trasparenza. Istituita dall’UNESCO nel 2015, sottolinea l’importanza dell’accesso libero all’informazione per proteggere i diritti umani e combattere la corruzione.

BVA Doxa, partner di WIN ha realizza il Focus sull’Italia dal quale emerge che, in un mondo in cui la connettività digitale è sempre più presente nella vita quotidiana, crescono anche le preoccupazioni per la tutela della privacy e la sicurezza dei dati.

Il sondaggio rivela che nel nostro paese il 47% degli intervistati è preoccupato per la condivisione di informazioni personali online. In particolare, desta preoccupazione la condivisione di informazioni finanziarie (52%, che diventa 55% fra le donne) mentre gli italiani sembrano meno preoccupati (38%) per il fatto di consentire la geolocalizzazione.

Appare significativa anche la preoccupazione per il rischio legato ad un uso eccessivo dei social network: il 54% degli intervistati ritiene che i social comportino un rischio concreto di sopraffazione. Si tratta di un atteggiamento piuttosto generalizzato e trasversale, senza differenze apprezzabili secondo genere, età ed area geografica.

Dal sondaggio emerge inoltre un basso livello di consapevolezza di ciò che accade ai dati personali una volta condivisi: solo 3 intervistati su 10 dichiarano di avere una buona consapevolezza su questo tema e non si rilevano differenze significative tra i giovani e i meno giovani.

Per quanto riguarda le esperienze negative avute in termini di sicurezza online, quasi 4 intervistati su 5 (78%) sono stati vittima di almeno una violazione della sicurezza.

In particolare, quasi la metà degli italiani (48%) hanno ricevuto mail fraudolente che richiedono informazioni personali e dati bancari (phishing) e il 14% si sono visti clonare/utilizzare in modo fraudolento la carta di credito.

Seppur fenomeno meno grave, sono comunque il 60% coloro che hanno subito dello spam da aziende con cui non avevano mai avuto contatti precedenti.

Infine, si parla sempre più anche di Intelligenza Artificiale, ma dichiarano di averne una buona conoscenza solo poco più di un italiano su 5 (21%), seppur con una marcata differenza fra gli under 24 (33%) e gli over 64 (15%).

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Consumatori italiani più esigenti e informati: la nuova sfida per retail e GDO https://www.datamanager.it/2024/05/consumatori-italiani-piu-esigenti-e-informati-la-nuova-sfida-per-retail-e-gdo/ Wed, 29 May 2024 09:44:27 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237751 Tutti i dati della ricerca BVA Doxa – Salesforce. Al setaccio esperienze di acquisto e stadi evolutivi del retail in Italia Più attenti, esigenti e informati nelle loro scelte di acquisto. E’ questa la fotografia dei consumatori italiani scattata dall’Osservatorio Retail Evolution di BVA Doxa e Salesforce, basato su un’indagine condotta ad aprile 2024 su […]

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Tutti i dati della ricerca BVA Doxa – Salesforce. Al setaccio esperienze di acquisto e stadi evolutivi del retail in Italia

Più attenti, esigenti e informati nelle loro scelte di acquisto. E’ questa la fotografia dei consumatori italiani scattata dall’Osservatorio Retail Evolution di BVA Doxa e Salesforce, basato su un’indagine condotta ad aprile 2024 su oltre 1.000 consumatori italiani tra i 18 e i 64 anni. Il 68% dei consumatori si considera più esigente rispetto a cinque anni fa. Esigenze in crescita che si riflettono in una maggiore attenzione al rapporto qualità-prezzo (67%) di prodotti e servizi e alle promozioni (66%). Determinanti inoltre per la metà degli intervistati facilità d’acquisto (50%) e presenza di servizi digitali innovativi (49%) mentre la stragrande maggioranza (90%) ritiene fondamentale l’offerta da parte del brand di esperienze di acquisto fluide tra online e offline. Con sette consumatori su dieci insoddisfatti delle modalità con cui molti brand offroni soluzioni integrate.

Ancora, circa il 70% dei consumatori prima di effettuare un acquisto si informa online, consultando portali di comparazione prezzi e recensioni, mentre il 60% visita il negozio fisico. L’acquisto omnicanale è ormai una pratica consolidata per molte categorie merceologiche. Unica eccezione rilevante i prodotti alimentari freschi, che l’80% dei consumatori preferisce ancora acquistare nel negozio fisico. Oltre l’80% dei consumatori valuta positivamente l’integrazione di canali online e negozi fisici, capace di rendere l’esperienza d’acquisto più veloce e flessibile, mentre negli ultimi 12 mesi il 32% dei consumatori ha optato per l’acquisto in negozio con consegna a domicilio, trainati da Gen Z (40%) e Millennial (42%).

«Ciò che caratterizza noi come consumatori è il fatto che le persone sempre più spesso vogliono avere la possibilità di relazionarsi con il mondo delle aziende, in modo semplice, efficace e soprattutto non distonico rispetto a quel che si desidera» commenta Vilma Scarpino, CEO di BVA Doxa.

Dall’indagine emergono tre bisogni fondamentali: efficienza, personalizzazione e vicinanza. «I consumatori cercano semplicità e risparmio di tempo, preferendo brand con canali efficienti e integrati. Le aziende capaci di offrire servizi su misura e comunicare empatia sono quelle maggiormente apprezzate. I consumatori premiano i brand con i quali si crea una connessione basata su valori condivisi» afferma Andrea Tozzi, Senior Market Research Manager Doxa. La fiducia nel brand è cruciale per la condivisione dei dati personali: il 45% dei consumatori condivide i propri dati con brand di cui si fida, mentre il 18% lo fa senza esitazioni, il 28% solo se indispensabile, e il 9% rinuncia al servizio pur di non condividere i propri dati. «Se io ti cedo i miei dati tu poi devi farne un uso corretto, inviare delle offerte davvero personalizzate, non mail uguali per tutti a parte il nome del destinatario» chiosa Tozzi. «Io ti ho dato i miei dati, quindi vorrei che mi contattassi nel modo giusto offrendomi quel che cerco. Se sono vegetariano non mi offrire lo sconto sulla bistecca, perché lo ritengo un comportamento disallinneato nei miei confronti» commenta Scarpino. Fiducia e personalizzazione insomma non sono solo elementi centrali per fidelizzare i clienti, ma sono essenziali per l’acquisizione di dati preziosi per guidare strategie di marketing sempre più mirate e efficienti.

Innovazioni digitali e AI

I consumatori sono attratti da soluzioni innovative nei negozi fisici, come la possibilità di scansionare i prodotti tramite smartphone per pagarli evitando code (45%), utilizzare totem (43%) o configuratori per indossare virtualmente capi di abbigliamento (34%).  Secondo i dati della ricerca l’intelligenza artificiale suscita sentimenti contrastanti tra i consumatori con il 49% dei rispondenti interessato agli sviluppi ma al tempo stesso anche preoccupato, ambivalenza prevalente tra i Millennial (50%). Le generazioni più giovani riconoscono il valore dell’AI e desiderano sperimentare soluzioni innovative, mentre Gen X e Boomer – rispettivamente 32% e 38% – mostrano maggiori riserve. Quasi la metà del campione (48%) tuttavia ritiene che l’esperienza d’acquisto in futuro migliorerà grazie all’AI.

Negli ultimi anni, i consumatori italiani hanno dovuto affrontare una serie di sfide economiche, sociali e geopolitiche, che hanno avuto ripercussioni profonde nelle loro abitudini di acquisto. I risultati dell’Osservatorio BVA Doxa-Salesforce mostrano che per rimanere competitivi, i retailer devono adattarsi rapidamente alle mutevoli esigenze dei consumatori, fornendo esperienze d’acquisto integrate e personalizzate che combinano il meglio dei canali fisici e digitali. «Come Salesforce ci pregiamo di essere l’azienda tecnologica che consente alle aziende del retail e della grande distribuzione, con tantissimi clienti, di avvicinarsi alla propria clientela finale» afferma Alessandro Catalano, Area Vice President Sales di Salesforce Italia.

Gestire questo tipo di esigenza rappresenta una sfida importante. Il cliente infatti è sempre di più alla ricerca di una gratificazione immediata. «La stessa esperienza in negozio la voglio vivere anche nel sito e-commerce, ma non è semplice realizzarlo. Perché i dati a disposizione delle aziende sono molteplici ma al tempo stesso dispersi. La capacità di integrarsi con sistemi diversi e rendere omogeneo un dato che non lo è, è una delle peculiarità delle soluzioni che mettiamo a disposizione dei nostri clienti. Ci sono dati e database che sono nati per funzioni differenti, in epoche differenti. La tecnologia è un abilitatore: uniforma questa polverizzazione, e riesce ad integrarsi anche con tecnologie del passato» conclude Catalano.

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Kids e GenerazioneZ https://www.datamanager.it/2024/03/kids-e-generazionez/ Thu, 07 Mar 2024 16:29:41 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235487 Un mercato da 7 miliardi di euro, con investimenti media in crescita del 4,2% Oltre 500 i presenti oggi a Milano per il Kids Marketing Forum, l’evento annuale leader in Italia dedicato alle strategie di marketing per le nuove generazioni che, con il titolo Raccontami il Futuro, si è concentrato sulla comunicazione e lo storytelling […]

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Un mercato da 7 miliardi di euro, con investimenti media in crescita del 4,2%

Oltre 500 i presenti oggi a Milano per il Kids Marketing Forum, l’evento annuale leader in Italia dedicato alle strategie di marketing per le nuove generazioni che, con il titolo Raccontami il Futuro, si è concentrato sulla comunicazione e lo storytelling Family Friendly.

L’appuntamento, giunto alla nona edizione – e organizzato da BVA Doxa e MLD Entertainment –, si è svolto al Centro Congressi NHow di via Tortona 35 a Milano.

«Quello dei Kids e della GenZ – ha spiegato Paolo Lucci di MLD Entertainment – è un agglomerato che vale più di 7 miliardi a consumo, con settori diversi e dalle diverse dinamiche. Alcuni mercati segnano una fortissima crescita, come il cinema, che con fenomeni come Barbie o Super Mario segna un +65% rispetto al 2022, o come i parchi, con un incremento del 10% di visitatori rispetto al 2023, e altri in sofferenza, come l’abbigliamento 0 – 14 anni, che perde il 3,75% rispetto all’anno scorso».

Un programma fitto di incontri, workshop e masterclass dove esperti e testimonial hanno esteso a tutti i professionisti di marketing un invito a impostare la propria comunicazione verso le nuove generazioni e le famiglie basandosi su “storie”, seguendo l’evoluzione dei media, social e lineari, e adattando il racconto secondo una grammatica tutta nuova.

«Con il titolo “Raccontami il futuro” abbiamo voluto mettere al centro i nuovi scenari della narrativa family marketing – conferma Cristina Liverani, Kids & Special Project Unit Manager di BVA Doxa-, con uno sguardo speciale alla Generazione Z. Dal nostro osservatorio Tribe, che coinvolge i 14-26enni, è emerso che il 49%% dei giovani si dichiara ‘fan’ di qualche fenomeno, spaziando dalla musica, a film e serie tv, ma anche cibo, sport e videogame. Le passioni sono certamente seguite sui ‘social’ (59%), sono condivise con gli altri (53%) e innescano acquisti (51%). L’analisi e la mappatura delle passioni può essere una chiave interessante per creare engagement aggiungendo nuove narrative a supporto dei prodotti e servizi».

Tra i partecipanti a convegni e workshop, testimonial di aziende come Ciaopeople, Conic, Fattore Mamma, Initiative, Rai Com e Rai Pubblicità, Unilever-Algida, We Are Era, realtà diversificate come origine di business, ma unite dalle stesse necessità strategiche di aprire un canale di comunicazione con le famiglie e i bambini.

«E’ molto interessante notare come il mercato degli investimenti che accompagna questo agglomerato di settori differenti sia però spinto dalle medesime dinamiche – ha commentato Enrico Girotti, Managing Partner Strategy & Growth di Initiative -. E’ la volontà dei player nel costruire comunicazioni meno dispersive e più efficaci che, interpretando le aspettative e i comportamenti evolutivi dei consumatori, vedono la forte spinta del digitale quale motore di crescita rispetto ai mezzi tradizionali, che prevediamo raggiunga nel 2024 il 48% della share del totale investimento».

Le complessità, oltre a quelle strutturali, risiedono soprattutto nell’interpretazione dei desiderata delle nuove generazioni, delle loro passioni, e dei nuovi codici e atteggiamenti che queste generano, difficili da mettere a fuoco, ma centrali per comunicare e, soprattutto, dialogare.

Numerosi gli argomenti approfonditi nel corso della giornata iniziata con una panoramica su Valore e scenari del mercato Kids & Famiglie.

La masterclass Nuove piattaforme, nuove narrazioni ha approfondito il tema della comunicazione: come parlare ai nativi digitali, tra edutainment, entertainment e intelligenza artificiale generativa.

Non poteva mancare il Food Storytelling, necessario per conquistare i palati e i cuori delle nuove generazioni attraverso storie autentiche e coinvolgenti legate ai prodotti alimentari.

Quali gli interessi della GenZ? Il focus Tribe: tutte le passioni della GenZ ha indagato codici e consumi della Generazione Z, utilizzando l’esempio di Mare Fuori come nuovo hype narrativo.

L’edizione 2024 del Kids Marketing Forum ha ospitato anche tre sessioni speciali a partire dal workshop Da obiettivi di marketing a comportamentali – a cura di BVA Nudge Consuting – che ha delineato come sia possibile trasformare i problemi aziendali in obiettivi comportamentali, sfruttando la behavioural sciences.

E poi la Masterclass di Initiative Italy Fame & Flow che ha raccontato come mettere in contatto persone e marchi, costruendo una relazione di valore.

Ha concluso la giornata il Workshop Insight e narrativa per brand stories innovative: elevare il livello narrativo della comunicazione grazie a ingredienti entertainment, a cura di Autoguidovie, Brand Jam, BVA Doxa, The Teachers.

I contenuti specifici di ogni sessione verranno raccolti in un White Paper che sarà disponibile nel mese di aprile.

www.kidsmarketingforum.com

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L’accelerazione digitale negli acquisti degli italiani https://www.datamanager.it/2022/12/laccelerazione-digitale-negli-acquisti-degli-italiani/ Wed, 14 Dec 2022 08:06:40 +0000 https://www.datamanager.it/?p=223602 Lo scenario attuale non è dei più facili. Se dalla crisi sanitaria, sociale ed economica del 2020 si stava uscendo, convivendo ormai con il “new normal”, nuove situazioni di crisi senza precedenti hanno portato a rivedere le prospettive di crescita, con un forte impatto su consumi, servizi, produzione e distribuzione. «Lo si evince dai tracking […]

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Lo scenario attuale non è dei più facili. Se dalla crisi sanitaria, sociale ed economica del 2020 si stava uscendo, convivendo ormai con il “new normal”, nuove situazioni di crisi senza precedenti hanno portato a rivedere le prospettive di crescita, con un forte impatto su consumi, servizi, produzione e distribuzione.

«Lo si evince dai tracking BVA Doxa sul sentiment del Paese: l’Italia è divisa equamente tra i pessimisti, coloro che credono che il peggio debba ancora venire, e i rassegnati, cioè coloro per i quali la situazione rimarrà invariata. Parliamo di un 46% per ciascun gruppo, mentre gli “ottimisti”, coloro che ritengono che il peggio sia ormai alle spalle, sono solo l’8%» spiega Vilma Scarpino, CEO di BVA Doxa. La prospettiva è quindi di una crisi economica che andrà avanti per uno o due anni (secondo il 52%) o forse più ancora (per il 35%).

Le persone vivono con uno stato emotivo altalenante: da un lato dichiarano forti preoccupazioni (44%), stanchezza (41%) e incertezza (37%), dall’altro non abbandonano la speranza (31%). «La speranza è un sentimento forte, che ha tenuto anche nei periodi più bui del 2020-2021 e che ci ha permesso di reagire, affrontando e superando le difficoltà», afferma Scarpino. Ci sentiamo quindi più sicuri? «Forse no, le incertezze e le preoccupazioni sono reali. Tuttavia, non ci lasciamo andare e questo lo vediamo anche da un altro indicatore: la continua riduzione, dal 2020 a oggi, del sentiment di “paura”, ora ridotto ai minimi termini (10% contro il 32% del 2020). Non siamo più sicuri, quindi, ma siamo più consapevoli».

«Tra i nuovi clienti dell’e-commerce l’80% ha conservato l’abitudine di fare acquisti online»

POCHI TORNANO INDIETRO

Ma qual è oggi il rapporto tra cittadini-consumatori e il digital in Italia? Secondo i dati BVA Doxa, la pandemia ha portato a un’incredibile accelerazione del digitale nelle abitudini di acquisto: 6 utenti su 10 hanno iniziato ad acquistare online o hanno aumentato la frequenza di acquisti sul canale. Un cambiamento radicale e a quanto pare permanente, con la grande maggioranza dei clienti (80%) che dichiara di non essere tornata alle abitudini pre-pandemia. Abbigliamento e prodotti di elettronica sono le categorie merceologiche più acquistate online, seguite da libri e prodotti per la cura e igiene della persona. Negli ultimi tempi, poi, gli acquisti sono più “phygital”, con customer journey che vedono spesso un’interazione (più che una vera integrazione) dei canali fisico-digitale: prova in negozio e acquisto online, click & collect.

Rispetto al tema della sicurezza dei dati, da una recente indagine BVA Doxa tra le PMI è emerso che circa un’azienda su 4 non dispone di sistemi di backup, soprattutto tra le piccole imprese (57%). Tra le aziende dotate di sistema di backup, poco più della metà utilizza una soluzione in cloud, percentuale che aumenta soprattutto per gli esercizi pubblici (77%). Il 7% delle aziende ha subito un’intrusione con conseguente perdita di dati: gli esercizi pubblici fanno registrare la percentuale più elevata (12%), mentre gli esercizi commerciali quella più bassa (2%). «In BVA Doxa il digitale ha rappresentato un propulsore incredibile per lo sviluppo di ricerche di mercato. Il valore maggiore è stato quello di essere un altro modo di fare ricerca e non semplicemente un altro canale con cui replicare approcci tradizionali» conclude Scarpino.

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CasaDoxa 2022: per gli italiani la casa è sempre più centrale nel “buon vivere” https://www.datamanager.it/2022/10/casadoxa-2022-per-gli-italiani-la-casa-e-sempre-piu-centrale-nel-buon-vivere/ Thu, 20 Oct 2022 07:57:31 +0000 https://www.datamanager.it/?p=222286 I dati della 5ª edizione dell’Osservatorio CasaDoxa sugli italiani e la casa presentati in un evento organizzato da BVA Doxa e FIMAA Milano Lodi Monza Brianza Voglia di maggiori spazi, grande attenzione alla sostenibilità economica ed energetica, ricerca di qualità della vita: gli italiani rinsaldano il rapporto che hanno con la loro casa, che diventa […]

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I dati della 5ª edizione dell’Osservatorio CasaDoxa sugli italiani e la casa presentati in un evento organizzato da BVA Doxa e FIMAA Milano Lodi Monza Brianza

Voglia di maggiori spazi, grande attenzione alla sostenibilità economica ed energetica, ricerca di qualità della vita: gli italiani rinsaldano il rapporto che hanno con la loro casa, che diventa ancora più importante nelle loro vite. È il quadro che emerge da CasaDoxa 2022, la quinta edizione dell’Osservatorio nazionale sugli italiani e la casa di BVA Doxa che fotografa i cambiamenti in atto nella società e nelle case degli italiani, intervistando ogni anno un campione rappresentativo di 7.000 famiglie.

L’Osservatorio è nato nel 2018 per mettere in collegamento la domanda – influenzata dalle abitudini, dai comportamenti e dai desideri degli italiani in relazione alla casa – e l’offerta proposta dall’ampia gamma di aziende operanti nell’”ecosistema casa”, quali banche, assicurazioni, utilities, arredamento, elettronica di consumo, tecnologia, fitness, entertainment, food, logistica, oltre al real estate e alle costruzioni.

I risultati dell’Osservatorio vengono presentati oggi mercoledì 19 ottobre in un evento tornato in presenza – fruibile anche in streaming registrandosi qui – dopo due edizioni online. L’incontro, dal titolo “CasaDoxa 2022 – Evoluzione del vivere e dell’abitare”, è organizzato da BVA Doxa, in partnership con FIMAA Milano Lodi Monza Brianza (Associazione degli agenti immobiliari aderente a Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza).

Introduce i lavori (condotti dalla giornalista Irene Elisei, Class CNBC) Vincenzo Albanese, presidente FIMAA Milano Lodi Monza Brianza; presenta i dati dell’indagine Paola Caniglia, Partner & Head of BU Living & Retail BVA Doxa.

Intervengono (in due panel): Laura Salvadori, E.ON; Raffaele Attanasio, Hines; Daniele Pastore, Intesa Sanpaolo Casa; Elena Stoppioni, L22 ESG; Giovanni Maria Mancini, Top Life Concierge; Giuseppe Nunziata, Decathlon; Alberto Dolcetta, Glovo; Francesco De Vita, Ikea; Francesco Cordani, Samsung; Bruno Cerella, Slums Dunk.

Tra i due panel è inoltre previsto un intervento di Elga Corricelli, Co Founder Osservatorio Ricerca Felicità e Advisory Board Member Lifegate. Conclude i lavori Monica Bernardi, docente ricercatrice Università Bicocca – settore Sociologia dell’ambiente e del territorio.

Rispetto agli anni precedenti, 1 milione di famiglie in più si è messo in movimento per cambiare la propria casa e 700.000 famiglie in più si è dotato di una seconda casa, in affitto o in proprietà.

Gli italiani cercano più spazi, interni ed esterni con un incremento del 36% che desidera una stanza in più e del 12% che vuole un terrazzo o un giardino, dichiarandosi disponibili ad allontanarsi dal centro, pur di avere più spazio.

C’è una maggiore apertura nei confronti di soluzioni innovative per l’approvvigionamento energetico, con 6 persone su 10 che si dicono propense ad aderire ad una comunità energetica nel proprio condominio o nel quartiere, qualora questa si costituisse.

La sensibilità ai temi dell’ambiente si traduce sempre più in gesti concreti e quotidiani: il 78% dichiara di spegnere le luci ogni volta che esce da una stanza (+18% rispetto al 2019); il 72% utilizza lavastoviglie e lavatrici solo quando sono a pieno carico (+24%); il 66% sceglie prodotti ad alta efficienza energetica (+21%) e il 57% tiene il riscaldamento al minimo (+34%).

Il dato più significativo è che il 68% degli italiani passa più tempo in casa facendo anche attività che prima non faceva: +33% a pranzo, +36% a cena, +42%, a guardare film e serie tv, +31% a lavorare e +26% a fare fitness e tenersi in forma.

In sintesi, si sta affermando una nuova “progettualità del buon vivere”:

  • cambiano ritmi e modalità con cui si svolgono le attività del quotidiano
  • entra il digitale nelle case degli italiani che ne apprezzano le potenzialità
  • cresce l’avversione allo spreco, anche del tempo, per spostamenti evitabili.

“Tutti i cambiamenti che abbiamo dovuto affrontare – commenta Paola Caniglia, Head of Living & Retail di BVA Doxa – hanno ridisegnato le nostre case, il nostro modo di viverle e, soprattutto, la nostra relazione con esse. La casa ha assunto una forte rilevanza perché diventa il fulcro del nostro nuovo progetto esistenziale. Una diversa attenzione al tempo, al lavoro, al digitale, alla sostenibilità hanno messo in discussione i nostri tradizionali percorsi di vita e ci indica che è in corso un ribaltamento della prospettiva gravitazionale casa-lavoro”.

“L’Osservatorio CasaDoxa sugli italiani che noi presentiamo assieme a Doxa rafforzando un consolidato rapporto di collaborazione – afferma Vincenzo Albanese, presidente di FIMAA Milano Lodi Monza Brianza – offre molteplici spunti di riflessione non soltanto per gli operatori immobiliari, ma più in generale per le imprese del terziario. Si fotografa, infatti, l’evoluzione del vivere e dell’abitare i cui aspetti incidono sui comportamenti di fruibilità delle nostre città. E nell’investimento casa hanno un ruolo di primo piano il benessere con la scelta dei materiali, la sostenibilità ambientale ed energetica, i servizi che un complesso condominiale deve saper offrire. Nei desideri di spesa l’efficienza energetica è particolarmente importante, e non potrebbe essere altrimenti in questo periodo. E la casa, rispetto a prima della pandemia, è diventata molto più importante come luogo dove si svolgono tante attività: di lavoro e svago. Un vero e proprio hub anche per ricevere prodotti. Di queste tendenze il mercato deve tenere conto”.

 

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Dalla metropoli alla provincia: il 53% degli italiani dice sì al trasferimento https://www.datamanager.it/2022/10/dalla-metropoli-alla-provincia-il-53-degli-italiani-dice-si-al-trasferimento/ Wed, 19 Oct 2022 14:44:27 +0000 https://www.datamanager.it/?p=222280 La ricerca di ritmi meno frenetici, più spazi verdi e la possibilità di fare attività sportiva all’aria aperta sono i principali driver di questa decisione. Lo rivela la ricerca BVA Doxa commissionata da David Lloyd Clubs Malaspina Continua a farsi sentire l’impatto della pandemia sulla vita delle persone, con 1 italiano su 2 (53%) che […]

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La ricerca di ritmi meno frenetici, più spazi verdi e la possibilità di fare attività sportiva all’aria aperta sono i principali driver di questa decisione. Lo rivela la ricerca BVA Doxa commissionata da David Lloyd Clubs Malaspina

Continua a farsi sentire l’impatto della pandemia sulla vita delle persone, con 1 italiano su 2 (53%) che sta prendendo in considerazione il trasferimento dalle grandi città alla provincia. Una tendenza che riguarda soprattutto le famiglie con due o più figli, alla ricerca di un ambiente meno stressante, con la voglia di circondarsi di spazi più verdi e di poter godere di maggiori attività all’aperto, senza rinunciare a qualità e servizi. A svelarlo è il sondaggio condotto da BVA Doxa per David Lloyd Clubs Malaspina, leader europeo nel settore del fitness e del benessere, che proprio nella provincia di Milano sta investendo nella ristrutturazione e ampliamento del centro a beneficio della comunità locale, per continuare ad essere – grazie ai suoi 50.000 mq di spazio outdoor – il luogo ideale in cui praticare sì sport all’aria aperta, ma senza rinunciare a strutture ed attrezzature all’avanguardia.

Risulta ormai evidente quanto siano cambiate le prospettive degli italiani negli ultimi 3 anni: se da un lato il 4% si è già trasferito dalla città alla provincia, oltre la metà dei residenti nei grandi centri sta valutando di spostarsi, con quasi il 60% che si dice influenzato dai mesi trascorsi in lockdown. Si tratta principalmente di grandi fruitori di attività outdoor, amanti delle passeggiate (72%), dei parchi (41%) e degli sport che si possono praticare all’aria aperta (41%), che hanno particolarmente sofferto i lunghi periodi di chiusura. Non solo, nella maggioranza dei casi si parla di persone che devono utilizzare i mezzi pubblici in modo massiccio (33%), e di conseguenza si sentono più esposte ai rischi di contagio. Un aspetto che, invece, è cambiato radicalmente nella vita di chi si è trasferito, il quale dichiara di frequentare più di prima parchi (68%) e strutture qualificate che permettono di praticare attività sportiva in outdoor (53%), diminuendo invece l’utilizzo dei mezzi pubblici (16%).

Per un numero sempre maggiore di italiani, quindi, è diventato prioritario prendersi cura del proprio benessere, non solo fisico, ma anche mentale. Tra le motivazioni che guidano la decisione di spostarsi dalla metropoli alla provincia, emerge infatti in primis la necessità di rallentare dai ritmi frenetici della città, riducendo di conseguenza lo stress (73%), e la ricerca di case con giardini o terrazzi dove potersi rilassare (64%). Non manca poi l’aspetto economico, come il risparmio sul costo della vita (55%) e sull’ abitazione (52%), soprattutto a fronte del rialzo che sta vivendo il mercato immobiliare.

“Siamo consapevoli dell’impatto che la pandemia ha avuto sulle persone, le quali sono alla ricerca di luoghi dove potersi rilassare, lontano dallo stress della città, circondati dal verde e dove possano praticare attività all’aria aperta sotto la supervisione di esperti qualificati. Per questo motivo, anche noi abbiamo avviato un piano di rimodernamento e ampliamento dei nostri servizi, a partire dalla prossima inaugurazione della nuova copertura della piscina da 25mt, una nuova innovativa struttura che, anche nelle stagioni in cui è chiusa, farà sentire i nostri iscritti immersi nella natura grazie alle sue vetrate. Inoltre, il 2023 vedrà ulteriori rinnovamenti, volti ad andare incontro alle esigenze di chi non cerca un semplice centro fitness, ma una vera e propria oasi: dalle famiglie con bambini a chi vuole prendersi cura di sé, sia fisicamente sia mentalmente”, spiega Marco Tonarelli, General Manager di David Lloyd Malaspina.

Un investimento volto a migliorare l’offerta dell’hinterland milanese e perfettamente in linea con il ruolo riconosciuto ai centri fitness da coloro che vorrebbero trasferirsi in provincia. Quasi il 40% di chi desidera salutare la frenesia della città, infatti, dichiara di essere ancora più invogliato a compiere questo passo qualora, ad accoglierlo in provincia, ci sia un luogo dove poter prendersi cura di sé e trascorrere del tempo di qualità insieme alla famiglia. A maggior ragione se quest’ultimo offre un perfetto connubio di spazi verdi e servizi qualificati.

 

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Le PMI italiane sulla via della digital transformation, ma necessitano di ulteriore supporto per digitalizzare completamente il proprio business https://www.datamanager.it/2022/06/le-pmi-italiane-sulla-via-della-digital-transformation-ma-necessitano-di-ulteriore-supporto-per-digitalizzare-completamente-il-proprio-business/ Thu, 16 Jun 2022 14:45:05 +0000 https://www.datamanager.it/?p=219978 Secondo il nuovo Osservatorio American Express/BVA Doxa, mentre il 54% delle aziende ha fatto ricorso allo smart working durante la pandemia, il 98% ha almeno un canale di comunicazione digitale come un sito o un’app e il 52% ha rivisto i processi interni finalizzati alla trasformazione digitale, ben l’83% non utilizza alcun canale eCommerce Mentre […]

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Secondo il nuovo Osservatorio American Express/BVA Doxa, mentre il 54% delle aziende ha fatto ricorso allo smart working durante la pandemia, il 98% ha almeno un canale di comunicazione digitale come un sito o un’app e il 52% ha rivisto i processi interni finalizzati alla trasformazione digitale, ben l’83% non utilizza alcun canale eCommerce

Mentre gli ultimi due anni hanno visto un’evoluzione verso una maggiore digitalizzazione delle aziende italiane, un nuovo Osservatorio di American Express e BVA Doxa ha messo in luce che ci sono ulteriori opportunità per promuovere la trasformazione digitale tra le PMI. L’indagine, condotta su figure apicali di 300 piccole e medie imprese italiane operanti in diversi settori tra cui agricoltura, manifattura, commercio e servizi e su tutto il territorio nazionale, offre una fotografia sul livello di digitalizzazione delle nostre aziende.

Il passaggio delle PMI allo smart working e il bisogno di nuove modalità di networking

Durante la pandemia, aziende e professionisti hanno continuato a operare soprattutto grazie allo smart working, una modalità di lavoro ben poco utilizzata prima della crisi. Secondo lo studio American Express/BVA Doxa, tra il 54% delle PMI intervistate che hanno dichiarato di utilizzare lo smart working, il 48%  ha iniziato ad utilizzare questa modalità per via della epidemia, mentre solo il 6% del campione aveva già programmato di implementare il lavoro agile prima della crisi.

Accanto alla massiccia adozione dello smart working, il 52% delle aziende ha rivisto anche i processi interni finalizzati alla digital transformation, mostrando così una forte propensione ad un cambio di passo verso il digitale, mentre il 37% ha aderito a nuovi servizi dedicati al networking per stabilire contatti che aiuterebbero a supportare il proprio business, percentuale, quest’ultima, che ha un grande margine di miglioramento. Due terzi delle aziende dichiara infatti di non far parte di nessun consorzio o rete di imprese ed in particolare appare bassissimo il collegamento con i consorzi di ricerca scientifica e tecnologica, che riguarda solo il 5% delle PMI.

Maggiori opportunità di crescita per l’e-Commerce

Anche l’utilizzo dell’e-Commerce risulta al momento contenuto, nonostante il 48% degli intervistati (il dato sale per le aziende manifatturiere e agricole) abbia dichiarato di svolgere attività di export e che il 19% sia intenzionato a farlo in futuro. Infatti, solo il 17% delle aziende italiane fa ricorso al commercio elettronico; 2 aziende su 10 sono però interessate ad implementare il commercio online, e il dato raddoppia se si considerano le aziende operanti nel commercio.

Le PMI abbracciano i social media, ma c’è spazio per un’ulteriore digitalizzazione

Per accelerare la digital transformation è fondamentale incrementare gli investimenti dedicati alla tecnologia. Secondo quanto dichiarato dalle imprese, il 60% alloca meno di 10.000 euro l’anno per le dotazioni digitali (escludendo le spese per l’hardware), da 10.000 a 20.000 euro nel 30% dei casi. Una forte spinta all’innovazione riguarda solo l’8% delle PMI, che investe oltre 30.000 euro l’anno.

Gran parte di questi investimenti in tecnologia vengono però dedicati alla gestione digitalizzata dei documenti, nel 70% dei casi, ai social media per il 62%, quindi in generale a voci “necessarie” più che strategiche. A seguire, gli investimenti vengono destinati all’e-Government e alle interazioni online con le PA (51% delle aziende), alla cybersecurity (50% delle PMI, quindi solo 1 azienda su 2, nonostante gli attacchi informatici siano aumentati lo scorso anno) e alle tecnologie cloud (40% degli intervistati). I social media sono anche considerati dal 64% delle aziende gli strumenti digitali più utili.

Va meglio invece con la presenza in rete delle aziende: il 98% delle PMI ha infatti almeno un canale di comunicazione digitale, come un sito aziendale, un’app o un profilo social. In particolare il 96% ha un sito o un’app aziendale, e il 68% un profilo social, che però vengono utilizzati prevalentemente per far conoscere il proprio brand e i propri servizi piuttosto che per le transazioni con i clienti e per attività orientate alla loro fidelizzazione. Probabilmente è per questa ragione che il canale social più utilizzato dalle PMI è Facebook (91%), seguito da Instagram (36%), mentre Linkedin si ferma al 28%, e YouTube rimane ancora periferico (4%).  Permane però ancora un 11% di imprese prive di un sito Internet.

Quasi un’azienda su due (44%) ha invece fatto investimenti in campagne digital (es. display, banner, pubblicità su motori di ricerca, video in stream), e per oltre due terzi (36%) si tratta di un’esperienza recente, fatta negli ultimi 2 anni, mentre un ulteriore 13% è interessato a fare comunicazione digital.

“Gli ultimi due anni hanno accelerato la digitalizzazione delle aziende – sia piccole che grandi – ma la nostra ricerca dimostra che per le PMI ci sono ulteriori possibilità di portare avanti questo processo. Il nostro Osservatorio mostra chiaramente che le PMI italiane hanno bisogno di supporto per accedere a tecnologie, servizi e competenze digitali core che occorrono per accelerare l’evoluzione che hanno iniziato, che rappresenta una grande opportunità nel percorso verso il recupero della competitività e della crescita. Vogliamo porci come abilitatore di questa trasformazione, fornendo anche attraverso piattaforme digitali strumenti e servizi a valore aggiunto, in particolare consulenza e formazione e un supporto alle strategie di crescita, per aiutare le aziende a digitalizzarsi, e quindi a sviluppare il proprio business in Italia, ma anche all’estero,” ha dichiarato Carolina Gianardi, General Manager e Vice President di American Express Global Commercial Services Italia.

Le piattaforme American Express supportano la trasformazione digitale delle PMI italiane

Grazie al modello “closed loop” del Gruppo, American Express è in grado di mettere in contatto clientela business ed esercenti. Per questo motivo e per favorire l’evoluzione digitale, la divisione Global Commercial Services di American Express ha dato vita alla piattaforma B4B, b4b.smart-business.it, dove le PMI possono beneficiare di uno spazio dedicato per promuovere la propria attività e i propri servizi e proporre offerte indirizzate alla più ampia community di clienti business di American Express, incrementando il proprio business e stabilendo sinergie commerciali.

Attualmente solo 1 PMI su 10 utilizza i marketplace per vendere i propri prodotti e servizi. L’indagine ha però rilevato un interesse delle aziende intervistate rispetto a questo tipo di piattaforme digital, da cui le PMI si aspettano soprattutto un supporto alla gestione aziendale (21%), nell’accrescimento del business (16%), ovviamente nel percorso di digitalizzazione (15%) e nell’ottimizzazione delle procedure (15%).

Sempre nella direzione di sostenere la digitalizzazione delle PMI, American Express Global Commercial Services ha lanciato Digitize PMI, digitizepmi.it, una nuova sezione all’interno della piattaforma B4B che nasce proprio per aiutare le piccole e medie imprese ad avviare o accelerare il proprio percorso di innovazione. Questa sezione raccoglie soluzioni e servizi offerti in partnership con aziende e startup del mondo digitale, che mettono a disposizione delle PMI italiane nuovi asset e competenze per favorire la digitalizzazione, compiendo così un primo passo verso l’internazionalizzazione.

Digitize PMI di American Express permette, ad esempio, di accedere ai servizi di Alibaba, Shopify, Isendu. In questo modo le PMI possono espandere il proprio business su nuovi mercati, approfittando delle potenzialità di Internet per vendere ed acquistare online, per un commercio realmente globale. La piattaforma consente, inoltre, di gestire la propria reputazione e migliorare la presenza del brand in rete, presidiando oltre 125 piattaforme online con webiEngage di webidoo e aumentando la propria visibilità attraverso l’advertising digitale.

Fondamentale anche l’aspetto legato all’accesso alle innovazioni tecnologiche e alla formazione: Digitize PMI permette alle aziende di accedere a specifici corsi, come quelli sviluppati da player partner come Talent Garden per organizzare il lavoro da remoto.

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