Greenpeace – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:16:18 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Greenpeace – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Apple è ancora l’azienda più green, bocciate Amazon e Netflix https://www.datamanager.it/2017/01/apple-ancora-lazienda-piu-green-bocciate-amazon-netflix/ Wed, 11 Jan 2017 11:02:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116923 Greenpeace ha stilato la classifica delle aziende più attente all’ambiente. Apple mantiene la prima posizione mentre Amazon e Netflix pare non abbiano fatto abbastanza per ridurre le emissioni Quanto sono green le grandi aziende del web? Secondo il rapporto “Clicking Clean: Who is Winning the Race to Build a Green Internet?” realizzato da Greenpeace, molti fra […]

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Greenpeace ha stilato la classifica delle aziende più attente all’ambiente. Apple mantiene la prima posizione mentre Amazon e Netflix pare non abbiano fatto abbastanza per ridurre le emissioni

Quanto sono green le grandi aziende del web? Secondo il rapporto “Clicking Clean: Who is Winning the Race to Build a Green Internet?” realizzato da Greenpeace, molti fra i 70 siti e app presi in considerazione hanno fatto enormi passi avanti per quanto riguarda la sostenibilità ambientale. Apple si conferma una delle aziende più attente a ridurre le emissioni insieme a Microsoft, Google e Facebook mentre altre si sono dimostrate meno virtuose. Greenpeace punta in particolare il dito su Amazon Web Services e Netflix.

“Nonostante gli annunci in fatto di rinnovabili, Amazon continua a mantenere i suoi clienti all’oscuro sulle proprie decisioni energetiche”, ha sottolineato Luca Iacoboni, responsabile campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia. La preoccupazione dell’organizzazione no profit è inoltre destinata a crescere in quanto il colosso dell’e-commerce “sta allargando le proprie attività in aree geografiche in cui sono utilizzate prevalentemente energie sporche”. Netflix invece è accusato di non aver controbilanciato le emissioni di CO2 da lui prodotte come aveva promesso. “Un’analisi più attenta ha rivelato che sta solamente comprando crediti di compensazione delle emissioni, senza aumentare gli investimenti in energie rinnovabili, l’unico modo per ottenere un futuro pulito”, ha detto Iacoboni.

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Greenpeace, oggi il 45esimo compleanno dell’organizzazione ambientalista https://www.datamanager.it/2016/09/greenpeace-oggi-45esimo-compleanno-dellorganizzazione-ambientalista/ Thu, 15 Sep 2016 07:58:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=108866 Una storia fatta di sfide, dalla lotta contro i test atomici a quelle più recenti contri i cambiamenti climatici Era il lontano 15 settembre 1971 quando un gruppo di volontari aveva cercato di fermare i test atomici sull’isola di Amchitka, in Alaska, partendo con il peschereccio Phyllis Cormack dal Canada. Una sfida continua tra passato […]

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Una storia fatta di sfide, dalla lotta contro i test atomici a quelle più recenti contri i cambiamenti climatici

Era il lontano 15 settembre 1971 quando un gruppo di volontari aveva cercato di fermare i test atomici sull’isola di Amchitka, in Alaska, partendo con il peschereccio Phyllis Cormack dal Canada.

Una sfida continua tra passato e presente

Con questa prima sfida si ricorda la nascita 45 anni fa dell’organizzazione ambientalista Greenpeace; una missione che si può considerare un primo successo nonostante l’imbarcazione sia stata intercettata dagli americani e non sia mai giunta a destinazione, in quanto l’operazione risvegliò le coscienze dell’opinione pubblica riguardo ai test atomici ottenendone il divieto.

Da allora l’organizzazione è cresciuta in modo esponenziale, contando oggi oltre tre milioni di sostenitori, 36 mila volontari in tutto il mondo e migliaia di attivisti, ricercatori. Accanto ai vecchi obiettivi ne sono intanto sorti altri, ma un punto fermo è ancora la lotta contro le testate atomiche, in quanto diversi stati continuano a possederne. Lo scopo di Greenpeace è arrivare a bandirle con un Trattato delle Nazioni Unite.

La maggiore sfida dei nostri tempi

In questo momento però il tema più “caldo” in tutti i sensi è quello dei cambiamenti climatici causati dal surriscaldamento globale, un fenomeno inarrestabile che sta progressivamente sciogliendo i ghiacci minacciando gravemente la biodiversità e mettendo a rischio ben 720 patrimoni dell’UNESCO. Gli esperti hanno previsto un innalzamento delle temperature fino a quasi 5 gradi nei prossimi 100 anni, tanto che bisognerebbe correre ai ripari entro il 2030 se si vuole sperare di salvare il Pianeta. Il principale responsabile è sempre l’uomo, che incidendo profondamente sul clima metterà gravemente a rischio la nostra salute nel prossimo futuro, tanto che che a partire dal 2030 si stimano 250 mila morti in più all’anno dovuti al surriscaldamento globale del nostro Pianeta.

A risentirne è anche la vita delle specie marine, danneggiate dall’acidificazione degli oceani, che assorbono troppa anidride carbonica. Per questo Greenpeace si sta impegnando per ottenere più aree marine protette e meno pesca illegale.

“La maggiore sfida globale dei nostri tempi è la battaglia contro i cambiamenti climatici. – spiega Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia – L’Accordo di Parigi, che ci aspettiamo verrà firmato tra una settimana, è un bel passo in avanti per raggiungere l’obiettivo ambizioso di non superare un grado e mezzo di aumento della temperatura globale e avviare la transizione verso le rinnovabili al 100 per cento per tutti”.

Greenpeace lotta anche per proteggere le foreste primarie, fondamentali l’equilibrio climatico e per la biodiversità. Promuove inoltre l’agricoltura sostenibile e l’eliminazione delle sostanze tossiche, per evitare che vengano prodotte, usate e/o rilasciate sostanze chimiche pericolose.

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Allarme Greenpeace, microplastiche in mare ingerite dai pesci https://www.datamanager.it/2016/09/allarme-greenpeace-microplastiche-mare-ingerite-dai-pesci/ Fri, 09 Sep 2016 13:25:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=107700 Pesci, cozze e gamberi: così la plastica arriva anche nei cibi che ingeriamo Greenpeace lancia un allarme preoccupante: “Una volta in mare, gli oggetti di plastica possono frammentarsi in pezzi molto più piccoli, e diventare microplastica”. Così si legge nel report dello studio condotto su 121 esemplari di pesci del Mediterraneo centrale, tra cui specie […]

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Pesci, cozze e gamberi: così la plastica arriva anche nei cibi che ingeriamo

Greenpeace lancia un allarme preoccupante: “Una volta in mare, gli oggetti di plastica possono frammentarsi in pezzi molto più piccoli, e diventare microplastica”. Così si legge nel report dello studio condotto su 121 esemplari di pesci del Mediterraneo centrale, tra cui specie commerciali come il pesce spada, il tonno rosso e tonno alalunga, che ha portato all’identificazione di frammenti di plastica nel 18,2 per cento dei campioni analizzati.

Ogni anno oltre 8 milioni di tonnellate di plastica inquinano i mari, generando nel tempo microframmenti che vengono poi ingeriti dai pesci, arrivando infine sulle nostre tavole. Del resto l’ingestione di microplastiche da parte di organismi marini è già stata documentata: sono almeno 170 gli organismi, tra vertebrati e invertebrati che vivono nei mari, che con certezza ingeriscono queste particelle.

Come fermare questo fenomeno

“Un bando alla produzione di microsfere è, per il Governo e il Parlamento, la via più semplice per dimostrare attenzione agli effetti dell’inquinamento del mare e ai relativi rischi per la salute umana anche se è solo un primo passo per affrontare il gravissimo problema della plastica nei nostri oceani” afferma Giorgia Monti, responsabile Campagna Mare di Greenpeace Italia.

Ciò che possiamo fare è nel frattempo evitare di acquistare dentifrici, scrub e altri prodotti che contengano microplastiche. La presenza di plastica nelle acque del Pianeta è tristemente in aumento, fenomeno peggiorato dall’uso delle microsfere plastiche usate nei cosmetici e nei prodotti per l’igiene personale. Anche se non ci sono dati definitivi circa le quantità di microplastiche che finiscono negli Oceani, alcuni modelli teorici stimano tra 5mila e 50mila miliardi di frammenti, equivalenti in peso a più di 260mila tonnellate, senza contare i rifiuti di plastica presenti sulle spiagge o sui fondali. tanto che una ricerca di Legambiente ha evidenziato che il 65% dei rifiuti sulle coste italiane è composto proprio da plastica.

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Greenpeace ha vinto, il panda gigante cinese è salvo https://www.datamanager.it/2016/01/greenpeace-vinto-panda-gigante-cinese-salvo/ Thu, 14 Jan 2016 10:24:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=92270 La crociata portata avanti da Greenpeace per salvare il panda gigante cinese dall’estinzione si è conclusa con la decisione di garantire l’incolumità alle foreste di Sichuan, elette patrimonio dell’Unesco Per fortuna a volte le grandi battaglie per la tutela del patrimonio naturale hanno un lieto fine. Finalmente si vedono i primi risultati concreti, dopo i […]

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La crociata portata avanti da Greenpeace per salvare il panda gigante cinese dall’estinzione si è conclusa con la decisione di garantire l’incolumità alle foreste di Sichuan, elette patrimonio dell’Unesco

Per fortuna a volte le grandi battaglie per la tutela del patrimonio naturale hanno un lieto fine. Finalmente si vedono i primi risultati concreti, dopo i numerosi appelli lanciati da Greenpeace e da altre associazioni ecologiste per la salvaguardare il panda gigante cinese, ormai divenuto simbolo di tutte le specie animali a rischio di estinzione a causa dei cambiamenti climatici e dell’incuria dell’uomo verso l’ecosistema. La Cina stabilisce quindi un sistema normativo volto a preservare il panda gigante e il suo habitat, salvaguardando la zona delle foreste di Sichuan. In particolare l’Ufficio delle Foreste del Sichuan ha aperto 15 indagini giudiziarie e otto procedimenti amministrativi nei confronti di 22 funzionari pubblici.

Uno a zero per Greenpeace

Un primo punto importante è stato segnato a favore degli ambientalisti, ottenendo la tutela e la sorveglianza delle foreste del Sichuan. Ora Greenpeace mira all’attuazione di una nuova legislazione che impedisca al governo cinese l’opera di deforestazione in atto e la sostituzione di aree incontaminate con piantagioni destinate all’industria alimentare.

“Grazie alle nostre indagini, abbiamo ottenuto la protezione di foreste che sono vitali per il panda”, ha detto Yi Lan, che segue la campagna foreste di Greenpeace in Asia orientale. E ha aggiunto: “È un segnale positivo che dovrebbe costituire un primo passo per una riforma a base nazionale: un terzo delle foreste cinesi è infatti a rischio a causa di una falla nel sistema normativo”.

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Greenpeace: la rivoluzione green conviene a tutti https://www.datamanager.it/2015/09/greenpeace-la-rivoluzione-green-conviene-a-tutti/ Mon, 21 Sep 2015 16:59:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84054 Secondo l’ultimo rapporto di Greenpeace, il passaggio totale alle rinnovabili entro il 2050 sarà vantaggioso dal punto di vista economico e occupazionale Gli esperti concordano che il punto di non ritorno per il futuro della Terra è ormai molto vicino. Se non prenderemo immediatamente provvedimenti per fermare il surriscaldamento globale, presto sarà troppo tardi per […]

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Secondo l’ultimo rapporto di Greenpeace, il passaggio totale alle rinnovabili entro il 2050 sarà vantaggioso dal punto di vista economico e occupazionale

Gli esperti concordano che il punto di non ritorno per il futuro della Terra è ormai molto vicino. Se non prenderemo immediatamente provvedimenti per fermare il surriscaldamento globale, presto sarà troppo tardi per intervenire ed evitare eventi catastrofici e potenzialmente letali per la nostra sopravvivenza. Le industrie che operano nel settore dei carburanti fossili sono convinte che attualmente l’energia rinnovabile non è un’alternativa credibile per il costo troppo elevato delle infrastrutture ma Greenpeace contesta questa convinzione. Nel suo rapporto “Energy Revolution 2015 – 100% renewable energy“, l’organizzazione non profit ha spiegato come un futuro green non solo sia possibile ma anche conveniente.

Greenpeace: “La svolta green farà risparmiare e creerà lavoro”

Greenpeace ritiene che entro il 2050 sia possibile arrivare al 100% di utilizzo dell’energia rinnovabile per sostenere il fabbisogno dell’umanità. Non solo, il passaggio dal fossile al green sarebbe vantaggioso dal punto di vista economico e sociale. L’organizzazione pro ambiente ha stimato che il costo aggiuntivo medio per investire nell’eolico e nel solare sarebbe di 1.000 miliardi di dollari all’anno. Il risparmio medio per la sostituzione dei combustibili fossili con fonti sostenibili nello stesso periodo sarebbe invece di 1070 miliardi di dollari all’anno.

Entro il 2030 l’energia elettrica prodotta da risorse green potrebbe passare dal 21 al 64%, con una riduzione delle emissioni da 20 a 30 giga tonnellate all’anno (il calcolo inoltre tiene conto dello sviluppo intrapreso dai BRIC). La svolta green avrebbe effetti positivi anche dal punto di vista occupazionale. Il settore del fotovoltaico produrrebbe 9,7 milioni di posti di lavoro entro il 2030, molti di più di quelli attualmente realizzati dall’industria del carbone. La stessa cosa varrebbe anche per l’eolico (7,8 milioni di opportunità di lavoro nei prossimi 15 anni). “I settori del solare e dell’eolico sono ormai sufficientemente maturi per poter competere a livello di costi con l’industria del carbone. – ha spiegato Sven Teske,  direttore per le energie rinnovabili di Greenpeace – È responsabilità del settore dei combustibili fossili prepararsi ad affrontare questi cambiamenti”.

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Greenpeace, allarme sostanze chimiche inquinanti in montagna https://www.datamanager.it/2015/09/greenpeace-allarme-sostanze-chimiche-inquinanti-in-montagna/ Wed, 09 Sep 2015 12:06:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=83082 Un rapporto di Greenpeace lancia l’allerta sulla pericolosa diffusione nell’ambiente di sostanze chimiche usate nella produzione di abbigliamento outdoor L’allarme riguarda i PFC, composti poli e per-florurati impiegati in numerosi processi industriali, di cui sono state rinvenute tracce elevate in alta quota, in luoghi apparentemente incontaminati, tra cui i Monti Sibillini in Umbria. E’ così […]

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Un rapporto di Greenpeace lancia l’allerta sulla pericolosa diffusione nell’ambiente di sostanze chimiche usate nella produzione di abbigliamento outdoor

L’allarme riguarda i PFC, composti poli e per-florurati impiegati in numerosi processi industriali, di cui sono state rinvenute tracce elevate in alta quota, in luoghi apparentemente incontaminati, tra cui i Monti Sibillini in Umbria.

E’ così che il rapporto “Impronte nella neve” di Greenpeace, sulla diffusione nell’ambiente di composti chimici impiegati in numerosi processi industriali, rivela la presenza di sostanze chimiche pericolose e persistenti in ambienti remoti del globo.

Spedizioni in luoghi remoti

Otto squadre di attivisti di Greenpeace hanno intrapreso spedizioni in aree montane e remote di tre continenti tra maggio e giugno, con lo scopo di prelevare campioni di acqua e neve in seguito analizzati in laboratorio e rilevare la presenza dei PFC.
Il risultato ha evidenziato una maggior concentrazione di questi composti nel lago di Pilato, sui Monti Sibillini, tra Umbria e Marche, ma anche negli Alti Tatra, in Slovacchia, e sulle Alpi, nel parco nazionale svizzero. Altre spedizioni sono state condotte invece nella Patagonia cilena, in Cina, Russia, Turchia e nei Paesi scandinavi.

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Greenpeace denuncia i “Monster Boats”, responsabili dello sfruttamento dei mari https://www.datamanager.it/2014/11/greenpeace-denuncia-i-monster-boats-responsabili-sfruttamento-dei-mari/ Wed, 05 Nov 2014 11:24:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64344 Sono venti mega pescherecci i più distruttivi della flotta europea che portano all’estremo la pesca negli oceani: a denunciarlo è Greenpeace, nel nuovo rapporto “Monster Boats, flagello dei mari”. Per dimensioni e metodi di pesca distruttivi come i Fad (sistemi di aggregazione per pesci) questi “mostri, navi – si legge in una nota – sono […]

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Sono venti mega pescherecci i più distruttivi della flotta europea che portano all’estremo la pesca negli oceani: a denunciarlo è Greenpeace, nel nuovo rapporto “Monster Boats, flagello dei mari”.

Per dimensioni e metodi di pesca distruttivi come i Fad (sistemi di aggregazione per pesci) questi “mostri, navi – si legge in una nota – sono considerati responsabili della cattura accidentale di migliaia di squali, tartarughe e mante, tra cui specie in pericolo o già coinvolte in episodi di pesca illegale. Si tratta di pescherecci in grado di catturare oltre 2.000 tonnellate di tonno in una sola battuta di pesca.

I danni della pesca eccessiva

“La pesca eccessiva – continua Greenpeace – rappresenta un problema globale con allarmanti e indiscutibili conseguenze: recenti dati Fao indicano che il 90 per cento degli stock ittici mondiali sono pienamente o eccessivamente sfruttati.”

Anche il 96 per cento delle specie di fondale del Mar Mediterraneo è vittima di uno sfruttamento eccessivo, mentre per gli stock di acque intermedie come la sardina e l’acciuga, si parla di una percentuale pari o superiore al 71 per cento.

“Pochi baroni della pesca industriale si stanno sconsideratamente arricchendo attraverso lo sfruttamento dei nostri mari, senza rispetto per l’ambiente e le popolazioni che da queste risorse dipendono lo fanno utilizzando dei trucchi per aumentare il proprio accesso alle aree di pesca o aggirare palesemente le regole e le normative esistenti, dal cambiare identità o bandiera ai loro pescherecci all’utilizzare compagnie di facciata o paradisi fiscali”.

Anche l’Italia coinvolta nello sfruttamento

Anche l’Italia non si può dire immune da responsabilità di sfruttamento: non possiede flotte così grandi e potenti, ma Greenpeace, che di recente ha promosso la pedalata #IceRide per salvare l’Artico, sottolinea che “alcuni dei “Monster Boat” analizzati nel rapporto, pescano tonno che potrebbe arrivare anche nelle nostre scatolette”, dichiara Serena Maso, campaigner mare di Greenpeace Italia.
Del resto, i pescherrecci Txori Argi, Albacora Uno e Albatun Tres sono di proprietà rispettivamente delle spagnole Inpesca e Albacora S.A., che hanno rifornito importanti marche di tonno in scatola presenti nel nostro mercato.

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Greenpeace occupa una piattaforma Eni in Sicilia https://www.datamanager.it/2014/10/greenpeace-occupa-piattaforma-eni-in-sicilia/ Tue, 14 Oct 2014 12:28:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62949 Gli attivisti di Greenpeace hanno occupato una piattaforma petrolifera in Sicilia per protestare contro nuove trivellazioni in mare Stamattina Greenpeace, che con l’iniziativa #IceRide si propone di salvare l’Artico dallo scioglimento dei ghiacci, ha occupato una piattaforma marittima per l’estrazione di petrolio di Eni Mediterranea Idrocarburi vicino a Licata (Agrigento). Gli attivisti hanno esposto degli striscioni di […]

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Gli attivisti di Greenpeace hanno occupato una piattaforma petrolifera in Sicilia per protestare contro nuove trivellazioni in mare

Stamattina Greenpeace, che con l’iniziativa #IceRide si propone di salvare l’Artico dallo scioglimento dei ghiacci, ha occupato una piattaforma marittima per l’estrazione di petrolio di Eni Mediterranea Idrocarburi vicino a Licata (Agrigento). Gli attivisti hanno esposto degli striscioni di protesta contro il decreto “sblocca Italia”, che favorirebbe l’espansione di trivellazioni nei fondali marini del Belpaese. “Più trivelle per tutti. Stop fossile, go renewable”, recita il cartello con la faccia del Premier Matteo Renzi in bella vista.

Contattata dalla Rainbow Warrior III, la nave che ha solcato il Mediterraneo per sensibilizzare l’opinione pubblica e i Governi vero l’uso delle risorse rinnovabili, la piattaforma non ha espresso nessuna reazione all’occupazione.

Greenpeace: “Basta trivellazioni”

“Siamo entrati in azione –  ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace  – per contrastare una politica “fossile” sballata, in controtendenza con ogni ragionevole scenario energetico e opposta a ogni strategia di valorizzazione delle vere risorse dell’Italia: il mare, il paesaggio, la biodiversità”.

Greenpeace, che ha ottenuto il sostegno di diverse griffe italiane nella sua battaglia contro le sostanze tossiche negli abiti, sottolinea come il ministero dello Sviluppo economico abbia stimato che nei nostri fondali si nascondano 10 milioni di tonnellate di petrolio, una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale per appena 8 settimane.

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#IceRide, tutto il mondo in bici per salvare l’Artico con Greenpeace https://www.datamanager.it/2014/10/iceride-tutto-mondo-in-bici-per-salvare-lartico-greenpeace/ Fri, 03 Oct 2014 10:12:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62189 Tutti in sella e pronti per una sana biciclettata a sostegno di un’ottima causa: parte la seconda edizione della Pedalata Polare #IceRide, promossa da Greenpeace per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle drammatiche conseguenze dei cambiamenti climatici sull’Artico, a causa del surriscaldamento globale L’iniziativa, che coinvolgerà 31 Paesi e 135 città del mondo, si terrà domani 4 ottobre […]

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Tutti in sella e pronti per una sana biciclettata a sostegno di un’ottima causa: parte la seconda edizione della Pedalata Polare #IceRide, promossa da Greenpeace per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle drammatiche conseguenze dei cambiamenti climatici sull’Artico, a causa del surriscaldamento globale

L’iniziativa, che coinvolgerà 31 Paesi e 135 città del mondo, si terrà domani 4 ottobre anche in molte città italiane tra cui Roma, con partenza alle ore 10:30 dal Colosseo. L’altro obiettivo è quello di chiedere ai governi di tutto il mondo di istituire un Santuario globale per proteggere l’ecosistema Artico.

Una mobilitazione globale per salvare l’Artico

La manifestazione prevista per domani vuole assumere il carattere di una mobilitazione globale, contro le trivellazioni petrolifere nell’Artico e la pesca intensiva, fattori che stanno mettendo in grave pericolo il delicato equilibrio del Polo Nord, dove i ghiacci si stanno progressivamente sciogliendo a causa del surriscaldamento globale, mentre lo scioglimento dei ghiacci al Polo Sud sembra ormai irreversibile.

La Pedalata Polare rientra nell’ambito della campagna di Greenpeace “Save the Arctic”, una petizione online che ha già raccolto oltre 6 milioni di firme in tutto il mondo, diffondendo il proprio messaggio anche attraverso i social network.

In Italia, oltreché nella Capitale, la Pedalata Polare si terrà, tra le altre città, anche a Bologna, Cagliari, Catania, Ferrara, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rimini, Pisa, Salerno, Torino e Trieste. A Roma parteciperanno alla biciclettata per l’Artico anche la conduttrice televisiva Licia Colò insieme agli attori Sandra Ceccarelli, Pino Quartullo e Rolando Ravello con appuntamento alle 10:30 in via dei Fori Imperiali, davanti al Colosseo. Il percorso della Padalata per salvare l’Artico attraverserà piazza Venezia e il Circo Massimo per poi fare ritorno davanti all’Anfiteatro Flavio.

Una manifestazione per tutti

Per l’occasione, Greenpeace lancia l’hashtag ufficiale #IceRide per consentire la diffusione in Rete delle foto della biciclettata provenienti da tutte le parti del mondo.
135 sono gli eventi previsti, organizzati da Greenpeace ma anche cittadini che hanno deciso di partecipare spontaneamente, tra cui anche molti personaggi pubblici come l’attrice Emma Thompson, in prima fila per l’ambiente. L’aspetto ludico della pedalata, è rappresentato dalla possibilità di travestirsi con costumi e decori per la propria bici, customizzazioni “ufficiali” a tema che si possono scaricare sul sito ufficiale della manifestazione.
Si vedranno in giro sicuramente molti orsi polari, l’animale simbolo del Polo Nord, ma sul portale troviamo da stampare e ritagliare anche il tricheco, il gufo delle nevi, la volpe artica e la pulcinella di mare.
Anche i più piccoli sono benvenuti: il tragitto sarà infatti breve e adatto a tutte le età, percorribile anche in skate, sui pattini o a piedi, con giochi e intrattenimento per tutti, in una grande bellissima festa.

 

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Moda e sostanze tossiche, altre sei aziende italiane con Greenpeace https://www.datamanager.it/2014/09/moda-aziende-italiane-greenpeace-per-dire-alle-sostanze-tossiche/ Tue, 23 Sep 2014 13:29:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=61425 Ultimo giorno di sfilate a Milano con la Moda Donna e Greenpeace annuncia che sono ben sei, dopo Valentino Fashion Group, le grandi firme della moda italiana che hanno sostenuto il progetto “Detox”, impegnandosi a non utilizzare prodotti chimici nella produzione dei propri capi Oggi hanno risposto positivamente all’appello anche il gruppo Miroglio, Berbrand, Tessitura […]

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Ultimo giorno di sfilate a Milano con la Moda Donna e Greenpeace annuncia che sono ben sei, dopo Valentino Fashion Group, le grandi firme della moda italiana che hanno sostenuto il progetto “Detox”, impegnandosi a non utilizzare prodotti chimici nella produzione dei propri capi

Oggi hanno risposto positivamente all’appello anche il gruppo Miroglio, Berbrand, Tessitura Attilio Imperiali, Italdenim, Besani e Zip.

Dal punto di vista produttivo, l’associazione ambientalista calcola che questo impegno influirà direttamente o indirettamente su 70 milioni di capi di vestiario all’anno. Greenpeace porta a casa un grande risultato, che prevede non solo l’impegno da parte delle grandi aziende della moda italiana ad adottare lavorazioni non tossiche in futuro, ma anche la pubblicazione di quanto fatto finora in quest’ambito. Un passo significativo da parte di Greenpeace, che lo scorso gennaio aveva già denunciato la presenza di sostanze chimiche nei vestiti dei bambini prodotti dalle grandi case di moda.

Un impegno importante

«L’impegno di queste aziende ci dimostra come una moda senza agenti nocivi sia possibile e alla portata del mercato» ha detto Chiara Campione, responsabile del progetto per conto di Greenpeace.

«I tessuti e gli accessori prodotti da queste filiere – ha aggiunto – saranno utilizzati anche da quei marchi del lusso che continuano ad ignorare l’impatto che i loro vestiti hanno sull’ambiente e sulla salute di tutti noi. Cosa aspettano Versace, Gucci, Louis Vuitton e Dolce&Gabbana a passare dalla parte di coloro che garantiranno al pianeta e alle nuove generazioni un futuro libero da sostanze tossiche?».

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