Cosmic Blue Team – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:24:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Cosmic Blue Team – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 The future is next: prove di futuro per Hitachi Systems CBT https://www.datamanager.it/2015/05/the-future-is-next-prove-di-futuro-per-hitachi-systems-cbt/ Fri, 22 May 2015 07:49:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=75267 Presentate a Roma le linee guida del nuovo soggetto nato con la fusione di Hitachi e CBT L’acquisizione di Cosmic Blue Team da parte di Hitachi Systems Group è stata ufficializzata, dopo l’annuncio di qualche tempo fa. L’evento di presentazione della nuova realtà si è svolto a Roma ed è stato dedicato al tema del […]

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Presentate a Roma le linee guida del nuovo soggetto nato con la fusione di Hitachi e CBT

L’acquisizione di Cosmic Blue Team da parte di Hitachi Systems Group è stata ufficializzata, dopo l’annuncio di qualche tempo fa. L’evento di presentazione della nuova realtà si è svolto a Roma ed è stato dedicato al tema del futuro del nuovo soggetto appena costituito, con il titolo appunto di “The future is next: from CBT to Hitachi Systems CBT”. Sono intervenuti Yoshinori Okami, Senior VP & Executive Officer di Hitachi Systems, Paolo Angelucci, Presidente & CEO di Hitachi Systems CBT e Flavio Radice, VP, General Manager & COO di Hitachi Systems CBT.

Okami ha parlato della storia di Hitachi e delle prospettive che l’acquisizione porterà in termini di strategia aziendale e di sviluppo verso nuovi mercati. “L’azienda è nata nel 1910 come attività di riparazione di macchine. I suoi principi ispiratori furono fin dall’inizio l’armonia, la trasparenza e lo spirito pionieristico. La compagnia crede nello sviluppo tecnologico finalizzato a dare un contributo positivo alla società”. Nell’anno fiscale 2014 il totale delle revenue del gruppo Hitachi ha sfiorato i 10 trilioni di yen nel settore dei sistemi di Information & Telecommunication. La strategia aziendale si fonda sulla vision di Hitachi, per soddisfare le esigenze dei clienti e della società nel suo complesso grazie a servizi, prodotti e piattaforme innovative. Il management plan di quest’anno è focalizzato su obiettivi di crescita e trasformazione del business attraverso tre pillar individuati nelle parole chiave “innovazione, globalizzazione e trasformazione”. Fondamentale è poi l’offering nel cloud e nel settore del Business Process Outosurcing. “La strategia di espansione europea del gruppo inizia con l’acquisizione in Italia e prosegue con l’offerta di servizi IT alle compagnie del gruppo Hitachi e le aziende giapponesi che lavorano in Europa, oltre alla collaborazione con i vendor per ampliare i servizi di datacenter in tutto il continente”, ha sottolineato Okami.

Angelucci ha invece parlato della potenza del fenomeno cloud e delle piattaforme software avanzate, con un aumento di revenue da 53 a 57 milioni di Euro da parte di CBT nel 2014 nonostante il quadro generale di declino del mercato IT italiano. “La ‘nuvola’ e i servizi collegati hanno dato il maggior contributo alla crescita, con un trend di ordini che vede in prima linea la nostra offerta EasyCloud, EasyWare ed EIM”. Tessere, queste, che si compongono alla perfezione nel mosaico della vision di Hitachi, mentre l’ingresso nel gruppo giapponese produce notevoli vantaggi a livello di brand e comunicazione, competenze d’integrazione di sistemi, oltre a un forte supporto finanziario e all’espansione del mercato.

Radice ha parlato di “alleanza strategica” tra l’azienda italiana e il gruppo giapponese, basata sull’integrazione di competenze, il contatto con le innovazioni del terzo gruppo industriale del mondo e la valorizzazione del fattore umano. “La nostra soluzione di Enteprise Information Management, WebRainbow, è un asset strategico per la distribuzione a livello mondiale”. Da una ricerca commissionata dal gruppo sulle priorità dei CEO è emerso tra l’altro che il 58% di queste figure è preoccupato dalla velocità del cambiamento tecnologico rispetto al 47% dello scorso anno. Per rispondere sempre meglio alle nuove esigenze, Radice ha ipotizzato la nascita, in un prossimo futuro, di un’offering specifico di CBT-Hitachi per una piattaforma di “Solution as a Service”, con modalità pay per use tipiche dei servizi cloud…

Sfide e opportunità della nuova acquisizione

Secondo Flavio Radice, le sfide riguardano per lo più l’integrazione dell’offering Hitachi all’interno della proposta complessiva della nuova realtà, per armonizzare prodotti e servizi di entrambe le aziende.

[blockquote style=”4″]Le opportunità invece riguardano sicuramente l’accesso alle tecnologie innovative di un gruppo leader nel mondo, interessante per noi soprattutto nei settori del mondo social e dell’healthcare. L’idea di offrire in futuro ‘solutions as a service’ potrebbe ugualmente essere interessante nel settore della gestione documentale e per ottimizzare le risorse di elaborazione. Anche il settore R&D trarrà vantaggio da questo nuovo inizio che stiamo vivendo. E’ un momento denso di promesse e siamo tutti curiosi di vedere quali traguardi ci riserverà il futuro.[/blockquote]

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CBT entra a far parte della famiglia Hitachi https://www.datamanager.it/2015/03/cbt-entra-a-far-parte-della-famiglia-hitachi/ Wed, 18 Mar 2015 10:18:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71709 Gli obiettivi del deal spiegati da Paolo Angelucci, Presidente e AD di CBT – Cosmic Blue Team Hitachi Systems acquisisce CBT. L’operazione verrà finalizzata entro marzo e rappresenta una grande opportunità per entrambe le aziende. «CBT – Cosmic Blue Team, Service, Technology & Cloud Integrator, è da 35 anni attiva sul mercato IT. Siamo onorati di […]

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Gli obiettivi del deal spiegati da Paolo Angelucci, Presidente e AD di CBT – Cosmic Blue Team

Hitachi Systems acquisisce CBT. L’operazione verrà finalizzata entro marzo e rappresenta una grande opportunità per entrambe le aziende.

«CBT – Cosmic Blue Team, Service, Technology & Cloud Integrator, è da 35 anni attiva sul mercato IT. Siamo onorati di essere stati scelti dal colosso giapponese, che ci ha individuati come partner ideale per accedere al mercato italiano e in prospettiva europeo, dove al momento il gruppo non è presente nel comparto dei  servizi IT», ci spiega il Presidente e AD Paolo Angelucci.

CBT si chiamerà Hitachi Systems CBT S.p.A. e sarà interamente controllata da Hitachi Systems a seguito dell’acquisizione che sarà finalizzata entro il mese di marzo e permetterà al colosso giapponese di sostenere il proprio business in Italia e in Europa grazie al market share di CBT nel mercato delle tecnologie. Hitachi Systems è una realtà del gruppo Hitachi Ltd. specializzata nei servizi tecnologici, nell’integrazione dei sistemi e nel cloud.

«Il focus del nostro offering resta invariato: progettazione, costruzione, gestione e manutenzione di sistemi, sviluppo applicativo, servizi cloud e data center. Quello che cambia con l’acquisizione è che la nostra mission aziendale viene potenziata, grazie al fatto di poter accedere a tutta una serie di risorse che ci permetteranno di espanderci nei mercati europei e a livello internazionale». CBT ha sei sedi e due data-center evoluti in Italia, vanta partnership con venticinque fornitori IT di primo piano e oltre 1.200 certificazioni. Il prestigio di entrare nella grande famiglia Hitachi incide positivamente anche sull’immagine di Cosmic Blue Team, che comunque nell’ultimo anno ha registrato un aumento del fatturato da 53 a quasi 60 milioni di euro nel 2014.

«E’ chiaro che anche dal punto di vista della comunicazione della nostra offerta, il fatto di far parte del terzo gruppo industriale del mondo diventa adesso un fattore molto importante per lo sviluppo del business», sottolinea Angelucci. CBT ha scelto di investire molto sull’innovazione e sulle tecnologie cloud, come elementi abilitanti del business  per i numerosi vantaggi che portano. In particolare, si tratta del full outsourcing dell’infrastruttura informatica o come definita da qualcuno  “cloud journey”, ovvero il processo di Cloud Business Transformation per il passaggio, anche progressivo, al cloud in modalità ibrida, pubblica e privata, in conformità con gli elevati standard di sicurezza dei dati.

«L’adozione della ‘nuvola’ per molte aziende inizia dalle singole applicazioni. Procede poi con l’integrazione di queste e dei sistemi, in modo che gli ambienti sia on-premise sia nel cloud possano parlarsi. Per implementazioni di elevata qualità, sono indispensabili forti capacità sistemistiche. E qui risiede uno dei punti di eccellenza della nostra offerta, per  utenti finali e per le software house orientate verso il business dei servizi IT».

Tra le aree di eccellenza di CBT anche WebRainbow, la piattaforma di Enterprise Information Management, che Angelucci descrive come “l’ERP del futuro” perché è in grado di gestire in modalità integrata informazioni, dati e processi aziendali. «Siamo attivi anche sul fronte delle tecnologie per la smart city e l’Internet of Everything, dove investiamo milioni di euro l’anno in progetti di ricerca e sviluppo».

Se c’è un messaggio chiave che CBT vuole comunicare al mercato in seguito all’acquisizione da parte di Hitachi Systems, è l’ottimismo sulla qualità del sistema Italia e sulle potenzialità che ancora può esprimere. «Mi piace parlare di questa nuova fase di vita della nostra azienda come di un riconoscimento, l’ennesimo, dell’eccellenza italiana. Non è un caso che un colosso della potenza e del prestigio del grande brand giapponese abbia scelto noi, e da parte nostra siamo convinti di poter soddisfare, anzi superare, le aspettative del mercato grazie al nuovo assetto societario».

 

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La nuova immagine di Cosmic Blue Team con fullDigi https://www.datamanager.it/news/la-nuova-immagine-di-cosmic-blue-team-con-fulldigi-56036.html Mon, 05 May 2014 19:00:07 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/la-nuova-immagine-di-cosmic-blue-team-con-fulldigi/ CBT- Cosmic Blue Team S.p.A. ha affidato a fullDigi, società del gruppoFullsix, l’ideazione e realizzazione della nuova strategia di comunicazione del Gruppo CBT compie quest’anno 35 anni – oltre 270 addetti, un fatturato consolidato di 55M di euro nel 2013 – e, quale player di primo piano nel mercato dell’ICT, intende ridefinire la propria brand […]

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CBT- Cosmic Blue Team S.p.A. ha affidato a fullDigi, società del gruppoFullsix, l’ideazione e realizzazione della nuova strategia di comunicazione del Gruppo

CBT compie quest’anno 35 anni – oltre 270 addetti, un fatturato consolidato di 55M di euro nel 2013 – e, quale player di primo piano nel mercato dell’ICT, intende ridefinire la propria brand identity, al fine di trasmettere in modo efficace ai propri clienti e partner i valori,le competenze e la solidità del Gruppo.

CBT ha scelto fullDigi per la definizione delle nuove linee guida di comunicazione, che dovranno esprimere un’immagine moderna e innovativa, cosi come in effetti il Gruppo si pone da un punto di vista strategico e di business, e che saranno declinate in tutti i momenti di comunicazione, istituzionale e commerciale, su canali digitali (social, web, email) e tradizionali (stampa).

“Il 2014 è l’anno in cui pensiamo che CBT possa esprimere meglio il tema della Cloud Business Transformation, sia per la maturità delle tecnologie,per il momento economico e sociale, ma anche per la maggiore consapevolezza dell’azienda stessa di essere già in questo trend. Sempre attenta al mercato e all’evoluzione delle tecnologie, riteniamo che cambiare, trasformandosi appunto, sia molto importante per un processo interno, ma anche per rendere al mercato la giusta immagine del Gruppo; la scelta di fullDigi non è quindi casuale, avvalersi di un partner innovativo nella comunicazione rappresenta un ulteriore elemento della transformation:capace di declinare in tutte le forme e canali possibili le nostre idee ma, soprattutto,la nostra vision”, ha commentato Flavio Radice, General Manager di CBT.

“Questa collaborazione ci rende doppiamente felici in quanto è a “due vie””, aggiunge Francesco Meani, CEO di Fullsix. “Siamo stati scelti per accompagnare CBT in un percorso di rinnovamento, ma allo stesso tempo CBT è per noi un partner strategico: grazie a competenze consolidate negli anni e a un elevato numero di certificazioni, è in grado di supportarci costantemente nell’evoluzione delle infrastrutture tecnologiche”.

Da 35 anni, CBT supporta medie e grandi imprese del settore privato e pubblico, nell’implementazionee nel miglioramento delle proprie infrastrutture ICT: cloud provider in grado di integrare servizi e soluzioni applicative ad alto contenuto tecnologico, grazie ad alte competenze e certificazioni per lo sviluppo di progetti di Public, Private e HybridCloud, a misura d’azienda.

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Inside outsourcing. I migliori attori dell’outsourcing https://www.datamanager.it/rivista/inside-outsourcing-i-migliori-attori-dell-outsourcing-54602.html Wed, 19 Mar 2014 11:39:26 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/inside-outsourcing-i-migliori-attori-delloutsourcing/ Pur continuando a mantenere un ruolo primario nelle scelte delle aziende, anche l’outsourcing cambia, nella ricerca di un sempre maggiore valore di business che faccia la differenza ai fini competitivi. Ma quali sono le scelte vincenti? di Luca de Piano   Una volta, il driver più citato era la riduzione dei costi. Questo era infatti […]

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Pur continuando a mantenere un ruolo primario nelle scelte delle aziende, anche l’outsourcing cambia, nella ricerca di un sempre maggiore valore di business che faccia la differenza ai fini competitivi. Ma quali sono le scelte vincenti?

di Luca de Piano

 

Inside outsourcing. I migliori attori dell’outsourcingUna volta, il driver più citato era la riduzione dei costi. Questo era infatti l’obiettivo primario di chi ricorreva all’outsourcing della gestione delle infrastrutture informatiche. Ma l’evoluzione, che come noto nell’ICT è sempre rapidissima, non ha risparmiato anche questo settore. E oggi, si ricorre all’outsourcing per più di un motivo. Ma soprattutto, questo che è da sempre uno dei settori chiave dell’ICT continua a mantenere un ruolo di primo piano nelle scelte delle aziende, chiamate – oggi più che mai – a dover esprimere il massimo dell’efficienza con risorse che in molti casi sono limitate. Ecco quindi che – nella ricerca delle migliori performance possibili oltre che di risparmi dei costi e di maggiore flessibilità – si ricorre all’outsourcing delle attività operative, dei processi di business, delle risorse umane e delle funzioni amministrative, della supply chain, dei servizi, della gestione di applicazioni e dell’infrastruttura IT. Da sottolineare anche la spinta alla trasformazione del mercato originata dalle più recenti modalità di erogazione dei servizi, caratterizzate da superiori livelli di flessibilità e scalabilità nell’utilizzo delle risorse informatiche, come per esempio il cloud e le offerte di tipo as a service (SaaS), sempre più ricorrenti accanto all’outsourcing più tradizionale. Queste nuove modalità hanno allargato i casi di ricorso alla gestione esternalizzata di alcune funzioni, permettendo di superare i problemi derivanti dalle ridotte capacità di investimento dovute al momento economico e di focalizzarsi maggiormente sul core business aziendale, al quale dedicare più risorse a favore della competitività sul mercato, oltre che avere accesso a tecnologie sempre aggiornate e a risorse specializzate, senza dover necessariamente investire in formazione. Non va infine dimenticato che, per le aziende strutturate su scala globale, l’outsourcing rimane anche un importante strumento che permette di adottare un modello di servizi IT omogeneo in tutto il mondo.

 

Prospettive di crescita

Passando ad analizzare le tendenze di mercato, anche se si tratta di un settore dai confini sempre meno netti, viste le molteplici forme di esternalizzazione, il mercato mondiale dell’outsourcing IT rappresenta sempre una quota importante del giro d’affari totale del comparto ICT. Nelle previsioni di Gartner di metà 2013 (Forecast analysis: IT Outsourcing, worldwide, 2Q13 update), le stime parlavano di un valore di 288 miliardi di dollari, con un incremento del 2,8% rispetto al 2012. Una crescita contenuta in quanto frenata dalle aree in cui perdura il segno negativo, anche se il dato mondiale vede prevalere il segno positivo, in quanto i paesi emergenti di America Latina e Asia-Pacifico continuano a trainare il mercato, con un incremento previsto superiore al 10% nel 2013 e nel 2014. Anche se i tassi di crescita non saranno così eclatanti, Gartner si mostra ottimista anche per i mercati più maturi, alla luce delle tendenze in atto che vedono molte aziende trasferire alcune funzioni IT a società esterne, in modo da rendere prevedibili i costi dell’IT, oppure l’emergere di strategie di tipo “light IT”, nelle quali gli asset interni vengono ridotti al minimo indispensabile, massimizzando il ricorso all’esternalizzazione.

 

Mercato italiano in ripresa

L’ottimismo sulla ripresa dell’outsourcing si estende anche all’Italia, che pure vede il mercato ICT nel suo complesso alle prese con il perdurare della contrazione: per esempio, in base ai pre-consuntivi di Sirmi nel 2013 il mercato della digital technology si contrarrà del 5%. La buona notizia è che anche in casa nostra è prevista una crescita dopo anni di continui segni negativi: secondo le stime di IDC, il mercato IT Outsourcing, che non comprende il Business Process Outsourcing ma i quattro sotto-mercati IS Outsourcing, Network e Desktop Outsourcing, Hosted Application Management e Hosting Infrastructure Service, mostrerà segni di ripresa già quest’anno, con un +0,8%, dopo il pesante -4,4% del 2013. La tendenza positiva proseguirà anche nel 2015, con un +1,5% che porterà il giro d’affari complessivo dell’Outsourcing in Italia a riavvicinarsi a valori più sostenibili: sempre secondo le stime effettuate da IDC nel quarto trimestre 2013, il totale mercato ammonterà nel 2015 a 3.380 milioni di euro, non lontano quindi dai 3.453 milioni del 2012, scesi a 3.301 nel 2013 e previsti a 3.329 nel 2014. Ma se questa è la tendenza complessiva, nei singoli componenti del mercato gli andamenti continuano a essere contrastanti: «Mentre i “classici” segmenti di IS Outsourcing e di Network e Desktop Outsourcing proseguono la tendenza a contrarsi, gli ambiti Hosted Application Management e Hosting Infrastructure Service si mostrano invece in crescita, e determinano anche un’evoluzione dell’offerta che si sta sempre più articolando» – spiega in una conversazione con Data Manager Sergio Patano, IT Research & Consulting manager di IDC Italia (www.idcitalia.com). In sintesi, «è in atto una trasformazione dell’IT Outsourcing tradizionale, che vede molte offerte arricchirsi di una parte dedicata alla consulenza volta per esempio a migliorare i processi di business, oppure vi è anche l’inserimento nelle offerte degli operatori di outsourcing di nuove tecnologie ancora non presenti in alcune aziende clienti, come la SOA oppure la virtualizzazione».

 

L’ora del cambiamento

La fase di trasformazione in atto nel settore dell’outsourcing è confermata tra gli altri anche da Lorenzo Greco, direttore commerciale HP ES Italia (www.hp.com/it) secondo il quale la domanda di servizi di outsourcing è in una fase di evoluzione molto significativa. «I grandi contratti pluriennali sono ormai al tramonto e sono sempre meno le aziende che affidano a un singolo fornitore la gestione completa dei loro sistemi informativi. Contestualmente, le iniziative di outsourcing sono più brevi e più focalizzate su singoli servizi oppure su singole aree di business e processo. Questo cambiamento è determinato dall’innovazione tecnologica e dalla relazione sempre più stringente tra le organizzazioni IT e le funzioni di business. Infatti, competere in un mercato globale richiede una flessibilità e un time-to-market completamente diversi rispetto al passato».

Insomma, è proprio la trasformazione dei paradigmi di mercato nel suo complesso, dovuta anche all’azione congiunta dei quattro noti fattori cloud, mobile, social e big data, a determinare l’evoluzione della domanda di outsourcing da parte delle aziende e di conseguenza le risposte dei vendor. Lo conferma anche Virginia Magliulo, direttore Strategic Outsourcing Sales di IBM Italia (www.ibm.it), sottolineando che oggi «le parole d’ordine sono flessibilità e trasformazione: le aziende richiedono tipologie di sourcing diverse, che spaziano da quelle tradizionali, all’outsourcing selettivo, ai servizi erogati in modalità cloud e vogliono poter passare dall’uno all’altro modello in un percorso di trasformazione in cui l’outsourcer diventa il partner tecnologico che facilita il cambiamento».

 

Cloud e outsourcing

In altri termini, si può dire che «dai processi di outsourcing le organizzazioni si aspettano non più e non solo una riduzione dei costi ma la certezza di disporre di un processo efficace e semplificato che porti al loro interno un alto tasso di innovazione» – sintetizza Nicola Uva, Strategy & Marketing director di ADP Italia (www.it-adp.com). È anche per questo che oggi non esiste un modello predominante di outsourcing, in quanto dipende dalle esigenze specifiche dell’azienda e dal tipo di processo che si desidera esternalizzare. «C’è però – spiega Nicola Uva – un termine che più di ogni altro identifica l’outsourcing ed è il cloud, grazie al quale le organizzazioni possono pensare di adottare più processi in outsourcing e differenziarli in base ai modelli di cui necessitano, facendoli convivere e utilizzandoli tutti anche nello stesso momento. Ciò si traduce in una grande flessibilità e nella possibilità per le aziende di adattare la propria efficienza al mercato di riferimento e alle strategie adottate». Questo non avviene per caso, dato che, sempre secondo il manager di ADP Italia, «da diversi anni nel mondo IT è in corso una revisione interna dei processi e delle soluzioni che si basa su tre valori: la semplificazione, riferita alle modalità di comunicazione e alle relazioni che le aziende intrattengono con i loro clienti; l’innovazione, intesa non solo dal punto di vista tecnologico o del servizio ma anche di tutti i processi che coinvolgono l’azienda, i suoi comportamenti verso l’esterno e i propri dipendenti. Infine, la crescita a livello economico-finanziario ma anche relativa al grado di soddisfazione del cliente, alle competenze delle persone che ci lavorano e alla qualità di vita interna. Questi valori sono diventati il modello di riferimento dell’offerta di ADP, per supportare i clienti con soluzioni che favoriscono lo sviluppo del business, semplificano i processi interni e la gestione delle risorse umane, aiutando a concentrarsi sugli aspetti più core».

 

Modelli in ascesa

Secondo Lorenzo Greco di HP ES Italia, il modello prevalente è quello as a service, che si declina in outsourcing selettivi e verticalmente specializzati. «Stiamo assistendo a una “deframmentazione” delle scelte che portano a far convivere nella stessa organizzazione una pluralità di fornitori di tecnologie. Il risultato – dice Greco – è un modello gestionale ibrido nel quale il ruolo del CIO si trasforma da “costruttore” a “broker” di servizi. Le scelte sono determinate quindi da cinque dimensioni: sicurezza, costo, affidabilità, performance e conformità». In questo scenario, il manager di HP Enterprise Services indica alcuni validi esempi: «Nel settore dei beni di largo consumo, l’adozione del cloud sta permettendo alle aziende di migliorare la loro capacità di interazione e ingaggio con i clienti, abilitando la personalizzazione dell’offerta. La combinazione delle tecnologie cloud, dei big data e della mobilità permette di definire offerte ritagliate sulle esigenze specifiche del singolo cliente. Mentre nella pubblica amministrazione italiana ci sono esempi di eccellenza che hanno trasformato le modalità di erogazione dei servizi ai cittadini da analogici a digitali. L’esempio più significativo è la digitalizzazione degli esami di maturità. Da ormai due anni il ministero dell’Istruzione distribuisce digitalmente e in maniera sicura e affidabile le prove d’esame, trasformando radicalmente un processo consolidato negli ultimi quattro decenni e riducendo concretamente la spesa pubblica».

Sempre a proposito dei modelli oggi prevalenti, Virginia Magliulo di IBM Italia ribadisce che «il ruolo dell’outsourcer è quello di affiancare le aziende per analizzare il contesto specifico, le priorità di business e la struttura dei costi con l’obiettivo di disegnare congiuntamente sia la soluzione, tenendo conto delle possibili alternative di IT sourcing, sia il progetto di trasformazione. Il disegno viene realizzato per consentire ai CIO da un lato di controllare e ridurre la spesa IT nelle aree tradizionali e, dall’altro, di liberare risorse da dedicare a progetti che abilitano nuovi modelli di business».

 

Domanda in accelerazione

Sulle diverse tipologie di outsourcing interviene Flavio Radice, general manager di CBT – Cosmic Blue Team (www.cbt.it), rilevando che, «come evidenziato da recenti ricerche, non ci sono modelli consolidati di domanda di outsourcing: si va dai grandi progetti infrastrutturali all’innovazione strategica, dai progetti pilota alla sperimentazione. In particolare, per queste ultime due voci, stiamo assistendo a una profonda accelerazione di una domanda di soluzioni e di servizi, che non sempre viene veicolata tramite i tradizionali canali». È anche in seguito a questo fenomeno che «le linee di business all’interno delle aziende acquistano una maggiore indipendenza dai servizi ICT interni, e ciò impone una capacità evolutiva da parte dei fornitori di servizi e soluzioni» – sottolinea Radice. Ma non solo. «Proprio perché veicolate dalle linee di business, queste necessità sono esaudite da soluzioni fornite in modalità di outsourcing, ma i fornitori devono diventare sempre più capaci di interloquire con referenti che spesso parlano un linguaggio differente dal tradizionale linguaggio degli addetti ai lavori del settore dell’ICT» – prosegue Radice. «Per i clienti, le soluzioni di outsourcing per definizione devono essere efficaci, efficienti, implementate velocemente e, almeno parzialmente, anche comportare una riduzione dei costi complessivi». Citando un’esperienza concreta, il general manager di Cosmic Blue Team menziona un recente caso in cui «la profonda conoscenza delle esigenze di business» di un cliente ha consentito loro di sviluppare una soluzione in outsourcing, basata su piattaforme hardware e software targate CBT, in grado di velocizzare alcuni dei processi “core” del cliente, e soprattutto di portare «praticamente a zero le non conformità alle normative stringenti di enti di controllo e vigilanza».

 

La locazione operativa in campo

Nello scenario attuale, non è un mistero che oggi le aziende siano sempre più chiamate al raggiungimento di importanti obiettivi di business, pur in presenza di forti vincoli di budget e conseguente ricerca di maggiore flessibilità. Per Marco Gallo, vice president sales Italy di CHG-Meridian (www.chg-meridian.it), in questo contesto, le aspettative del top management, come CIO e CFO sono rappresentate dalla necessità di ridurre e controllare i costi senza perdere autonomia e governance sulla scelta tecnologica del parco informatico aziendale. «L’interesse si indirizza su modelli flessibili in termini di budget e livello di tecnologia, per rispondere velocemente alle nuove esigenze del core business aziendale» – spiega Gallo. «La locazione operativa segue per diversi aspetti queste richieste del mercato. In particolare, le soluzioni CHG-Meridian offrono uno specifico approccio consulenziale in termini sia finanziari sia di gestione dell’asset, offrendo al cliente la migliore flessibilità di fatturazione e di charge back per centri di costo». La validità delle soluzioni offerte è testimoniata – come sottolinea Gallo – anche dalla presenza di «numerosi clienti in ambito internazionale e da molti casi di successo nel mercato italiano, con aziende leader di settore quali Randstad Group Italia e Gruppo Siad, dove l’integrazione dei processi interni del cliente e delle nostre tecnologie offre valore aggiunto in termini di efficienza operativa, oltre che dal punto di vista finanziario».

 

Menu ricco

È Roberto Manini, responsabile direzione gestione clienti e sviluppo commerciale di Cedacri (www.cedacri.it), a sottolineare come «sia da parte degli istituti bancari sia delle aziende industriali e di servizi si registri crescente interesse per le nostre proposte di facility management: dalla gestione di mainframe, server e postazioni di lavoro – virtualizzate e non – fino ai servizi di business continuity e disaster recovery e alla più recente proposta di servizi di workplace recovery». Questo accade in quanto oggi «le organizzazioni sono molto attente alle garanzie che l’outsourcer può dare circa qualità, affidabilità, personalizzazione e controllo del servizio. Per quel che riguarda qualità e affidabilità, Cedacri risponde attraverso infrastrutture tecnologiche all’avanguardia e ridondate per potenza elaborativa e apparati. Proiettandosi sul futuro, inoltre, dà ai propri clienti la certezza di continui investimenti volti a fare evolvere costantemente i sistemi, affinché da un lato recepiscano in modo tempestivo le innovazioni tecnologiche e dall’altro si allineino a requisiti normativi che mutano nel tempo». Sul piano della personalizzazione – continua Manini – «Cedacri rassicura i propri clienti costruendo per ciascuno un servizio su misura, che beneficia certamente delle economie di scala legate all’ampio portafoglio clienti del Gruppo, ma viene delineato attorno alle specifiche esigenze di ogni impresa. Infine, attraverso modelli di governance condivisa, il cliente Cedacri non perde mai il polso delle attività svolte e può monitorare in tempo reale le nostre performance, misurate su SLA contrattualizzati fin dall’inizio della relazione di partnership».

 

Il payroll outsourcing

Stefano Meloni, direttore commerciale di Inaz (www.inaz.it), esamina il mercato dal punto di vista di un’azienda attiva da oltre sessantacinque anni nel settore dei software e dei servizi per amministrare il personale e gestire le risorse umane. «Il nostro mercato di riferimento è quello del payroll outsourcing, che presidiamo ormai da oltre 15 anni e che consideriamo una realtà consolidata, seppur con ancora ampi margini di crescita» – spiega Meloni. «I motivi per cui un’azienda sceglie di esternalizzare l’elaborazione delle paghe – e altre attività accessorie come la gestione di presenze, assenze, accessi e turni – sono molteplici e dipendono dall’organizzazione dell’azienda stessa: necessità di tagliare i costi, mancanza di competenze specifiche nel campo dell’amministrazione del personale, volontà di liberarsi di alcuni processi ricorrenti e a scarso valore aggiunto per concentrarsi sul proprio core business». Quanto ai livelli di servizio offerti, Inaz ne propone quattro – sottolinea Meloni: «Software as a Service, outsourcing base ed esteso, business process outsourcing (BPO). Anche in questo caso, la scelta della modalità varia in base al tipo di realtà presente nell’azienda cliente, perché la personalizzazione del progetto è una delle richieste più frequenti, assieme alla velocità di startup e messa a regime, alla sicurezza dei dati e all’aggiornamento continuo».

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CBT Cosmic Blue Team. L’IT al centro del business https://www.datamanager.it/rivista/cbt-cosmic-blue-team-l-it-al-centro-del-business-53690.html Mon, 17 Feb 2014 08:59:29 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/cbt-cosmic-blue-team-lit-al-centro-del-business/ Un esclusivo mix di competenza tecnologica e sapienza progettuale guida il system integrator nazionale verso traguardi sempre più ambiziosi nel campo dell’outsourcing, del cloud computing e del governo delle informazioni aziendali. Con lo sguardo puntato sulla Internet delle Cose   Imprenditori e chief information officer hanno ormai ben chiaro il concetto della esternalizzazione delle infrastrutture come […]

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Un esclusivo mix di competenza tecnologica e sapienza progettuale guida il system integrator nazionale verso traguardi sempre più ambiziosi nel campo dell’outsourcing, del cloud computing e del governo delle informazioni aziendali. Con lo sguardo puntato sulla Internet delle Cose

 

Paolo Angelucci presidente CBTImprenditori e chief information officer hanno ormai ben chiaro il concetto della esternalizzazione delle infrastrutture come requisito fondamentale di una fruttuosa rifocalizzazione sul proprio core business. Ogni manovra di allontanamento dalle rigidità e complessità delle infrastrutture fisiche e ogni passo avanti in direzione del cloud computing rappresentano un formidabile alleggerimento, il segreto di un modo di fare impresa più snello, efficace, razionale anche dal punto di vista dei costi. Il concetto l’hanno capito tutti, ma rimane il problema della execution: a volte non c’è niente di più complesso che ridurre la complessità.

La battaglia per una tecnologia meno vincolante, davvero capace di servire le linee di business degli utenti aziendali, è la mission di un system integrator, Cosmic Blue Team (www.cbt.it), che in un ventaglio esteso di competenze, servizi e applicazioni riunisce la sua offerta di outsourcing sotto un nome commerciale che dice tutto: EasyWare. La capacità di CBT di trasformare l’hard in easy deriva da una esperienza maturata fin dagli albori della microinformatica e dalla tempestiva scelta di orientarsi sul dominio delle architetture client/server e di tutte le loro articolazioni a livello di connettività, software di governo e implementazione applicativa.

Azienda con diverse anime, CBT ha un unico, instancabile animatore. Coadiuvato da un management affiatato e intelligentemente organizzato in funzione della struttura geografica e di servizio della sua azienda, Paolo Angelucci, fondatore di una realtà che alla fine del 2014 festeggerà i suoi primi 35 anni di vita, è un ingegnere elettronico che anche nelle strategie di attacco al mercato tradisce un passato di bravo sciatore. «Quando studiavo ingegneria, lavoravo nel centro di calcolo di una banca e gestivo il negozio di articoli sportivi della mia famiglia e riuscivo anche a prendere parte a gare di livello nazionale. È passato molto tempo, ma sugli sci me la cavo ancora». Slalom e discese esaltavano le sue qualità atletiche, ma fu sull’hardware e il software che Angelucci decise di costruirsi una carriera di imprenditore. «Alla fine del 1979, quando ormai avevo accumulato una discreta esperienza, non solo tecnologica, come responsabile EDP di una realtà bancaria di medie dimensioni, due amici mi chiesero di partecipare a quella che oggi chiameremmo una start-up high-tech». È così che nasce COSMIC, acronimo di Costruzioni Microelaboratori, per produrre nel 1980 elaboratori di nuova generazione. Ad Angelucci viene affidato il delicato compito di sviluppare il sistema operativo.

Dalla CPU al business

Le competenze finanziarie maturate nel corso della sua precedente carriera inducono presto Angelucci a un’apertura verso il mondo degli applicativi gestionali. Fu una scelta che i soci iniziali non condividevano e Cosmic finì così sotto il controllo dell’attuale presidente di CBT. «Fu una prima fase molto focalizzata sullo sviluppo di soluzioni software che portò Cosmic a fatturare diciotto miliardi di lire nel 1990, con oltre cento specialisti». All’epoca, inizia per Angelucci una nuova esperienza, quella al vertice dei giovani industriali di Confindustria, che avrà una ricaduta importante sulla direzione strategica di Cosmic. Come del resto si ripeterà vent’anni dopo, quando il responsabile di Gruppo CBT accetta l’incarico alla presidenza di Assinform. Due impegni istituzionali e super partes che in fasi temporali diverse offrono ad Angelucci una chance esclusiva: intuire prima di altri le tendenze del mercato informatico. «All’inizio degli anni 90, la crisi dei cambi e la conseguente svalutazione dei magazzini spingevano le aziende a rivedere pesantemente gli aspetti infrastrutturali e Cosmic torna per certi versi alle origini, dandosi come univoca missione la gestione degli aspetti infrastrutturali. Cosa che coinvolgeva la trasformazione verso il modello a tre livelli – mainframe, server e client – allora in voga». Nel 2000, con 20 milioni di euro di fatturato, Cosmic è l’azienda di informatica a più rapida crescita in Italia e lavora con moltissime grandi realtà nazionali, sia pubbliche sia private, forte di una solida partnership con IBM che – ancora oggi – caratterizza l’offerta del gruppo CBT, nel frattempo estesa alla collaborazione con altri big della tecnologia. Un nuovo cambio di paradigma interviene quando, alle soglie del Terzo millennio, gli intermediari tecnologici come Cosmic si trovano a essere incalzati dal successo dei modelli diretti di vendita di hardware inaugurati da Dell e dalla prima concreta affermazione di intranet come modello di rete. Con davanti una straordinaria opportunità: «È il momento in cui ci accorgiamo che anche per un cliente di medie dimensioni, la complessità tecnologica è un grosso problema. Imprese medie e grandi diventano improvvisamente uguali da questo punto di vista» – racconta Angelucci. «Gestire questa complessità, accompagnando i clienti nel loro percorso di profonda trasformazione interna verso l’outsourcing delle infrastrutture e dei servizi, prima – e verso il cloud computing, oggi – diventa per Cosmic una mission fondamentale, al centro di una strategia che – nella visione del suo presidente e del suo management, primo tra tutti il general manager, Flavio Radice, chiamato in seguito a definire e guidare il processo di industrializzazione e riorganizzazione delle attività del Gruppo – si articola su tre assi principali: i progetti di outsourcing raccolti sotto il cappello del marchio EasyWare; la nuova area del cloud computing con EasyCloud; e una terza area a forte connotazione applicativa che sta crescendo in modo molto interessante e si concentra sull’area dell’Enterprise Information Management (EIM), un ampio “vertical” per cui CBT ha messo a punto piattaforme versatili erogate anche in modalità as a Service, WebRainbow e WebArrow. EasyCloud – la scorsa estate – ha ricevuto il Premio Innovazione di Confindustria assegnato per la soluzione  utilizzata da  Barilla, che può sfruttare tool innovativi come il riconoscimento semantico vocale per archiviare e soprattutto distribuire dinamicamente una avanzata rassegna stampa multimediale proveniente da provider di tutto il mondo.

 Flavio Radice e Paolo Zanolini, CBT

L’offerta EasyCloud

EasyCloud è la risposta sartoriale per le aziende che intendono cedere la complessità tecnologica per potersi concentrare solo sul proprio core business. «Oggi, si fa un gran parlare di cloud» – spiega Flavio Radice. «Semplificando al massimo potremmo dire che le aziende con il cloud sono in grado di esternalizzare la gestione di hardware e software. Il mercato informatico sta attraversando una profonda trasformazione grazie alle soluzioni cloud che portano valore aggiunto a tutte quelle realtà che si trovano a gestire complessi processi gestionali. È proprio grazie al cloud che i progetti imprenditoriali con impatto sul settore informatico che prima richiedevano mesi di lavoro e investimenti importanti, ora possono essere realizzati in pochi giorni con minore impatto economico e gestionale».

I vantaggi sono molteplici: «Non è necessario acquistare componenti tecnologiche, ma si possono utilizzare quelle già esistenti con investimenti notevolmente ridotti. Si passa quindi dal costo fisso al canone mensile con conseguente sostenibilità dei costi. Non solo tecnologia e servizi, CBT è soprattutto relazione e ascolto delle esigenze delle aziende.  Di questo importante aspetto facciamo un elemento di differenziazione soprattutto in termini di flessibilità, modulabilità e possibilità di personalizzare servizi a misura d’azienda».

Nel midrange a fianco di IBM

Alla fine degli anni Novanta, Cosmic entra a far parte di una federazione di aziende, Blue Team, sviluppatasi a Novara intorno all’offerta hardware e applicativa midrange di IBM, ancora oggi importante riferimento tecnologico del gruppo CBT (non a caso uno dei pochi specialisti di cloud applicato all’ambiente AS/400 e alle sue evoluzioni), nell’epoca in cui Big Blue aveva deciso di cambiare i propri modelli di rivendita, assegnando ai partner esterni un ruolo fondamentale.

Al momento del suo ingresso in Blue Team – come osserva Paolo Masoni, responsabile delle vendite per l’area Nord Ovest – Cosmic sembrava avere un modello antitetico, basato com’era su un’esperienza maturata nei grandi progetti di integrazione rivolti alle grandi aziende e alla pubblica amministrazione. «Tuttavia, c’era una forte complementarietà con Blue Team, con il suo tipico modello indiretto di soluzioni mirate alle piccole e medie imprese».

La complementarietà è talmente naturale che quando – all’inizio del 2000 – Cosmic propone di assumere il controllo dell’alleanza novarese, i partner accolgono favorevolmente il senso di un’operazione che si concluderà ufficialmente nel 2006 con la fusione tra Cosmic e Blue Team e la nascita di un gruppo che può contare su 270 collaboratori e una presenza nazionale distribuita sul territorio attraverso le sei sedi di Milano, Roma, Novara Venezia,Torino e Bologna. Sul fronte delle attività indirette, dopo la fusione prosegue e si espande la collaborazione che Blue Team aveva costruito attraverso la propria rete di partner applicativi, che agiscono come una sorta di alter ego di CBT. Un network tanto variegato per numero di specializzazioni e segmenti di riferimento, da richiedere la creazione di una business unit appositamente dedicata: la Partner Division guidata da Paolo Zanolini. A Roma – nel frattempo – Cosmic gestisce un data center di quattromila metri quadri, oggi certificato ISO 27001 e diventato un elemento fondamentale della sua offerta di outsourcing. Per ragioni di ridondanza e business continuity (altre due proposizioni chiave della strategia CBT), il data center viene replicato anche al Nord, per le altre sedi del Gruppo.

«Non dobbiamo pensare al tipo di offerta fai-da-te dei provider IaaS alla Amazon» – dice Angelucci. «L’offerta cloud di CBT è sempre taylor made e prevede due linee di progetti. Quelli pensati per le aziende medio-grandi e quelli rivolti tipicamente agli independent software vendor che vogliono raggiungere i loro clienti in modalità SaaS». Per Angelucci, le organizzazioni nell’approcciare il cloud computing devono poter conciliare aspetti di transformation e operation, mantenendo la piena funzionalità di tutta la parte legacy anche quando un’altra porzione delle infrastrutture e delle applicazioni sta migrando verso i nuovi modelli architetturali.

In azienda, più di un terzo dei dipendenti è rappresentato da specialisti in transformation, cento risorse tecniche che il Gruppo può impegnare nelle sue sedi per aiutare i clienti a selezionare, adattare, rinnovare i loro processi in vista del passaggio al cloud, nonché in tutte le altre necessità di integrazione con dati e applicativi interni che un progetto di esternalizzazione può comportare. Nel corso degli anni, Cosmic ha cambiato varie volte direzione ed è cresciuta notevolmente, per acquisizioni e apertura di nuovi fronti di offerta. «Siamo una realtà molto particolare» – riconosce Angelucci. «CBT mantiene una forte competenza tecnologica basata sulla conoscenza delle architetture dei clienti. Per il futuro, vedo due direttive di crescita, la continuazione dei progetti di trasformazione delle infrastrutture dei clienti in ottica private managed cloud, ma anche tutto il nuovo filone delle smart technologies e delle infrastrutture al servizio della Internet of Everything». Un campo, quello del cloud, dove i tecnici CBT possono vantare il pieno governo delle infrastrutture (grazie a oltre mille certificazioni di tutti i principali vendor a partire da IBM, HP, Cisco, Oracle, VMware, Trend Micro, Datacore) e una forte esperienza a livello di middleware e integrazione. «Il nostro acronimo continua a significare Cosmic Blue Team» – scherza Angelucci. «Ma non è sbagliato leggerlo come “cloud business technology” per la nostra capacità di portare le tecnologie al servizio dei processi aziendali e organizzativi rinnovati».

Paolo Masoni e Stefano De Santis, CBT

Cultura tecnologica

Il mercato italiano delle imprese medio-grandi e di istituzioni pubbliche importanti come la Camera dei Deputati sa riconoscere queste competenze e assicura a CBT una crescita ragguardevole, specie in momenti congiunturali così opachi. Il fatturato del 2013, 54 milioni di euro, equivale a una ripresa del 6% rispetto all’anno precedente. Ma è soprattutto l’entità degli ordini a confortare Angelucci e il suo staff. «Abbiamo registrato ordini per 70 milioni di euro, con un incremento del 15% rispetto al 2012» – annuncia il presidente. Un parametro importante per un business che fa leva sulla continuità del rapporto con il cliente. Molto forte risulta proprio la crescita nel comparto dei servizi orientati alla transformation (+70%). Buone anche le risposte all’offerta applicativa in ambito EIM (+30% ricavi, +80% ordini). Per Angelucci, un elemento che gioca molto a favore di questa realtà è la solidità dell’infrastruttura – affidata a un organico di 150 persone – messa al servizio del cliente e tutte le competenze in materia di virtualizzazione, connettività, integrazione. Mantenendo la propria cultura di partner tecnologico, CBT ora viene considerata una azienda di servizio. Il 60% degli ordini ormai afferisce a quest’ambito, con un marcato shift dal semplice modello di vendita a valore, a qualcosa di decisamente più complesso come l’erogazione di servizi gestiti. Un player capace di collaborare con IBM certamente, ma anche con molti integratori di livello nazionale e internazionale come Telecom Italia, HP, Atos, Almaviva, su progetti di ampio respiro che riguardano, per le aziende medio-grandi, le nuove applicazioni di frontiera del cloud, da big data alla Internet delle Cose; e sul mercato dei system integrator più piccoli e degli ISV, abbraccia tutti gli aspetti della trasformazione infrastrutturale al servizio delle nuove applicazioni. «La nostra è una mission sempre più chiara e i risultati ci rendono molto soddisfatti» – dichiara Angelucci, citando i numerosi case study di CBT.

Nel comparto Enterprise Information Management, oltre al già citato caso della rassegna stampa multimediale di Barilla, vale la pena di citare altri due utilizzatori di WebRainbow: l’azienda trasporti municipalizzata milanese ATM, che con la piattaforma CBT ha realizzato il sistema di gestione documentale, e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, per la strategia di dematerializzazione dei flussi cartacei, in piena integrazione con la contabilità consolidata della propria rete scientifica (oltre un centinaio di diversi istituti), senza tralasciare le diverse aziende sanitarie locali che utilizzano soluzioni di gestione protocollo e delibere, archiviazione, sia “on premise” sia in cloud. Un’altra soluzione di Digital Asset Management, CBT FastPress, rivolta in modo più specifico all’automazione dell’ufficio stampa, viene invece utilizzata da clienti come AGIS, l’Associazione generale italiana spettacolo.

Sul versante outsourcing e cloud, troviamo EasyWare e EasyCloud, o una combinazione di entrambe le offerte, in realtà come il Gruppo ILLVA Saronno, in HDI Assicurazioni del gruppo tedesco Talanx o Flexider che opera nel settore della componentistica industriale. La tecnologia della galassia CBT varca ormai i confini nazionali, approdando per esempio all’interno di una corporation come Alcoa, big mondiale dell’alluminio, e proprio per merito di una software house della Partner Division, la fiorentina TPC&Join Software. Le applicazioni di gestione del personale operativo nelle tre filiali in Italia, finora gestite dal data center americano di Alcoa, oggi – grazie a EasyCloud – sono tornate in Italia e “girano” sulle infrastrutture CBT regolate da un service level agreement molto stringente.

Mercato indiretto
Opportunità di crescita 

La direzione della Partner Division del gruppo è affidata a Paolo Zanolini, manager che in CBT raccoglie e rilancia l’eredità lasciata da Blue Team. Informatico di lungo corso, dipendente IBM prima di iniziare con l’azienda novarese una carriera imprenditoriale in proprio, Zanolini lascia la grande casa di Big Blue («ma per molti versi, continuo ad abitarci ogni giorno» – commenta scherzando) dopo aver seguito il mercato dei sistemi intermedi tra il mainframe e il server dipartimentale, che precedettero l’AS/400, lanciato nel 1988.

Blue Team viene fondata nel 1992, per promuovere nello spazio commerciale aggregato delle aziende aderenti al network le soluzioni applicative richieste dagli utenti della fortunata piattaforma midrange. L’esperienza ha molto successo e secondo Zanolini, i valori fondanti dell’iniziativa sono rimasti immutati, anche dopo l’operazione che ha portato al merger con Cosmic e alla nascita del gruppo CBT. Ancora oggi, l’azienda svolge nei confronti di questa rete di circa 120 partner un ruolo di formazione tecnica e accompagnamento verso il mercato, attraverso iniziative condivise di lead generation, prevendita e assistenza al cliente finale. Anche i partner possono far leva sulle competenze e le infrastrutture del Gruppo per realizzare a loro volta nuove modalità di offerta delle proprie soluzioni applicative, tipicamente as a Service. «Il nostro as a Service è altamente customizzato sulle esigenze dei partner e dei loro clienti. Con i partner ragioniamo anche sui reciproci obiettivi economici o su risvolti complessi come l’integrazione tra servizi gestiti e applicativi legacy». Questa modalità di azione “per rete” assicura a CBT e ai suoi partner una presenza capillare sul mercato e un insieme di relazioni con una clientela molto diversificata. «Dal rapporto con i partner deriva una sensibilità speciale nei confronti dei trend emergenti, delle problematiche vissute dai clienti». I settori di riferimento per la Partner Division sono – secondo Zanolini – l’industria, la grande distribuzione organizzata e il finance, con diversi istituti di credito e realtà assicurative. Storicamente, la mission di Blue Team consisteva nel veicolare la tecnologia IBM sul fronte dei server, pc e midrange e dello storage. Con il cloud computing, il contesto tecnologico si è allargato, ma CBT mantiene una forte focalizzazione sulle tecnologie di Big Blue, restando sempre all’avanguardia in fatto di certificazioni e capacità di erogazione di servizi di assistenza, anche per poter continuare a interagire al meglio con un mercato così diversificato. Insieme – però – vengono esplorati anche nuovi filoni tecnologici, come quello del risparmio energetico. Da poco, l’azienda di Angelucci sta proponendo attraverso i suoi partner una innovativa soluzione “smart” che permette di realizzare una gestione intelligente dei consumi elettrici – e un significativo risparmio sulle bollette – intervenendo per esempio sui disturbi e le fluttuazioni della rete di distribuzione dell’energia.

I dispositivi vengono messi a disposizione da IBM e possono essere proposti all’insieme di clienti della partner division, un bacino potenziale di circa duemila aziende. «L’ambito delle smart solutions come queste è uno sviluppo futuro in cui crediamo molto, ma i nostri partner possono veicolare anche le attuali soluzioni applicative sviluppate da CBT, a partire da WebRainbow» – spiega Zanolini.

«Nell’insieme, le collaborazioni riferibili alla Partner Division valgono all’incirca un quarto del giro d’affari del Gruppo e il suo responsabile sottolinea che le aziende partner e le circa tremila persone che esse rappresentano sono una risorsa preziosa, una valida estensione di CBT verso un mercato molto “territoriale” che il business diretto non potrebbe raggiungere altrettanto facilmente. «La scommessa è creare con tutti un team sempre più affiatato verso i clienti finali, in grado di agire in buona sintonia, ma con ruoli ben definiti e trasparenti».

Sponsorizzare l’eccellenza

Nel quadro delle iniziative orientate ai nuovi trend tecnologici, Zanolini ha recentemente promosso, in collaborazione con Serena Pistillo, marketing & communication manager di CBT, una manifestazione per andare incontro ai trend tecnologici della mobilità. «Coinvolgendo numerosi partner, abbiamo organizzato a Milano, una vera e propria fiera delle applicazioni mobile» – racconta Serena Pistillo. «Con un ottimo riscontro perché nell’insieme le aziende partecipanti hanno potuto esaminare tante soluzioni». Una formula, quella degli eventi formativi-espositivi, che CBT intende ripetere anche quest’anno, per continuare a centrare il suo duplice obiettivo: proporre nuove tecnologie e modalità di business, continuando ad “ascoltare” le richieste del mercato e le tendenze più concrete. «Nel Nord Est – spiega la responsabile della comunicazione – il diverso tessuto produttivo comporta strategie mirate alla visibilità presso le tante piccole realtà presenti sul territorio e alla loro valorizzazione. Dal 2013, abbiamo per esempio avviato un rapporto di sponsorizzazione con l’Umana Reyer, squadra di basket di serie A, e il Palasport “Giuseppe Taliercio” del comune di Venezia. Sostenere uno sport così popolare è un modo efficace per far risaltare un’eccellenza che è anche imprenditoriale e industriale».

Un contributo fondamentale al processo di rifocalizzazione che ha caratterizzato l’ultima fase della lunga storia di CBT viene da Flavio Radice, general manager e responsabile delle vendite per l’area geografica Nord Est. Radice, in forza al gruppo capitanato da Angelucci dal 2011, proviene proprio dal mondo della domanda, avendo ricoperto il ruolo di responsabile organizzazione e sistemi informativi di una multinazionale italiana. Radice precisa di essere stato chiamato a «organizzare e industrializzare» le linee di business di una azienda dalle competenze molto diversificate e rivedere l’approccio al marketing e alla comunicazione. «Tecnologie, servizi e applicazioni sono i tre assi lungo cui ci muoviamo e tutti offrono spunti interessanti sul piano organizzativo anche nell’ambito delle tecnologie, dove abbiamo razionalizzato molto i servizi, rafforzando le relazioni e le strategie congiunte con i brand principali» – dice Radice. «Oggi, CBT dispone di una Sales Academy interna per promuovere la conoscenza dei prodotti e di due product manager che fanno da cerniera nei confronti degli specialisti di pre-sales, con un approccio molto più metodologico».

La nuvola è Easy

Il pilastro dei servizi gestiti prevede un chiaro abbinamento tra le attività svolte da CBT e le due piattaforme di offerta di outsourcing (EasyWare, con cui oggi vengono amministrate 18mila postazioni di lavoro) e cloud computing (EasyCloud). La prima è una soluzione “Add, Install, Move and Change” orientata a clienti che passano da un’economia infrastrutturale di tipo convenzionale – “capex” – al vantaggio dei costi puramente operativi, che danno l’opportunità di modulare l’impegno in funzione dei processi da implementare e dei fattori congiunturali. EasyCloud è il motore dei servizi “sartoriali” che vengono incontro alla richiesta di cloud privato e ibrido da parte di aziende che spesso devono essere seguite passo passo nel loro cammino evolutivo. «Dopo aver affiancato il data center di Milano alle capacità di cui disponevamo a Roma, possiamo erogare ai clienti meno attrezzati molte funzioni avanzate di business continuity e disaster recovery, mettendo a disposizione una competenza testimoniata da oltre mille certificazioni nel campo della progettazione di rete, virtualizzazione, architetture di database, sicurezza, assistenza continua».

Radice rileva come nell’ambito dell’outsourcing, CBT stia potenziando molto la capacità di inglobare la nuova generazione di dispositivi mobili. «Grazie alla collaborazione con Intel, EasyWare utilizza la tecnologia vPro per offrire funzioni di amministrazione remota capaci di intervenire sempre, anche in caso di totale crash di sistema, purché la connettività non venga a mancare».

Pur rifacendosi a una vocazione che risale alle origini della sua fondazione, l’odierno lineup applicativo di CBT è collegato all’acquisizione di una società specializzata in content management avvenuta nel 2005. Col tempo la soluzione si è ampliata in direzione dell’EIM, diventando ancora più modulare e completa. «Innanzitutto, WebRainbow integra funzionalità di workflow – precisa Radice – e può quindi essere paragonata alle piattaforme di document management più diffuse, ma può agganciarsi – per esempio – anche al mondo social per le soluzioni di sentiment analysis». Per il prossimo biennio sarà un asset decisamente strategico con possibili collaborazioni con altri integratori, che su questa piattaforma sviluppano progetti e verticalizzazioni. «In una fase come questa, WebRainbow è perfetto per ottimizzare i processi e realizzare risparmi ed efficienza operativa. Anche in quest’ottica, è stato potenziato con l’aggiunta di molte funzioni per la gestione della documentazione attiva, come la contrattualistica, per applicazioni in campi come il finance sia in ambito assicurativo, sia bancario. WebRainbow include per esempio la firma grafometrica e con l’arrivo del modulo per la piattaforma di customer relationship management SugarCrm – sistema che CBT ha adottato anche internamente – può diventare uno strumento molto potente nel gestire i cicli di vendita e assistenza».

Infine, a proposito del suo ruolo ad interim di responsabile commerciale per l’area Nord Est, Radice sottolinea le specificità di un territorio densamente popolato di realtà imprenditoriali medio-piccole, assai diverso dalle due aree geografiche del Centro e del Nord Ovest, dove dominano altre culture di mercato e le relazioni indirette del Gruppo possono valere di più. «Con la Partner Division di Zanolini stiamo studiando la possibilità di coinvolgere i nostri partner applicativi in un progetto di appstore, che offrirà l’opportunità di portare sul cloud CBT le loro soluzioni verticali e di erogare ai clienti finali un unico pacchetto di offerta, incrementando molto le possibilità di lock-in».

Informatica per piccoli e grandi

Dalla sede milanese di CBT, la visuale di mercato di Paolo Masoni, responsabile vendite per l’area Nord Ovest, è molto diversa rispetto al panorama del Nord Est, altrettanto industrioso ma a granularità più elevata. Nella zona a più alta densità di grandi operatori e multinazionali, CBT può far leva sulle sue competenze e sull’estensione della sua infrastruttura cloud, per confrontarsi con i competitor su progetti complessi ambiziosi, che richiedono una forte capacità di innovare. «Grazie ai rapporti con i grandi brand tecnologici – afferma Masoni – sono nate molte collaborazioni con la clientela rappresentata dai system integrator, che trovano in CBT un valido supporto sia per i più tradizionali aspetti della logistica di prodotto, sia nel disegno di soluzioni avanzate». In questi ultimi anni, l’area presidiata da Masoni ha attuato un processo di riorganizzazione «che ha messo più efficacemente a fattor comune il rapporto di fiducia con i brand, i system integrator e i clienti». Inoltre, da quest’anno, Masoni segue i rapporti con il partner HP, con cui sono stati avviati i primi progetti nel promettente ambito dei big data. «Un altro partner consolidato – prosegue il responsabile dell’area geografica – è Telecom Italia, con il quale abbiamo congiuntamente sviluppato progetti di particolare rilievo in Lombardia, che hanno evidenziato le nostre capacità di integratore di sistemi sia in ambito tecnologico sia applicativo. Ma potrei citare altri partner come Atos o Urmet che abbiamo accompagnato anche nel disegno delle tecnologie che sono alla base del nuovo modello di business adottato dallo storico brand della telefonia».

La geografia Nord Ovest, si è connotata negli ultimi anni per una particolare capacità innovativa, facendo da apripista nella realizzazione di progetti che sono poi divenuti soluzioni a listino del Gruppo: e mi riferisco in particolare a progetti in ambito della connettività Wi-Fi, della sicurezza fisica e videosorveglianza, ma anche a quello dei big data e del mobile e social marketing, dove – precisa Masoni – «è stata realizzata un’innovativa soluzione di business basata sul contest gaming per fidelizzare i clienti». Dal punto di vista applicativo, l’interesse è rivolto a progetti di Enterprise Information Management per l’industria meccanica e farmaceutica. Coperte anche le linee del finance, con clienti bancari come Gruppo Ubi e Banca Popolare dell’Emilia Romagna, e della sanità.

Un ruolo innovatore

Per Stefano De Santis, che da Roma guida la divisione vendite per il Centro Italia, l’innovazione da proporre sia al settore pubblico sia privato riveste un ruolo di primaria importanza. Con la sua divisione, De Santis ha festeggiato nel 2013 il record assoluto di ordinato: 32 milioni di euro. Ma come si spiega questo exploit? «In un’area dove predominano aziende e istituzioni pubbliche, ha contribuito molto il successo ottenuto in numerose gare» – risponde De Santis. «Anche in questo comparto, il leitmotiv è quello degli oneri e delle complessità infrastrutturali e applicative da trasformare in servizi flessibili. CBT fa outsourcing da 15 anni, e lo fa con grossa soddisfazione dei suoi clienti e i numerosi contratti che gestiamo in tutta Italia lo testimoniano. Quando il fenomeno è esploso, avevamo già accumulato un notevole vantaggio in termini di efficacia, efficienza e risparmio da trasferire verso i clienti». Vantaggio che – secondo De Santis – si spiega per un mix di ragioni. «Le strette relazioni che CBT ha saputo stringere con i maggiori brand  tecnologici che, aggiunte alle oltre mille certificazioni conseguite da un team tecnico di oltre 150  specialisti, pongono CBT ai primi posti del mercato per competenza in tutti i maggiori brand. La solidità economica dell’azienda, che risulta premiante quando si tratta di stabilire con i clienti relazioni di lungo termine». Ma non sono questi gli unici ingredienti.

«Autentico fattore abilitante è l’offerta EasyWare, che converte la competenza puramente tecnologica in un’informatica davvero al servizio del cliente, dei suoi processi interni e dei suoi obiettivi». Molto di questo successo è legato anche alle varie anime che CBT ha saputo conciliare nel corso della sua lunga storia, trattenendo sempre il meglio delle sue attività nel campo dell’hardware, dell’integrazione e delle applicazioni, distillando da tutto questo una capacità progettuale che è il suo vero asset. Difficile trovare una istituzione pubblica centrale che non si possa appoggiare a CBT per la esternalizzazione delle infrastrutture.

«Lavoriamo con il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati, la Banca d’Italia, il ministero degli Interni, l’Anas, con i principali enti previdenziali e diverse Casse di previdenza, e abbiamo outsourcing con aziende assicurative, sia di tipo tecnologico sia applicativo» – dichiara De Santis. «A queste realtà si aggiungono enti come Enav e Enac e grandi aziende come Mercedes e  Telecom. Per il 2014, proporre innovazione e portare la nostra efficienza ed efficacia nella gestione della complessità alle aziende sanitarie rivestiranno un ruolo di primaria importanza nella strategia di CBT e per questo è nata in anzieda una divisione specifica per il settore sanità».

Proprio su Roma, ma con risorse distribuite sul territorio, hanno il cuore i due centri di competenza (Tecnologie e Servizi) che affiancano le strutture commerciali di CBT per i tender della pubblica amministrazione e delle grandi aziende private. Grazie a questa struttura di progettazione di servizi di outsourcing nell’ultimo anno è stato raggiunto il top storico. «Con l’aumento dei progetti cloud, stiamo iniziando un percorso ancora più interessante. Aziende come CBT possono dare un grande contributo alla modernizzazione del Paese».

Un ruolo, quello dell’innovatore “sistemico”, che sembra tagliato su misura per quel giovane, sportivissimo ingegnere che 35 anni fa, fu chiamato a misurarsi con le promesse della microelettronica e del software. 

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ICT Trade 2013: CBT presenta EasyCloud Solution https://www.datamanager.it/news/ict-trade-2013-cbt-presenta-easycloud-solution-47339.html Mon, 27 May 2013 15:15:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/ict-trade-2013-cbt-presenta-easycloud-solution/ Uno degli obiettivi dichiarati di questa edizione dell’ICT Trade, tenutasi eccezionalmente a Milano, invece che a Ferrara, sede storica della manifestazione, era quello di fare il punto sulle linee guida realmente possibili per recuperare Valore agli occhi di clienti sempre più attenti a ridurre costi ed investimenti ma al tempo stesso attratti dai cambiamenti strutturali dell’ICT, che permettono di fare cose nuove anche con investimenti modesti e con fornitori diversi da quelli tradizionali

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Uno degli obiettivi dichiarati di questa edizione dell’ICT Trade, tenutasi eccezionalmente a Milano, invece che a Ferrara, sede storica della manifestazione, era quello di fare il punto sulle linee guida realmente possibili per recuperare Valore agli occhi di clienti sempre più attenti a ridurre costi ed investimenti ma al tempo stesso attratti dai cambiamenti strutturali dell’ICT, che permettono di fare cose nuove anche con investimenti modesti e con fornitori diversi da quelli tradizionali

Oggi tutto accade e si evolve molto più rapidamente rispetto anche ad un passato recente: gli strumenti di cui disponiamo, da internet ai social network ci permettono di agire alla velocità di un click e di condividere all’istante qualunque cosa con chiunque.

Una delle innovazioni che più esprime questo nuovo approccio al mondo e che è sicuramente più appealing per il mercato, è il Cloud Computing, il modello con cui si fruiscono dei servizi senza necessariamente conoscerne le modalità di funzionamento.

“Tutto è cloud, siamo dentro il cloud – afferma Flavio Radice, direttore generale del gruppo CBT, sponsor della manifestazione – dall’energia elettrica alle comunicazioni, dai trasporti al sociale alla politica, siamo pervasi dal cloud. L’immenso successo di questa tecnologia è legato alla sua semplicità di utilizzo e al fatto che può essere applicata ovunque ci sia connettività, ma anche al risparmio che comporta per le aziende che lo scelgono.”

“Mi piace pensare al cloud come penso all’energia elettrica – continua Radice – quando premo un interruttore a casa mia, non mi pongo il problema di dove risieda la centrale elettrica, se sia a carbone, nucleare o idroelettrica, o di sapere quanti tecnici occorrono per farla funzionare, di conoscere la marca o la dimensione delle turbine, semplicemente ottengo un servizio ad un costo concordato.

Il futuro è “liquido”, nel senso che dobbiamo imparare a ragionare e a lavorare sull’imprevedibile: non reggono più i modelli basati sulle sole previsioni del proprio settore o business, dobbiamo disporre di molti altri dati, di modelli deterministici, perché le scelte degli individui oggi sono impattate anche da fenomeni esterni; il cloud, la rete, i dati, portano a cambi repentini di strategia.

Ieri, proprio in questa stanza, qualcuno faceva notare che il 98% delle “cose che ci circondano” non hanno ancora un indirizzo IP, lasciando intendere che in futuro tutto, ma proprio tutto, sarà in rete”, controllabile, analizzabile grazie ad una “nuvola” che conterrà sempre più informazioni, logiche, processi, sistemi di analisi.

Il Cloud può quindi essere definito come la somma delle energie di più soggetti per portare vantaggi all’interno di un eco-sistema e consentire la cessione delle complessità: un vero e proprio strumento finalizzato all’erogazione di SOLUZIONI.

Ed è con questo approccio e in questa logica che il Gruppo CBT ha creato EasyCloudSOLUTION: un progetto, un concetto e un’offerta rivolta alle piccole e medie software house che vogliono mantenere il governo dei propri clienti senza entrare in ambiti tecnologici, ma lo vogliono fare con il massimo delle garanzie, ma ancora di più con estrema flessibilità da ribaltare poi verso i propri clienti.

EasyCloudSOLUTION è il paradigma che coniuga convergenza tecnologica e applicativa, con la garanzia di risparmio ed efficienza per i clienti finali, di sicurezza e guadagno per i nostri Partners. EasyCloudSOLUTION è anche un contenitore di soluzioni che rende “liquide” le applicazioni per favorire un time-to-market estremamente veloce e al contempo economico, è un modello che consente ai nostri Partner di conquistare fette di mercato dove prima non potevano essere competitivi.

“In alcuni casi, quando il nostro Partner lo richiede, – ci racconta Flavio Radice a testimonianza dell’approccio innovativo di questo Gruppo al mercato di riferimento – siamo noi a finanziare il progetto acquistando le soluzioni dai nostri Business Partner per poi metterle a canone al cliente finale”.

Quello di CBT è un Cloud che possiamo definire sartoriale perché cucito sulle esigenze specifiche del cliente, integrando, dove occorrono anche tecnologie multiple in coesistenza (x86, AIX, Power, AS/400, ecc) oppure dove siano richieste performance estreme, oppure ancora in progetti di disaster recovery o business continuity in ambienti “business critical”. Oggi più che mai l’evoluzione delle aziende, esattamente come quella della specie umana, è legata alla loro capacità di anticipare ed adeguarsi al cambiamento, per quanto veloce, rispetto all’ambiente che le circonda.

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Grande successo per il kick off dedicato ai partner di CBT https://www.datamanager.it/news/grande-successo-il-kick-dedicato-ai-partner-di-cbt-44997.html Thu, 14 Mar 2013 09:50:53 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/grande-successo-per-il-kick-off-dedicato-ai-partner-di-cbt/ Grande successo per il kick off che CBT ha organizzato per i propri partner il 6 marzo, nella splendida cornice dell’ex convento di San Francesco a Bergamo Alta e dedicato alle nuove prospettive di business

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Grande successo per il kick off che CBT ha organizzato per i propri partner il 6 marzo, nella splendida cornice dell’ex convento di San Francesco a Bergamo Alta e dedicato alle nuove prospettive di business

Il filo conduttore dell’incontro è stata la transizione da un sistema di business tradizionale ad un nuovo approccio al mercato, basato su modelli di offerta per i quali esistono grandi prospettive di sviluppo, soprattutto alla luce delle nuove esigenze mostrate dai clienti.

Sono oltre cento i Business Partner che compongono oggi la rete di CBT al cui sviluppo l’azienda dedica un’intera divisione aziendale e che ieri, a testimonianza del grande interesse che il Gruppo nutre nei loro confronti, sono stati chiamati a partecipare a questa iniziativa mirata ad illustrare loro le trasformazioni in atto in CBT e i trend che la stanno muovendo, con l’offerta EasyCloud in prima fila.

È stato proprio questo innovativo prodotto, infatti, ad ottenere la maggiore popolarità presso i partner che vi hanno individuato un’ottima opportunità di sviluppo del proprio business.

L’incontro ha riscosso un grande successo, di pubblico e di consenso, grazie anche alla partecipazione e all’intervento di testimoni illustri tra cui spiccano Maurizio Cuzari, AD di Sirmi e Giovanni Calvio, manager di PureSystems per l’Italia, Renato Ottina, ACG Business Leader di IBM Italia; inoltre sono intervenuti il Presidente di CBT e di ASSINFORM, Paolo Angelucci, Il Direttore Generale di CBT Flavio Radice, ed il Responsabile della Partner Division, Paolo Zanolini.

Grande spazio e risalto alla nuova offerta dei sistemi IBM Pure Flex, la nuova architettura di IBM, aperta e virtualizzata, che integra nodi di virtualizzazione, storage, networking e funzioni di virtualizzazione e gestione in un unico sistema infrastrutturale, capace di identificare tempestivamente le risorse necessarie all’ottimizzazione del data center.

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Cosmic Blue Team è Corporate Silver Partner di Symantec https://www.datamanager.it/news/cosmic-blue-team-corporate-silver-partner-di-symantec-44682.html Wed, 27 Feb 2013 11:00:24 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/cosmic-blue-team-e-corporate-silver-partner-di-symantec/ CBT si dimostra, ancora una volta, un partner di comprovata esperienza, capacità ed efficienza sia per Symantec che per i propri clienti

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Nel corso del mese di Febbraio il gruppo CBT ha ottenuto le specializzazioni Symantec per le soluzioni di EndPoint Management (Altiris Client e Server Management 7.5) e Data Protection (Netbackup 7.5), di fatto tre sistemisti con anni di esperienza alle spalle, uno per ciascuna area geografica (Lazio, Lombardia, Triveneto), hanno lavorato duramente per ottenere le certificazioni.

“Si tratta di un riconoscimento importante, un traguardo che testimonia l’impegno del nostro gruppo con questo brand e conferma l’investimento di CBT nell’offrire ai propri clienti soluzioni sempre più efficaci e all’avanguardia.” Sostiene Alessandro de Simone, PM Symantec in CBT, commentando l’annuncio. “Con le certificazioni Silver e SMB copriamo in termini di specializzazioni tecniche la maggior parte delle soluzioni di Endpoint Management, Data Protection e Security, offerti da Symantec. Ciò pone CBT sempre di più in prima linea nell’affiancare i Clienti dalla fase di progettazione, passando per il deploy e infine nella gestione quotidiana delle soluzioni SYMANTEC”.

Corporate Silver Partner 

Con questa ulteriore specializzazione il gruppo diventa Corporate Silver Partner di Symantec e si dimostra, ancora una volta, un partner di comprovata esperienza, capacità ed efficienza sia per Symantec che per i propri clienti.

“Naturalmente, siamo molto orgogliosi di questo traguardo” – Commenta Flavio Radice, Direttore Generale di CBT “soprattutto perché attesta la competenza e la professionalità di CBT nel fornire soluzioni e servizi che proteggono le informazioni dei clienti. Ma non ci fermiamo qui: il nostro prossimo obiettivo è raggiungere il livello di partnership Gold.”

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CBT: grande successo per il Sales and Alliances meeting 2013 https://www.datamanager.it/news/cbt-grande-successo-il-sales-and-alliances-meeting-2013-44123.html Fri, 08 Feb 2013 07:00:06 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/cbt-grande-successo-per-il-sales-and-alliances-meeting-2013/ L’Acquario Romano, progettato da Ettore Bernich e realizzato tra il 1885 e il 1887, che fu sede di un acquario solo per pochi anni e che oggi ospita la Casa dell'Architettura, ha fatto da splendida cornice, il 4 e il 5 febbraio, al Sales and Alliances meeting del Gruppo CBT

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L’Acquario Romano, progettato da Ettore Bernich e realizzato tra il 1885 e il 1887, che fu sede di un acquario solo per pochi anni e che oggi ospita la Casa dell’Architettura, ha fatto da splendida cornice, il 4 e il 5 febbraio, al Sales and Alliances meeting del Gruppo CBT

L’evento aperto ai business partner determinanti del Gruppo CBT ha segnato sicuramente una tappa importante per la condivisione dei risultati del 2012, ma è stato principalmente un momento di focalizzazione sulle strategie per il 2013.

Sono stati, infatti, ben oltre 30 i vendor-brand intervenuti che hanno potuto constatare personalmente e concretamente che CBT, con i suoi oltre 270 addetti ed una presenza capillare sul territorio, è una realtà italiana solida nel mondo ICT, di grande potenziale soprattutto per la capacità progettuale di cui dispone.

I partecipanti all’evento hanno avuto soprattutto modo di confrontarsi con un’azienda la cui grande determinazione e chiara visione del mercato consentono, nonostante il momento di oggettiva difficoltà economica, non solo di accrescere le proprie quote,ma anche di sviluppare un numero cospicuo di progetti importanti che contemplano l’impiego di diversi prodotti e servizi, arricchiti però di quelle competenze sistemistiche che permettono di fornire ai clienti soluzioni tecnologicamente evolute e altamente personalizzate.

Questo approccio connota decisamente CBT come un partner a cui demandare la gestione delle complessità aziendali più che come un semplice fornitore di servizi, e proprio la cessione della complessità sarà fattore fondamentale per le aziende per concentrarsi sul proprio business

“Siamo molto soddisfatti di questo incontro – afferma Flavio Radice, direttore generale di CBT – il fatto che così tanti brand abbiano scelto di partecipare a questo incontro ci ripaga del lavoro e degli sforzi fatti in questa direzione e ci fa procedere serenamente sulla strada intrapresa.”

Il Gruppo CBT fa dunque della propria capacità di sviluppo progettuale un elemento cardine di partnership commerciale con i brand con cui si presenta al mercato e presso i clienti.

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