Impresoft – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 16 Jun 2026 14:44:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Impresoft – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Impresoft Engage è partner strategico dell’evoluzione AI di Moneyfarm https://www.datamanager.it/2026/06/impresoft-engage-e-partner-strategico-dellevoluzione-ai-di-moneyfarm/ Tue, 16 Jun 2026 14:44:23 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253513 Grazie all’AI agentica, Moneyfarm aiuta gli investitori a scegliere tra molteplici opzioni di investimento, automatizzando le interazioni a bassa complessità e consentendo ai Wealth Advisor di concentrarsi sulle attività a valore aggiunto Moneyfarm: piattaforma digitale di investimento leader in Europa Fondata con l’obiettivo di rendere l’investimento accessibile, semplice e trasparente, Moneyfarm è oggi una delle […]

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Grazie all’AI agentica, Moneyfarm aiuta gli investitori a scegliere tra molteplici opzioni di investimento, automatizzando le interazioni a bassa complessità e consentendo ai Wealth Advisor di concentrarsi sulle attività a valore aggiunto

Moneyfarm: piattaforma digitale di investimento leader in Europa

Fondata con l’obiettivo di rendere l’investimento accessibile, semplice e trasparente, Moneyfarm è oggi una delle principali piattaforme digitali di investimento in Europa. Attiva in Italia e nel Regno Unito, l’azienda serve oltre 170.000 clienti e gestisce oltre 7 miliardi di euro di asset, grazie a un modello ibrido che combina tecnologia avanzata e consulenza finanziaria personalizzata.

Nel mercato italiano, Moneyfarm si è affermata come uno dei principali operatori fintech nel settore degli investimenti digitali, distinguendosi per semplicità d’uso, costi competitivi e attenzione all’educazione finanziaria.

L’innovazione tecnologica è da sempre uno dei pilastri della strategia di crescita di Moneyfarm: gli algoritmi supportano la costruzione e il monitoraggio dei portafogli, mentre un team di consulenti e analisti supervisiona le scelte di investimento e offre supporto diretto ai clienti.

Scalare la relazione con il cliente senza perdere qualità

Con l’ampliarsi dell’offerta – dalla gestione patrimoniale ai prodotti pensionistici, dalle soluzioni assicurative al risparmio amministrato – Moneyfarm si è trovata a gestire un volume sempre maggiore di interazioni con i clienti.

La sfida era duplice: da un lato, garantire assistenza tempestiva e continua su più canali; dall’altro, preservare il valore del rapporto personale tra cliente e Wealth Advisor. Per fare questo è necessario costruire basi solide in termini di dati, processi e strumenti, capaci di sostenere nel tempo l’evoluzione verso modelli sempre più avanzati di automazione e intelligenza artificiale.

Perché Impresoft Engage

In questo percorso, Moneyfarm era alla ricerca non solo di un fornitore tecnologico, ma di un partner strategico in grado di comprendere a fondo il business e di accompagnare l’organizzazione nel cambiamento. I criteri chiave nella selezione prevedevano una profonda competenza sulla piattaforma Salesforce, la capacità di integrare tecnologia e processi, e un approccio consulenziale orientato al lungo periodo.

Impresoft Engage è stata scelta proprio per questi motivi: dal 2016 affianca Moneyfarm nella progettazione e implementazione delle soluzioni Salesforce, contribuendo a costruire nel tempo una data foundation solida, una governance dei processi efficace e un’elevata adozione interna.

Impresoft Engage opera come partner specializzato all’interno dell’ecosistema Salesforce, valorizzandone al massimo le potenzialità. La conoscenza approfondita di Sales Cloud, Service Cloud, Financial ServiceS Cloud e, più recentemente, delle soluzioni di agentic AI come Agentforce, ha consentito di trasformare Salesforce in una vera piattaforma abilitante per il modello operativo di Moneyfarm. Una collaborazione che unisce visione strategica e capacità di esecuzione, senza contrapposizioni ma in piena sinergia tecnologica.

“Il percorso intrapreso negli anni ci ha permesso di arrivare pronti all’adozione dell’AI agentica. La collaborazione con Impresoft Engage è stata fondamentale per costruire le basi – dati, processi e governance – che oggi rendono possibile innovare in modo rapido ma controllato”, ha dichiarato Stefano Giudici, Lead Product Manager di Moneyfarm.

Risultati e sviluppi futuri

Grazie al lavoro congiunto con Impresoft Engage e Salesforce, Moneyfarm ha ottenuto risultati concreti in tempi rapidi. Già nei primi mesi dall’implementazione di Agentforce, l’agente AI è stato in grado di gestire il 25% delle conversazioni chat senza intervento umano, liberando circa 25 ore al mese per il team di assistenza. Questo ha permesso ai circa 40 Wealth Advisor di concentrarsi su attività a più alto valore aggiunto, migliorando sia la produttività interna sia la qualità dell’esperienza cliente.

Il progetto rappresenta solo una tappa di un percorso più ampio. Infatti, Moneyfarm prevede di estendere l’uso dell’AI ad altri canali, come il supporto vocale, e di integrare sempre più profondamente i dati cliente per offrire risposte personalizzate anche su posizioni e portafogli individuali. In questo scenario, Impresoft Engage continuerà a svolgere il ruolo di partner strategico, accompagnando Moneyfarm nell’evoluzione del proprio modello operativo e nell’adozione responsabile e scalabile dell’intelligenza artificiale.

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Impresoft lancia Amaltia: la suite AI proprietaria che porta l’intelligenza artificiale privata al cuore dell’azienda https://www.datamanager.it/2026/06/impresoft-lancia-amaltia-la-suite-ai-proprietaria-che-porta-lintelligenza-artificiale-privata-al-cuore-dellazienda-2/ Thu, 11 Jun 2026 10:15:06 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253407 La nuova soluzione di Impresoft unifica dati, conoscenza e processi aziendali in un unico ambiente AI sicuro e governato. Riduzione fino al 60% dei tempi di ricerca interna, del 40% sui tempi di analisi e del 30% sull’onboarding. Anteprima ufficiale all’AI Week di Milano, 19-20 maggio 2026 Impresoft, leader italiano in ambito IT, annuncia il […]

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La nuova soluzione di Impresoft unifica dati, conoscenza e processi aziendali in un unico ambiente AI sicuro e governato. Riduzione fino al 60% dei tempi di ricerca interna, del 40% sui tempi di analisi e del 30% sull’onboarding. Anteprima ufficiale all’AI Week di Milano, 19-20 maggio 2026

Impresoft, leader italiano in ambito IT, annuncia il lancio di Amaltia, la suite AI proprietaria che integra in un’unica piattaforma di Private AI tutte le componenti necessarie a sviluppare, governare e diffondere l’intelligenza artificiale nelle organizzazioni. La soluzione viene presentata in anteprima ufficiale all’AI Week 2026, in programma a Milano il prossimo 19 e 20 maggio.

Cos’è Amaltia? Una risposta concreta alla frammentazione dell’AI in azienda

Nell’adozione dell’intelligenza artificiale le imprese si confrontano oggi con uno scenario complesso: proliferazione di soluzioni verticali, costi crescenti, rischi di esposizione dei dati, carenza di governance e ricorso non controllato a motori LLM pubblici. A questo si aggiunge la difficoltà di sostenere un cambiamento culturale e percorsi formativi adeguati, con il rischio concreto di un ROI limitato. Amaltia nasce per affrontare questi nodi con un approccio integrato, mettendo l’azienda e non lo strumento al centro della strategia AI.

Amaltia è una piattaforma di Private AI che unifica fonti dati eterogenee, Excel, database, PDF, immagini etc.. in un ambiente proprietario sicuro, ospitato in cloud privato dedicato. La soluzione disaccoppia la propria fonte dati dai motori LLM, permettendo all’azienda di mantenere il proprio patrimonio informativo come asset esclusivo, integrandolo con i modelli linguistici di ultima generazione senza esposizione esterna dei dati. Grazie alla componente Amaltia Flow, le organizzazioni possono progettare, testare e pubblicare in autonomia i propri strumenti AI, con risposte profilate per ruolo aziendale per massimizzare rilevanza ed efficacia su ogni funzione. Amaltia è stata verticalizzata per offrire una risposta concreta ai problemi delle aziende, una prima soluzione è stata rilasciata nel mondo dell’e-commerce che comincia a dare risultati concreti ad operatori rilevanti.

Impatti misurabili sui processi

I risultati emersi dai primi progetti sul campo confermano un vantaggio competitivo concreto e misurabile: riduzione del 40% dei tempi di analisi, del 30% dei tempi di onboarding del personale e del 60% dei tempi dedicati alle ricerche interne. Amaltia è già operativa in scenari trasversali alle principali funzioni aziendali: vendita in-store e conversational search per retail ed eCommerce, business intelligence conversazionale ed executive assistant per il top management, customer care multicanale, knowledge management, HR, IT reliability, gestione contratti e procurement. Tra i case study di riferimento, già alcuni brand del fashion luxury utilizzano Amaltia come company brain trasversale a quattro divisioni: Digital, Marketing, Merchandising e Retail abilitando casi d’uso che vanno dalla generazione automatizzata di contenuti multilingua al rendering di prodotto.

Le voci del Gruppo

«Con Amaltia portiamo sul mercato una visione precisa di come l’AI debba entrare in azienda: integrata, sicura, governata e realmente al servizio delle persone. Crediamo che il valore competitivo dell’intelligenza artificiale non risieda nella moltiplicazione di tool verticali, ma nella capacità di un’organizzazione di trasformare i propri dati nel proprio vero asset strategico. Amaltia è la nostra risposta concreta a questa esigenza» dichiara Alessandro Geraldi, Amministratore Delegato di Impresoft.

«Amaltia non è soltanto tecnologia: è un metodo. Abbiamo costruito un percorso di adozione strutturato in quattro fasi, dall’incertezza iniziale all’iterazione continua, che accompagna i clienti nel cambiamento culturale necessario a generare ROI reale. I numeri dei nostri primi progetti dimostrano che questo approccio funziona, e che la combinazione tra Private AI, governance e formazione su misura è ciò che fa davvero la differenza» afferma Mauro Strada, Amaltia Product Owner, di Impresoft.

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Impresoft lancia Amaltia: la suite AI proprietaria che porta l’intelligenza artificiale privata al cuore dell’azienda https://www.datamanager.it/2026/05/impresoft-lancia-amaltia-la-suite-ai-proprietaria-che-porta-lintelligenza-artificiale-privata-al-cuore-dellazienda/ Wed, 13 May 2026 11:10:35 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252831 La nuova soluzione di Impresoft unifica dati, conoscenza e processi aziendali in un unico ambiente AI sicuro e governato. Riduzione fino al 60% dei tempi di ricerca interna, del 40% sui tempi di analisi e del 30% sull’onboarding. Anteprima ufficiale all’AI Week di Milano, 19-20 maggio 2026 Impresoft, leader italiano in ambito IT, annuncia il […]

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La nuova soluzione di Impresoft unifica dati, conoscenza e processi aziendali in un unico ambiente AI sicuro e governato. Riduzione fino al 60% dei tempi di ricerca interna, del 40% sui tempi di analisi e del 30% sull’onboarding. Anteprima ufficiale all’AI Week di Milano, 19-20 maggio 2026

Impresoft, leader italiano in ambito IT, annuncia il lancio di Amaltia, la suite AI proprietaria che integra in un’unica piattaforma di Private AI tutte le componenti necessarie a sviluppare, governare e diffondere l’intelligenza artificiale nelle organizzazioni. La soluzione viene presentata in anteprima ufficiale all’AI Week 2026, in programma a Milano il prossimo 19 e 20 maggio.

Cos’è Amaltia? Una risposta concreta alla frammentazione dell’AI in azienda

Nell’adozione dell’intelligenza artificiale le imprese si confrontano oggi con uno scenario complesso: proliferazione di soluzioni verticali, costi crescenti, rischi di esposizione dei dati, carenza di governance e ricorso non controllato a motori LLM pubblici. A questo si aggiunge la difficoltà di sostenere un cambiamento culturale e percorsi formativi adeguati, con il rischio concreto di un ROI limitato. Amaltia nasce per affrontare questi nodi con un approccio integrato, mettendo l’azienda e non lo strumento al centro della strategia AI.

Amaltia è una piattaforma di Private AI che unifica fonti dati eterogenee, Excel, database, PDF, immagini etc. in un ambiente proprietario sicuro, ospitato in cloud privato dedicato. La soluzione disaccoppia la propria fonte dati dai motori LLM, permettendo all’azienda di mantenere il proprio patrimonio informativo come asset esclusivo, integrandolo con i modelli linguistici di ultima generazione senza esposizione esterna dei dati. Grazie alla componente Amaltia Flow, le organizzazioni possono progettare, testare e pubblicare in autonomia i propri strumenti AI, con risposte profilate per ruolo aziendale per massimizzare rilevanza ed efficacia su ogni funzione. Amaltia è stata verticalizzata per offrire una risposta concreta ai problemi delle aziende, una prima soluzione è stata rilasciata nel mondo dell’e-commerce che comincia a dare risultati concreti ad operatori rilevanti.

Impatti misurabili sui processi

I risultati emersi dai primi progetti sul campo confermano un vantaggio competitivo concreto e misurabile: riduzione del 40% dei tempi di analisi, del 30% dei tempi di onboarding del personale e del 60% dei tempi dedicati alle ricerche interne. Amaltia è già operativa in scenari trasversali alle principali funzioni aziendali: vendita in-store e conversational search per retail ed eCommerce, business intelligence conversazionale ed executive assistant per il top management, customer care multicanale, knowledge management, HR, IT reliability, gestione contratti e procurement. Tra i case study di riferimento, già alcuni brand del fashion luxury utilizzano Amaltia come company brain trasversale a quattro divisioni: Digital, Marketing, Merchandising e Retail abilitando casi d’uso che vanno dalla generazione automatizzata di contenuti multilingua al rendering di prodotto.

Mauro Strada, Amaltia Product Owner, di Impresoft

Le voci del Gruppo

«Con Amaltia portiamo sul mercato una visione precisa di come l’AI debba entrare in azienda: integrata, sicura, governata e realmente al servizio delle persone. Crediamo che il valore competitivo dell’intelligenza artificiale non risieda nella moltiplicazione di tool verticali, ma nella capacità di un’organizzazione di trasformare i propri dati nel proprio vero asset strategico. Amaltia è la nostra risposta concreta a questa esigenza» dichiara Alessandro Geraldi, Amministratore Delegato di Impresoft.

«Amaltia non è soltanto tecnologia: è un metodo. Abbiamo costruito un percorso di adozione strutturato in quattro fasi, dall’incertezza iniziale all’iterazione continua, che accompagna i clienti nel cambiamento culturale necessario a generare ROI reale. I numeri dei nostri primi progetti dimostrano che questo approccio funziona, e che la combinazione tra Private AI, governance e formazione su misura è ciò che fa davvero la differenza» afferma Mauro Strada, Amaltia Product Owner, di Impresoft.

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Scende in campo LUCA, l’Agente AI che converte le statistiche di Lega Basket Serie A in insight e contenuti https://www.datamanager.it/2026/05/scende-in-campo-luca-lagente-ai-che-converte-le-statistiche-di-lega-basket-serie-a-in-insight-e-contenuti/ Tue, 05 May 2026 14:33:55 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252608 LBA, Infront, Microsoft Italia e Impresoft 4ward fanno squadra per cambiare il modo in cui fan e media avranno la possibilità di vivere i dati sportivi grazie all’intelligenza artificiale Lega Basket Serie A (LBA) e Infront, Official Advisor LBA, annunciano una collaborazione strategica con Microsoft Italia e Impresoft 4ward e presentano LUCA, il nuovo AI […]

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LBA, Infront, Microsoft Italia e Impresoft 4ward fanno squadra per cambiare il modo in cui fan e media avranno la possibilità di vivere i dati sportivi grazie all’intelligenza artificiale

Lega Basket Serie A (LBA) e Infront, Official Advisor LBA, annunciano una collaborazione strategica con Microsoft Italia e Impresoft 4ward e presentano LUCA, il nuovo AI Agent che mira a trasformare il vasto patrimonio statistico del campionato in un flusso continuo di insight e contenuti inediti, arricchendo l’esperienza di addetti ai lavori e tifosi. Il progetto – nato nell’ambito del programma di accelerazione Microsoft AI L.A.B. – fa leva sulle ultime frontiere dell’intelligenza artificiale per tradurre dati in analisi a vantaggio degli appassionati di basket, che avranno a disposizione ulteriori numeri, curiosità, confronti, record nascosti, come parte integrante dell’esperienza sportiva.

Grazie all’Intelligenza Artificiale Agentica sarà ora possibile avere un accesso maggiore e più completo a tutte le statistiche e ai dati che riguardano il massimo campionato di pallacanestro italiana. LUCA suggerisce insight, individua pattern invisibili e porta alla luce nuovi contenuti. È qui che la tecnologia fa la differenza: l’AI analizza migliaia di partite contemporaneamente, osserva ogni evento nel suo contesto e nel tempo, e riesce a individuare relazioni tra i dati in modalità innovative.

CONTENUTI DI VALORE PER UN NUOVA FORMA DI ENGAGEMENT CON FAN E MEDIA

Il progetto permetterà di realizzare contenuti poliedrici per la fruizione sui diversi canali digitali della Lega: insight e curiosità pre e post-partita, articoli e storytelling data-driven, contenuti social inediti. Un ecosistema editoriale continuo che alimenta il dialogo con il pubblico, trasformando ogni partita di basket in una fonte inesauribile di materiali e risorse.

“Il nostro obiettivo è semplice: offrire ai fan esattamente ciò che cercano – e anche ciò che non sanno ancora di voler scoprire” dichiara Massimo Cortinovis, Head of Digital di LBA. “Le statistiche diventano storie, e le storie diventano coinvolgimento”.

Grazie all’AI Agentica di Microsoft, la produzione editoriale di Lega Basket Serie A permetterà di distribuire sempre più contenuti personalizzati su sito, social e in futuro anche su LBATV e canali riservati, e di creare – a tendere – un’offerta premium per stakeholder e utenti evoluti.

L’obiettivo è migliorare l’interazione sulle piattaforme e l’engagement con gli amanti della pallacanestro. In prospettiva, la vitalità dell’ecosistema digitale potrebbe riflettersi anche su nuove opportunità di monetizzazione e business per la Lega, alimentando un circolo virtuoso per lo sviluppo del basket in Italia.

“Questo progetto rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui raccontiamo lo sport,” afferma Stefano Deantoni, Marketing Director Infront Italy. “La Lega Basket Serie A è il primo partner ad aver creduto e investito concretamente in questa visione, portando a terra un’idea sviluppata da Infront e trasformandola in un progetto reale e già operativo. Grazie all’AI, possiamo amplificare il valore delle statistiche trasformandole in narrazioni coinvolgenti e continue, capaci di rafforzare il legame tra fan e competizione. Siamo convinti che questo modello possa essere adottato con successo anche da altre leghe e federazioni, in Italia e all’estero, offrendo uno strumento innovativo ed efficace per evolvere il fan engagement.”

TECNOLOGIA DI FRONTIERA: AI GENERATIVA E SISTEMI AGENTICI

Alla base della “magia” di LUCA c’è una architettura informatica avanzata sviluppata da Impresoft 4ward su tecnologie Microsoft, che combina AI generativa, sistemi multi-agente specializzati e meccanismi di autocontrollo e validazione. LUCA non è di fatto un singolo agente, ma una somma di agenti AI che collaborano tra loro: chi individua gli insight, chi li verifica, chi li trasforma in narrazione. Questo approccio garantisce qualità e affidabilità, rendendo l’AI non solo più potente ma anche maggiormente controllata.

In particolare LUCA è stato sviluppato facendo leva su Microsoft Foundry, la piattaforma integrata per l’ideazione, la creazione e la gestione degli agenti, che ha consentito di addestrare il sistema, sperimentarne le prime applicazioni e abilitare un monitoraggio costante con importanti garanzie di sicurezza. Sono stati nello specifico sfruttati i modelli di Azure Open AI, in primis i più avanzati gpt-5.1/5.2/5.3 in virtù delle capacità di reasoning incorporate. Il patrimonio di dati di Lega Basket resta così al sicuro, grazie all’utilizzo della tecnologia Microsoft, che garantisce che i dati elaborati in entrata e in uscita con gli LLM restino comunque su Azure e nel perimetro dell’organizzazione

“Il valore dell’AI non sta nella sola capacità di generare contenuti, ma nella possibilità di farlo con controllo, coerenza e affidabilità,” spiega Daniele Grandini, Chief Innovation Officer di Impresoft 4ward. “Con LUCA abbiamo realizzato un sistema che mette in relazione dati, agenti specializzati e validazione continua, trasformando le statistiche del campionato in insight e narrazioni di valore.”

“Questo progetto ci rende orgogliosi perché è nato nell’ambito del nostro programma di accelerazione AI L.A.B. e rappresenta un esempio concreto di come le piattaforme Microsoft possano abilitare nuovi modelli di innovazione e di come il nostro ecosistema di partner possa guidare la trasformazione digitale delle realtà italiane,” aggiunge Annamaria Bottero, Global Partner Solutions Lead di Microsoft Italia. “Nello sport i dati sono essenziali, ma spesso risultano poco accessibili; ora grazie all’AI è possibile non solo trovare correlazioni e insights ma anche permettere ai tifosi di basket di vivere un’esperienza sportiva arricchita e al passo con i tempi.”

IL FUTURO DELLO SPORT È DATA-DRIVEN

Il progetto segna un passo decisivo nell’evoluzione del basket verso un modello sempre più data-driven. Il valore non è nei dati in sé, ma nella capacità di accendere intuizioni e sviluppare storie e contenuti, in grado di offrire agli appassionati un’esperienza sportiva di primo piano anche dopo la sirena conclusiva dei match.

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Tecnologia ed ESG: la nuova frontiera della competitività per il mid-market italiano https://www.datamanager.it/2025/12/tecnologia-ed-esg-la-nuova-frontiera-della-competitivita-per-il-mid-market-italiano/ Wed, 10 Dec 2025 14:03:18 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249802 Nel cuore dell’economia italiana c’è un tessuto di imprese di medie dimensioni che oggi si trova davanti a un bivio strategico: accelerare sulla trasformazione digitale e sulla sostenibilità oppure rischiare di perdere competitività. In un contesto in cui l’innovazione corre grazie a tecnologie come intelligenza artificiale, cloud e cybersecurity, il mid-market – tradizionalmente meno strutturato […]

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Nel cuore dell’economia italiana c’è un tessuto di imprese di medie dimensioni che oggi si trova davanti a un bivio strategico: accelerare sulla trasformazione digitale e sulla sostenibilità oppure rischiare di perdere competitività.

In un contesto in cui l’innovazione corre grazie a tecnologie come intelligenza artificiale, cloud e cybersecurity, il mid-market – tradizionalmente meno strutturato rispetto ai grandi gruppi – ha bisogno di partner in grado di tradurre la complessità tecnologica in valore concreto.

È in questo scenario che si inserisce il ruolo di un innovation enabler come Impresoft, che negli ultimi anni ha accompagnato migliaia di imprese nel percorso di digitalizzazione, aiutandole a ripensare processi, modelli organizzativi e infrastrutture. L’adozione dell’AI sta permettendo alle aziende di ottimizzare supply chain, customer service e manutenzione predittiva; il cloud sta abilitando scalabilità e resilienza; la cyber security sta diventando la condizione abilitante per la continuità operativa. Il mid-market, grazie a piattaforme integrate e verticali, può oggi accedere a soluzioni prima appannaggio dei soli grandi operatori.

Ma l’innovazione tecnologica non basta più da sola: deve essere accompagnata da un piano ESG credibile, misurabile nel tempo e integrato nella strategia aziendale. La sostenibilità è diventata un driver di competitività, accesso al credito, attrazione di talenti e posizionamento sul mercato.

Impresoft sta portando avanti un percorso strutturato di sostenibilità, aderendo ad iniziative e framework riconosciuti a livello internazionale quali Ecovadis, Science Based Target (SBTi), Global Compact delle Nazioni Unite e Women’s Empowerment Principles (WEPs).

Nel 2025 il Gruppo ha avviato progetti volti a rafforzare la cultura interna e la governance ESG: dal programma People Empowerment che include iniziative come il Workshop annuale ESG dedicato alle risorse interne, in cui vengono condivisi i risultati raggiunti, obiettivi futuri e aggiornamenti normativi. Ma anche eventi come la Breakfast Boost momento ispirazionale aperto ai giovani talenti, fino all’aggiornamento delle principali politiche della sostenibilità con nuove sezioni su Equality & Inclusion, Energia e Clima, Ambiente e Risorse. Sono state introdotte la Politica di Equality & Inclusion, la Carta dei Valori Impresoft e la nuova Carta delle Partnership, evoluzione della Carta dei Fornitori che oggi include l’intera catena di stakeholder. L’adesione al Premio Parità di Genere di Assolombarda conferma un percorso orientato alla valorizzazione delle competenze femminili.

I risultati finora raggiunti mostrano un cambiamento profondo: tra il 2021 e il 2024 l’organico è cresciuto da 737 a 1.577 persone; la rappresentanza femminile è salita al 27% e le donne nei ruoli manageriali al 21%. Nel CdA la presenza femminile è passata dallo 0% al 17%. Migliora la qualità del lavoro con il 99% dei dipendenti a tempo indeterminato e un turnover quasi dimezzato. Il gender pay gap si è ridotto, attestandosi al 4% per gli impiegati e al 2% per i dirigenti. Sul fronte ambientale, lo Scope 2 è già pari a zero. L’integrazione tra innovazione e sostenibilità rappresenta dunque una leva strategica per rilanciare la competitività del mid-market. Le tecnologie emergenti stanno ridisegnando i confini del possibile, mentre l’ESG offre un orizzonte di lungo periodo che consente alle imprese di crescere in modo responsabile.

La sfida è trasformare la tecnologia in impatto reale: un percorso che Impresoft sta contribuendo a rendere accessibile, concreto e misurabile per tutte le aziende italiane che vogliono guardare al futuro con ambizione.

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Software italiano, non solo una soluzione tecnologica, ma un traduttore del linguaggio manifatturiero in AI https://www.datamanager.it/2025/12/software-italiano-non-solo-una-soluzione-tecnologica-ma-un-traduttore-del-linguaggio-manifatturiero-in-ai/ Thu, 04 Dec 2025 12:46:39 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249688 A cura di Alessandro Geraldi, Group CEO di Impresoft In un’azienda metalmeccanica del Nord Italia, un algoritmo ottimizza ogni giorno la produzione analizzando in tempo reale migliaia di parametri: tempi macchina, consumi, approvvigionamenti, performance di linea. Dietro quel software c’è un team di ingegneri e sviluppatori italiani che ha tradotto decenni di esperienza manifatturiera in […]

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A cura di Alessandro Geraldi, Group CEO di Impresoft

In un’azienda metalmeccanica del Nord Italia, un algoritmo ottimizza ogni giorno la produzione analizzando in tempo reale migliaia di parametri: tempi macchina, consumi, approvvigionamenti, performance di linea. Dietro quel software c’è un team di ingegneri e sviluppatori italiani che ha tradotto decenni di esperienza manifatturiera in intelligenza digitale. È qui che si gioca oggi la vera sfida della competitività: trasformare il sapere industriale italiano in tecnologia.

La digitalizzazione è da sempre stata considerata una leva di incremento di produttività e competitività. Le aziende che la adottano migliorano l’efficienza e rafforzano la capacità di crescita e resilienza. La digitalizzazione tramite soluzioni nazionali è ancora più potente per incrementare la competitività: il sistema paese beneficia del rafforzamento di una industria nazionale a valore aggiunto – come quella del software e dei servizi tecnologici connessi.

Negli ultimi dieci anni, la trasformazione digitale è diventata anche una importante leva geopolitica.

La corsa all’intelligenza artificiale, ai semiconduttori e alle piattaforme cloud ha consolidato il dominio digitale di Stati Uniti e Cina, che oggi controllano gran parte dell’infrastruttura tecnologica mondiale.

In questo scenario, l’Europa si trova in posizione di dipendenza: tra le prime 50 società tecnologiche globali per valore di mercato, solo 4 hanno radici europee.

Per i policy maker e i leader industriali, questa non è solo una questione di competitività economica, ma di sovranità strategica. Il rischio è che la dipendenza da tecnologie extraeuropee si traduca in una vulnerabilità strutturale, limitando la capacità del continente – e dell’Italia – di controllare i propri dati, i propri processi e, in ultima analisi, il proprio futuro industriale.

Investire quindi in software locali significa ridurre l’esposizione geopolitica e garantire la sicurezza dei dati industriali e delle catene di fornitura.

Di fronte al presente scenario di crescente tensione geopolitica (e concentrazione del potere digitale globale), combinata con la necessità di aumentare il livello di competitività del paese, l’Italia ha un’occasione unica: trasformare il proprio patrimonio manifatturiero in leadership tecnologica, costruendo un software nazionale come asset strategico per la competitività futura.

Storicamente, l’Italia è riconosciuta per l’eccellenza delle sue filiere produttive: manifattura, moda, vino, alimentare, design, meccanica di precisione, solo per citarne alcune.

Oggi, queste competenze rappresentano un vantaggio competitivo naturale per una transizione digitale radicata nel “saper fare” industriale.

Un software sviluppato in Italia non è soltanto una soluzione tecnologica: è un traduttore del linguaggio manifatturiero in intelligenza digitale. Comprende i processi, le logiche produttive e le peculiarità dei settori che costituiscono il Made in Italy.  La prossimità culturale e linguistica dei fornitori di software italiani garantisce soluzioni più aderenti alle esigenze specifiche delle imprese. Dall’altro, l’integrazione con il know-how industriale nazionale consente di sviluppare piattaforme digitali che non solo digitalizzano i processi, ma li arricchiscono, preservando le peculiarità che rendono il Made in Italy riconoscibile nel mondo.

Un esempio, tra i tanti che potremmo citare, è rappresentato dai LIMS (Laboratory Information Management System), un software che garantisce, nei processi produttivi, tracciabilità, qualità e compliance – tre pilastri che qualificano la reputazione italiana nei mercati internazionali. Questo tipo di soluzioni nasce dalla capacità di chi sviluppa il software di tradurre un problema produttivo di filiere specialistiche (quali cantine vinicole, industria trasformativa di processo, laboratori di analisi) in una soluzione digitale fortemente verticalizzata che genera efficienza, tutela il “saper fare” italiano e lo proietta in una dimensione internazionale.

Per rendere concreta la visione di sovranità digitale del paese è però necessario intervenire sul consolidamento del mercato lato offerta, sostenere la domanda e creare la condizioni di contesto a favore dell’ecosistema.

Va superata la frammentazione e polverizzazione della offerta. È sicuramente positivo avere numerose realtà di eccellenza operanti in nicchie verticali, ma serve anche massa critica per: aumentare la capacità di investimento, rafforzare le competenze necessarie ad affrontare la crescente complessità tecnologica, accelerare la crescita.

In questo senso vanno favoriti i processi aggregativi, soprattutto quando sono spinti da razionali industriali. In tal senso, il Private Equity può ben sostenere l’emergere di “campioni nazionali”, accelerandone i processi aggregativi, la generazione di sinergie e il processo di internazionalizzazione.

Dall’altra parte, serve che anche che coloro che nelle aziende guidano le scelte tecnologiche non solo dedichino maggiore spesa alla digitalizzazione ma anche che valutino sempre con maggior favore le competenze nazionali. E questo anche relativamente all’uso di servizi professionali connessi: darli in outsourcing in paesi lontani non aiuta il rafforzamento della filiera.

Per ultimo, serve fare sistema, ovvero favorire collaborazioni tra più soggetti per incentivare sempre di più la crescita di questa filiera rilevante dell’economia italiana. Sistemi finanziari, partnership industriali e politiche di incentivo all’innovazione devono convergere per creare un ecosistema che premi il talento e la capacità di scalare. L’obiettivo non è soltanto generare start-up brillanti, ma costruire campioni tecnologici in grado di competere con i colossi internazionali. Occorre un impegno corale: capitale privato, intervento pubblico e un dialogo tra industria e istituzioni.

Parlo anche da CEO di Impresoft, gruppo interamente italiano, leader nella trasformazione digitale del “made in Italy”: il compito che ci assumiamo è quello di accompagnare le imprese italiane verso questa transizione. Sono convinto che il futuro delle nostre imprese dipenderà dalla capacità di combinare eccellenza industriale e intelligenza software.

Olivetti insegnava che un’industria è grande solo se sa coniugare tecnologia e cultura. Oggi questa lezione vale più che mai: la nostra competitività dipenderà dalla capacità di creare un’industria digitale che non perda di vista le persone, i territori e il valore umano dell’innovazione. Il futuro del Made in Italy sarà scritto non solo nei codici del software, ma nei principi che li ispirano.

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Impresoft potenzia l’offerta di Modern Integration con tecnologie e competenze TIBCO https://www.datamanager.it/2025/11/impresoft-potenzia-lofferta-di-modern-integration-con-tecnologie-e-competenze-tibco/ Tue, 04 Nov 2025 11:02:12 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248796 Con l’operazione, che prevede l’inserimento di 20 nuovi professionisti, il Gruppo consolida il proprio ruolo di primo piano nell’integrazione dei sistemi aziendali e si posiziona come punto di riferimento per accompagnare le imprese nella transizione verso cloud e AI Il futuro delle imprese passa dalla capacità di far dialogare sistemi diversi: piattaforme ERP e cloud, […]

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Con l’operazione, che prevede l’inserimento di 20 nuovi professionisti, il Gruppo consolida il proprio ruolo di primo piano nell’integrazione dei sistemi aziendali e si posiziona come punto di riferimento per accompagnare le imprese nella transizione verso cloud e AI

Il futuro delle imprese passa dalla capacità di far dialogare sistemi diversi: piattaforme ERP e cloud, sistemi legacy, intelligenze artificiali, dati. È in questo scenario che Impresoft rafforza la propria posizione di riferimento nel panorama italiano della Modern Integration, acquisendo da Key Partner un ramo d’azienda composto da oltre 20 professionisti altamente specializzati nella tecnologia TIBCO.

L’operazione, seguita da Syscons, amplia ulteriormente il perimetro di competenze del Gruppo, che oggi conta oltre 50 professionisti dedicati alla Modern Integration, un primato che fa di Impresoft un punto di riferimento in Italia per la completezza e la diversificazione del know-how in ambito integration.

La Modern Integration rappresenta oggi la spina dorsale delle moderne architetture IT: un insieme di tecnologie che consente di far dialogare piattaforme on-premise e cloud, sistemi ERP, applicazioni di supply chain, analytics, soluzioni di AI. In un contesto in cui la complessità delle applicazioni cresce e la quantità di dati aumenta esponenzialmente, la capacità di gestire e armonizzare l’integrazione diventa un fattore competitivo essenziale. La Modern Integration consente alle organizzazioni di connettere applicazioni eterogenee e di sfruttare pienamente il valore dei propri dati, creando un ecosistema digitale davvero coeso.

“Per Impresoft, l’integrazione ibrida non è solo un tema tecnico, ma una visione strategica. È ciò che permette alle aziende di costruire infrastrutture solide, interoperabili e pronte ad accogliere le sfide delle tecnologie più innovative, AI in primis”, dichiara Alessandro Geraldi, Group CEO di Impresoft. “Grazie a queste nuove competenze, rafforziamo la nostra leadership nella Modern Integration, in grado di accompagnare i clienti nel loro viaggio di trasformazione digitale a prescindere dalle soluzioni tecniche prescelte, parlando davvero tutte le lingue dell’integrazione”.

“Siamo davvero entusiasti di accogliere in Impresoft questo straordinario team di 20 professionisti” dichiara Gianni Pelizzo, Co-CEO di Syscons, parte di Impresoft Group. “L’expertise su TIBCO rappresenta un tassello molto importante e ci permetterà di affrontare con ancora maggiore efficacia i progetti di integrazione più complessi. Non vediamo l’ora di mettere in sinergia le nostre competenze per supportare le imprese italiane a crescere, innovare e trarre il massimo valore dai propri sistemi e dai dati a disposizione”.

Grazie a questa operazione, Impresoft potenzia il proprio centro di competenza Business Solutions, sempre più strategico per rispondere alle esigenze di un mercato in cui la moltiplicazione delle applicazioni e dei dati impone la necessità di un’infrastruttura intelligente, sicure e pronte per l’intelligenza artificiale. È in questa direzione che Impresoft investe: costruire le fondamenta invisibili ma indispensabili su cui poggia l’innovazione delle aziende di domani.

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Chi sa solo di cyber non sa nulla di cyber https://www.datamanager.it/2025/10/chi-sa-solo-di-cyber-non-sa-nulla-di-cyber/ Wed, 29 Oct 2025 13:57:38 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248574 Perché oggi nella sicurezza informatica serve una visione da CEO (capace di trasformare la complessità in strategia) A cura di Alessandro Geraldi, Group CEO di Impresoft Negli ultimi anni, l’Italia ha compiuto progressi nel campo della sicurezza informatica. La consapevolezza del rischio cyber è in costante crescita, e gli investimenti nel settore continuano ad aumentare: […]

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Perché oggi nella sicurezza informatica serve una visione da CEO (capace di trasformare la complessità in strategia)

A cura di Alessandro Geraldi, Group CEO di Impresoft

Negli ultimi anni, l’Italia ha compiuto progressi nel campo della sicurezza informatica. La consapevolezza del rischio cyber è in costante crescita, e gli investimenti nel settore continuano ad aumentare: nel 2024 sono stati superati i 2,4 miliardi di euro di spesa nella cyber sicurezza; le previsioni per i prossimi anni indicano un’ulteriore espansione, con tassi di crescita della spesa a due cifre. Si tratta di un segnale incoraggiante.

Parallelamente, però, gli attacchi informatici stanno evolvendo: da minacce ai dati si stanno trasformando in shock operativi in grado di paralizzare intere organizzazioni. Le aziende si trovano a fronteggiare fermi produttivi, con perdite economiche rilevanti. È il caso, ad esempio, del produttore di birra Asahi, dove un attacco cyber ha bloccato numerosi stabilimenti, insieme a call center e spedizioni. Un episodio analogo è accaduto alla Jaguar Land Rover, costretta a sospendere le linee di produzione a causa di un attacco hacker, con perdite stimate in 50 milioni di sterline a settimana. Anche due note catene britanniche, Co-op e Marks & Spencer sono state colpite nella scorsa primavera. Il rischio cyber può incidere quindi direttamente sulla continuità operativa, la reputazione e la competitività aziendale.

Proteggere le infrastrutture digitali e rafforzare la resilienza tecnologica non è però solo una questione aziendale: è un elemento chiave della sicurezza nazionale. Dietro gli attaccanti spesso c’è una industria criminale sostenuta da governi. In tale contesto, la capacità di manipolare e bloccare infrastrutture e catene produttive può diventare uno strumento di coercizione e pressione geopolitica, alla pari delle sanzioni finanziarie e commerciali o ai controlli sull’export tecnologico o di risorse naturali.

La cybersecurity è pertanto un fattore strategico che riguarda direttamente la competitività delle imprese e, più in generale, la tenuta del sistema Paese. In questo scenario, la domanda che ogni CEO dovrebbe porsi è: come possiamo tradurre questa consapevolezza in azioni concrete e contribuire davvero alla sicurezza aziendale e del sistema Paese?

Sicuramente aumentare il budget dedicato alla sicurezza è un fattore necessario alla luce del fatto che per gli attaccanti può diventare sempre più facile ed efficace offendere. Gli attaccanti stanno beneficiando delle nuove tecnologie – tra queste soprattutto l’intelligenza artificiale – incrementando la loro efficacia. Quando aggredire costa meno che difendere, aumentano gli incentivi ad attaccare.

Oltre al budget serve un nuovo sistema di governo della cyber sicurezza. La sicurezza non è un tema tecnico da delegare ai tecnici, ma una disciplina che deve integrare risk management, visione di business, gestione dei talenti e tecnologia. È per questo che il ruolo del CISO (Chief Information Security Officer, ovvero il responsabile della cyber sicurezza in azienda) deve evolvere: non più un ruolo tecnico del mondo IT con un budget limitato, ma un executive con autonomia decisionale, risorse adeguate e capacità di dialogare con il board. In altre parole, un “CEO parallelo” della resilienza aziendale.

Devono cambiare anche le competenze dei team che lavorano sulla cyber sicurezza, con competenze sempre più ibride. Prendendo in prestito una lezione dal mondo del calcio, José Mourinho lo ha detto in modo chiaro: “chi sa solo di calcio non sa nulla di calcio”. Lo stesso vale per la cybersecurity: chi sa solo di tecnologia non ha una visione completa del problema.  Le competenze della cybersecurity del futuro saranno sempre più ibride: serviranno figure capaci di unire competenze tecnologiche e tecniche, capacità di analisi dei dati, comprensione dei processi aziendali e conoscenza delle logiche di risk management.

La capacità di difesa è inoltre sempre più dipendente dalla capacità di coinvolgere tutte le risorse aziendali. La maggior parte delle vulnerabilità nasce infatti dai comportamenti individuali: la fretta, la superficialità, la mancanza di consapevolezza sono il terreno ideale per chi attacca. È quindi fondamentale lavorare sulla formazione, gestione del cambiamento e sulla cultura organizzativa. Dipendenti consapevoli e formati diventano cittadini meglio equipaggiati a proteggersi anche nella sfera privata. Non si tratta solo di formazione tecnica, ma di un vero cambiamento culturale per portare le persone a ragionare sul lungo periodo, a valutare le conseguenze delle proprie azioni, a sviluppare un approccio analitico e critico.

Parlando frequentemente con chi guida le aziende, vedo chiaramente che l’Italia sta comprendendo l’urgenza di rafforzare le proprie infrastrutture digitali e di puntare a una sovranità tecnologica più solida. È un segnale incoraggiante, ma la posta in gioco resta alta: la rapidità con cui si muovono gli attaccanti e le incertezze geopolitiche ci impongono di agire con decisione e accelerare i tempi. La cybersecurity deve essere considerata una priorità imprescindibile: una condizione abilitante per la competitività, la stabilità e la sovranità digitale del Paese. Per gli imprenditori significa assumere la responsabilità di guidare questo cambiamento, investendo, promuovendo nuove competenze e scegliendo partner, idealmente nazionali, in grado di rafforzare non solo l’azienda, ma l’intero sistema Italia.

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Impresoft acquisisce Mainsim e accelera la crescita dello Smart Manufacturing https://www.datamanager.it/2025/09/impresoft-acquisisce-mainsim-e-accelera-la-crescita-dello-smart-manufacturing/ Tue, 16 Sep 2025 10:13:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=247479 Con l’ingresso di Mainsim, leader nelle soluzioni CMMS e asset management, Impresoft amplia il proprio portafoglio e accelera la digitalizzazione delle imprese italiane Impresoft annuncia l’acquisizione di Mainsim, azienda genovese leader nello sviluppo di soluzioni digitali per la gestione dei processi manutentivi e asset management. L’operazione arricchisce l’offerta di Impresoft, ampliando il portfolio di soluzioni […]

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Con l’ingresso di Mainsim, leader nelle soluzioni CMMS e asset management, Impresoft amplia il proprio portafoglio e accelera la digitalizzazione delle imprese italiane

Impresoft annuncia l’acquisizione di Mainsim, azienda genovese leader nello sviluppo di soluzioni digitali per la gestione dei processi manutentivi e asset management. L’operazione arricchisce l’offerta di Impresoft, ampliando il portfolio di soluzioni software proprietarie e consolidando il ruolo del Gruppo come partner strategico per la digitalizzazione delle imprese italiane.

L’ingresso di Mainsim in Impresoft rappresenta un contributo strategico di grande valore, perfettamente integrato all’interno del Competence Center dedicato allo Smart Manufacturing & Quality. Il software CMMS (Computerized Maintenance Management System) Mainsim, riconosciuto come punto di riferimento nel mercato italiano per la gestione della manutenzione e dell’asset management, si affianca alle soluzioni già consolidate all’interno del Gruppo, specializzate in MES (Manufacturing Execution System), ERP (Enterprise Resource Planning), WMS (Warehouse Management System), QMS (Sistemi per la Qualità) e LIMS (Laboratory Information Management System). Insieme, queste competenze danno vita a un ecosistema integrato e sinergico, capace di abilitare processi più efficienti, automatizzati e data-driven.

“L’acquisizione di Mainsim ci consente di aggiungere un tassello di grande valore alla nostra proposta, consolidando la nostra identità di gruppo italiano e capace di raccogliere le migliori eccellenze del paese. Mainsim, con le sue competenze, la tecnologia sviluppata in-house e la sua specializzazione, si inserisce perfettamente nel nostro progetto di accelerazione della digitalizzazione delle aziende del sistema paese”, dichiara Alessandro Geraldi, Group CEO di Impresoft.

Fondata nel 2001 a Genova, Mainsim oggi conta 45 collaboratori e un fatturato di circa 5 milioni di euro, frutto di una traiettoria di crescita costante, con un CAGR del 30% su base annua negli ultimi cinque anni. Nel tempo, Mainsim si è distinta per l’altissima specializzazione, la capacità di innovare e l’attenzione alla user experience. Elementi che hanno portato la soluzione CMMS a diventare il punto di riferimento in Italia per la gestione della manutenzione nei più diversi settori produttivi e di servizi, espandendo la sua offerta anche oltre confine con l’apertura di una sede a Parigi nel 2024.

Le soluzioni di Mainsim sono utilizzate da realtà leader in Italia, a conferma della solidità della piattaforma in settori strategici come il manufacturing, il facility management, l’healthcare e la logistica.

L’acquisizione di Mainsim segna il proseguimento di un percorso iniziato all’interno del Gruppo Duferco, che ha rappresentato per Mainsim un contesto di crescita e sviluppo fondamentale. Entrata a far parte di Duferco nel 2014, Mainsim ha potuto affinare le proprie soluzioni, collaborando con diverse aziende del Gruppo e mantenendo allo stesso tempo una forte autonomia e una propria base clienti.

“La nostra storia nasce dalla system integration, dall’ascolto delle esigenze reali dei dipartimenti manutentivi delle aziende, e si è evoluta in un prodotto CMMS unico per usabilità e verticalità. Dopo un’entusiasmante esperienza nel Gruppo Duferco, che ci ha condotti a livelli di eccellenza, entrare a far parte di Impresoft ci permette di portare la nostra profonda competenza settoriale all’interno di un network che condivide i valori che ci hanno guidati fin dall’inizio: qualità, italianità e sviluppo di soluzioni innovative che migliorano la vita dei nostri clienti,” commenta Giovanni Ferrando, CEO di Mainsim.

L’acquisizione di Mainsim si inserisce coerentemente nella strategia di crescita e sviluppo di Impresoft: creare un ecosistema di imprese italiane, ognuna con la propria unicità e specializzazione, capaci di dialogare tra loro per offrire al cliente finale soluzioni sempre più integrate e innovative. La storia di Mainsim rappresenta un modello di come la profonda conoscenza dei processi e la specializzazione siano le chiavi per affermarsi anche nei mercati più competitivi. Oggi, l’azienda guarda con determinazione all’espansione internazionale, a partire dalla Francia, con l’obiettivo di portare la qualità e il know-how italiano anche oltre confine. Con questa acquisizione, Impresoft conferma il proprio ruolo di punto di riferimento per la trasformazione digitale delle eccellenze italiane, valorizzando la specificità, la territorialità e le competenze verticali dei suoi Competence Center.

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AI Agent in azienda: una nuova forza lavoro digitale? https://www.datamanager.it/2025/07/ai-agent-in-azienda-una-nuova-forza-lavoro-digitale/ Tue, 08 Jul 2025 13:00:11 +0000 https://www.datamanager.it/?p=246431 Come gli agenti AI stanno trasformando radicalmente il lavoro e l’automazione nelle imprese A cura di Alessandro Geraldi, Group CEO di Impresoft Tradizionalmente l’intelligenza artificiale è stata pensata come uno strumento cognitivo: una “mente aggiuntiva” in grado di potenziare le capacità umane nella comprensione, nel calcolo e nella previsione. Oggi, però, questo paradigma è superato. […]

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Come gli agenti AI stanno trasformando radicalmente il lavoro e l’automazione nelle imprese

A cura di Alessandro Geraldi, Group CEO di Impresoft

Tradizionalmente l’intelligenza artificiale è stata pensata come uno strumento cognitivo: una “mente aggiuntiva” in grado di potenziare le capacità umane nella comprensione, nel calcolo e nella previsione. Oggi, però, questo paradigma è superato. L’AI non si limita più a elaborare informazioni: agisce. E lo fa in modo sempre più autonomo, proattivo e contestuale. Una trasformazione che sta ridisegnando il rapporto tra tecnologia e lavoro.

L’evoluzione recente dell’AI ha portato alla nascita degli agenti AI: entità digitali in grado di svolgere task operativi senza supervisione continua. Questi agenti possono navigare sul web, interagire con software aziendali, pianificare attività, generare report, compilare moduli e persino scrivere codice. L’intelligenza artificiale entra così nei processi aziendali non più solo come supporto decisionale, ma come soggetto operativo. Secondo Gartner, almeno il 15% delle decisioni lavorative quotidiane sarà preso autonomamente tramite AI agentica entro il 2028, rispetto a meno dell’1% nel 2024.

Il fenomeno interessa settori eterogenei: dal customer service alla logistica, dal project management all’analisi dei dati. L’automazione, già presente da tempo nei processi meccanici, si estende ora anche alle funzioni cognitive. L’implicazione più rilevante è l’emergere di un nuovo concetto: quello di forza lavoro digitale intelligente. È arrivato il momento di iniziare a considerare gli agenti di intelligenza artificiale come una nuova componente del mondo del lavoro. Una forza che si integra con quella umana e che, come ogni innovazione profonda, richiede un cambiamento organizzativo e culturale.

Implicazioni per imprese e lavoro: serve una gestione del cambiamento consapevole

Questo nuovo scenario pone dunque diverse sfide. Innanzitutto, le aziende si trovano a dover ripensare ruoli, responsabilità e interfacce uomo-macchina. Le persone restano centrali, ma serve un vero lavoro di gestione del cambiamento, che costruisca consapevolezza sugli obiettivi e sul potenziale dell’AI in azienda.

Ci si avvicina a questa tecnologia con approcci diversi: c’è chi è entusiasta, chi è scettico, chi è intimorito. Per le organizzazioni sarà fondamentale spiegare perché si adotta l’AI, cosa cambierà, e soprattutto quali opportunità essa può creare, sia per l’azienda che per i singoli individui.

Questo vale anche – e soprattutto – per l’Italia, dove, nonostante il ritardo complessivo del sistema Paese e il numero ancora limitato di startup specializzate, non mancano esempi di eccellenza: basti pensare ai 10.000 robot operativi nel settore manifatturiero o all’impiego avanzato dell’intelligenza artificiale nei clinical trial. Tuttavia, è fondamentale diffondere e aumentare la consapevolezza a tutti i livelli. Con l’intelligenza artificiale, per la prima volta nella storia, l’aumento di produttività legato a una nuova tecnologia appare evidente e difficilmente contestabile.

Impresoft: un modello di adozione guidata

Come Impresoft, portiamo esempi concreti di questa trasformazione: nella nostra organizzazione l’AI si sta integrando nei processi, nei servizi professionali, nel marketing e con i prodotti proprietari e dei vendor. L’approccio adottato si basa su un framework strutturato, che guida le aziende dall’incertezza iniziale alla piena consapevolezza, con una roadmap ben definita.

Questo modello si adatta al contesto aziendale, al settore e alle esigenze dei singoli team. È possibile quindi agire verticalmente o trasversalmente, offrendo un modello di governance centralizzato ma con risposte su misura per ciascun ruolo. I benefici sono tangibili: una migliore gestione dei dati, maggiore sicurezza, riduzione dei costi di licenza e l’utilizzo di server dedicati che riducono significativamente i rischi di esposizione dei dati.

Un caso applicativo di successo è quello di alcune aziende del settore retail e moda-lusso, che, grazie all’utilizzo di Amaltia, prodotto proprietario di Impresoft, hanno ridotto del 40% i costi per le attività di produzione del software. Amaltia è una soluzione progettata per supportare le aziende nell’organizzazione della conoscenza e nell’automazione dei processi decisionali, con la garanzia di essere una soluzione AI in cloud privato evitando così il rischio di esposizione di dati. Con Amaltia si ottiene anche l’unificazione di quest’ultimi, evitandone la frammentazione mediante un accesso centralizzato e contestualizzato. La soluzione permette un netto abbattimento dei costi aziendali grazie alla riduzione di attività manuali e alla minimizzazione dei costi di licenza dei diversi prodotti.

L’AI per il bene comune

Al recente Customer Engagement Summit 2025 di Impresoft Engage a Vicenza, è emerso inoltre con forza un messaggio chiave: l’intelligenza artificiale è un alleato strategico nel Customer Journey. L’AI oggi rappresenta un’opportunità per rendere marketing, vendite, eCommerce e customer service più efficaci e capaci di costruire relazioni più profonde con i clienti.

L’entusiasmo, tuttavia, non basta. Una ricerca di Ernst & Young evidenzia che il 76% dei lavoratori in Italia teme gli impatti dell’AI sul mercato del lavoro[2], mettendo in risalto l’importanza della formazione e della governance etica dell’AI La sfida non è solo adottare nuove tecnologie, ma creare le condizioni affinché producano valore per tutti.

Affinché l’intelligenza artificiale non venga percepita come uno strumento di riduzione della forza lavoro, ma come risorsa rivoluzionaria, è fondamentale ispirarsi al bene comune: usare l’AI per migliorare la qualità della vita delle persone, aumentare la sicurezza, liberare tempo e attenzione umana per attività a più alto valore aggiunto.

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