Mirko Poggi – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 14:42:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Mirko Poggi – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Lenovo, un trimestre di crescita negli utili https://www.datamanager.it/2016/11/lenovo-un-trimestre-crescita-negli-utili/ Tue, 15 Nov 2016 09:00:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113589 Nel secondo trimestre dell’anno fiscale, il fatturato globale scende dell’8 per cento su base annua, ma migliora il risultato netto Luci, ombre e tanta determinazione. Si può sintetizzare così la trimestrale di Lenovo, corrispondente al secondo quarter dell’anno fiscale 2016-2017, resa nota ai primi di novembre. Sono infatti buoni i risultati finanziari, con un utile […]

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Nel secondo trimestre dell’anno fiscale, il fatturato globale scende dell’8 per cento su base annua, ma migliora il risultato netto

Luci, ombre e tanta determinazione. Si può sintetizzare così la trimestrale di Lenovo, corrispondente al secondo quarter dell’anno fiscale 2016-2017, resa nota ai primi di novembre. Sono infatti buoni i risultati finanziari, con un utile netto di 157 milioni di dollari, doppiamente positivo in quanto nello stesso periodo dell’anno precedente vi era stata una perdita di 714 milioni di dollari. Meno buono però il dato relativo al fatturato, che su base annua è calato dell’8 per cento, per un totale nel trimestre di 11,2 miliardi di dollari, che rappresenta comunque un aumento del 12 per cento rispetto al primo trimestre fiscale.

Nuovi acquisti

La determinazione si coglie però nelle parole della società a commento dei risultati, e soprattutto nei fatti, come il rafforzamento della squadra di vertice, dove fanno il loro ingresso «alcune delle migliori menti del settore tecnologico», come vengono definiti in Lenovo i nuovi acquisti, tra cui vi sono Kirk Skaugen, proveniente in cima al settore Cloud e Data Center di Intel, che assume la carica di Executive Vice President e Presidente del Data Center Group di Lenovo, e Yong Rui, che diventa il nuovo Chief Technology Officer e Senior Vice President dopo essere stato Vice Direttore in capo di Microsoft Research Asia. Sempre a livello mondiale, il Chairman e CEO Yang Yuanqing ha sottolineato la positività dei risultati nei tre business in cui è attiva Lenovo, pur in un contesto di mercato non facile: «Il nostro business PCSD (Personal Computers & Smart Devices) ha mantenuto la leadership e una forte redditività, il nostro business Mobile ha visto un buon aumento dei volumi trimestre su trimestre e un miglioramento del margine, e il nostro business Data Center sta rispondendo positivamente alle sfide del mercato».

“Proteggi e attacca”

Esprime soddisfazione per i risultati finanziari anche Mirko Poggi, amministratore delegato di Lenovo Italia, che in una conversazione con Data Manager non manca di sottolineare il contesto generale di mercato poco positivo, «con il comparto PC e tablet che soffre da tempo, mentre le aree server e smartphone non crescono e non perdono». È in questo scenario che Lenovo prosegue nella propria strategia, definita da Mirko Poggi “proteggi e attacca”, ovvero da una parte «continuare a essere leader nelle aree dove già lo siamo, come nell’ambito PC, anche per dare un impulso al mercato», e dall’altra parte «sviluppare ulteriormente le aree in cui abbiamo spazi di crescita, come gli ambiti mobile e data center, per il quale cito l’esempio degli accordi strategici che abbiamo siglato per i sistemi iperconvergenti».

Portafoglio completo

Passando a guardare più da vicino il mercato italiano, Poggi commenta che «per i PC consumer avevamo adottato alcune tattiche volte a razionalizzare la nostra presenza, e questo trimestre abbiamo raccolto i frutti nel confronto con il i quarter precedente», mentre per i server «l’importante commessa vinta a suo tempo con il Cineca è andata in delivery nel corso di questo trimestre, riflettendosi sui dati di mercato». Però l’osservazione di fondo che è necessario fare, secondo Poggi, è che in Italia «il mercato reale non è in crescita, perché l’incremento mostrato nei dati degli analisti riflette in realtà il sell in verso il canale, con un anticipo delle consegne per il trimestre di fine anno. In ogni caso, a parte la congiuntura economica del momento, io resto convinto che Lenovo abbia molto da dire, anche alla luce del fatto che disponiamo di un portafoglio completo di prodotti e soluzioni nelle tre aree chiave dei data center, dei PC e tablet, e del mobile, e soprattutto proseguiamo il nostro cammino per distinguerci ed essere migliori, attraverso un’attenzione continua all’innovazione».

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Lenovo, il 2015 in cifre https://www.datamanager.it/2016/06/lenovo-2015-cifre/ Wed, 01 Jun 2016 12:19:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=102707 Il calo del 3% nel fatturato e il primo rosso da sei anni riflettono le difficoltà globali del mercato e i costi delle azioni di ristrutturazione dopo le acquisizioni dei server x86 da IBM e dei cellulari Motorola da Google Chiuso a fine marzo il proprio anno fiscale, Lenovo Group ha comunicato a fine maggio […]

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Il calo del 3% nel fatturato e il primo rosso da sei anni riflettono le difficoltà globali del mercato e i costi delle azioni di ristrutturazione dopo le acquisizioni dei server x86 da IBM e dei cellulari Motorola da Google

Chiuso a fine marzo il proprio anno fiscale, Lenovo Group ha comunicato a fine maggio i risultati dell’esercizio 2015-2016. Che mostrano un calo del 3% del fatturato su base annua, con ricavi complessivi di 44,9 miliardi di dollari, influenzato negativamente dal secco -19% dell’ultimo trimestre, in cui il fatturato si è attestato a 9,1 miliardi di dollari. Ma soprattutto, l’anno fiscale appena trascorso ha segnato per Lenovo il primo rosso di bilancio da sei anni a questa parte, con una perdita netta di 128 miliardi di dollari, rispetto agli 829 milioni di utili dell’esercizio precedente. Su questo risultato, evidenzia una nota di Lenovo, hanno pesato i 330 milioni di dollari di oneri contabili relativi alle spese di M&A, riguardanti in pratica l’acquisizione del business x86 da IBM e dei cellulari Motorola da Google, e il completamento delle azioni di riallineamento dei costi e ristrutturazione intraprese durante l’anno.

Core business sempre in primo piano

Al riguardo, Yang Yuanqing, Chairman e CEO di Lenovo, ha dichiarato che «le decisioni concrete e proattive che avevamo preso già a metà anno ci hanno permesso di proteggere la nostra redditività. Abbiamo mantenuto la forza del nostro core business nei pc, migliorato via via la redditività nel settore enterprise e visto uno slancio positivo in alcuni nostri mercati chiave per gli smartphone». Non solo: «Abbiamo anche adottato un nuovo sistema operativo multi-business per liberare la produttività e la creatività di ciascuna delle nostre linee di business. Al contempo, integreremo via via la nostra tradizionale forza nei dispositivi destinati agli utenti finali con le nostre nuove capacità nel cloud e nelle infrastrutture» ha proseguito Yuanqing.

Business dei Pc in profitto

«Senza dubbio è stato un anno particolarmente complicato per le condizioni del mercato, ma abbiamo consolidato ulteriormente la nostra posizione sul mondo dei pc, che rimane il nostro core business, e sul quale abbiamo riportato un margine a livello mondiale del 5%, cosa che ormai è rara, e soprattutto abbiamo incrementato la nostra quota di mercato a fronte di una contrazione a due cifre del mercato globale», ha sottolineato Mirko Poggi, Amministratore Delegato e General Manager di Lenovo Italia, commentando i risultati in una conversazione con Data Manager. «Sono certo che le azioni correttive intraprese ci porteranno a superare le difficoltà di mercato, che hanno visto condizioni non favorevoli in aree nelle quali eravamo più forti, come la telefonia in Cina e Brasile o i server negli Stati Uniti, anche se quest’ultimo aspetto è ormai risolto», ha proseguito Poggi.

Oltre un quarto del fatturato in Europa

Nell’area Emea, al cui timone è stato recentemente assegnato l’italiano Luca Rossi, e che rappresenta più di un quarto (per l’esattezza il 27%) dell’intero fatturato mondiale di Lenovo, la società ha fatto sapere di aver «sofferto per il calo del mercato pc nell’ultimo trimestre fiscale», con un fatturato di 2,5 miliardi di dollari e un margine dello 0,2%. Lenovo ha comunque mantenuto la seconda posizione del mercato pc, con una quota del 20,7%, dove ha raggiunto la prima posizione in 15 Paesi dell’area Emea.

Italia in consolidamento

Per quanto invece riguarda l’Italia, «il mercato continua a non essere brillante, ma abbiamo svolto un grosso lavoro di consolidamento, anche con il superamento della distinzione tra il mercato professionale e quello consumer: per questo, nell’anno fiscale 2016 stiamo concentrando le nostre azioni nel mettere radici più profonde nel terreno, invece che a far crescere le fronde dell’albero», ha sintetizzato Poggi. Del resto, i risultati comunque non mancano: «Nei server abbiamo già raggiunto il 20% di quota di mercato italiano (dati IDC del quarto trimestre solare), con importanti traguardi come l’installazione nel supercomputer del Cineca, abbiamo raddoppiato il nostro market share nei tablet, seppure in un contesto in contrazione, e stiamo crescendo molto nell’ambito dei cosiddetti ‘2 in 1’, un segmento che è stato praticamente inventato da Lenovo nel 2012 con il convertibile YOGA e che al momento presenta interessanti prospettive di crescita», ha concluso Mirko Poggi.

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Lenovo, accordi e sviluppo verso la leadership anche in Italia https://www.datamanager.it/2016/03/lenovo-accordi-sviluppo-verso-la-leadership-anche-italia/ Thu, 17 Mar 2016 13:08:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=96771 Alla vigilia del nuovo anno fiscale, il numero uno della filiale italiana fa il punto sui programmi di crescita sul nostro mercato La trasformazione di Lenovo continua a dare i suoi frutti. Sia a livello mondiale, con l’ultima trimestrale di inizio febbraio che ha segnato il ritorno all’utile per 300 milioni di dollari, in crescita del […]

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Alla vigilia del nuovo anno fiscale, il numero uno della filiale italiana fa il punto sui programmi di crescita sul nostro mercato

La trasformazione di Lenovo continua a dare i suoi frutti. Sia a livello mondiale, con l’ultima trimestrale di inizio febbraio che ha segnato il ritorno all’utile per 300 milioni di dollari, in crescita del +17% anno su anno su un fatturato che ha sfiorato i 13 miliardi di dollari, sia a livello italiano, con un 2015 all’insegna di nuovi traguardi. In una conversazione con Data Manager a fine febbraio, l’AD e country general manager di Lenovo Italia, Mirko Poggi, ha sintetizzato l’andamento della società, all’indomani della chiusura dell’anno solare 2015 e in vista dell’inizio dell’anno fiscale 2016, che per Lenovo comincia in aprile. I motivi di soddisfazione non mancano: «Per quanto riguarda il settore pc, abbiamo raggiunto anche in Italia una quota di mercato analoga a quella che Lenovo ha già in altri paesi in Europa; nel mondo siamo al primo posto con una quota del 21,4%, mentre in Italia, oggi siamo al secondo posto del mercato pc, con il 18,3%. Si tratta di un risultato che diventa ancora più significativo se si ricorda che solo tre anni e mezzo fa, quando sono arrivato in Lenovo Italia, la nostra quota era del 2,4%» – spiega Mirko Poggi. E anche se si tratta di un mercato che come noto è in decrescita, le idee in casa Lenovo sono chiare. «Nel 2015, a livello di anno solare, la contrazione nell’area pc in Italia è stata circa del -10%, secondo i dati IDC. Le mie previsioni per il mercato italiano dei pc nel 2015 parlavano di 4 milioni e 300mila pc e alla fine sono stati 4 milioni e 150mila, quindi ci ero andato molto vicino. Detto questo, si tratta pur sempre di un mercato che vale circa due miliardi di euro, cioè un business che continua a essere decisamente interessante e che in Lenovo intendiamo continuare a far crescere, puntando soprattutto sull’innovazione» – prosegue Poggi.


#Lenovo Mirko Poggi @lenovoitalia Verso la leadership anche in Italia
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Innovazione in primo piano

Proprio quell’innovazione che è la cifra caratteristica di Lenovo, come si è visto per esempio all’ultimo Mobile World Congress di Barcellona a metà febbraio, dove la società ha presentato ulteriori numerose novità, oltre anche nella telefonia, anche nell’ambito del mobile computing che una volta prevedeva un solo fattore di forma, cioè quello del laptop classico, e che ora vede una presenza sempre più significativa di convertibili, detachable e altro. «Per ora, i numeri di queste tipologie di prodotto non sono da capogiro, ma ci pongono in posizione di preminenza come brand che fa innovazione» – fa notare Mirko Poggi, ricordando l’esempio del Lenovo Yoga, il pc che può essere ruotato a 360 gradi e assumere diverse configurazioni e modalità d’uso, presentato nel 2012. «Per alcuni, ai tempi sembrava un prodotto troppo nuovo, ma poi è stato pluripremiato e soprattutto ha avuto un ottimo riscontro di mercato, generando anche una versione Yoga del nostro ultrabook di punta X1 Carbon, il ThinkPad X1 Yoga presentato al CES di Las Vegas, e anche una workstation portatile, il ThinkPad P40 Yoga, che al momento rappresenta un unicum sul mercato».


#Lenovo Sfiorati i 13 miliardi di dollari di fatturato con crescita del 17%
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Accordi di rilievo

L’altro pilastro su cui si fonda il business di Lenovo in Italia è quello dei server, anche se nel corso dell’anno fiscale 2016 si prevede un’accelerazione nell’ambito della telefonia mobile, dove la società sarà presente con i due brand Vibe e Moto, quest’ultima derivante dalla nota acquisizione delle attività mobile di Motorola. «Il 2015 è stato il primo anno solare completo dalla nostra acquisizione dei server System x da IBM. Nonostante quest’anno ci abbia visto molto impegnati nell’integrazione di persone e strutture diverse, abbiamo messo a segno ottimi traguardi. Siamo risultati secondi assoluti sul mercato italiano, con una quota del 18,9% (il dato IDC è relativo al terzo trimestre 2015, in quanto i dati relativi al quarto non erano ancora disponibili al momento dell’intervista). È un risultato che ci pone, nel nostro Paese, addirittura in vantaggio rispetto al dato mondiale, dove siamo il numero 3 del mercato» – spiega Poggi. «Un vantaggio che Lenovo Italia intende rafforzare, puntando sulla maggiore vicinanza ai clienti e gli accordi importanti con altri protagonisti del mercato» – conclude Mirko Poggi, riferendosi all’intesa con Nutanix, relativa all’iperconvergenza, e a quella più recente, annunciata a fine gennaio con SAP, riguardante le strategie di integrazione tra la piattaforma SAP HANA e i server per data center di Lenovo, sui quali risiedono attualmente oltre il 50% delle installazioni HANA.

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Lenovo, una trimestrale per lo sviluppo https://www.datamanager.it/2015/11/lenovo-una-trimestrale-per-lo-sviluppo/ Tue, 17 Nov 2015 14:53:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=88806 Arrivato a metà del proprio anno fiscale, il colosso di origine cinese assorbe i costi di riallineamento del business dopo le acquisizioni e prepara un 2016 di ulteriore crescita Tempo di trimestrali. E l’ultima di Lenovo, corrispondente al secondo quarter dell’anno fiscale 2015-2016, presenta molti lati positivi. Soprattutto leggendola nella giusta prospettiva. Che è quella di […]

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Arrivato a metà del proprio anno fiscale, il colosso di origine cinese assorbe i costi di riallineamento del business dopo le acquisizioni e prepara un 2016 di ulteriore crescita

Tempo di trimestrali. E l’ultima di Lenovo, corrispondente al secondo quarter dell’anno fiscale 2015-2016, presenta molti lati positivi. Soprattutto leggendola nella giusta prospettiva. Che è quella di un’azienda in continua trasformazione e che sta cominciando a raccogliere i frutti delle ristrutturazioni in atto. Nel primo trimestre dell’anno erano infatti stati annunciati piani di riallineamento dei business, con un programma comprendente tra l’altro l’integrazione dei System x acquisiti da IBM e la riorganizzazione del brand Motorola e del Mobile Business Group. Ecco quindi che, in base a quanto reso noto dalla società, il fatturato luglio-settembre è stato di 12,2 miliardi di dollari, in crescita del +16% anno su anno (del +23% se calcolato a valuta costante). Sempre del 16% la percentuale dell’utile prima delle tasse, attestatosi su 166 milioni di dollari se calcolato come run-rate (ovvero, un “tasso tendenziale”), ossia depurato di tutti gli elementi di costo non ricorrenti, ma in realtà tradottosi in un passivo di 714 milioni di dollari, da ascrivere appunto ai costi di ristrutturazione: è anche per questo che nella nota ufficiale la società parla di “performance operativa solida”. Confortata, tra l’altro, anche dalle buone notizie in ambito PC, dove Lenovo ha raggiunto una quota di mercato record: secondo IDC, il colosso di origine cinese è oggi al 21,2% a livello mondiale, con una crescita del +6,6% in unità, nonostante il mercato nel suo complesso sia notoriamente in contrazione da tempo.

Il business in Italia

È giustamente soddisfatto e improntato all’ottimismo il commento di Mirko Poggi, Amministratore Delegato di Lenovo Italia, in una conversazione con Data Manager: “Abbiamo messo a segno una crescita globale importante, ancora più valida se si considera il contesto di mercato tuttora poco brillante. In particolare, va sottolineato che i profitti operativi tornano a crescere, in tendenza: dopo un primo trimestre fiscale al di sotto delle nostre aspettative, si cominciano a vedere i risultati delle azioni intraprese”. Quello che conta è soprattutto l’ottimo andamento dell’area persona computer: “i PC rimangono il nostro core business originale, e anche se il mercato nella sua globalità è in decrescita, si tratta sempre di un business solido. Solo per fare un esempio, qui in Italia si vendono ogni anno più di 4 milioni di PC e di sicuro questi numeri rimarranno, anche se la logica multi-device è un trend inarrestabile. Che però non ci coglie impreparati, visto che Lenovo è stata tra le prime aziende ad abbracciare la logica multi-dispositivo – dallo smartphone, al tablet, al PC convertibile o come preferiamo chiamarlo noi, mutimodale – per coprire tutte le esigenze di business”, prosegue Poggi.

Il ruolo del canale

Buone notizie anche dal lato dei server, che sono “un mercato che a livello globale soffre meno dei PC. Anche se in Italia gli ultimi due trimestri sono stati meno brillanti dei corrispondenti periodi precedenti, ma ciò è soprattutto dovuto a due gare importanti vinte lo scorso anno, e che ovviamente nel 2015 non si sono ripetute. Le prospettive sono comunque buone, sia per il completamento dell’integrazione di System x, sia per le aspettative nell’ambito dell’iperconvergenza, dove l’accordo con Nutanix può darci davvero una marcia in più”, sottolinea Poggi.

Per quanto infine riguarda il 2016, il General Manager e A.D. di Lenovo non ha dubbi: “Nel corso del 2015 abbiamo consolidato la nostra posizione in Italia, dopo due anni di crescita esplosiva, e sono certo che il prossimo anno ci vedrà protagonisti con la nostra struttura, rafforzata sia lato end user sia lato canale. Tra i nuovi ingressi nel nostro team, proprio dai primi di novembre abbiamo una nuova Channel Manager, Enza Truzzolillo, per sottolineare ancora una volta il ruolo per noi insostituibile del canale”.

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Lenovo – Il nuovo gigante della tecnologia https://www.datamanager.it/2015/05/lenovo-il-nuovo-gigante-della-tecnologia/ Mon, 18 May 2015 08:47:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74369 Dopo la recente integrazione del business x86 ex-IBM e gli smartphone del brand Motorola, Lenovo è diventato il più autorevole esponente delle piattaforme che hanno trasformato il lavoro in azienda e rivoluzionato i nostri stili di vita In questa fase di radicale ripensamento delle basi infrastrutturali delle tecnologie informatiche, dal più piccolo dei terminali utente […]

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Dopo la recente integrazione del business x86 ex-IBM e gli smartphone del brand Motorola, Lenovo è diventato il più autorevole esponente delle piattaforme che hanno trasformato il lavoro in azienda e rivoluzionato i nostri stili di vita

In questa fase di radicale ripensamento delle basi infrastrutturali delle tecnologie informatiche, dal più piccolo dei terminali utente fino ai più complessi data center, la classica piattaforma pc – forse vale la pena ricordarlo, il personal computer sta per compiere 35 anni di vita – ha subito una impressionante evoluzione. Le metafore alle quali eravamo abituati, l’antico predominio dei sistemi desktop, persino l’idea di server sono in continuo rimescolamento.

E insieme a loro, cambiano e si riposizionano i protagonisti del mercato, i cui assi geografici si spostano non solo per quanto concerne gli aspetti della produzione – ormai stabilmente baricentrati sulla Cina e l’estremo oriente – ma anche per quelli che sono gli indirizzi creativi e strategici ispirati all’architettura x86, nata dalla prima collaborazione tra Intel e IBM.


#Lenovo Mirko Poggi, AD @lenovoitalia: «Abbiamo grandi progetti per il mercato enterprise»
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Lenovo è l’azienda che sembra di fatto aver raccolto il testimone di IBM nel ruolo di custode e promotore dell’innovazione in ambito x86. Ma come vedremo, il potenziale di fuoco del colosso di origine cinese, il cui ultimo anno fiscale si era chiuso, nel marzo 2014, con un fatturato prossimo ai 39 miliardi di dollari e un headcount di 54mila dipendenti, va ben al di là di questa pur fondamentale architettura. A dieci anni dall’acquisizione, dalla stessa Big Blue, del celebre brand ThinkPad, ancora oggi simbolo di potenza, robustezza e qualità dell’informatica “nomadica”, Lenovo ha annunciato il primo gennaio di quest’anno di aver perfezionato l’iter di integrazione della divisione dei server x86 IBM, un percorso iniziato nell’ottobre dello scorso anno. I comunicati ufficiali sottolineano come Lenovo sia riuscita ad assicurarsi un business di altissimo livello, che va ad ampliare le sue possibilità di fornitura di hardware e di servizi professionali, e posiziona l’azienda di Pechino come uno dei top player nel mercato dei server, con un pezzo di cuore che parla italiano. Infatti, al veterano del settore Gianfranco Lanci, un italianissimo chief operating officer nonché corporate president, rispondono tutte le organizzazioni di vendita geografiche (EMEA, Europa, Medio Oriente e Africa; Americhe; Asia-Pacifico e Cina) e i due più importanti comparti di prodotto di Lenovo – pc ed enterprise – (gli altri sono il mobile, in forte crescita, e l’ecosystem and cloud services).

In occasione dell’annuncio dell’integrazione della divisione dei server x86 IBM, il country general manager e amministratore delegato in Italia, Mirko Poggi, aveva dichiarato che la priorità per Lenovo sarebbe stata quella di garantire una transizione fluida e senza soluzione di continuità a clienti e partner, accelerando il business su questo nuovo importante segmento aziendale: «Abbiamo grandi progetti per il mercato enterprise e siamo intenzionati a ripetere con server e storage il successo che abbiamo avuto nei pc».

Federico Carozzi, SMB country manager

Senza rivali

Parallelamente, Lenovo ha impresso una battagliera accelerazione all’estremo opposto dello spettro dei dispositivi, prima lanciando una serie di nuovi concept nel mondo tablet, sia consumer che professionale (sempre ammesso che questa distinzione abbia ancora molto senso nelle attuali dinamiche del lavoro della conoscenza), e infine siglando con Google, sempre nell’ottobre del 2014, un accordo per l’acquisizione dell’intera divisione Motorola Mobility, diventando così proprietaria di un’azienda ricca e variegata, con un organico globale di quasi 3.500 dipendenti (circa 2.800 dei quali negli Stati Uniti) impegnati a sviluppare, progettare, commercializzare i dispositivi di quello che oggi può essere considerato il terzo produttore mondiale di smartphone e telefoni mobili. Dalla tasca (tablet) ai data center, Lenovo dispone ormai di un portafoglio di tecnologie che – anche grazie all’alleanza stretta con Emc nel 2013 – abbraccia anche un ventaglio molto ampio di soluzioni storage, alcune fortemente ottimizzate per la piccola e media impresa e in grado di soddisfare i clienti professionali più esigenti. Ma si rivolge con la stessa ricchezza di proposizione ai segmenti consumer e “prosumer”. Una gamma, in termini di prodotti, tecnologie e, perché no, di visione che pochissimi rivali sembrano avere in questo momento.


#Lenovo senza rivali. La cultura di una corporation capace di agire a livello locale @lenovoitalia
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«Basta risalire a tre anni fa, per capire quanto siamo cambiati» – spiega Mirko Poggi in apertura della sua intervista con Data Manager. Un incontro che Lenovo ha voluto per illustrare al mercato italiano l’impatto di una riorganizzazione minuziosamente messa a punto nei mesi successivi agli annunci x86 e Motorola e ufficialmente varata in aprile, primo mese dell’anno fiscale Lenovo. La nuova squadra che affianca Poggi nelle relazioni con il mercato aziendale vede Federico Carozzi, SMB country manager, ossia il responsabile della divisione Lenovo che si occupa della distribuzione, dei prodotti e del canale dedicato ai clienti professionali fino alle medie imprese, alla quale fanno capo anche le specifiche attività per i partner del canale certificato, affidati alle cure della manager diretta collaboratrice di Carozzi in quest’area, Rossella Specia.

Luca Gasparini è stato nominato country manager per il mercato enterprise, quello dei grandi clienti e la pubblica amministrazione: a lui risponde oggi il team che lavora direttamente sulle aziende di dimensioni più estese, le cui ordinazioni vengono comunque gestite dai partner di canale. Infine, ultimo ma non ultimo, Alessandro de Bartolo, country manager per l’enterprise business group (EBG) che segue da vicino l’offerta combinata di server e sistemi di storage, e a capo della squadra che veicola e segue in particolare i prodotti e servizi “a valore” sugli utenti finali. Gli altri tre gruppi in cui Lenovo ha riorganizzato le iniziative centrate sul suo considerevole portafoglio di prodotti professionali includono tutta l’area del personal computing (pc business group), quella dei dispositivi tablet e smartphone (mobile business group) e un’innovativa area (ecosystem and cloud services) impegnata a sviluppare un ecosistema di software e servizi intorno a Windows e Android, i due sistemi operativi client che animano i device professionali e consumer di Lenovo.

Leadership di mercato

Cinzia Bianchi, che in Italia si occupa della divisione specifica per i prodotti rivolti al mercato consumer e distribuiti tramite il retail, racconta che Lenovo è entrata in questo segmento da soli due anni e mezzo, raggiungendo subito ottimi risultati, e piazzandosi ai primi posti per quote di mercato nei comparti pc notebook e desktop all-in-one. «Se prima eravamo noti soprattutto nelle aziende con i nostri ThinkPad – ribadisce Cinzia Bianchi – grazie a prodotti molto innovativi nel design, i cosiddetti “multimodali” Yoga Pc e Yoga Tablet, abbiamo conquistato notorietà e apprezzamento anche tra il grande pubblico italiano». Lenovo, prosegue Bianchi, sa che la brand awareness non è ancora all’altezza degli obiettivi “da numero uno” che l’azienda ha prefissato anche per il nostro mercato. «Ci stiamo lavorando instancabilmente, con campagne marketing mirate e personalizzazioni shop-in-shop presidiate sui punti vendita principali delle catene retail. E i risultati, già si vedono».


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Infatti, come conferma Mirko Poggi, nell’arco di tre anni le proporzioni sono completamente diverse. «In Italia, eravamo un team molto piccolo, neppure venti persone, e non avevamo un’offerta consumer così estesa». Anche con l’arrivo dello staff connesso con la posizione di leadership EMEA (la prima posizione assunta da Lanci alla sua entrata in Lenovo, nel 2012, ndr) e dell’allargamento della gamma dei prodotti verso utenti non professionali, fino allo scorso anno Lenovo Italia raggiungeva una sessantina di persone. «Ora, se ne aggiungeranno altrettante, e abbiamo raggiunto una dimensione che ci permette una copertura molto più estesa e capillare sia sull’utente finale sia sul canale di vendita. Inoltre, è cresciuta molto la parte qualitativa, a valore delle nostre competenze di pre-vendita legate alle soluzioni x-86 e ai prodotti di storage che accompagnano i prodotti server ex IBM». La riorganizzazione, sottolinea ancora Poggi, avviene in un momento particolarmente euforico per i fatturati e le quote di mercato Lenovo. «Nel comparto pc, in un anno in cui questa piattaforma è tornata a crescere, in Italia abbiamo registrato aumenti prossimi al 100% dei volumi. Anche in Italia, siamo finiti sul podio delle medaglie e questo è il punto di partenza del nuovo anno fiscale che si è appena aperto. Vogliamo continuare a crescere grazie all’ampliamento del portafoglio prodotti x86, ma anche sul fronte opposto, quello dell’acquisizione del brand Motorola, che non sarà integrato in Lenovo Italia ma è entrato comunque a far parte del gruppo. Ci saranno sinergie molto positive. E i nostri clienti avranno accesso a prodotti di telefonia molto validi».

Luca Gasparini, enterprise country manager

Innovazione e design

Tra estensione della gamma dei prodotti e riorganizzazione, Lenovo non poteva chiudere l’anno fiscale con un successo più convincente. Per il suo responsabile italiano, l’azienda è ancora più globale e decentralizzata. Il top management è suddiviso tra le due sedi di Pechino e Raleigh negli Stati Uniti. La cultura di Lenovo è quella di una corporation capace di agire a livello locale con grande autonomia e attenzione nei confronti delle specificità dei singoli mercati e delle diversità culturali, viste come ricchezza. Ma come si spiega questo exploit? «Riteniamo che questo successo sia basato su quattro pilastri fondamentali» – risponde Mirko Poggi. «Innanzitutto, la nostra strategia che mira a proteggere i mercati dove siamo già molto forti ma al tempo stesso attacca i mercati e le categorie di prodotto meno presidiati. Una strategia che in Italia ha funzionato: in tre anni siamo passati dal 2,5% al 17% (dati IDC) nel mercato pc». Un altro importante ingrediente della ricetta Lenovo, prosegue Poggi, è la capacità operativa tipica di un’azienda molto più ibrida di altri protagonisti del settore. «Lenovo può contare su impianti di produzione di proprietà, ma può aumentare flessibilità e resilienza affidandosi in parte ad assemblatori esterni. In un mercato un po’ tradizionalista, che altrove sembrava essere a corto di argomenti, Lenovo ha tante cose da dire, mantenendo un’invidiabile spinta verso l’innovazione tecnologica e il design dei suoi prodotti. E non è un caso se all’ultima edizione del Ces di Las Vegas, i nostri prodotti hanno collezionato quasi ottanta premi. Lo stesso è accaduto in un contesto diverso come quello del Mobile World Congress, con oltre 30 awards vinti all’ultima edizione. Questa è la risposta migliore per chi, ancora oggi, nutre dei pregiudizi nei confronti delle aziende cinesi: «Nel caso di Lenovo, i primi a essere copiati siamo noi» – afferma Poggi, riferendosi ad esempio a un prodotto consumer come il pluri-imitato convertibile YOGA, un ultrabook utilizzabile in quattro modalità diverse (tablet, stand, tent, oltre a quella normale, laptop) e che nella sua versione tablet (YOGA Tablet 2 Pro, schermo da 13” e 15 ore di autonomia) è addirittura dotato di un pico-proiettore integrato. O ancora, al fortunato Tiny-In-One della famiglia di microdesktop modulari, facilmente personalizzabili. Ma l’altro segreto del successo di Lenovo è l’integrazione dei talenti provenienti da culture diverse, in una stessa comunità. «La multiculturalità – spiega Poggi – rappresenta la quarta leva della crescita di Lenovo nel mondo. Le undici persone del nostro board rappresentano ben sette nazionalità».


#Lenovox86Server l’obiettivo di fatturato globale è di 5 miliardi di dollari @lenovoitalia
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Spinta verso la ricerca

Poggi si sofferma ancora sul personal computer, un segmento «sicuramente in trasformazione, ma lontano da quel tramonto che qualcuno profetizzava. In Italia, è ancora un business da oltre quattro milioni di pezzi all’anno, per un valore di due miliardi e mezzo di euro». Dopo almeno due anni di contrazioni, il mercato è tornato a crescere, in particolare nel mondo aziendale, sulla spinta della dismissione di Windows XP e grazie alla ripresa degli investimenti da parte delle imprese. «Lenovo nel segmento professionale cresce a ritmi doppi rispetto alla media del settore e si prevede una certa stabilità, se non un’ulteriore leggera crescita anche per questo nuovo anno fiscale». Come si spiega un andamento così positivo? «Oltre ai fattori strategici citati, continuiamo a credere più di tutti in questa piattaforma, investiamo tanto in R&D, siamo in controtendenza anche rispetto a concorrenti che fanno scelte diverse, dismettendo invece di acquisire, come invece abbiamo fatto noi con i server IBM o i device mobili Motorola». Questa capacità di variare anche in termini di formati, compensando con prodotti innovativi il calo dei filoni più tradizionali come notebook e desktop, permette a Lenovo di accontentare una platea sempre più estesa di clienti, di conquistare visibilità e autorevolezza. Naturalmente, ha un peso significativo la qualità percepita nei confronti di famiglie come gli ultrabook professionali ThinkPad X1 Carbon, che hanno trainato i ricavi oltre la soglia dei 100 milioni di notebook venduti. Il centomilionesimo ThinkPad ha persino un nome e una personalità marketing tutta al femminile: Eve – con tanto di account su Twitter – @thinkeve. Adesso Lenovo può nutrire analoghe ambizioni di crescita nel segmento dei server aziendali. «Per la piattaforma x86, l’obiettivo di fatturato globale è di almeno cinque miliardi di dollari. È un business nuovo per noi – riconosce Poggi – e si tratterà di consolidare e far crescere una gamma di prodotti molto ampia, ma completamente allineata alla nostra strategia. System X è già considerata una piattaforma estremamente affidabile» – sottolinea Poggi. «Con Lenovo, il rapporto qualità/prezzo farà la differenza».

Alessandro de Bartolo, enterprise business group country manager

Data center, high performance

Il team manageriale appena descritto si completa con altre figure apicali che non riguardano direttamente le attività incentrate sulla piattaforma x86 enterprise, sul consumer o sui pc client per le aziende: per esempio quelle di Elio Biella, che in Italia coordina i cosiddetti global account, gli specialisti che la struttura diretta di Lenovo assegna ai maggiori clienti multinazionali; e di Maurizio Di Carlo, che seguirà la divisione Lenovo-Motorola a livello italiano (e anche per Israele). «Dall’inizio del nuovo anno fiscale, anche il comparto smartphone di Lenovo, che in Europa è rappresentato da Motorola, è una società controllata al 100% dal gruppo» – precisa Di Carlo nel suo ruolo di smartphone country leader. Stiamo predisponendo il grande rientro italiano di questo marchio storico, senz’altro tra i più innovativi del mondo della telefonia cellulare, con le opportune partnership con operatori e distributori e i relativi investimenti di marketing».


#Lenovox86Server Il rapporto qualità/prezzo farà la differenza @lenovoitalia
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La conversazione con Alessandro de Bartolo, nuovo responsabile della divisione enterprise business group, offre l’opportunità di entrare in modo più dettagliato nell’offerta di un produttore che ha ormai la chiara ambizione di porsi come provider di hardware assolutamente end-to-end. «Oggi, Lenovo può puntare a essere il numero uno per tutto quello che concerne i terminali di accesso, dal tablet al desktop, senza dimenticare la telefonia» – conferma de Bartolo. «Lato server, ormai siamo in grado di coprire uno spettro di esigenze molto ampio, dal piccolo gruppo di lavoro fino al data center virtualizzato, networking incluso». Gli accordi con IBM, sottolinea il manager, includono anche la commercializzazione di diversi prodotti di storage e networking. E anche nel post vendita, è previsto che per i prossimi anni – pur mantenendo la titolarità del rapporto di fornitura con i clienti (nel caso attraverso i partner) – Lenovo rimanga affiancata dagli specialisti IBM per le attività di manutenzione. Per lo storage, ad esempio, de Bartolo cita la famiglia IBM Storwize. «Si tratta di tre sistemi, il più piccolo dei quali, il V3700 viene venduto proprio insieme ai server x86, mentre i V5000 e 7000 sono tradizionalmente collegati a sistemi ibridi che includono i Power Systems (tecnologie “proprietarie” di IBM). L’accordo siglato con Big Blue porterà a indubbi e reciproci vantaggi, perché IBM manterrà comunque una presenza in ambito x86, mentre per Lenovo i sistemi di fascia più alta rappresentano un’importante porta di accesso alle infrastrutture dei data center».

La disponibilità di soluzioni di rete, di “fabric” come si dice in gergo, nonché delle soluzioni software specifiche per la gestione del centro di calcolo, diventa per Lenovo un’opportunità molto qualificante. «L’acquisizione della piattaforma x86 introduce economie di scala che in passato non avevamo» – osserva de Bartolo. Ma anche dal punto di vista delle sinergie di mercato, la duplice necessità di configurazione dell’infrastruttura hardware e dell’integrazione con le piattaforme dei “big” della gestione dei sistemi e della virtualizzazione avvicina definitivamente il brand Lenovo alla clientela mission critical, quella che non può limitarsi a fare shopping di sistemi server, ma deve poter contare su un partner in grado di affiancarla nel superamento degli ostacoli alla implementazione infrastrutturale. «Nella nostra funzione enterprise, dobbiamo supportare la clientela anche nel post-vendita attraverso team specialistici che possano agire a livello Emea, su tematiche come Sap per esempio, nel cui ambito stanno prendendo sempre più piede le implementazioni Sap Hana. La divisione Ebg dispone dunque di uno staff commerciale organizzato in base ai settori di attività dei clienti e – in una classica struttura a T – delle squadre di tecnici più orientate al supporto specialistico di prevendita, in funzione delle diverse soluzioni tecnologiche».

Cinzia Bianchi, consumer country manager

Solide relazioni con i grandi clienti

Per quanto riguarda i server, il catalogo Lenovo comprende una serie di brand che affiancheranno i tradizionali sistemi ThinkServer. Tutte le tipologie – rack, sistemi convergenti e ad alta densità – sono ormai rappresentati rispettivamente dalle famiglie System X, FlexSystem e NextScale. «Proprio sui sistemi densi per le applicazioni Hpc, il nostro gruppo mantiene un focus specifico» – afferma de Bartolo. A Stoccarda, in collaborazione con Intel e altri primari player, Lenovo ha inaugurato un centro di competenza globale dedicato proprio all’high performance computing, con il preciso obiettivo di fare innovazione, ricerca, benchmarking dei sistemi. Tra i clienti italiani che sono grandi utilizzatori di sistemi x86, c’è per esempio il consorzio bolognese Cineca. Questo significa che Lenovo diventerà un protagonista anche nelle infastrutture cloud? «Proprio la nostra focalizzazione sulla piattaforma x86 ci permette di stabilire relazioni con tutti i protagonisti del cloud a livello di hypervisor e hyperscale, quindi non soltanto in partnership con aziende come VMware, ma anche nel settore delle infrastrutture opensource, per iniziative come OpenStack» – dichiara de Bartolo. Sul piano delle relazioni commerciali con i grandi clienti, interviene invece la squadra capitanata da Luca Gasparini. «Gli obiettivi della riorganizzazione sono sostanzialmente due – spiega l’enterprise country manager. «Dobbiamo completare il fine-tuning dell’integrazione tra quella che possiamo definire Lenovo 1.0, che commercializzava solo pc e server entry-level, e le persone salite a bordo in seguito all’accordo con IBM. E al tempo stesso – sfruttando un catalogo prodotti molto più corposo – andare a coprire più capillarmente il mondo delle imprese, diventare un punto di riferimento assoluto sia per le soluzioni client, la parte di mercato “a volume” sia per il data center, dove nascono i progetti a valore». Gasparini ha a disposizione una squadra di quindici persone che assicureranno una copertura su due assi: uno geografico-territoriale e l’altro legato alle tipologie di imprese, pubbliche amministrazioni e alle loro specifiche attività. «Abbiamo già stilato un elenco che spazia per tipologia di settore e di impresa e coinvolge sia la clientela privata sia le organizzazioni pubbliche a livello centrale e locale – specifica Gasparini – precisando che la “soglia di attivazione” per la squadra del large account è la tradizionale linea di confine tra area delle piccole e medie imprese ed entità con almeno mille postazioni di lavoro.


#Lenovo Il segmento pc in trasformazione, in Italia vale oltre 4 milioni di pezzi all’anno @lenovoitalia
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«Il gruppo enterprise dovrà stabilire solide relazioni con i suoi clienti e sviluppare ogni possibile opportunità, fermo restando che la delivery dei prodotti deve passare attraverso i nostri partner di canale». Le nuove capacità di presidio che Lenovo ha acquisito nell’ambito delle soluzioni per data center sono un evidente punto di partenza per il gruppo di Gasparini, che però precisa un aspetto importante nell’era della “consumerizzazione”. L’account commerciale sui grandi clienti sarà responsabile dei volumi d’affari generati presso un determinato cliente e dovrà esercitare un ruolo d’attacco sull’intero spettro delle soluzioni Lenovo, ancora una volta, dal tablet al data center. «Anche culturalmente, per Lenovo è un salto molto significativo. Oggi, siamo in grado di presentarci a qualsiasi tipo di azienda, con la forza di poter offrire ogni tipo di soluzione, con in più il biglietto da visita di un brand impegnato anche sul fronte mobile» – conclude Gasparini, che non sarà il solo a coordinare le attività di accounting nei confronti dei clienti di grandi dimensioni che Lenovo indirizza sul territorio nazionale. Infatti, una particolare focalizzazione alle maggiori aziende multinazionali riguarda la Global Account Organization (Gao) che in Italia ha la responsabilità mondiale di società come Eni e IntesaSanpaolo, supportando inoltre le operazioni italiane di circa duecento multinazionali estere. Secondo il suo responsabile, Elio Biella, da sempre i brand internazionali più significativi si affidano a Lenovo per la parte client delle forniture IT: «È una tradizione che la linea ThinkPad, sinonimo di qualità e affidabilità, porta con sé da quando era nata con IBM, e che Lenovo ha saputo ulteriormente valorizzare e migliorare. Oggi, grazie alla nostra più ampia offerta server, sono certo che i nostri clienti globali – società del calibro di Fiat Chrysler Automobiles (FCA), UniCredit, Finmeccanica, Enel – sapranno apprezzare la nostra capacità end-to-end di fornire le soluzioni hardware – tablet e smartphone compresi – necessarie ad aumentare la produttività e focalizzarsi sul proprio core business».

Specializzazione, partner cercasi

L’artefice di una positiva relazione con il mondo delle piccole e medie imprese è il gruppo Smb and channel, diretto da Federico Carozzi, ovviamente attraverso la fondamentale collaborazione dei partner: distributori, integratori e rivenditori. Un universo a sua volta suddiviso in una grande area “open channel”, di circa 15mila rivenditori locali, e nel “club preferenziale” del canale certificato, coordinato in modo specifico dal braccio destro di Carozzi, che è Rossella Specia con il ruolo di channel sales manager. «Il primo obiettivo – dice Carozzi – è assicurare a tutti i nostri partner un’unica interfaccia verso l’intero catalogo di prodotti rivolti ai clienti Smb. Per quanto riguarda il mondo open channel facciamo leva sui nostri distributori e sul nostro contact center che fa da punto di riferimento per tutti i reseller non certificati. Sul canale certificato abbiamo invece un team di persone che seguono direttamente questi partner, con cui andiamo a offrire insieme le soluzioni sui clienti SMB».

In maniera particolare, proprio per i nostri partner certificati, l’arrivo dei prodotti server x86 comporta un cospicuo aumento di personale addetto e un necessario ripensamento delle modalità di dialogo con loro. «A tutti vogliamo dare nuovo valore, potenziando i programmi dei corsi di qualificazione e, a livello locale, moltiplicando le attività di training e le altre iniziative per il go-to-market». Infatti, Rossella Specia spiega che, con l’arrivo dei nuovi prodotti, lo staff a supporto del canale certificato triplicherà, passando da tre a dieci persone, che potranno così essere più presenti sul territorio. Ma anche il contact center dedicato, oggi è molto più popolato, con un gruppo di risorse che potranno consentire una copertura diversa per gli obiettivi “a valore”.


#Lenovo Tra catalogo prodotto, riorganizzazione e strategia per il canale @lenovoitalia
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Il canale Lenovo prevede tre livelli di certificazione: un numero ristretto di partner “Gold”; oltre un centinaio di partner “Premium” e un numero ragguardevole di partner “Acquisition”, ovvero quelli che hanno iniziato da poco a lavorare direttamente con Lenovo. L’insieme dei partner è sottoposto a un costante lavoro di verifica e analisi, per consentire una copertura uniforme e priva di sovrapposizioni per territorio o specializzazione tecnologica. «Proprio in vista delle nuove opportunità legate alla piattaforma server x86 – aggiunge Rossella Specia – è stato lanciato il programma “specialty” per premiare le competenze dei partner e la loro capacità di fornire soluzioni ad alto valore aggiunto ai loro clienti». Questa nuova classe di partner specializzati comporta infatti degli impegni e delle competenze tecnologiche rilevanti, ma si traduce in migliori possibilità di guadagno per i partner certificati.

Il nuovo management team di Lenovo Italia. (da sinistra) Maurizio Di Carlo smartphone country leader – Cinzia Bianchi consumer country manager – Alessandro de Bartolo enterprise business group country manager – Federico Carozzi SMB country manager – Luca Gasparini enterprise country manager – Elio Biella global account manager – Rossella Specia channel sales manager – (al centro) Mirko Poggi AD e country general manager

Vincere da campioni

Mirko Poggi intende far leva su questa riorganizzazione per raggiungere traguardi molto ambiziosi. «Le nostre strutture a presidio del canale e dei grandi clienti saranno sicuramente in grado di assicurare un livello di crescita adeguato» – osserva l’AD e country general manager. Abbiamo allestito un’organizzazione ben strutturata, capace di coprire il mondo della distribuzione con account dedicati e i partner di canale attraverso una rete di persone ancora più presenti a livello nazionale. Approcceremo i clienti finali in base alle dimensioni dell’azienda, per territorio e per settore economico, grazie a una struttura di pre-vendita enterprise in grado di dare valore ai prodotti server e storage». Lenovo, insomma, sta giocando per vincere da campioni, con tante nuove idee e soprattutto un coraggio e una determinazione che in questo settore dell’informatica non si vedevano da tempo.

Foto di Gabriele Sandrini

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Lenovo, traguardi ancora più ambiziosi https://www.datamanager.it/2015/03/lenovo-traguardi-ancora-piu-ambiziosi/ Mon, 23 Mar 2015 09:46:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71920 Con un nuovo management team in assetto dai primi di aprile, la società si rafforza per seguire al meglio tutti i mercati di riferimento e crescere nell’area grandi aziende e Pubblica Amministrazione Comprensibilmente soddisfatto, Mirko Poggi, general manager e amministratore delegato di Lenovo Italia, presenta alla stampa la nuova organizzazione della società, fresca dell’integrazione del […]

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Con un nuovo management team in assetto dai primi di aprile, la società si rafforza per seguire al meglio tutti i mercati di riferimento e crescere nell’area grandi aziende e Pubblica Amministrazione

Comprensibilmente soddisfatto, Mirko Poggi, general manager e amministratore delegato di Lenovo Italia, presenta alla stampa la nuova organizzazione della società, fresca dell’integrazione del business x86 ex-IBM. Ma fresca soprattutto di un 2014 (l’anno fiscale della multinazionale si chiude al 31 marzo, come è prassi per molte aziende asiatiche) davvero da incorniciare: anche se i dati non sono ancora noti, Mirko Poggi prevede che il fatturato di collochi nell’area dei 50 miliardi di dollari a livello globale, in netta crescita rispetto ai 39 dell’esercizio precedente. Un incremento di ricavi cui non sono estranee le acquisizioni, come quella degli x86 da IBM o quella di Motorola Mobility da Google, ma che deve molto alla crescita organica: sull’onda di un record di 22 trimestri consecutivi di crescita, Lenovo ha infatti superato il 20% di quota di mercato nei PC, in base ai dati IDC, rafforzando la sua posizione di numero uno a livello mondiale, e ha conquistato il terzo posto sia nell’ambito server sia in quello smartphone e tablet.

“Ma quello che è interessante notare – evidenzia Poggi – è che in tutte queste categorie, chi occupa le prime o le seconde posizioni non è sempre lo stesso vendor, e questo non fa che rinsaldare la nostra forza competitiva”. Passando all’area EMEA, Lenovo è invece al secondo posto del mercato PC, ma con una quota (sempre su dati IDC) del 19,7%, cioè “analoga a quella che deteniamo a livello globale”, fa notare Poggi, evidenziando anche la seconda posizione nei PC conquistata in Italia: “Un risultato notevole, se si pensa che fino a due anni fa eravamo ancora al di sotto delle prime cinque posizioni”.

Le strategie per l’Italia

Sull’onda di questi successi, e con l’arrivo anche nella compagine italiana delle cinquanta persone provenienti dalla divisione x86 di IBM, quali sono dunque le priorità strategiche riservate al nostro Paese nel nuovo anno che inizia in aprile? Mirko Poggi non si fa pregare: “Al primo posto mettiamo la crescita, con l’ambizione di essere al numero uno dei server anche in Italia, e intendiamo affrontare al meglio tutto il mercato professionale: oggi disponiamo di un portafoglio prodotti e soprattutto di un ventaglio di competenze, grazie all’arrivo in squadra delle persone prima in IBM, che ci permettono di gestire tutte le complessità del mercato, dalle Piccole e Medie Imprese alle grandi aziende, e perché no anche la Pubblica Amministrazione”. In questo sforzo rientra anche il Canale, che a breve vedrà presentato un nuovo programma che riguarderà l’intero portafoglio prodotti, con un “modello di coverage unico e semplificato”, anticipa Poggi.

La squadra di vertice

Gli ambiziosi traguardi di Lenovo Italia prevedono anche una squadra di manager rinnovata, che al top vede due persone di estrazione Lenovo e due ex-IBM, con Federico Carozzi in qualità di country leader per la Distribuzione, i Prodotti e il Canale, al quale fa capo l’organizzazione di Rossella Specia, responsabile del Canale Certificato, per seguire direttamente i Business Partner di Lenovo; inoltre, vi è Luca Gasparini, country leader per il mercato Enterprise, per seguire i grandi clienti e la Pubblica Amministrazione, e infine Alessandro de Bartolo, che in IBM era a capo dell’area server e che ora, nella posizione di country leader per EBG (Enterprise Business Group), mantiene la responsabilità sui server, allargandola anche all’ambito storage.

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Lenovo compete su tutti i mercati. Server x86 ex-IBM integrati anche in Italia https://www.datamanager.it/2015/02/lenovo-compete-tutti-i-mercati-server-x86-ex-ibm-integrati-in-italia/ Mon, 09 Feb 2015 11:22:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=69066 Come previsto, dall’inizio di quest’anno è stato completato anche nel nostro Paese il passaggio dei server x86 di IBM  al colosso numero uno mondiale dei pc, che rinnova le ambizioni anche nell’area enterprise La promessa è stata mantenuta. Non che vi fossero dubbi, vista la serietà di entrambe le parti. Ma è un fatto che […]

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Come previsto, dall’inizio di quest’anno è stato completato anche nel nostro Paese il passaggio dei server x86 di IBM  al colosso numero uno mondiale dei pc, che rinnova le ambizioni anche nell’area enterprise

La promessa è stata mantenuta. Non che vi fossero dubbi, vista la serietà di entrambe le parti. Ma è un fatto che a partire dal primo giorno del 2015 la transizione a Lenovo, di dipendenti e attività commerciali del business IBM x86 si è completata anche in Italia. In effetti, già dal primo ottobre 2014 l’integrazione era divenuta operativa nelle aree USA e Asia, ma in ragione dell’ampio numero di paesi e di processi coinvolti nell’area EMEA, la società aveva anticipato che il passaggio sarebbe avvenuto nei mesi successivi, per garantire un’integrazione fluida e ottimizzata. Adesso, la transizione a Lenovo si è completata praticamente in tutta l’area EMEA, dove il passaggio ha riguardato circa mille persone delle oltre seimila e 500 impegnate a livello globale nel business x86 ex-IBM. Per la cronaca, va segnalato che in ambito EMEA ci sono ancora una manciata di paesi minori che affronteranno il passaggio a brevissimo termine.


Lenovo compete anche nell’area enterprise @lenovoitalia ‪@EMEALenovox86 @Lenovox86Server
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NUOVA STRUTTURA

Tornando all’Italia, oltre 50 persone sono entrate a far parte del team di Lenovo: «In questa prima fase dell’integrazione stiamo identificando le modalità per ottimizzare al meglio il coverage sul mercato e sui clienti» – spiega a Data Manager, Mirko Poggi, general manager e amministratore delegato di Lenovo Italia. In effetti, per la filiale italiana del colosso numero uno mondiale dei pc si tratta di un salto di dimensioni non indifferenti: «La nostra organizzazione era numericamente inferiore ai 50 e più nuovi ingressi, capitanati da Alessandro De Bartolo, precedentemente al timone dell’area x86 in IBM, che ha assunto in Lenovo Italia la carica di EBG (Enterprise Business Group) Leader. Il nuovo team che va oggi a integrarsi nella filiale italiana ci permetterà di rafforzare notevolmente il nostro livello di copertura e penetrazione sul mercato, anche da un punto di vista qualitativo, grazie alle nuove competenze di tipo infrastrutturale portate in dote dalle persone ex-IBM e che prima non avevamo in questo settore» – sottolinea Poggi. Anche dal punto di vista logistico, Lenovo Italia assume una nuova struttura: se fino a ora le persone erano tutte concentrate nella sede di Segrate alle porte di Milano, oggi si aggiunge una nuova filiale a Roma. L’occasione è stata colta anche per rinnovare gli uffici esistenti, uniformandoli a un nuovo layout che si ispira al concetto di “smart working”, un’iniziativa intrapresa a livello di intera regione Sud-Europa di Lenovo – che comprende Italia, Francia, area iberica e Israele.


Mirko Poggi: Nel 2015, fatturato x86 a 5 miliardi $ @lenovoitalia ‪@EMEALenovox86 @Lenovox86Server
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AMBIZIONI DI MERCATO

Come noto, Lenovo ha acquisito il business dei server x86 di IBM per intero e si è impegnata a proseguire nella roadmap di prodotto IBM x86, che comprende anche i sistemi integrati Flex basati su piattaforma x86. Lenovo continuerà perciò a sviluppare e innovare in tutte queste famiglie di prodotto. Come già annunciato, IBM continuerà a effettuare i servizi di supporto e manutenzione per conto di Lenovo per un congruo periodo di tempo, per far sì che i clienti abbiano la garanzia di una transizione assolutamente fluida e senza cambiamenti nel supporto e nella manutenzione. Infine, per quanto riguarda il mercato dove l’ambito x86 vale a livello mondiale una cifra attorno ai 42 miliardi di dollari e presenta ancora delle prospettive di crescita, l’obiettivo dichiarato di Lenovo è quello di essere sempre più protagonisti. «Nel 2015, intendiamo arrivare a un fatturato x86 nell’ordine dei cinque miliardi di dollari globali, mantenendo un buon livello di profittabilità. In questo scenario, l’Italia può dare un ottimo contributo al totale, visto il buon andamento di questo segmento. Se a livello mondiale Lenovo è attualmente al terzo posto, in Italia oscilliamo tra la seconda e la terza posizione in relazione al trimestre considerato, e questo ci rende molto ottimisti» – conclude Mirko Poggi.


Lenovo continuerà a sviluppare e innovare tutte le famiglie di prodotto x86 @lenovoitalia ‪@EMEALenovox86 @Lenovox86Server
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Lenovo punta sul canale. Più valore ai partner https://www.datamanager.it/rivista/lenovo-punta-sul-canale-pi-valore-ai-partner-55508.html Thu, 17 Apr 2014 14:00:54 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/lenovo-punta-sul-canale-piu-valore-ai-partner/ Ottimi risultati per le vendite tramite terze parti. Focalizzazione sul canale con la strategia Channel First e attenzione al mercato delle piccole e medie imprese   Sempre più sotto i riflettori, Lenovo (www.lenovo.com/it) non mostra di voler rallentare la strategia di crescita intrapresa da tempo a livello internazionale. I primi mesi del 2014 hanno già […]

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Ottimi risultati per le vendite tramite terze parti. Focalizzazione sul canale con la strategia Channel First e attenzione al mercato delle piccole e medie imprese

 

Mirko Poggi amministratore delegato e country general manager di Lenovo ItaliaSempre più sotto i riflettori, Lenovo (www.lenovo.com/it) non mostra di voler rallentare la strategia di crescita intrapresa da tempo a livello internazionale. I primi mesi del 2014 hanno già visto come noto l’accordo con IBM, per l’acquisizione del business relativo ai server x86, e quello con Google, relativo al passaggio in mani cinesi delle attività di Motorola. Ma la crescita passa anche da quello che da sempre è considerato una componente chiave del successo sul mercato di Lenovo: il canale. In un incontro organizzato a Milano a metà marzo per fare il punto sulle novità più recenti, e caratterizzato dalla presenza di quasi tutto il top management di Lenovo in Italia, Mirko Poggi, amministratore delegato e country general manager della filiale italiana, ha infatti ribadito come l’azienda tragga praticamente il 100% del proprio fatturato dal canale. «A livello EMEA, i dati Context relativi al 2013 evidenziano come il 94% del nostro fatturato sia passato per il canale, e soprattutto che il business complessivo sia aumentato, sempre a livello Emea, di 1,5 miliardi di euro. Non solo: nel 2013, il numero delle terze parti che trattano Lenovo sono cresciute del 16%, contro una diminuzione del 9% della media del mercato» – ha sottolineato Poggi. Logico quindi che all’inizio di quest’anno la società abbia annunciato un ulteriore sviluppo del programma di canale “One Channel”, a conferma dell’approccio “Channel First” e focalizzato in particolare sul mercato delle piccole e medie imprese. A illustrare i dettagli del programma ci ha pensato Giacomo Mosca, storage sales specialist di Lenovo Enterprise Business Group, che ha spiegato: «Gli obiettivi di One Channel Lenovo sono innanzitutto quello di semplificare l’approccio al canale, in modo che i piani siano semplici da capirsi e immediatamente realizzabili. La parola chiave è proprio comprensibilità, che abbiamo raggiunto con la semplificazione. Entro maggio, chiariremo anche il modo in cui il revenue del canale verrà misurato». È in aprile infatti che Lenovo inizia il nuovo anno fiscale (infatti la divisione Server & Storage da quella data diventerà “Enterprise Business Group”), e vedrà la società implementare una soluzione per la misurazione del fatturato del canale, in collaborazione con Context. Nelle parole della società, Lenovo è «il primo top vendor a implementare un sistema del genere, che sarà la base per tutta la reportistica, tra cui gli obiettivi dei partner, il loro raggiungimento e i pagamenti degli sconti. Questo cambiamento darà ai partner una visione più trasparente della loro attività di business con Lenovo e di come questa si traduce in premi e incentivi guadagnati». Tra le altre misure vi sono in primo luogo il consolidamento dei programmi per lo storage: il portale Iomega ioclub e i programmi Iomega vedranno piena transizione nel Lenovo Partner Portal e nel Portale degli incentivi One Channel, mentre i Premium Partner di Lenovo godranno di premi anche sulla vendita di storage LenovoEMC. Inoltre, tutte le linee di prodotti business, tra cui server e storage, non hanno soglie minime di fatturato e quindi i partner ricevono compensi fin dalle prime vendite.

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Lenovo, il successo del canale https://www.datamanager.it/news/lenovo-il-successo-del-canale-54685.html Tue, 18 Mar 2014 13:43:30 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/lenovo-il-successo-del-canale/ Ottimi risultati per le vendite tramite terze parti e nuovi prodotti in rampa di lancio: il 2014 della società è in deciso attacco

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Ottimi risultati per le vendite tramite terze parti e nuovi prodotti in rampa di lancio: il 2014 della società è in deciso attacco

Sempre più sotto i riflettori, Lenovo non mostra di voler rallentare la strategia di crescita intrapresa da tempo a livello internazionale. I primi mesi del 2014 hanno già visto come noto l’accordo con IBM, per l’acquisizione del business relativo ai server x86, e quello con Google, relativo al passaggio in mani cinesi delle attività di Motorola. Ma la crescita passa anche da quello che da sempre è considerato una componente chiave del successo sul mercato di Lenovo: il canale. In un incontro organizzato a Milano a metà marzo per fare il punto sulle novità più recenti, e caratterizzato dalla presenza di quasi tutto il top management di Lenovo in Italia, Mirko Poggi, amministratore delegato e country general manager della filiale italiana, ha infatti ribadito come l’azienda tragga praticamente il 100% del proprio fatturato dal canale. “A livello EMEA i dati Context relativi al 2013 evidenziano come il 94% del nostro fatturato sia passato per il canale, e soprattutto che il business complessivo sia aumentato, sempre a livello EMEA, di 1,5 miliardi di euro. Non solo: nel 2013; il numero delle terze parti che trattano Lenovo sono cresciute del 16%, contro una diminuzione del 9% della media del mercato”, ha sottolineato Poggi. Logico quindi che all’inizio di quest’anno la società abbia annunciato un ulteriore sviluppo del programma di canale “One Channel”, a conferma dell’approccio “Channel First” e focalizzato in particolare sul mercato delle piccole e medie imprese.

Parola d’ordine: comprensibilità

A illustrare i dettagli del programma ci ha pensato Giacomo Mosca, storage sales specialist di Lenovo Enterprise Business Group, che ha spiegato: “Gli obiettivi di One Channel Lenovo sono innanzitutto quello di semplificare l’approccio al canale, in modo che i piani siano semplici da capirsi e immediatamente realizzabili. La parola chiave è proprio comprensibilità, che abbiamo raggiunto con la semplificazione, mentre da aprile – maggio chiariremo anche il modo in cui il revenue del canale verrà misurato”. È in aprile infatti che Lenovo inizia il nuovo anno fiscale (infatti la divisione Server & Storage da quella data diventerà “Enteprise Business Group”), e vedrà la società implementare una soluzione per la misurazione del fatturato del canale, in collaborazione con Context. Nelle parole della società, Lenovo è “il primo top vendor a implementare un sistema del genere, che sarà la base per tutta la reportistica, tra cui gli obiettivi dei partner, il loro raggiungimento e i pagamenti degli sconti. Questo cambiamento darà ai partner una visione più trasparente della loro attività di business con Lenovo e di come questa si traduce in premi e incentivi guadagnati”. Tra le altre misure vi sono in primo luogo il consolidamento dei programmi per lo storage: il portale Iomega ioclub e i programmi Iomega vedranno piena transizione nel Lenovo Partner Portal e nel Portale degli incentivi One Channel, mentre i Premium Partner di Lenovo godranno di premi anche sulla vendita di storage LenovoEMC. Inoltre, tutte le linee di prodotti business, tra cui server e storage, non hanno soglie minime di fatturato e quindi i Partner ricevono compensi fin dalle prime vendite.

Novità server e storage

Naturalmente, la crescita del business passa anche dalla disponibilità di nuovi prodotti, e in questo senso il 2014 di Lenovo si riconferma ancora una volta all’attacco. Nell’attesa del consolidamento dell’acquisizione dei server x85 da IBM, che avrà i suoi effetti molto più avanti nel corso dell’anno, Gianluca Degliesposti, executive director servers & storage di Lenovo EMEA, ha tenuto a sottolineare che “questa acquisizione prevede la massima continuità nell’account management e in tutte quelle che sono le attività di sviluppo e produzione finora in capo a IBM, con 7.500 persone presenti nelle varie regioni del mondo, ma soprattutto ci rende il numero 3 nel mondo dei server, anche se è intenzione di Lenovo non fermarsi qui”.

Non a caso, alcuni annunci hanno messo ulteriore carne al fuoco: il portafoglio ThinkServer ha visto infatti aggiungersi il nuovo modello TD340, un tower che completa una gamma già ampia e ideale per chi non utilizza i rack (tipicamente le Piccole Medie Imprese), e i due nuovi rack RD340 e RD440; tutti questi nuovi sistemi dispongono di due processori della serie Intel Xeon E5-2400 v2. È nuovo anche ThinkServer SA120, una Direct Attached Storage enclosure, cioè un contenitore di dischi che va collegato a un server, per utilizzare una grande quantità di dischi senza “intelligenza”. Una singola enclosure DAS ThinkServer SA120 si può infatti configurare per il supporto di dodici unità disco SAS da 3,5 pollici ad alta capacità, ulteriori unità disco nel pannello anteriore e quattro unità disco opzionali SSD da 2,5 pollici nel pannello posteriore per espandere la capacità di storage diretto. Il modello SA 120 offre un grande valore aggiunto ai clienti che cercano versatilità di espansione, ampia ridondanza e alta efficienza, a una frazione del costo e complessità che caratterizzano le tipiche soluzioni SAN.

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L’inarrestabile ascesa di Lenovo https://www.datamanager.it/rivista/l-inarrestabile-ascesa-di-lenovo-52208.html Thu, 12 Dec 2013 12:04:56 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/linarrestabile-ascesa-di-lenovo/ Per il più grande produttore di pc al mondo, il 2013 è stato l’anno dei record. In Italia, fuoco incrociato su segmento business e consumer. Introduzione degli smartphone nella seconda metà del prossimo anno e riflettori su server e storage. L’AD italiano, Mirko Poggi, punta al primato nel segmento pc plus e raddoppia il canale: […]

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Per il più grande produttore di pc al mondo, il 2013 è stato l’anno dei record. In Italia, fuoco incrociato su segmento business e consumer. Introduzione degli smartphone nella seconda metà del prossimo anno e riflettori su server e storage. L’AD italiano, Mirko Poggi, punta al primato nel segmento pc plus e raddoppia il canale: «Crescere non deve essere una corsa che lascia senza fiato»

 

Mirko Poggi country general manager e amministratore delegato di Lenovo ItaliaSecondo alcuni esperti di management come Tom Peters, le grandi aziende non performano bene nel lungo periodo perché perdono di agilità. La scienza delle fusioni e acquisizioni ha dimostrato che il tutto è sempre meno della somma delle singole parti. E la grande abbuffata dei merger anni Novanta ha confermato che non bisogna essere grandi per essere eccellenti. Se non c’è coerenza tra crescita dimensionale e leadership di mercato, si rischia di diventare giganti con i piedi di argilla e la testa tra le nuvole. Gli esempi non mancano. Ma non è questo il caso di Lenovo (www.lenovo.com/it), che consolida per il secondo trimestre consecutivo la sua posizione di leadership. Ma che cosa significa continuare a crescere per il più grande produttore di pc al mondo, dopo il sorpasso di HP? «Crescere significa avere responsabilità sempre più grandi e capacità di gestione sempre più efficiente» – risponde Mirko Poggi, country general manager e amministratore delegato di Lenovo Italia. «Non bisogna mai fare il passo più lungo della gamba. Crescere non deve essere una corsa che lascia senza fiato. Anche in Italia, stiamo seguendo una strategia di crescita organica, attenta a non appesantire la struttura per restare agili sul mercato».

 

La prova dell’innovazione

Lenovo continua a investire nel core business del pc: è questa la vera notizia in un momento di incertezza del mercato. «Europa e Italia sono mercati maturi in cui Lenovo è messa alla prova dell’innovazione di nuovi prodotti – dice Poggi – ma le cifre dimostrano che siamo pronti a reggere il fenomeno della consumerizzazione per dare all’utente sia aziendale sia consumer, il prodotto che meglio risponde a tutti i momenti della sua vita: noi  la chiamiamo “multimodalità” – e un esempio è il nostro ThinkPad Helix: laptop quando necessario scrivere a lungo, tablet quando in movimento. Lenovo con la sua strategia dei piccoli passi sta conquistando la leadership in entrambi i segmenti. Big data e cloud moltiplicano il numero dei device necessari per abilitare l’accesso alle informazioni. Lenovo è pronta a cogliere la sfida della multimodalità e a vincerla».

Multimodalità

Al di là delle etichette commerciali, secondo Mirko Poggi, è l’uso che definisce il mercato. «I pc stanno diventando sempre più multimodali e ibridi, determinando una sovrapposizione tra uso personale e professionale. Android ha preso piede pesantemente anche in ambito professionale, ed è sempre più vicino a Windows. Le caratteristiche specifiche dei pc professionali restano – però – marcate, come la differenza tra Windows e Windows Pro e la discriminante sicurezza a livello enterprise, che non avrebbe senso far pesare in termini di costo all’end user».

Lenovo over the top

Con la cifra record di 29 milioni di unità vendute (con una media di 4 dispositivi al secondo), per il secondo trimestre fiscale (chiuso il 30 settembre) il fatturato globale di Lenovo ha raggiunto quota 9,8 miliardi di dollari, con una crescita positiva del +13% anno su anno, mentre i profitti fanno un balzo in avanti del +36% fino a quota 220 milioni. Con una quota di mercato mondiale di oltre il 17%, Lenovo è il primo produttore globale nel segmento dei personal computer (dati IDC e Gartner).

Fatturato EMEA in crescita

Per quanto riguarda la regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), guidata dall’italiano Gianfranco Lanci, presidente e SVP del gruppo, nel secondo trimestre fiscale, Lenovo ha continuato nella sua rapida crescita rafforzando ulteriormente la sua posizione di numero due del mercato (raggiunta per la prima volta nel terzo trimestre dell’anno fiscale precedente), e posizionandosi al primo posto in 12 paesi di quest’area geografica (e tra i primi tre vendor in ben 31 paesi), con una quota di mercato EMEA del 15% (dati preliminari IDC), che si traduce in un aumento di +4,2 punti percentuali sullo stesso periodo dell’anno precedente. Il fatturato del secondo trimestre di Lenovo in EMEA è stato di 2,3 miliardi di dollari, in crescita del +26% e oggi pari al 23% del fatturato globale di Lenovo.

L’anno dei record

Per Lenovo, il 2013 è stato l’anno dei record. «Stiamo vivendo un momento molto favorevole» – ha affermato Mirko Poggi. «Lo scorso trimestre, quando IDC e Gartner ci hanno riconosciuto la prima posizione a livello mondiale nella vendita di pc classico, a far crescere i risultati sono stati anche tablet e smartphone, arrivati al 15% delle vendite totali del gruppo, dimostrando così il costante impegno di Lenovo a 360 gradi, nel mercato dei digital device» – ha spiegato Mirko Poggi.

Ma qual è la sfida per il 2014? «Lenovo punta al primato nel segmento “pc plus”, che comprende tablet, smartphone, smart tv e ogni genere di oggetto connesso a Internet». Lenovo è entrato a gamba tesa nel mercato dei tablet consumer per Android con il nuovo Yoga Tablet, mentre nella gamma professionale anche il tablet si declina sotto il brand Think, con il ThinkPad Tablet 2, basato su Windows 8 Pro. «Stiamo adattando la strategia mondiale di Lenovo anche al mercato italiano. Per il 2014, la priorità in Italia rimane la copertura territoriale».

Il canale si fa in due

Lenovo ha rafforzato la struttura di canale in Italia, focalizzandosi sia sulla distribuzione aperta a tutti i dealer italiani sia sui Premium Partner. «Per noi il canale è fondamentale» – ha detto Mirko Poggi. «A livello mondiale, più del 95% delle nostre vendite avviene tramite canale. La novità principale è lo sdoppiamento del canale in due parti: distribuzione e canale premium dei partner certificati. Negli ultimi nove mesi siamo cresciuti nel segmento commercial, ma stiamo spingendo anche sul lato consumer. Federico Carozzi ha la responsabilità della gestione dell’open market e Luca Gasparini quella del segmento Smb e dei partner di canale certificati». Gli obiettivi per il canale sono duplici: «Il primo è aumentare il numero di reseller che trattano il nostro brand. In Italia, è possibile stimare 15mila reseller. Siamo lontani dal coprirli tutti e quindi c’è ampio margine per incrementare la numerica». Secondo obiettivo: «Abbiamo un canale certificato di circa cinquanta partner Lenovo e contiamo di triplicarlo nell’arco di un anno e mezzo».

Più tablet e meno PC?

Secondo IDC, nel 2013 le vendite di tablet sono cresciute del 58,7%, arrivando a toccare quota 229,3 milioni, mentre le vendite di pc consumer hanno registrato una brusca frenata. Il settore business invece rimarrà stabile. IDC ritiene che le aziende continueranno a preferire i pc desktop ai nuovi device sebbene la pratica del BYOD sia già piuttosto diffusa. Le ultime stime di IDC dicono che per la fine di quest’anno il settore dei pc consumer registrerà un calo record pari al 10,1%. «Il mercato dei pc vale più di 200 miliardi di dollari. Nonostante il calo di mercato dei pc, la strategia premia Lenovo con una redditività che cresce più del fatturato. E per l’Italia, ci sono grandi opportunità di crescita grazie al potenziamento del canale» – ha affermato Mirko Poggi.

Smartphone in Italia dal 2014

Per la prima volta, Lenovo è anche il terzo produttore mondiale di smartphone nella classifica di Gartner. Il periodo di riferimento è il terzo trimestre 2013, durante il quale le vendite di telefoni cellulari in tutto il mondo sono state di 455,6 milioni di unità, pari a un incremento del 5,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. «A guidare la crescita è stata come sempre la regione Asia/Pacifico, ma per la prima volta quest’anno torna a crescere anche l’Europa Occidentale. In Italia, gli smartphone al momento non sono commercializzati, pensiamo di introdurli nella seconda metà del 2014».

Server & Storage

Anche con i server e lo storage, il gruppo di origine cinese potrebbe trovare nuove vie di crescita. Lenovo è al momento un attore di nicchia su questo mercato da 51 miliardi di dollari, dominato da IBM, Dell e HP, ma – lo scorso anno – ha siglato una partnership con EMC, leader mondiale nello storage, che le ha permesso un ampliamento dell’offerta grazie all’acquisizione della gamma di soluzioni che prima andava sotto il brand Iomega, oggi LenovoEMC. A Gianluca Degliesposti il compito di guidare a livello EMEA la divisione Server & Storage, che punta per esempio su nuovi ThinkServer, progettati per rispondere in particolare alle necessità di applicazioni di virtualizzazione e cloud computing. 

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