CCH Tagetik – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 24 Jun 2026 09:41:20 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png CCH Tagetik – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Potenzia il planning con l’AI https://www.datamanager.it/2026/07/potenzia-il-planning-con-lai/ Mon, 06 Jul 2026 09:00:03 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253612 In un contesto economico sempre più instabile, segnato da crisi geopolitiche, volatilità dei mercati e interdipendenze globali, il planning aziendale non può più essere un esercizio statico. Per i CFO e soprattutto per i planner chiamati a governare e valorizzare dati complessi, la sfida oggi è abilitare un modello decisionale capace di anticipare gli scenari, […]

L'articolo Potenzia il planning con l’AI proviene da Data Manager Online.

]]>
In un contesto economico sempre più instabile, segnato da crisi geopolitiche, volatilità dei mercati e interdipendenze globali, il planning aziendale non può più essere un esercizio statico.

Per i CFO e soprattutto per i planner chiamati a governare e valorizzare dati complessi, la sfida oggi è abilitare un modello decisionale capace di anticipare gli scenari, non solo di descriverli.

Rimanere stabili nell’incertezza

Negli ultimi anni, le aziende hanno espresso sempre più forte la volontà di integrare l’AI nei processi di pianificazione. Tuttavia, tra intenzione e applicazione c’è ancora un gap significativo. Il rischio più comune è trattare l’Intelligenza Artificiale come un mero strumento, senza attuare un cambiamento nell’approccio ai processi.

In particolare, proprio per il planning non basta essere più efficienti: bisogna essere più adattivi. Passare da cicli rigidi a modelli di continuous planning, aggiornare costantemente le previsioni, integrare nuove fonti dati e leggere le correlazioni tra fenomeni complessi, dentro e fuori la propria organizzazione.

Questo implica una responsabilità cruciale: garantire una base dati solida e di qualità. Senza dati affidabili, le simulazioni what-if restano ipotesi. Con dati robusti, invece, le aziende sono più pronte ad affrontare i cambiamenti. È qui che l’AI entra in gioco, non come semplice add-on tecnologico, ma come supporto al processo di decision-making in grado di anticipare e attivare le decisioni in modo proattivo.

“Il mondo del planning è trasversale a tutta l’organizzazione e richiede che si abbia visibilità su tutti i processi aziendali: devo avere le informazioni dal finance, dalla produzione, dalle vendite, dal marketing e così via. In questo ambito, l’AI ci può dare una mano ad identificare driver, correlazioni e pattern nascosti per capire come migliorare le performance di business” dice Tommaso Paolini, Lead Technology Product Manager di CCH Tagetik.

La piattaforma CCH Tagetik si inserisce proprio in questo spazio, offrendo un ambiente integrato per l’extended planning, la cui forza risiede nella capacità di creare un linguaggio comune per decisioni condivise. In questo contesto, l’AI non è solo automazione, ma supporto cognitivo: dalla predictive intelligence all’analisi delle anomalie, fino all’uso di agenti conversazionali che traducono numeri complessi in insight comprensibili e azioni operative.

Competenze tecniche a supporto del CFO

Un altro elemento decisivo per l’utilizzo dell’AI come supporto al planning è la collaborazione tra CFO e CIO. Il primo porta la visione strategica, il secondo la competenza tecnologica. Senza questo dialogo, il rischio è doppio: soluzioni tecnicamente avanzate ma inutilizzate, oppure bisogni di business che non vengono tradotti in architetture dati adeguate.

Ma perché questo si realizzi, è fondamentale che il CIO supporti il Finance nel superare l’idea dell’AI come “black box”. Chi prende decisioni deve comprenderne i principi: cosa produce un modello predittivo, come leggere l’importanza dei driver, quali input sono necessari. Solo così è possibile combinarla efficacemente con strumenti come gli agenti LLM, che trasformano gli output analitici in interfacce con cui dialogare, passando da sistemi configurabili a sistemi con cui interagire.

L’AI è una risposta potente ma solo se inserita in una visione più ampia: quella di un planning flessibile, data-driven e continuo. In questa prospettiva, strumenti come CCH Tagetik evolvono da sistemi di controllo a piattaforme di interpretazione, previsione e decision intelligence.

L'articolo Potenzia il planning con l’AI proviene da Data Manager Online.

]]>
CCH Tagetik, l’AI amplia il ruolo del CFO https://www.datamanager.it/2026/06/cch-tagetik-lai-amplia-il-ruolo-del-cfo/ Mon, 08 Jun 2026 13:55:53 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253172 Reporting, analisi e controllo di gestione, l’AI cambia l’Office of Finance: meno attività manuali, più simulazioni, continuous forecasting e supporto decisionale avanzato in tempo reale L’intelligenza artificiale sta trasformando la funzione Finance e con essa il ruolo del CFO. «L’AI è un “ombrello” molto ampio che negli ultimi anni ha cambiato il modo di leggere […]

L'articolo CCH Tagetik, l’AI amplia il ruolo del CFO proviene da Data Manager Online.

]]>
Reporting, analisi e controllo di gestione, l’AI cambia l’Office of Finance: meno attività manuali, più simulazioni, continuous forecasting e supporto decisionale avanzato in tempo reale

L’intelligenza artificiale sta trasformando la funzione Finance e con essa il ruolo del CFO. «L’AI è un “ombrello” molto ampio che negli ultimi anni ha cambiato il modo di leggere e utilizzare i dati» – spiega Fabrizio Tocchini, VP Technology Product Management di CCH Tagetik.

Il punto di partenza è rappresentato dall’”esplosione” delle informazioni: non più soltanto dati finanziari, ma flussi che arrivano da supply chain, vendite e operation. Un perimetro sempre più ampio che rende insufficienti gli strumenti tradizionali e impone l’adozione di modelli più evoluti per trasformare i dati in valore e insight in tempi rapidi. Il primo passaggio di questa evoluzione è rappresentato dall’introduzione di modelli di machine learning in grado di individuare i driver delle performance.

«Oggi non si tratta più solo di dire se i ricavi crescono o diminuiscono, ma di capire perché accade» – prosegue Tocchini. «Integrando variabili interne ed esterne – come pricing, politiche di marketing o indicatori macroeconomici e geopolitici – questi modelli permettono di costruire previsioni più accurate e aderenti al contesto del business. Il Finance non si limita pertanto a leggere il passato, ma sviluppa una capacità predittiva più strutturata, basata su correlazioni e scenari».

DATI SUBITO E “NUOVI COLLEGHI”

Su questa base si inserisce la Generative AI, oggi integrata nelle soluzioni CCH Tagetik. «L’utente può interrogare il sistema in linguaggio naturale e ottenere risposte immediate, senza dovere costruire manualmente report complessi», dichiara Tocchini. L’analisi diventa pertanto più accessibile e veloce, con un impatto diretto sui tempi decisionali: anche utenti che non possiedono particolari competenze tecniche oggi sono in grado di esplorare i dati, interrogarli e ottenere insight in tempo reale, senza passaggi intermedi.

L’evoluzione più recente è l’Agentic AI, su cui CCH Tagetik sta investendo in modo significativo. «Stiamo introducendo agenti che operano come “colleghi virtuali”: raccolgono, controllano e normalizzano i dati, costruiscono analisi e generano spiegazioni», spiega Tocchini.

Gli agenti intervengono lungo tutto il processo Finance, dal preprocessing delle informazioni all’analisi degli scostamenti tra dati previsionali e consuntivi. Individuano le cause delle variazioni e suggeriscono possibili azioni correttive in modo sempre più autonomo e preciso. «L’AI, oltre ad automatizzare attività come la raccolta o la preparazione dei dati, affianca il team nelle fasi di analisi, potenziandone la capacità analitica» – sottolinea Tocchini.

CIO, CFO E TEAM IBRIDI

Le informazioni provenienti da sistemi diversi devono essere validate e rese coerenti prima di poter essere utilizzate. Una fase che viene sempre più affidata a agenti AI che automatizzano controllo e mappatura delle informazioni. Si rafforza così la collaborazione tra CIO e CFO: il primo garantisce la qualità dell’infrastruttura e dei dati, il secondo lavora su informazioni affidabili per prendere decisioni più rapide e precise, riducendo il margine di incertezza. Non tutto però è automatizzabile allo stesso modo. «Le attività ripetitive possono essere automatizzate, mentre le decisioni di business restano umane. La tecnologia diventa così uno strumento di supporto alla funzione finanziaria. La persona non sarà sostituita, ma supportata in modo sempre più strutturato nei processi decisionali», afferma Tocchini.

Secondo Tocchini, il modello operativo è destinato a cambiare in modo profondo. «I team Finance evolvono verso modelli ibridi composti da persone e agenti AI». I collaboratori virtuali si occuperanno delle attività preparatorie e analitiche, mentre le persone si concentreranno nell’individuare nuove opportunità e parteciperanno attivamente al processo di decisione strategica: il professionista finance si muoverà dal ruolo di misuratore della performance al ruolo di costruttore del valore aziendale. Anche il controllo di gestione evolverà verso logiche più continue, con simulazioni, monitoraggi e alert in tempo reale. «L’obiettivo – conclude Tocchini – è costruire un Finance capace di anticipare le dinamiche del business, riducendo il lavoro manuale e aumentando la qualità delle decisioni».

L'articolo CCH Tagetik, l’AI amplia il ruolo del CFO proviene da Data Manager Online.

]]>
L’IT garante della stabilità. L’equilibrio tra innovazione e controllo https://www.datamanager.it/2026/05/lit-garante-della-stabilita-lequilibrio-tra-innovazione-e-controllo/ Wed, 06 May 2026 09:30:03 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252348 Dalla pianificazione del budget a una piattaforma unificata che integra previsione e consolidamento, CCH Tagetik accompagna Lucart nella costruzione di un ecosistema che vede l’IT partner del business Un gruppo industriale europeo, una produzione continua e una trasformazione digitale che impone scelte rapide ma, soprattutto, governate. «L’IT è chiamata a garantire l’equilibrio tra stabilità e […]

L'articolo L’IT garante della stabilità. L’equilibrio tra innovazione e controllo proviene da Data Manager Online.

]]>
Dalla pianificazione del budget a una piattaforma unificata che integra previsione e consolidamento, CCH Tagetik accompagna Lucart nella costruzione di un ecosistema che vede l’IT partner del business

Un gruppo industriale europeo, una produzione continua e una trasformazione digitale che impone scelte rapide ma, soprattutto, governate. «L’IT è chiamata a garantire l’equilibrio tra stabilità e innovazione» – dichiara Massimiliano Bartolozzi, CIO di Lucart.

Con sede a Porcari, in provincia di Lucca, Lucart è una realtà manifatturiera di primo piano nel settore della carta tissue, destinata al contatto con alimenti e persone. Ogni anno produce circa 400mila tonnellate nei suoi 12 stabilimenti europei – distribuiti tra Italia, Francia, Spagna, Regno Unito e Ungheria – e serve una settantina di paesi. Il fatturato supera i 670 milioni di euro, con circa 1800 addetti. Un sistema industriale complesso, costruito su un modello operativo 24/7, dove le macchine continue non si fermano mai.

La complessità si riflette anche nell’organizzazione strutturata per linee di business. Accanto alla grande distribuzione, con marchi come Tenderly, Tutto e Grazie EcoNatural, vi è il segmento Away From Home (AFH), area di business in cui Lucart è leader di mercato in Italia. «Il 55% deriva dal segmento AFH cosiddetto “fuori casa”, che include ambienti come uffici, centri commerciali, aeroporti, ospedali e ristoranti. La nostra presenza è capillare in questi spazi: siamo tra i primi player anche in Europa» – spiega il CIO. Un posizionamento che si traduce in una leadership solida, in Italia e in Europa.

Altro tratto distintivo è la fibra riciclata. La specificità di Lucart è di utilizzare per il 54% carta da riciclare come materia prima in ingresso alla produzione, producendo anche prodotti tissue al 100% da riciclato, che include i cartoni per bevande tipo Tetra Pak che vengono trattati separandone le tre componenti – alluminio, polietilene e carta – grazie a tecnologie proprietarie che ne consentono il riutilizzo in ottica circolare. «Essere nel Top 1% a livello globale secondo EcoVadis per il quarto anno consecutivo conferma un posizionamento di eccellenza nel panorama della sostenibilità» – afferma Bartolozzi, indicando la direzione per il futuro.

IL NUOVO RUOLO DEL CIO

«Nel periodo precedente alla pandemia – ricorda Bartolozzi – il CIO poteva permettersi di essere l’uomo dei bottoni, chiuso nella sua stanza, a cui si bussava solo quando serviva un report. L’emergenza sanitaria e lo smart working forzato hanno segnato una netta discontinuità: ci si è accorti che l’IT ha un ruolo fondamentale nel mantenere vivo il business. Da lì, è stato un continuo crescendo di opportunità di digitalizzazione, fino all’avvento dell’intelligenza artificiale, che ha cambiato completamente le carte in tavola». Oggi il CIO è pienamente coinvolto nelle scelte strategiche e chiamato a interpretare un’epoca in cui si intrecciano aspettative e timori. «I dati e la cybersecurity sono i temi che più alimentano le preoccupazioni, mentre l’IT evolve verso un nuovo posizionamento: stiamo diventando garanti della stabilità in azienda».

Le persone osservano, valutano, confrontano le tecnologie, soprattutto quando si tratta di AI generativa. Per questo – secondo Bartolozzi – al CIO è richiesto un salto di qualità: «Deve acquisire una conoscenza profonda del business, delle strategie, dei processi e delle dinamiche organizzative. Solo così è possibile orientarsi in un mercato in cui le soluzioni si moltiplicano e tutti promettono risposte, ma dove la sicurezza non può essere un punto di arrivo: deve essere una condizione di partenza».

L’obiettivo è quindi trovare un punto di equilibrio per costruire una strategia capace di contenere gli entusiasmi e, allo stesso tempo, accelerare dove necessario. «Il CIO assume così un ruolo di guida, deve trainare il business ma senza forzare la velocità, perché l’azienda deve evolvere nel suo insieme, non per singole parti» – osserva Bartolozzi.

GESTIRE IL CAMBIAMENTO

All’interno dell’area AFC – amministrazione, finance e controllo di gestione – convivono funzioni profondamente diverse per natura e velocità di evoluzione. «Sono tre ambiti distinti, con dinamiche e ritmi differenti» – spiega Bartolozzi. «L’amministrazione mantiene una forte impostazione transazionale. Una volta registrate le fatture, il lavoro è considerato concluso. In questo contesto, l’innovazione può inizialmente generare resistenze, perché l’automazione viene percepita come una possibile riduzione del ruolo umano. L’approccio deve invece essere chiaro: la digitalizzazione non sostituisce le persone, ma ne amplia le capacità, orientandole verso attività a maggiore valore aggiunto».

Più orientata alla tempestività e all’affidabilità del dato è l’area finance, dove la priorità è avere informazioni nel minor tempo possibile. «Chiusura rapida, bilancio consolidato previsionale, gestione dei flussi di cassa: tutto ciò che consente di leggere l’andamento aziendale quasi in tempo reale fa la differenza».

Il settore controlling, invece, esprime una forte vocazione all’autonomia operativa. «Più metti le persone nelle condizioni di usare la tecnologia, più crescono in efficacia e soddisfazione». In questa direzione Lucart ha introdotto modelli di self-service AI, che permettono la produzione autonoma di report e analisi. A supporto di questo percorso, è stato rivisto il modello operativo, esternalizzando le attività a minor valore e introducendo business analyst dedicati alle singole aree. «Abbiamo un riferimento per ciascun ambito: contabilità clienti, fornitori, finance e controlling» – precisa Bartolozzi. «L’obiettivo è rafforzare la conoscenza dei processi e consolidare il ruolo dell’IT come partner del business». A questo si aggiunge un confronto strutturato con il CFO, costruito su una relazione continua. «Ci incontriamo una volta al mese per un allineamento costante sulle priorità. Questo modello rafforza il dialogo tra IT e Finance e favorisce un approccio realmente collaborativo» – aggiunge il CIO.

AI E QUALITÀ DEI DATI

L’intelligenza artificiale segna una discontinuità importante, ma introduce anche nuovi profili di rischio se non governata nel modo corretto. «Senza un perimetro chiaro, l’AI genera complessità che si traduce in dati non governati e agenti che operano senza controllo. La responsabilità resta sempre in capo a chi la utilizza» – dice Bartolozzi.

Ma prima ancora di definire piattaforme, regole e priorità – serve competenza interna. «Sto seguendo un master sull’intelligenza artificiale al Politecnico di Milano, perché è indispensabile comprenderla a fondo per poterla governare». Una scelta che evidenzia la necessità di un IT sempre più consapevole, non solo esecutivo. Lucart adotta un approccio smart follower: osserva il mercato e introduce rapidamente le soluzioni che si dimostrano efficaci. «Lasciamo agli altri il tempo di sperimentare, poi adottiamo ciò che funziona veramente» – afferma Bartolozzi, delineando una logica tecnopratica all’innovazione.

IL VALORE DI CCH TAGETIK

Nel percorso di evoluzione dei processi finance, CCH Tagetik ha giocato un ruolo chiave. «Quando sono arrivato nel 2012 era già presente con una soluzione di budgeting» – racconta Bartolozzi. «Nel tempo, abbiamo costruito un ecosistema completo. Tra il 2018 e il 2022 abbiamo integrato budgeting, planning, consolidation e forecasting. Un ambiente protetto, ancora on-premise, in cui il finance è padrone dei propri dati». In attesa di nuove funzionalità legate all’intelligenza artificiale, alla base resta un elemento che riveste un’importanza fondamentale: «La fiducia tra CIO e CFO» – spiega il CIO di Lucart. «Una relazione che consente di affrontare anche le pressioni sul ritorno degli investimenti e la necessità di accompagnare le persone verso attività a maggior valore aggiunto».

Un segnale importante arriva dalla governance. «Abbiamo istituito il primo comitato per il governo dell’innovazione digitale, con CIO, amministratore delegato, CFO, direttore delle operations e responsabile HR». Un passaggio che evidenzia quanto il tema sia sentito a livello aziendale. «È fondamentale essere tutti allineati» – conclude Bartolozzi. «Perché l’innovazione digitale non è soltanto tecnologia, ma una responsabilità condivisa che riguarda tutta l’organizzazione».

L'articolo L’IT garante della stabilità. L’equilibrio tra innovazione e controllo proviene da Data Manager Online.

]]>
AI, la leva strategica per l’Office of Finance https://www.datamanager.it/2026/04/ai-la-leva-strategica-per-loffice-of-finance/ Tue, 14 Apr 2026 08:55:22 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252140 Nel report Future Ready CFO, redatto da CCH Tagetik, expert solution Wolters Kluwer, gli intervistati raccontano come l’Intelligenza Artificiale sta ridisegnando il ruolo del CFO e rafforzando l’alleanza strategica tra Finance e IT Nel nuovo scenario competitivo, il ruolo del CFO assume una nuova identità: non è più un semplice interprete dei numeri, ma un […]

L'articolo AI, la leva strategica per l’Office of Finance proviene da Data Manager Online.

]]>
Nel report Future Ready CFO, redatto da CCH Tagetik, expert solution Wolters Kluwer, gli intervistati raccontano come l’Intelligenza Artificiale sta ridisegnando il ruolo del CFO e rafforzando l’alleanza strategica tra Finance e IT

Nel nuovo scenario competitivo, il ruolo del CFO assume una nuova identità: non è più un semplice interprete dei numeri, ma un vero e proprio architetto della performance capace di guidare il business in un contesto dove tecnologia, rischio e strategia si intrecciano.

È quanto emerge dal report Future Ready CFO di CCH Tagetik, expert solution Wolters Kluwer, che evidenzia come l’Office of Finance si trovi oggi al centro di un cambiamento rapido e netto: la trasformazione digitale non è più una prospettiva futura, ma una condizione permanente. Essere “future ready” significa saper reagire con lucidità quando gli scenari mutano da un giorno all’altro.

L’AI è ormai parte integrante del modo in cui le aziende operano: i finance leader la identificano come il trend globale più impattante. L’Intelligenza Artificiale sta ridisegnando modelli decisionali, competenze richieste ai team e persino la natura degli investimenti: una quota crescente dei budget è allocata proprio su queste tecnologie, spesso come risposta necessaria alle pressioni esterne derivanti dai mercati e dalle nuove normative. Quasi la metà dei CFO riconosce che l’AI non è più un semplice abilitatore di efficienza, ma una forza che ridefinisce processi, modelli decisionali e aspettative verso il ruolo del CFO.

L’importanza e l’impatto dell’AI non si misura più solo in termini di automazione, ma nella capacità di potenziare la visione strategica del CFO. Secondo il report Future Ready CFO, nei prossimi anni impatterà in modo trasformativo su forecasting, reporting, analisi predittiva, modellazione del rischio e scenario planning. È una evoluzione che porta il Finance a intervenire molto prima nel ciclo decisionale, spostando l’attenzione dal “cosa è accaduto” al “cosa accadrà” e, soprattutto, al “come reagire ora”.

Questo nuovo modo di operare richiede una relazione più stretta che mai con il CIO. Il Finance ha bisogno di piattaforme integrate, dati affidabili, governance robusta e algoritmi sicuri; l’IT deve comprendere le priorità finanziarie e i requisiti di agilità che derivano da decisioni in tempo reale. La collaborazione tra queste due funzioni diventa, di fatto, un motore strategico unico, capace di alimentare resilienza, innovazione e competitività.

Infatti, secondo il report, il 53% dei leader finance dichiara una responsabilità diretta in ambito di digital transformation aziendale, confermando una convergenza sempre più forte con l’agenda tecnologica del CIO.

Questa evoluzione richiede piattaforme capaci di sostenere modelli predittivi avanzati, scenari articolati e decisioni in tempo reale. In questo contesto si inserisce CCH Tagetik Intelligent Platform, che integra Intelligenza Artificiale e l’analisi dei dati per supportare i processi di planning, forecasting, financial close e consolidamento, ESG e Tax. L’AI si rivela determinante non solo per automatizzare, ma soprattutto per migliorare la qualità dei dati, ridurre i rischi operativi e aumentare la velocità decisionale, vantaggi importanti citati, nel report, da molti finance leader a livello globale.

Il crescente utilizzo dell’AI, anche nei processi di Financial Planning & Analysis, riflette inoltre un cambiamento culturale: il CFO diventa un interprete evoluto dei dati, mentre la collaborazione con il CIO assume una nuova centralità. L’adozione di tecnologie intelligenti, infatti, implica anche una integrazione tra dataset eterogenei, una governance robusta e un’infrastruttura scalabile, ambiti nei quali la partnership Finance–IT diventa imprescindibile per garantire valore a lungo termine.

Il risultato è un Office of CFO più maturo e più vicino al centro delle decisioni aziendali. Non si tratta solo di prendere decisioni più rapide, ma di costruire un modello organizzativo capace di affrontare un futuro caratterizzato da cambiamenti, regolamentazione dinamica e crescente pressione competitiva. L’AI è la chiave per liberare tempo strategico, ridurre la complessità e abilitare un approccio più resiliente al business.

In definitiva, il CFO è un leader multidisciplinare, innovatore, interprete del rischio, promotore culturale del cambiamento. La sua forza non risiede solo nell’adottare nuove tecnologie, ma nel saper guidare l’organizzazione verso una mentalità più analitica, collaborativa e orientata al futuro. Ed è proprio qui che il dialogo con il CIO diventa fondamentale: Finance e IT non sono più mondi paralleli, ma sono due metà della stessa infrastruttura strategica, e l’AI è il linguaggio comune che consente al CFO e al CIO di costruire insieme un’organizzazione più agile, più consapevole e più capace di navigare l’incertezza.

L'articolo AI, la leva strategica per l’Office of Finance proviene da Data Manager Online.

]]>
La svolta data-driven del Finance https://www.datamanager.it/2025/10/la-svolta-data-driven-del-finance/ Wed, 29 Oct 2025 09:34:10 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248556 Nel mondo del finance moderno, la gestione dei dati è diventata una leva strategica per affrontare la complessità e accelerare il processo decisionale. In questo scenario, CCH Tagetik Intelligent Platform si distingue per la sua capacità di trasformare grandi volumi di informazioni in insight immediati e azionabili. Al centro della piattaforma c’è l’Analytic Information Hub […]

L'articolo La svolta data-driven del Finance proviene da Data Manager Online.

]]>
Nel mondo del finance moderno, la gestione dei dati è diventata una leva strategica per affrontare la complessità e accelerare il processo decisionale.

In questo scenario, CCH Tagetik Intelligent Platform si distingue per la sua capacità di trasformare grandi volumi di informazioni in insight immediati e azionabili.

Al centro della piattaforma c’è l’Analytic Information Hub (AIH), un motore potente e flessibile progettato per centralizzare, integrare e analizzare dati provenienti da fonti eterogenee. L’AIH consente di unificare dati finanziari e operativi in un unico ambiente, eliminando i silos informativi e semplificando la complessità dei processi.

Grazie alla sua architettura in-memory, l’AIH è in grado di elaborare enormi quantità di dati in tempo reale, garantendo analisi rapide, accurate e sempre aggiornate. Questo approccio consente ai team finance di reagire con tempestività ai cambiamenti del mercato, migliorando la qualità delle decisioni strategiche.

La piattaforma supporta la modellazione dinamica, permettendo di simulare scenari, pianificare in modo flessibile e adattarsi alle evoluzioni del business. Inoltre, offre strumenti avanzati per la creazione di report personalizzati e dashboard interattive, facilitando la comunicazione dei dati all’interno dell’organizzazione.

Uno dei punti di forza dell’AIH è la sua scalabilità nativa, che garantisce performance elevate anche in presenza di dataset in continua espansione. Questo rende la piattaforma ideale per aziende di ogni dimensione, pronte a crescere e a digitalizzare i propri processi Finance.

CCH Tagetik Intelligent Platform si articola in quattro pillar fondamentali:

  • Financial Close & Consolidato: automatizza la chiusura contabile e la redazione del bilancio consolidato, garantendo coerenza, tracciabilità e conformità normativa.
  • Extended Planning & Analysis: abilita una pianificazione agile e predittiva, con modelli flessibili e scenari simulativi per una gestione proattiva delle performance.
  • ESG & Regulatory: integra i dati ambientali, sociali e di governance nei processi decisionali, supportando la rendicontazione e la conformità alle normative.
  • Corporate Tax: connette Finance e Fiscalità, semplificando la gestione delle imposte e migliorando l’efficienza operativa.

In sintesi, l’Analytic Information Hub è il cuore tecnologico che consente alle aziende di affrontare la complessità dei big data con strumenti intelligenti, affidabili e scalabili. Grazie alla sua capacità di integrare, analizzare e rendere fruibili i dati in tempo reale, l’AIH non solo migliora l’efficienza operativa, ma eleva la qualità delle decisioni strategiche.

In un contesto in cui la rapidità e la precisione sono fondamentali, disporre di una piattaforma che garantisca coerenza, tracciabilità e flessibilità diventa un vantaggio competitivo.

CCH Tagetik si conferma così un partner tecnologico di riferimento per i team Finance che vogliono evolvere verso una gestione data-driven, agile e orientata al futuro.

L'articolo La svolta data-driven del Finance proviene da Data Manager Online.

]]>
Consolidato e AI con CCH Tagetik https://www.datamanager.it/2025/10/consolidato-e-ai-con-cch-tagetik/ Mon, 13 Oct 2025 08:50:44 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248230 Il consolidamento finanziario è da sempre uno dei processi più delicati e strategici per le direzioni amministrative e finanziarie, soprattutto in contesti aziendali complessi e multinazionali. La crescente pressione normativa, la necessità di garantire trasparenza, rapidità e affidabilità nell’elaborazione dei dati impongono un cambio di paradigma: non basta più essere conformi, bisogna essere agili, predittivi […]

L'articolo Consolidato e AI con CCH Tagetik proviene da Data Manager Online.

]]>
Il consolidamento finanziario è da sempre uno dei processi più delicati e strategici per le direzioni amministrative e finanziarie, soprattutto in contesti aziendali complessi e multinazionali.

La crescente pressione normativa, la necessità di garantire trasparenza, rapidità e affidabilità nell’elaborazione dei dati impongono un cambio di paradigma: non basta più essere conformi, bisogna essere agili, predittivi e strategici.

In questo scenario, la piattaforma CCH Tagetik, expert solution Wolters Kluwer, si afferma come soluzione di riferimento per il Corporate Performance Management, grazie alla sua capacità di gestire in modo integrato, automatizzato e intelligente l’intero processo di consolidamento. Dalla raccolta dei dati alla generazione del bilancio consolidato, fino alla disclosure finale, la piattaforma consente di ridurre tempi, costi e rischi, garantendo al contempo precisione, compliance e tracciabilità.

Il cuore tecnologico di CCH Tagetik è il suo motore contabile, altamente configurabile, che permette di automatizzare le scritture di consolidamento, gestire le variazioni di perimetro, le operazioni infragruppo, le conversioni valutarie e le rettifiche contabili. Questo approccio consente di eliminare le attività manuali ripetitive, ridurre gli errori e accelerare il ciclo di chiusura, liberando risorse per attività a maggior valore strategico.

Ma è l’integrazione con le tecnologie emergenti, in particolare l’Intelligenza Artificiale, a rappresentare il vero punto di svolta. L’AI integrata nella piattaforma abilita funzionalità avanzate che trasformano il consolidamento da processo reattivo a leva strategica. Algoritmi di machine learning analizzano i dati storici, identificano anomalie, suggeriscono correzioni e migliorano la qualità dell’informazione. L’Intelligenza Artificiale supporta anche la classificazione automatica delle voci contabili, l’analisi semantica dei testi e la generazione assistita di report, contribuendo a una maggiore efficienza e coerenza nei risultati.

Un altro elemento distintivo è la capacità della piattaforma di integrarsi con ambienti cloud, architetture data-driven e sistemi ERP eterogenei, facilitando la collaborazione tra team, la governance dei dati e la scalabilità del modello operativo. La tracciabilità completa delle operazioni, la gestione dei workflow approvativi e la conformità alle normative internazionali (IFRS, US GAAP, ecc.) rendono CCH Tagetik una soluzione ideale per gruppi multinazionali e realtà articolate, che necessitano di una visione consolidata e affidabile in tempi sempre più ridotti.

Inoltre, la piattaforma offre funzionalità di simulazione e analisi what-if, che permettono di valutare l’impatto di operazioni straordinarie, variazioni di perimetro o cambiamenti normativi, anticipando scenari e supportando decisioni informate. Questo approccio proattivo al consolidamento consente alle aziende di trasformare un obbligo contabile in uno strumento di pianificazione e controllo.

Grazie alla continua evoluzione della piattaforma, CCH Tagetik è in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e alle esigenze specifiche di ciascuna organizzazione. Le funzionalità di reporting avanzato, la gestione centralizzata dei dati e l’interfaccia utente intuitiva contribuiscono a migliorare l’esperienza degli utenti e a favorire una cultura aziendale orientata alla responsabilità e alla trasparenza. Inoltre, l’approccio modulare consente di estendere facilmente le funzionalità, integrando processi di budgeting, forecasting e analisi della redditività, per una visione completa e coerente delle performance aziendali.

Infine, l’adozione di tecnologie come l’AI non solo migliora l’efficienza operativa, ma apre la strada a una nuova era del consolidamento finanziario, dove l’Intelligenza Artificiale diventa parte integrante del processo decisionale. Le aziende che scelgono CCH Tagetik non adottano semplicemente una piattaforma, ma investono in una visione evoluta del finance, dove innovazione, controllo e strategia convivono in perfetto equilibrio.

L'articolo Consolidato e AI con CCH Tagetik proviene da Data Manager Online.

]]>
Wolters Kluwer – CCH Tagetik: l’AI non sostituisce il CFO, ma lo potenzia https://www.datamanager.it/2025/10/wolters-kluwer-cch-tagetik-lai-non-sostituisce-il-cfo-ma-lo-potenzia/ Tue, 07 Oct 2025 08:00:32 +0000 https://www.datamanager.it/?p=247485 L’evoluzione del performance management da funzione di controllo a leva decisionale data-driven. AI, cloud e integrazione end-to-end: il CFO diventa partner proattivo della crescita aziendale La funzione Finance cambia pelle: da semplice centro di controllo si trasforma in un vero motore strategico per l’impresa. Un’evoluzione che CCH Tagetik, expert solution Wolters Kluwer, conosce bene e […]

L'articolo Wolters Kluwer – CCH Tagetik: l’AI non sostituisce il CFO, ma lo potenzia proviene da Data Manager Online.

]]>
L’evoluzione del performance management da funzione di controllo a leva decisionale data-driven. AI, cloud e integrazione end-to-end: il CFO diventa partner proattivo della crescita aziendale

La funzione Finance cambia pelle: da semplice centro di controllo si trasforma in un vero motore strategico per l’impresa. Un’evoluzione che CCH Tagetik, expert solution Wolters Kluwer, conosce bene e che ha seguito passo dopo passo: «Prima l’automazione e la standardizzazione, poi la cloud transformation. Oggi i nostri clienti stanno affrontando la sfida successiva: portare l’Intelligenza Artificiale dentro i processi finance» – racconta Annarita D’Urso, VP Operations, Go-To-Market & Strategy di CCH Tagetik. «Gestire in modo integrato attività come pianificazione, budgeting, closing, consolidato, reporting e disclosure significa rompere i silos tradizionali del Finance e portare tutto dentro un unico flusso coerente e connesso, grazie a un’unica piattaforma solida, scalabile e orientata al business».

Questo non è solo un progresso tecnologico, ma una trasformazione culturale: «L’AI non sostituisce il CFO, ma lo potenzia, offrendo strumenti predittivi, analisi avanzate e maggiore velocità decisionale». Per questo motivo, ogni innovazione della roadmap aziendale viene concepita in modo pragmatico e concreto, con l’obiettivo di rispondere a esigenze reali di business, rendendo la funzione Finance un vero motore decisionale.

FINANCE PROATTIVO

Il ruolo del Finance è oggi molto più centrale rispetto al passato: se prima si occupava solo di processi di actual, garantendo il controllo dei numeri, adesso partecipa attivamente alla definizione delle strategie e alla gestione delle performance. «Il Finance non è più reattivo ma proattivo e data-driven» – spiega Annarita D’Urso. I trend che stanno ridisegnando il Finance parlano chiaro: cresce la domanda di insights in tempo reale, di scenari predittivi e simulazioni sempre più accurate, ma anche di un’integrazione profonda tra finance e operation, capace di garantire una visione end-to-end dei processi aziendali. A questo si aggiunge la spinta delle tecnologie avanzate – dall’Intelligenza Artificiale al Machine Learning, fino al Natural Language Processing – che portano velocità, precisione e capacità di interpretazione dei dati. Senza dimenticare un altro pilastro sempre più strategico: la sostenibilità, con il reporting ESG che impone nuovi modelli di misurazione e maggiore trasparenza.

«Non ci limitiamo ad aggiungere funzioni intelligenti – afferma D’Urso – ma ripensiamo processi chiave in ottica predittiva e automatizzata». Già oggi, diversi moduli della piattaforma integrano l’AI per prevedere trend e anomalie nei dati finanziari, ottimizzare la pianificazione e il forecast con il Machine Learning, semplificare la classificazione dei dati grazie al NLP e accelerare il closing con processi di riconciliazione dei dati. «I clienti stanno rispondendo con grande interesse, soprattutto perché percepiscono benefici concreti in termini di tempo risparmiato – per esempio, nella preparazione dei report, la riduzione degli errori e la maggiore capacità previsionale. L’AI è vista come un alleato, non come una black box» – dichiara D’Urso.


#digitalCFO Dai silos a un unico flusso scalabile che integra Finance e Operations #CCHTagetik #WoltersKluwer
Click To Tweet


IL VALORE DI CFO E CIO

Il punto di forza dell’AI di CCH Tagetik è la sua integrazione nativa nei processi finanziari. Questo approccio consente di anticipare criticità anziché reagire a posteriori, ridurre i tempi decisionali grazie a insight tempestivi e affidabili, simulare scenari complessi in modo intuitivo e liberare risorse automatizzando attività ripetitive. «Il CFO necessita quindi di strumenti capaci di coniugare affidabilità tecnica e agilità strategica» – spiega Annarita D’Urso. «La nostra AI è progettata per adattarsi ai contesti specifici mantenendo sempre il controllo in mano all’utente». L’IT è chiamato a garantire l’integrazione in ecosistemi tecnologici complessi, assicurando scalabilità, sicurezza e continuità operativa, soprattutto in ambienti cloud.

«Collaboriamo attivamente con i team IT dei nostri clienti – continua D’Urso – offrendo una piattaforma aperta, moderna e facilmente governabile, capace di soddisfare le esigenze di business e i requisiti architetturali. Costruiamo con l’IT una vera partnership, che facilita l’adozione di AI e advanced analytics, mettendo sempre sicurezza e governance al primo posto».

L'articolo Wolters Kluwer – CCH Tagetik: l’AI non sostituisce il CFO, ma lo potenzia proviene da Data Manager Online.

]]>
CCH Tagetik: dal planning all’extended planning https://www.datamanager.it/2025/09/cch-tagetik-dal-planning-allextended-planning/ Mon, 22 Sep 2025 07:41:46 +0000 https://www.datamanager.it/?p=247589 Nuove soluzioni trasformano l’Enterprise Performance Management, estendendo la pianificazione a tutta l’organizzazione e liberando le persone dal peso delle attività ripetitive Nel campo dell’Enterprise Performance Management, le soluzioni a supporto dei sistemi informativi aziendali e dell’Office of Finance stanno attraversando un’evoluzione profonda. Il mercato richiede strumenti capaci di andare oltre la semplice automazione al fine […]

L'articolo CCH Tagetik: dal planning all’extended planning proviene da Data Manager Online.

]]>
Nuove soluzioni trasformano l’Enterprise Performance Management, estendendo la pianificazione a tutta l’organizzazione e liberando le persone dal peso delle attività ripetitive

Nel campo dell’Enterprise Performance Management, le soluzioni a supporto dei sistemi informativi aziendali e dell’Office of Finance stanno attraversando un’evoluzione profonda. Il mercato richiede strumenti capaci di andare oltre la semplice automazione al fine di abilitare processi predittivi, analitici e generativi, in grado di supportare il management nella definizione della strategia e nella sua esecuzione operativa.

L’Intelligenza Artificiale viene utilizzata già oggi in tre aree: la prima riguarda gli scopi strategici. Grazie allo storico dei dati aziendali e all’uso di algoritmi di Machine Learning, i software sono in grado di simulare scenari futuri, affiancando il lavoro di manager e controller. L’innovazione risiede nella possibilità di uscire dai confini dell’impresa e integrare driver esterni relativi, per esempio, ad aspetti come l’inflazione, i benchmark di mercato o le dinamiche messe in atto dai competitor, fornendo un quadro che combina fattori interni ed esterni.

La seconda area è quella dell’extended planning. Una volta definita la strategia, occorre trasferirla ai livelli operativi. L’AI interviene anche su questa microscala, supportando, per esempio, pianificazione, logistica e produzione. Grazie a software predittivi, è possibile simulare l’andamento di singoli articoli, riducendo tempi e complessità per chi gestisce produzioni in serie. Il sistema automatizza i calcoli, ma lascia all’utente la possibilità di effettuare un controllo, validando i risultati secondo la propria esperienza.

La terza area riguarda reporting e disclosure. Con l’avvento della Generative AI (per esempio, CoPilot), strumenti come CCH Tagetik Ask AI consentono di creare dashboard dinamiche, grafici e analisi in linguaggio naturale. L’utente può utilizzare la voce o la chat per ottenere i risultati richiesti e visualizzarli nel miglior formato possibile come, per esempio, un grafico, una tabella, una dashboard o un diagramma.

L’AI è anche in grado di redigere report in più lingue, produrre presentazioni o documenti finanziari completi, riducendo drasticamente i tempi di elaborazione.

Già oggi, d’altronde, chi utilizza la Generative AI per interesse personale tenderà sempre più a trasferirne l’uso anche nel lavoro, accelerando l’adozione di questi strumenti in ambito professionale.

Lo scenario futuro: Agentic AI

Il passo successivo sarà rappresentato dall’Agentic AI, ovvero la capacità di mettere insieme tutti i “pezzettini” in un processo unico e automatizzato. L’Agente sarà in grado di prendere i dati, elaborarli, generare la reportistica e tradurli in documenti finali, sostituendo i passaggi manuali che oggi devono essere svolti separatamente. Secondo Gartner, il 90% dei CFO vuole introdurre questi software, ma dovrà fare i conti con la resistenza dei “colletti bianchi”. Sarà necessario un forte lavoro di change management. L’impatto sarà dirompente: la macchina si farà carico dei processi ripetitivi, mentre l’uomo avrà pieno potere in ambito di controllo e analisi.

L’AI ridisegna il Finance

In Italia l’adozione di queste tecnologie non è ancora massiva, ma la diffusione appare ormai questione di mesi. La transizione dal planning tradizionale all’extended planning sta prendendo piede, portando con sé un cambiamento culturale significativo.

Oggi, qualsiasi sia la variabile in gioco, il software di predictive extended planning di CCH Tagetik integra tutte le informazioni di pianificazione in un unico ambiente, consentendo ai planner di collaborare per una pianificazione più rapida e accurata.

Grazie alle funzionalità di Intelligenza Artificiale, il Finance può evolvere verso una pianificazione estesa e predittiva, migliorando performance, accuratezza e velocità decisionale. Con l’extended planning & analysis (xP&A) diventa possibile estendere la pianificazione a tutta l’organizzazione, allineare i processi di Finance e Operation e prendere decisioni migliori per il futuro dell’impresa.

 

L'articolo CCH Tagetik: dal planning all’extended planning proviene da Data Manager Online.

]]>
Mediaset e Wolters Kluwer – CCH Tagetik, scalabilità e integrazione cross-country https://www.datamanager.it/2025/09/mediaset-e-wolters-kluwer-cch-tagetik-scalabilita-e-integrazione-cross-country/ Mon, 08 Sep 2025 11:55:13 +0000 https://www.datamanager.it/?p=246835 Cost allocation, budgeting, reporting e compliance nativa in un’unica piattaforma. CCH Tagetik ha accompagnato la crescita europea di Mediaset: un’alleanza evolutiva che continua a generare valore Nel biennio 2004-2005 il Gruppo Mediaset (oggi MFE-MEDIAFOREUROPE) avvia una profonda trasformazione tecnologica, spinta dalla necessità di sostituire un software gestionale ormai superato. L’obiettivo: dotarsi di una piattaforma più […]

L'articolo Mediaset e Wolters Kluwer – CCH Tagetik, scalabilità e integrazione cross-country proviene da Data Manager Online.

]]>
Cost allocation, budgeting, reporting e compliance nativa in un’unica piattaforma. CCH Tagetik ha accompagnato la crescita europea di Mediaset: un’alleanza evolutiva che continua a generare valore

Nel biennio 2004-2005 il Gruppo Mediaset (oggi MFE-MEDIAFOREUROPE) avvia una profonda trasformazione tecnologica, spinta dalla necessità di sostituire un software gestionale ormai superato. L’obiettivo: dotarsi di una piattaforma più flessibile, adatta a supportare le nuove esigenze normative, organizzative e di business. È in questo contesto che nasce la collaborazione con CCH Tagetik, expert solution del Gruppo Wolters Kluwer, che a distanza di vent’anni continua a evolversi.

Andrea Chiusi, oggi financial consolidation manager di Mediaset, ricorda chiaramente quel momento di discontinuità. «Il sistema custom che usavamo non riusciva più a gestire adeguatamente il processo di consolidamento né a rispettare i nuovi obblighi di reportistica» – spiega Chiusi. La scelta di una nuova soluzione nasceva da bisogni concreti: maggiore compliance, riduzione della manualità, miglior efficienza operativa. «Avevamo bisogno di una piattaforma che ci permettesse di adeguarci alle normative emergenti (introduzione principi contabili internazionali, CGU e impairment test), ma anche di avere un database unico, ridurre i tempi e adattarci ai cambiamenti organizzativi in atto, come la nascita della PayTv del gruppo. La flessibilità che ci offriva CCH Tagetik, sia dal punto di vista normativo che gestionale, ci ha consentito di raggiungere questi obiettivi. E dopo vent’anni siamo ancora con loro».

Sempre in quegli anni il rafforzamento della presenza in Spagna con Telecinco imponeva un ulteriore sviluppo del sistema. «Essere presenti anche sul mercato iberico, con un unico software in grado di integrare i dati provenienti da più Paesi, rappresentava un vantaggio competitivo in termini di rapidità di consolidamento, coerenza del database e riduzione del time-to-insight». Maurizio Pescatore, manager consulting di CCH Tagetik, segue il progetto Mediaset sin dall’inizio. Ricorda come, già nei primi anni Duemila, la piattaforma fosse in grado di adattarsi alle esigenze di livello enterprise. «La sfida iniziale era costruire una soluzione su misura, partendo da un contesto in cui nessun software generalista riusciva a rispondere pienamente alla struttura “piramidale” del consolidato richiesto: un modello basato su centri di responsabilità multilivello».

CO-CREAZIONE DI VALORE

Nel percorso di selezione della piattaforma, un episodio resta nella memoria di Chiusi di Mediaset. «Al tavolo c’erano diversi vendor in gara. Alla domanda sulla capacità di gestire quel tipo di reportistica, alcuni vendor risposero negativamente, altri semplicemente chiesero più tempo. CCH Tagetik invece, all’incontro successivo si presentò con una demo funzionante. Per noi era fondamentale: avevamo una struttura basata su centri di responsabilità e il consolidato veniva costruito proprio su questi. Non ci serviva un consolidamento “flat”, ma uno per step, di tipo multilivello».

CCH Tagetik comprese subito il valore di quella richiesta: «La velocità con cui il team fu in grado di realizzare una soluzione tecnica concreta rappresentava il segnale tangibile della flessibilità della piattaforma e della capacità di ascolto del partner» – commenta Chiusi. L’altro nodo da risolvere era l’eccessiva manualità. «Il sistema precedente richiedeva un impiego eccessivo di risorse per operazioni ripetitive e time-consuming, sottraendo energie all’analisi strategica dei dati. L’adozione di CCH Tagetik ha permesso a Mediaset di ribaltare questo paradigma: «Liberando tempo e risorse per attività a maggiore valore aggiunto» – spiega Chiusi.

Dall’altro lato, il cambiamento nel modello di supporto consulenziale di CCH Tagetik permette all’azienda di essere sempre più proattiva. Ma uno dei principali punti di forza resta la flessibilità. «L’applicazione nasceva con un disegno e un settaggio di base, ma può essere facilmente customizzata, senza necessità di competenze informatiche» – conferma Pescatore di CCH Tagetik. «Noi configuriamo il software tramite un’interfaccia utente che in molti casi può usare anche il cliente. Le aziende evolvono, cambiano esigenze e la piattaforma si adatta in modo naturale. Questa capacità di configurazione semplice e continua è una delle qualità più apprezzate».

Maurizio Pescatore, manager consulting di CCH Tagetik

REPORTING COMPLETO

«Oltre alla flessibilità, le caratteristiche principali sono la facilità di costruzione della reportistica e la capacità di personalizzazione» – spiega Chiusi di Mediaset. «Poter adattare il software al modello di business costituiva il vero plus». Anno dopo anno, Mediaset ha costruito un sistema di driver gestionali e un modello di allocazione pienamente aderente alla propria struttura di controllo. «Dal punto di vista tecnico – spiega Chiusi – la possibilità di eseguire drill-down molto spinti, risalendo fino all’origine del dato, è sempre stata una leva strategica. Ci consente di sapere con precisione come ogni dato è stato generato: tramite interfacce ETL native del software, Excel o inserimento manuale. Oggi, questa tracciabilità è fondamentale nei rapporti con i revisori (sia interni che esterni), perché ci permette di distinguere chiaramente quali informazioni vanno verificate e approfondite a livello di singola società e quali all’interno dell’area bilancio consolidato».


#digitalCFO Il salto operativo che ha trasformato la funzione Finance #Mediaset #CCHTagetik
Click To Tweet


PIATTAFORMA EVOLUTIVA

Per Mediaset – racconta Chiusi di Mediaset – il salto tecnologico arriva con l’introduzione dell’HTML5. «Le performance migliorano. Nel tempo abbiamo avuto la possibilità di implementare sempre nuove funzionalità, come il Disclosure Management, per costruire tutta la documentazione di bilancio, fino al supporto in cloud per lo standard XBRL. La piattaforma cresce insieme a noi, sia sul fronte della compliance che su quello gestionale, passando da un’impostazione monoprodotto a una visione multiprodotto, in linea con l’evoluzione del business. E il software segue questi cambiamenti».

Il progetto, nato come strumento gestionale di sintesi, evolve progressivamente. «Abbiamo attivato focus su aree specifiche, come la contabilità analitica» – spiega Chiusi. «Siamo passati da tre strumenti separati per consolidamento, cost allocation e pianificazione a un’unica piattaforma in grado di gestire in modo integrato l’intera area finance. Con l’obiettivo di costruire un ecosistema informativo coerente, in cui le dimensioni civilistica e gestionale potessero dialogare tra loro».

Nel tempo, l’evoluzione della piattaforma viene influenzata anche dai cambiamenti normativi, che ne ampliano progressivamente lo spettro funzionale. «Penso, per esempio, all’area ESG o alla Global Minimum Tax, due degli ultimi ambiti che la piattaforma è riuscita a coprire» – osserva Pescatore di CCH Tagetik. «Sono temi complessi, ma l’architettura modulare ci permette di rispondere in modo puntuale alle esigenze di informativa esterna, spingendo lo sviluppo continuo del sistema». Un approccio che trova pieno riscontro anche nell’esperienza di Mediaset. «La chiave evolutiva sta nell’interconnessione dei moduli CCH Tagetik» – rileva Chiusi. «Avere un’area CPM integrata con quella gestionale, così come il modulo CDM connesso a un’unica base dati, ci consente di ridurre drasticamente i tempi di produzione dei documenti e garantire coerenza tra le diverse sezioni. Ogni dato, lato civilistico e gestionale è sempre allineato: basta attingere dal database unico, ed è tutto in quadratura».

STRATEGIA UNIFICATA

La visione di lungo termine è l’elemento chiave della partnership. «Con CCH Tagetik siamo cresciuti insieme, affrontando tutte le sfide normative e tecnologiche. Ogni novità rilevante diventa subito motivo di confronto» – spiega Chiusi di Mediaset. «Nel caso di acquisizioni, è Mediaset a fornire ai nuovi responsabili amministrativi il software per interfacciarsi con la direzione bilancio consolidato garantendo coerenza e continuità all’interno del Gruppo». Mantenere l’equilibrio tra reporting civilistico e gestionale è stata una delle sfide più complesse. «Due binari distinti che dovevano dialogare, garantendo sempre la coerenza dei dati: è stata una vittoria» – dichiara Chiusi. L’intelligenza artificiale? «Solo se si hanno le idee chiare» – commenta Chiusi. «Se ben governata l’AI è un valido alleato: snellisce i tempi, velocizza le analisi, facilita le verifiche finali». CCH Tagetik lo sa e si sta muovendo in questa direzione. «L’AI può davvero liberare tempo prezioso e portare valore aggiunto alle analisi più strategiche» – conclude Pescatore di CCH Tagetik.

L'articolo Mediaset e Wolters Kluwer – CCH Tagetik, scalabilità e integrazione cross-country proviene da Data Manager Online.

]]>
Torna il Sustainable Business Think Tank https://www.datamanager.it/2024/05/torna-il-sustainable-business-think-tank/ Tue, 14 May 2024 15:07:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237363 Costruire nuovi modelli di imprese sostenibili con la Scuola Sant’Snna di Pisa e CCH Tagetik L’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e CCH Tagetik, expert solution del Gruppo Wolters Kluwer, leader globale nel settore delle informazioni, dei software e dei servizi per i professionisti, ancora insieme per stimolare il dibattito in tema […]

L'articolo Torna il Sustainable Business Think Tank proviene da Data Manager Online.

]]>
Costruire nuovi modelli di imprese sostenibili con la Scuola Sant’Snna di Pisa e CCH Tagetik

L’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e CCH Tagetik, expert solution del Gruppo Wolters Kluwer, leader globale nel settore delle informazioni, dei software e dei servizi per i professionisti, ancora insieme per stimolare il dibattito in tema di sostenibilità aziendale.

Venerdi 17 maggio, a Palazzo Pfanner a Lucca, si terrà la seconda edizione del Sustainable Business Think Tank, organizzato proprio dalla Scuola Sant’Anna di Pisa all’interno dell’annuale appuntamento CCH Tagetik InTouch 2024 Global User Conference (15-17 maggio), che vedrà arrivare a Lucca oltre 800 tra clienti e partners di CCH Tagetik provenienti da tutto il mondo.

Il Sustainable Business Think Tank, nato nel 2023 con l’intento di sensibilizzare i partecipanti al meeting e promuovere cultura e confronto in tema di sostenibilità aziendale, continua il percorso tracciato mettendo in relazione i massimi esperti europei, accademici e top manager di aziende di eccellenza, su quella che è una delle sfide principali del nostro tempo: favorire modelli di business e sistemi produttivi, di sviluppo e di crescita realmente innovativi e sostenibili.

Un grande fermento normativo sta attraversando il mondo intero in merito alla comunicazione di sostenibilità (in materia di ambientale, sociale e di governance – Environmental, Social e Governance – ESG) oggi richiesta alle aziende. Andare oltre l’approccio normativo però significa considerare la sostenibilità come un elemento della strategia aziendale e parlare di imprese sostenibili vuol dire riferirsi ad imprese capaci di governare e rendicontare il proprio impatto sull’ambiente, la comunità, la società o l’economia globale e locale.

Durante il Think Tank saranno condivise esperienze, modalità operative e conoscenze su come le aziende leader possano fare business in modo etico rispettando il benessere del pianeta e dei suoi abitanti.

IL PROGRAMMA E I RELATORI

Quattro le sessioni previste: la prima, dedicata a “Implementing sustainability reporting between regulation and standards” affronta l’implementazione del reporting di sostenibilità tra requisiti normativi e standard di settore. Mentre le normative forniscono un quadro di riferimento per la conformità, gli standard offrono invece una guida per le pratiche di rendicontazione efficaci. Le aziende devono quindi saper muoversi con attenzione in questo panorama, assicurandosi che il loro reporting non solo soddisfi gli obblighi di legge, ma si allinei anche alle migliori pratiche per migliorare la trasparenza e la credibilità.

I relatori della sessione saranno Chiara Del Prete, Chairwoman, Sustainability Reporting Technical Expert Group (TEG) – EFRAG e John Knights, Head of Services – Global Reporting Initiative (GRI)

Nella seconda sessione verrà trattato il tema “Sustainability in business: between dreams and reality” con Alessandro Mantini, Senior Manager, Sustainability  Reporting – MFE Group (MediaForEurope), Marina Sabinina, ESG and Sustainable Finance Manager di A2A e Luca Molinari, Manager (EMEA) – Morningstar Sustainalitycs. Si parlerà di come la sostenibilità in ambito aziendale si colloca a cavallo tra obiettivi aspirazionali e attuazione pratica. Sebbene molte aziende aspirino a integrare la sostenibilità nelle loro attività, il viaggio dalla visione alla realtà presenta spesso numerose sfide: dal bilanciamento delle considerazioni finanziarie a breve termine alla navigazione in complesse catene di fornitura e paesaggi normativi, le aziende incontrano ostacoli che richiedono soluzioni innovative e impegno dedicato. Il successo sta nel colmare il divario tra i sogni di un futuro sostenibile e le azioni tangibili necessarie per realizzarlo.

Il tema della disclosure e delle iniziative sulla biodiversità verrà affrontato nella terza e quarta sessione, con i relatori Marco Lambertini, Convener – Nature Positive Initiative, Philippe Diaz, Member of the Sustainability Reporting Technical Expert Group (TEG) – EFRAG, Rossella Iorio, Head of ESG service excellence – Unicredit, William Nicolle, ESG Analyst, Fellow of UBS Sustainability and Impact Institute – UBS. Le aziende, in particolare nel settore bancario, riconoscono sempre più l’importanza dei rischi finanziari e come sia importante il potenziale impatto della perdita di biodiversità e del degrado degli ecosistemi sulla stabilità economica. Questi rischi comprendono una serie di fattori, tra cui i rischi fisici derivanti da eventi legati al cambiamento climatico, i rischi di transizione associati al passaggio a pratiche più sostenibili e i rischi di responsabilità derivanti da danni ambientali. Le banche stanno iniziando a integrare queste considerazioni nei loro quadri di gestione del rischio, valutando l’esposizione ai settori che dipendono dai servizi ecosistemici e incorporando criteri ambientali nelle decisioni di prestito e investimento. Così facendo, le istituzioni finanziarie possono contribuire a promuovere la resilienza di fronte alle sfide ambientali, salvaguardando al contempo il valore finanziario a lungo termine per loro stesse e per i loro stakeholder.

Andrea Tenucci e Lino Cinquini, coordinatori del “Sustainable Business” Think Tank per l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna, spiegano come “la sostenibilità è entrata nel linguaggio comune aziendale ed è riuscita a permeare qualunque funzione aziendale. In particolare, in questa seconda edizione del Think Tank abbiamo deciso di dedicare attenzione a questioni che riguardano la biodiversità e stimolare i partecipanti a riflettere su come l’inclusione del capitale naturale nelle decisioni aziendali rappresenti una questione aperta e rilevante per il futuro.”

 

L'articolo Torna il Sustainable Business Think Tank proviene da Data Manager Online.

]]>