EMC Italia – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 14:43:42 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png EMC Italia – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 EMC Italia, crescere nei quattro pilastri https://www.datamanager.it/2015/03/emc-italia-crescere-nei-quattro-pilastri/ Thu, 12 Mar 2015 10:10:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71316 Marco Fanizzi, numero uno dell’azienda, delinea le direttrici principali della strategia societaria facendo una carrellata sugli ultimi tre anni e mezzo dell’ICT in Italia Metà marzo a Milano: non il tradizionale incontro stampa, ma una chiacchierata informale. Nella quale Marco Fanizzi, amministratore delegato di EMC Italia, sofferma l’attenzione sui temi, anche concreti, che più gli […]

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Marco Fanizzi, numero uno dell’azienda, delinea le direttrici principali della strategia societaria facendo una carrellata sugli ultimi tre anni e mezzo dell’ICT in Italia

Metà marzo a Milano: non il tradizionale incontro stampa, ma una chiacchierata informale. Nella quale Marco Fanizzi, amministratore delegato di EMC Italia, sofferma l’attenzione sui temi, anche concreti, che più gli stanno a cuore. A cominciare dallo scenario economico degli ultimi tre anni e mezzo, cioè da quando il manager ha assunto la responsabilità della filiale italiana della società. “Poco meno di quattro anni fa ci trovavamo in un periodo non brillantissimo, come Paese. Per esempio, Expo era un buco nero nel quale pensavamo di finire in molti, mentre adesso i segnali sono molto positivi, e forse riusciremo a uscirne bene, come succede spesso quando l’Italia si trova in emergenza. Inoltre, dal mio ufficio, lo skyline milanese dava sulle macerie delle ex-Varesine, e invece ora è quello di una città che ha saputo reinventarsi, e bene. Ma non solo l’Italia sta meglio, perché adesso anche l’economia mondiale non è più quel disastro di quasi quattro anni fa”, esordisce Fanizzi. La reminiscenza prosegue ricordando che “all’epoca avevo un atteggiamento positivo verso il nostro piano triennale, forse con un pizzico di incoscienza. Ma EMC Italia è cresciuta bene, e non solo nei numeri, che pur rappresentano un trend positivo che si sta consolidando ulteriormente. Sono anche molto orgoglioso del fatto che ci siamo classificati al terzo posto in Italia nella classifica delle large company del Great Place To Work, con una progressione che ci ha portato dal 18° posto dei quattro anni fa al 13° e poi al sesto dell’anno scorso”.

Il modello della “federation”

Passando allo scenario attuale, Fanizzi non manca di sottolineare che “quattro anni fa EMC era un’azienda da quasi 15 miliardi di dollari a livello globale, mentre oggi sfiora i 25, con una crescita che è avvenuta soprattutto nel software: anche se siamo tuttora player di primo piano nello storage, il software rimane l’elemento vincente anche per il futuro. Non a caso, il 40% del nostro fatturato prodotti in Italia deriva dal software, anche perché il costo dell’hardware scenderà ancora”. Ma poi è naturale che il discorso si allarghi all’intera galassia di EMC, che come noto comprende anche VMware, Pivotal, RSA e VCE, in un modello di “federation” che secondo Fanizzi rappresenta “la risposta corretta alle sfide del mercato, perché ci permette di essere agili e veloci, per modificare il nostro business model in funzione di quelli che sono i trend del momento”. Soffermandosi in particolare su EMC, Marco Fanizzi spiega che “la nostra offerta tecnologica copre vari settori, ma risente puntualmente dei trend in atto nei quattro pilastri su cui si basa la nostra crescita, cioè gli ormai classici cloud, mobile, analytics. Anche se va detto che la reale esplosione è stata nel mobile, come è sotto gli occhi di tutti noi: solo due anni fa le app per le banche non esistevano, mentre invece oggi la nuova interfaccia è quella sullo smartphone. E questo vale anche e soprattutto in Italia, dove il mobile è anche uno strumento fashion”.

Crescita a due cifre

A proposito di Italia, cosa prevede il piano triennale di EMC Italia? “Una volontà di essere i primi attori nei quattro big trend, con processi di sviluppo che tengono al centro della nostra strategia le esigenze dei clienti. Le aziende e i CIO si trovano a gestire i data center in situazioni più estreme, e con un fattore competitivo sempre più spinto, per cui devono trasformarsi e tenere conto dell’enorme esplosione dei dati: noi cerchiamo di guidare questo, proponendo software per l’automazione dei data center che consentano di commettere meno errori e risparmiare risorse sui compiti ripetitivi. Ma non dimentichiamo il trend dello storage flash, che ci vede in primo piano con l’acquisizione di XtremIO, e con la quale oggi abbiamo il 52% del mercato flash, una tecnologia completamente diversa, con costi generali ridotti a un decimo rispetto ai sistemi tradizionali”.

Concludendo, il numero uno di EMC Italia anticipa che “nel 2015 pensiamo di chiudere con una crescita a due cifre, viste le buone premesse. Cresceremo anche come struttura: oggi siamo circa 500, ma abbiamo bisogno di persone nuove, come i data scientist per governare l’esplosione dei dati ma anche nuovi ingegneri e nuovi informatici che siano in grado di portare il loro punto di vista di persone giovani che si affacciano al mondo del lavoro”.

 

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Great Place to Work: EMC è al terzo posto in Italia https://www.datamanager.it/2015/02/great-place-to-work-emc-posto-in-italia/ Fri, 27 Feb 2015 15:08:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70321 EMC Italia ha annunciato di essersi classificata al terzo posto in Italia nella classifica delle large companies del Great Place To Work, l’indagine condotta dall’autorevole Great Place to Work Institute, che individua le migliori società in cui lavorare in Italia. Il podio della classifica è stato raggiunto da EMC Italia a seguito di una partecipazione […]

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EMC Italia ha annunciato di essersi classificata al terzo posto in Italia nella classifica delle large companies del Great Place To Work, l’indagine condotta dall’autorevole Great Place to Work Institute, che individua le migliori società in cui lavorare in Italia.

Il podio della classifica è stato raggiunto da EMC Italia a seguito di una partecipazione iniziata quattro anni fa e dopo che l’azienda nel 2014 si era classificata alla sesta posizione.

“Abbiamo deciso di aderire al programma GPTW perché la riteniamo una grande opportunità per entrare sempre più in contatto con le nostre persone”, ha dichiarato Marco Fanizzi, CEO di EMC Italia. “Un’occasione per misurarci con chi fa di più e meglio e che ci spinge a non abbassare la guardia, a non arrenderci alla mediocrità, puntando sempre all’eccellenza. Al di là della classifica, per noi è fondamentale lo stimolo per comprendere sempre meglio e fare sempre più nostri alcuni valori su cui crediamo si fondi la nostra crescita: credibilità, consistenza, correttezza, rispetto e spirito di squadra”.

Il terzo posto in classifica è un riconoscimento al valore delle persone e al modello organizzativo di EMC Italia, che punta a coinvolgere tutti i dipendenti, a prescindere dal loro ruolo aziendale, nella vita dell’azienda, nella condivisione dei suoi obiettivi e dei suoi successi.

L’obiettivo è quello di definire, con la collaborazione di tutti e a tutti i livelli, le aree di miglioramento, stabilendo con i diretti interessati gli indicatori di performance da monitorare. Poi, è la capacità di eseguire nel tempo con qualità, che determina il successo di questa come di una qualsiasi altra iniziativa.

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Nicoletta De Lucia nuovo Direttore Finanziario di EMC Italia https://www.datamanager.it/2015/02/nicoletta-de-lucia-direttore-finanziario-emc-italia/ Mon, 23 Feb 2015 16:15:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70114 EMC Italia ha annunciato la nomina di Nicoletta De Lucia come nuovo Direttore Finance e Business Operations, con la responsabilità dell’area finanza-controllo e del team che supporta il business dal punto di vista strategico e operativo. “Sono particolarmente soddisfatto di poter annunciare l’ingresso in EMC Italia di una manager di indiscusso valore ed esperienza nel […]

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EMC Italia ha annunciato la nomina di Nicoletta De Lucia come nuovo Direttore Finance e Business Operations, con la responsabilità dell’area finanza-controllo e del team che supporta il business dal punto di vista strategico e operativo.

“Sono particolarmente soddisfatto di poter annunciare l’ingresso in EMC Italia di una manager di indiscusso valore ed esperienza nel proprio settore di riferimento come Nicoletta De Lucia”, ha dichiarato Marco Fanizzi, Direttore Generale e AD di EMC Italia. “I dipendenti sono il motore di innovazione di EMC Italia e sono certo che Nicoletta sarà in grado di dare un forte contributo al raggiungimento degli importanti obiettivi di business durante l’anno appena iniziato e negli anni a venire”.

“EMC è classificata tra le migliori multinazionali come Great Place To Work e siamo sicuri che un manager come Nicoletta De Lucia non possa far altro che portare ulteriore qualità in un ambiente da sempre caratterizzato da valori come la credibilità, la correttezza e lo spirito di squadra”, ha dichiarato Giulia Scalfi, CFO Europe West di EMC. “L’ingresso di Nicoletta apporta, inoltre, una grande dose di talento femminile al team dirigenziale di EMC”.

In precedenza Nicoletta De Lucia ha ricoperto il ruolo di Direttore Finanziaro e Amministrativo di Hitachi Data Systems Italia dove ha contribuito a creare un livello di efficienza operativa elevato, dopo aver militato in aziende di prestigio quali CSC Italia e Bull Italia.

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EMC nell’era del “Redefine” https://www.datamanager.it/2014/11/emc-nellera-redefine/ Wed, 19 Nov 2014 13:44:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65183 Al Forum di Milano i trend e le soluzioni per gestire la “terza piattaforma” L’edizione di quest’anno dell’EMC Forum si è concentrata sul tema del “Redefine”, la ridefinizione del business in ottica software. L’evento, “uno dei più importanti appuntamenti annuali nel panorama IT, che riunisce i migliori esperti e professionisti dell’innovazione, dell’economia e del business”, […]

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Al Forum di Milano i trend e le soluzioni per gestire la “terza piattaforma”

L’edizione di quest’anno dell’EMC Forum si è concentrata sul tema del “Redefine”, la ridefinizione del business in ottica software. L’evento, “uno dei più importanti appuntamenti annuali nel panorama IT, che riunisce i migliori esperti e professionisti dell’innovazione, dell’economia e del business”, è stato aperto con l’intervento di Marco Fanizzi, AD e Direttore Generale EMC Italia che ha parlato di “tecnologia e innovazione per guidare il business nella nuova era”. E’ essenziale oggi ridefinire gli asset aziendali in funzione di social, big data, cloud e mobility, con un’attenzione particolare alla multicanalità e all’esperienza utente, “ridefinendo inoltre skill e capacità all’interno delle aziende, un adeguamento culturale fondamentale per raggiungere il successo”.

Videointervista a Marco Fanizzi, AD e Direttore Generale EMC Italia


Videointervista a Marco Fanizzi, AD EMC Italia
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Insieme a Jacques Boschung, Vice President Europe West – EMC, sono stati commentati i risultati di una survey relativa all’opinione dei C-level aziendali sul ruolo dell’IT come fattore strategico di successo, e alla strada ancora da percorrere per adeguare le realtà imprenditoriali al nuovo paradigma del digitale. EMC si sta concentrando sul cloud ibrido e sull’offerta SaaS, e sempre più anche in futuro il business dovrà spostarsi da settori verticali ad un nuovo ruolo, quello di “broker di servizi IT e sviluppo di skill specifiche per gestire sistemi avanzati”. Il vero valore aggiunto di EMC, ha sottolineato Boschung, e l’elemento che lo distingue da altri player, è la sua abilità di “offrire una total customer experience”, fondamentale per vincere nell’epoca della competizione globale.

Adrian McDonald, President EMEA EMC ha sottolineato che “l’IT sta ridefinendo il business, e viceversa”, e i megatrend che oggi governano l’informatica sono costituiti dalla “terza piattaforma”: dati, mobile, cloud e social. “Security e compliance sono fattori critici oggi, ma è soprattutto l’agilità che si rivelerà essenziale per distinguersi dai competitor”. McDonald si è concentrato sull’offerta per il cloud ibrido di EMC. “Il cloud ibrido targato EMC unisce i vantaggi del cloud pubblico e di quello privato, in ottica software defined”. L’infrastruttura ridefinita e guidata dal software si compone di convergenza, cloud, performance flash, continuità del business e analytics per la sicurezza, con la massima libertà di scelta grazie anche all’EMC Federation.

Videointervista ad Adrian McDonald, President EMEA EMC


Videointervista ad Adrian McDonald, President EMEA EMC
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Sul palco dell’evento si sono poi succeduti Claudio Domenicali, AD Ducati Motor Holding Spa e Silvio Fraternali, Responsabile Direttore Sistemi Informativi, Intesa Sanpaolo Group Services, che hanno parlato del ruolo delle nuove tecnologie rispettivamente nel mondo sportivo e delle gare, e in quello dei servizi bancari. “Siamo presenti sui social network, ma siamo anche connessi al cloud e usiamo applicazioni mobili. Non vendiamo solo moto, ma i sogni e le emozioni delle gare”, ha detto Domenicali. Per Fraternali il ruolo della banca si sta trasformando, e la relazione con i clienti sta diventando sempre più virtuale e multichannel. “E’ e sarà fondamentale dare fiducia alle persone, non togliere nulla all’esperienza del cliente, ma arricchirla anche con il supporto della tecnologia”, ha commentato il manager. Dario Regazzoni, Pre-Sales Manager EMC Italia, ha focalizzato gli aspetti principali dell’offerta di cloud ibrido EMC, sottolineando gli aspetti di “trasformazione delle applicazioni, dell’infrastruttura e dell’intero business” che il nuovo modello comporta e illustrando le soluzioni Microsoft Edition e OpenStack Edition, entrambe disponibili dal 2015, mentre Federation SDDC Edition è già disponibile ora.

Videointervista a Claudio Domenicali, AD Ducati Motor Holding


Videointervista a Claudio Domenicali, AD Ducati Motor Holding
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L’evento si è concluso con uno sguardo sulle tematiche europee e il punto di vista della politica attraverso l’intervento di Stefano Quintarelli, Presidente del Comitato d’Indirizzo dell’Agenzia per l’Italia Digitale, e la testimonianza dell’ospite d’eccezione Gianluca Vialli, diventato commentatore sportivo e imprenditore.


Video. Claudio Domenicali: il ruolo della tecnologia in Ducati
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Videointervista a Roberto Canè, Electronics Systems Manager Ducati Holding


Videointervista a Roberto Canè, Electronics Systems Manager Ducati Holding
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I partner del Forum

Tra i partner e sponsor di EMC Forum, Gruppo Eurosystem Sistemarca è stato presente all’evento. I prodotti e le soluzioni che propone comprendono ERP Freeway Skyline, di cui l’azienda dichiara che “a breve uscirà l’ultima generazione”, software per la Business Intelligence e il Customer Relationship Management. Il Gruppo opera da oltre trent’anni nell’ambito dell’IT, ed è diventato un punto di riferimento nel mercato del nord e centro Italia. Gli ambiti d’intervento riguardano, oltre al software gestionale, alle soluzioni di BI e CRM, anche ricerca, ingegnerizzazione e sviluppo, progetti applicativi e infrastrutturali. La partnership tra EMC e Gruppo Eurosystem Sistemarca Srl è in essere da diversi anni, quando EMC decide di entrare in un mercato costituito da aziende di dimensioni più piccole e con un forte legame storico con il territorio. Da allora le due realtà sono impegnate in un piano progettuale di crescita del business che prevede un programma di formazione di competenze tecniche, condivisione delle strategie di vendita e supporto alle attività di marketing.

Dedagroup ICT Network ha invece supportato Florim, azienda italiana che da Fiorano Modenese esporta le sue ceramiche di design in tutto il mondo, attraverso una soluzione basata su tecnologie EMC, per gestire in modo semplice e sicuro circa 30 TB di dati. Obiettivo del progetto era la semplificazione della gestione del ciclo di vita del dato, dallo studio all’archiving. Dedagroup ICT Network ha progettato un’architettura ad-hoc basata su EMC Isilon, adatta a grandi moli di dati. L’intervento di Florim a EMC Forum 2014, attraverso la case presentata da Dino Frassineti (ICT Manager Florim Ceramiche Spa), è stato mirato proprio a illustrare il progetto, che ha permesso di realizzare una gestione sicura e centralizzata di immagini ad altissima definizione prodotte per la stampa digitale su supporti ceramici. La nuova infrastruttura tecnologica progettata da Dedagroup ICT Network supporta in modo efficace il processo di creazione dei decori, e utilizza la tecnologia EMC per offrire una soluzione estremamente versatile e ampia.

CTERA Networks, leader nel cloud storage enablement, ha presentato all’EMC Forum il valore aggiunto delle proprie soluzioni e illustrato alcune storie di successo italiane e internazionali nel settore bancario, assicurativo, utilities, industria e telco. Donato Antonangeli, Regional Director di CTERA, ha guidato la Sessione del Forum dedicata a “Trasformare un Object Storage in un Enterprise Data Services con CTERA Netwoks ed EMC”, offrendo spunti sul modo in cui i manager IT possono modernizzare i loro data center attraverso l’utilizzo del “software defined storage” ed i “file service” di nuova generazione. Ha trattato inoltre un’ampia gamma di argomenti, dal cloud storage privato, alla fornitura di servizi gestiti, fino ai molteplici servizi di storage enterprise che possono essere realizzati con soluzioni di “object storage cloud”. Durante l’evento si è infine sottolineato come la partnership tra CTERA ed EMC può permettere ai Service Provider e alle aziende Enterprise di creare rapidamente servizi storage gestiti basati sul cloud.

 

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EMC Forum 2013: i dati siamo noi https://www.datamanager.it/news/emc-forum-2013-i-dati-siamo-noi-51367.html Fri, 15 Nov 2013 09:44:45 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/emc-forum-2013-i-dati-siamo-noi/ In occasione della sua convention con la clientela e i partner, il leader mondiale delle tecnologie di storage e virtualizzazione del datacenter riafferma le proprie strategie a supporto della trasformazione aziendale e per una economia "data driven"

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In occasione della sua convention con la clientela e i partner, il leader mondiale delle tecnologie di storage e virtualizzazione del datacenter riafferma le proprie strategie a supporto della trasformazione aziendale e per una economia “data driven”

Oltre un migliaio di clienti iscritti, ai quali si sono aggiunti circa 250 partner che per la prima volta hanno partecipato all’anteprima loro dedicata il giorno precedente. Un’area espositiva con qualche decina di stand. Una mattinata di keynote, mini-tavole rotonde, interventi in una affollatissima “plenary session”. E una successiva full immersion in presentazioni, workshop e demo di prodotti e servizi. Dopo il già lusinghiero successo dello scorso anno, che ha fatto diventare la formula un case study imitato a livello corporate, l’EMC Forum si ripresenta in una sede diversa, più centrale (la struttura di Milano City) e con una mission ancora più ambiziosa: illustrare il ruolo dell’ecosistema di tecnologie e competenze di EMC nella trasformazione delle infrastrutture e dei processi aziendali. Trasformazione, che come ha ricordato Marco Fanizzi, CEO di EMC in Italia, è un presupposto fondamentale «per essere più competitivi». Dopo le persone, ha aggiunto Fanizzi, «le informazioni sono la cosa più importante per l’azienda e Emc è in grado di renderle più accessibili, significative e sicure».

Il datacenter diventa virtuale

Facilitati dalla conduzione di Enrico Bertolino, che con le sue battute ha saputo alleggerire senza mai banalizzarla una esposizione molto densa sul piano tecnico, gli ospiti di Fanizzi e del presidente e membro del board internazionale Michele Liberato, hanno delineato uno scenario di impresa in cui fenomeni come Big Data e cloud computing pubblico e privato offriranno sempre più opportunità di ottimizzazione e sviluppo di nuovo business attraverso una tendenza tecnologica che come ha spiegato molto bene Chad Sakac, vicepresidente responsabile della Gllobal Systems Engineering di EMC, porterà all’interno del datacenter, a una definitiva separazione tra il cosidetto “control plane” e il “data plane”. Da un lato tutti gli aspetti di definizione e gestione delle risorse informatiche, dall’altro le infrastrutture fisiche materialmente adibite alla custodia dei dati e alla loro elaborazione. Nel futuro datacenter “definito via software” che EMC è in grado di realizzare, l’impresa data driven godrà di una informatica scalabile a piacere e in grado di reagire in tempi praticamente immediati alle richieste che il management, le vendite, il marketing aziendali rivolgono ai loro responsabili informativi. Il tutto in un clima di sicurezza, affidabilità e “fiducia” che rappresenta un’altra condizione sine qua non.

Emc, una risposta per tutte le esigenze

Di trust, fiducia, ha parlato con convinzione Jacques Boschung, da circa un anno responsabile dell’intera geografia di EMC “Europa West”, in cui è compresa anche l’Italia. Boschung ha raccontato l’evoluzione tecnologica nelle sue tre fasi principali, dall’era del mainframe, del client server e finalmente nella situazione attuale, dominata dai fenomeni della mobilità, della crescita esplosiva del numero di app, della virtualizzazione. «La proposta di EMC, che negli ultimi 9 anni ha speso 27 miliardi di dollari in R&D e acquisizioni strategiche, si articola sui tre livelli delle infrastrutture, della virtualizzazione con VMWare e delle piattaforme di sviluppo delle data application con Pivotal, con il collante del trust reso possibile dalle tecnologie RSA». Fanizzi dal canto suo ha sottolineato come le imprese italiane – che in un survey commissionato proprio da EMC Italia affermano di essere consce della strategicità dell’IT ma al tempo stesso preoccupate dalla sfida che la sua rapida evoluzione può rappresentare – «troveranno in EMC tutte le risposte alle proprie esigenze di innovazione».

Fare business, in modo diverso

Con una dimostrazione di come EMC abbia saputo affrontare in prima persona la trasformazione verso il software defined datacenter, il senior presales manager Dario Regazzoni ha catturato l’attenzione della platea sugli aspetti pratici di una infrastruttura in cui aspetti computazionali, di connettività e di storage convergono in un’unica realtà flessibile. Ma all’EMC Forum non sono mancati la presenza di partner come VMWare e Cisco e uno stimolante confronto tra aziende mature, startup e mondo dell’accademia sulle opportunità di un modo diverso di concepire il business, attraverso una informazione “dal volto umano”.

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EMC. Metti i dati nel motore del tuo business https://www.datamanager.it/rivista/emc-metti-i-dati-nel-motore-del-tuo-business-49638.html Fri, 13 Sep 2013 09:07:22 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/emc-metti-i-dati-nel-motore-del-tuo-business/ Leader globale delle tecnologie al servizio dell’innovazione e della gestione dell’informazione, EMC consolida il proprio ruolo di orchestratore del fenomeno big data, proponendo soluzioni in grado di incidere profondamente sulla trasformazione e la competitività delle aziende   Il percorso di cambiamento che le aziende leader del comparto tecnologico hanno affrontato nell’ultima decade contiene una straordinaria […]

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Leader globale delle tecnologie al servizio dell’innovazione e della gestione dell’informazione, EMC consolida il proprio ruolo di orchestratore del fenomeno big data, proponendo soluzioni in grado di incidere profondamente sulla trasformazione e la competitività delle aziende

 

Marco Fanizzi, amministratore delegato e direttore generale di EMC ItaliaIl percorso di cambiamento che le aziende leader del comparto tecnologico hanno affrontato nell’ultima decade contiene una straordinaria lezione per chi cerca di fare luce sulla profonda trasformazione che l’informatica stessa ha subito in questo periodo. Aziende che negli anni precedenti avevano costruito i grandi paradigmi del mainframe, della microinformatica e delle architetture client/server e che hanno saputo affrontare i cambiamenti e la crisi di inizio terzo millennio – accettando il rinnovamento persino a costo di deviare anche in modo radicale dai consueti tracciati – sono spesso state le prime a lanciare un messaggio e guidare i clienti verso un modo nuovo di concepire e utilizzare l’hardware e il software. EMC (www.italy.emc.com) è uno di questi protagonisti e nel 2014 festeggerà 35 anni di vita. Il suo leggendario CEO, Joe Tucci, insediatosi in tale veste nel 2001, fa parte del ristretto novero di personalità visionarie che sono state – e sono ancora – capaci di influire sulla dimensione culturale dell’industria. Il brand, volutamente ispirato alla celeberrima formula di Einstein, deriva in realtà dalle iniziali dei cognomi degli imprenditori che nel 1979 avevano fondato EMC sulla costa orientale degli Stati Uniti, per massimizzare l’allora crescente domanda di memoria RAM per minicomputer, tanto che il primo prodotto dell’azienda fu proprio una scheda allo stato solido da 64 kilobyte di capacità.

Quando arriva la crisi delle dot-com, EMC è già diventata un colosso dello storage. Nel secondo trimestre del 2000, EMC per la prima volta raggiunge i due miliardi di dollari di fatturato. Ma è in virtù delle geniali intuizioni di Tucci, se – oggi – EMC può vantarsi non solo di aver praticamente triplicato quei volumi, con un fatturato 2012 pari a 21,7 miliardi di dollari (sei dei quali generati in Europa) e circa 60mila dipendenti in tutto il mondo, ma anche di aver affrontato una trasformazione interna che l’ha portata a diventare qualcosa di molto diverso da una grande azienda specializzata in sistemi di archiviazione dei dati. Con la propria variegata offerta di prodotti e soluzioni e la leadership nel campo della virtualizzazione e dei big data – che sono i due pilastri del cloud computing – EMC è un protagonista assoluto delle infrastrutture tecnologiche su cui si sta costruendo il futuro dell’informatica e di un’economia sempre più “bit-dipendente”. Questa trasformazione coinvolge anche l’Italia e i tantissimi clienti nazionali con cui EMC collabora, sotto la guida di un dinamico team manageriale locale, con una nuova strategia di squadra fortemente voluta da Marco Fanizzi, amministratore delegato e direttore generale, che in pochissimo tempo ha implementato una best practice manageriale che sta facendo scuola a livello corporate.

Il mentore di Fanizzi è stato Michele Liberato, presidente di EMC Italia e membro del Board di EMC International, chiamato personalmente da Tucci a presiedere la filiale italiana, quando il tecnico di scuola pisana, laureato in scienze dell’informazione nel 1974, era ancora un autorevole vice president di Accenture, incarico che ha mantenuto fino al 2012, cinque anni dopo il suo ingresso ufficiale in EMC. Liberato spiega a Data Manager come EMC sia riuscita a ribadire la sua leadership, affrontando al momento giusto una fase di diversificazione, senza per questo smettere di focalizzarsi sulla propria mission di assicurare la conservazione e la protezione del dato. «Il punto è riuscire a farlo oggi – dice Liberato – con dati ormai destrutturati. Sulle componenti hardware e software di EMC, Joe è riuscito a realizzare un mosaico assolutamente unico e non esistono aziende che possano vantare altrettanta completezza di offerta nelle fondamentali attività di conservazione e di trasformazione del dato in informazione».

 

Michele Liberato, presidente di EMC Italia e membro del Board di EMC  International

STRATEGIA E AZIONE

La fase di riposizionamento ed espansione pilotata da Tucci ha pochi precedenti nella storia delle aziende tecnologiche. Pur avendo acquisito una dimensione consulenziale inedita, rispetto alle sue origini, EMC continua a essere una realtà incredibilmente focalizzata sulle tecnologie. Una media del 12% del fatturato è reinvestita in ricerca e sviluppo, un altro 10% alimenta una strategia di acquisizioni, che in cinque anni ha generato un investimento complessivo di oltre 11 miliardi di dollari, per un totale di circa ottanta società rilevate. «Grazie a questo mosaico – prosegue Liberato – EMC negli ultimi anni è maturata moltissimo. Ieri, eravamo un buon provider di storage. Oggi, siamo fornitori di ICT a tutto tondo. Siamo al servizio di piattaforme cloud di importanza nazionale, esportiamo soluzioni e siamo partner di grandi clienti globali. Anche in Italia, diamo la stessa affidabilità, assistenza ai clienti, specialisti in grandi soluzioni di archiviazione». L’attuale primato di EMC in un mercato globale di cui detiene oltre il 30% di market share è legato, secondo il presidente della filiale italiana, al carattere sistemico dell’offerta.

EMC Italia è diventata un’azienda capace di stabilire accordi strategici con gli operatori italiani, contribuendo con i propri manager in prima linea alla cultura manageriale corporate. «Un’evoluzione di cui essere orgogliosi» – riconosce Liberato, sottolineando i diversi ambiti in cui EMC può contribuire all’attuazione dell’Agenda Digitale Italiana, con la modernizzazione dei sistemi a supporto della PA. EMC è in grado di spaziare – infatti – dalla sicurezza con la sua divisione RSA, alla gestione documentale con Documentum, alla conservazione intelligente con le sue soluzioni di storage.

Nel 2013, EMC festeggia anche il decimo anniversario dell’operazione VMware, il pioniere della virtualizzazione che in questo lasso di tempo ha quasi decuplicato il suo valore. «Mettendo insieme tutto questo e confrontandolo con la necessità di una robusta piattaforma cloud per la pubblica amministrazione italiana, di processi integrati e di razionalizzazione – conclude Liberato – EMC Italia è in grado di creare qualcosa di veramente duraturo, contribuendo alla rinascita della grande informatica che – se non può più essere di prodotto perché hardware e software sono ormai di importazione – può fare innovazione attraverso la reingegnerizzazione dei processi e l’impiego ottimale delle tecnologie. Noi italiani abbiamo tutta la creatività necessaria, siamo bravi nel creare centri di competenza verticali. E all’interno di realtà globali come EMC, possiamo esportare questo know-how».

Dario Regazzoni e Federico Suria, EMC


CAMBIARE PASSO DI MARCIA

Con l’arrivo di Marco Fanizzi, la filiale italiana ha cambiato passo di marcia. La cultura di impresa – che già esisteva – è stata amplificata e valorizzata, attraverso il rinnovamento del management e coinvolgendo ogni singolo dipendente. Il nuovo modello di valorizzazione del capitale umano ha premiato le risorse e le capacità individuali, facendo perno sugli aspetti del business e sulla responsabilità che un’azienda globale come EMC finisce inevitabilmente per avere nell’ambito della società in cui opera. Fanizzi e i suoi collaboratori sono intervenuti sui processi di vendita, sui rapporti con la suddivisione del mercato – dai top alla clientela medio-piccola – anche alla luce dell’accordo globale, che ha dato vita al brand LenovoEMC per l’offerta dello storage di rete che copre dal segmento consumer fino alla media azienda. In questo modo, ai grandi clienti strategici della fascia enterprise si aggiunge la fascia media verso cui si rivolgono i system integrator che collaborano strettamente con EMC – oggi – interessata anche a creare reti e consorzi “virtuali” in grado di sviluppare e – soprattutto – di condividere soluzioni sempre nuove. Per il segmento più peculiare del tessuto imprenditoriale italiano, quello delle aziende più piccole, EMC si affida alla propria rete di partner locali, con risultati che Fanizzi definisce «estremamente soddisfacenti». Figura chiave scelta da Liberato per pilotare il processo di rifocalizzazione di EMC Italia, l’attuale AD e direttore generale ha fatto il suo ingresso in EMC dopo una lunga esperienza in Symantec e prima ancora in Sun Microsystems e Italtel. Per il presidente Liberato è «il leader ideale per le nostre operations in Italia», un manager che crede profondamente nella sua squadra. «Il mio stile – dice Fanizzi – è sempre stato quello di far leva sulle persone, sulla fiducia che queste sanno ispirare, su una costante percezione dei bisogni del cliente e sulla necessità – soprattutto in momenti difficili – di costruirvi intorno un progetto connotato come un vero e proprio distretto di persone e competenze». Assertivo e con uno stile di management pratico e collaborativo, Fanizzi non ha remore nel riconoscere il talento: «Quando sono premiato per i miei successi di manager è giusto che siano premiati tutti, anche quelli meno esposti alle luci dei riflettori». Dare più valore alle risorse interne, puntando tutto sulla crescita individuale, rappresenta uno dei punti principali della sua strategia aziendale. Fanizzi – infatti – ha riassegnato ben tredici posizioni di middle management, puntando molto proprio sulla capacità e l’esperienza interna. «In generale – avverte Fanizzi – acquisendo forze esterne, il cambiamento può essere più rapido, ma se si vuole andare in profondità, bisogna agire con logiche diverse».

Nicola Pozzati e Melania Polito, EMC

PENSARE E AGIRE DIVERSAMENTE

«Nel concreto – spiega Fanizzi – è stato messo a punto un dettagliato e rigoroso piano di operations, basato sulla qualità delle persone e delle relazioni che queste stabiliscono con il mercato. Questo programma è alla base del progetto Sigma@500 “Sustainable Italian growth model”. Il modello si basa su cinque pilastri di intervento – tra cui market, operations, people – affidati ad altrettanti responsabili. Il modello è assolutamente cross-funzionale e prevede il coinvolgimento di tutte le funzioni. I cinque pilastri si articolano a loro volta attraverso oltre venti specifici “stream” di intervento, ciascuno dei quali è misurabile con precisi indicatori di performance che determinano lo stato di avanzamento del lavoro. Per rafforzare la visibilità esterna e dare maggiore coesione interna, EMC è entrata nel circuito internazionale Great Place to Work, ha avviato iniziative di social responsibility e ha partecipato alla realizzazione di progetti di rilevanza nazionale, come la digitalizzazione della Biblioteca Apostolica Vaticana. Uno dei momenti più significativi della “conduzione” Fanizzi è stato l’evento EMC Forum, organizzato insieme ai principali partner tecnologici e di integrazione, che con la prima edizione del 2012 ha coinvolto speaker e visitatori qualificati, diventando una istantanea best practice a livello europeo. «Da mesi, siamo al lavoro per l’edizione di quest’anno, che si terrà il prossimo 14 novembre a Milano, con l’obiettivo sfidante di offrire contenuti sempre più interessanti per il business dei nostri clienti e di coinvolgere un numero maggiore di partecipanti».

 

INNOVAZIONE D’IMPRESA

Un aumento di market share intorno ai cinque punti percentuali non si spiega solamente con la visibilità e con la maggior capacità di incidere sul territorio e la società. La qualità dei prodotti e delle persone resta sempre il primo motore di crescita. Oggi – però – in termini di mercato, le difficoltà da superare non riguardano la tecnologia, ma la scarsa volontà di innovazione, l’immobilismo, la diffidenza da parte degli utenti.

 «Dalla crisi per ora non si esce – ammette Fanizzi – ma ho comunque la sensazione che il mercato si sia stabilizzato e bisogna pensare al futuro». Secondo l’AD di EMC Italia, le grandi linee di tendenza sono chiare. I volumi dei dati e il numero di dispositivi connessi sono in forte crescita. I costi continuano a contrarsi. L’unica leva possibile è la maggiore efficienza, la multicanalità e la capacità di fare molte più cose, ottimizzando la spesa.

EMC affronta questo scenario facendo leva sulle proprie tecnologie e il suo sistema di alleanza, ma anche potenziando le strategie commerciali legate alle linee di prodotto più innovative: la virtualizzazione e i servizi associati al brand VMware e la nuova piattaforma Pivotal, un affresco tecnologico costituito da elementi comuni all’offerta tradizionale di EMC con l’innesto di nuovi contributi provenienti dall’acquisizione della società Greenplum e dalla partecipazione diretta del gruppo GE, che in Pivotal ha investito in modo significativo. «Obiettivo di Pivotal – spiega Fanizzi – è di fornire alle grandi aziende gli strumenti per lanciare nuovi servizi di business che al momento sono di esclusiva prerogativa delle grandi web company attraverso il cloud, gli analytics e la capacità di sviluppo rapido. Ingredienti questi che permettono di generare informazione e valore in un contesto in cui occorre anche essere molto flessibili nel modo di accedere ai dati, poichè questi possono risiedere nella rete aziendale o nel cloud. Fino a oggi questa flessibilità non c’era». Sul piano dell’offerta tecnologica EMC promuove anche il concetto di “software defined data center”, basato su una virtualizzazione ancora più spinta delle risorse di calcolo fisiche, fino ad abbracciare anche la connettività di rete. Il risultato di questo approccio si concretizza nell’alleanza tra EMC, Cisco e VMware. Con questa piattaforma convergente, i clienti possono costruirsi un data center su misura, assemblando semplici moduli, che racchiudono tutto l’hardware e il software necessario.

 

FARE IMPRESA SUL TERRITORIO

Nei confronti del mercato, EMC gioca simultaneamente la carta delle partnership globali e locali, collaborando sia con i big player della tecnologia – come nel caso di Lenovo o di Cisco per Pivotal – e con i business partner, che sul fronte enterprise sono rappresentati dai grandi system integrator, sia con aziende sviluppatrici a valore aggiunto, radicate sul territorio, che le consentono di raggiungere clienti di dimensioni più ridotte. L’importanza delle strutture intermedie di canale è del resto diventata prioritaria per un’azienda come EMC, ormai orientata all’offerta di soluzioni di ampio respiro, basate su un vasto spettro di tecnologie complesse. Proprio all’insegna delle partnership si è aperta, lo scorso maggio, l’edizione 2013 di EMC World come fa notare Bernardo Palandrani, che in EMC Italia ha la responsabilità del Canale. «In quella occasione – ricorda Palandrani – il top management del gruppo aveva ribadito l’impegno per un rafforzamento a ogni livello dei rapporti con i business partner: le aziende, distributori, system integrator, sviluppatori indipendenti, che affiancano EMC nel dare concretezza alla sua value proposition». E Marco Fanizzi riprende sottolineando l’importanza di fare leva sui partner locali per generare quote molto significative dei propri fatturati. «Per noi – dice Fanizzi – significa sapere individuare i partner giusti, focalizzandosi su chi dispone di valori e competenze specifiche negli ambiti più innovativi». Non solo. Fanizzi pensa in particolare ai problemi di documentazione in ambito sanitario, al settore dei servizi al cittadino, alle smart city, tutti ambiti in cui l’innovazione può portare efficienza e risparmio. «La gestione dei dati e la possibilità di incrociare le informazioni possono svelare un potenziale nascosto e in grado di trasformarsi in valore di business» – conclude Fanizzi.

 

ACCELERARE LA CRESCITA

Ripercorrendo le tappe più significative dell’evoluzione recente di EMC, Dario Regazzoni, presales manager, prova a riassumere le conseguenze delle decisioni strategiche prese da Joe Tucci nel 2001 e delle sue scelte per il futuro di una azienda che all’epoca rappresentava solo lo stato dell’arte dello storage. La prima innovazione deriva dall’acquisizione di VMware. «La tecnologia di virtualizzazione – afferma Regazzoni – è stata davvero dirompente e ha avuto un impatto in tutti i settori e in tutti gli ambiti applicativi, facendo risparmiare i clienti, che potevano mantenere i carichi di lavoro sullo stesso hardware di cui disponevano, creando al tempo stesso nuove opportunità e nuove nicchie applicative». Un secondo punto nodale, nello stesso periodo, riguarda l’acquisizione di Legato e l’impegno di EMC sul fronte della data protection intesa in senso più esteso, dal backup al disaster recovery. «Con anni di anticipo sui concorrenti, EMC ha rafforzato le tecnologie di consolidamento e la sua strategia di protezione del dato, rimanendo coerente anche con l’acquisizione di RSA e l’estensione al mondo della sicurezza vera e propria. Come VMware, anche RSA ha mantenuto l’autonomia nel portare avanti la propria tecnologia e le proprie acquisizioni, tra cui le due recenti Silver Tail Systems e NetWitness. L’idea di fondo – sottolinea Regazzoni – è accelerare lo sviluppo e la crescita di Gruppo in una prospettiva funzionale di ecosistema».

 

EVOLUZIONE VERSO IL CLOUD

A ridosso del 2010, EMC ha potenziato anche il suo ruolo infrastrutturale nel resource management orientato al cloud computing. Le soluzioni VMware diventano così un vero e proprio sistema operativo del cloud in preparazione della definitiva trasformazione orientata al servizio di tutta l’informatica. Il nuovo fattore dirompente – quindi – non è più solo la virtualizzazione, ma soprattutto il fenomeno della consumerizzazione e del BYOD. «Anche in ambito aziendale, gli utenti si servono di dispositivi propri, accedono alle informazioni in mobilità, producono e consumano dati in modo massivo» – spiega Regazzoni. «Cloud e big data si fondono in un unico servizio che converge verso gli utenti», ponendo un serio problema di governo dell’utenza aziendale sempre pronta – come dice Regazzoni – a «superare a destra» la direzione IT, molto spesso incapace di anticipare le esigenze e di fornire le giuste soluzioni.

Oggi, è questa la realtà in cui EMC si trova a operare per affrontare la sfida del completo dominio del cloud pubblico e privato, con il preciso obiettivo di restituire la capacità decisonale ai CIO e ai responsabili IT. In questa direzione, si collocano soluzioni come Syncplicity, un servizio simile allo spazio su web di Dropbox in chiave rigorosamente privata (e protetta) – oppure – il nuovo “data center in scatola” di Vblock, «un prodotto che consente di configurare le risorse virtuali come su Amazon, ma facendo in modo che i miei dati restino sulle mie infrastrutture, evitando i costi nascosti del lock-in, derivanti dall’eccessiva dipendenza dai provider pubblici».

Il punto di arrivo del cammino raccontato da Regazzoni è l’offerta Pivotal, equiparata all’imbarcazione che permetterà a EMC e ai suoi clienti di attraversare indenni la tempesta perfetta rappresentata da cloud, consumerizzazione e big data. «Pivotal riunisce le tecnologie e i framework per lo sviluppo semplificato e rapido di applicazioni che saranno in grado di attingere a 35 triliardi di gigabyte di dati previsti da qui al 2020» – afferma il responsabile tecnico della prevendita EMC Italia. Due ingredienti fondamentali della ricetta Pivotal sono Cloud Foundry e Pivotal HD. Il primo è la piattaforma open source con cui VMware rende possibile andare oltre la configurazione della singola macchina virtuale, definendo in modo dinamico interi ambienti cloud. Il secondo è l’ambiziosa distribuzione del database in-memory Hadoop, integrato con il database parallelo Greenplum DB, che si può considerare come un ponte gettato tra il mondo dei database relazionali e l’universo ancora in gran parte ignoto dei big data. Dal panorama tratteggiato dal responsabile presales di EMC emerge un line-up di prodotti che accanto all’offerta tradizionale di sistemi per lo storage, offre ai clienti le chiavi di accesso a una serie di formidabili opportunità di trasformazione e ottimizzazione del business. «La trasformazione è uno degli obiettivi che le tecnologie EMC vogliono abilitare» – ribadisce Fanizzi. «Per rendere queste tecnologie ancora più efficaci nella realtà italiana, faremo leva sulle nostre consolidate relazioni con i service provider, in particolare gli operatori di telecomunicazioni, e con il mondo della system integration. In altre parole, con tutti coloro i quali possono incidere positivamente sul peculiare tessuto di medie imprese – che caratterizza il nostro mercato, con i vertical e i distretti – e che da virtualizzazione e big data possono trarre una imperdibile spinta verso il rinnovamento e la crescita».

 

«EVERYONE MAKES A CALL»

Gli investimenti in R&D e la strategia di acquisizioni vincente danno sicuramente forza alla value proposition di EMC, ma il merito della affermazione del gruppo sul mercato italiano è ascrivibile all’ottimo lavoro di squadra reso possibile dai manager promossi da Fanizzi e facilitato da un positivo coinvolgimento di ogni singolo collaboratore di EMC Italia. La sensazione che il leader tecnologico dei big data abbia messo in piedi un meccanismo molto efficace è confermata da Federico Suria, stretto collaboratore di Fanizzi in virtù del suo duplice ruolo di responsabile finanziario e “pilota” delle operations. «In EMC diciamo che “everyone makes a call”, e questo significa che ogni singola componente del team porta la nostra proposta in casa del cliente» – spiega Suria.

Nel concetto di operations, ricadono tutte le attività a supporto della forza vendita. La gestione, il forecasting, i contatti con le fabbriche, la logistica – insomma – tutta l’organizzazione del carico di lavoro che consegue agli ordinativi da parte dei clienti. Entrato a far parte come director sales operations del team manageriale precedente alla direzione di Fanizzi, Suria ha vissuto in prima persona le trasformazioni che quest’ultimo ha voluto introdurre proprio con l’obiettivo di coinvolgere l’intera country nel piano di crescita deciso al vertice di EMC Italia. Dei cinque pilastri su cui poggia la strategia “Sigm@”, a Suria spetta la cosiddetta ownership delle operations, con il preciso mandato di rendere più fluidi gli aspetti del go-to-market di EMC in Italia.

Come esperto “di macchina” e finanza, una delle funzioni di Suria è quella di studiare le possibili soluzioni ai problemi di liquidità che in epoca di crisi finiscono per inibire la volontà di innovazione delle imprese italiane. «Il cloud computing – dice Suria – rappresenta anche una grande opportunità per svincolarsi dalla legacy, da quel 70% di risorse impegnate in maintenance dell’esistente. EMC affronta il problema trovando le formule giuste in grado di rendere più facile l’acquisto di nuove tecnologie, dal tradizionale leasing a modelli più innovativi basati sul concetto di storage come utility, in pratica di acquisto “a consumo”. E possiamo farlo perché disponiamo dei layer di software adeguati alla gestione di questi meccanismi commerciali».

Il responsabile operations sottolinea anche come la total customer experience sia il principio ispiratore della strategia di vendita di EMC. «Il suo pre-requisito è la capacità di rispettare al secondo le date e i luoghi di consegna e tutte le personalizzazioni e le modifiche richieste. Di questo siamo responsabili noi delle operations e i nostri omologhi nelle altre sedi. Il cambiamento profondo che abbiamo vissuto riguarda il fatto di aver “cloudizzato” l’operatività, adeguando i nostri processi alla piena condivisione e trasparenza sui dati relativi ai clienti, che sono di EMC nel suo complesso, non di uno specifico account».

 

GIOCO DI SQUADRA

La figura che si interfaccia più direttamente con il cliente diventa quindi il “centravanti” di una squadra di giocatori che spazia dall’area tecnica a quella delle vendite. «A cornice di questo gioco di insieme – aggiunge Suria – c’è l’uso che EMC stessa fa della potente arma dei big data per generare una maggiore intelligenza commerciale e per essere più reattiva nel risolvere gli eventuali imprevisti. Per un provider tecnologico come EMC, l’aspetto della vendita di hardware e servizi a esso connessi si fa molto più proattivo e si muove dalla comprensione dei processi, per riuscire ad anticipare la domanda e a stimolarla. «Questa trasformazione verso il business – afferma Suria – è un asset fondamentale. Nel mondo delle imprese vediamo sempre più spesso affermarsi una sorta di informatica-ombra, realizzata dagli stessi utenti, i quali – invece di aspettare i tempi lunghi dell’IT aziendale – tendono sempre più spesso a fare da soli, mettendo insieme i propri servizi». L’informatica deve sapersi adeguare a un business molto più evoluto ed è un bene per tutti, perché un progetto che ha un evidente impatto sui ricavi è più facile da finanziare.

Il passaggio dalla forte specializzazione in hardware a una value proposition nettamente più estesa e orientata al business ha avuto anche un altro ingrediente fondamentale. Lo ricorda Nicola Pozzati, HR director per la regione Mediterraneo e Benelux. «Sarebbe stata una trasformazione più difficile senza il felice innesto di persone che hanno il cambiamento nel loro codice genetico e senza l’azione combinata di una comunicazione interna pensata per spiegarne le ragioni e premiare i talenti e le capacità» – spiega Pozzati, da sei anni in EMC Italia. Dalla sua critica cabina di comando, Pozzati ha dato un forte contributo alla filosofia dell’azione commerciale centrata non più sui singoli responsabili delle vendite, ma sulla visione di insieme in cui top management, manager intermedi e personale di supporto funzionano come ingranaggi di un unico meccanismo, magari complicato da spiegare, ma alla lunga molto più efficace e motivante per tutti. «Si tratta di un coinvolgimento che la funzione HR ha cercato di facilitare attraverso la comunicazione e la formazione – continua Pozzati – ma anche promuovendo molte persone e inserendo, con giudizio, alcuni talenti esterni in posizione chiave». Con la creazione dell’area geografica Western Europe – per esempio – diverse figure di EMC Italia hanno assunto in azienda ruoli che si estendono oltre i confini nazionali. Pozzati ha sempre manifestato una grande attenzione nei confronti dei giovani della “y generation”, anche incoraggiando le relazioni con le università, reclutando i cervelli più promettenti e assicurando loro – tramite il quartier generale USA – formazione tecnica e competenze specifiche. Inoltre, sono state ideate formule di reclutamento basate su modelli “porta un amico” e il 70% delle assunzioni dei più giovani ormai viaggia su web, attraverso LinkedIn e Twitter. Strumenti importanti sono sia la valutazione della performance della squadra complessiva, sia l’aspetto dello sviluppo individuale, inteso in modo diverso dalla normale definizione di “carriera”. EMC cerca di favorire in tutti i modi un percorso individuale di acquisizione e affermazione delle competenze, rendendo, per esempio, possibile l’occupazione di funzioni nuove anche in sedi dell’azienda diverse da quella italiana e applicando precise politiche di “retention” per evitare la dispersione delle competenze che si vengono in tal modo a creare. «In questo senso la decisione di partecipare al progamma Great Place to Work – afferma Pozzati – ha il duplice scopo di inserire l’azienda in un contesto di confronto internazionale, ma anche di aiutare a capire – attraverso le survey che i dipendenti compilano periodicamente – quali sono gli aspetti su cui intervenire. Nell’arco di due anni siamo passati dal diciottesimo al tredicesimo posto nel ranking delle grandi aziende italiane della classifica Great Place to Work, ma siamo secondi, dopo la capoclassifica Microsoft, nel segmento delle aziende di informatica. A livello europeo, invece, siamo al quinto posto nella classifica delle aziende IT, avendo guadagnato ben sei posizioni rispetto all’anno scorso». Coinvolgimento e senso di appartenenza sono due qualità del collaboratore di EMC, che sono declinate anche all’esterno attraverso i programmi di social responsibility e i contributi agli eventi culturali.

 

LE VIE DEL MARKETING

Melania Polito come responsabile della direzione marketing di EMC Italia ha affrontato il problema di posizionamento dell’azienda con il passaggio da semplice provider a fornitore di soluzioni di tipo infrastrutturale, in virtù di tecnologie che hanno un forte impatto sulla realtà e sulla vita di milioni di persone. Non solo. EMC ha saputo costruire la propria brand awareness puntando anche su ambiti non strettamente tecnici e professionali. Per Melania Polito «l’obiettivo è stato possibile grazie a una strategia capace di dare corpo al brand di EMC in associazione a progetti in grado di mostrare ciò che siamo, non solo ciò che facciamo». Polito cita – per esempio – la sponsorizzazione della mostra Lux in Arcana, che l’anno scorso ha reso accessibili – per la prima volta – cento documenti custoditi negli archivi segreti del Vaticano, un segno concreto della tecnologia EMC a favore della preservazione dei patrimoni documentali storici, in altre parole, per i big data del passato, come per quelli futuri. «L’azione di marketing – spiega Polito – ha indirizzato lo spirito delle campagne che non sono semplicemente corporate o puramente pubblicitarie, ma che coinvolgono tutto il team, persino i clienti chiamati a fare divulgazione insieme ai nostri evangelizzatori. La strategia di marketing – insomma – orchestra le varie attività, siano esse rivolte ai C-level di tipo tecnico o  in funzione delle esigenze dei partner locali, ma sempre in allineamento con le esigenze del business, in coordinamento con il management e con la comunicazione rivolta ai media». Un esempio significativo del lavoro svolto dal marketing di EMC è l’evento organizzato insieme a partner come Accenture e SAS per presentare il mondo dell’informazione “intelligente” e le sue ripercussioni sulle imprese attraverso l’iniziativa Human Face of Big Data, un claim che ha animato l’ambizioso progetto multimediale dedicato alla rivoluzione dei big data, confluito nell’omonimo volume firmato dal fotografo Rick Smolan. «L’obiettivo di iniziative come questa – precisa Polito – è posizionare EMC in un contesto generale, connotando l’azienda attraverso le applicazioni, i servizi e le cose concrete che si possono realizzare attraverso le sue tecnologie, senza limitarsi a comunicare le singole feature dei prodotti». Si tratta di una comunicazione social a tutti gli effetti, che – come tutte le altre attività svolte da EMC – è possibile solo grazie a un approccio collaborativo, in costante coordinamento con il management e le altre componenti dell’azienda. Secondo Melania Polito, anche la parte commerciale del team è chiamata a svolgere una funzione di “antenna” capace di catturare gli aspetti del lavoro dei clienti da mettere in risalto attraverso la comunicazione. Automaticamente, questo rafforza anche il senso di appartenenza alla community dei collaboratori. Il caso di maggior successo di questo triennio di grandi trasformazioni, è la convention dell’EMC Forum, la cui prima edizione si è svolta a ottobre 2012. Un evento di una sola giornata di eccezionale intensità, costruito intorno a una sessione plenaria attraverso una serie di interventi, workshop, incontri con aziende e giornalisti. Un progetto fortemente improntato alle strategie di EMC sul mercato italiano, corredato da iniziative come la mobile app che fa da catalogo, guida e strumento di approfondimento per la manifestazione. «L’organizzazione di questo evento – dice Polito – non è la mera esecuzione di uno script imposto a livello corporate, ma si tratta di un lavoro complesso per creare una formula perfetta in grado di portare a risultati concreti, dando un contributo al successo di tutta EMC Italia».

È anche attraverso queste buone practice che EMC riesce a imporre la qualità delle sue tecnologie e il valore che esse possono avere per i suoi clienti e l’intero sistema Paese. «La rivoluzione dei big data porterà a cambiamenti molto significativi nell’economia e nei nostri stili di vita» –  ribadisce ancora una volta Marco Fanizzi. Ma per affrontarlo – come ogni rito di passaggio – sarà necessario affidarsi a un bravo traghettatore, a una guida capace di insegnarci a percorrere le infinite opportunità di business e di servizio che costellano l’oceano di dati tutto intorno. In questi anni, EMC ha lavorato per costruire un’imbarcazione veloce e affidabile, per addestrare un equipaggio affiatato, flessibile e reattivo. Non resta che levare le ancore.

 

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Il banking online di WeBank corre ancora più veloce con EMC https://www.datamanager.it/news/il-banking-online-di-webank-corre-ancora-pi-veloce-con-emc-47235.html Thu, 23 May 2013 13:19:59 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/il-banking-online-di-webank-corre-ancora-piu-veloce-con-emc/ Grazie alla nuova infrastruttura EMC, la Banca online del Gruppo BPM è riuscita a ridurre del 50% i tempi di esecuzione delle operazioni online, soprattutto quelle più complesse legate al trading

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Grazie alla nuova infrastruttura EMC, la Banca online del Gruppo BPM è riuscita a ridurre del 50% i tempi di esecuzione delle operazioni online, soprattutto quelle più complesse legate al trading

EMC Italia annuncia la conclusione del progetto con WeBank Spa, la Banca online del Gruppo BPM, iniziato nel 2012 e legato allo sviluppo di un nuovo sistema IT in un settore in cui l’aspetto tecnologico riveste sempre più un ruolo strategico oltre che differenziante rispetto alla competition.

L’obiettivo

L’obiettivo di WeBank era quello di implementare una nuova infrastruttura in grado di offrire prestazioni sempre più alte nell’esecuzione delle transazioni, riuscendo a soddisfare le esigenze dei clienti e dei trader più evoluti e incrementando la propria competitività sul mercato.

Il data base online, sul quale ruotano tutte le operazioni effettuate dai clienti corporate, retail e del trading della Banca, è una componente molto critica che condiziona la capacità di essere vincenti in un segmento dove, soprattutto nel mondo dei trader professionisti, tempi di risposta rapidissimi e velocità di esecuzione delle operazioni sono fattori altamente discriminanti per la scelta della piattaforma e del partner.

La soluzione

I tempi di esecuzione delle operazioni online, soprattutto di quelle più complesse del trading, sono diminuiti mediamente del 50%, un miglioramento riscontrato dal personale IT della banca ed apprezzato anche dai clienti trading che hanno potuto notare visivamente la velocità di immissione degli ordini.

Dopo la fase di set-up, la gestione dell’intera infrastruttura si è dimostrata semplice e user frendly, permettendo al personale IT della banca di seguirla in piena autonomia.

La nuova infrastruttura EMC permette inoltre di distribuire il carico di lavoro sui due data center della Banca, ottimizzando l’utilizzo delle risorse disponibili e assicurando una continuità di servizio in qualsiasi condizione senza minimamente degradare prestazioni. Un valore aggiunto del quale beneficiano i clienti e che ha consentito a WeBank di dichiarare alla Banca d’Italia di aver annullato i tempi di ripristino delle informazioni e delle applicazioni in caso di inconvenienti anche gravi a uno dei due data center, segnalando un deciso miglioramento rispetto alle 4 ore stabilite con la precedente architettura.

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Bernardo Palandrani è il nuovo Direttore del Canale di EMC Italia https://www.datamanager.it/news/bernardo-palandrani/bernardo-palandrani-il-nuovo-direttore-del-canale-di-emc-italia Wed, 12 Sep 2012 08:00:45 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/09/bernardo-palandrani-e-il-nuovo-direttore-del-canale-di-emc-italia/ Forte di una trentennale esperienza, il manager avrà il compito di coordinare le attività commerciali rivolte al canale di EMC

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Forte di una trentennale esperienza, il manager avrà il compito di coordinare le attività commerciali rivolte al canale di EMC

A conferma della sempre più forte attenzione dedicata al proprio canale di vendita, EMC annuncia la nomina di Bernardo Palandrani a Director Partner Sales per l’Italia. Il manager avrà la responsabilità di gestire la strategia e i programmi di EMC rivolti ai partner di canale, incrementando le sinergie sul territorio e garantendo sempre il massimo supporto allo sviluppo di soluzioni ICT innovative per le aziende di tutte le dimensioni.

Il ruolo del canale è fondamentale per EMC, come lo stesso Joe Tucci, CEO dell’azienda, ha messo fortemente in evidenza nel corso dell’ultimo EMC World. E l’Italia in questo senso non fa eccezione: una parte importante del successo italiano dell’azienda risiede proprio nella capacità strategica di espansione e rafforzamento del canale attraverso i propri partner. Questo grazie al forte investimento di EMC, volto ad espandere la presenza aziendale sul mercato ed a rispondere alle richieste di go-to-market in tutti i segmenti, iniziative ulteriormente rafforzata dal neonato programma Enterprise Select per i partner.

“Accogliamo con particolare entusiasmo l’ingresso nella nostra squadra di Bernardo Palandrani in una posizione per noi fondamentale, sicuri di poter raggiungere insieme obiettivi sempre più ambiziosi” ha dichiarato Marco Fanizzi, Regional Country Manager di EMC Italia. “Il canale per EMC riveste un’importanza fondamentale perché ci consente di massimizzare e indirizzare in modo capillare sul territorio il valore delle nostre soluzioni, lavorando in sinergia con partner e clienti finali. La nomina di Palandrani va proprio in questa direzione, con l’obiettivo di rafforzare questo importante aspetto del business di EMC”.

“È nostra volontà”, prosegue Fanizzi, “continuare a incrementare il numero di partner a valore, definendo al contempo strumenti e metodologie di alto livello che possano mettere a loro disposizione d le competenze, il supporto e la presenza necessari a garantire un rapporto sempre più produttivo con le aziende clienti”.

“Come ogni organizzazione, anche i partner di canale si trovano ad affrontare un mercato davvero competitivo. E per farlo con successo devono poter contare sul supporto di vendor in grado di comprenderne le esigenze ed offrire loro soluzioni adeguate”, commenta Bernardo Palandrani.  “EMC punta con forza sul canale, con prodotti, programmi ed iniziative dedicati, e soprattutto con una visione di insieme davvero unica sul mercato. Le opportunità sono veramente molto importanti: darò il mio contributo senza riserve per lavorare assieme ai nostri partner e raggiungere insieme mutua crescita e profittabilità.”

Bernardo Palandrani conta un’esperienza trentennale nel settore ICT, a livello nazionale e internazionale. Arriva in EMC dopo dodici anni trascorsi in Symantec, nel corso dei quali ha ricoperto diverse posizioni nei team commerciali e di canale, arrivando infine a ricoprire il ruolo di Commercial & Channel Sales Director Italy con responsabilità delle attività sia di canale sia delle alleanze. In precedenza, Palandrani ha ricoperto diversi ruoli commerciali presso Storagetek, Intergraph e Ocè Italia. 

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EMC supporta la formazione universitaria https://www.datamanager.it/news/universit/emc-supporta-la-formazione-universitaria Mon, 16 Jul 2012 10:19:16 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/07/emc-supporta-la-formazione-universitaria/ All’Università di Roma La Sapienza consegnate 4 borse di studio finanziate da EMC

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All’Università di Roma La Sapienza consegnate 4 borse di studio finanziate da EMC

Sono state consegnate oggi presso l’Università di Roma la Sapienza quattro borse di studio finanziate da EMC Italia e destinate a studenti dei corsi di laurea magistrale della facoltà di Ingegneria dell’Informazione informatica e statistica. Si tratta di premi che vanno a riconoscere attività particolarmente meritevoli di laureati triennali iscritti al primo anno di laurea magistrale, tra cui:

   * 1 borsa per la Laurea Magistrale Ingegneria Informatica (classe LM 32)

   * 1 borsa per la  Laurea Magistrale Ingegneria delle Comunicazioni (classe LM 27)

   * 2 borse per la Laurea Magistrale delle aree di ingegneria della Facoltà I3S  riservate a studentesse.

I premi sono stati consegnati alla presenza dei vincitori e dei membri del Consiglio di Facoltà, mentre EMC è stata rappresentata dal suo Presidente Michele Liberato.

La formazione riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo di una comunità. Lo sa bene EMC, che con regolarità offre il suo supporto a università, scuole ed enti formativi, per aiutarli a svolgere al meglio il loro compito di formare gli specialisti ed i manager di domani. Si tratta di una collaborazione costante che per l’azienda, leader nelle piattaforme di gestione dell’infrastruttura informativa, rappresenta una vera e propria mission, in Italia come nel resto del mondo. 

“E’ ogni giorno più importante che università e imprese, nel rispetto delle proprie autonomie, trovino spazi utili e profondi di collaborazione”, ha dichiarato Luigi Frati, Rettore dell’Università di Roma La Sapienza. “Le imprese, in particolare, possono essere per l’università un partner in grado di indicare nel brevissimo periodo dove si stiano orientando il mercato del lavoro e le nuove frontiere della ricerca”.

“L’innovazione è il motore del mondo nel quale viviamo, ma non può esserci reale innovazione senza adeguate iniziative di formazione ”, ha commentato Michele Liberato, Presidente di EMC. “L’azienda che rappresento ha fatto del supporto all’innovazione ed alla formazione la propria bandiera, ed è un piacere poter contribuire ad attività meritorie e significative quali quelle portate avanti dall’Università di Roma La Sapienza.” 

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La rivoluzione nello storage è firmata EMC https://www.datamanager.it/news/emc-italia/la-rivoluzione-nello-storage-firmata-emc Tue, 18 Jan 2011 14:12:20 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/01/la-rivoluzione-nello-storage-e-firmata-emc/ EMC apre il 2011 con il più grande lancio di prodotti di sempre: presentati a Londra innovativi sistemi e funzionalità storage

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EMC apre il 2011 con il più grande lancio di prodotti di sempre: presentati a Londra innovativi sistemi e funzionalità storage

EMC Corporation, leader mondiale nelle soluzioni e tecnologie per la gestione dell’infrastruttura informativa, ha presentato oggi a Londra una serie di nuovi sistemi e funzionalità, in ambito storage, che ne consolidano ulteriormente la leadership in questo mercato.

Si tratta di prodotti e soluzioni che aprono nuove possibilità ad aziende e organizzazioni di ogni dimensione, chiamate a gestire e sfruttare al meglio le enormi quantità di informazioni che esse stesse generano ogni giorno.

EMC oggi ha annunciato sistemi storage e funzionalità hardware, con oltre 40 novità tecnologiche e di prodotto, che comprendono nuovi array per piccole e medie imprese (PMI), nuovi sistemi “Unified Storage” per il mercato midrange, nuovi software per i sistemi high-end e nuovi sistemi, disk-based, per indirizzare le operazioni di Backup, Recovery e Archiviazione.

Le tecnologie presentate rappresentano un investimento del valore di molti miliardi di dollari, che confermano la posizione di leader di EMC, all’avanguardia rispetto alle tendenze che guidano l’attuale e significativa crescita delle informazioni, compresi cloud computing e applicazioni Big Data.

Queste le novità hardware e software più significative:

• Il più semplice array unified storage al mondo è il sistema storage EMC VNX, progettato specificatamente per le PMI e offerto dai partner commerciali EMC. Con un prezzo base sotto i 10.000 dollari, VNX può essere configurato in pochi minuti da personale IT senza conoscenze specifiche, per supportare server virtuali e centinaia di utenti email. Questo sistema, semplice e conveniente, offre avanzate tecnologie storage con un’interfaccia intuitiva e di facile utilizzo per installazione, gestione e manutenzione.

• La nuova famiglia unified storage EMC VNX racchiude il meglio dei sistemi storage area network (SAN) CLARiiON e dei sistemi di network attached storage (NAS) Celerra, entrambi leader nei rispettivi segmenti, in un’unica famiglia unified storage, potente e di facile gestione, con array 3 volte più veloci e dotati di tutte le funzionalità dei loro predecessori.

• Innovative tecnologie software per i sistemi EMC Symmetrix VMAX, in grado di facilitare la gestione, automatizzare la movimentazione automativa delle informazioni ed accrescerne la potenza abilitando il supporto di petabyte di informazioni e oltre 5 milioni di macchine virtuali. Tra le numerose nuove funzionalità, vi è una versione avanzata del software FAST (fully automated storage tiering), in grado di ottimizzare automaticamente il posizionamento dei dati in relazione al loro reale utilizzo; nuove funzionalità di virtualizzazione, sicurezza e federazione; un nuovo sistema operativo che arriva a raddoppiare le performance di sistema.

• Nuove funzionalità di backup e archiviazione firmate Data Domain, compresi i più veloci sistemi di backup del mercato e nuovi sistemi Data Domain Archiver, i primi sistemi di deduplicazione del mercato progettati esclusivamente per una conservazione disk-based di lungo periodo dei backup.

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