developer – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:26:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png developer – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Magic Leap One è più vicino https://www.datamanager.it/2018/07/magic-leap-one-e-piu-vicino/ Mon, 09 Jul 2018 13:35:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150895 Il produttore ha promesso di mostrare in settimana una demo live di ciò che saranno in grado di fare gli occhialini, la cui versione per sviluppatori sarà distribuita entro l’anno C’è molta attesa intorno ai Leap One, gli occhialini di mixed reality che Magic Leap ha in cantiere oramai da un po’. Forse per riaccendere […]

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Il produttore ha promesso di mostrare in settimana una demo live di ciò che saranno in grado di fare gli occhialini, la cui versione per sviluppatori sarà distribuita entro l’anno

C’è molta attesa intorno ai Leap One, gli occhialini di mixed reality che Magic Leap ha in cantiere oramai da un po’. Forse per riaccendere l’interesse intorno all’oggetto, il produttore ha promesso che in settimana mostrerà una demo vera di ciò che gli aggeggi possono fare, probabilmente attraverso un webcast trasmesso dagli Stati Uniti, dove c’è il quartier generale.

Durante la sessione di questi giorni, Magic Leap dovrebbe anche svelare le caratteristiche tecniche del prodotto che, già dall’apparenza, si distingue nettamente da gadget simili, come gli Hololens. L’appuntamento è online l’11 luglio, per seguire live dal canale YouTube della compagnia la trasmissione in streaming.

Cosa sappiamo

I Leap One sono certamente un device interessante anche perché sinora si conosce davvero poco a riguardo. In un’era pervasa dal un flusso continuo di informazioni online, è stato davvero difficile mantenere il riserbo sugli occhialini, tanto da renderli oggetti quasi di culto da parte degli appassionati di realtà miste. A differenza delle soluzioni AR più convenzionali, pare che la tecnologia di Magic Leap sia in grado di sovrapporre oggetti del mondo reale con trame virtuali, in modalità continua, ottenendo interazioni più intuitive e naturali.

Varie agenzie hanno già messo le mani sul kit Developer Version che, stando alle tempistiche, dovrebbe arrivare in maniera più ampia entro la fine del 2018, ma nessuno può divulgare nulla prima di un via libera ufficiale da parte del produttore. Difficile dire quando, e se, ci sarà mai una Consumer Edition, ma i tempi sembrano ancora acerbi per una rivoluzione casalinga del genere, se non a prezzi abbordabili per la massa. Il che è assai improbabile.

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Apple: da luglio tutte le app supporteranno il notch https://www.datamanager.it/2018/05/apple-da-luglio-tutte-le-app-supporteranno-il-notch/ Wed, 09 May 2018 13:29:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147152 La compagnia invita gli sviluppatori ad aggiornare le applicazioni tramite l’SDK di iOS 11, che prevede il supporto alla tacca di iPhone X C’è una data, luglio 2018, l’ultima utile per consentire agli sviluppatori e software house di aggiornare le proprie app pubblicate su App Store. Da quel momento infatti, Apple potrebbe eliminare dal negozio […]

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La compagnia invita gli sviluppatori ad aggiornare le applicazioni tramite l’SDK di iOS 11, che prevede il supporto alla tacca di iPhone X

C’è una data, luglio 2018, l’ultima utile per consentire agli sviluppatori e software house di aggiornare le proprie app pubblicate su App Store. Da quel momento infatti, Apple potrebbe eliminare dal negozio digitale i lavori che non sono compilati con l’SDKdiffuso insieme a iOS 11, il primo e unico cioè che prevede il supporto al notch di iPhone X, la tanto amata-odiata tacca superiore. In una nota inviata ai developer, la Mela ha invitato all’update, necessario per portare le app su un nuovo livello interattivo, reso possibile proprio dalla nocca di Ten. Sappiamo infatti che con l’introduzione del più recente iPhone, molte piattaforme hanno riscontrato problemi di visualizzazione perché incapaci di gestire correttamente la finestra del telefonino, che in alto prosegue senza soluzione di continuità, estendendo l’area a disposizione del touch ma con il bisogno di organizzare meglio quanto succede nel momento in cui si scorre l’interfaccia fino in cima.

Cosa succede

Per evitare che le cose vadano avanti in questo modo, cioè con gli utenti iPhone X penalizzati dall’assenza di un supporto funzionale dei software che usano di più, Apple ha deciso di porre un limite agli sviluppatori. “iOS 11 offre funzionalità innovative e un App Store ridisegnato. Le tue app possono offrire esperienze più intelligenti, unificate e coinvolgenti con Core ML, ARKit, le nuove API per fotocamere, domini SiriKit e l’integrazione di Apple Music.

Per questo, a partire da luglio 2018, tutti i software per iOS inviati per il controllo devono essere realizzati tramite l’SDK di iOS 11 e supportare il Super Retina display dell’iPhone X” – ha scritto l’azienda. Qualcuno ha preso le recenti indicazioni della Mela come una conferma che la strategia lato smartphone andrà nettamente in direzione notch, nel senso di una standardizzazione dei prodotti nel prossimo futuro. Se questo voglia dire che la prossima gamma di telefonini avrà lo stesso form factor di X non è detto ma è chiaro che il rivoluzionario device del 2017 avrà un successore, ispirando forse anche il comparto tablet.

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Android P arriva a metà marzo https://www.datamanager.it/2018/03/android-p-arriva-meta-marzo/ Wed, 07 Mar 2018 19:00:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142948 La prima Developer Preview sarà diffusa tra pochi giorni, in attesa di una presentazione ufficiale al Google I/O di maggio Si conosce ancora poco circa Android P, la nuova versione del sistema operativo mobile di Google, se non che quella lettera potrebbe stare per Pistachio. Un primo assaggio del software numero 9 di Big G […]

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La prima Developer Preview sarà diffusa tra pochi giorni, in attesa di una presentazione ufficiale al Google I/O di maggio

Si conosce ancora poco circa Android P, la nuova versione del sistema operativo mobile di Google, se non che quella lettera potrebbe stare per Pistachio. Un primo assaggio del software numero 9 di Big G si avrà entro la metà del mese, quando gli sviluppatori iscritti al programma beta potranno mettere le mani sulla Developer Preview, in attesa di una presentazione ufficiale durante l’evento Google I/O, in partenza l’8 maggio. La notizia non gode di conferme ma è stata riportata dal ben informato Evan Blass su Twitter. La tempistica potrebbe effettivamente rispettare le recenti mosse del gruppo che arriverebbe al prossimo I/O già con vari feedback da parte degli utilizzatori della prima ora.

Cosa sappiamo

Non tutto circa Android 9 ci è oscuro. Sappiamo ad esempio che Google ha inserito nel nuovo OS il supporto nativo al notch dei cellulari, ovvero alla tacca superiore in stile iPhone X. Al recente Mobile World Congress già diverse aziende hanno presentato le loro versioni iphonizzate di smartphone; ad esempio Asus con lo Zenfone Z5 e Wiko con il VIew 2 e VIew 2 Pro. La gestione ottimizzata del sistema permetterà ad Android di integrare funzioni ulteriori dedicate alla barra superiore, che potrà ospitare notifiche e menu alternativi.

Proprio il View 2 Pro ne ha mostrati alcuni, come i controlli del player musicale in esecuzione e i collegamenti veloci nell’app fotocamera. Almeno all’inizio, saranno pochi i device capaci di far girare Android P Developer Preview 1: la famiglia Nexus, Pixel e Pixel 2, iterazioni XL comprese. Il motivo è semplice: il firmware made by Google è privo di personalizzazioni di sorta, a differenza di quanto accade per i telefonini di altri brand.

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Android P 9: quello che sappiamo https://www.datamanager.it/2018/02/android-p-9-quello-sappiamo/ Thu, 01 Feb 2018 19:00:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140085 L’8 maggio Google presenterà ufficialmente Pie, il suo prossimo sistema operativo per smartphone e tablet Questa volta c’è poco da fantasticare sul nome. Android ha scelto Pie come termine che accompagnerà tutta la storia della nona edizione del sistema operativo per smartphone e tablet più diffuso al mondo. Si sa ancora relativamente poco circa le […]

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L’8 maggio Google presenterà ufficialmente Pie, il suo prossimo sistema operativo per smartphone e tablet

Questa volta c’è poco da fantasticare sul nome. Android ha scelto Pie come termine che accompagnerà tutta la storia della nona edizione del sistema operativo per smartphone e tablet più diffuso al mondo. Si sa ancora relativamente poco circa le novità e le funzioni esclusive presenti anche se è lecito aspettarsi qualche indiscrezione da qui al prossimo 8 maggio, quando partirà l’edizione 2018 del Google I/O, la conferenza per sviluppatori che farà da teatro al lancio del major update. Prima di allora, alcuni tester potranno già provare l’OS grazie al rilascio della versione DP1, costruita tramite l’Android Open Source Project, meglio conosciuto come AOSP.

Come sarà

Molto probabilmente Android 8 Pie non sarà una rivoluzione dal punto di vista grafico. I cambiamenti giunti con Nougat e Oreo, figli della logica del Material Design, sono già significativi e passibili di un mantenimento pressoché totale. Questo non vuol dire che l’aggiornamento non porterà migliore e altri orpelli visivi ma nulla in confronto a passaggi molto più evidenti avuti nel corso degli anni.

Le modifiche sostanziali dovrebbero essere sotto il guscio, nel cuore stesso di Android. Parliamo delle API, dell’incremento dell Instant App, del supporto nativo alla realtà virtuale, oggi relegato a pochi dispositivi Oreo compatibili con la piattaforma Daydream. La prima build sarà rilasciata a metà marzo, sotto forma di Developer Preview DP1 che, sebbene indirizzati ai soli sviluppatori, si potrà facilmente reperire online, ad esempio sul forum di XDA.

Considerando quello che è stato il recente passato dei major update, anche a seguito della presentazione al Google I/O passeranno mesi prima di poter installare un firmware completo a bordo degli smartphone. Si partirà, come di consueto, sui Nexus e Pixel mentre tutti gli altri, Samsung, LG, Huawei e così via, saranno pronti più in là, non prima del 2019.

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Android accetterà solo app sviluppate a 64-bit https://www.datamanager.it/2017/12/android-accettera-solo-app-sviluppate-64-bit/ Fri, 22 Dec 2017 19:30:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138099 Google ha annunciato la necessità per gli sviluppatori di adottare il nuovo framework, che diventerà basilare a partire dall’agosto del 2019 Manca un anno e mezzo alla dismissione definitiva, da parte di Google, di giochi e app per Android realizzati su piattaforma a 32-bit. La stessa Big G ha confermato la sua linea strategica, affermando […]

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Google ha annunciato la necessità per gli sviluppatori di adottare il nuovo framework, che diventerà basilare a partire dall’agosto del 2019

Manca un anno e mezzo alla dismissione definitiva, da parte di Google, di giochi e app per Android realizzati su piattaforma a 32-bit. La stessa Big G ha confermato la sua linea strategica, affermando come dall’agosto del 2019 il Play Store potrà contenere solo software sviluppati a 64-bit, come peraltro accade già per i lavori più recenti. Il motivo risiede nelle parole della compagnia parte del gruppo Alphabet: “Per le app che utilizzano librerie native, il framework a 64-bit vuol dire restituire migliori performance e opportunità di abbracciare nuovi metodi di interazione”. Si tratta dunque di un salto in avanti necessario per far compiere ai programmi Android un cambio generazionale per nulla banale.

Cosa cambia

Per le grandi compagnie e i developer più lungimiranti ciò vorrà dire semplicemente terminare il supporto al vecchio standard. Come detto, app e giochi dell’ultimo periodo sono nati già tramite un lavoro di sviluppo a 64-bit. Peraltro, chi produce applicazioni multipiattaforma, sia per iOS che Android, ha dovuto adattarsi alle nuove regole in anticipo, visto che Apple ha comunicato la fine del supporto su iOS 11 lo scorso settembre. In aggiunta a tale novità, Google ha anche rilanciato la necessità di creare (o aggiornare) software che siano allineati con l’interfaccia di Android Oreo, che dall’agosto del 2018 (quindi un anno prima dell’obbligatorietà dei 64-bit) dovrà essere inserito tra i sistemi operativi supportati, dove ovviamente non lo sia già adesso. L’obiettivo è cercare di ridurre l’estrema frammentazione che da sempre caratterizza il mondo del robottino verde, donando maggiore stabilità e uniformità nell’esperienza di fruizione digitale.

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Google rilascia Android 8.1 per Nexus e Pixel https://www.datamanager.it/2017/12/google-rilascia-android-8-1-nexus-pixel/ Mon, 11 Dec 2017 14:14:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137062 Insieme alla versione Go, dedicata agli smartphone di fascia bassa, Big G ha rivelato le migliorie del minor update destinato al resto degli Android nel 2018 Il mondo dei sistemi operativi è vasto ed eterogeneo. Abbiamo già scoperto come, a fine 2017, sia ancora Windows il più utilizzato a livello globale, considerando tutto il calderone […]

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Insieme alla versione Go, dedicata agli smartphone di fascia bassa, Big G ha rivelato le migliorie del minor update destinato al resto degli Android nel 2018

Il mondo dei sistemi operativi è vasto ed eterogeneo. Abbiamo già scoperto come, a fine 2017, sia ancora Windows il più utilizzato a livello globale, considerando tutto il calderone di dispositivi hi-tech attualmente in circolazione. Android è poco dietro, un risultato unico e francamente impossibile sei o sette anni fa, quando il software basato su Linux muoveva i primi passi. Oggi l’OS in questione occupa oltre l’85% della pletora di smartphone attivi, seppur soffra di un’eccessiva frammentazione che spesso induce nel dubbio anche gli addetti ai lavori. Ad esempio: quali terminali si potranno aggiornare a Oreo? Quali lo sono già e che modelli saranno esclusi? Una domanda a cui si può rispondere sommariamente visto che i soggetti coinvolti sono più di uno tra la stessa Google (che fornisce Android), i produttori e i partner.

Arriva la 8.1

Intanto la compagnia di Mountain View va avanti e ha rilasciato di recente Android 8.1, il minor update al momento installabile solo sulla famiglia Nexus e Pixel. Il changelog non è per nulla banale, anzi molto corposo per trattarsi di un aggiornamento di secondo livello. Oltre all’integrazione di Go, che rende la 8.1 compatibile anche con specifiche hardware basilari, vi è l’attivazione delle API per le reti neurali, che saranno sempre più un tema centrale grazie ai processori di nuova generazione, come lo Snapdragon 835 che potenzierà la maggior parte dei flagship nel 2018.

Al fianco di queste API ne arrivano anche delle altre, dedicate alle operazioni di memoria condivisa. Le app, su Oreo 8.1, potranno gestire porzioni di memoria per ottimizzare al meglio le performance, senza creare imbuti prestazionali che finiscono con l’avvantaggiare alcuni software rispetto ad altri. Come detto, l’update è già pronto per i Nexus, Pixel e Pixel 2, anzi, su questi ultimi le Android Camera API acquistano un potere ulteriore: la capacità di scattare foto in modalità HDR+, sia su piattaforme di default a marchio Google che di terze parti.

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Nvidia lancia VRWorks per semplificare lo sviluppo di app per la realtà virtuale https://www.datamanager.it/2017/05/nvidia-lancia-vrworks-semplificare-lo-sviluppo-app-la-realta-virtuale/ Wed, 10 May 2017 18:30:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124482 Le piattaforme VR stanno invadendo le nostre vite e la compagnia statunitense ha tutta l’intenzione di promuoverne la proliferazione Nvidia ha svelato la nuova suite di sviluppo VRWorks che integra tool audio e video per la realizzazione di progetti in realtà virtuale. L’obiettivo non è solo semplificare la pubblicazione di lavori VR per la massa […]

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Le piattaforme VR stanno invadendo le nostre vite e la compagnia statunitense ha tutta l’intenzione di promuoverne la proliferazione

Nvidia ha svelato la nuova suite di sviluppo VRWorks che integra tool audio e video per la realizzazione di progetti in realtà virtuale. L’obiettivo non è solo semplificare la pubblicazione di lavori VR per la massa ma anche aumentarne la qualità, tramite una compilazione del codice che possa trarre beneficio dalle più recenti tecnologie in materia, tra cui il calcolo in tempo reale del posizionamento del suono e l’interazione con gli ambienti in 3D. A corredo di VRWorks Audio SDK e di VRWorks 360 Video SDK, la compagnia statunitense ha reso disponibile anche il pulgin dedicato al motore di Unreal Engine 4, in grado di portare a un livello successivo le esperienze ludiche su piattaforme mobile.

Cosa succede

In particolar modo, gli strumenti di nuova generazione consentono di camminare in uno spazio riprodotto vivendo momenti interattivi maggiormente realistici, grazie al cambiamento, in tempo reale, delle sorgenti da cui prevale l’audio a seconda della posizione in cui si trova l’utente. Non è una banalità, perché il suono rappresenta un elemento fondamentale per il successo di un progetto di realtà virtuale. Se il panorama VR vuole migliorarsi e porsi come vero punto di rottura con la fruizione digitale del passato, deve accogliere forme di innovazione del genere, in grado di rendere sempre meno spesse le mura che dividono il reale dal virtuale, attraverso una riproposizione degli ambienti che possa seguire leggi simili a quelle del mondo organico. Punto di interesse del comparto video è dato dalle capacità di streaming live di VRWorks 360, con cui i produttori potranno trasmettere in diretta contenuti in tre dimensioni, che il pubblico potrà guardare usando visori e occhialini comuni, come Oculus e Gear VR.

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TIM a Smau Padova 2017 presenta la piattaforma TIM OPEN per startup e sviluppatori https://www.datamanager.it/2017/03/tim-smau-padova-2017-presenta-la-piattaforma-tim-open-startup-sviluppatori/ Thu, 30 Mar 2017 09:45:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=122140 TIM OPEN è la piattaforma che permette a developer e startup di sviluppare le proprie applicazioni cloud e di renderle disponibili attraverso il marketplace Digital Store e il canale commerciale TIM TIM partecipa a Smau Padova, in programma dal 30 al 31 marzo presso PadovaFiere, presentando TIM OPEN, la piattaforma b2b per sviluppatori e startup, […]

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TIM OPEN è la piattaforma che permette a developer e startup di sviluppare le proprie applicazioni cloud e di renderle disponibili attraverso il marketplace Digital Store e il canale commerciale TIM

TIM partecipa a Smau Padova, in programma dal 30 al 31 marzo presso PadovaFiere, presentando TIM OPEN, la piattaforma b2b per sviluppatori e startup, le innovative soluzioni cloud disponibili per le piccole e medie imprese attraverso il portale Digital Store – in particolare l’offerta di servizi di digital marketing – e l’acceleratore di startup TIM #WCAP.  Inoltre Olivetti presenta l’offerta di soluzioni applicative basate sulla piattaforma di Business Intelligence Analysis, che si arrichisce con un nuovo profilo di servizio rivolto alle aziende, accanto a quello dedicato alle Pubbliche Amministrazioni.

Dalla piattaforma open dedicata a sviluppatori e startup al marketplace Digital Store

Presso lo stand TIM Impresa Semplice, sarà presente TIM OPEN, la piattaforma business “open” che permette alle startup e agli sviluppatori di configurare la propria applicazione cloud e renderla subito disponibile alle imprese Italiane tramite i canali distributivi di TIM (marketplace Digital Store e agenti). TIM OPEN offre strumenti per lo sviluppo software: dalle risorse infrastrutturali ad alta qualità, conformi alle normative nazionali ed europee,  alle Application Programming Interface (API) di servizi TIM (dagli SMS alla geolocalizzazione)  per integrare nuove capability alle proprie applicazioni o processi aziendali. Mette inoltre a disposizione funzionalità di gestione ordini, promozione, billing e fatturazione permettendo ai developer di focalizzarsi pienamente sullo sviluppo applicativo e sul valore dei propri servizi.

Presso lo stand TIM Impresa Semplice saranno inoltre presentati gli innovativi servizi digitali di Digital Store, il cloud marketplace che permette alle piccole e medie imprese di scegliere, acquistare e gestire in modo semplice e immediato le più avanzate soluzioni ICT. In particolare, saranno proposte le seguenti soluzioni:

Contatti Power, la soluzione di Digital Mobile Marketing per la gestione in tempo reale di campagne promozionali e informative per comunicare con i clienti via SMS, email  e social network. Grazie alla console di gestione, permette di creare e distribuire sondaggi e contenuti digitali su tutti i dispositivi dei propri clienti, compresi gli smartphone, e di monitorare costantemente i risultati delle campagne grazie ad un efficace e semplice sistema di statistiche; Data Space Easy, la soluzione ideale per le piccole e grandi aziende che hanno necessità di archiviare, condividere e salvare in modo sicuro, facile ed affidabile, file e applicazioni. A seconda delle esigenze professionali, è possibile utilizzare il servizio in modalità personale o condivisa (gruppo di lavoro) per favorire la collaborazione e la produttività del team; TIM Id, il servizio che permette di richiedere la propria identità digitale SPID per accedere ai servizi online delle Pubbliche Amministrazioni; Digital Radio, il nuovo servizio, realizzato in collaborazione con Music InStore, che offre la possibilità di creare un sottofondo musicale accogliente e di qualità per negozi, uffici, bar e Centri Commerciali, trasmettendo anche spot e comunicazioni commerciali personalizzate.

La presenza di Olivetti

Presso il desk dedicato, Olivetti presenta l’innovativa piattaforma di Business Intelligence Analysis,  una suite di soluzioni in cloud che rende disponibili strumenti avanzati di analisi qualitativa e quantitativa applicati a dati provenienti dai dispositivi mobili e da fonti pubbliche, per elaborare analisi sia storiche, sia previsionali. L’offerta prevede profili dedicati sia alla Pubblica Amministrazione (City Forecast) sia alle imprese (Data Retail Analysis). La piattaforma trasforma informazioni qualitative e quantitative raccolte dalla rete mobile TIM in valore utile al business e all’analisi dei fenomeni che si realizzano sul territorio, nel pieno rispetto del contesto normativo, della sicurezza dei dati e della privacy (grazie a processi specifici che rendono anonime le informazioni).

TIM #WCAP Accelerator a SMAU Padova 2017

All’edizione 2017 di Smau Padova partecipa anche TIM #WCAP, con uno spazio dedicato all’innovazione. Ogni anno TIM #WCAP seleziona, accelera e finanzia startup digitali e le lancia sul mercato. TIM #WCAP Accelerator ospita la startup Tomorrow Data con la sua soluzione Iottly, una piattaforma che integra strumenti open esistenti con nuove componenti specifiche per semplificare e standardizzare gli sviluppi IoT.

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Microsoft lancerà Visual Studio 2017 il 7 marzo https://www.datamanager.it/2017/02/microsoft-lancera-visual-studio-2017-7-marzo/ Mon, 13 Feb 2017 19:30:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119054 A un anno esatto dalla preview pubblica e dopo qualche mese dalla RC di novembre, la nuova versione della piattaforma di Redmond verrà rilasciata tra qualche settimana Microsoft ha scelto la data: il 7 marzo. Quel giorno toglierà il velo a Visual Studio 2017, il software che a marzo dello scorso anno era stato rilasciato […]

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A un anno esatto dalla preview pubblica e dopo qualche mese dalla RC di novembre, la nuova versione della piattaforma di Redmond verrà rilasciata tra qualche settimana

Microsoft ha scelto la data: il 7 marzo. Quel giorno toglierà il velo a Visual Studio 2017, il software che a marzo dello scorso anno era stato rilasciato come public preview e lo scorso novembre nella versione Release Candidate. La compagnia americana non si limiterà a tenere una conferenza di lancio ma terrà una due giorni di eventi e keynote in cui spiegherà le migliorie della piattaforma attraverso la partecipazione di nomi di spicco, tra cui Julia Liuson, vice presidente di Visual Studio, Brian Harry VP di Visual Studio Team Services, Miguel de Icaza, Mobile Distinguished Engineer e Scott Hanselman, Project Portfolio Management di Visual Studio e .NET.

Quali novità

Come abbiamo potuto vedere dalle build di prova, Visual Studio 2017 porta con sé notevoli miglioramenti al codice di navigazione, a IntelliSense, all’applicazione di fix, refactoring e debugging. Inoltre, Microsoft ha confermato la possibilità di sfruttare un’installazione rapida e modulare, così da aggiungere eventuali pacchetti a seconda delle necessità. Una curiosità intorno al nome: in origine sembrava che la denominazione della prossima versione dovesse essere Visual Studio 15 oppure Visual Studio Next ma alla fine a prendere il sopravvento è stata la razionalità dei numeri. L’evento del 7 marzo sarà l’occasione per presentare la nuova release ma anche celebrare il 20esimo anniversario di Visual Studio, che debuttava nel febbraio del 1997. Non a caso, Redmond ha chiesto ai suoi fan d’annata di invadere i social network con l’hashtag #MyVSstory, con cui postare ricordi e aneddoti circa l’evoluzione della suite di sviluppo.

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Google lancia la developer preview di Android Things OS for IoT https://www.datamanager.it/2016/12/google-lancia-la-developer-preview-android-things-os-for-iot/ Thu, 15 Dec 2016 19:30:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=115760 Il sistema operativo per l’Internet delle Cose non è altro che un rebrand del già conosciuto Brillo orientato però verso i piccoli oggetti connessi L’annuncio è arrivato in settimana: Brillo diventa Android Things OS for IoT. Alla fine è questa la realtà: il progetto una volta conosciuto come Brillo, lanciato dal palco del Google I/O […]

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Il sistema operativo per l’Internet delle Cose non è altro che un rebrand del già conosciuto Brillo orientato però verso i piccoli oggetti connessi

L’annuncio è arrivato in settimana: Brillo diventa Android Things OS for IoT. Alla fine è questa la realtà: il progetto una volta conosciuto come Brillo, lanciato dal palco del Google I/O 2015, è diventato ATO for IoT, un pacchetto di risorse software con cui creare il motore di tanti dispositivi connessi, dagli indossabili alle automobili, passando per gadget domestici e televisori. All’interno della suite sono presenti il solito Android SDK, l’Android Studio Integrated Development Environment (IDE) e i Google Play Services; nessuno stravolgimento dunque, anche per consentire a chi aveva già cominciato a lavorare sul sistema precedente di continuare senza intoppi. Quello che cambia è nel tempestivo supporto che Big G fornirà in merito ad aggiornamenti e novità, proprio come fa per gli OS dedicati a smartphone (Android) e wearable (Android Wear) e nella volontà di concentrare in un singolo contesto tutto il mondo di sviluppo IoT, per incentivarne l’adozione.

Hardware e software

Oltre alle motivazioni correlate al marketing, un’importante integrazione di Android Things è nell’apertura all’utilizzo su hardware di terze parti, come Raspberry Pi 3, Intel Edison e NXP Pico. Inoltre, una prima tornata di update porterà a bordo di ATO, Weave, il protocollo di comunicazione che Google aveva introdotto nel 2015, come componente del precedente Brillo e che si unirà a Nest Weave, la soluzione proprietaria usata del brand acquisito nel gennaio del 2014 dalla stessa compagnia di Mountain View. Tutti gli altri dettagli in merito ad Android Things si trovano sulla nuova pagina dedicata sul portale per gli sviluppatori disponibile a questo indirizzo.

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