GARR – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 22 Mar 2024 15:08:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png GARR – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Connessioni sottomarine con la Sardegna: il progetto TeRABIT entra nel vivo https://www.datamanager.it/2024/03/connessioni-sottomarine-con-la-sardegna-il-progetto-terabit-entra-nel-vivo/ Fri, 22 Mar 2024 15:08:11 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235903 L’acquisizione di spettro ottico nel cavo sottomarino BlueMed segna il primo passo verso la completa integrazione della rete dell’università e della ricerca della Sardegna nella dorsale nazionale GARR Il progetto TeRABIT entra nella fase esecutiva per la componente di rete con l’acquisizione in uso esclusivo di una porzione del cavo sottomarino BlueMed di Sparkle. Questo […]

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L’acquisizione di spettro ottico nel cavo sottomarino BlueMed segna il primo passo verso la completa integrazione della rete dell’università e della ricerca della Sardegna nella dorsale nazionale GARR

Il progetto TeRABIT entra nella fase esecutiva per la componente di rete con l’acquisizione in uso esclusivo di una porzione del cavo sottomarino BlueMed di Sparkle. Questo permetterà di estendere GARR-T, la nuova generazione di rete GARR, alla Sardegna unendola, così, al resto della rete della ricerca sul territorio nazionale.

Il progetto TeRABIT, finanziato dal PNRR e con INFN e OGS come proponenti e CINECA e GARR come partner, sta realizzando un’infrastruttura di ricerca digitale che integra una rete ad altissime prestazioni con risorse HPC e calcolo distribuito per metterla a disposizione di tutta la comunità scientifica.

Grazie all’attuale acquisizione e all’uso di tecnologie all’avanguardia, sarà possibile sfruttare lo spettro ottico del sistema di cavi sottomarini BlueMed. Ciò significa che nella fibra vi saranno più corsie, gestite da GARR, ad uso esclusivo per il traffico dati della ricerca. Questa innovazione rappresenta il primo passo per realizzare il doppio collegamento superveloce in fibra ottica in Sardegna che assicurerà, al mondo della ricerca e dell’università, non solo la rapida trasmissione dei dati, ma anche una maggiore ridondanza e affidabilità che si estende a livello mondiale.

Dal punto di vista tecnologico, si tratta di un risultato finora unico nel panorama nazionale, come spiega Massimo Carboni, Chief Technical Officer di GARR: “Grazie alla tecnologia open cable, che offre la possibilità di gestire liberamente un’ampia gamma di spettro anziché singoli segnali ottici, questo nuovo ponte digitale in fibra ottica eliminerà la distanza dell’isola creando un’integrazione senza interruzioni tra l’infrastruttura GARR-T nella penisola e quella della Sardegna, realizzando di fatto una rete ottica unitaria su tutto il territorio nazionale. Quella di oggi è la prima pietra dell’espansione di GARR-T, che sarà completata entro il 2025 e fornirà una connettività fino a 400 Gbps”.

“Siamo orgogliosi di presentare oggi questo primo risultato concreto” ha commentato Mauro Campanella, coordinatore scientifico del progetto TeRABIT. “Stiamo realizzando un’infrastruttura di ampio respiro, perfettamente armonizzata agli altri interventi in corso finanziati dal PNRR. Una volta operativa, la nuova connessione avvicinerà infrastrutture e ricercatori della Sardegna ai sistemi di calcolo HPC di TeRABIT e alle risorse di ICSC, il Centro Nazionale di Ricerca in HPC, Big Data e Quantum Computing in fase di installazione su tutto il territorio nazionale”.

La nuova connessione di rete supporterà le esigenze delle numerose infrastrutture di ricerca e laboratori presenti in Sardegna e rafforzerà la candidatura dell’area di Sos Enattos per ospitare Einstein Telescope, la futura infrastruttura che sarà realizzata in Europa dedicata alle onde gravitazionali, un rivelatore di terza generazione 10 volte più sensibile rispetto a quelli attualmente esistenti.

Una volta completata l’espansione, la rete GARR-T vedrà un aumento di 5.000 km di fibra ottica, raggiungendo una capacità complessiva di circa 40 Tbps in tutta Italia.

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PNRR: nasce il Centro Nazionale di supercalcolo https://www.datamanager.it/2022/07/pnrr-nasce-il-centro-nazionale-di-supercalcolo/ Tue, 19 Jul 2022 13:45:19 +0000 https://www.datamanager.it/?p=220767 Conterà sul contributo di 51 partner di tutta Italia, provenienti dai settori pubblico e privato, della ricerca scientifica e dell’industria, e su un finanziamento di quasi 320 milioni di euro, per realizzare il più grande sistema italiano dedicato al calcolo ad alte prestazioni, alla gestione dei big data e al calcolo quantistico, un’infrastruttura trasversale a […]

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Conterà sul contributo di 51 partner di tutta Italia, provenienti dai settori pubblico e privato, della ricerca scientifica e dell’industria, e su un finanziamento di quasi 320 milioni di euro, per realizzare il più grande sistema italiano dedicato al calcolo ad alte prestazioni, alla gestione dei big data e al calcolo quantistico, un’infrastruttura trasversale a supporto dei principali settori oggi strategici per il Paese con Hub al Tecnopolo di Bologna
GARR è tra i partner con l’obiettivo di realizzare la nuova rete
con capacità di oltre 1 Terabit/secondo

Si sono insediati, oggi, 19 luglio, gli organi direttivi della Fondazione ICSC, che gestirà uno dei cinque Centri Nazionali previsti dal PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Nasce così il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing che, proposto dall’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, conta 51 membri fondatori distribuiti su tutto il territorio nazionale, provenienti dai settori pubblico e privato, dal mondo della ricerca scientifica e dell’industria. Il nuovo Centro Nazionale farà base al Tecnopolo di Bologna, una cittadella dell’innovazione promossa dalla Regione Emilia-Romagna, anche grazie a investimenti del Governo Italiano e della Comunità Europea, che già ospita il Data Center del Centro Meteo Europeo (ECMWF) e a breve accoglierà il supercalcolatore Leonardo gestito da CINECA, e il Centro di Calcolo dell’INFN, e metterà in rete e a sistema le specifiche conoscenze, competenze e risorse di realtà che operano in tutta Italia in molteplici ambiti, con l’obiettivo di costruire un’infrastruttura distribuita e trasversale che supporti la ricerca scientifica e il mondo produttivo nell’innovazione e digitalizzazione del Paese.

ICSC, coerentemente con gli obiettivi strategici del PNRR, realizzerà i suoi obiettivi specifici promuovendo le carriere dei giovani e iniziative per il superamento del divario di genere nelle carriere professionali e tra il Nord e il Sud del Paese.

Per portare a compimento la sua missione, ICSC conterà su un finanziamento, su fondi Next Generation EU nell’ambito della Missione Istruzione e Ricerca del PNRR coordinata dal MUR Ministero dell’Università e della Ricerca, pari a euro 319.938.979,26, di cui il 41% sarà investito al Sud. In particolare, del finanziamento complessivo, oltre 100 milioni di euro saranno dedicati al personale, un investimento che viene considerato prioritario, con una partecipazione femminile di almeno il 40%, e con quasi 16 milioni di euro riservati a borse di dottorato e quindi all’alta formazione e alla carriera dei giovani.

Nel corso della prima assemblea plenaria, che è stata ospitata oggi nella sede della Regione Emilia Romagna alla presenza anche del Presidente Stefano Bonaccini, i membri fondatori di ICSC hanno eletto Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN, alla presidenza della Fondazione, e i dieci membri del Consiglio di Amministrazione: Emilio Fortunato Campana del CNR, Paolo Maria Mancarella dell’Università di Pisa, Francesco Scarcello dell’Università della Calabria, Donatella Sciuto del Politecnico di Milano, Simona Tondelli dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini del CINECA, Matteo Laterza di UnipolSai, Elisabetta Oliveri di Autostrade per l’Italia, Andrea Quacivi di SOGEI, Francesca Zarri di ENI. A seguire si è svolta la prima riunione del CdA.

Perché. Il contesto

La nostra è la società dei dati. Negli anni più recenti, la sempre maggiore digitalizzazione di pressoché ogni attività umana ha prodotto e messo a disposizione un’immensa quantità di dati e di informazioni, e nel futuro prossimo questa tendenza andrà sempre più incrementandosi, producendo già nei prossimi anni moli di dati senza precedenti. Archiviare, ordinare, condividere, processare e interpretare questi dati, i cosiddetti big data, è diventata la grande impresa di oggi per rendere competitivo il Paese, sia nella ricerca scientifica, sia nel sistema produttivo, così da essere in grado di affrontare le sfide presenti e future su questioni chiave per la nostra società e il nostro Pianeta, come la salvaguardia dell’ambiente, la tutela della salute personale e pubblica, la realizzazione di smart city, lo sviluppo sostenibile.

La gestione dei big data è quindi una priorità, per la quale sono necessarie ingenti risorse di calcolo, lo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative, come i computer quantistici, e di algoritmi e modelli matematici e statistici sempre più avanzati. In questo contesto, il supercalcolo, le simulazioni numeriche, l’intelligenza artificiale, il machine learning, le tecnologie di frontiera sono strumenti essenziali per incentivare sviluppi e scoperte sia del mondo industriale sia del mondo della ricerca scientifica, e quindi per la crescita economica e culturale della nostra società. ICSC ambisce a diventare un ecosistema attrattivo a livello internazionale, rafforzando la competitività italiana e contribuendo alla leadership dell’Europa nel settore.

Questo è lo scenario nel quale nasce il Centro Nazionale HPC, Big Data e Quantum Computing, con il triplice scopo di costruire un’infrastruttura di supercalcolo italiana, di aggregare le risorse di ricerca e di innovazione nei settori maggiormente strategici per il Paese, e di posizionarsi come la piattaforma nazionale a supporto di iniziative scientifiche e industriali.

Che cosa. La missione

Il Centro svolgerà attività di Ricerca e Sviluppo, a livello nazionale e internazionale, a favore dell’innovazione nel campo delle simulazioni, del calcolo e dell’analisi dei dati ad alte prestazioni. Queste attività saranno svolte a partire da una infrastruttura d’avanguardia a livello internazionale per l’High Performance Computing e la gestione dei big data, capace di mettere a sistema le risorse e di promuovere e integrare le tecnologie emergenti.

Nei prossimi anni ICSC implementerà soluzioni che porteranno a una velocità di rete superiore a 1 Terabit/secondo, e metterà a disposizione degli utenti una infrastruttura cloud tale da consentire la gestione di attività alla frontiera nella ricerca scientifica e nello sviluppo industriale.

Il nuovo Centro Nazionale di supercalcolo si focalizzerà da una parte sul mantenimento e il potenziamento dell’infrastruttura HPC e big data italiana, e dall’altra sullo sviluppo di metodi e applicazioni numeriche avanzati e di strumenti software, per integrare il calcolo, la simulazione, la raccolta e l’analisi di dati di interesse per il sistema della ricerca e per il sistema produttivo e sociale, anche attraverso approcci cloud e distribuiti.

ICSC coinvolgerà e promuoverà le migliori competenze interdisciplinari delle scienze e dell’ingegneria, permettendo innovazioni sostanziali e sostenibili in campi che vanno dalla ricerca di base alle scienze computazionali e sperimentali per il clima, l’ambiente, lo spazio, dallo studio della materia e della vita alla medicina, dalle tecnologie dei materiali ai sistemi e ai dispositivi per l’informazione.

Il Centro sosterrà l’alta formazione e promuoverà lo sviluppo di politiche per la gestione responsabile dei dati in prospettiva di open data e open science, coniugando profili di regolamentazione, standardizzazione e compliance. ICSC sarà un’infrastruttura cloud/HPC condivisa e aperta, e sarà un asset strategico unico per l’Italia, ma anche per la comunità internazionale.

Come. L’organizzazione

Il Centro Nazionale aggregherà le comunità scientifiche italiane di eccellenza in 10 diversi ambiti, sarà strutturato su due colonne portanti di eguale rilevanza, le infrastrutture e le aree tematiche, e sarà organizzato secondo il modello Hub e Spoke. Il Centro prevede anche il coinvolgimento delle aziende italiane per costruire una sinergia tra le comunità scientifiche e il mondo industriale, a beneficio sia del sistema della ricerca sia del sistema produttivo.

L’Hub avrà la responsabilità di validare e gestire i programmi di ricerca, le cui attività verranno elaborate e realizzate dagli Spoke e dalle realtà a essi affiliate, anche attraverso bandi aperti a istituzioni di ricerca e aziende.

Gli Spoke saranno 10 e cureranno altrettante aree tematiche: Future HPC & Big Data, Fundamental Research & Space Economy, Astrophysics & Cosmos Observations, Earth & Climate, Enviroment & Natural Disaster, Multiscale Modeling & Engineering Applications, Materials & Molecular Sciences, In-Silico Madicine & Omics Data, Digital Society & Smart Cities, Quantum Computing. Gli Spoke Future HPC & Big Data e Quantum Computing saranno di carattere tecnologico e avranno come obiettivo di frontiera lo sviluppo di chip e microchip avanzati e di tecnologie emergenti come quelle per il calcolo quantistico.

Il Centro Nazionale si è inoltre dotato di un Ethics and Data Governance Board (EDGB) e di un’unità di gestione dei dati, nonché di un comitato per l’accesso alle risorse di supercalcolo che sarà fondamentale per abilitare il programma di ricerca degli Spoke tematici con capacità e potenza computazionali. Infine, per ottimizzare e valutare l’impatto socio-economico delle proprie attività, ICSC ha costituito un gruppo di ricerca dedicato che opererà trasversalmente agli Spoke.

Chi. I membri della Fondazione ICSC

INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, CINECA, GARR, CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche, INAF Istituto Nazionale di Astrofisica, INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, IIT Istituto Italiano di Tecnologia, CMCC Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, FBK Fondazione Bruno Kessler, ENEA Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, CRS4 Centro di Ricerca e Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna, OGS Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, Università di Bologna, Università di Ferrara, Università di Bari, Università di Milano Bicocca, Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Università di Trieste, Università di Padova, Università di Pavia, Università di Trento, Università di Torino, Università dell’Aquila, Università Federico II di Napoli, Università di Pisa, Università di Firenze, Università di Catania, Università della Calabria, Università del Salento, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Parma, Politecnico di Bari, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, SNS Scuola Normale Superiore, SISSA Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, Autostrade per l’Italia, Engineering Ingegneria Informatica, Eni, Ferrovie dello Stato, Fincantieri, Fondazione Innovazione Urbana, IRCCS Istituto Clinico Humanitas, IFAB International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development, Intesa San Paolo, Leonardo, SOGEI, Thales Alenia Space Italia, Terna, UnipolSai Assicurazioni.

Quando. Tempi e sostenibilità a lungo termine

Il Centro Nazionale entrerà in piena attività il prossimo 1° settembre. Tra le sue prime iniziative, vi sarà la pubblicazione entro il 2022 dei primi bandi di dottorato e di reclutamento di ricercatori e a seguire la prima open call per coinvolgere altri soggetti in attività d’innovazione. Dal punto di vista tecnologico e infrastrutturale, invece, tra le principali tappe vi è l’upgrade del supercomputer Leonardo al CINECA e del centro di calcolo dell’INFN, l’acquisizione di un computer quantistico da collocare al Tecnopolo, il completamento della rete GARR-T (Terabit) e alcuni interventi per la creazione di Centri satellite tematici in altre sedi italiane. Mentre, nel 2024, sarà messa a disposizione degli utenti l’infrastruttura cloud potenziata.

ICSC diventerà un ecosistema unico e di frontiera con un ruolo strategico per il Paese perché metterà a disposizione dei propri partner risorse e strumenti che essi non potrebbero realizzare e sostenere individualmente. Sulla base di questa visione, verrà svolta centralmente una funzione di indirizzo, coordinamento e supporto, mentre l’attività di ricerca e innovazione sarà affidata agli Spoke che potranno beneficiare di finanziamenti direttamente o tramite il Centro. In considerazione di ciò, gli Spoke e i loro affiliati si impegneranno a regime (dal 2026 in poi) a sostenere sul proprio budget ordinario alcune misure finanziate in fase di start up dai fondi PNRR 2022-2025, e a finanziare il Centro con un contributo annuale a partire dal 2022. Durante il primo anno di attività, sarà individuato un meccanismo premiante per incentivare i partner e le ricercatrici e i ricercatori più attivi e dinamici.

Il Centro intende assolvere al suo ruolo strategico moltiplicando le opportunità per partner e stakeholder, massimizzando l’impatto socio-economico in un contesto competitivo, implementando qualcosa che oggi non esiste, senza sovrapporsi o competere con i singoli istituti di ricerca già presenti, ma creando invece valore aggiunto per i propri partner e per la società. E la chiave del successo dell’iniziativa risiede nella capacità di creare queste condizioni già nella fase di start up.

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GARR aderisce a iorestoacasa.work https://www.datamanager.it/2020/03/garr-aderisce-a-iorestoacasa-work/ Mon, 23 Mar 2020 14:08:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=197624 GARR mette a disposizione le proprie risorse tecnologiche per le videoconferenze Si chiama iorestoacasa.work e nasce dall’iniziativa di un team di sviluppatori di Fabriano per offrire una soluzione gratuita e open source a quanti hanno necessità di fare videoconferenze in questi giorni di chiusura a causa dell’emergenza coronavirus. GARR è tra le prime organizzazioni ad aderire […]

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GARR mette a disposizione le proprie risorse tecnologiche per le videoconferenze

Si chiama iorestoacasa.work e nasce dall’iniziativa di un team di sviluppatori di Fabriano per offrire una soluzione gratuita e open source a quanti hanno necessità di fare videoconferenze in questi giorni di chiusura a causa dell’emergenza coronavirus.

GARR è tra le prime organizzazioni ad aderire con entusiasmo all’iniziativa mettendo a disposizione un proprio server: open.meet.garr.it. Grazie a questo gesto di solidarietà digitale, un numero più ampio di persone potrà usufruire senza problemi della piattaforma.

Il progetto si basa su Jitsi Meet, un sistema open source che permette agli utenti di effettuare videochiamate in modo immediato, semplicemente aprendo un link tramite browser, senza la necessità di installare programmi, o di effettuare ulteriori registrazioni, sfruttando le potenzialità del protocollo WebRTC.

“GARR dispone già di servizi di videoconferenza che mette a disposizione della comunità dell’istruzione e della ricerca”, dichiara Massimo Carboni, CTO della rete GARR, “aderendo a questo progetto intendiamo ampliare la platea degli utilizzatori avvicinandoci in particolare alle scuole che hanno attualmente minori risorse. In questo modo possiamo offrire una soluzione semplice da usare con una normale connessione ad Internet”.

L’iniziativa, appena partita, sarà anche un banco di prova importante per sperimentare la quantità di richieste e mettere ove necessario a disposizione ulteriori risorse. Il progetto infatti è basato su un approccio collaborativo e più organizzazioni possono partecipare mettendo in comune i propri server. Tra gli enti della comunità GARR ha già aderito il CNR con le risorse dell’Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale (IMAA).

Sul fronte dei servizi di videoconferenza, GARR sta lavorando e sperimentando nuove soluzioni già da prima dell’emergenza, al fine di arricchire le proposte per la propria comunità. In questa direzione si inquadra anche la collaborazione internazionale con la rete europea Géant per il progetto eduMEET. La piattaforma eduMEET è un sistema di multivideoconferenza sviluppato all’interno del progetto GN4-3.

A supporto delle scuole il progetto Up2U, una collaborazione internazionale che vede tra i partner GARR, la Sapienza Università di Roma, Géant e il CERN metterà a disposizione la piattaforma OpenUP2U, una suite completa basata su Moodle e aperta a tutti. Il progetto ideato come percorso per aiutare le scuole nell’uso del digitale, renderà infatti disponibili a tutti gli istituti che si occupano di istruzione gli strumenti per la creazione condivisa di documenti, per il file sharing e per l’e-learning.

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GARR: per la prima volta in Italia un collegamento di rete a 200 Giga https://www.datamanager.it/2018/11/garr-per-la-prima-volta-in-italia-un-collegamento-di-rete-a-200-giga/ Fri, 09 Nov 2018 14:41:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=178733 La rete GARR connette il CNAF dell’INFN alla velocità record di 200 Gbps Con la velocità finora mai raggiunta di 200 Gigabit al secondo, il CNAF, il centro nazionale di calcolo dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, è la prima sede in Italia a poter vantare una connessione alla rete geografica globale di tali dimensioni grazie […]

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La rete GARR connette il CNAF dell’INFN alla velocità record di 200 Gbps

Con la velocità finora mai raggiunta di 200 Gigabit al secondo, il CNAF, il centro nazionale di calcolo dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, è la prima sede in Italia a poter vantare una connessione alla rete geografica globale di tali dimensioni grazie alla stretta collaborazione con la rete della ricerca GARR.

Il collegamento permette oggi al CNAF di essere interconnesso, attraverso la rete della ricerca GARR, con l’intero sistema mondiale delle reti della ricerca e in particolare con il CERN di Ginevra, dove è prodotta l’enorme mole di dati dell’acceleratore LHC, e con gli altri centri nazionali dove vengono distribuiti e analizzati i dati scientifici.

Parliamo di un volume di dati scambiati finora nel 2018 pari a 61 PB, tanti da dover rendere necessario un link a 200 Gbps (Gigabit per secondo), ovvero una capacità oltre 200 mila volte superiore alla capacità media di un collegamento Internet in Italia, secondo i dati presentati nel DESI Report 2018.

“Siamo orgogliosi di annunciare questo risultato – ha dichiarato Massimo Carboni, Chief Technical Officer della rete GARR – perché si tratta di una risposta importante alla sfida dei Big Data che continuano a crescere nell’ambito degli esperimenti scientifici a livello mondiale. Abbiamo realizzato non solo un collegamento robusto e veloce, ma abbiamo dotato il centro di una infrastruttura resiliente, affidabile e ridondata grazie alla presenza di link di pari capacità su gran parte della nostra dorsale”.

Il risultato è il coronamento di una serie di interventi di potenziamento, sia per quanto riguarda la rete nazionale GARR sia per la disponibilità di spazio di archiviazione e di potenza di calcolo per l’INFN. Il lavoro sulla rete GARR ha consentito di realizzare una dorsale che raggiunge attualmente la capacità complessiva di circa 3 Tbps, grazie al raddoppio della capacità nei collegamenti dei suoi quattro nodi principali situati nelle città di Milano, Bologna e Roma che, da soli, oggi contano su una capacità complessiva di 800 Gbps.

Allo stesso tempo l’INFN ha potenziato le proprie capacità complessive di calcolo e gestione di big data mettendo a disposizione della sua utenza scientifica, e in particolare degli esperimenti a LHC del CERN, più di 60.000 core di potenza computazionale e circa 150 PB di capacità di memorizzazione dei dati sperimentali, divisi tra sistemi ad accesso veloce (dischi) e sistemi di archiviazione lenti (tape).

“Questo è un risultato importante per noi, perché il collegamento a 200 Gigabit per secondo alle reti nazionali di calcolo scientifico permette ora al CNAF dell’INFN di sfruttare appieno le proprie risorse di calcolo e storage in ambito internazionale, favorendo così lo sviluppo di modelli di calcolo distribuito ad alte prestazioni su scala globale”, spiega Stefano Zani, responsabile della rete del CNAF. “Questa grande ampiezza di banda – prosegue Zani – consente al CNAF un’integrazione sempre più stretta con il CERN e lo pone, in termini di connettività, allo stesso livello dei più importanti centri di calcolo scientifico americani, come il Fermilab e il Brookhaven National Laboratory”.

Ricerca e innovazione sono le parole guida di questo traguardo a cui si è arrivati mettendo a frutto i risultati della sperimentazione GARR sulle “lambda aliene”. La tecnica è così chiamata perché rende possibile il trasporto dei segnali luminosi su una piattaforma ottica diversa da quella che li ha generati e permette di far parlare tra loro apparati differenti, massimizzando le prestazioni.

In questo modo è stato possibile incrementare la capacità della rete in poco tempo e con costi decisamente marginali in quanto non è stato necessario aggiornare tutti gli apparati lungo l’infrastruttura.

La sinergia all’insegna dell’innovazione tecnologica tra GARR e INFN non si ferma qui perché già si sta lavorando ai prossimi passi che vanno in direzione del raddoppio del collegamento internazionale con il CERN di Ginevra e verso il cosiddetto “Data Lake”, ovvero un data storage distribuito su scala geografica dove i dati possano essere “pescati” indipendentemente dal posto in cui verranno poi elaborati.

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Un’autostrada digitale per i dati del Sardinia Radio Telescope https://www.datamanager.it/2018/03/unautostrada-digitale-dati-del-sardinia-radio-telescope/ Thu, 01 Mar 2018 09:34:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142498 Osservazioni mondiali in tempo reale grazie al collegamento in fibra ottica realizzato da Inaf, Garr e Regione Autonoma Sardegna Da oggi, i dati del Sardinia Radio Telescope, la più moderna e tecnologica antenna parabolica d’Europa, realizzata dall’Istituto nazionale di astrofisica in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana, potranno essere a disposizione in tempo reale per la […]

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Osservazioni mondiali in tempo reale grazie al collegamento in fibra ottica realizzato da Inaf, Garr e Regione Autonoma Sardegna

Da oggi, i dati del Sardinia Radio Telescope, la più moderna e tecnologica antenna parabolica d’Europa, realizzata dall’Istituto nazionale di astrofisica in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana, potranno essere a disposizione in tempo reale per la comunità mondiale dell’astrofisica.

Grazie al nuovo collegamento in fibra ottica di 107 km, finanziato dalla Regione Autonoma Sardegna, e all’altissima capacità garantita dalla rete Garr, il Sardinia Radio Telescope si avvia verso una nuova e ricchissima fase di ricerca. Il 27 febbraio 2018, è stato infatti possibile testare SRT in un’osservazione congiunta con la tecnica VLBI con cui si fanno lavorare assieme antenne sparse per il globo come se fossero un’unica parabola grande quanto la distanza che separa le singole antenne. Non era la prima volta in assoluto ma è stata la prima con SRT dotato di fibra. Tra qualche settimana verrà effettuata una prova ancora più importante denominata e-VLBI dove verrà tentata una vera e propria correlazione dei dati osservativi in tempo reale da molte parti del mondo.

Erano anni che si aspettava questo momento perché il Sardinia Radio Telescope (SRT) è una delle più potenti ed evolute infrastrutture di ricerca per lo studio delle emissioni radio provenienti dai corpi celesti e per applicazioni di geodinamica e di scienze spaziali. La sua antenna parabolica orientabile è la più grande delle tre antenne italiane e, in ogni caso, vicina ai vertici mondiali con ben 64 metri di diametro. Ciò che la rende realmente eccezionale sono le tecnologie all’avanguardia che garantiscono un’elevata efficienza nelle osservazioni ad altissima frequenza. Grazie a un complesso sistema di attuatori ad alta precisione che controllano i 1.000 pannelli che formano la parabola, il Sardinia Radio Telescope è infatti in grado di modificare la forma della sua superficie per compensare variazioni termiche, gravitazionali ed eoliche, riuscendo così a raggiungere livelli di precisione molto superiori rispetto alle infrastrutture di vecchia concezione. Inoltre, SRT è in grado di cambiare velocemente i ricevitori e dunque può passare in pochi minuti ad osservazioni di frequenze molto diverse.

Andrea Orlati, Responsabile delle Operazioni al Sardinia Radio Telescope per l’Inaf, dichiara: “L’allaccio alla fibra non solo ci consente un migliore collegamento con le altre stazioni per sfruttare al meglio la tecnica interferometrica VLBI, e dunque il lavoro congiunto delle antenne, ma soprattutto consentirà di sviluppare molte altre applicazioni astronomiche tra cui la possibilità di rendere accessibili i dati a tutta la comunità scientifica mondiale, come già fanno nei migliori centri di ricerca al mondo presso i quali quotidianamente molti dei nostri colleghi Inaf attingono dati e fanno ricerca al massimo livello.”

“Il collegamento di SRT alla nostra rete – ha dichiarato il direttore del Garr, Federico Ruggieri, – è motivo di grande soddisfazione perché abbiamo lavorato molti anni per raggiungere questo obiettivo. Ancora una volta, l’impegno congiunto tra diversi attori, sia istituzionali che del mondo della ricerca, è stato fondamentale per dare la giusta valorizzazione a questa importantissima infrastruttura di ricerca nazionale. Grazie alla connessione in rete, SRT può ora finalmente esprimere tutto il suo potenziale e dare così un contributo italiano significativo alle grandi collaborazioni internazionali.”

Il Sardinia Radio Telescope ospita strumentazione scientifica e servizi sia dell’Inaf che dell’Asi: infatti, oltre che nella ricerca radioastronomica, la parabola è impiegata nel monitoraggio e nella comunicazione con sonde interplanetarie, tra cui Rosetta nel 2015 e, più recentemente, Cassini.

“Questo nuovo collegamento migliora le attività del Sardinia Deep Space Antenna – SDSA dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), una configurazione del SRT dedicata allo studio delle missioni interplanetarie.  Grazie alla fibra ottica, la struttura è adesso connessa in modo robusto al network ASI-NET dell’Agenzia – ha dichiarato Salvatore Viviano, responsabile del SDSA di ASI. È possibile ora offrire servizi di comunicazione e navigazione per le sonde interplanetarie, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche che potevano influenzare il link di comunicazione satellitare finora impiegato. Dotato di un proprio centro di controllo e di equipaggiamento specifico integrato nel Sardinia Radio Telescope, il SDSA sarà prossimamente pienamente operativo nell’ambito del Deep Space Network della NASA e della rete ESTRACK dell’ESA. La massima affidabilità nelle comunicazioni real time del SDSA con i centri di controllo delle principali reti deep space internazionali e delle missioni interplanetarie, ottenuta con la fibra ottica e dal link assicurato dal satellite Athena-Fidus sviluppato dall’Asi, permette  – ricorda Viviano – all’Unità di ricerca SDSA  di svolgere le proprie attività legate al deep space e di sviluppare con l’Inaf attività di comune interesse nei settori della Radio Scienza, del tracciamento degli Space Debris e dello Space Weather”.

La realizzazione di uno strumento complesso come SRT ha richiesto dodici anni, dalla posa del primo elemento nel 2001 all’inaugurazione, avvenuta nel 2013. Da quel momento è partita la validazione astronomica e sono cominciate le osservazioni, tuttavia l’assenza di un collegamento ad alta capacità ha comportato l’impossibilità di utilizzare i dati in tempo reale, caratteristica fondamentale per garantire la maggiore accuratezza possibile delle rilevazioni.

SRT è situato in provincia di Cagliari, nella regione del Gerrei presso il sito di Pranu Sanguni (Comune di San Basilio), scelto proprio perché lontano da aree abitate e attività umane che andrebbero ad interferire con i segnali captati dall’infrastruttura. Per collegarla è stato quindi necessario posare fibra ad hoc per oltre 100 km. Ciò è stato possibile grazie all’impegno della Regione Autonoma Sardegna, fin dall’inizio in prima linea nel supportare la realizzazione di questa grande opera sia attraverso il finanziamento della costruzione delle infrastrutture che delle attività di sviluppo tecnologico e di formazione.

“È un risultato di grande importanza fortemente voluto dalla Giunta guidata da Francesco Pigliaru –sottolinea l’assessore degli Affari Generali della Regione Sardegna Filippo Spanu – con l’intento di rafforzare e migliorare l’operatività del Sardinia Radio Telescope, un presidio scientifico e un luogo di ricerca e osservazione dei segreti dell’Universo che rappresenta un’eccellenza a livello internazionale. Il link in fibra ottica permette alla parabola di essere collegata all’intero sistema internazionale delle reti della ricerca, grazie all’interconnessione della rete Garr con la rete europea Géant. Entro l’estate, il collegamento sarà ulteriormente ampliato arrivando alla capacità di 10 Gbps per garantire il massimo delle prestazioni e dell’accuratezza delle osservazioni. L’intervento si inserisce nel più ampio programma di estensione e potenziamento della rete telematica regionale curato dalla Direzione generale della Società dell’informazione dell’Assessorato degli Affari Generali della Regione Sardegna. Con un investimento complessivo pari a 148 milioni di euro la Sardegna è tra le prime 10 regioni d’Europa ad investire per la diffusione della rete in fibra ottica in tutti i comuni delle zone interne. L’obiettivo –aggiunge l’assessore Spanu – è quello di garantire alti servizi di connettività a territori in cui gli operatori privati hanno deciso di non intervenire. Un grande investimento che porta alla realizzazione di infrastrutture che possono assicurare nuove opportunità di crescita economica e sociale”.

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La Rete e le sue meraviglie alla Notte Europea dei Ricercatori https://www.datamanager.it/2017/09/la-rete-le-sue-meraviglie-alla-notte-europea-dei-ricercatori/ Thu, 28 Sep 2017 12:23:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131899 GARR partecipa con eventi in 4 città italiane con concerti a distanza, laboratori, giochi e talk scientifici alla scoperta della bellezza di Internet Da oggi al 30 settembre tante iniziative targate GARR in occasione della Notte Europea dei Ricercatori, unite dal filo conduttore dell’innovazione tecnologica, della rete, dei  suoi segreti e delle sue grandi potenzialità. […]

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GARR partecipa con eventi in 4 città italiane con concerti a distanza, laboratori, giochi e talk scientifici alla scoperta della bellezza di Internet

Da oggi al 30 settembre tante iniziative targate GARR in occasione della Notte Europea dei Ricercatori, unite dal filo conduttore dell’innovazione tecnologica, della rete, dei  suoi segreti e delle sue grandi potenzialità.

Si parte il 28 settembre con uno spettacolare concerto a distanza in cui la musica viaggerà alla velocità della luce unendo le città di Cassino e Cosenza. Durante l’evento “Suonare a distanza sul filo della fibra ottica”, infatti, musicisti distanti 400 km suoneranno insieme abbattendo i confini geografici. L’Università di Cassino e del Lazio Meridionale e il Conservatorio di Musica di Cosenza diventeranno, per una notte, un unico grande palcoscenico per uno spettacolo musicale che unisce arte ed alta tecnologia. Tutto questo è reso possibile dalla potenza della banda ultralarga della rete GARR e da un’innovazione tecnologica tutta italiana, nata dalla collaborazione tra GARR e il Conservatorio Tartini di Trieste: LoLa, un sistema di trasmissione audio/video su rete che permette di suonare a distanza in tempo reale sfruttando il collegamento in fibra ottica.

Il programma del concerto, realizzato in collaborazione con il Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone, si articola in due parti, dedicate a diversi generi musicali: una performance di musica classica (One to one) e una jam session di improvvisazione (Three for three).
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A Frascati, nelle giornate del 29 e 30 settembre due attività sono in programma dalle 17 alle 24, presso le Mura del Valadier. Una dedicata ai più piccoli, Internet4Kids, per far scoprire da vicino la rete che usiamo quotidianamente e la cui esistenza diamo ormai per scontata. Un gioco che diventa occasione per approfondire la conoscenza sul digitale e promuovere un uso più consapevole di Internet e delle sue applicazioni.
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La seconda attività, invece, è aperta  a curiosi di tutte le età: Inside the Net, un viaggio per scoprire come funziona davvero Internet e come viaggiano i dati sulla rete. Attraverso un laboratorio interattivo che permetterà agli spettatori di vedere da vicino come è realizzata una vera e propria rete in miniatura, i visitatori potranno mettere le mani su qualcosa che solitamente consideriamo invisibile anche se fa parte della nostra vita di tutti i giorni.
Un’occasione per entrare dentro la rete e seguire in tempo reale cosa avviene ai nostri dati e alle nostre connessioni.
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Sempre il 29 settembre, a Milano, nell’ambito delle iniziative di MeetMeTonight, presso il Museo Nazionale di Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci, si terrà il convegno “Io digitale” che affronterà temi legati a come la tecnologia possa trasformare la percezione di noi stessi e le relazioni con gli altri. Il futuro è cupo come ci racconta la serie fantascientifica Black Mirror? Un incontro tra sociologia digitale e media studies approfondirà questo argomento e vedrà la partecipazione di Claudio Allocchio (GARR) insieme a Alessandro Gandini (Digital Humanities Department, King’s College London), Carolina Bandinelli (Media Studies Department, University of Lincoln).
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San Servolo, prima isola veneziana in fibra ottica con la rete della ricerca GARR https://www.datamanager.it/2017/01/san-servolo-isola-veneziana-fibra-ottica-la-rete-della-ricerca-garr/ Wed, 18 Jan 2017 15:26:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=117447 A Venezia, la collaborazione virtuosa tra mondo accademico e istituzioni culturali porta la connessione ad alta velocità all’isola di San Servolo  Grazie alla lungimiranza di più enti che hanno messo insieme le proprie risorse, San Servolo è la prima isola della Laguna di Venezia ad essere raggiunta dalla fibra ottica della rete GARR, l’infrastruttura a […]

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A Venezia, la collaborazione virtuosa tra mondo accademico e istituzioni culturali porta la connessione ad alta velocità all’isola di San Servolo 

Grazie alla lungimiranza di più enti che hanno messo insieme le proprie risorse, San Servolo è la prima isola della Laguna di Venezia ad essere raggiunta dalla fibra ottica della rete GARR, l’infrastruttura a banda ultra larga che connette il mondo dell’istruzione e della ricerca.

Il risultato è stato raggiunto grazie alla collaborazione tra Venice International University, Università Ca’ Foscari, Accademia delle Belle Arti di Venezia e San Servolo – Servizi metropolitani di Venezia, società posseduta al 100% dalla Città metropolitana di Venezia.

Da oggi l’isola può disporre di una connettività fino a 1 Gbps, grazie alla realizzazione di collegamento in fibra ottica di 12 km, pari alla distanza che divide l’isola dal nodo della rete GARR presso la sede centrale dell’Università Ca’ Foscari.

Per i docenti e gli studenti che frequentano l’isola si tratta di un vero e proprio ponte digitale che permette di comunicare e scambiare dati con il resto del mondo in maniera più semplice e veloce e di rafforzare la forte vocazione internazionale dell’isola, grazie all’interconnessione con la rete GARR e le reti della ricerca mondiali. Videoconferenze in altissima definizione, controllo software da remoto, applicazioni multimediali, servizi federati a livello internazionale come eduroam per la gestione dell’accesso al wifi o IDEM e eduGAIN per la gestione delle identità digitali: sono questi i primi concreti benefici che le istituzioni sull’isola e i propri utenti potranno da subito sperimentare attraverso l’accesso in fibra alla rete e ai servizi GARR.

“Per il GARR è fondamentale riuscire a soddisfare le esigenze dei propri utenti. Aver portato la fibra ottica a San Servolo e averla connessa alle altre reti della ricerca mondiali è sicuramente un traguardo prestigioso, vista la dimensione internazionale delle istituzioni che hanno sede qui” ha dichiarato Claudia Battista, coordinatore del Dipartimento Network del GARR. “Sul territorio veneziano abbiamo una lunga collaborazione con il Comune e le università e questo rappresenta un esempio virtuoso di utilizzo delle risorse pubbliche che ha portato beneficio non solo alla comunità della ricerca ma anche ai cittadini.”

L’isola di San Servolo ospita oggi diverse istituzioni sul suo piccolo territorio: la Venice International University (VIU), centro internazionale di formazione avanzata e ricerca; una sede dell’Accademia delle Belle Arti Venezia con la sua Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte (NTA); il Collegio Internazionale dell’Università Ca’ Foscari e la società San Servolo – Servizi metropolitani di Venezia che ospita eventi culturali e spazi museali.

“L’Università Ca’ Foscari è particolarmente grata ed orgogliosa del miglioramento tecnologico raggiunto grazie all’accordo di tanti enti.” È la dichiarazione della prof.ssa Agar Brugiavini, Direttrice del Collegio Internazionale Ca’ Foscari. “La presenza degli studenti del Collegio Internazionale, la scuola d’eccellenza di Ca’ Foscari che a San Servolo ha la sua residenza, ha contribuito ad evidenziare un’esigenza irrinunciabile per tutti i frequentatori dell’isola, studenti, docenti e artisti ospiti anche per lunghi periodi e in contatto con tutto il mondo. Avere a disposizione una connessione veloce nel mezzo della laguna permette di realizzare tutte le migliori iniziative formative, culturali ed artistiche che sono parte essenziale della vita universitaria”.

Grande soddisfazione per questo risultato viene espressa dal Presidente della VIU, l’Ambasciatore Umberto Vattani, che ha sottolineato come la VIU sia sempre stata all’avanguardia nell’affrontare i problemi globali di oggi con gli strumenti più avanzati.  “Il nuovo collegamento alla rete di ricerca con fibra ottica” – ha dichiarato – “ consentirà agli studenti  e ai partecipanti alle nostre attività di lavorare con maggiore rapidità. E alla VIU di sperimentare metodi didattici innovativi nei programmi di studio e di ricerca, grazie alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione più recenti” mentre il Dean della VIU prof. Carlo Giupponi ha indicato come “questo collegamento comporti un ulteriore passo verso la trasformazione dell’Isola di San Servolo in un laboratorio per sperimentare e dimostrare strategie di sostenibilità, coniugate con l’innovazione.”

“Ritengo importante questa operazione di carattere tecnologico mediatico – ha dichiarato il prof. Giuseppe La Bruna, Direttore dell’Accademia di Belle Arti  – “costituisce una attenzione verso il nuovo dall’interno del nostro comparto dell’Alta Formazione Artistica e Musicale e nel contempo fa nascere la prima collaborazione tra queste diverse realtà Universitarie che si trovano ad operare in un territorio così particolare come l’Isola di San Servolo a Venezia”. Ha inoltre inaugurato che ” da questo successo possano svilupparsi ulteriori progetti di collaborazione e sinergia nel segno dell’innovazione Scientifico-Tecnologica applicata al campo della cultura e dell’Arte”

“Un grande risultato reso possibile da una collaborazione istituzionale virtuosa, che prosegue lo sviluppo dei servizi all’utenza intrapreso da anni dall’Isola– sostiene Andrea Berro Amministratore Unico di San Servolo – Servizi metropolitani di Venezia –. La connessione veloce e in grado di ottimizzare l’intera rete internet assicurata da GARR permetterà ai partecipanti dei tanti congressi e seminari che si svolgono in isola di avere una finestra sul mondo web con libertà di comunicazione, rapidità di accesso e scambio dati. Un tassello considerevole del progetto di rilancio di San Servolo fortemente voluto dalla Città metropolitana di Venezia, proprietaria dell’isola”.

Il collegamento dell’isola di San Servolo è un risultato molto importante reso possibile dalla collaborazione storica tra GARR, Comune di Venezia e le Università Ca’ Foscari e IUAV. Tale collaborazione ha portato, fin dal 2010, all’accordo per l’interconnessione tra la rete metropolitana cittadina e la rete GARR, a beneficio delle molte istituzioni di ricerca e cultura presenti sul territorio veneziano. La crescita della collaborazione nel tempo ha portato alla realizzazione di nuovi nodi della rete GARR e una maggiore capillarità dell’infrastruttura.

Il prossimo passo, che si inquadra in questa stretta sinergia, sarà il collegamento in fibra ottica alla rete GARR del Lido di Venezia che ospita la sede dell’IRCCS Ospedale San Camillo e il Palazzo del Cinema, sede di importanti convegni di carattere scientifico e culturale. Il collegamento è in fase di attivazione e sarà disponibile già nei prossimi mesi.

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The CreActive Network: il lato creativo della rete https://www.datamanager.it/2016/11/the-creactive-network-lato-creativo-della-rete/ Thu, 24 Nov 2016 16:01:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=114579 Novità tecnologiche e applicazioni del futuro: il mondo della ricerca italiana alla Conferenza GARR. In tre giorni, circa 50 presentazioni sui temi: Open Data, Smart city, Digital Cultural Heritage, competenze digitali A Firenze dal 30 novembre al 2 dicembre, la comunità italiana dell’istruzione e della ricerca si incontra alla conferenza GARR, per mostrare le applicazioni e […]

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Novità tecnologiche e applicazioni del futuro: il mondo della ricerca italiana alla Conferenza GARR. In tre giorni, circa 50 presentazioni sui temi: Open Data, Smart city, Digital Cultural Heritage, competenze digitali

A Firenze dal 30 novembre al 2 dicembre, la comunità italiana dell’istruzione e della ricerca si incontra alla conferenza GARR, per mostrare le applicazioni e i nuovi scenari possibili attraverso l’uso della rete.

Come sempre, la multidisciplinarità è al centro della scena: il filo conduttore dell’edizione di quest’anno sarà il ruolo della rete come spazio aperto di condivisione e creazione di nuova scienza e cultura.

Ospitata dall’Università degli Studi di Firenze, la Conferenza GARR 2016 dal titolo “The CreActive Network”, ha in programma diversi temi: dai modelli innovativi per insegnare le competenze del futuro agli Open data, dall’Internet of Things al patrimonio culturale digitale, dal Cloud computing alle Smart city.

Tra i keynote speaker: Walter Quattrociocchi dell’IMT di Lucca, esperto di scienze sociali computazionali che parlerà di come le notizie si diffondono attraverso i social media e dei problemi legati all’”era della disinformazione”; Flavia Marzano, Assessora Roma semplice al Comune di Roma che aprirà la sessione dedicata alle Smart city; Valerio Pagliarino, 16 anni, vincitore dello European Union Contest for Young Scientists con un progetto chiamato LaserWan, per portare la connessione Internet ad alta velocità anche in luoghi isolati e remoti grazie all’uso di raggi infrarossi.

La Conferenza sarà aperta dall’intervento del presidente del GARR, Sauro Longhi, Rettore dell’Università Politecnica delle Marche ed esperto sui temi dell’Internet of Things.

Circa 50 gli interventi con speaker provenienti da università italiane e internazionali, enti di ricerca e PA.

Grazie alla rete, comunità diverse possono incontrarsi e dar vita a collaborazioni realmente interdisciplinari, trovare e condividere dati e servizi, applicare al proprio settore metodi ed idee usati in altri campi, dare vita alle creazioni più svariate: esperimenti scientifici, esposizioni virtuali, performance dal vivo. All’interno di questo spazio stimolante e aperto si creano e si diffondono nuove competenze contribuendo a superare i molti tipi di divario digitale che ancora esistono in Italia e altrove.

La conferenza darà spazio alla presentazione di casi di successo e a interessanti problematiche a cui si richiede risposta. Si parte con la realtà virtuale applicata alle arti e alle performance dal vivo: con esperienze di teatro distribuito su più luoghi, video mapping per la valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico e a progetti mirati all’interazione fisica con gli oggetti virtuali per creare percezioni reali negli utenti.

Diverse presentazioni affrontano il tema della co-creazione: nell’ambito della formazione, Riccardo Iaconelli ci parla di WikiToLearn, progetto nato da un gruppo di studenti che hanno realizzato una sorta di “Wikipedia degli studenti”, ovvero una piattaforma per la creazione di libri di testo collaborativi. Nell’ambito del patrimonio culturale e geografico la condivisione di contenuti permette la realizzazione di viaggi virtuali in realtà aumentata da Venezia alle Dolomiti, fino alle coste della Sardegna attraverso i progetti di Victoria Szabo della Duke University, Stefania Zardini Lacedelli dell’Università di Leicester e Luigi Serra del CNR-ISEM.

Si parlerà  di Big Data e social media con Paolo Nesi dell’Università di Firenze, che attraverso Twitter Vigilance permette a ricercatori ed analisti di effettuare analisi e ricerche su dati derivati da Twitter riferiti ad aree tematiche molto diverse, come ambiente e meteo, disastro ambientale, farmacologia, servizi smart city, turismo, cultura.

Riuso e condivisione di dati in formato open sono i principi che hanno portato a realizzare la rete delle biobanche veterinarie nazionali, progetto presentato da Giorgio Bontempi dell’IZS della Lombardia e dell’Emilia-Romagna.

Dal punto di vista tecnologico una delle più interessanti prospettive future è aperta dal lavoro di Giampaolo Susanna dell’ISCOM che, con Organic VThe CreActive Network,isible Light Communication (O-VLC), punta ad utilizzare le frequenze della luce a led presente nelle abitazioni come sistema di trasmissione wireless per l’Internet delle cose. Un sistema assolutamente sicuro, flessibile e low-cost.

Per il programma completo cliccare qui

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Conoscere internet: lezioni per superare il digital divide https://www.datamanager.it/2016/10/conoscere-internet-lezioni-superare-digital-divide/ Fri, 14 Oct 2016 07:32:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111365 Competenze digitali per tutti: al via l’iniziativa firmata da GARR e Assoprovider. Inaugurazione alla presenza del sottosegretario MIUR Faraone Parte dal Sud la campagna Conoscere Internet, che ha l’obiettivo di promuovere la formazione sulle competenze digitali rivolgendosi a vari profili: dai docenti della scuola, ai ricercatori fino ai professionisti delle imprese. A Palermo, il 14 […]

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Competenze digitali per tutti: al via l’iniziativa firmata da GARR e Assoprovider. Inaugurazione alla presenza del sottosegretario MIUR Faraone

Parte dal Sud la campagna Conoscere Internet, che ha l’obiettivo di promuovere la formazione sulle competenze digitali rivolgendosi a vari profili: dai docenti della scuola, ai ricercatori fino ai professionisti delle imprese. A Palermo, il 14 ottobre 2016, presso l’Istituto Tecnico “Vittorio Emanuele III”, sarà il sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Davide Faraone a dare l’avvio all’iniziativa ideata da GARR e Assoprovider.

Conoscere Internet è una campagna che prende le mosse dal percorso di alfabetizzazione digitale realizzato da GARR e finanziato dal Miur con fondi del Piano di Azione e Coesione. Questo percorso, inizialmente rivolto  alle regioni del Sud, è ora  esteso a tutto il Paese.

Con oltre 1500 iscritti in pochi mesi, questa esperienza fa capire quanto sia forte il bisogno di formazione in questo settore e dunque quanto sia importante investire sulla formazione per ridurre il divario digitale oggi presente e fornire uno strumento decisivo per  accrescere la competitività e il tasso di innovazione sia nel mondo dell’istruzione, che della ricerca e dell’impresa. Come funziona Internet, cos’è la fibra ottica, quali sono le applicazioni più diffuse e cosa si può fare con le identità digitali, sono questi alcuni degli argomenti trattati nel corso che è aperto a tutti, è completamente gratuito e disponibile in lingua italiana e inglese. Dodici lezioni, dal linguaggio chiaro e alla portata di tutti, fruibili sulla piattaforma di e-learning del GARR con la possibilità di ottenere il rilascio di un attestato finale.

L’evento del 14 ottobre sarà l’occasione anche per avviare la diffusione dei contenuti formativi in modalità aperta, secondo i principi delle Open Educational Resources.

Alla giornata di lancio parteciperanno, oltre al sottosegretario Davide Faraone, il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, Maria Luisa Altomonte, il Rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari.

Programma della giornata:

Istituto Tecnico Settore Tecnologico “Vittorio Emanuele III”

Via Duca della Verdura, 48 – 90143 – Palermo ore 11.00 – Benvenuto:

Giovanni Marchese, Dirigente Scolastico dell’ITI Vittorio Emanuele III di Palermo ore 11.10 – Introduzione:

Federico Ruggieri, Direttore Consortium GARR  “La comunità GARR a supporto della società della conoscenza e dell’innovazione”

ore 11.30 – Interventi:

Davide Faraone, Sottosegretario Ministero Istruzione Università e Ricerca Maria Luisa Altomonte, Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia Fabrizio Micari, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo “Collaborazione fra Università, Scuola e Piccola e Media Impresa per colmare il Digital Gap”

Gianbattista Frontera, Vicepresidente Assoprovider “Analfabetismo informatico e digital-divide cognitivo”

Gabriella Paolini, Consortium GARR – Presentazione dell’Iniziativa  “Conoscere Internet”

ore 13.00 – Conclusione dei lavori

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Opportunità per giovani innovatori al GARR https://www.datamanager.it/2016/10/opportunita-giovani-innovatori-al-garr/ Wed, 05 Oct 2016 09:54:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=110620 Selezione per dieci borse di studio dedicate allo sviluppo di servizi tecnologicamente avanzati GARR, la rete italiana dell’istruzione e della ricerca, ha avviato la selezione per il 10 borse di studio intitolate a “Orio Carlini”, uno dei pionieri di Internet in Italia. Le borse, destinate a giovani laureati sotto i 30 anni, sono da svolgere […]

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Selezione per dieci borse di studio dedicate allo sviluppo di servizi tecnologicamente avanzati
GARR, la rete italiana dell’istruzione e della ricerca, ha avviato la selezione per il 10 borse di studio intitolate a “Orio Carlini”, uno dei pionieri di Internet in Italia.
Le borse, destinate a giovani laureati sotto i 30 anni, sono da svolgere presso GARR o presso gli enti e le istituzioni connessi alla rete GARR.

Le proposte di attività dovranno essere incentrate sull’applicazione di tecnologie innovative per lo sviluppo delle infrastrutture digitali e dei loro servizi in contesti multidisciplinari.

Ai fini della valutazione delle candidature verranno considerati elementi premianti l’originalità, l’innovazione e l’applicabilità a breve termine degli argomenti proposti.

I candidati devono presentare la domanda entro il 15 novembre 2016.

La durata della borsa è di 12 mesi, eventualmente prorogabile.

Requisiti obbligatori richiesti:

– Data di nascita uguale o successiva al 1 gennaio 1986
– Possesso del titolo di laurea triennale, magistrale, laurea specialistica o laurea a ciclo unico
– Buona conoscenza della lingua inglese parlata e scritta.

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