Keen Consulting – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:41:56 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Keen Consulting – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Keen Consulting. Non solo ERP https://www.datamanager.it/2014/12/keen-consulting-non-erp/ Mon, 15 Dec 2014 13:46:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66575 Continua la crescita del partner di Infor, system integrator in ambito BI enterprise application e system application. Più spazio alla ricerca con investimenti in R&D a supporto della sostenibilità ambientale e dell’efficientamento energetico Keen Consulting si sta ritagliando un ruolo di primo piano nel mercato dei system integrator grazie alla capacità di lavorare al fianco del […]

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Continua la crescita del partner di Infor, system integrator in ambito BI enterprise application e system application. Più spazio alla ricerca con investimenti in R&D a supporto della sostenibilità ambientale e dell’efficientamento energetico

Keen Consulting si sta ritagliando un ruolo di primo piano nel mercato dei system integrator grazie alla capacità di lavorare al fianco del cliente. Keen Consulting è nata proprio con la missione di offrire eccellenza nella consulenza e nella system integration, ma in maniera “tailor made” e non industrializzata. Keen Consulting – con tre sedi in Italia (il quartier generale è a Milano), e una società controllata in Svizzera – si rivolge a un target di elezione che è costituito soprattutto da piccole e medie imprese con un fatturato tra i 20 e i 400-450 milioni di euro, attive in particolare nell’ambito del manifatturiero discreto. A quattro anni dalla nascita, Keen Consulting non ha cambiato la sua mission, ma si è arricchita di nuove sfide. «Ormai i nostri clienti – racconta Pier Luigi Montanaro, presidente di Keen Consulting – hanno capito che in Keen Consulting trovano un partner che conosce e comprende bene il loro business e che li può guidare nel difficile compito di rendere efficienti i sistemi informativi aziendali». L’approccio di Keen Consulting è incentrato sull’efficienza, in quanto i clienti hanno la necessità di ottenere più funzionalità e servizi IT a parità di spesa complessiva. E in questo la partnership con Infor si è rivelata la vera chiave di volta. «Infor è il software vendor, nell’ambito delle enterprise application, che in questi ultimi tre anni ha più di tutti investito in innovazione tecnologica e ciò ha permesso a Keen Consulting di essere propositiva nei confronti dei clienti e di offrire nuove soluzioni senza stravolgere le vecchie» – spiega Montanaro. «Inoltre Infor ha investito non solo in tecnologia, ma anche in semplicità d’uso migliorando anche l’aspetto dei propri prodotti e questo è un ulteriore valore aggiunto che permette di far lavorare gli utenti in modo naturale, minimizzando i costi e gli impatti del cambiamento».


@plmontanaro @Keen_Consulting: Non solo ERP. Soluzioni EAM per Sanità e Green Energy
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Crescita e sviluppo

Il cloud è la sfida di questo momento. È una grande opportunità per le aziende per razionalizzare i costi legati all’infrastruttura e ottenere un maggior e miglior servizio. Resta il punto dolente della connettività. «è innegabile – mette in evidenza Montanaro – che l’infrastruttura di rete italiana sia carente su tutto il territorio nazionale. Molte zone industriali, soprattutto nel Centro e nel Sud Italia, purtroppo non hanno ancora la necessaria banda di connessione per poter utilizzare i sistemi in cloud e questo è un gap che l’Italia deve colmare al più presto, altrimenti si rischia di perdere un’occasione di sviluppo in grado di condizionare pesantemente la crescita futura».


@plmontanaro @Keen_Consulting: Partnership strategica con Altanet di Altamura (BA)
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Progetti di ricerca

Da oltre un anno, Keen Consulting ha deciso di investire nella ricerca e sviluppo a supporto della sostenibilità ambientale e in particolare nell’ambito dell’efficientamento energetico, come ci racconta Pier Luigi Montanaro. «Abbiamo avviato una partnership strategica con un’azienda esperta nell’ambito dei progetti di ricerca sperimentale e industriale, la Altanet di Altamura (BA), che ci ha permesso di identificare ambiti specifici di utilizzo delle soluzioni di Asset Management (Infor EAM).

Per il futuro, stiamo valutando nuovi piani di investimento che ci porteranno a valutare l’utilizzo di software di classe enterprise in ambito sanitario per il monitoraggio e la manutenzione di apparecchiature biomedicali».


@plmontanaro #Keen_Consulting partecipa al progetto Green Community
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Oltre i confini dell’informatica

L’impegno nell’ambito della ricerca e sviluppo ha portato Keen Consulting a esplorare ambiti nuovi e diversi. «Con il nostro partner Altanet, insieme a enti di ricerca istituzionali e a un pool di aziende non IT, partecipiamo al progetto di ricerca denominato Green Community che ha come obiettivo la sperimentazione di un prototipo di quartiere residenziale a rifiuti zero» – spiega Montanaro. «Il programma prevede ricerca innovativa nell’ambito del recupero energetico secondo il modello “Waste to Energy” ed è stato ritenuto dal ministero per lo Sviluppo Economico di particolare interesse, tanto da ammetterlo tra i progetti finanziabili dallo stesso MiSE».

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Governance dell’IT. Analytics per i CIO https://www.datamanager.it/2014/10/governance-dellit-analytics-per-i-cio/ Fri, 10 Oct 2014 13:41:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62763 Come tutte le aree aziendali, anche l’IT utilizza gli analytics per monitorare le performance. In un momento di freno negli investimenti, sono utili anche per ottimizzare il rapporto tra i costi e i servizi erogati. Notevoli i benefici per i CIO, soprattutto per aspetti peculiari al diparimento IT Gli analytics sono utilizzati all’interno dei dipartimenti […]

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Come tutte le aree aziendali, anche l’IT utilizza gli analytics per monitorare le performance. In un momento di freno negli investimenti, sono utili anche per ottimizzare il rapporto tra i costi e i servizi erogati. Notevoli i benefici per i CIO, soprattutto per aspetti peculiari al diparimento IT

Gli analytics sono utilizzati all’interno dei dipartimenti IT, come negli altri settori aziendali, per misurare le proprie performance e il contributo del dipartimento al business aziendale. Il monitoraggio che può dare l’intelligence applicata all’IT è indispensabile per analizzare gli andamenti dei service level, controllare che gli indicatori di performance e consumo relativi all’infrastruttura informatica siano allineati ai valori previsti, verificare i costi e ricavi dell’erogazione dei servizi IT. L’utilizzo di strumenti di IT governance consente di controllare gli eventi che possono inficiare le aspettative dei dipartimenti e far lievitare i costi di gestione, certificare il valore che le iniziative IT portano allo sviluppo e al mantenimento dei processi interni, aiutare a definire la migliore organizzazione dell’IT per massimizzare gli standard qualitativi. Le analisi degli scostamenti, per fare un esempio, non riguardano solamente valutazioni economiche ma anche operative come può essere l’analisi dei ritardi per una spiegazione “qualitativa” del mancato rispetto dei livelli del servizio.

Ecosistema biz-tech

Analizza la situazione attuale Barry Devlin, fondatore di 9sight Consulting e relatore per Technology Transfer: «Le aziende di oggi sbocciano o appassiscono, in relazione alla loro capacità di integrare e utilizzare pienamente la tecnologia nei loro processi. In questo ecosistema biz-tech, le nuove tecnologie ispirano processi di business innovativi, mentre le nuove possibilità di business guidano gli sviluppi tecnologici. Questa innovazione è possibile solo nelle organizzazioni, dove il CIO è visto come gli altri dirigenti C-level: i responsabili di marketing e finance hanno monitorato e misurato le loro performance di business per diversi anni, utilizzando i sistemi di BI spesso forniti, ironia della sorte, dall’IT. Ironia, perché la maggior parte dei reparti IT ha tardato ad applicare la BI ai propri sistemi, con la conseguenza che i CIO in molti casi non erano in grado di misurare e migliorare le prestazioni, giustificare i bilanci e guadagnare un ruolo sempre più strategico nel business. Dalla gestione del progetto alla service delivery, dall’help desk al monitoraggio dell’hardware, i manager IT continuano a utilizzare strumenti diversi e scollegati per misurare le performance: predominano i fogli di calcolo oppure strumenti stand-alone, sviluppati per la supervisione operativa che, in modo artigianale, forniscono anche un quadro delle performance IT. La situazione sta diventando insostenibile, dal momento che l’ambiente IT si evolve rapidamente.

La soluzione è tanto ovvia quanto impegnativa: applicare i principi dei data warehouse e gli strumenti di BI per l’ambiente IT. Ciò significa: 1) combinare i dati provenienti dai sistemi di monitoraggio separati in dashboard per fornire la supervisione di tutti gli aspetti di rete, hardware e prestazioni del software; 2) utilizzare approcci Balanced Scorecard per definire e monitorare misure chiave e realizzare l’allineamento strategico, applicare strumenti di text analytics sui log degli help desk, per ottimizzare il supporto agli utenti; 3) monitorare i social media per capire il sentiment degli utenti verso l’IT; 4) raccogliere i dati dagli smartphone e, in futuro, da altri dispositivi mobili, per monitorarne l’uso e l’abuso. In tutti i casi, la buona notizia per il CIO è che l’IT diventa strategico: la sfida è dotare l’IT di sistemi di BI per il monitoraggio e la gestione ancora più potenti di quelli già ampiamente utilizzati nel business. Senza tale investimento, la cattiva notizia è che l’intera azienda non sarà in grado di rispondere alla competizione del mercato.

Manola Rossetti,amministratore delegato di SESA Business Solutions analizza la situazione calandola nella realtà italiana del momento. «L’analisi e il controllo delle risorse economiche dell’IT è un aspetto strategico per tutte le aziende che operano su un mercato sempre più informatizzato, digitalizzato e in alcuni casi cloud oriented, ma con capitoli di bilancio per la spesa IT sempre meno ricchi» – spiega Manola Rossetti. «Nella situazione di forte regressione degli investimenti, ogni azienda ha necessità di effettuare le stime di spesa sulla base dei livelli di servizio per ottimizzare il rapporto tra costi e servizi erogati. È fondamentale disegnare e aggiornare un modello di costo dei servizi IT, per determinare il valore dei livelli di servizio. Molte realtà, anche nel settore pubblico, dovranno aggiornare la politica di pricing e addebitare i servizi secondo criteri di efficienza, profittabilità e trasparenza. Per Manola Rossetti, ogni dipartimento IT è obbligato a sviluppare servizi e agreement “business-oriented” invece che “technology-oriented”, basati sulla completa consapevolezza dei requisiti dei clienti e delle attività di business a essi legate; aumentare la “customer satisfaction”, misurando e analizzando la qualità del servizio, non solo le prestazioni delle componenti tecnologiche; definire specifici service level agreement (SLA) per ogni servizio di business e con ogni fornitore, in modo da controllare e garantire i livelli di servizio stabiliti con il cliente; monitorare l’adeguatezza degli SLA erogati al fine di fornire gli input alle eventuali azioni correttive; definire una tecnologia abilitante per soddisfare i suddetti punti.

Il valore delle soluzioni

Cosa si può fare con questi strumenti? Secondo Angelo Cian, responsabile soluzioni di business intelligence di Zucchetti per un’azienda come Zucchetti, che dispone di un’offerta cloud di software applicativo erogata attraverso il proprio datacenter, è fondamentale monitorare costantemente i costi e i ricavi dei servizi IT per ciascun cliente, sia per verificare la redditività del progetto, sia per garantire il rispetto degli SLA siglati con il cliente stesso. «A questo scopo – spiega Angelo Cian – sono state introdotte le Infinity analytics, funzionalità avanzate di BI che consentono di visualizzare le informazioni strategiche relative al singolo servizio IT, che può essere una soluzione paghe erogata in outsourcing o un gestionale in modalità SaaS, per ottimizzare le performance e prevedere eventuali interventi correttivi rispetto ai budget predefiniti». In sostanza, si tratta di impostare un processo dinamico per una gestione ottimale dell’infrastruttura IT, che tenga conto di tutti i fattori interessati: risorse IT dedicate, consumi energetici, disponibilità di banda, volume dei dati gestiti e così di seguito. «Per quanto riguarda il monitoraggio della qualità dei servizi di assistenza –  dice Cian – è di notevole importanza l’integrazione degli analytics con avanzati sistemi di gestione della relazione con il cliente, come Infinity CRM di Zucchetti, per effettuare analisi statistiche relative alla frequenza di determinati problemi, ai tempi di risposta, nonché ai carichi di lavoro per ciascuna risorsa. In questo modo, si può fornire agli utenti un servizio sempre più rispondente alle loro esigenze». L’evoluzione verso sistemi IT caratterizzati da un accesso mobile ad alta velocità, dal cloud, dai big data e dai social media – quella che IDC definisce “Terza Piattaforma” – sottopone anche il settore finance a cambiamenti di modelli di erogazione dei servizi. Per Mauro Tuvo, principal consultant information management di System Evolution, il settore bancario deve affrontare pressioni eccezionali, che hanno un forte impatto sull’IT. «All’IT – spiega Tuvo – il business chiede di innovare, contribuendo a trasformare le opportunità aperte da nuovi canali e dispositivi in valore concreto. La normativa affida un ruolo importante nell’ottemperare a requisiti regolamentari ad esempio in merito alla gestione dei rischi. Il top management chiede di partecipare al raggiungimento degli obiettivi strategici attraverso un attento impiego delle risorse. E tutto il contesto esige qualità dei servizi e dei dati gestiti. La necessità di rispondere a queste sollecitazioni – continua Tuvo – spinge molte banche a consolidare i propri sistemi di governo IT. System Evolution sta sostenendo alcune importanti organizzazioni in questo sforzo di cambiamento, attraverso l’implementazione e l’attivazione di una Finance IT Scorecard. Una applicazione di questo tipo di modello si articola lungo due prospettive di governo. Una sezione consente il controllo sulle attività e l’andamento dei principali fenomeni che caratterizzano la gestione corrente: disponibilità dei sistemi e delle applicazioni, controllo dei progetti, gestione del budget. Un’altra sezione si occupa di monitorare l’allineamento dell’IT alle strategie della banca. System Evolution accompagna i responsabili delle funzioni IT nella identificazione delle prospettive di controllo e nella selezione degli indicatori, impiegando acceleratori e semilavorati software per la realizzazione dei cruscotti e dei report. Una scorecard ben congegnata produce vantaggi per l’IT, consentendo di tenere sotto costante controllo fenomeni ed eventi critici e di reagire tempestivamente e rappresenta anche un valore per l’intera organizzazione, favorendo una condivisione sullo stato e sull’evoluzione delle prestazioni IT basata su un sistema codificato di indicatori».

Potenza e controllo

Secondo Manola Rossetti di Sesa Business Solutions, è possibile ad esempio monitorare e rendere più efficienti gli accessi e le attività attraverso il suggerimento delle best practices dei percorsi. «Con le soluzioni IT analytics è possibile risparmiare tempo nella ricerca e limitare la ridondanza di navigazione e dei download, guidando e supportando l’utente al corretto utilizzo della piattaforma. I suggerimenti possono essere individuati sia in base all’utilizzo puntuale storico (per esempio, studiando i percorsi che un utente compie storicamente in fase di navigazione) sia attraverso l’utilizzo equivalente di profili simili (per esempio, per dipendenti appartenenti a una stessa BU). In questo modo, il patrimonio informativo di un monitoraggio intelligente dell’uso dell’infrastruttura tecnologica si traduce in decisioni aziendali che anticipano gli eventi condizionanti e la modulazione dei servizi di supporto IT acquisisce valore per la prevenzione di picchi o di variazioni anomale (in prossimità di scadenze programmate piuttosto che di interruzioni improvvise di fornitura sulla rete), senza intaccare la normale operatività di tutti gli utenti che hanno accesso all’infrastruttura». Le attività proattive possono riguardare anche la gestione delle dimensioni di valutazione, ad esempio i KPI di performance sintetizzati per la valutazione dell’andamento di una struttura. In particolare, il processo può essere utile nelle definizioni degli SLA interni ed esterni, supportando l’identificazione delle effettive dimensioni di valutazione. «Le nostre soluzioni IT analytics – continua Manola Rossetti – offrono anche strumenti avanzati per la valutazione e il monitoraggio analitico dei KPI di un’azienda. In fase di erogazione del servizio IT, la valutazione economica può integrare quella di efficienza attraverso l’analisi degli scostamenti dai costi sostenuti. Le valutazioni di forecasting offrono un primo strumento di prevenzione al quale si possono abbinare analisi avanzate quali le analisi di serie storiche e l’analisi what-if».

L’efficienza dell’IT

Alberto Firpo, business developer di ATS-Advanced Technology Solutions dà qualche ulteriore consiglio sulle tecnologie da utilizzare. L’efficienza dell’IT è ormai fondamentale e parte integrante del business. «Per garantirla – dice Alberto Firpo – sono essenziali il continuo monitoraggio, al fine di rilevare informazioni qualitative utili al business, e la tempestività di intervento sulle eventuali problematiche. Per i team operations, l’attività di log analytics diventa, quindi, di vitale importanza. Ma può risultare particolarmente onerosa in contesti complessi con un installato considerevole, costituito da sistemi di middleware (weblogic, jboss application server…), molte istanze, sistemi custom o eterogenei. Ogni fonte traccia gli eventi in maniera configurabile, ma con formati differenti e, spesso, in modo descrittivo e dunque destrutturato. Il risultato – spiega Firpo – è una grande quantità di file di testo che, se analizzati con tecnologie tradizionali, creano inefficienze che possono compromettere le prestazioni delle applicazioni e la qualità dei servizi erogati. Ancora una volta, la giusta scelta tecnologica è fondamentale per garantire alte performance e ottimizzare i costi». Sul mercato esistono molti prodotti leader che richiedono però investimenti importanti. Rappresentano invece un buon compromesso le tecnologie nosql ad elevata scalabilità (Hadoop o Cassandra, insieme all’engine Spark o Mongo DB), utilizzabili a seconda del contesto, delle esigenze e delle eventuali competenze interne che sono comunque da tenere in considerazione e valorizzare in logica DevOps. «Un approccio vincente – dichiara Firpo – per accelerare l’attività di diagnosi, migliorare la disponibilità dei servizi e costruire, al tempo stesso, piattaforme che possono essere utili per fini più diretti allo sviluppo del business».

I benefici per gli utenti

Ma quali benefici possono essere ottenuti dall’utilizzo di questi strumenti e quali sono le possibili aree di applicazione?Risponde così Luca Rodolfi, responsabile progetti di business intelligence di Bicon3, Gruppo SB Italia: «Per l’esperienza che abbiamo avuto con tanti clienti e progetti, possiamo sicuramente affermare che i benefici che i dipartimenti IT possono trarre dal monitoraggio delle proprie performance attraverso l’utilizzo di strumenti di BI sono davvero numerosi e con ambiti di applicazione diversi ed estesi, che spaziano da valutazioni puramente quantitative fino a quelle qualitative. La tecnologia e le soluzioni di BI consentono agevolmente di progettare e implementare sistemi di supporto al controllo e sistemi di verifica delle performance in ambito IT. I sistemi di valutazione (e autovalutazione) dei servizi erogati diventano tool indispensabili del processo di “miglioramento continuo”, ormai considerato best practice dalla maggior parte delle organizzazioni». Un primo esempio concreto: «L’analisi quantitativa delle performance dei sistemi IT che, partendo dal monitoraggio dei log dei sistemi e della infrastruttura, consente di individuare situazioni a rischio: dal pericolo di intrusione malevola nei propri sistemi fino all’individuazione preventiva di dispositivi candidati a incorrere in qualche tipologia di guasto». Un secondo esempio è «l’analisi qualitativa sulla tipologia di interventi di manutenzione che il dipartimento IT eroga sulla propria infrastruttura o il tipo di supporto ai propri clienti interni che consente di categorizzare e valutare il livello di incidenza di specifiche richieste e di conseguenza ottimizzare la struttura di supporto e incidere sui costi».

Secondo Pier Luigi Montanaro, presidente di Keen Consulting, quando si parla di BI, la nostra mente corre subito ai processi di controllo di gestione e di analisi delle vendite, eppure sempre più le aziende adottano tali soluzioni per il monitoraggio dei processi interni, soprattutto di quelli legati all’IT governance. «E i benefici ottenuti sono vari – afferma Montanaro – si va dalla misurazione dei livelli di servizio erogati a veri e propri sistemi di business process monitoring nell’ambito dell’enterprise application integration. E oggi, con i nuovi strumenti analytics, le aree di applicazione sono sempre più numerose. Keen Consulting è impegnata da anni a supportare i CIO e le loro strutture nella definizione e misurazione di KPI legati alla gestione della loro area. Tali sistemi permettono loro di utilizzare le risorse a loro disposizione in modo più efficiente supportandoli nel difficile compito di elevare il numero e la qualità dei servizi erogati, evitando di aumentare nello stesso tempo la spesa globale IT. Con l’introduzione dei sistemi analytics, i classici sistemi di BI, che analizzavano ex-post quanto accaduto nel passato, sono stati affiancati da applicazioni che riescono a proiettarsi nel futuro e a prevenire l’insorgere di possibili problemi, garantendo così un aumento della soddisfazione degli utenti a tutti i livelli».

Anche per Cristina Sarnacchiaro, direttore generale di ORSYP, l’analisi dei dati e la BI sono sempre più importanti all’interno delle aziende, anche per il cliente interno. «La business automation – spiega Sarnacchiaro – svolge un ruolo fondamentale in questo senso: permette di monitorare i processi IT attraverso un unico pannello di controllo, ottenendo le informazioni rilevanti per guidare il business e trasforma la complessità in semplicità di gestione. Inoltre, l’automazione dei processi tra i differenti applicativi presenti e all’interno delle stesse applicazioni consente di ottenere preziosi insight, migliorando la comprensione delle correlazioni tra job. Non solo. Offre visibilità end-to-end dei flussi di processo e viste in tempo reale dei workflow IT, permettendo di ottimizzare il throughput e risparmiare risorse, da dedicare a progetti di innovazione, dove l’IT può trarre vantaggio proprio dai dati raccolti. Le soluzioni più avanzate includono dashboard in stile motore di ricerca per individuare workflow correlati, l’esportazione dei flussi di processo con la creazione di report in PDF, e l’accesso mobile. L’azienda dispone in questo modo di una documentazione completa delle pianificazioni dei job, potendo analizzare anche efficienza e costi dei propri processi e presentare dati utili al business per prendere decisioni importanti per la competitività dell’azienda stessa».

Direttamente dall’esperienza sul campo della process automation evoluta e funzionale, registriamo anche il caso di Fratelli Carli, l’azienda alimentare italiana specializzata nel settore dell’olio di oliva, che ha installato la soluzione Dollar Universe nel mainframe aziendale.

«Un vantaggio notevole del software di Orsyp – dichiara Marco Gardini, IT operations manager di Fratelli Carli – è la console di controllo che elenca tutte le procedure eseguite, in esecuzione o da eseguire su base giornaliera. Gli operatori possono interagire meglio con il sistema di produzione, gestendo i singoli processi grazie a una soluzione moderna e dotata di un’interfaccia grafica intuitiva e funzionale».

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Keen Consulting, su misura è meglio https://www.datamanager.it/2014/09/keen-consulting-misura/ Fri, 05 Sep 2014 13:05:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60296 La sfida di Keen Consulting per emergere nel mercato dei system integrator ed essere vincente nel business: concentrarsi sull’eccellenza nei progetti “tailor made” È nata poco più di tre anni fa, nel giugno 2011. Ma Keen Consulting si sta già ritagliando uno spazio di rilievo nell’arena dei system integrator, grazie ad alcune peculiarità delle quali […]

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La sfida di Keen Consulting per emergere nel mercato dei system integrator ed essere vincente nel business: concentrarsi sull’eccellenza nei progetti “tailor made”

È nata poco più di tre anni fa, nel giugno 2011. Ma Keen Consulting si sta già ritagliando uno spazio di rilievo nell’arena dei system integrator, grazie ad alcune peculiarità delle quali ci parla Pier Luigi Montanaro, presidente della società. «Abbiamo fondato l’azienda con in mente uno scopo ben preciso: quello di unire all’esperienza ultradecennale svolta in importanti realtà multinazionali dell’IT un tocco di italianità, che non guasta mai, se è inteso nel senso migliore del termine», esordisce Montanaro. «Parlo della capacità tutta italiana di riuscire a creare/concepire un progetto ad hoc insieme al Cliente, che sia un prodotto o un servizio, rendendo davvero unico il risultato finale: è questo che fa la differenza.

Pensiamo alla rigidità che spesso è tipica di molte aziende internazionali: è innegabile che possa costituire garanzia di successo, ma talvolta impedisce di adattare l’attività al contesto, facendo perdere di vista alcuni elementi che invece si potrebbero rivelare utili. Keen Consulting è nata proprio con la missione di offrire eccellenza nella consulenza e nella system integration, ma in maniera ‘tailor made’ e non industrializzata. Perché l’innovazione non è costituita solo dai progetti elefantiaci, che spesso producono scarsi risultati, ma trova la sua migliore declinazione negli approcci su misura di cliente», prosegue Montanaro.

Al servizio del manifatturiero discreto

Più in dettaglio, Keen Consulting, che dispone di tre sedi in Italia, di cui il quartier generale è a Milano, e di una società controllata in Svizzera che si occupa di progetti di Business Intelligence ed EAM, si propone quale system integrator in grado di comprendere a fondo le esigenze dei clienti e di tradurle in sistemi informativi che diano vero valore aggiunto, a un target di elezione che è costituito soprattutto da piccole e medie imprese con un fatturato tra i 20 e i 400-450 milioni di euro, attive in particolare nell’ambito del manifatturiero discreto, come per esempio i comparti automotive, mobile, impiantistica e aerospazio ma non solo. «Si tratta di settori che si sposano perfettamente con il sistema ERP Infor LN, che costituisce da tempo la nostra specializzazione principale, e al quale abbiamo aggiunto nuove competenze in ambito Enterprise Asset Management, con Infor EAM, in ambito Business Intelligence, con competenze sulle tecnologie leader di mercato, e dall’inizio di quest’anno offriamo servizi di system management», spiega Montanaro.

L’apertura all’EAM

La scelta di un vendor del calibro di Infor, di cui Keen Consulting è Associate Channel Partner, nasce dalle esperienze maturate dai fondatori, che hanno potuto apprezzare nel corso degli anni il livello di eccellenza delle soluzioni proposte, tra le quali spiccano, oltre all’ERP, anche quelle dedicate all’EAM, «sempre più rilevanti in un contesto nel quale i clienti hanno crescenti esigenze di efficienza, anche nell’ambito dell’Energy Performance Management, che è tra gli aspetti più rilevanti per le aziende di produzione», fa notare Montanaro. Ma va detto che quello del risparmio energetico è in realtà un tema che tocca un po’ tutti: non a caso, Keen Consulting ha intrapreso alcuni interessanti progetti con la pubblica amministrazione locale, soprattutto con i Comuni, «in ottica di smart city, che è un tema molto caldo in questo momento, ed è all’attenzione delle amministrazioni più virtuose, anche alla luce dei programmi europei nel quadro dell’iniziativa Horizon 2020, come è dimostrato da un progetto pilota in corso con un Comune pugliese», sottolinea Montanaro.
Ma, per tornare al settore manifatturiero, un esempio recente di progetto su misura in pieno stile Keen Consulting è costituito da Zani di Turate, alle porte di Como: attiva nel settore delle presse idrauliche, la società ha recentemente deciso di rivedere completamente il proprio sistema informativo, anche alla luce delle necessità derivanti dalla crescente attività svolta all’estero. «Abbiamo iniziato il progetto con un rinnovamento del loro sistema ERP, implementando la soluzione Infor LN con ottimi risultati, e stiamo procedendo in un percorso di innovazione graduale ma con passo spedito che non mancherà di produrre ulteriori vantaggi», conclude Pier Luigi Montanaro.

 

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Spending review – Innovazione e risparmio nella PA https://www.datamanager.it/rivista/spending-review-innovazione-e-risparmio-nella-pa-57077.html Thu, 12 Jun 2014 10:57:48 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/spending-review-innovazione-e-risparmio-nella-pa/ La spending review obbliga a una riduzione di costi, ma l’innovazione tecnologica può migliorare i livelli di servizio e aiutare a semplificare le relazioni tra PA, cittadini e imprese: diversi progetti già sviluppati negli anni lo confermano. Tra le misure per contenere i costi dell’ICT: l’utilizzo dell’open source, il cloud computing, l’enterprise mobility e i […]

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La spending review obbliga a una riduzione di costi, ma l’innovazione tecnologica può migliorare i livelli di servizio e aiutare a semplificare le relazioni tra PA, cittadini e imprese: diversi progetti già sviluppati negli anni lo confermano. Tra le misure per contenere i costi dell’ICT: l’utilizzo dell’open source, il cloud computing, l’enterprise mobility e i nuovi modi di lavorare abilitati dalla uc&c, la razionalizzazione dei data center, la digitalizzazione di fatture e pagamenti  

 

Spending review  Innovazione e risparmio nella PANonostante i recenti sforzi per mantenere la spesa pubblica italiana sotto controllo, ancora oggi questa risulta superiore alla media dei paesi dell’area euro, anche se la spesa per consumi finali di beni, servizi e sussidi, escludendo quindi il costo del debito pubblico accumulato dal 1970, è inferiore alla media degli stessi paesi. «Il peso del debito, in combinazione con la corruzione, gli sprechi e le frodi – spiega Massimiliano Claps, research director di IDC (www.idc.com/italy) – sta costringendo il governo italiano a prendere in considerazione ulteriori ingenti tagli alla spesa pubblica tanto che, nel mese di marzo, ha pubblicato un rapporto di revisione della spesa, la cosiddetta spending review, volta a individuare potenziali programmi di ottimizzazione dei costi: l’obiettivo è il contenimento dei costi, perseguito con l’analisi delle componenti di spesa, degli sprechi e delle inefficienze».

Per Francesco Calcagni, territory manager Triveneto di FINCONS GROUP (www.finconsgroup.com), il contenimento della spesa nella PA implica due elementi: «La capacità di programmare attentamente le risorse da impiegare e la ricerca di maggiori margini di efficienza». La spending review prevede infatti l’adozione di innovazione tecnologica per aumentare l’efficienza: «La sfida è risparmiare mantenendo, se non addirittura migliorando, il livello di servizio e gli standard di efficienza della PA. Modernizzare il Paese fa risparmiare e l’innovazione può consentire riduzione dei costi degli uffici, centrali e periferici, aumento dell’efficienza dei dipendenti, anche grazie a nuove procedure più snelle, semplificazione delle relazioni tra PA, cittadini e imprese». Ma è possibile modernizzare il Paese senza conoscere e controllare tutte le voci di spesa? «La PA affronta una svolta epocale riguardo ai conti pubblici e alla razionalizzazione della spesa» – risponde Manola Rossetti, amministratore delegato di SESA Business Solutions (www.sesabs.com). «Tanti ministeri ed enti pubblici affrontano il controllo di gestione e il monitoraggio della spesa in maniera destrutturata con processi di approvazione e rendicontazione a volte troppo complessi e/o non sufficienti. Non si conosce quanto la “PA della porta accanto” spende per lo stesso bene e non si conosce la composizione e il reale valore del patrimonio umano. Nella PA, gli aspetti organizzativi sono stati nel tempo troppo legati alla politica. La corretta gestione per obiettivi misurabili del personale, la conoscenza del costo del singolo servizio, la condivisione in trasparenza dei risultati, la pianificazione degli investimenti e la valutazione dei rischi operativi sono i fattori innovativi che possono coniugare modernizzazione e spending review. I nostri sistemi di corporate risk management integrano dati provenienti dai sistemi gestionali e li traducono in informazioni rispondenti in tempo reale alle esigenze dell’utenza interna ed esterna. La componente analitica consente di evidenziare anche per la PA il rischio operativo e di valutare azioni di miglioramento della spesa. Disfunzioni procedurali, il personale, l’informatizzazione e gli eventi esogeni – come per esempio il contenzioso legale – sono alcuni indicatori di rischio gestiti nella soluzione per supportare il cambiamento della PA e la riduzione della spesa».

Spending Review 2014

Secondo Massimiliano Claps di IDC, la spending review resa nota in marzo evidenzia potenziali risparmi ingenti fin da quest’anno, che vengono da riforme strutturali e non da semplici aggiustamenti della situazione. «L’impatto di queste misure sugli investimenti ICT del settore pubblico rientra in due grandi categorie: risparmi sui costi dell’ICT e risparmi resi possibili da nuove soluzioni ICT. Nel primo caso, i budget ICT potrebbero essere ridotti attraverso misure, come la rinegoziazione del contratto, la centralizzazione degli appalti, la limitazione delle consulenze, il consolidamento e la razionalizzazione di beni e servizi. Rientra in questa categoria il consolidamento dei data center, una delle iniziative già avviate nel 2013. Nel secondo caso, l’ICT potrebbe essere usato come leva per ridurre i costi operativi, richiedendo così ulteriori investimenti o governance più efficace per aumentare il rapporto qualità-prezzo di competenze informatiche, beni e servizi esistenti».

La riorganizzazione degli enti periferici, con l’eliminazione delle province e il consolidamento di una serie di altre agenzie governative, di dipartimenti e di enti locali avranno per IDC un impatto negativo sulla dimensione complessiva degli investimenti ICT del settore pubblico. Al tempo stesso, le riorganizzazioni potranno essere un catalizzatore di domanda per fornitori di soluzioni IT che supportano servizi di razionalizzazione e consolidamento di asset.

La spending review prevede anche ingenti risparmi dalla digitalizzazione della PA: la fatturazione elettronica farà risparmiare 936 milioni di euro, i pagamenti elettronici 1.320 milioni, la razionalizzazione dei data center centrali, che dovrebbero passare dai 79 attuali a meno di dieci, permettendo così risparmi per 300 milioni di euro. Secondo IDC, la razionalizzazione dei data center pone diverse sfide: innanzitutto, gli sforzi per il change management interno, che devono tener conto dell’IT governance frammentato e delle architetture legacy. L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha già inventariato i data center e fornito le linee guida per la razionalizzazione, ma resta da vedere chi sarà lo sponsor e avrà il mandato per l’esecuzione del piano. In aggiunta, mentre il change management rallenta il processo, il mercato della tecnologia si evolve rapidamente, quindi i primi investimenti nella virtualizzazione e nella migrazione delle applicazioni potrebbero essere resi presto obsoleti dal cloud computing.

 

Casi di successo

Negli anni scorsi, la PA ha sviluppato progetti che hanno consentito risparmi economici, migliorando nel contempo efficienza e livelli di servizio. Come ci racconta Roberto Patano, senior manager systems engineering di NetApp Italia (www.netapp.com/it), l’azienda ospedaliera (AO) di Desio e Vimercate virtualizza e mette in sicurezza i dati clinici grazie a NetApp e VEM. Per supportare la digitalizzazione di tutta la documentazione sanitaria con conservazione sostitutiva a norma di legge e, in parallelo, garantire un efficiente servizio di supporto alla complessa attività ospedaliera, l’AO di Desio e Vimercate ha sviluppato in collaborazione con NetApp e VEM sistemi un progetto di consolidamento e rinnovo tecnologico della propria infrastruttura informatica, investendo in tecnologie di virtualizzazione per razionalizzare e centralizzare la propria infrastruttura IT. «La nuova infrastruttura basata su tecnologia NetApp – spiega Patano – ha consentito una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse informatiche e una maggiore affidabilità dei sistemi al fine di garantire il massimo livello possibile di continuità operativa. Inoltre, attraverso la riduzione del numero di server fisici e la scalabilità dell’infrastruttura, è stato possibile un risparmio dei costi legati alla manutenzione e agli investimenti in nuovo hardware. La nuova struttura IT virtuale permette di supportare così la complessa attività dell’azienda ospedaliera che, essendo ormai interamente digitalizzata, necessita di un livello di servizio 24 ore su 24 senza interruzioni. La stessa infrastruttura permette all’azienda ospedaliera di programmare con serenità l’evoluzione ulteriore dei propri servizi informativi e consente di offrire servizi applicativi ad altre strutture in ottica di cloud privato interaziendale. Con questo progetto, l’AO di Desio e Vimercate dimostra come una PA possa diventare a sua volta esempio di efficienza e fornitore di servizi verso altre strutture, ottimizzando l’utilizzo dell’esistente e accelerando il ritorno sull’investimento tecnologico». Un altro progetto interessante ci viene raccontato da Francesco Calcagni di FINCONS GROUP. Si tratta dell’adozione della piattaforma da parte di un gruppo di comuni del Nord Italia che ha consentito ai quattro enti partecipanti di condividere un’infrastruttura unica (predisposta per la gestione multi-ente), permettendo non solo la distribuzione del costo di fornitura su una base più ampia, ma anche di attivare un confronto virtuoso tra i funzionari dei diversi enti sull’applicazione del sistema di controlli interni.

Il progetto ha permesso di definire un set di indicatori di benchmarking sui processi e sui servizi di maggior rilevanza per la popolazione (supportando di conseguenza l’analisi dei processi per organizzare il lavoro mutuando l’esperienza più performante); di sostituire metodi empirici di corresponsione delle indennità di risultato con un modello automatico di valutazione individuale; di predisporre il raccordo tra programmazione e obblighi di pubblicazione; e di impiegare i contenuti dei report nei processi di comunicazione istituzionale. «Un intervento ICT che ha garantito quindi ottimizzazioni organizzative importanti, fornendo delle leve che hanno reso più efficienti i processi» – commenta Calcagni. «PerformPA è la soluzione integrata, modulare e web oriented di FINCONS GROUP che consente di disporre, tramite diversi livelli di personalizzazione, di tutti gli strumenti di gestione, monitoraggio e reporting per lo sviluppo dell’intero ciclo della performance previsto dal D.Lgs. 150/2009».

Anche Paolo Bertolini, responsabile area ricerca e sviluppo di Trentino Network (www.trentinonetwork.it), racconta un’esperienza interessante: «Nella PA trentina, innovazione e risparmio sono due facce della stessa medaglia grazie ai progetti e strumenti tecnologici realizzati e diffusi da Trentino Network, società di sistema della Provincia Autonoma di Trento. Primo fra tutti l’introduzione della tecnologia VoIP per le telefonate che ha consentito negli ultimi sei anni un elevato risparmio, passando da quasi 400mila euro di spese in canone di manutenzione annuo a 43.250 euro (risparmio annuo di quasi 90%). Questo grazie alla dismissione di diverse centraline telefoniche. A ciò si deve poi aggiungere il risparmio e l’efficienza introdotti dall’innovativo sistema informatico E-works che consente di realizzare comunicazioni via chat, via telefono e anche videoconferenze, condividendo con gli altri utenti le applicazioni presenti sul proprio computer e i file di lavoro. Nel 2012, l’E-works è stato introdotto all’interno della PA trentina e in pochi mesi ha raccolto ben 1.890 utenti. I dati d’uso dell’E-works raccolti nel 2013 dimostrano un elevato risparmio in termini di ore lavoro. Nell’arco di un anno, sono state realizzate ben 5.073 sessioni (422 al mese) composte in media da due, tre persone per sessione con ben 1.194 ore di conversazione (100 ore al mese). Il che significa un risparmio in termini di ore lavoro pari a 2.537 ore all’anno, vale a dire 317 giorni lavorativi».

L’Open Source

Il contenimento dei costi della PA può esser fatto anche utilizzando soluzioni open source. Per Paolo Storti, amministratore di Studio Storti (www.studiostorti.com), la scelta di soluzioni aperte per la PA è favorita da numerosi fattori. «Oggi, a differenza del passato – spiega Paolo Storti – sono disponibili tecnologie leader del proprio settore rilasciate con licenze open source (OS) che permettono la scelta del prodotto di miglior qualità senza dubbi sulla diffusione o il timore di optare per una soluzione di ripiego. Inoltre, la continua richiesta di risparmi sulla spesa trova la sua naturale applicazione nel taglio dello spreco per l’acquisto di licenze commerciali, in favore di importanti software rilasciati con licenza OS. A questa svolta epocale, segue la presa di coscienza del legislatore che, grazie al Codice Amministrazione Digitale, obbliga la valutazione del software OS relegando a opzione marginale la scelta di prodotti proprietari. Di fatto, solo quando sia impossibile selezionare un software OS o sottoposto a riuso, è consentito con le dovute motivazioni, adottarne uno commerciale». Particolare attenzione va rivolta ai software dual license che, nella loro versione proprietaria vanno equiparati a software commerciali, come chiarisce la circolare 63-2013 dell’Agid. «è evidente che per quanto riguarda le aree di implementazione, la parte infrastrutturale come la rete, la posta elettronica e il web – oggi terreno di netta superiorità dell’open source – sono il punto di partenza per ottenere eccellenza tecnologica e risparmio economico. Anche la componente di produttività individuale, grazie a strumenti come LibreOffice, consente di aderire agli standard aperti, ottenere un elevato risparmio economico e avere funzionalità equivalenti o superiori rispetto a MS Office».

L’opinione dei fornitori

Per Ruggero Fortis, direttore generale di Solutions 30 Italia (www.solutions30italia.it), il principio della spending review è quello di identificare e tagliare spese che non contribuiscono a raggiungere gli obiettivi che sono stati affidati alle diverse amministrazioni. E per questo, Solutions 30 si caratterizza per l’analisi e l’abbattimento delle componenti di spesa in diversi settori. «Facendosi carico dell’installazione e dell’assistenza tecnica – afferma Fortis – Solutions 30 garantisce, con interventi in loco e in remoto, la corretta funzionalità dei sistemi informatici, di telefonia e telecomunicazioni, di stampanti, di contatori intelligenti, di terminali POS e di sistemi multimediali, sia intervenendo alla presenza di guasti sia effettuando riprogrammazioni mirate ad anticipare eventuali disservizi che comportano costi alle aziende. Lavorando come partner dei principali fornitori di soluzioni informatiche, Solutions 30 permette alle aziende di esternalizzare i costi di assistenza, facendo in modo che siano controllabili e ottimizzabili grazie a contratti chiari e trasparenti. La disponibilità del servizio in ogni momento e in ogni luogo favorisce la mobility e il telelavoro, due modalità operative che consentono alle aziende di risparmiare sui costi. Anche nel settore dell’energia, Solutions 30 si posiziona come partner di alto valore aggiunto. Gli specialisti dell’azienda si occupano dell’assistenza agli apparati destinati alla comunicazione e al monitoraggio degli smart meters installati su tutto il territorio italiano e si impegnano a fornire in ogni momento l’adeguata qualità del servizio in tutta sicurezza, intervenendo sui sistemi di lettura dei consumi per migliorare l’efficienza dell’erogazione energetica al fine di garantirne costantemente l’affidabilità, controllare e contenere i costi».

Centralizzare e consolidare le risorse IT, ottenere la loro massima ottimizzazione e l’adeguamento alle normative vigenti per quanto riguarda il disaster recovery e la data protection sono i problemi inizialmente riportati dai clienti di Veeam Software (www.veeam.com/it) nel settore della PA, come ci racconta Gianluca Mazzotta, EMEA presales director della società. «Veeam è protagonista come soluzione di riferimento di tutte e tre le richieste, grazie a una serie di soluzioni costruite appositamente per la virtualizzazione, facili da utilizzare, e che esaltano il valore della infrastruttura già posseduta e garantiscono la continuità di business. Il nostro ben noto prodotto di data protection “Veeam Backup and Replication” è una delle soluzioni più gettonate dalla PA in quanto capace di soddisfare pienamente le citate necessità, associandole a una offerta commerciale particolarmente vantaggiosa e agevolata per la PA stessa. Alcuni esempi concreti sono le nostre funzionalità di accelerazione di banda che presso tanti enti della PA hanno permesso la rapida implementazione di progetti di DR da tempo rimasti nel cassetto. Oppure la facilità con cui è possibile centralizzare il backup di sedi ed enti remoti, grazie alla particolare architettura del software. A questo si aggiunge la libertà per i nostri clienti di scegliere l’hypervisor che più si adegua alle loro necessità di budget: Veeam offre pieno supporto a entrambe le piattaforme VMware o HyperV. Stiamo tra l’altro preparando grandi novità per l’immediato futuro, con l’avvento di Veeam Backup and Replication v8».

Secondo Piergiorgio Licciardello, senior consultant supply chain collaboration di Di.Tech (www.ditechonline.it), una parte rilevante dei costi di un’impresa è legata alle relazioni con i propri partner commerciali, come lo scambio di informazioni, i processi di fornitura e i contenziosi che impegnano risorse dell’impresa in onerose attività a basso valore aggiunto. «La PA non fa eccezione. Qualsiasi ente pubblico si avvale di fornitori per l’acquisto di materiali, servizi e prestazioni professionali» – afferma Licciardello. «Un’impresa sanitaria – che si relaziona con migliaia di fornitori, di natura variegata, sia in termini di tipologia di fornitura sia di dimensione aziendale, dalla multinazionale del farmaco al piccolo artigiano – ha per ciascuno di questi rapporti diverse attività manuali: emissione di ordini, immissione fatture ricevute, gestione e conservazione di documenti cartacei. Potrebbe ottenere grandi benefici gestendo tutte queste attività in digitale con risparmi fino a 10-12 euro a fattura. Di.Tech, con la soluzione di portale collaborativo, integrata con il sistema di interscambio (SdI) creato da Sogei, consente alla PA di attivare relazioni digitali con i propri fornitori e ottenere i benefici dell’automazione dei flussi e della conservazione digitale dei documenti, senza richiedere ai propri partner pesanti investimenti in tecnologia. La piattaforma OpenBusiness di Di.Tech gestisce direttamente su web gli ordini a fornitore, il caricamento dei DDT e delle fatture, la riconciliazione automatica e il controllo dei montanti di spesa nonché l’invio in conservazione elettronica dei documenti». Anche Pipeline (www.pipeline.it), fin dal 2008, tramite le soluzioni IT Management e On-site training intensivo, aiuta con successo la PA nella razionalizzazione della spesa pubblica.

«L’esperienza e l’uso di strumenti integrati porta benefici con un break even tra i tre e i sei mesi» – afferma Giuseppe Nocita, amministratore delegato della società. «Interventi più strutturali sono effettuabili a step in presenza di contratti di IT Management esterni. Un mix di strumenti di monitoraggio e automazione dei processi IT in logica ITIL e l’uso della metodologia Service Map per definire su cosa è basata l’erogazione di un servizio documentandola e consentendo la gestione dei cambiamenti è la base; unendola poi all’utilizzo di sistemi di ticketing centralizzati multiservizio di tipo opensource o di brand come Symantec, strumenti di reporting e proattivi di tipo open source e strumenti su cloud come Office 365 e Azure (public o hybrid) e/o su piattaforme di IaaS per applicazioni proprietarie o specifiche, i risparmi diventano consistenti e crescenti.

La possibilità, in aggiunta, di virtualizzare le applicazioni software e farle utilizzare su piattaforma SaaS condivisa è un’ulteriore area di risparmio. Casi di successo sono la messa su cloud di aule didattiche per scuole superiori e università, la messa in hybrid cloud per personale di amministrazione e altri casi simili. Il training operativo in affiancamento consente poi passaggi indolori e risparmi pressoché immediati su diverse voci come sostituzioni hardware e riparazioni, personale “viaggiante”, azioni correttive, azioni di ripristino funzionale e dati…».

Ad oggi – però – il problema non è solo spendere meno, ma ottenere maggiori benefici a fronte di una spesa che deve obbligatoriamente contrarsi, come spiega Pier Luigi Montanaro, presidente di Keen Consulting (www.keenconsulting.it). Cloud e pay-per-use sono le parole d’ordine attuali: «Keen Consulting da oltre un anno ha arricchito la sua offerta di soluzioni extended enterprise specializzandosi nella fornitura di software e servizi nell’ambito dell’asset management & sustainability e dell’energy performance management, grazie alla piattaforma Infor EAM di cui Keen Consulting è reseller partner. Keen è identificabile come il partner ideale della PA che vuole razionalizzare la spesa per la manutenzione del patrimonio della collettività per ridurne l’impatto energivoro. Da sei mesi, Keen è al lavoro a quattro mani con la PA locale nell’ambito di una serie di sperimentazioni nei comuni dell’area barese per identificare una piattaforma condivisa finalizzata alla gestione intelligente del patrimonio cittadino secondo una logica di manutenzione predittiva. Tale tipo di manutenzione permetterà di abbattere i costi fino al 20%, grazie alla piattaforma SW Infor EAM che già aderisce ai più recenti e severi standard dettati dalle normative ISO50001 e ISO55000. L’offerta di Keen Consulting è assolutamente in linea con cloud e pay-per-use: la piattaforma business cloud di Infor, sulla quale è facile implementare Infor EAM, garantisce un accesso immediato alla soluzione senza necessità di investire tempo e denaro nella creazione dell’infrastruttura HW. Inoltre, la logica di acquisto delle licenze software è stata sostituita dalla logica delle sottoscrizioni, che non richiedono più contributi una tantum e dispendiosi canoni ripetitivi, ma semplicemente rappresentano i “biglietti di accesso” al sistema pay-per-use. Le sottoscrizioni inoltre permettono una flessibilità di utilizzo maggiore rispetto alle classiche utenze nominali (o sessioni) software, massimizzando l’efficienza della spesa IT nella PA».

Il nuovo modo di lavorare per rivoluzionare la PA

Nell’ambito della spending review, il ruolo di un fornitore di soluzioni tecnologiche è fornire agli enti della pubblica amministrazione centrale e locale gli strumenti per accelerare il processo di modernizzazione e migliorare l’efficienza, in modo da rendere più efficaci i rapporti tra le organizzazioni, nazionali e internazionali, e le interazioni con cittadini e imprese. Prima ancora di parlare di tecnologie, è fondamentale riflettere su come oggi si lavora, sulle forme e gli strumenti d’interazione tra i dipendenti, sull’apertura a fenomeni tecnologici e sociali come la consumerizzazione, il BYOD e l’ingresso nel mondo del lavoro della generazione 2.0.

L’ultimo decennio ha visto progressi tecnologici incredibili che promettono un modo di lavorare migliore, più fluido e dinamico, in un mondo iper-connesso orientato alla mobilità e alla collaborazione. Anche nella PA, un numero crescente di dipendenti agisce spesso lontano dalla propria scrivania, e ha comunque bisogno di efficaci strumenti e applicazioni di comunicazione e collaborazione.

Molte organizzazioni operano però in un ambiente caratterizzato da tecnologie frammentate, processi non ottimizzati e utenti che non riescono a esprimere tutte le potenzialità. È quindi fondamentale supportarle in modo concreto nel raggiungere una migliore produttività. Questo è l’obiettivo di quello che chiamiamo il nuovo modo di lavorare: #NW2W (the new way to work).

Unify (www.unify.com/it), già nota come Siemens Enterprise Communications, fornisce soluzioni di comunicazione e collaborazione in grado di realizzare conversazioni più coinvolgenti ed efficaci. In modo integrato, attraverso diversi canali, piattaforme e media. Per un modo di lavorare mobile e realmente collaborativo. Questo implica unificare reti di comunicazione, strumenti e applicazioni in modo che i membri di un team possano lavorare in modo più produttivo, ovunque si trovino. Significa integrare vari modi di comunicare, voce, video e testi, ma anche social media e messaggistica.

Le nostre soluzioni garantiscono tre elementi fondamentali per un’effettiva collaborazione all’interno di un team: l’integrazione di tutti i contenuti della comunicazione; un’esperienza di utilizzo coinvolgente che spinge l’utente all’adozione; un’integrazione naturale nei processi operativi dell’ente. Il risultato è un reale miglioramento delle funzioni svolte e dei servizi erogati.

Unify continua nel processo d’innovazione, con un nuovo grande progetto realizzato con il contributo di clienti e consulenti. Ansible è una piattaforma di collaborazione dinamica, una nuova generazione di soluzioni per il coinvolgimento in tempo reale degli utenti.

Ansible mette insieme il flusso quotidiano delle comunicazioni e le trasforma in conversazioni ricche e significative. Lavorando in modo naturale, senza discontinuità, attraverso una molteplicità di canali e strumenti, fornisce una vista unica e integrata di ogni conversazione, fornendo un adeguato contesto informativo e la traccia del percorso conoscitivo, in modo da accrescere il valore di ogni interazione. Tutto questo in modo intelligente, intuitivo e personale. È una visione unificata e sicura, per il nuovo modo di lavorare.

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Il dialogo tra le nuvole https://www.datamanager.it/rivista/il-dialogo-tra-le-nuvole-56318.html Mon, 19 May 2014 12:43:48 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/il-dialogo-tra-le-nuvole/ Sincronizzare ERP, CRM, SCM e BPR in un’architettura orientata ai servizi    Migrare nel cloud è un must, soprattutto per le PMI. Per chi inizia, i problemi sono pochi. Dire cloud vuol dire indipendenza dall’hardware, accedere a tutto tramite un browser da un qualsiasi dispositivo, dimenticare i problemi relativi alla fisica per concentrarsi sulla logica. […]

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Sincronizzare ERP, CRM, SCM e BPR in un’architettura orientata ai servizi

  

Dialogo tra le nuvoleMigrare nel cloud è un must, soprattutto per le PMI. Per chi inizia, i problemi sono pochi. Dire cloud vuol dire indipendenza dall’hardware, accedere a tutto tramite un browser da un qualsiasi dispositivo, dimenticare i problemi relativi alla fisica per concentrarsi sulla logica. E per quanto riguarda la separazione tra fisica e logica non si può certo negare che siamo a un buon punto, almeno per quanto riguarda l’offerta e la disponibilità tecnologica. Ma è possibile vantare la stessa elasticità, anche a livello software? Posso spostare da un’applicazione all’altra i miei dati senza eccessivi problemi? Posso interrogare le mie applicazioni in modo aperto, ovvero rendermi indipendente dall’interfaccia per far sì che altre mie applicazioni possano attingere dati da queste? Può un CRM, un SCM e un BPR qualsiasi accedere ai dati del mio ERP e possono questi sistemi scambiarsi informazioni tra loro in modo indipendente dal fornitore della singola applicazione? Da quello che è emerso dall’indagine alla base di questo servizio, possiamo dire che sebbene le cose si stiano muovendo, la strada da percorrere è ancora abbastanza lunga. Gli stessi analisti interpellati allo stato attuale hanno potuto fornire solo considerazioni di carattere qualitativo, ma nessun dato numerico, vista la peculiarità del tema trattato. E questo fatto è già un indicatore.

Il punto di vista degli analisti

A supportarci nell’analisi del problema è Giancarlo Vercellino, research & consulting manager di IDC Italia (www.idc.com). «La migrazione dei dati tra applicazioni diverse rappresenta un tema centrale che alimenta da anni i servizi di system integration. Ormai sempre più spesso l’industry cerca di competere sul comune terreno di standard aperti e condivisi per creare maggiore valore sia per sé che per gli utenti finali. «Senza pretendere di esaurire l’intero spettro delle iniziative portate avanti dai più diversi comitati di standardizzazione a livello internazionale – dice Vercellino – ci sembra opportuno ricordare l’impatto positivo che hanno avuto iniziative come quella di OASIS in merito alle architetture orientate ai servizi per promuovere e favorire, se non una vera e propria apertura delle applicazioni, quantomeno uno spazio di interoperabilità e dunque di confronto su un terreno comune (come CMIS e OpenDocument)».

Anche nel merito della migrazione dei dati tra sistemi on-premises e sistemi on cloud, è importante lavorare impiegando standard condivisi per evitare il rischio di lock-in su standard de facto. «I grandi vendor tradizionali, che hanno un grande interesse nel declinare on cloud il proprio parco applicativo e le proprie soluzioni, stanno partecipando attivamente in diversi comitati di standardizzazione su questi temi (es. Cloud Foundry, OpenStack…). Al di là degli standard, sul mercato si stanno sviluppando le offerte di un numero sempre maggiore di cloud service provider, cloud service broker e cloud service enabler che propongono servizi e piattaforme per favorire questi processi di trasformazione dell’IT aziendale».

Make or buy

La maggior parte degli operatori che forniscono servizi di migrazione dati solitamente propongono offerte ampie e integrate che coprono le diverse fasi del processo cercando di cautelare quanto più possibile i clienti sotto ogni aspetto. Il discorso è diverso in merito all’applicazione di un modello di pay-as-you-go in qualunque contesto. «In realtà molto strutturate e competitive dove si intende realizzare un’organizzazione efficiente basata su prezzi di trasferimento interni perfettamente formalizzati – spiega Vercellino – questo modello rappresenta senza dubbio un’opzione da prendere in considerazione». Ma la domanda vera è un’altra – suggerisce Vercellino: «In quali aziende si è davvero disposti a mettere in competizione l’IT aziendale con il mercato? Aprire l’azienda a una vera logica di make or buy non appare così scontato».

Standard aperti e modello SOA

Secondo Flavio Radice, general manager di CBT (www.cbt.it), da tempo gli standard disponibili sono consolidati e coprono le esigenze di comunicazione (SOA) e di interpretazione (XML, JSON…) del significato e della struttura dei dati scambiati, senza porre alcun vincolo sulla loro complessità. «Tutto ciò permette lo sviluppo di applicazioni modulari, non più monolitiche, a favore della distribuzione delle loro diverse componenti, la gestione dei corretti carichi di lavoro di ognuna e il loro riuso da parte di altre applicazioni. L’adozione di questi standard e la modularità delle applicazioni garantiscono, anche per il futuro, l’integrabilità di nuove soluzioni all’interno degli asset già esistenti in azienda e l’indipendenza dal fornitore delle singole applicazioni. WebRainbow PLATFORM ha fatto propri gli standard internazionali che sono alla base dell’integrazione tra applicazioni e che rendono questa piattaforma un hub informativo di livello enterprise e un repository di informazioni federato».

Di parere analogo è Cosimo De Maria, direttore commerciale e marketing di Di.Tech (www.ditechonline.it) secondo cui la direzione tracciata dal paradigma SOA ha preso forma e oggi le imprese hanno la possibilità di superare l’ERP monolitico adottando singole componenti applicative che assieme formano quelle suite che Gartner (www.gatner.com) definisce “ERP federativi”. «Per la nostra esperienza, al di là di uno standard per il passaggio di dati tra diverse applicazioni, il vero valore aggiunto è dato da un buon utilizzo dei web service. Solo un buon approccio architetturale aperto è coerente con le SOA e può garantire all’azienda la libertà di comporre il proprio disegno applicativo scegliendo le migliori componenti sul mercato. In Di.Tech abbiamo applicato questo approccio nello sviluppo della nostra nuova suite More per il mercato della GDO, che può sostituire completamente l’ERP tradizionale. Scegliendo questo approccio, le aziende possono disegnare il proprio percorso di adozione, deciderne i tempi, quali parti implementare su proprie infrastrutture e quali in cloud. Grazie a questo approccio, i retailer possono percorrere la strada del rinnovamento seguendo la propria road map funzionale».

Non tutti concordano

A discostarsi un po’ dalle posizioni precedenti è invece Matteo Adami, CEO di Geolab (www.geolabsrl.com), secondo cui le PMI trovano sempre più attraenti le soluzioni cloud per CRM, SCM, BPR per il loro basso costo di acquisizione, ma ogni vendor offre loro implementazioni che adottano o richiedono standard diversi per la sincronizzazione dei dati. In particolare, spesso le anagrafiche clienti vengono ripetute in ogni sistema e ognuno ha il proprio standard. «Si crea quindi il problema del dialogo fra i vari sistemi CRM, SCM o BPR con l’ERP aziendale ad esempio» – fa notare Adami. «Un approccio possibile e comune è quello di identificare un sistema che funga da Master Data Manager della anagrafica clienti, con il quale gli altri sistemi vanno sincronizzati. Lo scambio dei dati fra il sistema MDM e gli altri sistemi a questo punto può essere definito al costo di rispettare gli standard di tutti i sistemi coinvolti. Non essendo disponibile uno standard universalmente riconosciuto per l’interscambio dei dati anagrafici, è possibile definirne uno che a sua volta sia disponibile come servizio SOA, e che possa essere invocato da tutti i sistemi simultaneamente. Un tale sistema definisce le caratteristiche qualitative di un dato anagrafico accettabile e le propaga a tutti i sistemi coinvolti. Questa è la natura delle soluzioni per la qualità del dato via web services di Geolab che consentono di gestire i dati anagrafici su sistemi distribuiti con efficienza e che ha già una notevole diffusione – tra gli altri – nei settori delle utilities, della logistica e del commercio elettronico».

Secondo Luisa Ferrari, presales manager del Gruppo Formula (www.formula.it), l’esigenza di standard è sempre più riconosciuta ma non è detto che tali standard esistano o siano applicati. «Garantire un passaggio “live” di informazioni tra applicazioni diverse, automatizzando le codifiche, significa oltrepassare rischiose e lunghe procedure manuali» – spiega Luisa Ferrari. «A questo proposito, alcuni tra i principali e più avanzati strumenti di integrazione sono i web services che in Sage ERP X3 sono nativi e configurabili su tutti gli oggetti gestionali, costituendo un vantaggio tecnologico e operativo immediato. Se ci si avvale di tecnologie d’avanguardia aperte e configurabili, il vantaggio riscontrato è immediato. Se pensiamo all’ambito dell’automotive, il tema dei portali e dello scambio di informazioni in logica EDI è ormai fondamentale. Altri esempi possono essere portati nell’ambito della progettazione tecnica. Grazie ai web services di Sage ERP X3, clienti quali Mayekawa (impianti per refrigerazione e compressione di gas) e Modulblok (scaffalature e logistica di magazzino) hanno potuto rivedere e semplificare i loro processi, ricavando efficienza soprattutto con l’interfacciamento bidirezionale tramite sistemi CAD, PLM e PDM».

I problemi non mancano

Giovanni Crida, executive account manager di Information Builders Italia (www.informationbuilders.it) focalizza l’attenzione su una problematica specifica. «Il problema è che i bus di servizio ESB al cuore del rollout SOA, sono orientati più verso la gestione e la ri-creazione dei processi di business che allo spostamento di file tra sistemi diversi. Secondo Gartner, gli ESB non sono in grado di gestire in modo adeguato file di grandi dimensioni. Le aziende sono quindi costrette a mantenere un ambiente “managed file transfer” separato dal nucleo ESB. Le soluzioni iWay di Information Builders sono state disegnate per mantenere il controllo centrale attraverso un proprio “managed file transfer” basato su Java: grazie a iWay, il trasferimento dei file è gestito attraverso una nuova serie di estensioni del Service Manager Enterprise Edition. La soluzione iWay è scalabile, affidabile e in grado di estrarre e gestire DB e applicazioni di diversa natura, con oltre 300 adapters e pre-packaged components sviluppati da Information Builders in 40 anni di attività, che permettono di supportare i principali fornitori: IBM, Oracle, MSFT, Siebel, SAP, Teradata, JDE, Saleforce, Ariba e molti altri. L’architettura event-driven e web-oriented consente di creare e gestire i servizi con interfacce web e procedure di immissione dati in modo interattivo. In sintesi, iWay trasforma i dati in un formato comune e lo carica automaticamente in un data warehouse. Lato business, il consolidamento di una infrastruttura SOA consente inoltre di migliorare le funzionalità del CRM e dei sistemi a esso correlati, agevolando il decision making».

Ma anche la gestione dell’esistente spesso costituisce un problema, come sottolinea Pier Luigi Montanaro, presidente di Keen Consulting (www.keenconsulting.it). «Le aziende nel corso degli anni hanno adottato soluzioni verticali “Best in Class” per cui il loro sistema informativo non rappresenta un’architettura “Best-of-Breed” perché le singole applicazioni non sono integrate dal punto di vista procedurale, ma esclusivamente “scambiano dati”. Keen Consulting ha adottato una soluzione basata sul software Infor ION che permette – da una parte – di mappare per intero i processi aziendali e – dall’altra – di abilitare la comunicazione fra le differenti applicazioni presenti in azienda con logiche e tecnologie standard, garantendo così una reale integrazione, superando il limite dei web services che necessitano obbligatoriamente di profonde competenze tecnico-applicative».

Secondo Cristina Sarnacchiaro, general manager di ORSYP Italia (www.orsyp.it) l’integrazione di ambienti, piattaforme e applicazioni è sempre più essenziale per il business di oggi. «La Workload Automation, evoluzione del job scheduling, orchestra i flussi di dati aziendali e le elaborazioni in ottica cross-platform e cross-application, integrando tra loro sistemi diversi per fornire al management informazioni precise e tempestive provenienti da fonti come ERP, CRM, BI e altro. Le elaborazioni vengono automatizzate, annullando virtualmente gli interventi manuali. Il passaggio di dati tra applicazioni diverse e l’integrazione dei processi è facilitata grazie ai web services, che consentono di estrapolare dati da una piattaforma e trasferirli su un’altra, o di comunicare con sistemi di terze parti. È poi possibile integrare i processi che scambiano dati tra applicativi back-end come l’ERP e sistemi front-end come il CRM, di norma gestiti da fornitori differenti. L’automazione crea valore per il business quando si integrano i sistemi ERP con altre applicazioni, mantenendo un unico punto di controllo su tutto il sistema. Ciò significa avere più informazioni in poco tempo, migliorare le performance e rispondere velocemente al mercato. La soluzione di Orsyp, Dollar Universe, soddisfa i requisiti degli ambienti elaborativi attuali. Offre una vista unica dei processi di business, è cloud-ready e adatta a big data e mobility. Il software gestisce l’automazione e l’integrazione dei processi di business non solo batch, ma near real-time grazie ai web services».

 

Un esempio concreto

Paola Pomi, direttore generale di Sinfo One (www.sinfo-one.it) racconta l’esperienza dell’azienda che dirige. «Il primo sistema che abbiamo integrato con i nostri ERP (sia il nostro ERP proprietario Si Fides, sia Oracle JD Edwards Enterprise One) è stato la nostra soluzione di Sales Force Automation “Si In”. L’utilizzo dei web services ci ha permesso di non dover replicare le logiche del gestionale sui sistemi esterni, avendo quindi la certezza dell’univocità delle informazioni. Senza web services avremmo, ad esempio, dovuto replicare il calcolo delle disponibilità e dei prezzi, l’interrogazione dei listini e degli sconti, rischiando di implementare sui sistemi esterni delle logiche non perfettamente coerenti con quelle presenti nell’ERP. Nel tempo, abbiamo reso disponibili su app diverse funzioni, in questo modo gli utenti possono interagire, tramite device mobile, su alcuni step di processi predisposti sull’ERP quali approvazione di richieste di acquisto, inserimento dichiarazione di avvenuto intervento di manutenzione (anche geolocalizzato), interrogazione disponibilità di magazzino».

Secondo Cristiano Barabanti, IT services manager di ToolsGroup Italy (www.toolsgroup.it) molta strada si è fatta nella definizione di formati standard per lo scambio dati tra sistemi. «XML come formato aperto e formati proprietari diventati standard de facto (iDoc e Office nei loro ambiti) hanno aiutato molto l’interscambio dei dati tra applicazioni. Rimane aperto – e probabilmente lo rimarrà per sempre – il passaggio di dati custom tra applicazioni differenti, per il quale è necessaria la scrittura di estrattori e processori di file. Nella progettazione di applicazioni, le software house come la nostra devono approntare delle routine di import facilmente personalizzabili e molto flessibili per ridurre l’impatto sul cliente in fase di implementazione del progetto».

Qualcuno come Angelo Cian, responsabile soluzioni gestionali SaaS di Zucchetti (www.zucchetti.it) appare meno fiducioso: «Non ci sono standard validi per tutto il mercato ed è particolarmente complesso gestire il passaggio di dati da applicazioni client-server ad applicazioni cloud. Anche Zucchetti, che ha diversi gestionali/erp in portafoglio, ha dovuto attrezzarsi per supportare i clienti che volevano passare al software as a service. Per questo motivo è nata “Infinity cloud solutions”, una piattaforma che consente, mediante i web services, di far dialogare anche le soluzioni client-server con le soluzioni cloud. Per agevolare le operazioni di migrazione dei dati sono spesso utilizzati anche strumenti ETL, sempre sviluppati internamente da noi, che consentono di individuare le informazioni da estrapolare, di estrarle, di trasformarle e di caricarle nel nuovo applicativo».

 

La migrazione dei dati un problema non solo tecnico

La migrazione dei propri dati storici verso il cloud può essere realizzata attraverso uno scambio informativo massivo basato sui protocolli standard già citati, se essi sono supportati dell’applicazione sorgente oppure – in caso contrario – con tecniche di recupero basate sull’accesso alle basi dati che li contengono o ad aree in cui essi siano stati esportati sulla base di un tracciato concordato, come ci ricorda Flavio Radice di CBT. «L’attività di migrazione viene gestita con un processo incrementale che inizia con la copia dei dati più “datati”, quindi non più movimentati, per arrivare man mano a quelli più recenti, costituendo così la nuova base dati in cloud mentre l’operatività prosegue senza interruzione sull’ambiente locale fino al momento del trasferimento dell’ultima tranche di dati, quella più recente. WebRainbow PLATFORM realizza la migrazione attraverso la sua componente ETL (Export Transform and Load) che permette, durante questa operazione, anche la riorganizzazione dei dati oggetto migrati».

Secondo Cosimo De Maria di Di.Tech, il tema rilevante non è la migrazione fisica delle informazioni da un sistema legacy locale a un’applicazione nuova, sia essa in locale o in cloud, perché la localizzazione dei dati non è una fattore così rilevante dal punto di vista tecnico. «La massima attenzione va posta sul piano contrattuale e organizzativo, sui quali le aziende spesso sono impreparate. Non ci si deve occupare solo delle performance e della continuità di servizio offerte dal cloud, ma è importante chiedere, sapere e indicare sul contratto dove risiedono i dati, come si potranno esportare in futuro, con quali tempi e costi».

Le difficoltà della migrazione

A mettere il dito sulla piaga è Pier Luigi Montanaro, presidente di Keen Consulting: «Per le PMI, il cloud rappresenta un’opportunità di svincolarsi dalle “pesanti” logiche per l’approvvigionamento e la gestione dell’hardware, ma non sempre le applicazioni esistenti in azienda sono cloud-enabled e dunque il problema della migrazione verso tale architettura esiste. Il passaggio al cloud può avvalersi di best-practice, ma l’approccio deve essere pragmatico, valutando le singole situazioni e gestendole di conseguenza».

Per Cristiano Barabanti di ToolsGroup, definire un percorso di alimentazione dei propri dati da un ambiente locale a un nuovo sistema, sia anch’esso locale o cloud, richiede una riflessione sulla quantità dei dati da trasferire e sulla sicurezza della modalità di trasferimento. «Tuttavia questi problemi sono meramente tecnici e risolvibili con una buona organizzazione e competenze, il vero punto nodale nella migrazione verso un nuovo sistema è la pulizia del dato di partenza».

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Nuova partnership tra Keen Consulting e Tesar Informatica https://www.datamanager.it/news/nuova-partnership-tra-keen-consulting-e-tesar-informatica-54789.html Wed, 19 Mar 2014 11:06:46 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/nuova-partnership-tra-keen-consulting-e-tesar-informatica/ Keen Consulting ha siglato una partnership commerciale con Tesar Informatica, Società specializzata in soluzioni MES (Manufacturing Execution Systems)

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Keen Consulting ha siglato una partnership commerciale con Tesar Informatica, Società specializzata in soluzioni MES (Manufacturing Execution Systems)

Keen Consulting, nata 3 anni fa, vuole offrire la pluriennale esperienza dei suoi Professionisti in ambito Enterprise Application, tra cui ERP, CRM, BI, EAM, DW e CPM. Nello scenario di mercato IT si posiziona come il System Integrator dell’approccio italiano all’ERP.

Estrema personalizzazione e massimo coinvolgimento negli obiettivi tattico-strategici del Cliente: sono questi i valori di tutto il Team Keen Consulting.

Tra i Clienti di Keen Consulting nei vari e svariati settori di mercato ricordiamo: Nardi Elettrodomestici, SIAD Macchine Impianti, Campagnolo, Zanotti, Orton.

Per Tesar Informatica MES è la soluzione che permette di controllare e gestire tutti i parametri e le variabili di produzione. Utilizzando soluzioni MES da appositi Terminali industriali, connessi in rete tra loro, opportunamente dislocati nel reparto produttivo aziendale (a bordo macchina, lungo isole o linee di lavorazione, aree di montaggio ed assemblaggio, ecc.) e collegati ad uno o più Personal Computer di supervisione, è possibile ottenere in tempo reale, e in forma centralizzata, tutti i dati relativi alla produzione.

Tali Terminali permettono infatti di rilevare e controllare localmente ed automaticamente tempi di produzione, avanzamento lotti, cause e tempi di fermo macchina o lavorazione, quantità prodotte, scartate e rilavorate, personale di reparto, rese, efficienze.

Evidenziano anomalie, allarmi, verificano l’idoneità dei materiali impiegati, ecc.

Tra i Clienti di Tesar in molteplici settori possiamo citare: Tod’s, Paglieri Profumi, Trasfor, Lafert, Magneti Marelli, Marangoni Tyres, Mamoli Rubinetterie, Rexnord.

“Questa partnership punta a rafforzare la nostra proposizione sul mercato, ampliando il nostro portafoglio di offerta e rafforzando la nostra strategia commerciale.

Siamo convinti che questo accordo potrà contribuire a soddisfare le necessità delle aziende manifatturiere di una soluzione integrata e completa – affermano Marco Laguardia, Direttore Commerciale di Keen Consulting, e Angelo Colombo, Direttore Commerciale di Tesar – consentendo loro il perfetto controllo degli eventi di fabbrica e quindi incrementando il Ritorno sull’Investimento (ROI) nei sistemi ERP”.

Keen Consulting è Partner certificato Infor per le soluzioni ERP (LN-BaaN), Infor PCM (Product Configurator Management), Infor PM10 (Business Intelligence) ed Infor EAM (Enterprise Asset Management).

Tesar Informatica è l’azienda leader in Italia nella fornitura di sistemi di pianificazione, controllo e gestione della produzione e della qualità industriale e di raccolta-dati automatica dai reparti produttivi.

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KEEN Consulting e INFOR: insieme per essere sempre più social https://www.datamanager.it/news/keen-consulting-e-infor-insieme-essere-sempre-pi-social-51878.html Fri, 29 Nov 2013 13:32:50 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/keen-consulting-e-infor-insieme-per-essere-sempre-piu-social/ Con l’8.va edizione di INFOR on the ROAD si consolida la strategia SMAC di Keen Consulting, Silver Partner dell’evento

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Con l’8.va edizione di INFOR on the ROAD si consolida la strategia SMAC di Keen Consulting, Silver Partner dell’evento

L’8.va edizione di INFOR on the ROAD, User Conference annuale, ha consolidato la partnership strategica tra INFOR e KEEN Consulting, Silver Partner dell’evento svolto a Palazzo Mezzanotte di Milano lo scorso 5 novembre.

All’insegna del concetto Connect/Collaborate/Go, si è definita la nuova strategia INFOR basata su 4 innovazioni: Social, Mobile, Analytics e Cloud.

Beautiful – Il design al servizio delle funzionalità. Hook & Loop, l’agenzia creativa di Infor, ha migliorato l’esperienza utente (user experience) delle applicazioni Infor, rendendola diversa e innovativa con l’obiettivo di avere informazioni affidabili nel momento e nel luogo giusto.

Social – La comunicazione e la collaborazione tra le persone all’interno di un’azienda sono al centro della sua crescita. Grazie a Infor Ming.leTM, Infor Motion e Analytics, Infor consente un accesso semplice alle informazioni oltre all’opportunità di seguire (follow) facilmente persone, oggetti e documenti, altrimenti nascosti all’interno dei processi di business.

Specialized – Infor ha illustrato come le aziende possono ‘andare più veloci’ grazie a un software sviluppato per settori verticali e arricchito da ulteriori funzionalità offerte dalla nuova piattaforma Infor 10x.

“Una partnership strategica orientata a dare una spinta propulsiva al “modus operandi” aziendale, consolidando/innovando le classiche modalità operative (Mobile/Analytics/Cloud) e consentendo/facilitando l’ingresso in Azienda del Social, modalità operativa ormai consolidata in ambito consumer, ma ancora lontana dall’ambito aziendale“. – Con queste parole Marco Laguardia, Sales & Marketing Director di Keen Consulting, spiega l’importanza della nuova strategia SMAC di INFOR, condivisa in pieno da Keen Consulting, in qualità di Associate Partner istituzionale INFOR dalla sua nascita.

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KEEN Consulting e ALTAnet insieme alla Fiera del Levante https://www.datamanager.it/news/keen-consulting-e-altanet-insieme-alla-fiera-del-levante-49761.html Tue, 17 Sep 2013 17:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/keen-consulting-e-altanet-insieme-alla-fiera-del-levante/ Il Centro di Competenza EAM (Enterprise Asset Management) Keen Consulting e ALTAnet partecipa alla Fiera del Levante di Bari – 14-22 settembre 2013

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Il Centro di Competenza EAM (Enterprise Asset Management) Keen Consulting e ALTAnet partecipa alla Fiera del Levante di Bari – 14-22 settembre 2013

“I sistemi Enterprise Asset Management (EAM) per la gestione del patrimonio cittadino”.

Tema dell’intervento congiunto Keen Consulting – ALTAnet all’interno dell’evento “Puglia: piattaforma mediterranea delle rinnovabili sostenibili” per predisporre un modello reale di Green Economy e proporre modelli concreti di Smart City.

All’evento che si terrà il 18 settembre 2013 all’interno della Fiera del Levante prenderanno parte il Ministero per lo Sviluppo Economico, le Università di Bari, Foggia e del Salento, la Regione Puglia e l’Istituto Nomisma.

“Da sempre strumento di monitoraggio/controllo, l’Enterprise Asset Management (EAM) si rivela oggi più che mai lo strumento ideale per tenere costantemente sotto controllo gli Asset propri del patrimonio cittadino, aiuta a rispettare le normative vigenti, anche in campo ambientale, e gli obiettivi di manutenzione, oltre a favorire la riduzione dei consumi energetici”. Con queste parole Marco Laguardia, Sales & Marketing Director Keen Consulting, motiva la presenza del centro di competenza congiunto Keen Consulting – Altanet alla Fiera del Levante.

“Obiettivo del Centro di Competenza Keen Consulting – ALTAnet è quello di offrire tecnologie e competenze alle aziende ed alla Pubblica Amministrazione pugliese impegnati nel processo di innovazione tecnologica, supportati dalla soluzione Infor – EAM che offre gli strumenti per il monitoraggio e la gestione delle performance degli asset cittadini”, conclude Nicola Plantamura, Amministratore unico di ALTAnet.

Agenda Evento:

Chairman durante la giornata: Giuseppe Bratta, Distretto Le Nuove Energie – Raffaele Di Stefano, Diego Gavagnin, Emanuele Martinelli, Miriam Spalatro, Energia Media

Ore 10.00

Apertura lavori e presentazione del “Premio Smart Manager Puglia 2013” assegnato a personalità che si siano distinti in ambito: sviluppo d’impresa; sviluppo sociale; sviluppo ricerca. Assegnazione a fine giornata

Giuseppe Bratta Distretto Le Nuove Energie:

Ore 10.10-10.30

Tra Europa e Regioni un nuovo ruolo strategico per il Ministero dello Sviluppo Economico

Marcello Capra – Ministero per lo Sviluppo Economico

Ore 10.30-10.50

Il sistema elettrico pugliese. Reti in alta, medio/bassa e produzione centralizzata

Prof. Lascala – Università di Bari

Ore 10-50-11.10

Dal burdensharing un ruolo di grande responsabilità per la Puglia sul futuro delle rinnovabili in Italia

Prof. Giuseppe Martino Nicoletti – Università di Foggia

Ore 11.10-11.30

Aggiornamento del Pear – Piano Energetico Ambientale Regionale – e generazione distribuita

Prof. Domenico Laforgia – Università del Salento

Ore 11.30-11.50

Ruolo delle tecnologie nel binomio energia TLC

Paolo Casalino, Dirigente Ufficio di Bruxelles – Regione Puglia

Ore 11.50-12.10

Il progetto Puglia in ottica Smart City

Nomisma Società di Studi Economici, Luigi Scarola

Ore 12.10-12.30

Il meteo delle fonti rinnovabili” Susanna Ceccanti – Project Manager Ealp Agenzia Energetica della Provincia di Livorno

Ore 12.30-12.50

Multi utility energia e settore idrico. Analisi sul sistema Puglia

Acquedotto Pugliese

Ore 12.50-13.10

Dall’efficienza all’autonomia: la politica delle cooperative nel settore energetico

Vanni Rinaldi – Responsabile Innovazione Energia Ambiente Legacoop

Pomeriggio

Ore 14.30-17.00

Tecnologie e management al servizio di un nuovo progetto Puglia tecnologie.

I sistemi Enterprise Asset Management (EAM) per la gestione intelligente del patrimonio cittadino – Nicola Serioli – Keen Consulting (Business Partner Infor) & Nicola Plantamura – ALTAnet.

Gestione dei dati di consumo e Sistemi Qualità per il risparmio energetico nelle strutture ospedaliere. Relatori: Giovanni Anselmi – Presidente nazionale Unimatica CONFAPI in collaborazione con Bureau Veritas.

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KEEN Consulting e ALTAnet: un Centro di Competenza unico per l’Enterprise Asset Management https://www.datamanager.it/news/keen-consulting-e-altanet-un-centro-di-competenza-unico-l-enterprise-asset-management-49749.htm Tue, 17 Sep 2013 09:14:06 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/keen-consulting-e-altanet-un-centro-di-competenza-unico-per-lenterprise-asset-management/ Le due aziende uniscono le forze a supporto dell’innovazione tecnologica delle imprese

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Le due aziende uniscono le forze a supporto dell’innovazione tecnologica delle imprese

Keen Consulting e ALTAnet annunciano la firma di una partnership che ha l’obiettivo comune di sviluppare un Centro di Competenza dedicato alle soluzioni Infor EAM (Enteprise Asset Management).

“Una partnership non solo strategica, ma anche concreta e costruttiva, un’alleanza finalizzata a consolidare le proprie specifiche competenze ed offrire soluzioni di business innovative in Puglia, una regione che in questi ultimi anni è sempre più attenta all’innovazione tecnologica”, con queste parole Marco Laguardia, Sales & Marketing Director di Keen Consulting, spiega l’importanza di questa partnership. “Con ALTAnet condividiamo non solo la visione strategica e le potenzialità della soluzione EAM di Infor, ma anche la cultura di attenzione al cliente e la concretezza di approccio ai progetti, lo scambio reciproco di competenze e risorse porterà nuovo valore ai nostri clienti”.

Nicola Plantamura, Amministratore unico di ALTAnet, sottolinea che “Il Centro di Competenza è la giusta occasione per mettere in campo le diverse attività di ricerca e sviluppo che ALTAnet ha conseguito negli ultimi anni, ed in modo particolare quelle legate all’efficientamento energetico ed al controllo di qualità nei processi industriali attraverso tecniche di ispezione visiva”. “Tali ricerche sono state sviluppate in stretta collaborazione con il Politecnico di Bari con cui esiste un ottimo rapporto di collaborazione”. Infine Plantamura conclude evidenziando la strategicità della partnership, confermando che: “Il Centro di Competenza svilupperà add-on alla suite INFOR in modo tale da garantire ai clienti finali innovative soluzioni tecnologiche in grado di aumentare il loro livello di competitività sul mercato globale”.

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