logistica – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 18 Jan 2022 13:01:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png logistica – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Logistica e trasporti: rivoluzione in movimento https://www.datamanager.it/2022/01/logistica-e-trasporti-rivoluzione-in-movimento/ Tue, 18 Jan 2022 13:01:41 +0000 https://www.datamanager.it/?p=215824 Quali piattaforme e soluzioni software sono diventate protagoniste della trasformazione digitale e quali altre tecnologie, di automazione movimentazione, immagazzinamento, tracciamento, messa in sicurezza e smart working sono entrate a far parte della logistica del terzo millennio? Quali gli ostacoli vissuti a livello tecnico, di integrazione, ma soprattutto le criticità di cui tener conto a livello […]

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Quali piattaforme e soluzioni software sono diventate protagoniste della trasformazione digitale e quali altre tecnologie, di automazione movimentazione, immagazzinamento, tracciamento, messa in sicurezza e smart working sono entrate a far parte della logistica del terzo millennio?

Quali gli ostacoli vissuti a livello tecnico, di integrazione, ma soprattutto le criticità di cui tener conto a livello di compliance normativa, sicurezza, salute pubblica, contrattualistica rapporti sindacali. È possibile far leva sulle stesse tecnologie per sciogliere i vari nodi?

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L’intero settore dei trasporti e della logistica di cose e persone sta affrontando un cambiamento di portata epocale.

Posto all’interfaccia di modelli di produzione e consumo profondamente rinnovati dalla trasformazione digitale, il sistema di tracciamento e movimentazione dei beni fisici diventa fondamentale per la buona riuscita di questa trasformazione. Insieme alle fabbriche, le strade asfaltate e ferrate, i magazzini e i porti marittimi e fluviali e gli aeroporti rappresentano la fisicità di un’economia sempre più condizionata dall’automazione e dal flusso e dall’elaborazione di informazioni puramente digitali. Fattori come la costante liberalizzazione dai monopoli del passato, la nascita di operatori indipendenti dagli aspetti infrastrutturali, l’affermazione di nuovi modelli di business all’interno delle vecchie catene del valore, rendono ancora più necessaria la capacità di conoscenza, visibilità e governo dei processi, anche sulla base di una massiccia acquisizione di dati da trasformare in ulteriore automazione e capacità decisionale.

Questa funzione di cerniera tra due mondi così diversi eppure sempre più intrecciati emerge in modo ancora più drammatico in questo periodo pandemico. Un biennio che ha messo in evidenza la funzione fondamentale, di autentico supporto alla vita, delle reti logistiche alla base della produzione industriale e della grande distribuzione organizzata, dando nuovo significato al concetto di sicurezza delle infrastrutture, dei mezzi, e soprattutto delle persone. Nei luoghi di produzione di ogni comparto industriale e nelle infrastrutture di trasporto la tecnologia offre un contributo determinante alle necessità di smart working, distanziamento, controllo remoto; senza dimenticare l’importanza di un flusso informativo sicuro, ben regolato e ricco di automatismi dal punto di vista del rispetto di regole di tracciamento e rendicontazione che, al di là dell’emergenza, oggi sono indispensabili a ogni livello, e in particolare nell’assolvimento degli aspetti contrattuali che fanno da sfondo alla logistica.

L’informatica e le tecnologie alla base di queste  sono l’oggetto della discussione tra rappresentanti della domanda e dell’offerta. Cercheremo come al solito di affrontare le esperienze e la progettualità degli operatori e dei solution provider, e delle aree di criticità collocate all’interno di uno scenario normativo in continua e rapida evoluzione.

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La logistica diventa 4.0 grazie alla digitalizzazione https://www.datamanager.it/2018/03/la-logistica-diventa-4-0-grazie-alla-digitalizzazione/ Tue, 20 Mar 2018 14:38:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144031 Rif Line Italy Spa è una delle aziende emergenti in Italia nel settore della logistica internazionale. Con direzione a Roma e sedi in tutto il mondo (da poco è stata aperta quella di Osaka in Giappone), Rif Line ha chiuso bilanci in costante crescita ed è stata segnalata tra le prime 50 PMI del Lazio […]

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Rif Line Italy Spa è una delle aziende emergenti in Italia nel settore della logistica internazionale. Con direzione a Roma e sedi in tutto il mondo (da poco è stata aperta quella di Osaka in Giappone), Rif Line ha chiuso bilanci in costante crescita ed è stata segnalata tra le prime 50 PMI del Lazio da MF, selezionate tra quelle con un fatturato compreso tra 10 e 250 milioni di euro al 2015 con un Ebitda positivo ed una crescita del fatturato superiore al 10% rispetto all’anno precedente.

Ormai si parla di “Logistica 4.0” per intendere la sempre più forte connessione tra la logistica e la digitalizzazione, lo stravolgimento delle modalità di trasferire ordini nel più breve tempo possibile, grazie ad uno sviluppo tecnologico  e alla nuova trasformazione della macchina manifatturiera connessa all’industria.

Ne parliamo con Francesco Isola, Managing Director di Rif Line Italy Spa.

Quali sono i cambiamenti prima culturali e poi concreti ed operativi che un’azienda leader della logistica Internazionale come Rif Line deve affrontare per queste nuove sfide?

Fare dell’innovazione non soltanto un concetto ma una strategia precisa, il centro della propria attività e dei propri progetti. Per molti anni la logistica è rimasta sostanzialmente sempre uguale a se stessa, si trattava di movimentare delle merci, era un mondo molto “meccanico”, l’unica innovazione possibile poteva essere sui mezzi di trasporto utilizzati, ma ben poco sul piano del metodo di lavoro e sul modello organizzativo. L’arrivo del digitale e la globalizzazione rivoluzionando l’impresa e la produzione, hanno rivoluzionato anche la logistica. Oggi chi si occupa di logistica internazionale per aziende globalizzate, di fatto divenne parte integrante del processo produttivo. Non ci limitiamo più a distribuire il prodotto, contribuiamo a realizzarlo. Ecco perché ogni fase di movimentazione deve essere perfettamente monitorata in ogni istante, ogni fase deve essere coordinata, ogni area del mondo interessata deve essere presidiata da referenti efficaci. D’altronde oggi tutti noi siamo abituati, quando ordiniamo un libro sul web ci aspettiamo di sapere in tempo reale il suo percorso con il Corriere. E’ ovvio che chi deve movimentare merce tra paesi diversi, coordinando magari spedizioni diverse e fasi produttive, voglia conoscere nei minimi dettagli ogni fase. La digitalizzazione ha quindi un ruolo chiave, anche in un settore come il nostro molto “materiale”.

Si produce in luoghi diversi, si assembla in luoghi diversi, si vende in luoghi ancora diversi. La Logistica diventa quindi parte integrante della produzione? Può fornirci qualche esempio o case study?

Un nostro cliente, che produce articoli fashion, produce in Cina una parte del prodotto, negli Emirati Arabi un’altra parte, li assembla in Germania e li vende negli Usa. In un altro caso, sempre nel settore moda, si realizza in Italia una parte del prodotto, all’estero la si lavora, poi il prodotto torna in Italia per essere terminato. E poi si spedisce in tutto il mondo nel punto vendita. Ma di esempi del genere se ne potrebbero fare tantissimi. E’ evidente che per clienti come questi non basta avere al proprio fianco un’azienda che organizza la logistica: occorre un vero e proprio partner strategico che coordina ogni momento del trasporto con le fasi produttive, che permetta di monitorare in modo semplice la posizione e le eventuali problematiche doganali.

Proprio per questo la politica dei “dazi” di cui spesso si parla e che è di stretta attualità viste le recenti scelte di Trump, sono delle strategie decisamente “vecchie” perché non tengono conto di come si è trasformata l’economia e la produzione in questi anni. Oggi colpire con dei dazi dei prodotti come se fossero realizzati in un solo luogo vuol dire semplificare e in ultima analisi danneggiare il proprio stesso mercato. Un prodotto “finito” è molto spesso il frutto di tanti processi produttivi che si svolgono in parti diverse del mondo, e spesso solo una minima parte di questo viene effettivamente realizzato nel paese che lo esporta. Si pensi al caso delle MINI che vengono solo in minima parte prodotte effettivamente in Gran Bretagna, o dei prodotti Apple che vengono considerati prodotti in Cina, ma che in realtà sono frutto di processi produttivi, ingegneristici e semilavorati che vengono effettuati in paesi diversi: Germania, Giappone, Corea…Colpire con un dazio un prodotto, nella speranza di ridurre il surplus commerciale di singoli Paesi, significa quindi danneggiare anche la propria capacità produttiva.

Avete da poco presentato la vostra nuova piattaforma “webcontainer” per tracciare costantemente ogni spedizione. Come ritenete che si possa e si debba sviluppare in futuro la digitalizzazione della Logistica?

Webcontainer è stato un passaggio essenziale per Rif Line e per i suoi clienti, perché permette di monitorare ogni passaggio in modo semplice, in tempo reale. Ma occorre fare anche di più, soprattutto integrando in modo efficiente i sistemi di Rif Line, quelli delle aziende di trasporto e quelli delle aziende clienti, divenendo quasi un tutt’uno. In questo modo non ci saranno più “sistemi” ed “aziende” che devono coordinarsi tra loro, ma un sistema digitale unico, che armonizza produzione e logistica, trasporti e burocrazia doganale. Ovviamente si tratta di una sfida complessa ma assolutamente possibile. Noi di Rif Line crediamo che proprio nell’innovazione si giocherà la partita dei prossimi anni, ancora di più di quanto succede già oggi. Non per niente la nostra azienda è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni ed è diventata una delle protagoniste del settore in Italia proprio perché ha puntato tutto sulla digitalizzazione e sulla capillare presenza nelle varie aree del mondo. Abbiamo aperto da poco la sede di Osaka proprio per presidiare meglio una delle zone più strategiche per il commercio internazionale. La nostra formula per i prossimi anni è quindi di proseguire su questo percorso: innovazione e capillare presenza nei paesi strategici. E la capacità di integrarci con il percorso produttivo e distributivo del cliente.

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Come i Big Data rivoluzioneranno la logistica https://www.datamanager.it/2018/03/big-data-rivoluzioneranno-la-logistica/ Thu, 01 Mar 2018 14:03:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142549 LIUC Business School con Columbus Logistics e AUSED Nell’era della Digital Transformation, la Supply Chain è pervasa da una crescente mole di dati di varia natura, provenienti dai sistemi transazionali, dai social media e dall’IoT. Tuttavia non tutti gli attori della Supply Chain riescono a cogliere il valore di questa miniera di dati e a […]

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LIUC Business School con Columbus Logistics e AUSED

Nell’era della Digital Transformation, la Supply Chain è pervasa da una crescente mole di dati di varia natura, provenienti dai sistemi transazionali, dai social media e dall’IoT. Tuttavia non tutti gli attori della Supply Chain riescono a cogliere il valore di questa miniera di dati e a sfruttare le risorse informative che ne derivano per migliorare il proprio business.

Le aziende più innovative stanno studiando come valorizzare questi input per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei propri processi logistici.

Si prospetta un cambiamento, talvolta radicale, dei processi di trasporto, di magazzino e di pianificazione.

La possibilità di estrarre informazioni attraverso i processi logistici rappresenta una delle principali sfide per migliorare la customer experience, ridurre i rischi, ottimizzare l’utilizzo delle risorse, aumentare la flessibilità e la reattività della supply chain.

Conoscere come la Supply Chain stia affrontando queste sfide è l’obiettivo del convegno “Big Data & Digital Supply Chain: a che punto siamo?” organizzato dal Centro per la Supply Chain, le Operations e la Logistica della LIUC Business School, in collaborazione con Columbus Logistics e con il patrocinio di AUSED, al fine di portare cultura e valore nei processi logistici delle imprese. L’appuntamento è alla LIUC – Università Cattaneo mercoledì 21 marzo 2018, a partire dalle ore 14.

Attraverso la presentazione di casi di successo da parte di aziende importanti come Amazon, UPS, BTicino, CHEP, Xerox e la successiva tavola rotonda con i principali IT provider quali Microsoft, SAP, SAS, Vodafone, sarà delineato un quadro esaustivo su come i Big Data stiano contribuendo alla trasformazione digitale della Supply Chain.

Ma non ci sarebbe conoscenza senza pensiero critico. Al professor Aurelio Ravarini, docente LIUC Business School, il compito di delimitare i confini del concetto big data e renderli un po’ più small di quanto non se ne parli. “In questo senso, proporrò di osservare – e sfruttare – i big data come fenomeno socio-tecnico. Secondo questa prospettiva, per quanto sia elevato il potenziale delle tecnologie abilitanti i big data, è necessario studiare i vincoli e le condizioni, tecnologiche e organizzative, alle quali progettare realisticamente iniziative di successo, in grado di sfruttare tale potenziale”, spiega Ravarini.

L’intervento sarà un invito alla riflessione e all’analisi critica del ruolo di alcuni strumenti digitali (analytics, machine learning, data visualization tools) per l’innovazione del business.

L’iniziativa rientra nella collaborazione tra la LIUC Business School e Columbus Logistics. All’evento seguiranno alcuni incontri denominati “LIUC & Columbus Logistics Workshops”, pensati per i direttori logistici e i responsabili della supply chain interessati ad apprendere metodologie innovative attraverso esperienze di successo, confrontandosi con relatori di estrazione accademica e aziendale. Nel 2017 questa iniziativa del tutto nuova nel panorama nazionale ha ricevuto il premio di Assologistica come miglior progetto formativo dell’anno.

Programma

14.00 – Registrazione

14.15 – Il perché di questo convegno
Prof. Fabrizio Dallari (chairman), LIUC Business School
Stefano Bianconi, Columbus Logistics

14.30 – Big Data: oltre l’hype, verso la Digital Supply Chain
Prof. Aurelio Ravarini, LIUC Business School

14.45 – Il Machine Learning e la nuova rivoluzione 5.0
Prof. Luca Gambardella, IDSIA, Istituto di Intelligenza Artificiale, Lugano

15.00 – Big Data & Digital Supply Chain: a che punto siamo?
Tavola Rotonda: modera Andrea Provini, Presidente Aused & Global CIO Bracco Imaging

Carla Masperi, Chief Operating Officer, SAP Italia
Carlo Moretti, Western Europe Manufacturing, Microsoft Italia
Claudio Broggio, Innovation Consultant, SAS
Lorenzo Pescatori, Senior Product Manager, Vodafone Italia

16.00 – Quale valore per la Supply Chain si può generare dai Big Data? Esperienze a confronto

16.00 – How Amazon Operations manage data to improve processes at the Fulfilment Centers
Tareq Rajjal, General Manager, Amazon

16.15 – The road to logistics optimization
Karl Haberkorn, Managing Director, UPS Italy

16.30 – Searching through the warehouse with Google glasses
Giorgio Selvatici, ‎Logistics and Distribution Manager, Bticino

16.45 – Shaping the future of the supply chain through Big Data & IoT
Marta Fuentes, Market Development Director, BXB Digital

17.00 – Dematerialization in the Supply Chain 4.0 era
Gianmaria Riccardi, General Manager, Xerox

17.15 – Quali sono le nuove frontiere? Una vision al 2025
Francesco Mari, Independent Opinion Leader

17.30 – Saluto Rettore

Networking Cocktail presso iFAB (la Fabbrica Digitale della LIUC)

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Logistica e packaging nell’ecommerce: le esigenze di e-shopper e merchant https://www.datamanager.it/2018/01/logistica-packaging-nellecommerce-le-esigenze-shopper-merchant/ Wed, 17 Jan 2018 13:04:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139025 Rajapack illustra le principali richieste del mercato al Netcomm Focus Lunedì 15 gennaio, Rajapack è stata tra i protagonisti del Netcomm Focus dedicato alla logistica e al packaging nel mondo eCommerce per illustrare le principali richieste del mercato. Tema che l’azienda piacentina ha ampiamente trattato anche in un capitolo della pubblicazione Netcomm «La logistica e […]

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Rajapack illustra le principali richieste del mercato al Netcomm Focus

Lunedì 15 gennaio, Rajapack è stata tra i protagonisti del Netcomm Focus dedicato alla logistica e al packaging nel mondo eCommerce per illustrare le principali richieste del mercato. Tema che l’azienda piacentina ha ampiamente trattato anche in un capitolo della pubblicazione Netcomm «La logistica e il packaging per l’e-commerce».

Rajapack, la filiale italiana del gruppo RAJA, specializzato nella distribuzione di materiali per imballare, proteggere, sigillare, etichettare e spedire, nel corso dell’evento ha spiegato le esigenze dei merchant e l’impatto della qualità dell’imballo sugli e-shopper.

Tra le principali richieste dei merchant in tema di packaging, Rajapack ne ha evidenziate sette:

1. Packaging minimal che riduca i volumi e l’impiego di materiale. Una soluzione che ha una doppia valenza, da una parte incontra il gusto estetico del pubblico, dall’altra riduce i costi di trasporto e gestione logistica;

2. Packaging conforme alle tabelle peso-volumetriche dei principali corrieri, sempre in ottica di riduzione di volumi e costi;

3. Packaging green capace di soddisfare le 3 “R”: ridurre, riutilizzare, riciclare. I merchant sanno che il 52% delle decisioni di acquisto è influenzato dall’impatto ambientale dell’imballo e Rajapack testimonia questa tendenze con un crescita del 40% delle richieste per imballaggi eco-sostenibili;

4. Packaging riutilizzabili: soluzioni che possono essere impiegate anche per eventuali resi da parte del consumatore che nell’80% dei casi infatti dà per scontato di poter rendere la merce nel medesimo imballo in cui l’ha ricevuta;

5. Packaging anti-effrazione: si moltiplicano i nastri adesivi personalizzati o in carta anti-furto, le scatole americane senza chiusura automatica (più facili da aprire) e le buste con messaggi di tentata effrazione;

6. Packaging personalizzato: il pacco è un vero e proprio biglietto da visita per le aziende capace anche di trasmettere al consumatore i valori e le peculiarità che le caratterizzano, per questo è importante una personalizzazione significativa che riguardi sia il lato esterno che quello interno per influenzare il cosiddetto effetto WOW;

7. Packaging più veloce e meno ingombrante in grado di risparmiare spazio a magazzino e incrementare la produttività soprattutto nei momenti di maggiore attività.

In termini invece di impatto della qualità, Rajapack ha commentato e confermato i risultati emersi dall’eCommerce Packaging Study della Dotcom Distribution nel maggio del 2016. Dalla ricerca emergono le scelte dei vari settori merceologici dettate non solo dal prodotto ma anche dal riscontro degli e-shopper. Non è da sottovalutare il fenomeno crescente dell’unboxing, ovvero della condivisione sui social del momento di apertura del pacco.

Tra le evidenze più significative riportare da Rajapack, la rilevanza del premium packaging (conosciuto anche come packaging regalo) non solo nel lusso, dove in realtà non stupisce, ma anche in settori come l’elettronica e il food a testimonianza di un e-shopper sempre più attento ed esigente.

Ampio spazio all’effetto WOW e alla personalizzazione anche nell’abbigliamento, dove l’importanza è comunicare senza particolari esigenze anti-shock, e nella gioielleria in cui è meglio utilizzare imballaggi completamente neutri esternamente, per evitare possibili furti, ma dove vige la personalizzazione interna per sorprendere il cliente.

Più protettivo e meno personalizzato rimane invece il settore dell’arredamento concentrato su packaging neutri ed efficaci per la prevenzione di rotture. Solo il 4% punta infatti sulla personalizzazione.

Proprio la personalizzazione, però, sarà uno dei trend in forte crescita nel 2018. Sempre dall’indagine di DotCom Distribution emerge infatti che il 44% degli e-shopper che spendono più di 200$ al mese ripeterà l’acquisto online solo se ha ricevuto un packaging personalizzato e curato nei dettagli.

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Le nuove regole della logistica intelligente https://www.datamanager.it/2017/12/le-nuove-regole-della-logistica-intelligente/ Thu, 21 Dec 2017 11:12:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138029 La logistica cambia volto e modalità operative. La merce che viene trasportata da una parte all’altra del Pianeta è in continuo aumento e di pari passo si moltiplica la complessità di gestione. Gli imperativi sono: monitorare, ottimizzare e tracciare. Focus su riduzione dei costi e prevenzione delle frodi. Il ruolo della tecnologia a supporto di […]

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La logistica cambia volto e modalità operative. La merce che viene trasportata da una parte all’altra del Pianeta è in continuo aumento e di pari passo si moltiplica la complessità di gestione. Gli imperativi sono: monitorare, ottimizzare e tracciare. Focus su riduzione dei costi e prevenzione delle frodi. Il ruolo della tecnologia a supporto di tutta la filiera

Globalizzazione, ripresa economica, incremento delle vendite dai siti di e-commerce: questi fattori contribuiscono alla crescita del trasporto di merci in ogni parte del Pianeta. La maggior parte dei beni che consumiamo, quasi il 90 per cento, viene trasportato dai luoghi di produzione via mare, viene poi trasferito via gomma alle piattaforme di smistamento locali, e da lì viene distribuito in città attraverso una rete di servizi sempre più capillare. Gestire queste operazioni richiede competenza e strumenti adeguati, perché le problematiche da gestire sono molte: bisogna monitorare in maniera intelligente il traffico di merci in entrata e in uscita, cercare l’ottimizzazione continua della qualità e della velocità dei trasporti, ridurre i costi, permettere agli utenti finali di compiere tracking dei loro materiali, combattere frodi e contraffazioni.

Gestire l’omnicanalità

Come ci spiega Marco Melacini, responsabile scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano, dall’ultima ricerca dal titolo “Omnicanalità, Green e Partnership: la logistica cambia volto”, emerge il quadro di un settore in salute, che presenta fatturato e mercato in crescita, e che affronta in modo pragmatico importanti cambiamenti, legati da un lato all’introduzione delle nuove tecnologie sia a livello hardware che software, dall’altro all’evoluzione del comportamento dei consumatori e degli attori della filiera. Le imprese della logistica appaiono oggi molto ricettive verso la sostenibilità e la necessità di digitalizzare i processi per costruire circuiti logistici personalizzati in grado di venire incontro alle esigenze di consumatori». Il settore della contract logistics conferma il suo buono stato di salute anche nel 2017, con un fatturato previsto di 80 miliardi di euro e una crescita rispetto all’anno precedente dell’1,8% in termini reali, che consolida il trend positivo degli ultimi quattro anni (+1,4% nel 2016, +0,7% nel 2015 e +1,4% nel 2014), trainato dall’aumento del traffico merci, dal continuo incremento delle vendite all’estero e da una decisa ripresa del PIL. La logistica è da sempre a supporto della strategia multicanale, intesa come prospettiva di affiancamento del canale online ai canali di vendita esistenti. Oggi, il multicanale si è evoluto nell’omnicanale: i clienti si spostano da un canale di vendita all’altro, e hanno bisogno di uniformità, continuità e integrazione di esperienza tra i diversi canali. L’integrazione di esperienza comprende anche la gestione integrata della disponibilità delle merci.

«In un momento di grande fermento per il settore retail, con la crescita delle vendite online e il cambiamento radicale del comportamento d’acquisto degli utenti – spiega Melacini – l’esigenza di aprirsi alla omnicanalità porta le imprese a definire nuovi modelli di punto di vendita. L’approccio omnicanale costringe i retailer a sviluppare una molteplicità di circuiti logistici per la consegna in grado di adattarsi alle diverse esigenze dei consumatori finali. Compito dei fornitori di servizi logistici è rendere questi circuiti logistici coerenti con le peculiarità di ogni settore, azienda e prodotto, affinché il servizio sia davvero personalizzato e rispondente alle esigenze del committente e dell’utenza». Per Francesco Stolfo, partner e sales director di ToolsGroup, la complessità dei sistemi logistici è cresciuta insieme a quella del business. «L’omnicanalità è un dato di fatto e questo richiede un aumento dell’automazione dei processi decisionali per garantire un livello alto di efficienza e di efficacia: questo è il contributo che la tecnologia – tutta la tecnologia – dovrebbe offrire».


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FLUSSI COMUNI DI DATI

è un dato di fatto che quando si parla del futuro del settore tutti siano concordi nel ritenere che il flusso digitale dei dati sarà importante quanto il flusso fisico delle merci. La business intelligence presuppone differenti attività, strumenti e tecnologie, il cui scopo è favorire e supportare i processi di misurazione, controllo e analisi delle performance e i processi decisionali di un’azienda in situazioni di incertezza, consentendo così di prevedere possibili soluzioni e scenari alternativi. «Ciò che però caratterizza l’attività logistica è l’affidamento di parti del processo a terzi» – afferma Jean François Daher, segretario generale di Assologistica. «è chiaro che per governare efficacemente l’intero processo logistico occorrano soluzioni capaci non solo di raccogliere, ma anche di rendere omogenea la notevole mole di dati spalmati su sistemi che omogenei non sono». La gestione di enormi quantità di dati a disposizione anche delle imprese di logistica e il loro conseguente sfruttamento al fine di migliorare le prestazioni offerte comporta che tali dati siano inoltre resi disponibili. «In generale, le aziende del nostro settore sono riluttanti a condividere dati sensibili che potrebbero essere utili o avvantaggiare altre parti della supply chain» – spiega Daher. «Quindi credo che al mondo della logistica spetti la sfida di trovare modi con cui rendere disponibili dati appropriati a tutti coloro che ne hanno necessità, pur proteggendo gli interessi di chi possiede tali dati». Anche le aziende intervistate nella già citata ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics, presentata a inizio novembre, evidenziano l’importanza di lavorare per costruire una cultura del miglioramento continuo, a tutti i livelli. Ciò risulta possibile aumentando lo scambio informativo e coinvolgendo l’intera filiera, compresi gli eventuali fornitori in sub-appalto, per ottenere la massima efficacia. Secondo la ricerca, il miglioramento continuo delle prestazioni è nell’84% dei casi il risultato di un confronto continuo fra le parti, con misurazione dei risultati svolta sia dal committente che dal fornitore su sistemi distinti. Per prima cosa, occorre diffondere la cultura del miglioramento continuo a tutti i livelli, in secondo luogo risulta importante rafforzare la relazione, aumentando la condivisione delle informazioni sull’evoluzione del business e sulla misurazione dei risultati. Il miglioramento continuo, così come gli investimenti in tecnologia, sono necessari alle aziende del nostro Paese anche per colmare il gap con la concorrenza estera. Secondo Franco Lenzi, direttore BU Centrali Distributive di Di.tech, le aziende italiane devono investire molto in questa direzione. «La competizione – mai come ora – si centra su parametri di miglioramento del livello di servizio (frequenza alta, tempi bassi) riducendo il costo per unità di movimentazione. È una sfida che solo in parte si governa in termini organizzativi: la tecnologia è il fattore differenziante». E se ci sono gap, sono solo culturali: «Le società che operano nel mondo dei sistemi avanzati – riprende Francesco Stolfo di ToolsGroup – devono investire in competenze specifiche e creatività. Dobbiamo offrire l’occasione ai giovani di sperimentare sul nostro territorio. Solo così riusciremo a essere competitivi. Non è solo una questione politica, ma anche di mind set che devono avere i nostri imprenditori».

LOGISTICA DATA DRIVEN

A supporto di operatori e utenti, è necessario utilizzare diverse tecnologie, complesse e interconnesse: sistemi gestionali per la pianificazione, la gestione e la previsione di tutte le attività e i processi connessi al trasporto delle merci, workflow scheduling, analytics per analizzare i dati relativi a tutto il processo e individuare inefficienze e possibili ottimizzazioni. Tra le tecnologie innovative, si sta diffondendo l’IoT e la sensoristica. Sono necessari anche software più tipici di questo settore, come il load building, la gestione dell’RFID, i sistemi GIS, la dematerializzazione e digitalizzazione documentale per il trasporto, le piattaforme collaborative e le logistics app. Spiega Fabio Chiocchetti, industry marketing manager T&L di Datalogic: «La logistica attuale – e a maggior ragione quella del prossimo futuro – necessita di set di informazioni più completi per migliorare l’efficienza dell’operatività, la visibilità, la pianificazione e il controllo dell’intera supply chain, rispondendo così con grande rapidità alle esigenze dei clienti attraverso l’erogazione di nuovi servizi. Il perfezionamento delle previsioni e degli adeguamenti in tempo reale alle fluttuazioni delle richieste e della capacità di produzione è un importante traguardo verso cui tendere. L’obiettivo finale della gestione logistica basata sulla collezione più ampia e precisa dei dati e la conseguente loro analisi è quello di rafforzare la fidelizzazione dei clienti e la customer retention, creando anche nuovi modelli di business. La padronanza di più tecnologie hardware e software e la capacità di creare soluzioni ibride e integrate è indispensabile per offrire risposte efficaci ai bisogni emergenti. Visione, identificazione, detection e misura, software di analisi e supervisione sono il cuore delle soluzioni innovative che Datalogic è in grado di proporre». Ma quali sono le competenze richieste per sviluppare sistemi per la completa gestione delle problematiche da affrontare? «Sono sicuramente necessarie competenze interdisciplinari e tecnologiche che concorrono a sviluppare soluzioni per il settore della logistica» – risponde Claudio Broggio, innovation consultant di SAS. «Tuttavia, è con una piattaforma analitica che copre tutto il ciclo di vita dei dati, in grado di abbracciare la diversità di dati, di sistemi e dei processi che compongono una supply chain complessa, che si ottiene valore aggiunto sia in termini di visibilità unitaria sia di predittività degli eventi e dei fenomeni lungo tutta la catena logistica».


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Appare, a questo punto, importante non solo il ruolo delle soluzione giuste, ma anche quello del system integrator, che deve far lavorare insieme strumenti diversi per ottenere un sistema completo in grado di supportare tutte le problematiche da gestire. «Oggi, nessuno è in grado di offrire una soluzione end-to-end per rispondere a tutti i bisogni» – afferma Stolfo di ToolsGroup. L’integrazione diventa la chiave di volta: «Unire competenze diverse per dare risposte rapide ai clienti significa essere esperti in tecniche e processi necessari per tradurre i bisogni in requisiti funzionali. Sembra facile ma non è da tutti!». Non solo. «Una soluzione di filiera completa – aggiunge Lenzi di Di.tech – deve poter orchestrare soluzioni verticali ottimali per segmenti di processo specialistici quali il WMS o il TMS. L’efficacia massima si ottiene applicando criteri di selezione dei verticali in grado di privilegiare la copertura funzionale, lasciando a un system integrator il compito di realizzare l’orchestrazione complessiva. Spesso viene interpretato questo come un compito principalmente tecnologico, ma il vero focus del system integrator deve essere sulla visione complessiva di processo e sulle efficienze di filiera». Per Massimo Missaglia, amministratore delegato di SB Italia, la complessità di oggi deriva principalmente dal saper coniugare l’essere azienda digitale con la padronanza delle diverse tecnologie e la conoscenza dei sistemi informativi costruiti e stratificati negli ultimi 20 anni nelle aziende italiane. «Noi di SB Italia siamo convinti che solo con questo ampio bagaglio, il system integrator possa affiancare le aziende nella trasformazione digitale. Il system integrator è un partner che deve supportare l’azienda dal disegno alla realizzazione e successiva gestione dei nuovi processi e delle piattaforme informatiche, con risorse e competenze direttamente disponibili in azienda e non cercate di volta in volta sul mercato. SB Italia, grazie alle sue aree specializzate e la sua capacità di disegno delle soluzioni, riesce a mettere sul campo direttamente una profonda conoscenza dei processi, nel mondo della gestione documentale, della BI e dell’infrastruttura tecnologica, ambiti fondamentali per ogni soluzione anche nel modo della logistica».

ANALYTICS, IOT E AUTOMAZIONE

Nonostante il fatturato in crescita, molte aziende che operano in questo settore rischiano di non essere più competitive. Se il mercato descrive un andamento positivo, dall’altro mostra i segni di una forte polarizzazione verso le fasce più alte degli operatori. Una crescita che non si distribuisce ugualmente su tutta la filiera. Infatti, nel 2015 si è ridotto ancora il numero di imprese attive nella logistica conto terzi: ci sono 95mila operatori tra autotrasportatori, corrieri, gestori di magazzino, operatori logistici, spedizionieri, gestori di interporti/terminal intermodali e operatori del trasporto ferroviario/combinato strada-rotaia, rispetto agli oltre 104mila del 2009. Per essere più competitivi, servono strumenti per analizzare ogni segmento della filiera per poter ottimizzare le operations e contenere i costi. Con gli analytics si può rispondere alle domande più frequenti degli operatori di logistica: valutare la profittabilità aggregata secondo le richieste (esempio per prodotto, servizio, linea), la percentuale di utilizzo per giorno di ogni linea, gli hub più richiesti, le capacità necessarie, e così via. Grazie agli analytics si può effettuare un costante monitoraggio su operations e tracking, ma anche su aspetti normativi/ambientali quali il controllo delle emissioni di CO2 per ogni modalità di trasporto. Come ci spiega Broggio di SAS, domande sugli eventi semplici e perimetrati «trovano risposta con strumenti gestionali e di monitoraggio». Ma questo non basta più. «Oggi, la logistica si sta spingendo sempre più verso livelli di complessità straordinari ed ecosistemi globali. Per rispondere alle nuove domande e necessità, come l’ottimizzazione di percorsi e tempi, una maggiore flessibilità e resilienza della catena, l’anticipazione di eventi che accadranno e delle relative decisioni, sono richieste capacità di analisi dei dati complesse, in grado di dare risultati in tempo reale. L’IoT apre a nuove sfide, ovvero elaborare i dati non solo quando sono acquisiti o ricevuti, ma anche nel momento stesso in cui vengono generati per poter essere davvero real-time. Diventa necessario riuscire a elaborare e utilizzare flussi di dati in movimento, e questo è possibile grazie agli “Analytics of Things”, ovvero gli analytics eseguiti in real-time».

Si tratta di una vera rivoluzione. «Gli analytics consentono di trovare risposte attraverso i dati raccolti» – riprende Stolfo di ToolsGroup. «Possono aiutare non solo a descrivere un fenomeno (misurare performance, livelli di efficienza…) o a prevedere un comportamento (domanda, costi…) ma anche a prescrivere una decisione (applicare o meno uno sconto, ampliare la gamma d’offerta…). Tutto questo attraverso un approccio data-driven». Secondo Missaglia di SB Italia siamo davanti a una nuova era anche nell’ambito degli analytics per la logistica. «Un cambio di paradigma legato all’aumentata capacità computazionale e all’utilizzo efficace di sistemi di machine learning, analisi predittiva e cognitive computing. Per esempio, l’automazione completa del funzionamento dei magazzini e della supply chain è resa possibile dall’analisi “intelligente” dei dati forniti dagli apparati della catena dell’approvvigionamento. Amazon Robotics integra l’analisi dei dati per istruire robot in grado di recuperare dagli scaffali dei magazzini i prodotti da distribuire e portarli fino al punto di snodo delle spedizioni, tutto in maniera automatica e senza supervisione umana, ottimizzando i percorsi e i tempi. Dotarsi di analytics di nuova generazione consente quindi agli operatori di migliorare nettamente le performance in termini di tempi e costi». Per Lenzi di Di.tech, occorre rendere disponibili ai responsabili logistici un set di KPI in grado di valutare il processo complessivo, andando oltre l’analisi della singola componente. «Analizzare separatamente le efficienze del magazzino e del trasporto è sicuramente utile per interventi di ottimizzazione di dettaglio, ma l’esperienza insegna che l’efficienza di sistema non è mai la somma di singole efficienze, ma il risultato dell’equilibrio del sistema complessivo che può essere misurabile solo con un sistema di analytics efficace».


#Logistica sempre più green, digitale e omnicanale
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LA DIFFUSIONE DELLE APP

Oltre agli analytics evoluti, costruiti su reti neurali e algoritmi di machine learning, in questo scenario sono importanti anche quelle soluzioni in grado di visualizzare i dati per l’utente finale attraverso una semplice app. Stiamo parlano delle applicazioni per smartphone o tablet, integrate con i gestionali o con piattaforme collaborative, che supportano la relazione con i vettori. Priorità è data ai “visibility software”, che consentono di ricevere e gestire le modifiche delle esigenze di consegna dei consumatori finali. Per questo, i fornitori di servizi logistici stanno cercando di implementare nuove soluzioni a supporto della gestione informativa dell’ultimo miglio: alcune delle logistics app tentano un’integrazione fra ultimo miglio fisico e informativo. In un contesto che evolve verso una pluralità di circuiti logistici da attivare e da gestire in modo dinamico a seconda delle esigenze del consumatore, la gestione della complessità derivante dalla molteplicità di flussi attivati è sempre piu rilevante. La ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics rivela che l’utilizzo delle app si sta diffondendo anche al di fuori dell’home delivery per le consegne a negozi o a clienti industriali, sfruttando le opportunità aperte da alcune innovative funzionalità. La ricerca ha evidenziato una forte diffusione di queste soluzioni, da parte di una pluralità di attori: aziende committenti che ne richiedono l’applicazione ai loro vettori; fornitori di servizi logistici sia all’interno delle loro flotte sia di distribuzione affidata a terzi; piccoli operatori di trasporto e corrispondenti, che hanno cominciato a utilizzarle su spinta degli operatori logistici e stanno estendendo questa tecnologia ai loro flussi. A fianco delle funzionalità più utilizzate, come la georeferenziazione dei mezzi, il POS mobile per i pagamenti on delivery, la conferma real-time della consegna della merce, la fotocamera come supporto alla gestione dei contenziosi grazie alla prova dello stato della merce, ne sono state sviluppate altre. Alcuni esempi: il postino intelligente, il calcolo dell’ETA (Expected Time of Arrival) in real-time, l’integrazione con IoT e “chat” tra driver e back-office. Estremamente interessanti, le opportunità legate all’integrazione delle logistics app con le soluzioni IoT. Molto utile, per esempio, l’integrazione tra il sensore IoT di temperatura installato sul mezzo di trasporto e l’applicazione sullo smartphone dell’autista, che consente il monitoraggio e la registrazione in tempo reale dei parametri di interesse, con l’invio di queste informazioni alla control room. Le logistics app sono sviluppate per supportare la risoluzione di criticità operative, conciliando, anche a livello normativo, le esigenze di privacy dei lavoratori con le esigenze di integrazione informativa della filiera distributiva.

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Passepartout, la carica delle app https://www.datamanager.it/2017/12/passepartout-la-carica-delle-app/ Wed, 13 Dec 2017 14:48:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137350 L’accelerazione sulla parte servizi e app sta dando ottimi riscontri, come confermato dal successo del marketplace PassStore e dalle crescenti attività di PassWeb Come ama sottolineare spesso Stefano Franceschini, fondatore e presidente di Passepartout, la scelta strategica della software house sammarinese è da sempre quella di crescere non per acquisizioni ma per linee interne, facendo […]

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L’accelerazione sulla parte servizi e app sta dando ottimi riscontri, come confermato dal successo del marketplace PassStore e dalle crescenti attività di PassWeb

Come ama sottolineare spesso Stefano Franceschini, fondatore e presidente di Passepartout, la scelta strategica della software house sammarinese è da sempre quella di crescere non per acquisizioni ma per linee interne, facendo leva su una rete di partner e di clienti molto fidelizzati. A questo scopo, la società propone da tempo anche nuovi servizi, volti a impegnare ancora di più i partner nel coinvolgere i clienti su una pluralità di aspetti, come per esempio sulla realizzazione di app, siti internet e servizi di web marketing, ma anche su corsi specializzati o su laboratori specifici. Non per caso, quando a maggio 2017 si è tenuto l’annuale evento dedicato al canale di Passepartout, è stato evidenziato il cambio nel payoff, modificato in “Software e servizi gestionali” proprio con l’intenzione di definire ancora meglio la vocazione della società, da tempo specializzata nel settore delle applicazioni gestionali dedicate al mondo delle PMI, dei commercialisti e del settore HoReCa.

I NUMERI DI UN SUCCESSO

Dell’accelerazione sulla parte servizi e app, che hanno il loro fulcro in PassStore, l’area di scambio B2B per la raccolta, la qualificazione e la condivisione del patrimonio applicativo disponibile nell’ecosistema Passepartout, Data Manager ne ha parlato con Stefano Benzi, direttore Applicazioni della società, che ha sottolineato l’ottimo andamento della nuova proposta. «Nell’arco di sei mesi sono state pubblicate 62 app, di cui quattro sono su commessa: oltre a realizzare app standard, riceviamo anche richieste per app su misura su progetti piuttosto interessanti» – spiega Benzi, rivelando anche che «stiamo sviluppando app anche di tipo EDI, per esempio con Amazon, per integrare i dati tramite il loro ciclo fornitori, e anche in questo caso si tratta di un lavoro molto interessante che ci sta dando notevoli soddisfazioni». Per fornire un’idea più precisa del successo delle app, il direttore Applicazioni di Passepartout rivela che in un anno e mezzo sono state scaricate «oltre duemila app, delle quali sono attive, cioè utilizzate costantemente, esattamente 1.260, su un totale di 861 aziende».


.@PassepartoutSpa la carica delle app. Oltre mille attive
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OBIETTIVO FIDELIZZAZIONE

L’obiettivo di fondo dell’accelerazione di Passepartout sulle app è quello di «incrementare la fidelizzazione degli utenti finali, e questo è dimostrato anche dal fatto che non poche delle applicazioni vengono commercializzate a prezzi non elevati: l’obiettivo primario non è quello di aumentare il fatturato con le app, ma spingere su una maggiore fidelizzazione dei clienti, con un disegno strategico più articolato rispetto a quello che potrebbe essere una semplice vendita di add-on sul software gestionale» – fa notare Benzi. Più in dettaglio, le app riguardano numerosi aspetti, partendo dall’area finanziaria, cioè quella riguardante i solleciti, gli insoluti o gli scadenziari evoluti, per arrivare agli aspetti commerciali come la raccolta ordini su tablet e smartphone. Analizzando le app più da vicino, quella per la gestione dell’antiriciclaggio si è invece attestata al primo posto per numero di vendite e installazioni, soprattutto presso i professionisti che utilizzano il software per commercialisti PassCom, mentre al secondo posto vi sono quelle legate al mondo mobile, come le app per la raccolta ordini su smartphone e tablet. «Le app su mobile hanno visto finora un numero di download nell’ordine delle 6-700 unità per quanto riguarda il Play Store, ovvero quello del mondo Android, mentre sul sistema iOS di Apple questo numero si è attestato fin qui a circa 400 download» – fa sapere Benzi. Inoltre, grande consenso sta raccogliendo anche l’app Customer Care, che permette l’amministrazione delle trattative e l’assistenza nel post vendita, e vi è infine molto interesse per l’app Analisi Finanziaria Clienti, con report basati sulla classificazione del rating dei clienti e sulla salute del credito dell’azienda.

INTERFACCIA FAMILIARE

In sostanza, «si spazia dalla gestione amministrativa a quella commerciale, con app che implementano micro e macro funzionalità, configurandosi come veri e propri moduli in quanto sono realizzate con il nostro sistema proprietario di sviluppo e quando sono installate hanno la stessa interfaccia dei nostri sistemi» – prosegue Benzi. Il sistema di sviluppo di Passepartout ha, tra le altre caratteristiche peculiari, anche quella di contenere al suo interno diversi strumenti di personalizzazione, tra i quali spicca Data Track, uno strumento aggiunto recentemente che permette di realizzare software molto efficienti per l’analisi dei dati, in quanto questi vengono analizzati direttamente senza necessità di add-on. «Si possono navigare i dati direttamente, in quanto il sistema organizza il data base con la tecnica dei nodi: si può passare da un’informazione all’altra come se si stesse percorrendo una rete metropolitana, dove si può cambiare stazione, oppure tornare indietro o anche prendere un’altra linea» – spiega Benzi, sottolineando che «grazie a questo sistema si possono analizzare le informazioni senza soluzione di continuità».


.@PassepartoutSpa la carica delle app. Al primo posto, l’app #Antiriciclaggio
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SVILUPPI FUTURI

Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, «mentre finora abbiamo operato per realizzare app che funzionassero in maniera disconnessa, cioè in locale e con la possibilità di sincronizzare i dati una volta che ci si sia loggati nuovamente, adesso abbiamo iniziato a sviluppare tool per operare in modalità sempre connessa, e con la possibilità di riconnettere l’utente nello stesso punto e nella stessa situazione in cui si trovava quando vi è stata la disconnessione della linea» – racconta Benzi. Ma non solo: «In questo periodo in cui si parla molto di Industria 4.0, stiamo sviluppando anche app per la logistica e per misurare i processi produttivi interni delle aziende, dove servono app sempre connesse per rilevare costantemente il flusso dei dati, relativo alle operazioni di produzione» – prosegue Benzi. Il framework “sempre connesso” sarà disponibile, anticipa Benzi, nei primi mesi del prossimo anno, e sarà oggetto di una presentazione in grande stile nel corso della prossima User Conference del canale che si terrà nel corso del 2018, dopo le prime anticipazioni della nuova modalità operativa illustrate nel corso di un ciclo di eventi tenutisi nello scorso mese di ottobre.

IL RUOLO DEI PARTNER

Infine, la divisione di Stefano Benzi ha anche l’importante compito di realizzare per conto terzi siti vetrina e siti e-commerce, completamente integrati al gestionale Passepartout utilizzato, e sviluppati a partire da un modello prestabilito o sulla base di specifiche esigenze dei clienti, operando soprattutto con le PMI e per il mondo hospitality e retail. «Siamo partiti con questa attività da circa un anno e abbiamo già numerose realizzazioni al nostro attivo, basate sul nostro content management system denominato PassWeb» – fa sapere Benzi. Anche in questo caso, l’obiettivo di fondo è quello della fidelizzazione: «Puntiamo sul rapporto con il cliente per avere soluzioni integrate con un unico fornitore, in un modello di go-to-market nel quale la nostra rete di partner rimane l’elemento centrale di riferimento, anche in considerazione del fatto che i partner stessi possono fare business sul nostro sito insieme a noi: questa opportunità è già stata colta da 10 partner, per un totale di 200 app commercializzate a tutt’oggi» – conclude Stefano Benzi.

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Four Solutions con Target Cross, l’ERP si fa in quattro per le PMI https://www.datamanager.it/2017/09/four-solutions-target-cross-lerp-si-quattro-le-pmi/ Thu, 21 Sep 2017 12:24:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131371 Big Data, Industry 4.0 ma anche capillarità e ottimizzazione dei costi: arriva da Modena l’ERP che aiuta le piccole e medie imprese a cambiare marcia Non si sopravvive a un’intera era dell’informatica se non si è competenti, bravi e tenaci. Four Bytes nasce nel 1980, a Modena, con l’obiettivo di supportare il lavoro delle PMI con […]

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Big Data, Industry 4.0 ma anche capillarità e ottimizzazione dei costi: arriva da Modena l’ERP che aiuta le piccole e medie imprese a cambiare marcia

Non si sopravvive a un’intera era dell’informatica se non si è competenti, bravi e tenaci. Four Bytes nasce nel 1980, a Modena, con l’obiettivo di supportare il lavoro delle PMI con un software gestionale valorizzato dall’esperienza di tecnici e consulenti che avevano prestato la loro opera presso le strutture informatiche di alcune delle più importanti aziende emiliane. Dopo oltre vent’anni di soddisfazioni, Four Bytes crea nel 2002 Four Solutions, specializzata nello sviluppo e nella distribuzione di Target Cross, l’ERP di riferimento del gruppo. Lo scopo? Fondare una rete di partner su tutto il territorio, per entrare in contatto diretto con le esigenze delle piccole e medie imprese, così da proporsi per ogni loro necessità organizzativa. Oggi, Target Cross serve oltre 2.500 aziende lungo la penisola, una sorta di software farm potenziata da una trentina di rivenditori. Assecondando le loro competenze, Four Solutions li forma sul prodotto, sino a ché siano in grado di intervenire sulla piattaforma per effettuare gli interventi di personalizzazione richiesti dai clienti, grazie alla particolarità del codice auto-documentante su cui l’ERP si basa. Cosa vuol dire? «Omnis consente di scrivere codice con una sintassi e una morfologia che lo rendono più intelligibile di quello di molti altri linguaggi» – ha spiegato a Data Manager Claudio Ferrari, responsabile di prodotto e presidente di Four Solutions. «Inoltre, l’uso che ne abbiamo fatto, in Target Cross, consente che il software risponda a due esigenze specifiche di utilizzo: sì l’utente finale ma, non meno, il rivenditore implementatore. Il nostro compito è realizzare un prodotto che sia adeguato ad ambedue le esigenze e che soddisfi, anche, peculiarità settoriali partendo da una base comune».

Trasformare dati in valore

L’aver puntato su un pubblico così difficile e competitivo come le PMI ha spinto Four Solutions a proporsi come miglior alleato verso la digitalizzazione dei processi di business. «Molte delle piccole e medie realtà del nostro Paese nutrono ancora difficoltà nell’adottare metodologie di lavoro diverse, perché hanno difficoltà nel valutare le ricadute e sono molto gelose dei dati che producono. Dietro, spesso, si nasconde la paura di perdere il controllo delle informazioni in possesso. Tuttavia, quando si accorgono del potere dei Big Data, ad esempio, si chiedono come mai non hanno approcciato prima sistemi di analisi del genere, peraltro su elementi che già possiedono». Non a caso, una delle utilità di un gestionale come Target Cross è l’integrare i dati destrutturati, normalizzandoli e trasformandoli in informazioni utili al management. Contenuti che le imprese hanno già ma che fino a quel momento non sapevano come sfruttare in un’ottica di incremento del know-how complessivo. Abbracciando l’intera piattaforma ERP, si ottiene un vantaggio competitivo non da poco: una sola interfaccia di controllo, che diventa il centro informativo di ciò che l’impresa produce come dati, valorizzandoli.


#TargetCross L’ERP che aiuta le #PMI a cambiare marcia
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Estendere la rete dei partner

«Nel corso degli anni, abbiamo visto crescere tante realtà, accompagnandole nel loro percorso di affermazione come leader nei settori di appartenenza. Questo rappresenta il nostro premio, uno dei motivi per cui vogliamo allargare il network di partner rivenditori, per raggiungere con maggiore capillarità gli utenti, anche quelli a cui abbiamo detto no. Ci rivolgiamo, con Target Cross, a qualsiasi tipo di azienda: principalmente manifatturiere, ma anche dei servizi e del commercio, al dettaglio come all’ingrosso. È innegabile che i Big Data e il trend dell’Industry 4.0 coinvolgano oramai tutti. Pensiamo alla logistica e alla raccolta dei dati di produzione: con i moduli piazzati sulle macchine, di movimentazione e di produzione, abilitiamo la raccolta estesa dei dati, finalizzata non solo a migliorare i flussi di lavoro ma anche a ottimizzare costi e risorse. Due concetti ai quali le PMI guardano sempre con un certo interesse».

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Il Gigante sceglie Generix Group per gestire la logistica e-commerce https://www.datamanager.it/2017/09/gigante-sceglie-generix-group-gestire-la-logistica-commerce/ Thu, 07 Sep 2017 10:53:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=130235 Il Gigante ha scelto il WMS in SaaS di Generix Group per la gestione del dark store di Varallo Pombia, il magazzino creato ad hoc per servire le vendite del nuovo canale e-commerce Il Gigante, leader della GDO nel Nord Italia e specialista del fresco, ha rinnovato la fiducia in Generix Group, software vendor specializzato in soluzioni […]

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Il Gigante ha scelto il WMS in SaaS di Generix Group per la gestione del dark store di Varallo Pombia, il magazzino creato ad hoc per servire le vendite del nuovo canale e-commerce

Il Gigante, leader della GDO nel Nord Italia e specialista del fresco, ha rinnovato la fiducia in Generix Group, software vendor specializzato in soluzioni collaborative per la supply chain execution e l’ottimizzazione, e ne ha scelto il WMS in modalità SaaS (Software as a Service) per gestire la logistica del nuovo canale e-commerce, lanciato ufficialmente lo scorso marzo.

Per gestire la logistica delle vendite on-line, declinate nel modello click-and-collect, Il Gigante ha scelto di adottare una soluzione ancora relativamente poco diffusa tra i retailer del nostro territorio: la creazione di un dark store, ubicato a Varallo Pombia (Novara), ovverosia di un magazzino ad hoc che serve esclusivamente le vendite del canale e-commerce. Più tipicamente infatti in Italia la Distribuzione prepara gli ordini provenienti dal canale e-commerce direttamente sui punti vendita, appoggiandosi ai magazzini che li riforniscono. Avvalendosi invece di un magazzino apposito per l’e-commerce, Il Gigante punta ad avere una gestione più efficiente delle scorte e all’azzeramento delle rotture di stock.

L’offerta e-commerce del Gigante è alquanto sofisticata e “spinta”, se raffrontata ai modelli standard della distribuzione alimentare: i consumatori possono infatti ordinare on-line non solo i prodotti in scatola ed i freschi pre-confezionati dalle case produttrici, ma anche i freschi tagliati, pesati e preparati su richiesta, esattamente come sarebbe possibile fare ai banchi macelleria, pescheria o gastronomia dei vari punti vendita fisici. Mentre i prodotti a peso non variabile vengono preparati direttamente nel dark store, la preparazione di quelli a peso variabile avviene in un punto vendita aperto al pubblico ubicato nei pressi del dark store stesso. Gli ordini vengono quindi assemblati e consegnati a 3 punti vendita del Nord Italia presso cui i clienti si recano per il prelievo della propria spesa. Entro la fine dell’anno è previsto l’incremento dei punti di ritiro, che diventeranno 10, mentre la consegna a casa sarà disponibile a seguire.

Il Gigante impiega il WMS Generix per la preparazione degli ordini dei prodotti confezionati all’interno del dark store, mentre per i prodotti a peso variabile la soluzione integra i dati ricevuti dalle bilance del punto vendita annesso, grazie alla piattaforma di integrazione di cui dispone. La gestione delle interfacce ha rappresentato una delle sfide più importanti del progetto per Generix: con il portale e-commerce da un lato e dall’altro con gli strumenti preposti alla preparazione dei prodotti a peso variabile ed al ritiro della merce, in tutto 10 diverse interfacce e 4 sistemi.

“Gli ordini che riceviamo dal canale on-line sono ovviamente caratterizzati da un’estrema eterogeneità di composizione, il che rendeva indispensabile l’utilizzo di un sistema che ci consentisse di poterne analizzare i contenuti, destinarli su modalità di preparazione diverse e poi assemblarli in unità di spedizione uniche per i clienti finali”, ha commentato Gianluigi Bassani, Direttore Marketing del Gigante.

“Il WMS di Generix Group si è rivelato determinante a questo riguardo, consentendoci di poter avviare fin dall’inizio le vendite on-line anche dei prodotti freschi preparati a banco, che sono da sempre il fiore all’occhiello della nostra offerta prodotti”, ha concluso Bassani.

“In un periodo di grande ricerca ed evoluzione dei modelli commerciali affinché essi possano rispondere al meglio alle esigenze del consumatore moderno, l’integrazione tra fisico e digitale è l’area di lavoro sulla quale anche Il Gigante ha focalizzato la propria attenzione. Ritenendo che il comportamento del cliente non possa definirsi solo “fisico” o solo “digitale”, vogliamo investire nel rendere facili e pienamente integrabili le differenti esperienze di acquisto, dall’accogliente visita allo store classico, centrata su cortesia e professionalità, al click&collect, forte in fatto di rapidità e convenienza, fino alla comoda consegna a casa”, ha aggiunto per Il Gigante Giorgio Panizza, Consigliere d’Amministrazione.

“Il Gigante è uno dei clienti storici del WMS di Generix Group, un cliente con cui abbiamo un lungo e consolidato rapporto di fiducia. E’ stata per noi una grande soddisfazione poterli supportare anche in questo nuovo progetto e-commerce, che si contraddistingue per un elevato livello di innovatività in termini di set-up e gestione logistica. Si è trattato certamente di un progetto sfidante, il cui buon esito ha convalidato di fatto la qualità delle nostre piattaforme e la professionalità delle nostre persone, nonché la capacità del nostro Gruppo di saper stare a fianco ed al passo delle aziende clienti”, ha commentato Loretta Chiantaretto, General Manager di Generix Group Italia.

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La rivoluzione dell’IoT in fabbrica https://www.datamanager.it/2017/07/la-rivoluzione-delliot-fabbrica/ Tue, 25 Jul 2017 13:28:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128844 L’intelligenza dei sensori e del software applicata alle linee di produzione cambia la natura stessa di uno specialista come Comau che reingegnerizza i processi Per Flavio Bernocchi, chief information & communication technology di Comau, azienda leader dell’automazione industriale, l’IoT è una delle tematiche di innovazione più importanti, un motore di forte miglioramento dell’efficienza operativa e […]

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L’intelligenza dei sensori e del software applicata alle linee di produzione cambia la natura stessa di uno specialista come Comau che reingegnerizza i processi

Per Flavio Bernocchi, chief information & communication technology di Comau, azienda leader dell’automazione industriale, l’IoT è una delle tematiche di innovazione più importanti, un motore di forte miglioramento dell’efficienza operativa e della qualità complessiva, due importanti fattori competitivi. «Tuttavia – sostiene Bernocchi – la sfida maggiore che abbiamo oggi è capire in anticipo come i paradigmi produttivi stanno cambiando ed evolveranno in futuro. L’IoT sta modificando la supply chain estesa e la digitalizzazione sta consentendo di realizzare servizi e produzioni sempre più personalizzate. Saper intercettare le nuove esigenze produttive di scalabilità e flessibilità, e quindi le nuove tecniche e tecnologie abilitanti per l’automazione del futuro, è l’opportunità che abbiamo di fronte».

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Prevedere e produrre

Come sono stati affrontati questi temi nel data center e in fabbrica? Individuati i tipi di servizi che Comau può migliorare con l’IoT (per esempio la manutenzione predittiva), si sono presentate due questioni: come digitalizzare l’installato esistente presso i nostri clienti e come progettare in chiave sempre più digitale le nuove generazioni di robot e – più in generale – le macchine industriali. «Per quanto riguarda il parco già installato, le macchine vengono rese intelligenti attraverso l’applicazione di sensori esterni muniti di algoritmi programmati da Comau. Per le nuove generazioni di robot, abbiamo affrontato un process reengineering su tutta la catena del valore, in particolare per l’ingegneria, affinché le nuove soluzioni Comau fossero allineate sin dalla fase di concept alle innovazioni tecnologiche, in chiave sia di intelligenza sia di comunicazione». Lo sforzo ha comportato evidentemente un investimento in risorse tecnologiche, ma quali sono state le azioni sul piano dei ruoli di coordinamento e quali gli eventuali contributi in termini di competenze e collaborazioni esterni? Su un piano tecnico, Comau si è mossa anche stringendo rapporti di partnership con diversi player di mercato su tutta la catena dell’IoT tecnologica: dai sensori, al 5G, sono stati individuati operatori cloud e fornitori di servizi di additive manufacturing. «Internamente – continua Bernocchi – invece abbiamo investito su figure di data scientist, per l’elaborazione di algoritmi e consulting sia per architetture di soluzioni IoT sia per la creazione di modelli a valore aggiunto per i nostri clienti».


#IoT Flavio Bernocchi @comaugroup La rivoluzione 4.0 in fabbrica
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Ridurre il time-to-market

Attualmente, l’impatto percepito da parte dei clienti è l’accresciuta efficienza degli impianti e l’incremento della qualità. Informazioni in real-time aumentano infatti la tempestività degli interventi e determinano un monitoraggio della qualità più elevato. «Credo che presto la flessibilità diventerà l’indicatore più apprezzato» – osserva Bernocchi. Oggi, una realtà è inserita in un complesso sistema di relazioni con una clientela industriale anch’essa impegnata sul fronte avanzato dell’innovazione. Se è vero che l’innovazione si estende in senso verticale e orizzontale, anche all’esterno dei confini aziendali di chi vive il cambiamento, quali sono i diversi modelli con cui sistemi di automazione e robotica e i relativi servizi vengono progettati, implementati ed erogati nelle fabbriche 4.0? Comau – precisa Bernocchi – ha il privilegio di lavorare in diversi modelli di delivery che vanno dall’engineering-to-order al make-to-stock e può quindi sperimentare i diversi impatti della digitalizzazione. «Nell’ingegnerizzazione delle linee di automazione, il co-engineering con i nostri clienti in ambienti virtuali è sempre più spinto e anche le simulazioni 3D. Per ridurre il time-to-market, l’allineamento con i nostri fornitori, sia in termini di tempistiche sia di knowledge condiviso, è sempre più pressante». Anche i workflow di comunicazione e approvazione sono sempre più utilizzati. Le infrastrutture reti-dati seguono questo cambiamento. «All’estremo opposto, nel make-to-stock, è la logistica, soprattutto in termini di tracciabilità di materiali su tutta la supply chain, sino ai cantieri dei nostri clienti, a richiedere sempre maggior attenzione».


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Zucchetti a TRANSPOTEC con le nuove soluzioni integrate per la sicurezza delle flotte aziendali e con Driver https://www.datamanager.it/2017/02/zucchetti-transpotec-le-nuove-soluzioni-integrate-la-sicurezza-delle-flotte-aziendali-driver/ Mon, 20 Feb 2017 10:30:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119534 Al Salone nazionale dei trasporti e della logistica, in programma a Verona dal 22 al 25 febbraio, Macnil Zucchetti presenta il servizio GT Fleet Alarm, sistema integrato di localizzazione satellitare, antifurto e manutenzione programmata, nonché la novità del dispositivo “Salvamulta”, mentre Centro Sistemi, partner Zucchetti di Treviso, propone una soluzione verticale che risolve le esigenze […]

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Al Salone nazionale dei trasporti e della logistica, in programma a Verona dal 22 al 25 febbraio, Macnil Zucchetti presenta il servizio GT Fleet Alarm, sistema integrato di localizzazione satellitare, antifurto e manutenzione programmata, nonché la novità del dispositivo “Salvamulta”, mentre Centro Sistemi, partner Zucchetti di Treviso, propone una soluzione verticale che risolve le esigenze gestionali, commerciali ed amministrative di aziende che si occupano di trasporti, spedizioni e logistica

Transpotec Logitec 2017, il principale salone italiano per gli operatori del settore della logistica e dei trasporti, in programma a Veronafiere dal 22 al 25 febbraio, sarà l’occasione per presentare le novità del Gruppo Zucchetti sia per la gestione delle flotte aziendali sia per le imprese di trasporti e di logistica.

Nel primo caso si tratta dello storico marchio GT Alarm, leader nel settore automotive e partner delle più importanti case automobilistiche mondiali, che presenta una rivoluzionaria scatola nera con una serie di servizi innovativi integrati dedicati al mondo delle flotte aziendali e alla gestione delle risorse umane.  Nel secondo il prodotto si chiama ‘Driver’, ed è un software erp realizzato da Centro Sistemi (partner Zucchetti di Treviso) che gestisce l’intero ciclo operativo delle aziende di trasporti e di logistica.

Getronic, azienda di Varese proprietaria del marchio GT Alarm, è entrata a far parte nel 2016 del Gruppo Zucchetti, la prima azienda italiana di software con oltre 3.300 addetti e più di 105 mila clienti, già inserita nel mondo IoT con l’acquisizione di Macnil nel 2014 e oggi con un’offerta completa nel mondo automotive, dal fleet management alla sicurezza automotive, grazie all’esperienza e al brand GT Alarm.

In primo piano a Transpotec ci sarà GT Fleet Alarm, il nuovo servizio di localizzazione e antifurto satellitare per la gestione della flotta aziendale su un unico portale grazie all’integrazione nativa con le soluzioni Zucchetti.

GT Fleet Alarm, oltre a monitorare i km percorsi e calcolare il consumo di carburante, consente di visualizzare anche su tablet e smartphone la posizione corretta dei mezzi aziendali seguendo gli spostamenti in tempo reale su mappa digitale e pianificare i percorsi dei veicoli aziendali. La soluzione è dotata inoltre di un evoluto sistema di sicurezza che comprende: blocco avviamento da remoto anche da app, alert per taglio cavi e distacco batteria, parking protection (antisollevamento e spostamento), antijammer (funzionalità che evita i disturbi nelle comunicazioni), tasto SOS e connessione alla centrale operativa.

Inoltre il sistema è equipaggiato con l’innovativo dispositivo “Salvamulta”, per ricevere segnalazioni vocali sulla presenza di autovelox e tutor in base alla velocità effettiva del veicolo, e con un’app per la gestione delle scadenze sulla manutenzione programmata dei propri automezzi.

Infine l’offerta si completa con la black box GT 2.0, dotata di certificazioni ANIA (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici), che si distingue per la funzione antifrode a vantaggio delle compagnie assicurative.

“La gestione della flotta aziendale è un processo trasversale che riguarda non solo la sicurezza e gli spostamenti efficienti dei veicoli, ma anche la gestione delle trasferte, la gestione delle risorse umane e la contabilità”, afferma Nicola Lavenuta, neo amministratore delegato di GT Alarm e ceo di Macnil, società informatica del Gruppo Zucchetti.

L’eccellenza di GT Fleet Alarm sta proprio nell’integrazione tra diversi servizi offerti dal Gruppo Zucchetti: dalla qualità degli antifurti satellitari di GT Alarm, all’esperienza di Macnil nel controllo e gestione delle flotte aziendali, fino alla suite HR Infinity Global Solution per la gestione di tutti gli aspetti del personale; così è nata ZCarFleet, una soluzione completa e integrata per la gestione delle flotte aziendali.

La condivisione di un unico database e l’aggregazione di tutte le informazioni relative alle varie attività nelle schede anagrafiche dei dipendenti e dei veicoli permettono infatti di non ridondare i dati, di ridurre gli errori e di facilitare efficienze di processo tra gestione della flotta, gestione delle trasferte, gestione delle risorse umane e contabilità.

In questo modo è possibile integrare in un’unica anagrafica i dati necessari dei dipendenti in fase di assegnazione dei veicoli in benefit per gestire i rimborsi/addebiti a cedolino delle spese legate all’utilizzo dell’auto aziendale.

Una tecnologia interamente “made in Italy” che proietta Zucchetti tra i leader del mercato IoT, automotive e della sicurezza, offrendo nuovi prodotti e soluzioni più avanzate completamente integrabili.

Per quanto riguarda il software erp Driver, si tratta di una ‘verticalizzazione’ della soluzione gestionale Mago sviluppata per soddisfare le esigenze delle imprese che si occupano di trasporti, spedizioni e logistica: offerte e ordini di viaggio, pianificazione dei mezzi, gestione e analisi dei costi, anagrafica autisti, gestione delle infrazioni e dei sinistri, manutenzioni, tariffazione, fatturazione e molto altro ancora.

“Driver è sul mercato da diciotto anni perché ha saputo sempre rinnovarsi per risolvere le problematiche delle aziende di trasporti, dei corrieri e della logistica conto terzi – dichiara Vincenzo Pongan, direzione generale Centro Sistemi –; infatti  ad oggi abbiamo oltre 200 clienti attivi, per un totale di oltre 800 utenti che lavorano con il nostro gestionale.
Tra le novità principali che presenteremo a TRANSPOTEC ci sarà un’app nativa che gli autisti potranno utilizzare per la gestione in tempo reale degli esiti delle consegne, dei ritiri e dei contrassegni”.

Per conoscere tutte le novità, il Gruppo Zucchetti sarà a Transpotec, Veronafiere, Padiglione 9 – Stand C4.8

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