Inaz – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 12 Nov 2025 09:02:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Inaz – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Il profitto non è l’unico obiettivo. La formula sostenibile di Inaz https://www.datamanager.it/2025/11/il-profitto-non-e-lunico-obiettivo-la-formula-sostenibile-di-inaz/ Wed, 12 Nov 2025 09:00:47 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248649 La più longeva azienda HR italiana integra responsabilità sociale, innovazione e welfare in una strategia di lungo periodo. La sostenibilità è una scelta strategica, non un capitolo a parte Inaz nasce nel 1948 con l’obiettivo di razionalizzare le attività per migliorare il benessere dei dipendenti. La sua cultura d’impresa continua a orientarne scelte e visione di […]

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La più longeva azienda HR italiana integra responsabilità sociale, innovazione e welfare in una strategia di lungo periodo. La sostenibilità è una scelta strategica, non un capitolo a parte

Inaz nasce nel 1948 con l’obiettivo di razionalizzare le attività per migliorare il benessere dei dipendenti. La sua cultura d’impresa continua a orientarne scelte e visione di business. Per la più longeva azienda HR italiana, la sostenibilità rappresenta l’elemento strutturale della strategia, non un capitolo a parte. «La responsabilità sociale è parte integrante della nostra storia» – spiega Ludovica Busnach, consigliera Inaz e figlia di Linda Gilli, presidente della società. «La nostra realtà si è sempre contraddistinta per l’attenzione all’etica nei processi, nelle soluzioni e nella gestione delle persone. Il profitto non è l’unico obiettivo da perseguire».

GOVERNANCE ESG

Inaz nel corso degli anni ha promosso iniziative culturali in ambito lavoro e umanesimo di impresa e la collana editoriale “Piccola Biblioteca d’Impresa Inaz”. «Quando i temi della sostenibilità hanno trovato una sintesi nei criteri ESG, abbiamo deciso di affrontarli in modo strutturato» – continua Ludovica Busnach. «Abbiamo pubblicato il Bilancio di Sostenibilità, oggi alla seconda edizione, e istituito un Comitato ESG che monitora il piano strategico triennale, con iniziative su people management, diversity e inclusione, formazione, salute e sicurezza, governance responsabile, digital innovation e impatto ambientale.

Inoltre abbiamo aderito al Global Compact delle Nazioni Unite, adottando un approccio sistemico per garantire che la sostenibilità permei tutte le decisioni strategiche e operative». Tra gli interventi concreti, l’efficientamento dei data center, la dematerializzazione dei processi e lo sviluppo di software HR etici e accessibili, progettati secondo i principi di privacy-by-design. Inaz ha realizzato anche le dashboard analytics ESG per la rendicontazione non finanziaria: «Utilizzando KPI e standard aggiornati le aziende possono misurare e monitorare i propri impatti nei tre ambiti ESG e garantire informazioni sempre disponibili».

RISPONDERE ALLA SOCIETÀ

Un altro pilastro è la restituzione di valore alla società. L’approccio filantropico è la cifra distintiva di Inaz, che ha promosso, per esempio, donazioni e attività di microcredito a sostegno dell’imprenditoria femminile. «Ma abbiamo voluto fare un passo in più, introducendo il volontariato aziendale collaborativo, per rendere la donazione un’esperienza condivisa» – racconta Ludovica Busnach. La collaborazione con “Pane Quotidiano Onlus” e la partecipazione alla “Pink Parade” della Fondazione Veronesi sono espressioni di questo approccio. Attraverso la sua Academy, Inaz investe nella crescita delle persone, con programmi su intelligenza artificiale, cloud computing, data analytics e leadership etica, pensati per sviluppare competenze al passo con i tempi.

«Formiamo professionisti HR, aprendo l’accesso anche alle categorie protette. Sosteniamo la genitorialità e promuoviamo la parità di genere, facendo attenzione al gender pay gap ed alla prossima trasparenza salariale». La responsabilità valoriale guida il passaggio generazionale, in linea con gli standard AIDAF: «Chi viene dopo deve custodire i valori e agire con responsabilità economico-finanziaria, soprattutto nei periodi di incertezza».

TALENTI, BENESSERE E FUTURO

L’equilibrio tra vita lavorativa e privata è una pratica aziendale consolidata. Inaz offre flessibilità oraria, una piattaforma welfare personalizzata e spazi collaborativi fisici e digitali, che favoriscono produttività sostenibile e benessere psicofisico. «Nel prossimo triennio, vogliamo rafforzare l’integrazione tra innovazione tecnologica e sostenibilità» – spiega Ludovica Busnach. «Dopo aver conseguito la certificazione UNI/PdR 125:2022, puntiamo a consolidare percorsi di leadership femminile e mentoring per ridurre il gender gap. Inoltre, stiamo ottimizzando la flotta aziendale, riducendo carta e materiali monouso e sviluppando soluzioni di intelligenza artificiale etica e inclusiva, secondo le linee guida Web Content Accessibility – WCAG».

Per la terza generazione di Inaz, l’inclusione genera valore reale e misurabile. «Nei team IT la diversità accelera la creatività e migliora la qualità progettuale» – afferma Ludovica Busnach. «Le politiche di flessibilità e benessere contribuiscono a ridurre turnover e assenteismo. Coniugare eccellenza tecnologica, responsabilità sociale e attenzione alle persone è il modo migliore per attrarre e trattenere i talenti».

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Inaz, persone e innovazione al centro dell’impresa https://www.datamanager.it/2022/06/inaz-persone-e-innovazione-al-centro-dellimpresa/ Fri, 10 Jun 2022 07:14:57 +0000 https://www.datamanager.it/?p=219340 La storica dell’economia Vera Zamagni, nell’ultimo volume della collana “Storie di imprese” da lei curata per Il Mulino, si occupa del caso imprenditoriale della più longeva realtà italiana dell’IT applicata alle risorse umane, un esempio concreto di quarto capitalismo Dal 1948, Inaz significa INnovazione AZiendale. «All’inizio, Inaz era una società di organizzazione degli uffici del […]

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La storica dell’economia Vera Zamagni, nell’ultimo volume della collana “Storie di imprese” da lei curata per Il Mulino, si occupa del caso imprenditoriale della più longeva realtà italiana dell’IT applicata alle risorse umane, un esempio concreto di quarto capitalismo

Dal 1948, Inaz significa INnovazione AZiendale. «All’inizio, Inaz era una società di organizzazione degli uffici del personale. Erano anni difficili, ma allo stesso tempo straordinari. L’Italia era da ricostruire e con essa il suo tessuto imprenditoriale» – racconta Linda Gilli, cavaliere del lavoro, presidente e AD di Inaz. «Nelle aziende di allora, gli uffici che si occupavano del personale non erano preparati a cogliere le sfide della modernità. Servivano strumenti più agili, processi più efficienti, procedure più veloci. In una parola, serviva innovazione». La prima novità fu l’introduzione del “foglio paga” che veniva stampato all’interno della tipografia di famiglia. All’inizio infatti, la ragione sociale completa era “Inaz Paghe”, perché le paghe erano il core business dell’azienda. «Da allora – prosegue Linda Gilli – abbiamo fatto davvero molti passi in avanti. Anno dopo anno, ci siamo evoluti assieme alla tecnologia e alla complessità del management aziendale. E oggi, facciamo tanto altro: software, outsourcing, business intelligence, consulenza, formazione, editoria».

Le soluzioni targate Inaz spaziano dalla gestione organizzativa HR all’amministrazione del personale, con soluzioni per turni e presenze, budget del personale, analytics, sviluppo dei talenti, welfare. Anche nei momenti difficili, e non solo durante la pandemia, Inaz ha puntato sempre all’aggiornamento. «Più che di “resilienza”, preferisco parlare “antifragilità”, parola che porta in sé la propensione ad accogliere i cambiamenti anche nei momenti di grave incertezza e trasformarli in opportunità» – spiega l’AD di Inaz. «Bisogna sempre inventarsi cose nuove anche quando il momento è ostile». E questo è senz’altro uno del motivi per cui Inaz può essere considerata l’impresa italiana più longeva dell’IT applicata alle risorse umane, come emerge dal volume “Inaz. Innovazione aziendale – Un’azienda di persone per le persone”. Scritto da Vera Negri Zamagni, docente di storia economica all’Università di Bologna e al SAIS Europe della Johns Hopkins University, il libro, della collana “Storie di imprese” edita da il Mulino, traccia la storia della società passando attraverso tre generazioni: dal fondatore Valerio Gilli che seppe guidare con lungimiranza l’azienda con il prezioso contributo della moglie Clara Calissano, all’attuale presidente Linda Gilli, affiancata dai figli Ludovica, Valerio e Giovanni.

La famiglia, motore dello sviluppo

«La famiglia è un bene fondamentale e prioritario da curare con amore e nel tempo» – scrive la presidente di Inaz nella prefazione del volume. «Solo una salda alleanza della nuova generazione, una gestione oculata e proattiva, una visione chiara dei cambiamenti e il senso del sacrificio e della dedizione, permetterà il passaggio alla terza generazione e se i valori e il continuo rinnovamento saranno reiterati, anche alla quarta generazione e così via». Oggi, Linda Gilli è l’ispiratrice dell’innovazione in azienda, un modello di professionalità, salda nei valori e con uno sguardo sempre rivolto al futuro.


#Inaz impresa IT di quarto capitalismo. Innovazione e responsabilità, motori dello sviluppo @Inaz_SRL
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Il sistema valoriale dell’impresa familiare, si legge nel libro, ha un impatto determinante sulla performance dell’azienda, dal momento che essa è affidata alle mani della famiglia. A livello strutturale, l’impresa a conduzione familiare che funziona è in grado di mettere in opera una continuità generazionale ben disegnata, mantiene il suo focus sulla qualità del prodotto e sulla creatività nel perfezionarlo, trova nuovi mercati e nuovi metodi di produzione, tiene la finanza aziendale in ordine, con una propensione a usare una parte rilevante dei proventi in ricerca e sviluppo. Infine, la terza dimensione, per i destini di un’impresa, è la scelta del top management, un aspetto che Linda Gilli ritiene fondamentale. Un giusto mix tra membri della famiglia e manager cooptati dall’esterno è vincente, ma lo è se la combinazione avviene su valori condivisi.

«Essere impresa di persone per le persone significa che, nel perseguire i risultati economici, le persone non sono un mezzo ma il fine. Amo le persone curiose, che condividono l’idea di azienda come bene comune per il raggiungimento dei risultati». L’armonia aziendale è una chiara scelta della presidente, il cui obiettivo è costruire un’impresa “umanistica”, nella quale le persone sono rispettate e valorizzate. Nell’ottica di uno sviluppo armonioso e globale della società, l’uomo deve essere al centro del processo. L’azienda è un organismo composto e mosso dalle persone che vi lavorano, un organismo che interagisce in un sistema complesso dove operano anche le istituzioni. Ogni componente di questo sistema non è un’isola a sé stante, ma deve collaborare nell’ottica del bene comune. Pubblico e privato devono dialogare in maniera costruttiva. Il profitto e l’ambiente devono rispettarsi reciprocamente. Il bene di una singola azienda deve contribuire a quello del comparto cui appartiene che, a sua volta, fa il bene del Paese».

Inaz, impresa IT di quarto capitalismo

Secondo Mediobanca, dove il fenomeno viene studiato anno per anno, il quarto capitalismo è costituito dalle imprese della fascia dimensionale intermedia, che generalmente si distinguono per la presenza internazionale e sono solo parzialmente riconducibili a sistemi produttivi locali. Si tratta quindi di aziende medie, che vantano, all’incirca, tra i 50 a 500 dipendenti. Viene definito “quarto” con riferimento al primo capitalismo, quello delle corporation, al secondo, il capitalismo delle imprese di Stato, e al terzo, che si riferisce alle piccole imprese dei distretti industriali classici. Per Vera Zamagni, Inaz rappresenta un caso esemplare di quarto capitalismo. Un riconoscimento che solitamente viene attribuito alle società del settore manifatturiero. Con oltre 50 milioni di euro di fatturato e più di 500 addetti, Inaz si presenta infatti come un esempio virtuoso di azienda familiare, capace di mantenere ferma la sua ispirazione valoriale e di esercitare una fattiva responsabilità civile d’impresa. Ma che cosa rende Inaz diversa dalle altre aziende? «L’identità distintiva è alla base delle nostre azioni. Lavoriamo insieme ai clienti per creare qualcosa di utile e siamo gli unici ad avere realizzato un software personalizzabile» – specifica Linda Gilli.


#HR La centralità del fattore umano per governare i cambiamenti – Linda Gilli @Inaz_SRL
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Il “fattore umano” diventa un film sul lavoro

Da sempre, Inaz è un esempio di creatività. Nel 2018, Inaz – Osservatorio Imprese Lavoro, in collaborazione con Fondazione Ente dello Spettacolo, ha prodotto il documentario “Il fattore umano. Lo spirito del lavoro”, diretto dal regista milanese Giacomo Gatti, che racconta le realtà italiane che creano lavoro, innovazione e sviluppo. Dopo aver debuttato alla Festa del Cinema di Roma 2018, il film ha girato per mesi l’Italia dei festival, dei cineforum, dei circoli promossi dalle associazioni del Terzo Settore. Ora è disponibile gratuitamente online sul sito dell’impresa. Protagoniste, una quindicina di imprese italiane di ogni settore, dalla meccanica al tessile, dall’agroalimentare all’editoria, dall’hi-tech per la sanità al mondo delle startup: tutte realtà che valorizzano il legame fra generazioni, il sostegno ai giovani, il rispetto per l’ambiente, la promozione della cultura. Focus anche sull’esperienza di Don Loffredo, che nel Rione Sanità di Napoli ha dato una risposta ai giovani disoccupati, gestendo la riapertura delle Catacombe e attirando centomila visitatori.

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Inaz, impresa di persone per le persone https://www.datamanager.it/2021/11/inaz-impresa-di-persone-per-le-persone/ Wed, 24 Nov 2021 08:19:18 +0000 https://www.datamanager.it/?p=214570 Dai primi strumenti di organizzazione del lavoro ai software gestionali. L’innovazione di Inaz nelle HR, protagonista del libro di Vera Negri Zamagni Essere impresa “di persone per le persone”, in un contesto di economia sostenibile. Questa è la formula che ha permesso a Inaz di confermarsi come l’impresa italiana più longeva dell’IT applicata alle risorse umane. […]

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Dai primi strumenti di organizzazione del lavoro ai software gestionali. L’innovazione di Inaz nelle HR, protagonista del libro di Vera Negri Zamagni

Essere impresa “di persone per le persone”, in un contesto di economia sostenibile. Questa è la formula che ha permesso a Inaz di confermarsi come l’impresa italiana più longeva dell’IT applicata alle risorse umane. Fondata nel 1948 da Valerio Gilli, oggi è protagonista del volume “Inaz. Innovazione aziendale – Un’azienda di persone per le persone”. Scritto da Vera Negri Zamagni, storica dell’economia e docente universitaria, il libro, della collana “Storie di Imprese” edita da Il Mulino, traccia la storia della società che ha saputo innovare gli uffici del personale delle aziende italiane, grazie a innovazioni continue. Proprio queste innovazioni (dai primi strumenti e tecnologie per organizzare il lavoro in modo razionale, come la busta paga, ai software per la gestione del personale, fino alle app a supporto dello smart working, la comunicazione, l’analisi dei dati e molto altro) danno forma al lavoro di oggi. Il volume è stato presentato nel convegno dal titolo “Le imprese di persone per le persone nell’economia sostenibile”.

Nel contesto economico mondiale, chiamato a rispondere all’urgente necessità di un nuovo modello di sviluppo, è necessario mettere le persone al centro della cultura d’impresa.

«Essere impresa di persone per le persone significa che, nel perseguire i risultati economici, le persone non sono un mezzo ma il fine» – spiega Linda Gilli, cavaliere del lavoro, presidente e AD di Inaz, esponente della seconda generazione alla guida dell’azienda. «Persone – continua Gilli – qualificate e continuamente formate che condividono l’idea di azienda come bene comune per il raggiungimento del bene sociale». Marco Vitale, economista e consulente aziendale, ha descritto il paradigma dell’Economia Civile, modelli virtuosi su cui si fondano le imprese d’eccellenza, spesso PMI a conduzione familiare, che costituiscono il tessuto vitale della nostra economia. «Far crescere le imprese – spiega Vitale – è una missione. Occorre mantenere la schiena dritta, fare un passo indietro per consentire alle giovani generazioni di emergere, e avere chiaro che l’azienda è un bene comune che va rispettato da tutti. Solo così è possibile gestire i cambiamenti e i passaggi più delicati».

Per Vera Negri Zamagni, Inaz è un caso unico di azienda di servizi nel contesto del quarto capitalismo, che ha valorizzato una diversa cultura d’impresa. «Oggi, il modello taylorista di organizzazione del lavoro è superato» – spiega l’economista Stefano Zamagni. «La rivoluzione digitale richiede che le persone mettano in campo creatività, intelligenza emotiva ed espressione di sé. Servono nuovi modelli organizzativi e una nuova leadership. Sono proprio le medie imprese, per le loro dimensioni e condizioni, a realizzare prima e meglio queste innovazioni». I giovani imprenditori sono chiamati sempre più a trasformare l’apparente contrapposizione tra profitto e sostenibilità in un binomio inscindibile.

Secondo Ludovica Busnach, COO di Inaz e cofounder di Timeswapp, la sostenibilità è un fattore di competitività in diversi ambiti. Sostenibilità vuol dire anche coinvolgere le comunità locali in iniziative di sviluppo territoriale, come i progetti di parchi eolici in Scozia e agrivoltaici in Sicilia, illustrati da Irene Falck di Falck Renewables. Per Massimiliano Marsiaj, vicepresidente Sabelt, eccellenza del Made in Italy nel settore automotive, la sostenibilità deve essere il punto di partenza per la progettazione di nuovi prodotti e l’ideazione di processi produttivi green.

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INAZ cresce in Essepaghe acquisendone la maggioranza https://www.datamanager.it/2021/10/inaz-cresce-in-essepaghe-acquisendone-la-maggioranza/ Mon, 25 Oct 2021 09:53:12 +0000 https://www.datamanager.it/?p=213575 La società di software e servizi dedicati al mondo HR aveva già dal 2010 una partecipazione in Essepaghe, specializzata in soluzioni dedicate ai Consulenti del Lavoro. Linda Gilli, presidente e AD: «Rafforziamo una collaborazione di lunga data per offrire agli studi professionali applicativi e servizi sempre più innovativi, digitali e smart» Inaz, società milanese specializzata […]

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La società di software e servizi dedicati al mondo HR aveva già dal 2010 una partecipazione in Essepaghe, specializzata in soluzioni dedicate ai Consulenti del Lavoro. Linda Gilli, presidente e AD: «Rafforziamo una collaborazione di lunga data per offrire agli studi professionali applicativi e servizi sempre più innovativi, digitali e smart»

Inaz, società milanese specializzata in software e servizi per amministrare e gestire le risorse umane, ha acquisito la maggioranza di Essepaghe, società di Vicenza attiva dal 1999 nel campo dei software dedicati ai Consulenti del Lavoro. Essepaghe faceva parte del Gruppo Inaz dal 2010, racconta Linda Gilli, Cavaliere del Lavoro e presidente e amministratore delegato di Inaz: «Con questa operazione si rafforza la collaborazione già esistente fra le nostre due realtà, nell’ottica di proporre agli studi professionali servizi online innovativi, in particolare per quanto riguarda l’ambito della gestione digitale dei documenti».

Essepaghe conta attualmente tre soci fondatori e 23 collaboratori. È nata nel 1999 dall’intuizione di un gruppo di esperti già operanti nel campo dei software per Consulenti del Lavoro dagli anni ’80. L’obiettivo immediato era quello di proporre un progetto innovativo nel mondo delle procedure paghe per gli studi professionali. Con gli anni il software Essepaghe è arrivato a essere utilizzato da oltre 700 studi in tutta Italia, 250mila cedolini elaborati ogni mese.

Tappa fondamentale della crescita della società è stato diventare, oltre 10 anni fa, una partecipata di Inaz, una delle più importanti imprese italiane specializzata in soluzioni dedicate al settore HR (software, cloud, outsourcing e consulenza), realtà i cui ricavi nel 2020 hanno superato i 45 milioni di euro, +8,6 % rispetto all’anno precedente.

L’operazione, che oggi si completa con l’acquisizione della quota di maggioranza di Essepaghe da parte di Inaz, ha portato alla creazione delle sinergie necessarie garantire ai Consulenti del Lavoro un prodotto e un servizio in grado di anticipare l’evoluzione delle problematiche del mondo paghe e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. «Negli ultimi anni i Consulenti del Lavoro hanno vissuto un forte ricambio generazionale e grandi cambiamenti – sottolinea Linda Gilli –. Il loro lavoro riguarda oggi la gestione delle persone a tutto tondo: elaborare correttamente il cedolino paga non basta, occorre abbinarlo a un servizio completo e dotarsi degli strumenti digitali più avanzati in ambito gestione presenze e risorse umane. Il rapporto tra Inaz ed Essepaghe, facendosi ancora più stretto, porterà a sviluppare una proposta sempre più in linea con questo cambio di paradigma richiesto agli studi professionali, che troveranno in noi un partner sicuro per erogare i loro servizi e assistere al meglio i loro clienti».

Con l’acquisizione di Essepaghe Inaz raggiunge i 520 addetti complessivi e prevede di superare i 50 milioni di euro di fatturato nel 2021.

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Gruppo INAZ: ricavi per 45,3 milioni nel 2020, +8,6% https://www.datamanager.it/2021/06/gruppo-inaz-ricavi-per-453-milioni-nel-2020-86/ Thu, 24 Jun 2021 09:38:48 +0000 https://www.datamanager.it/?p=210924 Cresce la domanda di tecnologie per una gestione digitale del personale in azienda Si è chiuso in crescita il 2020 del Gruppo Inaz, impresa specializzata in soluzioni software, servizi e consulenza in ambito amministrazione e gestione delle risorse umane. I ricavi nel 2020 sono stati di 45 milioni 357 mila euro, +8,6 % rispetto all’anno […]

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Cresce la domanda di tecnologie per una gestione digitale del personale in azienda

Si è chiuso in crescita il 2020 del Gruppo Inaz, impresa specializzata in soluzioni software, servizi e consulenza in ambito amministrazione e gestione delle risorse umane. I ricavi nel 2020 sono stati di 45 milioni 357 mila euro, +8,6 % rispetto all’anno precedente. «Un risultato importante, conseguito in un anno difficile per la crisi innescata dalla pandemia, in cui il mercato digitale in Italia si è contratto del -0,6% secondo i dati Assinform relativi al 2020» commenta Linda Gilli, Cavaliere del Lavoro e presidente e amministratore delegato di Inaz, che ha sede a Milano, conta circa 450 dipendenti, è presente con filiali e punti assistenza in tutta Italia e da oltre settant’anni è punto di riferimento e sinonimo di innovazione per quanto riguarda le tecnologie e la consulenza dedicate al settore HR.

«Nell’ultimo anno Inaz è cresciuta perché già preparata ad affrontare la trasformazione digitale e la rivoluzione che ha interessato il modo di lavorare – prosegue Linda Gilli –. In un momento in cui la gestione delle persone e l’organizzazione del lavoro sono diventati temi cruciali, abbiamo saputo affiancare i nostri clienti, in prima battuta aiutandoli a gestire le problematiche legate all’emergenza Covid-19, epoi nel raccogliere le sfide del “next normal” che si delinea post pandemia. La chiave è stata proporre non solo strumenti e soluzioni adatti a superare i problemi contingenti, quanto un vero e proprio approccio orientato a innovare con una visione a lungo termine: digitalizzare, garantire la sicurezza negli ambienti di lavoro, comunicare meglio internamente, realizzare uno smartworking davvero positivo per l’azienda e i lavoratori. In una parola, adattare i modelli organizzativi alle trasformazioni irreversibili del mondo del lavoro». Basti pensare che, come rilevato dalla ricerca “Future of Work 2020” realizzata dall’Osservatorio Imprese Lavoro Inaz, dopo la pandemia solo il 6% delle imprese prevede di tornare a lavorare sempre e solo in presenza.

Le strategie future di Inaz sono orientate allo sviluppo di soluzioni sempre nuove e vicine alle esigenze delle aziende, tra cui spiccano i servizi in Cloud, tool e app per agevolare il lavoro da remoto e la comunicazione azienda-dipendente, le applicazioni dell’intelligenza artificiale nei processi a più alto tasso di automazione legati alla gestione del personale. Allo stesso tempo, Inaz intende potenziare la propria rete commerciale e tecnica in tutta Italia e proseguire nella strategia di acquisizioni e partnership che permettono al Gruppo di arricchirsi con realtà d’eccellenza. Un esempio di questa strategia nel 2020 è stata l’acquisizione di Ddocuments, società milanese specializzata nelle soluzioni per la digitalizzazione documentale.

L’andamento positivo del 2021 riguarda anche la dimensione occupazionale: sono state introdotte nuove figure professionali, pari al 26% della popolazione aziendale dedicata ai  ruoli di ricerca e supporto tecnico.

«Lo scenario economico generale rimane complicato, ma guardiamo al futuro con fiducia – conclude Linda Gilli –. La nostra è un’azienda che offre prodotti e servizi per il mercato B2B, perciò il nostro andamento dipende da quello dei clienti. È quindi determinante che l’economia italiana riparta al più presto. Il fatto che la prima missione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sia incentrata su digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura è estremamente significativo: sono questi gli elementi chiave chepotranno rendere l’economia italiana protagonista in un mondo che esce dalla pandemia completamente trasformato. Il Paese e le sue imprese non devono lasciarsi sfuggire questa opportunità».

Come azienda familiare, Inaz accompagna i propri piani di sviluppo a una particolare attenzione al tema del passaggio generazionale. È in quest’ottica che la società ha cominciato a preparare l’ingresso nella proprietà della terza generazione, rappresentata dai tre figli di Linda Gilli: Ludovica, Valerio e Giovanni Busnach. «Un passaggio – sottolinea Gilli – che avverrà nel segno della continuità, con il supporto fondamentale del management di Inaz, che condivide modelli e principi guida della governance aziendale».

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Inaz, persone e organizzazione al centro dell’impresa https://www.datamanager.it/2021/05/inaz-persone-e-organizzazione-al-centro-dellimpresa/ Mon, 10 May 2021 14:48:39 +0000 https://www.datamanager.it/?p=209365 Professionalità, strategie e innovazione. Il remote working è entrato nella vita delle aziende e dei loro dipendenti “senza bussare” e ha portato con sé conseguenze, anche positive, destinate a restare Il mondo del lavoro e quello dei professionisti della gestione delle risorse umane hanno dovuto affrontare nel giro di pochi mesi una trasformazione epocale, dirompente […]

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Professionalità, strategie e innovazione. Il remote working è entrato nella vita delle aziende e dei loro dipendenti “senza bussare” e ha portato con sé conseguenze, anche positive, destinate a restare

Il mondo del lavoro e quello dei professionisti della gestione delle risorse umane hanno dovuto affrontare nel giro di pochi mesi una trasformazione epocale, dirompente e di forte discontinuità con il passato. Con Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz, abbiamo affrontato il tema della digital transformation e degli impatti sulle HR che ha avuto il remote working, entrato nella vita delle aziende e dei loro dipendenti “senza bussare”, portando con sé conseguenze, anche positive, destinate a restare. Per esempio, il cloud, elemento chiave nel garantire la business continuity e la produttività delle aziende perché ha permesso alle persone di accedere alle informazioni indispensabili per lavorare in ogni luogo, in ogni momento e da qualunque device.

CLOUD TRANSFORMATION

Uno spazio di lavoro virtuale dove le persone possono comunicare, condividere, collaborare in modo social e anche, in parte, formarsi. Per le aziende, però, il processo di “cloud transformation” ha creato una lista di sfide tecnologiche importanti, per far fronte alla molteplicità di dispositivi – anche personali – che possono essere utilizzati e che vanno abilitati all’accesso alla rete aziendale, in sicurezza.

Le aziende, quindi, devono garantire da una parte che l’infrastruttura tecnologica sia sicura ed efficiente, ma dall’altra devono anche fornire le competenze non solo digitali, ma anche relazionali e organizzative (remote leadership, comunicazione, lavoro in team a distanza, autonomia, capacità di lavorare e valutare per obiettivi). Ecco allora che la formazione ha un ruolo molto importante per permettere alle aziende e ai loro dipendenti di lavorare meglio a distanza – spiega Linda Gilli. «Le competenze sono infatti un fattore abilitante delle nuove modalità di lavoro. I cambiamenti si susseguono a grandissima velocità e la pandemia non ha fatto che accelerare questa tendenza. La formazione continua è un fronte sul quale le aziende dovranno investire sempre di più se vogliono rimanere competitive. I lavoratori stessi, quale che sia la loro anzianità e il loro ruolo, non devono sentirsi mai arrivati, ma inserirsi in una logica di lifelong learning, preparandosi a imparare cose sempre nuove». In quest’ottica di formazione continua, le tecnologie avranno un ruolo preminente nel ridisegnare il nuovo mondo del lavoro. «Imprese e dipendenti riusciranno a lavorare meglio a distanza grazie soprattutto alla collaboration» – afferma Linda Gilli. «Una gestione collaborativa completa e semplice non solo garantisce i risultati di business, ma è determinante anche per mantenere il senso di appartenenza dei lavoratori, che devono poter essere sempre in contatto con l’organizzazione e con i colleghi, senza il timore di non essere aggiornati su argomenti importanti».


#HR La centralità del fattore umano per governare i cambiamenti – Linda Gilli @Inaz_SRL
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PROGETTARE LA “NUOVA NORMALITÀ”

Un altro elemento coadiuvante che si svilupperà molto in futuro è quello dell’intelligenza artificiale. «Le applicazioni che possono beneficiare dell’AI nelle aziende sono tantissime» – continua Linda Gilli. «Se consideriamo l’angolazione specifica dello smart working, possiamo considerare, per esempio, i chatbot, software progettati per simulare conversazioni con un’altra persona e che possono fungere da assistenti virtuali, semplificando alcune operazioni e, in alcuni casi, anche aiutando i dipendenti sul fronte dell’accessibilità, rendendo la fruizione della tecnologia inclusiva e priva di vincoli».

Inclusione e socialità sono elementi determinanti nella gestione delle HR. A questo proposito, Linda Gilli tocca un tasto dolente di questa fase lavorativa, ovvero la mancanza dell’azienda come spazio di aggregazione, che è anche quello più difficile da ricreare. «Da una parte, grazie al cloud, possiamo ricreare uno spazio di lavoro virtuale, il più possibile collaborativo e sociale. Dall’altra – conclude il Cavaliere del Lavoro Linda Gilli – è necessario ripensare gli spazi fisici della “nuova normalità” che dovranno diventare ecosistemi in cui avvengono momenti di confronto, di contaminazione di idee, di condivisione, di formazione e crescita delle competenze».

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Tra spazi fisici e virtuali https://www.datamanager.it/2021/03/tra-spazi-fisici-e-virtuali/ Wed, 17 Mar 2021 11:00:19 +0000 https://www.datamanager.it/?p=207892 Alla ricerca di un nuovo equilibrio per lo smart working post pandemia La crisi dovuta alla pandemia, con la quale facciamo i conti ormai da un anno, ha avuto fra le sue conseguenze quella di mettere in evidenza il ruolo chiave della tecnologia nell’organizzazione del lavoro e nella gestione del personale, mettendo in moto nel […]

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Alla ricerca di un nuovo equilibrio per lo smart working post pandemia

La crisi dovuta alla pandemia, con la quale facciamo i conti ormai da un anno, ha avuto fra le sue conseguenze quella di mettere in evidenza il ruolo chiave della tecnologia
nell’organizzazione del lavoro e nella gestione del personale, mettendo in moto nel giro di poche settimane processi che altrimenti avrebbero richiesto anni.

Se da un lato c’è stata una spinta positiva verso l’innovazione, dall’altro si sono prodotti alcuni fenomeni negativi: le persone non erano preparate a gestire l’isolamento e la mancanza di confronto diretto con responsabili e colleghi. In molte famiglie con figli è stato difficile trovare un appropriato worklife balance. Non dobbiamo infatti dimenticare che gli uffici – quelli che alcune aziende oggi dicono di voler dismettere – non sono solo degli spazi fisici, ma sono veri e propri ecosistemi in cui avvengono scambi, collaborazioni, formazione, condivisione di idee e competenze.

In questo momento la situazione è sempre in evoluzione, ma dobbiamo pur tirare le somme delle esperienze fatte finora e cominciare a sviluppare progetti a lungo termine. Ecco perché il primo compito degli HR manager, oggi, è quello di immaginare e costruire un
nuovo equilibrio tra spazio fisico e virtuale, senza escludere nessuna delle due dimensioni: perché lo smart working è realmente smart se creiamo le condizioni per far lavorare le persone al meglio delle proprie possibilità, che siano a casa, in ufficio o in qualunque altro ambiente.

Per quanto riguarda il lavoro a distanza, lo strumento chiave che abilita la remotizzazione
e la dematerializzazione dei processi di lavoro è il cloud, che rende accessibili applicazioni
e software in qualunque momento e in ogni luogo. Altri aspetti da curare con attenzione sono la comunicazione azienda-dipendente e l’engagement, realizzabili in maniera efficace grazie a strumenti specificamente sviluppati per l’ambito HR, come i portali aziendali che permettono lo scambio di informazioni e la condivisione tra colleghi, team e responsabili, in modo user friendly ma allo stesso tempo sicuro dal punto di vista della privacy e della protezione dei dati. C’è infine da considerare l’aspetto del benessere organizzativo e del
welfare: anche in questo caso, grazie ad app e piattaforme digitali dedicate, l’azienda può erogare beni e servizi adatti a soddisfare i nuovi bisogni dei dipendenti.

Questa dimensione di lavoro a distanza dovrà integrarsi e armonizzarsi con quella del
lavoro in presenza. Gli ambienti di lavoro fisici non saranno più fruiti secondo orari e modalità rigide, ma si trasformeranno sempre di più in teatro di incontri, riunioni e scambi ad alto valore aggiunto. Gli spazi dovranno modularsi in maniera flessibile sulle esigenze di chi li utilizza. Anche in questo caso la digitalizzazione gioca un ruolo importante, per esempio nel rendere semplici e automatiche le procedure di prenotazione di sale e postazioni, con il fine ultimo di favorire creatività, collaborazione e socialità.

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Inaz acquisisce DDocuments https://www.datamanager.it/2020/03/inaz-acquisisce-ddocuments/ Tue, 03 Mar 2020 10:11:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=196841 Inaz ha acquisito la società milanese attiva nel panorama della digitalizzazione dei documenti e della gestione documentale DDocuments srl, società milanese specializzata nella gestione documentale, è entrata a far parte del Gruppo Inaz, una delle più importanti realtà italiane nella produzione software ed erogazione di servizi per l’amministrazione e la gestione delle risorse umane, presente […]

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Inaz ha acquisito la società milanese attiva nel panorama della digitalizzazione dei documenti e della gestione documentale

DDocuments srl, società milanese specializzata nella gestione documentale, è entrata a far parte del Gruppo Inaz, una delle più importanti realtà italiane nella produzione software ed erogazione di servizi per l’amministrazione e la gestione delle risorse umane, presente con oltre 500 specialisti in tutta Italia. «L’acquisizione di DDocuments, realtà innovativa e dal grande potenziale, permetterà a Inaz di rafforzare il suo ruolo da protagonista nei processi di dematerializzazione aziendale, un fattore chiave sul quale sempre di più le aziende misurano la propria crescita e competitività» dichiara Linda Gilli, Presidente e Amministratore Delegato di Inaz.

DDocuments opera nel dinamico panorama della digitalizzazione dei documenti, dove i soci fondatori – con oltre trent’anni di esperienza nel settore – hanno costruito un know-how unico nel suo genere. La soluzione D-documents è una piattaforma estremamente performante che fornisce servizi ad alto valore aggiunto nella gestione del documento digitale: tra questi conservazione sostitutiva, trasmissione documentale, PEC, firma digitale, fatturazione elettronica B2B e verso la PA, firma grafometrica per dematerializzare completamente processi digitali quali l’emissione di DDT, contratti, cicli approvativi.

Le soluzioni DDocuments sono applicabili a tutti i settori di attività e hanno come punto di forza la capacità di interpretare le esigenze specifiche di ogni cliente e di garantire la massima customizzazione del servizio, con precisione e affidabilità.

«La gestione documentale è stata rivoluzionata dalla trasformazione digitale, ma ci sono ancora ampi margini di innovazione nelle aziende italiane: si tratta quindi di un mercato estremamente interessante – conclude Linda Gilli –. Da sempre Inaz accompagna le imprese che vogliono intraprendere la strada della digitalizzazione in ambito HR: con l’entrata di DDocuments nel Gruppo Inaz proseguiamo nella direzione dell’arricchimento della nostra offerta per il settore. Accogliamo un team di esperti con professionalità di assoluto valore e al contempo, come succede con ogni nostra acquisizione, puntiamo a far crescere ulteriormente DDocuments grazie alla forza del nostro Gruppo e alle riconosciute competenze Inaz in tutto ciò che riguarda la gestione di persone e processi nelle aziende, inclusa l’evoluzione incessante della normativa di riferimento».

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Cloud per la PA: Inaz qualificata tra i fornitori dell’Agenzia Italia Digitale https://www.datamanager.it/2019/07/cloud-per-la-pa-inaz-qualificata-tra-i-fornitori-dellagenzia-italia-digitale/ Wed, 03 Jul 2019 15:20:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=188709 La società è nel ristretto numero di realtà che le PA possono individuare come fornitori qualificati AgID, sia in ambito CSP (Cloud Service Provider), sia in ambito SaaS Inaz, società italiana specializzata nei software e nei servizi per amministrare il personale e gestire le risorse umane, è entrata a far parte del Catalogo dei servizi […]

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La società è nel ristretto numero di realtà che le PA possono individuare come fornitori qualificati AgID, sia in ambito CSP (Cloud Service Provider), sia in ambito SaaS

Inaz, società italiana specializzata nei software e nei servizi per amministrare il personale e gestire le risorse umane, è entrata a far parte del Catalogo dei servizi Cloud qualificati per la PA (Cloud Marketplace AgID), nel quale le Pubbliche Amministrazioni possono individuare i fornitori CSP (Cloud Service Provider) e SaaS (Software as a Service).

«Si tratta di un importante traguardo che ci permette di supportare le PA nella loro strategia Cloud in ambito HR, settore nel quale la digitalizzazione offre enormi opportunità in termini di efficienza, qualità e risparmio» afferma Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz. «Questa qualificazione – prosegue Gilli – si aggiunge alle numerose certificazioni che Inaz ha ottenuto allo scopo di trasformare gli investimenti in qualità e sicurezza dei prodotti e servizi in un valore aggiunto per i propri clienti. In particolare, la PA è un mercato al quale da sempre guardiamo con interesse, e per il quale abbiamo sviluppato soluzioni ad hoc che permettono di gestire al meglio le persone e l’organizzazione del lavoro».

Dal 1° aprile 2019 le Pubbliche Amministrazioni alla ricerca di un fornitore di servizi SaaS per il Cloud hanno l’obbligo di individuarlo nell’elenco dell’Agenzia Italia Digitale (AgID), che comprende le società che si sono qualificate dopo rigorosi controlli su qualità, sicurezza e ottemperanza alla normativa. Attualmente sono ancora poche le realtà che fanno parte del Catalogo, dove è possibile qualificarsi sia per il CSP sia per i servizi SaaS: Inaz è stata tra le primissime società a rientrare in entrambe le categorie, avendo qualificato prima il proprio Datacenter e, subito dopo, il SaaS, rientrando così fra i primi 15 fornitori AgID accreditati per questo servizio.

«Gli enti pubblici sono molto diversi fra loro e il nostro obiettivo è essere un partner strategico per tutte le realtà che vogliono innovare e organizzare al meglio le persone – conclude Linda Gilli –. Offriamo applicativi e servizi per supportare le PA in tutte le attività legate all’HR management: gestione giuridica e dotazione organica, gestione presenze e terminali di timbratura, gestione economica del personale, gestione di trasferte, concorsi e formazioni e archiviazione digitale. Tutti strumenti che permettono di migliorare i processi e ottenere significativi risparmi».

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Inaz Academy: formazione e master per gli specialisti del personale https://www.datamanager.it/2019/04/inaz-academy-formazione-e-master-per-gli-specialisti-del-personale/ Fri, 12 Apr 2019 09:37:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=186285 Formazione che supporta il lifelong learning su tutti i temi caldi del mondo HR. Formule immersion, seminar, a progetto e percorsi professionalizzanti Master Paghe e Master HR Professional Il lavoro degli specialisti delle risorse umane si evolve in modo rapido e continuo. Cambiano i ruoli, aumentano le competenze richieste e la complessità delle norme relative […]

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Formazione che supporta il lifelong learning su tutti i temi caldi del mondo HR. Formule immersion, seminar, a progetto e percorsi professionalizzanti Master Paghe e Master HR Professional

Il lavoro degli specialisti delle risorse umane si evolve in modo rapido e continuo. Cambiano i ruoli, aumentano le competenze richieste e la complessità delle norme relative a lavoro, fisco e previdenza richiede aggiornamento continuo. Una cosa non cambia mai: la necessità di una formazione al passo con i tempi. Per questo Inaz, forte di oltre 70 anni di storia nel settore software e servizi per il mondo HR e di più di 20 nell’ambito della formazione specialistica, rinnova la sua offerta e lancia Inaz Academy, la nuova proposta per tutti coloro che vogliono aggiornarsi professionalmente, arricchire le proprie competenze o addirittura costruirsele da zero, per fare il proprio ingresso nel mondo del lavoro.

«Inaz Academy – dichiara Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz – nasce per supportare il processo di lifelong learning che coinvolge oggi qualsiasi lavoratore, e in particolare chi si occupa di HR. Un settore dove, alla complessità intrinseca nel gestire le persone e l’organizzazione del lavoro, si aggiungono le novità assolutamente “disruptive” portate dalla trasformazione digitale».

Offrire formazione in ambito HR vuol dire essere sempre al passo (e talvolta anticipare) con l’evolversi delle esigenze pratiche delle aziende, degli sviluppi tecnologici e del quadro giuslavoristico. La flessibilità è fondamentale. Per questo Inaz Academy ha sviluppato quattro format che soddisfano bisogni e destinatari diversi: i corsi Immersion sono giornate di formazione in aula per acquisire una preparazione completa su un argomento specifico; i Seminar condensano in meno di tre ore approfondimenti veloci e mirati, anche con classe virtuale via web; la formula Project permette la massima personalizzazione, con corsi realizzabili anche direttamente in azienda. Infine, i percorsi Professional prevedono più sessioni in aula e sono dedicati a chi vuole diventare professionista nel proprio ruolo: si tratta del Master Paghe, per imparare a elaborare le buste paga, e del Master HR Professional, per acquisire tutte le competenze richieste nei ruoli di gestione del personale.

Tutte le formule sono accomunate dal metodo Inaz Academy, spiega sempre Linda Gilli: «Una condivisione di saperi che derivano dagli oltre 70 anni esperienza di Inaz nella conoscenza e interpretazione della normativa. A questo si uniscono il confronto diretto e l’interazione con docenti che sono professionisti di settore e un’impostazione che alla teoria unisce la pratica nel nostro Inaz Lab, dove ci si esercita sui software Inaz in uso in migliaia di aziende italiane».

Il catalogo Inaz Academy tocca tutti i temi più importanti per chi lavora nelle risorse umane e spaziano dai fondamentali della disciplina alle ultime novità relative a previdenza, welfare aziendale, privacy e uso dei social network in azienda. Ampio spazio è dedicato alla trattazione di casi pratici, per dare risposta a problemi concreti.

La formazione Inaz Academy è certificata ISO9001:2015 ed è finanziabile grazie ai Fondi interprofessionali per le imprese. I corsi in aula si svolgono sia nelle sedi Inaz a Milano e Roma, sia nelle maggiori città italiane, secondo un calendario sempre in aggiornamento su https://academy.inaz.it. Le aziende possono richiedere corsi ad hoc personalizzati nei contenuti, da tenere anche nella propria sede.

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