Intel Security – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 23 Nov 2016 13:50:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Intel Security – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 I gadget tech per Natale? Un regalo per i malintenzionati https://www.datamanager.it/2016/11/gadget-tech-natale-un-regalo-malintenzionati/ Wed, 23 Nov 2016 13:50:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=114216 Nuova indagine Intel Security rivela che solo il 45% dei consumatori prende misure di sicurezza per proteggere i gadget tecnologici ricevuti in regalo a Natale Intel Security ha annunciato i risultati del secondo studio annuale McAfee Most Hackable Holiday Gifts che include la lista dei regali maggiormente a rischio di violazione da parte dei criminali […]

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Nuova indagine Intel Security rivela che solo il 45% dei consumatori prende misure di sicurezza per proteggere i gadget tecnologici ricevuti in regalo a Natale

Intel Security ha annunciato i risultati del secondo studio annuale McAfee Most Hackable Holiday Gifts che include la lista dei regali maggiormente a rischio di violazione da parte dei criminali informatici ed è stato realizzato con l’obiettivo di identificare i potenziali rischi per la sicurezza associati ai regali più popolari in queste festività in arrivo. Al primo posto, la categoria di regali maggiormente a rischio hacker include laptop e PC, seguiti da smartphone e tablet, lettori multimediali e streaming stick, dispositivi per la domotica, e, infine, i droni. Oltre a stilare l’elenco, Intel Security ha condotto un sondaggio per identificare i comportamenti a rischio degli utenti durante la stagione natalizia per informarli ed educarli su come proteggersi al meglio.

Il mondo digitale di oggi si evolve velocemente, e la nostra dipendenza da Internet è in continuo aumento. Un recente attacco DDoS (distributed denial of service) è stato effettuato da una botnet composta da webcam non protette e altri dispositivi IOT, e ha paralizzato molti siti web popolari legati al dominio Dyn. E’ importante che gli utenti comprendano che possono aiutare a combattere questi attacchi, accertandosi che i propri dispositivi siano aggiornati con le ultime patch, cosa che aiuta a ridurre i rischi delle minacce più recenti.

“Non sorprende che i dispositivi connessi rimangano in cima alla lista dei desideri per i regali anche quest’anno. Ciò che è allarmante è che i consumatori non siano consapevoli di quali comportamenti rappresentino un rischio per la sicurezza”, ha dichiarato Gary Davis, chief consumer security evangelist at Intel Security. “Gli utenti spesso non vedono l’ora di utilizzare il loro nuovo gadget appena lo ricevono e e non si preoccupano della sicurezza. I criminali informatici potrebbero sfruttare questa mancanza di attenzione come una via semplice per carpire i dati personali, esponendo i consumatori a minacce informatiche o al furto di identità o anche utilizzando dispositivi non protetti per lanciare attacchi DDoS come nel recente attacco Dyn”.

Mentre la maggior parte degli intervistati è consapevole delle vulnerabilità dei propri dispositivi connessi più vecchi, come computer portatili (73% a livello globale, 43% in Italia), telefoni cellulari (70% a livello globale, 50% in Italia) e tablet (69% a livello globale, 63% in Italia), non si rende conto dei rischi dei nuovi dispositivi connessi, come i droni (20% a livello globale, 26% in Italia), i giochi per bambini (21% a livello globale, 32% in Italia), dispositivi per la realtà virtuale (18% a livello globale, 27% nel nostro paese), e regali IoT per animali domestici (11% a livello globale, 17% in Italia). Mentre la tecnologia continua ad evolversi, è essenziale che gli utenti comprendano i rischi connessi ai dispositivi, anche quelli più impensati. Mentre il 75% degli intervistati a livello globale e in Italia, ritiene che sia molto importante proteggere la propria identità online e i dispositivi connessi a Internet, quasi la metà non sa se sta prendendo le misure di sicurezza adeguate per farlo.

I regali a maggior rischio hacker di quest’anno sono:

1. Computer portatili e PC – Laptop e PC sono dei bellissimi regali, tuttavia, le applicazioni dannose indirizzate ai PC sono molto diffuse, e non sono limitate solo ai dispositivi con sistem a operativo Windows.

2. Smartphone and Tablet – I risultati del sondaggio hanno rivelato che il 64% degli utenti prevede di acquistare uno smartphone o un tablet durante queste festività. Proprio come nel caso di PC e laptop, il malware potrebbe tradursi nel furto di informazioni personali e finanziarie.

3. Media Player e Streaming Stick – I lettori multimediali e gli streaming stick hanno cambiato il modo in cui si guardano i film e la TV, ma gli utenti possono inconsapevolmente “invitare” un criminale informatico nel loro salotto, se non aggiornano il proprio dispositivo.

4. Applicazioni e dispositivi per le smart Home e la domotica – I dispositivi domestici connessi di oggi e le applicazioni permettono di controllare gli appartamenti direttamente dallo smartphone. Purtroppo, gli hacker hanno rivelato tecniche che potrebbero essere utilizzate per compromettere serrature dotate di collegamento Bluetooth e altri dispositivi di automazione domestica.

5. Droni – si prevede che le vendite di droni cresceranno di più di $ 20 miliardi di dollari entro il 2022. Possono fornire prospettive uniche quando si tratta di riprese video e foto, ma se non adeguatamente protetti questi dispositivi potrebbero consentire agli hacker di disturbare il segnale GPS, o di dirottare il drone attraverso la sua applicazione per lo smartphone.

Per non rovinare l’atmosfera natalizia

Per rimanere protetti e vivere le festività più gioiosamente e in modo più sicuro, Intel Security suggerisce di prendere le seguenti precauzioni:

Proteggere i dispositivi. I dispositivi elettronici connessi sono oggetti essenziali per controllare la propria casa e le informazioni personali. E’ indispensabile avere installato un software di sicurezza completo, come McAfee LiveSafe.

Usare solo connessioni Wi-Fi sicure. L’utilizzo dei dispositivi, come ad esempio le applicazioni smart home, con un Wi-Fi pubblico potrebbe lasciare gli utenti e le loro case vulnerabili ai rischi.

Mantenere il software aggiornato. Applicare le patch che vengono rilasciate dal produttore. Installare gli aggiornamenti immediatamente per garantire che il dispositivo sia protetto dalle minacce note.

Utilizzare una password efficace o un codice PIN. Se il dispositivo la supporta, utilizzare un’autenticazione a più fattori (MFA) in quanto può includere elementi come una periferica di fiducia, il volto, impronte digitali, ecc. per rendere il login più sicuro.

Controllare prima di fare clic. Diffidare di link da parte di sconosciuti e utilizzare sempre un software per la navigazione sicura per rimanere protetti. Passando il mouse sopra il link si visualizza l’URL completa di destinazione, che appare nell’angolo inferiore del browser.

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Intel Security delinea la strategia per la protezione della nuova economia digitale https://www.datamanager.it/2016/11/intel-security-delinea-la-strategia-la-protezione-della-nuova-economia-digitale/ Fri, 04 Nov 2016 17:30:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=112873 Intel Security migliora l’architettura di difesa unificata per la protezione contro le minacce Intel Security ha annunciato un’architettura unificata di difesa avanzata progettata per offrire alle aziende una protezione che possa essere efficace nella nuova economia digitale di oggi, basata su fiducia, tempo e denaro. L’economia di oggi non è più un’economia fisica, ma si […]

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Intel Security migliora l’architettura di difesa unificata per la protezione contro le minacce

Intel Security ha annunciato un’architettura unificata di difesa avanzata progettata per offrire alle aziende una protezione che possa essere efficace nella nuova economia digitale di oggi, basata su fiducia, tempo e denaro. L’economia di oggi non è più un’economia fisica, ma si tratta di reti e sistemi connessi che creano un mondo in cui i criminali informatici ci hanno messo sulla difensiva. In questa nuova seconda economia è in gioco qualcosa di più del denaro e i settori pubblico e privato stanno lottando contro il tempo e combattendo per riconquistare la fiducia.

“I criminali informatici stanno costringendo le aziende che si occupano di sicurezza informatica a riformulare le regole di ingaggio per la difesa del mondo civile; per contrastarli efficacemente, dobbiamo abbandonare i vecchi schemi di sicurezza e diventare più imprevedibili e collaborativi, facendo della cybersecurity una priorità”, ha dichiarato Chris Young, vice senior president e general manager di Intel Security Group. “Il nostro piano strategico è semplice, ma dirompente: integrare, automatizzare e orchestrare il ciclo di protezione dalle minacce per raggiungere migliori risultati di sicurezza – in ultima analisi, ridurre maggiormente il rischio, più velocemente e con meno risorse”.

Basata sul più grande ecosistema aperto del settore e sfruttando un programma di integrazione collaudata, l’architettura di difesa unificata di Intel Security è alimentata da quattro sistemi di protezione – Dynamic Endpoint, Pervasive Data Protection, Data Center and Cloud Defense, e Intelligent Security Operations – che sono intelligentemente integrati per moltiplicarne l’efficacia.

Dynamic Endpoint

Le soluzioni isolate possono essere efficaci contro attacchi singoli, ma ci sono troppi esempi in cui le soluzioni isolate non riescono a stare al passo con la vasta gamma di complesse minacce emergenti. Le misure di sicurezza tattiche devono essere sostituite con difese integrate, dinamiche e progettate per superare in astuzia gli aggressori. La soluzione Dynamic Endpoint di Intel Security utilizza una protezione avanzata, intelligenza condivisa e flussi di lavoro unificati in una singola console di gestione per unificare la protezione degli endpoint, il rilevamento e il ripristino contro le minacce oggi maggiormente diffuse. Questa soluzione, distribuita all’interno dei software McAfee® Endpoint Security 10.5 e McAfee Active Response 2.0, include funzionalità innovative, tra cui:

·         Protezione ‘Patient Zero’: la funzionalità Dynamic Application Containment migliora la protezione contro le minacce ransomware “patient-zero” e isola il resto della rete dalle infezioni attraverso il monitoraggio e l’intercettazione dei processi post-malware basandosi sulla reputazione dei file.

·         Protezione dalle minacce persistenti avanzate con contenimento e apprendimento automatico: Intel Security è il primo e unico vendor ad offrire la classificazione del malware basata su apprendimento automatico utilizzando sia l’analisi pre-esecuzione statica che l’analisi dinamica post-esecuzione via cloud, progettata per aiutare a rilevare il malware zero -day quasi in tempo reale, tracciando il comportamento quando ritenuto sospetto e bonificando senza fare affidamento sui metodi tradizionali basati su signature.

·         Protezione avanzata con funzionalità per Web ed Endpoint integrate: solo Intel Security è in grado di integrare perfettamente le proprie tecnologie endpoint client e web gateway per consentire una protezione rapida da implementare, pervasiva sia dentro che fuori della rete aziendale, oltre che progettata per impedire al malware zero-day di raggiungere l’endpoint.

·         Protezione dalle minacce avanzate in tempo reale: il software McAfee Active Response 2.0 utilizza il cloud per accelerare le indagini tracciando in modo dinamico il comportamento dei processi e consentendo agli amministratori di accedere al contesto delle minacce in tempo reale nel corso di un’analisi. Ciò consente di individuare il malware e rispondere rapidamente utilizzando la funzione di correzione in un solo clic e quindi automatizzare le risposte per affrontare gli attacchi futuri.

Protezione dei dati pervasiva

La crescente diffusione delle applicazioni in modalità Software as a Service (SaaS) e degli accessi alle reti aziendali in mobilità, hanno creato la necessità di poter abilitare l’utilizzo del cloud in modo sicuro. Le aziende hanno bisogno di una soluzione unificata che estenda la sicurezza al di fuori del perimetro aziendale tradizionale per proteggere gli utenti in rete e quelli remoti e i servizi cloud. L’approccio di Intel Security per la protezione pervasiva dei dati è quello di unificare la sicurezza SaaS attraverso la protezione web, la protezione CASB degli accessi cloud (Cloud Access Security Broker), la prevenzione della perdita dei dati e la crittografia per fornire la soluzione più ampia del settore per endpoint, reti e servizi basati su cloud, il tutto gestito centralmente. Con una base a gestione unificata, insieme a set di regole comuni, policy e crittografia, Intel Security aiuterà le aziende a massimizzare l’efficienza aziendale e la produttività dei dipendenti. Le imprese devono potere rendere i dati sensibili prontamente disponibili per tutti coloro che ne hanno bisogno, riducendo al minimo il rischio di perdita dei dati e dell’uso improprio da parte di personale non autorizzato. Tra i componenti della soluzione integrata vi sono:

·         Aumento della produttività grazie alla protezione dei dati centralizzata: Il software McAfee DLP for Mobile Email 10.0 introduce policy unificate e gestione degli incidenti per DLP a livello di endpoint e di rete. La soluzione offre inoltre strumenti che abilitano gli utenti finali, come la classificazione manuale, l’avvio della scansione DLP da parte dell’utente finale e la funzione di self-remediation. Inoltre, queste funzionalità contribuiscono a rafforzare la cultura della sicurezza aziendale, alleviando anche l’onere amministrativo.

·         Web Security ubiqua: McAfee Web Gateway Cloud Service è progettato per consentire ai team di sicurezza di ottenere gli stessi benefici della protezione avanzata delle minacce delle appliance web gateway on-premise, ma senza il costo dell’hardware o delle risorse impiegate per la manutenzione. Con il triplo dei data center della nostra soluzione web SaaS precedente, prestazioni migliori e una migliore operatività, il nuovo servizio cloud non è mai stato più pronto per le imprese.

·         Cloud Application Governance: McAfee Cloud Data Protection, disponibile in versione beta, è dotato della tecnologia CASB  per fornire una vista integrata sui potenziali eventi rischiosi a livello di endpoint e cloud, tra cui la possibilità di effettuare un controllo sullo stato dell’endpoint in tempo reale, assicurando che solamente i dispositivi autorizzati possano accedere alle informazioni sensibili.

Data Center and Cloud Defense

Le aziende stanno adottando cloud computing in misura sempre maggiore, e ciò introduce requisiti di sicurezza unici che molte soluzioni tradizionali non sono in grado di affrontare. Di conseguenza, molti lottano con controlli di sicurezza cloud deboli e incoerenti, una lenta risoluzione delle problematiche di sicurezza e un’inefficiente potenza di calcolo oltre che con la carenza di personale. I prodotti per la sicurezza cloud di Intel Security sono progettati per proteggere i data center con la sicurezza leader del settore in grado di rilevare gli attacchi mirati avanzati e gestire la protezione in modo efficiente nelle infrastrutture fisiche, virtuali e cloud. La soluzione Data Center and Cloud Defense di Intel Security riunisce protezione dei server, sicurezza di rete e condivisione delle informazioni sulle minacce per consentire una singola vista della sicurezza negli ambienti data center. Questa soluzione, erogata attraverso McAfee Server Security Suite 4.5 e McAfee Virtual Network Security Platform (vNSP) 8.3, include funzionalità avanzate, tra cui:

·         Cloud Security Visibility: la funzione di rilevamento del carico di lavoro sul cloud fornisce una visibilità attraverso cloud pubblici e privati per i computer virtuali, i carichi di lavoro associati, reti e storage, consentendo alle aziende  di stabilire un approccio alla sicurezza solido e coerente.

·         Condivisione e raggruppamento dell’intelligence delle minacce: il raggruppamento della protezione perimetrale e dei computer virtuali vanifica gli attacchi mirati avanzati, garantendo nel contempo l’utilizzo efficiente delle risorse all’interno di ambienti server altamente virtualizzati per consentire alle aziende di rilevare un maggior numero di minacce, più velocemente e con meno risorse. Una volta che è stata rilevata una minaccia, questa informazione viene condivisa in tutto il data center in modo da prendere le contromisure correttive adeguate.

·         Integrazione e orchestrazione: la stretta integrazione tra McAfee Management for Optimized Virtual Environments Anti-Virus (MOVE AV), McAfee Virtual Network Security Platform (vNSP), McAfee Advanced Threat Defense e McAfee Threat Intelligence Exchange con le piattaforme di virtualizzazione come VMWare e NSX OpenStack consente un’orchestrazione della sicurezza più efficiente e più semplice.

Intelligent Security Operations

Le aziende che hanno bisogno di una risposta e un ripristino tempestivi hanno bisogno di un’architettura di sicurezza basata sul ciclo di protezione delle minacce chiuso, che faciliti l’integrazione, il monitoraggio e l’orchestrazione delle soluzioni di sicurezza. Le nuove funzionalità di Intel Security si integrano con le soluzioni di cui sopra e quelle dei partner della Security Innovation Alliance per migliorare e unificare la visibilità, i flussi di lavoro investigativi e il reporting.

·         Rilevamento del malware avanzato flessibile: opzioni estese includono un nuovo servizio di analisi del malware basato su cloud e supportato da capacità di apprendimento automatico, McAfee Cloud Threat Detection, e l’appliance virtualizzata McAfee Advanced Threat Defense che ottimizza l’esperienza utente, offre maggiore copertura del sistema operativo Windows, e un significativo aumento della capacità di elaborazione dei dati.

·         Visibilità e capacità investigativa migliorate: McAfee Enterprise Security Manager introduce una nuova console basata su HTML 5 dotata di un’interfaccia intuitiva che assicura una user experience su misura per gli analisti, restituisce risultati di ricerca più veloci e più semplici per accelerare la gestione delle minacce e la risposta agli incidenti.

·         Expanded Strategy and Incident Response Services: nuovi servizi di consulenza, implementazione, valutazione e risposta agli incidenti permettono la maturazione a lungo termine dell’approccio di un’azienda al rischio e alla gestione delle minacce e migliorano il ROI. La sicurezza gestita e la risposta alle emergenze on-demand e su base fissa contribuiscono ad aumentare le competenze interne in tali ambiti.

L’iniziativa OpenDXL

Il settore ha da tempo bisogno di un modo per consentire a tecnologie diverse di lavorare meglio insieme, e noi abbiamo aperto la strada con la tecnologia più adottata tra i principali vendor con McAfee Data Exchange Layer (DXL). Per accelerare questo trend, oggi Intel Security ha annunciato l’intenzione di aprire McAfee Data Exchange Layer all’intero settore come mezzo concreto per togliere ulteriore vantaggio ai cyber-criminali. Attraverso una strategia open source e la versione beta di un nuovo kit di sviluppo software (SDK) per DXL, i “white hats” (aziende e vendor di sicurezza insieme) potranno usufruire di un sostrato di comunicazione comune su cui condividere informazioni sulle minacce in tempo reale e orchestrare azioni per ridurre al minor tempo possibile il ciclo di protezione dalle minacce. DXL fornisce un framework standardizzato per applicazioni, capace di integrare le tecnologie di diversi fornitori tra loro e con applicazioni sviluppate internamente. L’iniziativa OpenDXL amplierà l’accesso e le capacità dell’SDK DXL e l’infrastruttura di gestione e della comunità che lo sosterrà, consentendo agli sviluppatori all’interno dei vendor di security, imprese, scuole e anche ai competitor di acquisire una maggiore capacità di integrazione in tempo reale e altri numerosi vantaggi operativi offerti da Data Exchange Layer.

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McAfee Labs evidenzia la redditività del mercato dei dati sanitari rubati https://www.datamanager.it/2016/10/mcafee-labs-evidenzia-la-redditivita-del-mercato-dei-dati-sanitari-rubati/ Fri, 28 Oct 2016 12:51:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=112438 Lo studio rivela le conseguenze di sottovalutare  le dinamiche della “economia sommersa” del crimine informatico; i dati relativi alle cartelle cliniche non riescono a superare il valore di mercato dei dati finanziari rubati e nemmeno di quelli farmaceutici o biotecnologici Intel Security ha diffuso il report McAfee Labs Health Warning, che studia il mercato sommerso […]

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Lo studio rivela le conseguenze di sottovalutare  le dinamiche della “economia sommersa” del crimine informatico; i dati relativi alle cartelle cliniche non riescono a superare il valore di mercato dei dati finanziari rubati e nemmeno di quelli farmaceutici o biotecnologici

Intel Security ha diffuso il report McAfee Labs Health Warning, che studia il mercato sommerso dei dati sanitari rubati; fa una comparazione con il mercato relativo al furto di dati nei servizi finanziari; identifica le tendenze del ‘crimine informatico-as-a-service’ nell’ambito dell’assistenza sanitaria ed evidenzia come la criminalità informatica stia prendendo di mira la proprietà intellettuale nelle industrie farmaceutiche e biotecnologiche. La ricerca Intel Security afferma che lo sviluppo del mercato dei dati rubati e le relative competenze di hacking diano segnali di crescita del “business della criminalità informatica” nel settore sanitario.

“In un settore in cui la riservatezza e la privacy sono di primaria importanza, la perdita di fiducia potrebbe essere catastrofica per lo sviluppo del settore e le prospettive di successo”, ha commentato Raj Samani, CTO di Intel Security, EMEA. “Data la crescente minaccia per il settore, i costi delle violazioni dei dati dovrebbero essere valutati al pari di una ‘economia informale’ in termini di tempo, denaro, e fiducia – dove la fiducia persa può causare più danni ad individui e aziende rispetto alle perdite economiche.”

Il valore dei dati rubati

Intel Security ha rilevato che il prezzo per record di una cartella clinica rubata rimane inferiore al prezzo dei dati finanziari e delle informazioni sui conti correnti, nonostante la sempre maggiore deperibilità dei dati di carte di credito e di debito.

Negli ultimi anni, Intel Security ha osservato come la comunità del crimine informatico abbia esteso il proprio interesse per il furto dei dati al di là dei dati finanziari, interessandosi anche alle cartelle cliniche. Anche se i numeri delle carte di credito e di debito possono essere cancellati e sostituiti rapidamente, ciò non è possibile per le informazioni sanitarie protette (PHI) che non si possono cambiare o bloccare. Questi dati “non deperibili” potrebbero includere cognomi, nomi da nubile delle madri, numeri di previdenza sociale o della pensione, carte di pagamento e dati relativi alle assicurazioni, o gli indirizzi di domicilio dei pazienti. Ma, anche se questa dinamica lasciava presupporre che il prezzo per cartella clinica sarebbe potuto salire in tempi rapidi fino a competere o addirittura eclissare quello dei dati relativi al conto corrente o alle carte di pagamento, la ricerca di Intel Security del 2016 non ha evidenziato un andamento dei prezzi tale da confermare questa congettura.

La ricerca di Intel Security ha rilevato come il prezzo medio per dato del settore sanitario sia superiore a quello delle informazioni personali di base, ma comunque inferiore a quello dei dati degli account finanziari personali. Il valore per ogni record di dati di conto corrente varia da  14,00$ a  25,00$ per record, mentre quello relativo alle carte di credito e di debito ruota attorno ai 4,00$ o 5,00$, ma i dati sanitari si fermano a un valore compreso tra 0,03$ e 2,42$. I risultati suggeriscono che i dati finanziari continuano essere più facile da monetizzare rispetto ai dati medici personali, che potrebbero richiedere un investimento che i dati finanziari non richiedono. Al seguito del furto di una cache di cartelle cliniche, è probabile che i criminali informatici debbano analizzare i dati, e forse effettuare analisi incrociando i dati con altri provenienti da diverse fonti prima che la frode sia redditizia e prima di identificare le opportunità effettive di  furto, estorsione, o di ricatto. Ne consegue che i dati finanziari rappresentino ancora un modello di crimine informatico più attraente, poiché i criminali possono contare su un ritorno sull’investimento più rapido.

“La liquidità vince sulle longevità nella corsa alla capitalizzazione sui dati rubati”, ha aggiunto Samani. “Se io rubo un milione di numeri di carte di credito o di debito, posso vendere rapidamente questa merce digitale prima che le banche e gli esercenti scoprano il furto e annullino questi numeri. In alternativa, un milione di cartelle cliniche contengono una ricca di cache di dati personali e dati sanitari permanenti, ma per riuscire a guadagnare sfruttando questi dati è necessario un maggiore investimento in termini di tempo e risorse”.

Furto della proprietà intellettuale e dei dati riservati commerciale

La ricerca di Intel Security ha esaminato anche l’interesse verso le proprietà intellettuali e le informazioni commerciali riservate di aziende biotecnologiche e farmaceutiche. I ricercatori suggeriscono che il valore economico di tali informazioni sia notevolmente superiore a quelli attribuiti ai dati relativi ai dati sanitari in generale.

I ricercatori Intel Security hanno trovato prove che le formule dei farmaci di nuova generazione, risultati di test sui farmaci, e altre informazioni riservate di business costituiscano un valore significativo. I luoghi in cui sono conservati tali dati in aziende biofarmaceutiche, aziende loro partner, e anche presso gli enti governativi coinvolti nell’immissione sul mercato dei nuovi farmaci sono diventati un obiettivo primario dei criminali informatici.

“Lo spionaggio industriale è diventato digitale alla pari di tante altre cose nel nostro mondo”, ha aggiunto Samani. “Se si considera che le attività di ricerca e lo sviluppo sono una spesa enorme per queste industrie, non dovrebbe sorprendere che i criminali informatici siano attratti dal ROI di questa categoria di furto di dati sanitari”.

L’economia del ‘crimine informatico-as-a-Service’

Intel Security ha anche identificato come i criminali informatici sfruttano il mercato ‘cybercrime-as-a-service’ per eseguire i loro attacchi contro le organizzazioni sanitarie. I ricercatori hanno trovato la prova di acquisto e noleggio di kit exploit per compromettere i sistemi ed effettuare violazioni di dati sanitari. In un caso, un criminale informatico non particolarmente abile dal punto di vista tecnico ha acquistato strumenti per poter violare azienda vulnerabile, facendo anche ricorso al supporto tecnico gratuito per orchestrare il suo attacco, e ha poi estratto più di 1.000 cartelle cliniche che secondo il suo service provider criminale potrebbe fruttargli al netto circa 15.564$.

I ricercatori hanno osservato inoltre il tentativo dei criminali informatici, attraverso annunci online e sui social media, di reclutare nei loro ranghi addetti del settore e assistenti sanitari in grado di accedere a informazioni preziose.

“Quando una comunità ormai matura di criminali informatici si rivolge a un settore meno preparato, come l’assistenza sanitaria, le organizzazioni all’interno di tale settore tendono a rincorrere mettendo in campo protezione contro le minacce passate, ma non contro quelle attuali o future”, conclude Ferdinando Torazzi, Regional Director Italy & Greece Intel Security. “Per una sicurezza informatica efficace oggi, bisogna non limitarsi ai paradigmi tradizionali e affidarsi a un nuovo approccio completamente diverso. Dove le organizzazioni sanitarie hanno fatto affidamento ai vecchi schemi, devono cambiare approccio e guardare al futuro. Dove hanno accumulato informazioni, gli operatori del settore devono diventare più collaborativi. Se hanno sottovalutato la difesa informatica, devono farne una priorità. In questa economia sommersa, se si vincono i nemici sul ‘tempo’, allora si possono preservare il denaro e la fiducia”.

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Amy Schumer è al 1° posto nella classifica McAfee Most Dangerous Celebrities per il 2016 https://www.datamanager.it/2016/09/amy-schumer-al-1-posto-nella-classifica-mcafee-most-dangerous-celebrities-2016/ Thu, 29 Sep 2016 16:00:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=110088 Attori comici, musicisti e presentatori TV ai primi posti della decima edizione annuale dell’elenco delle celebrità più pericolose del web La famosissima attrice e comica Amy Schumer ha scalzato il DJ di musica dance elettronica Armin van Buuren per diventare la celebrità più pericolosa da ricercare online, secondo uno studio condotto da Intel Security. Giunto […]

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Attori comici, musicisti e presentatori TV ai primi posti della decima edizione annuale dell’elenco delle celebrità più pericolose del web

La famosissima attrice e comica Amy Schumer ha scalzato il DJ di musica dance elettronica Armin van Buuren per diventare la celebrità più pericolosa da ricercare online, secondo uno studio condotto da Intel Security. Giunto alla sua decima edizione, lo studio McAfee Most Dangerous Celebrities, pubblicato da Intel Security, ha preso in esame un ampio elenco di personaggi noti, inclusi attori, comici, musicisti, presentatori TV, atleti e altri ancora. Questa ricerca svela quali celebrità generano i risultati di ricerca online più pericolosi che potrebbero esporre i fan a virus e malware mentre vanno alla ricerca delle informazioni più recenti sulle icone odierne della cultura pop.

Amy Schumer è considerata una delle comiche più popolari ed è anche famosa per il suo lavoro di scrittrice, attrice e produttrice. Ora Amy Schumer può anche fregiarsi del titolo di “prima comica a conquistare la prima posizione nello studio McAfee Most Dangerous Celebrities” tra i vari riconoscimenti. Justin Bieber la segue a stretto giro al secondo posto, seguito da Carson Daly (N. 3), il presentatore degli show “Today” e “The Voice”. A far compagnia ad Amy Schumer nella top 10 sono i comici Chris Hardwick (N. 7) e Daniel Tosh (N. 8). All’ex rapper ed oggi star di Hollywood Will Smith (N. 4) fanno compagnia musicisti famosi come Rihanna (N. 5), Miley Cyrus (N. 6), Selena Gomez (N. 9) e Kesha (N. 10).

Gli scaltri criminali informatici continuano a sfruttare il fascino che le notizie relative alle celebrità – premi e show televisivi, premiere di nuovi film, nuovi album musicali, separazioni di artisti famosi, ecc. – giocano sui consumatori per indurre i fan ignari a visitare siti web carichi di malware in grado di sottrarre loro password e informazioni personali. Lo studio condotto da Intel Security evidenzia i vari modi in cui gli hacker possono sfruttare l’interesse dei consumatori relativamente alle notizie della cultura pop, i rischi causati dal loro comportamento online e come proteggersi al meglio dalle minacce potenziali.

“I consumatori oggi rimangono affascinati dalle celebrità e vanno online per ricercare le notizie più recenti”, spiega Gary Davis, chief consumer security evangelist di Intel Security. “Con questo desiderio di informazioni in tempo reale, molti ricercano e fanno clic senza considerare i potenziali rischi per la sicurezza. I criminali informatici ne sono consapevoli e sfruttano questo comportamento per cercare di indirizzarli su siti pericolosi pieni di malware. Di conseguenza, i consumatori devono comprendere quali precauzioni adottare per vivere esperienze online sicure e protette”.

La ricerca di ‘Amy Schumer Torrent’ ha il 33% di probabilità di condurre a un sito web dannoso

Il primo posto di Amy Schumer evidenzia la tendenza della gente ad abbandonare la TV via cavo. I consumatori, oggi più che mai, guardano video, show televisivi e film online in streaming. La condivisione di file e l’utilizzo di torrent continuano a diffondersi sempre più, perciò non sorprende che programmi TV e film siano un obiettivo dei criminali informatici che cercano di creare file dannosi.

La top 10 delle celebrità dello studio di quest’anno che comportano le più alte percentuali di rischio include:

Posizione Celebrità Percentuale
1 Amy Schumer 16.11%
2 Justin Bieber 15.00%
3 Carson Daly 13.44%
4 Will Smith 13.44%
5 Rihanna 13.33%
6 Miley Cyrus 12.67%
7 Chris Hardwick 12.56%
8 Daniel Tosh 11.56%
9 Selena Gomez 11.11%
10 Kesha 11.11%

Tantissimi comici

Dando il via al suo tour mondiale quest’autunno, la comica Amy Schumer si classifica al primo posto come la principale celebrità più pericolosa. Anche Chris Hardwick (N. 7) di  “Funcomfortable” e Daniel Tosh (N. 8) rientrano nella top 10, mentre Nikki Glaser (N. 15) e Kevin Hart (N. 25) fanno parte della top 25. Altre comiche inserite nell’elenco sono Grace Helbig (N. 26), Mindy Kaling (N. 30), Kristen Wiig (N. 52), Chelsea Handler (N. 54) e Ellen DeGeneres (N. 57).

Musicisti in cima alla classifica

Tra le celebrità più pericolose di quest’anno ci sono alcuni dei più sensazionali artisti pop, star del botteghino, tra cui Justin Bieber (N. 2), Rihanna (N. 5), Miley Cyrus (N. 6), Selena Gomez (N. 9) e Kesha (N. 10). Pop, rap, hip-hop e un po’ di country sono rappresentati da Drake (N. 13), Katy Perry (N. 14), Jason Aldean (N. 16), Justin Timberlake (N. 17), Jennifer Lopez (N. 18), Lady Gaga (N. 19), Nicki Minaj (N. 20), Iggy Azalea (N. 27), Beyoncé (N. 28) e Usher (N. 29).

Gli show televisivi della sera

Il presentatore di “Today” e “The Voice” Carson Daly si classifica al terzo posto, mentre  Most Dangerous Celebrity, i presentatori degli show della notte Seth Meyers (N. 11) e Conan O’Brien (N. 12) entrano nella 15. James Corden, noto per il suo famoso show “Carpool Karaoke,” si posiziona in ventitreesima posizione, seguito da John Oliver al N. 24 e Jimmy Kimmel al N. 32 – in precedenza classificatosi al N. 1 nel 2014 e al N. 26 nel 2015. Bill Maher si posiziona invece al N. 34.

I coach di ‘The Voice’ superano le aspettative

Tre dei quattro coach di questa stagione dello spettacolo “The Voice”, insieme al presentatore, sono tutti nella top 50. Miley Cyrus guida il gruppo (N. 6), seguita da Adam Levine (N. 41) e Blake Shelton (N. 66), come la sua fidanzata e coach a rotazione Gwen Stefani (N. 49). Le superstar del country colleghi di Blake Shelton, Jason Aldean (N. 16) e Luke Bryan (No. 39) seguono a breve distanza.

Come effettuare ricerche in sicurezza

  • Pensare prima di fare clic! Se si è alla ricerca dell’ultima puntata dello show “Inside Amy Schumer” non fare clic sul link di una terza parte. Invece, scaricate il contenuto direttamente dalla fonte originale su com per essere certi di non selezionare qualcosa che potrebbe causare danni.
  • Fare attenzione quando si cercano “torrent.” Questo termine di ricerca è il più pericoloso. I criminali informatici utilizzano i torrent per incorporare il malware all’interno di file autentici rendendo difficile capire se un file è sicuro. È consigliato evitare l’utilizzo di torrent specialmente quando ci sono numerose opzioni di streaming legittime disponibili.
  • Mantenere riservate le informazioni personali. I criminali informatici sono sempre alla ricerca di modi per sottrarre le nostre informazioni personali Se si riceve una richiesta di inserire informazioni come carta di credito, email, indirizzo di casa o dati di login dei social media non fornirli senza pensarci. Effettuare delle verifiche e assicurarsi che non si tratti di phishing o di un tentativo di truffa che potrebbe portare al furto di identità.
  • Navigare in modo sicuro utilizzando soluzioni di protezione come il software McAfee WebAdvisor. WebAdvisor aiuta a proteggersi dai siti web dannosi aiutando a identificare i siti potenzialmente pericolosi. Una versione gratuita del software più essere scaricata qui.
  • Utilizzare protezione su tutti i dispositivi. I consumatori devono proteggere tutti gli aspetti delle loro vite digitali indipendentemente da dove si trovano, quali dispositivi utilizzano o dove archiviano le proprie informazioni personali. Utilizzare soluzioni che funzionino su tutti i propri dispositivi per proteggersi da minacce quali malware, violazioni e attacchi di phishing.

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Intel cede l’ex McAfee a Tpg per 3.1 mld di dollari https://www.datamanager.it/2016/09/intel-cede-lex-mcafee-tpg-3-1-mld-dollari/ Thu, 08 Sep 2016 14:48:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=107633 Intel cede la maggioranza di Intel Securities a una private equity. L’azienda sarà indipendente e tornerà a chiamarsi McAfee Alla fine le voci dei mesi scorsi sono state confermate. Intel ha ceduto il 51% della sua divisione per la sicurezza informatica Intel Securities al fondo private equity Tpg. La società, nata dall’acquisizione nel 2011 di […]

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Intel cede la maggioranza di Intel Securities a una private equity. L’azienda sarà indipendente e tornerà a chiamarsi McAfee

Alla fine le voci dei mesi scorsi sono state confermate. Intel ha ceduto il 51% della sua divisione per la sicurezza informatica Intel Securities al fondo private equity Tpg. La società, nata dall’acquisizione nel 2011 di McAfee per 7.7 miliardi di dollari, è stata valutata 4.2 miliardi comprensivi dei debiti e sarà indipendente dalla casa madre. All’epoca gli investitori avevano fortemente criticato l’operazione in quanto si è conclusa a un prezzo superiore del 60% rispetto al valore stimato di McAfee.

Con questa operazione Intel otterrà 3.1 miliardi di dollari in contanti e manterrà il controllo del 49% delle quote. Intel Securities tornerà a chiamarsi McAfee e otterrà da Tpg un finanziamento di 1.1 miliardi per la sua espansione e rafforzamento sul mercato.

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Le imprese e i paesi più a rischio per la carenza di talenti nella sicurezza informatica https://www.datamanager.it/2016/07/le-imprese-paesi-piu-rischio-la-carenza-talenti-nella-sicurezza-informatica/ Fri, 29 Jul 2016 15:30:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=107070 Un nuovo report di Intel Security e CSIS rivela l’attuale carenza di personale qualificato esperto in cybersecurity in Australia, Francia, Germania, Israele, Giappone, Messico, Stati Uniti e Regno Unito Intel Security, in collaborazione con il CSIS (Center for Strategic and International Studies), ha rilasciato il report dal titolo Hacking the Skills Shortage, che delinea la […]

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Un nuovo report di Intel Security e CSIS rivela l’attuale carenza di personale qualificato esperto in cybersecurity in Australia, Francia, Germania, Israele, Giappone, Messico, Stati Uniti e Regno Unito

Intel Security, in collaborazione con il CSIS (Center for Strategic and International Studies), ha rilasciato il report dal titolo Hacking the Skills Shortage, che delinea la carenza di talenti che sta interessando il settore della cybersecurity esponendo al rischio aziende e nazioni. La maggioranza degli intervistati (82%) ammette una carenza di competenze in sicurezza informatica, con il 71% degli intervistati che imputa a tale carenza la responsabilità diretta di danni concreti e misurabili alle imprese che per la mancanza di talenti diventano bersagli più appetibili per gli hacker.

“La carenza di personale con competenze di sicurezza informatica causa danni diretti alle aziende, tra cui la perdita di dati riservati e proprietà intellettuale”, ha dichiarato James A Lewis, Senior Vice President e Director of the Strategic Technologies Program di CSIS. “Si tratta di un problema diffuso a livello globale; la maggioranza degli intervistati in tutti i paesi presi in esame potrebbe collegare la carenza di personale adeguato a danni subiti dalla propria impresa”.

Nel 2015, nei soli Stati Unti sono rimaste vacanti(1) 209.000 posizioni di lavoro nel settore della sicurezza informatica. Nonostante un intervistato su quattro confermi che la propria azienda abbia subito un furto di dati rilevante a causa del gap di competenze di sicurezza informatica, non ci sono segni che questa carenza di forza lavoro sia destinata a diminuire nel breve termine. Gli intervistati prevedono in media che tra oggi e il 2020 il 15% delle posizioni di sicurezza informatica nelle loro aziende rimarrà scoperto. Con la crescita di cloud, mobile computing e dell’Internet delle cose, così come degli attacchi mirati avanzati e del cyber-terrorismo a livello globale, la necessità di personale formato con solide competenze in sicurezza informatica è quanto mai fondamentale.

“Il settore della sicurezza si è interrogato a lungo su come affrontare il dilagare di hacking e violazioni, ma il settore pubblico e privato non hanno affrontato la questione della carenza di talenti di sicurezza informatica con altrettanta urgenza”, ha dichiarato Chris Young, Senior Vice President e General Manager di Intel Security Group. “Per far fronte a questa crisi, dobbiamo promuovere nuovi modelli di apprendimento, accelerare la disponibilità di opportunità di formazione e fornire soluzioni sempre più automatizzate affinché i talenti possano essere impiegati al meglio. Infine, è assolutamente necessario diversificare i ruoli nella cybersecurity”.

“La carenza globale di talenti preparati e qualificati in sicurezza informatica e cybersecurity aggrava il compito già impegnativo di difendere le imprese contro il volume e la sofisticatezza delle minacce avanzate,” ha aggiunto Ferdinando Torazzi, Regional Director Enterprise Italia e Grecia, Intel Security. “Questo studio offre informazioni preziose che possono aiutare aziende e governi a formare talenti ed esperti con le competenze necessarie per affrontare in modo efficace il mondo della cybersecurity e migliorare la sicurezza informatica globale nel suo complesso.”

La richiesta di professionisti di sicurezza informatica sta superando l’offerta di personale qualificato, e le competenze altamente tecniche sono le più desiderate in tutti i paesi oggetto della ricerca. Infatti, le competenze in aree quali il rilevamento delle intrusioni, lo sviluppo di software sicuro e la mitigazione degli attacchi sono considerate di gran lunga più preziose rispetto agli soft skill, tra cui la capacità collaborativa, la leadership e la comunicazione efficace.

Questo report prende in esame quattro parametri che compongono il quadro della carenza di talenti esperti in cybersecurity, tra cui:

  1. Capacità di spesa nella cybersecurity: la dimensione e l’aumento dei budget di sicurezza informatica rivela come Paesi e imprese ritengano prioritaria la sicurezza informatica. Non sorprende, inoltre, che i Paesi e i settori industriali che investono maggiormente in sicurezza informatica siano posizionati meglio per affrontare la carenza di forza lavoro che, secondo il 71% degli intervistati, ha provocato danni diretti e misurabili alla propria organizzazione.
  2. Istruzione e formazione: solo secondo il 23% degli intervistati i programmi di formazione stanno preparando gli studenti a entrare in questo settore. Questo report rivela come i metodi non tradizionali di apprendimento pratico, come seminari di formazione con prove pratiche, prove sotto forma di gioco, prove tecniche e hackathon, possono essere modi più efficaci per acquisire e far crescere le competenze di sicurezza informatica. Più della metà degli intervistati ritiene che la carenza di competenze di sicurezza informatica sia peggiore della carenza di talenti in altre professioni IT, ponendo l’accento sulla necessità di istruzione e di formazione continua.
  3. Dinamiche aziendali: mentre lo stipendio è certamente il principale fattore motivante nel momento del reclutamento, altri incentivi sono importanti sia nel reclutamento sia quando si tratta di trattenere i talenti migliori, tra cui la formazione, le opportunità di crescita e la reputazione del dipartimento IT del datore di lavoro. Quasi la metà degli intervistati cita la mancanza di formazione o di programmi di qualificazione professionale, tra le ragioni più diffuse per la fuoriuscita dei talenti.
  4. Settore pubblico: più dei tre quarti (76%) degli intervistati sostiene che il proprio governo non investa abbastanza nella formazione di talenti esperti di sicurezza informatica. Questa carenza è diventata una questione politica di primo piano quando lo scorso anno capi di stato negli Stati Uniti, Regno Unito, Israele e Australia hanno chiesto un maggiore supporto per il personale esperto in sicurezza informatica.

Raccomandazioni

  • Ridefinire le credenziali minime per i ruoli di sicurezza informatica entry-level: riconoscere i metodi di istruzione non convenzionali
  • Diversificare il campo della cybersecurity
  • Consentire maggiori opportunità di training esterni
  • Identificare le tecnologie in grado di fornire sistemi di automazione intelligente della sicurezza
  • Raccogliere i dati relativi agli attacchi e sviluppare metriche migliori per identificare rapidamente le minacce

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I Millennial sono più propensi a ‘staccare’ in vacanza rispetto alla Generazione X https://www.datamanager.it/2016/07/millennial-piu-propensi-staccare-vacanza-rispetto-alla-generazione-x/ Fri, 01 Jul 2016 16:00:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=104787 Attenzione a email, funzioni di geolocalizzazione e attività sui social media che possono mettere a repentaglio la sicurezza quando si viaggia In vista della stagione estiva, Intel Security ha condotto uno studio, dal titolo “Digital Detox: Unplugging on Summer Vacation” (Disintossicazione digitale: ‘staccare’ durante le vacanze estive) per meglio comprendere le abitudini degli utenti per mantenere […]

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Attenzione a email, funzioni di geolocalizzazione e attività sui social media che possono mettere a repentaglio la sicurezza quando si viaggia

In vista della stagione estiva, Intel Security ha condotto uno studio, dal titolo “Digital Detox: Unplugging on Summer Vacation” (Disintossicazione digitale: ‘staccare’ durante le vacanze estive) per meglio comprendere le abitudini degli utenti per mantenere i contatti digitali quando sono in viaggio e i modi in cui possono inconsapevolmente mettere la loro identità e i dispositivi personali a rischio. Secondo il 65% degli intervistati statunitensi essere scollegati significa non utilizzare internet per niente, mentre la metà ritiene di essere scollegato se non ha effettuato alcuna telefonata. L’indagine sfata un luogo comune secondo cui i Millennial, noti anche come Generazione Y, sarebbero i meno propensi a lasciare a casa i propri dispositivi al momento di andare vacanza; infatti il 49% dei Millennial in realtà ha ammesso di essere disposto a staccare la spina in vacanza, mentre solo il 37% degli intervistati tra i 40-50 anni farebbe lo stesso.

Le vacanze estive sono piene di distrazioni e di opportunità, e i criminali informatici stanno imparando a capitalizzare anche su questi momenti. I viaggiatori possono essere degli obiettivi interessanti per i criminali informatici che contano sulle vulnerabilità delle persone e dei dispositivi per guadagnarsi un punto di accesso ai dati e ai dispositivi. Infatti, i malintenzionati possono ottenere l’accesso a informazioni sensibili, tramite smartphone, computer portatili e persino dispositivi wearable non protetti, oltre che raccogliere informazioni e dati dai social media.

“Gli utenti si affidano alla tecnologia per rimanere in contatto con il proprio mondo fisico e digitale – sia che siano al lavoro, a casa o in vacanza,” ha dichiarato Gary Davis, chief consumer security evangelist di Intel Security. “Le persone spesso utilizzano i dispositivi in vacanza per accedere alle informazioni sensibili senza considerare i potenziali rischi. Di conseguenza, è fondamentale suggerire alcuni comportamenti che favoriscano abitudini digitali sicure affinché gli utenti siano più sicuri anche in viaggio e in vacanza”.

“Dobbiamo essere tutti più attenti e adottare misure di sicurezza precauzionali per evitare che le informazioni personali vengano perse o rubate, durante i viaggi,” ha aggiunto Giorgio Bramati, consumer partner manager di Intel Security. “Nonostante molti degli intervistati non siano riusciti a vivere una vacanza non connessa, chi è riuscito a staccare la spina, oltre a proteggere la propria identità, ha ottenuto notevoli vantaggi.”

Vacanze-Zen:

  • Più della metà (55%) degli intervistati che si erano impegnati a staccare dai propri dispositivi digitali in vacanza, è riuscita a farlo.
  • Secondo il 65% degli intervistati, la vacanza è stata più piacevole dopo aver staccato. Si sono sentiti meno stressati e sono stati in grado di relazionarsi meglio con l’ambiente circostante.
  • Circa l’88% degli intervistati ha ammesso di non essere stressato dal fatto di essere scollegato dal lavoro e dalla vita rimasta a casa. E il 51% di coloro che ha staccato si è integrato meglio con i compagni di viaggio, proprio per il fatto di non esser connesso.
  • Gli uomini sono più disposti a lasciare il telefonino a casa, quando vanno in vacanza. Circa il 47% degli uomini ha dichiarato che avrebbe lasciato a casa lo smartphone, contro il 37% delle donne.

Pausa dal lavoro:

  • In un mondo sempre connesso, è difficile per le persone staccare la spina. In effetti, il 68% degli intervistati negli Stati Uniti ha riferito di controllare la posta elettronica personale e di lavoro almeno una volta al giorno, ogni giorno, anche in vacanza.
  • Gli americani sono i meno inclini ad astenersi dalla lettura dei messaggi di posta elettronica di lavoro (49%) mentre sono in vacanza rispetto ad abitanti di Singapore (61%), canadesi (60%), tedeschi (59%), messicani (59%), francesi (56%), olandesi (54%), brasiliani (53%) e spagnoli (52%).

Come minimizzare i rischi durante i viaggi:

  • Attenti ai social: sappiamo quanto può essere noiosa l’attesa negli aeroporti e spesso questa noia può portare alla pubblicazione di aggiornamenti dal proprio dispositivo mobile. Che si tratti della propria posizione o di un selfie, i criminali sono in grado di monitorare dove siamo attraverso l’attività social e di approfittare di noi quando siamo più vulnerabili.
  • Dove e quando condividere: ci piace condividere le nostre esperienze con amici e familiari sui social media, ma è importante non far sapere pubblicamente dove o quando si andrà in vacanza. Meglio aspettare di essere tornati a casa prima di pubblicare un reportage completo; troppo allettante per i ladri sapere quando casa nostra sarà vuota per giorni e notti.
  • Connessioni Wi-Fi e Bluetooth? con moderazione: le connessioni dati possono essere costose, ma attivare il Bluetooth e il Wi-Fi quando si va in giro può essere una ricetta per il disastro. Il collegamento a dispositivi Wi-Fi e Bluetooth non protetti può rendere vulnerabili i dati personali così che i criminali informatici ne possano approfittare. Si dovrebbe prestare particolare attenzione soprattutto quando si effettuano pagamenti online. Con questo in mente, è bene aggiornare periodicamente la cronologia dei collegamenti Bluetooth e Wi-Fi, eliminando le reti wireless in precedenza “memorizzate”.
  • Controllare e monitorare i propri account bancari: infine, è essenziale controllare frequentemente anche il conto corrente bancario. Se non si è attenti e tempestivi su questo fronte, ci si potrebbe accorgere con troppo ritardo se un criminale ha avuto accesso ai nostri conti correnti.

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Il report McAfee Labs rivela nuove minacce che sfruttano la collusione tra app https://www.datamanager.it/2016/06/report-mcafee-labs-rivela-nuove-minacce-sfruttano-la-collusione-app/ Fri, 17 Jun 2016 09:20:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=103591 Gli aggiornamenti software ritardati permettono ai criminali informatici di sfruttare le app mobile; il ritorno del trojan Pinkslipbot con nuove funzionalità Intel Security ha pubblicato il suo Report McAfee Labs: giugno 2016, che spiga le dinamiche del fenomeno della collusione tra app mobile, in base al quale i criminali informatici manipolano due o più app […]

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Gli aggiornamenti software ritardati permettono ai criminali informatici di sfruttare le app mobile; il ritorno del trojan Pinkslipbot con nuove funzionalità

Intel Security ha pubblicato il suo Report McAfee Labs: giugno 2016, che spiga le dinamiche del fenomeno della collusione tra app mobile, in base al quale i criminali informatici manipolano due o più app per orchestrare attacchi contro i proprietari di smartphone. McAfee Labs ha osservato tale comportamento su oltre 5.056 versioni di 21 app progettate per fornire agli utenti servizi utili come streaming video mobile, monitoraggio dello stato di salute e pianificazione di viaggi. Sfortunatamente, il fatto che gli utenti non implementino con regolarità gli aggiornamenti software essenziali per queste 21 app aumenta la possibilità che le versioni obsolete possano essere “requisite” e sfruttate per attività dolose.

Ampiamente considerate una minaccia teorica per molti anni, le app mobile colluse svolgono attività dannose congiuntamente sfruttando le capacità di comunicazioni tipiche dei sistemi operativi mobile. Questi ultimi incorporano molte tecniche per isolare le app all’interno di sandbox, limitare le loro funzionalità e controllare di quali autorizzazioni dispongono in modo piuttosto granulare. Sfortunatamente, le piattaforme mobile includono anche modalità pienamente documentate che permettono alle app di comunicare l’una con l’altra nei limiti delle sandbox. Operando congiuntamente, le app colluse possono sfruttare tali funzionalità di comunicazione inter-app a scopo di dolo.

McAfee Labs ha identificato tre tipi di minacce risultanti dalla collusione delle app mobile:

·        Furto di informazioni: una app con accesso a informazioni sensibili o riservate che collaborano, volenti o nolenti con una o diverse app per inviare informazioni al di fuori del dispositivo

·        Furti finanziari: una app invia informazioni a un’altra app che può eseguire transazioni finanziarie o effettuare una chiamata API di tipo finanziario per perseguire obiettivi simili

·        Abuso di servizi: una app controlla un servizio di sistema e riceve informazioni o comandi da una o più app per orchestrare una serie di attività dannose.

La collusione di app mobile richiede almeno una app con autorizzazione ad accedere a informazioni o servizi ad accesso riservato, una app senza tale autorizzazione ma che possa accedere a risorse esterne al dispositivo e la capacità di comunicare l’una con l’altra. Le app potrebbero collaborare volontariamente o involontariamente a causa di una fuga accidentale di dati o per l’inserimento di una libreria dannosa o di un kit di sviluppo software. Tali app possono utilizzare uno spazio condiviso (file consultabili da chiunque) per scambiare informazioni sui privilegi concessi e per stabilire quale sia meglio posizionato per essere utilizzato come punto d’ingresso per i comandi remoti.

“Non sorprende che gli avversari abbiano risposto alle iniziative di sicurezza in ambito mobile con nuove minacce che cercano di nascondersi,” spiega Vincent Weafer, vice president del gruppo McAfee Labs di Intel Security. Il nostro obiettivo è rendere sempre più difficile per le app dannose trovare un appiglio sui nostri dispositivi personali, sviluppando strumenti e tecniche più intelligenti per rilevare le app mobile colluse”.

“Per proteggere gli utenti da queste minacce sono disponibili sul mercato delle soluzioni che proteggono tablet e smartphone effettuando la scansione e il blocco delle singole app mobili dannose e che sono anche in grado di rilevare comportamenti ostili, come le richieste di autorizzazioni sospette, e consentire all’utente di bloccare completamente tali app,” aggiunge Ferdinando Torazzi, Regional Director Italy and Greece, Intel Security.

“Per le aziende che desiderano proteggersi dalle app mobili colluse, raccomandiamo di usare solo quelle provenienti da siti web e sviluppatori affidabili. Infine un appello ai venditori di app affinché includano filtri anticollusione per bloccare la pubblicazione di tali app, impostino una policy intelligente sulle comunicazioni inter-app e proibiscano esplicitamente gli sviluppatori che violano le limitazioni del sistema operativo con i metodi di collusione. Ancora una volta sottolineiamo l’estrema necessità nel mondo della security di modelli e alleanze veramente efficaci per la condivisione delle informazioni sulle minacce.”

Il report McAfee Labs prende in esame le attività di ricerca lungimiranti volte a creare strumenti – inizialmente utilizzati manualmente dai ricercatori sulle minacce ma nel tempo da automatizzare – per rilevare le app colluse. Una volta identificate, le app colluse possono essere bloccate utilizzando la tecnologia di sicurezza mobile. Il report suggerisce una gamma di approcci da parte dell’utente per minimizzare la collusione delle app mobile, tra cui il download di app mobile solo da fonti affidabili, evitare le app con pubblicità incorporata, non effettuare il “jailbreaking” dei dispositivi mobile e, ancor più importante, mantenere sistema operativo e app sempre aggiornati.

Per suggerimenti per la sicurezza online, su come i consumatori possono proteggersi dalle minacce menzionate nel presente report, visitare Consumer Safety Tips Blog.

Il report di questo trimestre, registra inoltre il ritorno del trojan W32/Pinkslipbot (noto anche come Qakbot, Akbot, QBot). Questo trojan backdoor con funzionalità simili a quelle di un worm è stato lanciato nel 2007 e si è velocemente conquistato la fama di famiglia malware con un elevato livello di pericolosità, in grado di rubare credenziali bancarie, password della posta elettronica e certificati digitali. Il malware Pinkslipbot è poi riemerso alla fine del 2015 con funzionalità migliorate come funzioni di crittografia multi-livello e anti-analisi per contrastare le attività di disamina e reverse engineering dei ricercatori. Il report fornisce inoltre i dettagli del meccanismo di aggiornamento automatico ed esfiltrazione dei dati del trojan, e le attività di McAfee Labs per il monitoraggio in tempo reale delle infezioni e furto di credenziali da parte di Pinkslipbot.

Infine, McAfee Labs valuta lo stato delle funzioni comuni di hashing, e sollecita le aziende a mantenere i propri sistemi aggiornati con gli standard di hashing più recenti ed efficaci.

Minacce – Le statistiche del primo trimestre 2016

·        Ransomware. I nuovi esemplari di ransomware sono aumentati del 24% nel corso di questo trimestre a causa del costante ingresso di criminali con competenze relativamente di basso livello all’interno della comunità del crimine dedicata al ransomware. Questo trend è il risultato della diffusa adozione dei kit exploit per distribuire il malware.

·        Mobile. I nuovi esemplari di malware mobile sono aumentati del 17% trimestre su trimestre nel corso del primo trimestre del 2016. Il numero complessivo di esemplari di malware mobile è aumentato del 23% trimestre su trimestre e del 113% nel corso degli ultimi quattro trimestri.

·        Malware Mac OS. Il malware Mac OS è cresciuto rapidamente nel corso del primo trimestre, principalmente a causa dell’aumento dell’adaware VSearch.  Mentre il numero assoluto di esemplari Mac OS samples è ancora basso, il numero complessivo di esemplari è aumentato del 68% trimestre su trimestre e del 559% nel corso degli ultimi quattro trimestri.

·        Malware delle macro. Il malware delle macro continua a crescere dall’inizio del 2015 facendo registrare un aumento del 42% trimestre su trimestre dei nuovi esemplari di malware delle marco. La nuova specie di malware delle macro continua ad attaccare le reti aziendali principalmente attraverso campagne spam complesse che sfruttano le informazioni raccolte tramite tecniche di social engineering per sembrare legittime.

·        Botnet Gamut. La botnet Gamut è deiventata la botnet di spam più produttiva nel primo trimestre, incrementando il proprio volume di circa il 50%. Campagne di spam diffuse offrono schemi per diventare ricchi rapidamente e la fornitura di medicinali contraffatti. Kelihos, la botnet di spam più prolifica nel corso del quarto trimestre 2015, è scesa al quarto posto.

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Intel Security rivela rischi di sicurezza delle ricerche sul web su fitness e prova costume https://www.datamanager.it/2016/05/intel-security-rivela-rischi-sicurezza-delle-ricerche-sul-web-fitness-prova-costume/ Thu, 26 May 2016 16:30:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=102143 Un nuovo studio indica che il 64% degli italiani fa clic su promozioni e pop-up riguardanti diete e fitness anche se li considera pericolosi Intel Security ha rilasciato i risultati di un nuovo studio, “Online Security Diet: You Are What You Click,” (“Dieta della Sicurezza online: sei ciò che clicchi”), che prende in esame i […]

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Un nuovo studio indica che il 64% degli italiani fa clic su promozioni e pop-up riguardanti diete e fitness anche se li considera pericolosi

Intel Security ha rilasciato i risultati di un nuovo studio, “Online Security Diet: You Are What You Click,” (“Dieta della Sicurezza online: sei ciò che clicchi”), che prende in esame i comportamenti e gli atteggiamenti online degli Italiani tra i 21 e i 54 anni, quando si tratta di ricercare diete e programmi di fitness. Il report ha rivelato che quando si tratta del desiderio di un corpo ideale, le persone sono disposte a sacrificare la propria sicurezza online, se sono convinte di compiere un passo verso il raggiungimento dei risultati desiderati.

All’approssimarsi della stagione estiva, maggio è il mese ideale per iniziare una nuova dieta, e le persone cercano online le soluzioni più rapide. Con la stagione più calda, più ore di luce e i primi anticipi di vacanze, aumentano le opportunità di essere attivi, e prendono il via nuove ondate di diete, anche quando i buoni propositi del nuovo anno sono ormai dimenticati.

“I criminali informatici stanno diventando sempre più esperti nel comprendere la stagionalità delle abitudini di ricerca dei consumatori e sanno come sfruttare al meglio queste informazioni”, ha dichiarato Gary Davis, chief consumer security evangelist di Intel Security. “Per questo, è sempre più importante che le persone siano informate sulle problematiche di sicurezza che si celano anche dietro le più innocue ricerche su Internet e su come poter identificare le email e i siti potenzialmente pericolosi. È per questo che continuiamo a investire in iniziative di educazione per rafforzare le buone abitudini che aiutano i consumatori a vivere la propria esperienza online in modo sicuro”.

I principali elementi emersi dallo studio includono:

Dieta e promozioni: troppo bello per essere vero?

  • Il 64% degli intervistati ha cliccato su un link promozionale che offre un programma di dieta.
    • Sono più i giovani fino a 21 ad aver visitato un sito promozionale o aperto un pop-up riguardante dieta e fitness (76%) rispetto agli adulti tra i 21 e i 54 anni (54%)
  • Il 56% degli intervistati molto probabilmente farebbe clic su un link promozionale di un programma di remise en forme prima dell’estate
  • Il 31% degli intervistati è più propenso a cliccare su un link promozionale o un articolo che offre suggerimenti dietetici se compare la testimonianza o l’avvallo di un vip.

Pensare prima di cliccare

  • Il 20% degli intervistati ha acquistato un servizio o un prodotto da un link promozionale senza sapere se fosse o meno un sito sicuro.
  • Quasi la metà degli intervistati farebbe clic su un link promozionale per i programmi di dieta in risposta a una ricerca su Google (45%), mentre il 38% selezionerebbe un link presente su Facebook, su un sito web (34%) o su un blog (18%).

Non sempre condividere è salutare

  • Molti degli intervistati ammettono di essere disposti a condividere alcune informazioni come l’indirizzo email (59%), il nome completo (42%) o l’età (44%) con un sito web o una società di servizi nella speranza di raggiungere il proprio obiettivo di peso o un corpo da sogno.
  • Tuttavia, il 45% degli intervistati non saprebbe come controllare l’attendibilità di un sito prima di fornire dati di pagamento o informazioni personali.

Consigli per proteggersi ed evitare le truffe nascoste nelle diete online:

  • Pensare prima di cliccare. Offerte da siti che sembrano troppo belle per essere vere, come ad esempio “perdere 10 chili in una settimana” possono nascondere un sito di cui diffidare. Siti web o email promozionali possono includere link di phishing che conducono a siti web in grado di carpire informazioni personali o di far scaricare malware sul computer.
  • Navigare in sicurezza. Attenzione ai siti web fasulli. Siti creati per truffare i consumatori possono avere un indirizzo molto simile a un sito legittimo, come “Wait Watchers” invece di “Weight Watchers”. Spesso su questi siti possono esserci errori di ortografia, grammatica immagini sgranate e in bassa risoluzione. Se un sito richiede informazioni personali, è importante controllare l’URL, e assicurarsi che sia proprio il sito che volevamo visitare e non un sito fasullo. In questo caso è molto utile anche utilizzare uno strumento di verifica della reputazione Web come McAfee WebAdvisor che può aiutare a identificare siti pericolosi e che vi informerà di siti o link a rischio prima di visitarli.
  • Utilizzare password complesse. Dire definitivamente addio alla password “123321”, e utilizzarne una più efficace e sicura, come “9&#4yiw2pyqx”. Modificare regolarmente le password e non utilizzare le stesse password su tutti i propri account. Per migliorare la qualità delle password ci si può affidare a una soluzione di gestione delle password.
  • Rimanere aggiornati. Le migliori soluzioni di sicurezza si aggiornano automaticamente per proteggere il computer in ogni momento dai pericoli più recenti. Anche gli aggiornamenti dei sistemi operativi includono le più recenti patch di sicurezza per essere aggiornati in modo continuativo. Inoltre, è importante assicurarsi di avere installato il set di software appropriato per condurre le scansioni di routine.
  • Utilizzare una soluzione di sicurezza completa. Proteggere tutti i dispositivi con una soluzione di sicurezza completa, come McAfee LiveSafe, può aiutare a proteggersi da malware e altri attacchi informatici.

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World Password Day: il giorno adatto per cambiare password https://www.datamanager.it/2016/05/world-password-day-giorno-adatto-cambiare-password/ Thu, 05 May 2016 15:09:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=100738 Da Intel Security alcuni suggerimenti per password sicure e i risultati di una survey sull’utilizzo delle password Oggi è il World Password Day, una ricorrenza promossa da un consorzio di aziende private tra cui Intel Security, per aumentare la consapevolezza su ciò che gli utenti possono e devono fare per rendere più sicuri i propri […]

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Da Intel Security alcuni suggerimenti per password sicure e i risultati di una survey sull’utilizzo delle password

Oggi è il World Password Day, una ricorrenza promossa da un consorzio di aziende private tra cui Intel Security, per aumentare la consapevolezza su ciò che gli utenti possono e devono fare per rendere più sicuri i propri account online e proteggere i propri dati e la propria identità. Recenti fatti di cronaca e furti di dati ci ricordano che oggi più che mai è essenziale comprendere quanto sia importante proteggere i propri dati personali su più fronti, per usufruire di quanto di bello la tecnologia e Internet hanno da offrire.

“Abbiamo appena realizzato un sondaggio da cui è emerso che in media abbiamo più di 27 account che richiedono una password, quindi non sorprende che facciamo fatica a ricordarle tutte,” ha dichiarato Giorgio Bramati, consumer partner manager di Intel Security. “Se il 33% degli intervistati ha ammesso di trascrivere le proprie password, un preoccupante 15% ha ammesso di usare la stessa password per più account. Ne consegue piuttosto chiaramente quanto sia necessario educare gli utenti e informarli debitamente sull’importanza della protezione dei propri dati personali su più fronti. La realtà è che in questo modo c’è il rischio di esporre i propri account alla mercé dei criminali informatici”.

“Il progresso tecnologico ci viene in aiuto con innovative soluzioni per proteggere i nostri dati, tra cui le misure di sicurezza biometriche, come True Key di Intel Security grazie a cui possiamo anche dire addio ai bigliettini e a dover ricordare tutte le password. Una tecnologia innovativa, che utilizza parametri biometrici, come le impronte digitali, l’attivazione vocale o dispositivi connessi, costituisce l’equilibrio ideale tra un’esperienza utente fluida e i più elevati standard di sicurezza, e possiamo stare davvero tranquilli”.

“Tuttavia, a chi desidera affidarsi ancora alle password tradizionali,” prosegue Bramati, “suggerisco di impostare password uniche per ogni account, e che siano composte da almeno sei caratteri che includano lettere maiuscole e minuscole, oltre ad almeno un numero e un simbolo. Non è così ovvio, ed è utile ribadirlo, sarebbe bene evitare combinazioni generiche come ‘Password1234’, ma è anche bene sapere che per essere forte una password non deve contenere il nome utente, un nome reale, ma nemmeno una parola esistente completa. Chi ha problemi a ricordare le password, può provare a creare un acronimo pensando a una frase che possa essere significativa, per esempio, ‘il mio criceto si chiama Bob’ potrebbe diventare ‘ImCs1cB0b’.”

Tra gli altri risultati della ricerca emerge come:

  • in media abbiamo 27 password per altrettanti differenti account privati o di lavoro;
  • circa il 37% degli intervistati dimentica una password una volta la settimana;
  • il 21% ritiene che dimenticare una password sia fastidioso come tagliarsi con la carta;
  • il 20% rinuncerebbe ai propri programmi sportivi preferiti pur di non dover ricordare mai più una password, il 3,5% cederebbe le proprie scarpe preferite mentre il 6,5% rinuncerebbe alla pizza.

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