Mondadori – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sat, 06 Oct 2018 12:59:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Mondadori – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Roberto Vacca, come fermare il tempo https://www.datamanager.it/2016/04/roberto-vacca-fermare-tempo/ Tue, 19 Apr 2016 10:29:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=98977 «Ho troppi interessi, non ho il tempo di invecchiare». Parola di Roberto Vacca, 89 anni, ingegnere, ricercatore, divulgatore scientifico, tra i primi in Italia a occuparsi di automazione del calcolo e sistemi esperti. Cultura politecnica, timbro di voce alla Gassman, ironia alla Flaiano, più “fico” di Sean Connery e quel guizzo laterale che fa la […]

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«Ho troppi interessi, non ho il tempo di invecchiare». Parola di Roberto Vacca, 89 anni, ingegnere, ricercatore, divulgatore scientifico, tra i primi in Italia a occuparsi di automazione del calcolo e sistemi esperti. Cultura politecnica, timbro di voce alla Gassman, ironia alla Flaiano, più “fico” di Sean Connery e quel guizzo laterale che fa la differenza. In lui, l’uomo di scienza fa pace con l’umanista. Intellettuale poliedrico, per certi versi rinascimentale, ma con lo sguardo ben attento ai temi della contemporaneità.

Lavoro, digital divide, conoscenza, crescita, innovazione e futuro. Nel suo ultimo libro, Come fermare il tempo (2016, Mondadori), descrive la riscossa dei “vecchi saggi” e ci mette in guardia dai rischi e gli inganni del tempo. Più che un manuale di resistenza umana, il libro è un vero e proprio manifesto. E quella di Roberto Vacca è una mano tesa a tutti, top manager e giovani startupper, nonni pigri e direttori in pensione, CIO e venture capitalist. «Molte decisioni che ci riguardano sono sbagliate» – spiega Roberto Vacca. «Le prende chi ha potere su di noi». Possiamo fare in modo che le cose vadano meglio?


#ComeFermareilTempo Roberto #Vacca «Non ho il tempo di invecchiare» @Librimondadori
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«Alcune fedi o -ismi propongono soluzioni positive, ma astratte. Bisogna diffidare dalle facili speranze e aiutiarsi da soli. Girano miliardi di miliardi di parole, disseminate da giornali, radio, TV, internet, social. Sono improvvisate, talora insensate» – continua Roberto Vacca. «Mirano spesso a farci usare prodotti, a favorire interessi altrui, a sottrarci soldi, ad aggregarci in comunità. Certi giovani corrono rischi di cui non hanno idea. Limitano le loro scelte». Negli anni Sessanta, la controcultura americana ripeteva: «Non fidarti di chi ha più di 30 anni. Oggi, alcuni “rottamatori” contemporanei sono fautori della meritocrazia. Però meriti, intelligenza, conoscenza sono scarsi nei loro progetti». Nello scenario di economie fragili e arsenali nucleari che possono sterminarci tutti, di sistemi tecnologici complessi e gestiti da computer secondo strategie fallibili, serve immaginazione per far evolvere la società e l’economia in modo positivo.

«La Cina – a parte inquinamento, disuguaglianze, finanza criticabile – registra successi enormi. Il merito è in parte dovuto al Nuovo Confucianesimo, che rivaluta doti insospettate, memorie dettagliate e buon senso dei vecchi. Certo alcuni sono pigri. Non hanno fiducia in se stessi. Si offendono se inascoltati. E vanno risvegliati». Roberto Vacca per sua stessa ammissione non ha grande messaggio risolutivo. E dichiara: «Però ci provo».

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Quando l’abitudine non è legge https://www.datamanager.it/2014/11/quando-labitudine-non-legge/ Tue, 18 Nov 2014 12:03:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64887 Sapete che chi scrive MLN per dire “milioni” dovrebbe essere multato per almeno 250 euro? Ho scritto “kilometri” in una delle prime pagine del mio libro “Come imparare una cosa al giorno e non invecchiare mai” che Mondadori pubblicherà a fine anno. Una solerte e abile redattrice/editor ha corretto “kilometri” in “chilometri”. Ha seguito la […]

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Sapete che chi scrive MLN per dire “milioni” dovrebbe essere multato per almeno 250 euro?

Ho scritto “kilometri” in una delle prime pagine del mio libro “Come imparare una cosa al giorno e non invecchiare mai” che Mondadori pubblicherà a fine anno. Una solerte e abile redattrice/editor ha corretto “kilometri” in “chilometri”. Ha seguito la consuetudine: scrivono così quasi tutti. Però, se l’editore pubblicherà il testo contenente “chilometri” sarà passibile di una sanzione da 250 € a 750 € per l’inosservanza di quanto disposto dal decreto del Presidente della Repubblica numero 802 del 12/8/1982 in applicazione della Direttiva CEE 80/81.

L’art.1 del decreto stabilisce che “per indicare le unità di misura di cui ai commi precedenti si devono usare esclusivamente le denominazioni, le definizioni e i simboli previsti nell’allegato”.

Grandezza Unità Nome Simbolo
Lunghezza Metro m (*)
Massa Chilogrammo kg (*)
Tempo Secondo s (**)
Intensità corrente elettrica Ampère A
Temperatura termodinamica Kelvin K
Quantità di materia Mole Mol
Intensità luminosa Candela Cd

 

(*) la m e la k sono minuscola, ma Word ogni tanto la cambia in maiuscola

(**) la s è minuscola, ma Word ogni tanto la cambia in maiuscola

DISATTENZIONE FATALE

Sfatiamo subito la leggenda che l’alfabeto italiano comprende 21 lettere. Ne comprende 26: le leggi della Repubblica non possono essere scritte con alfabeti stranieri. È italiana, dunque, la lettera k, che si trova anche nel famoso documento di Capua del 960: “Sao ko kelle terre per kelli fini…”. Va, dunque, usata come nelle altre lingue, doverosamente e certo per indicare i multipli delle unità di misura come prescrive la legge.

“kilometri” e NON “chilometri”!

Nello stesso decreto citato appaiono (e sono italiane!) le altre 4 lettere: j come in “Joule”, w come in “Watt”, x come in “lux”, y come in “Henry”.

È triste che nella terza riga della tabella il legislatore si dia la zappa sui piedi: impone kg e scrive chilogrammo! La disattenzione del legislatore introdurrebbe nell’alfabeto italiano anche la “è” con accento grave, come in “Ampère”.

MOLTIPLICARE SENZA PERSEVERARE

Più oltre, nel decreto, troviamo la Tabella 1.3 che stabilisce i prefissi che moltiplicano il valore di qualunque unità per vari coefficienti. Per milioni, per miliardi e per migliaia di miliardi i prefissi sono: M (Mega), G (Giga) e T (Tera). Sono da multare e fustigare i giornalisti, i deputati e gli autori che scrivono “2148 MLD di debito pubblico” (invece di 2,15 T € ovvero 2148 Giga €); che scrivono “IVA evasa per 37 MLN” (invece di 37 M € ovvero 37 milioni di euro). Dovemmo anche smettere di indicare il punto decimale con una virgola e di separare i gruppi di 3 ordini di grandezza degli interi con punti invece che con virgole come fa la grande maggioranza dei paesi del mondo. Chi scrive 1,5 per dire “uno e mezzo” (e magari lo legge “uno punto cinque”) dovrebbe scrivere 1.5. Un milione e seicentoquindicimila euro andrebbe scritto 1,615,000 €. Anche gli anglosassoni non sono scevri da difetti: per indicare due milioni e mezzo di dollari, scrivono 2.5m $, che nel Sistema Internazionale vuol dire due millesimi di dollaro e mezzo. Scrivono “per capita”, invece di “pro capite” come facciamo correttamente in Italia. E perseverano tutti diabolicamente.

 

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Mondadori si fa social e acquista Anobii https://www.datamanager.it/news/mondadori-si-fa-social-e-acquista-anobii-54472.html Tue, 11 Mar 2014 16:22:39 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/mondadori-si-fa-social-e-acquista-anobii/ Mondadori ha acquisito la piattaforma di social reading Anobii. L'obiettivo è sondare i gusti letterari degli utenti

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Mondadori ha acquisito la piattaforma di social reading Anobii. L’obiettivo è sondare i gusti letterari degli utenti

Mondadori ha annunciato oggi l’acquisizione di Anobii, un social network dedicato alla lettura che conta oltre 1 milione di utenti nel mondo, di cui 300mila solo in Italia. I termini dell’accordo non sono stati ancora divulgati.

L’acquisto della piattaforma è solo il primo passo “per una nuova fase in cui, in breve tempo, aNobii raggiungerà i più elevati standard tecnologici e sarà dotato delle risorse necessarie per lo sviluppo di nuove funzionalità al servizio degli utenti”.”Una piattaforma per ascoltare i lettori è fondamentale per la crescita del digitale nei libri e per la costruzione della casa editrice del futuro”, ha dichiarato Ernesto Mauri, AD di Mondadori.

Anobii

Anobii è nato nel 2006 ad Hong Kong da un’idea di Greg Sung e permette di gestire la propria libreria virtuale e di visualizzare quelle degli altri per avere spunti per le proprie letture. Il software accomuna gli utenti che hanno gusti simili e gli permette di interagire tra loro tramite messaggi, commenti o gruppi di discussione su temi specifici.

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Donnamoderna.com lancia la prima app video sviluppata in esclusiva per Samsung SMART TV https://www.datamanager.it/news/donnamodernacom-lancia-la-prima-app-video-sviluppata-esclusiva-samsung-smart-tv-50306.html Tue, 08 Oct 2013 10:39:19 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/donnamoderna-com-lancia-la-prima-app-video-sviluppata-in-esclusiva-per-samsung-smart-tv/ Da oggi Donnamoderna.tv arriva su Samsung SMART TV, il televisore interattivo che offre un mondo di possibilità, connettività e contenuti senza limiti accessibili attraverso modalità di ricerca, navigazione e controllo uniche

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Da oggi Donnamoderna.tv arriva su Samsung SMART TV, il televisore interattivo che offre un mondo di possibilità, connettività e contenuti senza limiti accessibili attraverso modalità di ricerca, navigazione e controllo uniche

“Donnamoderna.tv, Vedi Com’è Facile” è la prima applicazione di Mondadori, interamente video, pensata espressamente per la tv. L’offerta comprende più di  6.000 filmati da poter vedere da casa propria. Inoltre, come sulla web tv di Donnamoderna.com, anche all’interno dell’app non mancherà una sezione dedicata alle fortunate web serie esclusive di Donnamoderna.tv che, grazie alle playlist ON DEMAND, accompagneranno le spettatrici in ogni momento della giornata.

Per dare risposte veloci e puntuali ai reali bisogni femminili  ci saranno veri e propri video tutorial: dalla bellezza alla moda, dal fai da te alla cucina, dal mondo delle mamme al benessere, dal lavoro al fitness. Chi non ha tempo di andare in palestra potrà allenarsi con le lezioni interattive di gag; per un trucco perfetto e un’acconciatura unica si potranno seguire i consigli di Make Up You, Beauty Car e Specchio Specchio con i web talent più seguiti in rete; ci si potrà dilettare ai fornelli con le ricette veloci, la simpatia e la creatività de I 2 matti in cucina; chi invece preferisce cucinare in maniera salutare potrà ascoltare tutti i suggerimenti de La Sana Cuoca; oppure, accedendo al canale dedicato, si potranno consultare le oltre 400 video ricette originali di chef stellati, food blogger e famosi cuochi. Infine, per ridere insieme sui piccoli problemi quotidiani di tutte le donne basterà guardare i divertenti episodi di Le Crisi di Cris.

Con l’arrivo dell’app “Donnamoderna.tv, Vedi Com’è Facile”, scaricabile gratuitamente su SMART TV, Samsung mette a disposizione la più ricca e coinvolgente esperienza di intrattenimento da vivere su televisori interattivi di ultima generazione, tra cui il top di gamma UHD TV F9000 per vedere video e contenuti con una risoluzione 4 volte superiore rispetto ad un normale TV in Full HD grazie alla rivoluzionaria tecnologia UHD – Ultra High Definition. Accessibile direttamente da una delle 5 schermate dello Smart Hub, l’applicazione è selezionabile anche grazie all’esclusiva funzione S-Recommendation che riconosce i gusti dell’utente e suggerisce contenuti in linea con le sue preferenze.

L’applicazione “Donnamoderna.tv, Vedi Com’è Facile” si inserisce all’interno di una più ampia strategia di Samsung che ha l’obiettivo di offrire contenuti e servizi di qualità, arrivati oggi a 127 app di cui 100 in esclusiva su SMART TV, in grado di soddisfare un variegato mondo di bisogni e passioni nella comodità della propria casa.

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Mondadori fa chiudere l’edicola digitale illegale https://www.datamanager.it/news/mondadori-fa-chiudere-l-edicola-digitale-illegale-42474.html Wed, 28 Nov 2012 15:28:57 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/11/mondadori-fa-chiudere-ledicola-digitale-illegale/ Avaxhome distribuiva gratuitamente contenuti senza il consenso degli autori

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Avaxhome distribuiva gratuitamente contenuti senza il consenso degli autori

Mondadori ha ottenuto il provvedimento di sequestro preventivo nei confronti di Avaxhome. L’”edicola digitale” permetteva di scaricare gratuitamente, o illegalmente secondo Mondadori, giornali, CD musicali e altri contenuti soggetti a copyright. Il portale di e-content non aveva scopo di lucro ma i contenuti che permetteva di scaricare erano messi online senza il consenso degli autori. Avaxhome rimane accessibile tramite TOR.

I blogger diventano pirati?

La decisione della Corte crea un pericoloso precedente. Chi pubblica articoli, non per lucrare ma per informare, senza il conseso della testata, come un blogger, rischia di vedersi denunciato per violazione di copyright.

L’avvocato Fulvio Sarzana afferma che questa sentenza apre scenari pericolosi: “Oltre che per la violazione del diritto d’autore, per la prima volta in Italia si perseguono coloro che pubblicano articoli sul web come se avessero rivenduto una macchina rubata. Il pericolo è che anche tutti coloro che pubblicano sul web articoli altrui senza autorizzazione possano essere indagati per un reato così grave”.

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Piero Angela. A cosa serve la politica? https://www.datamanager.it/rivista/piero-angela/piero-angela-cosa-serve-la-politica Wed, 11 Jul 2012 13:21:41 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/07/piero-angela-a-cosa-serve-la-politica/ Le scelte per la crescita. Il ruolo della tecnologia e dell’innovazione “A che cosa serve la politica?” Non si tratta soltanto di una domanda, che gli italiani continuano a ripetersi, ma è anche il titolo dell’ultimo libro di Piero Angela (collezione Ingrandimenti, ed. Mondadori), che offre un’occasione di riflessione sul ruolo della classe dirigente del […]

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Le scelte per la crescita. Il ruolo della tecnologia e dell’innovazione

“A che cosa serve la politica?” Non si tratta soltanto di una domanda, che gli italiani continuano a ripetersi, ma è anche il titolo dell’ultimo libro di Piero Angela (collezione Ingrandimenti, ed. Mondadori), che offre un’occasione di riflessione sul ruolo della classe dirigente del Paese, delle imprese e dell’opinione pubblica. Classe 1928, multimediale già prima dell’avvento del Web, Piero Angela ha saputo utilizzare le risorse della comunicazione audiovisiva per rendere accessibile a tutti il mondo della scienza, dell’economia e della tecnologia. «Non sono un tecnico. Sono un giornalista, che si avvicina ai problemi, in modo graduale, con la curiosità e i dubbi comuni a tante persone». E mai come in questi ultimi mesi, gli italiani si sentono pieni di dubbi e interrogativi sulla crescita dell’Italia. Ho incontrato Piero Angela in una saletta del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano. Gli ho chiesto qual è il vero problema dell’Italia e qual è il ruolo dell’innovazione. Abbiamo parlato di Leonardo e di televisione, «un’invenzione che avrebbe lasciato il genio del Rinascimento senza parole». Quando gli chiedo di alcune voci, che erano circolate sulla sua possibile nomina alla presidenza della Rai, si fa una risata e chiosa subito: «Non vorrei mai trovarmi alla guida di una fuoriserie, con un limite di velocità di sessanta chilometri l’ora». Forse si potrebbe dire la stessa cosa del Paese? E si può guidare, guardando nello specchietto retrovisore? Nel 2020, il Primo Mondo conserverà il primato nella produzione di idee. I Paesi emergenti, che nel frattempo saranno emersi completamente, produrranno soprattutto beni materiali. Il Terzo Mondo fornirà̀ materie prime e manodopera a basso costo. In questo scenario, quale sarà il posto dell’Italia? Se si guarda la serie storica dei dati sulla crescita economica dal 1950 al 2012, si osserva un calo costante, da +5,5% a -1,4% del Pil (stime della Commissione europea). Questo significa che l’economia italiana è in costante frenata da mezzo secolo. La crisi ha radici lontane e la situazione attuale ha solo messo in luce i nodi strutturali del sistema nazionale.

Secondo i dati di uno studio del sociologo, Domenico De Masi, fra dieci anni i lavori manuali e quelli intellettuali ma esecutivi saranno assorbiti dalle macchine, trasferiti nei nuovi Paesi emergenti o affidati a immigrati. I creativi (30%) occuperanno la parte centrale del mercato, più garantita e meglio retribuita. Gli addetti ai lavori esecutivi (40%), lavoreranno con minori garanzie, per un massimo di 60mila ore nel corso della vita. Tutti gli altri, i cosiddetti “neet” (30%), avranno il diritto di consumare, ma non di produrre. Ridistribuire la ricchezza, il lavoro, il sapere, il potere, le opportunità e le tutele provocherà conflitti crescenti.

 Siamo sull’orlo del baratro e a un punto di svolta? Il cambiamento di rotta sarà frutto di decisioni impopolari o di scelte condivise? Per Piero Angela, «trovare l’equilibrio tra produzione e distribuzione della ricchezza» è la vera sfida che abbiamo davanti.

Data Manager: Qual è il problema dell’Italia?

Piero Angela: È cambiato il mondo e molti non se ne sono accorti. A essere impreparati o colti di sorpresa, non ci solo i politici, ma anche la classe degli intellettuali e qualche imprenditore poco illuminato. L’Italia è rimasta molto indietro. E’ un Paese per vecchi, non all’anagrafe, ma nella testa. La tecnologia è considerata come una cosa per addetti ai lavori, mentre incide profondamente nella costruzione di un Paese. La tecnologia è alla base della capacità di prevedere il cambiamento per evitare di essere spazzati via. Gli imprenditori sono in prima linea in questa sfida. Purtroppo, ci sono fumatori che non riescono a smettere di fumare anche quando il medico mette loro davanti le lastre. In Italia, c’è una classe politica che continua a fumare davanti a un Paese malato.

La nostra economia non ha saputo sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie digitali. Perché?

La tecnologia ha bisogno di investimenti. E gli investimenti hanno bisogno di competenza. Il mix tecnologico ed energetico è l’elemento catalizzatore della crescita. Molti credono, invece, che siano i programmi politici a cambiare le cose. Questo è vero per la distribuzione della ricchezza, per l’ampliamento dei diritti, per la difesa della democrazia. Per rendere possibile lo sviluppo economico bisogna agire sulle leve che lo rendono possibile. E la politica si deve occupare della creazione delle condizioni e dell’equilibrio tra produzione e distribuzione della ricchezza. Oggi, la politica è sbilanciata sulla distribuzione della ricchezza in chiave di consenso.

A che cosa serve la politica?

A creare le condizioni del cambiamento. Alla politica si chiede quello che non può fare e cioè creare ricchezza. Bisogna concentrarsi sui motori veri dello sviluppo. La cura dell’albero è la prima cosa che i cittadini dovrebbero pretendere dalla politica, non la distribuzione dei frutti. In Italia, si scende in piazza per le tasse, le pensioni, il lavoro. Sono le imprese che producono ricchezza. Non si può distribuire ciò che non si produce, spostando il peso del debito sulle generazioni future. L’opinione pubblica ha un ruolo importante, ma deve occuparsi della mucca, non solo del latte.

Che cosa è un politico?

Il politico è un pilota, ma senza macchina non si può andare da nessuna parte.

Ma il pilota è responsabile delle condizioni della macchina oppure no?

Sono le scelte che determinano l’efficienza della macchina. Se in un Paese il sistema scolastico non funziona, se non si investe in innovazione e non si sostiene la capacità imprenditoriale, questa macchina prima o poi è destinata a fermarsi. Lo sviluppo non dipende da una singola scelta, ma dalla costruzione di un ecosistema. Non basta esportare un modello per cambiare rotta. Si può trasferire l’hardware, ma non il software. È il sapere che fa la differenza.

Che cosa intende per “software”?

Il software è l’intelligenza delle scelte. I valori, le regole, l’educazione, la conoscenza, l’efficienza, la ricerca, la creatività, il talento, l’organizzazione, l’efficienza nella Pubblica Amministrazione, la lotta alla corruzione sono il software di un Paese.

Perché in Italia, c’è una separazione tra cultura tecnica e umanistica?

Forse, un certo tipo di cultura umanistica ha difficoltà a mettersi in contatto con la cultura scientifica. Molti intellettuali non hanno compreso la vera natura della tecnologia. Non c’è contrapposizione. I frutti migliori della civiltà sono conseguenza di fatti tecnologici. Senza tecnologia e senza energia anche il numero degli intellettuali diminuirebbe. La stampa, i movimenti di liberazione della donna e molte professioni moderne sono un sottoprodotto del petrolio. Senza tecnologia il mondo piomberebbe di colpo nel Medioevo.

Qual è il suo rapporto con la tecnologia?

Io sono molto curioso. La mia curiosità si ferma all’osservazione e alla comprensione di certi strumenti e di certi fenomeni come, ad esempio, i social network, ma non faccio uso né di Facebook né di Twitter. Quando ho dieci minuti liberi, preferisco navigare sulle note del mio pianoforte.

La Rete spazzerà via i partiti?

Il Web obbligherà i partiti a cambiare, se vogliono sopravvivere. Ma credo che si tratti di autoconservazione, più che di evoluzione.

Che cosa pensa delle varie ricette per far ripartire il Paese?

Non ci sono ricette veloci. Per cambiare ci vogliono regole, meritocrazia, educazione. Alla lavagna si disegna bene il progetto, ma poi bisogna metterlo in pratica, cancellando comportamenti individuali e collettivi, che avvelenano il sistema. Moltissime imprese italiane sono competitive, ma non bastano per fare da traino a tutta l’economia. L’Italia può cambiare. La politica, però, ha rinunciato a fare squadra. E le imprese, i lavoratori, gli studenti sono stati lasciati da soli. Una parte della politica non capisce, all’altra non interessa.

La comunità scientifica dovrebbe avere un ruolo più attivo?

Gli scienziati non parlano, si occupano delle loro ricerche perché sono persone serie. Adesso, però, è arrivato il momento, anche per loro, di mettersi in gioco e alzare la voce. In Italia, manca una voce chiara e autorevole.

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Mondadori con Adobe per rispondere alle sfide dell’editoria in evoluzione https://www.datamanager.it/news/mondadori/mondadori-con-adobe-rispondere-alle-sfide-delleditoria-evoluzione Thu, 17 Feb 2011 10:47:58 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/02/mondadori-con-adobe-per-rispondere-alle-sfide-delleditoria-in-evoluzione/ In un momento di cambiamenti rivoluzionari verso nuove modalità di creazione e di fruizione dei contenuti, le case editrici del Gruppo Mondadori - Edizioni Mondadori, Giulio Einaudi Editore, Sperling & Kupfer e Piemme – hanno scelto le tecnologie Adobe per realizzare i propri libri digitali e rispondere alle nuove sfide del mercato dell’editoria.

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In un momento di cambiamenti rivoluzionari verso nuove modalità di creazione e di fruizione dei contenuti, le case editrici del Gruppo Mondadori – Edizioni Mondadori, Giulio Einaudi Editore, Sperling & Kupfer e Piemme – hanno scelto le tecnologie Adobe per realizzare i propri libri digitali e rispondere alle nuove sfide del mercato dell’editoria.

Ad oggi ben 1600 libri già parte del catalogo del Gruppo Mondadori, di cui 500 sono novità, sono disponibili in formato ebook e scaricabili dai principali store di ecommerce. A partire dai primi mesi del 2011 la maggior parte dei titoli delle case editrici saranno resi disponibili contemporaneamente sia in cartaceo che in digitale: l’offerta online si affiancherà, quindi, a quella tradizionale cartacea e avrà i medesimi contenuti, permettendo ad ogni lettore di scegliere la modalità in cui preferisce leggere.

L’evoluzione dell’offerta di Mondadori verso i nuovi ebook comporta una riorganizzazione importante dei flussi di lavoro: per questo motivo è importante che la tecnologia possa sostenere gli editori in un questo cambiamento.“ Grazie alla quantità sempre crescente di dispositivi in cui è possibile leggere, ogni utente potrà scegliere di volta in volta come portare con sé i propri libri , rivoluzionando il mondo della lettura”, ha commentato Sandra Furlan, Responsabile Sviluppo Web Libri Trade di Mondadori.

“In un prossimo futuro, infatti, i modi di interazione e fruizione saranno completamente nuovi e permetteranno un rapporto molto più diretto con i lettori finali; potranno svilupparsi inoltre, contenuti multimediali ricchi che sfruttino le diverse piattaforme.”

“L’industria dell’editoria sta reinventando se stessa attraverso prodotti che porteranno a nuovi modi di leggere: con le nuove piattaforme mobili i lettori potranno avere a disposizione i propri libri sempre e ovunque, scaricandoli facilmente dagli store digitali e portandoli con se facilmente” ha affermato Paolo Motta, Creative Solutions Business Manager EMEA Adobe Systems.

“Siamo orgogliosi che Mondadori abbia scelto le nostre tecnologi e per supportare questo innovativo cambiamento nell’utilizzo dei libri. Utilizzando le nostre soluzioni software è possibile, infatti, progettare e commercializzare una nuova classe di libri digitali innovativi che daranno vita a esperienze di lettura più ricche e dinamiche”.

Con Adobe Creative Suite Design Premium Mondadori è in grado realizzare facilmente ebook con nuovi livelli di interattività e dal design appassionante e dinamico. Grazie ad Adobe Content Server, inoltre, la casa editrice potrà offrire ai propri lettori modalità coinvolgenti per vedere e gestire eBook e altre pubblicazioni digitali, permettendo il download e l’acquisto direttamente dal proprio computer o da altri dispositivi mobili.

Già da qualche anno le Edizioni Mondadori utilizzano Adobe Indesign per realizzare i libri cartacei e questo ha permesso alla casa editrice di essere sempre aggiornata tecnologicamente e di essere facilitata nella creazione del nuovo formato ebook. Recentemente anche tutte le case editrici del Gruppo Mondadori hanno iniziato ad utilizzare InDesign.

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Google eBooks pubblica Mondadori https://www.datamanager.it/news/mondadori/google-ebooks-pubblica-mondadori Tue, 21 Dec 2010 14:55:40 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2010/12/google-ebooks-pubblica-mondadori/ I titoli delle case editrici del Gruppo Mondadori saranno disponibili su Google Books e Google eBooks

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I titoli delle case editrici del Gruppo Mondadori saranno disponibili su Google Books e Google eBooks

Mondadori e Google hanno siglato un accordo grazie al quale il catalogo di titoli italiani trade del Gruppo Mondadori sarà disponibile a livello mondiale in formato elettronico su Google Books e Google eBooks.

Con questa partnership Mondadori, il maggiore editore italiano, aderisce al programma di Google Books e Google eBooks, il che significa che un vasto patrimonio di opere della letteratura e della cultura italiana sarà completamente ricercabile e potrà essere acquistato dai lettori in tutto il mondo.

Google Books è già disponibile in Italia. Grazie a Google Books, i lettori di tutto il mondo potranno cercare e trovare i libri Mondadori su Google, visualizzare online un’anteprima limitata dei testi e acquistarne la copia fisica tramite rivenditori online o librerie tradizionali. Google eBooks – il Bookstore online di Google – sarà invece lanciato in Europa nel 2011. In base all’accordo annunciato, Google venderà anche gli ebook Mondadori.

Il catalogo trade del Gruppo Mondadori (Edizioni Mondadori, Einaudi, Sperling & Kupfer e Edizioni Piemme) comprende più di 10.000 titoli, di cui 1.600 già disponibili in versione ebook. Tutti i titoli del catalogo entreranno progressivamente nel programma Google Books.

Mondadori è leader di mercato dei libri in Italia con una quota del 28,4% nel 2009. La produzione editoriale del Gruppo è principalmente focalizzata su opere di narrativa e saggistica, tascabili e libri per bambini, con oltre 2.000 novità all’anno.

“La partnership con Google rappresenta a tutti gli effetti una conferma della volontà di crescita e ricerca dell’innovazione perseguita da Mondadori”, ha dichiarato il vice presidente e amministratore delegato del Gruppo Mondadori, Maurizio Costa.

“Coerentemente con questa visione abbiamo deciso di entrare su una piattaforma autorevole come quella di Google, sia per offrire la preview dei nostri titoli, sia per rendere disponibili all’acquisto la consistente offerta delle nostre case editrici”, ha continuato Costa.

“L’accordo siglato con Google rappresenta certamente per il nostro Gruppo un’occasione importante per diffondere su larga scala la qualità dei nostri contenuti e della nostra produzione editoriale” ha concluso Costa.

“Si tratta di un passaggio di grande rilievo per la promozione della cultura italiana e significherà maggiori opportunità per gli autori italiani e i lettori di tutto il pianeta”, ha commentato Santiago de la Mora, Responsabile Google Books EMEA. “Il nostro auspicio è che Google eBooks serva da stimolo al comparto dei libri online e grazie alla collaborazione con editori importanti come Mondadori possiamo raggiungere questo obiettivo.”

Con Google eBooks, i lettori potranno trovare e acquistare libri dal Google eBookstore o da rivenditori online indipendenti che sono partner di Google. Tutto ciò mette a disposizione una miriade di possibilità per scoprire e comprare libri online.

Sia che vengano acquistati da Google sia da uno dei rivenditori online, i Google eBook vengono conservati nella biblioteca online dell’utente e possono essere visualizzati su diversi dispositivi: dai laptop ai netbook, ai tablet, agli smartphone fino ai lettori di ebook.

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