Giorgio Rapari – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:56:06 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Giorgio Rapari – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Assintel: ecco i nuovi Vicepresidenti e il programma per il futuro dell’ICT italiano https://www.datamanager.it/2016/11/assintel-nuovi-vicepresidenti-programma-futuro-dellict-italiano/ Thu, 03 Nov 2016 16:32:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=112812 Si è tenuto questa mattina il primo Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale delle Imprese ICT dopo le recenti elezioni. Obiettivo: nominare i 3 Vice Presidenti e impostare le prime linee strategiche per realizzare il programma del prossimo triennio. Sono giovani imprenditori che rappresentano la parte più innovativa e territoriale dell’ICT: Piersergio Trapani (Gruppo 36) per il […]

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Si è tenuto questa mattina il primo Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale delle Imprese ICT dopo le recenti elezioni.

Obiettivo: nominare i 3 Vice Presidenti e impostare le prime linee strategiche per realizzare il programma del prossimo triennio.

Sono giovani imprenditori che rappresentano la parte più innovativa e territoriale dell’ICT:

Piersergio Trapani (Gruppo 36) per il Nord, Roberto Palazzetti (Osmosit) per il Centro ed Emanuele Spampinato (Etna Hitech) per il Sud Italia.

“Se è vero che il mercato IT ha ripreso a crescere del +3,1% – come dimostrano gli ultimi dati dell’Assintel Report 2016 – e con esso l’evoluzione delle imprese verso forme più competitive, è altrettanto vero che sono proprio le piccole e micro imprese locali che restano in negativo (-1,4%) insieme agli Enti Locali (-2,1%): segnale che occorre un fitto lavoro di sensibilizzazione che solo un’associazione radicata sul territorio può fare”, così commenta Giorgio Rapari, Presidente Assintel.

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Assintel elegge il nuovo Consiglio direttivo e il Presidente https://www.datamanager.it/2016/10/assintel-elegge-consiglio-direttivo-presidente/ Mon, 17 Oct 2016 16:00:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111448 L’Associazione delle imprese ICT e Digitali conferma per il prossimo triennio il Presidente uscente Giorgio Rapari ed elegge il nuovo Consiglio, molti i rappresentanti dalle varie Regioni italiane. I punti di lavoro: pressing su governo e regioni sull’ICT, sostegno alle PMI e sviluppo territoriale L’associazione nazionale delle imprese ICT e Digitali si rinnova ed elegge […]

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L’Associazione delle imprese ICT e Digitali conferma per il prossimo triennio il Presidente uscente Giorgio Rapari ed elegge il nuovo Consiglio, molti i rappresentanti dalle varie Regioni italiane. I punti di lavoro: pressing su governo e regioni sull’ICT, sostegno alle PMI e sviluppo territoriale

L’associazione nazionale delle imprese ICT e Digitali si rinnova ed elegge le proprio cariche Associative: confermato per acclamazione il Presidente Giorgio Rapari, che a caldo dichiara: ”Assintel in questi anni è diventata il punto di riferimento concreto per chi fa impresa nel mondo ICT e Digitale. Ecco ciò che è e ciò che sarà sempre di più: un’associazione che rappresenti le imprese ICT e Digitali su tutto il territorio nazionale, capace di intessere relazioni dalle singole Regioni al Governo per sensibilizzare mercato, società e Pubblica Amministrazione sulla Trasformazione Digitale. Capace di tutelare l’ecosistema digitale a partire dalle piccole imprese, che devono poter contribuire a creare valore senza essere penalizzate negli appalti, nella tassazione, nella normativa. Capace di fare community al proprio interno, per sviluppare reti, sinergie e possibilità di business”.

Con Rapari è stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo: alcune conferme e alcuni nuovi ingressi, con un progressivo affermarsi di aziende che arrivano dalle varie Regioni del Paese. Ecco i 24 nomi:

Marco Andolfi (Disignum), Elio Arena (Omicron Sistemi), Elisabetta Baccara ( Ware by Soft), Daniela Barbera (SAX – System Architecture Consulting & Services), Stefano Baroncini (Atena), Francesca Benati (Amadeus Italia), Rosario Cannizzaro (Adfor), Giovanni Casserà (Gesp), Luciano Cavazzana (Ingenico Italia), Roberto Corraro (Sirecom), Roberto Di Gioacchino (PRS – Planning Ricerche e Studi), Alfredo Gatti (Nextvalue), Paola Generali (Getsolution), Antonio Giugliano (Present), Pierantonio Macola (Smau servizi), Enrico Magni (Lutech), Giovanni Maria Martingano (Ifin Sistemi), Roberto Palazzetti (Osmosit), Giovanni Paone (Nica), Manlio Romanelli (M-Cube), Giuseppe Sarti (Sediin), Emanuele Spampinato (Etna Hitech), Piersergio Trapani (Gruppo 36), Giulio Vada (G Data Software Italia).

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Nuovo Codice Appalti, cosa c’è da migliorare sull’ICT https://www.datamanager.it/2016/03/codice-appalti-cosa-ce-migliorare-sullict/ Fri, 25 Mar 2016 14:54:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=97694 Garanzie spropositate e tempi lunghi sono i bachi di un sistema che penalizza le PMI fornitrici e favorisce l’obsolescenza e la poca qualità dei servizi digitali Il nuovo Codice appalti ha avuto il primo via libera da parte del Governo e concluderà l’iter di valutazione parlamentare entro il 18 aprile. Si tratta di una grande […]

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Garanzie spropositate e tempi lunghi sono i bachi di un sistema che penalizza le PMI fornitrici e favorisce l’obsolescenza e la poca qualità dei servizi digitali

Il nuovo Codice appalti ha avuto il primo via libera da parte del Governo e concluderà l’iter di valutazione parlamentare entro il 18 aprile. Si tratta di una grande occasione per semplificare e digitalizzare i processi d’acquisto della PA, dando una sferzata di innovazione e trasparenza ad un meccanismo spesso farraginoso e dispendioso.

Assintel, l’associazione nazionale delle imprese ICT, insieme a Confcommercio – Imprese per l’Italia ha seguito l’iter di approvazione, proponendo una serie di emendamenti per valorizzare anche le micro e piccole imprese e le specificità del settore ICT. Alcuni di questi sono stati recepiti nel nuovo Codice, mentre altri non sono stati inseriti: un peccato, perché spesso buone idee sfumano per la mancanza di coraggio nell’adottare visioni pienamente innovative.

Il bilancio su questo nuovo codice è dunque positivo con riserva.

Positivo per gli aspetti legati alla semplificazione normativa (217 articoli invece che i 660 del vecchio codice), al rafforzamento del ruolo di Governance dell’ANAC, all’istituzione della Cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Positivo, almeno sulla carta, anche per il maggior peso attribuito alla qualità del progetto oggetto dell’appalto, che coniuga l’aspetto economico con quello della qualità tecnica e dei tempi certi. Ed infine positivo per il graduale passaggio a procedure interamente gestite in maniera digitale, con conseguente riduzione degli oneri amministrativi e aumento della trasparenza.

E veniamo alle critiche, come commenta il Presidente di Assintel Giorgio Rapari. “L’ICT non viene valorizzato come settore con peculiarità specifiche, assimilato invece agli altri settori economici tradizionali. Vengono chieste garanzie spropositate per la natura del servizio e del rischio connesso, come se digitalizzare una banca dati per esempio fosse simile a costruire una galleria. Chiediamo che vengano rese proporzionali, in modo da permettere l’accesso alle gare anche alle PMI, che ora de facto ne sono escluse a vantaggio di poche multinazionali, che poi sono costrette a subappaltare alle stesse PMI innescando il meccanismo perverso del downpricing delle tariffe.

Anche le tempistiche di assegnazione sono un fattore critico che va sistemato: i servizi ICT sono per definizione a rischio obsolescenza, tanto che spesso si rischia di implementare un servizio ormai vecchio acquistato mesi o addirittura anni prima al prezzo di un servizio all’avanguardia.

Infine penalizza le PMI anche l’obbligo di esplicitare nelle proprie offerte i costi connessi alla sicurezza, che non considera il fatto che le PMI digitali hanno spesso attività meramente intellettuali, in cui parlare di investimenti in sicurezza del lavoro non ha senso rispetto ad un’industria manifatturiera.

Continua così il Presidente Assintel: “Il ruolo dell’Agenzia per l’Italia digitale, pur essendo l‘Istituzione di riferimento per l’ICT nella PA, è in questo Codice quasi unicamente consultativo. Inoltre vedo forti criticità legate alle tempistiche di attuazione: è previsto ben un anno dalla data di entrata in vigore del codice per la definizione delle modalità di digitalizzazione delle procedure di tutti i contratti pubblici. E più in generale, su molti aspetti il nuovo codice tende a rinviare da 6 mesi ad 1 anno tutta una serie di decisioni (es. la definizione dei requisiti di qualificazione dei direttori tecnici e degli esecutori dei lavori, i decreti attuativi vari, ecc.), con conseguente congelamento di molte delle attività previste nel contesto dei bandi di gara”.

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Assintel Report: siamo (quasi) fuori dal tunnel. Mercato +1,7% https://www.datamanager.it/2015/10/assintel-report-siamo-quasi-fuori-dal-tunnel-mercato-17/ Mon, 26 Oct 2015 15:36:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=86785 Il mercato IT nel 2015 finalmente è tornato a crescere del +1,7%, la ripresa è per buona parte merito del Software (+2,7%), mentre risalgono la china ma restano lievemente negativi l’Hardware –0,8% e i Servizi IT -1%. Continua la crescita della Digital Economy: le applicazioni di Digital Marketing segnano un +31%, il Cloud cresce del […]

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Il mercato IT nel 2015 finalmente è tornato a crescere del +1,7%, la ripresa è per buona parte merito del Software (+2,7%), mentre risalgono la china ma restano lievemente negativi l’Hardware –0,8% e i Servizi IT -1%. Continua la crescita della Digital Economy: le applicazioni di Digital Marketing segnano un +31%, il Cloud cresce del 20%, Internet of Things +16,7%, Business Intelligence, Analytics e Big Data +7,3%. La spesa IT cresce oltre il 3% nelle medie e grandi imprese, soprattutto Banche (+3,7), Assicurazioni (+3,4%), Utility (4,3%), TLC (+3,5%). Ancora al palo il Consumer (-1,1%) e i mercati legati alla Pubblica Amministrazione (sotto il -2%)

I mercati stanno navigando verso la trasformazione digitale e le aziende dell’Information Technology italiana si stanno attrezzando per accompagnarli: oltre la metà di loro sono vicine o hanno superato il “punto di non ritorno”, che fa da contrappunto alla ripresa degli investimenti in nuovi progetti di innovazione delle grandi imprese, il vero motore dell’industry IT. In questo modo il mercato nel 2015 riparte con un +1,7%, rimettendo in moto l’ecosistema digitale.

La radiografia del mercato è il cuore del nuovo Assintel Report 2015, la ricerca annuale sul mercato del Software e Servizi IT in Italia effettuata da NEXTVALUE per conto di Assintel, l’associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio – Imprese per l’Italia. Lo studio, patrocinato dall’AgID, quest’anno ha festeggiato il decimo anniversario con un grande evento in SMAU, ed è stato reso possibile anche grazie al contributo degli sponsor Asystel Italia, Etna Hitech, Epson, GData, Ingenico e dei partner istituzionaliConfcommercio, Infocamere e Smau.

rapari“Ora siamo di fronte ad un vero e proprio bivio: sta a noi imprese dell’Information Technology, di cui Assintel rappresenta la voce, scegliere la via della trasformazione. Dobbiamo cogliere a pieno il ruolo implicito che la nostra Industry deve avere a livello identitario: farsi promotrice di un cambiamento culturale, soprattutto nelle aree ancorate ai vecchi schemi, per contribuire al rilancio di tutto il nostro Sistema. Questa è un vera e propria mission, da accogliere nelle viscere e perseguire con coraggio”, ha affermato Giorgio Rapari, presidente di Assintel.“

“Ciclicamente le tecnologie IT ci fanno un grande regalo” –  afferma Alfredo Gatti, Managing Partner di NEXTVALUE, cheAlfredo Gatti ha realizzato la ricerca per conto di Assintel – “Big Data, Analytics, Cloud Computing e IoT aprono numerose e importanti prospettive per le società di Software e Servizi italiane.
Di fronte alle nuove sfide, non dovremmo fare ciò che sembra aver sempre funzionato. Servizio, Contenuto e Trust sono i nuovi paradigmi e la Velocità diventa il fattore decisivo nella nuova economia dei risultati”.Il Governo in questo frangente critico ci deve però dare una mano: serve finanza vera, servono capitali di rischio garantiti dallo Stato che immettano liquidità utile a fare impresa e a crescere innovando”.

Numeri e trend del mercato IT

Il tema ormai maturo del 2015 è la customer experience, che diventa il punto di riferimento per ogni politica di investimento sull’innovazione. A riprova di ciò, per oltre il 45% dei 500 Direttori IT e CIO della Domanda intervistati per l’Assintel Report essa è il driver principale per i nuovi progetti attivati quest’anno. I budget IT delle aziende della Domanda sono aumentati per il 31% di loro e aumenteranno per il 36% nel 2016. Parallelamente, nel 2016 scenderanno al 22% le imprese che dichiarano di dover diminuire il budget in Information Technology. Cresce però solo il budget legato ai nuovi progetti di Innovazione: questo è un segnale importante per gli Operatori IT, che ci dice quanto sia strategico concentrarsi sul nuovo piuttosto che cercare rendite di posizione.

E nella classifica del “nuovo” per il 2016 spicca fra le priorità di investimento la Business Intelligence, con tutto quanto è utile per monitorare la Customer Experience, dal CRM al Digital Marketing agli Analytics ai Big Data, e il Cloud Computing, ormai adottato dal 64% delle imprese top e in crescita del +20%.

A livello di settori verticali, sono in crescita i big spender, che sono tendenzialmente medio grandi imprese e che da sole coprono i 2/3 del valore del mercato. In particolare le Banche (+3,7), le Assicurazioni (+3,4%), le Utility (4,3%), le TLC (+3,5%). Riprende finalmente anche la crescita dell’Industria (+2%), mentre restano stagnanti le aziende del Commercio & Servizi, tendenzialmente micro e piccole (-0,7%), seppur con alcuni segmenti positivi come quello del Retail. Il “Consumer” conferma la discesa già vista lo scorso anno con un -1,1%. Inutile nascondere le vere note dolenti, che arrivano soprattutto dall’ambito pubblico: Sanità -2,6%, PA -2,5%, Enti locali -2%.

Parlando di euro, il mercato IT nel 2015 vale 24.701 milioni di Euro, trainato dalla robusta crescita del Software (+2,7%). Recuperano dallo scorso anno ma restano negativi i Servizi IT (-1%), minati dal calo delle tariffe professionali, e l’Hardware (–0,8%), compresso fra una crescita dei device mobili accompagnata da un’erosione dei prezzi da un lato, e dalla costante discesa di pc e infrastrutture che fa da contrappunto alla crescita del Cloud in tutti i suoi ambiti.

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Italia digitale, un altro giro di giostra. Via la Poggiani da AgID, e ora? https://www.datamanager.it/2015/04/italia-digitale-un-altro-giro-di-giostra-via-la-poggiani-da-agid-e-ora/ Thu, 02 Apr 2015 16:00:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=72615 La rivoluzione digitale per il nostro Paese è talmente prioritaria che ai vertici della sua governance oggi c’è il vuoto. Alessandra Poggiani si è dimessa dall’AgID dopo neanche un anno dal suo insediamento, alzando bandiera bianca rispetto alle vischiosità di un sistema burocratico impossibile da scalfire. Renzi stesso, poche settimane prima, aveva peraltro dichiarato la volontà […]

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La rivoluzione digitale per il nostro Paese è talmente prioritaria che ai vertici della sua governance oggi c’è il vuoto. Alessandra Poggiani si è dimessa dall’AgID dopo neanche un anno dal suo insediamento, alzando bandiera bianca rispetto alle vischiosità di un sistema burocratico impossibile da scalfire. Renzi stesso, poche settimane prima, aveva peraltro dichiarato la volontà di rottamare AgID. Come venirne a capo?

Eppure quando la volontà c’è le cose si riescono a fare, e a volte anche bene.

“Penso all’Osservatorio delle Competenze Digitali, che nel 2014 ci ha visti protagonisti proprio insieme ad AgID e ad altre associazioni ICT nostre cugine nel mappare e definire linguaggi e cornici comuni per le professionalità digitali. E penso soprattutto all’esperienza dell’ecosistema digitale E015, formidabile esempio di sinergia fra imprese e associazioni che ha dato vita ad una protocollo digitale standardizzato che permette il libero utilizzo dei big data per creare servizi e opportunità”, commenta Giorgio Rapari, Presidente di Assintel. “Se vogliamo veramente favorire la svolta digitale del Paese dobbiamo creare un punto di rottura. Renzi deve riuscire a ingaggiare velocemente una personalità dotata di vision e competenze digitali, ma soprattutto creare le condizioni per farla agire in una struttura efficace e con veri poteri di pianificazione e intervento”.

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Aziende IT verso il punto di non ritorno: serve mutazione digitale per tornare a crescere https://www.datamanager.it/2014/10/aziende-it-verso-punto-non-ritorno-serve-mutazione-digitale-per-tornare-crescere/ Wed, 15 Oct 2014 14:01:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=63059 Assintel Report 2014: mercato fermo (+0,7%), crescono solo le aree legate alla trasformazione digitale delle imprese. Lieve ripresa per investimenti di grandi aziende, finance, TLC. Male pubblica amministrazione, commercio e consumer Esiste un “punto di non ritorno” per le aziende dell’Information Technology, che impone una scelta decisiva: adeguarsi velocemente ai nuovi paradigmi digitali, riformulando sia la […]

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Assintel Report 2014: mercato fermo (+0,7%), crescono solo le aree legate alla trasformazione digitale delle imprese. Lieve ripresa per investimenti di grandi aziende, finance, TLC. Male pubblica amministrazione, commercio e consumer

Esiste un “punto di non ritorno” per le aziende dell’Information Technology, che impone una scelta decisiva: adeguarsi velocemente ai nuovi paradigmi digitali, riformulando sia la propria offerta sia i propri processi interni, oppure restarne ai margini, perdendo l’opportunità di agganciarsi alla crescita.

E’ una mutazione genetica di tipo tecnologico, culturale e economico, attraverso cui possiamo leggere sotto la linea visibile dei dati di un mercato statico (+0,7% nel 2014) i suoi picchi: quelli negativi sono legati all’IT tradizionale, quelli positivi sono connessi alle trasformazioni digitali.

La radiografia di questa mutazione e di come favorirla è il cuore del nuovo Assintel Report 2014, la ricerca annuale sul mercato del Software e Servizi IT in Italia effettuata da NEXTVALUE per conto di Assintel, l’associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio – Imprese per l’Italia. Lo studio è stato reso possibile anche grazie al contributo di InfoCamere, Ingenico, Kaspersky Lab, MCube.

mercato italiano IT

“Il divario digitale in senso ampio è oggi la nuova forma di disuguaglianza ed interessa trasversalmente la società civile e quella imprenditoriale. Alle aziende tecnologiche spetta un ruolo poliedrico: raccogliere la sfida interna di innovarsi per non soccombere alla crisi, diventare “portatrici sane di innovazione” verso i propri clienti, e infine fare massa critica per sollecitare il sistema politico a creare le condizioni necessarie allo sviluppo”, così commenta Giorgio Rapari, Presidente di Assintel e della Commissione Innovazione e Servizi di Confcommercio. “Noi imprenditori ce la stiamo mettendo tutta, ma il contesto legislativo, fiscale, infrastrutturale da troppo tempo ci rema contro. Servono cambiamenti concreti e rapidi, perché comunicare l’ottimismo senza fargli seguire i fatti rischia di essere controproducente: nel medio periodo si perde la fiducia di chi ci aveva creduto”.

“In un mercato che si consolida, occorre crescere se non si vuole lentamente morire, quale che sia la propria posizione di partenza”, così Alfredo Gatti, Managing Partner di NEXTVALUE, che ha realizzato la ricerca per conto di Assintel.

“Ecco allora la roadmap possibile per governare questa mutazione, fatta di 8 decisioni da prendere per vincere la sfida: investire in market-sensing, anticipare piuttosto che seguire le scelte dei propri Clienti, organizzarsi in modo agile al proprio interno, scegliere se cooperare o competere con i nuovi attaccanti e se comprare o vendere alcune delle proprie aree d’offerta, diversificare o raddoppiare con le iniziative digitali, iniettare competenze digitali nei team di lavoro, ed infine decidere se mantenere al proprio interno l’ownership della propria trasformazione”.

dinamiche segmenti mercato IT

Numeri e trend del mercato IT

Il mercato IT nel 2014 vale 24.300 milioni di Euro, con una lievissima crescita del +0,7% rispetto allo scorso anno, dovuta in gran parte alle buone performance dei segmenti legati alla trasformazione digitale.

L’Hardware continua a contrarsi (-1,6%) trascinato dal declino dei PC, attorno al -20%, e solo in parte controbilanciato dalla crescita di Smartphone (+9,3%) e Tablet (+5%).

Il Software tiene banco (+1,1%), rallentato dal segno meno dei Software di Sistema (-4,4%) e dei vecchi Gestionali (-8,3%), mentre i segnali postivi arrivano da Digital Marketing (+29,1%), Internet of Things (+13,6%), Business Intelligence, Analytics e Big Data (+6,2%), connessi con la trasformazione del consumatore digitale.

I Servizi IT continuano a decrescere (-1,7%), trascinati dal ribasso delle tariffe professionali. Le note positive sono legate alla consulenza manageriale (+2,1%) e ai servizi di Datacenter (+3,3%), quelle negative riguardano i servizi di System Integration e Sviluppo Software (-3,2%), di infrastruttura (-6,3%) e la Formazione (-5,2%).

Inarrestabile la crescita dell’universo del Cloud Computing (+22%), sia nella componente classica (+33%) sia in quella di Business Process as a Service (+13%).

prorità di investimento

Continuano a calare tutti i segmenti di mercato legati alla spesa pubblica in IT, che nel contempo innesca forti dinamiche di downpricing a svantaggio delle aziende dell’Offerta: PA Centrale -4,1%, Enti locali -3,9%, Sanità -3,1%. Anche il Commercio resta negativo (-1,6%), l’Industria è ferma (-0,2%), mentre tornano a crescere i big spender: Banche (+3,2%), Assicurazioni (+3,1), TLC (+3,3%) e Utility (+4,4%).

Sono in lieve ripresa gli investimenti in IT delle Grandi Aziende (+0,8%) mentre restano negativi quelli di Piccole (-3,4%) e Micro imprese (-2,3%).

Come ogni anno, abbiamo chiesto al nostro panel di 500 aziende della Domanda quanto e come spendono e spenderanno in Innovazione.

Le risposte confermano la recrudescenza della crisi: salgono al 72% le imprese che destinano meno del 2% del loro fatturato in IT, soglia minima per poter sostenere una politica di crescita.

Il 34% delle aziende ha un budget IT in lieve crescita, il 31% in diminuzione e il 35% invariato.

E’ in corso un trend di progressiva esternalizzazione: il 56% del budget IT è dedicato all’acquisto di prodotti e servizi esterni, in crescita per il 29% dei rispondenti. Fortunatamente resta al 20%, come lo scorso anno, la percentuale dedicata ai nuovi progetti.

Nell’elenco di quelli già messi in porfolio o in via di inserimento per il 2015 spiccano ai primi 3 posti i progetti legati alla Business Intelligence/Analytics/Big Data (48% dei rispondenti), l’area del Content Management (44%) e quella degli ERP (36%).

Gli investimenti con intenzione e priorità maggiori sono quelli in Business Analytics e Big Data, a seguire quelli in CRM e in Datacenter-on-premises.

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Il mondo delle nuove imprese digitali https://www.datamanager.it/news/il-mondo-delle-nuove-imprese-digitali-48642.html Mon, 08 Jul 2013 10:42:22 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/07/il-mondo-delle-nuove-imprese-digitali/ Assintel disegna l'identikit del made in Italy digitale. Oltre 230mila imprese e quasi un milione di talenti che crescono e lavorano. La Lombardia guida la classifica nazionale con più 40mila imprese, per la metà concentrate a Milano

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Assintel disegna l’identikit del made in Italy digitale. Oltre 230mila imprese e quasi un milione di talenti che crescono e lavorano. La Lombardia guida la classifica nazionale con più 40mila imprese, per la metà concentrate a Milano

Se nella classifica degli investimenti in innovazione l’Italia è fanalino di coda, il made in Italy rappresenta ancora un marchio capace di fare gola ai grandi investitori internazionali. Dopo Cova comprato dai francesi, in mani straniere sono finiti brand italiani per un valore di oltre 10 miliardi di euro. Qualcuno sventola la bandiera dell’italianità, altri guardano ai risultati. La tendenza – però – è chiara. I grandi gruppi multinazionali fuggono dall’Italia della chimica e della meccanica e investono nell’agroalimentare. E mentre gli investimenti internazionali in Italia mostrano un doppio volto, si fa strada un “nuovo” esercito di imprese innovative medie e piccole che si sta affermando nonostante la crisi. E se ci fosse un nuovo made in Italy di cui nessuno ancora ha sentito parlare? Per Assintel, il made in Italy digitale cresce in eccellenza e valore ed è alla ricerca di identità.

L’onda lunga digitale

Esiste un esercito di imprese innovative che sta crescendo come un’onda gigantesca e silenziosa. E’ questa la “long wave” costituita da oltre 230mila imprese e quasi un milione di talenti che producono e creano innovazione, ma che non sanno di essere la punta di diamante del made in Italy digitale. “Long wave” è anche il primo progetto di ascolto e azione che ASSINTELDigitale in collaborazione con Camera di Commercio di Milano ha dedicato al mondo digitale.La ricerca “Long wave” ha fotografato la multiforme realtà delle aziende digitali italiane e il loro futuro sviluppo, puntando la lente su 230mila soggetti censiti. Di questi, 173mila sono a pieno titolo nuove imprese digitali e si muovono nei servizi web, mobile e internet of things, nel software e big data, nella consulenza, nei nuovi media sociali, nel design, nelle produzioni multimediali e nel digital entertaintment, nel finance 2.0.

Il motore dell’innovazione

Ma qual è l’identikit delle nuove imprese digitali? Si tratta di PMI che sfuggono alle classificazioni tradizionali. Nell’86% dei casi sono nate dopo il 2000, con oltre il 58% di laureati e il 18% di dottorati, con organizzazioni flessibili, “liquide”. Sviluppano il 3,9% del PIL pari a 54 miliardi l’anno e crescono nonostante la crisi: come numero d’imprese (+9,3% nel triennio nero 2009/12), come addetti totali (+13,7%) e soprattutto come previsioni di fatturato 2013 (in crescita per il 68%). Oltre un terzo dei lavoratori è volutamente atipico. Criticità? Il costo del lavoro non sostenibile, la burocrazia, l’accesso ai vecchi modelli di credito e infine la reperibilità di competenze e di formazione adeguata nelle aree meno digitali dell’Italia, che equivale al 70-80% del territorio nazionale.

«Queste nuove imprese digitali sono la punta di diamante della nostra imprenditoria e tengono agganciata l’Italia alla modernità» – ha dichiarato Giorgio Rapari, presidente di Assintel, l’associazione nazionale delle Imprese ICT che fa capo a Confcommercio. «Queste imprese sono portatrici sane di innovazione. Si tratta di imprese “digital intensive” che meritano di essere riconosciute e valorizzate. Dallo sviluppo e dalla crescita di queste imprese dipenderà in maniera decisiva anche l’innalzamento del PIL e della competitività del Paese».

 

 

Web e creatività al centro

«La verticalizzazione rappresenta il nuovo mondo dell’ICT made in Italy. Le nuove imprese digitali non si riconoscono nei tradizionali modelli di rappresentanza e soffrono di una sindrome di disadattamento al contesto burocratico» – ha dichiarato Maria Grazia Mattei, vice presidente di Assintel e coordinatrice ASSINTELdigitale. «Queste imprese mettono al centro delle loro attività il web e la creatività, parlano linguaggi nuovi e si muovono su logiche fluide e poco strutturate. Ed è proprio ricalcando queste esigenze che ASSINTELdigitale sta costruendo un luogo identitario adatto alle loro esigenze».

 

 

Long Wave in cifre

La ricerca “Long Wave” è stata svolta nel mese di maggio 2013 per ASSINTELdigitale dallo Studio Giaccardi & Associati ed ha elaborato dati provenienti sia da un’indagine desk, sia da un campione qualitativo di 204 interviste. «Le imprese digitali – ha spiegato Giuseppe Giaccardi – sono piccole e medie imprese, con mediamente 17 collaboratori e un fatturato di un milione di euro. Ma il 44%, essendo giovanissime, si colloca sotto i 100mila euro l’anno. Il 75% di questo universo è nel b2b e l’87% è generato in Italia. Nel 2013, le previsioni sono controcorrente: in crescita nel 68% dei casi e stabili per il 28%. Il 63% è digital native mentre il restante 37% deriva da una evoluzione delle “vecchie” imprese IT. Per due terzi sono SRL, ma il modello organizzativo è per lo più “liquido”. Il 60% delle imprese è strutturato sul singolo processo/commessa ed è per lo più informale. Protagonista assoluto dell’organizzazione e della comunicazione interna è il web, vera piattaforma di collaborazione per l’85%. Il 33% lo utilizza anche per vendere online».

 

 

L’identikit del lavoratore digitale

Il nuovo lavoratore digitale è giovane (67% under 35, che sale al 72% nelle imprese native digitali), maschio (64%), laureato (il 65%) o addirittura con master/dottorato/PHD (12%), con esperienza lavorativa all’estero (29% nelle imprese digital native). Oltre un terzo ha un contratto atipico (CoCoPro e Partite IVA). Il cosiddetto posto fisso, a tempo indeterminato, resta preogativa solo per le imprese tradizionali IT based, più grandi e organizzate, mentre è non esiste in quelle native digitali (solo il 26%).

Lombardia incubatore d’impresa

Sono oltre 40mila le imprese digitali in Lombardia, circa una su quattro del totale nazionale. Oltre la metà è concentrata a Milano (23.062 imprese, 55,4%). Seguono Brescia (10,8%), Bergamo (7,4%) e Monza e Brianza (7,2%). Circa un’impresa digitale su tre in Lombardia si occupa di attività di direzione aziendale e consulenza gestionale, quasi una su quattro nella produzione di software e attività informatiche e oltre una su cinque nel settore pubblicitario e delle ricerche di mercato. Più di 800mila gli addetti delle imprese digitali italiane, quasi uno su tre è lombardo (28,4%). Tre addetti su quattro lavorano a Milano (21% del totale nazionale). Al secondo posto Brescia (5,8%) e al terzo Bergamo (4,8%).

 

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Milano è la città più Smart d’Italia https://www.datamanager.it/news/milano-la-citt-pi-smart-d-italia-46192.html Fri, 19 Apr 2013 12:53:25 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/milano-e-la-citta-piu-smart-ditalia/ Rapari (Assintel): «Puntiamo a migliorare, anche in vista di Expo, la qualità della vita dei cittadini e rafforzare la competitività e l’attrattività di Milano a livello internazionale»

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Rapari (Assintel): «Puntiamo a migliorare, anche in vista di Expo, la qualità della vita dei cittadini e rafforzare la competitività e l’attrattività di Milano a livello internazionale»

Oltre 70 progetti smart, per un valore di oltre 200 milioni di euro, per promuovere il risparmio energetico, la sostenibilità e l’innovazione tecnologica, 500 hot spot Wi-Fi, 8 App già attive, 140 data set a disposizione di ricercatori e utenti per lo sviluppo di applicazioni, oltre seimila km di fibra ottica. Milano è la città più Smart d’Italia e nel 10% di quelle più innovative al mondo: 46esima su 500, prima di Roma (75esima) e Torino (88esima).

Questi i numeri con cui il capoluogo lombardo si presenta al “Public Hearing: verso Milano Smart City”, il primo forum cittadino organizzato e promosso da Comune di Milano e Camera di Commercio, in corso oggi al Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di via San Vittore 21.

MOBILITÀ, INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ

«Questo primo forum rappresenta l’occasione per condividere con i cittadini e gli operatori la strategia della città su questi temi, anche in considerazione delle importanti risorse che l’Unione europea mette a disposizione delle aree urbane su progetti inerenti le Smart Cities» – ha dichiarato l’assessore alle Politiche per il Lavoro e Sviluppo economico Cristina Tajani. «Milano – spiega l’assessore – sta investendo molte energie e risorse in progetti innovativi che nascono dal lavoro congiunto tra enti privati e pubblici volti a disegnare una strategia d’insieme per valorizzare le tante capacità progettuali presenti sul territorio, coinvolgendo imprese, università, enti pubblici e associazioni di cittadini su temi sensibili come la mobilità, l’innovazione e la sostenibilità».

«Comune e Camera di Commercio – ha dichiarato Erica Corti, membro di giunta della Camera di commercio di Milano – si sono alleati per realizzare progetti concreti che rendano la città più intelligente, più attrattiva per le imprese che hanno bisogno di infrastrutture materiali e immateriali efficienti. Da questo momento di ascolto e di confronto deve svilupparsi un processo che, attraverso il Comitato promotore di Milano Smart City, porterà alla progressiva realizzazione di questi progetti a beneficio dei cittadini e delle imprese».

INTELLIGENZA DISTRIBUITA

«Creare una Smart Milano – ha commentato Giorgio Rapari, consigliere della Camera di Commercio di Milano e presidente di Assintel – significa dare il via a una “intelligenza distribuita” su tutto il territorio, capace di ascoltare e di rispondere in tempo reale alle esigenze dei cittadini e del mondo economico, grazie a un uso innovativo delle nuove tecnologie. Puntiamo a migliorare, anche in vista di Expo, la qualità della vita dei cittadini e rafforzare la competitività e l’attrattività di Milano a livello internazionale».

Obiettivo del “Public Hearing: verso Milano Smart City” è coinvolgere i principali attori dello sviluppo della città (cittadini, imprese, università, terzo settore) nell’individuazione e realizzazione di una comune strategia per un futuro di Milano più intelligente e sostenibile, che migliori la qualità della vita delle persone.

L’INNOVAZIONE CHE FA CRESCERE

La giornata coinvolge oltre 10 relatori nazionali e internazionali che portano la loro esperienza su progetti, iniziative e programmi attuati in ambito italiano ed europeo per orientare lo sviluppo delle città in termini di sostenibilità, innovazione tecnologica, risparmio energetico e opportunità economiche.

Milano sta già attuando in ottica “smart” numerosi progetti. Come Electric City Movers, un servizio di mobilità innovativo mediante l’utilizzo di veicoli elettrici di piccole dimensioni (quadricicli) in libero servizio e disponibili 24 ore su 24 per la cittadinanza: l’obiettivo è agevolare gli spostamenti brevi e occasionali a “traccia libera” (one way), offrendo cioè la possibilità di prelevare un veicolo in una delle aree dedicate a questo servizio senza la necessità della prenotazione e rilasciare il veicolo stesso in un’area differente da quella di presa, in prossimità del luogo di destinazione.

E ancora: Smart Spaces, il progetto cofinanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma della politica di supporto alle tecnologie di informazione e comunicazione, con l’obiettivo di sviluppare un sistema per la gestione dell’energia negli edifici pubblici. Altri esempi: il progetto E015 Digital Ecosystem, per espandere l’esperienza di visita dell’evento Expo 2015 e del sito espositivo attraverso la creazione e l’integrazione di servizi del territorio che saranno messi a disposizione del visitatore prima e durante l’Esposizione Universale. Già attivo anche ‘Icaro’, il progetto che consente al cittadino di svolgere on line tutte le pratiche di registrazione anagrafica dei nuovi nati grazie all’interconnessione tra gli ospedali e la pubblica Amministrazione. Un città a portata di “click” anche per chi vuole avviare un’attività a Milano grazie a ‘Fare Impresa’, il portale che consente di aprire la propria impresa direttamente on line.

 

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Rapari (Assintel): «Agenda Digitale un primo passo nella giusta direzione» https://www.datamanager.it/news/rapari-assintel-agenda-digitale-un-primo-passo-nella-giusta-direzione-42977.html Fri, 14 Dec 2012 15:52:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/12/rapari-assintel-agenda-digitale-un-primo-passo-nella-giusta-direzione/ Assintel, l’associazione nazionale di Confcommercio delle imprese ICT, esprime soddisfazione per il varo definitivo dell’Agenda Digitale Italiana

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Assintel, l’associazione nazionale di Confcommercio delle imprese ICT, esprime soddisfazione per il varo definitivo dell’Agenda Digitale Italiana. «Perdere il treno che ci lega ad Horizon 2020, l’Agenda Digitale Europea, sarebbe stato fatale» è stato il commento del suo presidente Giorgio Rapari, che pone l’accento sul valore strategico dell’innovazione per la competitività del Paese e sulla necessità di avere una visione industriale di lungo periodo soprattutto per gettarsi alle spalle la performance negativa del mercato IT del 2012, come evidenziato dall’annuale Assintel Report.

«L’Agenda Digitale è certamente incompleta, ci sono poche risorse e tanti legacci che ne vincolano l’attuazione a ulteriori provvedimenti politici e amministrativi, come ad esempio la nomina per tempo del direttore dell’Agenzia Digitale. Gli imprenditori si aspettano ora i passi più importanti, quelli operativi. E ci aspettiamo risposte concrete su questi temi: maggior attenzione alla semplificazione digitale nei rapporti fra burocrazie e imprese, incentivi all’e-commerce e all’innovazione nelle piccole imprese, rapido sviluppo della banda larga (indispensabile per lo sviluppo del cloud e del mobile), sostegno al credito delle imprese ICT che producono innovazione, sgravi fiscali a chi investe nel know-how e nel capitale umano».

 

 

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Assintel Report 2012. Imprese al palo, PA in sofferenza, bene mobile e cloud https://www.datamanager.it/news/agenda-digitale/assintel-report-2012-imprese-al-palo-pa-sofferenza-bene-mobile-e-cloud Fri, 12 Oct 2012 15:39:33 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/10/assintel-report-2012-imprese-al-palo-pa-in-sofferenza-bene-mobile-e-cloud/ Secondo i numeri dell’Assintel Report 2012 (presentato il 12 ottobre a Milano), il mercato IT arretra del 3,2% con una perdita netta che sfiora i tre miliardi di euro

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Secondo i numeri dell’Assintel Report 2012 (presentato il 12 ottobre a Milano), il mercato IT arretra del 3,2% con una perdita netta che sfiora i tre miliardi di euro

Un passo indietro che tutta l’industria dell’Information Technology tradizionale segue doppiando il trend negativo generale.

L’Assintel Report è la ricerca annuale sul mercato italiano del software e servizi IT, effettuata da Nextvalue per conto dell’associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio, grazie al contributo di Amadeus Italia, Econocom, Elelco, Gesp, IBM, InfoCamere, Oracle, Present, Ricoh. Tra le righe del rapporto, emerge anche una novità positiva. Esiste una “new IT”, che cresce in controtendenza. Si tratta del web, del social, del mobile, del cloud. Se la “old IT” nel nostro Paese non si è mai sviluppata rispetto alle sue reali potenzialità – a causa di una serie di ostacoli di natura infrastrutturale – la “new IT” ha i numeri per supportare nuovi modelli di business, anche se restano alcuni nodi, come la penetrazione della banda larga e il digital divide. Ad alto potenziale sono la virtualizzazione, il document management, il mobile & wireless, l’information security management e il web content management.

RAPARI: «METTIAMOCI GLI ELMETTI»

 

«Oggi la nostra economia si trova in guerra. La politica non comprende il valore strategico dell’innovazione. Le imprese sono vessate da fisco e burocrazia. Le banche non sostengono il credito delle imprese. C’è chi resta in trincea con gli elmetti in testa e resiste – dichiara Giorgio Rapari, presidente di Assintel e della commissione Innovazione e servizi di Confcommercio Imprese per l’Italia – e chi lotta in prima linea, con lo sguardo oltre l’orizzonte, prefigurando l’evoluzione del mercato verso un’economia digitale. Internet ha un impatto su ogni business. Quello che manca è un adeguamento infrastrutturale e politico alle nuove dinamiche. Il decreto per lo Sviluppo Digitale muove alcuni passi coraggiosi, altri più conservativi: la sfida sarà legata alle norme di attuazione, al coordinamento fra i vari attori istituzionali, alla ripresa degli investimenti nella PA e infine alla reale disponibilità di incentivi per chi innova veramente».

CROLLA L’HARDWARE, SERVIZI IN ROSSO

Nel 2012 il mercato IT supererà di sei milioni la soglia dei 19 miliardi di euro. Si sono persi quasi tre miliardi di euro dal 2008 ad oggi. Il tasso di decrescita italiano (-3,2%) è il peggiore rispetto alla media europea di -0,9%. In cima alla classifica, la Germania con +4,1%.

Il settore pesante dell’hardware affonda a -9,4%, trascinato dal crollo dei netbook (-59,2%) e dei pc desktop (-33,6%). I servizi IT tornano in rosso a -3,8%, trascinati dal crollo delle tariffe professionali. La formazione, da anni in crisi, segna un -4,2%. Il software, invece, continua la sua timida crescita (+0,8%), grazie al vento della “new IT”, che soffia sempre più forte su business intelligence di nuova generazione (+3,7%) e il process & content management (+4,1%). La vendita di tablet (+52,1%) e il cloud computing (+57,8%) sono i segnali di un cambiamento in atto.

BENE CONSUMER, TLC, ASSICURAZIONI

Con la disoccupazione al 10,9% e l’Italia al 127esimo posto nel mondo e quart’ultima in Europa per gli investimenti delle imprese nella formazione del personale, fa riflettere il richiamo di Assintel sulla mancanza di nuove professionalità, che il nostro sistema formativo non è ancora capace di fornire al mercato.

Nei mercati verticali tengono il consumer (+1,8%), le TLC (+1,3%) e le assicurazioni (+1,2%). I dati peggiori arrivano dai settori colpiti dalla spending review: PA (-10,8%) ed enti locali (-8%). Male anche industria (-5,1%) e commercio (-4,5%).

Obiettivo della revisione della spesa è un risparmio di 4,5 miliardi di euro per il 2012, di 10,5 miliardi per il 2013 e di 11 miliardi per il 2014.

Finisce così anche la favola del ruolo anticiclico di stimolo alla domanda da parte della PA? Forse bisognerebbe misurare gli effetti reali che la spesa IT ha avuto nella PA negli anni passati e cominciarsi a chiedere se spendendo meno, non sia possibile spendere meglio.

LA SPESA IT IN BILICO

 

Negativo il bilancio per le PMI che resistono tagliando costi e ottimizzando i processi, senza nessun euro sugli investimenti. Le micro imprese crollano del -16,4% e le piccole imprese del -11,4%. L’ottimizzazione dei costi è ancora al vertice delle priorità strategiche dell’88% delle 500 aziende medio-grandi del panel, rilevate da Nextvalue. Dal 2009 a oggi, la percezione del ruolo strategico dell’IT è cresciuto dal 28% al 57%. Il 33% delle aziende utenti non prevedono variazioni di spesa per l’IT nei prossimi 12 (contro il 63% del 2011). La percentuale di aziende che dichiarano di tagliare i budget si attesta invece al 42% (erano il 19% nella scorsa edizione), con punte di tagli oltre il 10% per il 17% di esse. Le risorse aziendali sono destinate per il 64% alla gestione dell’esistente e all’adeguamento tecnologico programmato, mentre il restante 36% a nuovi progetti e allo sviluppo e trasformazione dell’esistente. «In un contesto non positivo – ha spiegato Alfredo Gatti, managing partner di Nextvalue – l’IT si conferma come driver di innovazione. La sfida è gestire le aspettative di un processo di innovazione che diviene sempre più rapido. Di fatto le aspettative delle aziende finali creano forti pressioni sul mondo dell’offerta IT affinché cambino i modelli e le modalità di erogazione delle soluzioni e dei servizi. Più che nel passato, è determinante creare una buona collaborazione tra pubblico e privato. Anche la politica deve riconoscere il valore strategico degli investimenti IT, soprattutto oggi che l’Agenda digitale ha fatto i suoi primi passi anche in Italia. Questa settima edizione dell’Assintel Report dimostra la volontà di cogliere i segnali del cambiamento, partendo dai dati, mettendo al centro l’ecosistema delle imprese. E siccome le imprese fanno parte del mondo, anche l’Assintel Report si pone il problema della sostenibilità e dell’ambiente. Da qualche parte nel mondo c’è un piccolo bosco che cresce grazie ad Assintel».

I vendor tendono a evangelizzare le imprese, le aziende sono sempre più sensibili al ritorno degli investimenti. La competenza diventa un criterio di scelta basata su progetti già realizzati. Esiste una domanda vivace da parte delle imprese italiane (18%) che sono impegnate nella ricerca di nuovi modi di fare le cose, ma non è supportata dal sistema dell’offerta in modo adeguato. Questa è una buona o una cattiva notizia?

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