DeepMind – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 07 Feb 2022 10:25:33 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png DeepMind – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 DeepMind inventa l’intelligenza artificiale che scrive codice informatico https://www.datamanager.it/2022/02/deepmind-inventa-lintelligenza-artificiale-che-scrive-codice-informatico/ Mon, 07 Feb 2022 10:25:33 +0000 https://www.datamanager.it/?p=216382 Si chiama AlphaCode e sa già rivaleggiare con gli sviluppatori umani L’unità di intelligenza artificiale di Google con sede nel Regno Unito DeepMind ha inventato uno strumento in grado di scrivere codice informatico a livello competitivo per risolvere problemi aperti che richiedono pensiero critico, logica e comprensione del linguaggio. Il sistema, noto come AlphaCode, è […]

L'articolo DeepMind inventa l’intelligenza artificiale che scrive codice informatico proviene da Data Manager Online.

]]>
Si chiama AlphaCode e sa già rivaleggiare con gli sviluppatori umani

L’unità di intelligenza artificiale di Google con sede nel Regno Unito DeepMind ha inventato uno strumento in grado di scrivere codice informatico a livello competitivo per risolvere problemi aperti che richiedono pensiero critico, logica e comprensione del linguaggio. Il sistema, noto come AlphaCode, è un segno dell’evoluzione dell’IA e consentirebbe l’automazione della programmazione informatica.

DeepMind ha testato le prestazioni di AlphaCode nelle competizioni di codifica ospitate da Codeforces, una piattaforma che mette a confronto le competenze di decine di migliaia di programmatori di software umani in tutto il mondo. Ha scoperto che si è comportato con l’esperienza di un programmatore umano medio. 

“AlphaCode si è posizionato all’incirca al livello dello sviluppatore umano medio, segnando la prima volta che un sistema di generazione di codice AI ha raggiunto un livello competitivo di prestazioni nelle competizioni di programmazione” ha scritto il team di DeepMind dietro lo strumento. AlphaCode non è il primo strumento di intelligenza artificiale a generare codice per computer.

A giugno, Microsoft ha rilasciato un software simile, volto ad aiutare i programmatori, e sviluppato con l’aiuto del servizio di condivisione del codice GitHub, di cui è proprietaria, e OpenAI, una società di intelligenza artificiale con sede a San Francisco che il gigante tecnologico ha finanziato con 1 miliardo di dollari nel 2019. 

Nonostante le buone premesse, alcuni critici hanno espresso preoccupazione per il fatto che il codice generato da macchine, come AlphaCode, debba essere esaminato in modo particolarmente attento alla ricerca di bug o effetti imprevisti, inclusa la vulnerabilità agli attacchi informatici. Tuttavia, la sua capacità di risolvere problemi suggerisce che l’IA potrebbe integrare gli esseri umani, migliorare la produttività e “aprire il campo alle persone che attualmente non scrivono codice”, ha affermato DeepMind.

L'articolo DeepMind inventa l’intelligenza artificiale che scrive codice informatico proviene da Data Manager Online.

]]>
Sundar Pichai: “L’intelligenza artificiale è importante tanto quanto la scoperta del fuoco” https://www.datamanager.it/2018/01/sundar-pichai-lintelligenza-artificiale-importante-tanto-quanto-la-scoperta-del-fuoco/ Mon, 22 Jan 2018 17:59:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139345 Il CEO di Google Sundar Pichai ha dichiarato che l’intelligenza artificiale sarà una scoperta pari per importanza a quella del fuoco ma che comunque sarà accompagnata da alcuni rischi per l’uomo Google è convinta che l’intelligenza artificiale sarà una scoperta epocale e lo stesso concetto è stato ribadito in modo ancora più articolato da Sundar […]

L'articolo Sundar Pichai: “L’intelligenza artificiale è importante tanto quanto la scoperta del fuoco” proviene da Data Manager Online.

]]>
Il CEO di Google Sundar Pichai ha dichiarato che l’intelligenza artificiale sarà una scoperta pari per importanza a quella del fuoco ma che comunque sarà accompagnata da alcuni rischi per l’uomo

Google è convinta che l’intelligenza artificiale sarà una scoperta epocale e lo stesso concetto è stato ribadito in modo ancora più articolato da Sundar Pichai, CEO del colosso di Mountain View. Nei giorni scorsi il numero uno di Big G in una intervista a Kara Swisher di Recode e Ari Melber di MSNBC ha dichiarato che il machine learning sarà importante per lo sviluppo futuro dell’umanità esattamente come lo sono stati in passato la scoperta del fuoco e dell’elettricità. “L’intelligenza artificiale è una delle cose più importanti sulle quali l’umanità sta lavorando. È più ‘profonda’ dell’elettricità o del fuoco”, ha detto Pichai.

Google è tra le aziende più all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale ma più le macchine si fanno simili all’uomo più ci si rende conto che come per qualsiasi nuova tecnologia c’è sempre il rischio che possa rivelarsi pericolosa. La stessa paura è condivisa da grandi esperti del settore come l’imprenditore Elon Musk o l’astrofisico Stephen Hawking mentre il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ritiene che il controllo sarà sempre nelle mani dell’uomo. “Il fuoco è una cosa buona, ma può anche uccidere le persone. Abbiamo imparato a gestirlo per il bene dell’umanità ma dobbiamo anche fare i conti con i suoi aspetti negativi”, ha sottolineato Pichai. Per questo motivo DeepMind, azienda che ha sviluppato per Google l’AI AlphaGo, ha introdotto una sorta di tasto d’emergenza per bloccare le macchine intelligenti in caso di pericolo. Il gioco vale comunque la candela. Il machine learning permetterà in futuro di risolvere una serie infinita di problemi complessi a partire dal settore medico. Il colosso di Mountain View crede molto nell’AI e tramite la divisione Verily l’ha messa al servizio del benessere dell’uomo.

L'articolo Sundar Pichai: “L’intelligenza artificiale è importante tanto quanto la scoperta del fuoco” proviene da Data Manager Online.

]]>
AlphaGo Zero, l’AI di Google ha imparato a giocare a scacchi ed è già un campione https://www.datamanager.it/2017/12/alphago-zero-lai-google-imparato-giocare-scacchi-ed-gia-un-campione/ Mon, 11 Dec 2017 17:59:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137090 AlphaGo Zero di Deepmind ha imparato da sola le regole degli scacchi e poco dopo ha battuto con facilità il campione del mondo di questo gioco tra i software dedicati Deepmind è una tra le realtà più all’avanguardia per quanto riguarda lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. La prima versione della rete neurale realizzata dalla società di […]

L'articolo AlphaGo Zero, l’AI di Google ha imparato a giocare a scacchi ed è già un campione proviene da Data Manager Online.

]]>
AlphaGo Zero di Deepmind ha imparato da sola le regole degli scacchi e poco dopo ha battuto con facilità il campione del mondo di questo gioco tra i software dedicati

Deepmind è una tra le realtà più all’avanguardia per quanto riguarda lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. La prima versione della rete neurale realizzata dalla società di proprietà di Google è riuscita nell’impresa di battere il campione di mondiale di Go, gioco da tavolo universalmente riconosciuto come il più complesso e strategico. La seconda versione AlphaGo Zero è diventata in grado di imparare senza nessun supporto o input da parte dell’uomo e si è quindi cimentata in altre sfide. L’AI ora conosce come le sue tasche le regole degli scacchi e in poche mosse è già riuscita a battere il campione tra i computer.

AlphaGo Zero ha impiegato circa 4 ore per imparare a giocare a scacchi analizzando 80mila posizioni possibili al secondo. Il software sviluppato da DeepMind ha poi sfidato Stockfish, intelligenza artificiale che fino a quel momento deteneva il titolo mondiale tra giocatori artificiali. In cento scontri tra le due macchine, AlphaGo Zero non è mai uscita sconfitta. La rete neurale di Google, che ha ufficialmente dichiarato guerra ad Amazon eliminando YouTube da Fire TV ed Echo Show, aveva dimostrato tutte le sue capacità anche con altri giochi. Ad esempio ha imparato da sola le meccaniche di videogame come Pong e Space Invaders e ha battuto la collega Elmo nel gioco giapponese Shogi. AlphaGo Zero è forse la cosa più vicina all’intelligenza artificiale a cui aspirano gli ingegneri di tutto il mondo ma è ancora lontana da uguagliare la mente umana. Come tutte le AI, anche il software di Google può imparare perfettamente a svolgere un compito ma ha difficoltà ad applicare le nozioni apprese in altri settori seppur simili. Le macchine ad oggi devono sempre imparare da zero.

L'articolo AlphaGo Zero, l’AI di Google ha imparato a giocare a scacchi ed è già un campione proviene da Data Manager Online.

]]>
AlphaGo, l’AI di Google impara anche senza l’uomo https://www.datamanager.it/2017/10/alphago-lai-google-impara-anche-senza-luomo/ Fri, 20 Oct 2017 10:16:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133378 L’AI AlphaGo Zero ha imparato a giocare a Go senza l’aiuto dell’uomo ma semplicemente sfidando se stessa L’intelligenza artificiale si fa sempre più simile all’uomo e in diverse occasioni è già riuscita a batterlo in scaltrezza e strategia. Ad esempio AlphaGo, la rete neurale realizzata da DeepMind per conto di Google, ha stracciato per 4 […]

L'articolo AlphaGo, l’AI di Google impara anche senza l’uomo proviene da Data Manager Online.

]]>
L’AI AlphaGo Zero ha imparato a giocare a Go senza l’aiuto dell’uomo ma semplicemente sfidando se stessa

L’intelligenza artificiale si fa sempre più simile all’uomo e in diverse occasioni è già riuscita a batterlo in scaltrezza e strategia. Ad esempio AlphaGo, la rete neurale realizzata da DeepMind per conto di Google, ha stracciato per 4 a 1 il campione mondiale di Go, Lee Sedol, durante un torneo. Il gioco è unanimemente considerato il più difficile al mondo e questo fa capire la portata dell’impresa. Per poter giocare ad alti livelli, l’AI di Mountain View ha però dovuto analizzare milioni di mosse oltre a quelle dell’avversario. L’ultima versione di questo sofisticatissimo software, AlphaGo Zero, ha invece fatto tutto da sola.

AlphaGo Zero non ha ricevuto alcun imput dall’uomo e ha imparato le meccaniche del Go solamente in base alla sua esperienza. L’AI si è autoprogrammata giocando cinque milioni di partite contro la sua precedente versione analizzando ogni possibile combinazione di mosse e memorizzando le strategie vincenti a seconda della situazione.

[ot-video type=”youtube” url=”mJ4tEDMksWA”]

A vedere i risultati raggiunti da DeepMind viene da pensare a cosa succederà quando le macchine avranno effettivamente la capacità di superare l’uomo anche in ambiti diversi dal gioco. Il patron di Tesla, Elon Musk, auspica l’avvento dell’intelligenza artificiale ma allo stesso tempo la teme. L’astrofisico Stephen Hawking è dello stesso avviso mentre Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, vede nell’AI il futuro dell’umanità. Alcuni sono invece arrivati addirittura a venerarla come un dio.

L'articolo AlphaGo, l’AI di Google impara anche senza l’uomo proviene da Data Manager Online.

]]>
DeepMind studia la robotica etica https://www.datamanager.it/2017/10/deepmind-studia-la-robotica-etica/ Thu, 05 Oct 2017 09:05:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132247 L’azienda di Alphabet, specializzata nel campo dell’AI, crea una divisione che studierà l’impatto della tecnologia sulla vita delle persone Più di una volta abbiamo scritto della paura di esperti di scienza e robotica circa la futura sottomissione del genere umano alle macchine. Tra tutti Elon Musk e Stephen Hawking, che hanno invitato le aziende a […]

L'articolo DeepMind studia la robotica etica proviene da Data Manager Online.

]]>
L’azienda di Alphabet, specializzata nel campo dell’AI, crea una divisione che studierà l’impatto della tecnologia sulla vita delle persone

Più di una volta abbiamo scritto della paura di esperti di scienza e robotica circa la futura sottomissione del genere umano alle macchine. Tra tutti Elon Musk e Stephen Hawking, che hanno invitato le aziende a pensare a metodi concreti con cui spegnere i robot quando c’è possibilità che diventino incontrollabili. Più o meno l’idea che è alla base di un nuovo progetto di DeepMind, nome molto conosciuto in ambiente hi-tech, soprattutto per aver lavorato con la Darpa e le sue creature a quattro zampe fatte di silicio e bulloni. La compagnia ha avviato una nuova unità interna che si occuperà di analizzare in che modo le tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale potranno impattare sulla vita reale delle persone. La divisione ethics and society sarà un occhio attento sulle implicazioni dei sistemi AI sia sotto forma di robot al servizio di utenti privati e organizzazioni pubbliche che di piattaforme che coinvolgeranno la quotidianità delle persone in tutto il mondo.

Futuro da prevedere

Come hanno spiegato da DeepMind: “L’unità ha uno scopo duplice, aiutare gli esperti di tecnologia a mettere in pratica linee guida etiche e la società ad anticipare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale così che venga indirizzata al bene comune”. Fondata nel 2010, DeepMind è stata acquisita da Google per 500 milioni di dollari quattro anni più tardi, per entrare poi a far parte del conglomerato di Alphabet. Si tratta certamente di uno dei nomi più attivi nel campo dello sviluppo avanzato di dispositivi intelligenti da portare nella vita moderna, non solo dal punto di vista militare, focus principale dell’azienda, ma anche civile. “La storia ci insegna che le innovazioni tecnologiche in sé stesse non garantiscono un progresso automatico – proseguono da DeepMnd – l’arrivo della AI in tal senso comporta un certo stravolgimento delle metriche classiche, richiedendo di pensare concretamente alle conseguenze, in termini etici, di tale integrazione”.

L'articolo DeepMind studia la robotica etica proviene da Data Manager Online.

]]>
Google nei guai per DeepMind, viola la privacy https://www.datamanager.it/2017/07/google-nei-guai-deepmind-viola-la-privacy/ Tue, 04 Jul 2017 10:02:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128007 Un’azienda britannica ha fornito a DeepMind milioni di dati di pazienti inglesi per una ricerca in ambito medico ma senza informali correttamente Google attraverso il progetto DeepMind desidera utilizzare l’intelligenza artificiale nell’ambito della salute. Attraverso l’analisi dei big data desidera fornire nuovi strumenti a medici e scienziati per combattere le malattie più diffuse. Il problema […]

L'articolo Google nei guai per DeepMind, viola la privacy proviene da Data Manager Online.

]]>
Un’azienda britannica ha fornito a DeepMind milioni di dati di pazienti inglesi per una ricerca in ambito medico ma senza informali correttamente

Google attraverso il progetto DeepMind desidera utilizzare l’intelligenza artificiale nell’ambito della salute. Attraverso l’analisi dei big data desidera fornire nuovi strumenti a medici e scienziati per combattere le malattie più diffuse. Il problema è che Big G non è molto attenta alla privacy dei pazienti. Secondo un’indagine dell’ICO, l’organo indipendente che in Gran Bretagna tutela il diritto all’informazione, una delle aziende locali avrebbe fornito a Google i dati di milioni di malati britannici senza informarli.

L’indagine riguarda la Royal Free National Health Security (NHS) Foundation Trust, join venture pubblico privata di Londra che si occupa di investimenti nella tecnologia medica nella sanità pubblica del Regno Unito. L’associazione avrebbe fornito a DeepMind i dati e i dettagli delle cartelle mediche di 1,6 milioni di pazienti per una ricerca nell’ambito delle lesioni renali acute ma senza informali del passaggio d’informazioni e delle finalità dell’operazione. “Abbiamo chiesto alla NHS e a Google di impegnarsi per apportare modifiche ai moduli sottoposti ai pazienti, per informarli con trasparenza su come vengono trattati i loro dati. – afferma Elizabeth Denham, della commissione ICO – La legge sulla privacy non è una barriera all’innovazione, ma non può essere bypassata. Il prezzo dell’innovazione non deve essere l’erosione dei diritti fondamentali della privacy”.

Big G, che settimana scorsa si è vista anche corrispondere una multa dall’Ue da oltre 2,4 miliardi di dollari, dovrà ora rivedere le sue policy per non violare la legge sulla protezione dei dati nelle sue future ricerche nell’ambito di DeepMind, che nel frattempo ha sviluppato forme di intelligenza artificiale sempre più avanzate. Inoltre, l’azienda di Mountain View dovrà fornire tutti i dettagli della sperimentazione e l’impatto che questa ha avuto sulla privacy dei pazienti coinvolti a loro insaputa.

L'articolo Google nei guai per DeepMind, viola la privacy proviene da Data Manager Online.

]]>
Niente segreti per i robot: leggeranno anche il labiale https://www.datamanager.it/2016/11/niente-segreti-robot-leggeranno-anche-labiale/ Wed, 09 Nov 2016 19:00:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113166 Un progetto di DeepMind con la Oxford dimostra la possibilità che gli algoritmi imparino a distinguere parole e frasi, analizzando le labbra dell’uomo Quante volte si comunica con l’altro solo mimando una frase con le labbra senza mai dirla? Pensavate che nel futuro, quando saremo circondati dai robot, questo sarà un buon metodo per non far […]

L'articolo Niente segreti per i robot: leggeranno anche il labiale proviene da Data Manager Online.

]]>
Un progetto di DeepMind con la Oxford dimostra la possibilità che gli algoritmi imparino a distinguere parole e frasi, analizzando le labbra dell’uomo

Quante volte si comunica con l’altro solo mimando una frase con le labbra senza mai dirla? Pensavate che nel futuro, quando saremo circondati dai robot, questo sarà un buon metodo per non far sapere nulla alle intelligenze superiori? La teoria farebbe propendere per il si, ma la pratica è molto diversa. Da uno studio di DeepMind, azienda del circuito Google, e dell’Università di Oxford, è scaturito un interessante software in grado di leggere il labiale delle persone e di capire con precisione quello che (non) si sono dette. Nel 93,4% dei casi, l’algoritmo di comprensione ha correttamente interpretato la comunicazione, andando ben oltre la media del 52,3% raggiunta da chi ha un deficit uditivo.

Come funziona

Si chiama LipNet ed è il risultato del lavoro svolto dal know-how di DeepMind e dagli studi dei ricercatori universitari, che hanno “mostrato” al programma 30.000 esempi di movimenti delle labbra, affiancandoli a parole e frasi compiute, imparate e integrate assieme ai suoni. Tramite un sistema avanzato di Intelligenza Artificiale, LipNet può associare labiale, significato e audio della frase, per dare un senso compiuto al discorso, di fatto interpretando anche ciò che l’uomo non dice. Rispetto ai predecessori, la differenza è che Lipnet può recepire discorsi complessi al primo colpo, cioè senza aver prima memorizzato le singole parole. Ciò lo rende maggiormente versatile, funzionale e incredibilmente intelligente. Tale che i detrattori già parlano della possibilità di inserire algoritmi del genere nelle videocamere di sorveglianza, per monitorare non solo gli spostamenti ma anche le intenzioni delle persone.

L'articolo Niente segreti per i robot: leggeranno anche il labiale proviene da Data Manager Online.

]]>
Adesso DeepMind parla come un uomo https://www.datamanager.it/2016/09/adesso-deepmind-parla-un-uomo/ Mon, 12 Sep 2016 18:30:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=107755 Il progetto di intelligenza artificiale di Google si è notevolmente migliorato grazie alla tecnologia WaveNet DeepMind, l’azienda parte del circolo di Google specializzata in progetti di Intelligenza Artificiale, avvicina sempre di più le macchine all’uomo. Lo fa sfruttando WaveNet, una nuova tecnologia informatica che consente a una macchina di parlare in maniera quasi naturale in due […]

L'articolo Adesso DeepMind parla come un uomo proviene da Data Manager Online.

]]>
Il progetto di intelligenza artificiale di Google si è notevolmente migliorato grazie alla tecnologia WaveNet

DeepMind, l’azienda parte del circolo di Google specializzata in progetti di Intelligenza Artificiale, avvicina sempre di più le macchine all’uomo. Lo fa sfruttando WaveNet, una nuova tecnologia informatica che consente a una macchina di parlare in maniera quasi naturale in due lingue: inglese e mandarino. Con una tecnica del genere, spiega il team, gli automi possono raggiungere prestazioni del 50% migliori di quelle delle altre tecnologie di riproduzione vocale. Nella pratica, WaveNet è un modello generativo di onde audio in formato RAW che, unito al software AI, riduce notevolmente in gap con l’interazione umana.

Come funziona

“Per quanto riguarda l’inglese e il cinese, il text-to-speech di Google rappresenta attualmente la scelta migliore a livello globale – dice Big G – averli migliorati con un singolo modello ci rende maggiormente soddisfatti”. Nei test condotti dai ricercatori, WaveNet ha raggiunto risultati importanti e davvero inattesi. Dove il linguaggio di comprensione umana arriva a 4.55 (inglese) e 4.21 (mandarino), il software giunge rispettivamente a 4.21 e 4.08, davvero di poco sotto le performance umane. Dove potremo arrivare? “Permettere alle persone di interagire con le macchine in maniera semplice è un sogno di lunga durata per l’informatica. L’abilità dei computer di comprendere il linguaggio naturale si è evoluta prepotentemente nel corso degli ultimi anni grazie alle reti neurali digitali”. Secondo DeepMind, WaveNet può anche imparare a suonare strumenti, imitando pianisti e artisti vari, dando vita a composizioni uniche e quanto mai apprezzabili. Il prossimo Schubert sarà fatto di viti e bulloni?

L'articolo Adesso DeepMind parla come un uomo proviene da Data Manager Online.

]]>
L’AI di DeepMind studia come ridurre la spesa energetica https://www.datamanager.it/2016/07/lai-deepmind-studia-ridurre-la-spesa-energetica/ Thu, 21 Jul 2016 14:26:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=106469 Un algoritmo sviluppato da DeepMind sfrutta il machine learning per ridurre la spesa energetica dei data center Il problema maggiore nella gestione dei data center riguarda la gestione del calore. Queste strutture contengono server che processano milioni di informazioni in tempi brevissimi e devono essere adeguatamente raffreddati per non provocare una sospensione del servizio. Questo […]

L'articolo L’AI di DeepMind studia come ridurre la spesa energetica proviene da Data Manager Online.

]]>
Un algoritmo sviluppato da DeepMind sfrutta il machine learning per ridurre la spesa energetica dei data center

Il problema maggiore nella gestione dei data center riguarda la gestione del calore. Queste strutture contengono server che processano milioni di informazioni in tempi brevissimi e devono essere adeguatamente raffreddati per non provocare una sospensione del servizio. Questo per le aziende si traduce in spese in bolletta piuttosto elevate. Microsoft, ad esempio, ha pensato di porre i data center sul fondo marino per raffreddarli a un costo ridotto. Google ha invece scelto la strada dell’intelligenza artificiale.

DeepMind, azienda britannica di proprietà di Google e specializzata nella ricerca sulle AI, ha pensato di utilizzare il machine learning per ridurre la dissipazione di calore all’interno dei data center. L’algoritmo in questione è in grado di imparare in modo automatico e di controllare il raffreddamento delle strutture a seconda delle esigenze del momento. Con questa tecnologia, DeepMind è riuscita a ridurre del 40% la dissipazione del calore, cosa che ha spinto Google a pensare di adottarla in tutti i suoi data center entro la fine dell’anno. Il machine learning ha inoltre la caratteristica di adattarsi ad ambiti molto diversi. La tecnologia di DeepMind può essere quindi utilizzata anche per la gestione dell’acqua o del consumo energetico di una rete locale e nazionale. L’azienda britannica sarebbe già in contatto con diverse realtà industriali interessate al suo algoritmo.

DeepMind è una vera e propria istituzione nel campo dell’intelligenza artificiale. La sua AI AlphaGo è infatti riuscita a battere il campione del mondo di Go, considerato il gioco più difficile al mondo, utilizzando strategie innovative e con un approccio quasi umano. Non deve quindi sorprendere che Google abbia intenzione di realizzare una sorta di “bottone rosso” per spegnere le macchine intelligenti nel caso in cui le macchine prendano coscienza di sé e possano diventare pericolose per l’umanità.

L'articolo L’AI di DeepMind studia come ridurre la spesa energetica proviene da Data Manager Online.

]]>
Google vuole un bottone rosso dietro i robot del futuro https://www.datamanager.it/2016/06/google-vuole-un-bottone-rosso-dietro-robot-del-futuro/ Tue, 07 Jun 2016 09:43:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=102855 DeepMind pone la necessità di imporre un metodo di blocco ai dispositivi di intelligenza artificiale così che non possano sterminarci La questione sembra paradossale ma è sempre più attuale. La tecnologia avanza con una velocità tale da rendere più vicina la possibilità di vedere una schiera di robot accompagnarci nelle attività quotidiane, non solo sul posto […]

L'articolo Google vuole un bottone rosso dietro i robot del futuro proviene da Data Manager Online.

]]>
DeepMind pone la necessità di imporre un metodo di blocco ai dispositivi di intelligenza artificiale così che non possano sterminarci

La questione sembra paradossale ma è sempre più attuale. La tecnologia avanza con una velocità tale da rendere più vicina la possibilità di vedere una schiera di robot accompagnarci nelle attività quotidiane, non solo sul posto di lavoro. In mezzo alla folla, durante i comizi elettorali, al cinema o al volante del taxi potrebbero presto esserci tanti automi, dotati di un’intelligenza artificiale in grado di progredire nel tempo, in maniera indipendente. Si tratta di un contesto sicuramente affascinante ma che pone un’esigenza essenziale, quella che sia l’uomo, in un modo o nell’altro, a staccare la spina ai robot, quando il loro ego di bulloni sembra voler prendere il sopravvento sulla razza che attualmente abita la terra.

Pulsante di stop

Una necessità fatta presente da DeepMind, l’azienda che si occupa di robotica di proprietà Google, che ha proposto una sorta di bottone rosso installato sui robot, così da bloccarli e renderli innocui. In realtà, più che un pulsante fisico, la tecnica che DeepMind vorrebbe utilizzare prevede l’esistenza di un algoritmo avanzato che fermi gli automi al punto giusto, nel caso di comportamenti anomali o bruschi, insomma quando va fuori controllo. Un esempio pratico di ciò avviene quando una macchina viene messa dinanzi al classico Tetris. Invece di andare avanti fino alla schermata Game Over, quando il computer sente di star perdendo, mette in pausa il gioco, restando così fino ad un intervento umano. Nella pratica dunque, gli automi voluti da DeepMind dovrebbero mettersi in pausa in automatico quando avvertono che qualcosa non va nel loro atteggiamento. Chiamatelo pure algoritmo, ma somiglia tanto ad una vera presa di coscienza.

L'articolo Google vuole un bottone rosso dietro i robot del futuro proviene da Data Manager Online.

]]>