information technology – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 08 Nov 2018 11:45:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png information technology – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 A causa della mancanza di innovazione tecnologica le medie aziende italiane perdono la possibilità di guadagnare il 18% in pi https://www.datamanager.it/2017/09/causa-della-mancanza-innovazione-tecnologica-le-medie-aziende-italiane-perdono-la-possibilita-guadagnare-18-pi/ Mon, 04 Sep 2017 09:24:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129923 In Europa le medie aziende faticano ad innovare e questo causa ad ognuna una perdita di 13 milioni di euro. Le imprese italiane affermano che le entrate potrebbero aumentare del 18% grazie all’Information Technology. Quali sono le ragioni della difficoltà ad innovare? Lo rivela una ricerca condotta da Censuswide per conto di Ricoh. Da una […]

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In Europa le medie aziende faticano ad innovare e questo causa ad ognuna una perdita di 13 milioni di euro. Le imprese italiane affermano che le entrate potrebbero aumentare del 18% grazie all’Information Technology. Quali sono le ragioni della difficoltà ad innovare? Lo rivela una ricerca condotta da Censuswide per conto di Ricoh.

Da una ricerca Ricoh-Censuswide, emerge come il 90% dei decision maker di medie aziende di Regno Unito, Germania, Italia, Francia e Spagna identifichi la mancanza di innovazione tecnologica come una delle principali cause della perdita di fatturato. Questa perdita si attesta in media a 13 milioni di euro per ogni azienda.

Le medie aziende affermano che le entrate potrebbero aumentare del 15% grazie alle tecnologie.

Nei paesi coinvolti nell’indagine la percentuale varia come segue:

Italia 18%
Germania 18%
Regno Unito 15%
Spagna 13%
Francia 11%

Le barriere all’innovazione

Gli intervistati identificano come principali cause della mancanza di innovazione IT i seguenti fattori:

  • implementazione e formazione inadeguate (42% del campione)
  • mancanza di fornitori IT in grado di proporre prodotti e servizi che rispondano alle esigenze (33%)
  • difficoltà del reparto IT nell’identificazione di prodotti e servizi interessanti

La tecnologia in sé, la corretta installazione delle soluzioni e il modo in cui esse vengono utilizzate dagli utenti rappresentano il nocciolo della questione. Solo il 12% degli intervistati attribuisce infatti a restrizioni di budget il fatto che la propria azienda non riesca a sfruttare le opportunità dell’Information Technology.

Una buona dose di ottimismo tecnologico Le medie aziende possono comunque essere ottimiste: il 79% del campione ha raggiunto o addirittura superato gli obiettivi di vendita già a metà anno. La quasi totalità delle imprese è convinta che la tecnologia abbia contribuito a questo successo, migliorando la collaborazione e la comunicazione tra i dipendenti (aspetto messo in evidenza dal 59% del campione) e consentendo di ridurre i costi (53%). Le aziende che non hanno raggiunto i target attribuiscono la ragione principale dell’insuccesso al contesto macroeconomico.  Javier Diez-Aguirre, Vice President, Corporate Marketing, Ricoh Europe, commenta: “Nonostante vi siano molte tecnologie attualmente disponibili, risulta chiaro che le medie aziende europee non stiano traendo valore dalle scelte compiute. La ricerca mette in evidenza come i fornitori di tecnologie debbano aiutarle a realizzare il proprio potenziale migliorando l’efficienza e la collaborazione tra i dipendenti”.  

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Data Manager inaugura il 2017 con due nuovi accordi https://www.datamanager.it/2017/02/data-manager-inaugura-2017-due-nuovi-accordi/ Tue, 14 Feb 2017 11:38:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119210 Il principale mensile italiano dedicato all’Information Technology si evolve per dare sempre più spazio ai nuovi utenti della trasformazione digitale, siglando intese  con ADICO, l’Associazione Italiana per la Direzione commerciale, vendite e marketing, e con AIDP, Associazione Italiana per la Direzione del Personale L’Information Technology continua a cambiare pelle, nel segno di quella digital transformation che […]

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Il principale mensile italiano dedicato all’Information Technology si evolve per dare sempre più spazio ai nuovi utenti della trasformazione digitale, siglando intese  con ADICO, l’Associazione Italiana per la Direzione commerciale, vendite e marketing, e con AIDP, Associazione Italiana per la Direzione del Personale

L’Information Technology continua a cambiare pelle, nel segno di quella digital transformation che sta rivoluzionando il modo di essere di tutte le imprese e le attività di business. E Data Manager, il principale mensile italiano dedicato all’ICT e che proprio lo scorso anno ha superato di slancio il traguardo dei 40 anni testimoniando puntualmente i cambiamenti in atto e quelli emergenti, inaugura il 2017 allargando la propria attenzione verso le nuove categorie di utenti della digitalizzazione, che non è più solo un fenomeno tecnologico, e quindi riservato ai classici “addetti ai lavori” quali i CIO o i responsabili dei sistemi informativi, ma strategico, che riguarda sempre più da vicino altre figure aziendali, come per esempio i direttori delle risorse umane o del marketing.

Grazie agli accordi specifici siglati da Data Manager con due autorevoli associazioni, da una parte ADICO, l’Associazione Italiana per la Direzione commerciale, vendite e marketing, e dall’altra AIDP, Associazione Italiana per la Direzione del Personale, a partire dal primo numero del 2017, in distribuzione a febbraio, la rivista conterrà ogni mese due nuove rubriche focalizzate direttamente sui nuovi fruitori della digital transformation: denominate “C-Levels: la parola agli utenti”, riguarderanno in particolare i “Marketer”, ovvero i responsabili marketing e vendite delle aziende, e gli “HR”, ovvero i responsabili delle risorse umane.

Ogni numero della rivista sarà inviato a tutti i membri di entrambe le associazioni, mentre lo spazio fisso mensile si concentrerà sulle esperienze dirette delle aziende, prevedendo anche la realizzazione di Dossier specifici sui temi di volta in volta più rilevanti. Inoltre, “Marketer” e responsabili HR saranno coinvolti negli eventi che saranno organizzati da Data Manager allo scopo di favorire il confronto tra gli utenti su temi specifici e agevolare uno scambio di esperienze ancora più approfondito.

«L’attuale contesto competitivo continua ad avere un forte impatto nelle strutture marketing e commerciali delle aziende, che impone ai responsabili di occuparsi sempre più direttamente dell’innovazione tecnologica a fianco dell’IT manager», dichiara Michele Cimino, Presidente di ADICO. «L’accordo con Data Manager ha come principale obiettivo quello di aiutare i “nuovi Marketer” ad avere una visione sempre più integrata e concreta delle soluzioni che l’innovazione tecnologica mette oggi a disposizione, come per esempio gli analytics o gli strumenti per migliorare l’user experience».

«Lo scenario in trasformazione impone che anche chi si occupa di risorse umane in azienda sia sempre più informato sui nuovi strumenti offerti dalla digitalizzazione, e l’intesa con Data Manager nasce anche da questa esigenza», sottolinea Isabella Covili Faggioli, Presidente nazionale di AIDP. «Comprendere a fondo il nuovo rapporto tra innovazione e HR significa anche essere all’altezza del cambiamento, sia per accrescimento personale sia soprattutto per una sempre migliore gestione delle risorse umane, insostituibile capitale di tutte le aziende».

«Mantenere per oltre quaranta anni il nostro ruolo di riferimento sicuro per i decision maker nell’ambito delle tecnologie informatiche richiede anche una conoscenza costante del nostro pubblico, che vede oggi affacciarsi nuove figure quali utenti diretti della digitalizzazione», commenta Loris Bellé, direttore responsabile di Data Manager. «Gli importanti accordi siglati con ADICO e AIDP ci permettono di dare voce ogni mese alle diverse esperienze degli utenti, allargando l’orizzonte in aggiunta ai “classici” CIO e responsabili IT aziendali, il cui ruolo rimane insostituibile, e favorendo un proficuo scambio di conoscenze e di opportunità di networking in occasione degli incontri da noi organizzati».


Nata nel 1976, Data Manager si è subito collocata al vertice fra le testate italiane di informatica professionale, distinguendosi per la sempre attenta descrizione dello stato dell’arte del settore, l’anticipazione delle prospettive e delle tendenze di sviluppo delle tecnologie, e la puntuale analisi delle realizzazioni informatiche nelle realtà più avanzate, ponendosi così come punto di riferimento di assoluto rilievo nel panorama ICT italiano.

ADICO è l’Associazione Italiana per la Direzione commerciale, vendite e marketing (www.adico.it). Dal 1964, riunisce i direttori di queste funzioni, imprenditori, area manager, consulenti per condividere i valori della professione, la crescita professionale, per valorizzare esperienze manageriali e creare relazioni commerciali per la crescita delle aziende. Le attività culturali ADICO prevedono un programma di tavole rotonde, seminari, workshop e incontri conviviali sulla attualità manageriale. Accademia ADICO offre corsi di formazione specialistica per i manager e i loro collaboratori, con docenti di alto profilo.

AIDP, Associazione Italiana per la Direzione del Personale (www.aidp.it) è punto di riferimento per tutti coloro che si occupano professionalmente della relazione tra individuo e azienda, coniugando le esigenze dello sviluppo dell’impresa e delle persone. Presente in Italia con 16 gruppi regionali per valorizzare e promuovere uno sviluppo serio e responsabile delle professionalità HR e della cultura manageriale in ambito risorse umane, rappresenta la comunità HR italiana nel mondo. Attraverso eventi, pubblicazioni, progetti e ricerche sulle più importanti tematiche attinenti il mondo del lavoro, è motore di sviluppo della professionalità dei soci, presupposto per il successo delle organizzazioni e la crescita delle persone che vi lavorano.

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Zucchetti sigla una partnership strategica con Information Technology https://www.datamanager.it/2017/01/zucchetti-sigla-partnership-strategica-information-technology/ Wed, 11 Jan 2017 10:09:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116932 L’accordo consente a Zucchetti di ampliare ulteriormente il proprio target di riferimento nel mercato dei professionisti, mentre Information Technology potrà arricchire l’offerta destinata ai propri clienti con le soluzioni del primo gruppo italiano di software Zucchetti, risultato anche nel 2016 il primo gruppo italiano di software, continua il suo programma di espansione anche attraverso l’acquisizione […]

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L’accordo consente a Zucchetti di ampliare ulteriormente il proprio target di riferimento nel mercato dei professionisti, mentre Information Technology potrà arricchire l’offerta destinata ai propri clienti con le soluzioni del primo gruppo italiano di software

Zucchetti, risultato anche nel 2016 il primo gruppo italiano di software, continua il suo programma di espansione anche attraverso l’acquisizione di società strategiche e complementari alla propria offerta di soluzioni e servizi IT.
In quest’ottica, infatti, si inquadra l’ingresso nel gruppo di Information Technology, azienda italiana con sedi a Pordenone e Milano leader nello sviluppo di applicazioni software per notai a marchio SINFON.

“Il mondo dei professionisti è da sempre un target primario del Gruppo Zucchetti – dichiara Vasco Ciresola, amministratore di Zucchetti Software Giuridico, società del gruppo specializzata in soluzioni per la gestione delle procedure fallimentari –: lo dimostrano gli oltre 21.000 clienti tra commercialisti, associazioni di categoria, consulenti del lavoro, avvocati e giudici fallimentari che utilizzano con successo le soluzioni Zucchetti.

L’operazione con Information Technology ci permette da un lato di raggiungere anche il target dei notai allargando la nostra offerta per i professionisti, dall’altro ci consente di interagire con un’azienda che ha la nostra stessa vision, ossia investire continuamente in ricerca e sviluppo per realizzare soluzioni capaci di anticipare le esigenze dei clienti – prosegue Ciresola –. Non è un caso, infatti, che SINFON ASP sia stato il primo software per notai in modalità Cloud. Siamo convinti che da questa unione nasceranno delle sinergie importanti per garantire ulteriore qualità e completezza alle soluzioni Zucchetti per i professionisti”.

“Questa partnership definisce un passo importante per Information Technology, in linea con un percorso di crescita che nei suoi 36 anni di dialogo con il mondo notarile si è sempre mantenuto costante – enfatizza Danilo Balbinot, fondatore e presidente di Information Technology.
Questo accordo delinea infatti un’importante opportunità in termini di espansione e integrazione di competenze strategiche, valorizzando al meglio quelle caratteristiche di innovazione tecnologica e di eccellenza di servizio che contraddistinguono il software notarile SINFON ASP, la soluzione in cloud computing più utilizzata dai notai italiani”.

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Più di 1.000 esperti IT entreranno nel Gruppo Volkswagen https://www.datamanager.it/2017/01/piu-1-000-esperti-it-entreranno-nel-gruppo-volkswagen/ Mon, 02 Jan 2017 14:07:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116646 Il Gruppo Volkswagen espande il proprio know-how nell’IT in aree orientate al futuro Il Gruppo Volkswagen sta rafforzando il proprio team con specialisti IT altamente qualificati e sta espandendo fortemente il proprio know-how nei campi dell’intelligenza artificiale, dei big data, della realtà virtuale, della produzione intelligente e della connettività. Per queste attività, il Gruppo sta […]

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Il Gruppo Volkswagen espande il proprio know-how nell’IT in aree orientate al futuro

Il Gruppo Volkswagen sta rafforzando il proprio team con specialisti IT altamente qualificati e sta espandendo fortemente il proprio know-how nei campi dell’intelligenza artificiale, dei big data, della realtà virtuale, della produzione intelligente e della connettività. Per queste attività, il Gruppo sta reclutando sempre più personale altamente qualificato proveniente da una varietà di settori dell’high-tech, dall’industria dei videogame e dalla ricerca di alto livello. Soltanto nei prossimi tre anni, saranno assunti più di 1.000 esperti IT.

Karlheinz Blessing, Membro del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Volkswagen Responsabile per le Risorse Umane, afferma: “Chi vuole dare forma al futuro della mobilità sta venendo in Volkswagen. Stiamo affrontando le maggiori sfide del futuro – digitalizzazione, sviluppo di software, mobilità elettrica, guida autonoma e servizi di mobilità – con le persone migliori. Per questi settori, stiamo rafforzando il nostro team con esperti di prima classe”.

Nei prossimi tre anni, il Gruppo Volkswagen assumerà più di 1.000 specialisti dell’Information Technology, metà dei quali lavorerà a Wolfsburg. Saranno impegnati nel cuore dell’organizzazione IT nella sede centrale, così come nei laboratori IT di Wolfsburg, Berlino e Monaco, nei quali vengono create nuove soluzioni negli ambiti dei big data, dell’Industria 4.0, dell’internet delle cose, della connettività, dei servizi di mobilità e della realtà virtuale.

Martin Hofmann, CIO del Gruppo Volkswagen: “I compiti che affrontiamo sono più vari e interessanti che mai. Per il Gruppo Volkswagen, azienda di mobilità globale, IT significa: collaborazione internazionale, lavorare in team versatili, creativi e dinamici, e la tecnologia più avanzata. In breve: da nessuna parte l’IT è più entusiasmante che nel Gruppo Volkswagen”.

Nel corso degli ultimi mesi, l’IT del Gruppo ha già reclutato nuovo personale altamente specializzato proveniente da una varietà di settori e Paesi – inclusi esperti di robotica, di design thinking e ricercatori nel campo dell’intelligenza artificiale. Questi nuovi assunti sono impiegati in unità come il Virtual Engineering Lab, il Data Lab, lo Smart Production Lab, l’Ideation Hub o l’IT di Gruppo a Wolfsburg.

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Anche nel 2016 Zucchetti si riconferma la prima azienda italiana di software https://www.datamanager.it/2016/12/anche-nel-2016-zucchetti-si-riconferma-la-azienda-italiana-software/ Fri, 16 Dec 2016 10:46:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=115810 Nella classifica delle TOP 100 aziende di Information Technology che operano nel nostro Paese, stilata annualmente da IDC ITALIA, Zucchetti è risultata per l’undicesima volta consecutiva la prima società italiana per fatturato software A novembre di ogni anno IDC ITALIA elabora la classifica delle TOP 100 aziende di Information Technology con l’obiettivo di evidenziare le […]

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Nella classifica delle TOP 100 aziende di Information Technology che operano nel nostro Paese, stilata annualmente da IDC ITALIA, Zucchetti è risultata per l’undicesima volta consecutiva la prima società italiana per fatturato software

A novembre di ogni anno IDC ITALIA elabora la classifica delle TOP 100 aziende di Information Technology con l’obiettivo di evidenziare le principali società operanti sul mercato italiano in base ai risultati di vendita.

Anche nell’edizione 2016 Zucchetti è risultata la prima azienda italiana di software, una leadership che si conferma per l’undicesima volta consecutiva.

“Il software applicativo è il nostro core business e il mercato continua a premiare la qualità della soluzioni Zucchetti, frutto di continui investimenti in ricerca e sviluppo – dichiara Alessandro Zucchetti, presidente Zucchetti –. II primato ottenuto è dovuto sia alla crescita dei nostri business tradizionali, ossia gestionali-ERP, applicazioni per la gestione del personale e soluzioni per professionisti, sia ai risultati ottenuti dai business emergenti delle tecnologie digitali.
Siamo anche consapevoli che per proseguire la nostra crescita dovremo, oltre a espanderci a livello internazionale, entrare in nuovi mercati: per questo motivo negli ultimi mesi sono entrate a far parte del nostro gruppo società specializzate nell’Internet of Things, nella stampa 3D, nell’erogazione di servizi di welfare per gestire le agevolazioni fiscali nelle aziende e società che utilizzano tecnologie avanzate per la ristorazione e per il settore automotive.
Vogliamo ringraziare in particolare i Partner Zucchetti, sempre centrali nei piani del gruppo, perché anche quest’anno hanno fornito un contributo fondamentale ai risultati. È la conferma di strategie condivise e ben eseguite, oltre che di una partnership ben collaudata, basata sull’armonizzazione delle competenze a beneficio dei clienti”.

zucchetti

Per Antonio Grioli, presidente del comitato direttivo Zucchetti, il merito di questo primato è proprio delle persone che lavorano per il gruppo Zucchetti e per la rete distributiva: “Anche nel 2016 abbiamo effettuato più di 200 nuove assunzioni, così ora il gruppo Zucchetti conta oltre 3.300 addetti. Se consideriamo anche i circa 7.000 che lavorano presso i nostri 1.100 business partner, possiamo dire che l’ecosistema Zucchetti dà lavoro a oltre 10.000 persone.
Siamo loro riconoscenti non solo perché si impegnano ogni giorno nel migliorare le soluzioni attuali, ma anche perché hanno la creatività e le competenze per realizzarne sempre di nuove, anticipando le future esigenze dei clienti.
Il ‘cloud’ di cui parlano tutti, infatti, è solo un contenitore vuoto finché non viene riempito delle applicazioni software che servono a far funzionare aziende, enti e studi professionali. Zucchetti si occupa proprio di questi contenuti, con esperienza, professionalità e una notevole capacità d’innovazione, da oltre trentacinque anni.”

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Il lato B della security https://www.datamanager.it/2016/07/lato-b-della-security/ Tue, 19 Jul 2016 15:39:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105918 Pensavo di esser l’unico a non invecchiare e invece scopro di essere in buona compagnia. Nel mio caso è stato un rifiuto sistematico a crescere, nel caso di Data Manager la sorprendente capacità di mantenersi coetaneo di chi vive un presente in costante evoluzione. Dei quarant’anni per i quali si soffia sulle candeline (a led, […]

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Pensavo di esser l’unico a non invecchiare e invece scopro di essere in buona compagnia. Nel mio caso è stato un rifiuto sistematico a crescere, nel caso di Data Manager la sorprendente capacità di mantenersi coetaneo di chi vive un presente in costante evoluzione. Dei quarant’anni per i quali si soffia sulle candeline (a led, naturalmente) ne ho vissuti quasi trenta, inizialmente preso a prestito da un’altra fantastica testata dei “Pini Brothers”, Tempo Economico.

Quando sono stato “reclutato” giravo su una ingombrante Yamaha Venture Royale bicolore – oro e champagne – con la bandierina a stelle e strisce su una delle antenne. L’irrefrenabile Lilia Pini, incaricata di “arruolarmi”, non si lasciò impressionare da un “easy rider” che era difficile credere potesse essere un brillante capitano della Guardia di Finanza. Probabilmente valsero le garanzie offerte sul mio conto da Gian Paolo Di Raimondo, guru del mondo hi-tech che a mio vantaggio spese la sua credibilità per generosa amicizia, ma – “fertilizzazioni” a parte – si è instaurato un rapporto inossidabile. Non hanno sortito effetto gli abituali ritardi nell’inviare i pezzi (un tempo abusando della pazienza dell’indimenticabile Gianni Caporale e oggi con il dolore di Sabrina Cereda, costretta nel ruolo di “serial spammer” per sollecitare l’inoltro di quanto concordato), le imprecisioni amministrative che hanno sempre sbalordito “Donna Luciana”, le strampalate richieste a Loris che mi si è trovato tra i piedi e mi sopporta come si fa con un incorreggibile fratello più grande: a Data Manager sono e mi sento di casa.

Ho cambiato motocicletta (adesso ne ho due di pari “impatto”, una Honda Goldwing 1800 e una HD Electra Glide), ma per loro continuo a rimanere “Rapis” come la Lilly mi ha battezzato – ormai – nel secolo scorso. In questo lungo periodo, ho avuto modo di fare esperienze significative, di avere grandi soddisfazioni, di assumere ruoli di prestigio, ma – a dispetto di una agenda impietosa che non mi concede tregua – ho voluto e ho fatto di tutto per rimanere in questa squadra straordinaria. Mi è stato concesso il privilegio di raccontare il lato B dell’evoluzione tecnologica, di descrivere le intriganti storie dei sotterranei della Rete, di narrare le epopee di hacker romantici e di banditi imperdonabili, di commentare le cattive abitudini e le umane debolezze, di prospettare scenari imprevedibili, di anticipare quel che sarebbe inevitabilmente successo. La mia rubrica “Security” è diventata un appuntamento storico, oggetto di riflessioni e commenti, motivo di discussione con una platea qualificata come i lettori di Data Manager, ragione di mio costante aggiornamento per restare al passo coi tempi e per non dover mai dire “non lo sapevo”. Fa piacere confrontarsi con chi ha letto i miei scritti, conversando a un convegno, dialogando sui social, parlando al telefono: “quelli di Data Manager” sono una sterminata community, una naturale élite, una razza di pregio. Bello esserci, quindi. Stavolta, il cuore e i sentimenti hanno avuto la meglio sulla voglia di chiacchierare in salsa professionale. Ma ci sono momenti in cui non se ne può fare a meno, anche perché il prossimo step sarà quello del “golden jubilee”, al quale mancano solo dieci anni.

Auguri gente, a tutti. A chi fa questo giornale, ai lettori e agli inserzionisti. E grazie. Grazie davvero.

 

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Data passion https://www.datamanager.it/2016/07/data-passion/ Tue, 19 Jul 2016 15:36:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105923 Come fu che un mancato professionista dell’IT divenne cronista e imparò molte più cose alla scuola di una grande rivista di informatica. Per una di quelle strane coincidenze che somigliano tanto a un preciso disegno del destino, anche il sottoscritto si appresta a festeggiare i 40 anni di familiarità con i temi dell’Information Technology. Inizialmente, […]

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Come fu che un mancato professionista dell’IT divenne cronista e imparò molte più cose alla scuola di una grande rivista di informatica. Per una di quelle strane coincidenze che somigliano tanto a un preciso disegno del destino, anche il sottoscritto si appresta a festeggiare i 40 anni di familiarità con i temi dell’Information Technology. Inizialmente, la mia frequentazione avrebbe dovuto essere un rapporto assai più professionale. Altrimenti che avrebbe dovuto farci, il sottoscritto, nei caotici ambienti di via Colombo o nelle aule del settore didattico di Città Studi, alle prese con i terminali “teletype”, le grandi macchine per scrivere elettriche che accettavano i tuoi comandi e in cambio stampavano, un lento carattere dopo l’altro, le risposte di un “minicomputer” alloggiato in una decina di grossi armadi? O peggio ancora, in fila insieme agli altri con i pacchi di schede perforate legate con l’elastico, ogni scheda una istruzione Fortran da sopporre, previo apposito lettore, a un oracolo chiamato UNIVAC V fino a lanciare programmi che avevano dentro più bachi di un gelso? E tutto questo, guarda caso, proprio mentre a breve distanza una rivista intitolata Data Manager muoveva i suoi primi passi nelle “sale macchine” delle imprese o tra le prime scrivanie votate ai rivoluzionari principi della “microinformatica”.

Alla fine, quello stesso destino ha voluto che i nostri percorsi si incrociassero. Arruolato nel piccolo esercito di giornalisti “specializzati” ho avuto il raro privilegio di poter contribuire, in minima parte, ad avvicinare masse di hobbysti, piccoli professionisti, microaziende e organizzazioni medio-grandi alle meraviglie del client/server. Ben prima dell’avvento del web, le nostre armi di divulgazione erano le riviste periodiche, blasonate e gloriose. Tutte con un “PC” nel nome. E tutte, o quasi, oggi scomparse. Solo su una di queste testate campeggiava un coraggioso e un po’ esoterico “Data”, frutto più di lungimiranza che di necessità (dopo tutto, il personal computer di IBM sarebbe arrivato quando Data Manager aveva già compiuto la bell’età di cinque anni). Un piccolo editore di nicchia, innamorato dell’economia e del business, aveva miracolosamente intuito che la vera questione verteva sull’informazione, più ancora che sugli strumenti usati per elaborarla. E che la componente di gestione di queste informazioni, fosse un fattore discriminante di innovazione. Quando i responsabili di redazione di Data Manager si dimostrarono tanto aperti e indulgenti da invitarmi a fare quattro chiacchiere per una eventuale collaborazione, la mia conoscenza della complessa relazione tra informatica e impresa era alquanto superficiale.

I miei lettori non so, ma negli anni successivi a quel primo incontro, ho imparato molte cose su questa relazione. E tante ne ho ancora da imparare. Insieme alla grande community di Data Manager, agli sviluppatori di tecnologia e soprattutto grazie alle aziende che danno vita e senso alle applicazioni dell’informatica, ho vissuto, nel passaggio dal client/server a Internet, una fase di trasformazione che oggi, nell’era della cosiddetta Terza Piattaforma, ha assunto ritmi frenetici e direzioni imprevedibili. Il sintomo più conclamato è la pervasività: nata negli ambienti isolati, quasi sacrali della sala macchine, l’informatica oggi è la linfa vitale di un digital business che parte dal basso, subisce l’influenza di un’intera società ormai abituata a pensare in digitale. Me ne sono reso veramente conto due anni fa, quando per una delle storie di copertina che ancora oggi rappresentano il marchio di fabbrica di Data Manager, mi sono ritrovato, insieme al fotografo, non tra le file di server di un data center ma tra i filari di vite di Brunello a Montalcino, per raccontare come un mestiere millenario oggi ha bisogno di informatica per puntare al successo in un mercato così globalizzato. In quest’epoca di stravolgimenti, è bene non nutrire troppe certezze. Ma su una cosa sappiate di poter contare. Finché ci sarà bisogno di queste storie e cioè per i prossimi 40 anni (almeno), Data Manager le racconterà, con la stessa passione del primo giorno, sulle pagine della rivista e del sito, sui canali social e alle tavole rotonde dei suoi seguitissimi incontri.

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La tartaruga e il cigno nero https://www.datamanager.it/2016/07/la-tartaruga-cigno-nero/ Tue, 19 Jul 2016 15:36:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105926 Ebbene sì, sono quaranta, tondi tondi. Non si scappa. Non è l’anniversario di una semplice rivista, è molto di più. E’ l’anniversario di tante persone, ognuna con il suo bagaglio di esperienze e con una storia diversa da raccontare, ma tutte accomunate dalla curiosità per il futuro e dalla fiducia costante nel progresso dell’innovazione tecnologica. Mi […]

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Ebbene sì, sono quaranta, tondi tondi. Non si scappa. Non è l’anniversario di una semplice rivista, è molto di più. E’ l’anniversario di tante persone, ognuna con il suo bagaglio di esperienze e con una storia diversa da raccontare, ma tutte accomunate dalla curiosità per il futuro e dalla fiducia costante nel progresso dell’innovazione tecnologica. Mi viene in mente, la perpetua corsa di Achille e della tartaruga, l’antico e più famoso paradosso di Zenone descritto talmente bene da Jorge Louis Borges che non posso fare a meno di rubare le sue parole: “Achille, piè veloce, deve raggiungere la tartaruga, simbolo di lentezza. Achille corre dieci volte più svelto della tartaruga e le concede dieci metri di vantaggio. Achille corre quei dieci metri e la tartaruga percorre un metro; Achille percorre quel metro, la tartaruga percorre un decimetro; Achille percorre quel decimetro, la tartaruga percorre un centimetro; Achille percorre quel centimetro, la tartaruga percorre un millimetro; Achille percorre quel millimetro, la tartaruga percorre un decimo di millimetro, e così via all’infinito”. La soluzione? Achille potrà correre per sempre ma non la raggiungerà mai.

Ecco, mi piace pensare che noi di Data Manager siamo un po’ come questa tartaruga, il tempo e il progresso tecnologico ci inseguono, si avvicendano frettolosamente, ma noi siamo sempre qualche centimetro o decimetro, o perfino millimetro più avanti. Spinti dalla curiosità cerchiamo di vedere fin dove la creatività dell’uomo possa spingersi, quali siano le nuove frontiere dell’IT. E quando facciamo una nuova scoperta, tentiamo di condividerla con i lettori attraverso le nostre storie. Forse, ho davvero esagerato un po’ e mi sto dando delle arie. Infatti, a essere sincero, non posso pretendere di essere quella tartaruga, dato il tipico ritardo che caratterizza da sempre la fatidica consegna dei miei numeri per la rivista, ma rimane comunque la voglia di condividere con i lettori un piccolo frammento di quello che è il futuro dell’innovazione e di quello che potrebbe essere il nostro mondo nei prossimi anni.

Ricordo ancora il preciso momento in cui il direttore, Loris Bellè, mi chiese di curare una rubrica dedicata ai venture capital e alle startup. Risposi subito di sì, senza alcuna esitazione. Quali dubbi potevo avere? Scrivere per me è sempre stato naturale, e del resto si trattava di descrivere un mondo di cui anche io facevo parte. Questa esperienza ha rappresentato per me la fonte di una meravigliosa amicizia e l’occasione per incontri interessanti. Nella rubrica dedicata al mondo del venture capital ho raccontato la grande avventura delle startup e l’indissolubile intreccio tra finanza, ricerca e tecnologia.

In generale, le percentuali di crescita sono incoraggianti, ma i numeri in termini di investimenti early stage sono appena visibili sulla superficie. Si potrebbero fare mille analisi diverse. Possiamo dire che l’ecosistema è cresciuto e che le exit ci sono, ma quello che serve veramente è una nuova politica per investimenti privati, in grado di sostenere la crescita delle imprese in Italia. Cifre a parte, si tratta di una questione di fiducia nelle imprese e nel futuro. Doug Leone, uno dei leader di Sequoia Capital Partners, ha detto: «I maggiori risultati arrivano quando si rompe il precedente modello mentale». Come dargli torto se solo pensiamo ai cigni neri degli ultimi 40 anni: PC, router, Internet, iPhone. Forse, il cambiamento non è ancora visibile in forme nitide. Ma bisogna essere sempre pronti ad afferrare le novità, perché non possiamo mai sapere che cosa ci riserva il futuro. Per questo ho sempre cercato di prendere per mano il lettore e portarlo con me alla scoperta delle novità. E spero di riuscire ogni volta nel mio compito. Si dice che ogni persona è un’isola. Per lo scrittore e giornalista portoghese, José Saramago, Premio Nobel per la letteratura nel 1998, “ogni persona è un silenzio”. Ecco, quello che la comunità di Data Manager vuole fare è rompere questo silenzio per condividere tutte le infinite opportunità che la tecnologia ci può offrire.

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Dai database alla data driven enterprise https://www.datamanager.it/2016/07/dai-database-alla-data-driven-enterprise/ Tue, 19 Jul 2016 15:34:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105900 Nell’area dell’information management – la gestione dei dati – l’evoluzione tecnologica in tutti questi anni è stata continua, profonda, e sempre più rapida. Intanto, è profondamente mutato il mercato in cui le aziende operano: la competitività è sempre maggiore, e sempre più globale, i clienti e i consumatori sono sempre più informati, e sempre più […]

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Nell’area dell’information management – la gestione dei dati – l’evoluzione tecnologica in tutti questi anni è stata continua, profonda, e sempre più rapida. Intanto, è profondamente mutato il mercato in cui le aziende operano: la competitività è sempre maggiore, e sempre più globale, i clienti e i consumatori sono sempre più informati, e sempre più selettivi: è forte la pressione sulle aziende che sono quindi costrette a gestire i propri asset informativi in maniera sempre più efficace. I decision maker devono avere accesso ai dati relativi a tutti gli aspetti che possono influire sulle loro decisioni, e su tutti gli elementi che ne sono influenzati: chi non si muove per tempo e chi è inefficiente viene punito dal mercato. Gestire bene le informazioni aziendali ormai non è più un mero supporto al business, ma è diventata la base della strategia aziendale: chi innova, spesso, ha importanti vantaggi competitivi sui propri competitor, chi si ferma, invece, è perduto. È essenziale gestire al meglio l’intero ciclo di vita delle informazioni: acquisirle, integrarle, certificarle, elaborarle, archiviarle, trovarle, analizzarle, distribuirle. La necessità di operare con sempre maggiore attenzione sui dati (aziendali e non), ha portato i player che operano nel settore a sviluppare strumenti sempre più sofisticati per consentire il massimo sfruttamento delle informazioni, facilitando nel contempo l’utilizzo.

Negli anni, si è passati dall’estrazione di informazioni dai database, con query più o meno complesse – approccio sufficiente per operare nel mercato degli anni 70 – all’utilizzo di sistemi di supporto alle decisioni e di software di analisi dati dotati di funzionalità statistica più che di analisi vera e propria, a partire dagli anni 90. Si è passati poi agli strumenti di business intelligence e alle architetture di data warehouse e di data mart, al performance management, fino ad arrivare agli analytics e agli advanced predictive analytics. Anni fa, i database rendevano possibile la valutazione di eventi già accaduti, gli strumenti di oggi permettono di prevedere le future tendenze del mercato e i comportamenti dei clienti, e sono anche in grado di dare indicazioni concrete sulle azioni da intraprendere. Cosa dire, poi, dei dati? Senza andare indietro di quarant’anni, anche quindici anni fa si faceva una certa fatica a integrare dati, anche all’interno della stessa azienda, generati da due applicativi di produttori diversi, o eseguiti su computer con sistemi operativi diversi. Oggi invece, è possibile integrare tra loro in modo semplice non solo testi e numeri, ma anche immagini, video, musica, perfino dati provenienti dal web, dall’ecommerce e dai social, email e segnali provenienti da oggetti connessi al web (sensori, elettrodomestici evoluti…).

I decision maker possono quindi compiere analisi in tempo reale, sugli enormi archivi che sono i big data, da pc, tablet, smartphone, in ufficio, a casa, in viaggio: si parla, oggi, di data driven enterprise e di digital transformation. Data Manager, seguendo l’evoluzione di mercato, ha cercato in questi anni di mostrare ai propri lettori i cambiamenti in atto: così, con il supporto di analisti, player di riferimento del settore e aziende utenti, sono stati illustrati i nuovi strumenti, i nuovi campi di applicazione, i nuovi scenari di mercato. L’evoluzione ha semplificato anche il nostro lavoro: ora è molto più facile ricevere materiale informativo, tenere ordinato un archivio, fare ricerche, organizzare incontri e interviste. Ricordo, all’inizio della mia collaborazione, le volte che sono stato chiamato dalla redazione perché il floppy disk dove avevo salvato l’articolo, consegnato con un pony express, era illeggibile, e dovevo rifare la spedizione, o andare di persona in sede. Oggi, per fortuna, c’è l’email.

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Dal mainframe al PC https://www.datamanager.it/2016/07/dal-mainframe-al-pc/ Tue, 19 Jul 2016 15:32:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105903 Tracciare un’evoluzione dell’ICT in Italia degli ultimi 40 anni non è facile. Moltissime cose sono cambiate, a partire dagli attori che si muovono su questo mercato: alcuni sono scomparsi, altri sono nati dal nulla e hanno rapidamente raggiungo dimensioni planetarie. Molte categorie di prodotti che sembravano essenziali sono soltanto memorie, mentre nuovi dispositivi riempiono oggi […]

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Tracciare un’evoluzione dell’ICT in Italia degli ultimi 40 anni non è facile. Moltissime cose sono cambiate, a partire dagli attori che si muovono su questo mercato: alcuni sono scomparsi, altri sono nati dal nulla e hanno rapidamente raggiungo dimensioni planetarie. Molte categorie di prodotti che sembravano essenziali sono soltanto memorie, mentre nuovi dispositivi riempiono oggi la vita quotidiana dei manager, così come dei consumatori. Nella mia personale esperienza professionale, che nasce in aziende IT ed è poi continuata anche con Data Manager, ho vissuto il passaggio dai mainframe ai personal computer, che in Italia ha significato anche una certa democratizzazione dell’informatica, passata da appannaggio di pochi esperti in camice bianco a strumento di lavoro quotidiano di tutti o quasi. Non troppi anni fa, si lavorava ancora con i famosi pacchi di schede perforate, che andavano preparate in anticipo, seguendo i listati dei programmi e stando attenti a non commettere errori. Poi il pacchetto di schede così preparato andava inserito negli appositi lettori, che provvedevano a immetterli nella memoria dei mainframe per l’elaborazione. Infine, si attendeva l’uscita dei famigerati fan-fold da stampanti che sembravano martelli pneumatici in azione su una strada cittadina. Solo allora si sapeva se non si erano commessi errori di input e/o programmazione. Successivamente, venne l’era dei terminali video e la programmazione diventò molto più agevole, nonché la lettura dei risultati, almeno parziali, delle elaborazioni.

Ma parliamo della mia esperienza con Data Manager, iniziata ormai oltre 20 anni fa, e di come sia cambiata l’ICT rispetto ai temi di cui mi sono occupato nel corso del tempo. Innanzi tutto, le stampanti: qui l’evoluzione è stata travolgente. Dalle rumorose e ingombranti stampanti a impatto di un tempo si è passati alle multifunzione a getto d’inchiostro o laser a colori, in grado di produrre pagine indistinguibili da quelle di una rivista o un libro prodotti da un sistema offset tipografico. Poi il software, soprattutto quello gestionale: la nascita di strumenti di sviluppo rapidi e intuitivi, la disponibilità di grafica ad alta definizione a colori e, soprattutto, la potenza e la velocità dei sistemi informatici moderni hanno reso le nuove soluzioni sempre più modulari e performanti ma, soprattutto, flessibili. Anche per integrarsi senza problemi con le numerose piattaforme oggi disponibili sul mercato, dai sistemi aziendali ai tablet, dagli smartphone ai sistemi distribuiti. In più, categorie quali quella del software open source, impensabili solo 15 anni fa, hanno contribuito ad avvicinare all’informatica un pubblico sempre più vasto.

Frugando nella memoria sono molti gli episodi che ricordo con emozione. Dalla segretaria di redazione degli anni 90, che si congedava al telefono con il classico «Ci aggiorniamo», al venditore che, fiero della sua BMW nuova fiammante, la graffiò vistosamente parcheggiando su un marciapiede. Ma il ricordo più affettuoso va all’amico, l’indimenticabile caporedattore, Gianni Caporale. Un giorno mi disse: «Camì, il tuo pezzo è bellissimo, ma nun ce stà, dove lo mettiamo? Hai scritto un romanzo». Che lo spirito di Gianni e la bravura di tutto lo staff continuino a far prosperare questa rivista, che rimane e rimarrà una pietra miliare nella storia dell’ICT italiana.

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