Ipv6 – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Oct 2018 09:09:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Ipv6 – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Stato di Internet: la velocità media di connessione cresce del 21% https://www.datamanager.it/2016/12/internet-la-velocita-media-connessione-cresce-del-21/ Thu, 15 Dec 2016 13:38:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=115823 Akamai pubblica il Rapporto sullo Stato di Internet Q3 2016. Aumenti annuali e trimestrali osservati in tutte le metriche chiave globali relative all’adozione della banda larga e alla velocità della connessione Internet Akamai Technologies ha pubblicato il Rapporto sullo stato di Internet relativo al terzo trimestre 2016. Basato sui dati raccolti dalla Akamai Intelligent Platform, il rapporto […]

L'articolo Stato di Internet: la velocità media di connessione cresce del 21% proviene da Data Manager Online.

]]>
Akamai pubblica il Rapporto sullo Stato di Internet Q3 2016. Aumenti annuali e trimestrali osservati in tutte le metriche chiave globali relative all’adozione della banda larga e alla velocità della connessione Internet

Akamai Technologies ha pubblicato il Rapporto sullo stato di Internet relativo al terzo trimestre 2016. Basato sui dati raccolti dalla Akamai Intelligent Platform, il rapporto offre informazioni dettagliate su statistiche globali come velocità di connessione, metriche di adozione della banda larga, importanti interruzioni di Internet, esaurimento degli indirizzi IPv4 e implementazione del protocollo IPv6.

I dati e i grafici del Rapporto sullo stato di Internet relativo al terzo trimestre 2016 sono disponibili sul sito Akamai dedicato allo stato di Internet  e tramite la relativa app per dispositivi iOS e Android.

“Le festività fungono da test reale della connettività Internet, dato che i consumatori attivano tantissimi dispositivi connessi contemporaneamente e tante famiglie si riuniscono in casa spingendo al limite le capacità di larghezza di banda”, dice David Belson, editor del Rapporto sullo stato di Internet. “La buona notizia è che questi limiti si stanno spostando sempre più in là dal momento che continuiamo a osservare tendenze positive a lungo termine nelle velocità di connessione, sia di picco che medie.”

I dati salienti del Rapporto sullo stato di Internet relativo al terzo trimestre 2016 di Akamai:

Velocità di connessione: proseguono i trend di crescita nei paesi europei

  • La velocità media di connessione in Europa è aumentata in tutti i paesi inclusi nell’indagine anno dopo anno e la Slovenia (14,1 Mbps) ha raggiunto l’incremento maggiore, pari al 45%. Ventotto paesi sottoposti a sondaggio hanno raggiunto guadagni a 2 cifre, di cui sei (Bulgaria, Croazia, Italia, Malta, Slovenia e Spagna) hanno visto aumentare la velocità media di connessione almeno del 25% rispetto all’anno precedente.
  • Rispetto al Q2, nel terzo trimestre 2016 l’Italia scende di una posizione a livello mondiale (54esima), mantenendosi salda alla 28esima in EMEA. In coda, solo Croazia, Grecia e Cipro. La velocità media di connessione si attesta a 8,2 Mbps, con un impercettibile aumento dello 0,4% rispetto al trimestre precedente (Q2 2016) e del 26% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q3 2015).
  • Con 20 Mbps, nel terzo trimestre la Norvegia ha mantenuto il primo posto tra i paesi europei, nonostante una piccola riduzione su base trimestrale dello 0,2%. Al secondo posto, la Svezia (19,7 Mbps) ha registrato il più ampio aumento del trimestre osservato nell’area geografica, pari al 4,6%.
  • Con un aumento dell’1% su base trimestrale nella media delle velocità di picco pari a 85 Mbps, la Romania si è riconfermata in testa in Europa. In totale, 25 paesi europei hanno raggiunto una media delle velocità di picco di almeno 50 Mbps, rispetto ai 26 osservati nel secondo trimestre.
  • Anno dopo anno, i cambiamenti sono stati positivi per tutti i paesi europei nel terzo trimestre. In totale, 27 dei 31 paesi inclusi nell’indagine hanno osservato una crescita a due cifre nelle medie delle velocità di picco. La Croazia ha raggiunto il più ampio aumento anno su anno pari al 38%, mentre la Finlandia ha registrato la crescita inferiore, attestata al 2,4%.
  • La media delle velocità di picco raggiunta in Italia nel trimestre in esame scende a 38,9 Mbps, diminuendo del 1,3% rispetto al trimestre precedente ma aumentando del 29% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q3 2015). Rimane in terzultima posizione a livello EMEA e scende a livello mondiale, dalla 77esima alla 78esima posizione dei paesi presi in esame.

Adozione della banda larga: La Danimarca ha ottenuto una crescita consistente nell’adozione dei 25 Mbps

  • Sei paesi europei si sono classificati tra i 10 principali paesi/aree geografiche per l’adozione della banda larga da 25 Mbps: Norvegia (2° posto), Svezia (4°), Svizzera (7°), Finlandia (8°), Lituania (9°) e Danimarca (10°). Incrementi notevoli su base annuale sono stati osservati in Danimarca (66%), in Norvegia (51%), in Finlandia (47%) e in Svizzera (41%). Nonostante si tratti di aumenti importanti, restano comunque al di sotto della media annua globale del 68%.
  • La Norvegia ha mantenuto la prima posizione per l’adozione della banda larga da 15 Mbps tra i paesi europei sottoposti a sondaggio nel terzo trimestre, con il 48% delle connessioni IPv4 ad Akamai a velocità medie sopra i 15 Mbps. Le variazioni annuali sono state positive in Europa. La Croazia ha registrato il più grande aumento nell’adozione dei 15 Mbps al 226%, mentre l’Italia (138%) e la Slovenia (109%) hanno assistito a tassi di adozione più che raddoppiati.
  • Superando la Svizzera, i Paesi Bassi guadagnano il primo posto tra i paesi europei inclusi nell’indagine in questo terzo trimestre 2016, con un tasso di adozione dei 10 Mbps pari al 65%. Incrementi su base annuale sono stati registrati ancora una volta da tutti i paesi europei sottoposti a sondaggio, con tassi di adozione più che raddoppiati per Croazia (323%), Cipro (157%) e Italia (111%).
  • Sul fronte adozione della banda larga >4 Mbps, l’Italia resta ancora indietro rispetto agli altri paesi EMEA attestandosi alla 29esima posizione. Rispetto al trimestre precedente, nel Q3 2016 il nostro paese registra un lieve calo del 2% ma se confrontiamo lo stesso periodo dell’anno scorso (Q3 2015) si nota una crescita dell’11%, raggiungendo 79% del totale.
  • Sul fronte adozione dell’high broadband, l’Italia sembra aver arrestato la sua corsa: come nel trimestre precedente, infatti, nel Q3 2016 sono ancora solo il 19% le connessioni sopra i 10Mbps. Nel trimestre in esame, l’Italia registra un aumento del 4,8% rispetto al trimestre precedente (Q2 2016). Insieme a Croazia (+323%) e Cipro (+157%), l’Italia è l’unico paese EMEA a registrare anno su anno tassi di adozione più che raddoppiati (+111%).
  • Anche per questo trimestre, tutti i paesi EMEA coinvolti nello studio mostrano una crescita esponenziale segnalando variazioni a doppia e tripla cifra anno su anno. L’Italia, in realtà non sta andando benissimo: a fronte di una media di oltre il 20% del totale, registra solo il 8% delle connessioni uguali o superiori ai 15 Mbps. Nella classifica mondiale scede dalla 48esima alla 51esima posizione, mentre a livello EMEA scende alla 28esima (era 27esima nel Q2 2016) con un aumento del 138% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q3 2015).

IPv4 e IPv6: il Belgio resta il leader globale nell’adozione del protocollo IPv6

  • Il numero di indirizzi IPv4 univoci connessi alla Akamai Intelligent Platform ha superato di poco gli 806 milioni, ossia lo 0,7% in più rispetto al secondo trimestre 2016.
  • Il Belgio si riconferma leader globale nell’adozione del protocollo IPv6, con il 39% di connessioni alla piattaforma Akamai avvenute tramite IPv6, con un aumento del 3,3% rispetto al trimestre precedente.
  • Altri cinque europei sono entrati nella classifica globale dei primi 10 paesi/aree geografiche per quanto riguarda l’adozione del protocollo IPv6: Grecia (2° posto), Germania (3°), Svizzera (5°), Portogallo (8°) ed Estonia (9°). Mentre Grecia (0,3%) e Svizzera (2,6%) hanno registrato modeste riduzioni trimestre dopo trimestre, il Portogallo registra quella più importante del trimestre osservata nell’elenco dei 10 principali paesi/aree geografiche, pari al 13%.
  • Il volume delle richieste IPv6 provenienti da fornitori di servizi via cavo, wireless e mobili continua a rimanere il più imponente. In Europa, Sky Broadband (Regno Unito), TELENET (Belgio) e Belgacom Skynet (Belgio) si sono collocate in cima all’elenco con il 58%, il 56% e il 33% delle richieste ad Akamai effettuate rispettivamente tramite IPv6 nei propri paesi.

Connettività mobile: il Regno Unito ha registrato la velocità di connessione mobile media più elevata

  • Nel terzo trimestre del 2016, il Regno Unito ha nuovamente registrato la velocità di connessione mobile media più elevata pari a 23,7 Mbps, mentre il Belgio si è classificato al secondo posto con 19,3 Mbps.
  • Nel trimestre in esame, in Italia la velocità media di connessione mobile raggiunge i 11 Mbps.

L'articolo Stato di Internet: la velocità media di connessione cresce del 21% proviene da Data Manager Online.

]]>
IPv6 e PA: il 69,74% viene fornito da Seeweb https://www.datamanager.it/2016/05/ipv6-pa-6974-viene-fornito-seeweb/ Thu, 12 May 2016 07:20:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=101023 Internet può continuare a crescere solo con IPv6: governi, fornitori di servizi e di contenuti internet dovrebbero adottarlo al più presto. Il Cloud Provider Seeweb utilizza connettività IPv6 dal 2005 fornendolo ai propri clienti con oltre 150000 siti con connettività IPv6 sulla propria rete. Tuttavia, secondo una ricerca realizzata da Antonio Prado, esperto di reti, l’adozione dell’IPv6 da […]

L'articolo IPv6 e PA: il 69,74% viene fornito da Seeweb proviene da Data Manager Online.

]]>
Internet può continuare a crescere solo con IPv6: governi, fornitori di servizi e di contenuti internet dovrebbero adottarlo al più presto.

Il Cloud Provider Seeweb utilizza connettività IPv6 dal 2005 fornendolo ai propri clienti con oltre 150000 siti con connettività IPv6 sulla propria rete. Tuttavia, secondo una ricerca realizzata da Antonio Prado, esperto di reti, l’adozione dell’IPv6 da parte delle PA continua ad essere di nicchia. Solo l’1,1% del totale dei nomi a dominio ha un indirizzo IPv6, di questi il 69,74% viene fornito dal cloud provider Seeweb.

La Commissione Europea è stata tra i primi enti a indicare la via da seguire rendendo l’Europa accessibile agli utenti IPv6. Più volte è stato ribadito il concetto secondo il quale se le Pubbliche Amministrazioni non passano al più presto al nuovo protocollo l’Europa si troverà ad affrontare una situazione insostenibile tra cui: Internet più lenta, ripercussioni sull’innovazione del settore dei servizi e delle applicazioni Internet e distorsioni del mercato. Oggi il passaggio a IPv6 risulta indispensabile e fin quando il nuovo protocollo continuerà a rimanere una soluzione di nicchia, i vantaggi derivanti dalla sua adozione non potranno essere evidenti.

Marco d’Itri, System & Network Manager Seeweb, afferma che «Seeweb ha oltre 10 anni di esperienza nell’uso di IPv6, da quando era ancora un protocollo sperimentale e “pionieristico”: adesso lo abbiamo attivato su oltre 150000 domini e tutti i nostri prodotti moderni possono usarlo. Abbiamo quindi l’esperienza necessaria per supportare i nostri clienti nella transizione.»

In Italia c’è stata una bassissima diffusione di IPv6: meno dell’1% contro il 30% e oltre di paesi come USA, Svizzera o Belgio. «Tutti i grandi operatori finora hanno preferito procrastinare l’adozione, arrangiandosi acquistando IP sul mercato oppure facendo NAT, quindi non c’è pressione ad adottare IPv6 per chi fornisce servizi a un pubblico solamente italiano. La situazione però sta cambiando velocemente, con alcuni dei grandi fornitori di accesso nazionali che lentamente stanno iniziando a fornire anche connettività IPv6 ai propri clienti, quindi è possibile che nel prossimo futuro l’Italia possa recuperare terreno», conclude Marco d’Itri.

L'articolo IPv6 e PA: il 69,74% viene fornito da Seeweb proviene da Data Manager Online.

]]>
Akamai pubblica il Rapporto sullo Stato di Internet – Q4 2015 https://www.datamanager.it/2016/03/akamai-pubblica-rapporto-sullo-internet-q4-2015/ Tue, 22 Mar 2016 16:18:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=97469 Download gratuito. Il report State of the Internet relativo al quarto trimestre 2015 indica un aumento costante della velocità di connessione e dell’adozione della banda larga a partire dal quarto trimestre 2014. Akamai Technologies pubblica il suo rapporto sullo Stato di Internet relativo al quarto trimestre 2015. Basato sui dati raccolti dalla Akamai Intelligent Platform, il […]

L'articolo Akamai pubblica il Rapporto sullo Stato di Internet – Q4 2015 proviene da Data Manager Online.

]]>
Download gratuito. Il report State of the Internet relativo al quarto trimestre 2015 indica un aumento costante della velocità di connessione e dell’adozione della banda larga a partire dal quarto trimestre 2014.

Akamai Technologies pubblica il suo rapporto sullo Stato di Internet relativo al quarto trimestre 2015. Basato sui dati raccolti dalla Akamai Intelligent Platform, il rapporto offre informazioni e dati su aspetti quali le velocità di connessione, l’adozione della banda larga, interruzioni significative del servizio Internet, esaurimento degli indirizzi IPv4 e adozione di IPv6.


Akamai Technologies: rapporto gratuito sullo Stato di Internet relativo al quarto trimestre 2015
Click To Tweet


“Questa edizione del report evidenzia una sensibile crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente della velocità media di connessione e in generale dell’adozione della banda larga”, spiega David Belson, responsabile del report. “Questo dato è particolarmente significativo in quanto le aspettative dei consumatori continuano a crescere e quest’anno avranno luogo diversi importanti eventi, a cominciare dalle Olimpiadi di Rio in agosto. I progressi che stiamo osservando per tutte le principali metriche dimostrano che, pur essendoci ancora molto lavoro da fare, sempre più aree del mondo sono in grado di supportare la distribuzione online di contenuti video di alta qualità”.

Esegui il download gratuito compilando il form sottostante

E’ richiesto un indirizzo email valido (al quale riceverai il documento).

Sono accettati esclusivamente indirizzi email aziendali


Download gratuito. Il report State of the Internet relativo al quarto trimestre 2015
Click To Tweet


Velocità di connessione media e di picco: la crescita prosegue in tutti i Paesi europei.

●      La velocità media globale di connessione è cresciuta del 8,6% rispetto al terzo trimestre, toccando i 5,6 Mbps. L’incremento è stato del 23% rispetto allo stesso periodo del 2014.

●      La velocità media più elevata si è registrata in Sud Corea (26,7 Mbps) seguita da Svezia e Norvegia (19,1 e 18,8 Mbps rispettivamente). Altre quattro nazioni europee compaiono nelle prime dieci posizioni: Olanda (17 Mbps), Svizzera (16,7 Mbps), Finlandia (16,6 Mbps) e Danimarca (16,1 Mbps)

●      Le variazioni della velocità media di connessione rispetto all’ultimo trimestre 2014 sono state positive per tutti i Paesi europei, con variazioni dal +0,7% per l’Irlanda al 65% per la Norvegia.

●      Dopo un lieve declino nel terzo trimestre la media delle velocità di picco è cresciuta dell’1%, raggiungendo i 32,5 Mbps. La variazione rispetto al Q4 2014 è stata di +21%

●      In Europa la Romania è ancora una volta il Paese con la media delle velocità di picco più alta con 73,6 Mbps e un incremento dell’1% sul trimestre precedente. Ben 15 paesi europei hanno fatto registrare una media delle velocità di picco di almeno 50 Mbps, rispetto ai 13 del terzo trimestre.

Connettività a banda larga: i paesi europei continuano a progredire con l’adozione dei 25 Mbps

●      Globalmente il 7,1% degli indirizzi IP unici si connettevano alla rete Akamai a una velocità media di almeno 25 Mbps, con un incremento del 37% sul trimestre precedente. Rispetto allo stesso trimestre del 2014 l’aumento è stato del 74% (nel terzo trimestre si era registrato un calo del 15% rispetto a Q3 2014). Al primo posto il Portogallo (+441% rispetto a Q4 2014) raggiungendo una diffusione del 9%. Altri Paesi europei hanno mostrato incrementi significativi sul Q4 2014, compresi la Danimarca (+188%) e Norvegia (+165%).

●      I paesi europei hanno ancora una volta dominato la classifica dei primi dieci: al secondo posto troviamo la Svezia, seguita Norvegia (#3), Lettonia (#4), Finlandia (#6), Danimarca (#8), Olanda (#9) e Lituania (#10). I relativamente modesti aumenti fatti registrare da Svizzera e Repubblica Ceca (6,7% e 16%) non sono stati sufficienti per rimanere nella classifica dei primi dieci. Al loro posto sono entrate Danimarca e Lituania con un aumento rispettivamente del 47% e 41%.

●      La percentuale globale di indirizzi IP unici connessi ad Akamai a velocità superiori alla soglia broadband di 4 Mbps è salita dal 5,8% al 69%. La crescita rispetto a Q4 2014 è stata del 17%. In Europa al primo posto figura l’Olanda che con un aumento dello 0,8% nel trimestre raggiunge un livello di adozione del 96%. Altri nove Paesi hanno fatto registrare un tasso di adozione dei 4 Mbps di almeno 90%: Danimarca (94%), Svizzera (94%), Belgio (93%), Svezia (93%), Ungheria (92%), Austria (92%), Romania (91%), Finlandia (91%) e Norvegia (90%).

●      Nel quarto trimestre 2015 il 32% degli indirizzi IP unici di tutto il mondo si sono connessi alla rete Akamai a una velocità media superiore a 10 Mbps, con un aumento del 15% sul trimestre precedente (+34% rispetto al Q4 2015).  L’incremento maggiore nel trimestre è stato registrato in Italia (50%), mentre la Romania (-6,8%) è stato il solo Paese europeo a mostrare un calo. Per tutti gli altri Paesi l’incremento varia dallo 0.9% dell’Irlanda al 32% dell’Ungheria.

●      Il 19% degli indirizzi IP si sono connessi alla rete Akamai a velocità di connessione “4k-ready” di almeno 15 Mbps, con un tasso di adozione del 45% (21% nel terzo trimestre). Gli aumenti rispetto a Q4 2014 sono stati consistenti in tutti i Paesi considerati, dal 24% di Romania e Svizzera al 173% del Portogallo. In sei Paesi il tasso di adozione è più che raddoppiato: Portogallo (173%), Spagna (146%), Germania (141%), Italia (141%), Ungheria (138%) e Norvegia (102%).

IPv4 e IPv6: Belgio ancora primo nell’adozione di IPv6

●      Il numero di indirizzi IPv4 unici connessi a livello mondiale alla rete Akamai è stato di poco superiore a 810 milioni, con un aumento dello 0,2%

●      Sua base globale quasi il 70% dei paesi considerati ha visto un aumento del numero di indirizzi IPv4 unici rispetto al trimestre precedente, contro il 10% del terzo trimestre sul secondo.

●      Il Belgio si conferma al primo posto nel mondo col 37% di richieste di contenuti via IPv6, in crescita rispetto al 35% del terzo trimestre. Tra i primi dieci Paesi in graduatoria la Francia (11% di traffico IPv6) ha fatto registrare l’aumento più rilevante rispetto al terzo trimestre (113%).

●      Verizon Wireless (67%) e la belga Telnet (53%) si confermano i due provider con oltre il 50% delle richieste ad Akamai su IPv6.

●      Analogamente al terzo trimestre, per 9 dei primi 20 provider almeno il 25% delle richieste di contenuti ad Akamai è avvenuto su IPv6. Per 18 dei primi 20 (in calo di due unità sul precedente periodo) almeno il 10% delle richieste avveniva su IPv6.


il Regno Unito ha la velocità media di connessione mobile più alta al mondo
Click To Tweet


Connettività mobile: il Regno Unito ha la velocità media di connessione mobile più alta al mondo

●      Il Regno Unito, con 26,8 Mbps, ha mostrato la velocità media di connessione mobile più alta al mondo, seguita dalla Spagna con 14 Mbps. Nel periodo in esame, altri sette Paesi europei hanno mostrato una velocità media di connessione mobile superiore ai 10 Mbps: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Slovacchia e Svezia.

●      Nel quarto trimestre Finlandia e Australia sono state prime al mondo per tasso di adozione dei 4 Mbps, con il 99%, seguite dalla Svezia al 98%. Nel periodo altri due Paesi europei (Spagna al 94% e Danimarca al 93%) hanno raggiunto tassi di adozione 4 Mbps superiori al 90%.

Esegui il download gratuito con grafici, infografica e tabelle compilando il form sottostante

E’ richiesto un indirizzo email valido (al quale riceverai il documento).

Sono accettati esclusivamente indirizzi email aziendali

L'articolo Akamai pubblica il Rapporto sullo Stato di Internet – Q4 2015 proviene da Data Manager Online.

]]>
Il Rapporto sullo Stato di Internet del primo trimestre 2015 https://www.datamanager.it/2015/06/il-rapporto-sullo-stato-di-internet-del-primo-trimestre-2015/ Fri, 26 Jun 2015 10:12:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=79297 La velocità media globale di connessione è cresciuta del 10% attestandosi a 5,0 Mbps; al primo posto in Europa l’Irlanda, con 17,4 Mbps. In UK si è registrata la velocità media mobile più alta con 20,4 Mbps, un incremento trimestre su trimestre del 28%. I paesi europei guidano la classifica globale nell’adozione di IPv6 Akamai Technologies ha pubblicato […]

L'articolo Il Rapporto sullo Stato di Internet del primo trimestre 2015 proviene da Data Manager Online.

]]>
La velocità media globale di connessione è cresciuta del 10% attestandosi a 5,0 Mbps; al primo posto in Europa l’Irlanda, con 17,4 Mbps. In UK si è registrata la velocità media mobile più alta con 20,4 Mbps, un incremento trimestre su trimestre del 28%. I paesi europei guidano la classifica globale nell’adozione di IPv6

Akamai Technologies ha pubblicato il suo rapporto sullo Stato di Internet relativo al primo trimestre 2015. Basato sui dati raccolti attraverso la Akamai Intelligent Platform, il rapporto fornisce statistiche globali relative alla velocità delle connessioni e all’adozione della banda larga su reti fisse e mobili, sullo stato di IPv4 e sull’adozione di IPv6. Dati e grafici del rapporto sono reperibili sul sito Akamai State of the Internet e tramite le app per iOS e Android. Le discussioni su temi trattati sul report State of the Internet hanno luogo sulla Akamai Community.

A partire da questo trimestre, la sezione relativa alla sicurezza, che fino a ora faceva parte di questo Rapporto, sarà pubblicata in un report separato, il Rapporto sulla Sicurezza, pubblicato sempre trimestralmente.

“Durante il primo trimestre 2015 abbiamo osservato risultati generalmente positivi per tutte le principali metriche”, dichiara David Belson, curatore del rapporto Akamai. “L’aumento generale della velocità di connessione dimostra l’impegno continuo verso il raggiungimento di standard più elevati. Continuano ad esistere differenze tra le varie regioni ma vediamo che le velocità di connessione più elevate si hanno nelle aree con maggiore densità di popolazione e con un forte supporto a livello governativo, oltre a quelle in cui vi è più competizione tra i provider”.

Qui di seguito, i principali rilevamenti del trimestre in esame:

Velocità di connessione: continua il trend positivo in Europa

Nel primo trimestre 2015, la velocità media di connessione ha raggiunto per la prima volta i 5 Mbps, con un incremento del 10% rispetto al trimestre precedente. La velocità media nei primi dieci Paesi è risultata saldamente superiore ai 10 Mbps: di questi, sei Paesi hanno fatto registrare velocità medie superiori ai 15 Mbps. Irlanda (17,4 Mbps), Svezia (15,8), Olanda (15,3) si sono unite alla Corea del Sud (23,6 Mbps), Hong Kong (16,7) e Giappone (15,2), già erano posizionate oltre i 15 Mbps.

Tutti i Paesi europei considerati hanno fatto registrare nel periodo in esame velocità medie di connessione superiori a 4 Mbps, con 13 Paesi (Irlanda, Svezia, Olanda, Svizzera, Norvegia, Finlandia, Repubblica Ceca, Danimarca, Romania, Belgio, Regno Unito, Austria e Germania) nel quali la velocità media è risultata superiore alla soglia dei 10 Mbps. Con un balzo del 37% rispetto al trimestre precedente l’Irlanda (17,4 Mbps) ha rubato la prima posizione alla Svezia, leader nel precedente trimestre.

Anche confrontato con i primi tre mesi dell’anno passato, il primo trimestre 2015 indica una crescita della velocità media di connessione in Europa, con un incremento superiore al 30% per Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania e Svezia. L’incremento più basso si è registrato in Austria (10%) mentre Irlanda e Portogallo sono cresciute addirittura del 63% e 43% rispettivamente. Questi trend di crescita a lungo termine sono sintomo di un miglioramento continuativo della connettività Internet nei Paesi europei considerati.

In Italia, nel Q1 2015, la velocità media di connessione si attesta a 6,1 Mbps, con un aumento interessante (9,6%) rispetto al trimestre precedente (Q4 2014) e uno sostanziale del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q1 2014).

Nel primo trimestre 2015, la velocità media globale di connessione di picco è cresciuta dell’8,2% fino a toccare i 29,1 Mbps. I paesi europei hanno registrato una solida crescita nella velocità di connessione media rispetto all’ultimo trimestre 2014, con incrementi variabili tra il 3,6% del Belgio al 22% della Norvegia. Al primo posto in valore assoluto la Romania, con una velocità media di picco di 71,6 Mbps, seguita da altri nove Paesi con velocità medie di picco superiori a 50 Mbps: Svezia (62,6), Olanda (61,5), Irlanda (60,7), Svizzera (59,7), Belgio (53,5), Finlandia (53), Norvegia (51,9), Regno Unito (51,6) e Ungheria (50,4).

Ancora una volta le variazioni rispetto allo stesso trimestre del 2014 sono state positive per tutti i Paesi europei considerati, con incrementi variabili tra il 20% del Belgio e il 57% dell’Irlanda.

In Italia, il picco di velocità media di connessione raggiunto nel trimestre in esame è pari al 30,3% ed è tra quelli meno alti a livello EMEA (e al 68° posto a livello mondiale), anche se si riscontra una crescita importante del 41% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q1 2014) e del 12% rispetto al trimestre precedente (Q4 2014).

Connettività banda larga: forte incremento nel’adozione della banda a 25 Mbps

Per la prima volta, il Rapporto sullo Stato di Internet prende in considerazione la percentuale di indirizzi IP connessi ad Akamai a velocità medie superiori a 25 Mbps. Globalmente, essi rappresentano il 4,6% degli indirizzi IP unici, con un aumento del 12% rispetto al trimestre precedente.

La Corea del Sud è il primo paese al mondo in termini di adozione della banda a 25 Mbps, con una percentuale di adozione del 31%. Nei primi dieci posti in classifica compaiono sette Paesi europei: Svezia (al terzo posto globale) con un’adozione del 15%, seguita da Lituania, Lettonia, Norvegia, Finlandia, Olanda e Svizzera nei posti dal quinto al decimo. Rispetto al primo trimestre del 2014 l’adozione della banda a 25 Mbps in Europa è cresciuta del 20%: la Lituania ha fatto registrare uno straordinario incremento del 271% (arrivando a un tasso di adozione del 12%), seguita da Svezia (+69%) e Norvegia (+60%).

La percentuale globale di indirizzi IP unici connessi alla rete Akamai a velocità superiori a 4 Mbps è salita al 63% (+6,6%), in controtendenza rispetto alla leggera diminuzione del trimestre precedente. In Europa, l’Olanda è balzata dal quarto al primo posto con un incremento trimestrale del 4,1% a raggiungere un tasso di adozione del 95%. Altri cinque Paesi hanno fatto registrare tassi di adozione oltre il 90%: Danimarca (94%), Romania (93%), Svizzera (93%), Svezia (91%) e Austria (91%).

Buon incremento in termini di adozione della banda larga (>4 Mbps) in Italia: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q1 2014) le connessioni a banda larga sono aumentate del 17%, raggiungendo il 69%. Rispetto al trimestre precedente, si registra un aumento del 13%.

Globalmente, nel primo trimestre 2015 il 26% degli indirizzi IP unici erano connessi alla rete Akamai a velocità superiori a 10 Mbps, con un incremento rispetto al trimestre precedente (11%) significativamente superiore al +2,9% rilevato nel Q4 2014 rispetto al Q3. In Europa cinque Paesi possono vantare una percentuale superiore al 50% degli indirizzi IP unici connessi ad Akamai a velocità superiori a 10 Mbps: Olanda (61%), Romania (59%), Svizzera (59%), Svezia (52%), Belgio (51%).  L’incremento trimestre su trimestre varia dal 3,9% della Svizzera (adozione al 59%) al 31% della Germania (adozione al 31%).

Anche per il primo trimestre del 2015, l’Italia insieme a Turchia, Emirati Arabi Uniti e Sud Africa rimangono gli unici Paesi EMEA a non registrare tassi di adozione dell’high broadband al di sopra del 10%. In particolare, il nostro paese si assesta sul 7,3% seppur con una crescita interessante se si pensa allo stesso periodo del 2014 (69%) o al trimestre precedente (28%).

Il 14% degli indirizzi IP unici globalmente sono connessi ad Akamai a velocità medie di 15 o più Mbps, in crescita sia rispetto al quarto trimestre 2014 (+12%) sia rispetto al primo trimestre 2014 (+29%). Al primo posto in Europa ancora una volta la Svezia, con un aumento trimestre su trimestre del 11% a raggiungere un’adozione del 35%. Non lontane, Olanda e Svizzera (adozione al 33% e 32% rispettivamente) seguite da altre 5 nazioni (Norvegia, Romania, Finlandia, Repubblica Ceca e Danimarca) con almeno il 25% degli indirizzi IP connessi ad Akamai a velocità media di almeno 15 Mbps. Rispetto al primo trimestre del 2014 tutti i Paesi Europei mostrano una forte crescita dei livelli di adozione della banda a 15 Mbps, con incrementi variabili dal 17% per l’Austria al 270% per il Portogallo.

Attualmente attestata al 44esimo posto a livello mondiale, l’Italia registra solo il 2,5% delle connessioni uguali o superiori ai 15 Mbps, nonostante un aumento del 56% rispetto allo stesso periodo del 2014 (Q1) e del 15% rispetto al quarto trimestre 2014.

I primi tre mesi del 2015 hanno visto numerosi annunci in Europa a favore della crescita della connettività a banda larga. In Italia il governo ha approvato un piano di investimento di 6,7 miliardi di dollari su sei anni per lo sviluppo della connettività a banda larga con l’obiettivo di offrire velocità di 100 Mbps nelle aree urbane e di 30 Mbps in quelle rurali. In Galles il governo sta collaborando con BT per rendere disponibili connessioni a 30 Mbps in tutto il Paese, comprese le aree rurali scarsamente popolate. Agli inizi di marzo già 45mila abitazioni avevano già ottenuto la connessione veloce grazie al progetto Superfast Cymru.

IPv4 e IPv6: i Paesi europei ancora all’avanguardia nell’adozione di IPv6

Proseguendo nella tendenza osservata nel trimestre precedente a quello in esame, il numero di indirizzi IPv4 unici connessi ad Akamai è cresciuto di quasi 10 milioni.  Fra i primi dieci Paesi a livello mondiale, Regno Unito e Giappone hanno evidenziato il maggiore incremento trimestrale con +5,7% e 5,1% rispettivamente.

Nel primo trimestre 2015, oltre 800 milioni di indirizzi IPv4 si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform da 243 località. L’Italia rimane ferma alla decima posizione nella top ten globale e registra una pesante diminuzione del 3,4% rispetto al trimestre precedente (Q4 2014) e del 9,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q1 2014) passando da oltre 18milioni e mezzo di indirizzi connessi (18.783.459) a poco più di 18milioni (18.153.681). Nella top ten, gli altri due paesi a registrare un declino sono Germania (6,7%) e Russia (0,3%).

I Paesi europei continuano ad occupare le prime dieci posizioni nella graduatoria dei Paesi con la più elevata percentuale di richieste di contenuti fatte ad Akamai su IPv6. Rispetto al trimestre precedente il Belgio ha mantenuto la prima posizione, con un terzo delle richieste su IPv6, più del doppio rispetto alla percentuale della Germania. Il Portogallo, con un incremento del 57% trimestre su trimestre del traffico IPv6, è subentrato alla Romania nella lista dei primi dieci Paesi. Come nel precedente trimestre gli unici due Paesi non europei presenti in graduatoria sono Stati Uniti e Peru.

I provider fissi e mobili hanno continuato a veicolare la maggior parte delle richieste IPv6. In Europa, l’operatore belga Brutele ha raggiunto un volume di 64% delle richieste ad Akamai su IPv6, seguito da Telenet col 49%. I carrier tedeschi Kabel Deutschland, Kabel BW e Unitymedia ancora una volta hanno superato la soglia di un quarto delle richieste ad Akamai su IPv6.

Connettività mobile: nel Regno Unito la velocità media di connessione più alta, con 20,4 Mbps

Nella sezione dedicata alla connettività mobile sono stati inclusi 62 Paesi. La velocità media di connessione più alta è stata registrata nel Regno Unito con 20,4 Mbps, con un aumento del 28% rispetto al precedente trimestre. Al secondo posto la Danimarca, con 10 Mbps.

Nel trimestre in esame, in Italia la velocità media di connessione mobile raggiunge i 6,1 Mbps con picchi medi di 53,7 Mbps. Ottimo anche lo stato di adozione della banda larga per le connessioni mobili (4 Mbps) che si attesta a un 72%.

La velocità media di connessione mobile di picco ancora una volta ha coperto una gamma estremamente ampia di valori, dai 149,3 Mbps in Australia agli 8,2 Mbps in Indonesia. Solo quattro nazioni – Australia (149,3 Mbps) Giappone (126 Mbps), Singapore (116,4 Mbps) e Tailandia (105,4 Mbps) – hanno fatto registrare velocità di picco superiori a 100 Mbps, in crescita di due unità rispetto al trimestre precedente. In Europa, il primato per la velocità media di picco mobile più alta spetta al Regno Unito con 90,9 Mbps, seguita da Germania (69,4), Spagna (57,1), Italia (53,7).

La Danimarca è prima al mondo come percentuale di indirizzi IP unici connessi ad Akamai da provider di reti mobili a velocità media superiore a 4 Mbps, con un tasso del 98%. A seguire Svezia e Venezuela (97%), Australia (96%) e Regno Unito (95%).

L'articolo Il Rapporto sullo Stato di Internet del primo trimestre 2015 proviene da Data Manager Online.

]]>
Akamai: lo Stato di Internet nel terzo trimestre 2013 https://www.datamanager.it/news/akamai-lo-stato-di-internet-nel-terzo-trimestre-2013-53175.html Tue, 28 Jan 2014 16:39:41 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/akamai-lo-stato-di-internet-nel-terzo-trimestre-2013/ Italia e Turchia: le uniche nazioni europee con tasso di adozione broadband inferiore al 50%. DDoS: salgono gli attacchi rivolti all’Europa, scendono quelli diretti agli USA. Indirizzi IPv6 in crescita, specialmente in Europa

L'articolo Akamai: lo Stato di Internet nel terzo trimestre 2013 proviene da Data Manager Online.

]]>
Italia e Turchia: le uniche nazioni europee con tasso di adozione broadband inferiore al 50%. DDoS: salgono gli attacchi rivolti all’Europa, scendono quelli diretti agli USA. Indirizzi IPv6 in crescita, specialmente in Europa

Akamai Technologies ha pubblicato il Rapporto sullo Stato di Internet relativo al terzo trimestre 2013. Basato sulle informazioni raccolte dalla Akamai Intelligent Platform il rapporto offre un’analisi approfondita di dati quali, tra gli altri, velocità di connessione, penetrazione di Internet e origine degli attacchi informatici.

Il Rapporto include inoltre un osservatorio sugli attacchi DDoS indirizzati a siti e-commerce e, infine, un esame dell’utilizzo di browser mobile per tipologia di connessione al network, effettuato tramite Akamai IO.

Qui di seguito, i principali rilevamenti europei e italiani.

Velocità di connessione: importanti incrementi anno su anno osservati in Europa

Nel terzo trimestre 2013, continua a crescere la velocità media di connessione globale in Europa che, con un incremento del 10% rispetto al trimestre precedente, si attesta intorno ai 3.6 Mbps. In particolare, sono i Paesi Bassi ad aver registrato la crescita maggiore del trimestre (pari al 23%), con una velocità di connessione media di 12.5 Mbps.

Il picco medio della velocità di connessione ha invece visto un leggero declino nel trimestre in esame, scendendo del 5.2% a 17.9 Mbps. Tuttavia, considerando le variazioni anno su anno, il picco medio europeo è aumentato di oltre il 20%. Qualche esempio: i Paesi Bassi (con un picco in aumento del +29% raggiungono i 39.6 Mbps), la Repubblica Ceca (+28%, 34.8 Mbps), Regno Unito (+27%, 35.7 Mbps), Svezia (+23%, 33.1 Mbps), Austria (+23%, 30.4 Mbps), Romania (+22%,45.4 Mbps), Norvegia (+22%, 28.2 Mbps) e Irlanda (+20%, 31.8 Mbps).

In Italia, la velocità media di connessione nel terzo trimestre 2013 si conferma intorno ai 4.9 Mbps, più veloce del 24% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Il picco medio di velocità di connessione raggiunto nel nostro Paese è pari a 18.2 Mbps, inferiore del 4.9% rispetto allo scorso anno e del 22% rispetto al trimestre precedente. L’Italia è l’unico Paese europeo ad aver registrato un picco di velocità di connessione al di sotto dei 20 Mbps.

Connettività high broadband: l’Europa registra un aumento anno su anno superiore al 100%

Positivo trend di crescita in tutta Europa anche per quanto riguarda l’high broadband (superiore ai 10 Mbps). Tra i Paesi Europei ad aver registrato il maggiore incremento rispetto al trimestre precedente vi sono i Paesi Bassi (+45%), seguiti da Danimarca (+38%), Belgio (+36%), Repubblica Ceca (+31%), Svizzera (+6.7%) e Lettonia (3.7%).

Svariati Paesi hanno poi osservato incrementi a tre cifre: Turchia (+215%), Francia (+188%), Regno Unito (+151%), Repubblica Ceca (+136%), Irlanda (+126%), Belgio (+117%), Paesi Bassi (+106%), Portogallo e Germania (entrambi +104%).

“Nell’ultimo Rapporto sullo Stato di Internet abbiamo osservato un continuo aumento della velocità media di connessione, così come del tasso di adozione di broadband e high broadband. Crediamo che questi trend siano indicativi di un generale miglioramento della qualità e delle performance della connettività al web a livello globale”, spiega l’autore del Rapporto sullo Stato di Internet, David Belson di Akamai.

Rispetto allo scorso trimestre, in Italia, l’adozione di high broadband è aumentata dello 0.5%: ad oggi il 3.7% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps, una crescita del 40% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno.

Sebbene l’adozione della banda larga sia aumentata del 93% rispetto al 2012, essa è però diminuita del 6.4% rispetto al trimestre precedente, stabilizzandosi al 49%. Italia e Turchia sono le uniche nazioni europee a registrare un tasso di adozione broadband inferiore al 50%.

Traffico legato agli attacchi informatici: la minaccia cinese

Attraverso i rilevamenti di un set distribuito di agenti attivi su internet, Akamai è in grado di monitorare il traffico legato agli attacchi informatici e individuare sia i Paesi origine del maggior numero di attacchi sia le porte loro obiettivo.

Nel terzo trimestre 2013, con il 35% degli attacchi generati, la Cina è tornata ad essere la principale fonte di minaccia al mondo, scalzando l’Indonesia che scende in seconda posizione con il 20% degli attacchi. Permangono in terza posizione gli Stati Uniti con l’11% degli attacchi.

Rispetto al precedente, nel trimestre in esame, è aumentato di oltre 3 punti percentuale il numero di attacchi provenienti dall’Europa che, in totale, ha generato il 13.5% degli attacchi osservati, 0.7% dei quali originati in Italia.

La Porta 445 (Microsoft-DS) torna ad essere la più colpita del trimestre, bersaglio del 23% degli attacchi. La Porta 80 (WWW HTTP) e la Porta 443 (SSL [HTTPS]) scendono in seconda e terza posizione, colpite rispettivamente dal 14% e 13% degli attacchi.

Focus DDoS: i clienti europei registrano un aumento del 22% rispetto al trimestre precedente

Di recente, il Rapporto sullo Stato di Internet ha introdotto un focus sugli attacchi DDoS così come riscontrati dai clienti Akamai. Per la prima volta da fine 2012, nel terzo trimestre 2013, i clienti Akamai hanno registrato una diminuzione degli attacchi DDoS: 281 rispetto ai 318 del trimestre precedente (-11%). Tuttavia, complessivamente, Akamai ha osservato più attacchi nei primi tre trimestri del 2013 che in tutto il 2012: 807 contro 768. Il settore enterprise continua ad essere il più bersagliato con 127 attacchi riportati nel terzo trimestre 2013, segue il settore Retail/Travel (80), l’area Media e Entertainment (42), il settore pubblico (18) e hi-tech (14).

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, rispetto allo scorso trimestre, gli attacchi indirizzati ai clienti europei sono aumentati del 22%, mentre sono diminuiti del 18% quelli diretti a clienti con sede in USA. Akamai ha inoltre esaminato la probabilità che le aziende target possano essere vittime di attacchi ripetuti: infatti, dei 281 attacchi osservati nel trimestre, solo 169 sono stati rivolti a un unico target. Tra i clienti colpiti, 27 sono stati attaccati due volte, 5 tre volte e 7 più di tre volte. Un’analisi dei dati più approfondita ha rivelato che un’azienda è vittima di attacchi DDoS ha il 25% di possibilità di venire attaccata nuovamente nei tre mesi successivi.

Penetrazione globale di Internet

Oltre 760 milioni di indirizzi IPv4 unici in 239 Paesi si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform nel terzo trimestre 2013, l’1.1% in più del trimestre precedente e l’11% in più rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Poichè, in molti casi, un singolo indirizzo IP rappresenta più individui, Akamai stima che il numero totale di utenti web unici connessi alla sua piattaforma durante il trimestre in questione sia ben superiore al miliardo.

A livello globale, il numero di indirizzi IPv4 unici connessi ad Akamai è salito di 123 milioni rispetto al 2012. L’Italia permane in nona posizione nella top ten globale nonostante una diminuzione del 5% rispetto allo scorso trimestre, assestandosi a poco più di 19 milioni di indirizzi connessi.

Tasso di adozione di IPv6: il maggior incremento si registra in Europa

Per la prima volta, il Rapporto sullo Stato di Internet include dati relativi all’adozione di indirizzi IPv6: nella top ten globale figurano ben sette nazioni europee mentre in Asia solo una, il Giappone. Nel corso del terzo trimestre 2013, i livelli di traffico IPv6 sulla Akamai Intelligent Platform sono cresciuti da 176.000 hit al secondo a più di 277.000. Il traffico IPv6 mostra inoltre una certa ciclicità, in quanto i volumi tendono a diminuire ogni sabato, a indicare un maggior livello di adozione di indirizzi IPv6 da parte delle aziende che non a livello di singoli utenti.

Connettività mobile

Il terzo trimestre 2013 ha registrato una velocità media di connessione mobile tra i 9.5 Mbps e gli 0.6 Mbps, con picchi tra i 49.8 Mbps e i 2.4 Mbps. Diciotto operatori hanno registrato velocità di connessione da banda larga (superiori, cioè, a 4 Mbps). I dati raccolti da Ericsson indicano che il volume del traffico di dati mobile è cresciuto del 10% rispetto al trimestre precedente e dell’80% rispetto a un anno fa.

In base ai dati raccolti da Akamai IO, durante il terzo trimestre 2013, circa il 38% delle richieste globali su reti cellulari connesse alla Akamai Intelligent Platform sono state originate da dispositivi che utilizzano l’Android Webkit, seguiti da Safari Mobile (24%). Se invece analizziamo tutti i network (non solo quelli cellulari), da Safari Mobile sono giunte circa il 47% delle richieste e da Android Webkit circa il 33%.

In Europa, il provider che ha offerto la velocità di connessione maggiore si trova in Russia, con 9.1 Mbps, seguito da un operatore ucraino (8.7 Mbps) e uno austriaco (7.1 Mbps).

In Italia esiste un divario di circa 1.6 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (4.5 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (2.9 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 25.6 Mbps ai 19.0 Mbps.

L'articolo Akamai: lo Stato di Internet nel terzo trimestre 2013 proviene da Data Manager Online.

]]>
WatchGuard va incontro alle nuove esigenze delle enterprise per la sicurezza di email e web https://www.datamanager.it/news/watchguard-va-incontro-alle-nuove-esigenze-delle-enterprise-la-sicurezza-di-email-e-web-51093.h Thu, 07 Nov 2013 19:00:17 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/watchguard-va-incontro-alle-nuove-esigenze-delle-enterprise-per-la-sicurezza-di-email-e-web/ WatchGuard XCS v.10 aggiunge il supporto Microsoft Hiper-V, espande le capacità IPv6 e apporta miglioramenti alla gestione di policy personalizzate

L'articolo WatchGuard va incontro alle nuove esigenze delle enterprise per la sicurezza di email e web proviene da Data Manager Online.

]]>
WatchGuard XCS v.10 aggiunge il supporto Microsoft Hiper-V, espande le capacità IPv6 e apporta miglioramenti alla gestione di policy personalizzate

WatchGuard Technologies annuncia la nuova versione del sistema operativo dell’appliance per la sicurezza di email e web, WatchGuard XCS v.10. Col nuovo supporto Microsoft Hyper-V, il supporto IPv6 e le funzionalità di antispam in uscita, XCS 10 semplifica l’implementazione e la gestione delle strategie di sicurezza dei contenuti per le piccole, medie e grandi enterprise.

“WatchGuard XCS fornisce una piattaforma di difesa in profondità efficace per email, web e data loss prevention. L’ultimo upgrade al nostro sistema operativo è progettato per rendere il deployment e la gestione più facile per i professionisti della sicurezza IT: fornisce nuove funzionalità che possono aiutare a rispondere alle sfide odierne legate alla virtualizzazione e all’IPv6” spiega Roger Klorese, Director of Product Management in WatchGuard Technologies.

Secondo SC Magazine (tra le più importanti riviste di sicurezza informatica al mondo), WatchGuard XCS 10 è tra le top appliance di sicurezza delle email e dei contenuti oggi presenti sul mercato. Fornisce la più efficace difesa in profondità di email e web, inclusa una potente data loss prevention. XCS fornisce protezione da minacce web-based e presenti nelle email, inclusi spam, virus, siti compromessi, minacce nascoste e attacchi alla rete.

“Email e web sono due delle applicazioni enterprise più comunemente virtualizzate e la capacità di proteggerle all’interno dello stesso Cloud o ambiente virtualizzato dà alle organizzazioni IT una maggiore flessibilità e continuità del servizio” spiega Fabrizio Croce, ‎Area Director South Europe, Middle East and Africa di WatchGuard Technologies. “Grazie a WatchGuard XCS 10 è possibile avvalersi di funzioni di sicurezza best-of-breed – come antivirus, anti-spam, anti-pishing, anti-malware, data loss prevention, email encryption e altro ancora – e allineare le policy di sicurezza dei contenuti attraverso queste piattaforme virtualizzate.”

XCS include anche il nuovo supporto IPv6. Con la crescita di device IPv6 e molte aree nel mondo che stanno esaurendo (Asia) o sono a corto di indirizzi IPv4, il passaggio a IPv6 è in corso d’opera. Secondo Gartner, “poiché l’adozione di IPv6 sta crescendo, i ricercatori di sicurezza e chi sferra attacchi si focalizzerà di più nello scoprire le vulnerabilità di IPv6. Forti processi di gestione delle vulnerabilità saranno quindi importanti per una migrazione di successo da IPv4 a IPv6.”

XCS consente alle organizzazioni di applicare ricchi strumenti di controllo della sicurezza delle loro email quando migrano a IPv6 o ambienti di indirizzamento misto.

Inoltre, con la proliferazione del BYOD e l’accesso alla rete di ospiti, le organizzazioni IT devono attendersi non solo attacchi provenienti dall’esterno dell’azienda. Per aiutare a combattere questo problema, WatchGuard XCS 10 ora include controlli antispam in uscita per pulire email in outbound e aiutare a preservare la corporate reputation.

L'articolo WatchGuard va incontro alle nuove esigenze delle enterprise per la sicurezza di email e web proviene da Data Manager Online.

]]>
Easynet aiuta le imprese nel passaggio da IPv4 a IPv6 https://www.datamanager.it/news/easynet-global-services/easynet-aiuta-le-imprese-nel-passaggio-da-ipv4-ipv6 Thu, 23 Feb 2012 14:30:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/02/easynet-aiuta-le-imprese-nel-passaggio-da-ipv4-a-ipv6/ Quando mancano poco più di tre mesi al World IPv6 Launch, ecco i suggerimenti di Easynet per non sottovalutare le problematiche legate al processo di transito

L'articolo Easynet aiuta le imprese nel passaggio da IPv4 a IPv6 proviene da Data Manager Online.

]]>
Quando mancano poco più di tre mesi al World IPv6 Launch, ecco i suggerimenti di Easynet per non sottovalutare le problematiche legate al processo di transito

Easynet Global Services ha rilasciato una serie di linee guida per affrontare al meglio il passaggio all’IPv6; un “cambio epocale”, come ha dichiarato Nigel Titley, Transit and Peering Manager di Easynet Global Services e Presidente di 6::UK, “che potrebbe anche avere esiti devastanti per chi si lascia cogliere impreparato”. Quando la Giornata Mondiale dell’IPv6 (World IPv6 Day) dello scorso giugno ha portato l’attenzione sull’imminenza del passaggio al protocollo di prossima generazione, l’IP versione 6, gli ultimi indirizzi IPv4 erano già stati assegnati, erano ancora molte le aziende che non avevano pianificato tale passaggio. “Per passare all’IPv6 in genere sono necessari 18 mesi” prosegue Titley, “ed è necessario cominciare a pianificare in anticipo. Infatti, le differenze tra IPv4 e IPv6 da considerare sono molte, non si tratta del semplice azionamento di un interruttore. Eppure, secondo la British Computing Society (BCS), la maggior parte delle organizzazioni sono beatamente inconsapevoli delle implicazioni che tale transito comporta e di quello che dovrebbero fare per rimanere ‘on line’ con il nuovo protocollo.”

Il passaggio all’IPv6 è una procedura lunga che avrà impatto sulla maggior parte dei processi aziendali, incluse le applicazioni per posta elettronica, buste paga e gestione della supply chain. Spetta ai CIO affrontare una serie di problematiche che spesso negli attuali ambienti IPv4 sono date per scontate, ma che non funzioneranno una volta passati all’IPv6, in particolare le policy di accesso degli utenti alla rete e la configurazione dei firewall. “E’ importante avere un supporto adeguato da parte dei propri provider” ha affermato Roberto Garavaglia, Sales Director di Easynet Italia. “L’infrastruttura di Easynet è già ‘IPv6 ready’ da alcuni anni. Le nostre proposte di soluzioni gestite di rete e hosting sono già in grado di recepire pienamente il protocollo IPv6 e offriamo ai nostri clienti il supporto necessario per la configurazione delle loro infrastrutture e dei loro sistemi”. La mole di attività da intraprendere è elevata, e così pure lo è il rischio di non sapersi orientare, per questo Easynet ha stilato alcuni consigli rivolti ai responsabili IT e ai team coinvolti nel passaggio all’IPv6, in modo da minimizzare problemi e costi.

Sicurezza. Durante la transizione sarà necessario riconfigurare i firewall, ed è un aspetto della massima importanza. Infatti, lasciare il firewall “aperto”, espone l’azienda al rischio di violazioni. Dal momento che l’IPv6 è stato progettato avendo in mente un più ampio concetto di comunicazione, tutte le periferiche – iPhone, tablet, laptop o PC – potrebbero avere accesso a dati che non dovrebbero lasciare la sede. Altri rischi potrebbero essere introdotti anche a livello di protocollo, per questo motivo è essenziale che le infrastrutture di rete siano compatibili e aggiornate, così come devono esserlo costantemente i software e le patch.

Messaggistica. Assicurarsi di poter comunicare via e-mail. La piattaforma di messaggistica aziendale supporta l’IPv6? E’ inoltre necessario verificare le impostazioni della posta elettronica aziendale. Se la società dispone di una piattaforma e-mail in hosting, è compito del service provider rendere le email visibili su IPv6. Come nel caso di siti web e provider di servizi Internet (ISP), se non stanno già effettuando il passaggio all’IPv6 è meglio orientarsi verso provider che lo stiano già facendo.

Siti web. Verificare che il proprio provider di rete offra funzionalità IPv6. Per due motivi. Primo, solleciterà il provider stesso a soddisfare un maggior numero di richieste di passaggio all’IPv6, e in secondo luogo, offrirà alle aziende un elemento ulteriore di riflessione sulle effettive competenze del proprio fornitore e sulla sua capacità di fornire la consulenza e il supporto necessari per una transizione senza problemi. Valutare la possibilità di esternalizzare l’hosting del proprio sito web e delle principali applicazioni affidandosi a uno specialista già in grado di renderlo disponibile su IPv6, oltre che su IPv4. In ogni caso, l’outsourcing del sito potrebbe essere un’opzione per rendere la transizione più graduale. Tuttavia, chi desidera mantenere il proprio server Web in-house, deve configurarlo in modo che sia in grado di supportare il traffico IPv6 oltre all’IPv4.

Business senza interruzioni. Tutte le aziende devono effettuare il passaggio, che operino o meno in ambito tecnologico. Per questo motivo anche gli amministratori delegati devono prestare attenzione a questo tema. L’impatto sfiorerà ogni reparto dell’azienda, e anche se il passaggio dovrebbe essere “trasparente”, se il management è al corrente di cosa sta succedendo sarà più disponibile a reagire positivamente nel caso di eventuali problemi.

“Con l’adeguato supporto, la transizione al nuovo protocollo è semplice, ma ci sono dei rischi evidenti, soprattutto per quanto riguarda la compatibilità e la sicurezza.” ha concluso Titley. “Come è emerso dalla Giornata Mondiale dell’IPv6 è essenziale che il passaggio sia ben ponderato e ognuno deve fare la propria parte. Dopo tutto, Internet è inevitabilmente in espansione e tutti possiamo aiutarlo a crescere al passo con i tempi. Se si seguono passo passo le istruzioni, il passaggio sarà scorrevole, sicuro e senza perdere comunicazione.”

L'articolo Easynet aiuta le imprese nel passaggio da IPv4 a IPv6 proviene da Data Manager Online.

]]>
Vinton Cerf e l’internet di domani https://www.datamanager.it/news/piero-macr/vinton-cerf-e-linternet-di-domani Fri, 25 Feb 2011 15:54:32 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/02/vinton-cerf-e-linternet-di-domani/ Vinton Cerf, considerato uno dei padri di internet e dal 2005 chief internet evangelist di Google, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una recente industry conference che ha avuto luogo in Hong Kong.

L'articolo Vinton Cerf e l’internet di domani proviene da Data Manager Online.

]]>
Vinton Cerf, considerato uno dei padri di internet e dal 2005 chief internet evangelist di Google, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una recente industry conference che ha avuto luogo in Hong Kong.

Cosa pensa Cerf dell’attuale internet, quali gli sviluppi futuri? Innanzitutto la pervasività della tecnologia mobile, dalle infrastrutture di rete ai dispositivi di accesso, una tendenza che continuerà progressivamente ad allargare gli orizzonti della super rete. E poi il costante superamento del digital divide e la presenza di infrastrutture di comunicazioni in grado di estenderne l’utilizzo in quei paesi dove gran parte della popolazione è priva di una qualsiasi opportunità di accesso alla rete.

Quanto espresso da Cerf trova consonanza con quanto avvenuto in Egitto, Tunisia e Libia; è la prova di quanto internet sia ormai diventato un ingrediente vitale per la democrazia e la libertà di comunicazione. Esserne consapevoli rende implicita la preoccupazione di mettere a punto interventi che consentano il funzionamento delle infrastrutture in quei paesi dove vengono attuati interventi liberticidi nei confronti di internet e dei suoi cittadini.

Cerf ipotizza poi la crescita di internet nella dimensione multimediale video e audio grazie allo sviluppo di tecnologia dedicata che ne permetterà un ampio utilizzo negli ambienti domestici e nelle automobili. Riguardo alla criticità nella gestione degli indirizzi e l’implicito passaggio da Ipv4 a Ipv6 Cerf osserva che il problema maggiore è dato dall’incompatibilità tra i due protocolli. La tecnica di indirizzamento di Ipv4 dovrà essere abbandonata favorendo la capacità dell’internet protocol di nuova generazione.

La comunicazione efficiente – secondo Cerf- sarà possibile soltanto quando tutti potranno comunicare attraverso uno stesso protocollo, avere tutti un indirizzo Ipv6. Un problema che si riflette sulla riconversione della tecnologia di rete: router, firewall, dispositivi NAT in utilizzo soprattutto nella dimensione residenziale non saranno in grado di riconoscere i pacchetti appartenenti a Ipv6, riceveranno pacchetti che non sapranno riconoscere. Ecco quindi che incombe lo spettro della grande migrazione che metterà in gioco l’ammodernamento delle infrastrutture per potere continuare a garantire a tutti un accesso alla rete.

Sul fronte della sicurezza Cerf punta il dito contro i browser, la componente più vulnerabile ai virus. Come migliorarne l’invulnerabilità? Una delle possibili strade è quella dell’open source, come sta facendo Google con Chrome. Le piattaforme aperte – è l’opinione di Cerf – permettono di individuare più facilmente i problemi e risolverli in tempi rapidi.

L'articolo Vinton Cerf e l’internet di domani proviene da Data Manager Online.

]]>
Il re è (quasi) morto… W il re! https://www.datamanager.it/news/ipv4/il-re-quasi-morto-w-il-re Tue, 08 Feb 2011 14:19:51 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/02/il-re-e-quasi-morto-w-il-re/ Sudditi digitali, internauti di tutto il mondo, udite! Udite e piangete! Il nostro beneamato re, benefattore della nostra rete, stella del nostro web, re IP IV ci sta purtroppo lasciando, abbandonandoci proni al nostro triste destino dopo anni di luminoso e incontrastato dominio.

L'articolo Il re è (quasi) morto… W il re! proviene da Data Manager Online.

]]>
Sudditi digitali, internauti di tutto il mondo, udite! Udite e piangete! Il nostro beneamato re, benefattore della nostra rete, stella del nostro web, re IP IV ci sta purtroppo lasciando, abbandonandoci proni al nostro triste destino dopo anni di luminoso e incontrastato dominio.

Ahimè, pochi giorni fa, per lo mondo intero arrivò alle nostre infelici orecchie l’angosciosa notizia degli ultimi cinque blocchi di indirizzi, ancora frutto del suo maestoso ingegno, consegnati ai Regional Internet Registry (RIR), che gli assegneranno, ultimi di una lunghissima e felice era, ai dispositivi che ancora anelano di collegarsi ad Internet.

Il viale del tramonto – campane a morto – è stato ormai imboccato. Lenta sarà ancora l’agonia del vecchio monarca, la sua fine di guerriero ardito non è prevista che tra qualche mese e la sua ombra permarrà nell’aeree digitale per molto tempo ancora, oltre a rimanere scolpito nella storia.

Ma in lontananza, già da parecchio tempo, sta lentamente, ma con passo determinato, emergendo una figura che potrebbe prendere con dignità e forza il testimone: suo figlio, re IP VI!

Il progresso non si fermerà mai, pare che stia dicendo. Io sono lo sviluppo! Urla indomito il giovane monarca, mentre i suoi saggi consiglieri – lasciato il letto d’agonia del padre – ci ricordano che il suo arrivo sarà per noi non solo indolore, ma anche privo di spese aggiuntive – nessuna tassa – perché ci dicono che ormai la maggior parte dell’hardware e del software supporta pienamente la nuova versione del protocollo.

Speriamo orsù! Piangiamo sì il vecchio re, ma lodiamo fausti il giovane re…morto il re, w il re! E per festeggiarlo come si deve si sta già programmando un evento mondiale, una grande cerimonia – il World IPv6 Day – per il prossimo 8 giugno, data fatidica in cui i maggiori siti web del mondo migreranno con tutta la loro piattaforma al nuovo protocollo IPv6.

A quel punto, invece dei soli quattro miliardi di indirizzi che poteva concederci il veterano e catarroso ipv4, potremmo disporre della fantasmagorica cifra di tre virgola quattro per dieci alla trentottesima (provate voi a mettere in cifra questo numero) garantiti dal fresco e palestrato ipv6.

Sarà allora che i due miliardi di internauti nel mondo – così sono stati stimati essere a fine dell’anno passato dall’International telecommunications union (ITU), agenzia Onu che opera nell’ambito dei sistemi di comunicazione – e i loro numerosissimi dispositivi con indirizzo ip a bordo, si troveranno più uniti in una nuova dimensione universale?

Non lo so, ma, forse, l’uomo avrà ancora per una volta varcato il passaggio oscuro di moderne colonne d’ercole. Un novello Cristoforo Colombo avrà scoperto la sua america. Speriamo non ci si sbagli ancora una volta con l’india e che la strada sia veramente di sviluppo e non votata all’entropia…meditiamo, gente, meditiamo …:-)

 

Tratto dall’editoriale della newsletter di DMO. Per iscriverti alla Newsletter registrati al portale cliccando qui

Se sei già registrato ma non ricevi la Newsletter, effettua il login, entra nel tuo profilo e seleziona l’opzione relativa alle Newsletter

L'articolo Il re è (quasi) morto… W il re! proviene da Data Manager Online.

]]>
Il protocollo IPv4 tramonta: al via l’era dell’IPv6 https://www.datamanager.it/news/protocollo-internet/il-protocollo-ipv4-tramonta-al-l-era-dell-ipv6 Fri, 04 Feb 2011 16:15:51 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/02/il-protocollo-ipv4-tramonta-al-via-lera-dellipv6/ Si è conclusa ufficialmente l’ultima fase di assegnazione dei blocchi di indirizzi con il protocollo Internet IPv4. Inizia l’era IPv6

L'articolo Il protocollo IPv4 tramonta: al via l’era dell’IPv6 proviene da Data Manager Online.

]]>
Si è conclusa ufficialmente l’ultima fase di assegnazione dei blocchi di indirizzi con il protocollo Internet IPv4. Inizia l’era IPv6

La notizia del temuto e imminente esaurimento degli indirizzi con il protocollo IPv4 era nota da tempo e l’evento era atteso per questi giorni.

E le previsioni non sbagliavano: la IANA – Internet Assigned Numbers Authority – ha infatti distribuito nei giorni scorsi gli ultimi indirizzi IPv4 disponibili, mettendo così fine all’era dell’ormai “vecchio” protocollo Internet, durata trent’anni.

Ma non c’è da preoccuparsi: la transizione verso il nuovo erede, il protocollo Internet IPv6 è già iniziata; non si avranno conseguenze sui servizi già attivi e nuovi siti web potranno comunque essere registrati.

I provider di tutto il mondo stanno lavorando per adeguarsi velocemente al nuovo standard che dovrebbe garantire, inoltre, uno spazio di gran lunga maggiore rispetto a quello dell’IPv4 (666 mila miliardi di miliardi di possibili indirizzi).

Vincent Cerf, ideatore del sistema IPv4 ora si accusa affermando: “E’ tutta colpa mia. Quando abbiamo pensato al sistema degli indirizzi IP pensavamo ad un esperimento. E credevamo che 4,3 miliardi di indirizzi per un esperimento bastassero”.

A quanto pare, però, si sbagliava: lo sviluppo tecnologico, con il conseguente aumento del numero di dispositivi connessi a Internet (PC, smartphone, palmari..), ha fatto sì che si superasse il limite di indirizzi disponibili.

Che l’era dell’IPv6 abbia quindi inizio, e speriamo che i circa 3,4 × 1038 indirizzi non si esauriscano, di nuovo. Vedremo.

L'articolo Il protocollo IPv4 tramonta: al via l’era dell’IPv6 proviene da Data Manager Online.

]]>