Deloitte – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 07 Jul 2026 17:46:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Deloitte – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Come l’intelligenza basata sull’AI sta trasformando le performance aziendali https://www.datamanager.it/2026/07/come-lintelligenza-basata-sullai-sta-trasformando-le-performance-aziendali/ Fri, 17 Jul 2026 07:42:42 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253998 Uno studio di PwC condotto all’inizio di quest’anno ha rilevato che il 56% degli amministratori delegati non ha riscontrato né un aumento dei ricavi né una riduzione dei costi derivanti dagli investimenti finanziari in Intelligenza Artificiale (AI). Ciò solleva un interrogativo importante: se le organizzazioni investono massicciamente nell’AI, perché così tante faticano ancora a ottenere […]

L'articolo Come l’intelligenza basata sull’AI sta trasformando le performance aziendali proviene da Data Manager Online.

]]>
Uno studio di PwC condotto all’inizio di quest’anno ha rilevato che il 56% degli amministratori delegati non ha riscontrato né un aumento dei ricavi né una riduzione dei costi derivanti dagli investimenti finanziari in Intelligenza Artificiale (AI). Ciò solleva un interrogativo importante: se le organizzazioni investono massicciamente nell’AI, perché così tante faticano ancora a ottenere risultati tangibili?

Parte della risposta risiede nel modo in cui le aziende applicano l’AI. Troppo spesso, l’AI viene considerata un investimento tecnologico a sé stante, piuttosto che una capacità in grado di migliorare il processo decisionale, rafforzare le operazioni e generare risultati di business misurabili. Man mano che le organizzazioni adottano più sistemi basati sull’AI, le prestazioni e la resilienza di tali sistemi diventano sempre più legate ai ricavi, alla customer experience e alla reputazione del brand. Quando la tecnologia fallisce, l’impatto si fa sentire ben oltre il reparto IT.

Allo stesso tempo, l’adozione dell’AI continua ad accelerare. Deloitte riporta che il 65% delle aziende include ora l’AI nella propria strategia aziendale. Eppure, nonostante questo slancio, molte aziende sono ancora alla ricerca di modi per tradurre gli investimenti in AI in un valore aziendale significativo. Per farlo, i leader hanno bisogno di una comprensione più chiara di come le prestazioni della tecnologia influenzino i sistemi, i servizi e la customer experience che sono alla base del successo commerciale. È in questo contesto che l’intelligence in tempo reale assume un’importanza sempre maggiore.

Il crescente legame tra tecnologia e performance aziendali

Un tempo, le performance tecnologiche erano considerate una questione prettamente informatica. Oggi, sono una questione aziendale.

Con la digitalizzazione delle organizzazioni, i sistemi che supportano le interazioni con i clienti, le transazioni e i servizi sono diventati fattori critici per la generazione di ricavi. Quando questi sistemi rallentano o falliscono, le conseguenze possono essere immediate: perdita di fatturato, clienti insoddisfatti e danni alla brand reputation.

Questo cambiamento sta modificando le aspettative nei confronti dell’intelligenza artificiale. Le aziende non cercano più solo guadagni in termini di efficienza. Vogliono che l’AI supporti l’innovazione, migliori l’affidabilità e contribuisca a offrire esperienze migliori ai clienti. Dopotutto, i clienti non percepiscono la complessità di un servizio digitale. Ne sperimentano solo il funzionamento.

È qui che l’osservabilità basata sull’AI può svolgere un ruolo importante. Fornendo una maggiore visibilità su sistemi e operazioni, le aziende possono identificare i problemi in anticipo, comprenderne il potenziale impatto e rispondere in modo più efficace. L’agentic AI fa un ulteriore passo avanti, aiutando i team ad automatizzare le attività di monitoraggio e risoluzione dei problemi di routine, consentendo ai dipendenti di concentrarsi sul processo decisionale strategico e su attività a maggior valore aggiunto.

In definitiva, le organizzazioni che non hanno visibilità sulle proprie operazioni rischiano di rimanere indietro. La capacità di rilevare e risolvere i problemi prima che i clienti ne risentano sta diventando un fattore chiave di differenziazione. L’intelligence in tempo reale contribuisce a rendere tutto ciò possibile, fornendo ai leader un quadro più chiaro di come le prestazioni tecnologiche influenzino i risultati aziendali più ampi.

Passare da operazioni reattive a processi decisionali in tempo reale

Molte organizzazioni operano ancora in modo reattivo per quanto riguarda le prestazioni tecnologiche. I problemi vengono spesso scoperti solo dopo che hanno interrotto i servizi o colpito i clienti.

L’intelligence in tempo reale contribuisce a spostare questo approccio da reattivo a proattivo. Invece di limitarsi a rispondere agli incidenti, le organizzazioni possono identificare i rischi in anticipo, prevedere potenziali problemi e agire prima che si verifichino interruzioni.

I vantaggi vanno oltre la semplice ricezione di avvisi più rapidi. Quando emerge un problema, le aziende devono capire non solo cosa è successo, ma anche perché è successo, quali sistemi sono interessati e quale azione intraprendere successivamente. Le moderne piattaforme di osservabilità possono aiutare i team a eseguire analisi delle cause alla base molto più rapidamente, riducendo i tempi di inattività e accelerando la risoluzione.

Questo livello di comprensione più profondo diventa sempre più importante man mano che gli ambienti tecnologici si fanno più complessi. Non è più sufficiente che i sistemi segnalino un malfunzionamento. Le aziende hanno bisogno di contesto.

Quando l’intelligenza artificiale viene integrata nei flussi di lavoro e nelle funzioni aziendali, può collegare i segnali tecnici con i risultati operativi e commerciali. Questo aiuta le organizzazioni a capire in che modo le prestazioni tecnologiche influenzano clienti, dipendenti e flussi di entrate, consentendo decisioni più rapide e informate. In altre parole, l’intelligence in tempo reale non è solo monitoraggio dei sistemi. Si tratta di fornire ai leader le informazioni di cui hanno bisogno per prendere decisioni di business migliori.

Trasformare la visibilità in impatti di business misurabili

Avere visibilità sui sistemi è importante, ma la sola visibilità non basta. Il vero valore deriva dalla comprensione di come le prestazioni tecnologiche influiscano sui risultati di business.

Per raggiungere questo obiettivo, le organizzazioni necessitano di una visione unificata delle proprie operazioni. In assenza di tale visione, i team tendono a lavorare a compartimenti stagni, rendendo più difficile individuare i rischi, stabilire le priorità di intervento e comprendere l’impatto più ampio dei problemi tecnologici.

Il settore dell’aviazione offre un esempio significativo. Ogni giorno, milioni di passeggeri si affidano alla tecnologia che supporta i sistemi di prenotazione, le procedure di check-in, la gestione dei bagagli e le operazioni di volo. Quando si verifica un problema, le ripercussioni possono propagarsi rapidamente all’intera attività aziendale.

Grazie a una piattaforma di osservabilità, i team delle compagnie aeree possono vedere come i problemi tecnologici incidano su metriche aziendali chiave, quali la puntualità di partenze e arrivi e i tassi di completamento del check-in digitale. Ciò consente di dare priorità alle azioni in base all’impatto sul business, anziché alla sola gravità tecnica del problema, migliorando così sia la resilienza operativa che l’esperienza del cliente.

Lo stesso principio vale per tutti i settori. Man mano che la tecnologia assume un ruolo sempre più centrale nelle prestazioni aziendali, le organizzazioni necessitano di strumenti in grado di collegare i dati operativi ai risultati commerciali. È proprio in questo ambito che l’intelligenza artificiale può andare oltre il semplice incremento dell’efficienza e iniziare a generare un valore misurabile.

Dall’insight all’azione

Le aziende che continuano a considerare la tecnologia come una semplice funzione di back-office rischiano di perdere un’opportunità significativa.

Molte organizzazioni stanno comprendendo sempre più che le prestazioni tecnologiche, la customer experience e i risultati di business sono profondamente interconnessi. Con la crescente adozione dell’AI, la capacità di comprendere tali connessioni e di agire di conseguenza diventerà ancora più cruciale.

L’agentic AI sta contribuendo ad accelerare questa trasformazione, consentendo alle organizzazioni di ottenere visibilità in tempo reale sui sistemi, automatizzare le attività di routine e rispondere alle problematiche in modo più efficace. Invece di affidarsi esclusivamente all’intervento manuale, i team possono concentrarsi sulle priorità strategiche, mentre l’AI aiuta a gestire la complessità dei moderni ambienti tecnologici.

In definitiva, le organizzazioni che otterranno i maggiori vantaggi dall’AI saranno quelle capaci di utilizzarla per migliorare i processi decisionali, rafforzare la resilienza e offrire una customer experience superiore. L’intelligence in tempo reale costituisce la base di questo approccio, aiutando le aziende a trasformare gli insight in azioni concrete e gli investimenti in AI in un impatto aziendale misurabile.

Articolo a cura di Philippe Deblois, Global Vice President, Solutions Engineering, Dynatrace

L'articolo Come l’intelligenza basata sull’AI sta trasformando le performance aziendali proviene da Data Manager Online.

]]>
NextHub: realizzato a Bari SmartXLab, laboratorio avanzato di cybersecurity per proteggere l’industria italiana https://www.datamanager.it/2026/03/nexthub-realizzato-a-bari-smartxlab-laboratorio-avanzato-di-cybersecurity-per-proteggere-lindustria-italiana/ Wed, 04 Mar 2026 09:52:21 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251341 Una risposta alle crescenti minacce informatiche che sempre più di frequente colpiscono le infrastrutture produttive italiane. Nell’ambito del contratto di programma sottoscritto con la Regione Puglia, Deloitte annuncia la realizzazione di SmartXLab, un laboratorio di cybersecurity negli uffici di NextHub a Bari. Si tratta di un’infrastruttura strategica per il territorio pugliese e il resto del […]

L'articolo NextHub: realizzato a Bari SmartXLab, laboratorio avanzato di cybersecurity per proteggere l’industria italiana proviene da Data Manager Online.

]]>
Una risposta alle crescenti minacce informatiche che sempre più di frequente colpiscono le infrastrutture produttive italiane. Nell’ambito del contratto di programma sottoscritto con la Regione Puglia, Deloitte annuncia la realizzazione di SmartXLab, un laboratorio di cybersecurity negli uffici di NextHub a Bari.

Si tratta di un’infrastruttura strategica per il territorio pugliese e il resto del Paese, dove è possibile testare e validare soluzioni di sicurezza e simulare scenari di attacco avanzati mostrando gli impatti sul mondo fisico anche in ottica di sensibilizzazione delle aziende del territorio pugliese che desiderano modernizzare i loro impianti produttivi in modo sicuro.

“La capacità di proteggere le infrastrutture critiche è diventata una questione imprescindibile per il sistema industriale italiano – dichiara Francesco Tozzi, Emerging Technology Leader di Deloitte – Grazie al Lab le imprese pugliesi e nazionali, possono accedere a tecnologie di punta e a competenze specializzate, riducendo il rischio di attacchi informatici e aumentando la resilienza dei processi produttivi. In un’epoca in cui gli attacchi informatici causano miliardi di euro di danni a livello globale, investire nella sicurezza è un passaggio necessario per mantenere il proprio posizionamento sul mercato, tutelando i propri clienti e i propri servizi, oltre ad aumentare la brand reputation”.

Con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento europeo per la ricerca e l’implementazione di soluzioni di cybersecurity industriale, all’interno di SmartXLab sono state installate e testate alcune delle principali tecnologie disponibili sul mercato, concentrandosi su quelle che abilitano il rispetto di requisiti NIS2. Tra queste, sono presenti soluzioni di visibilità e monitoraggio delle reti industriali e IoT, di secure remote access, di end-point protection e di controllo dei dispositivi rimovibili e transfer dati. Infine all’interno di SmartXLab sono stati introdotti strumenti specifici per attività di firmware, hardware e software analysis che potranno sicuramente supportare nelle azioni di verifica rispetto ai nuovi obblighi introdotti dal Cyber Resilience Act per le aziende che producono, distribuiscono ed importano prodotti con elementi digitali.

“Nei nuovi spazi di SmartXLab – aggiunge Tozzi – i nostri esperti di sicurezza informatica studiano come rafforzare le difese degli ecosistemi OT/IoT, testando soluzioni innovative prima che vengano implementate. Si tratta di una realtà in perenne evoluzione, dove con il passare del tempo inseriremo use case sempre più sofisticati. Nel solco di quanto già fatto con NextHub a Bari, questo progetto conferma come la collaborazione pubblico-privato possa generare valore per il territorio, creando un ecosistema di protezione per l’intera comunità industriale pugliese e nazionale”.

Come Funziona il Laboratorio

Al momento SmartXLab è strutturato attorno a tre simulazioni che riproducono fedelmente il comportamento di sistemi reali, di cui una ancora in fase di sviluppo. Presso il laboratorio inoltre sono stati realizzati Digital Twin per diverse tipologie di ambiente produttivo, con la possibilità di  simulare scenari diversi, condurre test virtuali e ottimizzare le singole operazioni.

SmartBuilding, l’edificio intelligente

Il primo scenario simula un edificio moderno dotato di sistemi domotici avanzati. Questi sistemi controllano automaticamente l’illuminazione, gli accessi tramite tornelli intelligenti, gli ascensori e l’impianto di climatizzazione. Se un attaccante riuscisse a penetrare questi sistemi, potrebbe potenzialmente causare blackout, bloccare le persone negli ascensori o manipolare la temperatura interna, creando situazioni di pericolo. Nel laboratorio, i ricercatori testano come riconoscere e bloccare questi attacchi prima che causino danni.

SmartEnergy, le infrastrutture energetiche

Il secondo scenario è ancora più critico: simula un ecosistema di produzione di energia elettrica (eolico, solare e nucleare) simulando anche vari scenari climatici come tempeste, pioggia e vento forte. In una situazione di funzionamento normale, ad esempio in caso di tempesta, i sistemi di sicurezza attivano automaticamente i freni meccanici delle pale eoliche per evitare che la rotazione eccessiva distrugga le turbine. Un attacco informatico potrebbe disattivare questi freni e determinare un impatto dannoso. Analogamente, nel caso della centrale nucleare, un attacco informatico potrebbe compromettere ad esempio il sistema di gestione delle barre di combustibile, con rischi ancora più gravi.

SmartFactory e Banking

Infine è ancora in via di sviluppo la parte SmartFactory per gli stabilimenti industriali mentre per quella Banking è già stato realizzato uno use case sugli ATM bancari, per ridurre i rischi di attacchi finalizzati alle frodi con danni economici sia per le istituzioni finanziarie sia per i clienti.

L'articolo NextHub: realizzato a Bari SmartXLab, laboratorio avanzato di cybersecurity per proteggere l’industria italiana proviene da Data Manager Online.

]]>
Italiani sempre più abituati a utilizzare i device digitali https://www.datamanager.it/2022/01/italiani-sempre-piu-abituati-a-utilizzare-i-device-digitali/ Mon, 17 Jan 2022 13:56:23 +0000 https://www.datamanager.it/?p=215805 Ecco come li usano per acquisti, salute e tempo libero sulla base dei risultati di una ricerca Deloitte Intrattenimento, pagamenti, salute, tutto passa sempre più da un dispositivo elettronico e con la pandemia la tendenza si è rafforzata ulteriormente, facendo evolvere abitudini e stili di vita. Deloitte presenta i risultati del Digital Consumer Trends Survey […]

L'articolo Italiani sempre più abituati a utilizzare i device digitali proviene da Data Manager Online.

]]>
Ecco come li usano per acquisti, salute e tempo libero sulla base dei risultati di una ricerca Deloitte

Intrattenimento, pagamenti, salute, tutto passa sempre più da un dispositivo elettronico e con la pandemia la tendenza si è rafforzata ulteriormente, facendo evolvere abitudini e stili di vita. Deloitte presenta i risultati del Digital Consumer Trends Survey 2021, un’indagine basata su oltre 2 mila interviste a persone di età compresa tra i 18 e i 75 anni, realizzata per comprendere meglio un fenomeno spinto soprattutto dalla Gen-Z.

«I device digitali fanno sempre più parte della vita quotidiana degli italiani. La loro importanza è cresciuta con la pandemia ed è destinata ad affermarsi ancora di più in futuro in ambiti come la salute, il tempo libero e gli acquisti. Allo stesso tempo i consumatori digitali sono più attenti all’uso dei loro dati e hanno un atteggiamento più critico del passato verso i social media, che assorbono una fetta molto rilevante della loro vita digitale. Da qualunque angolo lo si osservi, lo scenario digitale è in costante evoluzione e continuerà a sorprenderci con novità e cambiamenti destinati a trasformare la vita di tutti noi» – spiega Francesca Tagliapietra, Partner e Industry Leader TMT di Deloitte.

  • Salute Digitale

La diffusione di dispositivi indossabili è in crescita in Italia: se nel 2017 solo il 10% dei rispondenti nel nostro Paese possedeva uno smartwatch, nel 2021 questa percentuale è salita al 25%. Così, nel 2021 in Italia 1 rispondente su 4 possiede uno smartwatch, mentre 1 su 5 ha un braccialetto per il fitness. E il principale utilizzatore è la Gen-Z.

Per cosa vengono utilizzati questi dispositivi digitali? Il 64% di chi possiede un dispositivo mobile dichiara di monitorare il numero di passi effettuati, il proprio ritmo del sonno o il battito cardiaco. Questo dato arriva all’86% per la Gen-Z, mentre solo 1 su 2 tra gli over 65 effettua un qualche monitoraggio di questi aspetti. In particolare, è il numero di passi la funzione più monitorata (53%), mentre il monitoraggio del battito cardiaco e del ritmo del sonno riguarda il 35% e il 24% dei rispondenti.

Nonostante le nuove generazioni siano molto attente anche alla salute mentale, solo il 3% degli intervistati dichiara di pagare per un’app di mindfulness e per il benessere mentale, contro un 4% disposto a pagare per applicazioni e programmi per il fitness e l’allenamento. Tuttavia, da una recente analisi condotta a livello mondiale da Deloitte, per il 2022 è attesa una crescita significativa sia dei dispositivi indossabili in ambito Salute e Benessere, sia delle applicazioni per la salute mentale. Deloitte, infatti, stima che nel 2022 a livello globale la spesa per questo tipo di applicazioni raggiungerà quasi i 500 milioni di dollari.

  • Intrattenimento Digitale & Media

Negli ultimi anni si è registrato un incremento costante nella fruizione di contenuti video in streaming: se nel 2018 “solo” il 40% dei rispondenti in Italia dichiarava di fruire di contenuti Streaming Video On Demand (SVOD), questa percentuale è salita al 63% nel 2021. I risultati mostrano però come l’incremento più rilevante si sia avuto nell’anno di inizio della pandemia, dove la crescita è stata del +13%, contro un aumento (comunque significativo) del +5% nel 2021. Nell’ultimo anno, inoltre, è cresciuta in modo rilevante la penetrazione dei servizi VoD tra gli over 65, ad un tasso superiore rispetto al totale della popolazione: anche i meno giovani sono stati conquistati dallo streaming.

Tra i vari paesi europei coinvolti nell’indagine, tuttavia, l’Italia risulta follower in termini di accesso a servizi SVOD: in Gran Bretagna, la percentuale di chi ha accesso ad almeno un servizio di streaming video raggiunge il 76%, a cui segue l’Olanda con il 73%. Solo il Belgio ha un tasso di penetrazione minore dell’Italia, con il 53% dei rispondenti che dichiara di avere accesso a questo tipo di contenuto.

Anche il mondo dei videogiochi e degli e-sport continua la sua crescita anno dopo anno. In Italia, infatti, nel 2020 il mercato dei videogiochi ha generato più di 2 miliardi di euro, con una crescita del 21,9% rispetto all’anno precedente. Questo trend positivo vale anche per la fruizione di giochi e videogiochi su smartphone. In Italia, infatti, il 57% dei consumatori dichiara di giocare sul proprio smartphone. Ma tra chi dichiara di giocare sul proprio smartphone, solo il 18% ammette però di aver effettuato un acquisto in-app, con una spesa media di circa 28 euro.

Nell’ultimo anno il 73% di chi possiede uno smartphone in Italia ha utilizzato piattaforme social media o app di messaging su base giornaliera. Tuttavia, il 22% dei rispondenti italiani ha smesso di utilizzare almeno una piattaforma social, temporaneamente o in modo permanente: per questi utenti insoddisfatti, le tre ragioni principali sono l’essersi stancati dei contenuti (35%), la presenza eccessiva di fake news (25%) e le preoccupazioni per la propria privacy (21%). D’altra parte, i social media sono diventati fonte primaria per accedere alle notizie per una quota significativa di rispondenti (23%), poco al di sotto del risultato raggiunto dai media più tradizionali, come i giornali cartacei e i siti di notizie. La TV, però, resta però la fonte più citata, con il 37% dei rispondenti che la identifica come canale preferito di informazione. Significativa, inoltre, la correlazione che emerge tra chi crede nelle teorie del complotto e l’utilizzo dei social come mezzo di informazione prevalente.

  • Pagamenti Digitali

Oltre 4 rispondenti su 5 dichiarano di utilizzare lo smartphone per acquistare un prodotto online, per lo più almeno una volta al mese. Anche in questo caso, sono i più giovani quelli che si affidano maggiormente a questo canale: il 93% dei rispondenti tra i 18 e i 24 anni dichiara infatti di acquistare online tramite smartphone, contro il 68% degli over 65.

Chi acquista prodotti o servizi con il proprio smartphone tende ad utilizzare le app dei marketplace: questo è infatti il canale più citato dai rispondenti (64%) per l’acquisto online. Al contrario, tra il sito e l’app di un rivenditore si tende a preferire il sito web, anche se di poco (21% vs 20% dei rispondenti). Un rispondente su 10, poi, dichiara invece di utilizzare le app dei social media per fare acquisti, segnale di come anche in Italia cominci a diffondersi il fenomeno del Social Shopping.

Per quanto riguarda i metodi di pagamento utilizzati in Italia per gli acquisti online tramite smartphone, quasi 3 rispondenti su 5 dichiarano di utilizzare solitamente carte di credito o debito, mentre 2 su 5 si affidano a provider per il pagamento o il trasferimento di denaro online. Meno frequente è invece l’utilizzo dell’app della propria banca o di altre applicazioni contactless.

Smartphone e device digitali non sono però solo strumenti di pagamento (online e offline), ma stanno diventano sempre più piattaforme per la gestione dei propri conti e dei risparmi e per trasferire denaro. L’83% dei rispondenti italiani dichiara infatti di controllare il proprio conto corrente sul proprio cellulare, mentre il 73% di fare altre transazioni sul proprio online banking. Questi dispositivi vengono utilizzati anche per il trasferimento di denaro sia tra persone nello stesso paese (59% dei rispondenti) sia al di fuori del proprio paese (31%). Inoltre, possono essere usati anche per attività finanziarie più complesse: comprare e vendere azioni (23%), gestire i propri investimenti (33%) o gestire le proprie polizze assicurative (43%).

L'articolo Italiani sempre più abituati a utilizzare i device digitali proviene da Data Manager Online.

]]>
Intelligenza Artificiale sempre più strategica, Deloitte pronta ad assumere 100 esperti entro due anni https://www.datamanager.it/2021/11/intelligenza-artificiale-sempre-piu-strategica-deloitte-pronta-ad-assumere-100-esperti-entro-due-anni/ Fri, 26 Nov 2021 10:56:32 +0000 https://www.datamanager.it/?p=214663 «L’Italia comincia a fare sul serio sull’Intelligenza Artificiale: l’annuncio del governo del lancio di un Programma Strategico per l’Intelligenza Artificiale è una ottima notizia per le nostre imprese e per le nostre istituzioni. L’Intelligenza Artificiale è uno dei fronti caldi su cui si sta misurando la competizione globale e non è possibile rimanere indietro su […]

L'articolo Intelligenza Artificiale sempre più strategica, Deloitte pronta ad assumere 100 esperti entro due anni proviene da Data Manager Online.

]]>
«L’Italia comincia a fare sul serio sull’Intelligenza Artificiale: l’annuncio del governo del lancio di un Programma Strategico per l’Intelligenza Artificiale è una ottima notizia per le nostre imprese e per le nostre istituzioni. L’Intelligenza Artificiale è uno dei fronti caldi su cui si sta misurando la competizione globale e non è possibile rimanere indietro su questo dossier strategico».

Ad affermarlo è Alessandro Mercuri, Amministratore Delegato di Deloitte Consulting, commentando sul blog istituzionale di Deloitte l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del Programma Strategico per l’Intelligenza Artificiale 2022-2024  frutto del lavoro congiunto del Ministero dell’Università e della Ricerca, del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale.

«Per la prima volta da parte del legislatore c’è un serio tentativo di intervenire con investimenti e iniziative mirate sulla materia: un impegno che guarda al futuro e che cerca di colmare un gap significativo rispetto ad altri Paesi», dice Mercuri. «Da anni, infatti, in Italia gli investimenti in ricerca di base e ricerca applicata sono troppo bassi, ma senza una accelerazione su questo fronte è impossibile arrivare a competere con gli altri Paesi sull’Intelligenza Artificiale», osserva l’esperto.

«In particolare, mi fa piacere osservare-conclude l’AD di Deloitte Consulting- che tra le 24 politiche da implementare nei prossimi tre anni hanno un posto di rilievo le “iniziative dedicate a talenti e competenze” e le “politiche per promuovere corsi e carriere nelle materie Stem”. Si tratta di misure che vanno nella direzione da noi auspicata», continua Mercuri. «Come Deloitte, infatti, siamo sempre più alla ricerca di profili Stem e di laureati con competenze specifiche sull’Intelligenza Artificiale ed abbiamo lanciato un programma che, entro due anni, punta ad assumere cento professionisti esperti del settore. Ma i profili professionali di questo tipo sono ancora troppo pochi in Italia e spesso non è facile trovarli».

L'articolo Intelligenza Artificiale sempre più strategica, Deloitte pronta ad assumere 100 esperti entro due anni proviene da Data Manager Online.

]]>
Blockchain: DNV GL e Deloitte rivoluzionano l’industria della certificazione https://www.datamanager.it/2017/09/blockchain-dnv-gl-deloitte-rivoluzionano-lindustria-della-certificazione/ Thu, 28 Sep 2017 14:35:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131864 DNV GL ha oggi rilasciato i propri 90.000 certificati utilizzando la blockchain. Questa tecnologia, che fa così il suo ingresso per la prima volta nel settore delle verifiche di terza parte, renderà i certificati unici, tracciabili e non falsificabili. “Per 150 anni, in DNV GL abbiamo lavorato per costruire fiducia, ma nell’era della trasformazione digitale […]

L'articolo Blockchain: DNV GL e Deloitte rivoluzionano l’industria della certificazione proviene da Data Manager Online.

]]>
DNV GL ha oggi rilasciato i propri 90.000 certificati utilizzando la blockchain. Questa tecnologia, che fa così il suo ingresso per la prima volta nel settore delle verifiche di terza parte, renderà i certificati unici, tracciabili e non falsificabili.

“Per 150 anni, in DNV GL abbiamo lavorato per costruire fiducia, ma nell’era della trasformazione digitale e in un contesto economico volatile, c’è una maggiore necessità di trasparenza”, dichiara Luca Crisciotti, CEO di DNV GL – Business Assurance.

Nell’ambito di un crescente impegno per lo sviluppo del concetto di fiducia digitale, DNV GL e Deloitte EMEA Blockchain Lab, per la prima volta su scala globale, hanno sviluppato un’applicazione della tecnologia blockchain per l’industria della certificazione.

“Si tratta di una delle prime applicazioni blockchain create al di fuori dell’industria finanziaria e mostra le illimitate possibilità offerte da questa tecnologia. Presto ci saranno concept, prototipi e investimenti emergenti nelle maggiori industry”, afferma Martin Bryn, partner di Deloitte Norvegia.
DNV GL collabora con aziende di tutti i settori per certificarne processi, prodotti, strutture e supply chain in base a standard nazionali e internazionali. All’emissione dei certificati, i dati saranno digitalizzati e inviati alla blockchain, con l’assegnazione di un’identità digitale. I certificati, così univocamente identificati e tracciabili, saranno, infine, memorizzati in originale in una rete di computer invece che in un unico sistema centrale. Ciò permetterà di combattere frodi e chiunque, grazie al QR code sul certificato, potrà autonomamente verificare nella blockchain se una società è certificata.

“La blockchain sta rivoluzionando il sistema economico e non solo, modificando alla base i concetti di transazione, proprietà e fiducia. Garantisce trasparenza, dando vita ad archivi immutabili e condivisi e per questo inalterabili e immuni da alterazioni fraudolente. Questo è il primo passo verso la costruzione di un nuovo concetto di digital assurance. Il nostro obiettivo è utilizzare la blockchain e le altre tecnologie “disruptive” per fornire nuovi servizi e continuare a creare valore per i nostri clienti”, afferma Renato Grottola, Direttore Generale di Trasformazione Digitale, DNV GL – Business Assurance.

L'articolo Blockchain: DNV GL e Deloitte rivoluzionano l’industria della certificazione proviene da Data Manager Online.

]]>
Deloitte nel caos: una violazione mette a rischio email e informazioni segrete https://www.datamanager.it/2017/09/deloitte-nel-caos-violazione-mette-rischio-email-informazioni-segrete/ Wed, 27 Sep 2017 09:05:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131746 Un hacker ha avuto accesso ai database utilizzando un account di amministratore non protetto. Adesso ha nelle mani 5 milioni di conversazioni salvate sul cloud Non è un buon periodo per la sicurezza informatica. Solo qualche giorno fa scoprivamo il caso di Equifax e delle informazioni di oltre 143 milioni di americani (ma non solo) […]

L'articolo Deloitte nel caos: una violazione mette a rischio email e informazioni segrete proviene da Data Manager Online.

]]>
Un hacker ha avuto accesso ai database utilizzando un account di amministratore non protetto. Adesso ha nelle mani 5 milioni di conversazioni salvate sul cloud

Non è un buon periodo per la sicurezza informatica. Solo qualche giorno fa scoprivamo il caso di Equifax e delle informazioni di oltre 143 milioni di americani (ma non solo) cadute nelle mani degli hacker.  Adesso è la volta di Deloitte, vittima di un furto enorme di dati prelevati dalle piattaforme cloud. I cyber-criminali avrebbero avuto accesso ai server della multinazionale utilizzando un account di amministratore non protetto, con pieni poteri di navigazione tra file e cartelle, tanto da portarsi a casa l’ammontare di oltre 5 milioni di email conservate sulla nuvola del gruppo. Nel mezzo delle conversazioni pare vi fossero anche piani segreti dei clienti, che chiedevano consigli e suggerimenti agli esperti di consulenza. Ebbene, nomi utente, password, indirizzi IP, diagrammi e schemi grafici sono alla mercé del web, anzi probabilmente del dark web.

Hack del 2016

Sebbene Deloitte sapesse dell’hacking già da marzo, sembra che le violazioni siano avvenute sin da ottobre del 2016. In questo modo i criminali sarebbero riusciti ad accedere a una così vasta mole di informazioni, senza essere mai scoperti. Eppure la situazione non è da sottovalutare: Deloitte vanta tra i suoi clienti tra le più grandi banche al mondo, multinazionali, società nel settore enterprise, firme farmaceutiche e agenzie governative, insomma, il rischio di un leak evidente di informazioni segrete esiste e non è nemmeno così remoto. In risposta all’incidente, l’azienda ha implementato i protocolli di sicurezza, avviando un intensivo processo di revisione sia con esperti interni che tramite l’esternalizzazione delle analisi. I partner principali sono stati avvertiti in tempo (probabilmente ben prima della notizia diffusa nelle ultime ore) così da mettere in moto le rispettive procedure di difesa. Non è chiaro chi ci sia dietro l’attacco; attualmente le ipotesi sono varie: dai lupi solitari ai gruppi organizzati, persino compagnie rivali e hacker sponsorizzati da stati esteri.

L'articolo Deloitte nel caos: una violazione mette a rischio email e informazioni segrete proviene da Data Manager Online.

]]>
PTC e Deloitte pianificano l’accelerazione del programma di innovazione e di adozione dell’IoT https://www.datamanager.it/2017/06/ptc-deloitte-pianificano-laccelerazione-del-programma-innovazione-adozione-delliot/ Thu, 15 Jun 2017 12:13:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126669 L’alleanza consentirà alle aziende di costruire, distribuire rapidamente e gestire le soluzioni IoT PTC e Deloitte hanno presentato i programmi di accelerazione per l’innovazione e l’adozione dell’IoT da parte dei clienti che utilizzano la piattaforma industriale IoT ThingWorx di PTC. Deloitte Digital e PTC stanno creando soluzioni specializzate per determinati settori industriali grazie alle quali i clienti […]

L'articolo PTC e Deloitte pianificano l’accelerazione del programma di innovazione e di adozione dell’IoT proviene da Data Manager Online.

]]>
L’alleanza consentirà alle aziende di costruire, distribuire rapidamente e gestire le soluzioni IoT

PTC e Deloitte hanno presentato i programmi di accelerazione per l’innovazione e l’adozione dell’IoT da parte dei clienti che utilizzano la piattaforma industriale IoT ThingWorx di PTC. Deloitte Digital e PTC stanno creando soluzioni specializzate per determinati settori industriali grazie alle quali i clienti potranno generare ulteriore valore aggiunto dai loro investimenti nell’IoT.

Le soluzioni IoT iniziali sono state progettate per agevolare la trasformazione delle operazioni industriali dei settori della manifattura, del petrolio, del gas, dell’energia e delle utilities, con particolare attenzione alla rapida implementazione di sistemi di monitoraggio delle condizioni di funzionamento, di manutenzione predittiva, di reti digitali e di soluzioni per la fabbrica connessa. Tra le aree di applicazione specifiche rientreranno anche la distribuzione e i prodotti di consumo, la sanità, le scienze biologiche e le smart city.

“I system integrator rappresentano uno dei canali a maggiore valore aggiunto per la diffusione e l’introduzione di ThingWorx presso un’ampia platea di clienti”, ha affermato Catherine Kniker, Chief Revenue Officer, Technology Platform Group, PTC. “Con grande capacità commerciale e ampiezza del portafoglio servizi, Deloitte è un collaboratore chiave sulla via dello sviluppo di soluzioni IoT innovative e del loro lancio sul mercato a vantaggio dei nostri clienti”.

Unito a una rete di assistenza globale e a una vasta offerta di servizi, l’esclusivo approccio di Deloitte Digital focalizzato sulla risoluzione dei problemi del singolo settore e sulla generazione di valore è in grado di mantenere la promessa dell’IoT. “La rinomata piattaforma ThingWorx di PTC consente ai nostri team di connettere rapidamente macchine, dispositivi e sensori per generare insight e reagire rapidamente per creare valore e ROI in poche settimane, non mesi o anni”, ha aggiunto Robert Schmid, Managing Director, Deloitte Consulting LLP e Chief IoT Technologist, Deloitte Digital.

L’alleanza riunisce Digital Agility, il Digital Transformation Network di Deloitte, e gli strumenti di sviluppo IoT pronti all’uso di ThingWorx. Digital Agility consente ai clienti di sfruttare le tecnologie IoT per affrontare la trasformazione aziendale in tutti i settori dell’organizzazione.

L'articolo PTC e Deloitte pianificano l’accelerazione del programma di innovazione e di adozione dell’IoT proviene da Data Manager Online.

]]>
Deloitte: successo per l’Italia nella classifica Fast 500 https://www.datamanager.it/2016/02/deloitte-successo-litalia-nella-classifica-fast-500/ Thu, 04 Feb 2016 09:34:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=93817 Il ranking, che premia le aziende cresciute più in fretta nell’anno precedente, vede per la prima volta l’ingresso di sette italiane, sei nella top 100 Giunge alla quindicesima edizione “Technology Fast 500 EMEA“, la classifica con cui Deloitte disegna un quadro delle aziende che, nell’arco di un anno, hanno riscosso il più alto tasso di crescita […]

L'articolo Deloitte: successo per l’Italia nella classifica Fast 500 proviene da Data Manager Online.

]]>
Il ranking, che premia le aziende cresciute più in fretta nell’anno precedente, vede per la prima volta l’ingresso di sette italiane, sei nella top 100

Giunge alla quindicesima edizione “Technology Fast 500 EMEA“, la classifica con cui Deloitte disegna un quadro delle aziende che, nell’arco di un anno, hanno riscosso il più alto tasso di crescita di ricavi, in più di venti paesi dell’area EMEA. Quest’anno il ranking assume un significato particolare per l’Italia visto che nelle prime 100 posizioni si piazzano ben sei aziende e una settima alla numero 160. Un dato esaltante se si pensa che negli appuntamenti precedenti la media di 2/3 società nazionali entrate in classifica parlava di posizioni ben oltre la seconda metà della graduatoria. “Non possiamo che rimarcare il trend evolutivo che ha portato nomi italiani a posizionarsi così in alto nella valutazione della Fast 500 riferita agli introiti del 2015 – ci dice Alberto Donato, Partner Deloitte e responsabile italiano Technology Media & Telecommunications (TMT) – dal 2011, anno del primo ingresso di un nome nostrano nell’elenco, le startup hanno saputo cogliere le innovazioni più avanzate in ambito hi-tech che, unite alla tipica creatività e operosità tricolore, hanno permesso alle idee migliori di essere apprezzate anche a livello internazionale”.

Dominio britannico

Tra le prime 10 posizioni della classifica ci siano quattro compagnie del Regno Unito, due norvegesi e altre due provenienti da Israele anche se i primi gradini spettano a Olanda e Svezia. “Cogliamo il successo odierno come un importante segnale per il futuro dell’imprenditoria italiana – continua Donato – che sempre più mette in mostra la necessità di affidarsi al mercato del digitale”. Non a caso tra i fattori di successo delineati da Deloitte ci sono proprio quegli elementi che oggi trainano l’hi-tech di consumo e quello enterprise: da una sempre maggiore presenza del cloud alla declinazione in tanti ambiti dell’IoT, per non parlare della realtà aumentata e virtuale. Saper tradurre queste indicazioni in progetti al servizio di una tipologia di utenza può rappresentare davvero un valore aggiunto, da gratificare con un riconoscimento di prestigio come è quello di Fast 500.

 

I vincitori

Guardando l’elenco delle aziende presenti isoliamo dunque le italiane. Al primo posto tra le connazionali c’è EIS, system integrator in grado di piazzarsi alla posizione 21 della classifica globale. Poi N.I.D.O., 30esima, attiva nel campo della sicurezza digitale, sviluppo software e tecnologia di stampa 3D. Al numero 39 c’è Caffeina, digital agency che vanta, tra i clienti, GenialLoyd, il FAI, Dolce&Gabbana e Bauli. Afinna One, posizione 44, operatore wholesale che conta oltre 235 interconnessioni attive con i più importanti operatori al mondo; FiloBlu al numero 63, realizza soluzioni di omnichannel retailing e canali di e-commerce con più di 100 progetti globali; DotAndMedia, alla 72, crea software avanzati per il tracciamento, l’erogazione e l’analisi di servizi online ed infine MotorK, rank 160, primo marketplace europeo per auto nuove con una finalizzazione di acquisti di 120.000 modelli in 4 anni.

Nel passato, il futuro

“Fast 500 è il modo migliore per analizzare il passato e capire dove può andare il futuro – spiega Lorenzo Cerulli, Partner Deloitte e Technology Media Telco – nel corso degli ultimi 20 anni le compagnie operanti nei settori tech, media e telco, hanno subito una forte accelerata verso l’innovazione, incentivando l’adozione di strumenti, come il cloud, oggi determinanti in tanti contesti produttivi. Con i forecast di Deloitte intendiamo disegnare un quadro essenziale di ciò che sarà la tecnologia del futuro. Entro il 2025 ad esempio, il self driving sarà un concetto oramai stabile all’interno della vita quotidiana delle persone, così come la visione di contenuti in qualità 8K, che debutteranno già con i giochi della 32esima Olimpiade a Tokyo nel 2020″.

L'articolo Deloitte: successo per l’Italia nella classifica Fast 500 proviene da Data Manager Online.

]]>
CTERA riconosciuta da Deloitte tra le società in più forte crescita in EMEA e Israele https://www.datamanager.it/2016/01/ctera-riconosciuta-deloitte-le-societa-piu-forte-crescita-emea-israele-2/ Fri, 15 Jan 2016 17:30:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=92377 L’anno di maggiore successo CTERA si chiude in bellezza con le prestigiose classifiche Deloitte CTERA Networks ha annunciato di essere stata inserita nelle classifiche Fast 50 Israel e Fast 500 EMEA di Deloitte Technology per il 2015. E’ prima volta che la società è inclusa in queste liste prestigiose, attraverso cui Deloitte riconosce i provider tecnologici di successo in […]

L'articolo CTERA riconosciuta da Deloitte tra le società in più forte crescita in EMEA e Israele proviene da Data Manager Online.

]]>
L’anno di maggiore successo CTERA si chiude in bellezza con le prestigiose classifiche Deloitte

CTERA Networks ha annunciato di essere stata inserita nelle classifiche Fast 50 Israel e Fast 500 EMEA di Deloitte Technology per il 2015. E’ prima volta che la società è inclusa in queste liste prestigiose, attraverso cui Deloitte riconosce i provider tecnologici di successo in entrambe le aree geografiche.

La classifica Deloitte Technology Fast 500 EMEA riunisce le 500 società tecnologiche in più rapida crescita in Europa, Medio Oriente e Africa in base all’aumento in percentuale dei ricavi operativi degli ultimi quattro anni. Il programma Fast 50 premia, invece, la crescita del business e l’innovazione tecnologica insieme allo spirito imprenditoriale israeliano.

“Il riconoscimento da parte di Deloitte del 250% di crescita registrato da CTERA in questi ultimi anni è la documentazione dell’eccellenza della nostra strategia, tecnologia e capacità di realizzazione”, ha dichiarato Donato Antonangeli – Regional Director di CTERA. “Stiamo sperimentando un interesse senza precedenti da parte di importantissimi clienti di tutto il mondo, che vogliono accelerare la transizione verso servizi file sicuri, di livello Enterprise, erogati dai propri ambienti cloud protetti. Siamo impazienti di poter consolidare le relazioni con questi clienti e acquisirne di nuovi, continuando a soddisfare le esigenze di gestione e protezione dei dati delle grandi imprese”.

La crescita di CTERA non ha fatto che aumentare per tutto il 2015, facendo registrare una forte diffusione presso la clientela, con un flusso regolare di nuove partnership e numerosi premi e riconoscimenti di settore a conferma dell’alto livello di qualità dei prodotti della società.

“Essere inseriti nella Deloitte Technology Fast 500 è un traguardo importante, specie in un ambiente altamente competitivo e in rapido cambiamento come quello dell’industria tecnologica”, ha commentato David Cobb di Deloitte UK, partner responsabile del programma Deloitte Technology Fast 500 EMEA. “Congratulazioni a CTERA per essere una delle società tecnologiche più dinamiche e di successo della regione”.

“La classifica Deloitte Fast 50 si basa sulla crescita considerevole del fatturato nell’arco del quadriennio, ed essere riconosciuta come una delle 50 società tecnologiche in più rapido sviluppo in Israele è un traguardo eccezionale”, ha concluso Tal Chen, partner responsabile del programma Deloitte Israel Technology Fast 50. “CTERA merita il massimo rispetto per una crescita tanto importante”.

L'articolo CTERA riconosciuta da Deloitte tra le società in più forte crescita in EMEA e Israele proviene da Data Manager Online.

]]>
CTERA riconosciuta da Deloitte tra le società in più forte crescita in EMEA e Israele https://www.datamanager.it/2016/01/ctera-riconosciuta-deloitte-le-societa-piu-forte-crescita-emea-israele/ Mon, 11 Jan 2016 12:57:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=92077 L’anno di maggiore successo CTERA si chiude in bellezza con le prestigiose classifiche Deloitte CTERA Networks ha annunciato di essere stata inserita nelle classifiche Fast 50 Israel e Fast 500 EMEA di Deloitte Technology per il 2015. E’ prima volta che la società è inclusa in queste liste prestigiose, attraverso cui Deloitte riconosce i provider tecnologici di successo in […]

L'articolo CTERA riconosciuta da Deloitte tra le società in più forte crescita in EMEA e Israele proviene da Data Manager Online.

]]>
L’anno di maggiore successo CTERA si chiude in bellezza con le prestigiose classifiche Deloitte

CTERA Networks ha annunciato di essere stata inserita nelle classifiche Fast 50 Israel e Fast 500 EMEA di Deloitte Technology per il 2015. E’ prima volta che la società è inclusa in queste liste prestigiose, attraverso cui Deloitte riconosce i provider tecnologici di successo in entrambe le aree geografiche.

La classifica Deloitte Technology Fast 500 EMEA riunisce le 500 società tecnologiche in più rapida crescita in Europa, Medio Oriente e Africa in base all’aumento in percentuale dei ricavi operativi degli ultimi quattro anni. Il programma Fast 50 premia, invece, la crescita del business e l’innovazione tecnologica insieme allo spirito imprenditoriale israeliano.

“Il riconoscimento da parte di Deloitte del 250% di crescita registrato da CTERA in questi ultimi anni è la documentazione dell’eccellenza della nostra strategia, tecnologia e capacità di realizzazione”, ha dichiarato Donato Antonangeli – Regional Director di CTERA. “Stiamo sperimentando un interesse senza precedenti da parte di importantissimi clienti di tutto il mondo, che vogliono accelerare la transizione verso servizi file sicuri, di livello Enterprise, erogati dai propri ambienti cloud protetti. Siamo impazienti di poter consolidare le relazioni con questi clienti e acquisirne di nuovi, continuando a soddisfare le esigenze di gestione e protezione dei dati delle grandi imprese”.

La crescita di CTERA non ha fatto che aumentare per tutto il 2015, facendo registrare una forte diffusione presso la clientela, con un flusso regolare di nuove partnership e numerosi premi e riconoscimenti di settore a conferma dell’alto livello di qualità dei prodotti della società.

“Essere inseriti nella Deloitte Technology Fast 500 è un traguardo importante, specie in un ambiente altamente competitivo e in rapido cambiamento come quello dell’industria tecnologica”, ha commentato David Cobb di Deloitte UK, partner responsabile del programma Deloitte Technology Fast 500 EMEA. “Congratulazioni a CTERA per essere una delle società tecnologiche più dinamiche e di successo della regione”. “La classifica Deloitte Fast 50 si basa sulla crescita considerevole del fatturato nell’arco del quadriennio, ed essere riconosciuta come una delle 50 società tecnologiche in più rapido sviluppo in Israele è un traguardo eccezionale”, ha concluso Tal Chen, partner responsabile del programma Deloitte Israel Technology Fast 50. “CTERA merita il massimo rispetto per una crescita tanto importante”.

Deloitte Technology Fast 500 EMEA

Il programma Deloitte Technology Fast 500 EMEA redige la classifica più obiettiva delle società tecnologiche dell’intera regione, registrando le percentuali di crescita del fatturato più rapide di Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) nell’ultimo quadriennio. Combinando innovazione tecnologica, capacità imprenditoriale e velocità di crescita, le aziende Fast 500 – grandi e piccole, quotate e private – appartengono a numerosi settori produttivi e sono leader nell’hardware, nel software, nelle comunicazioni, nei media, nelle bioscienze e nelle “clean technology”

Il programma è supportato dalle iniziative Deloitte Technology Fast 50, che classificano le società tecnologiche per sede o area geografica specifica, ed è gestito dal Technology, Media & Telecommunications (TMT) global industry group di Deloitte Touche Tohmatsu Limited (DTTL). Tra i co-sponsor vi sono Eight Roads, società di investimento e venture capital che sostiene imprenditori che aspirano al successo nell’IT e nelle “clean technology” in tutta Europa; Silicon Valley Bank, la principale banca per le società operanti nella tecnologia, nelle bioscienze, nel private equity e nei vini di qualità; e Taylor Wessing, importante studio legale internazionale specializzato nei comparti produttivi del futuro.

L'articolo CTERA riconosciuta da Deloitte tra le società in più forte crescita in EMEA e Israele proviene da Data Manager Online.

]]>