Intesa – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 03 Jul 2026 13:38:03 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Intesa – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Nasce un nuovo player europeo per la trasformazione digitale: Havant completa l’acquisizione di Intesa https://www.datamanager.it/2026/07/nasce-un-nuovo-player-europeo-per-la-trasformazione-digitale-havant-completa-lacquisizione-di-intesa/ Fri, 03 Jul 2026 13:38:03 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253929 Con il perfezionamento dell’accordo di acquisizione di Intesa, Havant compie un ulteriore significativo passo del proprio percorso di crescita e dà vita a un ecosistema tecnologico integrato, senza precedenti nel panorama europeo: oltre 110 milioni di euro di fatturato, +700 professionisti, +5.000 clienti e presenza in 6 paesi. Havant, gruppo internazionale nell’ambito della Digital Innovation […]

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Con il perfezionamento dell’accordo di acquisizione di Intesa, Havant compie un ulteriore significativo passo del proprio percorso di crescita e dà vita a un ecosistema tecnologico integrato, senza precedenti nel panorama europeo: oltre 110 milioni di euro di fatturato, +700 professionisti, +5.000 clienti e presenza in 6 paesi.

Havant, gruppo internazionale nell’ambito della Digital Innovation con focus sull’Intelligent Process & Content Automation, e Intesa, Trusted Solution Provider e uno dei principali QTSP italiani ed europei, uniscono le proprie competenze per dare vita a un nuovo gruppo di riferimento per la trasformazione digitale delle imprese europee: un unico punto di accesso per le realtà che vogliono affrontare la trasformazione digitale con la solidità del Digital Trust e l’agilità dell’Intelligent Automation.

L’unione tra Havant e Intesa nasce da una complementarietà architetturale profonda e precisa. Le soluzioni business di Havant (Intelligent Document Processing, gestione avanzata dei contenuti, orchestrazione dei processi e Intelligenza Artificiale applicata) trovano nei servizi di Intesa (qualified trusted services, identità digitale, onboarding, scambio EDI, fatturazione elettronica e conservazione a norma) il loro completamento naturale.

Il risultato è un ecosistema end-to-end certificato, conforme all’intero quadro normativo europeo (eIDAS 2.0, DORA, AI Act, GDPR), in cui si svolge ogni processo di business. Un unico flusso nativo, senza frizioni, senza intermediari e senza compromessi sulla compliance.

Con oltre 5 miliardi di transazioni gestite e una presenza consolidata in Italia, Olanda, Belgio, Francia, Germania e Irlanda, il gruppo è dimensionato per supportare trasformazioni digitali su scala globale, superando i 110 milioni di euro di fatturato e potendo contare su più di 700 professionisti e oltre 5.000 clienti. Numeri destinati a crescere.

Massimo Missaglia, Founder & CEO di Havant, ha commentato: “Con Intesa facciamo un passo importante nel consolidare il nostro posizionamento come leader nell’affiancare le aziende nei percorsi di trasformazione digitale — percorsi sempre più strategici per la competitività europea. Un cammino che abbiamo iniziato anni fa con una visione precisa e che non si ferma qui: questa è una tappa significativa di un percorso di crescita europea ancora in corso. Portiamo sul mercato un’offerta che in Italia oggi non ha eguali per ampiezza, profondità tecnologica e conformità normativa. E continuiamo a costruire: ci sono ulteriori opportunità all’orizzonte, sempre con la stessa logica di complementarietà e valore per i clienti che ha guidato ogni acquisizione finora.”

Una visione che si traduce, sul piano operativo, in un cambio di passo per il gruppo. Lo sottolinea Pietro Lanza, Managing Director di Havant e Chairman di Intesa: “Non è soltanto una crescita dimensionale: è l’accelerazione del nostro piano. Integrare l’eccellenza di Intesa nel digital trust con le nostre competenze in IDP, AI e digitalizzazione dei processi ci permette di presentarci al mercato come un unico partner end-to-end. È un’operazione che anticipa ciò che il mercato ci chiederà nei prossimi anni — e da qui continuiamo a costruire.” 

Un ecosistema al servizio delle data sovereignty

Al centro della proposta di valore del gruppo c’è la sovranità del dato e l’integrazione dell’AI all’interno di processi aziendali certificati e sicuri. Havant è tra i primi operatori italiani ad aver ottenuto la certificazione ISO/IEC 42001, che attesta un approccio etico e conforme all’AI Act nella gestione dell’intelligenza artificiale, che viene integrata negli asset proprietari di Intelligent Document Processing e soluzioni avanzate di Data Governance.

Intesa porta un patrimonio consolidato di soluzioni, competenze specializzate, relazioni di settore e certificazioni riconosciute, garantendo piena operatività nei mercati regolamentati e presidio continuo sulle evoluzioni normative, tra cui l’integrazione dell’European Digital Identity Wallet nella propria offerta: segno di una visione ampia sul futuro dell’innovazione digitale in Europa. Contributi tecnologici e di compliance che si amplificano con la scala e la presenza multipaese del gruppo, e che diventano ancora più strategici man mano che il perimetro si allarga.

Giuseppe Mariani, CEO di Intesa commenta: “L’ingresso in Havant apre un capitolo straordinario per Intesa, valorizzando quarant’anni di storia nel digital trust. In un mercato in rapida evoluzione, unendo le nostre soluzioni, certificazioni e le nostre competenze alla forza tecnologica di Havant, insieme guideremo la trasformazione digitale europea — garantendo ai nostri clienti innovazione continua, l’affidabilità di sempre, e la solidità di un gruppo che continuerà a crescere.”

Le due realtà condividono infine una visione comune anche sul fronte della sostenibilità: Havant è #1 nella classifica Top 100 ICT Sostenibile 2025 con certificazioni ESG di livello A; Intesa è Società Benefit con rating Open ES. La riduzione dell’impatto ambientale e l’adozione di pratiche di lavoro inclusive saranno obiettivi strategici condivisi e rafforzati nel percorso di crescita del gruppo.

L’operazione è sostenuta da Argos Fund, che accompagna Havant nel percorso di consolidamento europeo. L’acquisizione di Intesa aggiunge contratti ricorrenti di valore, tecnologia proprietaria e un portafoglio clienti di alto profilo in un mercato strutturalmente in crescita. Un trampolino, non un traguardo.

“La crescita di Havant conferma la solidità della nostra tesi di investimento: un progetto imprenditoriale italiano che in pochi anni si è trasformato da leader nazionale della digitalizzazione dei processi in un player europeo integrato nella trust economy. L’acquisizione di Intesa rappresenta un’operazione rilevante — e il percorso di consolidamento europeo prosegue.” commenta Andrea Pavesi, Partner, Argos Fund

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Kirey e Intesa (Kyndryl) trasformano la previdenza: da 15 giorni a un solo click per aderire ai fondi pensione https://www.datamanager.it/2026/06/kirey-e-intesa-kyndryl-trasformano-la-previdenza-da-15-giorni-a-un-solo-click-per-aderire-ai-fondi-pensione/ Tue, 16 Jun 2026 14:53:01 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253516 11,7 milioni di posizioni e oltre 260 miliardi di euro gestiti in Italia: la previdenza complementare cresce, ma resta frenata da processi complessi e poco accessibili Intesa (Kyndryl) e Kirey, gruppo europeo specializzato nella consulenza tecnologica e digitale – innovano il mondo della previdenza complementare rendendo finalmente l’onboarding semplice e smart. Le due realtà specializzate […]

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11,7 milioni di posizioni e oltre 260 miliardi di euro gestiti in Italia: la previdenza complementare cresce, ma resta frenata da processi complessi e poco accessibili

Intesa (Kyndryl) e Kirey, gruppo europeo specializzato nella consulenza tecnologica e digitale – innovano il mondo della previdenza complementare rendendo finalmente l’onboarding semplice e smart. Le due realtà specializzate in servizi digitali, hanno unito le rispettive competenze in un’unica piattaforma in grado di digitalizzare completamente il processo di adesione ai vari Fondi Pensione, rendendolo immediato e sicuro.

Secondo i dati ufficiali della COVIP, nel 2025 il sistema della previdenza complementare in Italia ha raggiunto circa 11,7 milioni di posizioni, per un totale di oltre 260 miliardi di euro di risorse gestite, confermando un trend di crescita sia nelle adesioni sia nei contributi. Nonostante ciò, il livello di diffusione resta ancora limitato e, tra i principali fattori che ne frenano lo sviluppo, emerge – oltre alla ridotta capacità di risparmio e alla bassa educazione finanziaria – anche la complessità percepita nei meccanismi di adesione e gestione, che continua a rappresentare una significativa barriera all’ingresso nel sistema.

“La sfida per il settore è quella di superare processi ancorati a sistemi legacy e flussi operativi complessi” – spiega Michela Sertorio, Business Line Manager – BU Pension Funds di Kirey – “Per anni, la gestione dei prodotti previdenziali è stata caratterizzata da tempi di sottoscrizione lunghi e da un elevato carico operativo, che ne ha limitato la diffusione e l’accessibilità: la nostra soluzione interviene proprio su questi aspetti, semplificando e velocizzando il processo”.

“In questo contesto, il nostro approccio consulenziale ci ha permesso di lavorare a stretto contatto con gli operatori del settore” – aggiunge Andrea De Palma, Head of Business Development di Intesa (Kyndryl) – “contribuendo, insieme a Kirey, a trasformare un iter burocratico frammentato in un’esperienza digitale più fluida, sicura e accessibile”.

Andrea De Palma, Head of Business Development di Intesa (Kyndryl)

Grazie alla piattaforma sviluppata da Kirey e integrata con i servizi di firma elettronica e di conservazione di Intesa (Kyndryl), la riduzione dei tempi di sottoscrizione è drastica: da 15 giorni ad un click. Non solo, la modulistica viene automaticamente archiviata a norma da Intesa – Qualified Service Provider – garantendo piena validità legale e tracciabilità dell’operazione secondo gli standard normativi europei.

Sia il cliente finale sia l’intermediario hanno la possibilità di inserire i dati sulla piattaforma via web e finalizzare l’intera procedura grazie all’integrazione della soluzione Intesa Sign, sistema di firma elettronica avanzata che utilizza meccanismi di riconoscimento come SPID, CIE o soluzioni biometriche per conferire valore legale all’operazione in pochi passaggi. Una volta completata la sottoscrizione, la documentazione viene automaticamente archiviata con piena validità e tracciabilità. La soluzione si distingue inoltre per la sua flessibilità e per la piena integrazione con i sistemi informativi dei fondi pensione e dei service amministrativi incaricati della gestione.

Questo approccio genera benefici concreti e immediati per tutti gli attori coinvolti:

  • per il fondo pensione: l’adesione viene caricata e registrata nella stessa giornata, eliminando tempi morti e velocizzando l’onboarding dell’iscritto;
  • per il cliente finale: l’intero processo è digitale, rapido e senza necessità di scambi cartacei o attese per conferme;
  • per aziende e intermediari: non è più necessario attendere riscontri manuali; la conferma dell’avvenuta adesione è immediata e tracciata digitalmente.

Un processo tradizionalmente lungo e frammentato si trasforma così in un flusso real time, con un significativo incremento in termini di efficienza, precisione operativa e qualità del servizio.

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Intesa (Kyndryl) lancia Sign & Pay, integrando la possibilità di pagamento ai sistemi di firma elettronica https://www.datamanager.it/2026/05/intesa-kyndryl-lancia-sign-pay-integrando-la-possibilita-di-pagamento-ai-sistemi-di-firma-elettronica/ Thu, 28 May 2026 08:44:58 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253106 Firma e pagamento non sono più processi separati: con Intesa Sign & Pay tutto avviene in un unico gesto, più rapido, semplice e sicuro per utenti e aziende Intesa, consolidato Qualified Trust Service Provider europeo, annuncia il lancio di una nuova funzionalità sulla propria piattaforma di firma elettronica Intesa Sign che permette di firmare e […]

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Firma e pagamento non sono più processi separati: con Intesa Sign & Pay tutto avviene in un unico gesto, più rapido, semplice e sicuro per utenti e aziende

Intesa, consolidato Qualified Trust Service Provider europeo, annuncia il lancio di una nuova funzionalità sulla propria piattaforma di firma elettronica Intesa Sign che permette di firmare e pagare in un unico gesto. Si tratta di Sign & Pay, una novità che semplifica la vita agli utenti, riduce i tempi e aumenta la sicurezza delle transazioni.

“Siamo molto orgogliosi di questa integrazione, che rende Intesa Sign uno strumento completo per gestire contratti e pagamenti in modo semplice e sicuro” – commenta Marco Broggio, Chief Solution Officer di Intesa – “Abbiamo sviluppato questa funzionalità seguendo le indicazioni europee per supportare al meglio i nostri clienti. Ogni contratto può diventare subito operativo e il pagamento contestuale dà fiducia, velocità e un’esperienza digitale senza interruzioni”.

In passato la firma di un contratto e il pagamento erano due processi separati, spesso lunghi e complessi, con controlli manuali e attese burocratiche che potevano generare errori o costi aggiuntivi. Con la digitalizzazione questa separazione viene eliminata, così che firma e pagamento possano avvenire nello stesso momento e gli utenti possano completare tutto in un unico passaggio, con un’esperienza chiara, veloce e sicura.

Intesa Sign & Pay: come funziona e i vantaggi per le aziende

L’integrazione dei pagamenti rappresenta un’innovativa evoluzione di Intesa Sign, piattaforma di Digital Transaction Management (DTM) già conforme alle normative eIDAS 2.0 e GDPR. Nello specifico, Intesa Sign & Pay collega la firma elettronica ai principali sistemi di pagamento, come carte di credito/debito (Visa, Mastercard, American Express ecc…), Digital wallet (Google Pay, Apple Pay, Paypal, Satispay, Revolut Pay ecc.) e bonifici SEPA.

Il servizio di pagamento è completamente configurabile. In base alle impostazioni definite, gli importi possono essere determinati da uno qualsiasi degli attori coinvolti nel processo: da chi crea la pratica, da altri utenti partecipanti (diversi dal pagatore) oppure dal pagatore stesso. Il pagamento può essere effettuato in una qualsiasi valuta dei Paesi membri dell’Unione Europea.

Ogni transazione viene tracciata e archiviata nello storico della pratica, i dati sono sempre consultabili per garantire la massima trasparenza, semplificare le attività di auditing e facilitare le verifiche operative.

Questa flessibilità rende Intesa Sign & Pay adatta a molti casi pratici, dalla firma dei contratti di locazione e pagamento dei depositi nel Real Estate e Hospitality, fino all’attivazione immediata delle polizze assicurative, del leasing e del noleggio.

Nello specifico caso delle aziende, l’integrazione rappresenta un investimento strategico poiché assicura certezza degli incassi, migliora la fluidità del capitale e l’efficienza operativa eliminando lente riconciliazioni manuali tra uffici legali e contabilità, e consente di gestire flussi internazionali multi-valuta e multi-canale. La combinazione tra firma digitale e pagamento contestuale offre una protezione giuridica aggiuntiva dove ogni contratto diventa vincolante solo a saldo completato, riducendo rischi e frizioni operative.

Grazie a questa nuova funzionalità, Intesa Sign diventa una soluzione completa per firmare e pagare in modo veloce e sicuro, migliorando l’esperienza digitale degli utenti e aiutando le aziende a gestire contratti e pagamenti con maggiore efficienza.

 

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Supply chain: quando l’AI accorcia il tempo tra imprevisto e decisione. L’approccio di Intesa (Kyndryl) https://www.datamanager.it/2026/02/supply-chain-quando-lai-accorcia-il-tempo-tra-imprevisto-e-decisione-lapproccio-di-intesa-kyndryl/ Tue, 24 Feb 2026 11:10:42 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251132 Instabilità geopolitica e interruzioni logistiche mettono alla prova la capacità di reazione delle supply chain. Intesa rafforza la soluzione EDI con l’AI per decisioni più veloci e affidabili. Solo il 10% delle aziende italiane è preparato alle criticità della filiera Instabilità geopolitica, tensioni sui mercati e interruzioni nei flussi logistici stanno mettendo sotto pressione le […]

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Instabilità geopolitica e interruzioni logistiche mettono alla prova la capacità di reazione delle supply chain. Intesa rafforza la soluzione EDI con l’AI per decisioni più veloci e affidabili. Solo il 10% delle aziende italiane è preparato alle criticità della filiera

Instabilità geopolitica, tensioni sui mercati e interruzioni nei flussi logistici stanno mettendo sotto pressione le supply chain globali. In questo scenario, la vera sfida per le aziende non è più raccogliere dati, ma trasformarli in decisioni operative rapide. “Il banco di prova oggi non è essere in grado solo di avere dati, ma saperli convertire in scelte strategiche” – commenta Luigi Traverso, Head of B2B Solutions di Intesa (a Kyndryl Company) – “È tempo di trasformare informazioni e documenti da strumenti tecnici a veri supporti decisionali, capaci di aiutare le aziende a reagire più velocemente e con maggiore consapevolezza agli imprevisti della supply chain”.

Secondo l’Osservatorio Supply Chain Planning 2025 del Politecnico di Milano, solo il 10% delle aziende italiane adotta un approccio preventivo e strutturato alla gestione delle criticità, mentre la maggioranza continua a operare in modalità reattiva. Anche tra le grandi imprese, solo il 26% dispone di processi evoluti per gestire ritardi e interruzioni, mentre tra le PMI la percentuale scende al 5%. A pesare sono soprattutto la frammentazione delle informazioni, la difficoltà di integrazione tra sistemi e la presenza di documenti destrutturati che rallentano la presa di decisione lungo tutta la filiera.

È in questo contesto che si inserisce l’evoluzione della Control Tower di Intesa (Kyndryl), la piattaforma proprietaria di interscambio documenti e dati, potenziata con funzionalità di Intelligenza Artificiale per supportare una gestione della supply chain più dinamica, reattiva e orientata alla prevenzione. L’obiettivo non è solo migliorare la visibilità sui flussi logistici, ma ridurre il tempo che intercorre tra l’emergere di una criticità e l’azione correttiva, trasformando informazioni complesse in indicazioni operative immediatamente utilizzabili. La piattaforma integra flussi provenienti da sistemi interni e partner logistici, analizzandoli attraverso modelli di Machine Learning in grado di generare alert in tempo reale e indicazioni predittive su possibili criticità. Un ruolo chiave è svolto dall’Intelligent Document Management, che consente di trasformare documenti destrutturati – come bolle, contratti e allegati – in informazioni operative integrate nei processi decisionali, superando uno dei principali colli di bottiglia della supply chain.

A supporto degli utenti, la Control Tower integrerà anche chatbot conversazionali che permetteranno di interrogare l’intera supply chain in linguaggio naturale, ottenendo risposte immediate e suggerimenti basati sui dati disponibili. Un approccio che semplifica l’accesso alle informazioni e accelera il processo decisionale, anche in contesti complessi e distribuiti.

In questa prospettiva, l’EDI (Electronic Data Interchange, ovvero lo scambio telematico di documenti) non è più solo un’infrastruttura di interconnessione di dati, ma diventa un livello intelligente di governo della filiera, in grado di mettere in relazione informazioni, documenti e processi. Un’evoluzione che consente alle aziende italiane di costruire supply chain più semplici, veloci e resilienti, pronte ad affrontare ecosistemi logistici sempre più interconnessi e instabili.

 

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Intesa ottiene l’accreditamento a soggetto aggregatore CIE https://www.datamanager.it/2025/12/intesa-ottiene-laccreditamento-a-soggetto-aggregatore-cie/ Mon, 01 Dec 2025 15:20:27 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249602 Intesa, a Kyndryl Company, che da oltre 35 anni opera nella trasformazione digitale ed è tra i principali provider di servizi fiduciari qualificati in Italia ed Europa, ha ottenuto dall’IPZS (Istituto Poligrafico e Zecca di Stato) di concerto con il Ministero dell’Interno, l’accreditamento a “soggetto aggregatore privato” per la Carta d’Identità Elettronica (CIE). Un nuovo […]

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Intesa, a Kyndryl Company, che da oltre 35 anni opera nella trasformazione digitale ed è tra i principali provider di servizi fiduciari qualificati in Italia ed Europa, ha ottenuto dall’IPZS (Istituto Poligrafico e Zecca di Stato) di concerto con il Ministero dell’Interno, l’accreditamento a “soggetto aggregatore privato” per la Carta d’Identità Elettronica (CIE). Un nuovo riconoscimento che amplia il ruolo già ricoperto da Intesa come soggetto aggregatore per SPID.

Il ruolo dei soggetti aggregatori è essenziale nel panorama dell’identità digitale italiana. Secondo la definizione AgID, questi “sono pubbliche amministrazioni o privati che offrono a terzi (soggetti aggregati) la possibilità di rendere accessibili tramite lo SPID i rispettivi servizi”. Con l’estensione alla CIE, Intesa potrà moltiplicare le occasioni in cui cittadini e utenti potranno accedere a servizi digitali utilizzando le proprie credenziali di identità digitale, in un ecosistema dove SPID e CIE coesistono in modo armonico e interoperabile.

Per i propri clienti business, l’accreditamento rappresenta un’opportunità concreta: Intesa sarà in grado di offrire l’integrazione diretta dell’accesso con CIE ai loro servizi online e mobile, semplificando i processi di autenticazione e garantendo un’esperienza utente coerente e sicura. Enti pubblici e organizzazioni private potranno così consolidare e razionalizzare la propria infrastruttura di identità digitale, affidandosi all’esperienza e alle competenze tecnologiche di Intesa per accompagnare la transizione verso ecosistemi pienamente interoperabili.

“L’estensione del nostro ruolo di soggetto aggregatore anche alla CIE rappresenta un passo ulteriore nel nostro percorso di supporto alla trasformazione digitale del Paese” – dichiara Giuseppe Mariani, General Manager di Intesa – “Questo nuovo riconoscimento conferma la nostra volontà di essere un punto di riferimento nel mercato della fiducia digitale, offrendo ai nostri clienti accesso a un ecosistema completo e affidabile”.

Con questo ulteriore accreditamento, Intesa consolida il proprio posizionamento come partner strategico nell’evoluzione dell’identità digitale italiana, mettendo a disposizione di enti e imprese una proposta integrata, sicura e conforme ai più elevati standard normativi.

 

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L’Europa spinge verso la fatturazione digitale per un mercato sicuro, trasparente e sempre più competitivo https://www.datamanager.it/2025/10/leuropa-spinge-verso-la-fatturazione-digitale-per-un-mercato-sicuro-trasparente-e-sempre-piu-competitivo/ Mon, 13 Oct 2025 14:03:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248258 L’Europa spinge verso la fatturazione digitale per un mercato sicuro, trasparente e sempre più competitivo Dagli ultimi dati rilevati da Statista si evince come il sistema di fatturazione elettronica sia considerato uno strumento competitivo da molte aziende. Le imprese europee che hanno già adottato soluzioni tecnologiche in questo ambito, hanno registrato nel 51% dei casi […]

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L’Europa spinge verso la fatturazione digitale per un mercato sicuro, trasparente e sempre più competitivo

Dagli ultimi dati rilevati da Statista si evince come il sistema di fatturazione elettronica sia considerato uno strumento competitivo da molte aziende. Le imprese europee che hanno già adottato soluzioni tecnologiche in questo ambito, hanno registrato nel 51% dei casi un’ottimizzazione di ordini e pagamenti, nel 59% una maggiore facilità a raccogliere dati e generare report con risparmi monetari diretti per il 41% di loro[1]. Eppure oggi i sistemi operativi presenti sul mercato a livello comunitario non sono ancora del tutto uniformati e interoperabili, e questo crea difficoltà di comunicazione e passaggi poco trasparenti tra i diversi attori. Proprio per questo, realtà certificate come Intesa (Kyndryl) hanno creato soluzioni digitali con un unico punto di accesso per gestire le roadmap degli obblighi normativi dei diversi Stati e garantire una compliance dei documenti aziendali.

“Dal 2030, la notifica delle transazioni B2B all’interno dell’UE diventerà obbligatoria e i Paesi membri saranno chiamati ad adeguarsi” – spiega Giorgio Fasolis, B2B Solutions Consultant di Intesa (Kyndryl) – “L’Italia, in questo contesto, si conferma pioniera, seguita da Germania e Romania, e a partire dal 1° gennaio 2026 anche il Belgio entrerà ufficialmente in questo percorso. Risulta quindi sempre più urgente adottare tecnologie certificate, capaci di connettere tra loro i diversi sistemi proprietari e costruire un network di scambio efficiente e rapido per il commercio internazionale”.

L’Europa sta imponendo infatti l’adozione della fatturazione elettronica B2B intra-UE allo scopo di modernizzare il sistema IVA, contrastare l’evasione fiscale e creare un mercato digitale unico. Già da marzo di quest’anno è stato introdotto il pacchetto ViDA (“VAT in the Digital Age”), per trasmettere elettronicamente, a partire dal 2030, tutte le transazioni B2B tra gli Stati membri utilizzando standard tecnici armonizzati.

E ora tocca al Belgio

Dal 1° gennaio 2026, tutte le aziende belghe soggette a IVA dovranno emettere e ricevere fatture digitali strutturate per le operazioni B2B, utilizzando lo standard Peppol BIS 3.0 come canale obbligatorio. Saranno ammessi solo formati digitali, escludendo carta e PDF, e il mancato adeguamento potrà comportare sanzioni già dalla prima violazione. Le nuove regole fiscali porteranno anche modifiche alla gestione dell’IVA e, dal 2028, sarà introdotto un sistema di e-Reporting quasi in tempo reale.

Per le imprese, si tratta di una trasformazione che impone aggiornamenti tecnologici e normativi, ma che offre anche l’opportunità di semplificare i processi, migliorare l’efficienza e uniformare la gestione della fatturazione a livello internazionale.

“L’evoluzione normativa sulla fatturazione elettronica a livello europeo sta creando nuove sfide per le aziende, che si trovano a dover affrontare sistemi diversi, scadenze normative variabili e barriere linguistiche e tecnologiche” – afferma Fasolis – “è necessario quindi dotarsi di sistemi efficienti e affidarsi a partner certificati in grado di accompagnare PMI e big player nella creazione semplificata di un network di scambio unico, proficuo e trasparente”.

La soluzione di Intesa (Kyndryl)

Per supportare le imprese, Intesa ha sviluppato una piattaforma pensata come un unico punto di accesso – un vero e proprio Single Point of Interface – per gestire le roadmap degli obblighi normativi dei diversi Paesi. Facendo leva sull’esperienza già maturata come Access Point Peppol per il Nodo Smistamento Ordini (NSO) in Italia e partecipando attivamente ai progetti di fatturazione avviati in UE, Intesa mette a disposizione delle aziende la propria soluzione supportandole nella:

  • gestione dell’attivazione della fatturazione elettronica in linea con le normative dei Paesi europei, e garantendo compliance totale con le procedure dei diversi interlocutori;
  • riduzione della complessità tecnologica grazie ad un unico sistema di accesso centrale e semplificato – diminuendo di conseguenza i costi per gli investimenti tecnologici e facendo risparmiare tempo agli addetti ai lavori;
  • conservazione a norma dei documenti, grazie all’integrazione con il sistema LTA (Long Term Archiving), riconosciuto come servizio fiduciario europeo, per una piena sicurezza di tutto il ciclo di vita di dati e file sensibili.

È importante riuscite a creare un ecosistema legale che garantisca piena sicurezza ad ogni interlocutore, e che dunque semplifichi e supporti lo scambio commerciale in Europa (e non). La tecnologia, come quella sviluppata da Intesa, diventa uno strumento prezioso allo scopo di implementare la competitività di ogni singola azienda, rendendola efficiente e rapida. Non solo, soluzioni uniche e interoperabili come quella proposta riducono i tempi di lavoro e i costi che ne deriverebbero – invece – da costanti integrazioni di sistemi esterni e mai pienamente adeguati. Tutto questo in maniera democratica per grandi aziende e piccole medie imprese, che definiscono da sempre il tessuto imprenditoriale soprattutto italiano.

 

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Innovazione e sicurezza nel digital banking: l’esperienza di Intesa (Kyndryl) https://www.datamanager.it/2025/03/innovazione-e-sicurezza-nel-digital-banking-lesperienza-di-intesa-kyndryl/ Thu, 20 Mar 2025 08:46:47 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244076 Il 66% dei clienti bancari italiani usa canali digitali. Intesa (Kyndryl) ottimizza i processi per UniCredit e Cassa Centrale Banca Secondo l’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano il 66% dei clienti bancari in Italia utilizza un canale digitale per effettuare operazioni finanziarie, numero cresciuto del 15% negli ultimi due anni. Cosa rende competitive […]

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Il 66% dei clienti bancari italiani usa canali digitali. Intesa (Kyndryl) ottimizza i processi per UniCredit e Cassa Centrale Banca

Secondo l’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano il 66% dei clienti bancari in Italia utilizza un canale digitale per effettuare operazioni finanziarie, numero cresciuto del 15% negli ultimi due anni. Cosa rende competitive le banche in un contesto sempre più digitale? Secondo Intesa (a Kyndryl Company) una customer experience ottimizzata e sistemi online smart e sicuri. Asset strategici che l’azienda ha di recente ottimizzato per importanti player di settore come UniCredit e Cassa Centrale Banca, ai quali ha fornito il supporto tecnologico e consulenziale essenziale per ottimizzare i processi di onboarding e per creare un canale di servizi omnichannel efficiente.

“L’obiettivo è quello di creare ecosistemi funzionali in grado di semplificare le operazioni all’interno delle banche e di dare all’utente finale un servizio intuitivo e sicuro” commenta Marco Broggio, Chief Solutions Officer di Intesa “per essere competitivi bisogna puntare dunque sull’innovazione tecnologica, ed è compito dei service provider affiancare le diverse realtà per riuscire a far crescere il comparto nell’era digitale”.

Il Global Banking Annual Review 2024 di McKinsey ha stimato che soluzioni di Artificial Intelligence e di Machine Learning nel digital banking possono aumentare l’efficienza interna fino al 30%, migliorando la user experience. Non solo, si tratta di tecnologie che potenzialmente permettono un innalzamento dei sistemi di sicurezza a protezione dei dati, oltre a ridurre i tempi di lavoro del personale.

L’esperienza di Intesa con UniCredit e Cassa Centrale Banca

Consapevole delle potenzialità dell’AI e del Machine Learning, Intesa (Kyndryl) ha di recente affiancato UniCredit e Cassa Centrale Banca, nel primo caso per ottimizzare i processi di onboarding, mentre nel secondo per definire un canale omnichannel in grado di offrire agli utenti      servizi di filiale prima non disponibili da remoto.

Nello specifico per UniCredit è stato possibile integrare nei sistemi proprietari una soluzione – AI based – di autenticazione tramite credenziali di identità digitale come SPID e CIE e di riconoscimento da remoto, offrendo una procedura più fluida e user-friendly. L’adozione delle credenziali SPID, ampiamente diffuse in Italia, ha facilitato il processo di onboarding rendendolo non solo più veloce, ma anche sicuro. In prospettiva vi è inoltre l’integrazione di tecnologie come il wallet digitale, che permetterà di consolidare ulteriormente la posizione di UniCredit come banca digitale innovativa, capace di adattarsi rapidamente alle esigenze del mercato e dei clienti.

La soluzione sviluppata da Intesa per Cassa Centrale Banca ha previsto l’integrazione delle  funzionalità di firma elettronica qualificata e di video-riconoscimento, consentendo ai clienti di completare le operazioni bancarie in modo sicuro anche al di fuori delle filiali fisiche. Gli operatori bancari possono ora caricare documenti all’interno della piattaforma di firma, avviando la procedura di video-riconoscimento per completare il processo di firma elettronica.

“Il mercato bancario sta destinando ingenti risorse alla digitalizzazione, in primis su soluzioni di Artificial Intelligence e Machine Learning per l’automazione e l’ottimizzazione dei tempi e dei processi gestionali interni (come l’onboarding), la personalizzazione dell’offerta e il miglioramento della sicurezza” conferma Broggio “quest’ultima risulta essenziale per il comparto, che non manca di investire anche in termini di Cybersecurity: il 65% delle banche italiane ha infatti già avviato progetti per potenziare la protezione dei dati e la conformità alle normative. Tra cui l’integrazione – richiesta anche dalle normative europee – di soluzioni di riconoscimento dell’identità digitale”.

Innovazione e sicurezza vanno dunque di pari passo, e risultano essenziali per il settore bancario e finanziario.

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Intesa Kyndryl lancia Intesa ID: tutto pronto per l’identità digitale europea https://www.datamanager.it/2025/03/intesa-kyndryl-lancia-intesa-id-tutto-pronto-per-lidentita-digitale-europea/ Thu, 13 Mar 2025 09:56:39 +0000 https://www.datamanager.it/?p=243852 La piattaforma di identificazione che integra i digital identity wallet Intesa, a Kyndryl Company, Digital Solution Provider nell’ambito della digitalizzazione dei processi aziendali e dei servizi fiduciari, annuncia il rilascio di Intesa ID, l’evoluzione “wallet-ready” delle soluzioni di identificazione che garantirà il massimo livello di flessibilità, sicurezza e compliance. Intesa ID, infatti, che oggi supporta […]

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La piattaforma di identificazione che integra i digital identity wallet

Intesa, a Kyndryl Company, Digital Solution Provider nell’ambito della digitalizzazione dei processi aziendali e dei servizi fiduciari, annuncia il rilascio di Intesa ID, l’evoluzione “wallet-ready” delle soluzioni di identificazione che garantirà il massimo livello di flessibilità, sicurezza e compliance. Intesa ID, infatti, che oggi supporta modalità di identificazione digitale con video-riconoscimento, processi full-self compatibili con eIDAS 2, o con identità federate come CIE e SPID, amplia le opzioni già disponibili con l’aggiunta della gestione dei wallet di identità digitale italiani ed europei.

L’identità digitale sta vivendo un momento di trasformazione epocale, con l’attivazione di ben due nuove identità digitali sul modello di “wallet”: l’IT Wallet italiano e l’EUDI Wallet europeo. In entrambi i progetti la novità maggiore risiede nella struttura ad “attributi”, che consentiranno di dimostrare dati anagrafici, titoli professionali, certificazioni e altro, ancora con benefici per utenti e aziende, migliorando flussi di onboarding e autenticazione.

Nel dettaglio, l’attivazione del wallet italiano, al momento disponibile tramite App IO, è imminente, e con Intesa ID sarà possibile sfruttare documenti, informazioni e attributi in esso contenuti per velocizzare le operazioni di onboarding e Know Your Customer, offrendo agli utenti un’esperienza semplice, veloce e sicura. L’EUDI Wallet, invece, entrerà in vigore il prossimo anno e sarà nativamente integrato nella piattaforma, aprendo definitivamente le porte alla Wallet Economy e alla piena interoperabilità con i nuovi standard europei.

Con Intesa ID, quindi, oggi gli utenti possono identificarsi in modo sicuro e conforme alle normative, scegliendo la modalità più adatta alle proprie esigenze. La piattaforma, inoltre, integra Intesa Sign, permettendo di firmare digitalmente documenti con pieno valore legale, e semplifica la certificazione e la gestione degli attributi qualificati ((Q)EAA)), consentendo agli utenti di conservarli nei propri wallet e utilizzarli con il massimo livello di affidabilità, velocizzando operazioni spesso onerose come la verifica di titoli di studio, dati personali o informazioni finanziarie.

“Siamo in un momento di fortissima trasformazione nella gestione delle identità digitali” dichiara Marco Broggio, Chief Solutions Officer di Intesa “come Intesa siamo fortemente convinti che gestire questa trasformazione in modo semplice e sicuro sia fondamentale per accompagnare aziende e cittadini nell’adozione di questo nuovo modello che entrerà di fatto nella nostra quotidianità. Con Intesa ID rendiamo tutto questo realtà, pronti per il futuro dell’identità digitale”.

Intesa, a Kyndryl Company si conferma così una delle realtà più aggiornate e innovative nel panorama delle identità digitali, offrendo una soluzione evoluta e conforme ai nuovi standard europei. Grazie a questa piattaforma, aziende e cittadini possono affrontare con semplicità e sicurezza la transizione verso il modello wallet, aprendo la strada a un futuro in cui l’identificazione digitale sarà più accessibile, veloce e affidabile che mai.

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Intesa, a Kyndryl Company, ha aderito al Cloud Signature Consortium https://www.datamanager.it/2024/05/intesa-a-kyndryl-company-ha-aderito-al-cloud-signature-consortium/ Mon, 06 May 2024 10:31:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237117 Intesa, a Kyndryl Company, uno dei principali fornitori di servizi fiduciari digitali e Qualified Trust Service Provider, ha aderito al Cloud Signature Consortium, un consorzio globale di organizzazioni industriali, governative e accademiche che si impegnano a promuovere la standardizzazione delle firme digitali altamente sicure e conformi nel cloud. L’obiettivo del consorzio è dare la possibilità […]

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Intesa, a Kyndryl Company, uno dei principali fornitori di servizi fiduciari digitali e Qualified Trust Service Provider, ha aderito al Cloud Signature Consortium, un consorzio globale di organizzazioni industriali, governative e accademiche che si impegnano a promuovere la standardizzazione delle firme digitali altamente sicure e conformi nel cloud.

L’obiettivo del consorzio è dare la possibilità ai fornitori di servizi di firma di implementare più velocemente piattaforme di transaction management basate su web app o applicazioni mobile, ma anche fornire un’esperienza semplificata di firma digitale eliminando la necessità di installare driver o utilizzare smartcard o token.

L’adesione al Cloud Signature Consortium consentirà a Intesa di adeguare ulteriormente le soluzioni di firma elettronica alle specifiche tecniche maggiormente utilizzate a livello internazionale per i servizi in cloud, con l’obiettivo di favorire l’interoperabilità internazionale e garantire la compliance normativa e la sicurezza informatica.

La specifica tecnica comune sviluppata dal Cloud Signature Consortium, infatti, si ispira e fa riferimento ai requisiti del regolamento eIDAS – la cui revisione è stata ufficialmente approvata a marzo 2024 – per semplificare l’interoperabilità delle soluzioni e facilitare il rispetto delle normative sulla firma elettronica. L’adozione uniforme delle firme digitali basate su cloud in tutto il mondo contribuirà alla trasformazione digitale delle imprese su scala globale.

“L’adesione al Cloud Signature Consortium rappresenta una tappa fondamentale nel nostro percorso verso una maggiore interoperabilità internazionale nell’esperienza di firma digitale” ha commentato Giuseppe Mariani, General Manager di Intesa “Grazie al lavoro con il consorzio potremo contribuire allo sviluppo del mercato internazionale dei servizi di firma basati su cloud, un’importante opportunità per aumentare la compliance e la sicurezza dei processi dei nostri clienti”.

Simone Baldini, Head of CA & DTM Solutions di Intesa, ha aggiunto: “Intesa è un importante QTSP italiano e fornisce quasi 2 miliardi di firme remote ogni anno. Siamo presenti su tavoli di lavoro nazionali e internazionali assieme ai decision maker per l’innovazione continua dei servizi fiduciari. L’adesione al Cloud Signature Consortium va ancora in questa direzione e ci aiuterà sia a condividere la nostra visione che a promuovere l’adozione delle soluzioni di firma digitale”.

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Conservazione a norma 2024: il white paper di Intesa Kyndryl per districarsi tra le nuove normative https://www.datamanager.it/2024/02/conservazione-a-norma-2024-il-white-paper-di-intesa-kyndryl-per-districarsi-tra-le-nuove-normative/ Wed, 07 Feb 2024 13:56:25 +0000 https://www.datamanager.it/?p=234565 Intesa (Kyndryl) propone un servizio in modalità SaaS potenziato con una soluzione di disaster recovery, a protezione dei dati, e un team di esperti per ogni aggiornamento tecnico e normativo del settore Nel costante processo di digitalizzazione dei processi aziendali un passo importante è stato fatto dalla recente revisione eIDAS 2.0 che ha introdotto a […]

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Intesa (Kyndryl) propone un servizio in modalità SaaS potenziato con una soluzione di disaster recovery, a protezione dei dati, e un team di esperti per ogni aggiornamento tecnico e normativo del settore

Nel costante processo di digitalizzazione dei processi aziendali un passo importante è stato fatto dalla recente revisione eIDAS 2.0 che ha introdotto a novembre 2023 la standardizzazione della conservazione a norma dei documenti informatici, tra cui anche quelli rilevanti ai fini fiscali, con l’obiettivo di uniformare le procedure UE, oltre a semplificare e rendere sicuro lo scambio di dati sensibili tra le diverse nazioni. Ma attenzione: è importante che la procedura sia gestita da realtà certificate AgID e che si sviluppi secondo passaggi standard che ne garantiscano la validità a norma di legge. La soluzione di Intesa, società del Gruppo Kyndryl, si inserisce in questo scenario, posizionando l’azienda ancora una volta come abilitatore della transizione digitale per le imprese. Il servizio Intesa nello specifico si basa su una solida infrastruttura proprietaria sempre aggiornata, certificata e protetta e una modalità di servizio SaaS (Software As a Service).

La conservazione a norma dei documenti. Cos’è e come funziona

Innanzitutto, è utile precisare che cosa si intende per “conservazione a norma”. Si tratta di un servizio che, in conformità alle direttive AgID, garantisce nel tempo protezione, sicurezza e validità probatoria per ognuno dei documenti digitali archiviati all’interno di un sistema digitale. Come? Per certificare l’autenticità e l’integrità dei documenti, è necessario apporre un sigillo elettronico qualificato e successivamente una marca temporale all’Indice del documento oggetto di conservazione, a supporto della sua validità ed efficacia probatoria. Occorre utilizzare un’infrastruttura e una piattaforma d’avanguardia che consentano di gestire in modo sicuro tutti i documenti (e quindi i dati in essi contenuti), rendendoli rapidamente rintracciabili e disponibili, per far fronte a eventuali esibizioni ai fini fiscali o legali.

La conservazione a norma dei documenti: i riferimenti normativi

Da gennaio 2022 sono entrate in vigore le Linee Guida AgID: il testo normativo, pubblicato secondo l’art.71 del Codice dell’Amministrazione Digitale, disciplina le fasi di emissione, conservazione ed esibizione dei documenti informatici per la PA e per i privati, oltre a disporre per ogni documento, un sistema in grado di garantire:

  • autenticità
  • integrità
  • affidabilità
  • leggibilità
  • reperibilità

Nel novembre 2023, è stata approvata la revisione eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature) 2.0 che include definitivamente la conservazione digitale nell’elenco dei servizi fiduciari. Una manovra che ha aperto a un nuovo capitolo sul fronte dell’archiviazione elettronica e sull’ampliamento delle soluzioni per una maggiore interoperabilità tra i sistemi europei, superando le singole strutture normative nazionali. L’obiettivo generale è stato infatti quello di unificare il panorama delle identità digitali in termini di diffusione, ux e sicurezza, ma anche di riportare la sovranità dei dati personali nelle mani dei cittadini – in linea con la GDPR e in contrasto con la gestione delle informazioni da parte delle big tech – oltre a garantire parità di condizione nell’utilizzo dei servizi fiduciari all’interno dell’UE. Nello specifico con l’introduzione della standardizzazione della conservazione a norma dei documenti, lo scopo è stato quello di aumentare la portabilità e l’integrabilità dei servizi fiduciari all’interno dell’UE, facendo un ulteriore passo avanti per creare un unico european digital market.

La soluzione di Intesa (Kyndryl) e i 7 elementi chiave per la conservazione a norma

Intesa eroga il proprio servizio di conservazione in modalità SaaS (Software As a Service) su un’infrastruttura proprietaria sempre aggiornata, certificata e protetta secondo elevati standard qualitativi, che è inoltre potenziata con una soluzione di disaster recovery. Ovvero, l’infrastruttura hardware è impostata su ambienti in alta affidabilità, con garanzia di sicurezza fisica e logica contro intrusioni e accessi non autorizzati, basata su sistema di Storage Area Network.

Il processo di gestione del documento avviene in ottica end-to-end per garantirne integrità, sicurezza e leggibilità con il minimo impatto sulle attività aziendali ed è composto da 7 elementi chiave:

  • elaborazione dei documenti;
  • attività di pre-ingest, preparatorie alla conservazione;
  • metadatazione, fase di associazione di informazioni al documento informatico per poterlo correttamente formare, gestire e conservare in conformità alla legge;
  • gestione dei pacchetti informativi, nelle fasi di versamento, archiviazione e distribuzione
  • interfaccia semplificata di pubblicazione, consultazione ed esibizione con riferimento al singolo documento ;
  • presidio tecnico-normativo costante, sia in ambito italiano che estero. Il monitoraggio è garantito grazie al supporto tecnico di Intesa e si basa sulla continua analisi di specifici KPI, e sull’aggiornamento continuativo del contesto normativo di settore;
  • dashboard per il controllo e la verifica semplificata da parte del Responsabile del Servizio e del Responsabile della Conservazione

“Conservare i documenti aziendali in modalità digitale comporta un importante risparmio in termini di costi, oltre che di spazi fisici e un significativo efficientamento per l’azienda” commenta Maria Marchese, Document Management Solutions Consultant di Intesa. “Affidare questo processo a un Conservatore Qualificato, inoltre, significa mettersi al riparo da eventuali attacchi hacker e contare su procedure che impediscono la perdita di informazioni. Non ultimo, poter contare su un gruppo di esperti in materia di normative, tecnologia e processi consente di dormire sonni tranquilli per tutta la durata della conservazione di ogni documento, ovvero almeno dieci anni, nel caso di documenti a rilevanza fiscale, ma anche per periodi più lunghi richiesti dalle normative oppure da specifiche esigenze di business o di settore”.

Per conoscere e approfondire il tema, rimanendo aggiornati è possibile consultare il white paper completo a questa pagina

 

 

L'articolo Conservazione a norma 2024: il white paper di Intesa Kyndryl per districarsi tra le nuove normative proviene da Data Manager Online.

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