Mauden – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 12 Dec 2024 11:04:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Mauden – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 La modernizzazione applicativa su mainframe. Il punto di vista di Mauden e IBM https://www.datamanager.it/2024/12/la-modernizzazione-applicativa-su-mainframe-il-punto-di-vista-di-mauden-e-ibm/ Thu, 12 Dec 2024 11:04:40 +0000 https://www.datamanager.it/?p=241590 La modernizzazione applicativa su mainframe è una sfida cruciale per molte aziende, che si confrontano quotidianamente con l’esigenza di integrare nuove technologie senza sacrificare la stabilità delle infrastrutture esistenti. Abbiamo chiesto a Daniele Gregoris, technology leader della line of business Legacy Modernization di Mauden e Francesco Nardi, principal zStack technical manager di IBM, di spiegare […]

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La modernizzazione applicativa su mainframe è una sfida cruciale per molte aziende, che si confrontano quotidianamente con l’esigenza di integrare nuove technologie senza sacrificare la stabilità delle infrastrutture esistenti.

Abbiamo chiesto a Daniele Gregoris, technology leader della line of business Legacy Modernization di Mauden e Francesco Nardi, principal zStack technical manager di IBM, di spiegare come un system integrator può aiutare le aziende nei loro processi di trasformazione, per sfruttare i vantaggi del digitale mantenendo la solidità e la sicurezza delle infrastrutture legacy e di come la tecnologia IBM sia la scelta strategica nella realizzazione di questi progetti affinché si traducano in successo.

Quali sono le principali sfide nella modernizzazione delle applicazioni legacy e nell’integrazione con i sistemi mainframe?

«La sfida più grande è quella di modernizzare le applicazioni in maniera granulare, permettendo di continuare a dialogare e scambiare dati con le applicazioni che non vengono trasformate» spiega Gregoris. «Offloading e rehosting hanno sempre portato a risultati non in linea con quelli attesi evidenziando problemi dovuti a latenza e tempi di risposta, oltre ad avere un consumo delle risorse mainframe superiore alle aspettative».

«Gli obiettivi dei clienti nel percorso di modernizzazione applicativa sono agilità nello sviluppo, skill gap, gestione del rischio e ottimizzazione dei costi. Gli approcci variano a seconda del contesto e del livello di maturità» aggiunge Nardi. «IBM mette a disposizione strumenti e soluzioni che coniugano innovazione e stabilità. Alcuni esempi di successo includono l’adozione di pratiche DevOps, l’integrazione tramite APIs, l’utilizzo dell’AI Generativa per il refactor e l’inclusione in una strategia hybrid cloud basata su container. In quest’ultima categoria rientra anche zCX, che permette di ottimizzare costi e performance, riducendo al contempo il rischio di trasformazione».

Come la tecnologia IBM zCX contribuisce alla modernizzazione?

«zCX è la soluzione ideale per rispondere a questo tipo di criticità» spiega Gregoris. «La soluzione permette di gestire le applicazioni progettate a microservizi o con linguaggi moderni direttamente all’interno della piattaforma mainframe, eliminando i problemi evidenziati in precedenza. In questo modo le applicazioni, senza essere modificate, possono sfruttare la vicinanza ai dati all’interno della stessa piattaforma risolvendo, quindi, problematiche di assoluta attualità come la data gravity».

Gregoris sottolinea come la tecnologia IBM, e nello specifico IBM zCX, sia fondamentale per mantenere le applicazioni modernizzate all’interno del mainframe, eliminando i problemi di latenza e di comunicazione, riducendo i consumi ed i costi della componente z/OS ma mantenendo gli stessi livelli di sicurezza e affidabilità garantiti dalla piattaforma mainframe.

Francesco Nardi, principal zStack technical manager di IBM

Quali sono i casi pratici di modernizzazione mainframe sviluppati da Mauden?

«Mauden ha già implementato zCX in progetti di rilievo, come quello con una delle principali banche italiane. Questo è uno degli esempi più eclatanti nei quali abbiamo contribuito a definire la parte infrastrutturale necessaria alla modernizzazione di alcune applicazioni mantenendole all’interno del mainframe grazie a zCX» racconta Gregoris. «Le applicazioni sono state modernizzate e riscritte in un linguaggio più moderno, restando all’interno del mainframe, evitando tutti i possibili problemi di latenza, network, compatibilità e disponibilità dei dati. Si tratta di un progetto attualmente in produzione, perciò, a tutti gli effetti operativo». Un caso davvero di successo che rappresenta una prima volta in Italia e un esempio di innovazione a livello globale. «Quello appena descritto è uno dei dieci progetti al mondo che hanno fatto da beta-testing su questa tecnologia, a dimostrazione che in Italia, e nello specifico in Mauden, siamo all’avanguardia su questo tipo di tecnologia» aggiunge Daniele Gregoris, che cita inoltre un altro caso realizzato per un’azienda leader nei pagamenti elettronici. «Per un altro cliente in seguito ad un progetto pilota di riscrittura applicativa front-end su piattaforma zCX, che ha ottenuto risultati addirittura superiori alle aspettative, stiamo contribuendo in modo significativo al disegno e alla configurazione dell’infrastruttura zCX, sulla quale il cliente ha pianificato il passaggio in produzione di alcune applicazioni».

Quale è il ruolo di Mauden come partner tecnologico e system integrator?

Un grosso vantaggio di affidarsi a Mauden, spiega Gregoris, è la possibilità di accedere a un team di professionisti che integrano competenze su mainframe e ambiente open. «Molte aziende lavorano in silos, con team separati tra mainframe e distribuito» dice Gregoris. «In Mauden, seguiamo il progetto sia per la parte open che per la parte mainframe, affrontando tematiche critiche come la sicurezza, la rete e la connessione con i dati interni al mainframe, soprattutto in ambito DB2. Inoltre, la continua evoluzione di queste tecnologie e la grande esperienza del nostro team su queste tematiche ci permette di sperimentare e integrare rapidamente nuove funzionalità nei progetti dei clienti».

Le prospettive future per la modernizzazione delle applicazioni mainframe. Come può evolversi la tecnologia IBM zCX in futuro?

In questo caso, Nardi, sottolinea chiaramente come la parola chiave sia semplificazione. «IBM è impegnata nel semplificare sempre di più la fruizione del mainframe come asset strategico aziendale. Per questo è già disponibile z/OS Container Platform, che fornisce un approccio containerizzato ad alcuni workload tradizionali della piattaforma, mentre zCX punta ad accogliere nuovi sviluppi applicativi sfruttando le ultime innovazioni in termini di sicurezza, A.I. e resilienza».

Parlando delle prospettive di evoluzione tecnologica, Gregoris evidenzia come le nuove versioni di zCX garantiranno livelli di performance e di resilienza sempre maggiori, aspetti fondamentali per le aziende.

«La parola d’ordine in questo caso è bilanciamento: la nuova versione di zCX che stiamo per sperimentare ed implementare integra le tecnologie native del mainframe per gestire il carico di lavoro su più sistemi in caso di failover, eliminando le dipendenze verso componenti esterni e di conseguenza semplificando l’architettura complessiva» conclude. «Questo non solo facilita le attività di gestione e manutenzione, ma rende il sistema più resiliente, una caratteristica fondamentale per le realtà mainframe di oggi».

In sintesi, Mauden, grazie anche alla collaborazione con IBM di cui è Platinum Business Partner, guida le aziende italiane verso un futuro in cui la modernizzazione delle applicazioni mainframe diventa una leva di innovazione, permettendo alle organizzazioni di rispondere in modo agile alle sfide del mercato.

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Non c’è cyber resilience senza un approccio innovativo alla security https://www.datamanager.it/2024/05/non-ce-cyber-resilience-senza-un-approccio-innovativo-alla-security/ Wed, 08 May 2024 09:00:33 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236947 Il viaggio intrapreso da SILC, pioniere della “fabbrica smart”, verso la sicurezza dei propri sistemi, supportato dalle competenze di Mauden e dalle soluzioni di IBM. Una collaborazione che si pone come obiettivo quello di rafforzare la robustezza delle infrastrutture aziendali e di offrire una difesa proattiva contro le crescenti minacce Il rapporto CLUSIT 2024 lo […]

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Il viaggio intrapreso da SILC, pioniere della “fabbrica smart”, verso la sicurezza dei propri sistemi, supportato dalle competenze di Mauden e dalle soluzioni di IBM. Una collaborazione che si pone come obiettivo quello di rafforzare la robustezza delle infrastrutture aziendali e di offrire una difesa proattiva contro le crescenti minacce

Il rapporto CLUSIT 2024 lo ha messo in evidenza: gli attacchi cyber in Italia sono aumentati del 65% nel 2023. Tra i settori più colpiti la Sanità, la Finanza e il Manifatturiero. «In particolare, nel nostro paese la percentuale degli attacchi informatici, rispetto al dato globale, è aumentata dell’11%» – aggiunge Claudia Leati, innovation & technology advisor di Mauden. – «Questi dati ci portano ad affermare che le nostre aziende devono affrontare sia sfide di business che tecnologiche. Da un lato, devono contrastare la concorrenza, essere innovative e veloci senza, però, trascurare gli elevati standard qualitativi a basso impatto ESG e nel rispetto delle compliance. Dall’altro, le aziende devono tener conto dell’interazione e dell’integrazione dei sistemi IT, delle applicazioni dei dati provenienti da fonti eterogenee, quali l’IoT e i social che, sebbene fonti innovative, possono però aumentare l’esposizione al rischio di attacco».

Per Claudia Leati, «le aziende devono ripensare alla sicurezza con un doppio approccio: da un lato proteggersi secondo i concetti della cyber security e, dall’altro, pensare a come ripartire in caso di attacco seguendo l’approccio cyber resilience. Nell’ottica della riduzione del rischio non solo le tecnologie proteggono le aziende, ma anche la consapevolezza umana, i processi standardizzati ed organizzati, la cultura aziendale».

Uno scenario che oramai interessa tutte le aziende del nostro territorio, a maggior ragione quelle con una “storia” di dati che va molto indietro nel tempo. SILC è stata fondata nel 1972 e opera nel settore dei prodotti per l’igiene. Nel corso degli anni, la società di Trescore Cremasco ha seguito da vicino l’evoluzione dei sistemi informatici, soprattutto quelli dedicati alla messa in sicurezza del dato.

Claudia Leati, innovation & technology advisor di Mauden

«Abbiamo un fruttuoso percorso con i nostri partner di lunga data quando si parla di cybersecurity e questo a dimostrazione che quando ci affidiamo a uno di loro, lo facciamo non solo per soddisfare richieste presenti, ma con la convinzione di poter lavorare bene per il futuro» – dice Cesare Battaglia, amministratore delegato di SILC. Un percorso di evoluzione che non riguarda soltanto l’adozione di nuove tecnologie, ma che esige, inoltre, apertura mentale, volontà di abbracciare la sfida e capacità di capire la cultura aziendale. «La tecnologia aiuta a restare competitivi sul mercato e, nel nostro caso, questo è vero quando si riesce non solo a proteggere il dato ma anche a trarre da questo il giusto valore. Alla fine degli anni ‘90, abbiamo introdotto nei nostri stabilimenti i primi terminali, iniziando intorno al 2003 a parlare di Industry 4.0, quando il termine non era nemmeno conosciuto». Al fianco del viaggio di trasformazione di SILC, da un lato il supporto di un system integrator come Mauden e dall’altro le soluzioni leader del mercato di IBM.

OBIETTIVO RESILIENZA

Già prima della pandemia, SILC si era posta un obiettivo: implementare la cyber resilience della sua infrastruttura. A tal fine è emersa la necessità di assicurarsi copie affidabili dei dati di produzione in caso di attacchi ransomware o altre criticità. Copie immutabili, isolate e granulari per ripristinare il business a seguito di un incidente, corruzione logica o attacco informatico. L’esigenza è stata la migliore occasione per adottare un sistema di monitoraggio costante degli endpoint aziendali, la parte più esposta e vulnerabile di un’infrastruttura. Insieme a Mauden, Cesare Battaglia ha spinto per l’adozione di IBM Safeguarded Copy per la parte Storage, di IBM Security Guardium Data Protection per l’accesso ai dati sensibili e di IBM Security QRadar EDR per il controllo degli endpoint. Già prima di questo progetto, SILC si era impegnata a esplorare vie alternative nella ricerca di potenziali minacce, ampliando il proprio raggio d’azione oltre i metodi convenzionali. Questo approccio ha permesso di individuare potenziali vulnerabilità che potevano colpire non solo la singola organizzazione, ma qualsiasi sistema connesso, aprendo così nuovi orizzonti investigativi nel panorama della sicurezza informatica.

Cesare Battaglia, amministratore delegato di SILC

LA SENTINELLA INTELLIGENTE

La soluzione implementata per SILC prevede un sistema di copia sicura dei dati con Safeguarded Copy, un monitoraggio costante dell’accesso ai dati sensibili con IBM Security Guardium Data Protection e un controllo costante dei client device con IBM Security QRadar EDR. Questi ultimi due strumenti svolgono un ruolo di sentinella per eventi lato security e l’invio, in maniera automatizzata, di report su dashboard centrali. «In questo modo, è possibile intervenire sulle minacce quasi in tempo reale. Inoltre, l’automatizzazione nella gestione degli avvisi ci permette di focalizzarci sulle minacce più rilevanti. L’utilizzo dell’A.I. garantisce funzioni di apprendimento dello strumento e salvaguardia la continuità del business. Così possiamo prendere decisioni informate, grazie agli storyboard di visualizzazione degli attacchi» – spiega Battaglia.

«Per rispondere alle esigenze di SILC, IBM ha lavorato al fianco di Mauden nella realizzazione di una soluzione innovativa, che permettesse di individuare potenziali vulnerabilità legate alle crescenti sfide poste alla sicurezza informatica. – racconta Delia La Volpe, IBM senior security technical specialist manager. Le tecnologie di IBM Security, infatti, offrono una soluzione integrata per il rilevamento e la risposta alle minacce, al fine di proteggere gli utenti, i dati e l’infrastruttura, con un approccio aperto e interoperabile utilizzando l’intelligenza artificiale insita nelle tecnologie». La prima fase del progetto è stata completata a febbraio 2024, successivamente è stata avviata la fase di implementazione di IBM Security Guardium e EDR, con l’installazione delle due soluzioni e la successiva verifica degli alert e dei report generati.

Delia La Volpe, IBM senior security technical specialist manager

STORAGE, CRITTOGRAFIA E VERIFICA DEGLI ACCESSI

L’infrastruttura di SILC si basa su tecnologia IBM, che per l’azienda rappresenta una garanzia di messa in sicurezza del suo business. «Una delle nostre divisioni lavora in ambito pubblico e quindi non di rado gestiamo dati sensibili che richiedono una sicurezza di livello massimo» – prosegue l’AD. SILC si rivolge anche a terzi, per esempio a utenti in ambito sanitario, che necessitano di un’attenzione ancora maggiore in termini di dati da proteggere e governare. Anche per questo, la società ha intrapreso, oltre a un progetto di crittografia, l’implementazione di una soluzione per monitorare gli accessi e produrre alert, per rafforzare ogni possibile scenario. IBM Security Guardium monitora in modo granulare e continuo l’accesso ai dati sensibili in tutti gli stati e in tutti gli ambienti: file, database e applicazioni. La strategia chiave di SILC, nel progetto di sicurezza condotto insieme a Mauden, si basa su due obiettivi: il potenziamento dell’endpoint per rilevare le minacce a livello di dispositivi e l’implementazione di un’unica piattaforma di sicurezza su ogni dispositivo che garantisse, da un lato, una protezione avanzata e dall’altro il monitoraggio degli accessi ai dati sensibili. «Se il sistema informativo è il motore di tutto il business dobbiamo avere la certezza che sia sempre efficiente» – afferma Battaglia. «Per sottolineare la natura innovativa del nostro approccio a questo progetto, abbiamo scelto di integrare funzionalità precedentemente assenti nei nostri sistemi, che consentono la simulazione di attacchi e ci forniscono una guida preziosa su come reagire di fronte a potenziali minacce». Questo include il ripristino dei dati tramite la modalità Air Gap, che consente di creare copie dei dati di produzione in modalità point-in-time, immutabili e protette, all’interno di un ambiente isolato. Questa modalità semplifica il recupero dei dati in caso di attacchi ransomware o di azioni malevole da parte degli utenti che cercano di distruggere i dati.


#StrategicPartner il know-how di #Mauden l’affidabilità di #IBM per disegnare il processo di cyber resilience di #SILC
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IN CONCLUSIONE

Disegnare un processo di cyber resilience per aziende complesse ed esposte come SILC è sicuramente una sfida stimolante, che deve necessariamente partire dalla conoscenza profonda degli ambienti del cliente, oltre che da un rapporto di fiducia reciproca coltivato nel tempo. Le soluzioni di IBM garantiscono indubbiamente l’affidabilità e la modularità di cui una realtà come SILC ha bisogno. Inoltre, le competenze e il know-how che un system integrator come Mauden può mettere in campo rappresentano indubbiamente un fattore determinante per la buona riuscita del progetto, rappresentata ovviamente dalla soddisfazione del cliente.

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Applicazioni mainframe aperte al cloud con Mauden non è più tabù https://www.datamanager.it/2023/05/applicazioni-mainframe-aperte-al-cloud-con-mauden-non-e-piu-tabu/ Mon, 08 May 2023 09:30:54 +0000 https://www.datamanager.it/?p=227004 Affidabilità e agilità di business, Mauden punta alla modernizzazione del mainframe facilitando l’integrazione di sistemi e applicazioni con le nuove tecnologie Fondata a Milano, da 36 anni Mauden aiuta i clienti a comprendere l’evoluzione delle tecnologie e degli ambienti infrastrutturali. Ripercorrere le tappe della sua storia è un po’ come scorrere l’evoluzione del digitale in Italia. […]

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Affidabilità e agilità di business, Mauden punta alla modernizzazione del mainframe facilitando l’integrazione di sistemi e applicazioni con le nuove tecnologie

Fondata a Milano, da 36 anni Mauden aiuta i clienti a comprendere l’evoluzione delle tecnologie e degli ambienti infrastrutturali. Ripercorrere le tappe della sua storia è un po’ come scorrere l’evoluzione del digitale in Italia. A Daniele Gregoris, technology leader della LOB Legacy Modernization, abbiamo chiesto di spiegare il ruolo di Mauden (dal 2020, parte di Ricoh Italia) nella modernizzazione del mainframe. «Mauden assume un ruolo che potrebbe essere definito come una sorta di “intermediatore culturale” tra chi sviluppa gli applicativi e chi gestisce l’infrastruttura. Ed è proprio quello che facciamo nella LOB Legacy Modernization: andare a modernizzare e abilitare tutte le applicazioni legacy su ambiente mainframe verso le nuove tecnologie. Solitamente le esigenze di chi sviluppa e chi gestisce fanno fatica a “sposarsi” in quanto l’applicativo ha bisogno di andare in una certa direzione, mentre chi gestisce l’infrastruttura ha bisogno di controllo» – spiega Gregoris. «Oggi Mauden realizza soluzioni che comprendono e interpretano le necessità di entrambi gli interlocutori». Inoltre, in qualità di Platinum Partner, Mauden propone e utilizza soluzioni IBM, mantenendo la propria identità di System Integrator. «Oltre a sfruttare il nostro know-how riguardo al mondo IBM, siamo in grado di disegnare le migliori soluzioni per far interagire al meglio queste tecnologie con i sistemi interni alle aziende».

IL MITO DEL CLOUD IBRIDO

Le aziende richiedono sempre più l’utilizzo del cloud ibrido e, come consulente tecnologico, Mauden lo propone ai propri clienti come soluzione di punta. «Si riassume tutto nel concetto di data gravity» – spiega Gregoris. «Le aziende preferiscono avere le proprie applicazioni “vicine” ai dati. Portare al di fuori del data center le applicazioni fondamentali per il core dell’azienda è estremamente complicato. Grazie al cloud ibrido, la parte on-prem che rappresenta il cuore dell’azienda rimane quindi all’interno, mentre le applicazioni meno strategiche sono decentralizzate in cloud». Per aiutare le organizzazioni a ridurre i costi legati all’energia e all’impatto ambientale – «le nuove tecnologie come per esempio IBM LinuxONE sono un punto di riferimento per il settore, grazie a una piattaforma server sicura e ad alte prestazioni per i carichi di lavoro data-intensive» – spiega Gregoris. All’interno del data center sono inoltre necessarie tecnologie per utilizzare il cloud e al tempo stesso per gestire al meglio i dati. «Un esempio è il “Transparent cloud tiering”, tecnologia che consente di salvare i dati del mainframe o di spostarli direttamente nello storage cloud dall’hardware periferico (dischi) senza utilizzare risorse del mainframe stesso».


#journeytocloud Come modernizzare tutte le applicazioni legacy in ambiente mainframe con @mauden_
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MAINFRAME: NO TIME TO DIE

In un’epoca dominata dal cloud, il mainframe non ne vuole sapere di abbandonare la scena. La gestione di enormi volumi di dati e di utenti in contemporanea e una maggiore affidabilità, difficilmente raggiungibile da altre tecnologie, lo rendono ancora adesso indispensabile. «Al contrario di quanto si possa immaginare, sia da parte dei clienti che delle aziende tecnologiche, c’è un continuo investimento nel mondo del mainframe, che è considerato oggi più di ieri una tecnologia abilitante nella modernizzazione dei sistemi» – afferma Gregoris. «Si sta lavorando molto per colmare il gap di expertise, derivato dalle limitate risorse capaci di mettere mano al mondo mainframe». Adeguare il mainframe a un nuovo linguaggio, aprendolo a tecnologie più moderne, ha facilitato l’ingresso di nuove risorse “più giovani” in questo mondo. «Questo è quello che si è cercato di fare» – spiega Gregoris. «Aprire il mainframe a linguaggi più moderni e formare nuove risorse con skill adeguate. Anche Mauden stessa si è mossa in questa direzione, formando internamente i propri giovani, con un background di altri linguaggi e altre piattaforme, sui sistemi mainframe. Questo è stato facilitato anche dall’adozione degli stessi software e delle stesse applicazioni, per esempio in ambito DevOps, già utilizzate all’interno del mondo distribuito, e dalla capacità dei nuovi sistemi mainframe di interconnettersi con il cloud o altre piattaforme in maniera semplice, come IBM z/OS Connect, permettendo di far dialogare applicazioni interne o esterne ad esso in maniera totalmente trasparente». Per anni si è pensato che il mainframe fosse destinato a scomparire, soppiantato da soluzioni all’avanguardia; tuttavia proprio come in natura, il segreto della sua longevità è legato alla capacità di evolversi, garantendosi così ancora una lunga e proficua vita.

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Ricoh Italia completa l’acquisizione delle attività di Mauden https://www.datamanager.it/2020/01/ricoh-italia-completa-lacquisizione-delle-attivita-di-mauden/ Tue, 07 Jan 2020 15:56:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=194857 Ricoh Italia ha finalizzato l’acquisizione delle attività di Mauden annunciata lo scorso ottobre, rafforzando così la propria proposta a valore per la trasformazione digitale delle aziende Si è concluso il processo di acquisizione delle attività di Mauden da parte di Ricoh Italia, così come annunciato lo scorso 29 ottobre. Grazie a questa operazione, Ricoh Italia […]

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Ricoh Italia ha finalizzato l’acquisizione delle attività di Mauden annunciata lo scorso ottobre, rafforzando così la propria proposta a valore per la trasformazione digitale delle aziende

Si è concluso il processo di acquisizione delle attività di Mauden da parte di Ricoh Italia, così come annunciato lo scorso 29 ottobre. Grazie a questa operazione, Ricoh Italia è ora in grado di fornire servizi e soluzioni ancora più completi per guidare le aziende nella Digital Transformation.

Con un fatturato di 341 milioni di euro (marzo 2019), Ricoh Italia è una delle più importanti realtà italiane nell’ambito dell’Information Technology e dell’Office Printing. Grazie ad un portfolio completo di servizi e soluzioni, Ricoh Italia supporta lo sviluppo e la gestione di ambienti di lavoro che integrano aspetti come Collaboration, Mobile, Cloud e IoT, abilitando l’innovazione tecnologica a 360°.

Fondata nel 1987, con sedi a Milano e Roma, Mauden ha conseguito negli anni una crescita costante sviluppando competenze sempre più solide nell’implementazione di Infrastrutture IT di grandi dimensioni e di Data Center, puntando in maniera decisa su ambiti che stanno rivoluzionando il modo di lavorare come quello dell’Intelligenza Artificiale e dei Big Data. Le operations di Mauden rimangono separate. Davide Oriani, CEO di Ricoh Italia, assume anche il ruolo di Presidente di Mauden e Roberta Viglione, già CEO di Mauden, mantiene tale carica.

L’acquisizione prevede lo sviluppo di sinergie commerciali grazie alle quali Ricoh Italia e Mauden cresceranno ulteriormente nei mercati di riferimento, ponendosi sempre più come interlocutori di rilievo in grado di accompagnare le imprese nella trasformazione dell’’IT e nell’innovazione del workplace.

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Ricoh Italia acquisisce le attività di Mauden https://www.datamanager.it/2019/10/ricoh-italia-acquisisce-le-attivita-di-mauden/ Tue, 29 Oct 2019 14:34:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=192447 Questa operazione amplia la proposta a valore di Ricoh Italia per la trasformazione digitale Ricoh Italia acquisisce le attività di Mauden rafforzando ulteriormente la propria leadership nell’ambito della Digital Transformation. Con un fatturato di 341 milioni di euro (marzo 2019), Ricoh Italia è una delle più importanti realtà italiane nell’ambito dell’Information Technology e dell’Office Printing. […]

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Questa operazione amplia la proposta a valore di Ricoh Italia per la trasformazione digitale

Ricoh Italia acquisisce le attività di Mauden rafforzando ulteriormente la propria leadership nell’ambito della Digital Transformation. Con un fatturato di 341 milioni di euro (marzo 2019), Ricoh Italia è una delle più importanti realtà italiane nell’ambito dell’Information Technology e dell’Office Printing. Grazie ad un portfolio completo di servizi e soluzioni, Ricoh Italia supporta lo sviluppo e la gestione di ambienti di lavoro che integrano aspetti come Collaboration, Mobile, Cloud e IoT, abilitando l’innovazione tecnologica a 360°.

Fondata nel 1987, con sedi a Milano e Roma, Mauden ha conseguito negli anni una crescita costante sviluppando competenze sempre più solide nell’implementazione di Infrastrutture IT di grandi dimensioni e di Data Center e puntando in maniera decisa su ambiti che stanno rivoluzionando il modo di lavorare come quello dell’Intelligenza Artificiale e dei Big Data.

“Mediante questa acquisizione – commenta Davide Oriani, CEO di Ricoh Italia – possiamo offrire alle aziende soluzioni all’avanguardia e servizi ancora più completi. Grazie al know-how e alle conoscenze congiunte, continueremo a supportare i nostri clienti in modo ancora più efficace e a promuovere sul mercato un’innovazione ai massimi livelli che possa accompagnare le aziende verso nuovi orizzonti di produttività”. Con l’acquisizione, che sarà effettiva a partire da dicembre 2019, Ricoh Italia integra un fatturato di oltre 55 milioni di euro, circa 130 risorse con elevate competenze in ambito Data Center, Infrastrutture IT, Intelligenza Artificiale e Business Intelligence e un portfolio di clienti attivi che comprende aziende di rilievo a livello sia nazionale che internazionale.

Alberto Mariani, Senior Vice President, Office Service di Ricoh Europe, spiega: “Ricoh punta ad una crescita importante nel mercato dei servizi IT, con una proposta a valore che spazia dall’innovazione per il workplace alle più avanzate soluzioni per l’Hybrid Cloud. Questo avviene mediante una crescita organica e importanti acquisizioni di aziende leader sul mercato. L’integrazione delle attività di Mauden rafforza la nostra strategia di sviluppo, ponendoci sempre più come un operatore in grado di agire a livello globale, ma anche capace di tener conto della specificità dei differenti Paesi”.

Roberta Viglione, CEO di Mauden, afferma: “Siamo certi che la sinergia con Ricoh ci consentirà di giocare un ruolo da protagonista nella sempre più competitiva arena dell’IT ed è per questo che siamo orgogliosi di essere stati scelti. Ora guarderemo insieme al futuro per continuare ad essere un interlocutore di rilievo in grado di affiancare i CIO delle aziende in una trasformazione dell’IT che sia sicura e sostenibile”.

Le attuali operations di Mauden rimarranno separate e verranno sviluppate fin da subito sinergie commerciali volte a crescere ulteriormente nei mercati di riferimento. Davide Oriani assumerà il ruolo di Presidente di Mauden e Roberta Viglione manterrà la carica di CEO.  In questa operazione, Ricoh è stata assistita dagli Avvocati Gabriele Bernascone e Flavio Monfrini e dal loro team. Mauden è stata invece assistita dall’Avvocato Andrea Bosisio.

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Mauden apre la nuova era della customer experience https://www.datamanager.it/2017/06/mauden-apre-la-nuova-della-customer-experience/ Thu, 22 Jun 2017 12:04:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127329 Arriva la soluzione GETinTouch, che integra l’intelligenza cognitiva di IBM Watson all’interno di uno schermo interattivo touch per realizzare futuristiche campagne in-store Siamo oramai abituati a essere circondati da schermi touch sia nel mezzo della città che all’interno dei negozi. Li tocchiamo, interagiamo con loro per ottenere informazioni su una piazza, un monumento o per […]

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Arriva la soluzione GETinTouch, che integra l’intelligenza cognitiva di IBM Watson all’interno di uno schermo interattivo touch per realizzare futuristiche campagne in-store

Siamo oramai abituati a essere circondati da schermi touch sia nel mezzo della città che all’interno dei negozi. Li tocchiamo, interagiamo con loro per ottenere informazioni su una piazza, un monumento o per capire il percorso migliore con cui districarsi in un grande centro commerciale. Quello che cambia, grazie ad aziende come Mauden, è il grado di intelligenza che un display può ospitare, fino a diventare un sistema di interazione completo e avanzato.

In realtà, il digital signage classico non è dotato di capacità cognitive: risponde a un comando dell’utente per mostrare contenuti basici, oggettivi e non personalizzati. Mauden, system integrator da trent’anni pronto ad accogliere le nuove sfide dell’innovazione, già nel 2016 aveva abbracciato la tecnologia di IBM Watson per offrire esperienze di data platform ai propri clienti. La stessa Intelligenza Artificiale di Watson entra adesso negli schermi digitali interattivi, così da dar vita a quello che l’azienda ha definito Social & Cognitive Content Presenter. Di cosa si tratta

Digital Signage del futuro

Il progetto presentato presso Bou-Tek, location (che fa anche da laboratorio) fondata proprio da Mauden per mostrare le novità in ambito customer engagement, profilazione e analisi dei comportamenti, si chiama GETinTouch e promette di ridefinire le modalità con cui gli store fisici possono approcciare i visitatori, tramite un’omnicanalità che integri elementi di personalizzazione unici, derivanti da internet e dai social network. “Con GETinTouch – ci spiega Roberta Viglione, Presidente e CEO di Mauden – diamo un forte contributo alla costruzione di una nuova generazione di touch point, che aprono alla possibilità di adattare in tempo reale l’offerta al cliente, con il fine non solo di finalizzare l’acquisto ma anche di creare una futura relazione”.

Come funziona

Un display GETinTouch con tecnologia Watson è un sistema integrato che raccoglie e analizza dati di diversa natura, interpretandoli e reagendo in maniera predittiva. “Digital signage e intelligenza artificiale sono due tecnologie che vanno naturalmente d’accordo – ha sottolineato Gianni Schisano, Consigliere Delegato e Direttore Generale di Mauden – la necessità era quella di farle comunicare per arrivare a un obiettivo comune, nel nostro caso valorizzare il tempo speso da una persona in un negozio”. Il dialogo con il marchio di riferimento è reale e dilungato nel tempo, sia prima che dopo la visita nello store.

“In un regime di utilizzo vero e proprio, chiunque potrà essere seduto sul divano di casa e interagire con il chatbot dell’app di shopping preferita per cominciare a impostare la propria customer experience, collegando anche gli account social – ha affermato Pietro Pace, Project Manager di Mauden – una volta giunto al punto vendita, basterà avvicinarsi al totem per ottenere una serie di consigli sui prodotti già ricercati o su quelli suggeriti in base alla correlazione con i precedenti. Tutto ciò è reso possibile da un’analisi profonda dei comportamenti degli utenti sui social network, previa un’autorizzazione in fase di avvio delle applicazioni partner. Non vi è una profilazione automatica e invasiva, per intenderci”.

Il marketing di domani

Nonostante prenda sempre più piede il commercio online, l’esigenza di acquisto offline c’è sempre. Serve però rinnovare forme e contenuti per invogliare ancora una volta il pubblico. GETinTouch è di certo una delle strade perseguibili, un connubio vincente tra tradizione e modernità, una chiave di successo per il marketing del futuro.

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Mauden rivoluziona la gestione delle richieste IT in azienda https://www.datamanager.it/2017/03/mauden-rivoluziona-la-gestione-delle-richieste-it-azienda/ Wed, 29 Mar 2017 12:48:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=122016 L’innovativa web application MAART da oggi disponibile per automatizzare il workflow Mauden, system integrator con l’innovazione nel DNA, in prima linea nel supportare le aziende nella Digital Transformation in modo sicuro, unico e sostenibile, presenta MAART, innovativa web application che permette, ad ogni tipologia di impresa, di automatizzare la gestione delle richieste di assistenza al […]

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L’innovativa web application MAART da oggi disponibile per automatizzare il workflow

Mauden, system integrator con l’innovazione nel DNA, in prima linea nel supportare le aziende nella Digital Transformation in modo sicuro, unico e sostenibile, presenta MAART, innovativa web application che permette, ad ogni tipologia di impresa, di automatizzare la gestione delle richieste di assistenza al reparto Information Technology.

La crescente complessità delle infrastrutture IT in termini di dimensione e tecnologie rappresenta oggi un fattore critico per molte aziende e ciò si riflette anche nell’intensificarsi delle richieste di assistenza che gli IT Manager si trovano ogni giorno a gestire. Occorrono strumenti software evoluti, che permettano loro di soddisfare le richieste degli utenti per servizi e soluzioni, dalle configurazioni di rete a nuovi server virtuali, backup, riallineamento dati, all’ assistenza dedicata.

Mauden ha ideato per questo motivo un’innovativa piattaforma web-based che abilita i reparti IT a gestire in modo informatizzato le richieste, identificando ed attribuendo le priorità, associando specifici “workflow”, gestendo autorizzazioni e relativi requisiti e, nel complesso, organizzando i processi di gestione e fornitura dell’assistenza in modo da mascherare completamente all’utilizzatore finale la reale complessità dell’infrastruttura, di cui sta usufruendo.

Grazie a MAART gli specialisti dell’IT avranno la possibilità di ottimizzare la gestione del proprio tempo, potendosi dedicare ad attività prioritarie per il business della propria azienda, automatizzando una serie di attività ripetitive. La nuova soluzione Mauden ha l’ulteriore valore aggiunto di integrare la funzione di automatizzazione delle richieste a quella di gestione di tutti i relativi aspetti “amministrativi”, dettaglio che sta riscuotendo notevole apprezzamento da parte dei primi utilizzatori, oltre a permettere di monitorare costantemente l’intero processo, dal momento stesso della ricezione della richiesta.

“Con MAART intendiamo fornire ai nostri clienti un intermediatore culturale-informatico, tra le richieste tecniche all’infrastruttura e chi le gestisce” – spiega Giuseppe Bassani, Direttore Servizi di Mauden – Molto spesso chi sta dall’altro lato della richiesta, il cliente appunto, fruisce delle soluzioni al proprio problema direttamente sotto forma di applicativi, ma senza avere il reale sentore della complessità della richiesta avanzata. Mauden ha pensato ad uno strumento che potesse semplificare al massimo questo scambio, automatizzando l’intero processo. Colui che attiva la richiesta beneficia da oggi di un’interfaccia semplice da utilizzare ed intuitiva, che automaticamente facilita risposte perfettamente congruenti con tutte le informazioni necessarie, anche in termini di autenticazioni, sicurezza etc.

Oggi il mercato propone diverse soluzioni alle criticità di gestione delle richieste di tipo IT, ma nessuno di essi è in grado di automatizzare ogni singola attività e in questo risiede il valore aggiunto della nostra nuova soluzione. Allo stesso modo è indispensabile per gli specialisti dell’IT poter monitorare costantemente i workflow di ogni richiesta gestita – tema cruciale ad esempio per l’ambito delle nuove tecnologie quali “Big Data” e sistemi cognitive, che richiedono necessariamente servizi “cross ambiente” e su sistemi operativi differenti. Con MAART siamo certi di fornire una soluzione, perfettamente customizzata, a moltissimi pain point degli IT Manager. Ottimizzare il tempo destinato alla gestione di dati e sistemi grazie all’automatizzazione dei controlli, eliminare il “rischio errore umano”, ma anche poter consultare in qualunque momento lo storico delle richieste con relativi dati e generare report in tempo reale di ogni attività, sono solo alcuni dei benefici che siamo certi di fornire ai nostri clienti”.

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Mauden: Roberta Viglione riceve il Premio AIDDA “Imprenditrice dell’anno” https://www.datamanager.it/2016/11/mauden-roberta-viglione-riceve-premio-aidda-imprenditrice-dellanno/ Tue, 29 Nov 2016 13:54:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=114750 Anche quest’anno Aidda, Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda – Delegazione Liguria, ha scelto di premiare una professionista particolarmente rappresentativa per capacità e abilità nel campo dell’imprenditoria femminile. La premiata dell’edizione 2016 è Roberta Viglione, Presidente e Amministratore delegato di Mauden. Nata a Imperia nel 1961, dopo gli studi di architettura comincia il suo iter professionale nel settore dell’informatica, inizialmente come programmatrice in Liguria e in seguito […]

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Anche quest’anno Aidda, Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda – Delegazione Liguria, ha scelto di premiare una professionista particolarmente rappresentativa per capacità e abilità nel campo dell’imprenditoria femminile.

Roberta Viglione presidente e amministratore delegato
Roberta Viglione
presidente e amministratore delegato di Mauden

La premiata dell’edizione 2016 è Roberta Viglione, Presidente e Amministratore delegato di Mauden. Nata a Imperia nel 1961, dopo gli studi di architettura comincia il suo iter professionale nel settore dell’informatica, inizialmente come programmatrice in Liguria e in seguito come sistemista presso la società Sandoz e Hoffman Laroche a Basilea. Rientrata in Italia nel 1988 comincia a lavorare come commerciale in Csc Leasing und Finanzierung, società tedesca con attività di leasing di centri informatici. Nel 1989 passa in Mauden come sales account e successivamente come Consigliere Delegato. Assunta la carica di Amministratore Delegato nel 1994 diventa Presidente nel 2000 e dal 2003 è Socio Onorario di maggioranza.

“Siamo liete di premiare Roberta con la seguente motivazione: per il suo splendido curriculum che è di esempio e stimolo per tutte le imprenditrici che con intelligenza e stile sanno raggiungere  traguardi molto prestigiosi impersonando il pensiero stesso di Aidda.”

Alla cerimonia di premiazione, aperta dalla presidente di Aidda Liguria Riccarda Giordano, saranno presenti il presidente di Confindustria Imperia Alberto Alberti, il direttore di Confindustria Imperia Paolo Della Petra, la scrittrice Raffaella Ranise, ognuno dei quali racconterà qualcosa di piacevole e inedito su Roberta.

La premiata riceverà un foulard incorniciato creato da DAPHNÉ e raffigurante il garofano, simbolo adottato da AIDDA e che simboleggia il nostro territorio, dai colori caldi e solari e dal blu che ricorda inconfondibilmente il nostro mare. Un ringraziamento speciale alla Floricultura Paratta, che nell’occasione ripresenterà il famoso Garofano AIDDA, un ibrido realizzato appositamente negli anni ’70.

Aidda in Liguria rappresenta numerose aziende che operano nell’ambito della progettazione/design, della coltivazione di fiori, della ristorazione e ospitalità, della manifattura tessile, dell’impiantistica, della gioielleria, della comunicazione d’impresa, oltre a studi legali e commerciali di alto livello e a laboratori scientifici. Il fatturato annuo complessivo si aggira intorno ai 4 miliardi di euro: una realtà operativa importante, gestita da donne tenaci che hanno saputo far nascere e crescere le loro imprese, superando anche momenti faticosi e complessi.

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Mauden presenta: Technology Meets the Future https://www.datamanager.it/2016/11/mauden-presenta-technology-meets-the-future/ Thu, 17 Nov 2016 11:54:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113734 Il 22 novembre a Roma la seconda edizione dell’evento ideato in collaborazione con IBM per aprire le porte alla Cognitive Era Mauden presenta l’evento dedicato ad aggiornare e avvicinare aziende e operatori allo scenario dei sistemi cognitive e dell’intelligenza artificiale a servizio del business. Giunto alla seconda edizione, visto il successo dell’appuntamento dello scorso maggio, l’incontro […]

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Il 22 novembre a Roma la seconda edizione dell’evento ideato in collaborazione con IBM per aprire le porte alla Cognitive Era

Mauden presenta l’evento dedicato ad aggiornare e avvicinare aziende e operatori allo scenario dei sistemi cognitive e dell’intelligenza artificiale a servizio del business.

Giunto alla seconda edizione, visto il successo dell’appuntamento dello scorso maggio, l’incontro  organizzato insieme a IBM mira ad approfondire concretamente le potenti leve di business offerte dai dati e a mostrare alle aziende le più performanti soluzioni storage per la “Cognitive Era” e le soluzioni digitali sviluppate da Mauden con l’intelligenza artificiale.

Cesare D’Angelo, Direttore Digital di Mauden, racconta la visione e i progetti dell’azienda, che ha saputo cogliere le potenzialità dell’intelligenza artificiale al servizio del business precorrendo i tempi e anticipando il mercato, con innovative soluzioni customizzate: “Investiamo da tempo nello sviluppo di sistemi che applicano le logiche dell’intelligenza artificiale a diversi settori di mercato, dalla PA al retail, fino al Finance. Teniamo molto a eventi come il “Technology meets the future”, perché indispensabili momenti per incontrare le aziende a cui ci rivolgiamo aprendo loro le porte di un mondo nel quale stanno già operando e dando loro l’opportunità di sperimentarne e toccarne con mano tecnologie, strumenti e reali vantaggi a livello del proprio rispettivo business”.

Ospite di punta della serata sarà Jean-Michel Rodriguez, CTO IBM Client Center Montpellier e IBM Master Inventor, invitato da Mauden per raccontare in parole semplici come le aziende possono oggi intrecciare e analizzare l’enorme mole di dati generati ogni giorno dagli utenti finali su molteplici piattaforme e ricavarne concreto vantaggio competitivo.

Cesare D’Angelo spiegherà poi alle aziende come monetizzare i dati, analizzando il funzionamento dei sistemi cognitive applicati ai linguaggi naturali e dimostrerà, attraverso concreti esempi di applicazione già sviluppati da Mauden, come questi stessi sistemi possono davvero supportare le aziende in termini di aumento dell’engagement e, più in generale, incremento del business.

L’evento si svolgerà martedì 22 novembre presso l’Hotel Palazzo Montemartini di Roma alle ore 17,00. Per registrarsi gratuitamente accedere a questo link.

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Mauden presenta le soluzioni di intelligenza artificiale basate su IBM Watson https://www.datamanager.it/2016/11/mauden-presenta-le-soluzioni-intelligenza-artificiale-basate-ibm-watson/ Mon, 14 Nov 2016 08:30:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113352 Con l’innovazione digitale di EVO l’azienda anticipa il futuro supportando il Machine Learning Mauden è in prima linea nell’offrire soluzioni tecnologicamente avanzate, basate sul motore di intelligenza artificiale IBM Watson, che sfrutta le potenzialità del Machine Learning e dei sistemi cognitive a servizio delle aziende. Watson, che prende il nome dal primo Amministratore Delegato di […]

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Con l’innovazione digitale di EVO l’azienda anticipa il futuro supportando il Machine Learning

Mauden è in prima linea nell’offrire soluzioni tecnologicamente avanzate, basate sul motore di intelligenza artificiale IBM Watson, che sfrutta le potenzialità del Machine Learning e dei sistemi cognitive a servizio delle aziende.

Watson, che prende il nome dal primo Amministratore Delegato di IBM, è un super computer progettato per mettere l’Intelligenza Artificiale al servizio di applicazioni di business e esigenze della vita quotidiana delle persone. Mauden, uno dei principali business partner di IBM in Italia, ha compreso sin dall’inizio le infinite potenzialità di questo sistema di intelligenza artificiale, sviluppando soluzioni innovative, customizzate su svariati modelli di business e applicazioni, che vanno dalla fornitura di informazioni predittive in tempo reale sulla raccolta differenziata al meteo fino ai prezzi del carburante.

Cesare D’Angelo, Direttore Digital, racconta la visione di Mauden e spiega le enormi potenzialità dell’intelligenza artificiale al servizio delle aziende: “Siamo assolutamente convinti che il Machine Learning sia il sistema del futuro. Le informazioni cercate dai clienti e dalle persone in generale saranno sempre più mediate da sistemi intelligenti di questo tipo, che non sbagliano mai e forniscono sempre la risposta giusta al momento giusto. Siamo certi che, se addestrato correttamente, un sistema di Machine Learning possa realmente migliorare la vita e il lavoro delle persone”.

Sfruttando il Machine Learning, appunto, Mauden offre soluzioni estremamente avanzate, pronte all’uso, che vanno oltre l’analisi dei Big Data e che permettono all’utente finale di interagire con le macchine in maniera intuitiva e immediata, attraverso linguaggi già universalmente adottati, quali Facebook Messenger e Twitter, anche tramite le relative app per smartphone.

Aggiunge Cesare D’Angelo: “Al World of Watson 2016 di IBM a Las Vegas – cui siamo stati invitati a partecipare avendo accettato da tempo la sfida dell’intelligenza artificiale a servizio delle aziende – è emerso che a livello globale il trend di scaricare app è in discesa clamorosa. In media le persone scaricano 1 app al mese, al massimo. Va da sé che la nostra scelta di sviluppare sistemi basati su strumenti già familiari alle persone, che non richiedono dunque il download di una nuova app sullo smartphone, rappresenta un valore aggiunto agli occhi di un’azienda che si rivolga a noi in cerca di nuovi strumenti di engagement”.

Aggiunge Pietro Pace, Software Specialist Project Manager di Mauden: “Le nostre soluzioni pronte all’uso permettono interazioni davvero molto facili tra l’utente finale e l’azienda – o l’istituzione – e si basano su linguaggi naturali che pur non dando mai la sensazione di parlare con una macchina garantiscono sempre risposte semplici e certe, anche a quesiti complessi. Ad esempio, digitando un semplice hashtag su Twitter o una breve domanda sulla chat di Facebook, l’utente finale può ricevere in pochi secondi informazioni “intelligenti” sulle modalità di smaltimento delle diverse tipologie di rifiuti nella propria città (“Dove posso buttare il polistirolo?”), sulle previsioni meteo (“Che tempo farà nei prossimi tre giorni a Milano?”) o, ancora, sul prezzo del carburante nei dintorni (“Quanto costa la benzina nel distributore più vicino a me?”)…

Conclude Cesare D’Angelo: “Investiamo da tempo nello sviluppo di sistemi che applicano le logiche dell’intelligenza artificiale a diversi settori di mercato e per indirizzare molteplici esigenze, proprio perché siamo certi che questi possano davvero aiutare le aziende a fare il salto di qualità. Per questo abbiamo scommesso tanto in questo ambito e continuiamo a farlo, toccando i settori di mercato più vari, dalla PA al retail, fino al Finance”.

Alcune applicazioni di Intelligenza Artificiale sviluppate da Mauden

GETrid

ChatBot sviluppata per FB Messenger, che permette all’utente di digitare o registrare un audio messaggio con una semplice domanda sulla raccolta differenziata per ricevere istantaneamente risposte dettagliate su dove buttare che cosa e come. Funziona sia su Desktop che da app mobile.

GETMeteo

È sufficiente twittare l’hashtag #GETMeteoQui per essere automaticamente geolocalizzati e ricevere entro pochi secondi sulla stessa piattaforma le previsioni meteo dei prossimi tre giorni relative alla città in cui ci si trova. Funziona tramite l’app di Twitter attivando la localizzazione sul proprio smartphone.

GETCarburante

Twittando l’hashtag #GETBenzina o #GETDiesel l’utente riceve immediatamente informazioni circa il distributore più vicino e i prezzi del carburante. Funziona tramite l’app di Twitter attivando la localizzazione sul proprio smartphone.

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