droni – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 08 Jul 2026 13:42:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png droni – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Drone solare italiano da record: il Guardian XL vola per oltre 24 ore senza mai atterrare https://www.datamanager.it/2026/07/drone-solare-italiano-da-record-il-guardian-xl-vola-per-oltre-24-ore-senza-mai-atterrare/ Mon, 13 Jul 2026 13:25:58 +0000 https://www.datamanager.it/?p=254049 Un drone elettrico a propulsione solare progettato in Italia ha stabilito un nuovo primato mondiale nella categoria dei piccoli velivoli senza pilota. Il Guardian XL, sviluppato da Vector Robotics, ha completato un volo continuativo di 24 ore e 5 minuti, dimostrando come anche piattaforme compatte possano garantire missioni di lunga durata grazie all'energia solare.

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Un drone elettrico a propulsione solare progettato in Italia ha stabilito un nuovo primato mondiale nella categoria dei piccoli velivoli senza pilota. Il Guardian XL, sviluppato da Vector Robotics, ha completato un volo continuativo di 24 ore e 5 minuti, dimostrando come anche piattaforme compatte possano garantire missioni di lunga durata grazie all’energia solare.

L’impresa rappresenta un importante passo avanti per il settore dei droni destinati ad applicazioni civili e di sicurezza, aprendo la strada a missioni autonome che, in futuro, potrebbero durare giorni o addirittura settimane senza necessità di atterrare.

Un record mondiale per un piccolo drone elettrico

Il volo record è stato effettuato nelle campagne della provincia di Treviso e riguarda la categoria dei piccoli Unmanned Aerial Systems (UAS) elettrici con apertura alare inferiore ai tre metri.

Il Guardian XL è un drone ad ala fissa con:

  • apertura alare di 2,96 metri;
  • peso al decollo di appena 3,1 kg;
  • struttura realizzata con fibre e polimeri innovativi;
  • motore elettrico alimentato da celle fotovoltaiche integrate nelle ali.

Durante tutta la missione il velivolo ha continuato a trasmettere in tempo reale le immagini raccolte dalla telecamera di bordo. Al termine del volo, inoltre, disponeva ancora di circa il 50% della carica della batteria, segno che avrebbe potuto proseguire ulteriormente la missione.

L’obiettivo: missioni autonome di giorni o settimane

Secondo Andrea Beggio, amministratore delegato di Vector Robotics, il risultato dimostra che è possibile ottenere autonomie elevate anche con droni di piccole dimensioni, tradizionalmente molto più economici e facilmente impiegabili rispetto ai grandi velivoli solari da 20-30 metri di apertura alare.

“Voli di lunga durata sono già possibili con velivoli solari senza equipaggio molto grandi, con 20-30 metri di apertura alare, mentre la vera difficoltà tecnologica è stata riuscire a superare le 24 ore di missione con un drone elettrico così piccolo, leggero e molto più economico dei modelli maggiori. Questo record mondiale apre delle prospettive molto interessanti: il nostro obiettivo ora è far volare il drone, senza sosta e in maniera autonoma, per giorni o settimane e, in un prossimo futuro, anche per mesi. Le applicazioni sono davvero numerose, in ambito civile e anche militare.”

Applicazioni: dall’antincendio alla protezione delle infrastrutture

Pur essendo estremamente leggero, il Guardian XL può trasportare un carico utile compreso tra 200 e 300 grammi, sufficiente per integrare:

  • telecamere ad alta definizione;
  • sensori a infrarossi;
  • sensori multispettrali;
  • piccoli ripetitori radio.

Le possibili applicazioni sono numerose.

Nel settore della protezione civile, il drone potrebbe effettuare voli automatici sopra aree boschive per individuare rapidamente principi di incendio, trasmettendo immagini e coordinate ai soccorritori.

Nel comparto delle infrastrutture critiche, potrebbe essere utilizzato per monitorare centrali elettriche, impianti fotovoltaici, porti, aeroporti e grandi centri logistici, riducendo costi e tempi rispetto ai sistemi tradizionali di sorveglianza.

Le caratteristiche di silenziosità e lunga autonomia rendono inoltre il velivolo adatto ad attività di sicurezza, sorveglianza e intelligence, mentre l’installazione di un piccolo ripetitore radio consentirebbe di ristabilire rapidamente le comunicazioni durante emergenze come terremoti, alluvioni o altri disastri naturali.

Evoluzione di una piattaforma già utilizzata sul campo

Il Guardian XL rappresenta l’evoluzione del precedente Guardian, sviluppato da Vector Robotics in collaborazione con NPC Spacemind.

La piattaforma è già impiegata da diverse realtà operative, tra cui:

  • Polizie Locali;
  • Protezioni Civili regionali;
  • alcune Forze Armate.

Il drone viene lanciato manualmente da un singolo operatore, raggiunge una velocità massima di 90 km/h e utilizza un sistema di trasmissione digitale che permette l’invio delle immagini alla stazione di controllo senza interferenze. È inoltre dotato di memoria interna per registrare i dati acquisiti durante la missione.

Progettato per operare in condizioni ambientali impegnative, può volare con temperature comprese tra -10°C e +45°C e con venti fino a 30 nodi.

Autonomia e prospettive future

Il raggio operativo standard è compreso tra 10 e 30 chilometri, limitato principalmente dalla portata della radio di bordo. Tuttavia, nelle missioni completamente autonome il drone potrebbe coprire distanze di centinaia o migliaia di chilometri, mantenendosi in volo grazie all’energia prodotta dai pannelli solari.

Il record ottenuto dal Guardian XL conferma il crescente potenziale dei piccoli droni solari per applicazioni che richiedono monitoraggio continuo, lunga autonomia e bassi consumi energetici, in un settore destinato a ricoprire un ruolo sempre più strategico sia in ambito civile sia nella sicurezza nazionale.

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A Milano arriva il drone 5G per la pubblica sicurezza https://www.datamanager.it/2018/11/a-milano-arriva-il-drone-5g-per-la-pubblica-sicurezza/ Wed, 14 Nov 2018 11:51:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=178977 Il progetto presentato in occasione di “Vodafone 5G Experience Day” è realizzato da Vodafone, Intellitronika, Politecnico di Milano e Huawei con il supporto della Polizia Locale di Milano In occasione dell’evento “Vodafone 5G Experience Day” dedicato a partner, start up e imprese coinvolte nella sperimentazione 5G a Milano, Vodafone ha presentato la soluzione di videosorveglianza aerea […]

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Il progetto presentato in occasione di “Vodafone 5G Experience Day” è realizzato da Vodafone, Intellitronika, Politecnico di Milano e Huawei con il supporto della Polizia Locale di Milano

In occasione dell’evento “Vodafone 5G Experience Day” dedicato a partner, start up e imprese coinvolte nella sperimentazione 5G a Milano, Vodafone ha presentato la soluzione di videosorveglianza aerea con uso di droni per finalità di pubblica sicurezza realizzata con Intellitronika, Politecnico di Milano, Huawei, con il supporto della Polizia Locale e in collaborazione con Italdron.

Il sistema utilizza la piattaforma applicativa di Intellitronika, azienda che fa parte di ITK Group, che fornisce soluzioni tecnologiche avanzate per le forze dell’ordine e per la sicurezza civile e militare. La piattaforma 5G raccoglie i flussi video in 4K acquisiti da un drone, appositamente progettato da Italdron per la sperimentazione 5G di Vodafone, e, grazie all’architettura Multi-Access Edge Computing (MEC) di Vodafone, li elabora e trasmette in tempo reale in altissima risoluzione ai sistemi di sorveglianza della Centrale di Polizia.

“I sistemi di videosorveglianza aerea sono già oggi una realtà ma hanno alcuni limiti tecnologici che il 5G consente di superare – afferma Sabrina Baggioni, Direttore Programma 5G Vodafone Italia. L’elevata capacità trasmissiva della rete consente infatti di inviare flussi multimediali ad altissima risoluzione, con possibilità di zoom per cogliere i dettagli degli eventi, mentre la bassa latenza e l’ultra affidabilità consentono di farlo in tempo reale garantendo la continuità del servizio in ogni condizione di carico della rete. Inoltre, l’architettura 5G consente di collocare gli applicativi nell’infrastruttura di edge cloud all’interno della rete di Vodafone, in grado di garantire i massimi livelli di sicurezza e affidabilità”.

Questo consentirà al personale della Centrale Operativa di avere una vista più nitida delle eventuali situazioni di rischio o emergenza in corso, migliorando la capacità di reazione e decisione nella gestione delle operazioni.

Nei prossimi mesi, il drone progettato da Italdron potrà essere anche guidato da remoto grazie al 5G e a specifici protocolli di trasmissione a bassa latenza che il Politecnico di Milano sta sviluppando. Vodafone ha infatti ottenuto l’autorizzazione di ENAC a sperimentare il volo Beyond Visual Line of Sight  (BVLOS) nell’ambito della sperimentazione 5G su Milano.

“Huawei è fortemente impegnata nello sviluppo della tecnologia 5G e nella creazione di un ecosistema di partner altamente specializzati nella progettazione di soluzioni verticali che utilizzino appieno le nuove potenzialità offerte dalla rete 5G, quali l’impiego di droni per la sicurezza pubblica.  Huawei è molto lieta di collaborare con Vodafone e gli altri partner coinvolti in questa importante sperimentazione volta a migliorare la sicurezza delle nostre città.” ha dichiarato Giuseppe Pignari, Vicedirector – Sales Vodafone Italy Account Department, Huawei Italia.

“Il volo BVLOS richiede il progetto ed implementazione di protocolli di rete a bassa latenza che soddisfano necessità radicalmente diverse rispetto al tradizionale media streaming, e comprendono flussi upstream e downstream con requisiti real-time stringenti – afferma il Prof. Luca Mottola, Politecnico di Milano. Siamo impegnati, assieme a Vodafone e agli altri partner del progetto, nello sviluppo di soluzioni innovative in questo ambito.”

“L’utilizzo della tecnologia trasmissiva 5G è per noi un passo avanti importante nell’acquisizione e nella fruizione di dati in alta definizione in tempo reale – Raffaele Medico C.E.O. Intellitronika. L’utilizzo di questi dati su piattaforme intelligenti quale C.O.D.E. permetterà azioni di contrasto alla criminalità immediate e sicure, garantendo la sicurezza dei cittadini.”

Vodafone è capofila della sperimentazione 5G a Milano e area metropolitana, con l’obiettivo di coprire l’80% della popolazione entro dicembre 2018 per trasformarla nella capitale europea del 5G.  Sta lavorando con 38 partner industriali e istituzionali per realizzare 41 progetti negli ambiti sanità e benessere, sicurezza e sorveglianza, smart energy e smart city, mobilità e trasporti, manifattura e industria 4.0, education e entertainment, digital divide.

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Agricoltura 4.0, coltivare dati per raccogliere valore https://www.datamanager.it/2018/07/agricoltura-4-0-coltivare-dati-per-raccogliere-valore/ Fri, 13 Jul 2018 10:17:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151375 Come piantare il seme dell’innovazione per migliorare la competitività dell’agroalimentare italiano. Dalle applicazioni IoT in campo a quelle sui trattori, dai droni alla supply chain, passando per la robotica, il machine learning e l’agricoltura di precisione. Ecco tutte le soluzioni tecnologiche al servizio dell’innovazione in agricoltura, dei prodotti dell’agroalimentare italiano di qualità, dello sviluppo dei […]

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Come piantare il seme dell’innovazione per migliorare la competitività dell’agroalimentare italiano. Dalle applicazioni IoT in campo a quelle sui trattori, dai droni alla supply chain, passando per la robotica, il machine learning e l’agricoltura di precisione. Ecco tutte le soluzioni tecnologiche al servizio dell’innovazione in agricoltura, dei prodotti dell’agroalimentare italiano di qualità, dello sviluppo dei territori di eccellenza e dello sviluppo sostenibile

Con l’espressione “smart agrifood” si identifica, in estrema sintesi, una visione del futuro della filiera agricola e agroalimentare secondo cui, grazie alle tecnologie digitali, l’intero comparto non solo aumenterà la propria competitività, ma sarà in grado di valorizzare meglio la qualità, di essere più sostenibile e di dare più valore anche alle produzioni di nicchia. Il continuo e rapido tasso di crescita della popolazione mondiale può influire sulla disponibilità delle risorse in futuro. Da studi recenti, è emerso che la produzione del settore dovrà aumentare del 60% entro il 2030 (dati FAO). Il futuro dell’agricoltura – al quale è legato a doppio filo anche il nostro stesso futuro – dipende dalla sua trasformazione digitale. In questo contesto ai CIO interessa sempre di più comprendere in profondità le innovazioni digitali (di processo, infrastrutturali, applicative, hardware e software) che stanno trasformando la filiera agricola e agro-alimentare, unificando le principali competenze necessarie: economico-gestionali, tecnologiche, agronomiche. L’innovazione digitale può contribuire a migliorare in particolare la competitività del settore agroalimentare italiano, garantendo più qualità, trasparenza, tracciabilità e ottimizzazione dei processi di produzione, coltivazione e allevamento. L’automazione permetterà di difendere la qualità delle produzioni, abbattendo i costi di gestione, monitorando l’intero ciclo di produzione, per decidere il momento migliore per intervenire.

Nonostante la forte contrazione di tutte le componenti della produzione agricola, l’agroalimentare Made in Italy rappresenta una voce importante del prodotto interno lordo nazionale, seconda solo al comparto manifatturiero. Nel 2017, il valore del settore primario italiano è stato pari a 28,14 miliardi, in calo rispetto ai 29,12 dell’anno precedente. Se l’Italia non è mai stata competitiva sulle grandi estensioni, lo è invece sulla biodiversità e le produzioni di nicchia. L’Italia investe poco in innovazione in agricoltura, appena lo 0,02% del PIL. Secondo i dati pubblicati dal Centro studi di Confagricoltura, al top dell’innovazione ci sono Israele e Corea del Sud, che investono ogni anno oltre il 4% del PIL in R&D. Al boom dell’export agroalimentare, si è registrata anche una crescita delle importazioni di materie prime. E questo è un campanello di allarme in un momento di contrazione della produzione agricola nazionale. L’Italia sta diventando sempre di più un paese trasformatore. Un dato che deve far riflettere quando parliamo di competitività sbandierando l’orgoglio tricolore del Made in Italy. È necessario premere l’acceleratore dell’innovazione per aumentare la produttività, ma anche la sostenibilità. Dobbiamo pensare a un piano di sviluppo per l’agricoltura analogo a quello per l’Industry 4.0. Agricoltura di precisione, genomica, adattamento dell’agricoltura ai cambiamenti climatici, controllo delle infestanti e delle infezioni, salute, benessere, nutraceutica, tecnologie dell’informazione, big data e digitalizzazione. Sono questi i driver dell’innovazione. Parole che devono acquisire dignità nel vocabolario delle imprese agricole al pari di tradizione, eccellenza e qualità.


#Agricoltura40 L’agricoltura si trasforma ma servono più investimenti
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L’AGRICOLTURA SI TRASFORMA

La trasformazione del settore agricolo sta avvenendo a una velocità superiore alle attese. Una trasformazione che sopravanza non solo le competenze degli addetti ai lavori, ma anche la capacità di assorbire il cambiamento da parte delle imprese. Export agricolo, convergenza di settore alimentare e sanitario, ascesa di proteine alternative, il potenziale dell’indoor farming. Sono solo alcuni dei temi che catalizzano l’attenzione. Dai dati e le proposte presentate in occasione dei più recenti appuntamenti specialistici su scala mondiale – quali i recentissimi Seed&Chips di Milano e l’AgriTech Israel 2018 di Tel Aviv – traspaiono alcuni fabbisogni comuni a tutto il vasto e variegato universo agritech e smart food, accomunato in modo molto evidente da un “rischio/opportunità” disruption appena all’inizio, ma in costante accelerazione.

LA SUPPLY CHAIN HA FAME DI INFORMAZIONE

Dalla field optimization all’automazione e all’intelligenza artificiale fino alla supply chain estesa, le startup e gli altri disruptor lavorano su ogni lato dell’agritech per lo sviluppo di nuove e interessanti applicazioni. Il problema è che molti operatori sono completamente all’oscuro di queste evoluzioni. Questa “disconnessione” deve essere risolta se vogliamo coltivare il seme dell’innovazione e portare a maturazione nuovi progetti. Un commento di Jack Scott, VP Sustainibility di Nestlé, durante un panel sugli hyperlocal data ha messo in evidenza l’importanza di «essere trasparenti» per imparare a condividere dettagli delle proprie scelte operative: «Si tratta forse di una delle sfide più dure che dobbiamo superare. Se avremo il coraggio di immergerci nei dati, solo allora saremo davvero capaci di risalire la supply chain all’indietro per raggiungerne l’origine. Solo i dati possono farci andare così lontano».

C’È BISOGNO DI “COLLABORATION”

Allo stesso tempo, i disruptor devono lavorare più a stretto contatto con i loro clienti finali. L’innovazione non può avvenire nel vuoto. Non possiamo perdere di vista l’agricoltore da una parte e il consumatore dall’altra. «Le startup come noi devono collaborare con le aziende più grandi del settore e con le aziende agricole» – ha dichiarato Allison Kopf, fondatrice e CEO di Agrilyst, una startup con sede a Brooklyn che lavora a strumenti basati sui dati per gli agricoltori locali. «Occorre amplificare la voce del contadino, potenziare ma non condizionare le sue opportunità di crescita attraverso l’uso della tecnologia».

NUOVI MODELLI DI BUSINESS

La dimensione e la concentrazione dei mercati di quelli che nel settore si chiamano “input” – per comprendere: semi, fertilizzanti, prodotti chimici, sistemi di irrigazione migliorati e altro – sono pronti per la disruption. «La maggior parte dell’agricoltura è una commodity: il rendimento si basa sul volume di produzione, non sulla sostenibilità o la qualità» – ha messo in evidenza David Perry, CEO di Indigo Agriculture. Le cose stanno cambiando. E i consumatori sono disposti a pagare un prezzo più alto per avere prodotti migliori. Non solo. «Ridurre l’uso di sostanze chimiche o ridurre l’uso di fertilizzanti è certamente utile, in quanto ha un beneficio immediato anche per l’agricoltore perché riduce i costi di produzione». La tech-industry ha la brutta abitudine di ricorrere a modelli di business già consolidati, di solito ispirata al tipico modello di un Software as a Service (SaaS) della Silicon Valley. Ma l’agricoltura è diversa. Ed è tempo di elaborare modelli di business che aiutino effettivamente l’industria a risolvere alcuni dei problemi che sta affrontando. Negli ultimi dieci anni, l’agricoltura ha visto nascere un numero di società tecnologiche davvero interessanti che però sono state limitate dal proprio ecosistema. Secondo David Perry, è necessario risolvere il problema del modello di business in modo da poter massimizzare il valore della tecnologia adottata. In tutti i casi, questo è un ottimo momento per le startup che devono risolvere questi problemi, grazie al consolidamento delle aziende di input, alla riduzione della domanda sulle tecnologie esistenti, all’emergere di nuove tecnologie come la microbiologia e la data science, oltre al fatto che l’agricoltura non è molto attraente dal punto di vista economico in questo momento. Tutto ciò rende gli agricoltori più disposti a sperimentare. E forse è arrivato il momento giusto per costruire qualcosa di nuovo in grado di rimodellare radicalmente l’agricoltura.


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L’AGRICOLTORE DEL FUTURO

Anche il fattore umano in agricoltura sta cambiando, dal lavoratore manuale che lavora nei campi alla generazione successiva che gestirà la fattoria. In che modo la fattoria del futuro affronterà il problema della gestione e dell’impiego delle risorse umane di fronte all’automazione e ai cambiamenti dei mercati? Quali nuove porte si apriranno? Assisteremo sicuramente a un cambiamento di interfacce come sempre è accaduto nella storia. Secondo l’economista agricola Renée Vassilos, fondatrice del Banyan Innovation Group, ogni azienda ha un capitale investito in attrezzature inutilizzate per una gran parte dell’anno. Un surplus di capacity che non si traduce però in vantaggio economico. «Un vero salto di qualità in termini di autonomia ed efficienza si potrà raggiungere davvero soltanto con il “24-hours-a-day farming”. E a questo si dovrà aggiungere anche l’opportunità di un modello più sostenibile di condivisione delle attrezzature per abbracciare la tecnologia come risorsa sostenibile e scalabile.

IOT E SENSORI SUL CAMPO

L’IoT sta realizzando una disruption in senso positivo per l’industria agricola ed esiste un potenziale estremo per l’utilizzo dell’IoT nel settore. L’IoT semplifica e snellisce la raccolta, l’ispezione e la distribuzione complessiva delle risorse agricole utilizzando sensori su apparecchiature e materiali. Sensori posizionati strategicamente attorno ai campi insieme a tecnologie di riconoscimento delle immagini consentono agli agricoltori di visualizzare le loro colture da qualsiasi parte del mondo. Questi sensori inviano agli agricoltori informazioni aggiornate in tempo reale, pertanto è loro possibile apportare modifiche alle colture. Questo si traduce in una maggiore produzione di cibo con meno sprechi, esattamente ciò di cui questo settore ha bisogno.

IOT E SENSORI NELLE APPARECCHIATURE

Proprio come la tecnologia in campo, i sensori vengono collocati su attrezzature agricole per monitorarne ad esempio lo stato operativo. Usando il termine “agricoltura di precisione” vengono fabbricati trattori e altre attrezzature agricole con sistemi di navigazione e una varietà di sensori. Alcuni sensori sono costruiti con la capacità di compensare il terreno irregolare usando il GPS. Altri sono costruiti per la mappatura della resa e la documentazione del raccolto, direttamente dalla cabina dell’attrezzo. Altri ancora segnalano quando i trattori devono essere sottoposti a manutenzione, minimizzandone su base statistica i costi e i tempi di fermo macchina.

DRONI E MONITORAGGIO COLTURE

Possiamo immaginare il ritorno sull’investimento quando gli agricoltori possono visualizzare le loro colture utilizzando una fonte aerea, senza dover noleggiare un aereo. I droni vengono utilizzati per il monitoraggio delle colture come mezzo per combattere la siccità e altri fattori ambientali dannosi. I droni che producono immagini 3D possono essere utilizzati per prevedere la qualità del suolo attraverso l’analisi e la pianificazione dei modelli di semina. I droni vengono anche usati per irrorare prodotti chimici sulle colture selettivamente senza penetrare nelle acque sotterranee e possono aumentare la velocità di irrorazione di cinque volte rispetto ad altri tipi di macchinari.

FARMING E ROBOTICA

La robotica in agricoltura migliorerebbe la produttività e porterebbe a rendimenti sempre più rapidi: i robot di irrorazione e diserbo, recentemente acquisiti dal gigante delle macchine agricole John Deere, possono ridurre l’uso di prodotti agrochimici di un incredibile 90%. Alcune startup di robotica stanno sperimentando la guida laser e l’uso di telecamere per identificare e rimuovere piante infestanti sul campo senza l’intervento umano. Questi robot possono utilizzare la guida autonoma per spostarsi tra le file di colture, riducendo la manodopera. Alcune aziende stanno sperimentando l’utilizzo di robot per il trapianto di piante che aggiungono un nuovo livello di efficienza ai metodi tradizionali. Altre stanno testando i robot anche per la raccolta della frutta e delle noci, attività che in passato erano sembrate troppo delicate da potere essere affidate ad attuatori meccanici.

SENSORI E TRACCIABILITÀ RFID

Dopo le operazioni di raccolto, i sensori RFID possono essere utilizzati per tracciare il cibo dal campo al negozio. Rivenditori e consumatori finali saranno in grado di seguire un percorso dettagliato di tracciabilità del prodotto, risalendo tutta la filiera. Questa tecnologia potrebbe aumentare l’affidabilità dei produttori e la loro responsabilità nel fornire prodotti freschi e sicuri. Questi sistemi di localizzazione potrebbero anche ridurre l’apprensione per quanto riguarda gli allergeni e i requisiti di salute per i consumatori.

MACHINE LEARNING E ANALYTICS

Forse una delle aree più innovative della trasformazione digitale è la capacità di utilizzare l’apprendimento automatico e l’analisi avanzata per estrarre conoscenza dai dati raccolti. Questo può iniziare molto prima della semina. L’apprendimento automatico può predire quali tratti e geni saranno i migliori per la produzione di colture, dando agli agricoltori di tutto il mondo i semi migliori in rapporto alla posizione geografica e alle condizioni di coltivazione. Gli algoritmi di apprendimento automatico possono essere utilizzati per rendere più trasparente il processo produttivo ma anche per fornire in tempo reale KPI con i consumi del mercato.

IL SEME DELL’INNOVAZIONE

Il digitale migliora la competitività dell’agroalimentare italiano. Secondo i risultati della ricerca dell’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano condotta insieme al Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia, l’Agricoltura 4.0 ha un mercato in Italia di circa 100 milioni di euro, il 2,5% di quello globale. Nonostante i benefici in termini di riduzione dei costi, di qualità e resa del raccolto, la diffusione di queste soluzioni è ancora limitata e oggi meno dell’1% della superficie coltivata complessiva è gestito con questi sistemi. Molte PMI italiane si stanno attivando nella trasformazione digitale dell’agroalimentare, ma una forte spinta innovativa proviene dalle nuove imprese, con 481 startup internazionali Smart AgriFood nate dal 2011 ad oggi, di cui 60, ben il 12%, italiane. «L’innovazione digitale nell’agroalimentare si manifesta dalla produzione in campo alla distribuzione alimentare, passando per la trasformazione e può garantire competitività a uno dei settori chiave per l’economia italiana, che contribuisce per oltre l’11% del PIL e per il 9% sull’export» – ha spiegato Filippo Renga, condirettore dell’Osservatorio Smart AgriFood. «Lo Smart AgriFood da un lato può ridurre i costi di realizzazione di prodotti di alta qualità, dall’altro far crescere i ricavi grazie a una maggiore riconoscibilità o garanzia, ad esempio con sistemi di anticontraffazione o di riduzione dei prodotti non conformi esportati. Ma l’innovazione digitale consente anche di intervenire a supporto dell’intera filiera, garantendo sostenibilità a tutti gli attori del settore, inclusa la produzione in campo».


#Agricoltura40 Più innovazione al servizio della qualità e della sostenibilità
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SMART AGRICULTURE IN CAMPO

Considerato il ruolo “propulsivo” delle startup italiane che stanno dando un contributo sostanziale nell’innovazione del settore agricolo, Data Manager ha scelto di approfondire lo stato dell’arte proprio con una realtà come Evja, startup con sede a Napoli, attiva nei settori Internet of Things e Smart Agricolture. Quando si parla di agroalimentare, l’Italia è tra gli attori principali sia per quanto riguarda la produzione che l’immagine associata al settore. Ma come è possibile mantenere questa leadership se non si investe in innovazione? Abbiamo girato la domanda a Davide Parisi, CEO di Evja, secondo il quale la parola chiave è “smart agriculture” che comprende un ampio insieme di innovazioni tecnologiche volte a migliorare i processi della filiera agricola e a portare le aziende nell’era dell’Agricoltura 4.0. Le soluzioni smart che si sono sviluppate recentemente spaziano dai sensori ai droni, dalla tecnologia satellitare al machine learning e ai big data. Il tutto, ovviamente, applicato a un settore come quello agricolo che solo a un occhio non attento può sembrare geneticamente refrattario all’innovazione, ma che invece è in grado da sempre di evolversi in una dialettica continua tra conservazione e cambiamento.

In questo contesto, Evja ha progettato OPI, un sistema di supporto decisionale per aziende agricole basato su sensori e algoritmi previsionali. «OPI ha attirato subito l’attenzione – ha dichiarato Paolo Iasevoli, COO di Evja – e siamo stati invitati a presentarlo a eventi importanti come il Mobile World Congress di Barcellona, lo SMAU Berlin, il World Food India di Nuova Delhi e il World Agri-Tech Summit di San Francisco, come unico prodotto non americano sul palco». OPI è un sistema integrato hardware/software. Il nodo-sensore viene installato in campo per il monitoraggio in tempo reale dei fattori critici delle colture, come umidità, temperatura, radiazione solare e bagnatura della foglia. «I dati raccolti vengono inviati al sistema centrale con rete mobile o sfruttando la tecnologia LoRa, un network che finora ha visto ben poche applicazioni in agricoltura. Il successo di questa scelta era tutto da verificare, ed è stato validato direttamente sul campo» – ha spiegato il CTO Antonio Affinito.

Riuscire a capire cosa succede nel campo guardando semplicemente lo smartphone offre vantaggi enormi agli agricoltori, ma OPI va anche oltre. Qui entra in gioco il software, che grazie ad algoritmi previsionali riesce a prevenire l’insorgere di malattie e a rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse idriche per l’irrigazione. Tra i modelli previsionali integrati, Evja ha sviluppato anche il primo modello in Europa per la prevenzione della peronospora nella varietà di “Baby leaves”. «In concreto, questo significa che il raccolto finale avrà un residuo più basso – ha spiegato il CEO di Evja Davide Parisi – e gli imprenditori agricoli ne ricaveranno un doppio vantaggio: risparmio in fitosanitari e prodotto più salubre».

Quando si parla di innovazione, è però fondamentale non fermarsi mai. Per questo la missione di Evja di portare l’agricoltura al livello 4.0 continua con nuove sfide. «Stiamo lavorando intensamente sull’evoluzione continua sia di OPI che dell’azienda» – ha dichiarato Iasevoli. «Dopo l’ingresso nel capitale sociale di due colossi del settore come la tedesca BayWa e l’austriaca RWA, stiamo preparando un percorso di scambio tecnologico con Deutsche Telekom e Microsoft». L’obiettivo è chiaro: mantenere alta la competitività delle aziende agricole, rendendole sempre più smart.

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L’Area Experience a Campus Party: il parco di divertimenti digitale è qui https://www.datamanager.it/2018/07/larea-experience-a-campus-party-il-parco-di-divertimenti-digitale-e-qui/ Wed, 11 Jul 2018 13:10:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151098 Accesso libero a oltre 100 postazioni di gioco, simulatori, caccia ai droni, arte e workshop per bambini Un parco dei divertimenti digitale. Più di 100 postazioni di gioco per provare liberamente i videogame di maggior successo. Un’area interamente dedicata alla realtà virtuale. Una mostra interattiva che permetterà ai visitatori di immergersi in alcune installazioni. Droni […]

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Accesso libero a oltre 100 postazioni di gioco, simulatori, caccia ai droni, arte e workshop per bambini

Un parco dei divertimenti digitale. Più di 100 postazioni di gioco per provare liberamente i videogame di maggior successo. Un’area interamente dedicata alla realtà virtuale. Una mostra interattiva che permetterà ai visitatori di immergersi in alcune installazioni. Droni da corsa e sfide folli con i robot-volanti. E poi workshop di ogni genere, anche per i più piccoli.

È quanto troveranno i visitatori nell’Area Experience dal 18 al 21 luglio di Campus Party, l’evento organizzato in collaborazione con Regione Lombardia, che porterà a Milano il meglio della creatività e dell’innovazione digitale e che si svolgerà nei padiglioni di Rho Fiera.

Ci si potrà immergere nell’area gaming, dove vi saranno postazioni di gioco free-to-play, allestite in collaborazione con ASUS ROG (Republic of Gamers); si potranno provare i titoli del mondo eSport, da League of Legends a Fortnite, da Rainbow 6 a Rocket League. Per l’occasione, ci sarà anche una postazione speciale, con la configurazione più potente a cui oggi può accedere un giocatore (Desktop PBA Extreme con schermo LCD PG27UQ), per giocare a Destiny 2. Saranno anche disponibili postazioni Nintendo Switch, per giocare a Zelda Breath of the WIld e l’immancabile Mario.

Sempre parlando di videogame vi saranno anche l’area Indie, totalmente dedicata ai migliori videogiochi indipendenti italiani, e un’area retrogaming, con cabinati in stile sala giochi e postazioni che raccontano la storia del medium.

Nell’area dedicata alla realtà virtuale sarà poi possibile vivere in prima persona tutta l’adrenalina e le emozioni degli sport estremi si potrà sedere alla guida del simulatore Toro Rosso di Red Bull, manovrare la Nave Bergamini con il simulatore di plancia della Marina Militare, provare il brivido della camminata ad alta quota o un’esperienza immersiva di volo.

Sempre in tema di volo, gli appassionati potranno affacciarsi su uno spazio di 500 metri quadri riservato alla corsa dei droni, comandati per l’occasione da piloti professionisti. Qui chi lo vorrà potrà non solo guidarli, ma anche cimentarsi nell’inedito gioco ‘Hit the Drones’, dove si dovrà provare a colpire (con un fucile al plasma) i droni in volo.

Interessante poi tutta l’area dedicata al rapporto fra arte e digitale, con la mostra d’arte interattiva: quadri che prendono vita grazie a Bepart, che porterà un assaggio del MAUA (Museo di Arte Urbana Aumentata) e le installazioni d’arte a cura di ASKER, tra cui OUCH!!, potranno essere ‘esperienziate’ da ogni visitatore.

Infine, da segnalare sono le attività di workshop nella zona Experience Lab, dedicate ai più piccoli e organizzate da DigitusLab: la prima, Scopriamo le emozioni con Thymio, un workshop per i bambini dagli 8 ai 14 anni. Thymio è un piccolo robot educativo che permette di scoprire l’universo della robotica e insegna il linguaggio dei robot.

La seconda, sempre per bambini dagli 8 ai 14 anni, Blind adventure on the Moon con Coderbot, sviluppato dall’Università Bicocca di Milano, un piccolo veicolo dotato di telecamera, sensori di distanza, un microfono e un altoparlante che può muoversi nello spazio ed emettere suoni e parole.

Attività anche per adulti all’Experience Lab, con LEGO Serious Play e due appuntamenti: Riscriviamo il codice sorgente dell’Italia con i mattoncini al Campus Party e La Digital Transformation che vorrei al Campus Party. Questi ultimi a pagamento. Per partecipare basta cliccare qui e qui.

L’accesso all’area Experience è gratuito, dal 18 luglio alle ore 12:00 fino alle ore 21:00 e 19, 20 e 21 luglio dalle 09:00 alle 21:00.

Per saltare la fila, basta registrarsi a questo indirizzo.

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Mamma… li droni! https://www.datamanager.it/2018/05/mamma-li-droni/ Sat, 05 May 2018 12:00:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147014 Grazie ai droni Parrot Bebop e all’innovativa funzione di video editing Flight Director la prossima festa della mamma sarà davvero unica e indimenticabile. Regalatele un video degli attimi più belli passati insieme, immortalati dall’alto e montati a regola d’arte: voi siete il regista, Parrot Bebop il vostro assistente! Un montaggio degno del più grande regista di […]

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Grazie ai droni Parrot Bebop e all’innovativa funzione di video editing Flight Director la prossima festa della mamma sarà davvero unica e indimenticabile. Regalatele un video degli attimi più belli passati insieme, immortalati dall’alto e montati a regola d’arte: voi siete il regista, Parrot Bebop il vostro assistente!

Un montaggio degno del più grande regista di Hollywood!

Quante pellicole ci hanno raccontato storie di mamme e figli facendoci sognare, ridere (e a volte anche piangere)?

Quante volte ci siamo immedesimati in quelle scene e magari avremmo voluto essere proprio noi i protagonisti di quei film, per poter vivere momenti così emozionanti in prima persona?

La mamma è sempre la mamma”, si sa, e il 13 maggio 2018 più che mai! Perché non approfittare dell’occasione per regalarle un bellissimo – e unico – video dei “best moments” passati insieme?

Con Parrot Bebop (1, 2 o Power) e Flight Director, la nuova funzione di video editing dell’app FreeFlight Pro di Parrot, potrete davvero stupirla con effetti speciali!

Definite la durata del montaggio, scegliete il vostro stile, selezionate la colonna sonora e i filtri da applicare. Algoritmi incredibili – sviluppati da muvee®, azienda pioniera nel campo dei software di video editing automatici – analizzano i movimenti del drone per selezionare solo le migliori sequenze del video! Il montaggio dei vostri migliori momenti viene creato automaticamente e può essere condiviso (in formato mp4) in modo rapidissimo.

In poche semplici mosse, quindi, vestirete i panni di un regista cinematografico e, con il minimo sforzo, avrete a disposizione un piccolo capolavoro che vi aiuterà a rendere indimenticabile e anche un po’ diversa dal solito questa festa, con un regalo fuori dal comune!

Mettete alla prova il vostro talento cinematografico e festeggiate al meglio la mamma… con Parrot!

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Milano Fashion Week 2018, il fascino della moda e il potere dei simboli https://www.datamanager.it/2018/03/milano-fashion-week-2018-fascino-della-moda-potere-dei-simboli/ Thu, 15 Mar 2018 13:22:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143707 Il calendario della Milano Fashion Week ha registrato il boom di eventi e presenze. Con un totale di 156 collezioni presentate in passerella, il sistema italiano della Moda si conferma come un’industria solida e dinamica, che però deve scontare una certa «frammentazione» nella catena di trasmissione delle competenze tecniche e della formazione del talento – […]

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Il calendario della Milano Fashion Week ha registrato il boom di eventi e presenze. Con un totale di 156 collezioni presentate in passerella, il sistema italiano della Moda si conferma come un’industria solida e dinamica, che però deve scontare una certa «frammentazione» nella catena di trasmissione delle competenze tecniche e della formazione del talento – come ha chiarito il sottosegretario al MiSE, Ivan Scalfarotto, in occasione della presentazione del suo libro “White Book. Imparare la moda in Italia” (ed. Marsilio). Il Sistema Moda Italia vale oltre 5 punti di PIL, con un giro d’affari passato dagli 80 miliardi del 2014 agli 87 del 2017 (dati Camera della Moda).

 

Tra le 146 aziende principali del settore, il 40% delle quali è in mano straniera. La crescita del settore si è registrata anche nell’export, con un +5,8% registrato tra gennaio e novembre del 2017 e un balzo in avanti nei mercati di Cina (+16%) e Russia (+14%). Ma torniamo al glamour delle passerelle, lasciando da parte i numeri che però ci dimostrano quanto il fashion sia un sistema commerciale e finanziario molto complesso, in cui l’innovazione di prodotto e di processo gioca un ruolo centrale alla pari di altre industry. Se gli abiti stanno all’identità come le parole al linguaggio, occorre stare molto attenti a quello che indossiamo e soprattutto al messaggio che lanciamo. Così dopo le teste clonate di Gucci, abbiamo visto sfilare i droni di Dolce & Gabbana. Due modi diversi di interpretare l’impatto della tecnologia. Due modi di leggere la realtà: riduzionismo e antiriduzionismo.


#MFW2018 Dalla passerella alla supply chain, quando la tecnologia è di #moda
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Da una parte la paura della perdita del controllo, che si traduce in un monito “tête-à-porter”, dall’altro il gioco dell’equilibrio e la celebrazione della “devozione” assoluta nelle “sorti magnifiche e progressive”. Per la prima volta in passerella i droni hanno rubato la scena alle modelle in carne e ossa. Il primato però spetta a Fendi che aveva utilizzato una flotta di aeromobili a pilotaggio remoto (APR) per la ripresa dal vivo della sfilata Donna Autunno/Inverno 2014-15. Se l’intelligenza artificiale è la tendenza del 2018, il mondo della robotica umanoide è pronto a invadere le passerelle. Poche settimane fa, alla New York Fashion Week, la supermodel Irina Shayk aveva sfilato in compagnia di un robot alto più di due metri. Forse, alle sfilate di Pitti Bimbo a Firenze (dal 21 al 23 giugno) assisteremo al debutto in passerella anche di iCub, il robot bambino (ormai adolescente) nato dal lavoro di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova.

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TensorFlow aiuta l’esercito americano con l’Intelligenza Artificiale https://www.datamanager.it/2018/03/tensorflow-aiuta-lesercito-americano-lintelligenza-artificiale/ Fri, 09 Mar 2018 09:54:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143179 Il linguaggio di machine learning di Google analizzerà i video con i voli dei droni del nemico, per studiare i percorsi e scovarne le basi Una delle più grandi minacce alla sicurezza internazionale è rappresentata dai droni. Piccoli o grandi che siano, gli aeromobili senza pilota sono un concreto pericolo sia per la società occidentale […]

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Il linguaggio di machine learning di Google analizzerà i video con i voli dei droni del nemico, per studiare i percorsi e scovarne le basi

Una delle più grandi minacce alla sicurezza internazionale è rappresentata dai droni. Piccoli o grandi che siano, gli aeromobili senza pilota sono un concreto pericolo sia per la società occidentale che per i conflitti nel Medio Oriente. L’esercito degli Stati Uniti, da tempo, cerca di combattere il percorso dei droni prima che arrivino a destinazione, incontrando evidenti problemi logistici. Le nuove tecnologie consentono infatti a un soggetto di guidare da remoto tali macchine, rendendo difficoltoso il riconoscimento di basi e stazioni di partenza. Grazie all’Intelligenza Artificiale le cose potrebbero presto andare meglio. In particolare, il linguaggio di machine learning TensorFlow di Google, consentirà allo US Army di ottenere dati fondamentali sulle operazioni di monitoraggio e attacco dei droni, studiando i video già in possesso.

AI per la sicurezza

Tramite l’iniziativa Project Maven, gli analisti di Big G realizzeranno una piattaforma ad-hoc per l’esercito USA, che potrà così dare senso analitico alle informazioni visuali contenute nei filmati. A quanto pare, qualche sviluppatore interno di Google non è molto contento della collaborazione tra la multinazionale e l’Army a stelle e strisce. Il motivo? Nessuno, al momento, può assicurare che l’AI basata su TensorFlow verrà utilizzata solo a scopo difensivo e non di attacco. Ma è la stessa compagnia a fugare ogni dubbio: “La tecnologia sviluppata per l’esercito è per usi non offensivi.

In ambito militare l’apprendimento automatico solleva preoccupazioni dovute ma il solo obiettivo che ci guida è riconoscere elementi di valore, tramite gli algoritmi, che possano servire per evitare danni su vasta scala a persone e strutture”. Con tutta probabilità, l’uso del machine learning in simili campi crescerà con il passare del tempo. È la naturale conseguenza della digitalizzazione delle tecniche belliche, sempre più fondate su strategie fatte di bit.

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Droni: Roma la capitale italiana dei robot volanti https://www.datamanager.it/2018/02/droni-roma-la-capitale-italiana-dei-robot-volanti/ Tue, 20 Feb 2018 16:21:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141600 Torna il 21/2 l’evento “Roma Drone Campus 2018” Per due giorni, Roma sarà la capitale italiana dei droni. Apre infatti domani 21 febbraio “Roma Drone Campus 2018”, quinta edizione dell’unico evento professionale in Italia dedicato ai sistemi a pilotaggio remoto, che proseguirà fino a giovedì 22 presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre (via V. Volterra […]

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Torna il 21/2 l’evento “Roma Drone Campus 2018”

Per due giorni, Roma sarà la capitale italiana dei droni. Apre infatti domani 21 febbraio “Roma Drone Campus 2018”, quinta edizione dell’unico evento professionale in Italia dedicato ai sistemi a pilotaggio remoto, che proseguirà fino a giovedì 22 presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre (via V. Volterra 62, ore 9-17). “E’ un appuntamento ormai tradizionale per tutta la ‘drone community’ italiana, dedicato agli operatori e ai professionisti di questo settore”, spiega Luciano Castro, presidente di Roma Drone. “I droni saranno sempre più presenti nella nostra vita quotidiana: in questi due giorni, cercheremo perciò di capire quali sviluppi avrà questa sofisticata tecnologia nel prossimo futuro in Italia e nel mondo”. Tante le novità: c’è il drone per trasportare sangue tra ospedali, il drone a forma di uccello per la prevenzione degli incendi e anche il drone-aliante lanciato da un pallone stratosferico per le rilevazioni meteorologiche. E poi il drone sottomarino per le ricerche archeologiche, il drone-barca a vela che tenterà di attraversare l’Atlantico e addirittura un futuro drone per il trasporto passeggeri.

A “Roma Drone Campus 2018”, non mancheranno anche i prodotti professionali appena arrivati sul mercato internazionale. Saranno così presentati i nuovissimi droni del colosso cinese DJI, come il “Matrice 200” per applicazioni industriali e nel settore della sicurezza e il piccolo “Mavic Air” pieghevole e ultraportatile. Sempre dalla Cina, altre novità saranno portate da Yuneec, che esporrà l’esacottero “Typhoon H 520” e l’ala fissa “Firebird FPV”, e anche da Swellpro, che presenterà i due droni per l’utilizzo sul mare “Splash Drone” e “Agile”. Da parte sua, la francese Parrot esporrà i quadricotteri “Bebop Pro Thermal” e “Bebop Pro 3D Modeling”, oltre ai droni per applicazioni in agricoltura “Bluegrass” e “Disco Pro AG”. Pure le aziende italiane porteranno diverse novità. Tra queste, Nimbus esporrà l’esacottero “PPL-620”, utilizzato anche per sorvegliare il G7 a Taormina, mentre iDroni presenterà il “Venture Inspection” per il monitoraggio di infrastrutture e la ricerca&soccorso, i droni acquatici “PowerRay” e “PowerDolphin” e il nuovo “Skycopter” per utilizzi in ambienti chiusi.

Il programma di “Roma Drone Campus 2018” si aprirà domani mattina con la conferenza plenaria inaugurale “Roma Drone Conference 2018”, a cui interverrà anche il rettore dell’Università Roma Tre, prof. Luca Pietromarchi. Durante questa conferenza, istituzioni ed esperti faranno il punto sullo sviluppo del mercato dei droni in Italia. Saranno inoltre assegnati i “Roma Drone Awards 2018” alla Polizia di Stato, alla Croce Rossa Italiana e ad alcune strutture universitarie e start-up. Seguiranno oltre 100 corsi e seminari su vari argomenti, dalla presentazione di nuovi droni e sistemi a corsi per specifiche figure professionali fino a conferenze su singoli progetti e applicazioni. La manifestazione, che è organizzata dall’associazione Ifimedia e da Mediarkè, ha ricevuto numerosi patrocini, tra cui: i ministeri della Difesa e dell’Ambiente, la Città Metropolitana di Roma Capitale, ENAC, ANSV, CNR, ENEA, ENAV e le Associazioni del settore droni ASSORPAS, FIAPR, AOPA Italia, UASIT, AIDRONI e EDPA. Partner scientifici sono il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre e la Link Campus University. La manifestazione è supportata da un gruppo di Aziende partner: iDroni (sponsor), Aerovision (sponsor), Nimbus, PersonalDrones, Accademia del Drone, Prodron, EuroUSC Italia, Achrom, DJI, Yuneec e Parrot.

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Vodafone testa il primo sistema IoT di monitoraggio e sicurezza per droni https://www.datamanager.it/2018/02/vodafone-testa-primo-sistema-iot-monitoraggio-sicurezza-droni/ Tue, 20 Feb 2018 15:19:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141571 Vodafone si prepara a proteggere i nostri cieli testando il primo sistema IoT di monitoraggio e sicurezza per droni Vodafone ha annunciato oggi l’inizio della sperimentazione del primo sistema al mondo per il controllo e la sicurezza del traffico dei droni. L’approccio pionieristico di Vodafone utilizza la tecnologia innovativa Internet of Things (IoT) 4G per […]

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Vodafone si prepara a proteggere i nostri cieli testando il primo sistema IoT di monitoraggio e sicurezza per droni

Vodafone ha annunciato oggi l’inizio della sperimentazione del primo sistema al mondo per il controllo e la sicurezza del traffico dei droni. L’approccio pionieristico di Vodafone utilizza la tecnologia innovativa Internet of Things (IoT) 4G per proteggere gli aeromobili dal rischio di collisioni e prevenire incursioni involontarie o criminali di droni in luoghi sensibili come aeroporti, prigioni e ospedali.

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I droni civili commerciali sono troppo piccoli per essere tracciati dai radar convenzionali e rappresentano in tutto il mondo un grosso rischio per i piloti, soprattutto nelle immediate vicinanze di campi d’aviazione e aeroporti. I droni vengono utilizzati anche per attività criminali come il contrabbando di droga e la consegna di beni di contrabbando all’interno delle carceri. Inoltre, i servizi di sicurezza e intelligence sono sempre più preoccupati che i terroristi possano compiere attacchi con droni adattati al trasporto di piccole cariche esplosive e guidati con il GPS verso il bersaglio.

Il rischio, per gli aerei, sta crescendo in misura esponenziale. Un’analisi svolta dal progetto SESAR (Single European Sky Air Traffic Management Research) indica che entro il 2050 nelle aree più densamente popolate dell’Unione europea si registreranno ogni anno più di 250 milioni di ore di volo di droni, sette volte maggiori di quelle cumulative effettuate annualmente dai velivoli convenzionali con equipaggio a bordo.

I test di Vodafone realizzati con tecnologia IoT per la sicurezza e il monitoraggio dei droni supportano gli obiettivi dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA), con la quale Vodafone ha collaborato. Attualmente l’EASA sta sviluppando nuove regole paneuropee per regolamentare l’utilizzo dei droni.**

Inoltre la nuova tecnologia sviluppata da Vodafone dà all’Unione europea più opportunità per affermarsi come centro d’innovazione globale nella tecnologia dei droni, in linea con la visione “U-space” della Commissione europea per l’utilizzo in sicurezza dei droni.

Tecnologia d’avanguardia

Vodafone ha sviluppato il primo Radio Positioning System (RPS) per droni, che si serve di un modem 4G e una SIM integrati nei dispositivi. Questo consente:

  • il monitoraggio in tempo reale del drone (con un margine d’errore che non supera i 50 metri) da parte dell’operatore e degli organismi autorizzati, come quelli preposti al controllo del traffico aereo;
  • il controllo over-the-horizon e oltre la linea visiva da parte dell’operatore, con notevole riduzione del rischio di incursioni accidentali del drone quando l’operatore lo perde di vista;
  • il geofencing protettivo, con droni pre­-programmati per atterrare automaticamente o tornare dall’operatore nel caso in cui si avvicinino a zone di esclusione prestabilite (come aeroporti e carceri);
  • l’intervento di emergenza remoto, per dare modo alle autorità di escludere il controllo dell’operatore nel caso in cui sia necessario modificare la traiettoria di un drone o farlo atterrare;
  • l’identificazione elettronica basata su SIM e la registrazione del proprietario.

Le reti mobili 4G operano con sistemi di sicurezza efficaci e collaudati, come la crittografia end-to-end e over-the-air dalla SIM alla stazione base. I dati di localizzazione RPS sono molto più difficili da hackerare o falsificare rispetto a quelli GPS, e anche la connessione dati utilizzata per controllare il drone, se confrontata con gli attuali protocolli di controllo radio, offre all’operatore notevoli vantaggi, come una maggiore resilienza e più feedback in tempo reale over-the-horizon.

Per consentire il monitoraggio e il controllo a distanza di un numero molto elevato di droni, l’RPS Vodafone è stato combinato con algoritmi di Intelligenza Artificiale, anch’essi sviluppati da Vodafone. Vodafone ha reso di pubblico dominio sia la ricerca sull’RPS, sia la proprietà intellettuale ad essa associata, rinunciando ai diritti di licenza per il suo riutilizzo, al fine di accelerare in tutto il mondo il processo di sviluppo della sicurezza dei droni e di innovazione della geolocalizzazione.

In occasione di un test preliminare effettuato alla fine del 2017 – il primo del genere al mondo – Vodafone ha utilizzato la sua rete 4G per controllare un drone X-UAV da 2 chilogrammi con un’apertura alare di 1,3 metri. Per tutta la durata del test – che si è svolto lungo una rotta di 32 chilometri intorno alla città spagnola di Isla Mayor, vicino a Siviglia – il drone ha trasmesso un feed video HD in tempo reale e dati di volo che includevano velocità, posizione RPS e coordinate GPS.

Ulteriori test, coordinati con le autorità competenti, saranno programmati per tutto il 2018 in Spagna e Germania, con l’obiettivo di rendere il sistema di controllo e sicurezza dei droni di Vodafone disponibile per uso commerciale a partire dal 2019.

La tecnologia su cui si basa l’RPS verrà anche utilizzata, in futuro, per potenziare la funzionalità di altri dispositivi IoT, dalle etichette per i bagagli alle biciclette. In alcuni dispositivi IoT l’RPS potrebbe inoltre supportare o sostituire il GPS, consentendo di migliorare la localizzazione soprattutto in ambienti chiusi, realizzare dispositivi più piccoli, e avere un più alto margine di sicurezza.

“Questa innovazione rivoluzionaria di Vodafone contribuirà a garantire la sicurezza dei cieli quando i droni saranno dappertutto,” ha dichiarato Johan Wibergh, Chief Technology Officer di Vodafone Group.

“La Commissione sostiene tutti i test finalizzati alla realizzazione del progetto U-space per la sicurezza delle attività dei droni commerciali nell’UE – c’è una rete sempre più estesa di dimostrazioni e progetti in tutta l’Unione. Non vediamo l’ora di conoscere i risultati del lavoro di Vodafone,” ha detto il vice direttore generale della Commissione Europea, Matthew Baldwin.

E infine Yves Morier, consigliere principale del Flight Standards Director dell’EASA, ha dichiarato: “Accogliamo con favore l’attenzione di Vodafone per lo sviluppo di nuovi approcci volti a garantire un uso sicuro e responsabile dei droni”.

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Droni: premio alla Polizia di Stato per i voli anti-terrorismo https://www.datamanager.it/2018/02/droni-premio-alla-polizia-voli-anti-terrorismo/ Tue, 20 Feb 2018 11:32:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141433 Un premio alla Polizia di Stato per aver utilizzato i droni in occasione di importanti vertici internazionali e grandi eventi di spettacolo a supporto dei controlli anti-terrorismo. Sarà consegnato mercoledì prossimo 21 febbraio, in occasione della conferenza inaugurale di “Roma Drone Campus 2018”, l’unico evento professionale in Italia dedicato ai sistemi a pilotaggio remoto, che […]

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Un premio alla Polizia di Stato per aver utilizzato i droni in occasione di importanti vertici internazionali e grandi eventi di spettacolo a supporto dei controlli anti-terrorismo.

Sarà consegnato mercoledì prossimo 21 febbraio, in occasione della conferenza inaugurale di “Roma Drone Campus 2018”, l’unico evento professionale in Italia dedicato ai sistemi a pilotaggio remoto, che si svolgerà a Roma presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre (Via V. Volterra 62, ore 9.30). Il premio, denominato “Roma Drone Awards 2018”, sarà ritirato dal dott. Maurizio Vallone, direttore del Servizio per il Controllo del Territorio della Polizia di Stato. Un altro riconoscimento verrà assegnato alla Croce Rossa Italiana (CRI), per la sperimentazione avviata dal Comitato CRI di Bologna nell’impiego operativo dei droni in attività di prevenzione e soccorso in caso di emergenza. La conferenza inaugurale e la cerimonia di premiazione saranno trasmesse in streaming video su www.romadrone.it.

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Riceveranno i “Roma Drone Awards 2018” anche due strutture universitarie. La prima è l’Università di Bologna, con il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia Elettrica e dell’Informazione (DEI), che ha guidato lo sviluppo di “Sherpa”, il progetto europeo per il soccorso in ambiente alpino che prevede anche l’impiego di droni aerei e terrestri. La seconda è invece la MDM Team, uno spin-off dell’Università di Firenze, per aver contribuito al progetto “ArcheoSub” con il drone subacqueo “Zeno”, destinato alla scoperta di nuovi siti archeologici sottomarini e alla tutela e valorizzazione di quelli esistenti. Un altro premio sarà consegnato alla start-up casertana TopView per il progetto “SAV-ES”, relativo ad un drone esarotore alimentato tramite un cavo dalla stazione a terra, consentendo un’autonomia di volo praticamente illimitata. L’ultimo premio – intitolato a Benito Pagnanelli, noto esperto in assicurazioni aerospaziali, recentemente scomparso – sarà consegnato ad un giovane di talento: si tratta di Matteo Sacchetti, ventenne ravennate, oggi studente al primo anno del Politecnico di Milano, che ha realizzato il “Glove Controller”, un prototipo di un guanto tecnologico con cui è possibile pilotare un drone. La giuria che ha assegnato questi sei premi è composta da giornalisti specializzati nel settore aerospaziale e scientifico.

Il programma di “Roma Drone Campus 2018”, che si svolgerà nei giorni 21 e 22 febbraio, prevede oltre 100 corsi, seminari e conferenze sull’utilizzo professionale dei droni. La manifestazione, che è organizzata dall’associazione Ifimedia e da Mediarkè, ha ricevuto numerosi patrocini, tra cui: i ministeri della Difesa e dell’Ambiente, l’Assessorato Roma Semplice del comune di Roma, la Città Metropolitana di Roma Capitale, ENAC, ANSV, CNR, ENEA e le Associazioni del settore droni ASSORPAS, FIAPR, AOPA Italia, UASIT, AIDRONI e EDPA. Partner scientifici sono il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre e la Link Campus University. La manifestazione è supportata da un gruppo di Aziende partner: iDroni (sponsor), Aerovision (sponsor), Nimbus, PersonalDrones, Accademia del Drone, Prodron, EuroUSC Italia, Achrom, DJI, Yuneec e Parrot. Il pass ha un costo di 15 euro (valevole per i 2 giorni) e consente anche di richiedere l’Attestato di partecipazione.

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