Hiv – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:27:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Hiv – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Hiv, in Italia oltre il 40% di sieropositivi ne è inconsapevole https://www.datamanager.it/2018/04/hiv-in-italia-oltre-il-40-di-sieropositivi-ne-e-inconsapevole/ Mon, 23 Apr 2018 08:36:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146392 Oltre 6mila persone affette da Aids non sanno di avere contratto il virus Da uno studio dei ricercatori dell’Istituto superiore di sanità (Iss), pubblicato sulla rivista Eurosurveillance e riferito al periodo 2012-2014, emerge un quadro preoccupante che riguarda il nostro Paese: quasi la metà delle 15mila persone sieropositive ne sono inconsapevoli. L’importanza di una diagnosi […]

L'articolo Hiv, in Italia oltre il 40% di sieropositivi ne è inconsapevole proviene da Data Manager Online.

]]>
Oltre 6mila persone affette da Aids non sanno di avere contratto il virus

Da uno studio dei ricercatori dell’Istituto superiore di sanità (Iss), pubblicato sulla rivista Eurosurveillance e riferito al periodo 2012-2014, emerge un quadro preoccupante che riguarda il nostro Paese: quasi la metà delle 15mila persone sieropositive ne sono inconsapevoli.

L’importanza di una diagnosi precoce

Si tratta per l’82,8% di uomini che hanno contratto il virus per via sessuale.
Intanto in Italia aumenta la diffusione del virus Hiv, che conta oltre 130mila persone infettate, secondo gli ultimi dati che risalgono al 2016, quando ancora era del 25%  la percentuale di persone affette dal virus in modo inconsapevole; tra i casi di persone infette “15mila non hanno ricevuto una diagnosi – spiega Vincenza Regine, una dei ricercatori dell’Iss – Nell’Unione europea, si stima che i casi non diagnosticati siano 101mila, di cui circa il 33% in fase avanzata”. Un dato che supera la media europea, anche se “va considerato che quello del nostro Paese si riferisce agli anni tra il 2012 e 2014 – continua Regine – mentre quello europeo al 2016. E sappiamo che a livello europeo il numero dei casi non diagnosticati è in calo”.

Sono 3.500 i nuovi casi di Hiv registrati in Italia ogni anno, con una media di dieci diagnosi al giorno. Una diffusione in progressivo aumento, nonostante sia stato commercializzato un test per l’auto diagnosi del virus HIV, che può essere acquistato in farmacia senza ricetta. La diagnosi precoce rimane ancora il primo strumento di cura e arrivare ad una diagnosi in ritardo impatta negativamente non solo sul singolo, ma su tutta la popolazione in generale. La risposta alla terapia antiretrovirale è infatti meno efficace, con un aumento del rischio di morte. Recentemente è stato dato il via libera alla sperimentazione di un farmaco che rende il virus Hiv incapace di trasmettersi attraverso gli organismi umani, evitando il contagio. In California è stato avviato invece un progetto basato su una speciale pillola, che abbatte le probabilità di infezione da Hiv, per la cui prevenzione è stato prodotto in Italia un vaccino che sembra funzionare.

Di Hiv si parla sempre meno

Il problema è che in tema di Hiv gli italiani hanno ancora le idee poco chiare e questo argomento viene affrontato sempre meno nelle scuole e sui media tradizionali. “Le persone sanno pochissimo di questo argomento – spiega Loredana Ferenaz di Swg – Negli anni Novanta oltre il 20 per cento delle persone nell’indicare le maggiori preoccupazioni mettevano ai primi posti la droga, la mafia e l’Aids”. Oggi sono subentrate altre preoccupazioni come la disoccupazione, la crisi economica e il terrorismo. Parlando di Hiv «riemerge in maniera subdola una paura che riguarda nella maggioranza dei casi qualcosa che non si conosce, che non ci tocca da vicino e che spesso appartiene agli altri». L’auto test oggi può quindi fare la differenza, “ma è importante che venga pubblicizzato”.

[amazon_link asins=’8820338653,8804677414,8868361345,8898881231,B017XKHM2I,B018GI0Z02′ template=’ProductCarousel’ store=’dmo0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’6f4cf156-2061-11e8-98e1-c9fd56c36e54′]

L'articolo Hiv, in Italia oltre il 40% di sieropositivi ne è inconsapevole proviene da Data Manager Online.

]]>
Hiv, a Cagliari scoperta una pianta che blocca il virus https://www.datamanager.it/2018/04/hiv-a-cagliari-scoperta-una-pianta-che-blocca-il-virus/ Mon, 09 Apr 2018 08:37:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145274 La pianta sarebbe in grado di bloccare gli enzimi specifici nel processo di evoluzione dell’Hiv Da un team di esperti multidisciplinari dell’università di Cagliari arriva un’importante scoperta nell’ambito delle terapie contro il virus dell’Hiv. I ricercatori hanno infatti individuato una particolare pianta, chiamata hypericum scruglii, che sarebbe in grado di arrestare l’evoluzione primaria di replicazione […]

L'articolo Hiv, a Cagliari scoperta una pianta che blocca il virus proviene da Data Manager Online.

]]>
La pianta sarebbe in grado di bloccare gli enzimi specifici nel processo di evoluzione dell’Hiv

Da un team di esperti multidisciplinari dell’università di Cagliari arriva un’importante scoperta nell’ambito delle terapie contro il virus dell’Hiv. I ricercatori hanno infatti individuato una particolare pianta, chiamata hypericum scruglii, che sarebbe in grado di arrestare l’evoluzione primaria di replicazione del virus,  attraverso una molecola presente all’interno della pianta stessa. Questo particolare vegetale risulta nativo degli altopiani carbonatici della Sardegna ed è reperibile soprattutto in direzione dei calcari mesozoici, nei territori di Ogliastra e Sarcidano in provincia di Oristano.

Verso un nuovo farmaco

Lo scopo prioritari dello studio è quello di arrivare allo sviluppo di un nuovo farmaco superiore che possa sostituire il mix di farmaci attualmente utilizzati contro il virus dell’Hiv, arrivando a ridurre il numero di medicinali necessari. Secondo le stime della Simit, nonostante siano oltre 90mila le persone attualmente in terapia il virus dell’Hiv, almeno 20-30mila persone non sono ancora consapevoli dell’infezione e un italiano su due scopre di essere infetto troppo tardi.

Francesca Esposito, virologa e ricercatrice di microbiologia, ha sottolineato la capacità della molecola della pianta di inibire l’evoluzione del virus dell’Hiv a livello di colture cellulari. Il progetto è in fase di sviluppo da circa 9 nove anni.
“Questo progetto sta andando avanti da 8-9 anni sulle piante della Sardegna e abbiamo saggiato ad oggi 20-25 estratti di specie endemiche. Alcune si sono dimostrate attive sull’Hiv: questa è una di quelle più interessanti”, ha precisato la ricercatrice di botanica farmaceutica Cinzia Sanna.
Ricordiamo che grazie alla tecnica taglia-incolla del Dna, finora utilizzato per far regredire i tumori, dopo decenni di ricerca il virus Hiv è stato “snidato” all’interno delle cellule, portando ad una riduzione significativa dell’attività del materiale genetico del virus.

[amazon_link asins=’8820338653,8804677414,8868361345,8898881231,B017XKHM2I,B018GI0Z02′ template=’ProductCarousel’ store=’dmo0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’6f4cf156-2061-11e8-98e1-c9fd56c36e54′]

L'articolo Hiv, a Cagliari scoperta una pianta che blocca il virus proviene da Data Manager Online.

]]>
Grindr ha ceduto a terzi i dati degli utenti affetti da HIV https://www.datamanager.it/2018/04/grindr-ha-ceduto-a-terzi-i-dati-degli-utenti-affetti-da-hiv/ Wed, 04 Apr 2018 12:08:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144988 Grindr ha trasferito alcuni dati degli utenti, compresi quelli relativi a posizione e sieropositività, ad altre aziende che la supportano nell’ottimizzare il servizio Mentre il mondo si interroga sul caso Cambridge Analytica, si scopre che la privacy online è ancora più in pericolo di quanto si pensasse. Da un’indagine condotta dal gruppo no profit norvegese […]

L'articolo Grindr ha ceduto a terzi i dati degli utenti affetti da HIV proviene da Data Manager Online.

]]>
Grindr ha trasferito alcuni dati degli utenti, compresi quelli relativi a posizione e sieropositività, ad altre aziende che la supportano nell’ottimizzare il servizio

Mentre il mondo si interroga sul caso Cambridge Analytica, si scopre che la privacy online è ancora più in pericolo di quanto si pensasse. Da un’indagine condotta dal gruppo no profit norvegese Sintef e dall’emittente svedese Svt è emerso che Grindr, l’app di dating online rivolta alla comunità omosessuale, ha condiviso alcuni dati dei suoi utenti a due aziende terze. Tra le informazioni cedute dal software per smartphone ci sarebbero anche la posizione Gps ma soprattutto indicazioni in merito alla sieropositività. Grindr infatti permette agli iscritti di mostrare la data e il risultato dell’ultimo test per l’HIV effettuato.

L’app per appuntamenti avrebbe condiviso i dati con Apptimize, società che si occupa di ottimizzare l’esperienza degli utenti per diverse app, e con Localytics, azienda che fornisce uno strumento per l’analisi e valutazione delle prestazioni. I dati, compresi quelli relativi all’HIV, sono stati ceduti con la protezione della crittografia. Bryce Case, responsabile per la sicurezza di Grindr, ha confermato al sito Axios che il trasferimento dei dati è stato interrotto e che i dati sulla sieropositività sono stati rimossi da Apptimize. Lo stesso avverrà a breve anche con quelli conservati da Localytics. L’app per il dating respinge però il paragone con lo scandalo Cambridge Analytica che ha travolto Facebook in quanto i dati per gli utenti non sono stati venduti a terzi né utilizzati a scopo pubblicitario. Case ha sottolineato che c’è un’enorme differenza tra “piattaforma software che utilizziamo per scopi di debug e ottimizzazione”, e “un’azienda che cerca di influenzare le elezioni”.

Per quanto riguarda Facebook, il social network ha confermato che Cambridge Analytica ha effettivamente sfruttato informazioni personali di 50 milioni di americani per inviargli messaggi di propaganda mirati e favorire la vittoria di Donald Trump. Ieri il CEO di Menlo Park, Mark Zuckerberg, ha ammesso che ci vorranno anni per risolvere tutti i problemi della piattaforma ma ha respinto le accuse di Tim Cook, numero uno di Apple, riguardo l’utilizzo poco etico dei dati per guadagnare con la pubblicità.

L'articolo Grindr ha ceduto a terzi i dati degli utenti affetti da HIV proviene da Data Manager Online.

]]>
Hiv, via libera alla donazione di organi tra pazienti positivi https://www.datamanager.it/2018/03/hiv-via-libera-alla-donazione-organi-pazienti-positivi/ Fri, 09 Mar 2018 10:32:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143210 Eliminato un fattore di discriminazione per i soggetti sieropositivi Il direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa ha annunciato che a breve verrà dato il via libera alla donazione di organi tra pazienti positivi al virus Hiv. Il protocollo “è in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale” – spiega Nanni costa – sottolineando “l’importanza […]

L'articolo Hiv, via libera alla donazione di organi tra pazienti positivi proviene da Data Manager Online.

]]>
Eliminato un fattore di discriminazione per i soggetti sieropositivi

Il direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa ha annunciato che a breve verrà dato il via libera alla donazione di organi tra pazienti positivi al virus Hiv. Il protocollo “è in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale” – spiega Nanni costa – sottolineando “l’importanza sociale della decisione, che toglie un fattore di discriminazione al soggetto sieropositivo, ovviamente senza modificare la sicurezza con cui viene effettuato un trapianto”. Per la prima volta “anche per il virus Hiv è ora possibile utilizzare pienamente il donatore con patologia, come già avviene per donatore Hcv, ora utilizzabile per altri donatori Hcv”, ha aggiunto Nanni Costa.

I trapianti in Italia

Il trapianto nel nostro Paese si concentrata in 42 ospedali e rispetto al 2015 nel 2017 i trapianti sono cresciuti del 20%, con un incremento del 20-30% dei donatori a cuore fermo.

“In Italia siamo sempre numeri uno o numeri due al mondo in base alla tipologia di trapianto o di donazione. Siamo una best practice. Lo dico con cognizione di causa” – ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine degli Stati Generali della Rete Trapiantologica Italiana, sottolineando che “in ogni memorandum che ho firmato con gli altri Paesi mi è stato chiesto il supporto del Centro nazionale trapianti per realizzare all’estero le reti trapiantologiche o per migliorarle e implementarle”.

“In questi anni – ha aggiunto – anche grazie agli accordi che abbiamo fatto con Anci e alle campagne si sensibilizzazione con i comuni, i donatori sono aumentati in modo esponenziale, quasi 2 milioni. Stiamo lavorando molto anche su campagne di sensibilizzazione, ovviamente più delicate ma molto importanti, riguardo alle donazioni da viventi”. 

[amazon_link asins=’8820338653,8804677414,8868361345,8898881231,B017XKHM2I,B018GI0Z02′ template=’ProductCarousel’ store=’dmo0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’6f4cf156-2061-11e8-98e1-c9fd56c36e54′]

L'articolo Hiv, via libera alla donazione di organi tra pazienti positivi proviene da Data Manager Online.

]]>
Virus sconfitti a colpi di nanoparticelle d’oro https://www.datamanager.it/2017/12/virus-sconfitti-colpi-nanoparticelle-doro/ Wed, 20 Dec 2017 10:18:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137910 Messa a punto una nuova arma per attaccare Hiv, ebola e molti altri virus «Si tratta semplicemente di adescare il bersaglio e dargli un bacio della morte». Così viene descritta la nuova rivoluzionaria tecnica inventata dai ricercatori dell’Università di Torino che lavorano all’ospedale San Luigi per mettere KO virus come l’Hiv, la Dengue e l’Ebola. […]

L'articolo Virus sconfitti a colpi di nanoparticelle d’oro proviene da Data Manager Online.

]]>
Messa a punto una nuova arma per attaccare Hiv, ebola e molti altri virus

«Si tratta semplicemente di adescare il bersaglio e dargli un bacio della morte». Così viene descritta la nuova rivoluzionaria tecnica inventata dai ricercatori dell’Università di Torino che lavorano all’ospedale San Luigi per mettere KO virus come l’Hiv, la Dengue e l’Ebola.

Il team ha operato in collaborazione con i colleghi svizzeri dell’Ecole Polytechnique Federale de Lausanne, arrivando a brevettare la propria innovazione tecnologica.

Virus attirati con l’inganno

L’idea è quella di costruire nanoparticelle d’oro sopra cui vengono applicate molecole chimiche che spingono i virus a scambiare questi “oggetti” creati dall’uomo per delle cellule bersaglio.

Una volta attirato, il virus, viene legato dalla nanoparticella che lo elimina.

«Ed ecco il bacio della morte con cui eliminare un virus che si è attirato con l’inganno – spiega David Lembo, ricercatore che ha guidato il gruppo di Torino e docente di Microbiologia e Microbiologia Clinica del dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche -. Il risultato è arrivato dopo tre anni di studio e per convertire questa scoperta in farmaci per i pazienti ci vorranno ancora tre anni. Questo successo, però, non ci sarebbe mai stato se non avessimo messo studiosi delle discipline più diverse seduti allo stesso tavolo». 

Perché è stato scelto l’oro?

«Le nanoparticelle sono state costruite con strumenti sofisticati ma quello che ci mancava era capire come distruggere il virus, una volta che lo avevamo attirato e legato – spiega Lembo -. Ci siamo riusciti grazie alle molecole chimiche applicate sopra le particelle artificiali». Resta da comprendere il motivo della scelta dell’oro rispetto ad altri elementi chimici. La risposta arriva tempestiva dal ricercatore, che ci spiega che l’oro «uno dei metalli maggiormente biocompatibili. Adesso, però, stiamo lavorando per sostituirlo con materiali biodegradabili che meglio si prestano ad una futura applicazione farmacologica». 

«La lista dei virus capaci di infettare l’uomo e uccidere milioni di persone ogni anno è molto lunga ma i farmaci disponibili sono pochi – afferma David Lembo -. Inoltre quelli attuali agiscono esclusivamente su un tipo di virus, a differenza degli antibiotici che possono agire contro un’ampia gamma di batteri. La prima applicazione che mi viene in mente per questa nuova tecnologia è la produzione di gel che rendano più sicuri i rapporti sessuali». I tempi tecnici per arrivare a questo risultato sono di circa 3 anni, passando necessariamente attraverso la sperimentazione sull’uomo.

L'articolo Virus sconfitti a colpi di nanoparticelle d’oro proviene da Data Manager Online.

]]>
Aids, snidato il virus Hiv grazie alla tecnica taglia-incolla del Dna https://www.datamanager.it/2017/05/aids-snidato-virus-hiv-grazie-alla-tecnica-taglia-incolla-del-dna/ Fri, 05 May 2017 08:57:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124218 Grazie alla Crisp-Cas9 il virus è stato scovato nei suoi nascondigli all’interno delle cellule Finalmente dopo decenni di ricerca il virus Hiv è stato “snidato” dove si celava all’interno delle cellule, con l’ausilio della cosiddetta tecnica taglia-incolla del Dna finora utilizzato per far regredire i tumori, portando ad una riduzione significativa dell’attività del materiale genetico […]

L'articolo Aids, snidato il virus Hiv grazie alla tecnica taglia-incolla del Dna proviene da Data Manager Online.

]]>
Grazie alla Crisp-Cas9 il virus è stato scovato nei suoi nascondigli all’interno delle cellule

Finalmente dopo decenni di ricerca il virus Hiv è stato “snidato” dove si celava all’interno delle cellule, con l’ausilio della cosiddetta tecnica taglia-incolla del Dna finora utilizzato per far regredire i tumori, portando ad una riduzione significativa dell’attività del materiale genetico del virus.

Lo studio

Il risultato è stato ottenuto da un gruppo di ricercatori dell’università americana di Temple, in collaborazione con l’Università di Pittsburgh, utilizzando la tecnica della Crispr-Cas9, una sorta di forbici molecolari che permettono di modificare l’informazione genetica.

Fino a questo momento una delle maggiori difficoltà di cura del virus Hiv è stata la sua capacità di nascondersi all’interno delle cellule, creando dei veri e propri “santuari” inespugnabili. Anche se curate, esiste infatti sempre il rischio che le particelle virali sopravvissute nei loro nascondigli si risveglino e riprendano a moltiplicarsi.

Ridurre l’attività del 95%

Il primo passo della ricerca è stato quello di riprodurre l’infezione di Hiv in tre modelli animali, innestando in uno di questi delle cellule immunitarie umane. Lo step successivo ha visto l’inserimento delle forbici molecolari nelle cellule colpite dal virus, anche in quelle nascoste nei “santuari”. Il trasporto è avvenuto grazie a speciali “navette” costituite da un’agente patogeno della famiglia del virus del raffreddore. Dopo aver raggiunto le cellule colpite dall’Hiv, le forbici sono entrate in azione andando a colpire l’Rna virale, riducendone così l’attività fino al 95%.

Dalla diagnosi per immagini messa a punto nell’Università di Pittsburgh arriva la conferma dell’efficacia di questo nuovo sistema, grazie al quale si possono localizzare nell’organismo tutte le cellule infettate dal virus e osservarne la replicazione.

L'articolo Aids, snidato il virus Hiv grazie alla tecnica taglia-incolla del Dna proviene da Data Manager Online.

]]>
Hiv, nelle farmacie disponibili i test fai-da-te https://www.datamanager.it/2016/12/hiv-nelle-farmacie-disponibili-test-fai/ Mon, 05 Dec 2016 13:22:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=115255 Dal 1 dicembre sono disponibili nelle farmacie italiane i test per l’autodiagnosi dell’HIV Già introdotto in Francia e nel Regno Unito, l’autotest è stato distribuito nelle farmacie italiane da Mylan ed è disponibile senza necessità di ricetta medica, per tutti i cittadini maggiorenni. Uno strumento utile combattere il fenomeno delle diagnosi tardive da HIV, che […]

L'articolo Hiv, nelle farmacie disponibili i test fai-da-te proviene da Data Manager Online.

]]>
Dal 1 dicembre sono disponibili nelle farmacie italiane i test per l’autodiagnosi dell’HIV

Già introdotto in Francia e nel Regno Unito, l’autotest è stato distribuito nelle farmacie italiane da Mylan ed è disponibile senza necessità di ricetta medica, per tutti i cittadini maggiorenni.

Uno strumento utile combattere il fenomeno delle diagnosi tardive da HIV, che in nel nostro Paese conta da 6.500 a 18.000 persone non diagnosticate in tempo. Una scelta che mira diminuire il rischio di diffusione del virus per la collettività e a intercettare tutte quelle persone che non se la sentono di recarsi nelle strutture preposte per fare i test dell’HIV.

L’importanza di diagnosticare il virus in tempo

Ecco perché il 30 novembre l’Oms ha deciso di raccomandare l’auto test per l’HIV “come modo innovativo per raggiungere più persone con HIVe contribuire a realizzare l’obiettivo mondiale, lanciato nel 2014, di rendere consapevole del loro stato il 90% di tutte le persone con HIV entro il 2020”.

L’acquisto del test avviene contestualmente alla consegna da parte del farmacista di materiali informativi per una maggior sensibilizzazione, fondamentale in un Paese dove solo il 43% delle persone è risultata consapevole dell’importanza di un’azione tempestiva perché cura dell’infezione da HIV sia efficace.

Ad oggi la sieropositività non è più una condizione che comporta la morte e la possibilità di acquistare un test direttamente in farmacia darà questa più possibilità anche a chi per questioni di privacy non vuole rivolgersi ai servizi sanitari o ai laboratori privati.

Bastano 5 minuti

L’autotest costa 20 euro e richiede  solo 5 minuti per essere eseguito.

Per farlo basta un prelievo di sangue dal polpastrello e un’attesa di 15 minuti per leggere il risultato.

Fondamentale è però rispettare il cosiddetto “intervallo finestra” che intercorre tra il momento del presunto contagio e la produzione di anticorpi che segnalano la presenza del virus. Bisogna quindi aspettare 90 giorni prima di fare l’autotest per l’HIV, che però sicura anche la massima attendibilità nella rilevazione dell’infezione (di poco inferiore al 100%)

In rari casi è possibile che risulti una falsa positività al virus, ossia che venga rilevata un’infezione in realtà non presente. Ecco perché in caso di test positivo è sempre necessario consultare immediatamente un medico e ripetere l’esame presso una struttura sanitaria e/o un laboratorio di analisi.

L'articolo Hiv, nelle farmacie disponibili i test fai-da-te proviene da Data Manager Online.

]]>
Hiv, una chiavetta USB rivela le tracce del virus https://www.datamanager.it/2016/11/hiv-chiavetta-usb-rivela-le-tracce-del-virus/ Mon, 14 Nov 2016 09:56:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113488 Ricercatori inglesi hanno progettato una chiavetta Usb che individua le tracce di Hiv nel sangue Il test Hiv si potrà fare grazie a una chiavetta Usb, che sarà in grado di dirci se abbiamo il virus. A progettarla è un team di ricercatori dell’Imperial College di Londra, che si ha lavorato nell’ambito della ricerca informatica, […]

L'articolo Hiv, una chiavetta USB rivela le tracce del virus proviene da Data Manager Online.

]]>
Ricercatori inglesi hanno progettato una chiavetta Usb che individua le tracce di Hiv nel sangue

Il test Hiv si potrà fare grazie a una chiavetta Usb, che sarà in grado di dirci se abbiamo il virus. A progettarla è un team di ricercatori dell’Imperial College di Londra, che si ha lavorato nell’ambito della ricerca informatica, fino ad arrivare alla messa a punto di questo nuovo efficiente dispositivo. Secondo le stime della Simit, nonostante siano oltre 90mila le persone attualmente in terapia il virus dell’Hiv, almeno 20-30mila persone non sono ancora consapevoli dell’infezione e un italiano su due lo scopre troppo tardi.

Basta una goccia di sangue

Il funzionamento è molto semplice, è sufficiente una sola goccia di sangue alla chiavetta usb per capire se sono presenti tracce del virus dell’Hiv. Il device è dotato di un chip praticamente identico a quello presente nei comuni smartphone e sarebbe capace di restituire una risposta entro 20,8 minuti, inviando poi i dati via internet al medico o a una struttura ospedaliera.

Tarare i farmaci in base ai livelli di Hiv

I primi test sono stati effettuati su 991 campioni di sangue, arrivando ad un’accuratezza del responso del 95%. Si tratta di un tipo di indagine per la quale è necessario di almeno due giorni prima di poter avere un risultato significativo e in molti paesi non è possibile effettuarli.

Graham Cooke, autore dello studio, spiega che grazie alla chiavetta usb si potrebbe tarare il quantitativo dei farmaci da utilizzare in base al variare dei livelli del virus nel sangue, che spesso sono suscettibili di variazioni. Oggi alcune terapie antiretrovirali arrivano persino a eliminare completamente la presenza dell’Hiv nel sangue, tutto il processo è reso difficoltoso da tempi e costi molto elevati. L’uso della chiavetta usb per rilevare la presenza del virus probabilmente non si fermerà solo a questa patologia, ma potrebbe trovare altri impieghi al fine di individuare anche epatite virale, sepsi batterica e molte altre malattie.

L'articolo Hiv, una chiavetta USB rivela le tracce del virus proviene da Data Manager Online.

]]>
Aids, il “paziente zero” è solo un’enorme bufala https://www.datamanager.it/2016/10/aids-paziente-zero-solo-unenorme-bufala/ Thu, 27 Oct 2016 12:27:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=112412 Smentita l’esistenza di un primo contagiato ufficiale dal virus dell’Hiv Secondo uno studio condotto dall’Università dell’Arizona di Tucson non esisterebbe affatto un primo “untore” ufficiale dell’Aids, nonostante le cronache mediche degli anni 80 indicassero in Gaetan Dugas il cosiddetto “paziente zero”, responsabile della prima diffusione del virus. Lo steward franco-canadese della compagnia aerea Air Canada […]

L'articolo Aids, il “paziente zero” è solo un’enorme bufala proviene da Data Manager Online.

]]>
Smentita l’esistenza di un primo contagiato ufficiale dal virus dell’Hiv

Secondo uno studio condotto dall’Università dell’Arizona di Tucson non esisterebbe affatto un primo “untore” ufficiale dell’Aids, nonostante le cronache mediche degli anni 80 indicassero in Gaetan Dugas il cosiddetto “paziente zero”, responsabile della prima diffusione del virus.

Lo steward franco-canadese della compagnia aerea Air Canada sarebbe stato il primo soggetto nel quale la malattia aveva raggiunto effettiva conclamazione e quindi il primo veicolo attraverso il quale il virus Hiv si sarebbe introdotto e diffuso negli Statti Uniti.

Il virus c’era già negli anni 70

Per anni Dugas è stato indicato dalle autorità sanitarie come il mezzo di trasmissione e contagio dell’Aids nel Nuovo Continente, a causa di un orientamento sessuale promiscuo, che avrebbe contribuito ad ampliare il novero dei primi contagiati, anche se inconsapevolmente.

Purtroppo Dugas, deceduto nel 1984 a causa della malattia, non potrà mai sapere di essere stato scagionato dal ruolo di “paziente zero” dallo studio che ha bollato come una gigante bufala medica questa convinzione. L’indagine ha ricostruito nel dettaglio lo sviluppo del virus Hiv negli Stati Uniti, giungendo alla conclusione che il microrganismo era già presente nel corso degli anni 70, arrivando dai Caraibi e rimanendo latente per qualche tempo prima di esplodere in tutta la sua virulenza.

I complessi studi coordinati dal professor Michael Worobey hanno portato gli autori a ricostruire le tappe evolutive del virus e a scagionare Gaetan Dugas dalle accuse che gli avevano conferito una fama negativa in tutto il mondo dopo il suo decesso, come una sorta di untore moderno rivelatosi in realtà il classico capro espiatorio di un male che ha ucciso tantissime persone in tutti il mondo. Di recente è stato dato il via libera alla sperimentazione di un farmaco che rende il virus Hiv incapace di trasmettersi attraverso gli organismi umani, favorendo così la prevenzione, che risulta ancora fondamentale. In California inoltre è stato avviato un progetto basato su una speciale pillola, che abbatte le probabilità di infezione da Hiv, per la cui prevenzione è stato prodotto in Italia un vaccino che sembra funzionare.

L'articolo Aids, il “paziente zero” è solo un’enorme bufala proviene da Data Manager Online.

]]>
Hiv, un italiano su due scopre il virus troppo tardi https://www.datamanager.it/2016/10/hiv-un-italiano-due-scopre-virus-tardi/ Wed, 19 Oct 2016 12:07:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111728 Se ne parla al 15° Congresso Internazionale Simit, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali Questo è solo uno degli argomenti trattati dagli oltre 800 gli specialisti presenti, provenienti da tutta Italia e dall’estero. Secondo le stime della Simit, nonostante siano oltre 90mila le persone attualmente in terapia il virus dell’Hiv, almeno 20-30mila persone non […]

L'articolo Hiv, un italiano su due scopre il virus troppo tardi proviene da Data Manager Online.

]]>
Se ne parla al 15° Congresso Internazionale Simit, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali

Questo è solo uno degli argomenti trattati dagli oltre 800 gli specialisti presenti, provenienti da tutta Italia e dall’estero. Secondo le stime della Simit, nonostante siano oltre 90mila le persone attualmente in terapia il virus dell’Hiv, almeno 20-30mila persone non sono ancora consapevoli dell’infezione. Delle circa 4mila nuove diagnosi di infezione registrate ogni anno, oltre la metà è stata diagnosticata quando l’infezione aveva già raggiunto uno stadio avanzato. Un altro dato riportato vede gli omosessuali maschi che non usano il preservativo 20 volte più a rischio di contrarre il virus rispetto agli eterosessuali.

La malattia non è ancora sconfitta

«Le persone che hanno una infezione sia da Hiv che da Hcv – spiega il vicepresidente della Simit Massimo Galli – presentano un andamento della malattia epatica più rapido. Uno dei temi caldi del momento è il poter estendere al massimo possibile delle persone con coinfezione Hiv-Hcv, le terapie con farmaci anti Hcv ad azione diretta (Daa). Superando le barriere di ordine economico fino ad ora imposte, che hanno limitato le possibilità di terapia solo a coloro che presentavano una malattia epatica già avanzata. Le regioni italiane con il numero più alto di persone che vivono con Hiv/Aids sono Lombardia, Lazio e Liguria. Per merito della terapia la mortalità per Hiv/Aids è crollata, la qualità di vita per le persone colpite è molto migliorata, così come la loro aspettativa di vita. Tuttavia la malattia non è sconfitta e alla sospensione della terapia segue di regola la ripresa della replicazione del virus e della progressione della malattia, che resta se non trattata inesorabilmente fatale».

Recentemente un nuovo protocollo condotto in Inghilterra ha portato a importanti risultati che fanno sperare nell’ambito della ricerca di una cura definitiva dell’Hiv. Ultimamente si stanno facendo passi importanti nella sperimentazione di nuove terapie per fermare l’Aids, come il nuovo rivoluzionario farmaco messo a punto in Florida in grado di bloccare l’Hiv. In California è stato avviato un progetto basato su una speciale pillola, che abbatte le probabilità di infezione da Hiv, per la cui prevenzione è stato prodotto in Italia un vaccino che sembra funzionare.

L’Hiv in Italia

Nel nostro Paese sono 120.000 le persone affette da Hiv, che convivono con la malattia. I nuovi casi ogni anno sono 4mila, soprattutto giovani tra i 25 e i 29 anni. Purtroppo si riscontra ancora che il 60% delle nuove diagnosi avviene in una fase tardiva dell’infezione.

In Italia la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv è attribuibile a rapporti sessuali non protetti (l’84.1% di tutte le segnalazioni).

Il 37% degli italiani non si è mai sottoposto al test Hiv e il 5% delle persone che vivono con Hiv non lo avrebbero mai detto al proprio partner. Il 40% non rivela ai familiari di aver contratto il virus e il 74% non lo dichiara nel contesto lavorativo.

L'articolo Hiv, un italiano su due scopre il virus troppo tardi proviene da Data Manager Online.

]]>