hardware – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sat, 06 Oct 2018 13:14:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png hardware – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Intel: i miei primi 50 anni https://www.datamanager.it/2018/07/intel-i-miei-primi-50-anni/ Thu, 19 Jul 2018 09:40:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151676 Dal lancio del microprocessore nel 1971 ai più recenti 2 in 1, che hanno rialzato le sorti del mercato PC. Ecco le tappe fondamentali di un percorso unico È Nicola Procaccio, Direttore Marketing Intel Sud Europa, a presenziare l’evento con cui la compagine nazionale festeggia i 50 anni del gruppo. “Inutile ricordare il ruolo di […]

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Dal lancio del microprocessore nel 1971 ai più recenti 2 in 1, che hanno rialzato le sorti del mercato PC. Ecco le tappe fondamentali di un percorso unico

È Nicola Procaccio, Direttore Marketing Intel Sud Europa, a presenziare l’evento con cui la compagine nazionale festeggia i 50 anni del gruppo. “Inutile ricordare il ruolo di Intel nella storia dell’informatica, visto che con le sue invenzioni e prodotti ha dato uno slancio essenziale all’intero mondo che gira intorno alla tecnologia. Oggi più che mai sentiamo il dovere di continuare a lavorare sodo per portare l’innovazione in ogni campo, per migliorare settori e interi reparti, che con il tech scoprono un potenziale inesplorato, accessibile e privo di limiti concreti. Da quando Morris Tanenbaum ha lanciato, con la fabbricazione del primo chip in silicio, l’era della Silicon Valley, nel 1954, il PC ha vissuto una crescita applicativa senza sosta, che Intel ha accompagnato in tutti gli step successivi. Ricordiamo il microprocessore 4004 del 1971, l’affermazione del computer come strumento professionale e la sua trasformazione eni 2-in-1 e convertibili. In tutti i momenti Intel era presente, perché segno tangibile del cambiamento”.

Le tappe storiche

Ci sono alcuni attimi, impressi nella memoria di chi segue Intel, che hanno segnato l’evoluzione dell’azienda e, in contemporanea, quella di tutto il mercato del computing. Pensiamo al processore 8086, che ha dato il via all’era delle architettura x86, oppure al lancio di Osborne 1, uno dei primi computer portatili che, di fatto, ha aperto segmenti nuovi in un panorama comunque giovane e desideroso di novità.

Il valore del marchio è tale da portare il prestigioso Time a dedicare la copertina dell’uomo dell’anno 1997 a Andy Moore, all’epoca CEO di Intel, elogiato come pilastro della nuova comunicazione telematica. Punto centrale della digital transformation avviata da Intel arriva nel 2003, con la tecnologia mobile Centrino, che fa svoltare i notebook verso gli standard wireless in uso ancora oggi. Ma anche la piattaforma vPro, progettata per l’enterprise e, diametralmente opposta, la concezione della mobilità estrema con i netbook, una meteora poi scaturita nei convertibili e 2-in-1 che, di fatto, hanno rialzato le sorti della categoria, per anni satura e incapace di raggiungere nuovi consumatori. Quale il ruolo dell’americana nel prossimo futuro dell’IT?

Dove guarda il domani

La compagnia sta presidiando vari ambiti di sicuro interesse, prima che diventassero un trend globale. Ad esempio l’IoT e la guida autonoma che, non a caso, le ha permesso di entrare a far parte del consorzio Adas, advanced driver assistance systems, nato per mettere a frutto le conquiste fatte nel campo automotive avanzato e realizzare prodotti che ricadono nelle fasce da 3 a 5, quelle cioè che comprendono veicoli con guida semi-automatica fino al self driving in toto, a cui puntano i big entro il 2020. Insomma se 50 anni sono passati, ce ne sono almeno altri 50 a cui guardare con curiosità, la stessa che ha un bambino dopo aver acceso il suo primo PC. 

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Perché gli USA continuano a indagare su Huawei https://www.datamanager.it/2018/04/perche-gli-usa-continuano-a-indagare-su-huawei/ Fri, 27 Apr 2018 13:56:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146641 Dietro l’angolo nuove sanzioni per la cinese che avrebbe violato gli accordi con gli Stati Uniti in merito agli scambi con l’Iran Quando Huawei ha iniziato a fare affari all’interno degli Stati Uniti ha dovuto accettare alcune condizioni. Tra queste il divieto di effettuare scambi commerciali con paesi verso i quali Washington ha imposto dei […]

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Dietro l’angolo nuove sanzioni per la cinese che avrebbe violato gli accordi con gli Stati Uniti in merito agli scambi con l’Iran

Quando Huawei ha iniziato a fare affari all’interno degli Stati Uniti ha dovuto accettare alcune condizioni. Tra queste il divieto di effettuare scambi commerciali con paesi verso i quali Washington ha imposto dei blocchi doganali, come l’Iran. Nella pratica, nessuna compagnia con un business statunitense può intrattenere rapporti con paesi nemici, soprattutto se questi riguardano la compravendita di materiale hardware.

Stando agli agenti federali, Huawei avrebbe violato tale accordo, inviando prodotti americani in Iran e in altre nazioni vietate. Al momento, non vi è alcuna conferma di procedure giudiziarie specifiche ma, visto come si è comportato ultimamente il governo a stelle e strisce nei confronti di Huawei c’è da attendersi qualche multa salata, tradotta in sanzioni economiche e legislative pesanti per il gigante di Shenzen.

Cosa succede

Le accuse mosse dal Dipartimento di Giustizia fanno parte del processo di indagine che vede coinvolte Huawei e ZTE, entrambe ritenute pericolose per i legami con il governo cinese. Secondo organizzazioni come l’FBI, utilizzare apparecchiature marchiate da entrambe potrebbe rivelarsi un problema di privacy concreto. Se a questo aggiungiamo la possibilità che Huawei abbia fatto accordi con l’Iran beh, c’è più di un motivo su cui gli States poggiano le proprie decisioni di limitazione delle esportazioni, spiegando di voler preservare la sicurezza delle comunicazioni statali e quelle dei semplici cittadini.

Ed è per questo che i senatori repubblicani Marco Rubio e Tom Cotton hanno introdotto una legislazione che vieta agli Stati Uniti di acquistare o beneficiare in leasing di apparecchiature di telecomunicazione costruite da Huawei o ZTE, convinti che i dispositivi e le infrastrutture in questione siano un ponte privilegiato verso Pechino.

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L’offerta hardware di Praim si estende e si rinnova, assicurando prezzi competitivi https://www.datamanager.it/2018/04/lofferta-hardware-di-praim-si-estende-e-si-rinnova-assicurando-prezzi-competitivi/ Fri, 20 Apr 2018 13:40:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146350 Per far fronte alle richieste di prodotti sempre più funzionali, interoperabili e flessibili, Praim amplia il proprio portfolio Thin & Zero Client Praim leader mondiale nella fornitura di sistemi completi per la creazione e gestione di postazioni di lavoro software e hardware Thin & Zero Client, annuncia l’arricchimento della famiglia Neutrino con i nuovi modelli […]

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Per far fronte alle richieste di prodotti sempre più funzionali, interoperabili e flessibili, Praim amplia il proprio portfolio Thin & Zero Client

Praim leader mondiale nella fornitura di sistemi completi per la creazione e gestione di postazioni di lavoro software e hardware Thin & Zero Client, annuncia l’arricchimento della famiglia Neutrino con i nuovi modelli N91xx, l’ampliamento della H Series e presenta la nuova famiglia Thin & Zero Client Edge.

I modelli N91xx conservano le caratteristiche di performance, compattezza e versatilità di utilizzo delle precedenti versioni, ma si distinguono per il consumo energetico ridotto e nell’adattamento a qualsiasi condizione di installazione, anche orizzontale, contenendo gli ingombri nella postazione di lavoro e assicurando prezzi altamente accessibili. La piattaforma Dual-Core Intel Celeron garantisce ottime performance ed una migliorata risoluzione video (fino al 4K UHD), mentre si conferma ideale per l’accesso a virtual desktop, così come per l’utilizzo con soluzioni di Unified Communication.

La H Series è il nuovo Thin Client adatto agli ambienti industriali, performante anche in quelli particolarmente critici, dove le temperature toccano i -5°C o i +50°C. L’estrema robustezza dell’hardware ne garantisce prestazioni ottimali per chi necessita affidabilità sopra la media. Tutti i modelli dispongono di doppia scheda di rete e di chassis concepito per garantire una maggiore protezione alle polveri (con certificazione IP40).  I modelli H Series possono essere installati anche in armadi rack ed avere in dotazione moduli di connettività 3G/4G/LTE oppure GPS.

“I nuovi modelli N91xx rappresentano la perfetta evoluzione all’interno della famiglia Neutrino – dichiara Michele Gasparoli, Channel Marketing Manager di Praim -, la grande versatilità d’uso e di installazione combinata all’ottimo prezzo, ne fanno uno dei modelli più apprezzati sul mercato.”

La novità assoluta è la famiglia Edge, creata per gli utenti che lavorano in modalità multi-monitor. E’ il primo Thin Client della gamma Praim che supporta tre monitor, con risoluzione fino a 4K UHD e offre l’opzione Power over Ethernet (PoE). Questi dispositivi, altamente tecnologici, rispondono con ottime performance alla crescente necessità di supporto per le applicazioni grafiche o multimediali intensive. Costituiscono una soluzione ecologica a basso consumo e l’opzione PoE ne consente l’utilizzo senza alimentatore esterno, con alimentazione dalla rete Ethernet predisposta.

“I nostri clienti si affidano a noi perché abbiamo dimostrato la capacità di offrire soluzioni di ultima generazione – prosegue Gasparoli di Praim – in linea con le tecnologie in continua evoluzione sul mercato attuale. Thin & Zero Client H Series, rappresenta il primo vero passo che Praim compie verso l’IoT”.

I nuovi modelli Neutrino N91xx, i modelli H Series, così come i nuovi modelli Edge, si avvalgono delle soluzioni software Praim ad elevato valore aggiunto, come la console di gestione software ThinMan e la componente Praim Agile, che permettono di implementare un elevato standard di controllo, accesso e sicurezza, semplificando l’attività dell’amministratore di sistema.

I nuovi modelli N91xx e Thin & Zero Client Edge sono disponibili con sistema operativo Praim ThinOX, Windows 10 IoT e Windows Embedded Standard 7, nonché nelle tre versioni Zero Client ThinOX dedicate rispettivamente agli ambienti Citrix XenApp/XenDesktop, Microsoft RDS e VMware Horizon. Le soluzioni H Series sono rilasciate al mercato con sistema operativo Windows 10 IoT e con il sistema operativo Praim ThinOX, con una memoria RAM da 2 a 4 GB e un disco flash da 8 GB a 64 GB.

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Ak Innovation semplifica il monitoraggio del lavoro fuori sede, garantendo una totale sicurezza dei dati https://www.datamanager.it/2018/04/ak-innovation-semplifica-il-monitoraggio-del-lavoro-fuori-sede-garantendo-una-totale-sicurezza-dei-dati/ Tue, 10 Apr 2018 10:19:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145391 Ak Innovation è una delle aziende italiane emergenti nel settore IT ed automation, specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni tecnologiche hardware e software per la semplificazione. Ne abbiamo parlato con l’Amministratore Marco Montanelli. Come nasce la sua azienda e come si articola? Che tipo di aziende sono vostre clienti? Ak Innovation nasce nel 2009 […]

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Ak Innovation è una delle aziende italiane emergenti nel settore IT ed automation, specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni tecnologiche hardware e software per la semplificazione.

Ne abbiamo parlato con l’Amministratore Marco Montanelli.

Come nasce la sua azienda e come si articola? Che tipo di aziende sono vostre clienti?

Ak Innovation nasce nel 2009 con la visione di semplificare il monitoraggio del lavoro fuori sede e di tutti gli aspetti ad esso legati (servizi, manutenzioni, vigilanza, costruzioni ecc…). Ancora agli albori dell’era degli smartphone, in Ak si riesce ad avere una visione già futuribile progettando device (dispositivi Otto e Ottoemezzo) per la rilevazione certificata del dato con tecnologia RfId e GPRS, aggirando con largo anticipo i problemi di scarsa adattabilità degli smartphone agli utilizzi professionali e delle problematiche di utilizzo da parte di operatori senza formazione specifica. Inoltre, cosa molto importante, si riesce a avere una totale sicurezza del dato rilevato (persona, orario, luogo, oggetto), senza la privacy dell’operatore possa essere violata Ai dispositivi progettati ad hoc, si aggiunge una piattaforma cloud web-based per il software sulla quale vengono costruite numerose funzionalità che vanno dalla pianificazione, alle presenze, all’analisi di tempi e costi, al controllo di gestione… È un sistema completo e dedicato, a basso costo, semplice da utilizzare e semplice da avviare, infatti Ak fornisce anche la sim dati come componente all’interno dei dispositivi, sollevando il cliente dalla ricerca di accordi per la fruizione di dati in mobilità e tutto questo senza nessun costo aggiuntivo.

Mi può spiegare in breve come funziona Otto e quali sono le sue applicazioni possibili e in quali settori?

Otto è un terminale pensato per essere usato in maniera semplice ed efficace da qualunque operatore.

L’uso del terminale consente di avere delle rilevazioni di dati semplici e certificate. Certificate perché sia i tag rfid che vengono letti sia Otto stesso hanno dei codici identificativi univoci nel mondo, inoltre l’orologio interno del terminale non può essere modificato in nessuna maniera, ma si aggiorna automaticamente con un server ntp; di conseguenza nessun “imbroglione” li può alterare. Le applicazioni sono molteplici e riguardano tutti i campi in cui ci siano degli operatori che lavorano “sul campo”.

Il settore di punta è l’assistenza domiciliare, ma anche imprese di pulizia, servizi di manutenzione, vigilanza e tutto il campo del facility management trova enormi benefici dall’utilizzo di Otto. Mi preme ricordare però che Otto è accompagnato da una suite software in cloud -Ottagono- che risponde alle esigenze più stringenti dei settori citati.  Nella suite software troviamo un semplicissimo sistema di pianificazione del personale con gestione turni anche dei più complicati , un rapido software per la gestione delle buste paga dei dipendenti che esporta direttamente nei formati dei software paghe più conosciuti, uno scadenzario (ottimo per chi fa manutenzioni), la possibilità di accesso al portale, in sola visione, di alcune parti del software al cliente(importante perla vigilanza), un efficace sistema di rendicontazione verso il committente che elimina giorni e giorni di lavoro.

Inoltre, mi preme precisare, che il software, l’hardware, ed anche di Otto ed Ottagono sono completamente progettati e realizzati da Ak Innovation in Italia. Questo significa che assistenza e personalizzazioni sono sempre possibili.

E quali sono i possibili sviluppi ed implementazioni?

Nuove implementazioni nascono ogni giorno, ad esempio nei cantieri edili, nella manutenzione del verde, addirittura abbiamo già clienti che lo utilizzano nella gestione del persona e delle ambulanze del 118. Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, in questo momento siamo concentrati a far diventare Otto non solo un sistema di rilevazione dei dati di lavoro, ma di estendere le sue potenzialità anche nel campo della rilevazione di dati medici e nell’aiuto agli operatori per un migliore controllo dei loro pazienti. Questo nell’ottica di un intervento più immediato in caso di necessità dovute sia a variazioni di parametri clinici che nel caso di operazioni “sospette” da parte del paziente. In un primo step questo sistema sarà testato all’interno di una RSA (sistema protetto), ma successivamente sarà allargato anche alla più vasta platea dei servizi privati.

In Italia l’innovazione nelle aziende comincia ad essere percepita davvero come un fattore strategico?

Innovare in azienda significa avere il coraggio di cambiare le abitudini, combinando strumenti e tecnologie esistenti o emergenti all’interno di nuovi metodi che snelliscano o migliorino i processi. La situazione è variegata, ci sono aziende alla costante ricerca dell’innovazione, ma anche altre che si stanno ancora crogiolando sui successi passati. Alcune aziende, secondo il mio modo di vedere, pensano di poter rincorrere l’innovazione solo con le forze interne, ma non capiscono che solo appoggiandosi ad un partner che è immerso completamente e totalmente nei problemi specifici possono trovare soluzioni aggiornate e tecnologicamente avanzate, e non solo seguire la “moda” del momento. Quali sono i progetti futuri più interessanti su cui state lavorando? Ci può dare qualche anticipazione?  In questo momento stiamo progettando un sistema indossabile di rilevazione dei parametri vitali e delle attività motorie dei pazienti in RSA. Questo consentirà un monitoraggio costante del paziente, ma potrà essere usato anche come sistema di allarme nel caso siano presenti delle attività anomale da parte del paziente, ad esempio una caduta, lo stazionare per troppo tempo in un luogo( p.e. il bagno), la inattività prolungata, oltre, naturalmente, agli allarmi sanitari (temperatura, pressione, ritmo cardiaco, ecc).  Proprio per presentare le nostre soluzioni per l’assistenza domiciliare saremo anche presenti alla prossima edizione di Expo sanità.

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Google: 128mila dollari per un progetto di ricerca dell’Università di Udine https://www.datamanager.it/2018/03/google-128mila-dollari-un-progetto-ricerca-delluniversita-udine/ Thu, 01 Mar 2018 18:00:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142578 Il colosso statunitense investe sull’Ateneo friulano per soluzioni di efficienza e riduzione dei consumi energetici dei propri data center Google investe ancora sull’Università di Udine rinnovando per un altro anno il contratto di ricerca per lo sviluppo di circuiti ad alta efficienza per l’alimentazione dei processori dei propri server che permettano la riduzione del consumo energetico […]

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Il colosso statunitense investe sull’Ateneo friulano per soluzioni di efficienza e riduzione dei consumi energetici dei propri data center

Google investe ancora sull’Università di Udine rinnovando per un altro anno il contratto di ricerca per lo sviluppo di circuiti ad alta efficienza per l’alimentazione dei processori dei propri server che permettano la riduzione del consumo energetico dei data center, ossia dei centri di elaborazione presenti in tutto il mondo in cui vengono eseguite le ricerche in internet degli utenti di Google. Dopo il primo anno e mezzo di collaborazione finanziata da Google per 100 mila dollari, il nuovo contratto di ricerca, salito a 128 mila dollari per un anno, vedrà il team udinese impegnato, in particolare, a trovare soluzioni innovative per la gestione dell’energia dei sistemi, che sono la piattaforma hardware dei nuovi servizi informatici messi a disposizione da Google.

Nel primo anno e mezzo di ricerca «abbiamo sviluppato per Google – spiega il coordinatore dello studio, Stefano Saggini, del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura dell’Ateneo di Udine – qualche soluzione nuova di alimentazione dei processori che ha destato il loro interesse e abbiamo partecipato allo sviluppo dei sistemi di conversione energetica che verranno utilizzati nelle loro prossime generazioni di server».

I risultati raggiunti hanno permesso così di confermare la collaborazione con Google per affrontare le prossime sfide legate alla gestione dell’energia delle nuove piattaforme hardware per i nuovi servizi informatici. «Dal machine learning all’internet of things per rendere gli oggetti più intelligenti, i sistemi – dice Saggini – dovranno gestire una crescente mole di dati, senza contare il crescente utilizzo dei classici servizi: basi pensare ai miliardi di risultati di ricerca al millisecondo o alla pubblicazione di miliardi di ore di video al mese (YouTube), con la necessità di garantire uno spazio di archiviazione per 1 miliardo di utenti Gmail».

Alla ricerca finanziata da Google e condotta da Stefano Saggini, docente di elettronica, partecipano Roberto Rinaldo, docente di telecomunicazioni del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura, gli studenti del corso di dottorato di ricerca in Ingegneria industriale e dell’informazione Roberto Rizzolatti e Mario Ursino e il tecnico Fabiano Zaninotto.

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Processori sotto processo. Solo loro? https://www.datamanager.it/2018/02/processori-processo-solo/ Tue, 06 Feb 2018 10:24:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140473 Dopo tanti anni a pensare a bug capaci di deteriorare i nostri software, la vicenda dei bug nei microchip ci costringe a fare i conti con la fragilità dell’hardware L’inizio d’anno non si è fatto certo mancare i fuochi d’artificio. Lo spettacolo pirotecnico che maggiormente rimarrà impresso nella nostra memoria è senza dubbio la vicenda […]

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Dopo tanti anni a pensare a bug capaci di deteriorare i nostri software, la vicenda dei bug nei microchip ci costringe a fare i conti con la fragilità dell’hardware

L’inizio d’anno non si è fatto certo mancare i fuochi d’artificio. Lo spettacolo pirotecnico che maggiormente rimarrà impresso nella nostra memoria è senza dubbio la vicenda dei bug nei microchip. Chi, incredulo per la notizia, ha esclamato “porco cane!” dimostra una certa conoscenza del calendario cinese, ma l’aggiunta “suina” esubera la classificazione del 2018. È cominciato in anticipo l’anno del cane, che a rigore avrebbe dovuto vedere l’alba il 16 febbraio. Il maiale arriverà nel 2019 e chissà quante altre volte l’imprecante abbinamento verrà profferto prima di allora.

La storia della “cardiopatia” dei nostri computer è una pagina triste che disincentiva qualsivoglia tentativo di scherzare in proposito e che induce a fare tutte quelle riflessioni che nel tempo abbiamo rinviato, sbuffando l’immancabile “ma figurati!” con cui si ribatteva ogni volta che si sentiva prospettare un potenziale pericolo o rischio. La traversia in questione non si ferma alla drammatica constatazione di una spiacevole vulnerabilità, né alle conseguenti considerazioni che spingono anche i più incauti a preoccuparsi.

Gli immancabili complottisti (e con loro molta gente che non crede alle scie chimiche o ad altre solenni amenità che affollano il web) non si sono lasciati sfuggire un dettaglio che la cronaca – almeno dalle nostre parti – si è guardata bene dal porre nella dovuta evidenza. Quel birbaccione di Brian Krzanich, amministratore delegato dell’azienda protagonista della debacle tecnologica, a novembre avrebbe venduto il 60 per cento delle sue azioni Intel. Ha incassato 39 milioni di dollari guadagnandone 25: sbalorditivo fiuto per le plusvalenze da non lasciarsi scappare, oppure funesto presagio di catastrofiche riverberazioni immediatamente conseguenti la possibile diffusione della notizia della falla nei microchip?


#CyberSecurity #Intel @Umberto_Rapetto L’etica è come il #microchip non si modifica @bkrunner
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Il calendario non si presta ad alleggerire i sospetti dei più maligni. La breve distanza tra la fortunata cessione delle quote e la sventurata propagazione della voce che il processore esponeva gli utilizzatori di pc, tablet e smartphone a seri problemi lascia spazio ai cattivi pensieri. Che Krzanich sapesse o non sapesse, poco cambia. L’etica è come il microchip, non si modifica. L’esser per bene non prevede patch o aggiornamenti integrativi. Il problema tecnico, però, purtroppo resta. E il problema non è quello della falla appena scoperta. O almeno non è solo quello. Il vero guaio è che, dopo tanti anni a pensare a virus o bug capaci di deteriorare i nostri software, siamo costretti a fare i conti con la fragilità dell’ingrediente “ferroso”, quell’hardware che si dimostra meno duro di quanto si potesse etimologicamente immaginare.

Se un microprocessore comincia a sbagliare o si inchioda cosa succede? E se un’intera serie di chip va fuori uso contemporaneamente? E se una azienda ha l’intero “parco macchine” con il medesimo processore? E se la stessa sorte toccasse a tutte le organizzazioni pubbliche e private? Fermiamoci qui, prima che qualcuno etichetti la mia storica rubrica come “catastrofista”. La storia dei primi di gennaio non ha riguardato un computer, cento, mille o un milione, ma ha coinvolto la quasi globalità degli apparati del Globo terracqueo. Stavolta si è trattato di una sorta di bazzecola, che ha tenuto desta l’attenzione nemmeno per una settimana. E se al prossimo giro – invece di qualche grattacapo per possibili violazioni della riservatezza (questioni di tutto rispetto, non mi si fraintenda) – ci si trovasse dinanzi a una tanto spettacolare quanto drammatica paralisi sincrona di tutti i dispositivi elettronici nelle case e negli uffici, come andrebbe a finire?

Non è fantascienza e, ahinoi, è rischio conosciuto e studiato da tempo. Torneremo a parlarne, speriamo solo per accademico divertissement. Nel frattempo chi vuole entrare nell’atmosfera, cerchi in Rete la “manchurian printer”. È un incubo già preventivato, niente paura, e nel prossimo numero ne discuteremo. Buon 2018.

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Quattro grandi tendenze tecnologiche per il 2018 secondo Epson https://www.datamanager.it/2017/12/quattro-grandi-tendenze-tecnologiche-2018-secondo-epson/ Wed, 27 Dec 2017 13:00:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138142 L’hardware sarà ancora uno degli elementi essenziali sia nel mercato della tecnologia sia come motore per il progresso futuro della società Stiamo per entrare in un nuovo anno e in ambito ICT, nonostante le preoccupazioni legate all’impatto ambientale e i timori per la sicurezza informatica, ci sono anche motivi di ottimismo. Epson, attraverso i propri […]

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L’hardware sarà ancora uno degli elementi essenziali sia nel mercato della tecnologia sia come motore per il progresso futuro della società

Stiamo per entrare in un nuovo anno e in ambito ICT, nonostante le preoccupazioni legate all’impatto ambientale e i timori per la sicurezza informatica, ci sono anche motivi di ottimismo. Epson, attraverso i propri manager europei, ne individua almeno quattro e in tutti l’hardware continuerà a svolgere un ruolo da protagonista, sia nell’ambito del mercato della tecnologia sia come motore di sviluppo per il progresso della società futura. Ecco le quattro tendenze principali per il 2018 che hanno delineato:

1) sarà la CSR (Corporate Social Responsibility) a guidare le scelte delle aziende, considerato che ci stiamo avvicinando sempre di più a un’era di eco-armonizzazione. In particolare, le offerte IT terranno sempre più conto dei criteri di CSR, rendendo il processo di acquisto molto più aperto, collaborativo e orientato a supportare il raggiungimento degli obiettivi posti a livello mondiale;

2) la robotica diventerà più accessibile portando vantaggi crescenti sia alle grandi sia alle piccole medie imprese. Secondo IDC, la spesa globale per la robotica e i servizi correlati raddoppierà fino a 188 miliardi di dollari entro il 2020. In particolare, i robot come il modello entry level T3 di Epson continueranno a guidare l’accesso alla robotica per tutti i livelli di produzione;

3) I videoproiettori interattivi e le tecnologie di realtà aumentata evolveranno, focalizzandosi verso il rispetto dell’ambiente e la collaborazione: si prevede che il mercato dei videoproiettori aumenterà dal 2016 al 2020 con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 27% e le applicazioni di realtà aumentata supporteranno sempre di più settori chiave come la vendita al dettaglio, l’assistenza sanitaria, l’istruzione, i musei e l’intrattenimento, le attività di riparazione e manutenzione;

4) poiché il mondo del lavoro diventa sempre più digitale, gli uffici richiedono nuove soluzioni per la gestione e la digitalizzazione dei documenti. Nel 2018 la funzione di stampa si diversificherà per offrire più opzioni ad aziende, industrie e persone e la tecnologia inkjet continuerà a dimostrare di essere la miglior scelta per le realtà attente all’ambiente.

Di seguito le quattro tendenze descritte più in dettaglio e contenenti le dichiarazioni dei manager Epson.

  1. Ci avviciniamo all’era dell’eco-armonizzazione e la CSR promuoverà una maggiore collaborazione.
  • Le soluzioni IT terranno sempre più conto dei criteri CSR, come gli aspetti sociali e ambientali, rendendo il processo di acquisto molto più aperto, collaborativo e teso a supportare il raggiungimento degli obiettivi posti a livello mondiale.
  • Poiché i nuovi report di CSR promuovono l’attenzione alle conseguenze delle scelte tecnologiche sull’ambiente, le tecnologie che offrono concreti benefici ecologici senza compromettere la produttività, escluderanno altre opzioni più dannose per l’ambiente.
  • Henning Ohlsson, CSR Director di Epson Europe, afferma: “In occasione di eventi di rilevanza mondiale come COP 23, le aziende, la società e i governi stanno diventando più collaborativi e allineati alle priorità ecologiche. Mentre il 2017 è stato un anno di situazioni alterne, il 2018 sarà importante per portare le discussioni al livello successivo e procedere per ottenere risultati. In occasione di gare, il design ecologico e le prestazioni ambientali diventeranno fattori sempre più determinanti nelle decisioni delle imprese e del settore pubblico. I prossimi 18 mesi vedranno un maggior numero di PMI prendere decisioni di acquisto in ambito IT sulla base di criteri CSR.”
  1. La robotica aumenterà l’efficienza, la produttività e la sostenibilità. e sarà accessibile.
  • Sia le grandi sia le piccole e medie imprese trarranno sempre più vantaggio dall’automazione e dalla robotica, grazie a una crescente accessibilità: infatti, secondo IDC, la spesa globale per la robotica e i servizi correlati raddoppierà fino a 188 miliardi di dollari entro il 2020.
  • I robot, come il modello entry level T3 di Epson, continueranno a guidare l’accesso alla robotica per tutti i livelli di produzione. In linea con l’aumento dell’automazione in Europa, l’azienda si aspetta che il T3 sarà uno dei robot più richiesti nei prossimi 18 mesi. Questo modello contribuirà alla crescita prevista di Epson nell’area della robotica industriale che, secondo le previsioni dell’azienda, sarà pari al 30% nell’anno fiscale che si concluderà il 31 marzo 2018, generando entrate per 22 miliardi di yen (oltre 165 milioni di euro).
  • L’aumento della spesa per la robotica e l’automazione porterà a un impiego più efficiente in settori come logistica, assistenza sanitaria, utility e risorse – dove si prevede che il 35% delle grandi aziende automatizzerà le attività entro il 2019.
  • Volker Spanier, Head of Factory Automation di Epson Germany, dichiara: “Epson offre sia una robotica di fascia alta, dotata di sensori integrati e di elevata autonomia, in grado di supportare il lavoro delle persone, sia una gamma di prodotti semplici, economici, facili da utilizzare e da integrare.”
  • Nel 2018, l’aumento dell’automazione non avrà un impatto solo sul mercato della robotica: Darren Phelps, Business Imaging Director di Epson Europe spiega: “In azienda prevediamo che la tecnologia di stampa inkjet WorkForce Enterprise guadagnerà uno spazio sempre maggiore man mano che le aziende integreranno in ufficio le strategie di automazione delle attività.“
  1. Le comunicazioni visive e le tecnologie di realtà aumentata evolveranno, focalizzandosi sul rispetto dell’ambiente e sulla collaborazione
  • Epson ha l’obiettivo di mantenere la sua posizione di leader mondiale nella tecnologia di proiezione per il 17° anno consecutivo. Questo obiettivo sarà sostenuto da maggiori investimenti in videoproiettori da installazione di fascia alta, in soluzioni di projection mapping e nella tecnologia di proiezione laser per videoproiettori entry level.
  • Tra il 2016 e il 2020, il mercato mondiale dei videoproiettori interattivi dovrebbe aumentare a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 27% circa. La crescita di questo settore è in parte dovuta alla riduzione dell’impronta ambientale consentita dall’uso dei videoproiettori poiché, grazie alle riunioni da remoto, permette alle aziende di eliminare la necessità di lunghi viaggi.
  • Stanno crescendo le opportunità per la realtà aumentata di supportare ulteriormente la riduzione dell’impronta ambientale e il mercato si espande, come spiega Valerie Riffaud-Cangelosi, Head of New Market Development di Epson Europe: “La realtà aumentata si sta affermando rapidamente, dal momento che molte aziende stanno passando dalle dimostrazioni concettuali alle realizzazioni sul campo. I casi d’uso reali continuano a crescere in una vasta gamma di settori commerciali, tra cui vendita al dettaglio, assistenza sanitaria, odontoiatria, istruzione, intrattenimento, riparazione e manutenzione, musei e attrazioni per i visitatori.“
  • Sia la videoproiezione sia la realtà aumentata supporteranno sempre di più anche l’istruzione: la realtà aumentata sta iniziando a essere implementata nei musei, nelle strutture didattiche e nelle università. Una recente ricerca Epson mostra che il 76% di coloro che lavorano nel settore dell’educazione ritiene che una proiezione su una superficie interattiva di grandi dimensioni contribuirebbe a una maggiore efficienza della didattica stessa.
  1. Nuove richieste in termini di tecnologie digitali cambieranno il modo in cui gli uffici gestiscono i documenti e utilizzano le soluzioni di stampa
  • Poiché il mondo del lavoro diventa sempre più digitale, gli uffici richiedono nuove soluzioni per la gestione e la digitalizzazione dei documenti. Darren Phelps, Business Imaging Director di Epson Europe, spiega “Queste soluzioni acquisiranno sempre più importanza e Epson si troverà ben posizionata grazie a partnership con aziende di software per la gestione documentale come Nuance, PaperCut e YSoft. A supporto di questa crescente digitalizzazione, nel 2018 il business degli scanner Epson è destinato a raggiungere quote di mercato record nella regione EMEAR.“
  • La carta resterà uno strumento fondamentale in ufficio, come dimostrato dalla crescente quota nel mercato europeo delle stampanti a getto d’inchiostro di Epson: attualmente valutata 38 miliardi di euro, nel biennio 2015-17 è passata dal 15% al 40% ed è destinata a un’ulteriore crescita nel 2018 e negli anni successivi.
  • Duncan Ferguson, Executive Director Professional Printing & Robotics di Epson Europe, sottolinea che “In seguito alle recenti discussioni politiche in Europa, la CSR e le pressioni legate all’ambiente sono più forti che mai, soprattutto nell’agenda di chi si occupa di soluzioni di stampa.”, che è il motivo per il quale la tecnologia inkjet continuerà a dimostrare di essere la miglior scelta per le realtà attente all’ambiente perché rispetto a quella laser fa diminuire fino al 99% i rifiuti e le emissioni di ozono, fino al 92% la produzione di CO2 e fino al 96% il consumo di energia.
  • Nel 2018 il settore della stampa si diversificherà e offrirà più opzioni per aziende, industrie e persone. Sostenuto dalla diversificazione dei prodotti e dall’espansione del mercato, si consoliderà ulteriormente. Ernest Quingles, Managing Director di Epson France, Spain and Portugal, afferma che “La tecnologia inkjet in ufficio continuerà a crescere nei Paesi dell’Europa orientale e in Turchia, poiché la stampa si diversifica e diventa più rispettosa dell’ambiente”. La chiave del successo di questa espansione è, e rimarrà, l’innovazione: a livello mondiale Epson sta investendo 1,4 milioni di euro al giorno in ricerca e sviluppo (circa il 5,2% dei suoi ricavi annuali).

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Anche Tesla ha un chip per le auto senza pilota https://www.datamanager.it/2017/12/anche-tesla-un-chip-le-auto-senza-pilota/ Tue, 12 Dec 2017 14:27:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137141 Lo ha rivelato Elon Musk durante la conferenza “Neural Information Processing Systems” in cui ha  annunciato l’avvio della produzione di hardware e software per la guida autonoma Nell’ultimo biennio la funzionalità semi-pilota delle Tesla è stata parecchio criticata. Il motivo non è tanto la tecnologia in sé ma la diffusa convinzione che il computer a […]

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Lo ha rivelato Elon Musk durante la conferenza “Neural Information Processing Systems” in cui ha  annunciato l’avvio della produzione di hardware e software per la guida autonoma

Nell’ultimo biennio la funzionalità semi-pilota delle Tesla è stata parecchio criticata. Il motivo non è tanto la tecnologia in sé ma la diffusa convinzione che il computer a bordo delle Model sia in grado di gestire in totale autonomia il veicolo. In realtà, tra guida semi-automatica e autonoma c’è una grande differenza. La prima prevede la possibilità che il mezzo prenda decisioni a stretto raggio come supporto di chi si trova al volante. Calcolando la distanza da una macchina che precede e da quelle dietro e ai lati, il software è capace di sterzare o frenare quando avverte un pericolo imminente, dato dal maggior tempo di risposta che servirebbe all’uomo per evitare un impatto. La self-driving car è qualcosa di molto più complesso, che alla lunga realizzerà il sogno del tragitto del tutto privo di intervento manuale.

Futuro prossimo

Un futuro a cui la stessa Tesla arriverà sicuramente, stando alle più recenti dichiarazioni rilasciate dal fondatore Elon Musk. L’imprenditore, durante un intervento alla conferenza Neural Information Processing Systems, ha infatti tolto il velo circa i progetti di guida autonoma della sua azienda: “Siamo pienamente coinvolti nel settore. Anzi, giusto per essere chiari, Tesla coprirà sia il lato software che hardware della situazione, visto che stiamo sviluppando i nostri chip a riguardo”. Nel 2018 la compagnia avvierà la produzione del suo primo camion elettrico, seguita poi da quella del SUV con la stessa tecnologia. Visto la ridotta capacità in termini di spazio e personale, in confronto ai big dell’automotive, è probabile che la costruzione dell’auto senza pilota parta dopo i progetti già in essere, e dunque non prima di un paio di anni.

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Nvidia: le auto senza pilota sono più vicine che mai https://www.datamanager.it/2017/10/nvidia-le-auto-senza-pilota-piu-vicine-mai/ Tue, 31 Oct 2017 14:15:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134160 Il CEO della compagnia ha confermato l’arrivo dei primi modelli entro quattro anni. Obiettivo: raggiungere il 66% del mercato AI globale C’è una nuova voce all’interno dei tabulati di revenue delle aziende hi-tech. Si tratta dei ricavi per le forniture hardware e software dedicate ai veicoli autonomi, un campo dove Nvidia vuole farla da padrone. […]

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Il CEO della compagnia ha confermato l’arrivo dei primi modelli entro quattro anni. Obiettivo: raggiungere il 66% del mercato AI globale

C’è una nuova voce all’interno dei tabulati di revenue delle aziende hi-tech. Si tratta dei ricavi per le forniture hardware e software dedicate ai veicoli autonomi, un campo dove Nvidia vuole farla da padrone. Secondo il CEO Jense Huang, serviranno non più di quattro anni per vedere le strade invase dai mezzi intelligenti che si guidano da soli, senza pilota. Stando agli esperti finanziari di Morningstar, lo scopo della compagnia, famosa per aver perfezionato il mercato delle GPU prima consumer e poi dedicate al mondo professionale, è quello di raggiungere il 66% della torta del settore AI automotive, tramite le proprie soluzioni di comprensione e risposta all’ambiente circostante.

Mercato in crescita

Huang ha spiegato che il panorama della dotazione AI diventerà fondamentale per lo sviluppo del particolare segmento commerciale. Non a caso, la sua azienda ha fatto dei passi da gigante nella realizzazione sia di chip che di piattaforme ad-hoc, che possano essere adottate da più parti come sistema di gestione centrale del cervello autonomo delle vetture. Non a caso, Drive PX2 è l’ultimo progetto che Nvidia ha costruito per dimostrare come sia già possibile sfruttare una struttura capace di guidare da sola un’automobile, senza dover attendere il 2021, anno che molti considerano come il più probabile per il boom del settore self-driving a livello globale. Ad oggi le compagnie più avanzate, che hanno promesso di mettere su strada le rispettive macchine da qui ai prossimi cinque anni, sono Tesla, Ford, Audi, General Mobile e Nissan mentre altre, come Uber e Baidu, dovrebbero arrivare subito dopo, a meno di improvvise accelerazioni nella produzione.

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IBM e Cisco Systems insieme per combattere il cybercrime https://www.datamanager.it/2017/06/ibm-cisco-systems-insieme-combattere-cybercrime/ Mon, 05 Jun 2017 18:30:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126023 Le due hanno annunciato una partnership con cui verranno integrati prodotti e software a difesa delle infrastrutture critiche Per combattere il cybercrime non bastano le parole. Lo sanno i politici e ne hanno una convinzione ancora maggiore le compagnie di sicurezza, che da anni avvertono dei pericoli diffusi a livello globale. Per questo è ottima […]

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Le due hanno annunciato una partnership con cui verranno integrati prodotti e software a difesa delle infrastrutture critiche

Per combattere il cybercrime non bastano le parole. Lo sanno i politici e ne hanno una convinzione ancora maggiore le compagnie di sicurezza, che da anni avvertono dei pericoli diffusi a livello globale. Per questo è ottima la notizia della collaborazione tra IBM e Cisco Systems, che hanno deciso di unire le forze per creare uno strato difensivo contro il crimine informatico. Le due lavoreranno per integrare meglio i loro prodotti e software e il servizio di assistenza ai clienti per semplificare la comprensione del tema presso il management e i reparti dedicate dei clienti. Ma non solo: da qualche ora, anche i team di ricerca saranno fianco al fianco per studiare le migliori soluzioni di difesa digitale.

Cosa succede

L’obiettivo di IBM e Cisco Systems è quello che anche altre compagnie che servono migliaia di compagnie e utenti privati dovrebbero perseguire: facilitare la comunicazione tra piattaforme differenti che, ad oggi, sbattono contro la possibilità di interoperare all’interno di un unico flusso produttivo. Ed è all’interno di tali gap tecnici che si possono inserire hacker e criminali, sfruttando falle indotte dall’assenza di continuità tra i processi. Proprio secondo una ricerca di Cisco, in media le aziende usano 50 differenti software di sicurezza per cercare di coprire ogni attività svolta dai dipendenti e dalla forza lavoro esterna. Eppure resta sempre qualche zona scoperta e passibile di intrusione. Il miglioramento delle misure di intervento passa inevitabilmente per il cloud, dove approderanno molti servizi di entrambe, così da incentivarne un’adozione versatile e collaborativa.

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