Linda Gilli – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:42:06 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Linda Gilli – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Inaz, 70 anni di innovazione. La cultura del lavoro, asset del cambiamento https://www.datamanager.it/2018/04/inaz-70-anni-di-innovazione-la-cultura-del-lavoro-asset-del-cambiamento/ Thu, 12 Apr 2018 14:41:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145643 Linda Gilli traccia passato e presente della compagnia che ha portato la gestione del personale nell’era dell’informatica, con uno sguardo al futuro: «Dalla disruption alla costruzione di un nuovo modello di impresa» Il mondo del lavoro sta cambiando e con esso i modi con cui analizzarlo e supportarlo. Lo sa bene Inaz che da 70 anni, […]

L'articolo Inaz, 70 anni di innovazione. La cultura del lavoro, asset del cambiamento proviene da Data Manager Online.

]]>
Linda Gilli traccia passato e presente della compagnia che ha portato la gestione del personale nell’era dell’informatica, con uno sguardo al futuro: «Dalla disruption alla costruzione di un nuovo modello di impresa»

Il mondo del lavoro sta cambiando e con esso i modi con cui analizzarlo e supportarlo. Lo sa bene Inaz che da 70 anni, compiuti proprio nel 2018, offre alle aziende la sua vasta esperienza per amministrare e gestire il personale. Per capire come il settore abbia colto il cambiamento, seguendo alcuni pillar essenziali, abbiamo fatto due chiacchiere con Linda Gilli, presidente e AD di Inaz. «L’avvento della digitalizzazione ha rotto molti equilibri in tanti contesti. Se in prima battuta ciò ha spaventato dirigenti e responsabili, in un secondo momento i benefici derivanti dalla tecnologia hanno preso il sopravvento, contribuendo a declinare nuove metodologie di approccio e di intervento. Da un lato oggi lavorare quando si è fuori dall’ufficio è più semplice, grazie alle nuove tecnologie, al cloud e alle mobile app. Dall’altro rimane centrale, almeno secondo noi, il ruolo del lavoratore, che non può essere ridotto a uno degli elementi che compongono il flusso della produttività, ma deve rimanere protagonista dello sviluppo e della crescita umana e professionale».

LA FLESSIBILITÀ NON PUÒ ESSERE FINE A SE STESSA

Il riferimento non è una critica alla pur eccessiva informatizzazione del business – di cui Inaz è tra i protagonisti italiani come produttore di soluzioni e servizi HR – ma una sorta di ritorno all’umanità di cui oggi, più che in passato, si sente il bisogno. L’idea di Gilli, condivisa da tanti altri soggetti che hanno passato varie ere economiche, è che la valorizzazione delle persone sia ancora il motore che fa girare l’azienda e la fa sopravvivere a lungo nel mercato. Come ci spiega: «La flessibilità è un termine interessante, ma che va contestualizzato e non isolato. Lo smart working esiste perché c’è lavoro e non il contrario, è un ambito che comunque ci coinvolge a livello normativo con la regolamentazione delle professioni e poi dei metodi con cui queste vengono svolte. Se l’obiettivo è lavorare bene allora prendiamo di buon grado tutte le innovazioni che possono agevolare il raggiungimento di tale scopo, ma non dimentichiamo la centralità dell’uomo».

[amazon_link asins=’889175160X,8823834368,1137572590,B01K3OMO1K,147396766X,8838667802,8838786380,8899483264′ template=’ProductCarousel’ store=’dmo0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’8dd37cf8-3ef4-11e8-affc-fb1ee3d4886c’]

IL PERCORSO DELL’IMPRESA NELL’ERA DIGITALE

Del resto, il convegno dello scorso settembre “Il percorso dell’impresa nell’era digitale”, organizzato da Inaz proprio per fare il punto sul tema dell’innovazione in azienda, ha dimostrato che l’adozione del cloud e di infrastrutture di rete versatili rappresentano alcuni dei vettori dello svecchiamento di processi consolidati che la tecnologia rende quasi obsoleti. «L’uomo è ancora al centro delle dinamiche di lavoro ma è naturalmente circondato da una serie di oggetti connessi che lo rendono più smart, attivo e slegato dai concetti di spazio e tempo. Con le nostre soluzioni HR vogliamo valorizzare l’esperienza dei clienti sul piano della loro crescita oltre che al beneficio organizzativo e strutturale».


Il percorso dell’impresa nell’era digitale. Il #lavoro come asset del #cambiamento. La #flessibilità non può essere fine a stessa. Dalla disruption alla costruzione di un nuovo modello – Linda Gilli AD di @Inaz_SRL
Click To Tweet


IL VALORE DELL’INTELLIGENZA COLLABORATIVA

Uno degli argomenti che da mesi pervade il settore delle risorse umane è “collaborazione”. Inaz si inserisce in tale filone con l’espressione “social collaboration”. «Per intelligenza collaborativa intendiamo il passaggio da una serie di professionalità verticali alle competenze orizzontali» – spiega Gilli. «Stiamo procedendo velocemente da un rapporto di lavoro di tipo verticale, nel quale ognuno dipendeva da un capo, a gruppi con conoscenze orizzontali. Il motivo è che molti ambiti organizzativi richiedono oggi know-how assenti singolarmente ma soddisfatti all’interno di cluster specifici. Mi spiego: una compagnia che necessita di conoscenze di IT, legali, di pianificazione, le ricercherà su un unico soggetto e, non trovandole, dovrà puntare su un gruppo che, alla lunga, porta risultati anche maggiori. Ciò crea dinamiche collaborative, scambio di informazioni, idee e riformulazioni. Una nuova forma di organizzazione che annulla i processi statici e di vecchio stampo a favore di una maggior chiarezza, sviluppo di nuove professionalità e competenze».

Il mondo del lavoro cambia, cambiano i punti di accesso individuali e così i modi per raggiungere le informazioni. In 70 anni Inaz ha attraversato i profondi mutamenti della gestione aziendale, accompagnando le esigenze dei clienti verso tempi nuovi e nuove sfide. Per Linda Gilli, una delle più grandi soddisfazioni arriva da chi considera «Inaz un’impresa capace di creare soluzioni e servizi che possano aiutare a lavorare al meglio, valorizzando le persone, le loro capacità, liberando le loro energie. Il risultato? Il raggiungimento del bene comune. Questa visione deve guidarci anche per i prossimi settant’anni e oltre. Come sempre vogliamo essere semplificatori di innovazione, con le nostre soluzioni per il mondo HR, ma anche con tutta la voglia di scoprire insieme come migliorare l’organizzazione del domani e disegnare un nuovo modello di impresa».

[amazon_link asins=’889175160X,8823834368,1137572590,B01K3OMO1K,147396766X,8838667802,8838786380,8899483264′ template=’ProductCarousel’ store=’dmo0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’8dd37cf8-3ef4-11e8-affc-fb1ee3d4886c’]

L'articolo Inaz, 70 anni di innovazione. La cultura del lavoro, asset del cambiamento proviene da Data Manager Online.

]]>
Paghe e gestione del personale in outsourcing: 6 consigli per fare la scelta giusta https://www.datamanager.it/2016/06/paghe-gestione-del-personale-outsourcing-6-consigli-la-scelta-giusta/ Wed, 15 Jun 2016 10:00:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=103402 La sicurezza digitale e la garanzia di costante aggiornamento tecnologico e normativo sono gli aspetti più importanti da considerare quando si è alla ricerca del fornitore ideale. I consigli di Inaz: «Incontrate le persone che gestiranno i vostri dati» Quali sono i requisiti da valutare quando si sceglie il fornitore dei servizi per la gestione […]

L'articolo Paghe e gestione del personale in outsourcing: 6 consigli per fare la scelta giusta proviene da Data Manager Online.

]]>
La sicurezza digitale e la garanzia di costante aggiornamento tecnologico e normativo sono gli aspetti più importanti da considerare quando si è alla ricerca del fornitore ideale. I consigli di Inaz: «Incontrate le persone che gestiranno i vostri dati»

Quali sono i requisiti da valutare quando si sceglie il fornitore dei servizi per la gestione del personale in azienda? Il compito è molto delicato, perché l’outsourcing è un aspetto strategico nel contenimento dei costi e nel miglioramento della qualità dei processi. «Valutare la reputazione del partner, la sua storia, le sue certificazioni, la sua specializzazione del settore: è un punto di partenza, ma ci sono altri aspetti da considerare. Per prima cosa, anche se i processi sono del tutto digitali, anzi proprio per questo, occorre incontrarsi, toccare con mano: visitare gli uffici del fornitore, il data center, chiedere di incontrare il management e le persone che lavoreranno sui dati della propria impresa». Parola di Linda Gilli, presidente e AD di Inaz, una delle più importanti realtà italiane nel settore software e servizi per gestire le risorse umane e organizzare il lavoro in azienda.

Assieme al fornitore occorre poi esaminare una serie di punti.

Primo, la sicurezza dei dati. «Le informazioni devono sempre essere adeguatamente protette. Verificate che il fornitore ne garantisca la disponibilità, l’integrità e la riservatezza» spiega Gilli.

Secondo, dovete sempre sapere chi gestisce i vostri dati e dove. «Il fornitore deve custodirli sul territorio nazionale, in una struttura proprietaria: chiedetegli di visitarla» consiglia Gilli.

Terzo aspetto da valutare è il controllo: i dati sono vostri, non del fornitore. «Non accontentatevi di una semplice reportistica, ma assicuratevi di poter sempre avere accesso ai vostri dati» prosegue l’AD di Inaz. Chiariti questi punti sulla protezione e sulla sicurezza dei dati, ci sono poi altri aspetti da valutare per scegliere un fornitore con una marcia in più.

Il quarto consiglio è quindi di privilegiare chi fornisce servizi su misura: «Un fornitore che suggerisce gli strumenti che servono davvero all’azienda, e che studia un progetto personalizzato, diventa un vero e proprio partner che fa investire meglio, portando risparmio» sottolinea Linda Gilli.

Quinto, i servizi e gli strumenti offerti devono essere sempre in evoluzione: «Qualità ed efficienza possono mantenersi nel tempo solo se il proprio partner è sempre aggiornato su normativa e tecnologie –spiega Gilli–. Così sarà in grado di seguire l’azienda nei suoi cambiamenti organizzativi».

E con il sesto consiglio si torna al punto di partenza: la relazione. «Accertatevi che il fornitore abbia un team dedicato a voi, da poter chiamare in ogni momento –conclude Gilli–. Il rapporto di fiducia è fondamentale quando affidate a un esterno i vostri dati e i processi che regolano l’organizzazione delle persone in azienda».  Con queste garanzie si possono dormire sonni tranquilli: migliorare la qualità, tenere sotto controllo i costi e liberare energie per dedicarsi al proprio core business.

 

L'articolo Paghe e gestione del personale in outsourcing: 6 consigli per fare la scelta giusta proviene da Data Manager Online.

]]>
La legalità è una scelta manageriale. Il rating di Inaz a due stelle ++ https://www.datamanager.it/2016/04/la-legalita-scelta-manageriale-rating-inaz-due-stelle/ Thu, 07 Apr 2016 06:40:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=98366 La società milanese ha conquistato un’alta valutazione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’AD Linda Gilli: «Il rating è un’innovazione che porta alle imprese un vantaggio competitivo. Serve una cultura manageriale che riconosca che un mercato responsabile è un mercato solido, che cresce» Inaz ha ottenuto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del […]

L'articolo La legalità è una scelta manageriale. Il rating di Inaz a due stelle ++ proviene da Data Manager Online.

]]>
La società milanese ha conquistato un’alta valutazione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

L’AD Linda Gilli: «Il rating è un’innovazione che porta alle imprese un vantaggio competitivo. Serve una cultura manageriale che riconosca che un mercato responsabile è un mercato solido, che cresce»

Inaz ha ottenuto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato un rating di legalità di due stelle ++. Il punteggio risulta dall’attribuzione di una stella per i requisiti di base richiesti dall’Agcom e di un’altra stella e due “+” per ulteriori requisiti premiali. La società è inserita nell’elenco delle imprese con rating di legalità, così come previsto dal regolamento dell’Agcom.

Lo annuncia Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz: «Il rating di legalità non è solo un premio per le aziende virtuose. Per noi è una scelta manageriale e strategica: la legalità e l’etica costituiscono un vantaggio competitivo fondamentale per dimostrare la propria affidabilità a clienti, fornitori e investitori».

Ancora troppe imprese vedono il rating di legalità è una sorta di castigo o di pastoia burocratica legata all’ottenimento di finanziamenti pubblici o agevolazioni nel credito bancario. «È una visione miope –sostiene Linda Gilli–. Mercato e legalità sono due realtà strettamente legate. Un mercato responsabile è un mercato solido, che può crescere. Al contrario, un mercato in cui le regole sono continuamente violate è un danno per le imprese e per i cittadini».

Il rating di legalità è uno strumento introdotto nel 2014 per premiare le aziende –con fatturato minimo di 2 milioni di euro e iscritte al Registro Imprese da almeno due anni– che adottano principi etici nell’azione imprenditoriale. Sono le aziende stesse a richiederlo e la valutazione, affidata all’Agcom, dura due anni ed è rinnovabile su richiesta. Attualmente sono oltre 1.500 le imprese che hanno ottenuto il rating.

Per l’acquisizione della prima stella l’azienda deve soddisfare alcuni requisiti base legati all’assenza di condanne, misure cautelari, illeciti antitrust gravi, fiscali o in materia di sicurezza sul lavoro. Le altre due stelle sono legate a ulteriori requisiti come il rispetto del Protocollo di legalità (Ministero dell’Interno e Confindustria); la tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori a quelli fissati dalla legge; l’esistenza di una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformità delle attività aziendali (d.lgs. 231/2001); l’adozione di comportamenti di Corporate Social Responsability; l’essere iscritta in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa; l’aver aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria; l’aver adottato modelli organizzativi di prevenzione e contrasto della corruzione.

 

L'articolo La legalità è una scelta manageriale. Il rating di Inaz a due stelle ++ proviene da Data Manager Online.

]]>
Inaz premia i migliori rappresentanti del 2015 https://www.datamanager.it/2016/03/inaz-premia-migliori-rappresentanti-del-2015/ Wed, 02 Mar 2016 18:00:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=95812 L’agente dell’anno è di Firenze, obiettivi centrati in tutta Italia Inaz fa registrare in tutta Italia, da Nord a Sud, ottime performance nella vendita dei prodotti e servizi per l’amministrazione e la gestione delle risorse umane. L’azienda ha assegnato le targhe oro ai 27 rappresentanti della rete Inaz che hanno centrato il target dell’anno, mentre […]

L'articolo Inaz premia i migliori rappresentanti del 2015 proviene da Data Manager Online.

]]>
L’agente dell’anno è di Firenze, obiettivi centrati in tutta Italia

Inaz fa registrare in tutta Italia, da Nord a Sud, ottime performance nella vendita dei prodotti e servizi per l’amministrazione e la gestione delle risorse umane. L’azienda ha assegnato le targhe oro ai 27 rappresentanti della rete Inaz che hanno centrato il target dell’anno, mentre Linda Gilli, presidente dell’azienda, ha incoronato come autore della Best Performance 2015 l’agente Paolo Coccioni, responsabile della filiale di Firenze.

Sotto la guida di Paolo Coccioni il fatturato dell’agenzia Inaz di Firenze è cresciuto del 5% rispetto al 2015. Numeri importanti, che non arrivano per caso. «Il fatturato dell’agenzia non è l’unico criterio in base al quale assegniamo il titolo di agente dell’anno -spiega Linda Gilli, presidente e amministratrice delegata di Inaz – così come non basta aver fatto registrare una crescita costante nell’ultimo triennio, né aver venduto un mix di prodotti e servizi a clienti grandi e piccoli. L’agente dell’anno di Inaz deve rappresentare i valori e la missione dell’azienda, collaborare in modo efficiente con l’organizzazione e i punti assistenza tecnica e operare, nel suo territorio, mettendo al centro l’attenzione al cliente e la qualità del lavoro».

L’agenzia Inaz di Firenze guidata da Paolo Coccioni è molto radicata nel territorio. Il team, composto da sei persone tra figure commerciali e esperti dell’assistenza tecnica, gestisce piccole aziende come realtà che contano migliaia di dipendenti. «La nostra forza sta nella gamma di prodotti e servizi e nella flessibilità che ci permette di confrontarci con moltissime realtà diverse, tra le quali contiamo anche alcune eccellenze della moda, vino, logistica e servizi che caratterizzano il nostro territorio –spiega Coccioni–. Sono aziende che investono in tecnologia per rendere più efficiente l’organizzazione delle risorse umane e fra le quali registriamo una crescente richiesta di servizi in outsourcing».

Oltre a Paolo Coccioni, un terzo della forza vendita di Inaz, dislocata in tutta Italia, è stato insignito della targa oro per il raggiungimento degli obiettivi assegnati per l’anno. Le premiazioni hanno coinvolto anche i commerciali di sede che hanno il compito di seguire i clienti non su base territoriale, ma dedicandosi a importanti progetti destinati a un segmento di mercato grandi aziende. Si conferma in crescita anche il trend dell’outsourcing, che Inaz declina in diversi livelli di servizio elaborando mensilmente cedolini paga per migliaia di dipendenti in tutta Italia.

Inaz Srl è una delle più importanti realtà italiane nella produzione software ed erogazione servizi per l’amministrazione e la gestione delle risorse umane. Con una rete di agenzie e punti assistenza in tutta Italia, Inaz offre le sue soluzioni a più di 10mila clienti fra aziende, pubblica  amministrazione, studi professionali, consulenti del lavoro e associazioni di categoria.

Inaz, con il suo Centro Studi, è anche punto di riferimento per imprese e professionisti in tema di aggiornamento, consulenza e formazione. La sede centrale è in Viale Monza 268 a Milano.

L'articolo Inaz premia i migliori rappresentanti del 2015 proviene da Data Manager Online.

]]>
Il paradigma olivettiano, l’impresa nel terzo millennio https://www.datamanager.it/2015/09/il-paradigma-olivettiano-limpresa-nel-terzo-millennio/ Mon, 21 Sep 2015 14:44:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=83041 “Olivetti Adriano di Camillo: Sovversivo”. Così scriveva un oscuro funzionario sulla copertina del dossier che la questura di Aosta aprì su Adriano Olivetti nel giugno 1931. Forse, perché in ogni società che rifiuta il cambiamento per paura di essere cancellata, anche le idee “buone” possono spaventare. Quella di Adriano Olivetti fu un’esperienza unica nel capitalismo […]

L'articolo Il paradigma olivettiano, l’impresa nel terzo millennio proviene da Data Manager Online.

]]>
“Olivetti Adriano di Camillo: Sovversivo”. Così scriveva un oscuro funzionario sulla copertina del dossier che la questura di Aosta aprì su Adriano Olivetti nel giugno 1931.

Forse, perché in ogni società che rifiuta il cambiamento per paura di essere cancellata, anche le idee “buone” possono spaventare. Quella di Adriano Olivetti fu un’esperienza unica nel capitalismo italiano e internazionale perché si basò su una concezione del lavoro che metteva al centro gli aspetti sociali in luogo del profitto. Il paradigma olivettiano è anche il fulcro della riflessione di due volumi della collana Piccola Biblioteca d’Impresa di Inaz e rappresenta un punto di partenza obbligato per tutti coloro che concepiscono l’imprenditorialità come un fattore essenziale per il progresso di una società aperta e giusta. Ma che cos’è il “bene dell’azienda”? Per Vittorio Coda, professore emerito dell’Univeristà Bocconi, esperto di strategia e politica aziendale, si identifica con il suo sviluppo duraturo. «Ma si badi bene, non crescita quantitativa».


#impresa Il paradigma olivettiano nel terzo millennio @Inaz_SRL
Click To Tweet


Per l’economista d’impresa, Marco Vitale, che punta il dito contro «la peste della finanziarizzazione del mondo», l’impresa non deve essere autoreferenziale. «La legittimazione dell’impresa è nell’essere utile alla collettività e al suo sviluppo». Ali Reza Arabnia, presidente e AD del Gruppo Geico (geicotaikisha.com), è convinto assertore dell’innovazione e della responsabilità sociale di chi fa impresa. Persiano d’origine vive e lavora in Italia dal 1980. «Nel periodo più brutto della nostra vita aziendale nel 2009, abbiamo investito senza paura. Mentre tutti i nostri concorrenti tagliavano il personale e bloccavano gli investimenti, noi puntavamo sull’innovazione e i giovani talenti».

E del resto, come ricorda Carlo G. Lacaita, ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano, la prima fabbrica di Camillo Olivetti a Ivrea aveva il suo cuore proprio nel laboratorio. (nella foto da sinistra, Ali Reza Arabnia, Marco Vitale, Linda Gilli, AD di Inaz, Carlo G. Lacaita e Vittorio Coda)

L'articolo Il paradigma olivettiano, l’impresa nel terzo millennio proviene da Data Manager Online.

]]>
Nominato Maestro del Lavoro Massimiliano Maggi, direttore amministrativo e finanziario di Inaz https://www.datamanager.it/2015/05/nominato-maestro-del-lavoro-massimiliano-maggi-direttore-amministrativo-e-finanziario-di-inaz/ Thu, 14 May 2015 17:30:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74862 L’onorificenza conferita durante la cerimonia in cui sono stati decorati 155 Maestri del Lavoro lombardi. Linda Gilli, presidente e A.D. di Inaz: «Un innovatore che in trent’anni di carriera nella nostra azienda apportato miglioramenti organizzativi e portato avanti strategie di crescita» Il direttore amministrativo e finanziario di Inaz, Massimiliano Maggi, è stato decorato con la […]

L'articolo Nominato Maestro del Lavoro Massimiliano Maggi, direttore amministrativo e finanziario di Inaz proviene da Data Manager Online.

]]>
L’onorificenza conferita durante la cerimonia in cui sono stati decorati 155 Maestri del Lavoro lombardi. Linda Gilli, presidente e A.D. di Inaz: «Un innovatore che in trent’anni di carriera nella nostra azienda apportato miglioramenti organizzativi e portato avanti strategie di crescita»

Massimiliano Maggi

Il direttore amministrativo e finanziario di Inaz, Massimiliano Maggi, è stato decorato con la Stella al Merito del Lavoro assieme ad altri 155 lombardi durante la cerimonia annuale tenutasi al Teatro Dal Verme di Milano. Maggi, 51 anni, due figli, è entrato in Inaz nel 1986 come addetto alla contabilità clienti, per poi assumere i ruoli di responsabile contabilità generale e poi di responsabile amministrativo. Attualmente è direttore amministrativo e finanziario di Inaz ed è consigliere nel CDA di società controllate del gruppo Inaz. «Sono onorato di ricevere questo riconoscimento per l’impegno con il quale ho sempre affrontato le mie sfide professionali –commenta Maggi–. Ci tengo anche a sottolineare che questo impegno ha dato ottimi frutti perché calato in un contesto aziendale come quello di Inaz, in cui ho sempre potuto esprimere al meglio le mie energie e la voglia di costruire è condivisa».

«Massimiliano Maggi è con noi da più di trent’anni –spiega Linda Gilli, Cavaliere del Lavoro, presidente e amministratore delegato di Inaz–. È motivo di orgoglio per noi vedere riconosciuti, a così alto livello, quei valori che Massimiliano ha sempre saputo esprimere nella nostra azienda, durante tutta la sua carriera: la correttezza, la professionalità e lo spirito innovativo con cui ha apportato grandi miglioramenti organizzativi e ha gestito con le varie e importanti operazioni societarie che determinano l’attuale struttura di Inaz, sempre portando avanti con la proprietà strategie orientate alla crescita e allo sviluppo. Inoltre ha sempre posto una grande cura nel trasferire il proprio know-how ai colleghi e alle nuove leve in azienda».

La Stella al Merito del Lavoro è un’onorificenza istituita per premiare singoli meriti di perizia, laboriosità e buona condotta morale dei lavoratori dipendenti da imprese pubbliche o private. I Maestri del Lavoro sono nominati dal presidente della Repubblica, su proposta del ministro del Lavoro e delle politiche sociali, e si tratta di lavoratori dipendenti che hanno compiuto 50 anni, prestato attività lavorativa per almeno 25 anni, e si sono distinti per la propria professionalità.

 

L'articolo Nominato Maestro del Lavoro Massimiliano Maggi, direttore amministrativo e finanziario di Inaz proviene da Data Manager Online.

]]>
Le idee di Inaz, lavoro e relazioni industriali https://www.datamanager.it/rivista/le-idee-di-inaz-lavoro-e-relazioni-industriali-53708.html Mon, 17 Feb 2014 11:36:38 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/le-idee-di-inaz-lavoro-e-relazioni-industriali/ Inaz si occupa da 65 anni di lavoro e persone. La Piccola biblioteca di Inaz si arricchisce sempre di nuove voci e riflessioni sui temi caldi della cultura d’impresa. Questa volta, al centro del dibattito c’è il lavoro. «Negli ultimi anni, sono stati numerosi gli interventi legislativi sul lavoro, ma nella realtà il mercato del […]

L'articolo Le idee di Inaz, lavoro e relazioni industriali proviene da Data Manager Online.

]]>
Linda GilliInaz si occupa da 65 anni di lavoro e persone. La Piccola biblioteca di Inaz si arricchisce sempre di nuove voci e riflessioni sui temi caldi della cultura d’impresa. Questa volta, al centro del dibattito c’è il lavoro. «Negli ultimi anni, sono stati numerosi gli interventi legislativi sul lavoro, ma nella realtà il mercato del lavoro non è governato» – spiega Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz, nell’introduzione del volume dal titolo “Idee per far ripartire il lavoro e le relazioni industriali”. Per Linda Gilli, bisognerebbe dare maggiore attenzione «alla crescita dell’economia reale, perché è questa che porta lavoro e aumento dell’occupazione. La cultura fa crescere anche l’occupazione giovanile. Flessibilità ed elasticità favoriscono la crescita». Molte idee nuove sul lavoro e l’organizzazione sono idee antiche da recuperare e rendere attuali, mettendo al centro l’economia sociale di mercato. Se vogliamo ricostruire il mondo del lavoro e renderlo migliore, bisogna fare scelte coraggiose. «È in questi periodi così difficili – continua Linda Gilli – che possiamo esprimere la nostra capacità di far fronte con animo positivo a eventi traumatici, restando sensibili e attenti alle buone opportunità che il mondo ci offre, riorganizzando e ricostruendo in meglio quella che sarà la nostra vita, superate le difficoltà di oggi». Nel libro, oltre all’intervento di Marco Vitale, che invita a fare «un salto di civiltà» verso relazioni industriali capaci di mettere al centro il valore dell’impresa, segnaliamo la riflessione di Luca Failla, noto giuslavorista e tra i fondatori di LabLaw, che fotografa i tanti mali del diritto del lavoro (frammentarietà, rigidità, giustizia) facendo notare le misure correttive necessarie, a partire dall’innalzamento delle tutele dei rapporti flessibili. Luca Meldolesi, economista che ha collaborato a livello di governo anche con Marco Biagi (di cui ricorre il dodicesimo anniversario del barbaro assassinio), cerca di guardare oltre la mediocre esperienza Monti-Fornero e la proverbiale volatilità e inconcludenza di buona parte della vita politica italiana. In chiusura, l’ex ministro del Lavoro, Tiziano Treu, traccia le prospettive e le proposte per una nuova politica del lavoro. «Non ci sono ricette veloci. Se non affrontiamo il problema della produttività e della domanda, nessuna normativa del lavoro potrà funzionare. La flessibiltà da sola non produce lavoro». 

L'articolo Le idee di Inaz, lavoro e relazioni industriali proviene da Data Manager Online.

]]>
Inaz Analytics. Le persone al centro energia per decidere https://www.datamanager.it/rivista/inaz-analytics-le-persone-al-centro-energia-decidere-49566.html Fri, 13 Sep 2013 09:39:13 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/inaz-analytics-le-persone-al-centro-energia-per-decidere/ Per superare la crisi, le aziende di ogni dimensione devono iniziare a gestire le persone valorizzando i talenti, predisponendo la gestione delle risorse con profondità storica e analitica di tutte le informazioni anagrafiche, organizzative e retributive   Le recenti riforme apportate al mercato del lavoro hanno indotto le imprese a confrontarsi con nuove problematiche e […]

L'articolo Inaz Analytics. Le persone al centro energia per decidere proviene da Data Manager Online.

]]>
Per superare la crisi, le aziende di ogni dimensione devono iniziare a gestire le persone valorizzando i talenti, predisponendo la gestione delle risorse con profondità storica e analitica di tutte le informazioni anagrafiche, organizzative e retributive

 

Linda Gilli, amministratore delegato di InazLe recenti riforme apportate al mercato del lavoro hanno indotto le imprese a confrontarsi con nuove problematiche e nuovi interrogativi, in particolare per quanto riguarda le delicate tematiche dell’amministrazione e gestione del personale. Questi cambiamenti, che hanno avuto un impatto difficilmente valutabile sul piano dell’andamento economico nazionale, hanno comunque dato alle aziende italiane la possibilità di fare leva su una immediata riduzione dei costi, ma senza favorire un significativo cambiamento strategico del lavoro. Da sempre impegnata nel settore del supporto all’amministrazione e alla gestione del personale, oltre a offrire in questo ambito software e servizi di outsourcing, Inaz (www.inaz.it) da anni promuove il dibattito intorno ai grandi temi dell’impresa. Con 350 esperti, 49 agenzie e 32 punti assistenza che danno consulenza in tutta Italia, oggi la società è una struttura flessibile e in costante evoluzione, con una solida posizione di leadership nel mercato delle soluzioni per la gestione delle risorse umane.

«Un’azienda responsabile come la nostra – afferma Linda Gilli, amministratore delegato di Inaz – oltre a fare bene il proprio lavoro deve diventare parte attiva nella promozione e nel sostegno al cambiamento. Noi affrontiamo la gestione delle risorse umane e l’organizzazione interpretando il punto di vista dell’imprenditore, tenendo presente che le persone sono il patrimonio di un’impresa e che orchestrare il capitale umano in modo eccellente è necessario per ripartire».

Come sostiene Linda Gilli, è proprio in momenti come questo che bisogna affrontare al meglio la cura dei collaboratori, perché quando le crisi passano, lasciano in eredità nuovi sistemi organizzativi e nuovi metodi di lavoro. Tutto quello che serve per amministrare e gestire le risorse umane, con sicurezza operativa, flessibilità e funzioni semplici e intuitive, è ciò che propone Inaz in numerose verticalizzazioni possibili, offrendo anche i più ampi servizi, la migliore assistenza e il massimo grado di personalizzazione dei prodotti.

Le soluzioni Inaz sono disponibili in licenza d’uso, outsourcing e SaaS non solo per la grande azienda, ma anche per la piccola e media impresa, per gli studi professionali e gli enti pubblici. Le varie piattaforme, modulari e integrabili – costantemente aggiornate, supportate da banche dati normative e da una capillare rete di assistenza – permettono di monitorare il costo del lavoro, di ottimizzare l’amministrazione del personale e di migliorarne la gestione.

Se non ora, quando?

«HR Inaz – spiega Gilli – nasce per chi, lavorando in azienda, deve affrontare decisioni manageriali e vuole gestire la propria organizzazione valorizzando i talenti e il lavoro delle persone. Questa soluzione – potente e affidabile – mette a frutto la nostra esperienza a fianco delle aziende italiane di ogni dimensione, tipo e settore, in progetti rivolti a ottimizzare la gestione e l’amministrazione del personale».

La direzione del personale, grazie al fondamentale supporto informativo offerto da HR Inaz, può contare su dati affidabili, aggiornati e sempre disponibili, può conoscere le caratteristiche e le potenzialità di chi lavora in azienda, può verificare la coerenza e la validità dell’assetto organizzativo e delle politiche retributive impostate, e – infine – può affrontare le scelte strategiche necessarie per formulare un piano operativo di controllo dei costi oppure di sviluppo delle carriere.

«Per rispondere ai bisogni del top management, che deve valutare le performance aziendali e monitorarne i costi, del direttore del personale, che deve produrre le informazioni che servono per le impostazioni delle politiche retributive, e del responsabile HR, che ha bisogno di produrre rapporti analitici con facilità e tempismo – proponiamo Inaz Analytics – che offre uno sguardo simultaneo su tutti gli indicatori che contano in azienda» – afferma Gilli. Attraverso un cruscotto ad alta leggibilità, Inaz Analytics permette una consultazione facile, veloce e interattiva di grandi quantità di dati, rendendo possibile visualizzare statistiche e tenere traccia dell’evoluzione temporale dei parametri importanti, offrendo a chi naviga anche un’ampia libertà operativa.

L'articolo Inaz Analytics. Le persone al centro energia per decidere proviene da Data Manager Online.

]]>
Il rispetto dell’ambiente comincia in azienda: Inaz risparmia 30mila bottiglie di plastica ogni anno https://www.datamanager.it/news/il-rispetto-dellambiente-comincia-azienda-inaz-risparmia-30mila-bottiglie-di-plastica-ogni-anno Wed, 19 Dec 2012 07:00:04 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/12/il-rispetto-dellambiente-comincia-in-azienda-inaz-risparmia-30mila-bottiglie-di-plastica-ogni-anno/ Linda Gilli: «Usiamo l'acqua della rete idrica al posto di quella in bottiglia. È buona e certificata. Risparmiano i dipendenti, risparmia l'azienda e guadagna l'ambiente»

L'articolo Il rispetto dell’ambiente comincia in azienda: Inaz risparmia 30mila bottiglie di plastica ogni anno proviene da Data Manager Online.

]]>
Linda Gilli: «Usiamo l’acqua della rete idrica al posto di quella in bottiglia. È buona e certificata. Risparmiano i dipendenti, risparmia l’azienda e guadagna l’ambiente»

Quante bottiglie d’acqua consumano i lavoratori di un’azienda di medie dimensioni? Inaz, società con 150 dipendenti nella sua sede di Milano, ha provato a fare i conti: «Si arriva fino a 30mila bottiglie di plastica da mezzo litro consumate in un anno -spiega Linda Gilli, presidente e ad dell’azienda-. Solo per produrle ci vogliono 5,7 barili di petrolio, quasi 8 quintali di greggio, senza considerare i costi e le emissioni per trasportarle e smaltirle. Uno spreco insostenibile, specie in questi tempi di crisi. Gli stessi dipendenti ci chiedevano soluzioni per far risparmiare loro stessi e l’azienda e per tutelare l’ambiente: ecco perché abbiamo aderito al progetto “L’Abbiamo Imbroccata” finanziato da Fondazione Cariplo».

L’iniziativa, che promuove il consumo dell’acqua di rete nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro di Milano, è attivata in collaborazione con Fondazione Rete Civica di Milano, Università di Milano-Bicocca, Legambiente Lombardia, Amiacque e Metropolitana Milanese. Inaz è stata una delle prime aziende ad aderire.

La svolta green di Inaz comincia coinvolgendo i lavoratori

«I nostri dipendenti sono liberi di scegliere se continuare a consumare l’acqua imbottigliata oppure servirsi delle brocche che abbiamo distribuito per rifornirsi dalla rete. L’acqua del rubinetto è buona, certificata e sempre disponibile, senza problemi legati alla data di scadenza» racconta sempre Linda Gilli.

Dopo una valutazione delle pratiche di gestione delle risorse idriche in azienda, condotta in collaborazione con i partner della campagna, Inaz è stata omaggiata delle brocche per il rifornimento e Metropolitana Milanese ha provveduto alle analisi dei campioni d’acqua.

«Confidiamo che il consumo di acqua imbottigliata calerà drasticamente – conferma Gilli -. Il nostro auspicio è che aderiscano al progetto anche i locali della zona convenzionati con Inaz per i pasti dei dipendenti. Abbiamo dimostrato che l’acqua del rubinetto è un’alternativa ecologica, economica e praticabile rispetto all’acqua in bottiglia: queste buone pratiche aziendali possono e devono diffondersi anche nella vita di tutti i giorni».

 

L'articolo Il rispetto dell’ambiente comincia in azienda: Inaz risparmia 30mila bottiglie di plastica ogni anno proviene da Data Manager Online.

]]>
Le nostre aziende in mani straniere, “si rischia di perdere il capitale umano di chi le ha costruite” https://www.datamanager.it/news/acquisizioni/le-nostre-aziende-mani-straniere-si-rischia-di-perdere-il-capitale-umano-di-chi-le Thu, 25 Oct 2012 08:42:34 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/10/le-nostre-aziende-in-mani-straniere-si-rischia-di-perdere-il-capitale-umano-di-chi-le-ha-costruite/ Linda Gilli, presidente di Inaz, interviene nel dibattito aperto in merito alle acquisizioni tra imprese straniere che, oggi, fanno dell’Italia un terreno “di caccia” per i competitor

L'articolo Le nostre aziende in mani straniere, “si rischia di perdere il capitale umano di chi le ha costruite” proviene da Data Manager Online.

]]>
Linda Gilli, presidente di Inaz, interviene nel dibattito aperto in merito alle acquisizioni tra imprese straniere che, oggi, fanno dell’Italia un terreno “di caccia” per i competitor

«Non è sempre vero che nelle operazioni finanziarie straordinarie chi acquisisce, ossia il soggetto che si ritiene più forte, può considerarsi vincitore. Anzi, il più delle volte è proprio il contrario». Così Linda Gilli, presidente e amministratore unico di Inaz in merito al dibattito aperto in materia di M&A, ossia i processi di acquisizioni e fusioni internazionali. L’Italia, anche in questo ambito, è fanalino di coda sia nell’Europa a 27 sia nel panorama mondo.

Lo stato di salute della situazione è stato fotografato dal recente convegno M&A: strumento di crescita in tempi di crisi? che si è svolto all’Università Bocconi di Milano proprio sul ruolo delle fusioni internazionali quale strumento di crescita in tempi di crisi. Al convegno ha preso parte anche Linda Gilli che ha fatto focus sulla necessità delle aziende italiane (parliamo di quelle quotate in Borsa) di ottimizzare i processi relativi alle risorse umane: «Nelle operazioni di finanza straordinaria -precisa Linda Gilli- è necessario, anzi fondamentale, avere una conoscenza molto più approfondita delle proprie risorse interne. Oggi le aziende italiane, ma non solo loro, si accontentano di avere nei propri data base le informazioni meramente professionali dei propri dipendenti. Nessuno pensa mai ad altri aspetti che sono alla base, in questi processi così delicati, di una fusione ottimale. Sapere ad esempio quali competenze e interessi hanno i propri dipendenti, anche al di fuori dell’ambito lavorativo, è utile all’azienda per pianificare strategie future. Conoscere quali passioni li accomunano e li entusiasmano, non solamente qui e ora, ma nel tempo, corrisponde a una serie di informazioni necessarie perché l’acquisizione sia una vera e propria operazione redditizia. Perché, e questo è il rischio in cui incorrono le aziende che operano in operazioni di finanza straordinaria, chi pensa a una fusione credendo di inglobare un’attività redditizia, rischia di ottenere l’esatto contrario perché le eccellenze professionali presenti nell’azienda inglobata rischiano di essere perse per strada».

Ma perché, soprattutto in Italia, questo tipo di valutazione non si fa quasi mai e le nostre aziende, piuttosto che acquisire in maniera oculata, vengono fagocitate dai competitor stranieri? «Perché noi scontiamo anche il fatto che in Italia nessun Governo, negli ultimi 15, 20 anni ha mai investito nel settore IT che, oggi, rappresenta il quarto comparto italiano per volume d’affari. Siamo indietro, e parecchio, rispetto sia alla media UE a 27 sia al resto del mondo. Eppure le soluzioni ci sono, ma sono di difficile applicazione proprio per una mancanza strutturale del Paese» conclude la Gilli.

L'articolo Le nostre aziende in mani straniere, “si rischia di perdere il capitale umano di chi le ha costruite” proviene da Data Manager Online.

]]>