digitale terrestre – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 20 Jan 2020 15:39:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png digitale terrestre – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Nuovo digitale terrestre: in cosa consiste e come fare i test https://www.datamanager.it/2020/01/nuovo-digitale-terrestre-in-cosa-consiste-e-come-fare-i-test/ Mon, 20 Jan 2020 15:17:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=195285 Il nuovo digitale terrestre è già stato messo a punto e la tecnologia che verrà utilizzata sarà migliore rispetto a quella attuale. Tuttavia sicuramente gli utenti si stanno chiedendo se il nuovo digitale terrestre cambierà radicalmente il loro modo di vedere la tv e se sia necessario cambiare il proprio apparecchio televisivo. Proprio allo scopo […]

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Il nuovo digitale terrestre è già stato messo a punto e la tecnologia che verrà utilizzata sarà migliore rispetto a quella attuale.

Tuttavia sicuramente gli utenti si stanno chiedendo se il nuovo digitale terrestre cambierà radicalmente il loro modo di vedere la tv e se sia necessario cambiare il proprio apparecchio televisivo.

Proprio allo scopo di comprendere sia in che cosa consista la tecnologia di trasmissione Dvb-T2, sia quali possano essere gli apparecchi compatibili, sono stati approntati alcuni test, con relativi canali televisivi.

Ecco, quindi, tutto ciò che è necessario sapere in merito al nuovo digitale terrestre e anche alle verifiche da realizzare.

Il nuovo digitale terrestre e la tecnologia DVB-T2

Il primo punto da chiarire è costituito dalla tecnologia che il nuovo digitale terrestre impiegherà e che è già una realtà attuale.

Questa si chiama DVB-T2, un acronimo che sta per Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestral.

Quindi la tecnologia si riferisce sempre alla trasmissione video ma a quella che potrebbe essere definita una vera e propria seconda generazione.

Obiettivi della nuova forma di trasmissione saranno:

  • Maggiore e migliore ricezione da parte dei diversi ricevitori (sia quelli stazionari sia quelli portatili)
  • Minimizzazione dell’overhead di prefisso ciclico sulle reti a frequenza singola
  • Aumento della distanza tra i ripetitori di reti a frequenza singola

Essenzialmente, quindi, questa tecnologia consentirà di migliorare la fruizione del digitale terrestre da parte degli utenti riducendo anche i problemi che in precedenza si potevano verificare alla fonte.

Nuovo digitale terrestre, le date e le scadenze

Se il nuovo protocollo per il digitale terrestre è sicuramente già realtà, è anche vero che non è esattamente possibile introdurre da un giorno all’altro una nuova tecnologia.

Per questo sono state previste delle scadenze differenti che saranno rispettate in modo da consentire a chi abbia una tv non solo di realizzare i test, ma anche di pensare se adeguare il proprio apparecchio televisivo per poter vedere i propri canali preferiti.

Come prima cosa, l’origine del passaggio al Dvb-T2 era presente già nella Legge Finanziaria del 2018 nella quale si leggevano le disposizioni relative all’Uso Efficiente dello Spettro e della tradizione alla tecnologia 5 G.

Sulla base di queste disposizioni si è iniziato a parlare di switch off, cioè di passaggio di tecnologia, entro il 1° luglio del 2022.

Tuttavia, questo switch off è stato anticipato al periodo che andrà dal 21 al 30 giugno del 2022.

Come si può notare, quindi, il passaggio definitivo non è imminente, ma è bene informarsi fin da subito.

Le date sono così lontane perché richiedono grandi adeguamenti non tanto da parte delle famiglie, quanto dei network televisivi. Questi, infatti, dovranno iniziare al più presto a riorganizzare le proprie frequenze, facendole passare alla banda dei 700 MHz. In questo modo i diversi canali potranno essere visualizzati non solo tramite il digitale terrestre, ma anche utilizzando il “famoso” 5G.

Ma che cosa succederà dopo il 30 giugno del 2022? A seguito di tale scadenza, i dispositivi che attualmente consentono di vedere i canali tv non funzioneranno più e dovranno essere sostituiti.

La sostituzione dovrà avvenire con apparecchi che siano compatibili con il DVB T2 HEVC.

L’HEVC è un ulteriore acronimo, che significa “High Efficiency Vido Coding” ed è uno standard di compressione video. Questo, diversamente rispetto agli altri, è stato approvato il 25 gennaio del 2013.

La fase attuale, che durerà almeno due anni, prevedrà una specie di transizione. Durante questo periodo, infatti, gli utenti avranno la possibilità di cambiare i propri apparecchi, e i canali televisivi potranno adeguarsi alla nuova tecnologia di trasmissione.

Nuovo digitale terrestre: come effettuare il test

Prima di pensare al cambio del proprio apparecchio televisivo, e del decoder, sarà opportuno effettuare un piccolo test.

Grazie a questo sarà subito possibile capire se la tv in proprio possesso potrà funzionare ancora per diversi anni senza problemi.

Esistono due canali che si potranno consultare per effettuare il test: il primo è di Mediaset, e il secondo è stato approntato dalla Rai.

Per il primo basterà digitare il numero 200 sul proprio telecomando: nel caso in cui dovesse comparire la scritta “Test HEVC Main10” questo indicherà che il proprio televisore sarà assolutamente compatibile con la nuova tecnologia.

Successivamente, è stato attivato anche il canale 100, che consente di effettuare il medesimo test per quanto riguarda la Rai.

Nel caso in cui non dovessero comparire messaggi rassicuranti, sarà possibile ancora fare una prova: risintonizzare i propri canali, ad esempio, oppure controllare che al 100 e al 200 non siano memorizzati altri tipi di canali.

I bonus per l’acquisto della nuova tv

Siccome il passaggio al nuovo digitale terrestre è obbligatorio, sono stati approvati degli incentivi che aiuteranno le famiglie con i redditi più bassi a dotarsi di un nuovo apparecchio.

In particolare, sarà possibile ottenere un bonus per l’acquisto di una nuova tv nel caso in cui questa venga comprata entro il 2021.

Inoltre, per ricevere l’incentivo bisognerà dimostrare di rientrare nelle fasce di reddito, in particolare in quella Isee I (10.632,94 euro) oppure in quella Isee II (21.265,87 euro).

Questo incentivo, che è riservato a chi risieda stabilmente sul territorio italiano, è molto importante, soprattutto perché si stima che gli apparecchi che dovranno essere sostituiti saranno circa 16 milioni.

Esiste anche un “test empirico” molto semplice per capire se il proprio apparecchio televisivo sia compatibile con il nuovo digitale terrestre.

Infatti, saranno compatibili tutti i televisori che siano stati acquistati a partire dal 2017, in quanto già in questi casi era previsto l’adeguamento al DVB-T2.

Per gli apparecchi precedenti, invece, si può escludere di fatto la compatibilità.

Infine, proprio allo scopo di tutelare i cittadini, che spesso hanno nella televisione anche un mezzo di informazione molto importante ed insostituibile, è stato previsto l’obbligo per i negozianti di vendere solo televisori che abbiano già il decoder integrato.

Questo non solo renderà più semplici le operazioni di cambio, ma assicurerà ai cittadini la possibilità di spendere di meno, visto l’acquisto di un solo dispositivo.

 

 

 

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La nuova era del digitale terrestre arriva nel 2022 https://www.datamanager.it/2017/11/la-nuova-del-digitale-terrestre-arriva-nel-2022/ Thu, 02 Nov 2017 17:59:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134320 La prossima adozione del nuovo standard DVB-T2 per il digitale terrestre ha suscitato il panico ma per cambiare televisore c’è ancora molto tempo Il passaggio dall’analogico al digitale terrestre è stato più traumatico del previsto per molti italiani e la prossima rivoluzione nell’ambito della televisione contenuta nella Legge di Bilancio 2018 in corso di approvazione […]

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La prossima adozione del nuovo standard DVB-T2 per il digitale terrestre ha suscitato il panico ma per cambiare televisore c’è ancora molto tempo

Il passaggio dall’analogico al digitale terrestre è stato più traumatico del previsto per molti italiani e la prossima rivoluzione nell’ambito della televisione contenuta nella Legge di Bilancio 2018 in corso di approvazione ha già scatenato il panico. Entro il 2022 tutti gli apparecchi dovranno essere aggiornati al nuovo standard di trasmissione DVB-T2 e supportare il codec H265/HEVC. La maggior parte delle TV acquistate prima del 1° luglio 2016 utilizzano ancora lo standard DVB-T e questo significa che secondo le stime circa il 90% di esse dovrà essere cambiato. La notizia ha ovviamente suscitato critiche piuttosto accese ma in realtà non bisogna farsi prendere dall’allarmismo.

Il passaggio allo standard DVB-T2 è stato deciso dalla Commissione europea per liberare le frequenze mobili della banda 700 (694-790 MHz) e consentire la diffusione della rete 5G, di cui Vodafone è pioniera in Italia. Innanzitutto bisogna considerare che il passaggio al nuovo digitale terrestre, che offrirà una rinnovata gamma di servizi e contenuti in altissima qualità, avverrà gradualmente. L’adozione del nuovo standard riguarderà prima alcune Regioni ed emittenti per poi estendersi a tutta Italia secondo un piano quinquennale stabilito dall’Agcom entro il prossimo 31 maggio. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha sottolineato in una nota che “la tecnologia T2-HEVC sarà introdotta solo nel 2022 quando nello switch off saranno coinvolte tutte le emittenti nazionali. Per quella data si prevede che il naturale ricambio dei televisori con le nuove tecnologie avviato con 5 anni e mezzo di anticipo sarà sufficiente a garantire la transizione senza particolari problemi per le famiglie”. Dal 1° gennaio 2017 è infatti obbligatorio per i commercianti vendere solamente televisori con questa tecnologia per favorire l’aggiornamento degli apparecchi. Coloro che non hanno intenzione di acquistare una nuova TV entro i prossimi 5 anni potranno comunque continuare a guardare i loro canali preferiti grazie a un decoder abbinato esattamente come è avvenuto nel passaggio dall’analogico al digitale terrestre.

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Roma, al via il progetto per ripulire i tetti da antenne e parabole https://www.datamanager.it/2014/12/roma-via-tettipuliti-per-ripulire-capitale-antenne-parabole/ Tue, 02 Dec 2014 15:11:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66092 Lo skyline di Roma, abbruttito da un milione di antenne di cui la metà inutilizzate, necessita finalmente di una ripulita: parte il progetto “Tetti puliti”, con l’obiettivo di rimuovere oltre 700mila antenne e parabole Il paesaggio urbano della splendida capitale è andato progressivamente sporcandosi a causa della giungla di antenne fiorite in modo disordinato sui […]

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Lo skyline di Roma, abbruttito da un milione di antenne di cui la metà inutilizzate, necessita finalmente di una ripulita: parte il progetto “Tetti puliti”, con l’obiettivo di rimuovere oltre 700mila antenne e parabole

Il paesaggio urbano della splendida capitale è andato progressivamente sporcandosi a causa della giungla di antenne fiorite in modo disordinato sui tetti, disturbando la visuale sul Cupolone, l’Altare della Patria, ma anche sui maestosi palazzi in stile liberty e le caratteristiche terrazze romane. Per questo è nato il progetto promosso da Cna Roma, Anaci Roma (associazione degli amministratori di condominio) e Fait, sotto la regia del presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, on. Athos De Luca.

Un’antenna su due è inutilizzata

Sarà l’Assemblea Capitolina ad assicurarsi che vengano rispettate le misure necessarie alla concreta applicazione di tutti i punti del progetto, che punta anche a favorire lo smaltimento corretto degli impianti dismessi e a installare un’unica antenna centralizzata. Il numero di utenti di servizi di telecomunicazione attraverso il canale terrestre sono 700mila nella Capitale. Si arriva facilmente a superare il milione di antenne se si pensa che molti ne hanno più di una e che quelle inutilizzate non sono mai state rottamate.

Finora sono mancate le norme

Al conto delle brutture si aggiungano anche circa 400mila parabole di utenti abbonati, più quelle non rimosse da utenti che hanno disdetto il contratto senza smaltire la parabola.

Il problema finora è stato l’assenza di norme che disciplinano le antenne televisive terrestri e satellitari riceventi, con danni al profilo paesaggistico, architettonico e ambientale della città. Sarà Roma dunque la città pilota per avviare l’operazione Tetti Puliti, con il supporto tecnico di FAIT, azienda leader nel settore delle telecomunicazioni sul mercato romano e degli amministratori di condominio, che avranno l’importante compito di sensibilizzare i cittadini all’importanza di questa operazione. Contestualmente è stato lanciato l’hashtag #tettipuliti con cui i cittadini potranno documentare il degrado dello skyline romano postando le proprie fotografie.

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La TV interattiva ci spia. Ecco come https://www.datamanager.it/news/la-tv-interattiva-ci-spia-ecco-come-48929.html Thu, 18 Jul 2013 10:15:11 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/07/la-tv-interattiva-ci-spia-ecco-come/ Il Garante per la Privacy ha accettato la richiesta di una società di telecomunicazioni per monitorare quello che fanno le persone con la TV interattiva. Con l'incrocio dei dati sapranno tutto di noi

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Il Garante per la Privacy ha accettato la richiesta di una società di telecomunicazioni per monitorare quello che fanno le persone con la TV interattiva. Con l’incrocio dei dati sapranno tutto di noi

Non poteva esserci momento migliore per una notizia del genere. In piena PRISM-fobia, con le principali aziende del panorama hi-tech coinvolte nel più grande cyber-spionaggio della storia, una società di telecomunicazione (non si sa ancora quale) ha chiesto all’Autorità Garante per la Privacy di spiarci. Si avete capito bene, vogliono spiarci quando siamo su internet e davanti alla televisione. Le finalità non sono di sicurezza pubblica, come potrebbero essere quelle della NSA, ma a scopo commerciale per cui vale l’equazione dimmi che siti visiti = ti vendo questo prodotto.

La richiesta rifiutata…

In verità il Garante ha, per fortuna, rimandato al mittente la prima richiesta, ovvero quella che avrebbe permesso a tale società TLC di analizzare il traffico web degli italiani. “La societa’ fornitrice del servizio di connessione chiedeva di poter analizzare il comportamento on line dei navigatori – si legge su AGI – senza aver acquisito il loro consenso, al fine di proporre pubblicita’ mirate. La compagnia sosteneva di poter procedere a tale trattamento in quanto i dati personali dei singoli utenti, prima di essere utilizzati venivano resi anonimi, e solo in seguito analizzati”. Il problema è che, secondo il Garante, i dati non criptati possono essere facilmente ricondotti in chiaro e quindi svelare l’identità delle persone tracciate. 

…e quella accettata

Il parere positivo è invece arrivato rispetto alla possibilità di analizzare le attività dei clienti dei servizi della TV interattiva. Una volta ottenuto il consenso degli iscritti la società propone di utilizzare il cosiddetto canale di ritorno, ovvero la connessione che permette di interagire con la piattaforma televisiva, per capire quali servizi vengono utilizzati maggiormente. Nonostante il primo via libera del Garante, ci sono molti (troppi) dubbi su un’autorizzazione del genere. In primis nessuno dice che la società non si appropi di tutti i dati inviati dagli utenti sulla piattaforma (anche messaggi di chat, navigazione browser e controllo email) ed inoltre sembra che la società TLC utilizzerebbe, per la rilevazione delle abitudini dei telespettatori, la stessa piattaforma attualmente adottata dai clienti di alcuni servizi di telefonia. L’incrocio dei due database potrebbe portare all’appropriazione di informazioni personali precise e specifiche, senza che nessuno possa battere ciglio.

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Apps che non t’a(pp)spetti https://www.datamanager.it/news/apps-che-non-t-appspetti-45586.html Mon, 01 Apr 2013 09:00:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/apps-che-non-tappspetti/ Il cosiddetto switch-off televisivo, ovvero il passaggio delle trasmissioni TV dalle tecnologie analogiche - che ci hanno accompagnato nel nostro vivere quotidiano per più di un mezzo secolo - a quello digitale è stato completato nel nostro Paese lo scorso 4 luglio 2012. Nel Regno Unito poco tempo dopo, ovvero 24 Ottobre 2012 ed è da qui che ci arriva, proprio in questa giornata, l’interessante notizia che mi accingo a raccontarvi, esattamente dal Galles

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Il cosiddetto switch-off televisivo, ovvero il passaggio delle trasmissioni TV dalle tecnologie analogiche – che ci hanno accompagnato nel nostro vivere quotidiano per più di un mezzo secolo – a quello digitale è stato completato nel nostro Paese lo scorso 4 luglio 2012. Nel Regno Unito poco tempo dopo, ovvero 24 Ottobre 2012 ed è da qui che ci arriva, proprio in questa giornata, l’interessante notizia che mi accingo a raccontarvi, esattamente dal Galles

Il Digitale Terrestre, ricordiamo, ha una serie di vantaggi innegabili rispetto al passato, ad esempio: migliori qualità video e audio, possibilità di trasmissione ad alta definizione, possibilità di inviare trasmissioni multilingue, maggior numero di canali disponibili, interattività attraverso il telecomando. Proprio su quest’ultimo aspetto si stanno concentrando ultimamente le attenzioni, in modo da renderne più gradevole e coinvolgente l’utilizzo e in modo da contrastare, in un certo senso, “l’invasione di internet” che con i suoi contenuti multimediali e la sua naturale interattività sta da tempo facendo perdere quote di mercato al tradizionale mezzo televisivo. Per questo motivo, insieme ai servizi interattivi esistenti – tipo la guida dei programmi – se ne stanno affiancando di nuovi, quali il recente “telecomando integrato” che permette di scegliere con grande facilità il canale televisivo su cui ci si vuole sintonizzare, digitando semplicemente il “pulsante rosso” disponibile in tutti i telecomandi, purché il ricevitore sia qualificato a un certo livello di standard (bollino blu per quelli standard o gold per quelli ad alta definizione).

La notizia gustosa che ci arriva oggi dal professor Pysgod O’Ebrill dell’università di Cardiff – Galles come giustappunto scrivo all’inizio – è che nel prossimo futuro potremo fare molto di più, perché, sfruttando le componenti di frequenza prossime tra il digitale terrestre e le comunicazioni mobili digitali, è possibile creare delle apps multipiattaforma (ovvero che possono girare indifferentemente in qualsiasi tipo di smartphone) che fanno diventare lo smartphone il telecomando del tv, ma con ulteriori funzioni di collegamento, tanto che lo smartphone e la tv possono a questo punto comunicare come se fossero due pc in rete.

Ma le rose hanno anche delle spine e il professor Pysgod O’Ebrill, pur nella felicità del successo, è consapevole dei potenziali rischi e ci narra che durante uno dei test lo smartphone ha cominciato a inviare, senza che ce ne fosse volontà, dati particolari alla TV e questo lo ha messo in un certo imbarazzo. Infatti in tutti gli schermi della contea (per fortuna si era sintonizzato su una rete locale, altrimenti il segnale sarebbe stato diffuso in tutto il Regno) sono apparsi l’elenco dei numeri della rubrica e anche i contenuti di alcuni sms piccanti inviati alla sua amante, che combinazione era grande amica (o meglio ex-amica) della sua dolce metà e insieme stavano gustandosi il classico tè delle cinque. Probabilmente per questo motivo il filmato della sua intervista – che potete trovare su youtube sezione acquario – lo ritrae con una vistosa ecchimosi sull’occhio destro, ma, come ben si sa, le vie del successo sono lastricate di difficoltà e non sarà questo piccolo incidente a fermare la scienza… Meditiamo, Gente, meditiamo 🙂

Tratto dall’editoriale della newsletter di DMO. Per iscriverti alla Newsletter registrati al portale cliccando qui

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RAI: digitale senza interferenze solo se hai pagato il canone https://www.datamanager.it/news/rai-digitale-senza-interferenze-solo-se-hai-pagato-il-canone-43754.html Thu, 24 Jan 2013 19:45:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/rai-digitale-senza-interferenze-solo-se-hai-pagato-il-canone/ Il 4G LTE utilizza le stesse frequenze del digitale e ciò può provocare interferenze. Lo sportello ministeriale per richiedere l’intervento di un tecnico per risolvere il problema è garantito però solo a chi è in regola con il pagamento del canone

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Il 4G LTE utilizza le stesse frequenze del digitale e ciò può provocare interferenze. Lo sportello ministeriale per richiedere l’intervento di un tecnico per risolvere il problema è garantito però solo a chi è in regola con il pagamento del canone

Da tempo si parla del problema delle interferenze fra le reti mobili 4G LTE e il digitale terrestre. Entrambi i servizi presto viaggeranno sulle stesse frequenze da 800 Mhz e questo provocherà in alcuni casi l’interruzione o addirittura lo spegnimento del segnale televisivo. Il Ministero per lo Sviluppo economico ha quindi predisposto uno sportello online per richiedere l’intervento di un tecnico che installi sull’antenna un filtro per risolvere il problema. La Fondazione Ugo Bordoni, che gestisce l’help desk, ha però fatto sapere che il servizio non è disponibile per tutti.

Solo chi paga il canone può accedere allo sportello

La Fondazione ha fatto sapere che potranno richiedere l’intervento del tecnico solo coloro che sono in regola con il pagamento del canone. Secondo l’Adiconsum questa presa di posizione è “un grave errore ed un’iniquità”. “Il canone RAI, infatti, ha natura tributaria e non ha nulla a che vedere con la fornitura del servizio pubblico essenziale come è la televisione” – spiega il segretario generale Pietro Giordano – “Non è possibile mischiare il diritto dei consumatori di accedere ad un servizio pubblico essenziale con il dovere di pagare la tassa di possesso della TV”.

Il segretario dell’Adiconsum ha continuato spiegando che in questo modo “si escluderebbero dall’assistenza gratuita non solo tutti coloro i quali, ad esempio, abbiano in corso una controversia o una contestazione con la Rai per il pagamento del canone, ma anche coloro i quali abbiano solo di recente cambiato la propria residenza, o abbiano solo di recente acquistato un immobile come prima casa, e ancora non abbiano avuto comunicazione alcuna per il pagamento del canone Rai”.

Gli operatori sono pronti, il digitale no

Intanto i maggiori operatori telefonici continuano a estendere la propria Rete 4G per il Paese. TIM ha cablato le maggiori località sciistiche, 3Italia  ha iniziato dai piccoli centri, Vodafone ha raggiunto 20 comuni e Huawei si prepara a dotare i suoi clienti di ultrabroadband da febbraio. A oggi le frequenze da 800Mhz non sono state ancora utilizzate per il 4G ma presto lo saranno, e per il digitale saranno guai.

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Nel 2013 il 4G potrebbe spegnere il Digitale Terrestre https://www.datamanager.it/news/nel-2013-il-4g-potrebbe-spegnere-il-digitale-terrestre-42364.html Mon, 26 Nov 2012 14:57:18 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/11/nel-2013-il-4g-potrebbe-spegnere-il-digitale-terrestre/ La rapida evoluzione della rete 4G potrebbe creare interferenze con il Digitale Terrestre fino a provocare un blackout

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La rapida evoluzione della rete 4G potrebbe creare interferenze con il Digitale Terrestre fino a provocare un blackout

Nel 2013 la televisione digitale potrebbe “spegnersi” per colpa degli smartphone. A lanciare l’allarme a Radio24 è stato Mario Frullone della Fondazione Ugo Bordoni. Con l’introduzione della rete 4G, utilizzata per migliorare la connessione a Internet da device mobili, si avranno interferenze su circa 700.000 antenne.

O navighi o guardi la TV

Questa potrebbe essere la scelta posta agli italiani nel 2013. La modernizzazione della rete cellulare verso l’LTE, in grado di portare Internet in banda larga fino a 100 Mb al secondo, potrebbe interferire con le trasmissioni del Digitale Terrestre.  La frequenza su cui agiranno le reti  4G è infatti quella degli 800 Mhz, molto vicina a quella di alcuni canali televisivi.

In molti Paesi sparsi per il globo il 4G è già una realtà e dal prossimo gennaio lo sarà anche in Italia.

Tim, che ha già presentato i nuovi prodotti che supportano LTE, ha già avviato il servizio a Roma, Milano, Torino e Napoli. Anche Vodafone ha scelto la capitale e il capoluogo lombardo per lanciare il 4G in Italia e ha cablato in toto Ivrea mentre 3 Italia ha presentato il suo servizio per eliminare il digital divide ad Acuto, un paesino in provincia di Frosinone. Wind non ha ancora avviato impianti mentre Huawei si sta preparando a farlo. Dove il 4G è già attivo da novembre non ci sono stati particolari problemi poiché per ora viaggia su frequenze diverse (1800 Mhz).

Chi risolverà il problema?

Per ora non è chiaro chi dovrà sobbarcarsi l’onere di risolvere il problema. Ad oggi le compagnie telefoniche non sono disposte a pagare per cambiare gli impianti e così è stato indetto un tavolo di trattativa con il Ministero dello Sviluppo Economico per raggiungere un accordo. Sarà comunque messo a disposizione un numero verde per segnalare i propri problemi con la TV Digitale e richiedere l’intervento di un tecnico.

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Telecom Italia: al via Cubovision, la nuova multipiattaforma tv per i contenuti digitali https://www.datamanager.it/news/telecom-italia/telecom-italia-al-cubovision-la-nuova-multipiattaforma-tv-i-contenuti-digitali Thu, 16 Dec 2010 11:02:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2010/12/telecom-italia-al-via-cubovision-la-nuova-multipiattaforma-tv-per-i-contenuti-digitali/ Telecom Italia presenta Cubovision, il nuovo servizio in banda larga che apre le porte a un’interazione televisiva innovativa e coinvolgente unendo in maniera semplice ed evoluta il broadcast e il broadband.

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Telecom Italia presenta Cubovision, il nuovo servizio in banda larga che apre le porte a un’interazione televisiva innovativa e coinvolgente unendo in maniera semplice ed evoluta il broadcast e il broadband.

Cubovision fa evolvere l’intrattenimento domestico verso una nuova esperienza di fruizione accessibile attraverso TV, PC, smartphone e tablet e offre ai clienti ADSL di Telecom Italia un ricco bouquet di contenuti, anche in HD e 3D.

Il nuovo Cubovision utilizza microprocessori Intel e trasforma il televisore di casa in un vero centro multimediale online attraverso il quale gli spettatori possono accedere in maniera personale e interattiva a contenuti televisivi “su misura” e senza vincoli di palinsesto.

Cubovision permette di vedere migliaia di contenuti on demand con più di 1500 ore mensili di programmazione e oltre 200 titoli al mese all’interno di un catalogo sempre aggiornato di serie TV, cartoni animati, documentari, concerti e soprattutto film, grazie ad accordi con le più importanti case di produzione italiane e internazionali.

Il nuovo prodotto di Telecom Italia porta direttamente sullo schermo TV i contenuti di Internet e le migliori web TV, tra le quali LA7.tv.

Cubovision è anche un decoder Digitale Terrestre che consente di vedere non solo la programmazione della tv digitale terrestre free, ma anche tutti i pacchetti Premium.

Si può entrare nel mondo di Cubovision anche utilizzando i televisori connessi Smart TV Samsung, sintonizzandosi al canale 999 del digitale terrestre con i nuovi decoder “DGTVi Gold” oppure, con la massima semplicità, connettendosi tramite PC all’indirizzo www.cubovision.it.

Telecom Italia renderà disponibile a brevissimo anche la possibilità di scaricare l’Applicazione Cubovision dagli Application Store di Apple e Samsung per collegarsi alla piattaforma multimediale via tablet e smartphone.

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1…2…3D! https://www.datamanager.it/news/netman/1-2-3d Fri, 03 Dec 2010 11:17:27 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2010/12/123d/ Torino: città dei dualismi. Lì, dove convive un sobrio pragmatismo con l’affezione all’esoterismo, che la rendono unica e magica. Lì, dove vanno a braccetto un attaccamento conservatore alle tradizioni insieme alla spinta, a volte quasi febbrile, verso l’innovazione.

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Torino: città dei dualismi. Lì, dove convive un sobrio pragmatismo con l’affezione all’esoterismo, che la rendono unica e magica. Lì, dove vanno a braccetto un attaccamento conservatore alle tradizioni insieme alla spinta, a volte quasi febbrile, verso l’innovazione.

In tutti i campi, tanto che allora non può dirsi casuale il fatto che questa città degli opposti sia stata culla in Italia di tante nuove rivoluzioni industriali o artistiche, basti pensare alla moda, al cinema, all’automobile, al telefono, alla radio, alla televisione.

Forse non è allora neanche un tiro sfortunato di dadi che poi quasi tutto ciò ebbe però maggior fortuna altrove, giustificando quella litania – un po’ monotona e fatta comunque a fil di voce e con discrezione – dei torinesi, doc (pochi) e d’adozione (tanti), che ne lamenta allora lo scippo, la rapina. Una volta dai vicini, a volte ingombranti, ma sempre brillanti in iniziativa, dei milanesi, altre da una Roma dal potere antico e suadente.

Più che destino, o fato che dir si voglia, tutto ciò rappresenta invece lo spirito proprio di questa città, la sua vera e propria anima che non può mai stare ferma e che è costretta a oscillare in un equilibrio difficilissimo, oltre che perpetuo, tra due stati, tra il suo yin e il suo yang.

Il dondolio ora pare ritornato sul campo dell’innovazione, perché proprio qui, a Torino, il 30 novembre è stata presentata in anteprima alla stampa, presso la Regione Piemonte, la nuova televisione digitale terrestre 3D, un’iniziativa nata e voluta dalla collaborazione tra enti pubblici e privati operanti nel territorio, quali Sisvel, Quartarete Tv e CSP innovazione nelle Ict.

La principale novità di questa tecnologia è che consentirà di far fruire i contenuti trasmessi in 3D – attraverso un decoder aggiornato nel software con questa nuova tecnologia – anche a coloro in possesso del solo televisore HD, permettendone una visualizzazione a 2D ad alta definizione. E se pensiamo che la regione Piemonte sarà la prima in Italia – e non solo – a trasmettere contenuti televisivi 3D in chiaro già a partire da questo ultimo scorcio di 2010, possiamo capire quanto questo prodotto possa essere allora imminente.

Tutto ciò è reso possibile grazie a una nuova codifica delle immagini stereoscopiche – chiamata in codice tecnico 3D Tile format – che consente l’integrazione di due fotogrammi a 720p in uno da 1080p. In questo modo le immagini di destra e di sinistra vengono ricostruite mantenendo non solo la loro risoluzione originale, ma evitando anche lo sbilanciamento della risoluzione sia orizzontale che verticale. Il 3D Tile format, inoltre, migliora la qualità della trasmissione dei contenuti HD 3D consentendo un vantaggio anche ai telespettatori che hanno acquistato un televisore 3D di nuova generazione.

In questo modo, quindi, vengono introdotti indiscussi vantaggi per tutta la catena del mercato: dagli operatori e produttori Tv, fino ai consumatori.

«Un esempio ideale di come l’innovazione tecnologica e la vocazione imprenditoriale possano agire in favore del territorio come acceleratore di sviluppo», afferma allora in un suo messaggio inviato all’evento Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte, riflettendo anche alle sinergie che si sono avute tra pubblico e privato.

Concetto che viene esteso da Massimo Giordano, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Piemonte, sostenendo che «l’attività di ricerca applicata, se ben orientata, aiuta lo sviluppo di nuovi prodotti e di nuovi business».

Gli altri partner dell’iniziativa presenti all’incontro hanno da una parte evidenziato le caratteristiche tecniche assolutamente innovative di questo nuovo prodotto, come ha fatto Roberto Dini, fondatore di Sisvel, oppure è stato posto l’accento sul ruolo strategico che in tutto ciò può avere l’emittenza privata, come ha descritto Davide Boscaini, amministratore unico di Quartarete, o ancora si è sottolineata e approfondita la bontà del buon modello di collaborazione tra ricerca e business, tra pubblico e privato come ha fatto Giovanni Ferrero, presidente di CSP – Innovazione nelle Ict.

Possiamo allora solo sperare che questa novità tecnologica diventi uno standard industriale, in modo che possa essere poi presente nella maggior parte dei decoder commerciali e diventare quindi una vera e propria realtà di mercato. Da un certo punto di vista possiamo essere ottimisti in tal senso, perché pare che gli enti di standardizzazione stiano valutando l’adozione di questo sistema.

Inforchiamo metaforicamente, allora, gli occhialini 3D e disponiamoci comodamente, con la mente, su un divano di fronte a una bella televisione di nuova generazione. Digitiamo il tasto del telecomando neuronale che ci permetta di scegliere il programma che concilia quel passato che ci inorgoglisce con un futuro che ci entusiasma e, forse – così come Torino insegna con le sue dualità – troveremo le energie per superare quelle che oggi ci sembrano grandi difficoltà nel contesto economico e sociale e che – anche grazie a questo tipo di iniziative…rilancio sia!

Meditiamo, gente, meditiamo 🙂

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