Claroty – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 17 Dec 2025 09:15:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Claroty – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Previsioni cybersecurity 2026: nuove sfide per un’Italia sempre più connessa https://www.datamanager.it/2025/12/previsioni-cybersecurity-2026-nuove-sfide-per-unitalia-sempre-piu-connessa/ Wed, 17 Dec 2025 09:15:23 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249964 Claroty delinea uno scenario in cui minacce ibride, ICS vulnerabili e supply chain digitali richiedono un approccio resiliente e integrato Nel 2026 lo scenario della cybersecurity sarà caratterizzato da una crescente complessità delle minacce e da una pressione sempre più marcata sui sistemi critici, in Italia così come a livello globale. L’evoluzione dei processi di […]

L'articolo Previsioni cybersecurity 2026: nuove sfide per un’Italia sempre più connessa proviene da Data Manager Online.

]]>
Claroty delinea uno scenario in cui minacce ibride, ICS vulnerabili e supply chain digitali richiedono un approccio resiliente e integrato

Nel 2026 lo scenario della cybersecurity sarà caratterizzato da una crescente complessità delle minacce e da una pressione sempre più marcata sui sistemi critici, in Italia così come a livello globale. L’evoluzione dei processi di digitalizzazione industriale, la massiccia diffusione di dispositivi OT, IoT e XIoT e un panorama geopolitico sempre più instabile stanno contribuendo ad aumentare l’esposizione di imprese e istituzioni a un insieme via via più articolato e persistente di minacce informatiche.

Secondo le previsioni di Claroty, il nostro Paese si troverà ad affrontare un 2026 in cui i confini tra criminalità informatica, cyberwarfare e rischio operativo risulteranno sempre più sfumati. L’Italia, che può contare su infrastrutture industriali strategiche, reti energetiche capillari, servizi sanitari sempre più digitalizzati e una supply chain articolata che coinvolge migliaia di PMI, presenta caratteristiche che la rendono un obiettivo particolarmente vulnerabile per attori ostili e gruppi cybercriminali altamente organizzati.

In questo contesto, il 2026 si preannuncia un anno cruciale per l’adozione di un approccio alla cybersecurity sempre più strutturato, continuo e integrato. La sicurezza non potrà più essere gestita come un’attività emergenziale, ma dovrà diventare una funzione strategica e pienamente integrata nei processi operativi.

Per rimanere competitive e resilienti, le aziende italiane di differenti settori – dal manifatturiero all’energia, dalla sanità ai trasporti – saranno chiamate a rafforzare la propria postura di sicurezza puntando su resilienza, cooperazione e investimenti mirati. Un percorso necessario per garantire la continuità operativa, la protezione delle persone e la salvaguardia delle filiere produttive che sostengono la competitività del Paese.

Di seguito, le tre tendenze chiave che caratterizzeranno il panorama della cybersecurity 2026, secondo Claroty:

  1. La guerra informatica sarà continua e ibrida

Entro il 2026, il conflitto cyber diventerà una condizione costante e di natura ibrida. Gli Stati-nazione ricorreranno sempre più spesso a gruppi criminali per condurre attacchi ransomware, furti di dati e operazioni di disturbo, perseguendo obiettivi strategici pur mantenendo una plausibile negabilità. Le definizioni tradizionali di “guerra informatica” diventeranno obsolete. Le organizzazioni dovranno accettare che online non esiste più una vera “pace”. La deterrenza reale arriverà dalla resilienza: visibilità completa, difese multilivello e un coordinamento efficace tra settore pubblico e privato.
Con il 12% dei dispositivi OT che si prevede presenteranno vulnerabilità note e sfruttabili (KEV) e il 7% associati a campagne ransomware, la cybersecurity industriale dovrà essere trattata come una priorità operativa continua. La vera domanda, nel 2026, sarà se le organizzazioni saranno pronte a operare partendo dal presupposto che il conflitto cyber sia una condizione permanente.

  1. I sistemi di controllo industriale resteranno un punto debole

Nel 2026 gli ambienti ICS continueranno a rappresentare obiettivi ad alto valore. Progettati per garantire affidabilità più che resilienza, molti sistemi attivi da decenni diventeranno bersagli e strumenti indiretti nelle campagne cyber di stampo geopolitico. Le difese dovranno essere costruite intorno alla visibilità, permettendo alle organizzazioni di conoscere asset, connessioni e vettori di rischio. Una modernizzazione incrementale – tramite segmentazione, monitoraggio passivo ed esposizione controllata – sarà più efficace della sostituzione totale dei sistemi. I dati mostrano che i rischi resteranno elevati: la maggior parte degli ambienti BMS presenta KEV, e i dispositivi IoMT/OT nel settore sanitario rimangono fortemente esposti, con numerose vulnerabilità legate al ransomware. Entro il 2026, la sicurezza degli ICS richiederà un’evoluzione rigorosa basata su monitoraggio continuo, allineamento normativo e segmentazione. Solo così sarà possibile innalzare il livello di resilienza industriale agli standard dell’IT.

  1. La supply chain e la superficie di attacco XIoT in espansione

Nel 2026 la sicurezza della supply chain digitale richiederà una visione olistica, che includa sia il software sia i dispositivi connessi. Ogni sensore, controller e sistema integrato rappresenterà allo stesso tempo un abilitatore di business e un potenziale vettore di rischio cyber e operativo. Una singola vulnerabilità in un fornitore potrà generare effetti a cascata su più settori. La mitigazione dipenderà da inventari di asset continui e contestualizzati, da una gestione dell’esposizione basata sulle priorità e da un rilevamento supportato dall’AI. Sarà fondamentale una trasparenza trasversale tra le organizzazioni: produttori, operatori e regolatori dovranno condividere intelligence sulle vulnerabilità per rafforzare la resilienza dell’intero ecosistema. Nel 2026, la sicurezza della supply chain sarà indissolubilmente legata alla sicurezza nazionale. Le organizzazioni che investiranno in monitoraggio continuo, riduzione del rischio e collaborazione pubblico-privato saranno quelle maggiormente preparate ad affrontare le minacce emergenti.

Le previsioni di Claroty delineano un 2026 in cui la sicurezza digitale diventerà un elemento imprescindibile per la continuità operativa e la competitività del Paese. In un contesto di minacce in costante evoluzione, rafforzare resilienza, capacità di collaborazione e investimenti mirati sarà fondamentale per sostenere la crescita del sistema produttivo italiano e garantire la protezione delle infrastrutture che ne costituiscono l’ossatura. Un impegno condiviso che permetterà alle organizzazioni di affrontare con maggiore sicurezza e consapevolezza le sfide di un panorama cyber sempre più articolato.

 

L'articolo Previsioni cybersecurity 2026: nuove sfide per un’Italia sempre più connessa proviene da Data Manager Online.

]]>
Chris Inglis, ex National Cyber Director Usa, entra nell’Advisory Board di Claroty https://www.datamanager.it/2024/01/chris-inglis-ex-national-cyber-director-usa-entra-nelladvisory-board-di-claroty/ Wed, 31 Jan 2024 16:37:25 +0000 https://www.datamanager.it/?p=234371 Veterano dell’aeronautica ed ex vicedirettore della NSA, l’arrivo di Inglis avrà un grande impatto per l’azienda Claroty, azienda specializzata nella protezione di sistemi cyber-fisici, annuncia l’ingresso di Chris Inglis, ex National Cyber Director USA, nel proprio Advisory Board. Grazie alla propria profonda esperienza, che spazia dalla sfera militare a quella civile, Inglis porta con sé […]

L'articolo Chris Inglis, ex National Cyber Director Usa, entra nell’Advisory Board di Claroty proviene da Data Manager Online.

]]>
Veterano dell’aeronautica ed ex vicedirettore della NSA, l’arrivo di Inglis avrà un grande impatto per l’azienda

Claroty, azienda specializzata nella protezione di sistemi cyber-fisici, annuncia l’ingresso di Chris Inglis, ex National Cyber Director USA, nel proprio Advisory Board. Grazie alla propria profonda esperienza, che spazia dalla sfera militare a quella civile, Inglis porta con sé impareggiabili competenze sia nell’ambito della sicurezza informatica sia nella difesa nazionale, contribuendo così alla missione dell’azienda volta a proteggere le infrastrutture critiche del mondo.

“Vista l’imprescindibile necessità di proteggere le infrastrutture dalle quali dipendono i sistemi essenziali per la vita quotidiana, dobbiamo prestare uguale, se non maggiore, attenzione alle tecnologie cyber-fisiche che costituiscono le fondamenta di tali sistemi, siano essi oleodotti, reti elettriche o ospedali”, ha spiegato Chris Inglis. “La Cyber Strategy della Casa Bianca e la serie di National Defense Authorization Act Sections, che invitano il Dipartimento della Difesa a modernizzare e proteggere le infrastrutture OT, confermano, infatti, l’innalzamento dei livelli di criticità. Claroty ha soluzioni collaudate e mirate che rispondono a queste esigenze su larga scala, per questo non vedo l’ora di contribuire al loro sviluppo al fine di raggiungere livelli di innovazione sempre più alti per soddisfare le richieste del mercato”.

In qualità di Visiting Professor presso l’aeronautica militare e le accademie navali degli Stati Uniti, Inglis continua a plasmare la futura generazione di leader della cybersecurity. Ricopre, inoltre, il ruolo di consulente senior di Hakluyt and Company ed è un stimato membro del consiglio di amministrazione di Huntington Bancshares. La sua dedizione al progresso della sicurezza informatica è ulteriormente confermata dal ruolo ricoperto all’interno del Cybersecurity Advisory Council del Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti.

Dal 2021 al 2023, Inglis è stato il primo direttore informatico nazionale degli Stati Uniti confermato dal Senato alla Casa Bianca. In precedenza, ha apportato un significativo contributo come commissario alla Cyberspace Solarium Commission degli Stati Uniti. La sua esperienza comprende anche otto anni come vicedirettore e direttore operativo della National Security Agency e tre anni come ufficiale di collegamento speciale degli Stati Uniti a Londra. Con una carriera di oltre 30 anni nell’aeronautica militare e nella Guardia nazionale aerea degli Stati Uniti, Inglis è stato generale di brigata e detiene il grado di pilota di comando dell’USAF.

“Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Chris Inglis nell’Advisory Board di Claroty e di poter contare sulla sua immensa conoscenza per guidare lo sviluppo delle nostre soluzioni di sicurezza e le partnership con il settore pubblico, compreso il governo federale degli Stati Uniti”, ha affermato Yaniv Vardi, CEO di Claroty. “La vasta esperienza in ruoli di leadership e la profonda comprensione della sicurezza informatica dal punto di vista governativo sono strumenti preziosi per aiutare i nostri clienti a districarsi all’interno di ambienti normativi sulla cybersecurity in continua evoluzione e di un panorama di minacce globali profondamente complesso”.

L’Advisory Board di Claroty è attualmente presieduto dall’ammiraglio della Marina statunitense (in pensione) Michael S. Rogers, comprende dirigenti di aziende Fortune 500 e abbraccia settori come i trasporti, la biotecnologia e le infrastrutture digitali.

L'articolo Chris Inglis, ex National Cyber Director Usa, entra nell’Advisory Board di Claroty proviene da Data Manager Online.

]]>