jailbreak – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sat, 06 Oct 2018 13:06:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png jailbreak – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Dite addio al jailbreak di iOS, ormai è morto https://www.datamanager.it/2017/07/dite-addio-al-jailbreak-ios-ormai-morto/ Mon, 03 Jul 2017 10:46:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127894 Gli stessi sviluppatori che per anni hanno reso disponibile il jailbreak di iOS ammettono che lo sblocco di iPhone non è più conveniente E’ passato quasi un anno dal rilascio dell’ultimo jailbreak di iOS e probabilmente in futuro non ne vedremo altri. A confermarlo è il creatore dell’app store non ufficiale Cydia, Jay Freeman, in una […]

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Gli stessi sviluppatori che per anni hanno reso disponibile il jailbreak di iOS ammettono che lo sblocco di iPhone non è più conveniente

E’ passato quasi un anno dal rilascio dell’ultimo jailbreak di iOS e probabilmente in futuro non ne vedremo altri. A confermarlo è il creatore dell’app store non ufficiale Cydia, Jay Freeman, in una intervista a Motherboard. “Possiamo dire che il jailbreak è fondamentalmente morto a questo punto. Tra l’altro, la comunità del jailbreak non può più contare sull’apporto di Luca Todesco, che per anni ha scovato falle in iOS”, ha detto lo sviluppatore con cui concorda anche il collega Nicholas Allegra meglio conosciuto come Comex.

“Anni fa, effettuare il jailbreak significava poter installare funzioni non disponibili su iOS. Oggi, il sistema operativo di Apple offre gran parte di quelle funzioni e i tweak Cydia hanno ormai poco senso di esistere. Per questo gli utenti hanno poco interesse a effettuare il jailbreak, se non per attivare delle piccole modifiche”, ha continuato Freeman. I motivi per cui l’interesse legato allo sblocco di iPhone è calato ai minimi termini è dovuto principalmente a 4 fattori. Innanzitutto Apple ha implementato i suoi livelli di sicurezza fino a rendere i suoi iPhone impenetrabili anche alle agenzie governative come ha dimostrato la diatriba sul caso dell’attentatore di San Bernardino. A ciò si aggiunge che gli hacker ora possono essere pagati da Apple fino a 1 milione di euro se segnalano una criticità in iOS e che molti di essi oggi lavorano per le grandi multinazionali della sicurezza. Infine effettuare il jailbreak aumenta di molto la possibilità che il proprio iPhone venga violato. “Questo si traduce in una spirale che porta alla fine del jailbreak, visto che ci sono sempre meno persone a lavorarci e meno sviluppatori interessati a creare tweak da pubblicare su Cydia. E questo significa che anche gli utenti sono meno interessati al jailbreak”, ha concluso Freeman.

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iPhone 7, quale sicurezza: il jailbreak arriva da un 17enne https://www.datamanager.it/2016/09/iphone-7-quale-sicurezza-jailbreak-arriva-un-17enne/ Wed, 28 Sep 2016 06:59:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=109901 Dopo sole 24 ore dal lancio, il sistema operativo del nuovo melafonino è già caduto sotto i colpi dell’hacker italiano Luca Todesco Per un intero anno Apple ha tenuto sul filo del rasoio l’FBI, negandole una backdoor temporanea all’iPhone 5C dell’autore della strage di San Bernardino. Il motivo? Tim Cook, in più di un’occasione, aveva sentenziato […]

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Dopo sole 24 ore dal lancio, il sistema operativo del nuovo melafonino è già caduto sotto i colpi dell’hacker italiano Luca Todesco

Per un intero anno Apple ha tenuto sul filo del rasoio l’FBI, negandole una backdoor temporanea all’iPhone 5C dell’autore della strage di San Bernardino. Il motivo? Tim Cook, in più di un’occasione, aveva sentenziato quanto importante fossero la sicurezza e la privacy dei clienti rispetto alle esigenze di un ente governativo. Eppure, meglio dell’FBI sembra aver fatto Luca Todesco, 17enne smanettone italiano. Il ragazzo, negli ultimi giorni, è diventato famoso per aver violato il muro di sicurezza di iOS 10, effettuando il jailbreak del nuovissimo iPhone 7, a sole 14 ore dalla disponibilità dell’aggiornamento. Meglio conosciuto in rete come qwertyoruiopz, Todesco ha pubblicato un video su YouTube in cui dimostra che è riuscito a bypassare i sistemi di Apple, installando sul telefono Cydia, lo store parallelo utilizzabile solo su un melafonino sbloccato.

[ot-video type=”youtube” url=”https://www.youtube.com/watch?v=Ds7NBOcWJ88″]

Prova di forza

Nonostante la pubblicazione della buona riuscita anche su Twitter, il ragazzo ha detto di non voler pubblicare nell’immediato un tool per lo sblocco del terminale. Non lo farà perché, appunto, non vuole causare ulteriori danni ad Apple, che è già evidentemente in imbarazzo per la vicenda. Il giovane hacker probabilmente spiegherà come ha fatto tra pochi giorni, visto che Cupertino ha rilasciato il minor update 10.0.2, che dovrebbe chiudere la falla sfruttata da Todesco. Stando al fautore del jailbreak, valicare le misure introdotte dagli ingegneri questa volta è stato più difficile del previsto, indice che Apple sta andando nella giusta direzione ma la sfida al prossimo hack è già aperta: “Possono aumentare gli sforzi ma ci sarà sempre qualcuno disposto a investire del tempo per dimostrare che non è abbastanza”.

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USA: il giorno del jailbreak legale https://www.datamanager.it/2015/10/usa-il-giorno-del-jailbreak-legale/ Thu, 29 Oct 2015 19:00:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=87081 Il Librarian of Congress ha emesso nuove regole per il Digital Millennium Copyright Act che ora considera legale molte forme di sblocco hi-tech Il giorno che molti aspettavano è finalmente arrivato, almeno negli USA. Con la decisione di ieri, 28 ottobre 2015, presto non sarà più illegale sbloccare alcuni apparecchi elettronici, come smartphone e tablet. Attenzione […]

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Il Librarian of Congress ha emesso nuove regole per il Digital Millennium Copyright Act che ora considera legale molte forme di sblocco hi-tech

Il giorno che molti aspettavano è finalmente arrivato, almeno negli USA. Con la decisione di ieri, 28 ottobre 2015, presto non sarà più illegale sbloccare alcuni apparecchi elettronici, come smartphone e tablet. Attenzione perché non siamo entrati nell’era dell’anarchia: il jailbreak deve sottendere ad alcune giustificazioni, come la volontà di installare applicazioni di terze parti, normalmente non disponibili sugli store ufficiali. Un panorama che rappresenta una buona notizia per smanettoni e sviluppatori indipendenti, che potranno far conoscere ad un pubblico più vasto le proprie creazioni, ma che comporterà un aumento delle minacce veicolabili in mobilità, anche su device considerati protetti come iPhone e iPad.

Cosa succede

Sappiamo infatti che fin quando si resta nell’ecosistema di Apple, così come in quello di Google o Windows, le applicazioni che si possono installare, scaricate dai negozi digitali, dovrebbero essere prive di minacce e codici maligni. Abbiamo imparato che non sempre e così ma avere un dispositivo jailbroken, privo di difese strutturali, non farà altro che ampliare lo spettro di di infezioni tra device e sistemi operativi diversi.

Non è tutto

Le nuove regole emesse ieri dal Librarian of Congress che aggiornano il Digital Millennium Copyright Act (DMCA) considerano come oggetti sbloccabili anche “automobili personali, veicoli commerciali e destinati ad un uso agricolo nell’ottica di migliorare la ricerca nel campo della sicurezza e per suggerire modifiche in tema legale”. In pratica si apre tutto un mercato con l’ammissione che se qualcosa dovesse andare storto si prenderanno contromisure da integrare nell’attuale modello normativo. Restano fuori dalla cerchia del jailbreak legale prodotti come e-reader, console di gioco, portatili e computer desktop visto che molti potrebbero solo causare un “aumento della pirateria”.

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YiSpecter è il malware iOS che spaventa iPhone e iPad https://www.datamanager.it/2015/10/yispecter-e-il-malware-ios-che-spaventa-iphone-e-ipad/ Tue, 06 Oct 2015 13:55:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=85086 Crescono le minacce informatiche per gli iDevice. Ora è la volta di un malware che attacca anche i dispositivi senza jailbreak Fino a qualche mese fa lo scudo principale per proteggere i propri iPhone e iPad dalle minacce informatiche lanciate in rete era l’assenza del jailbreak. In quel caso infatti era quasi impossibile installare applicazioni conservate al […]

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Crescono le minacce informatiche per gli iDevice. Ora è la volta di un malware che attacca anche i dispositivi senza jailbreak

Fino a qualche mese fa lo scudo principale per proteggere i propri iPhone e iPad dalle minacce informatiche lanciate in rete era l’assenza del jailbreak. In quel caso infatti era quasi impossibile installare applicazioni conservate al di fuori dell’App Store, se non avendo un link diretto al file e il certificato rilasciato da uno sviluppatore specifico. Con il tempo il panorama iOS è entrato sempre di più nei pensieri di hacker e criminali, se non altro per il vasto numero di persone in possesso di un melafonino e, di conseguenza, delle elevate informazioni personali conservate al suo interno. L’ultima minaccia che scatena il panico tra gli utenti Apple si chiama YiSpecter e sembra colpire soprattutto in Cina e a Taiwan.

Cosa succede

“YiSpecter si è diffuso soprattutto in quei paesi – ha spiegato l’azienda di sicurezza Palo Alto Network che lo ha individuato per prima – in vie considerate inusuali, come il traffico veicolato dagli ISP nazionali, abusando di API private, oppure tramite app offerte da community specifiche e installate offline. Molte delle vittime hanno già riportato il problema ad Apple, spiegando come l’infezione si sia propagata anche su dispositivi senza il jailbreak”. Il malware ha girovagato in rete per più di 10 mesi ma solo Palo Alto, su 57 compagnie presenti nel circuito VirusTotal, è stata in grado di rilevarlo. Una volta insediato su iOS, il malware può scaricare, installare ed eseguire codice arbitrario, modificando parti software e inviando informazioni a server esterni. Si attende una soluzione definitiva da parte di Apple.

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iPhone: quando il jailbreak iOS può costare caro https://www.datamanager.it/2015/09/iphone-quando-il-jailbreak-ios-puo-costare-caro/ Wed, 02 Sep 2015 14:22:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=82573 Un malware chiamato KeyRaider è in grado di rubare password e dati sensibili dagli iPhone con jailbreak e addirittura di bloccare il dispositivo A differenza di Google con Android, Apple ha imposto ad iOS numerosi paletti per evitare che gli utenti possano modificare a loro piacimento. Questo atteggiamento da parte della Mela non è stato […]

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Un malware chiamato KeyRaider è in grado di rubare password e dati sensibili dagli iPhone con jailbreak e addirittura di bloccare il dispositivo

A differenza di Google con Android, Apple ha imposto ad iOS numerosi paletti per evitare che gli utenti possano modificare a loro piacimento. Questo atteggiamento da parte della Mela non è stato accolto con entusiasmo da tutti e negli anni è diventata sempre più diffusa la pratica del jailbreak. Lo sblocco di iPhone consente infatti di scaricare app e contenuti anche al di fuori di iTunes e App Store. Questa pratica però contiene dei rischi finora inaspettati. Le aziende Palo Alto Network e WeipTech affermano di aver scoperto un malware che ha sottratto 250mila credenziali dagli iPhone sbloccati di tutto il mondo.

Il malware che colpisce gli iPhone con jailbreak

Il programma chiamato KeyRaider, che pare abbia addirittura 92 diverse versioni, ha permesso agli hacker di rubare password, dati sensibili e di acquistare senza autorizzazione app dallo store online di Apple. Il malware sfrutta la vulnerabilità della rete Cydia per operare ed ha colpito soprattutto utenti cinesi, anche se si sono registrare violazioni anche negli Stati Uniti e in Europa. La criticità degli iPhone con jailbreak è stata scoperta dopo che uno studente della Yangzhou University, in Cina, ha segnalato la presenza di numerosi ed inspiegabili acquisti online legati al proprio account Apple. Secondo quanto riferiscono gli scopritori di KayRaider pare che quest’ultimo sia in grado di operare come il celebre CryptoLoker, impedendo l’accesso al dispositivo da remoto per poi chiedere un riscatto per sbloccarlo.

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Trend Micro: pericolo hacker su iOS https://www.datamanager.it/2015/02/trend-micro-pericolo-hacker-ios/ Fri, 06 Feb 2015 10:52:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=69163 XAgent colpisce gli iPhone e iPad con sistema operativo 7 e 8 entrando con le app installate al di fuori dello Store ufficiale come quelle aziendali Diciamolo subito: il numero di persone potenzialmente vulnerabili è solo una piccola parte degli utenti Apple. Il motivo è che XAgent, lo spyware che colpisce iOS 7 e 8 […]

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XAgent colpisce gli iPhone e iPad con sistema operativo 7 e 8 entrando con le app installate al di fuori dello Store ufficiale come quelle aziendali

Diciamolo subito: il numero di persone potenzialmente vulnerabili è solo una piccola parte degli utenti Apple. Il motivo è che XAgent, lo spyware che colpisce iOS 7 e 8 può farsi breccia nel sistema operativo solo se veicolato attraverso applicazioni beta o sviluppate in ambito aziendale. Il motivo è che l’App Store continua a essere il negozio di applicazioni mobili più sicuro dove è quasi impossibile che entrino virus, malware o spyware del genere. XAgent invece si fa forte della possibilità di installare su dispositivi iOS anche app non ufficiali se provenienti dai due canali citati. E’ risaputo infatti che gli sviluppatori tendano a testare in prima persona e attraverso l’utilizzo di tecnici, amici o parenti le loro app. In questo modo passano un link diretto all’installazione ad un file .ipa che non proviene dall’App Store.

App aziendali

Allo stesso modo, alcune aziende possono realizzare applicazioni e ambiti di lavoro privati in cui, almeno in teoria, dovrebbero poter entrare solo gli utenti abilitati. Anche in questo caso è possibile che XAgent si intrufoli in tali reti attraverso i file di installazione delle app aziendali non presenti sullo Store di Apple. Inutile menzionare poi gli iPhone con jailbreak. Sono questi i dispositivi più a rischio vista la possibilità di installare programmi esterni presenti sugli store paralleli, tra cui Cydia. Qui si nascondono i file di installazione di virus e malware non tanto per colpa dei sostenitori dei progetti terzi ma dall’assenza di una piattaforma di controllo stabile e funzionale come quella dell’Apple Store. A spiegare i pericoli di XAgent è stato il blog dell’agenzia di sicurezza Trend Micro che ha elencato tutte le capacità dello spyware tra cui: il furto di immagini, messaggi di testo, dati di geo-localizzazione e molto altro.

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Disponibile il jailbreak iOS 8.1.2 https://www.datamanager.it/2014/12/disponibile-jailbreak-ios-8-1-2/ Wed, 10 Dec 2014 11:40:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66508 L’hacker cinese TaiG ha già realizzato il jailbreak di iOS 8.1.2, l’ultimo aggiornamento del sistema operativo mobile di Apple Sono passate poche ora dal lancio di iOS 8.1.2, l’aggiornamento che ha risolto il bug che cancellava in automatico le suoneria scaricate, ed è già disponibile il suo jailbreak. L’hacker cinese TaiG ha trovato un modo […]

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L’hacker cinese TaiG ha già realizzato il jailbreak di iOS 8.1.2, l’ultimo aggiornamento del sistema operativo mobile di Apple

Sono passate poche ora dal lancio di iOS 8.1.2, l’aggiornamento che ha risolto il bug che cancellava in automatico le suoneria scaricate, ed è già disponibile il suo jailbreak. L’hacker cinese TaiG ha trovato un modo per superare i sistemi di blocco annessi all’update. TaiG 1.2 (link alternativo) al momento è disponibile solo su Windows, anche se è possibile farlo girare su Mac OS X tramite virtual machine.

Come effettuare il jailbreak di iOS 8.1.2

Il primo passo per effettuare il jailbreak di iOS 8.1.2 è quello di fare il backup dei dati salvati sul dispositivo. Successivamente è necessario ripristinare il device, togliere codici di accesso (Touch ID & Passcode) e disattivare la funzione “Trova il mio iPhone”.

Una volta connesso iPhone o iPad al PC tramite USB, per installare il software di sblocco bisogna eseguire TaiG 1.2 come amministratore (tasto destro – esegui come amministratore) e selezionare il firmware corretto dopo che il dispositivo è stato rilevato dal computer.

Successivamente bisogna deselezionare “taig App Store” appena sotto Cydia 1.1.16 e 3K Assitant e cliccare sul tasto verde per concludere l’operazione.

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iOS 8.1.1: arriva il jailbreak untethered https://www.datamanager.it/2014/12/ios-8-1-1-arriva-jailbreak-untethered/ Mon, 01 Dec 2014 19:30:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65971 A sorpresa un hacker cinese ha rilasciato un tool per sbloccare i vecchi e nuovi iPhone che montano l’ultima versione del sistema operativo Il vantaggio di avere il jailbreak su iPhone è oramai superato. Sono oramai lontani i tempi in cui su iOS non era possibile fare molte delle operazioni quotidiane, come l’accesso alle impostazioni […]

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A sorpresa un hacker cinese ha rilasciato un tool per sbloccare i vecchi e nuovi iPhone che montano l’ultima versione del sistema operativo

Il vantaggio di avere il jailbreak su iPhone è oramai superato. Sono oramai lontani i tempi in cui su iOS non era possibile fare molte delle operazioni quotidiane, come l’accesso alle impostazioni veloce semplicemente alzando la barra di notifica superiore. Ma non solo: luminosità, calendario e player musicale erano tutte necessità ben note agli utenti in mobilità, ma raggiungibili solo nei rispettivi menu o app. Dal rilascio di iOS 7 invece Apple ha deciso di migliorare l’esperienza degli utenti inserendo quelle che, fino a poco tempo fa, erano prerogative del solo Android. Era utile quindi cercare nuove soluzioni ad esigenze reali, utilizzando i cosiddetti tweak presenti su Cydia.

Solo per Windows

Ad oggi però il jailbreak è ancora molto richiesto e lo evidenzia il fatto che appena Apple rilascia un aggiornamento i team di hacker lavorano per produrne uno. L’ultimo, anzi il primo in ordine di tempo, riguarda iOS 8.1.1 il cui jailbreak è stato rilasciato dall’hacker cinese TaiG, già attivo nel panorama di sblocco iOS. Il tipo di jailbreak reso disponibile è l’ “untethered”, ovvero completo, senza necessità di essere riapplicato allo spegnimento e riaccensione del dispositivo (come succede con i “tethered”). Il jailbreak TaiG è un programmino per Windows (niente Mac OS X al momento) che in pochi passaggi permette di sbloccare il terminale. I device supportati sono iPod Touch 5, iPad Mini 2 e 3, iPad 2, 3 e 4, iPad Air e Air 2, iPhone 4S, 5, 5C, 5S, 6 e 6 Plus.

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Apple: un nuovo bug mette a rischio la sicurezza https://www.datamanager.it/2014/11/apple-bug-mette-rischio-sicurezza/ Tue, 11 Nov 2014 19:30:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64736 Una vulnerabilità presente sul 95% di tutti i dispositivi iOS permetterebbe l’esecuzione di app false su iPhone e iPad. La denuncia di FireEye C’è un’app per tutto, anche per hackerare l’iPhone. Potrebbe essere questo il claim utilizzato da un gruppo di hacker che avrebbe scoperto un nuovo modo per entrare nel sistema operativo iOS, senza […]

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Una vulnerabilità presente sul 95% di tutti i dispositivi iOS permetterebbe l’esecuzione di app false su iPhone e iPad. La denuncia di FireEye

C’è un’app per tutto, anche per hackerare l’iPhone. Potrebbe essere questo il claim utilizzato da un gruppo di hacker che avrebbe scoperto un nuovo modo per entrare nel sistema operativo iOS, senza che il reale possessore possa accorgersene. Le vie di ingresso per i male intenzionati sarebbero molteplici: pagine web, messaggi di testo, email potrebbero essere utilizzate per permettere a terzi di rubare le informazioni personali conservate nelle app e memorizzate sul telefono (o tablet). E’ l’ultima scoperta di FireEye, azienda specializzata in sicurezza informatica che ha realizzato un report in cui viene spiegato il termine di “attacco mascherato”, ovvero quello che criminali informatici potrebbero effettuare utilizzando false app per iOS da installare sui terminali.

Come funziona l’attacco

Da sempre Apple si è distinta per la qualità della sicurezza informatica utilizzata per i suoi dispositivi. Non è un segreto che nella lunga lotta con Android, la Mela l’abbia spuntata più di una volta proprio nel campo della sicurezza, con iOS notoriamente più protetto di Android. Tuttavia le notizie che circolano negli ultimi tempi (in realtà anni) stanno mettendo in guardia anche chi acquista un iPhone, pensando di poter essere totalmente difeso da minacce informatiche. Secondo FireEye, l’attacco mascherato riguarda il 95% di tutti i terminali iOS attualmente utilizzati, sia che abbiano o meno il jailbreak. In realtà questa minaccia era stata presentata dall’azienda di sicurezza ad Apple già lo scorso luglio. In realtà non è ben chiaro se la falla sia stata patchata con le ultime versioni di iOS, ma sembrerebbe di no visto che FireEye ha deciso ieri di diffondere la notizia, solo pochi giorni dopo la scoperta di WireLurker. In attesa di aggiornamenti, il consiglio è molto semplice: installare app iOS che si trovano solo su App Store e non file prelevati qua e là in giro per la rete. Una volta connesso il telefono ad iTunes per effettuare l’installazione manuale, il rischio è che l’aggressore mascherato entri nello smartphone, combinando un bel po’ di casini.

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iOS 7.1: perché non fare il jailbreak https://www.datamanager.it/2014/06/ios-7-1-perche-non-jailbreak/ Fri, 27 Jun 2014 10:55:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=54145 Gira in rete una versione “particolare” del jailbreak di iOS 7.1, sviluppata in Cina e rubata da un corso di formazione Si chiama “Pangu” la versione del jailbreak di iOS 7.1 pubblicata su internet qualche giorno fa. Stando agli esperti, si tratterebbe di un reale metodo per aggirare le protezioni di Apple ma con conseguenze pericolose. […]

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Gira in rete una versione “particolare” del jailbreak di iOS 7.1, sviluppata in Cina e rubata da un corso di formazione

Si chiama “Pangu” la versione del jailbreak di iOS 7.1 pubblicata su internet qualche giorno fa. Stando agli esperti, si tratterebbe di un reale metodo per aggirare le protezioni di Apple ma con conseguenze pericolose. Se non per altro il fatto che dietro “Pangu” ci sarebbe un team di hacker mai sentito prima e proveniente dalla Cina. Sappiamo tutti di come gli hacker governativi cinesi le tentino tutte pur di rubare informazioni ai nemici statunitensi, sarà questo uno dei metodi?

Di cosa si tratta

Come un normale jailbreak, anche “Pangu” permette di installare sul dispositivo una serie di applicazioni esterne all’App Store, che non hanno i certificati legittimi forniti da Apple. Il jailbreak risulta pericoloso proprio per questo motivo: se iOS è considerata la piattaforma mobile più sicura, il motivo principale è proprio il ferreo controllo che Apple pone per l’ingresso di app nel suo store. Installandone di altre non ufficiali c’è il rischio di incorrere in virus e malware, mettendo in serio pericolo le informazioni personali e i dati sensibili presenti sul dispositivo.

Spy story

Ma non è tutto. Secondo il ricercatore Stefan Esser, gli hacker dietro “Pangu” avrebbero rubato le sue informazioni per realizzare il jailbreak di iOS 7.1. Le falle presenti sul sistema di Apple sarebbero infatti segrete e diffuse da Esser solo durante una sessione di formazione per studenti. Tuttavia, oltre che a seguire le procedure per sbloccare iOS, il ricercatore non si spiega come gli hacker cinesi siano entrati in possesso del certificato di firma del codice che permette di installare il jailbreak su un dispositivo. Il dubbio sulle reali intenzioni di “Pangu” resta: siamo sicuri che non possano arrivare a controllare gli iDevice “jailbrekkati” in remoto con qualche app nascosta? Intanto iOS 7.1.2 è vicino e, a quanto pare, tapperà le falle sfruttate da “Pangu”.

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