Euler Hermes – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 03 Mar 2020 14:19:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Euler Hermes – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Euler Hermes annuncia i risultati finanziari dell’esercizio 2019 https://www.datamanager.it/2020/03/euler-hermes-annuncia-i-risultati-finanziari-dellesercizio-2019/ Tue, 03 Mar 2020 14:19:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=196860 Crescono tutte le regioni e le linee di business, con risultati tangibili dalla trasformazione “Possiamo essere molto orgogliosi dei risultati ottenuti nell’ultimo anno: non solo riportiamo risultati eccellenti per l’esercizio 2019, ma abbiamo anche nettamente accelerato sul fronte commerciale e dell’innovazione. La nostra trasformazione va nella giusta direzione, con una grande varietà di iniziative nelle […]

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Crescono tutte le regioni e le linee di business, con risultati tangibili dalla trasformazione

“Possiamo essere molto orgogliosi dei risultati ottenuti nell’ultimo anno: non solo riportiamo risultati eccellenti per l’esercizio 2019, ma abbiamo anche nettamente accelerato sul fronte commerciale e dell’innovazione. La nostra trasformazione va nella giusta direzione, con una grande varietà di iniziative nelle diverse aree geografiche. Grazie agli investimenti e all’impegno quotidiano dei nostri collaboratori in tutto il mondo, siamo la compagnia di assicurazione crediti B2B più innovativa e da qui stiamo ridefinendo la finanza commerciale. Mentre portiamo avanti questa trasformazione, dobbiamo sempre tenere d’occhio la crescente complessità delle sfide affrontate dai nostri clienti: crescita più lenta, tensioni politiche e commerciali, il preoccupante incremento tendenziale delle insolvenze e ora l’impatto economico dell’epidemia di Covid-19. Ciò implica maggiori rischi di esportazione per le imprese, insieme ad un’elevata incertezza. Oggi più che mai, i leader aziendali devono applicare una gestione del credito molto selettiva e preventiva”, ha dichiarato Wilfried Verstraete, Presidente del gruppo Euler Hermes.

In un contesto di crescita globale lenta, Euler Hermes ha avuto una performance molto positiva nel 2019: tutte le Regioni e le linee di business sono in crescita. I ricavi hanno raggiunto 2.913 milioni di euro, in rialzo del 7% a tassi di cambio costanti, a cui contribuiscono il Nord America e l’Asia-Pacifico come Regioni a più rapida crescita. Il combined ratio netto2 è migliorato di 1,2 punti percentuali, attestandosi al
79,9%, grazie ad una crescita migliore nell’anno passato e ad un minore rapporto costi/premi.

Quest’anno il risultato operativo ha raggiunto livelli record: 475 milioni di euro, con un aumento del 10%, per cui Euler Hermes si posiziona fra i principali contributori di utili del segmento P&C di Allianz. Ciò è dovuto principalmente ai premi più elevati e a un migliore combined ratio, insieme alla crescita dei proventi dagli investimenti correnti.
A fine 2019, il coefficiente Solvency II del Gruppo Euler Hermes si attesta al 159%, in crescita di 4 punti rispetto alla fine del 2018. Questi ottimi risultati dimostrano come Euler Hermes, in meno di due anni, abbia tradotto la strategia 2021 “Confidence to be bold” in risultati finanziari record, mentre la digitalizzazione e l’innovazione annunciata nell’ambito della strategia di trasformazione si concretizza secondo le previsioni.

La nostra strategia basata sulla diversificazione in termini di prodotti e aree geografiche sta dando i suoi frutti: per il secondo anno consecutivo, Euler Hermes ha raggiunto il più alto livello di nuovi contratti della sua storia, con un eccellente tasso di fidelizzazione al 91%.
Inoltre Euler Hermes si conferma per il terzo anno consecutivo come primo brand raccomandato per l’assicurazione dei crediti commerciali per i clienti. Per affrontare e migliorare costantemente l’esperienza dei clienti, Euler Hermes ha recentemente lanciato una nuova piattaforma: MyEH. Progettata e realizzata in collaborazione con gli utenti, MyEH concretizza la strategia di Euler Hermes come leader del settore, reinventando la customer experience nell’assicurazione crediti. MyEH, una soluzione straordinaria a livello mondiale grazie all’innovativo design UX, è realizzata in base alla conoscenza approfondita del mercato e sviluppata con un approccio totalmente incentrato sul cliente: conta già 6.500 utenti e si prevede che ne raggiunga 65.000 entro la fine dell’anno. MyEH è un interlocutore abituale che i clienti utilizzano per raggiungere gli obiettivi commerciali: funziona sia per le piccole imprese che cercano soluzioni facili e veloci, sia per quelle più grandi con una maggiore esperienza del rischio credito che necessitano di soluzioni avanzate.

“Single Invoice Cover”, una nuova offerta lanciata nel 2018 e messa a disposizione mediante un’unica API, ha continuato nel 2019 ad essere adottata da nuovi partner come
Fundbox negli Stati Uniti o Moment in Francia, in quanto consente alle startup “fintech” di crescere usufruendo della garanzia di Euler Hermes, un pegno di fiducia per i clienti acquisiti e potenziali. Euler Hermes ha accelerato anche sul fronte dell’innovazione con una forte attenzione al digitale. Il Datalab, creato a Parigi in ottobre 2016 con 2 esperti di dati, quest’anno conta un organico di 33 dipendenti. Il primo prodotto, una risorsa di Machine Learning, migliora il sistema di classificazione interno, implementando le capacità di previsione con un impatto positivo in termini di sinistri evitati e nuovi contratti acquisiti. Lo scorso marzo Euler Hermes ha lanciato il portale open data, che garantisce a tutti l’accesso pubblico a milioni di dati esclusivi per ottenere, utilizzare e condividere informazioni preziose sul commercio internazionale B2B.

Infine, il mese scorso Euler Hermes ha lanciato Trade Match, uno strumento gratuito di visualizzazione dati che permette con un semplice clic di accedere ai dati proprietari e alle analisi degli esperti di Euler Hermes. Unendo le valutazioni del rischio Paese alle previsioni sui proventi dalle esportazioni e sulla crescita commerciale, Trade Match svela agli esportatori i rischi e le opportunità di 17 settori industriali e 70 Paesi. Dal punto di vista informatico, Euler Hermes sta andando avanti nel percorso API, attraverso l’introduzione di nuovi prodotti a costi marginali, grazie alle nuove interfacce garantite dalla nuova metodologia. Queste API sono ormai presenti ovunque nell’azienda, dove collegano le applicazioni di back-end con il front-end e forniscono ai clienti un facile accesso ai portali di Euler Hermes. Il 17% delle polizze viene ormai gestito tramite API.

Infine, la recente integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei nostri rating del rischio Paese segna un punto di svolta, a dimostrazione che le aziende e gli investitori credono che i rischi legati agli aspetti di ESG influiranno su quello a cui tengono di più: crescita, quota di mercato, redditività. Inoltre, sta aumentando la correlazione tra mancati pagamenti e gravi eventi climatici (interruzioni delle catene di fornitura), o tra insolvenze e disordini sociali (saccheggi, perdite di profitto). Per questo motivo, Euler Hermes ha deciso di integrare nella metodologia di valutazione del rischio Paese i rischi di mancato pagamento delle aziende legati agli aspetti di ESG, in particolare le vulnerabilità ambientali e i crescenti rischi sociali.

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L’Italia delle Imprese: le cinque aree di intervento per liberare la potenzialità economica del Sistema Italia https://www.datamanager.it/2018/03/litalia-delle-imprese-le-cinque-aree-intervento-liberare-la-potenzialita-economica-del-sistema-italia/ Fri, 09 Mar 2018 13:19:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143158 Dopo il voto del 4 Marzo, il Sistema Italia si appresta a ripartire dai fondamentali solidi sui quali l’economia nazionale ha ripreso a marciare negli ultimi due anni. Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, attraverso il suo ultimo Report “L’Italia delle Imprese – Outlook 2018” presenta le principali leve macroeconomiche […]

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Dopo il voto del 4 Marzo, il Sistema Italia si appresta a ripartire dai fondamentali solidi sui quali l’economia nazionale ha ripreso a marciare negli ultimi due anni.

Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, attraverso il suo ultimo Report “L’Italia delle Imprese – Outlook 2018” presenta le principali leve macroeconomiche che potranno consentire al Paese di liberare tutto il potenziale economico per proseguire sul sentiero virtuoso della crescita a un ritmo più elevato.

“In un contesto congiunturale europeo positivo, grazie alla ripresa degli scambi e alle condizioni monetarie e finanziarie accomodanti, possiamo prevedere per l’Italia altri due anni di ciclo positivo con una crescita del PIL del +1,4% nel 2018 e +1,2% nel 2019. L’economia sarà sostenuta dai consumi privati che ritorneranno in terreno positivo (+1,0%), dagli investimenti (+4,4%) e dalle esportazioni (+4,4% in termini reali)” – dichiara Ludovic Subran, Chief Economist di Euler Hermes. Nello studio Euler Hermes presenta cinque macro-aree di intervento per accrescere il potenziale del sistema economico nazionale.

#1 Aumentare il potere d’acquisto.

Sebbene i consumi privati siano stati il principale motore della crescita, negli ultimi anni il potere d’acquisto delle famiglie si è rivelato inferiore rispetto a quello delle controparti europee. Si potrebbe
procedere con l’adozione di un regime per le imposte sul reddito più graduale rispetto a quello attuale (dal 23% al 43%) per liberare ulteriore potere d’acquisto. Inoltre, il livello dei prezzi dell’energia al consumo, per esempio, rimane ancora superiore a quello della Francia e della Spagna. Lo stesso vale per il settore dei servizi di pubblica utilità, in cui i prezzi non si sono adeguati rispetto ad altri paesi dell’area euro. Riformare ulteriormente entrambi i settori con una maggior liberalizzazione contribuirebbe a diminuire la rigidità dei prezzi e a garantire un maggiore potere d’acquisto alle famiglie.

#2 Sbloccare finanziamenti e investimenti.

Le banche italiane si trovano in una posizione decisamente migliore rispetto a un anno fa. Lo stock totale delle sofferenze (NPL) è diminuito notevolmente (di 104 miliardi di euro, attestandosi a 274 miliardi di euro). Nonostante ciò, la maggioranza delle sofferenze continua a essere di natura aziendale (70%): una soluzione potrebbe essere migliorare le regole sul collaterale per i prestiti alle imprese, intervento che faciliterebbe la valutazione e la vendita degli NPL consentendo agli Istituti di credito di migliorare l’erogazione del credito alle imprese. Sempre sul tema degli investimenti e sulla scia del successo dei PIR nel 2017 (Piani Individuali di Risparmio) sarebbe possibile creare nuovi prodotti di investimento.

#3 “Crescita per tutti”: puntare sulle PMI.

Le PMI potrebbero giocare un ruolo ancora più decisivo per il rilancio del Paese a patto che si adottino provvedimenti concreti di sostegno e misure per rendere la loro vita più semplice. Si potrebbe immaginare di ritoccare ancora verso il basso l’aliquota delle imposte da reddito, rendendola ancora più graduale, così come si potrebbero mitigare maggiormente gli oneri sociali a carico del datore di lavoro, migliorando così la competitività delle PMI sui mercati internazionali. Un tema cruciale sono i tempi di pagamento tra imprese: il tempo medio di incasso (DSO) è di 85 giorni rispetto ad una soglia nazionale di 30 giorni. Si potrebbe ipotizzare un incentivo fiscale o addirittura uno sgravio fiscale per le aziende che riescono a ridurre i ritardi di pagamento a un livello accettabile. Al tempo stesso, anticipare la fatturazione elettronica obbligatoria al gennaio 2019 rappresenterebbe un importante passo in avanti.

“Grazie al miglioramento del clima economico le imprese italiane sono più affidabili nei pagamenti commerciali, nonostante alcune problematiche non siano ancora state risolte come, ad esempio, il rientro dei debiti della Pubblica Amministrazione. Il trend delle abitudini di pagamento a livello nazionale è in miglioramento da cinque anni a questa parte e il numero delle insolvenze è calato di conseguenza (-12% nel 2017, -10% nel 2018). A livello territoriale risultano più penalizzate le regioni meridionali, mentre le aziende più vocate all’export si avvantaggiano del miglioramento degli scambi internazionali. La riduzione dei crediti in sofferenza e la conseguente riforma delle procedure fallimentari dovrebbero dare nuova linfa alle banche e al sistema produttivo nei prossimi mesi, contribuendo a una gestione più efficiente del capitale circolante delle imprese. Il fermento che si riscontra nelle start-up è un altro elemento virtuoso della nostra economia, in particolare per quanto riguarda l’innovazione tecnologica (ICT) e negli investimenti esteri. I maggiori rischi all’orizzonte sono al momento ravvisabili nella fine dei programmi di allentamento monetario europei, in particolare per i settori più indebitati e interest sensitive quali le utilities e le costruzioni” – commenta Massimo Reale, Direttore Commerciale Euler  Hermes Italia.

#4 Valorizzare il Brand Italia.

Il coraggio delle riforme e le iniziative mirate a rendere il “Sistema Italia” più attraente stanno portando alcuni frutti, ma il Paese necessita di una strategia e di un piano per migliorare la propria immagine per quanto riguarda burocrazia, procedimenti giudiziari e settori protetti. Il tutto con l’obiettivo di migliorare l’attrattività del “Sistema Italia”. Inoltre, sul fronte Export c’è la necessità di trasformare l’attuale piattaforma in una vera e propria priorità nazionale. I risultati anche nel 2018 saranno ancora una volta da traino per l’intera economia del Paese, con le esportazioni del settore macchinari e attrezzature che aumenteranno di altri 6,9 miliardi di euro rispetto al 2017, seguite da quelle del settore chimico (+4,6 miliardi di euro) e tessile (+3,4 miliardi di euro).

#5 Costruire l’#ItalianTech.

L’Italia si classifica al ventinovesimo posto (tra 115 paesi) nell’Indice di Digitalizzazione Euler Hermes (EDI). Le performance della logistica e il contesto economico stanno migliorando, ma la qualità della connettività lascia ancora a desiderare. Tuttavia, innovazione (inclusa ricerca e sviluppo, qualità della ricerca scientifica) e competenze dei lavoratori (inclusa educazione secondaria e terziaria e formazione) sono asset importanti. “Il Piano Industria 4.0 ha fornito lo stimolo necessario anche sul fronte degli investimenti tecnologici ma “l’innovazione all’italiana” è un marchio che deve essere rafforzato, grazie a maggiori crediti d’imposta per Ricerca e Sviluppo, incentivi fiscali per le start- up e le PMI innovative, i poli di innovazione digitale e di competitività, insieme a una robusta infrastruttura digitale a livello nazionale” – conclude Subran.

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In Italia un mancato pagamento costa in media 17.000 euro https://www.datamanager.it/2016/02/italia-un-mancato-pagamento-costa-media-17-000-euro/ Wed, 24 Feb 2016 18:00:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=95292 Giorni di incasso per un credito (DSO) rimangono elevati ma diminuiscono di 24 ore, attestandosi a 95gg in media nel 2015. Nel 2016 si attende un ulteriore diminuzione, arrivando a 94gg Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, presenta i dati dell’edizione 2016 del Report Mancati Pagamenti, una ricerca sui trend dei pagamenti delle […]

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Giorni di incasso per un credito (DSO) rimangono elevati ma diminuiscono di 24 ore, attestandosi a 95gg in media nel 2015. Nel 2016 si attende un ulteriore diminuzione, arrivando a 94gg

Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, presenta i dati dell’edizione 2016 del Report Mancati Pagamenti, una ricerca sui trend dei pagamenti delle imprese italiane. Si tratta di un’attenta analisi condotta su ogni singola Regione, comprensiva di un approfondimento per i diversi settori merceologici che ha come base il monitoraggio giornaliero dei pagamenti, tratto dalla banca dati proprietaria costituita da oltre 450.000 aziende.

“Nel 2015 in Italia si è registrata una crescita dello 0.6% e il Paese è finalmente riemerso dopo tre anni di recessione. Il 2016 sarà l’anno in cui l’Italia tornerà a crescere al di sopra del punto percentuale, più precisamente del + 1,1%, soglia non raggiunta dal 2010. I consumi saranno il principale driver della crescita economica, con un contributo del + 0,7%”, dichiara Ludovic Subran, Capo Economista di Euler Hermes.

Gli investimenti raddoppieranno la loro performance (+ 1.3%, dopo il + 0.5% del 2015) mentre l’export, dopo aver registrato il suo miglior risultato dal 2011, rimarrà dinamico nel 2016 (+ 3.9%) ma il saldo netto contribuirà negativamente (- 0.2%) a causa della crescita più sostenuta delle importazioni. “Nel 2016 l’Italia beneficerà di 20 miliardi di euro in più sul fronte export, così come avvenuto nel 2015, mentre, i fatturati delle imprese cresceranno del +1% e i margini finanziari potranno migliorare lievemente (+ 0.1%), data la stabilizzazione dell’euro e dei prezzi del petrolio.” aggiunge Subran.

In un contesto economico nazionale che volge al “sereno”, anche i trend dei pagamenti tra le imprese private ne hanno beneficiato. Euler Hermes ha analizzato l’intero ciclo dei pagamenti; dal comportamento dei pagamenti ai giorni d’incasso di un credito, per passare poi ai mancati pagamenti e infine alle insolvenze aziendali. Entrambi gli indicatori hanno evidenziato un miglioramento sebbene ci sia ancora molto da fare e da recuperare rispetto ai livelli pre-crisi.

Entrando nel dettaglio dell’analisi, Il trend in miglioramento dei comportamenti di pagamento si riflette nei giorni d’incasso di un credito che si sono finalmente assestati sotto la soglia dei 100 giorni, toccando quota 95. L’outlook si presenta in miglioramento anche per il 2016, dove i giorni di incasso medi saranno 94, ma la soglia dei 60 giorni, stabiliti dalla Unione Europea per i pagamenti tra le imprese, è ancora molto lontana. L’agroalimentare e l’automotive sono i settori che hanno i tempi di pagamento più bassi. Anche i debiti scaduti sono calati del 16% grazie alle buone performance nei servizi, sistema casa e meccanica.

Sul fronte insoluti, i mancati pagamenti tra le imprese hanno mostrato segnali di miglioramento con un decremento del 7% sull’ammontare totale. Valutando un altro indicatore, la severità media degli importi, la contrazione è stata del 19% con un valore medio di 17.000 euro. Nel mercato domestico la severità si è contratta del 22% mentre all’export del 9%, con l’importo medio che ha raggiunto i 21.000 euro. In termini di settori, i principali miglioramenti sono stati registrati dal tessile, servizi, meccanica e chimica. I settori in cui i mancati pagamenti sono più elevati, rispetto al 2014, sono le costruzioni e l’agroalimentare.

Analizzando i dati dei mancati pagamenti su base regionale, nel 2015 la concentrazione del rischio di insoluti ha visto raggiungere il 30% del totale nell’Italia nel Sud e nelle Isole, allineandosi, quindi, anche allo scenario economico delle Regioni appartenenti a questa segmentazione. La debolezza imprenditoriale e finanziaria di molte di queste realtà fa si che si amplino le differenze con le aree del Nord. A influenzare negativamente il trend ci sono le performance della Campania, Calabria e Sicilia dove agroalimentare, Gdo e distribuzione petrolifera hanno fatto segnare incrementi di insoluti a doppia cifra. L’Emilia Romagna segna la maggiore crescita della severità (+24%) mentre il Trentino Alto Adige il più alto decremento.

Il ciclo dei pagamenti, infine, si conclude con le insolvenze e le relative procedure fallimentari. Il 2015 ha finalmente mostrato un’inversione del trend delle insolvenze aziendali che dopo 7 anni consecutivi si sono contratte toccando quota 14.681 (-6% rispetto al 2014). Lo stesso trend in contrazione proseguirà anche nel 2016 riportando il numero delle aziende insolventi al di sotto della soglia delle 14.000 unità (13.800 casi). Nonostante il trend abbia invertito la rotta, nel 2016 i livelli delle insolvenze aziendali restano ancora oltre il doppio rispetto ai livelli del 2007.

“Il calo delle insolvenze e il miglioramento della liquidità nel sistema dimostrano il consolidamento del tessuto imprenditoriale, sempre più votato all’esportazione di <proximity> e meno esposto alle crisi dei Paesi emergenti. Il 2016 vedrà il consolidamento di questa tendenza insieme al rafforzamento della produttività, sia sulla manifattura che sui beni di investimento. A guidare la strada ci sarà ancora l’agroalimentare, ma i risultati di auto, elettronica e chimica non saranno da meno, tutti trainati finalmente anche dalla domanda interna. I prodotti di marca (incluso il sistema moda e il mobile arredo) contribuiranno a far segnare un trend positivo e il nuovo traguardo sarà la crescita della profittabilità delle aziende, dopo anni di riduzione dei costi e degli organici, conclude Massimo Reale, Direttore Rischi Euler Hermes Italia.

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Paolo Cioni nominato Direttore Rischi per il Gruppo Euler Hermes https://www.datamanager.it/2015/06/paolo-cioni-nominato-direttore-rischi-per-il-gruppo-euler-hermes/ Wed, 17 Jun 2015 16:00:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=76941 Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, ha recentemente promosso Paolo Cioni nel ruolo di Global Head of Risk del Gruppo. Cioni si trasferirà da Roma, attuale hub per la regione Euler Hermes Paesi Mediterranei, Medio Oriente e Africa (MMEA), all’ Headquarter di Parigi e risponderà direttamente a Frederic Bizière, membro del Board of Management […]

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Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, ha recentemente promosso Paolo Cioni nel ruolo di Global Head of Risk del Gruppo.

Cioni si trasferirà da Roma, attuale hub per la regione Euler Hermes Paesi Mediterranei, Medio Oriente e Africa (MMEA), all’ Headquarter di Parigi e risponderà direttamente a Frederic Bizière, membro del Board of Management di Euler Hermes e Responsabile per l’area Rischi, Informazioni, Sinistri e Riassicurazione.

Classe 1965, Paolo Cioni inizia la sua carriera in Euler Hermes (allora SIAC – Società Italiana Assicurazione Crediti) come Project Manager nell’area IT. Nel corso degli anni aumenta le sue responsabilità fino a diventare Direttore Rischi nel 2007 ed infine nel 2010 è nominato capo dellaDirezione Rischi, Informazioni e Sinistri per la regione Euler Hermes MMEA. Dopo il lungo percorso italiano e regionale (MMEA), coordinando un team di oltre 240 collaboratori e gestendo il rischio in 14 Paesi, Paolo Cioni metterà al servizio della corporate di Euler Hermes la sua esperienza e professionalità.

Il successore di Cioni sarà Akgun Dogan, di nazionalità turca e proveniente dal Gruppo Euler Hermes, dove ricopriva la carica di responsabile Sinistri. Dogan riporterà a Michele Pignotti, Capo della Regione Euler Hermes MMEA.

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Expo: a rischio default il 40% di aziende create per la manifestazione https://www.datamanager.it/2015/05/expo-a-rischio-default-il-40-di-aziende-create-per-la-manifestazione/ Wed, 13 May 2015 08:41:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74613 Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, ha presentato la ricerca economica“Expo Milano 2015: Made in Italy alla grande?” L’Expo darà un positivo seppur limitato contributo di 0.1% al PIL italiano del 2015. In totale, compresi i primissimi effetti, l’Esposizione Universale potrà apportare fino a + 0,4% di PIL (2012-2015) grazie a: turismo (15 […]

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Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, ha presentato la ricerca economica“Expo Milano 2015: Made in Italy alla grande?”

L’Expo darà un positivo seppur limitato contributo di 0.1% al PIL italiano del 2015. In totale, compresi i primissimi effetti, l’Esposizione Universale potrà apportare fino a + 0,4% di PIL (2012-2015) grazie a: turismo (15 milioni di visitatori), export (+10% in alcuni settori), produzione extra (6 miliardi di euro) e nuovi posti di lavoro (circa 100.000). Sono questi alcuni dei principali risultati ottenuti da Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, nella ricerca economica “Expo Milano 2015: Made in Italy alla grande?” L’Expo sarà quindi una delle cinque componenti che consentiranno all’Italia una lieve ripresa dopo tre anni consecutivi di contrazione. Il percorso di crescita del Paese passa infatti attraverso anche una maggior fiducia e conseguente recupero dei consumi privati, l’euro più debole che apporterà 6 miliardi di maggiori esportazioni nel 2015; l’alleggerimento dei vincoli finanziari con la conseguente discesa dei tassi di interesse reali sui prestiti alle PMI ed una ripresa della domanda di credito, ed infine i minori costi energetici ed il taglio dell’IRAP che spingeranno in alto i margini delle società.

“Nella storia dell’economia, le Esposizioni Universali segnano momenti di svolta e occasioni di rilancio. Milano e l’Italia si apprestano a farlo perché l’Esposizione 2015 promette di essere una delle leve intorno alla quale sostenere la ripartenza italiana nell’anno in corso” – ha dichiarato Michele Pignotti, Capo della Regione Euler Hermes Paesi mediterranei, Medio Oriente e Africa.

 

Expo driver per l’innovazione

L’Expo, come affermato dai co-autori dello studio Ana Boata e Andrea Pignagnoli rispettivamente Economist Europe di Euler Hermes e analista economico Euler Hermes Italia, dovrebbe aumentare le sinergie fra le imprese straniere e quelle italiane. Ad esempio i prodotti italiani beneficeranno di una visibilità maggiore e di una crescita della domanda grazie ai numerosi turisti, oltre il 30% dei partecipanti infatti proverranno dall’estero, specialmente da Cina, USA, Argentina, Brasile, Turchia e Emirati Arabi. Questo aspetto può essere visto anche da un’altra angolazione: l’offerta di nuovi mercati all’estero per i prodotti italiani, in quanto alcuni partecipanti all’Expo potrebbero diventare importatori di prodotti italiani e promuovere i servizi del Belpaese nei rispettivi luoghi d’origine. La diversificazione e la crescita delle quote di mercato fuori dai mercati dell’Europa saranno quindi le benvenute. Infine i settori con la maggiore vocazione export saranno anche quelli che beneficeranno di più dalla manifestazione come l’agroalimentare, il tessile, l’energia e la meccanica.

Il dopo Expo? Il 40% delle aziende create per l’evento è a rischio default

Gli effetti dei mega eventi sono spesso legati agli ingenti sforzi profusi prima e dopo l’evento per non sprecare i benefici e limitare i rischi. Un effetto tipico è che dopo la chiusura della manifestazione si verifichi una caduta delle attività particolarmente in quei settori che sembravano esserne i maggiori beneficiari nel 2015. Le iniziative di governo per far sì che il territorio continui a “vivere” dopo l’Expo saranno fondamentali per le nuove imprese, create a partire dal 2013 (circa 10.000). Queste attività diventano ancor più importanti adesso che l’Italia ha imboccato un percorso di ripresa economica e le insolvenze fra le imprese hanno iniziato finalmente a scendere dopo 7 anni consecutivi di aumenti: – 2% nel 2015 e – 5% nel 2016.

Nello scenario di riferimento, Euler Hermes prevede che le insolvenze fra le imprese diminuiranno ancora nel 2017 e 2018. Tuttavia, secondo i co-autori, c’è un crescente rischio che la diminuzione delle attività non venga compensata con altre attività dopo la fine dell’Expo. In questo caso, Euler Hermes ritiene che numerose fra le nuove imprese possano fallire (circa il 40%). Un terzo delle nuove aziende nel settore edile potrebbero chiudere nel 2017 a causa dell’interruzione delle attività. Il settore si trova già in una difficile situazione, con insolvenze a livelli record (3.500 all’anno: +12% nel 2014). Il settore alberghiero e della ristorazione dovrebbe subire un impatto minore, in quanto è previsto un aumento del flusso di turisti dopo la chiusura dell’Expo, grazie alla maggiore attrazione esercitata dall’Italia. In questo settore dovrebbe fallire solo 1 su 10 imprese nel 2017. In totale, nel peggiore dei casi ipotizzato, 2.500 imprese potrebbero chiudere nel 2017 (con un aumento del +14% rispetto al 2016) e 1.500 nel 2018 (+7%).

Lo studio completo “Made in Italy, alla grande?” è scaricabile qui.

 

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Il mercato globale delle autovetture torna in pista https://www.datamanager.it/2014/10/mercato-globale-delle-autovetture-torna-in-pista/ Mon, 06 Oct 2014 18:00:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62319 La produzione globale di autovetture supererà le 100 milioni di unità l’anno entro il 2017, lo dice una nuova ricerca condotta da Euler Hermes Lo studio, pubblicato alla vigilia del prestigioso Motor Show di Parigi, dipinge un quadro positivo per il settore, con la produzione globale che ritorna al tasso di crescita del 4% a […]

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La produzione globale di autovetture supererà le 100 milioni di unità l’anno entro il 2017, lo dice una nuova ricerca condotta da Euler Hermes

Lo studio, pubblicato alla vigilia del prestigioso Motor Show di Parigi, dipinge un quadro positivo per il settore, con la produzione globale che ritorna al tasso di crescita del 4% a medio termine.

“Il mercato automobilistico globale sembra tornare in pista, dopo aver perso terreno durante la crisi finanziaria,” sono le parole di Ludovic Subran, capo economista di Euler Hermes. “Durante tale periodo la produzione si è spostata verso le nuove economie, dove il tasso di dotazione di autovetture resta ancora molto basso – il 2% in India e il 5% in Cina – con buone prospettive di crescita a lungo termine, in quanto questi numeri sono destinati a crescere.”

Secondo lo studio, il motore principale della crescita globale continuerà ad essere la Cina, che nel 2009 ha surclassato gli USA come principale produttore automobilistico del mondo. Il paese continuerà ad espandere il proprio dominio mondiale, con una produzione quest’anno di almeno 20 milioni di unità.

Questa previsione di crescita per l’industria automobilistica arriva a dispetto del prolungato rallentamento dei principali mercati europei come la Francia e l’Italia – la cui produzione è destinata a restare ferma a meno della metà del picco ante-crisi – e dei livelli di produzione in caduta in paesi come il Brasile e la Russia.

Per quanto riguarda gli altri paesi, la Germania resta solida con una crescita prevista per quest’anno al 6%. La Spagna dovrebbe riportare una crescita a doppia cifra, anche se parte da un livello più basso rispetto alla maggioranza dei paesi europei. Lo studio di Euler Hermes riconferma anche la “reindustrializzazione” in corso sia nel Regno Unito che negli USA, le cui modifiche strutturali hanno contribuito al ritorno della produzione ai livelli precedenti la crisi del 2008.

“Questo spostamento della produzione ha impattato alcune economie più di altre,” spiega Yann Lacroix, principale autore del rapporto. “Per esempio, la Germania ha prodotto più del quadruplo dei veicoli rispetto alla Francia, mentre un decennio fa la differenza era meno del doppio. L’industria americana ha riguadagnato la competitività persa. La forza lavoro è stata ridotta di un quinto, molte linee di produzione sono state chiuse e la gamma di prodotti completamente ristrutturata. Per quanto riguarda il Regno Unito, grazie alla flessibilità del mercato del lavoro e ad un regime fiscale sempre più favorevole alle imprese, il paese è tornato ad essere un produttore automobilistico di classe mondiale.”

Per il futuro lo studio sottolinea che se la Cina, il cui mercato è dominato da società occidentali in joint venture con i produttori locali, conserverà una crescita a due cifre, i prezzi di vendita dovranno necessariamente diminuire. Per garantirsi uno sviluppo sostenuto, i produttori avranno bisogno di andare alla ricerca di nuovi clienti nella Cina rurale. Ma un potere d’acquisto più basso significa che la domanda di questi consumatori si rivolgerà verso prodotti più economici.

Con il 75% delle vendite globali concentrato in quattro aree geografiche principali (Cina, Europa, Giappone e USA), i mercati emergenti sono ancora indietro in termini di volumi di vendita. Inoltre i tassi di dotazione di autovetture delle famiglie subiscono l’impatto delle crisi economiche e politiche.

“Nel breve periodo i grandi vincitori sembrano essere i principali produttori di componenti per auto,” ha aggiunto Subran. “Molte industrie automobilistiche in corso di ristrutturazione si trovano posizionate in aree di crisi e stanno investendo nelle aree di sviluppo. “Tuttavia anche i fornitori del settore si sono globalizzati e hanno riallocato le proprie imprese per seguire la produzione automobilistica. In questo processo, hanno smesso di fare affidamento sui mercati interni più deboli ed aumentato il proprio potere di negoziazione. Questa scelta si è rivelata ottimale per i loro margini, che sono cresciuti costantemente dal 2010 e nel prossimo anno dovrebbero raggiungere un solido 7,5%” .

 

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La Coppa del Mondo delle insolvenze 2014: chi ne registrerà di meno? https://www.datamanager.it/news/la-coppa-del-mondo-delle-insolvenze-2014-chi-ne-registrer-di-meno-57593.html Wed, 25 Jun 2014 17:00:15 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/la-coppa-del-mondo-delle-insolvenze-2014-chi-ne-registrera-di-meno/ Insolvenze globali previste in calo (- 8% nel 2014) ma ancora sopra i livelli registrati prima della recessione. Disomogenea la ripresa economica, persistono i rischi di mancati pagamenti Secondo l’ultima previsione economica di Euler Hermes, le insolvenze globali diminuiranno dell’8% nel 2014, ma il loro livello resterà sopra ai livelli pre-crisi del 13%. La situazione […]

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Insolvenze globali previste in calo (- 8% nel 2014) ma ancora sopra i livelli registrati prima della recessione. Disomogenea la ripresa economica, persistono i rischi di mancati pagamenti

Secondo l’ultima previsione economica di Euler Hermes, le insolvenze globali diminuiranno dell’8% nel 2014, ma il loro livello resterà sopra ai livelli pre-crisi del 13%.

La situazione macroeconomica e finanziaria per il 2014-15 fa prevedere, per il quinto anno consecutivo, un calo nel numero delle insolvenze in tutto il mondo. La crescita delle economie avanzate dovrebbe riprendere vigore (PIL +2% nel 2014), mentre le economie emergenti (PIL +4,3%) continueranno a dimostrare resilienza dopo la frenesia del Quantitative Easing (Alleggerimento Quantitativo).

“In generale, il 2014 sembra promettere bene, ma questa buona notizia non vuol dire che tutte le imprese torneranno ai livelli di partenza,” ha affermato il Presidente del Management Board di Euler Hermes Wilfried Verstraete. “Anche se migliorano gli utili d’esercizio, per molte imprese le vendite restano piatte e la ragione risiede in una concorrenza più aspra ed un’incessante turbolenza. Inoltre, nonostante le minori insolvenze, resta molto concreto il rischio di mancati pagamenti in un mondo in rapida crescita.”

La ricerca condotta da Euler Hermes su 42 paesi indica che il volume globale delle insolvenze dovrebbe tornare sui livelli pre-crisi non prima del 2015. Il previsto calo nel 2015 sarà infatti limitato (-3%), soprattutto in Europa.

Chi registrerà meno insolvenze?

L’analisi di Euler Hermes per paese, settore e dimensione d’impresa sottolinea quanto la ripresa del tessuto industriale avvenga in modo disomogeneo, mettendo in luce quattro grosse aree di rischio.

• In alcuni paesi – Austria, Canada, Germania, Giappone ed altre nazioni del Sud-Est Asiatico, Svizzera, Regno Unito e USA – le insolvenze sono già tornate su livelli bassi. Potranno registrare una diminuzione più limitata nel 2015, o potenzialmente anche un aumento, a seconda di come varieranno le condizioni economiche. Oltre alla rapida evoluzione del contesto economico, anche l’eterogeneità dei profili di rischio potrebbe contribuire a raggiungere livelli di insolvenza superiori alle attese.

• Nei paesi europei, i cui settori privati hanno sofferto più di tutti a causa delle misure di austerità (p.e. Portogallo e Spagna), si inizieranno a vedere marcati miglioramenti dopo gli aggiustamenti degli ultimi anni. Il ritorno alla competitività insieme alla fiducia degli investitori cominceranno a dare risultati, mentre i potenziali guadagni provenienti dal commercio europeo sia interno che esterno determineranno la forza del trend positivo. Tuttavia, molti settori in queste economie devono far fronte alle insolvenze, tra cui le imprese indebolite dalla lunga depressione della domanda interna (Europa Meridionale) o da una maggiore sensibilità al ciclo economico (Europa Settentrionale).

• I mercati emergenti come Brasile, Cina, Russia e Turchia, dovranno affrontare instabilità e condizioni avverse, insieme ad una crescita rallentata dovuta alle variazioni dei modelli di business. Questo aspetto continuerà ad impattare fortemente sulla profittabilità e la solvibilità delle imprese, limitando lo sviluppo di solide filiere. A fronte di un trend di accelerazione in termini di PIL nominale in queste economie, aumenterà il numero di imprese che non ce la faranno.

• In alcuni paesi dell’Europa Occidentale, come Belgio, Finlandia, Francia, Grecia, Italia e Lussemburgo, il numero di fallimenti resterà alto. A causa dell’effetto domino, anche i paesi dell’Europa Centrale e Orientale si troveranno di fronte alle stesse sfide e le insolvenze nel 2014 diminuiranno solo del 2%. Per dare una spinta alla ripresa, sono necessarie misure cicliche mirate ed efficaci, oltre alle programmate riforme strutturali.

Le Insolvenze aziendali in Italia

La ripresa economica va avanti lentamente, ma l’impatto positivo delle recenti misure annunciate dal governo Renzi si vedrà solo a partire dalla fine dell’anno corrente. Di conseguenza, le insolvenze aziendali, dopo essere aumentate del 12% nel 2013, raggiungendo livelli record (14.086, più del doppio rispetto al 2007), si apprestano per il settimo anno consecutivo a toccare un ulteriore picco a quota 14.500 (+3%) nel 2014. Gli aumenti si riscontrano in tutti i settori industriali, nei servizi e nelle costruzioni. “La debolezza dell’ambiente economico e la costante stretta creditizia continuano a frenare le imprese italiane causando gravi ritardi nei pagamenti che finiscono per generare nuovi casi di insolvenza – ha dichiarato Michele Pignotti, Capo della Regione Euler Hermes Paesi Mediterranei, Africa e Medio Oriente. Nel 2015, la spinta delle nuove riforme seguita da un ambiente economico in graduale miglioramento dovrebbero consentire una decelerazione del fenomeno Insolvenze aziendali pari a – 2%”.

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Euler Hermes: gli importi medi dei mancati pagamenti continuano a crescere sul mercato domestico https://www.datamanager.it/news/euler-hermes-gli-importi-medi-dei-mancati-pagamenti-continuano-crescere-sul-mercato-domestico-5 Thu, 14 Nov 2013 19:00:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/euler-hermes-gli-importi-medi-dei-mancati-pagamenti-continuano-a-crescere-sul-mercato-domestico/ Lo scenario economico interno fortemente indebolito (PIL 2013 atteso a -1,8%) continua a impattare negativamente sui mancati pagamenti delle imprese italiane

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Lo scenario economico interno fortemente indebolito (PIL 2013 atteso a -1,8%) continua a impattare negativamente sui mancati pagamenti delle imprese italiane

I mancati pagamenti delle imprese italiane nei primi nove mesi del 2013 segnano, rispetto allo stesso periodo del 2012, un calo sul fronte della frequenza sia sul mercato nazionale (-13%) sia nel settore dell’export (-17%). L’indicatore della severità (+14%) registra un deciso incremento in Italia, mentre, sui mercati esteri si contrae (-11%). Il comparto più colpito è quello delle Commodities (+59% rispetto a dicembre 2007), in particolare il settore petrolifero. Oltre alla riduzione dei consumi, il settore soffre l’eccesso di produzione e l’elevata volatilità dei prezzi.

Segnali di parziale ripresa rispetto ai livelli pre-crisi in termini di riduzione dei mancati pagamenti emergono dal:

• Tessile (-32% rispetto ai livelli pre-crisi), guidato dalle eccellenze del calzaturiero e della pelletteria destinate ai mercati degli “emergenti”,

• Food (- 24% rispetto ai livelli pre-crisi) che ha saputo razionalizzare la distribuzione all’ingrosso migliorando la gestione dei flussi finanziari e d

• Automotive (-22% rispetto ai livelli pre-crisi), dove la filiera della componentistica si caratterizza per innovazione e competitività a livello internazionale.

Michele Pignotti, Capo della Regione Paesi Mediterranei, Medio Oriente e Africa di Euler Hermes afferma: “Il rallentamento del numero degli insoluti tra le imprese è sintomo ormai che <l’effetto scrematura> tra le aziende meno solide finanziariamente è terminato, mentre, la crescita degli importi medi è lo specchio di una realtà fortemente deteriorata che non risparmia nemmeno le aziende più strutturate in termini di risk management”. La mancata onorabilità dei debiti è poi ancora fortemente condizionata dai tempi di pagamento delle fatture tra imprese private, che supera ampiamente i 100 giorni in Italia. “Un miglioramento delle abitudini di pagamento, insieme alla ripartenza dell’economia nazionale potranno rappresentare nel 2014 quella giusta miscela per ridurre i rischi d’insolvenza commerciale tra le imprese” – conclude Pignotti.

Il Report sui Mancati Pagamenti è una ricerca trimestrale sugli andamenti dei pagamenti delle imprese italiane. Un’attenta analisi condotta su ogni singola Regione, comprensiva di un approfondimento per i diversi settori merceologici che ha come base il monitoraggio giornaliero dei pagamenti tratto dalla banca dati Euler Hermes Italia, costituito da circa 450.000 aziende.

Lo scenario economico italiano

L’Italia si appresta a chiudere il 2013 registrando la seconda recessione consecutiva (PIL -1,8%) ma un percorso di stabilizzazione graduale sembra già avviato. A partire dal secondo semestre 2013 il miglioramento del clima di fiducia da parte delle imprese consentirà un lieve recupero, che dovrebbe permettere al PIL di crescere del +0,3% nel 2014, grazie al positivo contributo della bilancia commerciale e a una contrazione più moderata della domanda interna. Tuttavia, quest’ultima è destinata a rimanere un peso per l’economia, a causa della spesa dei consumatori ancora con segno negativo, dovuta principalmente a un alto tasso di disoccupazione e al deterioramento del potere d’acquisto. Si aggiunge, inoltre, una contrazione degli investimenti causata dalla mancanza di credito e da una domanda debole.

“Nel breve termine – afferma Andrea Pignagnoli, analista economico di Euler Hermes Italia – l’economia resterà vulnerabile ai cambiamenti di umore degli investitori a causa dell’eccessivo stock di debito e ai rischi legati alla fragile coalizione di Governo. Nel medio termine l’Italia avrà bisogno di proseguire l’attuazione delle riforme strutturali, al fine di ridurre gli squilibri con i principali competitor internazionali. L’adeguamento del costo del lavoro, ancora insufficiente se paragonato agli sforzi fatti in Spagna e Portogallo, rappresenta un punto di partenza per recuperare la competitività sui mercati internazionali”, conclude Pignagnoli.

I mancati pagamenti delle imprese

I livelli di rischiosità delle transazioni commerciali nel mercato interno saranno ancora molto elevati per tutto il 2013 nella maggior parte dei settori del “made in Italy”. Entrando nel dettaglio settoriale, soffrono le Commodities che sono sopra i livelli pre-crisi del 2007 e sopra al picco della crisi registrato nel giugno del 2009, in termini di numerosità dei debiti non onorati (rispettivamente +59% e +47%), con in primis il comparto dell’energia e dei carburanti, fortemente caratterizzato da una bassa marginalità e da un’elevata necessità di circolante. Segnali di parziale ripresa dal Tessile, dove alcuni distretti hanno saputo collocarsi sulla fascia alta, crescendo al di fuori dell’Europa. Indicatori in miglioramento sul mercato interno anche per il Food, la Carta e l’Automotive.

“Il Food, – dichiara Massimo Reale, Direttore Fidi Euler Hermes Italia – si conferma il settore anticiclico per definizione e uno dei motori trainanti del made in Italy mostrando segnali di miglioramento nelle dinamiche di pagamento. Contribuiscono positivamente al trend del settore una gestione di cassa più oculata (1°semestre 2013) dovuta anche all’implementazione della legge 62 sui tempi di pagamento, e una maggiore razionalizzazione delle reti distributive (in particolare GDO e commercio all’ingrosso)”.

“Per il cartario – prosegue Reale – le buone performance sono confermate dal tissue grazie al volano dell’export e dalle carte speciali di cui l’Italia mantiene importanti nicchie produttive; nell’automotive, nonostante la crisi delle immatricolazioni, resiste stabilmente il mercato degli OEM (Original Equipment Manufacturer) e della ricambistica per il comparto auto”.

Sul fronte regionale, a settembre 2013 rispetto ai livelli del 2007, quattordici Regioni sono al di sotto nella numerosità dei mancati pagamenti. Preoccupa, invece, la “severità” che a settembre, rispetto allo stesso periodo del 2012, nel Lazio è raddoppiata a causa delle difficoltà del comparto servizi e di quello delle costruzioni, mentre, in Friuli e in Umbria l’incremento supera il 50% e in Lombardia, motore economico dell’Italia, tocca il +19%.

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Crescono i mancati pagamenti tra le imprese italiane nel 2012 https://www.datamanager.it/news/crescono-i-mancati-pagamenti-tra-le-imprese-italiane-nel-2012-44717.html Thu, 28 Feb 2013 20:00:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/crescono-i-mancati-pagamenti-tra-le-imprese-italiane-nel-2012/ La decelerazione della crescita economica nazionale (Pil - 2,2% nel 2012 e - 0,8 nel 2013) si riflette sull’andamento dei mancati pagamenti delle imprese italiane

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La decelerazione della crescita economica nazionale (Pil – 2,2% nel 2012 e – 0,8 nel 2013) si riflette sull’andamento dei mancati pagamenti delle imprese italiane

Il Report sui Mancati Pagamenti è una ricerca trimestrale sugli andamenti dei pagamenti delle imprese italiane. Un’attenta analisi condotta su ogni singola Regione, comprensiva di un approfondimento per i diversi settori merceologici che ha come base il monitoraggio giornaliero dei pagamenti tratto dalla banca dati Euler Hermes Italia, costituito da circa 450.000 aziende.

I dati annuali del 2012, rispetto al 2011, registrano sul mercato interno la crescita della frequenza (+ 15%), indicatore del numero dei mancati pagamenti, mentre la severità, analisi degli importi medi, decelera invertendo il trend lievemente (- 3%). Il mercato Export, sul fronte della frequenza è stabile nel 2012 rispetto ai valori 2011, mentre, mostra segnali di deterioramento sul fronte degli importi medi dei debiti non onorati: (+ 16%).

“I mancati pagamenti in Italia – afferma Michele Pignotti, Capo della Regione Euler Hermes Paesi Mediterranei, Africa e Medioriente – proseguono il trend di crescita anche per il 2012. Il forte rallentamento dei consumi privati, le condizioni di accesso al credito restrittive, insieme ad una struttura finanziaria molto indebitata delle imprese italiane, stanno alimentando sul mercato interno la crescita dei debiti non onorati tra le aziende”. Molti i settori colpiti nel mercato domestico tra i quali il comparto food, affetto dall’inefficienza della catena distributiva e dalla crescita dei costi per le imprese agricole, i trasporti, fortemente penalizzati dagli elevati costi del carburante, l’automotive, spinto verso il basso dal forte calo della domanda. Sistema casa, unico comparto con segnali positivi, trainato particolarmente dai nuovi prodotti high-tech che entrano a far parte dei consumi domestici.

“Dal lato export – aggiunge Pignotti – si evidenzia un peggioramento dei pagamenti soprattutto in termini di importi medi. A incidere su quest’ultimo dato, gli incrementi registrati nei settori chimica, siderurgia, meccanica e commodities. Tra i principali mercati di destinazione, dove è più alta la severità degli insoluti, si segnalano la Francia, la Germania, la Polonia, la Romania e la Turchia”.

I primi segnali del 2013 ci indicano, sul mercato domestico, un trend dei mancati pagamenti ancora in crescita ma con una lieve decelerazione rispetto al trend di fine 2012 mentre qualche segnale di positività arriva dal mercato Export dove, nel mese di gennaio, il trend degli importi medi ha rallentato la sua crescita nel tessile e nella meccanica.

“Le parole chiave sono crescita e competitività – conclude Pignotti –. La crescita richiede riforme non più rinviabili, in primis l’attenuazione della burocrazia e la riduzione della pressione fiscale, altrimenti, nonostante sia affrontato in modo serio il problema della messa in sicurezza dei conti, si continuerà ad essere poco attrattivi agli occhi degli investitori esteri. Occorre quindi un piano industriale concreto che supporti quelle imprese e quei settori che investono in innovazione con l’obiettivo di andare a catturare in qualsiasi parte del mondo quella domanda, che oggi nel vecchio continente sembra si sia attenuata”.

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