marketing – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 10 Jul 2026 21:13:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png marketing – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Il marketing ha smesso di scegliere i tool. Ora governa gli agenti. https://www.datamanager.it/2026/07/il-marketing-ha-smesso-di-scegliere-i-tool-ora-governa-gli-agenti/ Mon, 13 Jul 2026 14:53:04 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253908 Per anni, la domanda al centro di ogni conversazione sulla marketing technology è stata la stessa: quale piattaforma scegliere? Quale vendor esegue al meglio una determinata funzione? Quale stack regge il confronto con quello del competitor? Era una domanda ragionevole, in un’epoca in cui il marketing data stack era essenzialmente un catalogo di applicazioni, ognuna […]

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Per anni, la domanda al centro di ogni conversazione sulla marketing technology è stata la stessa: quale piattaforma scegliere? Quale vendor esegue al meglio una determinata funzione? Quale stack regge il confronto con quello del competitor? Era una domanda ragionevole, in un’epoca in cui il marketing data stack era essenzialmente un catalogo di applicazioni, ognuna con la sua funzione, il suo silo, la sua promessa.

Questa però non è più la domanda giusta.

È una delle conclusioni più nette che emergono dalla quinta edizione del report The Modern Marketing Data Stack di Snowflake, costruito sull’analisi di oltre 11.500 clienti attivi e su cinque anni di osservazione continua dell’ecosistema. Nel 2026, le organizzazioni marketing più avanzate non si chiedono quale tool aggiungere allo stack. Si chiedono come fare in modo che l’intelligenza artificiale possa operare nell’organizzazione esistente in modo scalabile, affidabile e responsabile. 

Dall’AI che assiste all’AI che agisce

Negli ultimi due anni, l’adozione dell’AI generativa nel marketing è diventata pervasiva. Ma il cambiamento più rilevante che il report Snowflake ha registrato non riguarda la generazione di contenuti o il supporto all’analisi. Riguarda l’emergere dei primi workflow agentici: sistemi che non assistono su un task singolo, ma disegnano workflow, lanciano azioni e influenzano decisioni.

Scott Brinker, analista di chiefmartec e voce di riferimento del settore, lo ha sintetizzato in modo preciso: “L’AI non ha ridefinito lo stack principalmente sostituendo gli strumenti, ma creando un nuovo control plane al di sopra di essi”. I sistemi esistenti continuano a gestire canali ed esecuzione. Ma l’intelligenza si è spostata a monte, in un layer che assembla il contesto, prende le decisioni, e poi guida l’azione su tutto il resto.

Questo significa che la qualità dello stack non si misura più sulla somma delle funzionalità dei singoli tool, ma dalla capacità di quel layer di controllo governato di operare efficacemente. 

Il tradeoff che la maggior parte degli stack non risolve

C’è una tensione strutturale che emerge con chiarezza dai dati di questa edizione. Le organizzazioni marketing, oggi, sono chiamate a fare due cose contemporaneamente, e in apparente contraddizione: proteggere i dati del cliente, per soddisfare requisiti di privacy, fiducia e compliance, e usare quegli stessi dati ovunque possano creare valore, dalla personalizzazione alla misurazione all’AI.

La maggior parte degli stack affronta un aspetto lasciando l’altro in secondo piano. Architetture costruite su decine di copie dei dati distribuite tra tool diversi creano latenza, frammentazione e gap di governance che diventano insostenibili nel momento in cui entrano in gioco agenti automatizzati. Il problema non è tecnico, è architetturale. E ha conseguenze dirette sulla velocità con cui un’organizzazione può scalare l’AI in modo sicuro. 

La governance non è il freno. È l’infrastruttura.

C’è un malinteso diffuso da correggere. Governance non significa rallentare l’innovazione per soddisfare il team legal. Significa costruire l’architettura che permette agli agenti AI di agire con autonomia, offrendo ai team un modo per muoversi più rapidamente senza perdere il controllo.

Kate Mackie, Chief Marketing Strategy and Operations Officer di EY, lo dice in modo diretto: “Senza dati affidabili e ben gestiti, ogni ambizione nel campo dell’AI si riduce a rumore: lenta, rischiosa e impossibile da scalare. I team che oggi hanno successo sono quelli che stanno modernizzando le proprie data foundation, prima di ogni altra cosa.”

La governance deve essere integrata nei processi di accesso, condivisione e attivazione dei dati, non gestita manualmente a monte tramite policy. Semantiche condivise, identity resolution affidabile, consent enforcement automatizzato: non sono requisiti tecnici astratti. Sono le precondizioni perché un agente possa agire senza doversi chiedere ogni volta se si stanno usando i dati giusti nel modo giusto.

 

Cosa ci dicono cinque anni di dati

L’arco delle cinque edizioni del report racconta una progressione coerente. Nel 2022 venivano mappate sei categorie, con focus sull’adozione. Oggi le categorie sono molte di più, e per la prima volta la governance degli agenti non-umani emerge come categoria esplicita di rischio e opportunità.

I numeri dell’ecosistema confermano una maturazione, non una frammentazione: l’84% dei vendor presenti nell’edizione precedente sono ritornati anche in questa, e l’86% delle organizzazioni che erano leader nel report dell’anno scorso ha mantenuto la propria posizione. Quattordici vendor hanno mantenuto lo status di leader in tutte e cinque le edizioni, un segnale che la rilevanza duratura richiede molto più che feature aggiornate. Richiede integrazione profonda con la realtà operativa dei clienti. Il 64% dei vendor indicati come “ones to watch” nella prima edizione è oggi riconosciuto come leader: il mercato premia chi dimostra di saper crescere, non chi promette di farlo.     

La scelta da fare adesso

Il prossimo capitolo del marketing data stack non si gioca sul numero di agenti AI che le organizzazioni riescono a distribuire, ma sulla loro affidabilità e sulla capacità di governarli con piena visibilità su ciò che fanno e sul perché.

Il successo delle organizzazioni non risiede necessariamente nell’estrema automazione, ma piuttosto nel costruire un sistema in cui l’AI può agire in maniera affidabile: con i dati giusti, i permessi giusti, il contesto giusto, e la supervisione umana nel momento in cui conta davvero.

Questo è il significato di governing the agentic enterprise. Ed è una scelta architetturale che le organizzazioni marketing stanno facendo adesso, e che determinerà chi sarà in grado di scalare nei prossimi tre anni.

Articolo a cura di Denise Persson, Chief Marketing Officer, Snowflake

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Unes sempre più web e social. Omnicanalità controcorrente https://www.datamanager.it/2018/07/unes-sempre-piu-web-e-social-omnicanalita-controcorrente/ Wed, 11 Jul 2018 13:17:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151141 Garantire ai clienti convenienza e velocità nella spesa, con un assortimento costantemente aggiornato per offrire i prodotti più innovativi e il miglior rapporto qualità/prezzo. Questa, sin dalle origini, è stata la mission di Unes, azienda della grande distribuzione nata a Milano nel 1967 per iniziativa di un gruppo di sette imprenditori che decisero di aggregarsi […]

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Garantire ai clienti convenienza e velocità nella spesa, con un assortimento costantemente aggiornato per offrire i prodotti più innovativi e il miglior rapporto qualità/prezzo. Questa, sin dalle origini, è stata la mission di Unes, azienda della grande distribuzione nata a Milano nel 1967 per iniziativa di un gruppo di sette imprenditori che decisero di aggregarsi per sviluppare una rete di punti vendita di piccole dimensioni.

Ben presto altri imprenditori si unirono con entusiasmo al progetto, nato per rispondere alle mutate esigenze dei consumatori. I supermercati di prossimità, infatti, si basavano su una formula innovativa che coniugava la qualità e l’assortimento della grande distribuzione con le caratteristiche di vicinato dei negozi di quartiere. Nel 2002, Unes è stata acquisita dal gruppo Finiper. Questa operazione ha garantito una serie di sinergie vincenti, che hanno permesso a Unes di affrontare la maturità dei consumi e l’inasprimento della concorrenza nel settore distributivo.

DIVERSE FORMULE COMMERCIALI

Oggi, Unes è presente in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna con oltre 190 punti vendita diretti e in franchising. Sul mercato italiano, opera con diverse insegne alle quali corrispondono caratteristiche commerciali differenti. U! Come tu mi vuoi comprende supermercati che si distinguono per il  servizio e i prodotti freschi, con offerte promozionali quindicinali; U2 Supermercato, grazie alla formula commerciale “Every day low price”, coniuga la qualità dei supermercati Unes con una linea prezzi conveniente (non è prevista nessuna promozione, nessuna tessera fedeltà, nessun volantino ma è posta molta attenzione all’ambiente); Il Viaggiator Goloso, il luogo del “cibo felice”, evoluzione del marchio da brand di prodotto a insegna, pone molta attenzione alla qualità e ai reparti freschi. In tutte le insegne, sono presenti le linee di prodotti private label: il Viaggiator Goloso, Green Oasis, U! Confronta e Risparmia ed EcoU!. La società conta su un organico di circa 2.700 dipendenti e ha chiuso l’esercizio 2017 con un fatturato totale di 980 milioni di euro lordi, in crescita del 96% dal 2005 ad oggi, un valore quasi raddoppiato in un mercato in contrazione.

STRATEGIA DI MARKETING

Come spiega Rossella Brenna, direttore vendite, marketing & comunicazione di Unes, l’uso di strumenti digitali è fondamentale nella strategia di marketing della società. «Unes, avendo una dimensione aziendale contenuta, ha fatto scelte precise negli ultimi anni, con l’obiettivo di non disperdere risorse» – puntualizza Brenna. «Abbiamo dato molta enfasi al sito de Il Viaggiator Goloso, che sta diventando una marca a tutti gli effetti, alle pagine Facebook di U2 Supermercato e de Il Viaggiator Goloso, oltre che ai profili Twitter». Le pagine social sono gestite centralmente, con la collaborazione di due differenti agenzie, una dedicata al Viaggiator Goloso e l’altra che segue il profilo di U2 Supermercato. Anche se le pagine social esistono da pochi anni, sono apprezzate e seguite molto dai consumatori. «Grazie ai social, abbiamo migliorato l’interazione con i clienti» – prosegue Brenna. «I social, infatti, consentono di instaurare in modo tempestivo e preciso comunicazioni continuative con i clienti e grazie agli strumenti di analisi dei dati è possibile avere interazioni molto in target con i profili, in modo da massimizzare il ritorno. La pagina Facebook di U2 Supermercato ha 229.484 follower, mentre quella dedicata al Viaggiator Goloso ne ha 70.343, con tantissimi commenti da parte dei clienti, per ora, cosa abbastanza insolita per una pagina social, tutti positivi».

PRESENZA SU AMAZON

Da un paio d’anni, Unes ha attivato anche una collaborazione con Amazon. «Siamo presenti su Prime Now con l’insegna U2 su Milano, che permette di ricevere a casa la spesa entro due ore a Milano città e Hinterland» – dice Brenna. «L’essere su Amazon è vantaggioso. Trovarci a fianco del numero uno dell’e-commerce ci ha permesso di avere una visibilità altissima, che da soli non avremmo raggiunto in così poco tempo». La presenza su Prime Now ha consentito a Unes di raggiungere moltissimi consumatori, in continua crescita da quando l’iniziativa è partita. «Abbiamo acquisito anche nuovi clienti, in quanto raggiungiamo piazze in cui non siamo fisicamente presenti con nostri punti vendita fisici», precisa Brenna. «La valutazione è buona, peraltro il servizio clienti è gestito direttamente da Amazon, che è maniacale nella soddisfazione del cliente a ogni costo».


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WORKPLACE BY FACEBOOK

Da oltre un anno, Unes ha anche introdotto l’utilizzo della piattaforma Workplace by Facebook che funziona come Facebook e permette di avere una comunicazione diretta immediata con tutti i dipendenti, anche quelli dislocati nei punti vendita più lontani, superando i limiti tipici della comunicazione dalla sede alla rete vendita e viceversa. «Abbiamo attivato anche una collaborazione con MyFoody, app che permette di segnalare in tempo reale la presenza di prodotti scontati, perché prossimi alla scadenza, in ogni punto vendita aderente, in modo da limitare lo spreco alimentare e dare la possibilità di acquistare al 50% dei prodotti ancora buoni ai clienti interessati» – mette in evidenza Brenna. Nel doppio ruolo di direttore marketing e vendite, Rossella Brenna ha potuto accelerare la fase di analisi dei bisogni e la messa in opera dei progetti. Determinante – però – è stata la collaborazione tra tutte le persone. «Prima di tutto, la collaborazione tra tutte le funzioni aziendali – a partire da quella commerciale – è fondamentale per la riuscita di ogni progetto, specie in una realtà aziendale “molto corta” come è Unes» – puntualizza Brenna. «Siamo ancora un’azienda quasi familiare, con pochi direttori di funzioni: questo permette una collaborazione reale e molto veloce. È uno dei punti di forza che ci caratterizza e spero non si perda mai, perché è davvero un grandissimo vantaggio».

VOTI ED ETICHETTE ELETTRONICHE

Tra le nuove iniziative, l’azienda ha appena lanciato “Vota VG”. Questo progetto permette ai clienti di esprimere collegandosi al sito www.ilviaggiatorgoloso.it un voto su tutte le referenze con lo stesso marchio. La media delle votazioni (in stelle da 1 a 5) è visualizzata in tempo reale su etichette elettroniche esposte accanto ai prodotti sullo scaffale nei punti vendita a insegna Il Viaggiator Goloso. «L’iniziativa è stata accolta molto positivamente. Nella prima settimana di attività, sono stati espressi 27.252 voti» – afferma Brenna. «Al momento, le etichette elettroniche sono presenti solo in tre punti vendita a insegna Il Viaggiator Goloso. Dopo una prima fase sperimentale, valuteremo l’eventuale estensione a tutti i punti vendita. Inoltre, abbiamo in cantiere nuovi progetti, rivolti sia al cliente finale sia al cliente interno e ai dipendenti, che permetteranno di ottimizzare il flusso di informazioni di prodotto e di processo. Tra poco, saremo presenti anche su LinkedIn col profilo aziendale che avevamo tralasciato sino a questo momento, ma che adesso non è più rimandabile perché siamo alla ricerca di nuovi e giovani profili professionali. Il mondo e i clienti cambiano sempre più velocemente e le aziende non possono più agire solo sulla base dei modelli noti».


Investire in conoscenza

ADICO è l’Associazione Italiana per la Direzione commerciale, vendite e marketing. Dal 1964, riunisce i
direttori di queste funzioni, imprenditori, area manager, consulenti per condividere i valori della professione, la crescita professionale, per valorizzare esperienze manageriali e creare relazioni commerciali per la crescita delle aziende. Le attività culturali ADICO prevedono un programma di tavole rotonde, seminari, workshop e incontri conviviali sulla attualità manageriale. Accademia ADICO offre corsi di formazione specialistica per i manager e i loro collaboratori, con docenti di alto profilo. Per informazioni: www.adico.it tel. 02.6704080.

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Innovazione e stampa: la giusta combinazione per il marketing https://www.datamanager.it/2018/07/innovazione-e-stampa-la-giusta-combinazione-per-il-marketing/ Fri, 06 Jul 2018 12:15:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150817 Il marketing è uno degli ambiti che sta beneficiando in maniera importante dei nuovi trend della stampa, come emerge dalla nuova ricerca Ricoh “The Future of Print”. Maggiore coinvolgimento dei clienti e possibilità di personalizzazione sono tra i principali driver di questa innovazione.  A cura di Javier Diez-Aguirre, Vice President, Corporate Marketing, Ricoh Europe  Inizio […]

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Il marketing è uno degli ambiti che sta beneficiando in maniera importante dei nuovi trend della stampa, come emerge dalla nuova ricerca Ricoh “The Future of Print”. Maggiore coinvolgimento dei clienti e possibilità di personalizzazione sono tra i principali driver di questa innovazione.

 A cura di Javier Diez-Aguirre, Vice President, Corporate Marketing, Ricoh Europe 

Inizio con il porre una domanda: quando sentite il termine marketing a cosa pensate? Mi occupo di marketing da quasi vent’anni e per me questa parola è davvero evocativa… mi fa pensare a “brand”, “comunicazione”, “conversazione”, ma soprattutto a “innovazione”.

Trovare nuovi modi per raggiungere il proprio pubblico e sviluppare idee originali, anche utilizzando le innovazioni tecnologiche a disposizione: questa è, secondo me, l’essenza del marketing di oggi. Le possibilità sono molte e spaziano dalle comunicazioni digitali all’utilizzo corretto dei dati, alla realtà virtuale, senza dimenticare i più recenti trend della stampa. In merito a questo ultimo aspetto, pensiamo a come queste tecnologie possono essere utilizzate per comunicare messaggi in modo nuovo e per coinvolgere maggiormente le persone.

Nell’ambito della partnership con Alzheimer’s Research e del progetto Printed Memories, Ricoh ha utilizzato la stampa 3D per riprodurre il cervello umano in modo da rendere visibili gli effetti dell’Alzheimer.Inoltre, sempre per quanto riguarda Ricoh, realizziamo comunicazioni di forte impatto visivo mediante colori speciali come i toner giallo neon e rosa fluo.

Ovviamente non siamo i soli ad utilizzare le innovazioni della stampa per migliorare le attività di marketing, come mostra la nuova ricerca The Future of Print commissionata da Ricoh Europe e condotta su un panel di 3.150 decision maker di aziende di tutta Europa.  Dallo studio emerge come innovazione e nuove modi di fare marketing siano in cima all’agenda dei manager: il 60% delle aziende che ha adottato nuove tecnologie di stampa lo ha fatto pensando proprio a questi aspetti. La maggior parte delle aziende (81%) sta utilizzando le nuove tecnologie per coinvolgere i clienti ad esempio realizzando campagne di comunicazione personalizzate ed efficaci.

Nell’attuale contesto di mercato in rapida trasformazione, per avere successo è importante riuscire a rispondere alle esigenze dei clienti con comunicazioni, servizi e prodotti sviluppati ad hoc. Le nuove tecnologie consentono di stampare su ogni tipo di materiale e di produrre basse tirature, il tutto all’insegna della personalizzazione. Il printing, dunque, ricopre un ruolo fondamentale per il successo e la crescita delle aziende; in definitiva, il futuro di molte imprese è intrinsecamente connesso al futuro della stampa.

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Internazionalizzazione, la strategia social di Fulgor Milano https://www.datamanager.it/2018/06/internazionalizzazione-la-strategia-social-di-fulgor-milano/ Tue, 12 Jun 2018 12:51:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149437 Esprimere eccellenza e innovazione Made in Italy nel mondo della cottura: questo è l’obiettivo di Fulgor Milano sin dalle proprie origini, nel lontano 1949. Dal 2009, Fulgor è diventato marchio unico di Meneghetti spa, consolidando la propria vocazione alla creatività nella progettazione di elettrodomestici da incasso di alta gamma. Oggi, l’azienda ha 270 dipendenti e propone […]

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Esprimere eccellenza e innovazione Made in Italy nel mondo della cottura: questo è l’obiettivo di Fulgor Milano sin dalle proprie origini, nel lontano 1949. Dal 2009, Fulgor è diventato marchio unico di Meneghetti spa, consolidando la propria vocazione alla creatività nella progettazione di elettrodomestici da incasso di alta gamma.

Oggi, l’azienda ha 270 dipendenti e propone prodotti che spaziano dalla cottura all’aspirazione, dalla refrigerazione al lavaggio. Fattura circa 80 milioni di euro e il 90% delle vendite è realizzato all’estero. «L’area più strategica, in questo momento, è il Nord America» – ci spiega Paolo Mainardi, che in Meneghetti è brand manager per il marchio Fulgor Milano. «Siamo attivi in Stati Uniti e Canada da oltre un ventennio, stiamo lavorando per irrobustire questa presenza, investendo su una gamma di prodotti più ampia. Stiamo rafforzando la nostra presenza anche nel Sud America dove, nonostante la situazione finanziaria critica, cerchiamo partner affidabili. Sta crescendo in modo dirompente pure il mercato asiatico, trainato dalla Cina, e il mercato dell’Oceania, con l’Australia che è molto strategica. L’Italia non ha prospettive di sviluppo a breve, ma è la vetrina della nostra produzione nel mondo in cui vogliamo mantenere un nostro spazio».

CRESCE L’USO DEL WEB

In un contesto di internazionalizzazione come quello che caratterizza Fulgor Milano, la digitalizzazione gioca un ruolo fondamentale nella strategia di marketing dell’azienda. «Oggi, nessuna impresa con ambizioni di successo e di crescita delle proprie attività commerciali può evitare di usare tutti i canali disponibili sul mercato per comunicare con il consumatore» – puntualizza Mainardi. «Nel 2009, siamo partiti dai canali di comunicazione tradizionale, come la stampa, subito dopo abbiamo mosso i primi passi nella comunicazione su Web, con un sito specifico. La comunicazione su Web è cresciuta sempre più, fino a coinvolgere attività di comunicazione orientata ai social network. Oggi, pubblichiamo tutti i nuovi materiali su Facebook, YouTube, Pinterest, Instagram, anche perché, avendo una visione di carattere mondiale, abbiamo la necessità che i materiali prodotti da noi e dai nostri partner siano visibili ovunque con rapidità. Vogliamo che chiunque, digitando Fulgor Milano sui propri dispositivi, possa trovare informazioni, vedere prodotti, capirne l’utilizzo, e che tutto questo abbia un riscontro effettivo».

PARTNER ESTERNI

L’azienda dedica le risorse interne alla parte produttiva e di gestione. «Per quanto riguarda la comunicazione e il marketing, ci affidiamo a partner esterni» – prosegue Mainardi. «Questa scelta ci ha portato a ottenere risultati in linea con le aspettative. In alcuni mercati, come il Nord America, l’attività è in parte svolta anche dal nostro trade, che sviluppa materiale ogni settimana. Abbiamo però anche partner dedicati che lavorano in modo specifico sui canali Web per informare correttamente la clientela». Al momento, l’azienda ha deciso di non operare in modalità e-commerce. «Anche per questo – dichiara Mainardi – vogliamo evitare di focalizzare l’informazione sul prezzo. Siamo posizionati in una fascia di mercato medio-alta e riteniamo che il nostro consumatore ci scelga per i prodotti che proponiamo, pur mantenendo un prezzo competitivo in rapporto alla fascia di mercato di appartenenza. Alcuni partner, come Archiproducts, ci aiutano a raggiungere anche clienti professionali quali architetti e studi di design».

COMUNICAZIONE BIDIREZIONALE

La comunicazione social apporta cambiamenti e vantaggi. «L’asse dell’attenzione si è spostata dal prodotto a ciò che il prodotto fa, ai risultati di cucina» – dice Mainardi. Oggi, l’utente finale non cerca informazioni di carattere puramente tecnico, ma vuole notizie, informazioni su quello che potrà ottenere acquistando un particolare prodotto. «Stiamo collaborando anche con alcuni blogger che pubblicano le loro ricette e hanno migliaia di follower attratti dal risultato della ricetta, che potranno vedere anche con che cosa è stata realizzata» – dichiara il brand manager di Fulgor Milano. La possibilità di una comunicazione bidirezionale è tra i vantaggi dei social. «Una pagina pubblicitaria consente la comunicazione in un’unica direzione, tramite i social si può interagire con l’utente finale» – constata Mainardi. «Abbiamo imparato a raccontarci nel modo giusto, a cogliere informazioni importanti in tutti i mercati. Gli utenti interessati ai nostri prodotti ci chiedono qual è la metodologia di cucina per un particolare tipo di forno, quali risultati si possono ottenere. Grazie al Web, abbiamo saputo suscitare nel consumatore la curiosità e la voglia di informarsi nel momento a lui più opportuno per poter fare la scelta più adatta».


#FulgorMilano migliora la comunicazione con clienti e canale @ADICO_mkt_sales
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VALORIZZARE I DATI

Ma come avviene, in concreto, l’elaborazione dei dati derivati dal Web? «I partner con cui lavoriamo ci mandano informazioni raccolte in modo analitico, che ci consentono di capire chi va sul nostro sito o sulle nostre pagine social, in quale paese, per quanto tempo, quali pagine sfoglia, e così via» – spiega Mainardi che, dall’interno dell’azienda, coordina le attività di comunicazione. Queste informazioni sono trasmesse ai trade partner attivi nel mondo, che usufruiranno di informazioni aggiuntive. Per esempio, se per tre mesi di seguito molte persone seguono online Fulgor Milano da Israele, l’azienda prenderà contatti col distributore di riferimento per questo paese per capire se c’è qualche motivo che ha determinato l’aumento dell’attenzione ed elaborare la strategia più adatta. Migliorare la comunicazione con i clienti e con il canale è uno degli obiettivi raggiunti. «Più un’azienda è piccola meno risorse ha per essere presente in prima persona nei vari mercati. Di conseguenza, tutto quello che viaggia sulla Rete è importante perché ci permette di interloquire con consumatori in Brasile come a Taiwan, o in Islanda che non avrebbero l’opportunità di parlare direttamente con un nostro commerciale o un nostro incaricato e che forse non sanno nemmeno che esiste una distribuzione nel loro paese» – dice Mainardi. «Possiamo metterli in contatto con i nostri partner che daranno le informazioni necessarie». Agire con prontezza significa che in tempi rapidi i clienti potranno ottenere quello che stanno cercando: fondamentale è che una risposta sia data entro le 24 ore.

NEL FUTURO DELLE “COSE” SMART

Il futuro di Fulgor Milano è sempre più orientato a valorizzare la comunicazione tramite canali social. «Stiamo crescendo sia come azienda sia come marchio. La crescita economica deve essere supportata da contenuti rilevanti» – afferma Mainardi. L’intenzione è quella di rafforzare le attuali partnership e di trovare ulteriori supporti, soprattutto all’estero. Una svolta potrebbe derivare dall’Internet of Things. «Se la dimensione social sta diventando sempre più importante per il futuro, fondamentale sarà poterla integrare anche negli apparecchi da cucina. Stiamo cercando di capire come usare l’Internet of Things per trarre riscontri immediati e gestire il prodotto anche da remoto» – conclude Mainardi. Diverrà, quindi, più semplice per l’utente controllare il funzionamento di un prodotto, magari da uno smartphone, ma potrà diventare anche più facile comunicare con l’azienda.


Investire in conoscenza

ADICO è l’Associazione Italiana per la Direzione commerciale, vendite e marketing. Dal 1964, riunisce i
direttori di queste funzioni, imprenditori, area manager, consulenti per condividere i valori della professione, la crescita professionale, per valorizzare esperienze manageriali e creare relazioni commerciali per la crescita delle aziende. Le attività culturali ADICO prevedono un programma di tavole rotonde, seminari, workshop e incontri conviviali sulla attualità manageriale. Accademia ADICO offre corsi di formazione specialistica per i manager e i loro collaboratori, con docenti di alto profilo. Per informazioni: www.adico.it tel. 02.6704080.

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Facebook lavora a una piattaforma per marketing e influencer https://www.datamanager.it/2018/05/facebook-lavora-a-una-piattaforma-per-marketing-e-influencer/ Tue, 22 May 2018 13:48:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148072 Il social network vuole creare un modo più semplice e veloce con cui brand e aziende possano contattare i migliori testimonial in circolazione per promuovere prodotti e servizi Niente e nessuno, nemmeno Cambridge Analytica, potrà mai fermare Facebook. A poche settimane dal più grande scandalo che ha coinvolto la rete di Zuckerberg, l’azienda è già […]

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Il social network vuole creare un modo più semplice e veloce con cui brand e aziende possano contattare i migliori testimonial in circolazione per promuovere prodotti e servizi

Niente e nessuno, nemmeno Cambridge Analytica, potrà mai fermare Facebook. A poche settimane dal più grande scandalo che ha coinvolto la rete di Zuckerberg, l’azienda è già oltre, pensando ai progetti futuri. Tra questi dovrebbe esservi un portale, e magari anche un’app, dedicata al mondo del markerting. Nello specifico, servirebbe per consentire ai responsabili di aziende grandi e piccole di contattare più velocemente testimonial e agenzie che gestiscono influencer, per creare insieme campagne volte a promuovere prodotti e servizi. L’idea sarebbe ben oltre la carta, visto che sul web circolano diverse immagini che mostrano alcuni screenshot del cosiddetto Branded Content Matching di Facebook.

A cosa serve

La piattaforma è composta da tre sezioni: search, suggested creators, saved lists. La prima è quello che semplicemente promette: un tool di ricerca che permette di ottenere risultati sugli influencer in base a criteri e filtri specifici. In questo modo si può avere, ad esempio, il nome di un testimonial in voga tra i ragazzi nel range dei 18 e 25 anni, amanti dello sport e attenti al benessero fisico. Oppure un volto che spinga un certo prodotto verso il pubblico femminile residente in certe regioni e appassionato di design. Una volta impostati i parametri, il sistema suggerirà altri creators simili ai primi, così da semplificare la ricerca le volte successive. Le liste visualizzate possono essere salvate così da non dover, ogni volta, personalizzare filtri ed elementi specifici.

In realtà Branded Content Matching non è un segreto, visto che Facebook ne aveva parlato mesi fa: “Nei prossimi mesi sperimenteremo nuove funzionalità di monetizzazione per i creator. Tra queste uno strumento con cui gli inserzionisti potranno connettersi più facilmente ai creativi, per scoprire opportunità di lavoro sponsorizzato. I testimonial possono crearsi un profilo ad-hoc per mettere in evidenza le aree di competenza così da facilitare il compito dei responsabili marketing nell’attivazione delle campagne”. Difficile dire quando la piattaforma andrà online ma, appena pronta, l’Europa dovrebbe essere il trampolino di lancio.

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L’omnicanalità è più facile col digitale https://www.datamanager.it/2018/05/lomnicanalita-e-piu-facile-col-digitale/ Thu, 17 May 2018 12:25:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147845 Erede di un’istituzione come Rossini Illuminazione, storicamente presente nel territorio milanese fin dal 1929, RossiniGroup è oggi un’articolata realtà attiva nel mondo dell’illuminazione, che comprende anche il marchio Plexiform e lo showroom Overlite. Il gruppo, che nel 2017 ha registrato un fatturato di 17 milioni di euro e conta circa 60 dipendenti, è presente sul mercato […]

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Erede di un’istituzione come Rossini Illuminazione, storicamente presente nel territorio milanese fin dal 1929, RossiniGroup è oggi un’articolata realtà attiva nel mondo dell’illuminazione, che comprende anche il marchio Plexiform e lo showroom Overlite. Il gruppo, che nel 2017 ha registrato un fatturato di 17 milioni di euro e conta circa 60 dipendenti, è presente sul mercato nazionale e internazionale con un’offerta trasversale e completa dedicata sia al privato sia al progettista, all’installatore e al contractor.

In particolare, Rossini Illuminazione propone un’ampia scelta di prodotti sia di carattere decorativo sia tecnico completa per interni, esterni, casa e ufficio, con quasi 5.000 articoli trattati contenuti in un catalogo che prevede i due volumi “Deco” e “Tech”. Overlite, altra anima di RossiniGroup, è uno showroom di oltre 1400 metri quadrati nato nel 2001 e che nel tempo è diventato uno spazio di incontro, un punto di riferimento per i più importanti marchi dell’illuminazione a Milano e per i più noti designer. Un’equipe di professionisti qualificati è in grado di offrire consulenza ai clienti privati e assistenza ai professionisti e progettisti con precisi calcoli illuminotecnici e rigorosi sopralluoghi, per assicurare la migliore resa luminosa anche negli ambienti più particolari e le soluzioni tecniche più adatte al miglioramento dell’efficienza energetica e nel rispetto delle normative di settore. Plexiform, acquisita da RossiniGroup nel 2012, è un’azienda italiana presente sul mercato da 50 anni. La storia di Plexiform è da sempre strettamente connessa con il tessuto industriale milanese e oggi più che mai propone soluzioni tecniche per tutti i settori dell’illuminazione: una proposta di stampo Architectural, rivolta al mondo ufficio e ai settori industriale e retail. Plexiform offre sistemi estremamente flessibili dall’elevato contenuto tecnologico, con alte performance luminose e un occhio sempre attento al design.

Management di terza generazione

Dal 2016, con una nuova direzione operativa e un’ampia riorganizzazione aziendale, RossiniGroup si è organizzato per la prossima sfida: l’internazionalizzazione e uno sviluppo continuo della tecnologia LED e di controllo dell’illuminazione, per un nuovo concetto di luce che pone al centro la persona, i suoi bisogni e il suo benessere. Il Gruppo è già attivo, soprattutto in Europa, ma ha progetti avanzati con l’obiettivo di estendere la propria presenza in altre aree del mondo. I piani di sviluppo di RossiniGroup non riguardano però solo l’espansione all’estero, ma prevedono anche una robusta dose di tecnologie digitali a supporto delle attività di marketing, come conferma in una conversazione con Data Manager Elisa Rossini, direttore marketing e comunicazione di RossiniGroup oltre che responsabile delle Risorse Umane, e rappresentante della terza generazione dei Rossini insieme ai fratelli Dario, amministratore delegato del Gruppo e responsabile della direzione finanziaria, e Marco, direttore generale di Rossini Illuminazione, oltre a seguire la direzione acquisti del Gruppo.

Guardare alle best practice

Tra i progetti di rilievo, va in primo luogo menzionato «il rifacimento completo del sito del brand Rossini Illuminazione, che abbiamo sviluppato con l’obiettivo di mettere a disposizione tutte le informazioni sui nostri prodotti» – esordisce Elisa Rossini. Il nuovo sito, che è online da poche settimane, prevede la presenza di schede tecniche che si generano automaticamente per gli oltre 5.000 articoli di Rossini Illuminazione, comprendenti tutti i dati tecnici e fotometrici. «Si tratta di informazioni estremamente utili sia per il cliente finale sia per la rete di vendita, e soprattutto per tutto il pubblico professionale, a cominciare dagli architetti, agli installatori e gli elettricisti, passando per i progettisti e i distributori di materiale elettrico» – prosegue Elisa Rossini, sottolineando che «l’idea che ci siamo posti fin dall’inizio del rifacimento è quella di mettere il cliente sempre più al centro della nostra azione, con un sito che diventa una vera e propria piattaforma che parla ai nostri pubblici di elezione». L’idea è nata anche prendendo a modello quelle che sono le best practice del settore, dove i colossi del design puntano da sempre su siti ricchi di informazioni utili. Se per i big questa è una sorta di conditio sine qua non, è meno scontato che «un’azienda della nostra classe di fatturato abbia una presenza così rilevante sul web oppure investa molto sui social media» – fa notare Elisa Rossini. In effetti, Rossini Illuminazione è presente su social consolidati come Pinterest e Facebook e a breve su Instagram. Su Facebook, abbiamo una presenza organizzata dal 2015, e lo utilizziamo per dare un volto all’azienda, sulla quale notiamo che c’è sempre molto interesse e curiosità» – conferma Elisa Rossini, sottolineando che Facebook si rivela utile anche come piattaforma di supporto per scambiare informazioni sugli eventi organizzati rivolti al mondo professionale dal Gruppo Rossini oppure per condividere gli articoli pubblicati sul blog del Gruppo.


#DigitaMarketing Mettere il cliente al centro – #RossiniIlluminazione – @ADICO_mkt_sales
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Il catalogo vira al digitale

Non va dimenticato lo strumento classico per le aziende di design: il catalogo. «Si tratta sempre di un veicolo molto importante, che nel corso degli anni ci ha consentito di crescere arrivando direttamente nelle case dei nostri clienti» – evidenzia Elisa Rossini, spiegando che «il catalogo classico esiste ancora, anche se con l’avvento delle nuove modalità di comunicazione ha perso un po’ della sua centralità: la vera sfida di oggi è tramutarlo interamente in uno strumento digitale. Risponde a questo scopo oltre al sito anche l’app che abbiamo realizzato nel 2012 e che stiamo rinnovando completamente nei prossimi mesi, che contiene l’intera nostra offerta. Disponibile sia per Apple sia per Android, si tratta di uno strumento molto utile anche per la forza vendita, che ha tutte le informazioni sui prodotti (anche la disponibilità degli articoli in stock in tempo reale) in mobilità su strumenti molto flessibili come smartphone o tablet».

A tutta omnicanalità

Secondo Elisa Rossini, le possibilità date oggi dal digitale permettono di «realizzare una omnicanalità che si può rivelare molto utile nella nostra realtà di Gruppo articolato su diversi livelli, con tre aziende e tre marchi diversi, con un’azienda che produce e una che commercializza, e con due punti vendita fisici, ma soprattutto con una forte propensione ad andare sempre di più verso il mondo digitale». Non a caso, in tutto il Gruppo Rossini è stato recentemente dato un forte impulso agli investimenti nell’area IT, anche con l’arrivo di un manager interno dedicato proprio a questa area, che precedentemente veniva gestita con consulenti esterni all’azienda. L’intenzione, anticipa Elisa Rossini, è quella di spingere sull’IT «sia per sviluppare la business intelligence e il customer relationship management in modo che siano sempre più integrati all’interno del Gruppo, sia per partecipare anche alle iniziative volte a favorire la digitalizzazione delle imprese con incentivi e agevolazioni». Del resto, anche se ha alle spalle una storia di quasi 90 anni, il Gruppo Rossini è oggi guidato da un management inferiore ai 40 anni di età, come dire che si tratta di un management per il quale la digitalizzazione dell’impresa è imprescindibile.


Investire in conoscenza

ADICO è l’Associazione Italiana per la Direzione commerciale, vendite e marketing. Dal 1964, riunisce i
direttori di queste funzioni, imprenditori, area manager, consulenti per condividere i valori della professione, la crescita professionale, per valorizzare esperienze manageriali e creare relazioni commerciali per la crescita delle aziende. Le attività culturali ADICO prevedono un programma di tavole rotonde, seminari, workshop e incontri conviviali sulla attualità manageriale. Accademia ADICO offre corsi di formazione specialistica per i manager e i loro collaboratori, con docenti di alto profilo. Per informazioni: www.adico.it tel. 02.6704080.

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Gli strumenti di Libra Esva per difendere le email https://www.datamanager.it/2018/04/gli-strumenti-di-libra-esva-per-difendere-le-email/ Wed, 18 Apr 2018 14:03:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146020 Gli hacker sfruttano sempre di più il fake marketing per ingannare gli utenti ma con la giusta piattaforma si riduce il rischio di infezione Nel 2018, il 90% degli attacchi informatici ha ancora origine tramite un messaggio di posta elettronica. L’infezione è ancora legata a due modalità principali: un link malevole sul quale si invita […]

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Gli hacker sfruttano sempre di più il fake marketing per ingannare gli utenti ma con la giusta piattaforma si riduce il rischio di infezione

Nel 2018, il 90% degli attacchi informatici ha ancora origine tramite un messaggio di posta elettronica. L’infezione è ancora legata a due modalità principali: un link malevole sul quale si invita a cliccare e un allegato che si chiede di aprire, con il camuffamento del file eseguibile in un documento di testo, una presentazione o un archivio compresso. Data la premessa, è chiaro che chiunque, anche un privato, ha la necessità di prendere le dovute precauzioni per mettere al sicuro il proprio account, sempre più spesso vittima di tentativi molto affinati, che beneficiano di tecniche recenti, come lo spear phishing, capaci di ingannare anche gli utenti più scaltri.

Ed è per questo che il lavoro di Libra Esva, nello specifico panorama, è essenziale. Il software, specializzato nell’anti-spam e nella mail protection di livello enterprise, riesce a proteggere le comunicazioni degli utenti con un grado massimo di affidabilità, tanto che l’azienda parla di “zero falsi positivi” durante l’esecuzione dei programmi. Qual è il segreto di tale qualità? Molto dipende dalle sandbox introdotte all’interno del Threat Analysis Portal, un add-on importante dello sviluppo difensivo di Libra Esva.

Le sandbox in questione (due quelle proprietarie) sono un filtro basilare tra l’utente e la navigazione sul web. Tramite una serie di procedure avanzate, il software analizza in tempo reale il traffico che arriva alla casella di posta, virtualizzando i link e gli allegati presenti così da assicurare un’esperienza  sicura ma pur sempre veloce e flessibile. Libra Esva processa le email in automatico, senza bloccare le attività del computer e dialogando, in continuazione, con i server dell’azienda, per ampliare il know-how circa le minacce in corso.

A qualche tempo di distanza dall’utilizzo delle sandbox, Libra Esva ha rilevato che il 50% dei link bloccati non è noto ad alcuna fonte pubblica. Si tratta di un lavoro fondamentale non solo per la security delle persone ma anche nell’ottica di accrescere le conoscenze dei soggetti che si occupano di spam, phishing e così via. In tal senso, la compagnia si pone come vera e propria esperta di zero-day che interessano le email.

Il pregio del gruppo, al 100% italiano, è l’aver seguito sempre una propria strategia, senza allinearsi alle logiche di business dei big del settore. Lo ha ben spiegato Paolo Frizzi, Ceo e founder di Libraesva, durante la presentazione delle novità della suite della casa: “In questi anni non ci siamo stancati di guardare in avanti procedendo su una strada coerente e approcciando il mercato da piccola azienda, vicini al cliente e prossimi alle sue esigenze. In questo modo abbiamo ottenuto risultati concreti, sia in termini di feedback da parte dei clienti che di visibilità, con la possibilità di farci riconoscere anche dai grandi brand”.

“Un servizio come Libra Esva è imprescindibile in tempi in cui i bassi costi della creazione di malware permettono praticamente a chiunque di lanciare minacce a chi si voglia, anche verso aziende di una certa dimensione. L’evoluzione del rischio è direttamente proporzionale all’incapacità delle compagnie di tenere i sistemi aggiornati. Pensiamo a quanto vadano ancora a buon fine i tentativi di truffa con il falso documento o il link al sito del famoso store online duplicato, che tecniche odierne consentono di rendere totalmente fruibile così da ingannare meglio il navigatore”- sono le parole di Rodolfo Saccani, Security R&D Manager.

Non è un caso se proprio il fake mail marketing è uno dei trend che sempre più nel 2018 si porrà come principale nelle attività di hacking dei criminali. Da dicembre ad oggi, centinaia di campagne interessano tante nazioni al mondo, con l’Italia che è al centro dei paesi destinatari. Come ci si difende da attacchi del genere? “L’analisi semantica ci da una grossa mano – continua Saccani -riducendo preventivamente le mire infettive degli aggressori”.

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MSC, con il configuratore immersivo la crociera dei sogni diventa realtà https://www.datamanager.it/2018/04/msc-con-il-configuratore-immersivo-la-crociera-dei-sogni-diventa-realta/ Mon, 16 Apr 2018 13:11:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145850 «Attualmente, solo il due per cento di chi viaggia per turismo lo fa in crociera: il restante 98 per cento è un terreno tutto da esplorare» – spiega Leonardo Massa, country manager di MSC Crociere, nel presentare a Milano a metà marzo i nuovi piani di espansione della società. MSC Crociere fa parte del Gruppo […]

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«Attualmente, solo il due per cento di chi viaggia per turismo lo fa in crociera: il restante 98 per cento è un terreno tutto da esplorare» – spiega Leonardo Massa, country manager di MSC Crociere, nel presentare a Milano a metà marzo i nuovi piani di espansione della società.

MSC Crociere fa parte del Gruppo MSC fondato nel 1970 che oggi conta più di 70mila dipendenti e ha ricavi consolidati nell’ordine dei 25 miliardi di dollari. MSC Crociere è la maggiore compagnia crocieristica a capitale interamente privato, con posizione di leadership sia in Europa sia in Sud America. L’espansione sul vasto terreno ancora tutto da conquistare è supportata da un piano industriale da oltre 10 miliardi di euro che è entrato nel vivo nel 2017 con l’ingresso in flotta di due nuove navi di sicuro impatto, la MSC Meraviglia e la MSC Seaside, e che prevede l’ingresso in totale di 12 nuove navi per portare, entro il 2026, a una flotta di 24 navi.

INIZIATIVE INNOVATIVE

Un piano di così vasta portata non può ovviamente prescindere da una solida strategia di marketing, che per MSC Crociere poggia sempre più sul mondo digital e quello della tecnologia, come testimonia il lancio del primo “configuratore immersivo” in realtà virtuale. Conversando con Data Manager, Andrea Guanci, direttore marketing di MSC Crociere, in azienda da poco più di sei anni, spiega: «Abbiamo al nostro attivo molte success story in ambito digital, in particolare nell’ambito social media, che ci hanno spronato a innovare ulteriormente». Il riferimento è alle attività compiute sia su Facebook sia su Twitter, che hanno costituito casi interessanti di come il digitale può portare a ottimi risultati qualora sia usato in maniera innovativa. «Siamo stati i primi in Italia a lanciare un’offerta per una crociera solo ed esclusivamente su Facebook, con il risultato che l’intera nave si è riempita in pochi giorni, con una curva delle prenotazioni davvero impressionante» – racconta Guanci, sottolineando il rilevante impatto di quella azione «sia sul nostro business sia indirettamente su Facebook, che all’epoca era ancora visto come un social a carattere più ludico, a differenza di come è oggi». Per quanto riguarda Twitter, le iniziative realizzate nel quadro del progetto denominato “Nave dei giovani”, erano rivolte a ragazzi dai 18 ai 30 anni «con lo scopo di rivolgersi a un target più giovane, senza però prevaricare il nostro canale di vendita elettivo che è – e rimane – quello dell’agenzia di viaggio» – spiega Guanci.


#DigitaMarketing MSC, con il configuratore immersivo la crociera dei sogni diventa più reale – Andrea Guanci direttore marketing di @MSC_Crociere – @ADICO_mkt_sales
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STRUTTURA DEDICATA AI SOCIAL

Pure se pionieristiche, queste sono state le prime “incursioni” di un certo peso nell’area dei social, mentre oggi MSC Crociere si è dotata da tempo di una struttura di rilievo dedicata a questa importante area, che è molto ben presidiata, con numeri di sicuro interesse come una base di fan su Facebook che è intorno ai 4,5 milioni a livello mondiale, uno dei quali è in Italia. Al riguardo, Guanci sottolinea che si tratta di «una base di fan “reale”, come ci possiamo rendere conto dall’engagement e dalle condivisioni, che sono tuttora significative». In tutti questi casi – prosegue Guanci – si è trattato di «iniziative volte a utilizzare i nuovi canali di comunicazione digitali, ma la vera svolta innovativa si è avuta quando abbiamo deciso di utilizzare prima la realtà virtuale e successivamente la realtà aumentata per promuovere la nostra offerta: nel 2015 abbiamo partecipato all’Expo di Milano con una installazione di realtà virtuale, mentre nel 2016 abbiamo proposto il primo catalogo immersivo in realtà virtuale e nel 2017 anche di realtà aumentata per il mondo dei viaggi, riscontrando in entrambi i casi un ottimo successo». L’idea di fondo di quest’ultima iniziativa, basata su un’app chiamata MSC 360VR e disponibile per i sistemi operativi Apple e Android, era di «far vivere le pagine cartacee e far entrare il cliente, o il potenziale cliente, proprio dentro gli ambienti proposti» – racconta Guanci.

IL CONFIGURATORE IMMERSIVO

L’idea del 2016 si è evoluta ulteriormente con il primo “Configuratore immersivo” in realtà virtuale, realizzato in collaborazione con Samsung e Axed Group, lanciato a metà marzo a Milano, in occasione della presentazione dei programmi di MSC Crociere per i prossimi due anni. Si tratta di una novità assoluta nel settore viaggi, in quanto consente a chi utilizza il configuratore immersivo di essere proiettato all’interno di un MSC Store del futuro e di definire la propria crociera con i movimenti delle mani su uno schermo olografico, in maniera analoga a quanto faceva il protagonista del noto film “Minority Report” di qualche anno fa. Più in dettaglio, è sufficiente scaricare l’app gratuita MSC360VR, sia da App Store sia da Google Play e indossare il visore per la realtà virtuale: grazie a questo, le ambientazioni cambiano in base ai dettagli della crociera che vengono scelti. Per esempio, se si seleziona una cabina con balcone ci si ritrova all’interno di quella specifica cabina, e lo stesso avviene quando si seleziona una nave, una destinazione o un servizio a bordo: diventa così possibile capire fin da subito se le caratteristiche di servizio scelte corrispondono realmente alle aspettative ed eventualmente modificare la configurazione della crociera.


#DigitaMarketing ll configuratore immersivo di @MSC_Crociere come leva di #engagement per creare un’esperienza unica e personalizzata con i clienti a partire dal primo punto di contatto
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DA ABILITATORE A PRODOTTO

Il configuratore può essere utilizzato con i visori multimediali, come tipicamente gli Oculus Gear VR di Samsung o i meno sofisticati cardboard, oppure utilizzando semplicemente i dispositivi di cui già dispongono tutti, come smartphone, tablet o lo stesso pc. Non solo. Il configuratore sarà anche disponibile in versione per schermi touch, in modo da portare l’esperienza immersiva ovunque: prima di tutto nelle agenzie viaggio, e poi in aeroporti, stazioni e altri luoghi pubblici. «Abbiamo voluto creare uno strumento completamente innovativo, mai visto prima nel settore dei viaggi, che sia utile anche per gli agenti di viaggio, che possono avvalersi di un ulteriore supporto per raccontare la crociera a chi desidera ricevere informazioni, soprattutto se non ne ha mai fatta una in precedenza» – spiega Guanci. Una volta conclusa la visione in realtà virtuale, il configuratore invierà in automatico una mail contenente un riepilogo della crociera visualizzata, sotto forma di video-preventivo personalizzato, con immagini che mostrano l’itinerario con le principali destinazioni, nello stile del “video story telling” raccontato da una voce umana fuori campo, in grado di rivolgersi direttamente al cliente chiamandolo con il suo nome. «Anche questo fa parte della nostra strategia di “touchpoint experience”, volta a creare un’esperienza unica e personalizzata con i nostri clienti, a partire dal primo punto di contatto. Tutto questo è possibile grazie alle tecnologie digitali, che oggi, oltre a essere un potentissimo abilitatore, diventano sempre più un prodotto in se stesso» – conclude Andrea Guanci.


Investire in conoscenza

ADICO è l’Associazione Italiana per la Direzione commerciale, vendite e marketing. Dal 1964, riunisce i
direttori di queste funzioni, imprenditori, area manager, consulenti per condividere i valori della professione, la crescita professionale, per valorizzare esperienze manageriali e creare relazioni commerciali per la crescita delle aziende. Le attività culturali ADICO prevedono un programma di tavole rotonde, seminari, workshop e incontri conviviali sulla attualità manageriale. Accademia ADICO offre corsi di formazione specialistica per i manager e i loro collaboratori, con docenti di alto profilo. Per informazioni: www.adico.it tel. 02.6704080.

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Feltrinelli, la strategia digitale degli user generated content https://www.datamanager.it/2018/03/feltrinelli-la-strategia-digitale-degli-user-generated-content/ Wed, 14 Mar 2018 11:38:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143569 Nome storico dell’editoria italiana, Feltrinelli non ha certo bisogno di troppe presentazioni: coordinato dalla holding Effe 2005-Gruppo Feltrinelli, si tratta di un gruppo che opera su tutta la filiera del libro, dall’editoria al retail, con 120 librerie in Italia, e con il sito di e-commerce. Oggi, nella galassia Feltrinelli le attività digitali pesano non poco: «Le […]

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Nome storico dell’editoria italiana, Feltrinelli non ha certo bisogno di troppe presentazioni: coordinato dalla holding Effe 2005-Gruppo Feltrinelli, si tratta di un gruppo che opera su tutta la filiera del libro, dall’editoria al retail, con 120 librerie in Italia, e con il sito di e-commerce. Oggi, nella galassia Feltrinelli le attività digitali pesano non poco: «Le strategie digitali occupano un posto sempre più rilevante.

Per esempio, con l’acquisizione di IBS, la nota libreria online del gruppo Messaggerie, avvenuta recentemente, Feltrinelli diventerà uno dei gruppi più europei con una maggiore proporzione nell’online, visto che – combinando le attività di IBS con quelle di Feltrinelli.com – l’online sul fatturato totale del Gruppo pesa per circa il 25 per cento» – esordisce Davide Surace, chief digital officer di Effe 2005-Gruppo Feltrinelli. Il riferimento è alla joint venture siglata a gennaio scorso tra Feltrinelli e il gruppo Messaggerie, che ha dato origine a una nuova società nella quale confluiscono le attività di IBS e quelle online di Feltrinelli.

MARKETING DIGITALE IN ANTICIPO

Anche nell’ambito dell’editoria, più o meno tutti gli operatori hanno da tempo fatto entrare prepotentemente il digitale all’interno delle loro strategie di marketing. «Tutti hanno già fatto tutto, potremmo quasi dire. E di certo, anche noi non ci siamo tirati indietro nel corso degli anni, mettendo in campo moltissime iniziative» – conferma Surace, citando esempi – per l’ambito degli shop online – quali le consegne sul punto vendita, il “prenota e ritira”, i contenuti aggiuntivi come i book trailer o le tracce audio per la musica, oppure – per l’ambito dei negozi fisici – i touch point, la digitalizzazione della carta fedeltà e molte altre iniziative che si sono succedute nel tempo. «Sicuramente, siamo stati i primi nel nostro settore a introdurre il “prenota online e ritira in negozio”, oppure a installare nei punti vendita i touch point digitali» – evidenzia Surace, sottolineando che «se in termini di timing siamo stati molto rapidi, nel senso che siamo partiti prima degli altri, oggi a queste iniziative sono arrivati un po’ tutti coloro che operano nel retail».

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PUNTARE SUI CONTENUTI

Pur in questo scenario per così dire classico, «c’è un aspetto che ci contraddistingue rispetto ad altre realtà, anche perché è da sempre nel nostro DNA. È quello di far parlare gli utenti, con la creazione di contenuti di tipo user generated completamente automatizzata nei nostri canali digital». L’idea di Feltrinelli è sempre stata quella di far parlare molto gli utenti, in una modalità «sicuramente differente rispetto ad altri settori come può essere per esempio la moda, dove questo aspetto non è presente nei canali digital, ma lo è in quelli social, soprattutto per volontà autonoma degli utenti che commentano spontaneamente» – fa notare Davide Surace. In sostanza, nel caso di Feltrinelli, nei canali digital è da tempo rilevante «la marketing automation, che a seconda di un’action effettuata da parte dell’utente, prevede determinate attività di creazione suggerite» – continua Surace, facendo l’esempio dell’acquisto di un libro, al quale dopo un mese segue la richiesta di recensione, oppure quella di raccontare la propria esperienza, oppure ancora l’invito a partecipare a progetti per la creazione della Feltrinelli del futuro. «Si tratta di attività di comunicazione bidirezionale che abbiamo instaurato da tempo con tutti i nostri clienti, governate da precise attività di marketing automation, per cui al verificarsi di un’azione viene innescata una comunicazione predefinita per avere poi un “batch” di informazioni centralizzate sul nostro mondo» – sintetizza Surace.


#Marketing La creazione di contenuti generati dagli utenti sui canali digitali ha un impatto positivo sul livello di #engagement e di #loyalty – Davide Surace CDO di @LaFeltrinelli – @ADICO_mkt_sales
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PROGETTO A PIÙ MANI

Più in dettaglio, la volontà di puntare molto sui contenuti generati dagli utenti come potente strumento di marketing digitale è frutto di un progetto partito circa due anni fa, che si è completato nel 2017, attraverso la creazione di un «database centralizzato delle informazioni sui consumatori finali dal quale partono tutte le attività di marketing automation o di marketing clusterizzato nel caso in cui si vogliano effettuare campagne o attività slegate dagli algoritmi già previsti» – spiega Surace, ricordando che «ovviamente, sono anche presenti le diverse comunicazioni legate al programma di fidelizzazione che creano una serie di contenuti interessanti per il consumatore associato al nostro programma loyalty». Per quanto riguarda la realizzazione dell’attività di marketing automation, soprattutto per la parte di big data, il progetto è stato creato da Feltrinelli in collaborazione con Contactlab, la nota società milanese di digital marketing multicanale, «di cui siamo molto soddisfatti» – precisa Surace, spiegando che vi sono anche «altri fornitori un po’ più tattici, cioè che si occupano dei prodotti o delle recensioni, ma poi tutto entra a far parte di un unico contenitore».

RITORNI INTERESSANTI

Parlando di ritorni, Surace non esita a dire che «sono molto positivi, grazie alla nostra differenziazione, che è molto evidente nel caso dei contenuti aggiuntivi che ci distinguono da altri: se quest’anno il mercato del libro online ha avuto un incremento del 22 per cento, noi siamo cresciuti del 40». Non solo: «Anche in termini di direct email marketing, abbiamo avuto ottimi risultati grazie al nostro nuovo sistema che ci consente di valorizzare le comunicazioni che inviamo, cioè SMS, email oppure notifiche push, non solo sugli ambienti digital ma anche nell’ambito offline. In sostanza, se un cliente che ha avuto un nostro messaggio entra in un nostro punto vendita nell’arco dei 15 giorni successivi e fa un acquisto, possiamo capire che quella comunicazione ha avuto una sua efficacia. Rispetto allo scorso anno, questa attività ha portato a un aumento del 40 per cento del volume transato, arrivando a cifre considerevoli per l’ambito offline» – spiega Surace. Ma quello che più conta è il miglioramento della relazione con i consumatori: «Mentre prima sparavamo per così dire lo stesso identico messaggio a tutti, oggi è tutto molto one-to-one. La comunicazione è più personalizzata e legata a chi è davvero il singolo individuo, che in questo modo si sente più vicino al brand a tutti gli effetti» – fa notare Surace.

I “CONTATTABILI”

Del resto, i numeri sui quali si può lavorare con la massima customizzazione sono di tutto rilievo, visto che gli iscritti al programma loyalty della Feltrinelli Card sono attualmente circa 5 milioni. Parlando di loyalty, Surace spiega che «con questi numeri, l’obiettivo principale non è più quello di incrementare il numero degli iscritti al programma, ma quello di aumentare il numero degli iscritti contattabili, che è già aumentato moltissimo e ci sta dando molte soddisfazioni». Se sul numero preciso dei “contattabili” la società mantiene il riserbo, Surace non si tira indietro nel dire che «in passato, sono stati commessi molti errori, anche materiali, soprattutto nel processo di data entry che era affidato all’esterno, mentre oggi con la digitalizzazione abbiamo potuto superare questo tipo di problemi».

VERSO IL FUTURO

Infine, parlando di progetti futuri, c’è un’idea: «Intendiamo far entrare sempre più il digitale nel punto vendita, per proporre anche ai frequentatori dei nostri negozi fisici un’esperienza che sia il più digitale possibile, ma senza correre il rischio di far diventare “troppo digitale” il retail fisico: sembra un gioco di parole, ma in realtà lo scopo che ci siamo prefissi è quello di utilizzare il digitale per far amare di più il punto vendita fisico» – conclude Davide Surace. La sfida è aperta. E sicuramente affascinante.


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LIUC – Università Cattaneo: droni, bitcoin e marketing del nuovo millennio https://www.datamanager.it/2018/02/liuc-universita-cattaneo-droni-bitcoin-marketing-del-millennio/ Tue, 06 Feb 2018 16:04:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140566 La LIUC – Università Cattaneo presenta i corsi di Laurea in Ingegneria gestionale ed Economia aziendale Seminari interattivi per presentare i corsi di Laurea di Economia aziendale e Ingegneria gestionale della LIUC – Università Cattaneo dove giovedì 8 febbraio 2018 ci sarà Università aperta, iniziativa rivolta agli studenti che devono scegliere il percorso di studi […]

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La LIUC – Università Cattaneo presenta i corsi di Laurea in Ingegneria gestionale ed Economia aziendale

Seminari interattivi per presentare i corsi di Laurea di Economia aziendale e Ingegneria gestionale della LIUC – Università Cattaneo dove giovedì 8 febbraio 2018 ci sarà Università aperta, iniziativa rivolta agli studenti che devono scegliere il percorso di studi dopo la Scuola superiore.

Ecco allora la possibilità di conoscere la LIUC in un modo un po’ diverso dal solito grazie alle proposte messe in campo dalla professoressa Carolina Guerini e dal professor Fabrizio Dallari che condurranno i due seminari in programma a partire dalle ore 10.

Nel pomeriggio, invece, la possibilità di effettuare il test di ammissione per l’anno accademico 2018 – 2019, obbligatorio per gli studenti che conseguono un voto di maturità inferiore a 80/100 (per tutti gli altri l’ammissione è diretta).

“Ma tu sei un consumatore o un consumATTORE?” è il tema per la presentazione di Economia, all’insegna del marketing del nuovo millennio.

La lezione che prende le mosse dal nuovo contesto competitivo illustra le caratteristiche del nuovo marketing. “L’approccio cliente – centrico è basato su un cliente sempre più propenso ad assumere un atteggiamento attivo e partecipativo nei confronti delle aziende: un cliente che tende a personalizzare la sua percezione dei valori della marca in un’esperienza unica, fino a diventare co-creatore di conoscenza, idee e valore. E se la relazione impresa – cliente può apparire difficile da comprendere nelle sue implicazioni pratiche, aziende come McDonalds, Amazon o Lego sanno come il CONSUMATTORE possa essere coinvolto nei processi aziendali per creare valore, ma anche per favorire la sua fidelizzazione e produrre valore aziendale”, spiega Carolina Guerini, Professore Associato di Economia e Gestione delle Imprese della LIUC – Università Cattaneo.

“Dalle consegne con i droni all’acquisto con i Bitcoin. Ruolo e importanza dell’ingegnere gestionale nella società del futuro” sarà, invece, lo spunto attualissimo per spiegare il valore e la spendibilità sul mercato del lavoro del titolo di ingegnere gestionale.

Se ci si domanda perché i laureati in Ingegneria gestionale trovino in poco tempo un’occupazione (in media 3 soli mesi dalla Laurea), occorre, infatti, capire bene i desiderata delle aziende di diversa natura e settore industriale che li assumono.

“Chi produce automobili in una fabbrica robotizzata e chi deve assistere pazienti in un ospedale, per esempio, ha una medesima necessità: quella di avvalersi di persone capaci di comprendere i problemi, di avere una visione d’insieme e di gestire il cambiamento conoscendo le principali innovazioni tecnologiche e informatiche” – annota Fabrizio Dallari, professore Ordinario di Impianti Industriali Meccanici della LIUC – Università Cattaneo. “Che si debba distribuire i prodotti attraverso dei droni o si debba realizzare un sistema di transazioni elettroniche con i Bitcoin risulta fondamentale disporre di competenze da ingegnere gestionale”.

E’ mediante l’analisi dei problemi, la progettazione delle soluzioni possibili, la realizzazione di quella prescelta, la validazione della sua efficacia e la gestione del funzionamento che l’ingegnere gestionale applica le proprie competenze nel contesto economico, sociale e aziendale in cui opera.

Inoltre, il valore aggiunto per un futuro ingegnere LIUC è lo stage obbligatorio in azienda della durata di 300 ore che consente di toccare con mano le problematiche di processo.

E se l’obiettivo fosse la ricerca di occupazione in un contesto internazionale, la LIUC garantisce esperienze Erasmus o di doppio titolo, scelte da oltre il 40% degli studenti dell’Università Cattaneo, tra i pochi in Italia a poter accedere ai programmi all’estero.

Al passo coi tempi, l’opportunità per gli studenti di una didattica esperienziale mediante l’i – FAB della LIUC, una fabbrica simulata in cui si utilizzano alcuni paradigmi dell’Industria 4.0 e si possono sperimentare i vantaggi che le tecnologie digitali portano nelle operations. Qui studio e ricerca applicata si combinano, prezioso valore aggiunto di un Ateneo che prepara al futuro.

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