Meta – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 26 Sep 2024 11:22:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Meta – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Svelato il futuro degli occhiali intelligenti: Meta Connect 2024 apre nuovi orizzonti https://www.datamanager.it/2024/09/svelato-il-futuro-degli-occhiali-intelligenti-meta-connect-2024-apre-nuovi-orizzonti/ Thu, 26 Sep 2024 11:22:35 +0000 https://www.datamanager.it/?p=239815 Meta Connect 2024 ha segnato un punto di svolta nell’evoluzione dei dispositivi indossabili e dell’intelligenza artificiale. L’evento, svoltosi il 25 settembre, ha offerto uno sguardo approfondito sulle ambiziose innovazioni di Meta, tra cui l’attesissimo prototipo degli occhiali olografici Orion e numerosi aggiornamenti per i popolari Ray-Ban smart. Con un approccio incentrato sull’accessibilità e l’integrazione nella […]

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Meta Connect 2024 ha segnato un punto di svolta nell’evoluzione dei dispositivi indossabili e dell’intelligenza artificiale. L’evento, svoltosi il 25 settembre, ha offerto uno sguardo approfondito sulle ambiziose innovazioni di Meta, tra cui l’attesissimo prototipo degli occhiali olografici Orion e numerosi aggiornamenti per i popolari Ray-Ban smart. Con un approccio incentrato sull’accessibilità e l’integrazione nella vita quotidiana, Mark Zuckerberg ha delineato una nuova era dell’informatica, plasmata dalle tecnologie di realtà aumentata (AR) e dall’intelligenza artificiale (AI).

Il Nuovo Visore Meta Quest 3S: Potenza e Convenienza

Tra le novità annunciate, spicca il lancio del Meta Quest 3S, un visore di realtà mista che rappresenta l’evoluzione della linea Quest. Questo dispositivo, basato sulla piattaforma Snapdragon XR2 Gen 2 di Qualcomm, offre le stesse caratteristiche di alta risoluzione e fusione tra mondo fisico e virtuale del suo predecessore, ma con un prezzo di partenza di soli 329,99 euro, rendendolo decisamente più accessibile.

I modelli disponibili includono opzioni con 128GB, 256GB e 512GB di memoria, con prezzi che arrivano a 549,99 euro. Gli utenti potranno usufruire di un’ampia gamma di esperienze su Meta Horizon OS, l’ambiente operativo del visore, che include app per l’intrattenimento, il fitness, il lavoro e i giochi, grazie anche alle partnership con aziende come Microsoft, che consentono l’integrazione con Windows 11.

Hyperscape: Spazi Fotorealistici nel Metaverso

Una delle funzionalità più interessanti introdotte con il Meta Quest 3S è Hyperscape. Questa tecnologia sfrutta lo Splatting gaussiano, una tecnica di rendering volumetrico in 3D, per creare spazi realistici visualizzabili sul visore. Zuckerberg ha sottolineato l’obiettivo di “portare gli spazi fotorealistici nel metaverso, consentendo un nuovo modo profondo di essere insieme in spazi che sembrano e danno la sensazione di essere fisicamente presenti”.

Collaborazioni Strategiche per un’Esperienza Immersiva

Le partnership di Meta con giganti tecnologici come Microsoft e Google hanno giocato un ruolo cruciale nell’arricchire l’esperienza offerta dal Meta Quest 3S. Grazie all’accordo con Microsoft, gli utenti potranno connettersi a qualsiasi computer che utilizzi Windows 11 e sfruttare il desktop remoto in realtà virtuale. D’altra parte, la collaborazione con Google ha portato a una funzionalità più “sociale”: mentre si è dentro il Metaverso con i propri amici, sarà possibile guardare insieme video su YouTube, come se ci si trovasse nella stessa stanza “reale”.

Orion: Il Prototipo di Occhiali AR più Avanzato al Mondo

Uno dei momenti clou dell’evento è stata la presentazione di Orion, il prototipo di occhiali olografici in realtà aumentata che Meta sta sviluppando da oltre un decennio. Questi occhiali rappresentano l’apice della tecnologia indossabile, unendo il design di un paio di occhiali normali con le capacità immersive della realtà aumentata.

Caratteristiche Tecniche Rivoluzionarie

Orion vanta un campo visivo di circa 70 gradi, il più ampio mai realizzato per un dispositivo AR di queste dimensioni. Questo è stato reso possibile grazie all’utilizzo di lenti in carburo di silicio, un materiale leggero con proprietà ottiche superiori rispetto al vetro tradizionale, insieme a guide d’onda con strutture tridimensionali su scala nanometrica che servono a diffondere la luce nei modi idonei a ottenere il campo visivo superiore possibile. Inoltre, i proiettori uLED contribuiscono a creare immagini nitide mantenendo al contempo un profilo sottile e leggero.

Interazione Intuitiva e Immersiva

L’interazione con Orion è stata progettata per essere intuitiva e discreta. Gli occhiali incorporano controlli vocali, tracciamento degli occhi e delle mani, in modo da offrire agli utenti molteplici modalità di input. Meta ha inoltre introdotto un braccialetto EMG (elettromiografico) come interfaccia complementare, permettendo agli utenti di interagire con il dispositivo in modo socialmente accettabile e privato.

L’Assistente AI di Meta: Un’Esperienza Senza Precedenti

Come metodo di interazione ulteriore, Orion integra l’assistente AI di Meta, in grado di comprendere il contesto visivo e fornire informazioni pertinenti. Gli utenti potranno effettuare videochiamate, inviare messaggi tramite WhatsApp e Messenger, e persino giocare a giochi AR condivisi con amici e familiari, il tutto senza dover estrarre lo smartphone dalla tasca.

Nonostante Orion non sia destinato al mercato consumer nell’immediato, rappresenta un importante banco di prova per le future generazioni di occhiali AR, un passo necessario per perfezionare la tecnologia, ottimizzare il design e sviluppare esperienze AR coinvolgenti prima del loro arrivo al grande pubblico.

Ray-Ban Meta: Nuove Funzionalità e Edizione Limitata

Mentre Meta continua a lavorare sul prototipo Orion, l’azienda non ha trascurato i suoi attuali prodotti indossabili. Zuckerberg ha infatti lanciato un’edizione limitata dei Ray-Ban smart, realizzati in collaborazione con Luxottica, e ha annunciato nuove funzionalità in grado di renderli ancora più attraenti per il pubblico.

Lenti Transitions e Montature Trasparenti

Una delle novità più interessanti per i Ray-Ban Meta è l’introduzione della gamma di lenti Transitions, che offre opzioni fotocromatiche adatte anche per ambienti chiusi. Inoltre, è stata presentata una nuova linea di montature trasparenti per il modello Wayfarer, ampliando le possibilità di stile per gli utenti.

Traduzione Simultanea e Integrazione con App di Terze Parti

Sul fronte software, gli occhiali Ray-Ban Meta si arricchiranno di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale. Tra queste, spicca la traduzione simultanea da una lingua all’altra, inizialmente disponibile solo per inglese e spagnolo, ma con l’obiettivo di espandersi ad altre lingue come l’italiano. Inoltre, gli occhiali si integreranno in maniera sostanziale con app di terze parti come Spotify, Audible e Shazam, consentendo agli utenti di accedere a una vasta gamma di contenuti.

Assistenza Visiva per Persone Non Vedenti o Ipovedenti

In un’ottica di inclusività, Meta ha collaborato con Be My Eyes per offrire assistenza visiva alle persone non vedenti o ipovedenti tramite volontari. Questa funzionalità, integrata nei Ray-Ban Meta, rappresenta un passo importante verso l’accessibilità tecnologica per tutti.

Meta AI: L’Intelligenza Artificiale al Servizio dell’Utente

L’intelligenza artificiale ha occupato un ruolo di primo piano durante l’evento Meta Connect 2024. Zuckerberg ha annunciato numerosi aggiornamenti che rendono Meta AI ancora più utile e naturale da utilizzare, offrendo agli utenti esperienze più intuitive e coinvolgenti.

Interazioni Vocali e Visive Avanzate

Una delle novità più significative è la capacità di Meta AI di “vedere e parlare”. L’assistente AI risponderà alle domande degli utenti tramite voce, offrendo interazioni più naturali su Messenger, WhatsApp, Facebook e Instagram. Inoltre, Meta AI sarà in grado di interpretare e rispondere a immagini condivise in chat, identificando oggetti e persino modificandoli su richiesta.

Doppiaggio Automatico e Sincronismo Labiale

Meta sta sperimentando nuove funzionalità nei Reel di Instagram, come il doppiaggio automatico dei video e il sincronismo labiale. Queste innovazioni consentiranno agli utenti di visualizzare i contenuti nella loro lingua preferita, facilitando la comprensione e l’accessibilità.

Strumenti di Editing Basati sull’AI

Meta sta ampliando i suoi strumenti di editing basati sull’intelligenza artificiale con nuove funzionalità che consentono agli utenti di interagire in modo avanzato con le immagini. Ora, grazie alla capacità di Meta AI di elaborare informazioni visive, è possibile porre domande relative alle immagini caricate, come chiedere di identificare un fiore o trovare una ricetta a partire da una foto di un piatto.

Inoltre, Meta sta espandendo le funzionalità Imagine, permettendo agli utenti di generare selfie personalizzati da condividere nei post e nelle Storie su Facebook e Instagram, con Meta AI che suggerisce automaticamente didascalie adeguate. Anche le chat su Messenger e Instagram si arricchiranno con temi generati dall’AI, che permettono di creare atmosfere personalizzate per ogni conversazione.

Contenuti Generati dall’AI nei Feed Social

Un’altra novità interessante è l’introduzione di contenuti generati dall’AI nei feed di Facebook e Instagram. Gli utenti potranno modificare le immagini o crearne di nuove in tempo reale, basate sui propri interessi o integrate con i loro selfie, rendendoli protagonisti delle loro storie.

Llama 3.2: Il Primo Modello AI Visivo di Meta

Per supportare queste funzionalità avanzate, Meta ha rilasciato Llama 3.2, il primo modello AI visivo della società, capace di comprendere sia input testuali che visivi. Questo modello è disponibile per il download su llama.com e Hugging Face, ed è ottimizzato per funzionare anche su dispositivi come smartphone o occhiali. Per aggiungere il supporto delle immagini a Llama, Meta ha addestrato una serie di parametri adattivi che si integrano con i modelli esistenti di sola elaborazione testo, creando modelli da 11B e 90B parametri in grado di riconoscere anche le immagini.

L’Impegno di Meta per un’AI Open Source

Durante l’evento, Zuckerberg ha sottolineato che Meta rimane impegnata nello sviluppo di un’intelligenza artificiale open source, ritenendola la strada migliore per garantire accessibilità e innovazione continua. Questa filosofia si riflette nell’approccio di Meta verso l’AI, con l’azienda che mira a rendere la tecnologia sempre più inclusiva e democratica.

Un Futuro Connesso e Accessibile al Meta Connect 2024

L’evento Meta Connect 2024 ha rappresentato un’importante pietra miliare nella visione di Zuckerberg di un mondo in cui la tecnologia si fonde con la vita quotidiana, offrendo nuove opportunità per esplorare e interagire con il mondo fisico e digitale in modi che fino a pochi anni fa sembravano impossibili. Con l’introduzione di dispositivi rivoluzionari come Orion e l’integrazione sempre più profonda dell’intelligenza artificiale, Meta sta tracciando la strada verso un futuro in cui la connessione umana e l’accessibilità saranno al centro dell’esperienza digitale.

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Meta e Google vogliono stringere accordi sull’IA con gli studi di Hollywood https://www.datamanager.it/2024/05/meta-e-google-vogliono-stringere-accordi-sullia-con-gli-studi-di-hollywood/ Fri, 31 May 2024 09:11:13 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237819 Sul piatto “milioni di dollari” per addestrare gli algoritmi su video e film Secondo un nuovo rapporto di Bloomberg, Meta e Google stanno offrendo agli studi di Hollywood milioni di dollari con la speranza di concludere accordi di licenza che potrebbero migliorare i loro modelli per i video generati dall’intelligenza artificiale. Stando a quanto riferito, […]

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Sul piatto “milioni di dollari” per addestrare gli algoritmi su video e film

Secondo un nuovo rapporto di Bloomberg, Meta e Google stanno offrendo agli studi di Hollywood milioni di dollari con la speranza di concludere accordi di licenza che potrebbero migliorare i loro modelli per i video generati dall’intelligenza artificiale. Stando a quanto riferito, le società hanno messo sul piatto “decine di milioni di dollari”, anche se non è chiaro cosa verrà fuori dai colloqui. Alcune come Netflix e Disney “non sono disposte a concedere in licenza i loro contenuti” ma hanno “espresso interesse per altri tipi di collaborazioni”. Warner Brothers Discovery ha indicato “la volontà di concedere in licenza alcuni dei suoi programmi”. Le aziende, a quanto pare, sperano che tali accordi aiutino a far avanzare i loro strumenti di generazione video. Google ha recentemente presentato un modello text-to-video, chiamato Veo, e ha contattato Donald Glover per promuoverne le capacità. Meta vorrebbe cavalcare il trend dei video generati dall’intelligenza artificiale anche se al momento non ha rilasciato alcuna piattaforma dedicata. 

C’è stata una sorta di corsa agli armamenti tra le aziende di intelligenza artificiale per stringere accordi di licenza con le società di media. OpenAI e NewsCorp hanno annunciato la scorsa settimana un accordo pluriennale per portare contenuti di notizie su ChatGPT. La stessa Meta sta valutando la possibilità di pagare gli editori per accedere a “notizie, foto e contenuti video” per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale. Ma, come sottolinea Bloomberg, gli studios di Hollywood potrebbero avere qualche riserva su tali accordi. Sebbene gli strumenti di editing basati sull’intelligenza artificiale possano essere interessanti, nel settore dell’intrattenimento c’è una diffusa preoccupazione su come le società di intelligenza artificiale potrebbero utilizzare il loro lavoro creativo. Una tensione amplificata dal “caso” Scarlett Johansson. L’attrice ha accusato OpenAI di copiare la sua voce per il suo assistente “Sky” in ChatGPT dopo aver rifiutato di collaborare con l’azienda stessa. OpenAI ha negato le affermazioni nonostante la conferma della volontà di eliminare l’opzione dalle voci disponibili.

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L’Oversight Board di Meta inizierà a valutare anche i reclami su Threads https://www.datamanager.it/2024/05/loversight-board-di-meta-iniziera-a-valutare-anche-i-reclami-su-threads/ Thu, 23 May 2024 08:40:28 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237640 Un utente giapponese del nuovo social ha dato il via al primo caso gestito dall’Osservatorio indipendente L’Osservatorio di Meta, un organo indipendente che valuta e analizza le funzionalità dei social del gruppo, comincerà a lavorare anche su Threads. Il tean ha accettato il suo primo caso riguardante un post su Threads riguardante contenuti politici. Il […]

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Un utente giapponese del nuovo social ha dato il via al primo caso gestito dall’Osservatorio indipendente

L’Osservatorio di Meta, un organo indipendente che valuta e analizza le funzionalità dei social del gruppo, comincerà a lavorare anche su Threads. Il tean ha accettato il suo primo caso riguardante un post su Threads riguardante contenuti politici. Il consiglio, che ha iniziato a raccogliere appelli da parte degli utenti all’inizio di quest’anno, ha annunciato il suo primo caso che coinvolge la nuova app di Meta. Il tutto nasce da un post di un utente giapponese che rispondeva a uno screenshot di un articolo di notizie sul primo ministro Fumio Kishida e sulle accuse di evasione fiscale. La risposta, secondo il consiglio, includeva “diversi hashtag che utilizzavano la frase drop dead”. I moderatori dei contenuti di Meta hanno rimosso il post, citando le regole dell’azienda contro l’incitamento alla violenza. Ma dopo che l’utente si è rivolto all’Organismo di Vigilanza e ha ottenuto l’accettazione del caso, Meta ha invertito la rotta, affermando che il post non violava le sue regole. Tutto ciò può sembrare un caso abbastanza tipico per il consiglio, che esamina regolarmente le decisioni di moderazione dei contenuti di Meta e spinge la società di social media a cambiare strada. Ma è la prima volta che il gruppo applica lo stesso processo a Threads. 

Il consiglio ha suggerito che utilizzerà il caso per valutare la controversa decisione della società di smettere di mostrare contenuti politici nelle sue raccomandazioni algoritmiche su Threads e Instagram. “Il Consiglio ha selezionato questo caso per esaminare le politiche di moderazione dei contenuti di Meta e le pratiche di applicazione dei contenuti politici” ha scritto l’Organismo di vigilanza in una nota. “Ciò è particolarmente importante, nel contesto della decisione di Meta di non raccomandare in modo proattivo contenuti del genere”. Passeranno probabilmente diversi mesi prima di vedere la decisione dell’Oversight Board effettivamente tradursi in eventuali cambiamenti. Nel frattempo, il consiglio chiede commenti pubblici su “come la scelta di Meta di non raccomandare contenuti politici sui thread e sui newsfeed di Instagram, o sulle pagine non seguite dagli utenti, influisce sull’accesso alle informazioni anche rispetto all’opinione pubblica”.

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Mettere una fotocamera negli auricolari, il prossimo pazzo progetto di Meta https://www.datamanager.it/2024/05/mettere-una-fotocamera-negli-auricolari-il-prossimo-pazzo-progetto-di-meta/ Wed, 22 May 2024 08:51:39 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237599 Zuckerberg vuole puntare fortemente sull’IA portandola un po’ ovunque Non è un segreto che Meta sia ansiosa di dimostrarsi un’azienda focalizzata sull’intelligenza artificiale e per questo potrebbe prendere in considerazione un nuovo progetto hardware atta a portarla ancora più verso tale obiettivo. Secondo un nuovo rapporto pubblicato su The Information, l’azienda è nelle prime fasi […]

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Zuckerberg vuole puntare fortemente sull’IA portandola un po’ ovunque

Non è un segreto che Meta sia ansiosa di dimostrarsi un’azienda focalizzata sull’intelligenza artificiale e per questo potrebbe prendere in considerazione un nuovo progetto hardware atta a portarla ancora più verso tale obiettivo. Secondo un nuovo rapporto pubblicato su The Information, l’azienda è nelle prime fasi di “esplorazione” di progetti per cuffie con dentro un assistente IA. La società li chiamerebbe “Camerabuds”, perché le cuffie o gli auricolari (la società sta considerando entrambi i modelli) avrebbero due fotocamere rivolte verso l’esterno in grado di rilevare l’ambiente circostante di chi li indossa e alimentare funzionalità di intelligenza artificiale in tempo reale. In questo senso, sembra molto simile alla funzione che Meta ha portato a bordo degli ultimi Ray-Ban Stories, almeno negli Usa, con la ricerca multimodale.

Per la fonte, Mark Zuckerberg ha “visto diversi possibili progetti per il dispositivo” ma finora non è stato “soddisfatto” di nessuno. Internamente sembra vi siano anche preoccupazioni di natura ingegneristica, come problemi relativi alla durata della batteria e al calore, nonché la miriade di dubbi di privacy associati ai dispositivi indossabili abilitati con fotocamere. Stando a The Information, le persone con i capelli lunghi potrebbero rappresentare una potenziale sfida poiché le ciocche bloccherebbero la visuale delle telecamere. Come sottolinea il sito, Meta ha una storia piuttosto misto quando si tratta di progetti hardware. Ha eliminato la sua gamma di altoparlanti intelligenti, chiamata Portal, nel 2022, così come uno smartwatch con fotocamera. Ma la versione più recente degli occhiali intelligenti a marchio Ray-Ban, dotati di Meta AI, è stata accolta in modo più positivo. L’azienda non ha rivelato quante paia ha venduto, ma Zuckerberg ha detto che c’è stata “una domanda elevata” e che gli occhiali hanno visto un coinvolgimento migliore e più duraturo rispetto agli occhiali di prima generazione.

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Meta porta più IA a bordo degli ultimi Ray-Ban https://www.datamanager.it/2024/05/meta-porta-piu-ia-a-bordo-degli-ultimi-ray-ban/ Fri, 03 May 2024 12:41:40 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237062 Negli Usa e Canada è possibile utilizzare l’IA multimodale per “leggere” il mondo Il sogno degli smart glass non è mai morto, ma non si è nemmeno mai realizzato. Con i suoi occhiali intelligenti Ray-Ban, però, Meta sembra aver concretizzato molte aspettative, portando a bordo degli oggetti nuove funzionalità di IA, insieme a videochiamate e […]

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Negli Usa e Canada è possibile utilizzare l’IA multimodale per “leggere” il mondo

Il sogno degli smart glass non è mai morto, ma non si è nemmeno mai realizzato. Con i suoi occhiali intelligenti Ray-Ban, però, Meta sembra aver concretizzato molte aspettative, portando a bordo degli oggetti nuove funzionalità di IA, insieme a videochiamate e altro ancora. Gli occhiali di seconda generazione, realizzati con il supporto essenziale di EssilorLuxottica, sono stati lanciati lo scorso anno, con un focus su una fotocamera integrata, nonché microfoni e altoparlanti a conduzione ossea. Non c’è un display integrato, ma un aggiornamento estende le funzionalità del modello. Con un certo stile di sinergia con i propri prodotti, Meta permetterà di utilizzare la fotocamera dei Ray-Ban belle videochiamate su WhatsApp e Messenger. Una novità che verrà implementata “gradualmente”, utile a condividere il punto di vista dell’utente. Oltre a ciò, la fotocamera può essere utilizzata anche per l’intelligenza artificiale multimodale. In altre parole, si potrà chiedere a Meta AI cosa si vede intorno, conoscendo di più dal contesto circostante. L’upgrade è disponibile in versione beta per gli utenti negli Stati Uniti e in Canada.

Ma non è finita: Meta ha aggiunto l’integrazione di Apple Music così da ampliare le opportunità di streaming musicale senza mani. Se finora era possibile far partire una playlist di Spotify semplicemente chiedendolo alle lenti, con tutto il resto che doveva passare dal Bluetooth via smartphone, adesso l’IoT supporta anche Apple Music e relativo abbonamento. Infine, gli occhiali Meta Ray-Ban si rinnovano anche nel telaio, a dimostrazione che un nuovo modello potrebbe non essere così vicino nel tempo. Arriva il modello “Skyler” e una nuova opzione con ponte basso per lo stile Headliner . Questi nuovi modelli sono disponibili per il pre-ordine anche in Italia. 

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Meta permetterà alla concorrenza di creare visori su Quest OS https://www.datamanager.it/2024/04/meta-permettera-alla-concorrenza-di-creare-visori-su-quest-os/ Fri, 26 Apr 2024 14:03:47 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236864 L’azienda ha aperto la piattaforma alle terze parti, una mossa per incentivare il metaverso Con una mossa importante per il settore della realtà mista, Meta ha annunciato che aprirà il sistema operativo di Quest a società terze, consentendo loro di costruire i propri visori sulla piattaforma. In questo modo, l’ecosistema di Quest si sposta da […]

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L’azienda ha aperto la piattaforma alle terze parti, una mossa per incentivare il metaverso

Con una mossa importante per il settore della realtà mista, Meta ha annunciato che aprirà il sistema operativo di Quest a società terze, consentendo loro di costruire i propri visori sulla piattaforma. In questo modo, l’ecosistema di Quest si sposta da un modello Apple, in cui un’azienda costruisce sia l’hardware che il software, a un hardware più accessibile a tutti come Android. Il sistema operativo Quest è stato rinominato “Meta Horizon OS” e già aziende come il marchio Republic of Gamers (ROG) di ASUS stanno lavorando su nuovi visori capaci di raggiungere “performance gaming”. Dal canto suo, Lenovo si concentrerà su dispositivi per “produttività, apprendimento e intrattenimento”. Come parte della notizia, Meta afferma che sta anche lavorando su un headset Quest “ispirato” alla Xbox, in edizione limitata. Del resto, Microsoft e Meta hanno lavorato insieme di recente per portare il cloud gaming Xbox su Quest.

Inoltre, nel tentativo di portare più contenuti nell’ecosistema Horizon, il software sviluppato tramite Quest App Lab sarà presente nell’Horizon Store. L’azienda sta inoltre sviluppando un nuovo framework spaziale per consentire agli sviluppatori mobili di creare app di realtà mista. “La realtà mista sta trasformando il modo in cui le persone si interfacciano con i computer, integrando esperienze digitali e spazi fisici per raggiungere nuovi livelli di produttività, apprendimento e gioco” ha affermato in una nota il presidente e CEO di Lenovo, Yuanqing Yang. “Partendo dalla nostra partnership di successo, Lenovo sta unendo Meta Horizon OS con la leadership e innovazione nel personal computing per accelerare l’adozione di nuovi scenari utente nella realtà mista come schermi virtuali, presenza remota, consumo di contenuti e formazione immersiva”.

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Il comitato di vigilanza di Meta si pronuncerà sulle immagini vietate generate dall’IA https://www.datamanager.it/2024/04/il-comitato-di-vigilanza-di-meta-si-pronuncera-sulle-immagini-vietate-generate-dallia/ Fri, 19 Apr 2024 08:50:02 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236644 In due casi, uno negli Usa e l’altro in India, sono state utilizzate metriche differenti per agire contro i deepfake Il comitato di vigilanza di Meta si sta facendo carico ancora una volta delle regole del social network per i contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Il consiglio ha accettato due casi che riguardano immagini esplicite di […]

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In due casi, uno negli Usa e l’altro in India, sono state utilizzate metriche differenti per agire contro i deepfake

Il comitato di vigilanza di Meta si sta facendo carico ancora una volta delle regole del social network per i contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Il consiglio ha accettato due casi che riguardano immagini esplicite di personaggi pubblici realizzate dall’intelligenza artificiale. Sebbene le regole di Meta proibiscano già la nudità su Facebook e Instagram, il consiglio ha dichiarato di voler verificare se “le politiche di Meta e le sue pratiche di applicazione sono efficaci nel contrastare le immagini esplicite generate dall’intelligenza artificiale”. A volte definite “deepfake porno”, le immagini di celebrità femminili, politici e altri personaggi pubblici sono diventate una forma sempre più importante di molestie online e hanno attirato un’ondata di proposte di regolamentazione. Con i due casi, l’Organismo di Vigilanza potrebbe spingere Meta ad adottare nuove regole per affrontare tali molestie sulla sua piattaforma. L’Osservatorio ha affermato che non nominerà le due figure pubbliche al centro di ciascun caso nel tentativo di evitare ulteriori molestie, sebbene abbia descritto le circostanze attorno a ciascun post. Un caso riguarda un contenuto su Instagram che mostra un’immagine generata dall’intelligenza artificiale di una donna indiana nuda, pubblicata da un account che “condivide solo immagini di donne indiane generate dall’intelligenza artificiale”. Il post è stato segnalato a Meta ma la segnalazione è stata chiusa dopo 48 ore perché non revisionata. Lo stesso utente ha presentato ricorso contro tale decisione, ma anche il ricorso è stato archiviato e mai rivisto. Meta alla fine ha rimosso il post dopo che l’utente ha presentato ricorso all’Organismo di Vigilanza e il comitato ha accettato di occuparsi del caso. 

Il secondo riguardava un post su Facebook in un gruppo dedicato all’arte dell’intelligenza artificiale. Il post in questione mostrava “un’immagine generata dall’intelligenza artificiale di una donna nuda con un uomo che le palpava il seno”. La donna avrebbe dovuto somigliare a “un personaggio pubblico americano” il cui nome figurava anche nella didascalia del post. Il contenuto è stato rimosso automaticamente perché già segnalato. L’utente ha presentato ricorso all’Organismo di Vigilanza, che ha accettato di esaminare il caso. In una dichiarazione, la copresidente del comitato di sorveglianza Helle Thorning-Schmidt ha affermato che il consiglio ha esaminato i due casi provenienti da paesi diversi al fine di valutare le potenziali disparità nel modo in cui vengono applicate le politiche di Meta. “Sappiamo che Meta è più rapido ed efficace nel moderare i contenuti in alcuni mercati e lingue rispetto ad altri”, ha affermato Thorning-Schmidt. “Prendendo un caso dagli Stati Uniti e uno dall’India, vogliamo verificare se Meta sta proteggendo tutte le donne a livello globale in modo equo”. L’Osservatorio chiede commenti pubblici per le prossime due settimane e pubblicherà la sua decisione nelle prossime settimane, insieme alle raccomandazioni politiche per Meta. Un processo simile che coinvolge un video modificato in modo fuorviante di Joe Biden ha recentemente portato Meta ad accettare di etichettare più contenuti generati dall’intelligenza artificiale sulla sua piattaforma.

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Meta svela un nuovo chip IA personalizzato https://www.datamanager.it/2024/04/meta-svela-un-nuovo-chip-ia-personalizzato/ Tue, 16 Apr 2024 13:33:10 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236501 MTIA è la nuova generazione di hardware che potrebbe rendere indipendente l’azienda da chip di terze parti Meta è determinata a primeggiare nel campo dell’intelligenza artificiale. Per farlo, ha deciso di investire nell’hardware. Il Meta Training and Inference Accelerator (MTIA) è un chip di “prossima generazione”, successore del MTIA v1 dello scorso anno, che esegue […]

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MTIA è la nuova generazione di hardware che potrebbe rendere indipendente l’azienda da chip di terze parti

Meta è determinata a primeggiare nel campo dell’intelligenza artificiale. Per farlo, ha deciso di investire nell’hardware. Il Meta Training and Inference Accelerator (MTIA) è un chip di “prossima generazione”, successore del MTIA v1 dello scorso anno, che esegue modelli su un processo a 5 nm. È dotato di più core di elaborazione rispetto al suo predecessore e, sebbene consumi più energia – 90 W contro 25 W, vanta anche più memoria interna (128 MB contro 64 MB) e funziona a una velocità di clock media più elevata (1,35 GHz rispetto a 800 MHz). Meta afferma che il MTIA è attivo in 16 delle sue regioni di data center e offre prestazioni complessivamente migliori fino a 3 volte rispetto a MTIA v1. Meta ha dichiarato spontaneamente che la cifra deriva dal test delle prestazioni di “quattro modelli chiave” su entrambi i chip. 

“Poiché controlliamo l’intero stack, possiamo ottenere una maggiore efficienza rispetto alle GPU disponibili in commercio”, scrive Meta in un post sul blog condiviso con TechCrunch. La presentazione dell’hardware di Meta – che avviene appena 24 ore dopo una conferenza stampa sulle varie iniziative di intelligenza artificiale generativa in corso dell’azienda – è insolita per diversi motivi. Innanzitutto, Meta rivela nel post sul blog che al momento non sta utilizzando il MTIA di nuova generazione per carichi di lavoro di formazione sull’intelligenza artificiale generativa, sebbene la società sottolinei di avere “diversi programmi in corso” che esplorano questo aspetto. In secondo luogo, Meta ammette che il MTIA 2 non sostituirà le GPU per i modelli esistenti, ma invece li integrerà.

Leggendo tra le righe, Meta si muove lentamente, forse più lentamente di quanto vorrebbe. I team di intelligenza artificiale del colosso sono quasi certamente sotto pressione per ridurre i costi. L’azienda prevede di spendere circa 18 miliardi di dollari entro la fine del 2024 in GPU per l’addestramento e l’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale generativa e, con costi di formazione per modelli generativi all’avanguardia che ammontano a decine di milioni di dollari, l’hardware interno presenta un alternativa attraente. E mentre l’hardware di Meta rallenta, i rivali stanno avanzando. Google ha già reso disponibile il suo chip personalizzato di quinta generazione per l’addestramento dei modelli AI, TPU v5p, e ha rivelato il suo primo processore dedicato per i modelli in esecuzione, Axion. Amazon ha al suo attivo diverse famiglie di chip IA personalizzate e l’anno scorso Microsoft si è lanciata nella mischia con l’acceleratore AI Azure Maia e la CPU Azure Cobalt 100. Nel post sul blog, Meta afferma che ci sono voluti meno di nove mesi per “passare dal primo esperimento ai modelli di produzione” del MTIA di prossima generazione, anche se ha molto da fare se spera di raggiungere una certa indipendenza dalle GPU di terze parti e di eguagliare la sua forte concorrenza.

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Meta, critiche per la gestione dei post contro la comunità LGBTQ https://www.datamanager.it/2024/04/meta-critiche-per-la-gestione-dei-post-contro-la-comunita-lgbtq/ Fri, 05 Apr 2024 09:00:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236253 Un gruppo di difesa americano pubblica un report sulle continue violazioni delle regole da parte degli utenti  Meta non riesce a far rispettare le proprie regole contro l’incitamento all’odio contro i trans sulla sua piattaforma. Lo afferma un nuovo rapporto di GLAAD, gruppo di difesa LGBTQ che ha scoperto come “i contenuti estremi di odio […]

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Un gruppo di difesa americano pubblica un report sulle continue violazioni delle regole da parte degli utenti 

Meta non riesce a far rispettare le proprie regole contro l’incitamento all’odio contro i trans sulla sua piattaforma. Lo afferma un nuovo rapporto di GLAAD, gruppo di difesa LGBTQ che ha scoperto come “i contenuti estremi di odio anti-trans rimangono diffusi su Instagram, Facebook e Threads”. Il rapporto documenta dozzine di esempi di incitamento all’odio da parte delle app di Meta, che secondo GLAAD sono stati segnalati all’azienda tra giugno 2023 e marzo 2024. Ma sebbene i post sembrassero essere chiare violazioni delle politiche dell’azienda “ha risposto che i post non erano lesivi e quindi non ha intrapreso alcuna azione nei loro confronti”. I contenuti segnalati includevano post con insulti anti-trans, linguaggio violento e promozioni per la terapia di conversione, tutti vietati dalle regole di Meta. 

GLAAD rileva inoltre che alcuni dei post segnalati provenivano da account influenti con un vasto pubblico su Facebook e Instagram. L’organizzazione ha anche condiviso due esempi di post di Threads, la più recente app di Meta in cui l’azienda ha cercato di reprimere contenuti “politici” e altri argomenti “potenzialmente sensibili”. “Il continuo fallimento dell’azienda nel far rispettare le proprie politiche contro l’odio LGBTQ, e in particolare contro l’odio trans, è semplicemente inaccettabile”, ha affermato in una nota l’amministratore delegato e presidente di GLAAD, Sarah Kate Ellis. Meta non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. Ma il rapporto di GLAAD non è il primo che poggia su fatti che riguardano critiche per la gestione dei contenuti destinati alla comunità LGBTQ. L’anno scorso l’Organismo di Vigilanza indipendente dei social, Oversight Board, ha esortato Meta a “migliorare l’accuratezza della sua applicazione dell’incitamento all’odio nei confronti della comunità LGBTQIA+”.

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Meta spinge sul fediverso a partire dal social Threads https://www.datamanager.it/2024/03/meta-spinge-sul-fediverso-a-partire-dal-social-threads/ Wed, 27 Mar 2024 15:01:31 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236016 Grazie al protocollo ActivityPub gli utenti potranno interagire con altri social, come Mastodon Threads sta arrivando nel fediverso, qualsiasi cosa voglia dire. Durante la conferenza FediForum, Peter Cottle di Meta ha mostrato una breve demo di come gli utenti potranno collegare i propri account e post nei social che saranno interoperabili. L’integrazione consentirà di connettere, […]

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Grazie al protocollo ActivityPub gli utenti potranno interagire con altri social, come Mastodon

Threads sta arrivando nel fediverso, qualsiasi cosa voglia dire. Durante la conferenza FediForum, Peter Cottle di Meta ha mostrato una breve demo di come gli utenti potranno collegare i propri account e post nei social che saranno interoperabili. L’integrazione consentirà di connettere, almeno inizialmente, le piattaforme tramite Threads, per raggiungere più segmenti di pubblico contemporaneamente. Meta è solo una delle tante piattaforme che mirano ad unirsi al fediverso, un gruppo di social network decentralizzati che mirano a diventare interoperabili tra loro. All’interno di Threads ci sarà un’opzione chiamata “condivisione fediverse”. 

Una volta abilitata la condivisione si potranno pubblicare post su altri servizi che interagiscono tramite ActivityPub. Cottle afferma che Threads “aspetterà cinque minuti” prima di inviare post nel fediverso, durante i quali gli utenti avranno la possibilità di modificare o eliminare i propri post. Se un utente di Threads ha abilitato la condivisione di Fediverse, i suoi profili visualizzeranno un’icona a forma di “pillola” su cui gli altri utenti potranno fare clic per copiare i propri nomi utente. Threads ha iniziato a testare un’integrazione con ActivityPub lo scorso anno e Mosseri ha suggerito lo scorso dicembre che i piani di Threads per il fediverso potrebbero richiedere “quasi un anno” per essere realizzati. All’inizio di questo mese, Threads ha dato a Evan Prodromou, uno dei creatori del protocollo ActivityPub, la possibilità di pubblicare sia su Threads che su Mastodon. Proprio Threads consentirà agli utenti di seguire account fediverse non di Threads e ai creatori di contenuti di trasferire i propri follower su un’altra piattaforma.

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