digital marketing – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:26:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png digital marketing – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Toyota Motor Europe e Dassault Systèmes insieme per il Digital Marketing di nuova generazione https://www.datamanager.it/2018/01/toyota-motor-europe-dassault-systemes-insieme-digital-marketing-nuova-generazione/ Fri, 26 Jan 2018 14:07:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139753 Con la Industry Solution Experience “Virtual Garage” di Dassault Systèmes, Toyota Motor Europe potrà sfruttare gli applicativi di visualizzazione avanzata 3DEXCITE per sviluppare processi integrati e automatizzati per la produzione di risorse e materiali di digital marketing Dassault Systèmes e Toyota Motor Europe (TME) hanno siglato un accordo triennale per collaborare alla realizzazione di un processo di produzione […]

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Con la Industry Solution Experience “Virtual Garage” di Dassault Systèmes, Toyota Motor Europe potrà sfruttare gli applicativi di visualizzazione avanzata 3DEXCITE per sviluppare processi integrati e automatizzati per la produzione di risorse e materiali di digital marketing

Dassault Systèmes e Toyota Motor Europe (TME) hanno siglato un accordo triennale per collaborare alla realizzazione di un processo di produzione digitale ottimizzato per sviluppare una nuova generazione di soluzioni di marketing digitale per il lancio dei futuri modelli di veicoli in Europa. Le soluzioni offriranno contenuti localizzati e personalizzati, rivolti ai consumatori che cercano nuove esperienze customizzate quando acquistano un’auto.

Con la Industry Solution Experience “Virtual Garage” di Dassault Systèmes, Toyota Motor Europe potrà sfruttare gli applicativi di visualizzazione avanzata 3DEXCITE per sviluppare processi integrati e automatizzati per la produzione di risorse e materiali di digital marketing. A tale scopo Toyota Motor Europe potrà sfruttare i dati di progettazione per creare materiali ad alto impatto, con rappresentazioni virtuali dei veicoli in grado di comunicare il marchio e le caratteristiche dei prodotti con un forte impatto emotivo.

Grazie a processi automatizzati per la produzione di risorse, i consumatori avranno a disposizione brochure, contenuti video online, configuratori via web e altri strumenti che mostrano i nuovi modelli o colori, localizzati in base alle preferenze di ciascun mercato o personalizzati in base ai gusti di ciascun cliente, riproducendo le caratteristiche del prodotto con un livello elevato di qualità, omogeneità e accuratezza.

La tecnologia digitale influenza sempre di più i processi di acquisto dei consumatori e l’industria automobilistica vuole sfruttare questo trend per interagire in modo più stretto e diretto con i propri clienti. Sia i semplici curiosi che vogliono conoscere i nuovi modelli, sia chi si appresta ad acquistare un’auto, è in cerca di ispirazione e vuole avere accesso alle informazioni necessarie “a portata di mano”.

“In TME sviluppiamo continuamente il nostro approccio orientato al cliente e siamo convinti che un processo digitale snello e flessibile per la produzione di risorse e materiali sia fondamentale nell’ottica della personalizzazione di massa,” sottolinea Alex Carnazza, Manager, Web Content & Brochures, Marketing Communications, Toyota Motor Europe. “La visione di Dassault Systèmes ci aiuta a sviluppare una strategia digitale solida per acquisire un vantaggio competitivo in termini di costi, qualità, scalabilità, integrazione e agilità nella produzione di risorse di marketing digitali.”

“Dassault Systèmes aiuta Toyota Motor Europe a collegare dati, persone e idee per creare entusiasmo e offrire ai consumatori nuove emozioni fin dalle prime fasi del processo di acquisto,” osserva Olivier Sappin, Vice President, Transportation & Mobility Industry, Dassault Systèmes. “Da oggi lavoreremo insieme a Toyota Motor Europe per capire quale ulteriore valore possa offrire la piattaforma 3DEXPERIENCE e per arricchire ancora di più le nostre esperienze con servizi e soluzioni in loco.”

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Quanto vale ogni tuo post su Facebook? Lo rivela Worldz https://www.datamanager.it/2016/11/quanto-vale-post-facebook-lo-rivela-worldz/ Fri, 25 Nov 2016 10:26:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=114638 Intervista al founder di Worldz Joshua Priore, che ci racconta come è nata l’idea di creare un’algoritmo che sappia quanto vale ogni tuo post e risparmiare soldi. Qui il sito per scoprire il valore dei profili «In sostanza quel che vedi è il valore (in termini economici) di una tua condivisione su Facebook. Alle spalle […]

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Intervista al founder di Worldz Joshua Priore, che ci racconta come è nata l’idea di creare un’algoritmo che sappia quanto vale ogni tuo post e risparmiare soldi. Qui il sito per scoprire il valore dei profili

«In sostanza quel che vedi è il valore (in termini economici) di una tua condivisione su Facebook. Alle spalle di quel tasto “login with facebook” c’è la nostra app che, attraverso le interazioni che ricevi ed i tuoi amici, calcola un punteggio e lo rigira in termini economici». Semplice e diretto Joshua Priore, napoletano, ex ufficiale dell’areonautica adesso prestato al mondo delle startup e del digital marketing. Con il suo team ha creato uno strumento, una specie di Klout che calcola quanto vale per Facebook la condivisione di qualcosa sul tuo profilo. Si chiama Worldz. Un algoritmo un po’ più duttile di quello di Klout, spiega Joshua. E più utile perché trasforma «quel che fai sui social in benefici tangibili, ovvero sconti». L’algoritmo calcola il tuo valore. Dal sito ci si logga tramite Facebook e ti svela quanto vali. Lo hanno chiamato Worldz Wallet, «è il tuo sconto giornaliero se acquisterai prodotti sugli e-commerce che installano il nostro plugin». Nella sua descrizione su Linkedin si legge: «I am a young determined man.  I like technology, planes and everything that runs. I strongly believe I can change the world. I love my GF B». Anche qui semplice e diretto.

Cos’è worldz.net?

Worldz.net è il nostro sito istituzionale. Da lì i nostri utenti potranno accedere per vedere le ultime condivisioni che hanno fatto su Facebook: quanti like, commenti e condivisioni raggiungono, quali acquisti hanno fatto tramite Worldz e quali sono gli ultimi e-commerce che hanno inserito il nostro plugin e sui quali possono spendere.

A che serviranno tutti questi dati?

L’obiettivo di Worldz.net è di fare anche da connettore per gli e-commerce: Vorremmo, in futuro, inserire tutti i prodotti che sono in sconto Worldz sul nostro sito cosicché gli utenti possano vedere direttamente da Worldz.net che prodotti in sconto possono acquistare senza andare di store in store. Un po’ il supermercato del web, ma per arrivare a ciò ci vorrà un po’ di tempo.

Avete dei competitor diretti? 

Ci sono algoritmi che provano ad attribuire un punteggio non economico all’engagement degli utenti, ma nessuno lo valorizza in termini economici e di sconto. Non abbiamo competitor diretti, ci proponiamo come alternativa ai canali standard di comunicazione ed advertising ( come ad esempio Facebook ads e Influencer marketing, ndr).

Raccontaci come è nata l’idea di Worldz.

Worldz l’ho ideato io dopo esser “tornato a casa” dall’accademia aeronautica (dove ero allievo ufficiale pilota). Fallì una missione in volo durante l’iter addestrativo e persi tutti gli esami fatti. Purtroppo per entrare in accademia dovetti dare la rinuncia agli studi, dunque una volta uscito, non potei nemmeno proseguire ingegneria aerospaziale (dove ero giunto quasi al terzo anno di corsi) ma avrei dovuto ricominciare da capo. Piuttosto avvilito, osservai che i miei amici si accanivano sui like e commenti e pensai che fondamentalmente si accanivano per nulla. E mi venne in mente di fare un social network che analizzava la popolarità dei suoi utenti e trasferiva loro uno sconto quando condividevano (sul social stesso). Misi l’idea su h2biz.eu e realizzai un business plan. Tra i vari contatti, mi chiamo un business angel di Bergamo (Luca Aber, ndr) che convinsi a darmi il primo pre-seed. Assieme a lui, improntammo il primo principio di startup con l’aiuto di quello che oggi è l’altro co-founder (Gianluca Varriale). Il tutto ci sembrava fattibile perché l’algoritmo, per disciplinare le pubblicazioni, l’avremmo fatto noi quindi sapevamo perfettamente quante e quali persone sarebbero state raggiunte alle condivisioni.

E poi che è successo?

E’ successo che ci servivano budget molto elevati che non ci furono concessi nemmeno da Marnix Groet (il secondo investor). Marnix però ci diede modo di continuare con un altro pre-seed e, comprendendo che stavamo per raggiungere il pivot, ho fatto diventare il social network geolocalizzato con i beacon, un plugin per e-commerce. Più semplice (perché siamo un B2B). Non dobbiamo fare fatica per raggiungere gli utenti (perché una volta installato il plugin sull’ecommerce, otteniamo la visibilità che quello stesso e-commerce ha) e utilizziamo facebook per la popolarità (quindi abbiamo creato un algoritmo che comprende l’engagement degli utenti che accedono, come hai fatto tu).

E’ il prezzo che un’azienda dovrebbe pagare a te per chiederti di parlare di loro.

Adesso come vanno le cose?

Oggi lavoriamo su Worldz in 7. Io, che sono come CEO della startup fatta su Milano, Gianluca co-founder e COO, Luca e Marnix advisors ed  investors, Giovanni Catapano CTO, Luigi Caputo CDO e webdeveloper. In più stiamo creando una taskforce per raggiungere le società di sviluppo e-commerce o le web agency (alle quali noi affideremo il plugin, rigorosamente gratuito) con Leopoldo Maria D’alterio (già Sales Manager presso Hubstrat, società di sviluppo e-commerce, a loro volta nostri clienti) ed altri giovani che hanno voglia di fare e che proprio in questi giorni stanno imparando il tutto.

Ma alla fine che cosa vuol dire sapere qual è il prezzo di una condivisione?

E’ il prezzo che un’azienda dovrebbe pagare a te per chiederti di parlare di loro. Il discorso è semplice: noi normalmente pubblichiamo foto e diciamo di trovarci in posti che riteniamo essere fighi. E lo facciamo gratuitamente. Se fossimo degli influencers o delle persone famose, le aziende ci chiederebbero di pubblicare queste cose incentivandoci con delle fee o pagandoci. Il principio è estendere questo sistema a chiunque, ovviamente disciplinandolo e proporzionando il tutto. Ecco il perché dell’algoritmo.

E  in media quanto vale una condivisione? Quella di una persona normale

Dipende dalla media degli utenti. La media stimata per un utente di facebook in italia è di circa 350 amici con circa 20/25 like e commenti per condivisione. Sulla base di questi valori, e anche su altri, il nostro algoritmo attribuirebbe un valore medio di circa 15 euro.

E adesso che volete fare? Che obiettivi avete?

Abbiamo deciso di realizzare Worldz perché è una cosa talmente semplice da comprendere che ci sembra assurdo che altri non l’abbiano fatto prima. Noi non chiediamo agli utenti di fare nulla di nuovo rispetto a quello che fanno già, ma diamo loro semplicemente l’opportunità di spendere meno grazie alle loro relazioni sui social. I nostri obiettivi nei prossimi mesi sono legati ovviamente alla crescita della nostra startup: ora ci stiamo concentrando sulle realtà in Italia. Appena abbiamo dimostrato l’enorme potenzialità, spero di attirare l’attenzione delle grandi società  per diffondere il nostro software nel più breve tempo possibile. I livelli di crescita sarebbero enormi. E’ in linea con gli sviluppi di Facebook. Magari, in tutto questo ci contatta Mark oltreoceano e ci fa un’offerta. Hai per caso il suo numero? (dice ridendo, ndr).

Ma è possibile che Facebook non sappia nulla di ste cose? Del valore dei profili? Di uno share?

Si e no. Nel senso che l’ottenimento di questi dati da parte nostra è certamente consentito purché rispetti la privacy. Però non vi è scritto nulla in merito all’utilizzo per fini commerciali di questo genere. Klout stesso ha un algoritmo che comprende la popolarità degli utenti, anche se secondo me ne utilizza aspetti sbagliati e ne fa un utilizzo altrettanto poco efficiente.  Per quanto riguarda il loro (di Facebook) uso interno, ancora non capisco perché non ci abbiano pensato prima: loro sanno esattamente quali e quanti profili vengono raggiunti dalle condivisioni perché l’algoritmo che stabilisce tutto questo l’hanno inventato loro.

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Olivetti nel Digital Marketing con WCards https://www.datamanager.it/2016/10/olivetti-nel-digital-marketing-wcards/ Wed, 12 Oct 2016 12:20:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111062 Olivetti presenta al mercato italiano WCards, la soluzione digitale che trasforma in modo intelligente ed efficace la gestione dei piani di comunicazione e loyalty verso la clientela Olivetti presenta WCards, una nuova soluzione di marketing digitale semplice ed efficace rivolta al segmento della piccola e media impresa, e al settore della distribuzione al dettaglio in […]

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Olivetti presenta al mercato italiano WCards, la soluzione digitale che trasforma in modo intelligente ed efficace la gestione dei piani di comunicazione e loyalty verso la clientela

Olivetti presenta WCards, una nuova soluzione di marketing digitale semplice ed efficace rivolta al segmento della piccola e media impresa, e al settore della distribuzione al dettaglio in particolare, che permette di fidelizzare i clienti e raggiungerne di nuovi. Il lancio della nuova applicazione sul mercato italiano si inserisce nel processo di trasformazione del modello di business digitale di Olivetti, sempre più orientato allo sviluppo di prodotti e servizi intelligenti attraverso l’utilizzo delle piattaforme evolute.  L’innovativa soluzione è coerente con l’approccio al mondo retail di Olivetti già visto con la soluzione Nettun@ Cloud, lanciata lo scorso luglio.

WCards è una soluzione flessibile e intuitiva utilizzabile direttamente dallo smartphone attraverso un QR Code e una semplice App sviluppata sulla piattaforma evoluta di Olivetti che consente di digitalizzare le loyalty card dei clienti, inviare coupon e offerte mirate, lanciare eventi e promozioni.

WCards permette inoltre all’esercente di monitorare gli andamenti delle promozioni e comprendere i comportamenti più frequenti dei clienti, analizzarli e offrire prodotti e servizi mirati. Inoltre, grazie alla funzione di Proximity Marketing, i clienti riceveranno promozioni e informazioni quando saranno di fronte o dentro l’esercizio commerciale, o in prossimità di un prodotto specifico.  Le funzionalità di Analytics permettono di comprendere in che modo è vissuto lo spazio del Merchant e quali sono le aree di maggiore interesse della sua clientela.

Oltre a fornire un servizio, WCards è organizzata come una vera e propria community di utenti in modo da facilitare la promozione delle attività e raggiungere un numero di clienti sempre maggiore, fidelizzandoli con un click.

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TIM: al via su Nuvola Store due nuovi servizi di digital marketing https://www.datamanager.it/2016/04/tim-al-via-nuvola-store-due-nuovi-servizi-digital-marketing/ Fri, 01 Apr 2016 12:31:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=98219 TIM lancia due nuove soluzioni di digital marketing che consentono a commercianti, esercenti, professionisti e piccole e medie imprese di accrescere la produttività e promuovere il proprio business attraverso gli strumenti web e social: Mail Power e TIM Wi-Fi Power. I nuovi servizi – disponibili su Nuvola Store, il cloud marketplace di TIM Impresa Semplice […]

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tim mail power

TIM lancia due nuove soluzioni di digital marketing che consentono a commercianti, esercenti, professionisti e piccole e medie imprese di accrescere la produttività e promuovere il proprio business attraverso gli strumenti web e social: Mail Power e TIM Wi-Fi Power.

I nuovi servizi – disponibili su Nuvola Store, il cloud marketplace di TIM Impresa Semplice che permette di scegliere, acquistare e gestire in modo semplice e immediato le più avanzate soluzioni ICT – consentono anche alle realtà di piccole dimensioni di accedere a innovative modalità di comunicazione verso i clienti  favorendo  i processi  di  trasformazione digitale delle imprese.

In particolare, Mail Power, realizzato in collaborazione con MailUp, è il servizio che abilita la gestione in tempo reale di newsletter promozionali e informative verso i clienti tramite email, SMS e social network. Grazie a un editor integrato semplice e intuitivo, Mail Power permette di creare in pochi passaggi il messaggio, ottimizzato per tutti i dispositivi mobili e distribuirlo a tutti i destinatari.  Attraverso un sistema avanzato di statistiche, inoltre, la soluzione consente di valutare, in tempo reale, il successo di una campagna e di ricevere report relativi all’interesse dei destinatari e alla rilevanza dei contenuti.  Il servizio è disponibile in tre profili differenziati per gestire le campagne promozionali secondo le esigenze.

Disponibile a breve, il servizio TIM Wi-Fi Power permette di attrarre e intrattenere i clienti offrendo la possibilità di navigare gratuitamente in Wi-Fi all’interno dell’esercizio commerciale. Oltre alla rapida personalizzazione della pagina di benvenuto, anche dall’app dello smartphone, la soluzione consente di tenere aggiornati i clienti registrati su eventi e iniziative e monitorare la “pedonabilità” del locale attraverso statistiche su numero di persone, permanenza e frequenza di visite,  in base ai dispositivi attivi (smartphone, tablet, pc) in loco; inoltre può essere utilizzata in maniera integrata con il servizio Contatti Power per effettuare campagne promozionali via SMS personalizzate.

Le due nuove soluzioni arricchiscono ulteriormente l’offerta di servizi di Nuvola Store già comprendente, oltre ai servizi di digital marketing Vetrina Power e Contatti Power, anche suite di produttività, servizi di cloud storage, messaggistica, hosting, PEC, domini internet, soluzioni per la creazione e la gestione del proprio sito web, servizi per la sicurezza, servizi di identità digitale e fatturazione elettronica.

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IBM: firmato l’accordo per l’acquisizione di ecx.io https://www.datamanager.it/2016/02/ibm-firmato-laccordo-lacquisizione-ecx/ Wed, 10 Feb 2016 17:00:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=94233 L’acquisizione dell’agenzia digitale favorirà la combinazione di servizi di consulenza, digital marketing e commerce, e competenze per la gestione delle piattaforme tecnologiche IBM ha annunciato di aver siglato un accordo definitivo per l’acquisizione di ecx.io, un’agenzia digitale full-service, con sede a Düsseldorf, Germania. L’acquisizione di ecx.io estende la strategia e l’esperienza di progettazione di IBM […]

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L’acquisizione dell’agenzia digitale favorirà la combinazione di servizi di consulenza, digital marketing e commerce, e competenze per la gestione delle piattaforme tecnologiche

IBM ha annunciato di aver siglato un accordo definitivo per l’acquisizione di ecx.io, un’agenzia digitale full-service, con sede a Düsseldorf, Germania. L’acquisizione di ecx.io estende la strategia e l’esperienza di progettazione di IBM Interactive Experience (IBM iX) con nuove competenze di gestione delle piattaforme tecnologiche, di digital marketing e commerce, per accelerare la trasformazione dei clienti in questo ambito.

ecx.io è un’agenzia digitale leader in Europa e una delle poche specializzate in servizi di implementazione per tre dei principali fornitori di software per il commerce e le piattaforme clienti: Adobe, Sitecore e SAP hybris. La funzionalità hybris rende ancora più solido il rapporto di lunga data che unisce IBM a SAP e porta il valore del design thinking alle aziende che stanno puntando sull’e-commerce.

Alla conclusione di questa operazione, 200 dipendenti ecx.io si aggiungeranno al team IBM iX, oggi la più grande agenzia digitale globale, specializzata nella progettazione e implementazione di servizi e piattaforme per il commerce e il marketing digitale. I clienti potranno beneficiare di queste nuove aree di competenza, abbinate alla strategia, agli analytics, e alla profonda esperienza nel cloud e nel cognitive computing di IBM.

“La customer experience è diventata una nuova priorità nella moderna strategia di business”, spiega Paul Papas, Global Leader, IBM Interactive Experience. “Insieme alle eccellenti competenze di ecx.io, guidati dalla nostra esperienza, eleviamo lo standard per il marketing digitale e il commerce”.

ecx.io continuerà a servire tutti i suoi clienti, tra cui Axalta, SPAR, Hammer e JAB Anstoetz, dalle sedi di Düsseldorf, Bracknell/Londra, Monaco, Wels, Varaždin, Vienna e Zurigo.

“Da 20 anni promuoviamo una cultura aperta, agile e collaborativa, con particolare dedizione verso la qualità e l’innovazione”, commenta Christoph Mause, CCO e cofondatore di ecx.io. “Unendo le forze con IBM iX potremo contare su una rete globale di talenti con competenza nella strategia, negli analytics, nel cognitive computing e nell’innovazione, che non solo completerà le nostre offerte di servizi, ma le renderà anche più personalizzate. Insieme a iX continueremo a fornire ai clienti servizi e piattaforme di livello superiore, per un customer engagement e una customer experience eccezionali”.

L’acquisizione di ecx.io è l’ultima azione strategica di una serie di investimenti volti a potenziare le competenze di IBM iX nell’experience design. Nell’ultima settimana, iX ha annunciato l’intenzione di acquisire Resource/Ammirati, un’agenzia creativa e di digital marketing con sede negli Stati Uniti, e Aperto, un’agenzia digitale con sede a Berlino.

La transazione odierna dovrebbe chiudersi nel primo trimestre del 2016 e sarà soggetta a revisione secondo la normativa applicabile e le consuete condizioni di chiusura. Non sono stati resi noti dettagli di natura finanziaria.

IBM iX è una divisione dell’azienda, volta a fornire servizi di consulenza di ultima generazione, dedicati alla creazione di esperienze digitali personalizzate. I servizi riguardano strategia di settore, aspetti creativi e progettazione, implementazione di piattaforme digitali scalabili, di commerce, mobile e tecnologie wearable. Gli specialisti di iX lavorano in stretta collaborazione con i clienti, tra cui Citi, Nationwide e Wimbledon, per creare congiuntamente esperienze in grado di migliorare i risultati di business.

Con l’apertura dei nuovi studi a Praga, Varsavia e Dubai, IBM rafforza la sua presenza globale con oltre 25 studi in tutto il mondo. Per il secondo anno consecutivo, Advertising Age ha indicato IBM iX come la più grande agenzia digitale globale nel suo Agency Report per il 2015.

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TIM: a Smau Milano innovative soluzioni cloud e startup https://www.datamanager.it/2015/10/tim-a-smau-milano-innovative-soluzioni-cloud-e-startup/ Wed, 21 Oct 2015 12:43:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=86485 Presentate nuove applicazioni di Digital Marketing, disponibili sul marketplace Nuvola Store, oltre ai servizi per favorire la trasformazione delle infrastrutture IT delle PMI e alla nuova offerta integrata per la scuola. All’appuntamento tecnologico milanese partecipano anche le 48 startup selezionate dal programma di accelerazione d’impresa TIM #Wcap nell’edizione 2015 TIM partecipa a Smau Milano 2015 […]

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Presentate nuove applicazioni di Digital Marketing, disponibili sul marketplace Nuvola Store, oltre ai servizi per favorire la trasformazione delle infrastrutture IT delle PMI e alla nuova offerta integrata per la scuola. All’appuntamento tecnologico milanese partecipano anche le 48 startup selezionate dal programma di accelerazione d’impresa TIM #Wcap nell’edizione 2015

TIM partecipa a Smau Milano 2015 presentando innovative soluzioni ICT in grado di favorire i processi di trasformazione digitale delle piccole e medie imprese: dalle nuove applicazioni di Digital Marketing disponibili su Nuvola Store ai servizi per l’adozione graduale di infrastrutture informatiche in ottica cloud “ibrido”. Presentate, inoltre, l’offerta integrata di servizi per la scuola digitale e le nuove iniziative nell’ambito dei programmi di affiliazione commerciale. All’appuntamento tecnologico milanese TIM  è presente anche con le 48 startup selezionate dal programma di accelerazione d’impresa TIM #Wcap nell’edizione 2015.

Dal Cloud per le PMI alla scuola digitale

A Smau Milano 2015 saranno presentati nuovi servizi disponibili su Nuvola Store di TIM,  il cloud marketplace che permette alle piccole e medie imprese di scegliere, acquistare e gestire in modo semplice e immediato le più avanzate soluzioni ICT. In particolare, le nuove soluzioni Vetrina Power e Contatti Power consentono alle PMI di dotarsi di strumenti avanzati di Digital Marketing per promuovere il proprio business. Vetrina Power è l’innovativa soluzione che permette alle imprese di valorizzare la propria presenza sul web e di gestire attraverso un unico pannello di controllo tutti i canali web e social della propria attività.  In particolare, attraverso il servizio è possibile aggiornare e gestire da smartphone i profili social della propria azienda, inviare SMS ed email alla propria lista di clienti, personalizzando la comunicazione, gestire i coupon attivabili online, inviare e gestire codici promozionali e codici fedeltà e fornire assistenza in tempo reale ai clienti attraverso l’utilizzo di una live chat. Contatti Power è un servizio di Digital Mobile Marketing che consente di gestire in tempo reale campagne promozionali e informative per comunicare con i propri clienti via SMS, email e social network. Basata su un’intuitiva console di gestione, la soluzione permette di creare e distribuire promozioni e contenuti digitali su tutti i dispositivi dei clienti, compresi smartphone, e monitorare costantemente i risultati delle campagne grazie ad un sistema avanzato di statistiche.

Assistenza Plus è la nuova offerta di servizi professionali per supportare aziende e professionisti nella configurazione e nell’adozione delle applicazioni acquistate su Nuvola Store. Disponibili per Office 365, Data Space Easy e Sito Semplice, i servizi prevedono assistenza telefonica e online. Nell’ambito delle soluzioni disponibili su Nuvola Store, sarà presente anche Localizza, la soluzione per gestire e geolocalizzare i veicoli aziendali affidati ai propri collaboratori. Attraverso l’installazione di una “scatola nera” sui veicoli, Localizza permette di memorizzare giornalmente percorsi, soste e velocità dei singoli mezzi con relativi riferimenti temporali e di visualizzare contemporaneamente tutti i dispositivi su un’unica mappa, anche in 3D.

Nell’edizione milanese di SMAU sarà presentato anche KIT Scuola Digitale, un nuovo concept d’offerta di TIM che integra con i propri servizi di rete e di sicurezza soluzioni di aziende specializzate del settore garantendone anche il supporto e la gestione. L’offerta, configurabile secondo le esigenze degli istituti scolastici, comprende un’ampia gamma di servizi accessibili attraverso un unico portale-vetrina: infrastruttura abilitante (connettività internet fisso, WiFi e sicurezza), soluzioni didattiche (applicativo di didattica integrato con store di ebook scolastici), servizi gestionali (registro elettronico cloud e software gestionali) e dispositivi per le aule e gli studenti (lavagne interattive e tablet). La soluzione si avvale della piattaforma Scuolabook Network , un ambiente interattivo flessibile che si adatta alle nuove esigenze della didattica digitale.

Nell’area espositiva dedicata a TIM saranno presenti anche soluzioni che permettono alle aziende e alla Pubblica Amministrazione di intraprendere un percorso di trasformazione delle infrastrutture IT con l’adozione graduale delle soluzioni cloud secondo un modello “ibrido”, nel rispetto degli investimenti precedentemente effettuati e delle competenze maturate. Tra le soluzioni proposte, Nuvola It Self Data Center, basata  su tecnologie leader di mercato, consente al cliente di comporre il  proprio data center virtuale fornendo la capacità elaborativa necessaria in modo veloce e flessibile e con elevati livelli di sicurezza e affidabilità. Nuvola It Ospita Virtuale è il servizio di Cloud Server che permette ad aziende e professionisti di virtualizzare i propri server e ospitare nella “nuvola” di TIM le proprie applicazioni aziendali, riducendo i costi di manutenzione. Nell’ambito delle soluzioni per la  Data Protection, Nuvola It Data Space è un innovativo servizio di Cloud Storage a consumo per acquistare lo spazio necessario al fine di archiviare e conservare i propri dati, variando dinamicamente la quantità di spazio e le modalità di gestione e in ottica di costi secondo l’effettivo utilizzo.

Nell’ambito dei programmi di affiliazione commerciale, saranno presenti anche alcuni tra i partner IT IS (il canale di vendita specializzato nell’Information Technology per le piccole e medie Imprese), che illustreranno le loro soluzioni applicative.

Le startup di TIM #Wcap Accelerator a SMAU Milano 2015

Le 48 imprese digital selezionate per il 2015 dall’acceleratore d’impresa di TIM presenteranno le soluzioni da loro sviluppate in un grande spazio espositivo dedicato. Il pubblico di esperti del settore, investitori e influencer avrà così la possibilità di incontrare i giovani imprenditori scelti da TIM #Wcap per l’originalità, per il talento e per la forza innovativa delle loro idee di business. Gli stand in cui le startup presenteranno i propri prodotti e servizi saranno articolati per settori: Internet of things, Entertainment, Enterprise, E-Government e B2B2C, Consumer.

In particolare, nel settore Internet of things, TIM #Wcap raggruppa le startup che stanno sviluppando soluzioni in ambito smart home ed e-health quali, per esempio, il dispositivo intelligente per il monitoraggio della qualità dell’aria in ambiente domestico di Laqy o il sistema IntendiMe, pensato per chi ha problemi di udito, in grado di rilevare i suoni nell’ambiente e avvisare l’utente direttamente sul proprio smartphone.

Per il settore Entertainment, TIM #Wcap propone startup impegnate nello sviluppo di servizi legati alla content creation e content management e al gaming, come Apptripper, una social app per smartphone pensata per guidare i viaggiatori in originali  tour “emozionali”.

Il settore Enterprise vedrà presenti startup che sviluppano soluzioni dedicate alle PMI: Agesic, per esempio, presenta un’app per il rilevamento immediato delle situazioni di emergenza riguardanti le persone che lavorano in situazione di isolamento.

Per il B2B2C,  saranno proposti servizi pensati per le aziende che vogliono migliorare la loro capacità di raggiungere efficacemente il cliente finale:  come nel caso di Xensify, una piattaforma di Digital Customer Engagement che consente di recepire le esigenze dei clienti all’interno del punto vendita permettendo al retailer di creare offerte commerciali personalizzate. Nell’ambito  E-Government, cioè dei servizi rivolti al settore pubblico e alla pubblica amministrazione, saranno presentate altre innovative idee imprenditoriali  come UrbyEtOrbit, la piattaforma di Smart Government che supporta le amministrazioni locali nella lotta all’evasione fiscale e all’abusivismo edilizio.

Le soluzioni Consumer vedranno infine presenti startup come Flatme.it, la piattaforma social che facilita la ricerca del coinquilino ideale, e Artplace, l’app che permette ai visitatori di un museo di ricevere direttamente sullo smartphone le informazioni sulle opere in esposizione.

Inoltre, le startup TIM #Wcap 2015 saranno presenti anche nelle 5 arene tematiche organizzate da Smau come protagoniste di momenti di pitch, ovvero brevi presentazioni in cui esporranno efficacemente il loro progetto, la value proposition e tutte le caratteristiche che rendono innovative le loro soluzioni.

Sarà inoltre presente, in uno spazio espositivo dedicato, la mostra itinerante sul programma per la realizzazione in Campania della rete di nuova generazione in fibra ottica, in grado di fornire connettività con banda ultralarga in 155 nuovi comuni della regione. L’esposizione ha l’obiettivo di illustrare le potenzialità della rete di nuova generazione raccontando, attraverso grandi pannelli fotografici, numeri e protagonisti di questo importante progetto infrastrutturale. L’iniziativa vuole far conoscere a cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione il percorso intrapreso sul territorio a seguito dell’aggiudicazione, da parte di Telecom Italia, del Bando per la Regione Campania relativo alla realizzazione di nuove infrastrutture ottiche passive abilitanti alle reti NGAN (Next Generation Access Network), in grado di erogare servizi innovativi.

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I consigli di Webtrends per capitalizzare sulla wearable technology https://www.datamanager.it/2015/08/i-consigli-di-webtrends-per-capitalizzare-sulla-wearable-technology/ Sun, 16 Aug 2015 09:00:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=81727 Secondo l’ultima ricerca di Strategy Analitycs, nel corso del 2015 Apple immetterà sul mercato mondiale 15 milioni di Apple Watch. Sotto tutti i punti di vista, Apple innescherà un’esplosione della tecnologia indossabile, creando una tendenza presto seguita dagli altri competitor. Si stima una crescita complessiva del 511% del mercato globale degli SmartWatch, che passerà dai […]

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Secondo l’ultima ricerca di Strategy Analitycs, nel corso del 2015 Apple immetterà sul mercato mondiale 15 milioni di Apple Watch. Sotto tutti i punti di vista, Apple innescherà un’esplosione della tecnologia indossabile, creando una tendenza presto seguita dagli altri competitor.

Si stima una crescita complessiva del 511% del mercato globale degli SmartWatch, che passerà dai 4,6 milioni di unità del 2014 a 28.1 milioni nel corso del 2015; il mercato della tecnologia indossabile sembra essere qui per rimanere. In questo scenario, la sfida principale per chi si occupa di marketing è riuscire a capitalizzare su questo mercato. Webtrends propone cinque suggerimenti per sfruttare i vantaggi offerti dalla wearable technology.

I dati sono amici

La tecnologia indossabile può essere una novità, ma ciò che non cambia è che la raccolta dei dati è fondamentale per profilare gli utenti e creare un’esperienza coinvolgente per i consumatori. I dati possono essere racconti da diversi canali, dalle survey al monitoraggio delle interazioni con i contenuti online di ogni singolo individuo. Oggi più che mai, è fondamentale utilizzare le informazioni esistenti sui clienti per offrire contenuti rilevanti al giusto target. Le informazioni raccolte dalla wearable technology possono sfruttare la grande quantità di informazioni già disponibili per offrire un profilo utenti altamente dettagliato.

L’importanza della personalizzazione

La personalizzazione contestuale – cioè il prendere in considerazione il contesto di un numero di fattori nel momento in cui si coinvolgono i consumatori con messaggi e contenuti – è di vitale importanza per qualsiasi campagna di marketing efficace. Sviluppare un unico messaggio ‘buono per tutti’ è sicuramente più facile, ma è molto probabile che ciò infastidisca i clienti fidelizzati e riduca la possibilità di coinvolgerli in futuro. Una ricerca condotta da Webtrends lo scorso anno ha dimostrato che nella sola Inghilterra ci sono più di 14 miliardi di email mai aperte nelle caselle di posta dei cittadini britannici e più della metà di queste provengono dai brand. Tanto più maturo è l’approccio alla raccolta dati, tanto più efficace sarà la capacità di creare messaggi di marketing veramente personalizzati. Per quanto possa essere fastidioso, assicuratevi sempre di chiedere agli utenti di acconsentire al trattamento dei loro dati personali.

La geolocalizzazione è la chiave

La tecnologia indossabile giocherà un ruolo importante per la customer experience, in quanto per sua natura segue l’utente ovunque vada. Ciò fornisce una ricca fonte di dati geografici che può essere integrata con la tradizionale raccolta di informazioni sull’utente per arricchire ulteriormente i profili disponibili. Per esempio, se un consumatore sta usando una app per il fitness con tracking GPS mentre fa jogging, un supermercato potrebbe, attraverso una partnership con l’app, inviargli un alert alla fine dell’allenamento per proporgli uno sconto su un energy drink nel punto vendita più vicino. L’utilizzo dei beacon e della wearable tecnology diventerà una potente combinazione per offrire al consumatore tutto ciò che desidera online e in-store.

Pensare in grande

Oltre a utilizzare i dati a livello micro, i big data possono essere utilizzati per informare il marketing sulle tendenze generali dei consumatori. Ad esempio, le app per la gestione della dieta e il conteggio delle calorie possono essere utilizzate per individuare le tendenze alimentari in relazione ai dati demografici in diversi periodi dell’anno.

Arma a doppio taglio

Attenzione però a non essere troppo zelanti con le comunicazioni marketing. Una recente indagine condotta da Forrester ha messo in guardia contro i rischi del bombardamento di informazioni di scarso rilievo che possono causare il disinteresse da parte dell’utente. Forrester avverte che nonostante gli smartphone siano molto popolari e domineranno il mercato delle tecnologie indossabili, rappresentano nel contempo un’arma a doppio taglio, perché le notifiche considerate irrilevanti rischiano di infastidire profondamente i consumatori. Per evitare la saturazione, è fondamentale implementare una strategia di notifiche push matura e strutturata tenendo conto di tutti questi aspetti.

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Giulio Dimitri – La lenta danza dei creativi https://www.datamanager.it/2014/10/giulio-dimitri-lenta-danza-dei-creativi/ Fri, 10 Oct 2014 09:46:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62719 Big data, web marketing e storytelling. Come si raccontano le storie al ritmo segreto dei dati nell’era della comunicazione real-time Creativi. Quelli veri puoi incontrarli per strada o in Rete. In molte agenzie, anche quelle blasonate sono allevati come carne da macello, confermando una vecchia storia che vorrebbe la categoria dei pubblicitari simile a quella […]

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Big data, web marketing e storytelling. Come si raccontano le storie al ritmo segreto dei dati nell’era della comunicazione real-time

Creativi. Quelli veri puoi incontrarli per strada o in Rete. In molte agenzie, anche quelle blasonate sono allevati come carne da macello, confermando una vecchia storia che vorrebbe la categoria dei pubblicitari simile a quella degli squali. Non è sempre vero. La regola ha più di un’eccezione.

L’advertising, in tutte le sue declinazioni multicanale, è una forma di comunicazione tra le più efficaci del nostro tempo, e in alcuni casi – non tutti – una vera forma d’arte che corre sul filo delle idee.

Ma quale sarà il ruolo dei chief creative officer se le future campagne di marketing saranno sviluppate da potenti big data analytics? Il processo creativo sarà sempre più simile a un processo di ingegneria gestionale? Informazione e messaggi su misura. Niente più ricerche di mercato o indagini a campione. Niente più ipotesi da formulare e teorie da verificare, ma solo risposte certe e sentiment da registrare sulla base di masse enormi di dati. In altre parole, la somma dei singoli dati porterà alla comprensione assoluta di tutti i fenomeni e progettare una campagna sarà come unire i puntini di un’immagine già definita.

Nell’era del marketing integrato, le aziende possono realizzare tutti i desideri dei loro consumatori. Da una parte, il Grande Fratello di Orwell dall’altra la società perfetta di Aldous Houxley. Il primato delle idee sarà ancora delle persone o ci saranno aggregatori di idee per ogni necessità che si potranno acquistare per poco sul web?

Qualcuno, come Giulio Dimitri, ci ricorda non solo che – nell’era degli analytics – l’esperienza di acquisto del cliente è centrale in ogni strategia di marketing, ma soprattutto che ogni storia per essere raccontata ha bisogno di tempo. Una posizione in contrasto con quella dominante, se si considera la naturale tendenza alla produzione di contenuti real-time. Perché ciò che conta davvero non è il numero di click, ma la quantità di tempo che clienti e consumatori, elettori e lettori decideranno di dedicare per restare in contatto con i loro brand preferiti.

Nato a Manduria (Ta), classe 1980, in una famiglia di pittori e architetti, Giulio Dimitri, non è un cervello in fuga, ma un creativo ad alta concentrazione di talento, che mette insieme matita e pixel, sempre alla ricerca di nuovi mezzi espressivi. Della sua terra di origine conserva la capacità di tenere insieme il passato ricco di tante influenze diverse e l’apertura verso il nuovo, pieno di potenzialità. Dopo aver studiato disegno industriale a Milano, quasi subito ritorna alla sua grande passione: il cinema. Lavora con diverse case di produzione pubblicitarie milanesi e nel 2007 è assistente alla regia di Giuseppe Capotondi sul set del film “La doppia ora”. In parallelo, lavora su concept personali, gira videoclip indipendenti e continua a sviluppare progetti per l’ADV, privilegiando l’adozione di motion graphics e illustrazioni. Attualmente, fa parte della casa di produzione e studio creativo Slowdance particolarmente votata allo storytelling, in qualità di regista, direttore della fotografia e creativo.

Data Manager: Essere “creativi” e fare i “creativi”. Che cosa significa?

Giulio Dimitri: Domanda cruciale. Doppio risvolto, positivo e negativo. La notizia buona è che ci sono più creativi di quanti immaginiamo, ognuno ha una sua forma espressiva. La maggior parte – però – è stato educato a reprimerla. La cattiva è che non basta scegliere di essere creativi per farne un mestiere, ma è vero anche il contrario.

Qual è la cassetta degli attrezzi del creativo multimediale?

Non differisce da quella di un creativo anni 50. La curiosità è la condizione necessaria. Le idee si nutrono di altre idee, non nascono dal nulla. La differenza rispetto al passato sta nella facilità con cui possiamo ottenere questi stimoli. E a volte sono loro che ci cercano, come capita nel paradigma tipico dell’ADV 2.0. Non senza effetti collaterali. La moltiplicazione inarrestabile delle informazioni genera un rumore di fondo che annulla la forza dei messaggi. È questo l’horror pleni teorizzato da Gillo Dorfles.

Com’è cambiato il lavoro del creativo?

Nonostante la quantità di informazioni disponibili, la fase di ricerca si è complicata: sono cresciuti i mezzi ma di pari passo è cresciuta la mole di input, rendendo indispensabile la formazione di team molto interconnessi. La saturazione dei canali comunicativi ha moltiplicato l’ansia e l’attesa spasmodica della novità – della novità a tutti i costi – generando di pari passo un’esasperata compressione dei tempi e di conseguenza anche un eccessivo appiattimento delle idee. Solo le idee che sono veramente uniche riescono a emergere dal “rumore di fondo”.

Come sono cambiate le agenzie?

Le agenzie hanno rafforzato i loro organici nei settori di ricerca&digital, dapprima utilizzando studi esterni, costituiti da giovani che si sono formati in modo “non convenzionale”, poi inglobandoli nelle proprie strutture. Non è cambiata tuttavia la natura intima di queste figure. Sono sempre degli “smanettoni”. Prima erano illustratori o anche copyrighters, ora sono quelli che ingegnerizzano le strutture dei social e che scardinano le leggi della fruizione sul web.

Il web come ha scompaginato il mondo della comunicazione pubblicitaria?

Mai come adesso la pubblicità ha avuto un impulso di crescita e diversificazione. È come un albero: se dal tronco del linguaggio si diramavano prima la letteratura e la pittura – e successivamente altre forme espressive come la fotografia e il cinema e poi la radio, la televisione – ora ci ritroviamo con una chioma folta di mezzi e fatta di oggetti minuti, rametti costituiti da banner, forum, blog, eventi live…

Ogni target ha la pubblicità che si merita?

Nonostante i nuovi mezzi di customer intelligence abbiano messo veramente al centro il cliente, al momento il target non ha quasi mai la pubblicità che si merita. Sparare nel mucchio è sempre più facile, almeno in italia.

Quali sono i lavori di cui sei più soddisfatto?

Quelli in cui ho contribuito a creare una consapevolezza e quelli in cui sono riuscito a raccontare un aspetto magari inatteso ma funzionale allo scopo.

In Italia, il talento si coltiva o si ammazza sul nascere?

Entrambe le cose. Ma per coltivarlo ci vuole molto sforzo, per ammazzarlo ci vuole molto poco.

Come hai cominciato?

Da piccolo, leggendo fumetti e libri.

La campagna che avresti voluto ideare?

Una qualsiasi grande campagna seriale di successo, campagne cioè che hanno creato fidelizzazione, empatia generalizzata, condivisa e continuata. Le mie preferite sono quelle a carattere comedy, con un risvolto anche demenziale, penso a Skittles, Old Spice…

Di che cosa hanno più bisogno le aziende ICT per farsi capire e vendere meglio i loro prodotti e servizi?

Le aziende ICT hanno bisogno di capire il carattere e le abitudini del loro target di riferimento più che le esigenze. L’approccio client (user) oriented diventa behaviour oriented: bisogna capire che cosa colpisce e piace di più, perché l’attenzione è in continuo crollo e bisogna puntellarla con stimoli che appartengono alla nostra natura intima, quelli indotti e superficiali falliscono subito o durano poco. E i caratteri stanno cambiando molto in fretta. Bisogna intercettare questi cambiamenti e portarli “sullo schermo” perché poi l’utenza possa a sua volta “condividerli”.

Che cosa pensi del crowdsourcing?

Geniale. È come se i rametti dell’albero si fossero riempiti di foglie e ogni foglia avesse la sua riserva d’acqua personale.

Sei un creativo solitario o credi nella forza creativa della condivisione?

L’intelligenza di gruppo permette di raggiungere un obiettivo pratico molto più velocemente e aiuta ad analizzare criticamente il proprio lavoro in modo più funzionale. Tuttavia, a volte è necessario ritagliarsi un angolino solitario per trovare la soluzione alternativa.

Da dove nasce l’ispirazione per una campagna?

Da quello che vedo passare davanti alla mia finestra, fisica o virtuale che sia.

Qual è il tuo autore di riferimento?

Ce ne sono molti. In generale, preferisco quelli senza regole. Ovviamente solo in apparenza. La creatività ha le sue regole.

Chi è stato il tuo maestro?

Fondamentalmente la mia famiglia. Mi ritengo molto fortunato in questo.

A chi senti di dovere qualcosa?

A mio padre e alla Natura che si ostina a resisterci e a darci una speranza.

Quando ti chiedono che lavoro fai, che cosa rispondi?

Racconto storie.

Cervelli e creativi in fuga. Come si colgono le opportunità in un Paese dal quale tutti dicono di voler scappare?

Cercando spiragli e aperture. Le condizioni di difficoltà creano forse meno opportunità, ma generano prodotti eccezionali. Credo nel nostro Paese, ma bisogna sradicare quel fatalismo tutto italiano. Abbiamo le risorse, abbiamo le capacità. E vorrei che il sud diventasse una vera, grande occasione di sviluppo.

 

 

 

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Ecco come migliorare le strategie marketing per gli utenti mobili https://www.datamanager.it/2014/09/come-migliorare-strategie-marketing-per-gli-utenti-mobili/ Sun, 14 Sep 2014 10:00:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60613 La rapidità nell’evoluzione tecnologica del mobile commerce implica che anche il modo per raggiungere i clienti mobili debba cambiare a un ritmo frenetico Per i retailer, le opportunità di realizzare profitti grazie agli utenti che navigano e acquistano su dispositivi mobili sono enormi, ma per farlo è indispensabile potere ottimizzare le campagne lanciate su questi […]

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La rapidità nell’evoluzione tecnologica del mobile commerce implica che anche il modo per raggiungere i clienti mobili debba cambiare a un ritmo frenetico

Per i retailer, le opportunità di realizzare profitti grazie agli utenti che navigano e acquistano su dispositivi mobili sono enormi, ma per farlo è indispensabile potere ottimizzare le campagne lanciate su questi canali.

Tra tutti i canali digitali, il canale mobile è quello che si muove più velocemente: solo in UK è previsto che i clienti mobili a fine 2014 avranno fatto acquisti per 104 miliardi di sterline. Per non perdere l’occasione, i brand devono comprendere come raggiungere i clienti mobili tramite le app, il web e i social media.

Di seguito, i consigli di Webtrends, leader nelle soluzioni di digital marketing, su come utilizzare la gran quantità di dati offerti dagli utenti mobili al fine di migliorare le strategie di marketing e fornire a questi utenti campagne promozionali veramente personalizzate.

1. Usare i dati dei clienti per definire la strategia di mobile marketing

I clienti mobili offrono ai brand una grande quantità di informazioni quando si tratta di vendere online. L’analisi del comportamento del visitatore fornisce dati che aiutano a misurare l’adozione di dispositivi mobili, il coinvolgimento del cliente e l’efficacia generale sia della campagna sia della struttura del sito.

Le web analytics offrono informazioni sui download, sull’attività in mobilità, sull’uso di video, sulla posizione dell’utente e sul dispositivo usato. Tutti questi dati possono essere utilizzati per personalizzare le campagne e migliorare l’esperienza del cliente.

Questa grande quantità di dati, geolocalizzazione compresa, offre un’opportunità unica per personalizzare le campagne marketing. “Ci troviamo oggi nell’era dei big data, dove le aziende hanno accesso a un’enorme mole di informazioni sui propri clienti. Se vogliono avere successo, le aziende devono utilizzare queste informazioni per offrire ai clienti un’esperienza personalizzata e coinvolgente su tutte le piattaforme”, commenta Tom Waterfall, Director Optimisation Solutions di Webtrends.

2. Personalizzare la customer experience e chiudere il cerchio tra online e offline

Finora, la personalizzazione ha generalmente comportato l’uso di una combinazione di informazioni di profilo già note e dati storici. Quello che mancava era la possibilità di integrare questi fattori con dati in real time come, ad esempio, quelli riguardanti la navigazione, il dispositivo utilizzato, la posizione fisica e quella nel ciclo d’acquisto.

L’integrazione di questi fattori viene definita personalizzazione contestuale. Essa permette ai brand di offrire ai clienti esperienze personalizzate e rilevanti in base ai loro bisogni in quello specifico momento: ciò che vogliono, dove lo vogliono e quando lo vogliono.

La personalizzazione in mobilità permette di proporre ai clienti messaggi personalizzati mentre sono nello store o nei negozi vicini.

La personalizzazione contestuale è inoltre il catalizzatore di interessanti innovazioni che permetteranno di riavvicinare il mondo online e il mondo reale offline. Immaginate di poter sapere cosa un cliente sta cercando prima ancora che entri in negozio – abitudini d’acquisto, ciò che piace e non piace, acquisti precedenti – e di potere usare queste informazioni per indirizzare la sua esperienza all’interno del negozio.

In un’epoca in cui le interazioni tra clienti e venditori influenzano il 50% di tutte le vendite in negozio è indispensabile usare al meglio lo strumento digitale e iniziare a chiudere il cerchio tra online e offline. E al centro di tutti questi nuovi sviluppi c’è il mondo mobile.

3. Usare il mobile come piattaforma di email marketing

Le opportunità offerte dal commercio mobile non si esauriscono nel momento in cui i clienti vanno offline, ma ciò non significa che essi siano disposti a ricevere comunicazioni sul proprio smartphone in ogni momento.

E’ infatti più probabile che i messaggi promozionali vengano visualizzati sul desktop durante il giorno, al lavoro. Nel tardo pomeriggio, invece, si tende ad usare più intensamente lo smartphone, soprattutto durante la settimana. Di sera, gli utenti tendono a spostarsi sui tablet con un approccio a “doppio schermo” all’intrattenimento: guardano la tv e intanto usano il tablet.

Tuttavia, alcuni studi dimostrano che gli utenti nel corso della serata guardano diversi tipi di programmi e ciò offre una grossa opportunità ai brand. Tipicamente, si tende a seguire programmi più leggeri in prima serata per passare più tardi a programmi più impegnativi.

Se chi programma le campagne è in grado di sapere quando la sua audience si trova in “modalità non impegnata”, e pertanto più soggetta a dedicare la propria attenzione al “secondo schermo”, allora potrà optare per un approccio più intenso, ottimizzando le promozioni per i dispositivi mobili. Non è un caso, che la prima serata sia uno dei momenti preferiti per gli acquisti online.

La prima mattina non è generalmente un momento favorevole per cercare di vendere prodotti online. Le persone appena sveglie tendono a usare il dispositivo mobile per controllare le email, dare un’occhiata a Facebook o leggere le news prima della doccia. E’ probabile che una campagna abbia maggiore successo se lanciata poco più tardi, mentre gli utenti si recano al lavoro, cercando distrazione dalla noia del tragitto casa-ufficio.

“In un mondo così tecnologico-centrico, in cui l’accesso a Internet è disponibile quasi ovunque, raggiungere il cliente multicanale non è più un problema. La nuova e forse maggiore sfida, sta nel fornire al cliente la migliore esperienza possibile. E per chi avrà adeguate strategie mobili la ricompensa sarà sostanziale”, conclude Waterfall.

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Questione di metodo https://www.datamanager.it/rivista/questione-di-metodo-57090.html Thu, 12 Jun 2014 09:48:00 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/questione-di-metodo/ Nel mercato delle calzature online che macina miliardi di euro di fatturato ci sono un francese e un tedesco… In questa storia, l’italiano purtroppo manca. Solo cinque  anni fa, in pochi avrebbero scommesso su una azienda che pensava di vendere scarpe via Internet, in pochi avrebbero pensato che i consumatori potessero comprare scarpe online, senza […]

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Nel mercato delle calzature online che macina miliardi di euro di fatturato ci sono un francese e un tedesco… In questa storia, l’italiano purtroppo manca. Solo cinque  anni fa, in pochi avrebbero scommesso su una azienda che pensava di vendere scarpe via Internet, in pochi avrebbero pensato che i consumatori potessero comprare scarpe online, senza poterle provare. Ora sono realtà che ci hanno creduto e che fatturano centinaia di milioni di euro senza avere un solo negozio. Il made in Italy ha una brand awareness molto forte nel mondo, ma continua a perdere occasioni, per mancanza di visione e di innovazione. In tutti i settori, anche brick and mortar, la digital transformation è una grande opportunità; certo, non è sempre indolore e richiede uno sforzo culturale e di innovazione ma è alla base del futuro delle nostre aziende. Questo cambiamento richiede sempre più uno sforzo di comprensione e collaborazione tra le funzioni IT e il business. Queste due aree sono oramai strettamente legate tra di loro.

Lasciare la scelta degli strumenti al solo appannaggio della divisione IT di un’azienda può portare a implementazioni che poi non vengono usate dal business; nello stesso tempo, il business da solo può portare a scelte che poi mostrano problemi di sicurezza, scalabilità, implementazione. Le scelte diventano ancora più difficili quando si tratta di argomenti “di frontiera”, dove c’è ancora poca capacità di committenza e altrettanta poca capacità di offerta.

Questo è sicuramente il caso dei “big data”. È tanto che se ne parla ma l’esperienza diretta con molti clienti e molti vendor mi ha convinto che si tratta ancora molto più di chiacchiere che di sistemi che realmente funzionano, mettendo d’accordo le diverse funzioni in azienda.

Il tema della Big Data Analysis è ancora relativamente nuovo: mentre per le altre tecnologie più classiche c’è una competenza già diffusa, e dunque esperienze che possono essere confrontate e valutate dai decision maker, sui big data c’è ancora molto rumore ma ancora poca chiarezza. Si comincia a capirne l’importanza, ma in pochi hanno le competenze per analizzarli a fondo e sfruttarli per elaborare strategie di marketing efficaci. Tutto questo si traduce nell’operare una scelta tra il “make or buy” di software per l’analisi dei big data. L’esperienza di ContactLab è duplice da questo punto di vista. L’abbiamo fatta (e la stiamo facendo) sia come clienti di tecnologie per l’analisi sia internamente, integrando i software di analisi nella nostra piattaforma per includerli nella nostra offerta. ContactLab è nata sviluppando in casa tutto il suo stack tecnologico. Serviamo oltre mille clienti con l’invio di oltre 80 milioni di email oltre a sms e push notification al giorno. I dati che i nostri clienti ricavano dalla piattaforma e dai risultati delle spedizioni servono a fare profilazione behavioral based dei consumatori finali e, in forza di ciò, ci consentono di guidare il cliente nell’elaborazione di un piano editoriale pertinente e diversificato a seconda di specifici comportamenti. Il passaggio da una vista “channel-centric” a una “customer-centric” ha comportato la necessità di lavorare in tempo reale su moli e tipologie di dati che necessitavano un approccio NOSQL e strumenti di analisi molto efficenti. È stato necessario quindi un aggiornamento dell’infrastruttura di base e di tutto il back end applicativo per garantire un livello adeguato di scalabilità, espandibilità e sicurezza. Questo ha portato, come si diceva all’inizio, a un bivio nella scelta del metodo, se sviluppare internamente una soluzione avanzata di business analytics o affidarsi a un software provider. Data la centralità di questa tecnologia per noi, abbiamo deciso di non affidarci a un solo vendor ma a differenti stack tecnologici, implementando tecnologie open e proprietarie in una logica di acquisizione di know-how. In veste di clienti non è facile essere dei buoni committenti perché le idee di che cosa realmente si vuole non sono sempre chiarissime. I merchant sono spesso un po’ troppo sales, soluzioni che luccicano ce ne sono molte ma non è detto che il percorso di implementazione sia realmente snello, anzi talvolta è proprio il contrario.

Le software e partner selection diventano un punto decisamente critico, più che in altri contesti IT ove c’è maggiore storia e reputazione. Può diventare quindi importante e utile che i software vendor creino una prototipazione snella che permetta al cliente – senza grandi investimenti – di chiarirsi bene le idee di che cosa realmente si vuole o si necessita prima di cimentarsi nell’implementazione del sistema di produzione. 

Massimo Fubini, Founder & CEO di ContactLab

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