dittatura – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 22 Sep 2017 12:53:04 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png dittatura – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 La Cina stringe la morsa intorno alle VPN https://www.datamanager.it/2017/09/la-cina-stringe-la-morsa-intorno-alle-vpn/ Fri, 22 Sep 2017 12:53:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131459 Il governo ha arrestato un ragazzo che aveva sviluppato una rete per eludere la censura del web. Sono già diverse le persone fermate da inizio gennaio La Cina fa sul serio. A gennaio di quest’anno il governo aveva fatto passare una legge che vietava l’utilizzo di VPN per aggirare le misure protettive del Great Firewall, […]

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Il governo ha arrestato un ragazzo che aveva sviluppato una rete per eludere la censura del web. Sono già diverse le persone fermate da inizio gennaio

La Cina fa sul serio. A gennaio di quest’anno il governo aveva fatto passare una legge che vietava l’utilizzo di VPN per aggirare le misure protettive del Great Firewall, il muro digitale che divide gli utenti del paese dal resto del mondo. A causa delle restrizioni, chi si trova nella patria del drago rosso, anche solo di passaggio, non può accedere a numerosi servizi e piattaforme occidentali, come Gmail, YouTube e ovviamente i risultati di ricerca di Google. Il sottobosco degli hacker cinesi si era però attivato sin da subito per diffondere versioni modificate delle VPN più famose, bannate dagli store online e dai negozi di informatica. Se in un primo momento la resistenza sembrava funzionare, nella seconda parte dell’anno la polizia ha calcato pesantemente la mano contro sviluppatori e distributori in proprio, per dare un segnale forte alla popolazione.

Cosa succede

E così, dopo qualche arresto tra la primavera e l’estate eccone un altro che ha coinvolto il giovane Zhao, bloccato a fine agosto e trattenuto in carcere per tre giorni. La colpa, stando alle nuove misure, è quella di aver aggirato il sistema di sorveglianza di internet, con la creazione di una rete privata usata in proprio ma anche venduta ad altri, persino servizi di terze parti. A quanto pare, dopo aver constatato che il suo metodo funzionava, il ragazzo avrebbe chiesto ad amici e conoscenti la volontà di accedere a contenuti conservati all’estero e normalmente visibili fuori dalla Cina.

Appurata la fervida domanda, Zhao riscuoteva 1,50 dollari al mese da ogni cliente, una cifra irrisoria rispetto a ciò a cui siamo abituati. A quel punto la polizia si è indispettita ed è arrivata all’intraprendente smanettone nel giro di poco. Il nome di Zhao si affianca a quello di Deng Jiewei, altro cittadino che aveva ben pensato di accumulare un po’ di soldi offrendo l’utilizzo di una VPN fatta in casa. Per lui si sono aperte le porte del carcere per ben 9 mesi, una sorte simile a quella a cui potrebbe andare incontro l’ultimo arrestato, conseguenza della repressione dilagante in corso a Pechino.

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Turchia: il tribunale blocca la sospensione di Twitter https://www.datamanager.it/news/turchia-il-tribunale-blocca-la-sospesione-di-twitter-55027.html Thu, 27 Mar 2014 15:50:36 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/turchia-il-tribunale-blocca-la-sospensione-di-twitter/ La decisione di Erdogan è "contraria ai principi dello stato di diritto". Ora è crisi social

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La decisione di Erdogan è “contraria ai principi dello stato di diritto”. Ora è crisi social

Qualche giorno fa il governo turco aveva avviato le procedure per bloccare l’accesso a Twitter per i residenti del paese. Dopo le critiche giunte da ogni parte del pianeta, la Corte amministrativa di Ankara ha ordinato la sospensione del blocco, nell’attesa che il premier prenda una decisione su come proseguire. Si tratta di un vero e proprio colpo di scena che arriva a soli quattro giorni dalle elezioni amministrative in Turchia che, a partire da domenica, decideranno se sarà Erdogan a proseguire l’avventura nazionale o un nuovo successore.

Boomerang Twitter

Il blocco di Twitter era stato deciso per fermare sul nascere possibili proteste contro il premier che non vive di certo un momento favorevole a causa delle polemiche in cui è coinvolto e che riguardano casi poco chiari di appalti edilizi. Una nuova ondata di rivelazioni sarebbe dietro l’angolo con Erdogan pronto ad otturare i rubinetti del microblog. Eppure il blocco di Twitter è diventato un boomerang. Considerato “contrario ai principi dello stato di diritto” dalla Corte amministrativa di Ankara, invece che censurare i messaggi anti-governativi sta diventando un caso internazionale che non risolleva di certo le sorti del premier uscente.

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La Turchia non cinguetta più https://www.datamanager.it/news/la-turchia-non-cinguetta-pi-54873.html Fri, 21 Mar 2014 19:00:17 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/la-turchia-non-cinguetta-piu/ Il social network viene bannato nel paese dopo aver pubblicato le intercettazioni legate al primo ministro Erdogan

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Il social network viene bannato nel paese dopo aver pubblicato le intercettazioni legate al primo ministro Erdogan

Alla fine del tira è molla ha vinto lui, almeno per ora. Recep Tayyip Erdogan, primo ministro della Turchia, è riuscito a far bloccare l’accesso a Twitter dal paese dopo averlo ampiamente annunciato in passato. “Chiuderemo Twitter – aveva detto – non mi interessa della comunità internazionale”. Le sue parole sembravano solo un gonfiarsi il petto, soprattutto quando aveva aggiunto di voler chiudere gli accessi anche a Facebook e YouTube. 

Censura elettiva

Intanto dall’Unione Europea Neelie Kroes, commissaria UE per le nuove tecnologie, ha ribadito come l’azione sia estremamente dittatoriale e da condannare: “Non vi è fondamento, l’interdizione di Twitter è inutile e vile” – ha dichiarato. Intanto il 30 marzo ci saranno le elezioni municipali in Turchia che, con il passo parola su Twitter rischiavano di trasformarsi in una vera delusione per l’attuale governatore. Di certo questa mossa, a cui i giovani turchi non mancheranno di rispondere, non contribuirà a raffreddare i toni. 

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Siria: tagliati internet e telefoni https://www.datamanager.it/news/siria-tagliati-internet-e-telefoni-52136.html Mon, 09 Dec 2013 16:37:12 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/siria-tagliati-internet-e-telefoni/ Come durante la primavera araba, Damasco è rimasta per tre ore fuori dal mondo. Dubbi sulla reale causa del black-out

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Come durante la primavera araba, Damasco è rimasta per tre ore fuori dal mondo. Dubbi sulla reale causa del black-out

La televisione di stato siriana afferma come le linee telefoniche locali e internazionali del paese, così come la rete internet, siano fuori uso “per problemi tecnici”. L’emittente afferma come i tecnici stiano lavorano per risolvere il problema, intervenendo sui cavi in fibra ottica in tutta la Siria. Resta il dubbio sulla reale causa del black-out: vero danno tecnico o intervento esterno?

Il taglio…

La società di monitoraggio canadese BGPmon ha affermato oggi come la Siria sia stata colpita dall’interruzione in maniera praticamente unitaria. Il 90% del paese non ha telefefono e connessione al web, facendo rivivere alla popolazione il blackout avvenuto nel marzo del 2011 quando il governo dittatoriale di Bashar al-Assad tagliò di fatto le vie di comunicazione per impedire ai ribelli di comunicare con il resto del mondo e internamente. 

…e il ripristino

A quanto pare dopo tre ore di blackout, le linee telefoniche e telematiche in Siria sarebbero state ripristinate. A rivelarlo è sempre la tv di stato che ha spiegato come: “Internet e le comunicazioni telefoniche sono stati gradualmente ripristinati dopo la riparazione del cavo in fibra ottica” attraverso il ministro delle telecomunicazioni siriano.

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La Russia vuole il suo PRISM https://www.datamanager.it/news/la-russia-vuole-il-suo-prism-50641.html Mon, 21 Oct 2013 18:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/la-russia-vuole-il-suo-prism/ Entro il 2013 sarà adottata la più grande forma di spionaggio della rete. Così il nuovo KGB accederà a tutti i dati dei navigatori russi

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Entro il 2013 sarà adottata la più grande forma di spionaggio della rete. Così il nuovo KGB accederà a tutti i dati dei navigatori russi

Annunciato, spiegato, votato. Il bavaglio sulla rete da noi non è mai arrivato. La differenza tra uno stato democratico e uno autoritario è che nel primo c’è ancora la possibilità di gridare al mondo quanto una scelta sia sbagliata. Eppure a poche migliaia di chilometri da noi c’è un paese dove il voto conta solo in determinate occasioni. Succede che entro la fine del 2013 in Russia entrerà in vigore un’ordinanza speciale del Ministero delle Comunicazioni che permetterà ai servizi di sicurezza di avere pieno accesso ai dati degli utenti della rete tra cui numeri di telefono, indirizzi IP, email e accessi agli account più disparati.

Paese contraddittorio

Eppure proprio la Russia era stata scelta da Edward Snowden, gola profonda del datagate, come paese principale dove trascorrere il resto della vita, prima di conoscere qualcosa si preciso sul proprio futuro. Putin aveva accolto senza pensarici troppo il reo confesso, difendendo la libertà della rete e dell’informazione. Come se non fosse successo nulla, Putin ha concordato con l’FSB (l’ex KGB) l’arrivo delle norme che saranno registrate presto al Ministero di Giustizia russo. Secondo il quotidiano Kommersant, i service provider permetteranno ai servizi segreti di accedere ai propri database che gestiscono, tra l’altro, i profili degli utenti di chat, VoIP e social network.

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Vietnam, l’ennesima censura al web https://www.datamanager.it/news/vietnam-lennesima-censura-al-web-49330.html Tue, 03 Sep 2013 14:36:06 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/vietnam-lennesima-censura-al-web/ Una legge controversa impedisce, dal 1 settembre, di esprimere opinioni e punti di vista a siti e blog vietnamiti

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Una legge controversa impedisce, dal 1 settembre, di esprimere opinioni e punti di vista a siti e blog vietnamiti

Nota come decreto 72, la nuova legge non solo limita l’attività dei navigatori, consentendo solo lo scambio di “informazioni personali” e materiale originale generato dagli utenti, ma richiede anche alle aziende internet che operano all’interno del paese di localizzare i propri server all’interno del Vietnam.

Nonostante il governo vietnamita abbia difeso la legge affermando che si tratti solo di un modo per arginare la diffusione illegale di materiale protetto da copyright, i critici spiegano come la misura, che vieta la pubblicazione on line di contenuti che “danneggiano la sicurezza nazionale”, sia un’ulteriore prova della repressione di Honoi nei confronti di chi utilizza internet.

Colpire tutti per educarne uno

L’organizzazione Reporter Senza Frontiere afferma come ci siano attualmente 35 blogger e “netizen” incarcerati in Vietnam con l’accuso di essere anti-statali e sui quali pende, in alcuni casi, una pena di ben 13 anni. “Questo è il modo in cui il Vietnam può aspirare alla corona dei paesi che censurano il web nel Sud Est asiatico” – ha riferito Phil Robertson dell’osservatorio Human Rights Watch. Sembra che il governo abbia esteso tali limiti per camuffare la continua caccia agli attivisti che da anni tendono a denunciare gli atti criminali dei potenti. Il decreto arriva in un momento in cui il Vietnam fa registrare una crescita senza precedenti nell’utilizzo di internet con il 34% del paese collegato in rete.

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Hacker in Corea nel giorno dell’anniversario https://www.datamanager.it/news/hacker-corea-nel-giorno-dellanniversario-48310.html Tue, 25 Jun 2013 09:43:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/hacker-in-corea-nel-giorno-dellanniversario/ E' in corso una pesante cyberguerra nelle due Coree tra i fuochi di veri e falsi Anonymous

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E’ in corso una pesante cyberguerra nelle due Coree tra i fuochi di veri e falsi Anonymous

Un attacco già annunciato da parte degli Anonymous e arrivato puntuale oggi. In occasione dell’anniversario che ricorda l’inizio della guerra in Corea 63 anni fa gli hacktivisti hanno violato alcuni siti governativi nordcoreani e di mezzi di comunicazione che appoggiano il governo di Kim Jong-Un. Come si legge su siti nazionali, l’attacco è stato inviato tramite DDoS che causa difficoltà o impossibilità di accedere ai portali sui quali viene indirizzata una vasta mole di traffico web attraverso richieste di accesso. 

Le violazioni degli Anonymous

Come parte dell’attacco hacker di stamane, gli Anonymous hanno affermato di essere entrati nel sistema intranet interno della Nord Corea, rubando documenti fondamentali tra cui alcuni che riguardano il personale militare americano. Gli attacchi sono cominciati alla mezzanotte della Corea del Nord con obiettivi politici e strategici, come televisioni e radio che appoggiano il governo.

E quelle dei falsi hacker mascherati

In realtà, oltre alle violazioni confermate dagli Anonymous, ce ne sono state altre che, col senno di poi, sono riconducibili ad hacker che si nascondono dietro la maschera di Guy Fawkes ma che, evidentemente, non hanno nulla a che fare con il collettivo internazionale. Non è difficile capirne il motivo: mentre i veri Anonymous mettevano fuori uso i siti governativi nordcoreani, nella Corea del Sud alcuni omonimi facevano lo stesso con il portale della Casa Blu (ovvero del Presidente della Corea del Sud). In quest’ultimo caso, le pagine del sito sono state modificate con frasi che inneggiano al dittatore e Presidente nordcoreano Kim Jong-Un; un’azione totalmente contraria alla visione di Anonymous.

Dati militari online

Dello stesso tenore sarebbe la pubblicazione di diversi file contenenti i fascicoli personali di membri della 3a Divisione Marine dell’esercito degli Stati Uniti, della 25esima divisione di fanteria e della prima di cavalleria. I documenti contengono nomi, date di nascita, grado, numero di previdenza sociale e altre informazioni relative al servizio. Insieme ai record vengono visualizzati nel dettaglio, le informazioni di circa 7.500 persone, nessuna delle quali oltre il 2009, quindi si potrebbe trattare di liste vecchie. Il dubbio sulla veridicità di Anonymous è legato al fatto che assieme a questo leak ne è stato pubblicato un altro che riguarda nomi utente e dettagli di login per gli account sul sito della Casa Blu, il cui governo di resistenza alla Corea del Nord è appoggiato dagli hacktivisti.

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La Cina sperimenta nuovi blocchi al web https://www.datamanager.it/news/la-cina-sperimenta-nuovi-blocchi-al-web-47537.html Mon, 03 Jun 2013 12:06:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/la-cina-sperimenta-nuovi-blocchi-al-web/ GreatFire.org monitora i siti bloccati nel paese e afferma che è in atto una nuova politica di censura "per consegnare risultati accuratamente selezionati"

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GreatFire.org monitora i siti bloccati nel paese e afferma che è in atto una nuova politica di censura “per consegnare risultati accuratamente selezionati”

C’è un gruppo di persone che in Cina controlla periodicamente siti e portali web censurati dal governo per capire quali contenuti sono poco propensi alla diffusione nazionale. Il gruppo, che si chiama GreatFire.org, afferma che al momento gli organi di governo stanno sperimentando nuovi metodi molti “fini” per censurare i risultati di ricerca in vista del 24esimo anniversario della repressione di Piazza Tiananmen del 1989.

The Chinese Job

Secondo il sito, le ricerche “sensibili” su parole chiave particolari fino a poco tempo fa restituivano il messaggio “secondo le leggi, i regolamenti e le politiche interne, i risultati della ricerca non possono essere visualizzati“. Ora invece alcune ricerche, tra cui quelle inerenti Piazza Tiananmen, sono tornate disponibili ma solo con la restituzione di risultati strettamente selezionati dal governo.

Tiananmen cancellata dalla memoria del web (ma solo in Cina)

Ad esempio, sebbene le truppe abbiamo ucciso centinaia di manifestanti durante le proteste pro-democrazia a Pechino, alla ricerca di “scontri a Tiananmen” sarebbero tornati link ad un incidente correlato avvenuto sulla piazza nel 1976 e non nel 1989. GreatFire.com ha aggiunto che alcuni di questi collegamenti, se cliccati, porterebbero non a reali siti web, ma a pagine di errore. Insomma potrebbe essere uno specchietto per le allodole per far credere al mondo intero che si sia abbassato il livello di censura, come nel caso del Movie Database. Secondo le fonti non sarebbe così anche perché ad essere ripristinati sarebbero solo i link SERP e non i contenuti finali veri e propri.

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Giulio Terzi: “I social media non rovesciano le dittature ma sono uno strumento di democrazia” https://www.datamanager.it/news/giulio-terzi-i-social-media-non-rovesciano-le-dittature-ma-sono-uno-strumento-di-democrazia-453 Thu, 21 Mar 2013 15:34:00 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/giulio-terzi-i-social-media-non-rovesciano-le-dittature-ma-sono-uno-strumento-di-democrazia/ Il Ministro degli Esteri sottolinea come i social media abbiano la capacità di connettere le coscienze e possano favorire un cambiamento politico

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Il Ministro degli Esteri sottolinea come i social media abbiano la capacità di connettere le coscienze e possano favorire un cambiamento politico

Il ministro degli Esteri Giulio Terzi è intervenuto al seminario “Digital Media in zone di guerra” sul tema dei social media come strumento di cambiamento politico grazie alle loro capacità di coinvolgere grandi masse di persone in tempo reale. All’incontro ha partecipato il capo dell’Ufficio pubblica informazione del ministero della Difesa, Massimo Panizzi.

I social connettono le coscienze

Secondo Terzi i social media “possono favorire il cambiamento”. “Facebook e Twitter non possono certo rovesciare le dittature, ma possono connettere le coscienze”, ha specificato il ministro. Le piattaforme social sono diventate quindi “veri e propri strumenti di democrazia” anche se “non mancano i rischi di abuso”. Terzi ha anche sottolineato come sia nacessaria grande “professionalità nel raccontare eventi tragici” che i media tradizionali non documentano, al contrario di quelli social.

Le dittature e i social media

Sono numerosi gli esempi in cui i social media hanno funzionato da mezzo di aggregazione e coordinamento di gruppi volti a rovesciare un regime dittatoriale. Nel Maghreb e in Egitto, dove l’accesso a YouTube è stato sospeso per il film Innocence of Muslim, Facebook e Twitter sono stati fondamentali per le battaglie portate avanti dall’Onda Verde, il movimento di protesta contro i Governi dittatoriali della zona. In Siria il sito di microblogging è utilizzato per aggirare la censura mentre in Cina questo è difficilmente realizzabile perché in Rete quasi tutto è controllato, Google compreso.

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