fallimento – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 14 Oct 2014 09:33:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png fallimento – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Finisce il sogno di I’m Watch https://www.datamanager.it/2014/10/finisce-sogno-im-watch/ Tue, 14 Oct 2014 09:33:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62930 I’m Spa, a due anni dal rilascio del suo smartwatch I’m Watch, ha dichiarato fallimento. I competitor nel mercato wearable sono troppo forti I’m Spa, la startup italiana fondata da Manuel Zanella e Massimiliano Bertolini, è stata tra le prime aziende a puntare sugli smartwatch con grande anticipo rispetto a colossi come Apple o Samsung. Purtroppo, […]

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I’m Spa, a due anni dal rilascio del suo smartwatch I’m Watch, ha dichiarato fallimento. I competitor nel mercato wearable sono troppo forti

I’m Spa, la startup italiana fondata da Manuel Zanella e Massimiliano Bertolini, è stata tra le prime aziende a puntare sugli smartwatch con grande anticipo rispetto a colossi come Apple o Samsung. Purtroppo, ad appena due anni dal rilascio del suo dispositivo I’m Watch,  ha dichiarato fallimento. “I’m Spa comunica oggi la decisione di interrompere le vendite di I’m Watch a partire dal primo ottobre prossimo e di sospendere il progetto i’m Tracer, uscendo così dal business della wearable technology”, si legge sul sito dell’azienda.

I’m Watch non è più vendita

Il supporto finanziario di Ennio Doris, patron di Banca Mediolanum, non è bastato per competere con “grandi aziende multinazionali che possono contare su una straordinaria potenza finanziaria e tecnologica”. Come riferisce il Corriere della Sera, le vendite di I’m Watch erano iniziate bene nel 2012 con ben 10mila smartwatch prenotati e un fatturato previsto di 12 milioni di euro. Appena un anno dopo le cose sono radicalmente cambiate. I’m Spa ha chiuso il 2013 con poco meno di 4 milioni di euro di perdite. La startup ha comunque confermato che i servizi di assistenza e garanzia saranno assicurati.

Come sottolineano i due creatori di I’m Watch, questa è un’ulteriore conferma che “il “first mover” di un settore difficilmente riesca poi a conquistare il mercato di riferimento”.

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Ristorante chiuso per colpa di Google Maps: errore o profilo hackerato? https://www.datamanager.it/2014/07/ristorante-chiuso-per-colpa-google-maps-errore-puo-rovinare-unimpresa/ Wed, 09 Jul 2014 12:37:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57881 Dopo 40 anni di onorato servizio il proprietari del Serbian Crown, nel distretto di Washington, è stato costretto a chiudere bottega: il suo ristorante, specialista in carne di cavallo e di canguro, è caduto in disgrazia a causa di un errore di Google Maps. Nel 2012 si era verificata una drastica diminuzione della clientela, addirittura […]

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Dopo 40 anni di onorato servizio il proprietari del Serbian Crown, nel distretto di Washington, è stato costretto a chiudere bottega: il suo ristorante, specialista in carne di cavallo e di canguro, è caduto in disgrazia a causa di un errore di Google Maps.

Nel 2012 si era verificata una drastica diminuzione della clientela, addirittura il 75% rispetto all’anno precedente. Un crollo apparentemente inspiegabile, se il proprietario non si fosse accorto delle clamorose imprecisioni diffuse dal motore di ricerca più famoso del mondo. Un cliente abituale infatti si era sorpreso che il ristorante rimanesse chiuso dal venerdì al lunedì, dato inesatto che compariva su Google Places. Di qui la decisione di Bertagna di far scattare la denuncia al colosso americano, per aver divulgato informazioni inesatte sul suo esercizio commerciale, portandolo al fallimento. Anche su Google Maps si leggeva che “Per un ristorante lontano dalle zone di passaggio della folla, questo può rappresentare un grosso problema”. A comunicarlo è l’avvocato di Bertagna, Christopher Rau.
Proprio Google Maps aveva introdotto un’importante novità a febbraio, consentendo agli utenti di esplorare la planimetria di 10.000 edifici nel mondo.

 

Profilo hackerato dalla concorrenza?

Nonostante le ripetute richieste del proprietario a Google per modificare il profilo, niente è cambiato e la grave diminuzione di clientela ha portato il Serbian Crown a chiudere definitivamente i battenti.
Tuttavia il proprietario non ha archiviato qui la vicenda, ma ha deciso di andare fino in fondo per ottenere giustizia, convocando a giudizio Google davanti alla corte federale della Virginia. Secondo l’avvocato di Bertagna a far circolare informazioni false potrebbe essere stato un ristorante concorrente, che avrebbe hackerato il profilo su Google Places.

 

Precedenti di falsi profili

Non si tratta in realtà di un’ipotesi così tanto improbabile, dato che è già accaduto che attività legittime subiscano a volte la clonazione o la dirottazione dei loro annunci su Internet con informazioni di contatto errate (il numero di telefono o il sito web).
E’ quanto era accaduto nel 2011 alla gioielleria di Barbara Oliver & Co, a Buffalo, cui il profilo di Google Maps era stato hackerato immettendo notizie errate riguardo agli orari di apertura. A febbraio 2014 è stato dimostrato da Bryan Seely, consulente SEO, che effettivamente l’account di Bertagna era stato attaccato da un hacker , ma essendo Google Maps un progetto in crowdsourcing, sembra difficile che Google possa essere incolpato per quanto accaduto.

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Razzo russo con a bordo satellite europeo precipita dopo il lancio https://www.datamanager.it/news/razzo-russo-con-bordo-satellite-europeo-precipita-dopo-il-lancio-56474.html Fri, 16 May 2014 15:04:43 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/razzo-russo-con-a-bordo-satellite-europeo-precipita-dopo-il-lancio/ Un razzo russo Proton è esploso pochi minuti dopo il lancio. Il satellite europeo per le Tlc che trasportava è andato distrutto Oggi un razzo Proton di fabbricazione russa è precipitato al suolo dopo appena 545 secondi dal lancio. Il vettore, partito dalla base di lancio di Baikonur (in Kazakistan) aveva il compito di portare […]

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Un razzo russo Proton è esploso pochi minuti dopo il lancio. Il satellite europeo per le Tlc che trasportava è andato distrutto

Oggi un razzo Proton di fabbricazione russa è precipitato al suolo dopo appena 545 secondi dal lancio. Il vettore, partito dalla base di lancio di Baikonur (in Kazakistan) aveva il compito di portare nello spazio un satellite europeo per le telecomunicazioni Express Am4R.

Pochi giorni fa la Russia ha deciso di permette agli Stati Uniti l’utilizzo solo a scopo civile dei suoi razzi Soyuz. Il provvedimento, insieme ad altri che riguardano il settore aerospaziale, è una risposta alla posizione degli USA sull’annessione della Crimea.

Missione fallita: persi 21 milioni di euro

Fonti locali del settore aerospaziale affermano che l’impatto dovrebbe essere avvenuto tra la regione di Altai e la costa russa sull’Oceano Pacifico. Al momento gli scienziati stanno ceercando di comprendere le origini del guasto al motore che ha portato al fallimento della missione, il cui costo è stato di 21 milioni di euro. Il satellite europeo pare sia andato completamente distrutto.

Un incidente simile, con protagonista sempre un razzo Proton, è avvenuto il 2 luglio dell’anno scorso.

 Il costo totale della missione era stimato a 21 milioni di euro (circa 26 milioni di franchi).
Serie di incidenti
Negli ultimi anni la Russia è stata protagonista di una serie di incidenti nel settore spaziale: l’ultimo fallimento risale al 2 luglio dello scorso anno, quando un altro Proton è esploso subito dopo il lancio dal cosmodromo kazako

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Mt.Gox: alla fine è bancarotta https://www.datamanager.it/news/mtgox-alla-fine-bancarotta-54211.html Fri, 28 Feb 2014 14:04:45 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/mt-gox-alla-fine-e-bancarotta/ La piattaforma per lo scambio di Bitcoin Mt.Gox ha avviato le procedure per la richiesta di bancarotta protetta a Tokyo

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La piattaforma per lo scambio di Bitcoin Mt.Gox ha avviato le procedure per la richiesta di bancarotta protetta a Tokyo

Nei giorni scorsi il mondo dei Bitcoin, che sono stati bannati da Apple, è stato scosso dalla chiusura di Mt.Gox, una delle piattaforme di scambio di moneta digitale più utilizzate. Gli esperti ipotizzavano che il servizio fosse diventato irraggiungibile a causa di un attacco hacker che aveva permesso il furto di 744mila Bitcoin, per un valore di circa 350 milioni di dollari. I timori degli esperti si sono dimostrati fondati, in quanto oggi Mt.Gox ha dichiarato la bancarotta protetta a Tokyo.

Mt.Gox è in bancarotta

Il CEO di Mt.Gox, Mark Karpeles, ha spiegato la situazione alla TV giapponese. La debolezza strutturale della piattaforma di scambio di moneta digitale, che la SEC sta valutando se trasformare in una valuta reale, ha permesso la sparizione di circa 47 milioni di euro netti, cifra molto superiore al capitale reale di Mt-Gox. Karpeles si è scusato con i 100mila clienti colpiti dall’attacco DDos e ha dichiarato di aver già avviato i contatti con alcuni istituti di credito per aprire una nuova società prima dell’estate.

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AGCOM: procedura straordinaria per la portabilità di Bip Mobile https://www.datamanager.it/news/agcom-procedura-straordinaria-la-portabilit-di-bip-mobile-53791.html Fri, 14 Feb 2014 16:14:00 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/agcom-procedura-straordinaria-per-la-portabilita-di-bip-mobile/ AGCOM ha esteso dal 17 febbraio al 15 marzo la procedura per ottenere la portabilità di numero e credito dei clienti Bip Mobile decisi a cambiare operatore

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AGCOM ha esteso dal 17 febbraio al 15 marzo la procedura per ottenere la portabilità di numero e credito dei clienti Bip Mobile decisi a cambiare operatore

Alle luce delle difficoltà economiche in cui verte l’operatore virtuale Bip Mobile, l’AGCOM, il cui nuovo regolamento sul copyright non è ben visto dall’Ue, ha avviato una “procedura straordinaria e temporanea” per estendere la portabilità in uscita dei clienti del MVNO. Grazie a un accordo con gli operatori e Teologic, il gestore dell’infrastruttura su cui si appoggiava Bip Mobile, gli utenti potranno fare richiesta per mantenere il proprio numero e credito telefonico pur passando a un altro operatore.

Nessuna notizia sul credito residuo

A partire dal 17 febbraio i clienti Bip mobile che hanno già fatto richiesta di cambio di operatore potranno ottenere la portabilità. Chi invece non ha ancora avviato la procedura ha tempo fino al 15 marzo. Attualmente è previsto solo il mantenimento del numero telefonico mentre per quanto riguarda il credito il trasferimento è sospeso dalla “quasi totalità degli operatori, in ragione della situazione venutasi a creare”. L’AGCOM ha ottenuto che gli operatori e Bip Mobile forniscano “informazioni complete, chiare e trasparenti in merito al riconoscimento del credito residuo anche attraverso l’offerta di bonus di traffico”.

Per quanto riguarda questo aspetto, sul sito del MVNO si legge: “In caso di mancata riattivazione dei servizi verrà rimborsato a ciascun utente secondo i modi, i tempi e le percentuali (che ad oggi sono in via di definizione) previste nel piano di concordato preventivo che BIP dovrà depositare prossimamente presso le competenti autorità giudiziarie”.

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L’hard online ha vinto, Penthouse dichiara fallimento https://www.datamanager.it/news/lhard-online-ha-vinto-penthouse-dichiara-fallimento-49791.html Wed, 18 Sep 2013 10:24:39 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/lhard-online-ha-vinto-penthouse-dichiara-fallimento/ Dopo 48 anni di attività la rivista per soli uomini Penthouse ha dichiarato fallimento con 661,9 milioni di dollari di debito

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Dopo 48 anni di attività la rivista per soli uomini Penthouse ha dichiarato fallimento con 661,9 milioni di dollari di debito

Nel settore dell’hard dominato dalla pornografia in Rete sono in pochi a resistere dei vecchi protagonisti. PlayBoy sta cercando di modernizzarsi portando una sua app su iPhone ma altri come Penthouse non ce l’anno fatta. La rivista fondata nel 1965 dall’italo americano Bob Guccione, scomparso nel 2010, ha dichiarato oggi fallimento. Negli Anni 70 e 80 Penthouse vendeva 5 milioni di copie mensili.

Dopo 48 anni Penthouse chiude

L’editore FriednFinder Network, che possiede i diritti della testata, ha consegnato alla Corte di Stato del Delaware una dichiarazione di fallimento dopo sette anni consecutivi di perdite. Nei primi 6 mesi di quest’anno Penthouse ha registrato perdite per 20,7 milioni di euro e suoi titoli a Wall Street sono stati cancellati. FriednFinder Network ha dichiarato un debito di 661,9 milioni di dollari ma come dichiarato dal suo AD, Anthony Previte, è riuscito a raggiungere un accordo con i creditori.

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