contraffazione – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 14:35:28 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png contraffazione – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Il 25 % dei giovani europei utilizza fonti illegali per accedere a contenuti online https://www.datamanager.it/2016/04/25-dei-giovani-europei-utilizza-fonti-illegali-accedere-contenuti-online/ Fri, 08 Apr 2016 14:00:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=98501 Un quarto dei cittadini dell’UE di età compresa tra i 15 e i 24 anni ammette di aver utilizzato intenzionalmente fonti illegali per accedere a contenuti online negli ultimi 12 mesi. La maggior parte dei giovani afferma di farlo perché gratis o più conveniente che accedere a contenuti provenienti da fonti legali. Questo è quanto […]

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Un quarto dei cittadini dell’UE di età compresa tra i 15 e i 24 anni ammette di aver utilizzato intenzionalmente fonti illegali per accedere a contenuti online negli ultimi 12 mesi.

La maggior parte dei giovani afferma di farlo perché gratis o più conveniente che accedere a contenuti provenienti da fonti legali. Questo è quanto emerge da una nuova ricerca realizzata dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), che ha intervistato giovani in ciascuno dei 28 Stati membri dell’UE.

Film e serie TV risultano i tipi di contenuti provenienti da fonti illegali ai quali i giovani hanno avuto maggiormente accesso, seguiti da musica e giochi.

Quasi uno su quattro degli intervistati ritiene che accedere a contenuti digitali da fonti illegali per uso personale non costituisca niente di irregolare, e un terzo ritiene che i contenuti da fonti illegali siano più facili da trovare e di più rapido accesso rispetto a contenuti provenienti da fonti legali.

Sei su dieci giovani europei affermano che smetterebbero di utilizzare fonti illegali per accedere a contenuti digitali, se fossero disponibili contenuti da fonti legali a condizioni più accessibili.

La ricerca mostra anche una netta differenza di atteggiamento tra i giovani che accedono illegalmente a contenuti digitali e quelli che acquistano prodotti contraffatti online.

Solo il 12 % degli intervistati ha affermato di aver acquistato intenzionalmente prodotti contraffatti online negli ultimi 12 mesi, per lo più abbigliamento, accessori e calzature contraffatti, e la metà di essi ha affermato di averlo fatto perché più economico rispetto all’acquisto del prodotto originale.

Tuttavia, la stragrande maggioranza dei giovani non acquista prodotti contraffatti online. Oltre la metà di tutti gli intervistati afferma di non fidarsi dei siti che vendono prodotti contraffatti e il 20 % dice di aver paura che i propri dati vengano utilizzati in modo improprio, qualora effettuino un acquisto.

António Campinos, direttore esecutivo dell’EUIPO ha affermato: “Il presente studio ci aiuta a capire i giovani nativi digitali, a esplorare come si comportano online e a misurare la portata della sfida rappresentata dal cambiamento dei loro atteggiamenti. Sono fiducioso del fatto che questo studio sosterrà i nostri sforzi collettivi volti a sviluppare iniziative di educazione e sensibilizzazione in materia di PI significative per i giovani europei e che esso fornisca informazioni preziose per i responsabili delle politiche”.

Secondo i risultati della ricerca:

·         In Francia l’11 % dei giovani ha acquistato intenzionalmente prodotti contraffatti online negli ultimi 12 mesi, mentre il 34 % ha utilizzato intenzionalmente fonti illegali per accedere a contenuti online.

·         Nel Regno Unito il 10 % dei giovani ha acquistato intenzionalmente prodotti contraffatti online negli ultimi 12 mesi, mentre il 19 % ha utilizzato intenzionalmente fonti illegali per accedere a contenuti online.

·         In Italia il 9 % dei giovani ha acquistato intenzionalmente prodotti contraffatti online negli ultimi 12 mesi, mentre il 21 % ha utilizzato intenzionalmente fonti illegali per accedere a contenuti online.

·         In Spagna il 19 % dei giovani ha acquistato intenzionalmente prodotti contraffatti online negli ultimi 12 mesi, mentre il 33 % ha utilizzato intenzionalmente fonti illegali per accedere a contenuti online.

·         In Germania l’8 % dei giovani ha acquistato intenzionalmente prodotti contraffatti online negli ultimi 12 mesi, mentre il 18 % ha utilizzato intenzionalmente fonti illegali per accedere a contenuti online.

 

La ricerca attuale, i cui risultati sono stati diffusi dall’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, fa seguito a uno studio, intitolato “Cittadini europei e proprietà intellettuale: percezione, consapevolezza e comportamento”, che ha rilevato gli atteggiamenti dei cittadini dell’UE nei confronti della proprietà intellettuale.

Tale studio, il primo del suo genere in Europa, ha mostrato che i cittadini di età compresa tra i 15 e i 24 anni erano coloro che assumevano atteggiamenti più tolleranti in materia di contraffazione e download illegale. La relazione odierna è stata commissionata dall’EUIPO per capire meglio come i giovani cittadini dell’UE si comportano online ed esplorare i principali fattori trainanti e le principali barriere che li spingono ad acquisire contenuti online e prodotti fisici, sia legalmente che illegalmente.

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Certilogo lancia la nuova release Authenticator per combattere la contraffazione https://www.datamanager.it/2015/12/certilogo-lancia-la-nuova-release-authenticator-per-combattere-la-contraffazione/ Thu, 10 Dec 2015 18:00:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=90663 Un’efficace opposizione al fenomeno della contraffazione dei prodotti di marca, in costante crescita a livello mondiale, può avvenire solo con un approccio collaborativo che unisca tutti gli attori coinvolti partendo dal basso, ovvero dai consumatori finali. Certilogo, il people powered brand protection system, scelto da un network di oltre 50 brand del lusso e fashion […]

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Un’efficace opposizione al fenomeno della contraffazione dei prodotti di marca, in costante crescita a livello mondiale, può avvenire solo con un approccio collaborativo che unisca tutti gli attori coinvolti partendo dal basso, ovvero dai consumatori finali.

Certilogo, il people powered brand protection system, scelto da un network di oltre 50 brand del lusso e fashion – tra cui Versace, Stone Island, Colmar, Moschino, Giuseppe Zanotti Design, Save the Duck – si basa su un modello di business collaborativo e fa leva sulla volontà di milioni di consumatori che, grazie alla tecnologia e a un nuovo modo di relazionarsi tra di loro, con i prodotti e con i brand, diventano potenti alleati per la lotta ai prodotti contraffatti.

Eccellenza italiana impegnata da anni a contrastare il settore della contraffazione in un mercato globale, Certilogo è l’unica azienda che ha declinato fin dall’inizio l’idea del crowdsourcing alla brand protection e che affronta oggi un annoso problema in modo nuovo comunicandolo anche sul proprio sito www.certilogo.com che è stato completamente rinnovato.

Il restyling del “look and feel” ha riguardato l’intera presenza online di Certilogo che è stata rivista alla luce della value proposition “We choose authentic” che coinvolge direttamente i consumatori finali nella lotta alla contraffazione. Inoltre, è stata potenziata la UX di sito e dell’app web/mobile “Authenticator” resa responsive per tutti i device più importanti.

La nuova release dell’Authenticator, mette al centro il consumatore, facilitato nell’utilizzo dell’app che è chiara ed intuitiva. Il consumatore inizia il percorso in un ambiente coerente con l’acquisto fatto, grazie alla possibilità per il brand di customizzare con le immagini dei propri prodotti e il proprio logo, l’iter di autenticazione, e una volta finito il processo, Certilogo riporta il cliente nell’area gestita direttamente dal brand, sia essa una landing page o il sito dello stesso. Il reengineering della nuova piattaforma è improntato sui concetti di Accuratezza, Sicurezza, Scalabilità e Modularità, con lo scopo di trovare soluzioni tecnologiche così complesse da rendere semplicissima l’esperienza d’uso e massimizzando la soddisfazione dell’utente.

DATI: 100 mila consumatori sono stati rassicurati nella scelta di un prodotto autentico.

Nel corso del 2015, la piattaforma Certilogo ha messo in contatto oltre 160 mila consumatori di tutto il mondo con i brand che amano. Di questi, quasi 100 mila hanno verificato l’autenticità di prodotti del Fashion Made in Italy da oltre 150 Paesi e in gran parte questi consumatori sono stati rassicurati sull’autenticità del proprio acquisto.

“Nel periodo di riferimento il servizio ha anche allertato circa l’8 % di chi ha interrogato la piattaforma – sottolinea Daniele Sommavilla, VP & Global Sales Certilogo – portandolo a conoscenza di essere davanti a un prodotto falso. L’acquirente tipo dei prodotti falsi del Made in Italy, che ne ha verificato l’autenticità, è per l’84 % maschio con un età media di 27 anni. L’Italia in totale assorbe il 22% del totale “falsi di Made in Italy” verificati nel mondo”.

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Il Mise lancia 2 app per non cadere nella contraffazione https://www.datamanager.it/2015/05/il-mise-lancia-2-app-per-non-cadere-nella-contraffazione/ Tue, 12 May 2015 13:37:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74679 Il Ministero dello Sviluppo Economico ha lanciato due app per valutare la conoscenza della contraffazione e i rischi che essa comporta Nell’era dell’e-commerce può essere difficile distinguere un prodotto originale da uno falso. Il Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito del progetto “Io sono originale”, ha lanciato due app per scoprire se si è in grado […]

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Il Ministero dello Sviluppo Economico ha lanciato due app per valutare la conoscenza della contraffazione e i rischi che essa comporta

Nell’era dell’e-commerce può essere difficile distinguere un prodotto originale da uno falso. Il Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito del progetto “Io sono originale”, ha lanciato due app per scoprire se si è in grado di riconoscere i cosiddetti tarocchi. I software sviluppati da Giotto Adv sono disponibili per iOS e Android e grazie a una serie di quiz dedicati consentono di valutare la nostra conoscenza sulla contraffazione e di avere tutte le informazioni sui rischi che questa comporta. Il risultato ottenuto può poi essere condiviso sui social network.

“Dall’alimentare ai cosmetici, dalla moda ai giocattoli, ma anche pneumatici ed elettrodomestici: la lista dei prodotti a rischio contraffazione è lunga e non sempre i consumatori hanno gli strumenti adatti per orientarsi nel mercato; rispondendo ai due quiz dell’app puoi misurare il tuo grado di consapevolezza e scoprire se sai distinguere un falso dall’originale”, si legge sul sito di “Io sono originale”.

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Integratori alimentari contraffatti, attenzione agli acquisti online https://www.datamanager.it/2014/07/integratori-alimentari-contraffatti-attenzione-agli-acquisti-online/ Fri, 11 Jul 2014 13:00:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=58106 Già da diverso tempo in Italia si è verificato un boom dell’acquisto di integratori alimentari, con la proliferazione di esercizi commerciali dedicati, complice forse la ricerca spasmodica della perfetta forma fisica: attenzione però all’acquisto online di questi prodotti, perché molti potrebbero essere contraffatti. Si calcola che nel nostro Paese siano almeno 10 milioni nell’ultimo anno […]

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Già da diverso tempo in Italia si è verificato un boom dell’acquisto di integratori alimentari, con la proliferazione di esercizi commerciali dedicati, complice forse la ricerca spasmodica della perfetta forma fisica: attenzione però all’acquisto online di questi prodotti, perché molti potrebbero essere contraffatti.

Si calcola che nel nostro Paese siano almeno 10 milioni nell’ultimo anno gli acquirenti di vitamine, sali minerali, erbe medicinali o fermenti lattici e sono stati 250mila gli acquisti effettuati via internet: di qui l’importanza di tutelare la propria salute contro il rischio di assumere sostanze contraffatte. Questi prodotti potrebbero infatti contenere sostanze non consentite, dopanti o anabolizzanti in dosaggi non autorizzati dalla legge.

I rischi del “fai da te”

In questo settore bisogna anche stare in guardia dal pericolo del “fai da te”, sempre più diffuso; non sono rare infatti le autoprescrizioni di integratori, che non tengono conto delle reali esigenze dell’organismo o ancora peggio dell’eventuale interazione con altri farmaci assunti.

“L’integratore può apportare macronutrienti energetici, come proteine e carboidrati, oppure micronutrienti, come sali minerali e vitamine. Quindi andrebbe assunto come supplemento alla dieta solo quando si evidenzia un fabbisogno, cioè solo da chi che ne ha veramente necessità”, spiega la Dott.ssa Camilla Pizzoni, Responsabile della divisione Ricerca e Sviluppo di PoolPharma.

Alcuni consigli per tutelarsi

Certo la tentazione di acquistare prodotti per risparmiare e farsi recapitare comodamente a casa il prodotto desiderato spinge moltissime persone ad effettuare acquisti con scarsa consapevolezza. Ecco quindi alcuni consigli forniti dall’Osservatorio:

verificare sempre attentamente gli ingredienti e i dosaggi dichiarati sull’etichetta, controllando che siano presenti negli elenchi delle sostanze autorizzate che si trovano sul sito del Ministero della Salute; controllare che l’azienda produttrice sia sul registro nazionale degli integratori, sempre tramite il sito del Ministero; infine, verificare l’identità del venditore: nel sito deve essere sempre specificata la sede legale, la partita IVA e un servizio post-vendita e di assistenza con un eventuale numero verde da contattare in caso di problemi

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Microsoft in pressing su contraffazione e pirateria digitale https://www.datamanager.it/news/microsoft-pressing-su-contraffazione-e-pirateria-digitale-55200.html Wed, 02 Apr 2014 08:26:31 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/microsoft-in-pressing-su-contraffazione-e-pirateria-digitale/ Cambio della guardia al vertice della divisione di lotta alla contraffazione

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Cambio della guardia al vertice della divisione di lotta alla contraffazione

Giorni roventi quelli che si vivono in Microsoft dopo l’insediamento di Satya Nadella, con il titolo che vola in borsa e raggiunge le quotazioni degli anni del boom della “new economy”; merito dei numeri positivi che arrivano dalle vendite di Xbox One, il cui lancio è previsto nei prossimi mesi in altri ventisei paesi e dall’entusiasmo suscitato prima dall’annuncio e poi dalla presentazione a San Francisco della versione per iPad di Office da parte dello stesso Nadella, deciso a rafforzare l’integrazione con la piattaforma mobile di Apple. Una svolta importante, in linea con la strategia sintetizzata dal neo-CEO “Mobile first, Cloud first” che presenta però anche dei rischi, a cominciare dall’incognita ricavi, subordinati secondo le prime indiscrezioni, alla sottoscrizione al servizio Office 365. Ma non si tratta solo di questo. Come ci conferma Simonetta Moreschini, il nuovo direttore della divisione a tutela del Software Originale di Microsoft, Office su cd/dvd è da sempre l’applicativo in assoluto più contraffatto. Diversa la situazione con i sistemi operativi per i quali Microsoft ha sviluppato un ecosistema virtuoso con costruttori, partner e clienti.

«A partire dai nuovi pc sui quali si fa in modo che non siano venduti senza software originale, passaggio piu’ difficile invece per  Office e gli altri applicativi» spiega Moreschini, che con l’ausilio di un team di professionisti guida lo sviluppo del piano a supporto dell’utilizzo di software originale. «Un programma apprezzato da partner e clienti, per l’opportunità che rappresenta in termini di valore aggiunto e di consapevolezza sul proprio ambiente IT» precisa Moreschini. Del resto i numeri della contraffazione parlano chiaro: 500 miliardi di dollari a livello mondiale  per risolvere i problemi provocati dal malware caricato su software contraffatto; altri 127 miliardi per gestire i problemi di sicurezza e 364 per affrontare le violazioni dei dati. Queste le stime dei danni a carico delle aziende secondo lo studio condotto da IDC in collaborazione con la National University of Singapore (NUS) e commissionato da Microsoft in occasione di “Play It Safe“, la campagna internazionale di sensibilizzazione sui pericoli connessi al malware e alla pirateria digitale. Sorprendente anche il dato relativo al numero di installazioni di software contraffatto – quasi il 20% – effettuato dai dipendenti, dato significativo non solo per le implicazioni di natura economica. «Lo studio prende in esame un campione molto grande di risposte  e su una vasta geografia. Infatti bisogna tenere conto delle differenze anche sensibili tra aree geografiche» puntualizza Moreschini. «Indubbiamente si tratta di numeri di business importanti che prefigurano margini di intervento elevati, per i quali giocano un ruolo molto importante sicuramente i CIO delle aziende che in sede di deployment del software oggi dispongono di tutti gli strumenti per non lasciare spazio a iniziative incontrollate da parte del singolo i dipendente» argomenta Moreschini.

Connesso al tema della contraffazione è in questi giorni molto di attualità quello del supporto. Nel caso di XP come tutti sanno durerà sino al prossimo 8 aprile. «Non affrontare il tema della migrazione può rappresentare un rischio. Purtroppo XP al quale i nostri utenti sono così affezionati è ormai prossimo alla fine del supporto» osserva Moreschini. Il supporto XP su base selettiva può essere richiesto  ma si tratta di una soluzione decisamente più costosa di un qualsiasi progetto di migrazione ad un ambiente attuale». In realta’ sensibili come quelle delle Banche sono gia’ iniiziati da tempo iniziato progetti di  migrazione. Per quanto riguarda in maniera specifica XP embedded sui POS  va comunque detto che poiché XP è installato su macchine non direttamente esposte su internet, i pericoli almeno sulla carta sono più contenuti. Il problema più urgente secondo Moreschini è un altro. «Riguarda la PA certamente; e tutti quegli enti, cioè, dove i pc vanno su internet, ricevono e accettano le prenotazioni, gestiscono apparecchiature medicali ecc. e che quindi a partire dal 9 di aprile saranno esposti a rischi notevoli» conferma Moreschini.

Come darle torto. E nemmeno conforta sapere che anche in altri paesi, settori come la Sanità sono a rischio; nel Regno Unito, per esempio, dove si calcola che su oltre un milione di pc gira ancora Windows XP.

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Pirati del software https://www.datamanager.it/rivista/pirati-del-software-45872.html Mon, 22 Apr 2013 14:27:23 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/pirati-del-software/ L’Italia ancora nella Watch List dei Paesi a rischio. Il 78% del software scaricato illegalmente nasconde qualche tipo di spyware (IDC). Education, engineering ed enforcement sono i tre pilastri della strategia di Microsoft   Al tavolo della contraffazione, l’Ucraina è il Paese dove si gioca più sporco. Seguono altri sette Paesi da tenere d’occhio (Argentina, […]

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L’Italia ancora nella Watch List dei Paesi a rischio. Il 78% del software scaricato illegalmente nasconde qualche tipo di spyware (IDC). Education, engineering ed enforcement sono i tre pilastri della strategia di Microsoft

 

Sherri Erickson world wide Intellectual Property Right lead di MicrosoftAl tavolo della contraffazione, l’Ucraina è il Paese dove si gioca più sporco. Seguono altri sette Paesi da tenere d’occhio (Argentina, Cile, Cina, Costa Rica, India, Indonesia, Federazione Russa) nei quali la pirateria prospera, in barba a leggi e tutori dell’ordine. Un gradino più sotto, c’è un drappello di 24 Paesi, Italia compresa, nei quali la protezione della proprietà intellettuale è ancora troppo lasca. A dirlo è l’International Intellectual Property Alliance (IIPA), il consorzio di tutela delle opere dell’ingegno che raggruppa le più importanti associazioni di aziende di settori diversi, tra cui quello informatico, dell’entertainment e dell’editoria, i quali fanno della proprietà intellettuale la loro maggior fonte di guadagno.

I COSTI PER LE AZIENDE

«La pirateria è una piaga per quei Paesi che come gli Stati Uniti sono tra i primi produttori al mondo di materiale protetto da copyright. La contraffazione è di ostacolo allo sviluppo, soffoca l’indotto della filiera produttiva e riduce la capacità di attrarre capitali stranieri» – spiega Sherri Erickson, world wide Intellectual Property Right lead di Microsoft. Non solo. La pirateria è un pericolo anche per la sicurezza. «Ancora troppe persone credono che si possa scaricare illegalmente software autentico, quando invece sappiamo che si tratta di software contraffatto, in cui spesso si annida malware». Secondo un recente studio condotto da IDC – denominato “The Dangerous World of Counterfeit and Pirated Software” e commissionato da Microsoft (www.microsoft.com/it-it) – il 78% del software scaricato illegalmente nasconde qualche tipo di spyware e un altro 36% cela trojan e AdAware. Dal White Paper di IDC, emerge l’elevato livello di installazioni pirata su computer aziendali: il 57% degli intervistati ammette di avere installato software non testato. Questo comportamento provoca l’aumento degli interventi di riparazione da parte del supporto IT, che – secondo le stime IDC – si traducono in 1,5 miliardi di ore, 22 miliardi di dollari spesi per attività di riparazione e ripristino e in oltre 114 miliardi di dollari di costo per arginare l’impatto degli attacchi riconducibili a malware. «Per contrastare questo fenomeno, Microsoft ha sviluppato negli anni una strategia di ampio respiro, i cui pilastri sono education, engineering ed enforcement. In primo luogo, si è puntato a far crescere la consapevolezza nelle persone, evidenziando gli svantaggi dell’utilizzo di software piratato e le conseguenze di un comportamento lesivo dei diritti legati alla proprietà intellettuale. Poi – prosegue Erickson – abbiamo messo a punto una serie di procedure per rendere sempre più difficile l’utilizzo di software contraffatto, dalla registrazione del codice prodotto per l’attivazione, agli incentivi alla registrazione per il cliente finale (anteprime, aggiornamenti, assistenza tecnica, sessioni di approfondimento…). Sul fronte enforcement – l’adozione cioè di tutte quelle misure intese a scoraggiare comportamenti fraudolenti – Microsoft da anni lavora in stretta collaborazione con le autorità competenti, Guardia di Finanza, Dogane, Polizia Postale, per fronteggiare la difficile situazione del nostro Paese. «In Italia, quasi la metà del software installato è sprovvista di licenza, con una perdita per l’industria stimata da BSA in mille e 398 milioni di euro» – spiega Matteo Mille, direttore della business unit a tutela del Software genuino di Microsoft Italia e presidente di BSA (Business Software Alliance) Italia. «Per questo, in collaborazione con BSA, da tempo, promuoviamo numerose iniziative di sensibilizzazione presso aziende, istituzioni, scuole, reseller e utenti finali. Il nostro impegno in ambito aziendale è continuamente puntellato da tutta una serie di strumenti tesi a rendere sempre più evidenti i vantaggi dell’utilizzo di software licenziato, sia esso in modalità licenza o in modalità cloud, e allo stesso tempo l’illusorietà del risparmio originato dall’utilizzo di software pirata, vanificato dalla singola violazione nel network aziendale così come dalla singola perdita di dati sui pc».

 

Per ulteriori informazioni sullo studio di IDC presentato in occasione della giornata Play It Safe, la campagna internazionale di Microsoft di sensibilizzazione sulle tematiche relative alla pirateria informatica, si può visitare il sito web dedicato all’indirizzo www.playfairday.com e la rassegna stampa all’indirizzo www.microsoft.com/news/ipcrimes.

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