Elmec Informatica – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 25 Mar 2026 08:50:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Elmec Informatica – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Elmec presenta il Data Gathering 2026 e analizza le nuove frontiere del cybercrime https://www.datamanager.it/2026/03/elmec-presenta-il-data-gathering-2026-e-analizza-le-nuove-frontiere-del-cybercrime/ Wed, 25 Mar 2026 08:50:59 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251770 Dal boom di credenziali sottratte, all’uso dell’AI nei phishing, fino alle nuove sfide NIS2 e OT security: i dati di 211 aziende italiane mostrano perché la sicurezza è ormai una questione di resilienza del business La sicurezza informatica si conferma una priorità strategica per le imprese, in un contesto caratterizzato da una digitalizzazione sempre più […]

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Dal boom di credenziali sottratte, all’uso dell’AI nei phishing, fino alle nuove sfide NIS2 e OT security: i dati di 211 aziende italiane mostrano perché la sicurezza è ormai una questione di resilienza del business

La sicurezza informatica si conferma una priorità strategica per le imprese, in un contesto caratterizzato da una digitalizzazione sempre più pervasiva, innovazioni tecnologiche rapide e scenari geopolitici complessi. Nel 2025, le aziende hanno affrontato minacce sofisticate e in rapida evoluzione, dimostrando come la sicurezza informatica non sia più un tema tecnico, ma un fattore centrale per garantire resilienza e continuità del business.

È questa la fotografia che emerge nel nuovo “Data Gathering 2026: report sullo stato della cyber security in Italia nel 2025” di Elmec Informatica; un documento che analizza 211 aziende clienti e mette in relazione i dati raccolti durante lo svolgimento delle attività di monitoraggio degli asset e delle infrastrutture IT.

“Viviamo una fase in cui geopolitica e cybersicurezza incidono in modo diretto sul business e sulla quotidianità.” afferma Filadelfio Emanuele, CISO di Elmec Informatica. “I dati del nostro Data Gathering confermano un aumento costante degli attacchi, con il ransomware ancora in prima linea e oltre il 60% degli incidenti che nasce da compromissioni dell’identità. In questo scenario, la sicurezza non può più essere frammentata: serve un approccio end-to-end, capace di coniugare protezione e resilienza del business. Normative come la NIS2 stanno già contribuendo ad alzare il livello di maturità delle organizzazioni, mentre l’intelligenza artificiale ridefinisce i tempi di reazione, riducendoli drasticamente. La collaborazione tra partner e la costruzione di ecosistemi solidi diventano quindi elementi chiave per affrontare una minaccia che non ha più confini.”

Crescita degli attacchi e sofisticazione del cybercrime

Il totale dei tentativi di attacco rilevati e bloccati l’anno scorso nel mondo, supera la quota di 678 milioni, pari a 1,86 milioni al giorno, ovvero un attacco ogni 21,5 secondi.

Se guardiamo a Elmec, durante le attività di monitoraggio sono state rilevate oltre 21.000 anomalie (segnalazioni generate a seguito di un comportamento potenzialmente sospetto) e oltre 12.000 incident (tentativi di violazione dell’infrastruttura IT rilevati dai sistemi di difesa), di cui 36 hanno avuto un impatto significativo sulle attività, in aumento rispetto ai 29 gestiti l’anno prima.

I principali vettori di attacco rimangono lo sfruttamento di vulnerabilità software, le credenziali rubate e le e-mail di phishing, confermando il ruolo critico delle debolezze tecnologiche e del fattore umano.

Geografia degli attacchi nel mondo

Un elemento particolarmente rilevante emerso dal report riguarda la provenienza geografica degli attacchi. Analizzando il 20% del campione più colpito, la Top 4 dei Paesi da cui provengono i tentativi è così distribuita: Irlanda (5,4%, circa 36 milioni di attacchi), Stati Uniti (4,5%, 30 milioni), Italia (2,7%, 18 milioni) e Germania (2,6%, 17 milioni).

Rispetto agli anni precedenti, dai vertici della classifica spariscono i Paesi emergenti e le nazioni del blocco orientale, indicando che la maggior parte dei tentativi di attacco proviene ora da Stati occidentali. Questa evoluzione può riflettere la scelta dei gruppi cyber criminali di muoversi da territori politicamente meno sospetti, ma dotati di infrastrutture digitali avanzate e ampie capacità di calcolo.

Contestualmente, si conferma il trend già osservato dal 2024, con un volume significativo di attacchi che partono dall’Italia. Una dinamica legata, sia alla presenza di data center internazionali, che a strategie d’attacco sempre più raffinate, capaci di sfruttare la prossimità geografica per superare i primi livelli di difesa basati sulla geolocalizzazione.

Fattore umano e intelligenza artificiale: vulnerabilità emergenti

L’analisi evidenzia come il fattore umano continui a rappresentare una delle principali vulnerabilità. Nei test di simulazione phishing condotti da Elmec, il 50% ha aperto email sospette e tra questi il 55% ha cliccato sul link malevolo, mentre solo il 9% ha segnalato il messaggio come sospetto.

Un elemento nuovo riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Gli attaccanti, sfruttando l’AI generativa, creano campagne di phishing sempre più sofisticate e personalizzate, raggiungendo un click-through rate del 54%, contro il 12% delle e-mail redatte manualmente. Il dato positivo è che la formazione degli utenti riduce significativamente il rischio: a livello globale, dopo 12 mesi di training strutturato, la suscettibilità al phishing cala dell’86%.

Sul fronte delle credenziali, secondo i dati delle principali threat intelligence, nel primo semestre 2025 sono state sottratte 1,8 miliardi di credenziali tramite malware infostealer, con un incremento dell’800% rispetto al semestre precedente. A livello globale, gli account violati hanno superato i 425 milioni (+18%), evidenziando la centralità della protezione degli accessi. Nel totale delle credenziali monitorate dal campione Elmec, è significativo che il 25% degli account non ha impostato una scadenza per la password e il 6% utilizza una password esposta nel dark web. Questi aspetti riflettono una criticità diffusa che richiede interventi immediati sulle policy di gestione delle identità.

Trend 2026: verso ecosistemi unificati e sicurezza evoluta

Il 2026 si apre in un contesto di cybersecurity sempre più complesso e frammentato, dove le aziende stanno spingendo verso ecosistemi unificati in grado di gestire la sicurezza di rete, cloud e applicazioni, riducendo le complessità derivanti dall’integrazione di sistemi diversi.

Nel 2026 le aziende dovranno dedicare maggiore attenzione alle procedure di container security per proteggere i container in tutte le fasi del ciclo di vita; le principali minacce riguardano configurazioni di accesso troppo permissive, esposizioni legate alle immagini, container escape, API non sicure e l’utilizzo di componenti compromesse di terze parti.

Tra i trend del 2026 emergono l’autenticazione passwordless, che sostituisce le password con strumenti per generare passkey, e l’utilizzo di dati biometrici “liveness”, ossia autenticazioni che richiedono azioni specifiche dell’utente come espressioni facciali o modelli vocali, per contrastare fenomeni come i deepfake.

Un altro fronte cruciale riguarda la OT security, che rimane una delle principali criticità per le aziende: come riportato dall’Annual OT Cybersecurity Year in Report di Drago, nel 2025 sono emersi nuovi gruppi hacker specializzati nella violazione delle macchine di produzione. Per questo, l’investimento prioritario per le aziende consiste nel monitoraggio continuo della rete di produzione, al fine di rilevare tempestivamente accessi non autorizzati e attivare le opportune contromisure.

Il Data Gathering 2026 è stato al centro dell’evento “Summit 30: Security”, la giornata di formazione e confronto ospitata al Campus Elmec di Brunello (VA) che ha riunito imprese e specialisti di sicurezza informatica. Oltre ai dati, si è discusso di incident response, Zero Trust, Hybrid Cloud, OT security e NIS2, con l’obiettivo di integrare tecnologia, processi e competenze umane in un ecosistema di sicurezza realmente end‑to‑end.

L’analista geopolitica, reporter e scrittrice, Greta Cristini, ha tenuto per l’occasione, il talk dal titolo “Dentro il disordine mondiale: le nuove geografie del potere”. Ha mostrato come la rapida evoluzione del contesto geopolitico internazionale, stia generando delle ripercussioni importanti sui mercati globali. Un equilibrio sempre più fragile, segnato da una condizione di emergenza permanente e da una progressiva escalation sempre più imprevedibile. In questo scenario, dove l’approvvigionamento delle materie prime, i costi dell’energia e le rotte mercantili sono in costante variazione, il livello tecnologico resta il principale fattore di competitività, sia che si tratti di Paesi, che di imprese.

In seguito, Cristini ha moderato gli interventi di Cesare Pedrazzini, CIO di Esprinet Italia; Luca Savoia Head of Consulting Partner di Forvis Mazars Italia; Andrea Fiori, Responsabile IT Delivery di Elmec; Filadelfio Emanuele, CISO di Elmec. I quattro relatori si sono confrontati sul ruolo dell’IT e sulla sua evoluzione da funzione tecnica, a leva strategica per il business: dalla diffusione di una cultura del rischio e della formazione continua, alla protezione di dati e identità con un approccio security by default, fino alla gestione consapevole della supply chain, con fornitori selezionati e responsabilità condivise. Un’evoluzione che mette al centro la continuità operativa, in un panorama internazionale sempre più dinamico.

In sintesi, anche per il 2026 le sfide sono molteplici: minacce AI, OT security, sicurezza dei container e gestione del fattore umano, oltre ai mezzi già consolidati come phishing e ransomware. È oggi sempre più importante rafforzare i sistemi di monitoraggio e detection, strutturare adeguati processi di remediation e cogliere le opportunità offerte dall’entrata in regime della NIS2. L’adeguamento normativo non deve essere considerato solo un obbligo di compliance, ma un vero investimento per il futuro dell’impresa.

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CybergON lancia il Data Gathering 2025 e svela la nuova geografia del cybercrime https://www.datamanager.it/2025/05/cybergon-lancia-il-data-gathering-2025-e-svela-la-nuova-geografia-del-cybercrime/ Wed, 14 May 2025 07:55:50 +0000 https://www.datamanager.it/?p=245253 L’andamento degli incidenti cyber continua a crescere in maniera significativa, con un incremento del 15% in Italia e del 27% a livello mondiale, in particolare per quanto riguarda gli attacchi con conseguenze gravi. Nel 70% dei casi phishing e ransomware sono le cause principali Il panorama della sicurezza informatica in Italia è sempre più complesso […]

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L’andamento degli incidenti cyber continua a crescere in maniera significativa, con un incremento del 15% in Italia e del 27% a livello mondiale, in particolare per quanto riguarda gli attacchi con conseguenze gravi. Nel 70% dei casi phishing e ransomware sono le cause principali

Il panorama della sicurezza informatica in Italia è sempre più complesso e instabile. La crescita degli attacchi informatici, favorita dall’uso di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e dall’evoluzione del crimine informatico in modalità “as-a-service”, impone un cambio di passo nella difesa aziendale. In questo scenario di “guerra digitale permanente”, il monitoraggio continuo e la condivisione dei dati diventano strumenti fondamentali per affrontare una minaccia che non conosce confini, né tregua. Questa fotografia sullo stato dell’arte della cybersecurity in Italia trova riscontro nella quarta edizione del report Data Gathering 2025 di CybergON, la business unit di Elmec Informatica dedicata alla cybersecurity.

“Siamo entrati in quella che si può definire una nuova forma di normalità, nella quale l’attacco informatico non è più solo un’eventualità, ma è diventato una certezza” – afferma Elisa Ballerio, Security Marketing Director and Communication Coordinator di Elmec Informatica – “Per questo oggi è imprescindibile per le aziende investire in prevenzione, formazione e collaborazione proattiva. Si deve lavorare per creare una cultura della resilienza informatica.”

Il ruolo cruciale dell’Intelligenza Artificiale e del fattore umano

L’indagine di CybergON si basa sull’attività di monitoraggio e risposta su un campione di 173 aziende di diversi settori merceologici. Rispetto all’anno precedente, il dataset preso in esame si è ampliato e prende in considerazione circa 54.000 asset IT suddivisi in hardware, come dispositivi personali, server, router e firewall, e software, ovvero tutte le applicazioni e i programmi utilizzati da un’azienda per lo svolgimento delle proprie attività.

Ciò che salta immediatamente all’occhio dallo studio è che l’andamento degli incidenti cyber nel nostro Paese è in continua crescita a causa di strumenti di attacco evoluti come l’AI generativa e di modelli “as-a-service”, che permettono anche ad attori con competenze tecniche meno avanzate di sfruttare strumenti più evoluti in grado di violare le infrastrutture aziendali. Basti pensare che solo nel 2024 sono stati rilevati 13.000 incidenti informatici e 20.500 anomalie nei sistemi aziendali italiani. Di questi, il 70% degli incidenti con impatto grave è stato causato da campagne di phishing e ransomware, grazie alla disponibilità di malware già pronti all’uso in modalità Ransomware-as-a-Service.

Secondo lo studio condotto da VulnCheck, le vulnerabilità attivamente sfruttate nel corso del 2024 sono aumentate del 20% e tra quelle critiche, il 23% è stato indicizzato come zero day. Quelle sfruttate sono prevalentemente legate ai sistemi aziendali esposti su internet o a disposizione della supply chain. Questo dato rappresenta un chiaro segnale di un cybercrime sempre più efficace e sottolinea come la collaborazione tra enti governativi, vendor e realtà private sia fondamentale per rafforzare i sistemi di difesa dell’intero ecosistema digitale.

Infine, nel Data Gathering 2025 di CybergON si sottolinea come il tempo di fermo in caso di attacco pervasivo può variare tra i 7 e i 14 giorni, mentre il tempo necessario per recuperare almeno l’80% dell’operatività è influenzato da fattori quali l’organizzazione e le attività svolte dall’azienda colpita e le procedure di remediation previste. Per questo, tale tempistica può oscillare tra le 2 settimane e i 2 mesi.

Aumentano le connessioni malevole da Paesi Europei

Analizzando la provenienza delle attività malevole nel 2024, si osservano due principali trend. Il primo è che sono diminuiti i tentativi di attacco con origine nei Paesi emergenti e sono cresciute le connessioni generate dagli Stati occidentali da attribuire al rafforzamento delle difese aziendali, che richiede tecniche di attacco più sofisticate e attori più competenti, ma anche all’uso crescente di grossi cloud provider europei come punto di partenza per gli attacchi, sia alle grandi aziende, che alle PMI. Il secondo riguarda proprio la crescita esponenziale delle attività malevole provenienti dall’Italia, arrivando a rappresentare il 98% degli attacchi totali verso le piccole aziende. Le possibili motivazioni includono il costo inferiore delle competenze tecniche nel mercato del cybercrime italiano e la necessità degli hacker di utilizzare risorse locali per eludere i sistemi di difesa basati sulla sorgente delle connessioni, dato che molte aziende considerano attendibili le connessioni nazionali. Pertanto, attaccando aziende italiane dall’Italia è possibile bypassare facilmente un primo livello di sicurezza.

A questo proposito, dal report è possibile riconoscere l’esistenza di tre differenti top 5 di aree da cui provengono la maggior parte delle minacce informatiche stilate in base alla dimensione delle imprese prese in esame. Per quanto riguarda le grandi aziende, la maggior parte dei tentativi di attacco è stata rilevata in Spagna, Azerbaijan, Bulgaria, Italia e Romania; nella fascia delle medie imprese risultano invece attive principalmente Irlanda – dato che riflette la collocazione dei principali data center AWS in Europa – Azerbaijan, Germania, Italia e Canada; infine, per quanto riguarda il segmento delle piccole imprese, troviamo al primo posto l’Italia, che nell’arco di un anno ha scalato la classifica fino a rappresentare il 98% degli eventi malevoli intercettati, seguita da Germania, Olanda, Russia, Hong Kong. Rimangono attivi in questa fascia anche gruppi provenienti da nazioni in via di sviluppo come Egitto e Panama, i cui attacchi sono spesso facilitati dai livelli di protezione generalmente meno avanzati delle piccole aziende, permettendo l’accesso anche a cyber criminali con competenze meno evolute.

Quali saranno i trend del 2025

Da una prima analisi degli attacchi verificatisi a gennaio e febbraio 2025, è stato rilevato un aumento del 300% delle rivendicazioni di gang criminali sul campione preso in esame dall’indagine di CybergON e questo dato permette di fare delle riflessioni iniziali su cosa ci si deve aspettare nel 2025.

Una prima novità riguarda ancora una volta la geografia degli attacchi. Compaiono infatti nuove nazioni nella top 5 che vede già Irlanda al primo posto e l’Italia al terzo: in particolare, le Filippine occupano il secondo posto della classifica,  mentre gli Stati Uniti si posizionano al quarto. Nel primo caso (Filippine), non è certa la causa di questa crescita, ma tra le ipotesi potrebbe esserci l’attivazione di una nuova cellula di cyber criminali in questo Stato, così come l’appoggio a sistemi IT presenti sul territorio come punto di partenza degli attacchi, oppure lo sfruttamento di un’infrastruttura privata con sede nelle Filippine controllata illecitamente da attori malevoli. Nel caso degli Stati Uniti, invece, il motivo dell’aumento si può cercare nella presenza sul territorio di importanti cloud provider, tra cui Google, utilizzati come punto di partenza per i tentativi di attacco. Inoltre, non è da escludere l’influenza legata all’evoluzione della posizione di questo Paese in ambito geopolitico.

In questo quadro è importante sottolineare come l’aumento degli incidenti rilevati sia influenzato anche dalle normative entrate in vigore di recente, come DORA e NIS2, che impongono standard di sicurezza più elevati e una maggiore trasparenza in caso di incidenti. In particolare, la NIS2, con l’obbligo di comunicare gli incidenti all’Agenzia Nazionale per la Cyber Security a partire dal 2026, promuove la condivisione di informazioni per limitare la diffusione degli attacchi e velocizzare le risposte. Si prevede quindi un trend di crescita nelle segnalazioni di incidenti per tutto il 2025 e un’ulteriore impennata nel 2026.

In questo scenario complesso, la collaborazione tra enti pubblici, associazioni e aziende è cruciale per innalzare il livello generale di difesa e contrastare il cyber crime.

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Elmec Informatica lancia MyDaas e Managed DEX (Digital Employee Experience) https://www.datamanager.it/2024/11/elmec-informatica-lancia-mydaas-e-managed-dex-digital-employee-experience/ Tue, 26 Nov 2024 14:23:49 +0000 https://www.datamanager.it/?p=241441 I nuovi strumenti di Managed DEX (Digital Employee Experience) consentono agli IT e ai responsabili acquisti di avere feedback immediati dai dipendenti in merito all’esperienza utente con dispositivi aziendali per avviare o programmare interventi proattivi Elmec Informatica, l’azienda di Brunello (VA) che da più di 50 anni sviluppa servizi IT per l’impresa, lancia due nuovi […]

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I nuovi strumenti di Managed DEX (Digital Employee Experience) consentono agli IT e ai responsabili acquisti di avere feedback immediati dai dipendenti in merito all’esperienza utente con dispositivi aziendali per avviare o programmare interventi proattivi

Elmec Informatica, l’azienda di Brunello (VA) che da più di 50 anni sviluppa servizi IT per l’impresa, lancia due nuovi integrazioni del servizio per migliorare il proprio approccio alla fornitura di dispositivi per le postazioni di lavoro: MyDaas, strumento che permetterà ai clienti di gestire in totale autonomia l’approvvigionamento dei device secondo le proprie esigenze, e Managed DEX (Digital Employee Experience) che consente una semplificazione dei processi e un maggiore coinvolgimento degli utenti nei feedback.
Ciò che da anni contraddistingue l’azienda varesina è un approccio di tipo consulenziale con i propri clienti nel segno di una partnership in grado di generare un rapporto duraturo, confidenziale e retto sulla fiducia. Le revisioni dei servizi per le postazioni di lavoro sono state pensate secondo questo metodo, con l’obiettivo di garantire alle aziende una gestione del posto di lavoro produttiva e orientata a fornire la migliore esperienza digitale possibile.

MyElmec include ora MyDaas: modifiche flessibili al proprio parco di dispositivi aziendali

MyElmec, portale di Elmec Informatica che offre a tutte le aziende clienti una visione panoramica aggiornata in tempo reale di tutti i dispositivi in uso, ora offre una novità: MyDaas, un servizio di che permette di fare approvvigionamento dei dispositivi aziendali in autonomia. MyDaas consente di gestire direttamente i servizi che servono per i dispositivi interessati, semplificando il processo di procurement dell’azienda.

Managed DEX (Digital Employee Experience): ottenere feedback in tempo reale dai collaboratori

Una postazione di lavoro efficiente e performante è ciò che permette al lavoratore di svolgere al meglio le proprie mansioni, raggiungendo un buon grado di soddisfazione. Per offrire questa esperienza, Elmec ha creato il servizio managed DEX (Digital Employee Experience), basato su quattro elementi fondamentali:

  • misurazione della performance dei dispositivi e disponibilità della visibilità dell’intero parco macchine utilizzato
  • coinvolgimento diretto dei dipendenti attraverso la raccolta di feedback diretti
  • semplificazione dei processi nella gestione delle richieste da parte degli utenti
  • monitoraggio di tutte le attività delle applicazioni aziendali

Nei contesti aziendali spesso accade che l’intervento dei reparti IT di fronte a segnalazioni di malfunzionamento sia di tipo reattivo, ovvero la risposta dell’IT avviene nel momento in cui viene interpellato, costringendo a un’interruzione del lavoro e a tempi di attesa sempre troppo lunghi.

La necessità del lavoratore è invece sempre più quella di un intervento proattivo, che agisca sul problema ancora prima che emerga. Spesso, infatti, accade che la segnalazione di una criticità avvenga nel momento in cui il danno è già in stato avanzato e la postazione già disconnessa. Inoltre, un utente su 4 non apre ticket di segnalazioni finché la propria postazione di lavoro non smette di funzionare, obbligandolo ad interrompere il lavoro in attesa di un intervento.

Grazie a un’analisi continua dell’ambiente digitale nel quale si muovono i lavoratori, i tecnici di Elmec possono intervenire ancor prima che il problema sia riconosciuto dal collaboratore e senza interrompere il suo lavoro.

Il nuovo managed DEX di Elmec permette, infatti, di misurare la performance dei dispositivi nel momento dell’utilizzo e in caso di anomalie interviene immediatamente prima che il problema diventi un ticket aperto dall’utente. Il tutto avviene attraverso l’utilizzo di pop up che appaiono sullo schermo del dispositivo interessato e chiedono un feedback immediato rispetto alla situazione in corso con una valutazione da 0 a 10 rispetto ai quesiti proposti (“Quanto sono state chiare le istruzioni ricevute?” oppure “Quanto consiglieresti la procedura di onboarding del pc?”).

Il segreto di Elmec Informatica: un ecosistema completo di servizi a supporto del DaaS

Per qualsiasi azienda avere più di un interlocutore per la gestione dei servizi IT e dei dispositivi è spesso sinonimo di inefficienza e inefficacia. Elmec invece rappresenta per i suoi clienti un interlocutore unico che concentra su di sé l’intero ecosistema dei servizi a supporto del DaaS e permette di gestire tutte le logiche tecniche e amministrative. Lo stesso ciclo di vita dei dispositivi è interamente gestito da Elmec: dalla preparazione dei nuovi device, alla gestione dell’on/of boarding di vecchi o nuovi profili, dalla manutenzione sempre disponibile al wiping certificato fino alla dismissione consapevole.
Tutto questo non vale solo per l’Italia ma per tutti i Paesi Europei nei quali Elmec opera e dove si affianca a un sistema di partner che possono intervenire nell’immediato.

Come sempre, Elmec rivolge un’attenzione particolare alla sostenibilità, quindi ha reso disponibile per i suoi clienti la possibilità di calcolare l’impronta carbonica rilasciata da qualsiasi tipologia di dispositivo per consentire alle aziende di comprendere i loro effettivi consumi. Contemporaneamente Elmec si impegna a compensare l’impatto ambientale investendo in progetti di riqualificazione, dedicandosi in particolare al parco regionale del Campo dei Fiori (VA) e un progetto di energie rinnovabili in India.

Il ciclo di vita dei dispositivi forniti da Elmec non termina mai del tutto, perché nel momento della dismissione l’azienda si impegna a ricondizionare i dispositivi che lo consentono e dare loro una nuova vita o a smaltire i prodotti che non possono essere ricondizionati, sempre in maniera consapevole.

“La gestione della postazione di lavoro di un dipendente è fondamentale per ottenere risultati soddisfacenti e il benessere dei lavoratori. Per noi di Elmec è primario dare ai nostri clienti e ai nostri stessi dipendenti una postazione di lavoro di ottimo livello e ci impegniamo costantemente per fornirlo e mantenerlo nel tempo” – ha commentato Daniele Zavattoni, Digital Workplace Manager di Elmec Informatica SpA. “Elmec vuole essere un partner attivo nel soddisfare i bisogni dei propri clienti, accompagnandoli in ogni processo e cercando di facilitare sempre più la gestione interna dei propri posti di lavoro. Grazie alla nuova integrazione del servizio MyDaas sarà possibile essere ancora più liberi di modificare i contratti di noleggio dispositivi stipulati con noi in maniera smart e secondo le proprie esigenze del momento. Allo stesso tempo i servizi di DEX che stiamo implementando consentono feedback da parte dei dipendenti immediati e una velocità di risoluzione sempre più alta. Parte del nostro motto aziendale ci definisce semplicemente affidabili e questo è l’obiettivo al quale noi puntiamo ogni giorno, per offrire il meglio a chiunque lavori con noi”.

 

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Elmec Informatica e utilizzo dell’AI nelle aziende: servono consapevolezza, conoscenze e solide basi formative https://www.datamanager.it/2024/05/elmec-informatica-e-utilizzo-dellai-nelle-aziende-servono-consapevolezza-conoscenze-e-solide-basi-formative/ Wed, 22 May 2024 12:49:49 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237627 Nel corso dell’evento “E.T. Extra Thinkers – L’AI non è una cosa da alieni. Come le aziende stanno già usando l’intelligenza artificiale”, Elmec ha approfondito il metodo con cui le imprese possono adottare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza e ridurre i rischi L’intelligenza artificiale è uno strumento potente ed efficace, ma l’introduzione e l’utilizzo […]

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Nel corso dell’evento “E.T. Extra Thinkers – L’AI non è una cosa da alieni. Come le aziende stanno già usando l’intelligenza artificiale”, Elmec ha approfondito il metodo con cui le imprese possono adottare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza e ridurre i rischi

L’intelligenza artificiale è uno strumento potente ed efficace, ma l’introduzione e l’utilizzo in azienda deve essere governato per evitare rischi per la sicurezza dei dati. Questo è il principale tema emerso nel corso dell’evento “E.T. Extra Thinkers – L’AI non è una cosa da alieni. Come le aziende stanno già usando l’intelligenza artificiale”, organizzato lo scorso venerdì 17 maggio da Elmec Informatica, l’azienda di Brunello (VA) che da più di 50 anni sviluppa servizi IT per le imprese. Avendo compreso già da tempo l’importanza strategica che l’intelligenza artificiale offre alle imprese e di quelli che possono essere i vantaggi, ma anche i rischi, Elmec ha chiamato a raccolta clienti e stakeholder per condividere con loro l’attuale scenario e i suoi risvolti nel medio e lungo periodo.

L’evento è stato introdotto da Rinaldo Ballerio, Presidente di Elmec Informatica e ha visto la partecipazione di ospiti d’eccezione, come il musicista, compositore e comico Rocco Tanica.

In un dialogo serrato con Luca Mari, Professore Ordinario di Misure Elettriche ed Elettroniche presso la Scuola di Ingegneria Industriale dell’Università Cattaneo – LIUC, il celebre tastierista ha raccontato le sue sperimentazioni nell’uso dell’AI per la scrittura dell’opera di narrativa intitolata “Non siamo mai stati sulla Terra”. A seguire, Davide Destro, Head of IT Business Platform di Carrefour Italia e Monica Salvestrin Brogi, Product, Marketing and Omnichannel Director di NAU! hanno illustrato l’impiego dell’intelligenza artificiale nella supply chain e nella gestione dei punti vendita.

Matteo Ghiringhelli, Responsabile Innovation Research di Elmec Informatica e Filadelfio Emanuele, CISO & Security Operation Manager di CybergON hanno poi approfondito l’importanza che l’implementazione dell’AI ha all’interno di Elmec e hanno condiviso quali sono i principi base per una buona riuscita dell’implementazione dell’AI all’interno delle aziende.

Per raggiungere questo scopo, competenza e formazione sono i due pilastri fondamentali. Nelle imprese, infatti, si verifica spesso il fenomeno dello shadow IT, ovvero le fughe in avanti dei dipendenti che iniziano a utilizzare personalmente una nuova tecnologia senza il permesso dell’IT manager, con il rischio di veicolare dati aziendali attraverso account personali non tutelati dai sistemi di cyber security aziendali.

“L’AI sta cambiando il modo in cui stiamo interagendo e interagiremo con la tecnologia. Non bisogna agire in modo destrutturato, senza una strategia, ma è necessario definire obiettivi chiari e un piano di implementazione dell’intelligenza artificiale che vada a semplificare il lavoro delle persone. È fondamentale avviare processi di formazione aziendale per poter offrire le giuste competenze e ottenere i risultati migliori. Ricordiamoci che sono presenti due macro-rischi. Il primo è un utilizzo incontrollato e inconsapevole che può portare a danni economici per l’azienda, il secondo è l’abbandono della tecnologia da parte degli utilizzatori che vanificherebbe il fattore competitivo nell’utilizzo dell’AI. Nella nostra azienda, ad esempio, nella prima fase di adozione degli strumenti di intelligenza artificiale abbiamo affidato agli sviluppatori senior lo strumento perché più esperti e capaci nel gestire le complessità e valutare i reali benefici” ha commentato Filadelfio Emanuele, CISO & Security Operation Manager di CybergON.

L’azienda varesina, in particolare, ha introdotto al proprio interno l’utilizzo dell’assistente digitale Microsoft Copilot, che consente di aiutare gli utenti in una vasta gamma di attività, come la creazione di contenuti o l’accesso ai documenti aziendali a seguito di uno screening che riconosce automaticamente se un determinato utente ha i corretti permessi di accesso a tale documento.

“La peculiarità di questa nuova tecnologia è la sua apparente semplicità. L’AI generativa, infatti, offre un accesso immediato a funzioni che semplificano il lavoro; tuttavia, la sua facile adozione da parte dei dipendenti genera una criticità nelle aziende che devono capire come implementarla davvero all’interno dei propri sistemi, superando la fase di sperimentazione. Per questo continuiamo a ripetere quanto sia fondamentale avere un team di persone preparate che, conoscendone limiti e potenzialità, sappiano identificare in modo chiaro in quali contesti sia preferibile iniziare ad applicarla” ha evidenziato Matteo Ghiringhelli, Responsabile Innovation Research di Elmec Informatica.

L’evento “E.T. Extra Thinkers – L’AI non è una cosa da alieni. Come le aziende stanno già usando l’intelligenza artificiale” fa parte del fitto programma di iniziative che Elmec Informatica organizza presso il Campus di Brunello (VA). Per informazioni, visitare il sito web e i canali social.

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Evento Elmec Informatica: “L’AI non è una cosa da alieni. Come le aziende stanno già usando l’intelligenza artificiale” https://www.datamanager.it/2024/05/evento-elmec-informatica-lai-non-e-una-cosa-da-alieni-come-le-aziende-stanno-gia-usando-lintelligenza-artificiale/ Mon, 13 May 2024 12:58:58 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237302 L’evento, che tratterà a 360° il tema dell’AI, si terrà il prossimo 17 maggio a partire dalle ore 9.30 nel Campus di Brunello (VA) Nel 2024 l’intelligenza artificiale continua a essere la “next big thing” ma anche una realtà già attuale nei contesti aziendali. Per questo Elmec Informatica, l’azienda di Brunello (VA) che da più […]

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L’evento, che tratterà a 360° il tema dell’AI, si terrà il prossimo 17 maggio a partire dalle ore 9.30 nel Campus di Brunello (VA)

Nel 2024 l’intelligenza artificiale continua a essere la “next big thing” ma anche una realtà già attuale nei contesti aziendali. Per questo Elmec Informatica, l’azienda di Brunello (VA) che da più di 50 anni sviluppa servizi IT per le imprese, ha organizzato un incontro per aziende dal titolo “L’AI non è una cosa da alieni. Come le aziende stanno già usando l’intelligenza artificiale”. L’appuntamento è previsto per venerdì 17 maggio a partire dalle ore 9.30 al Campus di Brunello (VA).

Nel corso dell’evento saranno toccate varie tematiche relative all’uso dell’intelligenza artificiale nelle imprese, attraverso testimonianze e speech di realtà che hanno già integrato la AI nei propri processi produttivi.

L’obiettivo dell’incontro è avvicinare quanto più possibile all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, senza considerarla “una cosa da alieni” ma, anzi, comprendendo come è possibile applicarla anche nella propria azienda.

Moderatore dell’evento sarà il giornalista Marco Maria Lorusso, mentre tra gli speaker, esperti del settore, esponenti di Elmec Informatica e Cybergon e Rocco Tanica, musicista, compositore e comico, oltre che autore di un libro grazie all’intelligenza artificiale.

I partecipanti potranno poi toccare con mano le tecnologie presentate presso quattro corner AI dedicati alle soluzioni nel mondo medicale, alla security, alle potenzialità dell’AI sul posto di lavoro attraverso Copilot di Microsoft e ai prodotti sviluppati da Digitiamo.ai.

Di seguito, il programma completo:

  • 09.30 – Registrazione e Welcome coffee
  • 10.00 – Stato dell’arte dell’Intelligenza artificiale a cura di Marco Lorusso
  • 10.15 – Luci e ombre dell’Intelligenza artificiale a cura di Luca Mari e Rocco Tanica
  • 10.45 – Che cosa sono “le intelligenze artificiali”: terminologie, concetti da tenere a mente e modelli a cura di Mirko Puliafito, CEO di Digitiamo.ai.
  • 11.15 – Coffee Break
  • 11.30 – Come le aziende stanno già usando l’intelligenza artificiale testimonianze di Carrefour e Nau!. Con Davide Destro, Head of IT Business Platform di Carrefour Italia e Monica Salvestrin Brogi, Product, Marketing and Omnichannel Director di NAU!
  • 12.00 – Cosa serve per implementare l’AI: infrastrutture, sicurezza dei dati, figure professionali specifiche a cura di Elmec e CybergON. Con Matteo Ghiringhelli, a capo del gruppo di R&D della divisione Innovation di Elmec Informatica e Filadelfio Emanuele, BU Director di CybergON
  • 12.30 – Light lunch e visita corner: tocca con mano l’intelligenza artificiale
  • 14.30 – Study tour del Campus Elmec

La partecipazione è gratuita ma limitata. È possibile registrarsi al seguente link.

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