Michael Dell – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Oct 2018 09:22:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Michael Dell – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 DellWorld 2015, menù sempre più ricco https://www.datamanager.it/2015/10/dellworld-2015-menu-sempre-piu-ricco/ Thu, 22 Oct 2015 09:18:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=86562 A pochi giorni dall’acquisizione di Emc, la quinta edizione dell’evento mondiale di Dell si caratterizza per numerosi annunci praticamente su tutti gli ambiti di attività, con le maggiori novità nell’ambito del cloud ibrido, in partnership con Microsoft, e dell’Internet of Things Austin, Texas – Agilità, flessibilità e velocità. Per Michael Dell sono questi i tre […]

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A pochi giorni dall’acquisizione di Emc, la quinta edizione dell’evento mondiale di Dell si caratterizza per numerosi annunci praticamente su tutti gli ambiti di attività, con le maggiori novità nell’ambito del cloud ibrido, in partnership con Microsoft, e dell’Internet of Things

Austin, Texas – Agilità, flessibilità e velocità. Per Michael Dell sono questi i tre elementi chiave per essere “future ready”, che è poi il leitmotiv dell’edizione 2015 di DellWorld, la kermesse della società in corso a Austin, capitale del Texas nonché città di origine di Dell. Un tema, quello del “future ready” declinato in molti modi durante l’evento, tra i quali anche la presenza di un esemplare originale dell’auto impiegata in “Ritorno al Futuro”, nota saga cinematografica degli anni 80, ambientata nella data chiave del 21 ottobre 2015, giornata clou dell’evento Dell dei giorni nostri.

Un nuovo colosso da 80 miliardi di dollari

Però attenzione: “Essere future ready non comporta prendere le tecnologie che si hanno e rimpiazzarle completamente, ma significa soprattutto utilizzare quello che è già in azienda e spingere sulla digital transformation”, ha ammonito Michael Dell, sottolineando che la società da lui capitanata è oggi “non solo future ready, ma ancora più forte con l’acquisizione di Emc, che ci rende un’azienda da 80 miliardi dollari di fatturato e con la leadership in 22 quadranti magici di Gartner, oltre che con una posizione di preminenza anche nell’IT di domani, sempre più costituita da cloud ibrido, analisi di big data, digital transformation, mobile e molto altro”. Il numero uno di Dell non ha inoltre mancato di ricordare che anche la nuova entità sarà privata, e quindi libera dalle logiche spesso non di lungo termine cui sono costrette le società quotate. E a chi gli faceva notare che un concorrente come HP si sia scisso in due aziende più piccole, Michael Dell ha sottolineato che “nello scenario dell’IT di oggi, in cui c’è un’esplosione di device diversi, aumentano i clienti non vogliono più molteplici fornitori, perché i CIO preferiscono aver a che fare con meno interlocutori, ma attivi su tutti i fronti della tecnologia. E mai come ora non siamo mai stati così forti sia finanziariamente sia sul mercato, dove siamo gli unici nell’end to end”.

Ipoteca sull’Internet of Things

Un end to end sempre più ricco, che spazia anche in territori emergenti come l’Internet of Things, cui è dedicato il nuovo Edge Gateway 5000, presentato un po’ enfaticamente come una “disruption” nel settore, in quanto è dotato di funzionalità analitiche per utilizzare al meglio i dati raccolti dai sensori e della capacità di operare anche in contesti estremi, ed è indicato per l’automazione dei contesti manifatturieri e degli edifici, cui viene proposta una soluzione vantaggiosa rispetto alle offerte basate su tecnologie proprietarie.

Il cloud ibrido con Microsoft

Di rilievo anche l’offerta sviluppata congiuntamente con Microsoft nel segno del cloud ibrido, annunciata da Michael Dell e da Satya Nadella, CEO di Microsoft, durante il keynote di apertura, nel quale i due boss hanno più volte ribadito la loro amicizia. La soluzione, chiamata Dell Hybrid Cloud System per Microsoft, punta a eliminare o almeno ridurre i tre fattori che rendono ancora titubanti alcune aziende nella migrazione verso il cloud, cioè la complessità, i rischi e i costi. È a questa frangia di perplessi che le due aziende si rivolgono, con una soluzione che può essere implementata in meno di tre ore, per poi scalare senza problemi sulla nuvola di Microsoft, l’ormai più che collaudata Azure. Sempre in tema cloud, nel corso dell’evento di Austin è stato annunciato che Dell è entrata a far parte del programma Cloud Solution Provider di Microsoft, diventando così a tutti gli effetti un reseller dei servizi Azure made in Redmond, oltre che della Microsoft Enterprise Mobility Suite e dell’offerta Office 365.

Infine, tra gli altri numerosi annunci, meritano una rapida menzione quelli nell’area server e storage, con i primi modelli hyperscale della linea Datacenter Scalable Solutions, anticipata due mesi fa, tra cui il Dell DSS 7000, che può arrivare fino a 720 TB di dati per chassis, e le nuove appliance iperconvergenti XC 6320 sviluppate in collaborazione con Nutanix, con caratteristiche di elevata scalabilità e che integrano al loro interno capacità di computing, storage e hypervisor.

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DELL, AMBIZIONI RINNOVATE FOCUS SU R&D, CLOUD E CANALE https://www.datamanager.it/rivista/dell-ambizioni-rinnovate-focus-su-rd-cloud-e-canale-51389.html Mon, 25 Nov 2013 09:52:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/dell-ambizioni-rinnovate-focus-su-rd-cloud-e-canale/ Al Dell Technology Camp 2013, svoltosi a Parigi a metà ottobre e caratterizzato da una visita inaspettata del fondatore Michael Dell, la società ha fatto il punto sulle prossime mosse, con numerose novità Parigi – Transform, Connect, Inform e Protect. Sono queste, secondo i vertici di Dell (www.dell.it), le quattro principali tendenze che guidano oggi […]

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Al Dell Technology Camp 2013, svoltosi a Parigi a metà ottobre e caratterizzato da una visita inaspettata del fondatore Michael Dell, la società ha fatto il punto sulle prossime mosse, con numerose novità

Parigi – Transform, Connect, Inform e Protect. Sono queste, secondo i vertici di Dell (www.dell.it), le quattro principali tendenze che guidano oggi il settore IT. E durante il Technology Camp 2013, una intensa giornata di metà ottobre presso la Maison des Polytechniciens di Parigi, la società ha dipanato le sue prossime mosse condendole con numerosi annunci. Ad aggiungere interesse all’evento ci ha pensato anche la presenza a sorpresa del fondatore della società Michael Dell, che proprio all’inizio di settembre è tornato saldamente a controllare l’azienda, dopo la nota battaglia condotta per uscire dalla Borsa. Davanti alla vasta platea di stampa e analisti, il fondatore e CEO di Dell ha rivelato i dettagli sulle prossime mosse dell’azienda, a cominciare dalla dichiarata volontà di «raddoppiare il fatturato, dopo averlo fatto nell’arco di pochissimi anni, passando da quota dieci miliardi di dollari a quella attuale di 21 miliardi». La ricetta? Concentrarsi su cinque punti fondamentali: ricerca e sviluppo soprattutto nell’area delle soluzioni enterprise e cloud, focus sui mercati emergenti, spinta ulteriore sui partner, novità nell’area dei dispositivi client, come i tablet, e infine ristrutturazione interna. «Tutto questo ora è più facile visto che non siamo più in Borsa, e in qualità di azienda privata possiamo concentrarci solo sui nostri clienti e sul nostro futuro, muovendoci in ottica di lungo termine e non più con l’orizzonte talvolta ristretto delle trimestrali di Borsa» – ha rivendicato Michael Dell. E a chi gli ha chiesto in che modo avrebbe finanziato queste rinnovate ambizioni di crescita, Michael Dell ha risposto: «Quando ci siamo quotati in Borsa, l’abbiamo fatto essenzialmente per due aspetti. Ci serviva denaro fresco e soprattutto avevamo bisogno di essere riconosciuti dai grandi clienti come loro pari, cioè come una grande azienda che è quotata sul mercato azionario. Oggi, però non ci serve più nessuna di queste due cose, visto che abbiamo un solido cash flow e una struttura di capitali molto più favorevole rispetto a tante aziende, ma soprattutto disponiamo anche di due solidi investitori in grado di fornire denaro, nel caso di ulteriori acquisizioni. Uno sono io e l’altro è Silver Lake Partners».

Le novità in campo

La ritrovata flessibilità consente a Dell di accelerare ulteriormente la strategia volta a realizzare soluzioni end-to-end nel software e nei servizi per le aree enterprise e data center. Senza dimenticare la parte più strettamente hardware, composta da server, storage, tablet e pc. Alcune delle novità di prodotto viste proprio al Technology Camp lo dimostrano, a cominciare dalla workstation Dell Precision M3800, un vero e proprio concentrato di tecnologia, che ha tra l’altro permesso ai Linkin Park di realizzare un video ricco di effetti speciali, come hanno spiegato a Parigi alcuni componenti del gruppo pop californiano. Non sono da meno i tablet Venue, in vari formati e con una ricca dotazione di accessori, e soprattutto le soluzioni convergenti PowerEdge VRTX, dotate di capacità di computing e di networking in un’unica macchina. In pochi mesi di vita hanno già conquistato numerosi clienti soprattutto nell’ambito delle imprese medie e piccole, ma si prevede che il successo continuerà ulteriormente, anche in ragione del fatto che a Parigi è stata annunciata l’aggiunta delle funzionalità di back-up e recovery a tutte le soluzioni PowerEdge VRTX.

Altre aree di rilievo sono quella del software, dove oggi Dell ha un portfolio molto vasto, grazie anche alle 30 acquisizioni effettuate nel corso degli ultimi anni, e quella dei servizi, alla quale si dedica circa il 50% dell’intera forza lavoro della società. Parlando della parte servizi, Eric Clark, vice president Services di Dell Emea, ha spiegato che «attualmente questa componente rappresenta un business da 8,5 miliardi di dollari, ma sta crescendo moltissimo in ragione della sua importanza, data dal fatto che i servizi si occupano di abilitare gli imperativi dei clienti. Ed è per questo che le aree a maggiore crescita sono quella della gestione delle applicazioni – con le soluzioni di Microsoft, Sap e Oracle in prima fila – quella del business process outsourcing, e infine quella della sicurezza. Non a caso, nei giorni scorsi, Gartner ha affermato che Dell è il partner da tenere d’occhio nell’ambito dei servizi gestiti di security.

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Dell, nuove ambizioni https://www.datamanager.it/news/dell-nuove-ambizioni-50709.html Wed, 23 Oct 2013 14:25:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/dell-nuove-ambizioni/ Ospite d’eccezione al Tech Camp 2013 in corso a Parigi, il fondatore Michael Dell, tornato in settembre pienamente a capo della società, commenta le future mosse dell’azienda

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Ospite d’eccezione al Tech Camp 2013 in corso a Parigi, il fondatore Michael Dell, tornato in settembre pienamente a capo della società, commenta le future mosse dell’azienda

È stata decisamente una sorpresa. Ma molto gradita dalla platea del Dell Technology Camp. Anche perché era la prima uscita ufficiale di Michael Dell davanti alla stampa europea dopo la conclusione della battaglia per il controllo della società, che il 12 settembre scorso l’ha vista ritornare privata, pienamente nelle mani del suo fondatore e CEO. Che non si è fatto pregare nel rivelare dettagli sulle prossime mosse dell’azienda, a cominciare dalla dichiarata volontà di “raddoppiare il fatturato, dopo averlo fatto nell’arco di pochissimi anni, passando da quota 10 miliardi di dollari a quella attuale di 21 miliardi”.

La ricetta? Concentrarsi su cinque punti fondamentali: ricerca e sviluppo (soprattutto nell’area delle soluzioni enterprise), focus sui mercati emergenti, spinta ulteriore sui partner, novità nell’area dei dispositivi client, come i tablet, e infine ristrutturazione interna. Ora tutto questo “è più facile visto che Dell è tornata a essere una società di proprietà familiare”, come l’ha definita Michael Dell, forse esagerando un po’ la realtà. Ma è un fatto che ora Dell non è più in Borsa, e “in qualità di azienda privata adesso possiamo concentrarci solo sui nostri clienti e sul nostro futuro, muovendoci in ottica di lungo termine e non più con l’orizzonte talvolta ristretto delle trimestrali di Borsa”, ha rivendicato Michael Dell. E a chi gli chiede come finanzierà la crescita adesso, spiega che “quando ci siamo quotati in Borsa l’abbiamo fatto essenzialmente per due aspetti: ci serviva denaro fresco e soprattutto avevamo bisogno di essere riconosciuti dai grandi clienti come loro pari, cioè come una grande azienda che è quotata sul mercato azionario. Oggi però non ci serve più nessuna di queste due cose, visto che abbiamo un solido cash flow e una struttura di capitali molto più favorevole rispetto a tante aziende, ma soprattutto disponiamo anche di due solidi investitori in grado di fornire denaro se per esempio intendiamo fare ulteriori acquisizioni: uno sono io e l’altro è Silver Lake Partners”.

Prospettive di crescita

E questa ritrovata libertà e flessibilità consente a Dell di dedicarsi maggiormente ad accelerare la strategia volta a realizzare soluzioni end-to-end nel software e nei servizi per le aree enterprise e data center. Ma non solo, “anche i tablet, sia Android sia Windows, ci porteranno nuove opportunità di sviluppo”, ha sottolineato Dell, pur riconoscendo senza mezzi termini che “Windows RT è stato un grosso errore, e per fortuna adesso è arrivato Windows 8.1 a rimettere tutto a posto”. Sempre nell’ambito dei client, Michael Dell ha ribadito che “i PC non sono affatto morti”, e alcune delle novità di prodotto viste proprio nel corso dell’evento Dell Technology Camp, in corso a Parigi nella sontuosa Maison des Polytechniciens lo dimostrano, a cominciare dalla workstation Dell Precision M3800, un vero e proprio concentrato di tecnologia racchiuso in una carrozzeria sottilissima e decisamente seducente. Non sono da meno i tablet Venue, in vari formati e con una ricca dotazione di accessori.

Sempre in tema di hardware, Michael Dell ha tenuto a ricordare la posizione di leadership nei server x86, dove è numero uno del mercato nelle aree Usa e Asia-Pacifico, mentre in Europa sta mostrando tassi di crescita notevoli, con l’esempio del 30-35% in Germania. Altre aree di rilievo sono quella del software, dove oggi Dell ha un portfolio molto vasto, grazie anche alle 30 acquisizioni effettuate nel corso degli ultimi anni, e quella dei servizi, a cui si dedica circa il 50% dell’intera forza lavoro della società. Nel concludere il suo intervento, Michael Dell ha voluto sottolineare come gli ultimi sviluppi tecnologici riaffermino ancora una volta che “l’IT è sempre in prima fila nel guidare il progresso e il cambiamento, e in questo scenario tutto il nostro team è sicuramente all’altezza delle nuove sfide”.

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Aspettative per il Dell Enterprise Forum https://www.datamanager.it/news/aspettative-il-dell-enterprise-forum-47593.html Tue, 04 Jun 2013 09:47:30 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/aspettative-per-il-dell-enterprise-forum/ Mentre si stanno scaldando i motori dell'organizzazione, i partecipanti arrivano a San Jose e iniziano a lavorare negli incontri informali tra partner e clienti

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Mentre si stanno scaldando i motori dell’organizzazione, i partecipanti arrivano a San Jose e iniziano a lavorare negli incontri informali tra partner e clienti

San Jose (California – USA). Una bellissima giornata, con il cielo di un blu limpido, il sole caldo della California e un vento leggero che porta il profumo dell’oceano distante solo pochi chilometri, accoglie chi arriva in questi giorni a San Jose. Un clima mite, perfettamente consono con la stagione, che da noi invece si fa ancora attendere.

I partecipanti al Dell Enterprise Forum US 2013 stanno ormai arrivando e invadendo progressivamente la città, occupando anche il San Jose McEnery Convention Center.

In attesa della manifestazione

Girando per la città prima dell’inizio ufficiale dell’evento, nei numerosi locali con accoglienti tavolini anche all’estero e nei due parchi che formano macchie di verde nella downtown, si incontrano gruppetti di clienti e di partner Dell, con appeso al collo l’immancabile badge di riconoscimento proprio dei congressisti, che discutono di tecnologie, di problemi e di soluzioni, concludendo magari anche qualche contratto.

Per questa edizione del convegno, che segue alcuni precedenti forum dedicati allo storage, Dell ha scelto l’indicazione di “enterprise” per segnalare una svolta e un ampliamento di orizzonte, privilegiando San Jose come sede in quanto la città domina ed è il cuore della Silicon Valley, a poca distanza da San Francisco e dall’Università di Barkeley, oltre che a stretto contatto di Mountain View, di Cupertino e della storica Palo Alto, che hanno segnato profondamente tanta storia dell’Information Technology.

Sponsorizzazioni di prestigio

All’interesse dei partecipanti, che durante i tre giorni della manifestazione potranno accedere a una nutrita serie di seminari e di corsi, divisi in varie sessioni ogni giorno per trattare i temi più caldi, quali le soluzioni per backup e restore, virtualizzazione e cloud, networking e big data, si affianca quello dei più importanti partner di Dell, che partecipano come sponsor.

Nella versione platinum sono presenti Brocade, Intel, Microsoft, VMware, mentre nella lista gold risulta Broadcom, ma molte altre società sono presenti nelle varie liste, tra cui le più note sono Citrix e Quantum.

Il cambiamento del nome all’evento ne estende la visuale integrando la tecnologia alle soluzioni, dove ultimamente Dell ha puntato molto, allargando l’offerta dai server alle aree del networking, della sicurezza e del software management.

Per questo motivo si è creata anche una grande attesa della keynote programmata in apertura, che dovrebbe spiegare quali sono le prossime linee di sviluppo e indicare la futura missione “enterprise” da portare avanti in collaborazione con i partner. In queste ore tutti i principali manager della società texana sono impegnati nelle riunioni preliminari. Si vedranno prossimamente quali saranno le best practices decise da Michael Dell per l’enterprise industry.

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Dalle carrozze alle auto. Ma chi le fa? https://www.datamanager.it/rivista/dalle-carrozze-alle-auto-ma-chi-le-fa-44960.html Mon, 18 Mar 2013 14:02:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/dalle-carrozze-alle-auto-ma-chi-le-fa/ La trasformazione in corso, di cui il buyout di Dell è l’atto più recente, segna un terremoto che riguarda le due facce della medaglia: IT e TLC. Con un cambio di prospettiva connesso Lo ammetto. In casa – negli ultimi dodici mesi – sono arrivati tre tablet e tre smartphone, mentre l’ultimo pc risale a […]

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La trasformazione in corso, di cui il buyout di Dell è l’atto più recente, segna un terremoto che riguarda le due facce della medaglia: IT e TLC. Con un cambio di prospettiva connesso


Sandro Frigerio, ObserverLo ammetto. In casa – negli ultimi dodici mesi – sono arrivati tre tablet e tre smartphone, mentre l’ultimo pc risale a tre anni fa. Era un notebook con processore veloce e aveva uno schermo touch, anche se con Windows 7. Una copia di upgrade di Windows 8 sta in qualche cassetto, all’insegna del “non si sa mai”, prima che Microsoft aumenti di prezzo. Contemporaneamente, una mail di Telecom Italia mi informa che il mio plafond sul mobile è stato elevato: “telefonate illimitate e aumento anche del traffico dati”. Mi dicono che è un premio fedeltà, in realtà credo che sia un frutto della potenza dei data base: devono aver scoperto che su quella SIM, non supero di regola il plafond mensile. Già, perché accanto a un contratto aziendale, dove lo Stato senza far nulla guadagna, oltre all’IVA, anche 12 euro e 91 centesimi di tassa di concessione (sugli abbonamenti, ma non sulle ricaricabili, ancorché business), ho una seconda SIM, questa volta personale, che evidentemente sfugge ai pur potenti database della compagnia telefonica. Così, grazie al “regalo” sulla prima SIM, disattiverò la seconda. Viva i big data e i business analytics.

IL TABLET SOSTITUIRÀ IL PC?

Buona parte dei problemi del settore ICT sono riferibili ai piccoli personali esempi di cui sopra. Secondo IDC, le vendite di pc sono diminuite del 3,2% nel 2012 e del 6,4% nel quarto trimestre, dopo il -8,6% del terzo. In EMEA, il calo è stato dell’11%. Nello stesso trimestre, le vendite di tablet sono salite del 75%. Nell’ultimo trimestre dell’anno, che doveva essere vitalizzato dall’arrivo della nuova versione di Windows, si sono venduti in media un milione di pc al giorno e 600mila tablet. Un anno prima, ogni dieci pc si vendevano tre tablet, adesso sei, senza contare gli smartphone. Il dettaglio non marginale è che la flessione delle vendite di pc è in parte compensata dai Paesi BRIC, perché i mercati più maturi di USA ed Europa mostrano segnali ancor più pesanti. In Europa il calo è ormai a doppia cifra, mentre in Italia, lo è da un paio d’anni, come rileva Sirmi. Con Windows 8 a regime andranno meglio le cose? Difficile. Un secolo fa, le automobili incominciavano a sostituire le carrozze, ma non erano i produttori delle seconde a costruire le prime. Trent’anni fa, i pc iniziavano a sostituire le macchine per scrivere, e nuovi soggetti sarebbero emersi. Il pc sarà sostituito dal tablet? L’ingresso in quest’ultimo mercato da parte di Microsoft – che ora ha allargato la distribuzione del “Surface” a una ventina di Paesi, Italia compresa – va intesa non come una mossa industriale, ma come un “bagnare i piedi” per capire dove corre il fiume.

LA FRENATA EUROPEA: TLC E IT

Nelle TLC i segnali per l’Europa sono ancor più preoccupanti. Neelie Kroes, la commissaria europea all’Agenda Digitale, che per troppo tempo – forse – ha continuato a vestire i panni precedenti di Commissaria UE alla Concorrenza, nell’ultimo anno ha parzialmente abbandonato la sua fede nella capacità di un mercato che, in virtù delle forze competitive, avrebbe investito miliardi – fino a 300 nel decennio – per le nuove reti e ora assiste sconsolata al drastico taglio del budget dell’Unione (da 9 a 1 miliardi) di aiuti finanziari per i progetti ICT. In Italia, Cristiano Radaelli, presidente dell’Antec, l’associazione confindustriale delle industrie ICT, ha parlato di «brutto colpo per la realizzazione dell’Agenda Digitale Europea e per le politiche di rilancio economico». In Francia, un rapporto dell’Assemblea Nazionale parla espressamente di “settore malsano”, di una filiera, quella delle telecomunicazioni, “in sofferenza”, in cui l’Europa è divenuta luogo di scontri a colpi di ribassi finanziari e di conquista di produttori extra-europei, un chiaro riferimento ai cinesi, che – rileva il rapporto – sono tenuti fuori negli USA. Il buyout di Dell da parte del suo stesso fondatore e maggior azionista, Michael Dell, è il segno della velocità del cambiamento in corso. Il fatto che HP e Dell (che nell’ultimo decennio hanno quasi monopolizzato il vertice del mercato dei pc) abbiano messo in discussione se stesse, interrogandosi – la prima – su che cosa fare dei pc e – la seconda – decidendo di cambiare pelle, la dice lunga di un settore nel quale la meteora Acer continua a perdere colpi e, come nelle telecomunicazioni, l’astro emergente è un cinese, in questo caso Lenovo. 

IL CASO DELL

HP e Dell hanno in comune non solo il fatto di essere stati a lungo attori dominanti nei pc, oltre a una posizione (benché non di pari forza) in server e storage, ma anche il dovere inventare un ruolo nel mercato – che hanno solo sfiorato – del “one hand mobile”, cioè smartphone e tablet, da cui entrambe sono entrate e uscite, ricollocandosi ora su Windows 8 e privilegiando l’ambito “pro”. Dell era divenuta negli anni 90 l’azienda miracolo dell’IT con un capolavoro logistico che le consentiva di realizzare a costo contenuto pc su misura e tagliando i costi distributivi. Oggi, quando la produzione è in larga misura terziarizzata verso i medesimi produttori multi-marca, la logistica non fa più premio e i pc non hanno bisogno di personalizzazioni, perché tutte le periferiche si attaccano alle porte USB. Chi apre più un pc oggi? Dell, che pur ha cercato di essere meno pc-dipendente e si è lanciata in una consistente campagna acquisti tra storage, servizi e software, ha tre capitoli aperti. Primo. Deve decidere che cosa fare nell’area dei “client”, sapendo che aziende e consumatori sono disposti a tenere un computer un anno o due in più per spendere i soldi risparmiati in altre direzioni: tablet, oggi, e smartphone, domani, e forse anche nuove versioni di thin client, magari nella forma di un tablet “pompato” e nel cloud. Secondo. Deve sistemare alcune partite di scarso successo, come quella dello storage. Oggi, Dell realizza solo 20 dollari di fatturato nello storage ogni 100 realizzato nei server. In questi anni, Dell ha chiuso la relazione con EMC che le aveva permesso di conquistare una posizione di rilievo nel mercato, e ha puntato a “far da sé” con acquisizioni come quelle di Equallogic e Compellent prima, e di Ocarina ed Exanet poi, ma a questi investimenti non è corrisposto un particolare successo. Alla fine del 2012, l’uscita del responsabile del settore Darren Thomas, insieme con quello dei servizi Steve Schuckenbrock, sembra essere una conferma indiretta. Negli stessi server, Dell è tra i maggiori fornitori a volume: non è lontana da HP, ma mentre dalla vendita di un server HP ricava mediamente cinquemila e 200 dollari e IBM addirittura 12mila e 400 (grazie al peso anche dei mainframe), per Dell sono solo tremila e 200 dollari. Azienda sin qui rivolta soprattutto al mercato enterprise, Dell deve anche decidere come affrontare la partita del cloud. La sua “casa” è fatta ormai di diverse “stanze”: pc, server, storage, altre periferiche, software e servizi (l’acquisto di Perot Systems per 3,9 miliardi non è irrilevante), ma sembra ancora mancare un master plan. Dalle prime voci all’annuncio dei leveraged buyout – ancora aperto al momento in cui scriviamo – è intercorso un tempo straordinariamente breve. Michael Dell sa che il tempo a disposizione non è lungo. HP ha già emesso un comunicato in cui lascia presagire un periodo d’incertezza per i clienti dell’azienda concorrente. E’ quindi nell’interesse di Dell “fare presto”, per non perdere clienti strada facendo. Sapendo anche che – a qualche migliaia di chilometri di distanza – qualcuno non sta fermo. Lenovo ha stretto con EMC un’alleanza che in questa fase mira proprio a portare soluzioni integrate server e storage alle PMI, soprattutto sul mercato cinese e asiatico. Si tratta di un altro segnale del trend di ricomposizione dell’offerta che anche le prospettive del cloud non allontanano ma – anzi – avvicinano. 

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Dell compra se stessa (con un piccolo aiuto di Microsoft) https://www.datamanager.it/news/dell-compra-se-stessa-con-un-piccolo-aiuto-di-microsoft-44063.html Wed, 06 Feb 2013 12:21:51 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/dell-compra-se-stessa-con-un-piccolo-aiuto-di-microsoft/ Imbarazzante il modo in cui diversi giornali generalisti e l’inevitabile strascico di “specializzati” poco inclini al fact checking, hanno presentato in Italia la decisione di Dell Computer di riacquistare se stessa in borsa con il sostegno diretto di una società di private equity - Silver Lakes (partecipazioni in Zynga, Sabre, Groupon e molte altre) - e il contributo di investitori interessati come Microsoft

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Imbarazzante il modo in cui diversi giornali generalisti e l’inevitabile strascico di “specializzati” poco inclini al fact checking, hanno presentato in Italia la decisione di Dell Computer di riacquistare se stessa in borsa con il sostegno diretto di una società di private equity – Silver Lakes (partecipazioni in Zynga, Sabre, Groupon e molte altre) – e il contributo di investitori interessati come Microsoft

Quella che tecnicamente è una operazione di leveraged buyout, cioè di acquisto di azioni con capitali propri ma sfruttando soprattutto la leva di un prestito esterno, è misteriosamente diventata, fin dal pomeriggio di ieri, 5 febbraio, una azienda (Dell) acquisita da un’altra (Microsoft) per la principesca somma di 24,4 miliardi di dollari.

Niente di tutto questo.

La verità è che 25 anni dopo essersi quotato in borsa (allora il prezzo di Ipo fu di 30 milioni) ed essere diventato negli anni 90 un “wunderkind”, un bambino prodigio del personal computer, accumulando una ricchezza personale stimata in 16 miliardi di dollari, Michael Dell ha deciso di rivolgersi ai proprietari di titoli Dell con una offerta di 13 dollari e 65 per azione. Per risparmiatori e fondi che hanno investito nel computer maker texano il guadagno è di oltre 2 dollari e mezzo, tutto sommato un buon affare rispetto al deludente corso della Dell nel listino Nasdaq. I fasti dell’industria del pc sono un ricordo lontano e Michael Dell evidentemente ha preferito cambiare tipologia di rischio.

Passando dal mercato azionario al capitale privato, Dell sarà sicuramente meno esposta alle oscillazioni della Borsa e potrà focalizzarsi sui suoi nuovi obiettivi: una azienda meno focalizzata sull’hardware e con maggiore vocazione ai servizi. L’altro lato della medaglia è che i titoli azionari che ora non ci saranno più potevano servire per ricompensare il management e per finanziare eventuali acquisizioni (Dell ha già investito 9 miliardi in tre anni per rilevare diverse società).

Il ruolo di Microsoft è evidentemente quello di parte interessata. Forte del suo prestito di 2 miliardi, gli ingegneri del software di Redmond avranno sicuramente più voce in capitolo sulle architetture messe a punto nel Texas a supporto di un sistema operativo, Windows, radicalmente rinnovato. Ci sarà però un risvolto incerto anche per Microsoft, che con questa operazione di forte avvicinamento a Dell forse rischia di incrinare le buone relazioni con aziende come Hp, in una fase in cui sia a livello server, sia nel segmento client, gli scenari per lo storico abbinamento “Wintel” stanno rapidamente evolvendosi.

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I nuovi orizzonti di Dell https://www.datamanager.it/rivista/dell/i-nuovi-orizzonti-di-dell Tue, 18 Sep 2012 09:28:45 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/09/i-nuovi-orizzonti-di-dell/ Mobilità, storage, Cloud, end user solutions: soluzioni a tutto campo per Dell, sempre più protagonista nei progetti enterprise, grazie alle acquisizioni di rilievo effettuate negli ultimi anni Un fornitore di servizi e soluzioni a tutto campo: questa la nuova Dell (www.dell.it), nata dal deciso cambio di pelle, iniziato tre anni fa, con una campagna di […]

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Mobilità, storage, Cloud, end user solutions: soluzioni a tutto campo per Dell, sempre più protagonista nei progetti enterprise, grazie alle acquisizioni di rilievo effettuate negli ultimi anni

Un fornitore di servizi e soluzioni a tutto campo: questa la nuova Dell (www.dell.it), nata dal deciso cambio di pelle, iniziato tre anni fa, con una campagna di acquisizioni, che ha visto entrare nell’orbita della società nomi del calibro di Wyse, SonicWALL, Compellent e Force10, solo per citare i più recenti. Oggi, Dell è «la terza società di informatica nel mondo, con un fatturato annuo superiore ai 62 miliardi di dollari», dichiara l’amministratore delegato della filiale italiana, Filippo Ligresti. Merito anche della decisione di aprirsi al canale, che per un’azienda – che era nata come “diretta” per eccellenza – è un cambiamento epocale, ma forse inevitabile, da quando il fondatore Michael Dell è tornato, a tempo pieno, sulla plancia di comando. Però l’IT è un settore dove l’innovazione paga sempre, e soprattutto «l’apporto del canale è indispensabile per proporsi sul mercato con una solida capacità progettuale – sottolinea Ligresti – che mettiamo a disposizione del nostro target ideale, costituito dalle imprese che vanno dai 300 ai 10mila dipendenti, come dire, la classica azienda medio-grande». Sul nostro mercato, Dell può contare su una struttura di 320 persone, 200 delle quali nelle sedi italiane – con 45 persone dedicate a seguire il canale e 70 alla prevendita – e 120 in quella di Montpellier nel sud della Francia, senza dimenticare, che nell’arco degli ultimi due anni abbiamo effettuato oltre cento assunzioni nel nostro Paese». Anche perché l’Italia non manca di dare soddisfazioni a Dell: «Il nostro fatturato è cresciuto del 25% negli ultimi due anni, con previsione di crescita del 30% per i prossimi due, e abbiamo conquistato la seconda posizione nei mercati server x86, notebook e Pc desktop, dove nel 2010 eravamo al terzo posto» – spiega Ligresti.

L’ORA DEL BYOD

Ci pensa invece Vincenzo Esposito, director end user solutions per l’area Emea, ad analizzare più da vicino i fenomeni in atto sul mercato. Su tutti, spicca l’IT consumerization, il fenomeno che vede un uso sempre maggiore in azienda dei propri dispositivi, smartphone e tablet, davanti a tutti. Quello che va sottolineato – spiega Esposito – è che il BYOD (da “Bring Your Own Device”, porta il tuo apparecchio) è «un fenomeno che nasce dall’alto delle aziende, in quanto è il CIO in prima persona che vuole utilizzare il suo iPhone anche sul lavoro, ed è per questo che c’è molto interesse sul tema». Interesse che però – secondo Dell – non prevede un approccio univoco, ma un set di risposte che comportano lo sviluppo di un approccio strategico nell’arco di 3-5 anni, «analogamente a quanto è stato fatto a suo tempo per lo storage e i data center». Il piano di Dell prevede cinque best practice, tra le quali spiccano la profilazione degli utenti, che non hanno tutti le stesse esigenze, e la messa in atto di progetti pilota, senza dimenticare passi importanti quali la gestione dei dispositivi con strumenti di ottimizzazione e l’utilizzo di progetti di desktop virtualization.

L'articolo I nuovi orizzonti di Dell proviene da Data Manager Online.

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