Massimo Banzi – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:59:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Massimo Banzi – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Arduino, guerra finita: si torna all’unico brand https://www.datamanager.it/2016/10/arduino-guerra-finita-si-torna-allunico-brand/ Mon, 03 Oct 2016 13:02:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=110382 Dopo due anni di co-esistenza, Arduino LLC e Arduino Srl tornano una sola entità. Fondamentale l’accordo tra Banzi e Musto L’annuncio è arrivato direttamente dalla Maker Faire di New York: Arduino torna a essere un solo soggetto attivo sul mercato, con progetti e prodotti che torneranno a far capo all’unica azienda in grado di rinnovare […]

L'articolo Arduino, guerra finita: si torna all’unico brand proviene da Data Manager Online.

]]>
Dopo due anni di co-esistenza, Arduino LLC e Arduino Srl tornano una sola entità. Fondamentale l’accordo tra Banzi e Musto

L’annuncio è arrivato direttamente dalla Maker Faire di New York: Arduino torna a essere un solo soggetto attivo sul mercato, con progetti e prodotti che torneranno a far capo all’unica azienda in grado di rinnovare (anzi creare) il settore del fai-da-te hi-tech, ovvero quello dei maker. Nel 2014 Gianluca Martino, uno dei quattro fondatori di Arduino LLC, era “uscito dal gruppo” per crearsi la sua Arduino Srl, avviando anche delle cause legali contro l’originale creatura nata a Ivrea nel 2005.

Cosa accadrà

Banzi e Musto, hanno dunque raggiunto un accordo per la creazione di Arduino Holding, quello che diventerà il solo punto di riferimento per la distribuzione dei prodotti e lo sviluppo di innovative soluzioni. Al suo fianco ecco Arduino Foundation, un ente senza scopo di lucro che andrà a gestire tutte le attività “extra”, basate appunto su iniziative benefiche, popolari e più prettamente di comunicazione nel settore educativo e allargamento di una community sempre più vasta. “Oggi è uno dei giorni migliori nella storia di Arduino – ha detto Banzi – l’accordo ci permetterà di avviare un nuovo corso fatto di dialoghi costruttivi e innovazioni dirompenti”. Sulla stessa linea Federico Musto: “Gli sviluppatori che usano Arduino vedranno ulteriori sviluppi tecnologici sensazionali, che includeranno l’NFC, Bluetooth LE, controllo vocale e molto altro, per alimentare la crescita del settore IoT”.

L'articolo Arduino, guerra finita: si torna all’unico brand proviene da Data Manager Online.

]]>
Arduino e Intel svelano la scheda Genuino 101 https://www.datamanager.it/2015/10/arduino-e-intel-svelano-la-scheda-genuino-101/ Mon, 19 Oct 2015 08:46:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=86165 Alla Maker Faire 2015 di Roma le due aziende hanno presentato il progetto rivolto alle scuole e ai giovani innovatori Si chiama Genuino 101 ed è una scheda madre il cui cuore è Curie, il piccolo chip di Intel visto per la prima volta al CES 2015. La sua particolarità, a differenza di altri prodotti Arduino […]

L'articolo Arduino e Intel svelano la scheda Genuino 101 proviene da Data Manager Online.

]]>
Alla Maker Faire 2015 di Roma le due aziende hanno presentato il progetto rivolto alle scuole e ai giovani innovatori

Si chiama Genuino 101 ed è una scheda madre il cui cuore è Curie, il piccolo chip di Intel visto per la prima volta al CES 2015. La sua particolarità, a differenza di altri prodotti Arduino simili, è che Genuino è indirizzata soprattutto ad un ambito educativo, quindi scuole e gruppi di studio. L’obiettivo è quello di far conoscere anche ai più piccoli il mondo del “maker”, fare innovazione nel concreto, pensando e sviluppando progetti dall’alto contenuto innovativo. Non a caso la scheda è stata presentata durante l’edizione 2015 della Maker Faire di Roma, appuntamento italiano dedicato al variegato mondo dei maker.

Prezzo e disponibilità

Massimo Banzi, co-fondatore e CEO di Arduino ha spiegato durante la conferenza di inaugurazione che Genuino è perfetta per un utilizzo con dispositivi mobili, quindi smartphone e tablet. E’ innegabile che la versatilità di tali strumenti sia ciò che spinge gli smanettoni ad inventarsi nuovi metodi di interazione con oggetti e cose che prendono vita, anche grazie alla rete. Far evolvere il mondo dell’educazione vuol dire anche introdurre questi concetti in ambito scolastico, al pari delle materie fondamentali per lo sviluppo culturale dei ragazzi. Genuino 101 arriverà entro i primi mesi del 2016 e tutte le scuole e organizzazioni che lavorano in ambito educativo potranno acquistarne un modello per 27 euro. Il prezzo da cui parte la nuova generazione di creativi italiani.

L'articolo Arduino e Intel svelano la scheda Genuino 101 proviene da Data Manager Online.

]]>
Arduino sbarca negli USA e diventa Genuino https://www.datamanager.it/2015/05/arduino-sbarca-negli-usa-e-diventa-genuino/ Tue, 19 May 2015 08:51:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=75024 Arduino realizzerà nel Stati Uniti i propri prodotti con il marchio “Genuino” tramite la partnership con  Adafruit Arduino in questo momento è scossa da una battaglia legale che ne mina le fondamenta ma ieri il CEO e fondatore Massimo Banzi potrebbe aver fatto la mossa decisiva per far passare quello che succede in tribunale in secondo […]

L'articolo Arduino sbarca negli USA e diventa Genuino proviene da Data Manager Online.

]]>
Arduino realizzerà nel Stati Uniti i propri prodotti con il marchio “Genuino” tramite la partnership con  Adafruit

Arduino in questo momento è scossa da una battaglia legale che ne mina le fondamenta ma ieri il CEO e fondatore Massimo Banzi potrebbe aver fatto la mossa decisiva per far passare quello che succede in tribunale in secondo piano. L’ispiratore della piattaforma hardware open source ha avviato una partnership con Adafruit, azienda americana che già collabora al progetto, per la produzione dei prodotti Arduino negli Stati Uniti. L’annuncio è arrivato dallo stesso Banzi durante la Maker Faire di San Francisco.

Arduino produrrà negli USA come “Genuino”

A partire da questa estate, Adafruit realizzerà i prodotti Arduino nella sua fabbrica di New York e ciò permetterà a Banzi di relazionarsi direttamente con gli utenti statunitensi e di venire incontro alle loro esigenze con maggiore tempestività. Per l’occasione è stato creato il nuovo brand “Genuino” ma si prevede che verranno realizzate altre partnership internazionali. In India, ad esempio, il marchio potrebbe chiamarsi “Modulino”. Questa operazione potrebbe segnare il colpo del ko per Gianluca Martino, ex socio di Banzi che ha cercato di appropriarsi della società tramite Arduino Srl, dopo gli accordi stretti con Intel per Galileo e con Samsung per la piattaforma per l’Internet of Things Artik.

La querelle legale interna all’azienda è iniziata nel 2008. In quell’anno Martino ha depositato il marchio Arduino in Italia tramite Smart Projects, società a cui era stata delegata la maggior parte della produzione delle schede hardware, mentre gli altri fondatori stavano per registrare il brand negli USA. La vera spaccatura è arrivata nel 2014, quando l’ormai ex socio di Banzi ha senza preavviso cambiato il nome di Smart Projects in Arduino Srl, venduta poi alla holding svizzera Gheo SA di Federico Musto,  e ha chiesto di invalidare i diritti di Arduino Llc sul brand “Arduino”.

L'articolo Arduino sbarca negli USA e diventa Genuino proviene da Data Manager Online.

]]>
Arduino: il giocattolo si è rotto https://www.datamanager.it/2015/02/arduino-giocattolo-si-rotto/ Wed, 11 Feb 2015 09:25:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=69445 Accuse reciproche tra i componenti di una delle più importanti aziende italiane all’estero, in ballo anche gli avvocati C’era una volta una scheda elettronica di piccole dimensioni con un microcontrollore e tanti circuiti, in grado di far muovere praticamente ogni cosa e comandarla da remoto. La schedina era stata realizzata da quattro amici di Ivrea che le […]

L'articolo Arduino: il giocattolo si è rotto proviene da Data Manager Online.

]]>
Accuse reciproche tra i componenti di una delle più importanti aziende italiane all’estero, in ballo anche gli avvocati

C’era una volta una scheda elettronica di piccole dimensioni con un microcontrollore e tanti circuiti, in grado di far muovere praticamente ogni cosa e comandarla da remoto. La schedina era stata realizzata da quattro amici di Ivrea che le avevano dato il nome di un bar del paese: Arduino. Quella scheda, e tutte le versioni successive, sono oramai tra noi ma Arduino rischia di fare una brutta fine. La colpa, per dirla così, è delle differenti vedute sul futuro del neo amministratore delegato, Federico Musto e Massimo Banzi, volto noto di Arduino. Da una parte la voglia di far crescere l’azienda portandola addirittura in Borsa, dall’altra la paura di vedere snaturare un progetto fatto sopratutto di passione che potrebbe affogare negli interessi economici.

Storia intrigata

La scintilla che ha accesso il diverbio tra le due anime di Arduino è la fondazione da parte di Musto della Arduino Srl, a quanto pare senza alcuna autorizzazione da parte degli altri co-fondatori del progetto. “Una delle società di Musto ha mutato pochi mesi fa il proprio nome in Arduino Srl senza alcun autorizzazione e accordo con noi – scrive in un comunicato Banzi – per questo abbiamo già intrapreso diverse azioni legali nei confronti del sig. Musto e di tali società sia negli USA che in Italia”. Al momento dunque esistono due aziende collegate ad Arduino: la Srl basata ad Ivrea che fa capo a Federico Musto e a Gianluca Martino, altro co-fondatore di Arduino e Arduino SA fondata nel 2010 con sede in Svizzera e che vede a capo invece Massimo Banzi. A questo punto non è detto che le due società proseguano su strade diverse, dividendo non solo i progetti ma anche gli appassionati che avevano visto crescere negli anni le possibilità di realizzare i loro sogni da maker. La sensazione è che il giocattolo si sia rotto e non vi sarà scheda che tenga.

L'articolo Arduino: il giocattolo si è rotto proviene da Data Manager Online.

]]>
Non solo software: la piattaforma 3D Experience di Dassault Systèmes https://www.datamanager.it/2014/11/non-software-piattaforma-3d-experience-dassault-systemes/ Fri, 21 Nov 2014 09:06:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65363 Strategie di mercato e nuovi paradigmi dell’esperienza utente al Forum tenutosi a Milano Si è svolto lo scorso giovedì il 3D Experience Forum organizzato da Dassault Systèmes, il colosso francese leader mondiale nelle tecnologie di progettazione 3D, realtà virtuale e simulazione. L’evento è ruotato attorno al tema “Fare impresa nell’era dell’esperienza”, con la focalizzazione sulla […]

L'articolo Non solo software: la piattaforma 3D Experience di Dassault Systèmes proviene da Data Manager Online.

]]>
Strategie di mercato e nuovi paradigmi dell’esperienza utente al Forum tenutosi a Milano

Si è svolto lo scorso giovedì il 3D Experience Forum organizzato da Dassault Systèmes, il colosso francese leader mondiale nelle tecnologie di progettazione 3D, realtà virtuale e simulazione. L’evento è ruotato attorno al tema “Fare impresa nell’era dell’esperienza”, con la focalizzazione sulla piattaforma 3D Experience, pronta per il collegamento al cloud e dotata di funzionalità social ma soprattutto in grado di “disegnare esperienze” intorno agli utenti, per offrire una customer experience unica. Durante l’incontro con i giornalisti, Guido Porro, EuroMed Managing Director, ha parlato dei risultati che il gruppo sta avendo nell’area geografica di competenza, con una crescita “double digit” sul canale diretto, mentre anche il canale indiretto sta andando “molto bene”. “Il nostro approccio con i grandi clienti del settore aerospaziale e della difesa è nella logica della copertura totale del processo, in ogni sua fase, non della singola soluzione che soddisfa esigenze specifiche. Questo è ciò che intendiamo come offerta di valore al cliente”, ha sottolineato. La crescita sta avvenendo anche con l’aiuto dei partner, grazie al “miglioramento della base VAR – Value Added Reseller – i nostri rivenditori”, ha proseguito Porro. Altro aspetto strategico nell’approccio al mercato è la diversificazione oltre al core business tradizionale dell’azienda, specie nei settori Consumer Goods, Hi-Tech ed Energy, Process & Utilities, dove “stiamo facendo passi da gigante per coprire aree funzionali che al momento non sono neanche immaginate dalla concorrenza”.

Monica Menghini, Executive VP, Corportate Strategy, Industry & Marketing, ha sottolineato che “gli imprenditori italiani, essendo spinti a reinventarsi, stanno guardando sempre più agli innovatori”, e si stanno orientando verso un approccio a 360° al business, “una sorta di 3D thinking”, ha rimarcato Menghini. Grazie anche all’utilizzo della piattaforma proposta da Dassault Systèmes, la manager si è detta convinta che l’imprenditoria possa risollevarsi ottenendo “vantaggi significativi”. Il vero valore della piattaforma risiede infatti nella “possibilità di sviluppare l’innovazione” e favorire un cambiamento culturale complessivo. “Il nostro obiettivo non è la pura vendita di un prodotto o di una soluzione, ma vogliamo dare supporto ai nostri clienti in modo che siano vincenti nella nuova Experience Economy nata con l’avvento delle connessioni globali e del digitale”.

Il Presidente e CEO di Dassault Systèmes, Bernard Charlès, ha svolto l’intervento conclusivo delineando la visiondell’azienda e gli sviluppi futuri, con uno sguardo anche alle grandi sfide sociali che si prospettano e al ruolo che la tecnologia può giocare per migliorare la vita delle persone. “Vogliamo creare più opportunità di crescita e sviluppo, per costruire un futuro sostenibile e diffondere qualità e bellezza”, ha dichiarato Charlès. La mission dell’azienda non si esaurisce nella realizzazione degli obiettivi economici ma intende “creare valore per la società, e in ultimo perseguire il sogno di cambiare il mondo attraverso le tecnologie più avanzate”. L’azienda si è profondamente rinnovata negli ultimi due anni, e ora vuole sviluppare le possibilità di crescita “sul mercato italiano e internazionale” attraverso un nuovo modo di fare impresa, realizzando cose che “fino a poco tempo fa non erano neanche immaginabili”, abbracciando una pluralità di ambiti che vanno dall’educazione, al campo sociale, alla scienza, oltre all’imprenditoria.

Gli interventi del Forum si sono invece focalizzati, oltre che sulle caratteristiche della piattaforma che ha dato il titolo all’evento, sulle speranze per un nuovo “Rinascimento del manufacturing italiano”, di cui ha parlato Alberto Baban, Presidente Piccola Industria e Vice Presidente Confindustria, le “Aziende e i Maker, un’alleanza basata su una piattaforma di business”, svolto da Massimo Banzi, Interaction Designer e co-fondatore del progetto Arduino, e Matteo Plazzi del team Luna Rossa, che ha parlato della sfida della Coppa America tra “Ricerca, tecnologia, sviluppo e innovazione”. E’ inoltre intervenuto Giuseppe Sala, CEO di Expo 2015 e Commissioner of the Government of Italy for Expo Milano 2015, di cui  Dassault Systèmes è Exclusive Partner per Expo Virtual Tour ed Expo Official Sponsor, che ha sottolineato il numero record dei padiglioni dell’evento dell’anno prossimo, il valore dell’immagine dell’Italia nel mondo e il ruolo fondamentale che la tecnologia può giocare nell’offrire “un’esperienza indimenticabile”.

L'articolo Non solo software: la piattaforma 3D Experience di Dassault Systèmes proviene da Data Manager Online.

]]>
Re Arduino e i suoi sudditi artigiani https://www.datamanager.it/2014/09/re-arduino-i-suoi-sudditi-artigiani/ Fri, 12 Sep 2014 13:18:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60037 I makers costruttori della IoT. Compiono dieci anni la visione di Massimo Banzi e la sua scheda elettronica C’è un visionario italiano che come molti nostri connazionali ormai entrati nel firmamento dell’imprenditoria high-tech continua a godere in patria di una visibilità piuttosto ridotta. A differenza di tante altre star che spesso e volentieri hanno in […]

L'articolo Re Arduino e i suoi sudditi artigiani proviene da Data Manager Online.

]]>
I makers costruttori della IoT. Compiono dieci anni la visione di Massimo Banzi e la sua scheda elettronica

C’è un visionario italiano che come molti nostri connazionali ormai entrati nel firmamento dell’imprenditoria high-tech continua a godere in patria di una visibilità piuttosto ridotta. A differenza di tante altre star che spesso e volentieri hanno in tasca una seconda cittadinanza, spesso americana, Massimo Banzi non è affatto un cervello in fuga: brianzolo d’origine, colui che viene considerato l’inventore di Arduino continua a essere molto presente nel suo territorio che da qualche anno comprende anche una scuola superiore svizzera, la Supsi, dove Banzi tiene un famoso master in Interaction Design. Per la precisione, le lezioni si tengono nel campus di Lugano-Trevano, dove sorge il dipartimento Ambiente, Costruzioni e Design di questo polo universitario ticinese e dove gli studenti parlano l’italiano, anche se in certi casi solo come lingua secondaria, considerando le loro variegate origini internazionali. Le stesse schede Arduino poi vengono assemblate in Piemonte nell’area tra Ivrea e Torino, città dove ha aperto la prima sede delle Officine Arduino.

Questa rubrica parla quasi invariabilmente di software, ma Arduino rappresenta una sorta di eccezione. L’invenzione di Banzi e di altri quattro colleghi (un italiano, uno spagnolo e due americani) non è fatta di bit, ma di atomi ed è a buon ragione al centro di un movimento di portata rivoluzionaria, quello dei makers, che zitti zitti ci stanno traghettando verso modalità di produzione a metà strada tra il mass market e il lavoro artigianale. Un artigianato 2.0 che grazie alla Internet delle cose potrebbe un giorno diventare non meno pervasivo ed economicamente “pesante” del modello fordista della catena di montaggio.

Piccoli makers crescono – Arduino è a tutti gli effetti un piccolo computer o – per meglio dire – un degno rappresentante di una categoria cadetta rispetto ai sistemi general purpose centrati su complessi microprocessori. Cadetta, ma non figlia di un dio minore, tutt’anzi. Al centro della prima versione di Arduino, lanciata nel 2005, c’era un microcontrollore, una cpu capace di eseguire un set di istruzioni più limitato, ma pur sempre in grado di funzionare con versioni snelle del sistema operativo Linux in una miriade di applicazioni di controllo strumentale e industriale. Oggi, racconta Banzi – mentre sta ultimando la fase di testing della terza generazione di Arduino che debutta alla Maker Faire di settembre a New York e sarà presente alla seconda edizione romana di questo salone dell’artigianato digitale, dal 3 al 5 ottobre – «lavoriamo molto sulla cosiddetta IoT, per permettere alla gente di farsi la propria Internet delle cose».

Nella ridda di stime quantitative, si pensa a un universo di 50 miliardi di oggetti connessi, di valori di mercato che sfiorano i duemila miliardi di dollari. «Al momento – sottolinea Banzi –

realizzare un progetto IoT è difficile se non hai un dottorato in elettronica. L’architettura hardware di Arduino, invece, è di una semplicità devastante. Ma la rivoluzione sta nella facilità d’uso del software, che ti permette di fare un progetto letteralmente in mezz’ora». Come se non bastasse, per la versatile “schedina” è stato scelto un modello di hardware open che in teoria consente a tutti di sviluppare dei cloni. In dieci anni, Banzi stima di aver commercializzato un milione e mezzo di schede. Più o meno la stessa cifra riguarda le vendite dei clonatori asiatici. «Oggi, però, anche un pezzo di mercato cinese vuole acquistare l’originale, non le imitazioni. Sono gli imprenditori che in questi anni sono cresciuti, hanno guadagnato e vogliono accedere ai prodotti che hanno dietro una storia e un brand».

Riportare l’economia in pista – Sebbene non risieda stabilmente all’estero, la frenetica agenda di viaggio di Banzi non facilita i contatti. Data Manager lo ha “intercettato” via Skype, al ritorno dalla sua partecipazione a un evento alla Casa Bianca, dove era stato personalmente invitato dallo staff di Barak Obama, insieme ai maggiori protagonisti e agli imprenditori della nuova industria dei makers. Che cosa ha detto in quella occasione il presidente americano? «È stato un discorso molto semplice – riferisce Banzi – che può essere applicato anche all’Italia. Obama ritiene che per riportare l’economia in pista, gli americani devono ricordarsi di essere sempre stati dei “maker” e quindi devono riprendere a fare cose, farle in modo diffuso, coinvolgendo tante persone, su scala locale. Ormai, non si può scommettere solo sulle grandi organizzazioni globali».

Se il progetto Arduino si trova al centro di un fenomeno che potrebbe incidere profondamente, e non solo sullo sviluppo dell’informatica, non bisogna dimenticare le sue origini autentiche, che sono essenzialmente divulgative e formative. La prima idea risale agli anni in cui Banzi, che da metà anni 90 lavorava per uno dei primi Internet Service Provider italiani, Italia Online, aveva assunto un ruolo di docente presso l’Interactive Design Institute di Ivrea, un’associazione indipendente non profit fondata all’inizio del nuovo millennio da Telecom Italia e Olivetti (e infine, nel 2005, confluita in Domus Academy). Arduino, che prese il nome da un bar di Ivrea in cui si riunivano docenti e studenti dell’Istituto, doveva essere un ponte, facilmente percorribile, tra il software e i prototipi dei prodotti escogitati dagli allievi della scuola. Ancora oggi, la scheda è un elemento chiave del master che Banzi insegna a Trevano.

Innovazione da sperimentare – «Ogni anno, riusciamo a sperimentare tante idee e molti studenti fanno cose decisamente belle». Il professor Banzi cita il caso di Matteo Loglio, che con il suo “Iuvo” ha realizzato una sorta di robot che facilita – automatizzandola e legandola persino ai gesti – la creazione del codice software di una applicazione interattiva. Nel 2013, Iuvo ha ottenuto il prestigioso premio internazionale Ixda promosso dalla Interaction Design Association. «Iuvo ha avuto successo anche su KickStarter e Matteo ora è a Londra, con una sua azienda (Solid Labs, ndr)». Gli esempi di prototipi e prodotti commerciali sorti nella comunità globale di Arduino (duecentomila persone solo tra gli iscritti ai forum di discussione sul sito Arduino.cc) e cloni vari, sono praticamente infiniti. E i meccanismi di microimprenditoria che sottendono a tutto questo sommovimento ci parlano di un’economia high-tech profondamente diversa da quella – fatta di milioni di pezzi in serie da sostituire subito con una nuova “infornata” – che i grandi computer maker americani prima e i colossi asiatici del mobile computing hanno costruito. Un’economia però possibile secondo Banzi e i filosofi del making. «Nel mondo di Arduino, vedo persone che gestiscono tutto online, fanno piccole produzioni locali, affiancati da fornitori locali e fanno vivere bene la loro famiglia e quelle dei collaboratori». Sono in molti ormai a scommettere sul futuro del nuovo mercato di massa costruito (e finanziato) in proprio mettendo insieme, come i mattoncini di un Lego con l’intelligenza dentro, una miriade di micromercati.

L'articolo Re Arduino e i suoi sudditi artigiani proviene da Data Manager Online.

]]>
Capri Trendwatching Festival – Videointervista a Massimo Banzi, Arduino https://www.datamanager.it/news/capri-trendwatching-festival-videointervista-massimo-banzi-arduino-46738.html Fri, 10 May 2013 12:35:39 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/capri-trendwatching-festival-videointervista-a-massimo-banzi-arduino/ A Capri abbiamo intervistato Massimo Banzi, fondatore di Arduino. A lui abbiamo chiesto se immaginava che qualche anno dopo la sua invenzione sarebbe scoppiata la rivoluzione dei Makers, ripercorso la storia di Arduino dal punto di vista imprenditoriale e parlato di startup

L'articolo Capri Trendwatching Festival – Videointervista a Massimo Banzi, Arduino proviene da Data Manager Online.

]]>
A Capri abbiamo intervistato Massimo Banzi, fondatore di Arduino. A lui abbiamo chiesto se immaginava che qualche anno dopo la sua invenzione sarebbe scoppiata la rivoluzione dei Makers, ripercorso la storia di Arduino dal punto di vista imprenditoriale e parlato di startup

“In Italia si parla molto di startup ma spesso solo nel settore del web. Inoltre bisogna fare attenzione perché nel caso di successo sono destinate a emigrare verso Londra, Berlino o San Francisco. Credo sia necessario cambiare punto di vista e investire invece sui makers creando realtà che siano vicine ai processi produttivi locali, ciò permetterebbe di creare davvero sviluppo”.

 

 

Arduino è un framework open source che permette la prototipazione rapida e l’apprendimento veloce dei principi fondamentali dell’elettronica e della programmazione. È composto da una piattaforma hardware per il physical computing sviluppata presso l’Interaction Design Institute, un istituto di formazione post-dottorale con sede a Ivrea, fondato da Olivetti e Telecom Italia. Il nome della scheda deriva da quello di un bar di Ivrea (che richiama a sua volta il nome di Arduino d’Ivrea, Re d’Italia nel 1002) frequentato da alcuni dei fondatori del progetto.

Questa si basa su un circuito stampato che integra un microcontrollore con pin connessi alle porte I/O, un regolatore di tensione e quando necessario un’interfaccia USB che permette la comunicazione con il computer.

Arduino ha un ambiente di sviluppo integrato (IDE) multipiattaforma per Linux, Apple Macintosh e Windows.

Questo software permette anche ai novizi di scrivere programmi con un linguaggio semplice e intuitivo derivato da C e C++ chiamato Wiring, liberamente scaricabile e modificabile.

Il Capri Trendwatching Festival, è un evento promosso dalla Fondazione Capri e a cura della trendwatcher Elena Marinoni, che si propone di indagare i contorni del futuro prossimo attraverso dati di ricerca, case history, workshop e open lectures.

Oggetto di indagine del CTWF, una mappatura ragionata dei trend emergenti capaci di orientare nel medio termine comportamenti sociali, consumi, lifestyle, evoluzioni del gusto, del costume e dell’estetica.

L'articolo Capri Trendwatching Festival – Videointervista a Massimo Banzi, Arduino proviene da Data Manager Online.

]]>