Marco Fanizzi – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 14:43:42 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Marco Fanizzi – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Dell EMC, un anno di traguardi https://www.datamanager.it/2017/11/dell-emc-un-anno-traguardi/ Tue, 21 Nov 2017 11:57:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135276 In scena al Dell EMC Forum di Milano il bilancio del primo anno della nuova compagine e i nuovi investimenti nell’area dell’Internet of Things La nuova compagine Dell EMC ha ormai un anno di vita. Ecco quindi che l’occasione per fare un primo bilancio viene colta nel Dell EMC Forum, tenutosi a Milano a metà […]

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In scena al Dell EMC Forum di Milano il bilancio del primo anno della nuova compagine e i nuovi investimenti nell’area dell’Internet of Things

La nuova compagine Dell EMC ha ormai un anno di vita. Ecco quindi che l’occasione per fare un primo bilancio viene colta nel Dell EMC Forum, tenutosi a Milano a metà novembre con un’ottima partecipazione di clienti e partner. I due manager al vertice della filiale italiana, Marco Fanizzi, Vice President & General Manager Enterprise Sales di Dell EMC Italia, e Filippo Ligresti, Vice President & General Manager Commercial Sales di Dell EMC Italia, non si fanno pregare nel raccontare alla stampa i tratti salienti del primo anno della nuova società. “Il bilancio è sicuramente positivo, a livello corporate e italiano, sia dal punto di vista degli obiettivi di fatturato sia da quello del feedback da parte dei clienti”, ha esordito Marco Fanizzi, sottolineando anche “una serie di esperienze interessanti avute quest’anno in Italia, che ci hanno mostrato che il nostro Paese è ancora un punto di snodo importante, con molte società che stanno investendo e che ci danno molte opportunità anche per gli anni a venire”.

Struttura in crescita

La nuova Dell EMC, che si è riunita anche fisicamente in una unica sede a Milano, è da tempo una realtà, come ha ribadito Filippo Ligresti: “Il modello che abbiamo messo in atto ci ha consentito di avere un’unica società in un arco di tempo breve. Tutti quelli che lavoravano su un certo set di clienti sono confluiti in un team misto, temevamo ci fosse uno scontro di personalità, ma abbiamo visto che nella realtà le due aziende erano complementari non solo sulla carta ma anche nella realtà, con un processo molto naturale. Anche perché non abbiamo attuato nessuna sinergia di costo, anzi abbiamo assunto da febbraio a oggi 47 persone: una vera e propria strategia di espansione, cioè quella di una società che investe per andare a cogliere nuove opportunità, guardando sempre avanti”.

Numeri di rilievo

E di sicuro i numeri stanno dando ragione alla strategia messa in campo. Oltre ad aver guadagnato quota di mercato nei PC per il sedicesimo trimestre consecutivo, dove è al terzo posto per quantità ma in prima posizione per fatturato, Dell EMC ha riportato una performance finanziaria complessiva molto soddisfacente, come ha spiegato Filippo Ligresti: “Michael Dell ha dichiarato di aver fatturato due miliardi in più rispetto al piano preventivato e Dell EMC ha già restituito 9 miliardi e mezzo del debito contratto per realizzare l’intera operazione. Anche in Italia l’andamento è di crescita costante, con incrementi del revenue nell’ordine della doppia cifra”.

L’Internet of Things nel mirino

Insomma, il quadro che emerge è quello di un’azienda in pieno sviluppo, pronta a cogliere tutte le opportunità, anche con investimenti di rilievo come quello annunciato recentemente nell’area Internet of Things. Per saperne di più, Data Manager ne ha parlato con Nina Hargus, Senior Vice President, Global Field Marketing di Dell EMC, intervenuta con un keynote nella sessione plenaria dell’evento milanese. “Quello dell’Internet of Things è un campo che promette moltissimo: al di là delle diverse stime che si susseguono nei report degli analisti, non c’è alcun dubbio che i dati provenienti dai sensori hanno la capacità di trasformarsi in insight utilissime per il business, e ancora non stiamo sfruttando tutti questi dati, con opportunità tutte da scoprire”, sottolinea Nina Hargus. Ma non solo: “Le iniziative che vanno sotto il nome di Internet of Things hanno rilevanza anche perché sono adatte ai bisogni attuali della società, e hanno anche la caratteristica di essere modulari, nel senso che non c’è bisogno di realizzare tutti i progetti insieme e subito. Per esempio, nel caso delle iniziative di tipo smart city, si può partire dalla videosorveglianza o dal controllo del traffico, procedendo con un progetto alla volta, sapendo fin dall’inizio che la base dati è comune”, prosegue Nina Hargus.

Una Divisione cross

Si delinea così il senso dell’investimento di un miliardo di dollari nell’IoT annunciato il mese scorso a New York da Michael Dell in persona, con la creazione di una Divisione ad hoc, guidata da Ray O’Farrell, CTO di VMware, nella quale confluiscono le tecnologie provenienti dalle varie aziende del gruppo Dell EMC, come Pivotal, RSA, Secureworks, Virtustream e VMware. “Si tratta di una divisione cross nella quale tutti collaborano nel realizzare le soluzioni e i servizi che coprono tutte le esigenze infrastrutturali e di computing alla base dell’IoT, dall’edge al cloud passando per i sistemi core. E grazie alla ricchezza della nostra offerta, Dell EMC è perfettamente attrezzata per aiutare le aziende nell’adozione di un’IoT che produca vantaggi di business”, conclude Nina Hargus.

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DellEMC, obiettivi ambiziosi per il nuovo colosso https://www.datamanager.it/2016/11/dellemc-obiettivi-ambiziosi-colosso/ Mon, 14 Nov 2016 11:51:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113510 Piatto forte del DellEMC Forum di Milano, la declinazione in Italia della fusione che ha dato luogo alla più grande azienda IT del mondo A meno di due mesi dalla chiusura ufficiale della fusione tra Dell e EMC, i vertici italiani delle due entità si sono presentati ufficialmente a clienti, partner e stampa in occasione […]

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Piatto forte del DellEMC Forum di Milano, la declinazione in Italia della fusione che ha dato luogo alla più grande azienda IT del mondo

A meno di due mesi dalla chiusura ufficiale della fusione tra Dell e EMC, i vertici italiani delle due entità si sono presentati ufficialmente a clienti, partner e stampa in occasione del DellEMC Forum, tenutosi a Milano ai primi di novembre. Durante l’evento, i due manager hanno fatto il punto sull’integrazione delle due società sul nostro mercato: dal 1° febbraio del 2017, Marco Fanizzi assumerà la guida del mercato enterprise, mentre Filippo Ligresti avrà la responsabilità del mercato commercial. La parola più ripetuta nel corso dell’incontro con la stampa è stata “coesione”, di intenti e di sostanza: non a caso, ha spiegato Marco Fanizzi, «la coesione è stato il tema conduttore dell’evento interno del 14 settembre, tenuto a ridosso della chiusura ufficiale del merge, dove abbiamo ribadito l’intento di unire due aziende che finora hanno operato molto bene. La nostra intenzione come DellEMC in Italia è quella di continuare allo stesso livello, andando anche oltre, per diventare la migliore country a livello Emea per crescita, collaborazione e market share».

Verso il 1° febbraio

Il concetto è stato sottolineato anche da Filippo Ligresti: «Quello di oggi è il primo evento in Italia con clienti e partner, e siamo molto soddisfatti sia della partecipazione sia perché avviene a poche settimane dal closing della fusione. Dal 12 ottobre 2015 al 7 settembre 2016 abbiamo operato in modo da non creare alcun tipo di disturbo verso i clienti, e anche se pure qui da noi in Italia non c’è ancora una sola entità, cosa che anche a livello globale avverrà dal 1° febbraio, alla chiusura dei periodi finanziari delle aziende che si sono fuse, condividiamo già i dati dei clienti e operiamo sempre nel loro interesse, anche nei rarissimi casi in cui c’è un sia pur lieve sovrapposizione nell’offerta».

Chiarezza di ruoli

E infatti la società è all’opera per mettere a punto, oltre alle responsabilità, anche le linee di prodotto e le modalità di go to market: «Il nostro obiettivo è che dal 1° febbraio ci sia un unico referente per i clienti, con forte chiarezza di ruoli con una immagine coerente sul mercato», ha proseguito Fanizzi, spiegando che «ci saranno spostamenti di persone tra una ex azienda e l’altra, con l’importante corollario di scambio di culture, nell’intento di realizzare la massima coesione e dare vita a una cultura DellEmc senza che vi siano figli e figliastri, cioè senza etichette ex Dell o ex EMC». Entrambi i manager si sono detti convinti che entro dicembre l’assetto della nuova entità sarà definito, anche con l’unificazione delle politiche di canale, che vedrà un programma unico a partire dalla fatidica data del 1° febbraio.

Un miliardo di dollari

Senza dimenticare un obiettivo ambizioso: arrivare a un fatturato di un miliardo di dollari in Italia nel più breve tempo possibile. Nelle parole dei due manager, le posizioni attuali che l’azienda occupa sul mercato sono quelle giuste per crescere ulteriormente. Per esempio, ha spiegato Ligresti «attualmente abbiamo il 13 per cento di quota nei PC commercial: è vero che è un mercato in consolidamento, ma noi intendiamo essere tra i consolidatori, ed entro i prossimi due anni potremmo essere al 20-25 per cento del totale». Discorso analogo anche per i server, dove la quota attuale è del 25 per cento, ma in ottica di porsi dalla parte dei consolidatori, l’obiettivo è quello di arrivare al 30-35 per cento nello stesso arco temporale. Infine, ha sottolineato Fanizzi, «siamo i leader di mercato nello storage, con il 35 per cento, risultante dal 28 per cento di EMC e dal 7 per cento di Dell, ma il restante 65 per cento è in grado di essere attaccato».

Chiara leadership nel flash

La crescita passa quindi anche dalle strategie in ambito storage, delle quali Data Manager ha parlato con Fabio Zezza, All Flash Sales Lead di Dell EMC Italy. Il focus è più che mai sullo storage flash. «Come EMC abbiamo iniziato a investire fin dal 2008 nelle tecnologie flash, soprattutto per i drive di fascia hi-end, incrementando notevolmente la nostra presenza con l’acquisizione di XtremIO nel 2012 e spingendo l’acceleratore sugli investimenti in R&D», ha spiegato Zezza, sottolineando come questo si sia tradotto in una «crescita del 90 per cento anno su anno, che ci dà una chiara leadership del mercato: per esempio, il dato più recente di IDC, quello relativo al secondo trimestre di quest’anno, ci posiziona al primo posto del settore all flash array di storage esterno, con una quota mondiale del 40 per cento». Tra i clienti flash in Italia, è da menzionare InfoCert, che ha adottato già tre anni fa le soluzioni flash XtremeIO per i propri data center, «riscontrando notevoli vantaggi a tutti i livelli: non solo per quanto riguarda i benefici nei costi relativi ai minori consumi o all’ingombro più ridotto, ma anche per la flessibilità tipica del flash, che permette per esempio installazioni su larga scala più agevoli», come ha sottolineato Massimo Biagi, responsabile sistemi di InfoCert.

Infine, riguardo all’integrazione della gamma dei prodotti storage di EMC e di Dell nella nuova entità, «non vi sono sovrapposizioni di alcun tipo: già quando eravamo solo EMC la nostra idea era che una sola soluzione non fosse sufficiente a garantire maggiore flessibilità di scelta ai clienti, e adesso con la linea Compellent siamo presenti in tutte le dieci fasce di prezzo del mercato», ha concluso Fabio Zezza.

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EMC Italia, crescere nei quattro pilastri https://www.datamanager.it/2015/03/emc-italia-crescere-nei-quattro-pilastri/ Thu, 12 Mar 2015 10:10:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71316 Marco Fanizzi, numero uno dell’azienda, delinea le direttrici principali della strategia societaria facendo una carrellata sugli ultimi tre anni e mezzo dell’ICT in Italia Metà marzo a Milano: non il tradizionale incontro stampa, ma una chiacchierata informale. Nella quale Marco Fanizzi, amministratore delegato di EMC Italia, sofferma l’attenzione sui temi, anche concreti, che più gli […]

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Marco Fanizzi, numero uno dell’azienda, delinea le direttrici principali della strategia societaria facendo una carrellata sugli ultimi tre anni e mezzo dell’ICT in Italia

Metà marzo a Milano: non il tradizionale incontro stampa, ma una chiacchierata informale. Nella quale Marco Fanizzi, amministratore delegato di EMC Italia, sofferma l’attenzione sui temi, anche concreti, che più gli stanno a cuore. A cominciare dallo scenario economico degli ultimi tre anni e mezzo, cioè da quando il manager ha assunto la responsabilità della filiale italiana della società. “Poco meno di quattro anni fa ci trovavamo in un periodo non brillantissimo, come Paese. Per esempio, Expo era un buco nero nel quale pensavamo di finire in molti, mentre adesso i segnali sono molto positivi, e forse riusciremo a uscirne bene, come succede spesso quando l’Italia si trova in emergenza. Inoltre, dal mio ufficio, lo skyline milanese dava sulle macerie delle ex-Varesine, e invece ora è quello di una città che ha saputo reinventarsi, e bene. Ma non solo l’Italia sta meglio, perché adesso anche l’economia mondiale non è più quel disastro di quasi quattro anni fa”, esordisce Fanizzi. La reminiscenza prosegue ricordando che “all’epoca avevo un atteggiamento positivo verso il nostro piano triennale, forse con un pizzico di incoscienza. Ma EMC Italia è cresciuta bene, e non solo nei numeri, che pur rappresentano un trend positivo che si sta consolidando ulteriormente. Sono anche molto orgoglioso del fatto che ci siamo classificati al terzo posto in Italia nella classifica delle large company del Great Place To Work, con una progressione che ci ha portato dal 18° posto dei quattro anni fa al 13° e poi al sesto dell’anno scorso”.

Il modello della “federation”

Passando allo scenario attuale, Fanizzi non manca di sottolineare che “quattro anni fa EMC era un’azienda da quasi 15 miliardi di dollari a livello globale, mentre oggi sfiora i 25, con una crescita che è avvenuta soprattutto nel software: anche se siamo tuttora player di primo piano nello storage, il software rimane l’elemento vincente anche per il futuro. Non a caso, il 40% del nostro fatturato prodotti in Italia deriva dal software, anche perché il costo dell’hardware scenderà ancora”. Ma poi è naturale che il discorso si allarghi all’intera galassia di EMC, che come noto comprende anche VMware, Pivotal, RSA e VCE, in un modello di “federation” che secondo Fanizzi rappresenta “la risposta corretta alle sfide del mercato, perché ci permette di essere agili e veloci, per modificare il nostro business model in funzione di quelli che sono i trend del momento”. Soffermandosi in particolare su EMC, Marco Fanizzi spiega che “la nostra offerta tecnologica copre vari settori, ma risente puntualmente dei trend in atto nei quattro pilastri su cui si basa la nostra crescita, cioè gli ormai classici cloud, mobile, analytics. Anche se va detto che la reale esplosione è stata nel mobile, come è sotto gli occhi di tutti noi: solo due anni fa le app per le banche non esistevano, mentre invece oggi la nuova interfaccia è quella sullo smartphone. E questo vale anche e soprattutto in Italia, dove il mobile è anche uno strumento fashion”.

Crescita a due cifre

A proposito di Italia, cosa prevede il piano triennale di EMC Italia? “Una volontà di essere i primi attori nei quattro big trend, con processi di sviluppo che tengono al centro della nostra strategia le esigenze dei clienti. Le aziende e i CIO si trovano a gestire i data center in situazioni più estreme, e con un fattore competitivo sempre più spinto, per cui devono trasformarsi e tenere conto dell’enorme esplosione dei dati: noi cerchiamo di guidare questo, proponendo software per l’automazione dei data center che consentano di commettere meno errori e risparmiare risorse sui compiti ripetitivi. Ma non dimentichiamo il trend dello storage flash, che ci vede in primo piano con l’acquisizione di XtremIO, e con la quale oggi abbiamo il 52% del mercato flash, una tecnologia completamente diversa, con costi generali ridotti a un decimo rispetto ai sistemi tradizionali”.

Concludendo, il numero uno di EMC Italia anticipa che “nel 2015 pensiamo di chiudere con una crescita a due cifre, viste le buone premesse. Cresceremo anche come struttura: oggi siamo circa 500, ma abbiamo bisogno di persone nuove, come i data scientist per governare l’esplosione dei dati ma anche nuovi ingegneri e nuovi informatici che siano in grado di portare il loro punto di vista di persone giovani che si affacciano al mondo del lavoro”.

 

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EMC nell’era del “Redefine” https://www.datamanager.it/2014/11/emc-nellera-redefine/ Wed, 19 Nov 2014 13:44:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65183 Al Forum di Milano i trend e le soluzioni per gestire la “terza piattaforma” L’edizione di quest’anno dell’EMC Forum si è concentrata sul tema del “Redefine”, la ridefinizione del business in ottica software. L’evento, “uno dei più importanti appuntamenti annuali nel panorama IT, che riunisce i migliori esperti e professionisti dell’innovazione, dell’economia e del business”, […]

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Al Forum di Milano i trend e le soluzioni per gestire la “terza piattaforma”

L’edizione di quest’anno dell’EMC Forum si è concentrata sul tema del “Redefine”, la ridefinizione del business in ottica software. L’evento, “uno dei più importanti appuntamenti annuali nel panorama IT, che riunisce i migliori esperti e professionisti dell’innovazione, dell’economia e del business”, è stato aperto con l’intervento di Marco Fanizzi, AD e Direttore Generale EMC Italia che ha parlato di “tecnologia e innovazione per guidare il business nella nuova era”. E’ essenziale oggi ridefinire gli asset aziendali in funzione di social, big data, cloud e mobility, con un’attenzione particolare alla multicanalità e all’esperienza utente, “ridefinendo inoltre skill e capacità all’interno delle aziende, un adeguamento culturale fondamentale per raggiungere il successo”.

Videointervista a Marco Fanizzi, AD e Direttore Generale EMC Italia


Videointervista a Marco Fanizzi, AD EMC Italia
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Insieme a Jacques Boschung, Vice President Europe West – EMC, sono stati commentati i risultati di una survey relativa all’opinione dei C-level aziendali sul ruolo dell’IT come fattore strategico di successo, e alla strada ancora da percorrere per adeguare le realtà imprenditoriali al nuovo paradigma del digitale. EMC si sta concentrando sul cloud ibrido e sull’offerta SaaS, e sempre più anche in futuro il business dovrà spostarsi da settori verticali ad un nuovo ruolo, quello di “broker di servizi IT e sviluppo di skill specifiche per gestire sistemi avanzati”. Il vero valore aggiunto di EMC, ha sottolineato Boschung, e l’elemento che lo distingue da altri player, è la sua abilità di “offrire una total customer experience”, fondamentale per vincere nell’epoca della competizione globale.

Adrian McDonald, President EMEA EMC ha sottolineato che “l’IT sta ridefinendo il business, e viceversa”, e i megatrend che oggi governano l’informatica sono costituiti dalla “terza piattaforma”: dati, mobile, cloud e social. “Security e compliance sono fattori critici oggi, ma è soprattutto l’agilità che si rivelerà essenziale per distinguersi dai competitor”. McDonald si è concentrato sull’offerta per il cloud ibrido di EMC. “Il cloud ibrido targato EMC unisce i vantaggi del cloud pubblico e di quello privato, in ottica software defined”. L’infrastruttura ridefinita e guidata dal software si compone di convergenza, cloud, performance flash, continuità del business e analytics per la sicurezza, con la massima libertà di scelta grazie anche all’EMC Federation.

Videointervista ad Adrian McDonald, President EMEA EMC


Videointervista ad Adrian McDonald, President EMEA EMC
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Sul palco dell’evento si sono poi succeduti Claudio Domenicali, AD Ducati Motor Holding Spa e Silvio Fraternali, Responsabile Direttore Sistemi Informativi, Intesa Sanpaolo Group Services, che hanno parlato del ruolo delle nuove tecnologie rispettivamente nel mondo sportivo e delle gare, e in quello dei servizi bancari. “Siamo presenti sui social network, ma siamo anche connessi al cloud e usiamo applicazioni mobili. Non vendiamo solo moto, ma i sogni e le emozioni delle gare”, ha detto Domenicali. Per Fraternali il ruolo della banca si sta trasformando, e la relazione con i clienti sta diventando sempre più virtuale e multichannel. “E’ e sarà fondamentale dare fiducia alle persone, non togliere nulla all’esperienza del cliente, ma arricchirla anche con il supporto della tecnologia”, ha commentato il manager. Dario Regazzoni, Pre-Sales Manager EMC Italia, ha focalizzato gli aspetti principali dell’offerta di cloud ibrido EMC, sottolineando gli aspetti di “trasformazione delle applicazioni, dell’infrastruttura e dell’intero business” che il nuovo modello comporta e illustrando le soluzioni Microsoft Edition e OpenStack Edition, entrambe disponibili dal 2015, mentre Federation SDDC Edition è già disponibile ora.

Videointervista a Claudio Domenicali, AD Ducati Motor Holding


Videointervista a Claudio Domenicali, AD Ducati Motor Holding
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L’evento si è concluso con uno sguardo sulle tematiche europee e il punto di vista della politica attraverso l’intervento di Stefano Quintarelli, Presidente del Comitato d’Indirizzo dell’Agenzia per l’Italia Digitale, e la testimonianza dell’ospite d’eccezione Gianluca Vialli, diventato commentatore sportivo e imprenditore.


Video. Claudio Domenicali: il ruolo della tecnologia in Ducati
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Videointervista a Roberto Canè, Electronics Systems Manager Ducati Holding


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I partner del Forum

Tra i partner e sponsor di EMC Forum, Gruppo Eurosystem Sistemarca è stato presente all’evento. I prodotti e le soluzioni che propone comprendono ERP Freeway Skyline, di cui l’azienda dichiara che “a breve uscirà l’ultima generazione”, software per la Business Intelligence e il Customer Relationship Management. Il Gruppo opera da oltre trent’anni nell’ambito dell’IT, ed è diventato un punto di riferimento nel mercato del nord e centro Italia. Gli ambiti d’intervento riguardano, oltre al software gestionale, alle soluzioni di BI e CRM, anche ricerca, ingegnerizzazione e sviluppo, progetti applicativi e infrastrutturali. La partnership tra EMC e Gruppo Eurosystem Sistemarca Srl è in essere da diversi anni, quando EMC decide di entrare in un mercato costituito da aziende di dimensioni più piccole e con un forte legame storico con il territorio. Da allora le due realtà sono impegnate in un piano progettuale di crescita del business che prevede un programma di formazione di competenze tecniche, condivisione delle strategie di vendita e supporto alle attività di marketing.

Dedagroup ICT Network ha invece supportato Florim, azienda italiana che da Fiorano Modenese esporta le sue ceramiche di design in tutto il mondo, attraverso una soluzione basata su tecnologie EMC, per gestire in modo semplice e sicuro circa 30 TB di dati. Obiettivo del progetto era la semplificazione della gestione del ciclo di vita del dato, dallo studio all’archiving. Dedagroup ICT Network ha progettato un’architettura ad-hoc basata su EMC Isilon, adatta a grandi moli di dati. L’intervento di Florim a EMC Forum 2014, attraverso la case presentata da Dino Frassineti (ICT Manager Florim Ceramiche Spa), è stato mirato proprio a illustrare il progetto, che ha permesso di realizzare una gestione sicura e centralizzata di immagini ad altissima definizione prodotte per la stampa digitale su supporti ceramici. La nuova infrastruttura tecnologica progettata da Dedagroup ICT Network supporta in modo efficace il processo di creazione dei decori, e utilizza la tecnologia EMC per offrire una soluzione estremamente versatile e ampia.

CTERA Networks, leader nel cloud storage enablement, ha presentato all’EMC Forum il valore aggiunto delle proprie soluzioni e illustrato alcune storie di successo italiane e internazionali nel settore bancario, assicurativo, utilities, industria e telco. Donato Antonangeli, Regional Director di CTERA, ha guidato la Sessione del Forum dedicata a “Trasformare un Object Storage in un Enterprise Data Services con CTERA Netwoks ed EMC”, offrendo spunti sul modo in cui i manager IT possono modernizzare i loro data center attraverso l’utilizzo del “software defined storage” ed i “file service” di nuova generazione. Ha trattato inoltre un’ampia gamma di argomenti, dal cloud storage privato, alla fornitura di servizi gestiti, fino ai molteplici servizi di storage enterprise che possono essere realizzati con soluzioni di “object storage cloud”. Durante l’evento si è infine sottolineato come la partnership tra CTERA ed EMC può permettere ai Service Provider e alle aziende Enterprise di creare rapidamente servizi storage gestiti basati sul cloud.

 

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Cambiamento informato https://www.datamanager.it/news/cambiamento-informato-51083.html Thu, 07 Nov 2013 11:50:56 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/cambiamento-informato/ L'impatto del cloud e dei Big Data secondo Jacques Boschung, vice president di EMC per la nuova area geografica Europe West

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L’impatto del cloud e dei Big Data secondo Jacques Boschung, vice president di EMC per la nuova area geografica Europe West

Fino all’anno scorso il suo orizzonte geografico si spalancava verso sud, abbracciando l’intero Mediterraneo dalla Spagna a Israele. Oggi, dal suo ufficio di Zurigo contempla un panorama ben più esteso. Per Jacques Boschung, cittadino svizzero, un master in fisica conseguito alla prestigiosa scuola politecnica di Losanna, già responsabile della filiale elvetica di EMC e in seguito della regione Sud Europa, si è trattato di un passaggio importante. Dopo cinque anni di esperienza nel settore dello storage e dei dati, Boschung è stato scelto nell’ottobre del 2012 per guidare l’area nata dalla riorganizzazione che EMC ha voluto dare alle proprie strategie di marketing e affiancamento dei clienti europei in questo periodo di formidabili cambiamenti delle tecnologie e del business.

Il nuovo assetto, con l’inserimento dell’Italia in un’area di competenza, Europe West, che comprende 19 nazioni dalla Scandinavia al Mediterraneo orientale, nasce dalla volontà di rispondere a due esigenze, spiega Boschung. Da un lato c’è la necessità di stabilire una forte relazione con mercati che nonostante le numerose diversità si possono considerare affini tra loro in termini di cultura di impresa e di “economics” e soprattutto possono condividere meglio le best practice. «Dall’altro – sottolinea Boschung, c’è un tema che mi è particolarmente caro: la total customer experience. In una geografia profondamente connessa, costituita da nazioni di medie dimensioni, dove tutti si conoscono, EMC sa di dover dare il massimo nell’affiancare i clienti, aiutandoli ad affrontare i cambiamenti di questi ultimi anni. Ogni errore da parte nostra, ogni progetto che finisca per deludere le aspettative di un singolo cliente si ripercuote sulle relazioni con tutti gli altri. Uniformando la nostra azione e agendo insieme ai responsabili delle varie filiali, nel caso dell’Italia con Marco Fanizzi, in qualità di Amministratore Delegato e Direttore Generale, riusciamo a ottenere il massimo dal nostro approccio che identifica in un’efficace politica di post-vendita il principale ingrediente del nostro successo sul mercato».

Per illustrare meglio il concetto di total customer experience, Boschung racconta un episodio vissuto quando era ancora a capo di EMC in Svizzera. «Un cliente molto importante aveva sperimentato una grave criticità nell’implementazione dei suoi database sui nostri sistemi. Insieme al mio staff tecnico ho passato due intere giornate da quel cliente, fino alla risoluzione del problema. Anni dopo, EMC venne riconfermata come unico provider di soluzioni di storage».

Una dimostrazione di impegno e affidabilità che è stata accolta con favore anche da altri clienti, consolidati o potenziali che fossero. A un anno dalla riorganizzazione, il volume d’affari dell’area Europe West cresce a due cifre nell’ultimo trimestre, del 17%. «Ancora più lusinghiero, considerato il periodo di riferimento, è la crescita in nazioni come Spagna e Italia, addirittura superiore, annuncia soddisfatto Boschung». E Marco Fanizzi conferma che sul mercato italiano, il trend di crescita di EMC «ha subito una forte accelerazione proprio negli ultimi due trimestri».

Fenomeni come gli smartphone, la crisi economica e il cloud computing rappresentano per Boschung i principali fattori di uno stravolgimento che ha rivoluzionato il mondo delle tecnologie e il modo di fare business. La pressione sul contenimento dei costi e la necessità di nuove opportunità d’affari, l’esplosione dei dati, il ruolo ormai fondamentale di infrastrutture sempre più ibride, ha trasformato un provider come EMC, che in dieci anni ha speso qualcosa come 30 miliardi di dollari in R&D e acquisizioni di tecnologia d’avanguardia, al centro, in un partner assolutamente critico per governare il cambiamento. «Oggi siamo un player fortissimo nella partita delle infrastrutture e in quella dello sviluppo di applicazioni cloud based che permettono di gestire la nuova realtà dei Big Data» afferma Boschung, ricordando però come la vera arma vincente di EMC è rappresentata dalle persone. «Le persone al nostro interno e un sistema di relazione con i partner, le telco, i grandi system integrator, che fanno la differenza rispetto ai nostri concorrenti e ci rendono un interlocutore ideale per i CIO nel loro nuovo ruolo di intermediatori di innovazione verso le altre componenti aziendali, quelle che inventano e vendono nuovi prodotti».

Per Boschung e Fanizzi è solo l’inizio di un percorso di grandi trasformazioni. «Vedremo un assaggio della realtà dei Big Data nell’edizione 2013 di EMC Forum, ormai imminente» annuncia il CEO italiano. Alla manifestazione milanese sono attesi quasi mille ospiti, tra cui 150 partner, che si confronteranno sulle soluzioni e i servizi innovativi che un efficace dominio dell’informazione, storica o real time, può abilitare.

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EMC. Metti i dati nel motore del tuo business https://www.datamanager.it/rivista/emc-metti-i-dati-nel-motore-del-tuo-business-49638.html Fri, 13 Sep 2013 09:07:22 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/emc-metti-i-dati-nel-motore-del-tuo-business/ Leader globale delle tecnologie al servizio dell’innovazione e della gestione dell’informazione, EMC consolida il proprio ruolo di orchestratore del fenomeno big data, proponendo soluzioni in grado di incidere profondamente sulla trasformazione e la competitività delle aziende   Il percorso di cambiamento che le aziende leader del comparto tecnologico hanno affrontato nell’ultima decade contiene una straordinaria […]

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Leader globale delle tecnologie al servizio dell’innovazione e della gestione dell’informazione, EMC consolida il proprio ruolo di orchestratore del fenomeno big data, proponendo soluzioni in grado di incidere profondamente sulla trasformazione e la competitività delle aziende

 

Marco Fanizzi, amministratore delegato e direttore generale di EMC ItaliaIl percorso di cambiamento che le aziende leader del comparto tecnologico hanno affrontato nell’ultima decade contiene una straordinaria lezione per chi cerca di fare luce sulla profonda trasformazione che l’informatica stessa ha subito in questo periodo. Aziende che negli anni precedenti avevano costruito i grandi paradigmi del mainframe, della microinformatica e delle architetture client/server e che hanno saputo affrontare i cambiamenti e la crisi di inizio terzo millennio – accettando il rinnovamento persino a costo di deviare anche in modo radicale dai consueti tracciati – sono spesso state le prime a lanciare un messaggio e guidare i clienti verso un modo nuovo di concepire e utilizzare l’hardware e il software. EMC (www.italy.emc.com) è uno di questi protagonisti e nel 2014 festeggerà 35 anni di vita. Il suo leggendario CEO, Joe Tucci, insediatosi in tale veste nel 2001, fa parte del ristretto novero di personalità visionarie che sono state – e sono ancora – capaci di influire sulla dimensione culturale dell’industria. Il brand, volutamente ispirato alla celeberrima formula di Einstein, deriva in realtà dalle iniziali dei cognomi degli imprenditori che nel 1979 avevano fondato EMC sulla costa orientale degli Stati Uniti, per massimizzare l’allora crescente domanda di memoria RAM per minicomputer, tanto che il primo prodotto dell’azienda fu proprio una scheda allo stato solido da 64 kilobyte di capacità.

Quando arriva la crisi delle dot-com, EMC è già diventata un colosso dello storage. Nel secondo trimestre del 2000, EMC per la prima volta raggiunge i due miliardi di dollari di fatturato. Ma è in virtù delle geniali intuizioni di Tucci, se – oggi – EMC può vantarsi non solo di aver praticamente triplicato quei volumi, con un fatturato 2012 pari a 21,7 miliardi di dollari (sei dei quali generati in Europa) e circa 60mila dipendenti in tutto il mondo, ma anche di aver affrontato una trasformazione interna che l’ha portata a diventare qualcosa di molto diverso da una grande azienda specializzata in sistemi di archiviazione dei dati. Con la propria variegata offerta di prodotti e soluzioni e la leadership nel campo della virtualizzazione e dei big data – che sono i due pilastri del cloud computing – EMC è un protagonista assoluto delle infrastrutture tecnologiche su cui si sta costruendo il futuro dell’informatica e di un’economia sempre più “bit-dipendente”. Questa trasformazione coinvolge anche l’Italia e i tantissimi clienti nazionali con cui EMC collabora, sotto la guida di un dinamico team manageriale locale, con una nuova strategia di squadra fortemente voluta da Marco Fanizzi, amministratore delegato e direttore generale, che in pochissimo tempo ha implementato una best practice manageriale che sta facendo scuola a livello corporate.

Il mentore di Fanizzi è stato Michele Liberato, presidente di EMC Italia e membro del Board di EMC International, chiamato personalmente da Tucci a presiedere la filiale italiana, quando il tecnico di scuola pisana, laureato in scienze dell’informazione nel 1974, era ancora un autorevole vice president di Accenture, incarico che ha mantenuto fino al 2012, cinque anni dopo il suo ingresso ufficiale in EMC. Liberato spiega a Data Manager come EMC sia riuscita a ribadire la sua leadership, affrontando al momento giusto una fase di diversificazione, senza per questo smettere di focalizzarsi sulla propria mission di assicurare la conservazione e la protezione del dato. «Il punto è riuscire a farlo oggi – dice Liberato – con dati ormai destrutturati. Sulle componenti hardware e software di EMC, Joe è riuscito a realizzare un mosaico assolutamente unico e non esistono aziende che possano vantare altrettanta completezza di offerta nelle fondamentali attività di conservazione e di trasformazione del dato in informazione».

 

Michele Liberato, presidente di EMC Italia e membro del Board di EMC  International

STRATEGIA E AZIONE

La fase di riposizionamento ed espansione pilotata da Tucci ha pochi precedenti nella storia delle aziende tecnologiche. Pur avendo acquisito una dimensione consulenziale inedita, rispetto alle sue origini, EMC continua a essere una realtà incredibilmente focalizzata sulle tecnologie. Una media del 12% del fatturato è reinvestita in ricerca e sviluppo, un altro 10% alimenta una strategia di acquisizioni, che in cinque anni ha generato un investimento complessivo di oltre 11 miliardi di dollari, per un totale di circa ottanta società rilevate. «Grazie a questo mosaico – prosegue Liberato – EMC negli ultimi anni è maturata moltissimo. Ieri, eravamo un buon provider di storage. Oggi, siamo fornitori di ICT a tutto tondo. Siamo al servizio di piattaforme cloud di importanza nazionale, esportiamo soluzioni e siamo partner di grandi clienti globali. Anche in Italia, diamo la stessa affidabilità, assistenza ai clienti, specialisti in grandi soluzioni di archiviazione». L’attuale primato di EMC in un mercato globale di cui detiene oltre il 30% di market share è legato, secondo il presidente della filiale italiana, al carattere sistemico dell’offerta.

EMC Italia è diventata un’azienda capace di stabilire accordi strategici con gli operatori italiani, contribuendo con i propri manager in prima linea alla cultura manageriale corporate. «Un’evoluzione di cui essere orgogliosi» – riconosce Liberato, sottolineando i diversi ambiti in cui EMC può contribuire all’attuazione dell’Agenda Digitale Italiana, con la modernizzazione dei sistemi a supporto della PA. EMC è in grado di spaziare – infatti – dalla sicurezza con la sua divisione RSA, alla gestione documentale con Documentum, alla conservazione intelligente con le sue soluzioni di storage.

Nel 2013, EMC festeggia anche il decimo anniversario dell’operazione VMware, il pioniere della virtualizzazione che in questo lasso di tempo ha quasi decuplicato il suo valore. «Mettendo insieme tutto questo e confrontandolo con la necessità di una robusta piattaforma cloud per la pubblica amministrazione italiana, di processi integrati e di razionalizzazione – conclude Liberato – EMC Italia è in grado di creare qualcosa di veramente duraturo, contribuendo alla rinascita della grande informatica che – se non può più essere di prodotto perché hardware e software sono ormai di importazione – può fare innovazione attraverso la reingegnerizzazione dei processi e l’impiego ottimale delle tecnologie. Noi italiani abbiamo tutta la creatività necessaria, siamo bravi nel creare centri di competenza verticali. E all’interno di realtà globali come EMC, possiamo esportare questo know-how».

Dario Regazzoni e Federico Suria, EMC


CAMBIARE PASSO DI MARCIA

Con l’arrivo di Marco Fanizzi, la filiale italiana ha cambiato passo di marcia. La cultura di impresa – che già esisteva – è stata amplificata e valorizzata, attraverso il rinnovamento del management e coinvolgendo ogni singolo dipendente. Il nuovo modello di valorizzazione del capitale umano ha premiato le risorse e le capacità individuali, facendo perno sugli aspetti del business e sulla responsabilità che un’azienda globale come EMC finisce inevitabilmente per avere nell’ambito della società in cui opera. Fanizzi e i suoi collaboratori sono intervenuti sui processi di vendita, sui rapporti con la suddivisione del mercato – dai top alla clientela medio-piccola – anche alla luce dell’accordo globale, che ha dato vita al brand LenovoEMC per l’offerta dello storage di rete che copre dal segmento consumer fino alla media azienda. In questo modo, ai grandi clienti strategici della fascia enterprise si aggiunge la fascia media verso cui si rivolgono i system integrator che collaborano strettamente con EMC – oggi – interessata anche a creare reti e consorzi “virtuali” in grado di sviluppare e – soprattutto – di condividere soluzioni sempre nuove. Per il segmento più peculiare del tessuto imprenditoriale italiano, quello delle aziende più piccole, EMC si affida alla propria rete di partner locali, con risultati che Fanizzi definisce «estremamente soddisfacenti». Figura chiave scelta da Liberato per pilotare il processo di rifocalizzazione di EMC Italia, l’attuale AD e direttore generale ha fatto il suo ingresso in EMC dopo una lunga esperienza in Symantec e prima ancora in Sun Microsystems e Italtel. Per il presidente Liberato è «il leader ideale per le nostre operations in Italia», un manager che crede profondamente nella sua squadra. «Il mio stile – dice Fanizzi – è sempre stato quello di far leva sulle persone, sulla fiducia che queste sanno ispirare, su una costante percezione dei bisogni del cliente e sulla necessità – soprattutto in momenti difficili – di costruirvi intorno un progetto connotato come un vero e proprio distretto di persone e competenze». Assertivo e con uno stile di management pratico e collaborativo, Fanizzi non ha remore nel riconoscere il talento: «Quando sono premiato per i miei successi di manager è giusto che siano premiati tutti, anche quelli meno esposti alle luci dei riflettori». Dare più valore alle risorse interne, puntando tutto sulla crescita individuale, rappresenta uno dei punti principali della sua strategia aziendale. Fanizzi – infatti – ha riassegnato ben tredici posizioni di middle management, puntando molto proprio sulla capacità e l’esperienza interna. «In generale – avverte Fanizzi – acquisendo forze esterne, il cambiamento può essere più rapido, ma se si vuole andare in profondità, bisogna agire con logiche diverse».

Nicola Pozzati e Melania Polito, EMC

PENSARE E AGIRE DIVERSAMENTE

«Nel concreto – spiega Fanizzi – è stato messo a punto un dettagliato e rigoroso piano di operations, basato sulla qualità delle persone e delle relazioni che queste stabiliscono con il mercato. Questo programma è alla base del progetto Sigma@500 “Sustainable Italian growth model”. Il modello si basa su cinque pilastri di intervento – tra cui market, operations, people – affidati ad altrettanti responsabili. Il modello è assolutamente cross-funzionale e prevede il coinvolgimento di tutte le funzioni. I cinque pilastri si articolano a loro volta attraverso oltre venti specifici “stream” di intervento, ciascuno dei quali è misurabile con precisi indicatori di performance che determinano lo stato di avanzamento del lavoro. Per rafforzare la visibilità esterna e dare maggiore coesione interna, EMC è entrata nel circuito internazionale Great Place to Work, ha avviato iniziative di social responsibility e ha partecipato alla realizzazione di progetti di rilevanza nazionale, come la digitalizzazione della Biblioteca Apostolica Vaticana. Uno dei momenti più significativi della “conduzione” Fanizzi è stato l’evento EMC Forum, organizzato insieme ai principali partner tecnologici e di integrazione, che con la prima edizione del 2012 ha coinvolto speaker e visitatori qualificati, diventando una istantanea best practice a livello europeo. «Da mesi, siamo al lavoro per l’edizione di quest’anno, che si terrà il prossimo 14 novembre a Milano, con l’obiettivo sfidante di offrire contenuti sempre più interessanti per il business dei nostri clienti e di coinvolgere un numero maggiore di partecipanti».

 

INNOVAZIONE D’IMPRESA

Un aumento di market share intorno ai cinque punti percentuali non si spiega solamente con la visibilità e con la maggior capacità di incidere sul territorio e la società. La qualità dei prodotti e delle persone resta sempre il primo motore di crescita. Oggi – però – in termini di mercato, le difficoltà da superare non riguardano la tecnologia, ma la scarsa volontà di innovazione, l’immobilismo, la diffidenza da parte degli utenti.

 «Dalla crisi per ora non si esce – ammette Fanizzi – ma ho comunque la sensazione che il mercato si sia stabilizzato e bisogna pensare al futuro». Secondo l’AD di EMC Italia, le grandi linee di tendenza sono chiare. I volumi dei dati e il numero di dispositivi connessi sono in forte crescita. I costi continuano a contrarsi. L’unica leva possibile è la maggiore efficienza, la multicanalità e la capacità di fare molte più cose, ottimizzando la spesa.

EMC affronta questo scenario facendo leva sulle proprie tecnologie e il suo sistema di alleanza, ma anche potenziando le strategie commerciali legate alle linee di prodotto più innovative: la virtualizzazione e i servizi associati al brand VMware e la nuova piattaforma Pivotal, un affresco tecnologico costituito da elementi comuni all’offerta tradizionale di EMC con l’innesto di nuovi contributi provenienti dall’acquisizione della società Greenplum e dalla partecipazione diretta del gruppo GE, che in Pivotal ha investito in modo significativo. «Obiettivo di Pivotal – spiega Fanizzi – è di fornire alle grandi aziende gli strumenti per lanciare nuovi servizi di business che al momento sono di esclusiva prerogativa delle grandi web company attraverso il cloud, gli analytics e la capacità di sviluppo rapido. Ingredienti questi che permettono di generare informazione e valore in un contesto in cui occorre anche essere molto flessibili nel modo di accedere ai dati, poichè questi possono risiedere nella rete aziendale o nel cloud. Fino a oggi questa flessibilità non c’era». Sul piano dell’offerta tecnologica EMC promuove anche il concetto di “software defined data center”, basato su una virtualizzazione ancora più spinta delle risorse di calcolo fisiche, fino ad abbracciare anche la connettività di rete. Il risultato di questo approccio si concretizza nell’alleanza tra EMC, Cisco e VMware. Con questa piattaforma convergente, i clienti possono costruirsi un data center su misura, assemblando semplici moduli, che racchiudono tutto l’hardware e il software necessario.

 

FARE IMPRESA SUL TERRITORIO

Nei confronti del mercato, EMC gioca simultaneamente la carta delle partnership globali e locali, collaborando sia con i big player della tecnologia – come nel caso di Lenovo o di Cisco per Pivotal – e con i business partner, che sul fronte enterprise sono rappresentati dai grandi system integrator, sia con aziende sviluppatrici a valore aggiunto, radicate sul territorio, che le consentono di raggiungere clienti di dimensioni più ridotte. L’importanza delle strutture intermedie di canale è del resto diventata prioritaria per un’azienda come EMC, ormai orientata all’offerta di soluzioni di ampio respiro, basate su un vasto spettro di tecnologie complesse. Proprio all’insegna delle partnership si è aperta, lo scorso maggio, l’edizione 2013 di EMC World come fa notare Bernardo Palandrani, che in EMC Italia ha la responsabilità del Canale. «In quella occasione – ricorda Palandrani – il top management del gruppo aveva ribadito l’impegno per un rafforzamento a ogni livello dei rapporti con i business partner: le aziende, distributori, system integrator, sviluppatori indipendenti, che affiancano EMC nel dare concretezza alla sua value proposition». E Marco Fanizzi riprende sottolineando l’importanza di fare leva sui partner locali per generare quote molto significative dei propri fatturati. «Per noi – dice Fanizzi – significa sapere individuare i partner giusti, focalizzandosi su chi dispone di valori e competenze specifiche negli ambiti più innovativi». Non solo. Fanizzi pensa in particolare ai problemi di documentazione in ambito sanitario, al settore dei servizi al cittadino, alle smart city, tutti ambiti in cui l’innovazione può portare efficienza e risparmio. «La gestione dei dati e la possibilità di incrociare le informazioni possono svelare un potenziale nascosto e in grado di trasformarsi in valore di business» – conclude Fanizzi.

 

ACCELERARE LA CRESCITA

Ripercorrendo le tappe più significative dell’evoluzione recente di EMC, Dario Regazzoni, presales manager, prova a riassumere le conseguenze delle decisioni strategiche prese da Joe Tucci nel 2001 e delle sue scelte per il futuro di una azienda che all’epoca rappresentava solo lo stato dell’arte dello storage. La prima innovazione deriva dall’acquisizione di VMware. «La tecnologia di virtualizzazione – afferma Regazzoni – è stata davvero dirompente e ha avuto un impatto in tutti i settori e in tutti gli ambiti applicativi, facendo risparmiare i clienti, che potevano mantenere i carichi di lavoro sullo stesso hardware di cui disponevano, creando al tempo stesso nuove opportunità e nuove nicchie applicative». Un secondo punto nodale, nello stesso periodo, riguarda l’acquisizione di Legato e l’impegno di EMC sul fronte della data protection intesa in senso più esteso, dal backup al disaster recovery. «Con anni di anticipo sui concorrenti, EMC ha rafforzato le tecnologie di consolidamento e la sua strategia di protezione del dato, rimanendo coerente anche con l’acquisizione di RSA e l’estensione al mondo della sicurezza vera e propria. Come VMware, anche RSA ha mantenuto l’autonomia nel portare avanti la propria tecnologia e le proprie acquisizioni, tra cui le due recenti Silver Tail Systems e NetWitness. L’idea di fondo – sottolinea Regazzoni – è accelerare lo sviluppo e la crescita di Gruppo in una prospettiva funzionale di ecosistema».

 

EVOLUZIONE VERSO IL CLOUD

A ridosso del 2010, EMC ha potenziato anche il suo ruolo infrastrutturale nel resource management orientato al cloud computing. Le soluzioni VMware diventano così un vero e proprio sistema operativo del cloud in preparazione della definitiva trasformazione orientata al servizio di tutta l’informatica. Il nuovo fattore dirompente – quindi – non è più solo la virtualizzazione, ma soprattutto il fenomeno della consumerizzazione e del BYOD. «Anche in ambito aziendale, gli utenti si servono di dispositivi propri, accedono alle informazioni in mobilità, producono e consumano dati in modo massivo» – spiega Regazzoni. «Cloud e big data si fondono in un unico servizio che converge verso gli utenti», ponendo un serio problema di governo dell’utenza aziendale sempre pronta – come dice Regazzoni – a «superare a destra» la direzione IT, molto spesso incapace di anticipare le esigenze e di fornire le giuste soluzioni.

Oggi, è questa la realtà in cui EMC si trova a operare per affrontare la sfida del completo dominio del cloud pubblico e privato, con il preciso obiettivo di restituire la capacità decisonale ai CIO e ai responsabili IT. In questa direzione, si collocano soluzioni come Syncplicity, un servizio simile allo spazio su web di Dropbox in chiave rigorosamente privata (e protetta) – oppure – il nuovo “data center in scatola” di Vblock, «un prodotto che consente di configurare le risorse virtuali come su Amazon, ma facendo in modo che i miei dati restino sulle mie infrastrutture, evitando i costi nascosti del lock-in, derivanti dall’eccessiva dipendenza dai provider pubblici».

Il punto di arrivo del cammino raccontato da Regazzoni è l’offerta Pivotal, equiparata all’imbarcazione che permetterà a EMC e ai suoi clienti di attraversare indenni la tempesta perfetta rappresentata da cloud, consumerizzazione e big data. «Pivotal riunisce le tecnologie e i framework per lo sviluppo semplificato e rapido di applicazioni che saranno in grado di attingere a 35 triliardi di gigabyte di dati previsti da qui al 2020» – afferma il responsabile tecnico della prevendita EMC Italia. Due ingredienti fondamentali della ricetta Pivotal sono Cloud Foundry e Pivotal HD. Il primo è la piattaforma open source con cui VMware rende possibile andare oltre la configurazione della singola macchina virtuale, definendo in modo dinamico interi ambienti cloud. Il secondo è l’ambiziosa distribuzione del database in-memory Hadoop, integrato con il database parallelo Greenplum DB, che si può considerare come un ponte gettato tra il mondo dei database relazionali e l’universo ancora in gran parte ignoto dei big data. Dal panorama tratteggiato dal responsabile presales di EMC emerge un line-up di prodotti che accanto all’offerta tradizionale di sistemi per lo storage, offre ai clienti le chiavi di accesso a una serie di formidabili opportunità di trasformazione e ottimizzazione del business. «La trasformazione è uno degli obiettivi che le tecnologie EMC vogliono abilitare» – ribadisce Fanizzi. «Per rendere queste tecnologie ancora più efficaci nella realtà italiana, faremo leva sulle nostre consolidate relazioni con i service provider, in particolare gli operatori di telecomunicazioni, e con il mondo della system integration. In altre parole, con tutti coloro i quali possono incidere positivamente sul peculiare tessuto di medie imprese – che caratterizza il nostro mercato, con i vertical e i distretti – e che da virtualizzazione e big data possono trarre una imperdibile spinta verso il rinnovamento e la crescita».

 

«EVERYONE MAKES A CALL»

Gli investimenti in R&D e la strategia di acquisizioni vincente danno sicuramente forza alla value proposition di EMC, ma il merito della affermazione del gruppo sul mercato italiano è ascrivibile all’ottimo lavoro di squadra reso possibile dai manager promossi da Fanizzi e facilitato da un positivo coinvolgimento di ogni singolo collaboratore di EMC Italia. La sensazione che il leader tecnologico dei big data abbia messo in piedi un meccanismo molto efficace è confermata da Federico Suria, stretto collaboratore di Fanizzi in virtù del suo duplice ruolo di responsabile finanziario e “pilota” delle operations. «In EMC diciamo che “everyone makes a call”, e questo significa che ogni singola componente del team porta la nostra proposta in casa del cliente» – spiega Suria.

Nel concetto di operations, ricadono tutte le attività a supporto della forza vendita. La gestione, il forecasting, i contatti con le fabbriche, la logistica – insomma – tutta l’organizzazione del carico di lavoro che consegue agli ordinativi da parte dei clienti. Entrato a far parte come director sales operations del team manageriale precedente alla direzione di Fanizzi, Suria ha vissuto in prima persona le trasformazioni che quest’ultimo ha voluto introdurre proprio con l’obiettivo di coinvolgere l’intera country nel piano di crescita deciso al vertice di EMC Italia. Dei cinque pilastri su cui poggia la strategia “Sigm@”, a Suria spetta la cosiddetta ownership delle operations, con il preciso mandato di rendere più fluidi gli aspetti del go-to-market di EMC in Italia.

Come esperto “di macchina” e finanza, una delle funzioni di Suria è quella di studiare le possibili soluzioni ai problemi di liquidità che in epoca di crisi finiscono per inibire la volontà di innovazione delle imprese italiane. «Il cloud computing – dice Suria – rappresenta anche una grande opportunità per svincolarsi dalla legacy, da quel 70% di risorse impegnate in maintenance dell’esistente. EMC affronta il problema trovando le formule giuste in grado di rendere più facile l’acquisto di nuove tecnologie, dal tradizionale leasing a modelli più innovativi basati sul concetto di storage come utility, in pratica di acquisto “a consumo”. E possiamo farlo perché disponiamo dei layer di software adeguati alla gestione di questi meccanismi commerciali».

Il responsabile operations sottolinea anche come la total customer experience sia il principio ispiratore della strategia di vendita di EMC. «Il suo pre-requisito è la capacità di rispettare al secondo le date e i luoghi di consegna e tutte le personalizzazioni e le modifiche richieste. Di questo siamo responsabili noi delle operations e i nostri omologhi nelle altre sedi. Il cambiamento profondo che abbiamo vissuto riguarda il fatto di aver “cloudizzato” l’operatività, adeguando i nostri processi alla piena condivisione e trasparenza sui dati relativi ai clienti, che sono di EMC nel suo complesso, non di uno specifico account».

 

GIOCO DI SQUADRA

La figura che si interfaccia più direttamente con il cliente diventa quindi il “centravanti” di una squadra di giocatori che spazia dall’area tecnica a quella delle vendite. «A cornice di questo gioco di insieme – aggiunge Suria – c’è l’uso che EMC stessa fa della potente arma dei big data per generare una maggiore intelligenza commerciale e per essere più reattiva nel risolvere gli eventuali imprevisti. Per un provider tecnologico come EMC, l’aspetto della vendita di hardware e servizi a esso connessi si fa molto più proattivo e si muove dalla comprensione dei processi, per riuscire ad anticipare la domanda e a stimolarla. «Questa trasformazione verso il business – afferma Suria – è un asset fondamentale. Nel mondo delle imprese vediamo sempre più spesso affermarsi una sorta di informatica-ombra, realizzata dagli stessi utenti, i quali – invece di aspettare i tempi lunghi dell’IT aziendale – tendono sempre più spesso a fare da soli, mettendo insieme i propri servizi». L’informatica deve sapersi adeguare a un business molto più evoluto ed è un bene per tutti, perché un progetto che ha un evidente impatto sui ricavi è più facile da finanziare.

Il passaggio dalla forte specializzazione in hardware a una value proposition nettamente più estesa e orientata al business ha avuto anche un altro ingrediente fondamentale. Lo ricorda Nicola Pozzati, HR director per la regione Mediterraneo e Benelux. «Sarebbe stata una trasformazione più difficile senza il felice innesto di persone che hanno il cambiamento nel loro codice genetico e senza l’azione combinata di una comunicazione interna pensata per spiegarne le ragioni e premiare i talenti e le capacità» – spiega Pozzati, da sei anni in EMC Italia. Dalla sua critica cabina di comando, Pozzati ha dato un forte contributo alla filosofia dell’azione commerciale centrata non più sui singoli responsabili delle vendite, ma sulla visione di insieme in cui top management, manager intermedi e personale di supporto funzionano come ingranaggi di un unico meccanismo, magari complicato da spiegare, ma alla lunga molto più efficace e motivante per tutti. «Si tratta di un coinvolgimento che la funzione HR ha cercato di facilitare attraverso la comunicazione e la formazione – continua Pozzati – ma anche promuovendo molte persone e inserendo, con giudizio, alcuni talenti esterni in posizione chiave». Con la creazione dell’area geografica Western Europe – per esempio – diverse figure di EMC Italia hanno assunto in azienda ruoli che si estendono oltre i confini nazionali. Pozzati ha sempre manifestato una grande attenzione nei confronti dei giovani della “y generation”, anche incoraggiando le relazioni con le università, reclutando i cervelli più promettenti e assicurando loro – tramite il quartier generale USA – formazione tecnica e competenze specifiche. Inoltre, sono state ideate formule di reclutamento basate su modelli “porta un amico” e il 70% delle assunzioni dei più giovani ormai viaggia su web, attraverso LinkedIn e Twitter. Strumenti importanti sono sia la valutazione della performance della squadra complessiva, sia l’aspetto dello sviluppo individuale, inteso in modo diverso dalla normale definizione di “carriera”. EMC cerca di favorire in tutti i modi un percorso individuale di acquisizione e affermazione delle competenze, rendendo, per esempio, possibile l’occupazione di funzioni nuove anche in sedi dell’azienda diverse da quella italiana e applicando precise politiche di “retention” per evitare la dispersione delle competenze che si vengono in tal modo a creare. «In questo senso la decisione di partecipare al progamma Great Place to Work – afferma Pozzati – ha il duplice scopo di inserire l’azienda in un contesto di confronto internazionale, ma anche di aiutare a capire – attraverso le survey che i dipendenti compilano periodicamente – quali sono gli aspetti su cui intervenire. Nell’arco di due anni siamo passati dal diciottesimo al tredicesimo posto nel ranking delle grandi aziende italiane della classifica Great Place to Work, ma siamo secondi, dopo la capoclassifica Microsoft, nel segmento delle aziende di informatica. A livello europeo, invece, siamo al quinto posto nella classifica delle aziende IT, avendo guadagnato ben sei posizioni rispetto all’anno scorso». Coinvolgimento e senso di appartenenza sono due qualità del collaboratore di EMC, che sono declinate anche all’esterno attraverso i programmi di social responsibility e i contributi agli eventi culturali.

 

LE VIE DEL MARKETING

Melania Polito come responsabile della direzione marketing di EMC Italia ha affrontato il problema di posizionamento dell’azienda con il passaggio da semplice provider a fornitore di soluzioni di tipo infrastrutturale, in virtù di tecnologie che hanno un forte impatto sulla realtà e sulla vita di milioni di persone. Non solo. EMC ha saputo costruire la propria brand awareness puntando anche su ambiti non strettamente tecnici e professionali. Per Melania Polito «l’obiettivo è stato possibile grazie a una strategia capace di dare corpo al brand di EMC in associazione a progetti in grado di mostrare ciò che siamo, non solo ciò che facciamo». Polito cita – per esempio – la sponsorizzazione della mostra Lux in Arcana, che l’anno scorso ha reso accessibili – per la prima volta – cento documenti custoditi negli archivi segreti del Vaticano, un segno concreto della tecnologia EMC a favore della preservazione dei patrimoni documentali storici, in altre parole, per i big data del passato, come per quelli futuri. «L’azione di marketing – spiega Polito – ha indirizzato lo spirito delle campagne che non sono semplicemente corporate o puramente pubblicitarie, ma che coinvolgono tutto il team, persino i clienti chiamati a fare divulgazione insieme ai nostri evangelizzatori. La strategia di marketing – insomma – orchestra le varie attività, siano esse rivolte ai C-level di tipo tecnico o  in funzione delle esigenze dei partner locali, ma sempre in allineamento con le esigenze del business, in coordinamento con il management e con la comunicazione rivolta ai media». Un esempio significativo del lavoro svolto dal marketing di EMC è l’evento organizzato insieme a partner come Accenture e SAS per presentare il mondo dell’informazione “intelligente” e le sue ripercussioni sulle imprese attraverso l’iniziativa Human Face of Big Data, un claim che ha animato l’ambizioso progetto multimediale dedicato alla rivoluzione dei big data, confluito nell’omonimo volume firmato dal fotografo Rick Smolan. «L’obiettivo di iniziative come questa – precisa Polito – è posizionare EMC in un contesto generale, connotando l’azienda attraverso le applicazioni, i servizi e le cose concrete che si possono realizzare attraverso le sue tecnologie, senza limitarsi a comunicare le singole feature dei prodotti». Si tratta di una comunicazione social a tutti gli effetti, che – come tutte le altre attività svolte da EMC – è possibile solo grazie a un approccio collaborativo, in costante coordinamento con il management e le altre componenti dell’azienda. Secondo Melania Polito, anche la parte commerciale del team è chiamata a svolgere una funzione di “antenna” capace di catturare gli aspetti del lavoro dei clienti da mettere in risalto attraverso la comunicazione. Automaticamente, questo rafforza anche il senso di appartenenza alla community dei collaboratori. Il caso di maggior successo di questo triennio di grandi trasformazioni, è la convention dell’EMC Forum, la cui prima edizione si è svolta a ottobre 2012. Un evento di una sola giornata di eccezionale intensità, costruito intorno a una sessione plenaria attraverso una serie di interventi, workshop, incontri con aziende e giornalisti. Un progetto fortemente improntato alle strategie di EMC sul mercato italiano, corredato da iniziative come la mobile app che fa da catalogo, guida e strumento di approfondimento per la manifestazione. «L’organizzazione di questo evento – dice Polito – non è la mera esecuzione di uno script imposto a livello corporate, ma si tratta di un lavoro complesso per creare una formula perfetta in grado di portare a risultati concreti, dando un contributo al successo di tutta EMC Italia».

È anche attraverso queste buone practice che EMC riesce a imporre la qualità delle sue tecnologie e il valore che esse possono avere per i suoi clienti e l’intero sistema Paese. «La rivoluzione dei big data porterà a cambiamenti molto significativi nell’economia e nei nostri stili di vita» –  ribadisce ancora una volta Marco Fanizzi. Ma per affrontarlo – come ogni rito di passaggio – sarà necessario affidarsi a un bravo traghettatore, a una guida capace di insegnarci a percorrere le infinite opportunità di business e di servizio che costellano l’oceano di dati tutto intorno. In questi anni, EMC ha lavorato per costruire un’imbarcazione veloce e affidabile, per addestrare un equipaggio affiatato, flessibile e reattivo. Non resta che levare le ancore.

 

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SCOPRIRE I BIG DATA CON EMC PER CREARE VALORE https://www.datamanager.it/rivista/scoprire-i-big-data-con-emc-creare-valore-46840.html Mon, 20 May 2013 08:23:21 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/scoprire-i-big-data-con-emc-per-creare-valore/ Analizzare e interpretare i big data per trarne valore competitivo per le aziende: le ricette di EMC in collaborazione con i partner tecnologici Accenture e SAS     Un titolo suggestivo, “Leading ideas. I volti del big data”, ha riunito a Milano a inizio aprile alcuni esperti per capire quali sono le sfide poste dai […]

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Analizzare e interpretare i big data per trarne valore competitivo per le aziende: le ricette di EMC in collaborazione con i partner tecnologici Accenture e SAS

 

 

Marco Fanizzi amministratore delegato di EMC ItaliaUn titolo suggestivo, “Leading ideas. I volti del big data”, ha riunito a Milano a inizio aprile alcuni esperti per capire quali sono le sfide poste dai big data. Questo mercato è in crescita tumultuosa e – secondo IDC – entro il 2015 raggiungerà un valore pari a quasi 17 miliardi di dollari, contro i tre miliardi (o poco più) del 2010. Una torta che fa gola a molti, in primis a Emc (www.italy.emc.com), che ha voluto organizzare, in collaborazione con Accenture (www.accenture.com/it-it) e SAS (www.sas.com), la giornata milanese, premiata da un notevole successo, visto il nutrito parterre di clienti che hanno seguito con interesse i diversi interventi. Gli onori di casa sono stati riservati a Marco Fanizzi, alla sua prima uscita ufficiale nella sua nuova veste anche di amministratore delegato della filiale italiana di EMC, carica assunta a metà marzo. «Il fenomeno della crescita esponenziale dei dati è sotto gli occhi di tutti, ma oggi quello che conta è trarre valore dalla massa dei dati disponibili, rendendoli utili per il business» – ha sottolineato Fanizzi. «Le tecnologie per analizzare e interpretare in maniera corretta i dati, sono da tempo disponibili, anche tramite le soluzioni di virtualizzazione e di cloud computing, ma la sfida è ormai quella di disporre di figure professionali specifiche per apportare idee innovative su come creare business partendo dai dati».

Ecco quindi, che si parla sempre più di “visionari” e di “data scientists”, intendendo persone che non solo hanno competenze tecniche, ma anche cognitive, per leggere e soprattutto correlare i big data. Come hanno fatto per esempio Elisabetta Fersini ed Enza Messina dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e co-founder di Sharper Analytics, che hanno evidenziato la necessità di ricorrere a modelli probabilistici allo scopo di governare l’incertezza generata da una mole enorme di dati. Hanno invece affrontato il punto di vista social dei big data Luigi Curini e Stefano Iacus di Voices from the Blogs, con un intervento incentrato tra l’altro sui rapporti tra i social media e le più recenti elezioni presidenziali americane. E i volti dei big data sono anche quelli delle aziende che si trovano a dover gestire grandi quantità di dati, come è – per esempio – il caso della Biblioteca Apostolica Vaticana, che ha in corso un vasto progetto di digitalizzazione degli oltre 80mila manoscritti conservati nella biblioteca, per un totale di 43mila Petabyte. Big data e analytics sempre più all’ordine del giorno anche per UniCredit, che ne ha sottolineato l’importanza in ambito finance, per il controllo analitico di ogni processo finanziario e delle transazioni, e per Postel, che ha evidenziato le potenzialità offerte dai big data per gestire al meglio l’intera catena dell’informazione, ponendo maggiormente l’enfasi sul contenuto.

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Marco Fanizzi nominato amministratore delegato di EMC Italia https://www.datamanager.it/news/marco-fanizzi-nominato-amministratore-delegato-di-emc-italia-45299.html Tue, 19 Mar 2013 13:27:34 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/marco-fanizzi-nominato-amministratore-delegato-di-emc-italia/ Marco Fanizzi è stato nominato Amministratore Delegato di EMC Italia, carica che ricoprirà contestualmente alla funzione di Direttore Generale della Società. In precedenza, il dirigente ricopriva il ruolo di Country Manager

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Marco Fanizzi è stato nominato Amministratore Delegato di EMC Italia, carica che ricoprirà contestualmente alla funzione di Direttore Generale della Società. In precedenza, il dirigente ricopriva il ruolo di Country Manager

“La nomina di Marco arriva a seguito di un percorso di successo iniziato insieme circa tre anni fa”, commenta Michele Liberato, membro dell’International Board e Presidente di EMC Italia. “Un cammino virtuoso contraddistinto da prestigiosi risultati raggiunti dall’azienda, che in un mercato sempre più competitivo come quello italiano è riuscita a consolidare la propria leadership e a conquistare importanti quote di mercato nel settore ICT”.

Marco Fanizzi è entrato in EMC nel 2010 come Responsabile del mercato Finance, contribuendo in maniera significativa alla crescita e al consolidamento della quota di mercato di EMC in quel particolare segmento. Nel 2011 è stato nominato Country Manager di EMC Italia, concorrendo in questo ruolo al percorso di crescita dell’azienda.

“Continuerò con il massimo impegno il lavoro intrapreso più di tre anni fa – commenta Fanizzi – per consolidare e rafforzare ulteriormente il posizionamento di EMC come leader sul mercato italiano”.

Prima di entrare in EMC Marco Fanizzi ha lavorato per sei anni in Symantec, dove ha ricoperto diversi ruoli di primaria importanza. Precedentemente, Fanizzi ha lavorato per Sun Microsystems e Italtel.

Marco Fanizzi è sposato e ha due figli.

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