mutuo – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 11 Apr 2018 14:57:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png mutuo – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 I mutui in Italia nel IV trimestre 2017 https://www.datamanager.it/2018/04/i-mutui-in-italia-nel-iv-trimestre-2017/ Wed, 11 Apr 2018 17:00:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145515 Milano torna provincia regina delle erogazioni e sfrutta il calo registrato dalla provincia di Roma che resta la migliore su base annua INDICATORI DEL MERCATO CREDITIZIO: 2017: erogazioni stabili per la componente acquisto, in calo sostenuto per sostituzione e surroga La Sardegna spinge in alto i volumi erogati nella macroarea Insulare Mercato atteso stabile per […]

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Milano torna provincia regina delle erogazioni e sfrutta il calo registrato dalla provincia di Roma che resta la migliore su base annua

INDICATORI DEL MERCATO CREDITIZIO:

  • 2017: erogazioni stabili per la componente acquisto, in calo sostenuto per sostituzione e surroga
  • La Sardegna spinge in alto i volumi erogati nella macroarea Insulare
  • Mercato atteso stabile per tutto il 2018 con ancora buone opportunità per le famiglie
  • Nel quarto trimestre 2017 si registra uno stock di mutui in essere pari a 313.519 mln di euro, in aumento rispetto al trimestre precedente (+3,0%). Siamo ormai a ridosso del dato storico di sempre registrato nel 2011 quando lo stock mutui cubava 313.864 mln di euro.

EROGAZIONI

ITALIA

Nel quarto trimestre 2017 le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 12.380 milioni di euro. Rispetto allo stesso trimestre del 2016 si registra un diminuzione delle erogazioni pari a -11%, per un controvalore di -1.525 mln di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie-IV trimestre 2017 pubblicato a fine marzo 2018 da Banca d’Italia.

Prosegue la riduzione dei volumi di mutuo erogati alle famiglie già registrata sia nel secondo trimestre  (-3,4%) che nel terzo (-6,4%). Un calo “fisiologico” visto che la crescita avuta da inizio 2014 a fine 2016 è stata repentina, spesso in doppia cifra. In poco meno di tre anni la dimensione annuale del mercato del credito finalizzato all’acquisto dell’abitazione da parte delle famiglie è passato da poco più di 21 miliardi a quasi 51 miliardi. Una crescita dovuta principalmente all’aumento delle compravendite immobiliari e, in parte, della surroga e sostituzione. Fenomeno, quello della sostituzione e surroga, che è ora in fase di rapida diminuzione e che quindi influenza in maniera importante questo secondo segno negativo dell’erogato. In quest’ultimo trimestre la quota delle nuove operazioni per l’acquisto incide per l’87,5% del totale mentre la restante parte, 12,5%, è quella legata a sostituzione e surroga. Se guardassimo al solo ambito delle nuove operazioni a supporto di un acquisto immobiliare noteremmo che il calo trimestre su trimestre si ridurrebbe a -3,2%.

In tutto il 2017 sono stati erogati 47.652 mln di mutui, con una variazione di -4,0% rispetto al 2016. Relativamente alle sole nuove operazioni di finanziamento legate all’acquisto di un abitazione nel 2017 si registra un calo del -0,6% rispetto al 2016.

MACROAREE

Analizzando il dato relativo all’andamento delle erogazioni per macroarea si nota che il calo che ha caratterizzato il quarto trimestre è più accentuato nel Nord Ovest e Centro Italia, lievemente più contenuto su Nord Est e Meridione e addirittura con segno positivo per quel che riguarda le isole.

Analizzando i dati cumulativi dell’anno 2017, le macroaree del Nord Ovest e delle Isole sono quelle che meno soffrono il calo complessivo delle operazioni  di finanziamento (-2,2%). Leggermente più marcata la diminuzione nel Nord Est (-3,5%). Più deciso invece in Italia Meridionale (-5%) e nel Centro Italia (-6,6%).

REGIONI

Anche per quel che riguarda le regioni, notiamo che nel quarto trimestre 2017 sono solo due le realtà che crescono: stiamo parlando della Basilicata (+2,6%) e soprattutto della Sardegna la cui performance in questo quarto trimestre è stata particolarmente in controtendenza rispetto al resto delle regioni Italiane. Ha fatto registrare un incremento di volumi che va oltre il 32%.

PROVINCE

Nel quarto trimestre 2017 sono 16 le province italiane che hanno evidenziato variazioni in aumento dei volumi erogati. Tra le più importanti per volumi da segnalare le performance della provincia di Sassari.

Assistiamo al sorpasso di Milano (1.424 mln) per volumi finanziati alle famiglie nei confronti di Roma (1.396 mln), il cui calo importante in questo trimestre (-19,3%) le fa perdere lo scettro di provincia principe per volumi erogati.

I TASSI D’INTERESSE

A marzo 2018 il tasso Euribor (3 mesi) continua a diminuire (-0,33%). l’Eurirs (25 anni) ha toccato il minimo ad Agosto 2016 con 0,76%  per poi iniziare una fase di crescita fino all’1,55% registrato a marzo 2018.

CONCLUSIONI

Nel 2017 si rileva un calo della domanda di mutui rispetto al 2016 che tenderà a stabilizzarsi. I principali indici dei tassi di riferimento sono ancora a livelli molto bassi, le banche applicano spread convenienti e i valore delle abitazioni si mantiene a valori interessanti. Permarranno quindi buone opportunità per le famiglie che vorranno acquistare un’abitazione nel 2018.

La politica monetaria espansiva della Bce verrà ridotta, ma proseguirà con 30 miliardi di euro da gennaio a settembre 2018, garantendo liquidità ai mercati ancora a lungo e lasciando presagire una sostanziale stabilità dei tassi nel futuro prossimo.

In generale il 2018 dovrebbe far intravvedere una tenuta delle erogazioni di credito con volumi compresi tra i 48 e i 50 miliardi di euro. La quota delle surroghe è destinata a ridursi ulteriormente, accentuando il fenomeno già in corso, dando maggiore peso dunque alle operazioni di acquisto.                             

Renato Landoni, Presidente Kìron Partner SpA

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Acquistare casa o andare in affitto? https://www.datamanager.it/2018/02/acquistare-casa-andare-affitto/ Wed, 14 Feb 2018 17:30:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141134 5 buoni motivi per scegliere una o l’altra soluzione Gli italiani hanno sempre avuto un’alta propensione all’acquisto dell’abitazione e nonostante la crisi degli ultimi anni, ancora oggi, considerano l’immobile un buon investimento come dimostrano molte indagini pubblicate negli ultimi mesi e come testimoniano anche gli affiliati del Gruppo Tecnocasa. L’acquisto della casa presuppone che si […]

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5 buoni motivi per scegliere una o l’altra soluzione

Gli italiani hanno sempre avuto un’alta propensione all’acquisto dell’abitazione e nonostante la crisi degli ultimi anni, ancora oggi, considerano l’immobile un buon investimento come dimostrano molte indagini pubblicate negli ultimi mesi e come testimoniano anche gli affiliati del Gruppo Tecnocasa.

L’acquisto della casa presuppone che si abbia un capitale iniziale a disposizione che copra almeno il 20% del valore dell’immobile e le spese legate all’acquisto. Se si sceglie l’affitto basta un capitale minimo sufficiente a coprire le spese relative al deposito cauzionale richiesto e le spese legate alla stipula del contratto di locazione.

ACQUISTARE CASA

  • Bisogno di sicurezza e di stabilità: questo soprattutto se si acquista la prima casa; in Italia appena si realizza l’indipendenza economica e si ha un capitale da parte (spesso con l’aiuto della famiglia di origine) si procede a fare il passo. In caso si decida di fare un investimento si ha un basso rischio e un rendimento annuo lordo intorno al 4,9%. Tra coloro che hanno comprato con le agenzie Tecnocasa e Tecnorete nel primo semestre del 2017 il 76,9% ha optato per la prima casa, il 17,6% per l’investimento, il 5,5% ha scelto la casa vacanza.
  • Rivalutazione del capitale: sia che lo si utilizzi per se e sia che si decida di affittarlo l’immobile è sempre un buon investimento in termini di rivalutazione del capitale. Dal 1998 ad oggi il valore delle case ha registrato un incremento nominale medio del 33,5%, percentuale che si può superare se si mira bene l’investimento (immobile in buono stato, zone centrali e servite, tipologie signorili, ecc.).
  • Cogliere le occasioni presenti ora sul mercato: dopo 10 anni di ribassi di prezzo, in questo momento, si possono trovare ancora degli immobili a prezzi accessibili. In più la maggiore propensione delle banche ad erogare mutuo e i tassi convenienti rappresentano oggi un buon motivo per comprare casa.
  • Scegliere la casa che si desidera o trasformarla nella casa che si desidera: comprando l’immobile lo si può modellare sulle proprie esigenze e desideri. La possibilità di poter personalizzare è sicuramente un punto a favore dell’acquisto, aspetto che viene considerato sempre più spesso grazie al ribasso dei prezzi degli immobili da ristrutturare e agli incentivi fiscali sulle ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche.
  • Lascito ai figli: negli ultimi anni questo è uno dei motivi che ha preso più piede tra gli acquirenti, che vedono nella casa di proprietà un’eredità per i figli, oppure la comprano ai figli che, complice anche la disoccupazione, fanno sempre più fatica ad affacciarsi al mondo del lavoro e di conseguenza all’acquisto della casa.

ANDARE IN AFFITTO potrebbe essere dettato da una precisa volontà ma anche da una necessità, soprattutto quando non si ha un capitale iniziale a disposizione o non si hanno le caratteristiche reddituali per accedere ad un mutuo. Ipotizzando che si abbiano comunque i requisiti per acquistare casa i motivi che possono indurre a scegliere l’affitto sono:

  • Non immobilizzare il capitale, a volte di importo cospicuo, che così può essere destinato ad altri utilizzi o ad altre attività.
  • Garantirsi una maggiore mobilità potendo così cambiare più facilmente città, quartieri o case. Basta quindi attenersi ai termini di preavviso di recesso previsti dal contratto di locazione stipulato.
  • Essere certi delle spese mensili (in questo caso i canoni di locazione) che si dovranno sostenere e non doversi occupare di impreviste spese di manutenzione straordinaria che in genere possono essere gravose.
  • Abitare in case che non si potrebbero acquistare (perché non si ha il capitale iniziale o perché non si otterrebbe un mutuo sufficiente).
  • Non dovere pagare le spese legate all’acquisto dell’immobile (imposte sull’acquisto, eventuale provvigione all’agenzia immobiliare, spese di accensione mutuo, spese notarili).

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Mutui casa: previsioni 2018 https://www.datamanager.it/2018/01/mutui-casa-previsioni-2018/ Sat, 13 Jan 2018 13:00:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138813 Renato Landoni, Presidente di Kìron Partner: “Volumi stabili e tassi ai minimi” “Il mercato del credito chiuderà il 2017 con volumi erogati per circa 50 mld di euro. Siamo dunque in linea con i valori del 2016. Dopo una prima parte dell’anno che ha visto ancora una crescita dei mutui erogati alle famiglie, nel secondo […]

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Renato Landoni, Presidente di Kìron Partner: “Volumi stabili e tassi ai minimi”

“Il mercato del credito chiuderà il 2017 con volumi erogati per circa 50 mld di euro. Siamo dunque in linea con i valori del 2016. Dopo una prima parte dell’anno che ha visto ancora una crescita dei mutui erogati alle famiglie, nel secondo semestre 2017 la spinta sembra aver diminuito la sua forza ed ha fatto registrare un rallentamento della domanda di credito, soprattutto per quel che riguarda la componente di sostituzione e surroga. Il mercato sembra dunque aver trovato la sua dimensione.

Il calo delle interrogazioni rispetto allo scorso anno è continuato fino agli ultimi mesi del 2017. I tassi, supportati dalla politica economica della BCE, si manterranno stabili ai minimi per almeno tutta la prima parte dell’anno appena iniziato.

Alla luce di quanto appena esposto, ci si aspetta per il 2018 un quadro finanziario con volumi in linea con quanto registrato nel 2016 e nel 2017. La quota delle surroghe è destinata a ridursi ulteriormente accentuando il fenomeno già in corso”.

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Mercato mutui: analisi mutuatario e prodotto https://www.datamanager.it/2017/12/mercato-mutui-analisi-mutuatario-prodotto/ Sun, 10 Dec 2017 13:00:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137004 Vince il tasso fisso. Durata media 24 anni Il momento positivo del mercato dei mutui in Italia prosegue. Le erogazioni nel nostro Paese sono in aumento da tre anni consecutivi. La spinta alla crescita sembra però  aver diminuito la sua forza soprattutto nella lettura delle ultime rilevazioni trimestrali. Il mercato sembra dunque aver trovato la […]

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Vince il tasso fisso. Durata media 24 anni

Il momento positivo del mercato dei mutui in Italia prosegue. Le erogazioni nel nostro Paese sono in aumento da tre anni consecutivi. La spinta alla crescita sembra però  aver diminuito la sua forza soprattutto nella lettura delle ultime rilevazioni trimestrali. Il mercato sembra dunque aver trovato la sua dimensione e il calo delle surroghe e sostituzioni compensa la crescita delle operazioni di acquisto.

Si rileva dal lato della domanda un moderato calo delle interrogazioni di mutui rispetto allo scorso anno. I principali indici dei tassi di riferimento sono ancora a livelli molto bassi, le banche applicano spread convenienti e le quotazioni immobiliari rimangono interessanti: in questo scenario sono buone opportunità per le famiglie che vogliono affacciarsi all’acquisto dell’abitazione.

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato i dati di coloro che hanno sottoscritto un finanziamento ipotecario attraverso le agenzie a marchio Kìron ed Epicas, individuando così le caratteristiche socio-demografiche di questo mercato a livello nazionale.

L’analisi si riferisce al I semestre 2017.

ETA’

Il 72% di coloro che hanno acceso un mutuo nella prima parte del 2017 ha un’età compresa tra 18 e 44 anni, con la percentuale maggiore nella fascia tra 35 e 44 anni.  A livello nazionale l’età media è di 39,7 anni. Al crescere dell’età diminuisce la percentuale di coloro che ricorrono al mutuo. A livello di macroaree geografiche il risultato è simile con l’eccezione  della macroarea nord-orientale che raccoglie il 40,8% dei mutui nella fascia di età più bassa (18-34 anni).

PROVENIENZA

L’85,6% dei cittadini finanziati nel nostro Paese è di origine italiana. Rispetto ai semestri precedenti è in diminuzione la percentuale degli stranieri passata dal 17,3% del II semestre 2016  al 14,4% del I semestre 2017. Quest’ultima percentuale sale al 33,5% nelle regioni dell’Italia Nord Orientale.

DURATA

La durata media del mutuo si aggira intorno a 24 anni come si può vedere dal grafico sottostante. La maggioranza dei mutui stipulata (70,2%) ha una durata compresa tra 21 e 30 anni.

TIPOLOGIA

Per quanto riguarda la tipologia di mutuo si nota come il tasso fisso prevalga con il 74,1% delle preferenze.

IMPORTO MEDIO

Il 39,1% dei mutui stipulati riguarda un importo compreso tra 100 e 150 mila €, seguito da un 37,9% che ha un importo compreso tra 50 e 100 mila €. L’importo medio del mutuo a livello nazionale si aggira intorno a 113.700 €. L’importo medio più elevato, 121.354 €, si regista nella macroarea dell’Italia centrale. L’Italia nord orientale e nord occidentale registrano un importo medio di mutuo superiore alla media, mentre l’Italia meridionale ed insulare registra importi di mutuo più bassi, come è ovvio che sia visto anche i prezzi immobiliari più contenuti.

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Quanto si risparmia oggi a comprare casa con mutuo rispetto a 5 anni fa? https://www.datamanager.it/2017/12/quanto-si-risparmia-oggi-comprare-casa-mutuo-rispetto-5-anni/ Mon, 04 Dec 2017 17:30:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136812 In prima posizione Genova L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha realizzato un’analisi che mette a confronto l’acquisto di un trilocale nelle grandi città nel 2012 e nel 2017 al fine di evidenziare come, in seguito al ribasso dei prezzi degli ultimi anni e alle attuali condizioni più favorevoli del mercato del credito, acquistare casa oggi […]

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In prima posizione Genova

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha realizzato un’analisi che mette a confronto l’acquisto di un trilocale nelle grandi città nel 2012 e nel 2017 al fine di evidenziare come, in seguito al ribasso dei prezzi degli ultimi anni e alle attuali condizioni più favorevoli del mercato del credito, acquistare casa oggi sia molto più conveniente.

Abbiamo ipotizzato l’acquisto di un trilocale di 90 mq, di tipologia civile, con ricorso ad un mutuo a tasso medio del 4%  di 25 anni che copra l’80% del valore dell’immobile. Sul podio, tra le città dove acquistando oggi una casa con mutuo si risparmia maggiormente rispetto a cinque anni fa, troviamo Genova con il 50%, Torino con il 38% e Bari con il 35%. Seguono Napoli con il 34%, Bologna e Roma con un risparmio del 30%, a Palermo si risparmia il 29%, il 25 a Firenze, mentre chiudono la classifica Verona con il 24% e Milano con il 21%.

GENOVA  
Trilocale di 90 mq 2012 2017
PREZZO MEDIO 183.700 110.200
DISPONIBILITA’ NECESSARIA 36.740 22.040
QUOTA MUTUO (80%) 146.960 88.160
TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10%
DURATA MAX 25 25
RATA MEDIA 775,71 377,98
COSTO TOTALE 269.453 135.433
Risparmio effettivo -134.020 -50%
reddito mensile per accesso al finanziamento 2.586 1.260
 

TORINO

 
Trilocale di 90 mq 2012 2017
PREZZO MEDIO 146.000 108.000
DISPONIBILITA’ NECESSARIA 29.200 21.600
QUOTA MUTUO (80%) 116.800 86.400
TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10%
DURATA MAX 25 25
RATA MEDIA 616,51 370,43
COSTO TOTALE 214.154 132.729
Risparmio effettivo -81.425 -38%
reddito mensile per accesso al finanziamento 2.055 1.235
BARI
Trilocale di 90 mq 2012 2017
PREZZO MEDIO 162.000 126.000
DISPONIBILITA’ NECESSARIA 32.400 25.200
QUOTA MUTUO (80%) 129.600 100.800
TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10%
DURATA MAX 25 25
RATA MEDIA 684,08 432,17
COSTO TOTALE 237.623 154.851
Risparmio effettivo -82.772 -35%
reddito mensile per accesso al finanziamento 2.280 1.441

 

NAPOLI  
Trilocale di 90 mq 2012 2017  
PREZZO MEDIO 236.700 187.800  
DISPONIBILITA’ NECESSARIA 47.340 37.560  
QUOTA MUTUO (80%) 189.360 150.240  
TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10%  
DURATA MAX 25 25  
RATA MEDIA 999,51 644,14  
COSTO TOTALE 347.194 230.802  
Risparmio effettivo -116.392 -34%  
reddito mensile per accesso al finanziamento 3.332 2.147  
 

BOLOGNA

 
Trilocale di 90 mq 2012 2017
PREZZO MEDIO 200.000 167.000
DISPONIBILITA’ NECESSARIA 40.000 33.400
QUOTA MUTUO (80%) 160.000 133.600
TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10%
DURATA MAX 25 25
RATA MEDIA 844,54 572,80
COSTO TOTALE 293.362 205.239
Risparmio effettivo -88.123 -30%
reddito mensile per accesso al finanziamento 2.815 1.909

 

ROMA  
Trilocale di 90 mq 2012 2017
PREZZO MEDIO 328.600 273.900
DISPONIBILITA’ NECESSARIA 65.720 54.780
QUOTA MUTUO (80%) 262.880 219.120
TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10%
DURATA MAX 25 25
RATA MEDIA 1387,58 939,45
COSTO TOTALE 481.993 336.616
Risparmio effettivo -145.377 -30%
reddito mensile per accesso al finanziamento 4.625 3.132

 

PALERMO
Trilocale di 90 mq 2012 2017
PREZZO MEDIO 125.100 105.500
DISPONIBILITA’ NECESSARIA 25.020 21.100
QUOTA MUTUO (80%) 100.080 84.400
TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10%
DURATA MAX 25 25
RATA MEDIA 528,26 361,86
COSTO TOTALE 183.498 129.657
Risparmio effettivo -53.841 -29%
reddito mensile per accesso al finanziamento 1.761 1.206

 

FIRENZE  
Trilocale di 90 mq 2012 2017
PREZZO MEDIO 260.300 232.400
DISPONIBILITA’ NECESSARIA 52.060 46.480
QUOTA MUTUO (80%) 208.240 185.920
TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10%
DURATA MAX 25 25
RATA MEDIA 1099,17 797,11
COSTO TOTALE 381.810 285.614
Risparmio effettivo -96.196 -25%
reddito mensile per accesso al finanziamento 3.664 2.657

 

VERONA  
Trilocale di 90 mq 2012 2017
PREZZO MEDIO 136.000 123.000
DISPONIBILITA’ NECESSARIA 27.200 24.600
QUOTA MUTUO (80%) 108.800 98.400
TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10%
DURATA MAX 25 25
RATA MEDIA 574,29 421,88
COSTO TOTALE 199.486 151.164
Risparmio effettivo -48.322 -24%
reddito mensile per accesso al finanziamento 1.914 1.406

 

MILANO  
Trilocale di 90 mq 2012 2017
PREZZO MEDIO 270.000 253.300
DISPONIBILITA’ NECESSARIA 54.000 50.660
QUOTA MUTUO (80%) 216.000 202.640
TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10%
DURATA MAX 25 25
RATA MEDIA 1140,13 868,80
COSTO TOTALE 396.038 311.299
Risparmio effettivo -84.739 -21%
reddito mensile per accesso al finanziamento 3.800 2.896

 

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Bassilichi: il mutuo diventa Fast https://www.datamanager.it/2017/10/bassilichi-mutuo-diventa-fast/ Tue, 03 Oct 2017 12:43:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132141 Bassilichi lancia una nuova gamma di soluzioni in outsourcing che rendono veloce, sicuro ed efficiente il processo di erogazione del finanziamento Bassilichi, uno dei principali operatori nel mercato dei Payments e dei Business Services a livello nazionale, presenta una gamma completa di soluzioni a supporto delle banche per una gestione più efficiente, veloce e sicura del servizio mutui. […]

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Bassilichi lancia una nuova gamma di soluzioni in outsourcing che rendono veloce, sicuro ed efficiente il processo di erogazione del finanziamento

Bassilichi, uno dei principali operatori nel mercato dei Payments e dei Business Services a livello nazionale, presenta una gamma completa di soluzioni a supporto delle banche per una gestione più efficiente, veloce e sicura del servizio mutui. L’offerta Bassilichi copre tutti i passaggi del processo che porta all’erogazione e alla gestione di un mutuo: dalla fase di istruttoria, fino alla lavorazione delle pratiche e all’assistenza clienti.

“La ripresa del mercato immobiliare registrata negli ultimi 2 anni – con un aumento della richiesta di mutui per l’acquisto di beni durevoli pari al 13,3%* nel 2016 rispetto al 2015 – ci ha portato a sviluppare soluzioni specifiche in grado di rendere più efficienti i processi delle banche in questo ambito”, ha commentato Paolo Carletti, Direttore della Business Unit Business Services di Bassilichi SpA.“Come sempre mettiamo a disposizione dei nostri clienti professionalità, qualità e innovazione con un’offerta completa e personalizzabile, in grado di aumentare la loro competitività e velocità di execution”, conclude Carletti.

I servizi proposti da Bassilichi, modulabili in base alle specifiche necessità di ogni banca, sono:

B.Fast: permette al gestore il recupero di informazioni e la consegna, entro 2 giorni lavorativi, di un report certificato sulla posizione anagrafica e reddituale del cliente che è fondamentale nella fase di istruttoria successiva alla richiesta del mutuo. B.fast riduce, in pratica, i rischi correlati ad eventuali frodi da parte del richiedente e diminuisce i tempi dei controlli documentali, consentendo di dare più rapidamente una risposta al richiedente del mutuo.

B.Free: l’adozione di questo modulo del servizio libera i soggetti coinvolti nella richiesta del mutuo dall’impegno di recuperare tutti i documenti cartacei (ad es. visura camerale ultimo bilancio, ultimo modello unico, ecc.) necessari per la stipula del contratto di mutuo, grazie alla sottoscrizione di una delega specifica. Parallelamente B.Free agevola la banca non solo nella velocità di recupero dei documenti, garantito entro 4 settimane, ma anche nell’eliminazione di eventuali frodi che nascono dall’alterazione dei documenti ufficiali relativi alla posizione anagrafica, lavorativa e reddituale del soggetto richiedente. La documentazione cartacea raccolta può essere poi dematerializzata secondo la policy della banca.

Raccolta, archiviazione e data quality: con questo servizio Bassilichi offre la possibilità di raccogliere, verificare, dematerializzare e archiviare le pratiche dei mutui stipulati, mettendo in sicurezza la documentazione secondo la policy della banca e assicurandone la completezza formale. Gli operatori Bassilichi chiudono la lavorazione delle pratiche inviandole poi, via flusso ICT, alla piattaforma documentale della banca oppure salvandole sulla piattaforma documentale Bassilichi; in quest’ultimo caso i clienti possono consultare e fare il download dei documenti on demand.

Customer care e customer monitoring: il servizio consente di controllare i livelli di soddisfazione dei clienti della banca attraverso un’attività di recall e la raccolta di feedback; parallelamente permette di effettuare anche un monitoraggio del mantenimento dei requisiti di solvibilità degli stessi, segnalando eventuali problematiche, secondo policy definite con la banca, che permettono poi di attivare azioni preventive.

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Mutui Italia nel 2016: erogazioni +20,6% https://www.datamanager.it/2017/04/mutui-italia-nel-2016-erogazioni-206/ Tue, 04 Apr 2017 16:30:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=122516 Il mercato del credito prosegue la crescita EROGAZIONI ITALIA Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 13.998 milioni di euro nel quarto trimestre 2016. Rispetto allo stesso trimestre del 2015 si registra un aumento delle erogazioni pari a +7%. Mercato del credito ancora positivo, dunque, con erogazioni in aumento da tre anni […]

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Il mercato del credito prosegue la crescita

EROGAZIONI

ITALIA

Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 13.998 milioni di euro nel quarto trimestre 2016. Rispetto allo stesso trimestre del 2015 si registra un aumento delle erogazioni pari a +7%. Mercato del credito ancora positivo, dunque, con erogazioni in aumento da tre anni e che sfiorano quota 14 miliardi di euro per la prima volta dalla metà del 2011., per un controvalore di +920,5 milioni di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel Bollettino Statistico I-2017 pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Aprile 2017.

Mercato del credito ancora positivo, dunque, con erogazioni in aumento da tre anni e che sfiorano quota 14 miliardi di euro per la prima volta dalla metà del 2011. Questo trend è suffragato anche dalle performance positive riscontrate mensilmente, che vedono incrementi importanti a partire dalla metà del 2014 ed un assestamento a partire dall’estate.

Guardando ai numeri degli ultimi 12 mesi, analizzando quindi i volumi dell’intero anno 2016, riscontriamo che sono stati erogati alle famiglie italiane finanziamenti per l’acquisto della casa per 49.728 milioni di euro. Il saldo annuale, se confrontato con quanto rilevato nel 2015, segna un aumento dei volumi pari a +20,6%, per un controvalore di +8.481 milioni di euro.

MACROAREE

Il quarto trimestre 2016 vede un decremento delle erogazioni soltanto nell’Italia Insulare, comunque di lieve entità.

La performance migliore spetta al Nord-Ovest, i cui 5 miliardi di euro sono il 16,2% in più rispetto a quanto erogato nel quarto trimestre 2015. Il Centro Italia vede un incremento dell’1,8%, l’Italia Meridionale fa segnare +2,5% mentre nell’Italia Nord-Orientale il rialzo è stato del 6,5%.

Il Nord-Ovest si conferma la macroarea dove si eroga di più, al secondo posto c’è il Centro Italia 3,4 miliardi di euro; segue il Nord-Est, che fa segnare circa 3 miliardi di euro.

Analizzando l’intero anno 2016 si registrano volumi in aumento in tutte le macroaree italiane, con un rialzo medio del 20%.

Sulla scia dell’andamento trimestrale, il Nord-Ovest fa segnare la migliore performance con +23,1% rispetto al totale del 2015; al secondo posto ci sono le Isole, dove l’aumento è stato pari a +20%.

Con quasi 17 miliardi di euro, invece, è sempre il Nord-Ovest l’area dove si eroga di più, al secondo posto troviamo il Centro Italia con 12,3 miliardi di euro; il Nord-Est chiude a 10,6 miliardi di euro, mentre il Mezzogiorno si ferma a 6,8 miliardi di euro.

REGIONI

A livello regionale, il quarto trimestre 2016 è risultato positivo sebbene la crescita sia stata inferiore ai trimestri precedenti e si siano riscontrate variazioni in diminuzione in sette regioni.

Queste mostrano cali lievi, compresi tra -4% della Toscana e -8,9% della Sardegna; dalla parte opposta, l’aumento più consistente si registra nelle due regioni montane, Valle d’Aosta (+37,5%) e Trentino-Alto Adige (+23,6%).

PROVINCE

Nel quarto trimestre 2016 sei province su dieci hanno evidenziato volumi in aumento, seppur non in modo significativo come nei trimestri scorsi. La prima di queste, Sondrio, raddoppia i propri volumi (+99,6%), segue un’altra provincia lombarda, Brescia (+37,6%).

Tra le principali province emergono sempre Roma e Milano, i cui volumi sono più del doppio rispetto alla terza provincia, Torino. Da segnalare che 4 delle prime 10 province sono lombarde e le uniche con valori negativi sono Bologna (-10,8%) e Firenze (-1,9%).

ASPETTI CONGIUNTURALI

ANDAMENTO DELLE CONSISTENZE

Nel quarto trimestre 2016 si registra uno stock di mutui in essere pari a 304.103 milioni di euro, in aumento sia rispetto al trimestre precedente (+0,8%) sia in relazione allo stesso periodo dell’anno scorso (+2,4%).

IMPORTO MEDIO DI MUTUO

Attraverso la base dati interna all’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa è stata analizzata la tendenza rispetto alla quantificazione media dell’importo di mutuo.

Il ticket medio nazionale si è attestato a circa 115.100 €, in aumento rispetto a quanto riscontrato nel quarto trimestre 2015. La ripartizione geografica è nettamente diversa: il Nord-Ovest e il Centro si mantengono sopra i livelli nazionali, il Nord-Est è in linea rispetto al totale dell’Italia, mentre la tendenza è opposta al Sud e nelle Isole. Il ticket medio risulta più elevato nella macroarea Centrale (122.500 €) e più basso nelle Isole, dove si erogano in media 105.800 €.

Di seguito il dettaglio del ticket medio per tutte le macroaree:

TICKET MEDIO DI MUTUO

Valori in Euro

MACROAREA IV TRIM. 2016 IV TRIM. 2015 Var. %
TOTALE ITALIA 115.100 111.300 +3,4%
ITALIA NORD-OCCIDENTALE 116.300 112.000 +3,8%
ITALIA NORD-ORIENTALE 115.800 111.500 +3,9%
ITALIA CENTRALE 122.500 116.200 +5,4%
ITALIA MERIDIONALE 108.500 104.100 +4,2%
ITALIA INSULARE 105.800 109.700 -3,6%
Elaborazione Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa su dati interni

L’importo medio di mutuo visto a livello regionale continua ad essere per ragioni socio-economiche difforme sul territorio nazionale. La regione con il valore più alto è il Lazio, con un ticket medio pari a 127.800 €, in aumento rispetto al quarto trimestre 2015 (+6,9%), seguita dalla Liguria con 124.600 € e dalla Lombardia con 123.500 €; il valore più basso è stato registrato in Abruzzo, dove l’importo medio è 93.000 €.

La migliore performance appartiene a Liguria e Campania: nella prima regione il mutuo medio si attesta a circa 124.600 €, nella seconda è 108.700 €.

I TASSI D’INTERESSE

Le dinamiche economico-finanziarie che stanno influenzando l’area Euro hanno spinto la Banca Centrale Europea a ritoccare più volte al ribasso il tasso di riferimento BCE. Dopo i tagli del 2013 che lo avevano portato a 0,25%, gli interventi sono continuati a Giugno e Settembre 2014, con una riduzione di 0,10 bps in entrambi i casi. Il valore è rimasto stabile a 0,05% fino a Marzo 2016, da allora mantiene la sua quotazione minima di sempre (0%).

Dai massimi di Luglio 2011 (1,60%), il tasso Euribor (3 mesi) ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato a quota 0,19% a Dicembre 2012, per attestarsi poco sopra 0,20% per tutto il 2013 e il 2014, salvo andare sottozero da Maggio 2015. La quotazione di Marzo 2016 è -0,33%.

Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, l’Eurirs (25 anni) è sceso a Giugno 2012 a quota 2,13% ed è tornato a crescere fino a 2,75% a Settembre 2013. Da allora ha iniziato la fase discendente che lo ha portato a 0,82% ad Aprile 2015 per poi riprendere quota a 1,12% a Febbraio e Marzo 2016, toccare il nuovo minimo ad Agosto 2016 con 0,76% e risalire a 1,43% a Marzo 2017.

Stando alle dinamiche dei tassi di Marzo 2017, abbiamo calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160.000 € e che lo spread medio di mercato si attesti a 1,40% per il tasso fisso e a 1,50% per il tasso variabile. Con un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata di 512 euro, circa 89 euro in più rispetto a quanto dovremmo sostenere se scegliessimo un mutuo a tasso variabile, in quanto la sua rata ammonta a 423 euro.

CONCLUSIONI

Le erogazioni nel nostro Paese sono in aumento da tre anni consecutivi e anche la domanda di mutui da parte delle famiglie è in crescita (+15% da Gennaio a Dicembre 2016 rispetto allo stesso periodo 2015).

Dobbiamo segnalare anche un live calo delle interrogazioni relative alle richieste di nuovi mutui rispetto a febbraio 2016.

I principali indici dei tassi di riferimento sono ancora a livelli molto bassi, riducendo in questo modo il costo dei finanziamenti e creando opportunità per il mercato e le famiglie.

Dall’altra parte però, bisogna considerare che le prospettive economiche e il mercato del lavoro crescono ancora troppo lentamente, e il settore creditizio rimane condizionato dalla situazione economica del nostro Paese e dell’intera Eurozona.

Va ricordato che l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è iniziata ufficialmente solo pochi giorni fa, pertanto l’impatto sull’economia reale sarà da valutare nei prossimi trimestri.

Il 2017 dovrebbe vedere ancora un aumento delle erogazioni, comunque più lieve rispetto al passato, e la quota delle surroghe dovrebbe ancora diminuire.

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Cittadini stranieri e mutuo: uno su due sceglie il tasso fisso https://www.datamanager.it/2016/01/cittadini-stranieri-mutuo-uno-due-sceglie-tasso-fisso/ Tue, 26 Jan 2016 17:30:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=93119 L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa si occupa di analizzare il mercato dei mutui, per approfondire in modo scientifico e dettagliato la situazione del mercato italiano e individuarne le caratteristiche e le tendenze. Tali analisi sono possibili grazie alla capillarità delle agenzie di mediazione creditizia Kìron ed Epicas presenti sul territorio italiano, cosicché abbiamo esaminato le […]

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L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa si occupa di analizzare il mercato dei mutui, per approfondire in modo scientifico e dettagliato la situazione del mercato italiano e individuarne le caratteristiche e le tendenze.

Tali analisi sono possibili grazie alla capillarità delle agenzie di mediazione creditizia Kìron ed Epicas presenti sul territorio italiano, cosicché abbiamo esaminato le caratteristiche socio-demografiche dei cittadini non italiani che hanno sottoscritto un mutuo ipotecario nel 2015.

AREA DI PROVENIENZA

Nel nostro Paese vengono finanziati principalmente cittadini italiani (86,4%), il 10,3% è rappresentato da altri Paesi del Vecchio Continente e il 3,3% da immigrati extra-europei (questi ultimi provengono soprattutto dall’America Centro-Meridionale, quindi da Asia e Africa). Le nazionalità più rappresentate sono quelle rumena (27,3% del totale degli stranieri), albanese (15,5%) e moldava (11,8%); tra i non-europei, invece, i più presenti sono i peruviani (3,2%), seguiti dai cinesi (2,1%) e dai marocchini (2%).

Osservando la provenienza del mutuatario nell’ambito delle macroaree italiane e confrontando i risultati tra loro, si evince che gli istituti di credito tendono a finanziare i cittadini non italiani maggiormente nel Nord Italia. In particolare emerge la quota di stranieri finanziati nel Nord-Est, che rappresentano quasi un terzo del totale della macroarea.

Area di
provenienza
Italia Europa Africa America
Centro-Meridionale
America
Settentrionale
Asia Oceania
Italia
Nord-Occidentale
85,9% 9,6% 1,3% 1,9% 0,1% 1,2% –
Italia
Nord-Orientale
68,0% 27,1% 1,4% 1,1% 0,1% 2,3% –
Italia
Centrale
88,3% 8,6% 0,5% 1,3% 0,1% 1,1% 0,1%
Italia
Meridionale
97,4% 2,2% – 0,1% 0,1% 0,1% 0,1%
Italia
Insulare
97,0% 2,5% – 0,2% 0,3% – –
Anno 2015

Elaborazione Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa su dati interni

 

ETA’ ANAGRAFICA

L’età media dei mutuatari non italiani che hanno sottoscritto un finanziamento ipotecario in Italia nel 2015 è 38,2 anni. Quattro mutuatari su dieci hanno tra 35 e 44 anni, mentre gli under 35 rappresentano il 36,5% del totale.

SCOPO FINANZIAMENTO

Come è logico aspettarsi, la maggior parte dei finanziamenti viene erogata per acquistare casa, motivazione che rappresenta infatti il 95,5% del totale, mentre le sostituzioni e le surroghe costituiscono il 4,2%.

Tipologia mutuo stranieri 2015 - Gruppo Tecnocasa

PROFESSIONE MUTUATARIO

La sicurezza economica è tra gli elementi fondamentali richiesti dagli istituti di credito per erogare un finanziamento. Tale caratteristica identifica il 91% del campione (dipendenti a tempo indeterminato e pensionati), a fronte del 7,3% di chi ha un contratto di lavoro flessibile (liberi professionisti/lavoratori autonomi e titolari d’azienda). I lavoratori a tempo determinato, invece, pesano per l’1,7%.

TIPOLOGIA MUTUO

Uno straniero su due sottoscrive mutui a tasso fisso e poco più di un terzo opta per finanziamenti a tasso variabile. Questi ultimi hanno evidenziato un calo rispetto all’anno scorso, quando erano scelti dal 39,7% degli stranieri; i mutui a tasso fisso, al contrario, sono passati dal 37,3% al 51,9%. I prestiti ipotecari a rata costante rappresentano invece l’11%, mentre sono più marginali le tipologie a tasso variabile con CAP e misto.

DURATA MUTUO

La durata media dei mutui sottoscritti da cittadini non italiani è pari a 25 anni, in aumento esattamente di un anno rispetto al 2014. Ragionando per fasce di durata, risulta che 3 mutui su 4 hanno una durata compresa tra 21 e 30 anni, a fronte del 66,9% registrato l’anno scorso, e il 25,3% si colloca nella fascia 10-20 anni (mentre nel 2014 questa fascia incideva per il 32,7%).

IMPORTO MUTUO

Nel corso del 2015 l’importo medio di mutuo erogato sul territorio nazionale ai mutuatari non italiani è stato pari a circa 98.900 €, in aumento rispetto all’anno scorso quando il ticket medio ammontava a 94.700 €. Segmentando il campione per fasce di erogato si nota come la ripartizione sia più sbilanciata verso importi contenuti. Il 49,1% dei mutui erogati ha un importo compreso tra 50 e 100.000 €, mentre il 37% si colloca nella fascia successiva (100-150.000 €). Solo il 9% dei mutuatari, invece, ha ottenuto un finanziamento superiore a 150.000 €.

 

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Mercato mutui: continua il trend positivo https://www.datamanager.it/2015/10/mercato-mutui-continua-il-trend-positivo/ Tue, 06 Oct 2015 17:30:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=85189 +68,2% l’erogato nel II trimestre 2015 EROGAZIONI ITALIA Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 10.222,9 milioni di euro nel secondo trimestre 2015. Rispetto allo stesso trimestre del 2014 si registra un aumento delle erogazioni pari a +68,2%, per un controvalore di +4.144,1 mln di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel […]

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+68,2% l’erogato nel II trimestre 2015

EROGAZIONI ITALIA

Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 10.222,9 milioni di euro nel secondo trimestre 2015. Rispetto allo stesso trimestre del 2014 si registra un aumento delle erogazioni pari a +68,2%, per un controvalore di +4.144,1 mln di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel Bollettino Statistico III-2015 pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Settembre 2015.

Il mercato del credito per le abitazioni continua a dare segnali positivi, le erogazioni sono in aumento da un anno e mezzo e raggiungono i 10 miliardi di euro per la prima volta dal 2011. Questo trend è suffragato anche dalle performance positive riscontrate mensilmente, che vedono incrementi notevoli a partire dalla fine della scorsa estate e volumi raddoppiati da Maggio 2015.

Guardando ai numeri degli ultimi 12 mesi (Luglio 2014-Giugno 2015) riscontriamo che sono stati erogati alle famiglie italiane finanziamenti per l’acquisto della casa per 30.137 mln di euro. Il saldo annuo, se confrontato con quanto rilevato nei 12 mesi precedenti (Luglio 2013-Giugno 2014), segna un aumento dei volumi pari a +37,3%, per un controvalore di +8.190,5 mln di euro.

MACROAREE

Il secondo trimestre 2015 vede un incremento delle erogazioni in tutte le macroaree, come avviene ormai da un anno a questa parte.

La performance migliore spetta al Sud Italia, i cui volumi sono aumentati dell’80,7% rispetto al secondo trimestre 2014 e ora superano quota 1.400 mln di euro. L’Italia Nord-Orientale e l’Italia Centrale fanno registrare variazioni e volumi molto simili: l’aumento è stato nell’ordine del 73%, il Nord-Est chiude con 2.222 mln di euro, il Centro con poco meno di 2.500 mln di euro. La macroarea Nord-Occidentale si conferma al primo posto per volumi erogati con un quasi 3.500 mln di euro, in aumento del 58,9% rispetto al secondo trimestre 2014. Sardegna e Sicilia erogano complessivamente poco meno di 600 mln di euro, che rappresentano il 58,7% in più rispetto all’anno scorso. Analizzando il periodo che va da Luglio 2014 a Giugno 2015 si registrano volumi in aumento in tutte le macroaree italiane.

REGIONI

Ancora una volta tutte le regioni italiane fanno segnare volumi in aumento, tra l’altro con variazioni importanti, confermando l’andamento registrato nei due trimestri precedenti. Questo trimestre si caratterizza per un forte incremento dei volumi nelle regioni di più piccole dimensioni. Basilicata (+115,8%), Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo (+103% ciascuna) raddoppiano i propri volumi e tale andamento viene toccato anche da Molise (+99,1%) e Umbria (+98,4%), con Marche, Valle d’Aosta e Puglia che seguono a ruota (+90% circa). Permangono sempre differenze geografiche, in quanto sono generalmente le regioni del Nord Italia quelle dove si eroga mediamente di più: la Lombardia si conferma ancora leader, con 2.325,5 mln di euro (+57,4% rispetto al secondo trimestre 2014), seguita da Lazio (1.397,6 mln di euro), Veneto (903,1 mln di euro) ed Emilia-Romagna (829,2 mln di euro).

PROVINCE

Per la prima volta tutte le 110 province analizzate hanno evidenziato volumi in aumento, tra l’altro con variazioni molto consistenti. Su tutte spicca la provincia di Isernia, che vede un incremento del 168,9%; al secondo posto c’è la provincia di Novara, i cui volumi sono aumentati del 148%. Seguono Matera (+129,5%), Carbonia-Iglesias (+128,3%) e Ascoli Piceno (+126,2%), ma ci sono altre 18 province che raddoppiano i propri volumi. Tra le principali province emergono sempre Roma e Milano, i cui volumi sono più del doppio rispetto alla terza provincia, Torino. Si segnala Bari, dove si registra un aumento del 111% rispetto all’anno scorso.

ASPETTI CONGIUNTURALI

ANDAMENTO DELLE CONSISTENZE

Nel secondo trimestre 2015 si registra uno stock di mutui in essere pari a 293.207 mln di euro, in linea rispetto al trimestre precedente (+0,1%) e in calo dello 0,5% in relazione allo stesso periodo dell’anno scorso. Da segnalare che, dopo l’aumento riscontrato nel 2011, prosegue la lenta e costante decrescita delle consistenze iniziata nel primo trimestre 2012, nonostante una lieve ripresa rispetto al trimestre scorso.

IMPORTO MEDIO DI MUTUO

Attraverso la base dati interna all’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa è stata analizzata la tendenza rispetto alla quantificazione media dell’importo di mutuo. Il ticket medio nazionale si è attestato a circa 111.800 €, in aumento rispetto a quanto riscontrato nel secondo trimestre 2014. La ripartizione geografica è nettamente diversa: il Nord si mantiene sui livelli nazionali, nel Centro il mutuo medio risulta nettamente più alto, mentre la tendenza è opposta e più marcata al Sud nelle Isole. Il ticket medio risulta più elevato nella macroarea Centrale (119.500 €); dalla parte opposta, invece, il Sud eroga una quota minore con 103.500 €.

Di seguito il dettaglio del ticket medio per tutte le macroaree:

TICKET MEDIO DI MUTUO

Valori in Euro

II TRIM. 2015 II TRIM. 2014 Var. %
111.800 107.700 +3,8%
113.200 109.200 +3,7%
111.600 107.500 +3,8%
119.500 112.400 +6,3%
103.500 101.300 +2,2%
106.300 100.200 +6,1%
Elaborazione Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa su dati interni

L’importo medio di mutuo visto a livello regionale continua ad essere per ragioni socio-economiche difforme sul territorio nazionale. La regione con il valore più alto è il Lazio, con un ticket medio pari a 128.300 €, in aumento rispetto al secondo trimestre 2014 (+1,6%); il valore più basso è stato registrato in Calabria, dove l’importo medio è 92.200 €.

La migliore performance appartiene alla Liguria, che fa segnare +4,7% e ora si attesta a 103.900 €. Gli incrementi sono più lievi per Emilia-Romagna e Campania: nella prima regione il mutuo medio è pari a 114.600 €, in rialzo del 3,4%, mentre nella seconda la quota pro-capite si attesta a 113.000 € (+3,3%).

I TASSI D’INTERESSE

Le dinamiche economico-finanziarie che hanno influenzato l’Area Euro a partire da Agosto 2011 hanno spinto la Banca Centrale Europea a ritoccare più volte al ribasso il tasso di riferimento BCE. Dopo i tagli operati a metà 2012, gli interventi sono continuati a Maggio e a Novembre 2013, in entrambi i casi con -25bps. L’ultimo intervento, avvenuto a Settembre 2014, ha portato il tasso alla sua quotazione minima di sempre con 0,05%, dopo che a Giugno 2014 era già stato abbassato a 0,15%.

Come di consueto, il tasso Euribor (3 mesi) ha seguito la tendenza degli interventi della BCE. Dai massimi di metà 2011 (1,60% a Luglio 2011), ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato rapidamente a quota 0,19% a Dicembre 2012 per attestarsi poco sopra 0,20% per tutto il 2013 e il 2014, salvo andare addirittura sottozero da Maggio 2015, per attestarsi a quota -0,04% a Settembre 2015.

Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, l’Eurirs (25 anni) è sceso a Giugno 2012 a quota 2,13% ma, contrariamente all’Euribor, l’Eurirs è tornato a crescere fino a 2,75% a Settembre 2013. Da quel momento ha iniziato la fase discendente che lo ha portato al suo nuovo minimo ad Aprile 2015 con 0,82%, per poi riprendere quota e arrivare a 1,59% a Settembre 2015.

Stando alle dinamiche dei tassi di Settembre 2015, abbiamo calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni, ipotizzando uno spread medio indicativo di mercato pari a 1,90 bps sia per il tasso fisso sia per il tasso variabile. Con un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata di 550 euro, circa 91 euro in più rispetto a quanto dovremmo sostenere se scegliessimo un mutuo a tasso variabile, in quanto la sua rata ammonta a 459 euro.

CONCLUSIONI

Non possiamo ancora stabilire che il mercato del credito per le abitazioni nel nostro Paese sia definitivamente uscito dal periodo di difficoltà degli ultimi anni, ma certamente i segnali che registriamo sono positivi ed incoraggianti per i prossimi anni. Molteplici sono i fattori che fanno ben sperare. Da una parte, la domanda di mutui da parte delle famiglie è in crescita da Luglio 2013 (nei primi otto mesi del 2015 l’aumento è stato del 59% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) e la Banca Centrale Europea continuerà a sostenere i finanziamenti a famiglie e imprese; dall’altro lato migliora l’offerta relativa ai mutui e i principali indici di riferimento sono a livelli molto bassi, riducendo in questo modo il costo dei finanziamenti e creando nuove opportunità per il mercato e le famiglie. Da tenere in considerazione anche la crescita dell’indice di fiducia delle famiglie, anche se le valutazioni sono ancora caute sulle prospettive economiche e del mercato del lavoro. Il settore del credito rimarrà condizionato dalla situazione economica del nostro Paese e dell’intera Eurozona. Le politiche di erogazione rimarranno prudenziali per tutto il 2015 e la qualità del portafoglio degli istituti sarà un fattore decisivo che condizionerà le scelte di erogazione.

Per il 2015 è in previsione un andamento delle erogazioni in crescita rispetto a quanto rilevato nel 2014 anche per effetto della significativa crescita dei finanziamenti di surroga.

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Casa.it: risparmiare sul mutuo casa si può https://www.datamanager.it/2015/05/casa-it-risparmiare-sul-mutuo-casa-si-puo/ Tue, 26 May 2015 17:30:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=75423 Negli ultimi mesi, complici i ripetuti tagli sui tassi d’interesse e le generose iniezioni di liquidità della BCE, sembra che il mercato dei mutui per la casa stia finalmente rianimandosi. Secondo i dati ISTAT, infatti, a febbraio 2015 si è registrata un’impennata del 38,7% (rispetto allo stesso mese del 2014) nei finanziamenti erogati per l’acquisto […]

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Negli ultimi mesi, complici i ripetuti tagli sui tassi d’interesse e le generose iniezioni di liquidità della BCE, sembra che il mercato dei mutui per la casa stia finalmente rianimandosi.

Secondo i dati ISTAT, infatti, a febbraio 2015 si è registrata un’impennata del 38,7% (rispetto allo stesso mese del 2014) nei finanziamenti erogati per l’acquisto della casa o per la sostituzione di mutui esistenti: evento che non si ripeteva dal lontano 2008.

Proprio per questo Casa.it, il primo portale immobiliare italiano dal 1996 con oltre 6 milioni di Utenti Unici, ha preparato un sintetico prontuario per chi intende accedere a un mutuo a condizioni favorevoli o vorrebbe risparmiare rinegoziando o “rottamando” il mutuo esistente.

Quale mutuo scegliere?

Fondamentale è la scelta della giusta tipologia di mutuo, che deve tenere conto dei costi complessivi dell’operazione e delle clausole contrattuali nei diversi scenari che si possono aprire da oggi fino ai prossimi 20/30 anni. Le tipologie di mutuo sono fondamentalmente quattro:

  • a tasso variabile – attualmente rappresentano il 70-80% dei prodotti proposti dalle banche. Oggi presentano tassi d’interesse ai minimi, ma restano una scommessa sulla stabilità o – meglio ancora – sul ribasso a lungo termine di spread indicizzati a tre mesi;
  • a tasso variabile con CAP – oggi marginali data la differenza minima di costi rispetto a un tasso fisso, offrono la garanzia di un tetto massimo all’adeguamento in rialzo del tasso d’interesse;
  • a rata fissa e durata variabile – hanno rappresentato e sono tuttora il rifugio di chi non può permettersi aumenti nell’importo della rata e preferisce spalmare l’impatto dei tassi d’interesse in rialzo mediante l’allungamento della durata del mutuo. Vanno verificate con cura tutte le clausole contrattuali;
  • a tasso fisso – per la loro natura, sono quelli che soffrono maggiormente in caso di discesa degli spread. Oggi i tassi d’interesse applicati sui migliori prodotti sono vicini a quelli dei mutui a tasso variabile.

Attenti ai costi per la documentazione

Gli istituti di credito hanno azzerato le cosiddette spese d’istruttoria; restano quindi da valutare i costi relativi alla documentazione da presentare e agli atti da perfezionare.

Catasto: il costo per le copie di planimetrie, visure catastali e atti notarili può variare sensibilmente a seconda che si ricorra a un’agenzia di servizi o al Catasto online.

Polizza vita o multirischi: divenuta pressoché obbligatoria come garanzia accessoria del credito, può arrivare fino al 7-8% del finanziamento erogato. Attenti a eventuali clausole che prevedono l’inasprimento dello spread sul mutuo in caso di recesso anticipato.

Notaio: tra onorario, IVA e altre imposte, la parcella del notaio supera di poco il 2% della somma erogata.

Cambiare mutuo risparmiando

Puntare a 80/100.000 euro di risparmio nell’arco di 20-30 anni non è un obiettivo irraggiungibile per chi ha un mutuo da pagare. Se il contratto stipulato a suo tempo non è più soddisfacente, perché è diventato troppo oneroso o perché altri istituti offrono condizioni migliori, le possibilità di modificare la situazione sono essenzialmente quattro e offrono garanzie di risparmio più o meno sostanziose.

  • Rinegoziazione: è un accordo consensuale tra il cliente e la banca che modifica le condizioni contrattuali del mutuo. Attraverso la rinegoziazione si possono cambiare la durata del debito residuo e, di conseguenza, l’importo della rata, oppure modificare la tipologia o l’entità del tasso d’interesse. L’adesione della banca alla richiesta di rinegoziazione è facoltativa. In caso di assenso, tuttavia, le modifiche richiedono con una semplice scrittura privata, senza ulteriori oneri e atti notarili. Inoltre, la rinegoziazione è possibile anche sui mutui “cartolarizzati”, ossia ceduti dalla banca ad altro operatore finanziario.
  • Sostituzione: in questo caso il cliente estingue il mutuo esistente con una banca chiedendone un altro a un diverso istituto di credito. Rispetto al passato, oggi è possibile chiedere un finanziamento di importo maggiore rispetto al capitale residuo del mutuo da estinguere. Inoltre si mantengono i benefici fiscali, anche se limitatamente alla parte del nuovo finanziamento che copre il capitale residuo e le spese legate alla sostituzione.
  • Portabilità del mutuo con surrogazione sull’ipoteca: con quest’operazione si trasferisce il mutuo a un’altra banca mediante la sostituzione di quest’ultima nella ipoteca già iscritta per il mutuo originario.
  • Surrogazione del mutuo: il mutuo viene trasferito a un altro istituto di credito, ed è possibile modificare il tasso del mutuo e la durata senza penali o costi accessori di qualsiasi natura a carico del cliente, e con la contestuale estinzione anticipata del contratto in essere con la prima banca.

Possiamo affermare che le surroghe, grazie al risparmio che garantiscono, stanno trainando il mercato dei mutui che nel 2015 sembra essere destinato a rialzarsi: già all’inizio di quest’anno, infatti, si è registrata una forte crescita dei mutui erogati per surroga rispetto al 2014.

Secondo Il Sole 24 Ore, chi ha stipulato un mutuo negli ultimi 10 anni, magari con un tasso fisso, trova nella surroga un’operazione vantaggiosa. Prendendo in esame i soli mutui a tasso fisso accesi tra il 2002 e il 2013, infatti, emerge che il differenziale tra i tassi medi originari e i tassi fissi disponibili oggi è tale da permettere risparmi medi tra i 30mila e i 40mila euro su un mutuo iniziale di 120.000 euro con durata dai venti ai trenta anni.

La stessa considerazione è valida sia per i mutui risalenti ai primi anni del duemila, quando i tassi fissi superavano il 6%, sia per mutui più recenti a tassi più bassi ma con ancora tanti anni di rimborsi davanti.

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