cybercrime – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Oct 2018 09:52:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png cybercrime – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Attacco a British Airways: a rischio 380.000 carte di credito https://www.datamanager.it/2018/09/attacco-a-british-airways-a-rischio-380-000-carte-di-credito/ Fri, 07 Sep 2018 16:30:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=153020 British Airways rivela di avere subito un attacco informatico che ha messo a rischio le informazioni personali e finanziarie legate ai pagamenti con carta di credito di circa 380mila clienti. L’attacco ha sfruttato una vulnerabilità nel sito e nell’applicazione della compagnia aerea. “Non sorprende che le organizzazioni che possiedono siti web ben consolidati e utilizzati da numerosi utenti rappresentino […]

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British Airways rivela di avere subito un attacco informatico che ha messo a rischio le informazioni personali e finanziarie legate ai pagamenti con carta di credito di circa 380mila clienti. L’attacco ha sfruttato una vulnerabilità nel sito e nell’applicazione della compagnia aerea.

“Non sorprende che le organizzazioni che possiedono siti web ben consolidati e utilizzati da numerosi utenti rappresentino obiettivi privilegiati per cyber attacchi sofisticati, in grado di causare loro un significativo danno in termini di reputazione.

Le aziende non possono affrontare l’evoluzione del business moderno, sempre più interconnesso, e adottare servizi tecnologici che lo supportino, senza innovare anche le misure di sicurezza in grado di proteggerlo.

L’intelligenza artificiale è fondamentale per il futuro della cyber security perché si adatta autonomamente a nuove situazioni e attività e ha la capacità di identificare le minacce in una fase iniziale, prima che si traducano in una vera e propria crisi.

Questo nuovo modello deve diventare un mantra per la cyber difesa, perché rappresenta l’unico modo per sopperire all’impossibilità dell’essere umano di stare al passo con la velocità e la preparazione sempre maggiore di chi oggi promuove gli attacchi” ha commentato Emily Orton, Co-founder and Director di Darktrace, azienda leader nella cyber-difesa basata sull’intelligenza artificiale.

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I dispositivi IoT domestici sono l’obiettivo principale di attacchi cryptojacking https://www.datamanager.it/2018/09/i-dispositivi-iot-domestici-sono-lobiettivo-principale-di-attacchi-cryptojacking/ Thu, 06 Sep 2018 15:37:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152934 E’ quanto emerge dall’ultimo Threat Landscape Report di Fortinet Fortinet ha annunciato i risultati del suo ultimo Global Threat Landscape Report. La ricerca rivela che i criminali informatici stanno diventando sempre più abili e veloci nello sfruttamento di exploit, massimizzando inoltre gli sforzi mirati a una superficie di attacco in espansione e avvalendosi di un […]

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E’ quanto emerge dall’ultimo Threat Landscape Report di Fortinet

Fortinet ha annunciato i risultati del suo ultimo Global Threat Landscape Report. La ricerca rivela che i criminali informatici stanno diventando sempre più abili e veloci nello sfruttamento di exploit, massimizzando inoltre gli sforzi mirati a una superficie di attacco in espansione e avvalendosi di un approccio di tipo iterativo allo sviluppo del software che semplifica l’evoluzione delle loro metodologie di attacco.

Di seguito i risultati salienti del report:

  • Virtualmente nessuna azienda è immune agli exploit più gravi: l’analisi focalizzata su rilevamenti critici e di elevata gravità dimostra una tendenza allarmante, con il 96% delle imprese che ha subito almeno un attacco exploit grave. Quasi nessuna azienda è immune ai trend di attacco in continua evoluzione dei cyber criminali. Inoltre, circa un quarto delle aziende ha rilevato malware cryptojacking, e sei varianti di malware si sono diffuse in oltre il 10% di tutte le organizzazioni. I FortiGuard Labs hanno inoltre rilevato 30 nuove vulnerabilità zero-day nel corso del trimestre.
  • Cryptojacking prende di mira i dispositivi IoT domestici: le attività di sottrazione di criptovaluta continuano, mentre i criminali informatici hanno aggiunto ai loro arsenali i dispositivi IoT, inclusi i dispositivi multimediali domestici. Sono un obiettivo particolarmente attraente in quanto fonte di potenza computazionale da poter utilizzare a scopo di attacco. Essendo sempre attivi e connessi, gli aggressori sfruttano questi dispositivi per caricare malware che può rimanere costantemente in azione. Inoltre, le interfacce di questi dispositivi vengono sfruttate come browser web modificati, il che espande le vulnerabilità e i relativi vettori di attacco. La segmentazione sarà sempre più importante per i dispositivi connessi alle reti aziendali man mano che questa tendenza continua.
  • I trend delle botnet dimostrano l’alta creatività dei cybercriminali: i dati sulle tendenze delle botnet offrono un prezioso punto di vista su come i cybercriminali stanno massimizzando l’impatto attraverso molteplici azioni dannose. WICKED, una nuova variante della botnet Mirai, ha aggiunto almeno tre exploit al suo arsenale per colpire i dispositivi IoT privi di patch. Inoltre, VPNFilter, l’attacco avanzato che si rivolge agli ambienti SCADA/ICS monitorando i protocolli SCADA MODBUS, è emerso come minaccia significativa. È particolarmente pericoloso perché non solo esegue l’esfiltrazione dei dati, ma può anche rendere i dispositivi completamente inutilizzabili, individualmente o come gruppo. La variante Anubis della famiglia Bankbot ha introdotto diverse innovazioni. È in grado di eseguire ransomware, keylogger, funzioni RAT, intercettazione SMS, blocco schermata e inoltro di chiamata. Tenere sotto controllo gli attacchi di morphing con la threat intelligence è fondamentale in quanto la creatività dei criminali informatici si espande.
  • Gli sviluppatori di malware sfruttano tecniche di sviluppo agile: gli autori di malware hanno a lungo fatto affidamento su tecniche di polimorfismo per eludere il rilevamento. I recenti trend di attacco mostrano che si stanno indirizzando a pratiche di sviluppo agili per rendere il loro malware ancora più difficile da rilevare e per contrastare le ultime strategie dei prodotti anti-malware. GandCrab ha avuto molte nuove versioni quest’anno e i suoi sviluppatori continuano ad aggiornare questo malware molto rapidamente. Per tenere il passo con le modalità di sviluppo agile dei cyber criminali, le organizzazioni hanno bisogno di funzionalità avanzate di protezione dalle minacce e di rilevamento che li aiutino a individuare queste vulnerabilità riciclate.
  • Targeting efficace delle vulnerabilità: i criminali informatici sono selettivi nel determinare quali vulnerabilità prendere di mira. Con gli exploit esaminati in termini di prevalenza e volume dei relativi rilevamenti di exploit, solo il 5,7% delle vulnerabilità note sono state effettivamente sfruttate. Se la stragrande maggioranza delle vulnerabilità non verrà sfruttata, le organizzazioni dovrebbero prendere in considerazione l’adozione di un approccio molto più proattivo e strategico alla risoluzione delle vulnerabilità.
  • Applicazioni per istruzione e istituzioni governative: mettendo a confronto tra i vari settori il numero di applicazioni, quelle SaaS utilizzate da parte del governo è del 108% superiore alla media ed è secondo al settore dell’istruzione in termini di numero totale di applicazioni utilizzate quotidianamente(rispettivamente con il 22,5% e il 69% in più rispetto alla media). La causa probabile dell’utilizzo più elevato in questi due segmenti di settore è la maggiore necessità di una varietà più ampia di applicazioni. Queste organizzazioni richiedono un approccio di sicurezza che abbatta i silos tra ciascuna di queste app, inclusi i rispettivi ambienti multi-cloud, per una visibilità trasparente e controlli di sicurezza.

Sicurezza integrata supportata dalla Threat Intelligence contro gli attacchi in evoluzione

I dati sulle minacce nel report di questo trimestre confermano ancora una volta le previsioni annunciate dal team di ricerca globale dei FortiGuard Labs per il 2018. Un security fabric integrato nella superficie di attacco e tra ciascun elemento di sicurezza è di vitale importanza. Questo approccio consente di condividere informazioni sulle minacce utilizzabili in modo rapido e su ampia scala, riduce le finestre di rilevamento necessarie e fornisce una risposta automatica necessaria per contrastare gli exploit multi-vettore odierni.

“I criminali informatici sono instancabili. Sempre più spesso, assistiamo a un’automazione dei loro strumenti attraverso la creazione di variazioni di exploit noti. Di certo sono anche più precisi nel prendere di mira i loro bersagli e trovare vittime sfruttabili. È importante che le organizzazioni impostino, e con urgenza, la propria strategia di sicurezza per affrontare tali tattiche di attacco. Le aziende dovrebbero sfruttare difese di tipo automatizzato e integrate per affrontare la velocità e la portata di questi attacchi, utilizzare il rilevamento behavior-based ad alte prestazioni e fare affidamento sull’intelligence basata sull’Artificial Intelligence per concentrare gli sforzi e intervenire sulle vulnerabilità che contano maggiormente.” ha dichiarato Phil Quade, chief information security officer di Fortinet.

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Barracuda analizza gli attacchi Business Email Compromise https://www.datamanager.it/2018/09/barracuda-analizza-gli-attacchi-business-email-compromise/ Thu, 06 Sep 2018 12:51:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152879 Gli attacchi tramite scam BEC (Business Email Compromise), uno dei tipi di cyberfrode più diffuso, hanno causato danni per miliardi di dollari negli ultimi anni. In questo numero di Threat Spotlight, la rubrica di Barracuda che analizza una minaccia al mese, Barracuda prende in esame diverse tipologie di attacchi BEC, analizzati dal tema Barracuda Sentinel. […]

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Gli attacchi tramite scam BEC (Business Email Compromise), uno dei tipi di cyberfrode più diffuso, hanno causato danni per miliardi di dollari negli ultimi anni.

In questo numero di Threat Spotlight, la rubrica di Barracuda che analizza una minaccia al mese, Barracuda prende in esame diverse tipologie di attacchi BEC, analizzati dal tema Barracuda Sentinel.

La minaccia

I criminali sfruttano gli attacchi Business Email Compromise (BEC) per guadagnare l’accesso a un account email aziendale e, imitando l’identità del possessore della mailbox, frodare l’azienda o i suoi dipendenti, clienti e partner. In molti casi, gli scammer concentrano i loro sforzi su dipendenti con accesso alle finanze aziendali o ai libri paga e altre informazioni personali.

Per comprendere meglio obiettivi e metodologia degli attacchi BEC, Barracuda ha compilato una statistica su 3.000 attacchi selezionati a caso tra quelli identificati dal sistema Barracuda Sentinel. La tabella seguente riassume gli obiettivi degli attacchi:

Obiettivi dell’attacco Link presente Percentuale
Bonifico No 46.90%
Clic su link pericoloso Sì 40.10%
Stabilire un rapporto No 12.20%
Sottrarre informazioni No 0.80%

 

La tabella riassume gli obiettivi degli attacchi. I risultati indicano che il BEC più frequente negli attacchi esaminati consiste nel tentativo di spingere il destinatario a effettuare un bonifico su un conto controllato dal criminale, mentre lo 0,8% degli attacchi punta a ottenere informazioni personali, tipicamente (negli USA) sotto forma di moduli W2 contenenti il numero di social security.  Ecco qui un esempio recente (i nomi sono ovviamente di fantasia)

In circa il 40% dei casi, al destinatario viene chiesto di cliccare su un link, come vedete nell’esempio qui.

Nel 12% degli attacchi il criminale cerca di stabilire un rapporto con la vittima avviando una conversazione (ad esempio, chiedendo se la vittima è disponibile per un lavoro urgente).

In quest’ultimo esempio, nella stragrande maggioranza dei casi, dopo la prima email di risposta il criminale chiede di effettuare un bonifico.

Un’osservazione importante è che circa il 60% degli attacchi BEC non contiene link: l’attacco è una mail di solo testo congegnata per ingannare il destinatario spingendolo a trasferire denaro o fornire informazioni personali. Questi messaggi sono particolarmente problematici per i normali sistemi di sicurezza perché spesso, oltre a non contenere link sospetti, vengono inviati da account email legittimi e sono confezionati su misura per ciascun destinatario.

Barracuda ha inoltre analizzato gli attacchi rivolti a 50 aziende scelte a caso classificandoli in base ai ruoli dei destinatari e a quelli (fasulli) dei mittenti:

Ruolo Destinatario Mittente fasullo
CEO 2.2% 42.9%
CFO 16.9% 2.2%
C-Level 10.2% 4.5%
Finanza / HR 16.9% 2.2%
Altri 53.7% 48.1%

Dalla tabella appare chiaro che il termine “CEO fraud” usato per descrivere gli attacchi BEC è ampiamente giustificato: circa il 43% dei mittenti si fingono il CEO o il fondatore.

Sul fronte dei destinatari, gli attacchi colpiscono in modo più omogeneo diversi ruoli. Ma va notato che nel 57% dei casi il mittente fasullo non è in realtà il CEO.

Quasi la metà dei ruoli fasulli e oltre la metà degli obiettivi non corrispondono a posizioni sensibili (top manager, finanza, HR). Se ne deduce che limitarsi proteggere il personale dei dipartimenti sensibili non è sufficiente.

Cosa fare:

  • Non effettuare mai bonifici senza prima avere parlato di persona con chi lo richiede. Prestare maggiore attenzione alle chiamate telefoniche se le uniche informazioni di contatto sono incluse nell’e-mail potenzialmente fraudolenta.
  • Poiché il CEO è il ruolo più sfruttato, l’utente dovrebbe porre particolare attenzione alle email provenienti da questo account. Se il CEO fa una particolare richiesta o non è così normale ricevere una mail dal CEO, l’utente dovrebbe accertarsi dell’identità del mittente prima di compiere qualunque azione.
  • Introdurre un programma di formazione per insegnare agli utenti come identificare un attacco BEC, da ripetere periodicamente per aggiornarli sulle tecniche più recenti.
  • Adottare un sistema di protezione email come Barracuda Sentinel per bloccare automaticamente lo spear phishing e gli attacchi che possono portare a uno scam BEC.

Le soluzioni Barracuda

Difesa in tempo reale da spear phishing e cyberfrodi.  Barracuda Sentinel è l’unica soluzione sul mercato in grado di prevenire automaticamente il furto di account email. Sentinel si basa su tre livelli di intervento: un motore di intelligenza artificiale che blocca gli attacchi spear phishing in tempo reale, anche se le email provengono dall’interno dell’azienda; visibilità sulle domain fraud utilizzando l’autenticazione DMARC per la protezione da domain spoofing e brand hijacking; formazione con frodi simulate per i soggetti a più alto rischio.

Formazione dell’utente. Il personale dovrebbe essere regolarmente formato e la preparazione valutata, per migliorare la conoscenza dei diversi attacchi mirati. La formazione basata su attacchi simulati è di gran lunga il metodo di formazione più efficace. Barracuda PhishLine permette di fornire una formazione completa dell’utente, completa di test, ed effettuare simulazioni con email, voicemail e SMS oltre ad altri tool utili per addestrare gli utenti a identificare i cyberattacchi.

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ESET inaugura la nuova linea di soluzioni per la sicurezza aziendale https://www.datamanager.it/2018/09/eset-inaugura-la-nuova-linea-di-soluzioni-per-la-sicurezza-aziendale/ Thu, 06 Sep 2018 10:46:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152846 ESET Dynamic Threat Defense, ESET Security Management Center, ESET Threat Intelligence e ESET Endpoint Protection sono stati progettati per rispondere alle reali esigenze di sicurezza a livello aziendale, che richiedono soluzioni sempre più personalizzate in base ad esigenze specifiche ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell’Unione europea, presenta la nuova […]

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ESET Dynamic Threat Defense, ESET Security Management Center, ESET Threat Intelligence e ESET Endpoint Protection sono stati progettati per rispondere alle reali esigenze di sicurezza a livello aziendale, che richiedono soluzioni sempre più personalizzate in base ad esigenze specifiche

ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell’Unione europea, presenta la nuova generazione di soluzioni per la sicurezza aziendale, progettate per fornire al settore enterprise gli strumenti più adeguati per la prevenzione e la gestione dei rischi informatici su scala globale.

Come riportato recentemente da Forrester, gli utenti desiderano una “suite di sicurezza endpoint che consolidi le funzionalità e minimizzi la complessità quando possibile“. La nuova linea di soluzioni di sicurezza, frutto dell’esperienza ormai trentennale di ESET, soddisfa questa domanda e offre qualcosa in più.

La nuova linea comprende ESET Dynamic Threat Defense, una soluzione che fornisce un’analisi quasi istantanea delle minacce zero-day e dei ransomware prima che raggiungano la rete. ESET Dynamic Threat Defense fornisce un ulteriore livello di protezione per prodotti come ESET Mail Security e per le soluzioni di sicurezza per Endpoint grazie all’utilizzo di una tecnologia sandbox basata sul Cloud per rilevare le ultime minacce e quelle ancora sconosciute. Questa sandbox è composta da molteplici sensori che si aggiungono all’analisi statistica del codice, al controllo approfondito dei campioni con il Machine Learning, alla verifica della memoria e alla rilevazione basata sul comportamento. ESET introduce inoltre ESET Security Management Center, una versione aggiornata della nota console online ESET Remote Administrator. Questa console offre non solo visibilità completa della rete e la gestione completa della sicurezza tramite un unico pannello di controllo, ma anche una reportistica completamente personalizzabile e rimedi per le minacce con un solo clic, aggiungendo elementi che riducono la complessità dell’intera suite. Grazie all’unico pannello di controllo è possibile gestire tutte le soluzioni di sicurezza ESET distribuite nella rete e controllare i livelli di prevenzione, rilevamento e risposta degli endpoint su tutte le piattaforme – inclusi desktop, server, macchine virtuali agentless e persino dispositivi mobile. La nuova offerta enterprise di ESET si compone anche del servizio Threat Intelligence, che garantisce una conoscenza globale sugli attacchi mirati, sulle minacce avanzate persistenti (APT), sugli zero-day e sulle attività botnet, aiutando a verificare il sovraccarico di informazioni e fornendo i dati più rilevanti per specifiche organizzazioni.

Completano l’offerta enterprise le soluzioni di protezione endpoint di ESET, che utilizzano un approccio multilivello che impiega molteplici tecnologie in equilibrio dinamico per bilanciare costantemente le prestazioni, il rilevamento e i falsi positivi. ESET Endpoint Protection offre alle aziende una maggiore visibilità degli alert inviati a ESET LiveGrid, una piattaforma composta da 110 milioni di sensori in tutto il mondo e verificata dai centri di ricerca e sviluppo ESET. Questo permette agli utenti aziendali di ottenere il massimo livello di sicurezza nella visualizzazione di dati e report all’interno delle loro console.

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Red Team: gli esperti che effettuano compromissioni concordate delle reti aziendali https://www.datamanager.it/2018/09/red-team-gli-esperti-che-effettuano-compromissioni-concordate-delle-reti-aziendali/ Thu, 06 Sep 2018 08:44:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152815 Qualsiasi compromissione di un’azienda è motivo di preoccupazione, a partire dai dipendenti fino ad arrivare al CEO. Ma una compromissione realizzata da un Red Team è auspicabile in quanto questi professionisti aiutano le aziende a comprendere gli anelli deboli, prima che gli attaccanti siano in grado di sfruttarli. Essi effettuano questa attività agendo come aggressori, […]

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Qualsiasi compromissione di un’azienda è motivo di preoccupazione, a partire dai dipendenti fino ad arrivare al CEO.

Ma una compromissione realizzata da un Red Team è auspicabile in quanto questi professionisti aiutano le aziende a comprendere gli anelli deboli, prima che gli attaccanti siano in grado di sfruttarli. Essi effettuano questa attività agendo come aggressori, ma in modo etico e sotto la direzione dell’azienda che li ha ingaggiati. Le aziende contattano un Red Team per condurre una compromissione controllata del loro ambiente, spesso con specifici obiettivi già prefissati o target specifici.

È probabile che molte persone abbiano già familiarità con i test di penetrazione, una valutazione della sicurezza aziendale, che ha l’obiettivo finale di individuare il maggior numero possibile di problemi di sicurezza e difetti di configurazione in un network in un dato periodo di tempo. Queste vulnerabilità devono poi essere “sfruttate” per poter determinare il rischio associato per l’azienda. Un penetration tester ha compiuto la sua missione quando ha raggiunto un obiettivo specifico, come l’accesso alle informazioni di identificazione personale (PII).

Red Teaming – test di penetrazione ad alto livello

Le tattiche, le tecniche e le procedure (TTP) utilizzate nell’ambito di un incarico di Red Team, possono variare a seconda del livello di sicurezza di un cliente.

“Se l’azienda dispone di un proprio team di sicurezza interno (spesso chiamato Blue Team), il Red Team può utilizzare le capacità e le tattiche di un avversario nation-state per testare realmente le difese del cliente”, dichiara Daniele Nicita, Consulting Systems Engineer di FireEye.

Per ritenere di successo il lavoro di un Red Team l’azienda, al termine dell’attività, dovrebbe avere a disposizione:

  • Una sintesi completa per i dirigenti e il Top Management realizzata in modo semplice, così da comprenderla facilmente e che possa consentire un’azione immediata.
  • Dettagli tecnici con informazioni specifiche, che permettano ad un team di sicurezza interna di ricreare i risultati ottenuti dal Red Team.
  • Analisi del rischio basata su fatti, che aiuti le aziende a capire se un tale dato è rilevante per il loro ambiente e quindi la sua reale criticità.
  • Raccomandazioni tattiche per un miglioramento immediato della sicurezza e delle altre infrastrutture dell’azienda.
  • Raccomandazioni strategiche per il miglioramento a lungo termine della sicurezza dell’azienda e di altre infrastrutture.
  • Inestimabile esperienza nel rispondere ad un incidente reale, preparando tutti, dal team di sicurezza ai dirigenti, fino al dipartimento legale per quando, e non se, una violazione reale si verificherà.

Come lavorano i Red Team?

Le valutazioni effettuate dal Red Team hanno regole chiare che vengono concordate con il cliente, come ad esempio se il Red Team sia autorizzato ad accedere fisicamente ai computer o ad utilizzare solo metodi digitali. Il cliente e il Red Team devono anche determinare l’obiettivo o gli obiettivi dell’operazione. Questi possono includere l’ottenimento della carta di credito e altri dati finanziari, il furto di proprietà intellettuale, o l’ottenimento dell’accesso a reti interne.

Senza infrangere le regole stabilite, un Red Team farà tutto il necessario per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Un altro aspetto importante del Red Team è quello di comprendere le TTP che gli attaccanti stanno utilizzando oggi e non tecniche superate vecchie anche di due anni. I dati di intelligence raccolti dalle indagini in prima linea aiuteranno a fornire queste informazioni, che il Red Team potrà utilizzare per realizzare le proprie tecniche. Solo le aziende di sicurezza che hanno accesso a tali dati di intelligence sono in grado realmente di testare le capacità di difesa dei propri clienti.

Quali sono i requisiti per diventare un membro del Red Team?

I membri di successo dei Red Team dovrebbero avere un’ampia conoscenza delle TTP degli attaccanti. La maggior parte dei membri possiede esperienze come amministratori di sistema o sviluppatori di software. Questo background è importante perché un membro del Red Team deve avere conoscenza di analisi del codice sorgente, amministrazione di sistemi, networking, programmazione, ingegneria inversa e sviluppo. Non ci si può aspettare che qualcuno sfrutti la funzionalità se non ne comprende l’interazione. La conoscenza di queste aree non solo aiuta il Red Team a navigare in anonimato nelle reti non note, ma lo aiuta anche a non essere scoperto per un certo periodo di tempo.

“Questa conoscenza aiuta anche il Red Team a sviluppare gli strumenti che utilizzerà per l’incarico”, conclude Nicita. “Poiché ogni rete è diversa, è vantaggioso per i membri del Red Team, possedere un ampio insieme di competenze. Le soft skills o abilità trasversali sono anch’esse importanti: buona comunicazione, pensare rapidamente e possedere buone capacità di scrittura sono tutte doti richieste ed importanti quando si lavora e si gestisce la fase di ingegneria sociale dell’attacco, perché in questo modo il team ha più chance di superare i controlli di sicurezza che incontrerà”.

Come viene mostrato dall’M-Trends 2018 di FireEye, il tempo medio globale che intercorre tra una compromissione e la sua scoperta è di 101 giorni, che sale a 175 nell’area EMEA e a 498 per l’APAC. Un Red Team, invece, ha modo di ottenere le credenziali dell’amministratore di dominio entro soli tre giorni dopo la compromissione iniziale.
Questo dato mostra che, senza buoni meccanismi di rilevamento, gli attori delle minacce hanno molto più tempo per esplorare l’ambiente di destinazione, spiando potenzialmente l’azienda e rubandone dati critici.

L’ingaggio di un Red Team è particolarmente utile per le aziende che hanno necessità di proteggere beni preziosi. Sia che si tratti della protezione della proprietà intellettuale dallo spionaggio economico o dei dati personali dai criminali informatici, molte aziende dispongono di preziose risorse di dati che i criminali stanno prendendo di mira. Gli aggressori continueranno ad evolvere le loro TTP, quindi le aziende devono necessariamente tenere il passo. I test effettuati in condizioni reali da un Red Team sono un ottimo modo per fare un passo verso una maggiore sicurezza.

È meglio avere un report che diventare una notizia di cronaca!

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SandBlast Agent: la soluzione per i malware fileless https://www.datamanager.it/2018/09/sandblast-agent-la-soluzione-per-i-malware-fileless/ Wed, 05 Sep 2018 12:04:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152767 Gli attacchi malware fileless sono in aumento. Questa sofisticata forma di cyber attacco è in grado di eludere le tradizionali soluzioni antivirus perché non necessita di installare un malware per infettare il computer della vittima. Al contrario, sfruttano le vulnerabilità presenti e utilizzano strumenti di sistema molto comuni, come Windows Management Instrumentation (WMI) o PowerShell, […]

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Gli attacchi malware fileless sono in aumento. Questa sofisticata forma di cyber attacco è in grado di eludere le tradizionali soluzioni antivirus perché non necessita di installare un malware per infettare il computer della vittima.

Al contrario, sfruttano le vulnerabilità presenti e utilizzano strumenti di sistema molto comuni, come Windows Management Instrumentation (WMI) o PowerShell, per immettere un codice malevolo in processi normalmente sicuri e affidabili.

È proprio in questo caso che la funzione Behavioral Guard di SandBlast Agent si è dimostrata molto efficace nel rilevare l’aumento dei malware fileless. Behavioral Guard è un motore di rilevamento comportamentale che rileva e risolve tutte quelle forme di comportamento che si rivelano dannose, sfruttando la tecnologia forense per identificare in modo efficace e univoco i comportamenti di malware sconosciuti, classificandoli e inserendoli nella propria famiglia di minacce. Questa capacità si adatta all’evoluzione del malware nel tempo e può essere utilizzata per rilevare e prevenire tipi infiniti di attacchi, inclusi quelli che utilizzano astutamente strumenti di scripting legittimi.

Dall’introduzione di Behavioral Guard, Check Point Software Technologies ha rilevato numerosi attacchi fileless altamente evasivi. Un caso recente che ha colpito il PC di un cliente, era un payload fileless nascosto all’interno del file system di WMI, e che veniva eseguito in background dal sistema Windows quando si rilevava l’avvio del sistema o una funzione simile.

Ciò è stato fatto creando un oggetto Event Consumer WMI permanente che avrebbe eseguito PowerShell, un processo firmato Microsoft, quindi attendibile e già disponibile su tutti i sistemi operativi Windows, con script inline per rilevare e caricare le credenziali di Windows su server in un servizio cloud pubblico. A differenza del tradizionale malware basato su firma, questo attacco è andato in profondità nel sistema senza nessun file scritto su disco e senza alcun processo in esecuzione sul sistema operativo che sia dannoso o illegittimo. È stato, tuttavia, rilevato efficacemente dai sistemi di analisi comportamentale che hanno contribuito a rilevarlo, nonostante la natura velata dello script.

In effetti, i linguaggi di scripting vengono sempre più utilizzati dagli hacker perché più veloci e più facili da produrre rispetto ai malware basati su file a grandezza naturale. Inoltre, gli script sono più difficili da rilevare per le organizzazioni come Check Point.

Pertanto, verificatosi questo grande numero di attacchi fileless, è importante che le organizzazioni comprendano la natura di queste minacce e quanto siano difficili da rilevare con le tradizionali protezioni anti-virus. Le protezioni endpoint tradizionali sono inutili di fronte a metodi così sofisticati, i quali sono totalmente resistenti a tali prodotti che anche le cosiddette soluzioni “Next Generation Antivirus (NGAV)” non sono in grado di identificarli. SandBlast Agent, con la funzione Behavioral Guard, ha dimostrato il suo scopo e il suo valore, e continuerà a farlo con tutti gli attacchi già noti e persino sconosciuti.

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Stroili Oro, il ransomware non è più di moda grazie a Syneto https://www.datamanager.it/2018/08/stroili-oro-il-ransomware-non-e-piu-di-moda-grazie-a-syneto/ Mon, 20 Aug 2018 12:00:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152227 Non c’è ormai forma di business che non abbia implicazioni nell’abito digitale. Nel commercio al dettaglio ad esempio, l’elemento primario è l’acquisto e la vendita di un prodotto, ma questa transazione sarebbe impossibile senza un’infrastruttura informatica, affidabile e soprattutto sicura. E’ per questa ragione che il gruppo Stroili Oro, leader mondiale nel mercato dei beni […]

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Non c’è ormai forma di business che non abbia implicazioni nell’abito digitale. Nel commercio al dettaglio ad esempio, l’elemento primario è l’acquisto e la vendita di un prodotto, ma questa transazione sarebbe impossibile senza un’infrastruttura informatica, affidabile e soprattutto sicura.

E’ per questa ragione che il gruppo Stroili Oro, leader mondiale nel mercato dei beni di lusso, ha scelto Syneto come partner per la gestione digitale. Il luxury fashion retailer ha voluto per la propria filiale il modello HYPERSeries 2000, che opera insieme a un sistema iperconvergente Syneto già presente nella sede centrale dell’azienda e effettua un backup sicuro dei dati dalla succursale a HQ, per creare un ambito digitale semplice e sicuro da gestire.

Salvaguardare la grande quantità di dati (ERP, e-mail, customer loyalty), provenienti, non solo dalla sede centrale, ma anche dai 415 negozi di proprietà, è stato l’obiettivo primario richiesto a Syneto. Grazie a una forte esperienza in questo settore, a un approccio olistico al tema della sicurezza e ai costanti investimenti in ricerca e sviluppo, i prodotti Syneto sono infatti gli unici capaci di offrire una piattaforma iperconvergente delle infrastrutture IP, unificando in una sola formula i componenti di backup e di disaster recovery insieme alla gestione tipica dei data-center e dello storage.

La nuova soluzione scelta da Stroili Oro è stata affiancata al pre-esistente prodotto Syneto, già utilizzato nel quartier generale dell’azienda, beneficiando della modalità “plug and play” che caratterizza i dispositivi del provider europeo di infrastrutture IT. Ma l’elemento di forza della proposta non risiede solo nella facilità d’installazione e di configurazione, ma soprattutto nell’estrema efficacia, permettendo di recuperare i dati in un solo minuto e di ripristinare l’intera infrastruttura in appena 15 minuti. Altro aspetto rilevante è la sicurezza intrinseca della piattaforma, che riesce a ripristinare istantaneamente una macchina virtuale infetta e riportarla allo stato in cui si trovava prima dell’attacco ransomware, senza costi e evitando l’insorgere di ulteriori danni.

«L’elemento principale che ci ha portato a scegliere la piattaforma di Disaster Recovery di Syneto è stata la sua sicurezza. Non solo, ma abbiamo anche apprezzato la facilità d’uso e l’elevata competitività della proposta», ha dichiarato Giorgio Benedetti, CIO di Stroili Oro.

Non solo la soluzione di Syneto è economicamente vantaggiosa, ma porta anche a una considerevole riduzione dei costi. Il gruppo Stroili Oro ha, infatti, calcolato una riduzione CAPEX del 20% rispetto alla soluzione SAN adottata in precedenza.

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Cybercrime e protezione dei dati online: nasce “Digitale Sicuro” di Europ Assistance https://www.datamanager.it/2018/08/cybercrime-e-protezione-dei-dati-online-nasce-digitale-sicuro-di-europ-assistance/ Mon, 13 Aug 2018 12:00:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152144 Vivere sempre più connessi e usufruire di servizi digitali per qualsiasi aspetto della nostra vita porta inevitabilmente alla condivisione dei nostri dati in internet e su una molteplicità di piattaforme digitali. Basti pensare all’e-commerce, ai social network, ai siti di prenotazione di viaggi e molto altro. Stando ai dati di una recente ricerca di Lexis […]

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Vivere sempre più connessi e usufruire di servizi digitali per qualsiasi aspetto della nostra vita porta inevitabilmente alla condivisione dei nostri dati in internet e su una molteplicità di piattaforme digitali. Basti pensare all’e-commerce, ai social network, ai siti di prenotazione di viaggi e molto altro.

Stando ai dati di una recente ricerca di Lexis Research per Europ Assistance il 90% degli italiani naviga quotidianamente, ma solo il 58% utilizza antivirus sul proprio smartphone e quasi la metà degli intervistati (49%) dichiara di utilizzare sempre la stessa password su siti e per servizi online diversi, compromettendo il livello di sicurezza dei propri dati.

Per rispondere alle esigenze di un consumatore sempre più digitale e non sempre consapevole dei possibili rischi ad esso connessi, Europ Assistance lancia Digitale Sicuro, il programma, fruibile da Pc o da mobile, volto alla protezione dal furto di identità e frutto di un’esperienza di quindici anni sviluppata dalla filiale americana.

PROTEZIONE ON E ASSISTENZA OFF-LINE

Digitale Sicuro consente di educare, prevenire, monitorare ed informare l’utente in caso di rilevamento di dati in ambiente non sicuro fornendo indicazioni sul comportamento più appropriato da mettere in atto, e si compone di due elementi principali: protezione dati e assistenza su tutti i device di casa.

Con Digitale Sicuro è possibile navigare in Internet in tutta tranquillità, la piattaforma ospita la Online Data Security Suite, software che protegge l’utente da frodi online e furti d’identità, resi possibili dall’intercettazione fraudolenta dei dati digitati sulla tastiera oppure dall’accesso alla webcam integrata nei computer.

La versione Mobile, disponibile sia per dispositivi Android che iOS, protegge anche la digitazione di dati sensibili, come password o numeri di carta di credito.

Oltre al software di protezione dati, con Digitale Sicuro ci si garantisce anche l’assistenza completa a tutti i device di casa. Grazie ad IT Assistance, gli utenti sono messi in contatto con tecnici specializzati in grado di offrire supporto per la risoluzione di problematiche relative a qualsiasi dispositivo, come guasti e mal funzionamenti.

IL MONITORAGGIO – UN ULTERIORE VALORE AGGIUNTO

Digitale Sicuro offre agli utenti un monitoraggio costante della propria “impronta” sul web. Basta infatti inserire nel portale, alla sezione specifica, i dati personali che si vuole monitorare e la piattaforma si occuperà di tracciarli sia nel public web che nel dark web, la “rete oscura” non accessibile attraverso i canali di navigazione standard e che è spesso l’ambiente ideale dei crimini informatici.  In caso di rilevazione di un dato personale in un ambiente non sicuro, l’utente riceve dal portale una notifica via e-mail o sms, in questo caso potrà consultare il Team Digitale Sicuro di Europ Assistance, operativo 24/7, per ricevere indicazioni sul comportamento più idoneo da adottare in caso di alert.

La Dashboard di Digitale Sicuro consente di conoscere in ogni momento il grado di rischio a cui sono esposti i propri dati personali posti sotto monitoraggio. A questo si affianca un report mensile, inviato via e-mail, che riepiloga all’utente gli alert che gli sono stati notificati dal portale nel mese precedente.

“Come spesso accade gli Stati Uniti sono un importante banco di prova per questo genere di prodotto che mette al centro innovazione e animo digitale – dice Fabio Carsenzuola, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Europ Assistance Italia. Abbiamo quindi scelto di avvalerci dell’esperienza sviluppata dalla nostra filiale americana per portare in Italia una soluzione  al problema dei  rischi legati al cybercrime. Europ Assistance è costantemente impegnata a disegnare prodotti e servizi che incontrino esigenze dei consumatori in continuo cambiamento e Digitale Sicuro è solo l’ultimo esempio della nostra strategia: rispondere in modo semplice ad esigenze concrete delle persone. Una proposta unica che integra ad un servizio di navigazione sicura e protetta dai furti di identità, la possibilità di ricevere assistenza su tutti i device di casa”.

Digitale Sicuro, la cui proposta può essere completata da un pacchetto assicurativo di Tutela legale a beneficio del cliente rimasto vittima di un furto d’identità, è attualmente disponibile per i Business Partner di Europ Assistance sia sotto forma di assicurazione che a servizio.

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40 anni dopo, lo spam è ancora il mezzo più usato dai criminali online https://www.datamanager.it/2018/08/40-anni-dopo-lo-spam-e-ancora-il-mezzo-piu-usato-dai-criminali-online/ Wed, 01 Aug 2018 09:00:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152465 Una nuova ricerca di F-Secure e MWR Infosecurity evidenzia che lo spam è la fonte malware numero uno poiché ai criminali basta aggiungere pochi nuovi trucchi a questo classico metodo di attacco I criminali online sono diventati più prudenti ma si affidano ancora agli stessi vecchi trucchi che usano da decenni. La nuova ricerca di […]

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Una nuova ricerca di F-Secure e MWR Infosecurity evidenzia che lo spam è la fonte malware numero uno poiché ai criminali basta aggiungere pochi nuovi trucchi a questo classico metodo di attacco

I criminali online sono diventati più prudenti ma si affidano ancora agli stessi vecchi trucchi che usano da decenni. La nuova ricerca di F-Secure mostra come lo spam rimanga il metodo più comune di diffusione di URL malevoli, truffe e malware più di 40 anni dopo che è stato inviato il primo messaggio di spam.

“Lo spam via email è ancora una volta la scelta più comune per l’invio di malware”, afferma Päivi Tynninen, Threat Intelligence Researcher di F-Secure. “Tra i sample di spam che abbiamo visto nella primavera del 2018, il 46% riguardava truffe relative ad appuntamenti online, il 23% email con allegati malevoli e il 31% conteneva link a siti Web malevoli”.

Lo spam è stato uno dei principali vettori di infezione per decenni, osserva Päivi. “Negli ultimi anni, ha guadagnato più popolarità rispetto ad altri vettori, poiché i sistemi stanno diventando più sicuri contro gli exploit e le vulnerabilità del software.”

La tecnica si basa ancora sull’invio di un gran numero di e-mail per catturare un piccolo numero di utenti, ma i criminali continuano a ridefinire le loro tattiche per ottenere risultati sempre migliori.

“Lo spam è diventato un vettore di attacco con un successo crescente, con tassi di click in crescita dal 13,4% nella seconda metà del 2017 al 14,2% nel 2018” dichiara Adam Sheehan, Behavioral Science Lead di MWR Infosecurity, il creatore di phisd, servizio che monitora e migliora la suscettibilità delle aziende al phishing e ad altri attacchi legati ai dati. MWR è l’azienda che è stata acquistata da F-Secure nel giugno 2018.

Mentre lo spam è un gioco di numeri, il modello di efficacia di MWR ha identificato alcune tattiche che giocano sulla psicologia dei destinatari per rendere lo spam più potente:

  • La probabilità che il destinatario apra un’email aumenta del 12% se l’email sembra provenire da un individuo conosciuto
  • Se l’oggetto dell’email non presenta errori, il tasso di successo dello spam aumenta del 4,5%
  • Un email di phishing con una call to action che invita ad agire con urgenza ottiene meno trazione rispetto a quando l’urgenza è implicita

I criminali non si affidano semplicemente al contenuto dello spam per ingannare gli utenti. Stanno anche usando nuovi metodi per colpire quegli utenti che sono ormai consapevoli dei pericoli derivanti dal cliccare su allegati non richiesti.

“Piuttosto che usare solo allegati malevoli, lo spam che stiamo vedendo spesso presenta un URL che ti indirizza verso un sito innocuo, che poi ti reindirizza al sito che ospita contenuti malevoli. Questo extra reindirizzamento è un metodo di evasione dell’analisi per mantenere il contenuto malevolo ospitato il più a lungo possibile”, afferma Päivi. “E quando vengono utilizzati gli allegati, i criminali spesso tentano di evitare l’analisi automatica chiedendo all’utente di inserire una password inclusa nel corpo dell’e-mail per aprire il file.”

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FireEye MalwareGuard, nuovo motore di rilevamento e prevenzione delle minacce https://www.datamanager.it/2018/07/fireeye-malwareguard-nuovo-motore-di-rilevamento-e-prevenzione-delle-minacce/ Tue, 31 Jul 2018 15:09:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152525 Le nuove funzionalità di machine learning di FireEye sono basate su dati unici e reali provenienti dalla prima linea, utili per identificare e bloccare le minacce emergenti più sofisticate che hanno come obiettivo l’endpoint FireEye annuncia l’integrazione di MalwareGuard, un nuovo motore di rilevamento e prevenzione basato sul machine learning avanzato, alla propria soluzione di […]

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Le nuove funzionalità di machine learning di FireEye sono basate su dati unici e reali provenienti dalla prima linea, utili per identificare e bloccare le minacce emergenti più sofisticate che hanno come obiettivo l’endpoint

FireEye annuncia l’integrazione di MalwareGuard, un nuovo motore di rilevamento e prevenzione basato sul machine learning avanzato, alla propria soluzione di Endpoint Security. MalwareGuard è progettato per aiutare a rilevare e a bloccare le minacce informatiche, comprese quelle mai viste prima, al fine di fornire ai clienti un ulteriore livello di protezione per bloccare gli attacchi e proteggere le informazioni dei clienti, i dati sensibili e la proprietà intellettuale. MalwareGuard è integrato nella soluzione FireEye Endpoint Security ed è ora disponibile per i clienti esistenti senza costi aggiuntivi; tramite una prova gratuita per le altre aziende interessate ad aggiornare le proprie difese degli endpoint.

Migliori dati per un miglior Machine Learning

FireEye MalwareGuard è il risultato di un progetto di ricerca biennale condotto da esperti dei dati di FireEye e testato in attività reali di incident response. Il modello di MalwareGuard è stato implementato utilizzando tecniche di machine learning avanzato che consentono di fare classificazioni di malware intelligenti in maniera autonoma, senza l’intervento umano. Il modello di machine learning è stato realizzato con dati provenienti sia da fonti pubbliche che private, inclusi i dati raccolti da oltre 15 milioni di agenti endpoint, le analisi degli attacchi basate su oltre un milione di ore impiegate per rispondere ai cyber attacchi finora effettuati, oltre 200.000 ore di consulenza all’anno e attività di intelligence degli avversari, collezionati grazie ad una rete globale di analisti che parlano 32 lingue.

FireEye analizza centinaia di milioni di campioni di malware con una conseguente conoscenza diretta del panorama delle minacce, che non è disponibile in nessun’altra azienda. Il team di FireEye, che si occupa dell’analisi dei dati, ha un’esperienza reale nello studio delle minacce informatiche e utilizza i dati unici dell’azienda per addestrare MalwareGuard a rilevare nuove minacce, che spesso aggirano le soluzioni dei concorrenti basate sull’apprendimento automatico e su firma.

Sicurezza Endpoint completa in un’unica soluzione

Con l’aggiunta di MalwareGuard, la soluzione FireEye Endpoint Security ora include quattro motori integrati: machine learning (MalwareGuard), uno basato sul comportamento (ExploitGuard), uno basato sulle firme (Malware Protection) e l’ultimo basato sull’intelligence (IOC), per fornire una difesa a più livelli, progettata per proteggere i clienti da minacce note e sconosciute. Questi motori sono continuamente aggiornati con l’intelligence avanzata sulle minacce, esclusiva di FireEye, e sono progettati per stare al passo con le minacce in evoluzione viste solo nel mondo reale.

Oltre ai principali motori di prevenzione, FireEye Endpoint Security include funzionalità di ricerca, rilevamento e risposta (EDR), progettate per consentire alle aziende di indagare e rispondere rapidamente agli attacchi all’endpoint. Tutto questo è incluso in un’agente leggero e gestito tramite cloud, on premise o attraverso una distribuzione ibrida.

“Gli attaccanti sono costantemente impegnati nell’innovazione e nello sviluppo di tecnologie tradizionali basate su firme, ha dichiarato John Laliberte, senior vice president of engineering di FireEye. “Ridurre il periodo di tempo che intercorre tra il rilevamento, l’analisi e lo schieramento della protezione, è fondamentale per ridurre i rischi all’interno dell’azienda. Combinando la nostra esclusiva conoscenza in prima linea degli avversari, unitamente alla nostra esperienza interna di machine learning, possiamo ora proteggere meglio i nostri clienti contro le minacce informatiche, incluse quelle mai viste prima, automatizzando il rilevamento, l’analisi e l’implementazione della protezione attraverso la nostra soluzione di endpoint”.

Nuove funzionalità di gestione semplificano il passaggio dall’alert alla correzione

Oltre alle nuove capacità di machine learning, FireEye Endpoint Security ora include nuove funzionalità progettate per offrire una gestione più sofisticata, semplificando al tempo stesso il processo di passaggio dalla ricezione di un alert, alla correzione. Queste includono:

  • Policy Manager: una gestione aziendale migliorata semplifica l’attivazione di diversi livelli di accesso, consentendo agli amministratori di bilanciare esigenze di sicurezza e prestazioni;
  • Aggiornamento del flusso di lavoro degli alert: fornisce il quadro della situazione necessario alle aziende per rispondere rapidamente agli alert rilevanti;
  • Cloud identity e gestione degli accessi: abilita un livello più elevato di autenticazione per le implementazioni basate su cloud.

Operazioni di sicurezza semplificate e aggiunta senza soluzione di continuità di nuove funzionalità di ricerca

FireEye Endpoint Security include la piattaforma per le operazioni di sicurezza FireEye Helix, che integra strumenti di sicurezza e applica l’intelligence sulle minacce, l’automazione e la gestione dei casi, per aiutare le aziende ad avere il controllo degli incidenti, dall’alert alla correzione.

FireEye Endpoint Security funziona agevolmente anche con FireEye Managed Defense, una soluzione di rilevamento e risposta (MDR) gestita e offre la possibilità di aggiungere nuovi servizi come la ricerca di minacce, senza aumentare necessariamente il personale o gravare sulle squadre di sicurezza esistenti.

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