Mitsubishi Electric – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 10 Jun 2026 08:33:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Mitsubishi Electric – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Mitsubishi Electric: l’intelligenza artificiale riscrive le regole dei data center https://www.datamanager.it/2026/06/mitsubishi-electric-lintelligenza-artificiale-riscrive-le-regole-dei-data-center/ Wed, 10 Jun 2026 08:33:43 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253350 Densità di calcolo sempre più elevate, consumi energetici sotto osservazione e nuove esigenze di raffreddamento spingono il settore verso architetture più efficienti, sostenibili e pronte per l’AI La crescita dell’intelligenza artificiale, l’aumento della densità dei server e la pressione crescente su sostenibilità ed efficienza energetica stanno ridefinendo il futuro dei data center. Alla luce di […]

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Densità di calcolo sempre più elevate, consumi energetici sotto osservazione e nuove esigenze di raffreddamento spingono il settore verso architetture più efficienti, sostenibili e pronte per l’AI

La crescita dell’intelligenza artificiale, l’aumento della densità dei server e la pressione crescente su sostenibilità ed efficienza energetica stanno ridefinendo il futuro dei data center. Alla luce di queste dinamiche anticipare le esigenze infrastrutturali non è più un vantaggio competitivo: è una necessità.

È quanto è emerso nel corso del Data Cloud Congress, svoltosi di recente a Cannes, uno dei principali appuntamenti internazionali del settore, che ha riunito i C-level delle più grandi multinazionali del digitale. «La principale criticità è la rapidità con cui cambiano le tecnologie. Chi investe oggi deve fare i conti con l’incertezza delle esigenze future. Progettare un data center significa quindi immaginare già oggi quali carichi dovrà gestire tra due o tre anni», spiega Gianluca Favaron, Sales National Key Account Section Manager IT Cooling di Mitsubishi Electric.

Un big data center richiede mediamente fino a tre anni per essere costruito, un arco di tempo in cui l’avanzamento tecnologico può stravolgere le premesse progettuali iniziali. «Se un operatore prevede che il 70% dei propri sistemi sarà costituito da server ad alta densità, deve progettare le infrastrutture in modo coerente con quell’obiettivo fin dal primo giorno. Ogni modifica successiva genera ritardi e costi che si potevano evitare», aggiunge Favaron.

L’impatto dell’intelligenza artificiale

L’accelerazione dell’intelligenza artificiale rende il quadro ancora più complesso. La crescente diffusione delle GPU – processori specializzati nei calcoli paralleli fondamentali per l’AI e il machine learning – sta aumentando in modo significativo la potenza dissipata dai server. Dati confermati anche da Data Center Nation, l’evento milanese che si è tenuto il 27 maggio: «Attualmente siamo nell’ordine di 50-60 kW per rack, ma il mercato sta già guardando a configurazioni da 140 kW. In altri contesti si parla di sistemi superiori ai 200 kW, con sperimentazioni che arrivano fino a 600 kW», afferma Favaron.

Carichi di questo livello impongono una revisione profonda delle architetture di raffreddamento e delle infrastrutture energetiche. «L’obiettivo è ridurre le complessità della supply chain e accorciare i tempi di consegna», osserva Favaron. Una strada che permette anche di attenuare l’impatto della volatilità dei costi delle materie prime, dei trasporti e dei tempi di fornitura.

Sostenibilità come driver strategico

In parallelo alla velocità di sviluppo, cresce anche l’attenzione verso la sostenibilità. Il settore si interroga su consumi energetici, utilizzo dell’acqua e impatto ambientale complessivo dei data center. «Sostenibilità significa sviluppare soluzioni che consentano di ridurre il consumo di acqua, limitare l’inquinamento acustico e migliorare i rendimenti energetici dei sistemi», spiega Favaron. Un tema destinato a diventare sempre più decisivo, in linea con le richieste dei grandi operatori globali e con gli obiettivi di decarbonizzazione delle infrastrutture digitali.

La risposta tecnologica di Mitsubishi Electric si concentra quindi sull’evoluzione dei sistemi di raffreddamento. «L’intelligenza artificiale e l’High Performance Computing stanno riscrivendo le regole del raffreddamento dei data center. Per questo abbiamo sviluppato specifici reference design pensati per accompagnare il passaggio dalle architetture tradizionali a quelle di nuova generazione», spiega Favaron. Al centro di questo approccio c’è l’hybrid cooling, che integra raffreddamento a liquido e ad aria. «I nuovi server arriveranno a dissipare circa 140 kW per rack. In questi casi prevediamo che l’80-85% del calore venga gestito tramite liquid cooling, mentre la quota restante continuerà a essere trattata con sistemi ad aria».

Un’infrastruttura integrata per i data center AI-ready

L’approccio di Mitsubishi Electric non si limita ai singoli componenti, ma si concretizza in un ecosistema integrato e già disponibile sul mercato, composto da:

  • Chiller e sistemi free-cooling ad alta efficienza.
  • Fanwall ad acqua refrigerata per l’ottimizzazione dei flussi in sala.
  • CDU (Cooling Distribution Unit) dedicate alla gestione del fluido termovettore.

Grazie alla capacità di fornire combinatamente sia le apparecchiature di condizionamento per le sale server sia le unità CDU per i rack, l’azienda è in grado di offrire una soluzione chiavi in mano per il trattamento delle cosiddette white space, i cuori pulsanti dei server di nuova generazione.

Questa transizione tecnologica viaggia in parallelo con una forte impronta green. Per Mitsubishi Electric, supportare gli hyperscale data center significa ridurre drasticamente i consumi di acqua, abbattere l’inquinamento acustico e massimizzare i rendimenti energetici. Una proposta integrata che risponde sia alle severe metriche dei grandi player globali sia agli obiettivi europei di decarbonizzazione, garantendo al contempo la massima affidabilità e la continuità operativa del sistema.

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Giorgio Fontana nominato Vice Presidente di Mitsubishi Electric filiale italiana https://www.datamanager.it/2026/05/giorgio-fontana-nominato-vice-presidente-di-mitsubishi-electric-filiale-italiana/ Mon, 04 May 2026 09:06:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252534 Mitsubishi Electric annuncia la nomina di Giorgio Fontana a Vice Presidente della filiale italiana. La decisione si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento della struttura manageriale avviato dall’azienda, che pochi giorni fa aveva annunciato la nomina di Andreas Wagner a Presidente della filiale italiana. Un percorso volto a consolidare le strategie di crescita e […]

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Mitsubishi Electric annuncia la nomina di Giorgio Fontana a Vice Presidente della filiale italiana.

La decisione si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento della struttura manageriale avviato dall’azienda, che pochi giorni fa aveva annunciato la nomina di Andreas Wagner a Presidente della filiale italiana. Un percorso volto a consolidare le strategie di crescita e ad allineare l’organizzazione agli obiettivi globali del Gruppo.

Nel nuovo ruolo, Fontana manterrà anche la responsabilità di General Manager della Divisione Climatizzazione, assicurando continuità operativa e mettendo a valore le competenze maturate nel corso della sua carriera all’interno del Gruppo.

La nomina rappresenta un passaggio strategico volto a rafforzare l’integrazione tra le diverse funzioni aziendali, accelerare i processi decisionali e sostenere lo sviluppo di soluzioni sempre più innovative e orientate alle esigenze del mercato.

Come Vice Presidente, Giorgio Fontana parteciperà attivamente alla definizione delle linee guida strategiche dell’azienda, con un focus su innovazione e sostenibilità, mantenendo al contempo la responsabilità diretta sulle attività operative della divisione.

«Sono onorato della fiducia che Mitsubishi Electric mi accorda in questa fase di evoluzione della società», dichiara Giorgio Fontana. «In un contesto in rapida trasformazione, il mio impegno sarà guidare un percorso di crescita sostenibile, valorizzando innovazione, competenze e capacità di adattamento dell’organizzazione. Per farlo, posso contare su un’organizzazione di grande valore e su un team di persone eccellenti».

Con questa nomina, Mitsubishi Electric conferma il proprio impegno nel valorizzare i talenti interni e nel promuovere una leadership capace di guidare il cambiamento, coniugando continuità, solidità e visione di lungo periodo, in coerenza con i valori e gli obiettivi industriali che guidano il Gruppo a livello globale.

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Andreas Wagner alla guida della filiale italiana di Mitsubishi Electric https://www.datamanager.it/2026/04/andreas-wagner-alla-guida-della-filiale-italiana-di-mitsubishi-electric/ Wed, 22 Apr 2026 13:28:06 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252274 Mitsubishi Electric annuncia la nomina di Andreas Wagner come nuovo Presidente della filiale italiana, con effetto dal 1° aprile 2026. La nomina si inserisce nella strategia del Gruppo volta a rafforzare la governance europea e a consolidare la propria esperienza nei mercati chiave. Wagner subentra a Mario Poltronieri che, dopo cinque anni alla guida dell’Italia, […]

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Mitsubishi Electric annuncia la nomina di Andreas Wagner come nuovo Presidente della filiale italiana, con effetto dal 1° aprile 2026.

La nomina si inserisce nella strategia del Gruppo volta a rafforzare la governance europea e a consolidare la propria esperienza nei mercati chiave.

Wagner subentra a Mario Poltronieri che, dopo cinque anni alla guida dell’Italia, assume ora la direzione della filiale tedesca. Durante il suo mandato, Poltronieri ha contribuito in modo significativo alla crescita e al posizionamento dell’azienda in Italia e in Europa.

Con una solida esperienza internazionale, Wagner ha precedentemente guidato la filiale tedesca, distinguendosi per un approccio orientato a innovazione, sostenibilità e sviluppo strategico. Nel nuovo ruolo, sarà responsabile delle future fasi di crescita della filiale italiana, con particolare attenzione all’integrazione internazionale all’interno dell’organizzazione europea.

“Sono onorato del mio nuovo ruolo in Italia”, afferma Andreas Wagner. “Insieme al team, intendo consolidare i risultati raggiunti e continuare a creare valore per clienti, partner e stakeholder, trasformando le sfide di domani in opportunità di crescita”.

La filiale italiana di Mitsubishi Electric continua a rappresentare un punto di riferimento nel panorama industriale e tecnologico nazionale, grazie a un’offerta completa di soluzioni nei settori della climatizzazione, dell’automazione industriale e dell’automotive. La nuova leadership punta ad accelerare il proprio percorso di crescita, consolidando la posizione di mercato attraverso soluzioni sempre più innovative e orientate alla sostenibilità, in linea con il corporate statement “Changes for the Better”.

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Data center, Mitsubishi Electric: «Partita strategica per l’Europa» https://www.datamanager.it/2026/03/data-center-mitsubishi-electric-partita-strategica-per-leuropa/ Tue, 10 Mar 2026 15:17:12 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251404 La domanda crescente di AI e cloud spinge gli investimenti in data center di nuova generazione. Mitsubishi Electric punta su efficienza, raffreddamento a liquido e recupero termico come leve di competitività e sostenibilità Nel nuovo ciclo di investimenti europei in AI e cloud, la sfida principale è di aumentare non solo la capacità computazionale, ma […]

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La domanda crescente di AI e cloud spinge gli investimenti in data center di nuova generazione. Mitsubishi Electric punta su efficienza, raffreddamento a liquido e recupero termico come leve di competitività e sostenibilità

Nel nuovo ciclo di investimenti europei in AI e cloud, la sfida principale è di aumentare non solo la capacità computazionale, ma ripensare l’infrastruttura che la sostiene. Mentre cresce in modo sostenuto la domanda di nuova potenza installata, di spazi colocation e di data center ad alta densità, Mitsubishi Electric consolida il proprio ruolo nel mercato di riferimento puntando sull’evoluzione delle architetture di raffreddamento – con il passaggio dall’aria al liquido – sul recupero termico e sull’integrazione sistemica dell’impianto.

La competitività si misura sulla capacità di gestire carichi energetici crescenti, ottimizzando consumi, continuità operativa e performance. I principali vincoli allo sviluppo restano la disponibilità di energia, la capacità delle reti e la complessità degli iter autorizzativi. Gli investimenti nel settore restano elevati: tra il 2028 e il 2031 si prevedono 176 miliardi di euro di investimenti in Europa, creando oltre 300mila posti di lavoro altamente qualificati e contribuendo a 138 miliardi di euro di PIL all’anno solo attraverso i colocation data center, con previsioni in aumento fino al 2031 (Fonte EUDCA).

Le infrastrutture di proprietà degli operatori tecnologici globali, i cosiddetti hyperscale-owned data center, continuano a espandersi in tutta Europa, soprattutto in aree geografiche caratterizzate da approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili, climi favorevoli e connettività internazionale. Allo stesso tempo, i data center generano un impatto crescente sul tessuto socioeconomico europeo. Anche il mercato italiano dei data center vive una fase di espansione senza precedenti. Digitalizzazione dei servizi, cloud, intelligenza artificiale e sovranità del dato stanno attirando nuovi investimenti strutturali, riducendo il tradizionale divario con i grandi hub europei. Milano resta il principale polo di riferimento, ma l’interesse si estende progressivamente ad altre aree strategiche del Paese, con nuovi progetti greenfield e ampliamenti di infrastrutture esistenti.

Ridondanza strategica

Mitsubishi Electric è una multinazionale globale con attività che spaziano dall’elettronica all’automazione, fino alle soluzioni per la climatizzazione e refrigerazione. All’interno di questo perimetro, la divisione Living Environmental Systems presidia il mercato delle applicazioni commerciali e specialistiche, tra cui quello dei data center.

Gian Luca Favaron, sales national key account section manager Data Center Business della filiale italiana di Mitsubishi Electric Europe, spiega: «Le nostre soluzioni si distinguono per un approccio innovativo. I compressori a velocità variabile e gli algoritmi di controllo consentono di ottimizzare il funzionamento sui carichi parziali che costituiscono la condizione operativa più frequente nei data center moderni». Il risultato è la riduzione dei consumi energetici e il miglioramento concreto del PUE (Power Usage Effectiveness). «L’integrazione di soluzioni di free cooling e hybrid cooling permette inoltre di sfruttare le condizioni climatiche favorevoli, riducendo l’uso dei compressori e migliorando l’efficienza stagionale» – continua Favaron. «Le soluzioni sono sempre personalizzate in quanto le esigenze di un’infrastruttura che ospita sistemi universitari di calcolo avanzato sono diverse, per esempio, da quelle di un centro dati bancario o di un provider di servizi web». Le architetture degli impianti vengono progettate per garantire alti livelli di ridondanza (N+1, 2N), assicurando la continuità di servizio anche in caso di guasto o nei fermi per manutenzione.

Ridondanza e raffreddamento sono strettamente collegati come due livelli complementari di affidabilità e ottimizzazione energetica. «La priorità assoluta è la ridondanza» – interviene Gian Luca Favaron. «Il raffreddamento deve rimanere continuo anche in caso di guasto di una o più unità. Le rimanenti modulano i parametri operativi per regolare la temperatura, ottimizzando in modo dinamico l’efficienza complessiva senza compromettere la sicurezza dei sistemi». Questa regolazione consente di ridurre i consumi e di rendere i sistemi di raffreddamento più sostenibili in funzione dell’adozione di soluzioni più evolute. Anche l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica sono collegate.

Mitsubishi Electric, attiva all’interno dell’Italian Datacenter Association (IDA – italiandatacenter.com), contribuisce al dibattito tecnologico e strategico sul futuro delle infrastrutture digitali in Italia. All’interno di IDA, l’azienda è impegnata nel gruppo Sostenibilità e coordina il gruppo di lavoro Heat Recovery, con l’obiettivo di promuovere soluzioni concrete per il recupero e la valorizzazione del calore. «L’Europa sta accelerando sul recupero termico. Il posizionamento dell’azienda è volutamente focalizzato sul raffreddamento che è considerato l’elemento più energivoro del data center e che può esser visto come una potenziale fonte di calore a servizio della comunità» – spiega Alberto Bolzonella, sales national key account manager Data Center Cooling Business. Continua Bolzonella: «Il calore generato dai server non viene più semplicemente dissipato, ma valorizzato. Quando la temperatura richiesta dall’utilizzatore finale o del teleriscaldamento supera quella disponibile, intervengono le nostre pompe di calore. Inoltre, l’energia termica può essere reimpiegata internamente per alimentare servizi ausiliari, come la produzione di acqua calda sanitaria o il riscaldamento degli uffici».

Futuro ad alta densità

Una delle sfide principali è il passaggio dai sistemi tradizionali ad aria a quelli a liquido, resi necessari dall’aumento esponenziale delle densità di potenza nei rack. «Si tratta di un approccio integrato che consente di coprire l’intera filiera del raffreddamento, offrendo un sistema coerente e ottimizzato» – spiega Favaron. «Mitsubishi Electric ha sviluppato una Cooling Distribution Unit specificamente progettata per il raffreddamento a liquido di queste applicazioni, superando i limiti dei sistemi convenzionali ad aria. L’aumento della densità di potenza nei rack, spinto da AI, HPC e workload avanzati, sta accelerando l’adozione del raffreddamento a liquido».

La Cooling Distribution Unit (CDU) di Mitsubishi Electric consente una gestione efficiente e sicura della distribuzione del liquido refrigerante verso i rack, garantendo controllo, affidabilità e integrazione con l’infrastruttura di raffreddamento esistente. Si tratta di una tecnologia abilitante per affrontare carichi elevati e scenari futuri, dove il raffreddamento ad aria non sarà più sufficiente. «Ma il vero valore aggiunto emerge quando la CDU viene inserita in una visione sistemica dell’impianto, capace non solo di raffreddare, ma anche di valorizzare l’energia termica prodotta» – spiega Favaron. «Guardando al futuro, una delle principali novità riguarda il raffreddamento dei server destinati all’intelligenza artificiale. Il data center è destinato a diventare una delle infrastrutture fondamentali dell’economia futura, un nodo produttivo che genera valore, occupazione e opportunità per i territori. Il data center del domani non sarà valutato solo per la sua capacità computazionale, ma per la qualità delle sue infrastrutture e per il modo in cui utilizza l’energia e si integra al tessuto impiantistico del territorio».

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