Myspace – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Oct 2018 09:13:20 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Myspace – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Intervista a Tricarico, un cantautore analogico che ama la tecnologia https://www.datamanager.it/news/intervista-tricarico-un-cantautore-analogico-che-ama-la-tecnologia-45581.html Tue, 21 May 2013 10:55:23 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/intervista-a-tricarico-un-cantautore-analogico-che-ama-la-tecnologia/ Francesco Tricarico pubblica oggi nei negozi, dopo averlo anticipato in pre-order su iTunes, il suo nuovo disco. Si intitola “Invulnerabile” e arriva a distanza di due anni dal precedente “L’imbarazzo”. Due anni in cui Tricarico ha concentrato il suo sguardo sui sentimenti, dal candore alla tenerezza, descrivendoli con la sua poesia agrodolce in undici canzoni

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Francesco Tricarico pubblica oggi nei negozi, dopo averlo anticipato in pre-order su iTunes, il suo nuovo disco. Si intitola “Invulnerabile” e arriva a distanza di due anni dal precedente “L’imbarazzo”. Due anni in cui Tricarico ha concentrato il suo sguardo sui sentimenti, dal candore alla tenerezza, descrivendoli con la sua poesia agrodolce in undici canzoni

«Sono ‘analogico’ ma la tecnologia mi piace: non ho un iPad perchè non mi serve».

Nelle nuove canzoni la vita e la quotidianità sono raccontate con la musicalità tipica di Tricarico, con il suo riconoscibilissimo pop delicato e sensibile: questo troviamo in “Invulnerabile”, un disco che porta a parlare anche di supereroi, positività e naturalmente tecnologia.

Data Manager: Chi è invulnerabile o chi dovrebbe esserlo?

Tricarico: Devo pensarci… non ho ragionato troppo sul titolo, è nato da un’intuizione. Quello che voglio esprimere è un augurio: sarebbe bello che fosse invulnerabile chi vuole esserlo, sarebbe bello che lo fossimo tutti. Capitan America o Superman sono invulnerabili, kryptonite a parte; i supereroi spesso uniscono invulnerabilità e immortalità, come succede anche in diversi antichi miti greci: è una cosa molto affascinante. Comunque, io non mi sento invulnerabile.

Il tuo disco racconta una carrellata di sentimenti, compresa la positività: diverse volte dici che, nonostante tutto, una soluzione si trova.

Ma certo, bisogna essere positivi, cercare emozioni, idee, pensieri che ci diano una soluzione. A maggior ragione bisogna esserlo in periodi difficili.

Com’è nato “Invulnerabile”?

Ho aspettato che il disco avesse una sua forza e un suo spessore, poi, quando ho scritto un po’ di brani, mi sono detto che sarebbe valsa la pena che qualcuno venisse ascoltato. Dopo due anni avevo voglia di tornare a comunicare con le persone. E infatti a breve sarò di nuovo in tour.

“Francesco” è una rivisitazione del singolo “Io sono Francesco”, che nel 2000 ti fece conoscere al grande pubblico. Come mai l’hai inserita nell’album?

Non avevo mai reinterpretato questa canzone a livello di arrangiamenti. Quando l’ho fatto ho visto che stava bene in questo disco. Sta lì a ricordarmi quello che di buono c’è nel passato.

Dal passato veniamo al presente, sempre più tecnologico e social. Tu non hai un sito, come mai?

Perché, per adesso, è stato un bell’impegno dedicarmi, con lo staff che mi segue, alla mia pagina su Facebook (Tricarico ha anche un canale su YouTube, nda). Forse il sito non c’è per prigrizia. E’ importante averlo e deve essere sviluppato bene, dovremo farlo presto.

Intervieni spesso su Facebook?

Mi piace leggere e seguire i discorsi che si sviluppano, ogni tanto scrivo qualche messaggio. I social sono importanti, ti fanno capire cosa pensano le persone a cui interessano i tuoi lavori.

Su Twitter non ci sei…

No, è un mondo che non conosco bene. Mah, con calma ci arriverò. Facebook è già un bel passo.

Non sembri molto tecnologico.

No, anzi: amo la tecnologia. Pensiamo a cosa ha significato per la fotografia e per il cinema; nella musica ha semplificato tante cose. Però se parliamo di social network siamo sul piano della comunicazione. A me piace guardare gli occhi di chi ho davanti, vedere gli sguardi e sentire gli odori come si faceva una volta, per comprendersi. Twitter mi sembra dia vita a una comunicazione più diretta rispetto a Facebook, e in questo caso tendo a essere più riservato.

Hai una vecchia pagina su My Space…

Aperta anni fa. Ho letto che Justin Timberlake si è messo in gioco per recuperare questo social, gli auguro di riuscirci.

Visto che ti piace, quanta tecnologia c’è nel tuo lavoro?

Ho un produttore (Marco Guarnerio, nda) che ha molte più conoscenze tecniche di quante non ne abbia io. Non ho l’iPad, non mi serve, anche perchè non lo conosco: fermo le idee su un registratorino. Sono una persona più analogica, evidentemente.

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Data Manager intervista Marco Mengoni: da “Solo 2.0” a “#prontoacorrere” https://www.datamanager.it/news/data-manager-intervista-marco-mengoni-da-solo-20-prontoacorrere-45332.html Tue, 21 May 2013 10:53:12 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/data-manager-intervista-marco-mengoni-da-solo-2-0-a-prontoacorrere/ «I social? Mi unisco a una società che si evolve». Music&Tech: l'intervista di Data Manager al vincitore di Sanremo

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La vittoria di Sanremo è stata archiviata, ma ha lanciato “L’essenziale” sia in classifica sia su Vevo, con un numero di visualizzazioni che si aggira sugli 8 milioni. E’ facile prevedere che questo brano, che Marco Mengoni canterà all’European Song Contest il prossimo 18 maggio in rappresentanza dell’Italia, trascinerà il nuovo album “#prontoacorrere”. Titolo interessante, ‘à la Twitter’, che da questo punto di vista rimane sulla scia del suo primo disco di inediti, intitolato “Solo 2.0”.

«I social? Mi unisco a una società che si evolve».

Già dai titoli scelti per i suoi dischi si capisce chiaramente il legame che Marco Mengoni ha con i social network.

Dobbiamo per forza partire da quel 2.0 e da un hashtag che indicano chiaramente una tua dimensione social…

Per “Solo 2.0” avevo detto che 2.0, appunto, era l’aggiornamento Mengoni. Oggi ho scelto un hashtag come “#prontoacorrere”, ma in realtà non ho mai smesso, questa è una staffetta. Sono nato nel 1988, ho vissuto a pieno il boom della tecnologia e di internet (realtà che va sempre più veloce) e ho dei fan molto attenti al mondo social e del web in generale. Come potrei non farmi coinvolgere? Ho un gran bel pubblico e poi mi piace l’istantaneità di internet (Marco è su Facebook, Twitter, Google+ e MySpace).

Ricordiamo che, infatti, specialmente durante il Festival di Sanremo, i tuoi fan sono stati molto attivi. Quindi la scelta dei titoli degli album è un tuo modo di adeguarti a una realtà che è un dato di fatto per moltissimi di noi?

Mi unisco alla società che si evolve. Comunque, voi fate casino sui social network (si riferisce, ridendo, a noi giornalisti, nda).

Nel cd di “Solo 2.0” si trovava un codice che permetteva il download di un fumetto ideato da te; per la presentazione di “#prontoacorrere” hai scelto come location l’Accademia di Belle Arti di Brera. Come mai questo legame forte con l’arte?

Ho frequentato un istituto artistico e l’arte mi affascina. Inoltre, nel caso di “#prontoacorrere” alcuni artisti hanno creato opere (traendo spunto da alcune foto di Marco, nda) che verranno messe all’asta per la creazione di borse di studio per i ragazzi dell’Accademia. Inoltre, le mie canzoni nascono da immagini.

Ci spieghi meglio?

Disegno quello che mi viene in mente, creando una specie di storyboard, e solo in un secondo momento ne traggo un testo. Per me è più facile estrapolare il senso di quello che voglio dire da un’immagine. E ho il vantaggio di avere la casa piena di disegni. Certo ci impiego tantissimo a scrivere una canzone, ma credo che uno debba scrivere di penna sua.

C’è molto lavoro tuo personale in questo disco, ma citiamo solo alcuni autori che hanno collaborato a queste nuove canzoni: Cesare Cremonini, Ivano Fossati, Gianna Nannini, moltissimi nomi internazionali tra cui Mark Owen dei Take That per la musica di “Pronto a correre”.

Mi dispiace quando vengo considerato solo un interprete, perchè anche io scrivo le canzoni che poi canto. Sono onorato di aver lavorato con questi grandi autori: sono stati bravissimi a darmi qualcosa che mi rappresenta molto, a cui poi io ho messo mano. Invidio la loro capacità di scrivere.

C’è un brano in inglese, “I got the fear”. Verrà fatta una versione inglese del disco e questo è un assaggio?

In italiano questo brano perdeva forza. Quanto a una versione inglese del disco, non lo so… ci spero, chissà. In spagnolo? Stessa risposta.

E magari verrà qualche data live all’estero…

Intanto l’8 maggio parte l’anteprima del tour da Milano, seguita da altre sei date in Italia.

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Intervista a Devendra Banhart: il nuovo cd, la musica, Tumblr https://www.datamanager.it/news/intervista-devendra-banhart-il-nuovo-cd-la-musica-tumblr-44407.html Tue, 21 May 2013 10:50:43 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/intervista-a-devendra-banhart-il-nuovo-cd-la-musica-tumblr/ E’ efficace e chiaro come una poesia giapponese, racconta in musica quello che vede e - già che c’è - lo fotografa per Tumblr. Gli altri social network? In proposito ha le idee chiare

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Arriverà il prossimo marzo “Mala”, il nuovo disco di Devendra Banhart. In passato i testi delle sue canzoni sono stati definiti surreali, lui però oggi si scrolla di dosso questa etichetta. E’ efficace e chiaro come una poesia giapponese (che leggete qua sotto), racconta in musica quello che vede e – già che c’è – lo fotografa per Tumblr. Gli altri social network? In proposito ha le idee chiare

«I social network sono strani: come puoi dire a qualcuno che è un tuo ‘amico di My Space’?»

Cantautore difficilmente inquadrabile per personalità, estro e creatività, Devendra Banhart è esattamente come la sua musica: un po’ di questo un po’ di quello, perfettamente calibrato ma difficilmente etichettabile. Lui stesso ha definito la sua cariera come “un’avventura e un’esplorazione”. Per capire la musica di questo cantautore nato a Houston, cresciuto a Caracas con la madre venezuelana, arrivato adolescente a Los Angeles e spostatosi poi tra San Francisco, Parigi e New York (tappa attuale), bisogna ascoltarlo: il suo fascino rapisce.

Data Manager: Iniziamo dal titolo che hai scelto per il disco, “Mala”, parola serba che è un nomignolo affettuoso, ma anche parola spagnola che significa cattiva…

Devendra Banhart: In gaelico vuol dire sacchetto di plastica, ha altri signifcati in esperanto, in estone e altre lingue ancora. L’ispirazione è venuta da Ana (Kras, artista e fotografa serba, fidanzata di Devendra, nda) durante una telefonata. Era la parola giusta per questo disco.

Tu sei anche un artista visivo, i tuoi disegni sono spesso enigmatici. Ci spieghi il significato della cover del cd (due recipienti su sfondo rosa)?

L’ho fatta io, e per me è molto concreta, ha un significato letterale. Voi cosa ci vedete? Io penso a qualcosa che ha il potenziale per essere riempito.

 

I tuoi testi spesso sono stati definiti surreali…

In passato forse potevano essere descritti così, perché contenevano simboli e metafore. Oggi credo invece di essere molto chiaro: osservo le cose e ne scrivo nelle canzoni. Penso che questo spirito sia ben spiegato da una piccola composizione giapponese, che dice: “Primo dell’anno: stelle in cielo, vomito per strada”. Efficace, come un film intero in poche parole. I miei testi non sono autobiografici: non sono io la persona di cui canto; scrivo le cose che vedo e le esperienze vissute, raccontate però da altri personaggi diversi da me.

A proposito di essere qualcun altro, su Twitter ci sono diversi Devendra Banhart.

Molti, sì; da un lato la cosa mi lusinga, dall’altro la trovo strampalata. Mi piace pensare di mettermi al computer e controllare tutto quello che succede sui social network, ma ovviamente non è possibile: non voglio diventare uno zombie perennemente online.

La giusta misura: è così che ti regoli nel tuo rapporto con i social network?

Trovo strane le interazioni che si creano sui social. Come può qualcuno dirti ‘siamo amici di My Space’? E’ assurdo. Però pubblico con costanza i miei scatti su Tumblr. Mi piace molto fare foto (ne scatto una anche adesso!). Sì, Tumblr è proprio divertente.

Hai dato un’occhiata al nuovo My Space riportato in auge da Justin Timberlake?

No, non ancora. Ottima cosa che sia subentrato Justin, e buon per lui: i social network sono integrati nelle vite dei più giovani e tutti viviamo con il cellulare in mano.

Cosa pensi di siti come www.bandcamp.com dove qualsiasi cantante, anche senza etichetta discografica, può vendere al pubblico le sue canzoni?

Penso sia una bella iniziativa. Rispetto al passato abbiamo molte più possibilità di farci notare, tutti. Chissà che non sia però più difficile farsi ascoltare, in un momento in cui è più semplice farsi sentire.

(Foto Credits: Ana Kras)

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Andrea Nardinocchi, intervista al cantaproduttore di Sanremo https://www.datamanager.it/news/andrea-nardinocchi-intervista-al-cantaproduttore-di-sanremo-44129.html Tue, 21 May 2013 10:44:12 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/andrea-nardinocchi-intervista-al-cantaproduttore-di-sanremo/ Approdato tra i giovani a Sanremo con “Storia impossibile”, la sua musica nasce da computer, loopstation, launchpad e controller midi, insomma dalla tecnologia

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Cantaproduttore, così si definisce Andrea Nardinocchi. Si è fatto conoscere con il brano “Un posto per me”, è approdato tra i giovani a Sanremo con “Storia impossibile” e, dulcis in fundo, pubblica il 14 febbraio l’album di debutto “Il momento perfetto”. La sua musica nasce da computer, loopstation, launchpad e controller midi, insomma dalla tecnologia. Eppure, a proposito di strumenti hi tech, lo stesso Andrea ci dice che “l’apparenza inganna”.

«Per comporre uso la tecnologia ma sono quanto di più distante ci sia da un nerd»

Aspettatevi tutto e il contrario di tutto da Andrea Nardinocchi. E’ una persona interessante, ancor prima che un cantautore e produttore da scoprire o, come si definisce lui, cantaproduttore. Non appena è apparso sulla scena ha strappato applausi: sono passati pochi mesi dal suo esordio musicale ed eccolo qui, al Festival di Sanremo. Ama la tecnologia ma non ne è schiavo, apprezza la musica ma non concepisce la divisione in generi, del suo disco parla come di “una raccolta di quadri tutti diversi per temi affrontati e sonorità”. Le definizioni non servono a capirlo, bisogna ascoltarlo.

Partiamo dal fatto che la musica, da bambino, non era la tua passione: la scopri nell’adolescenza, ti armi di computer e ti tuffi nella nuova avventura.

Sentivo la necessità di fare musica e avevo la curiosità di cantare, quindi ho usato il vecchio computer che avevo a casa: da lì è venuto il resto, controller midi, loopstation, launchpad e altro. L’apparenza inganna, non sono tecnologico come sembra e sono quanto di più distante ci sia da un nerd.

Da un nerd certamente: per definizione, i nerd passano la giornata davanti al pc, sono portati per le scienze e negati nello sport (Andrea è stato campione di freestyle basket, nda). Ma è dalla tecnologia che nasce la tua musica…

Può sembrare assurdo ma il mio approccio agli strumenti tecnologici è del tipo ‘mi serve e lo uso’. Sono allergico ai libretti di istruzioni: prendo un aggeggio e mi metto a usarlo finchè non esce un suono come quello che sto cercando. Magari ci metto una settimana invece di 5 minuti, ma le istruzioni non le leggo.

Hai studiato musica?

Sì, ma a modo mio, seguendo la mia istintività. Suono il pianoforte, mi serve per comporre le canzoni e accompagnarmi.

Venendo ai social network, come vivi il tuo rapporto con queste realtà web, oggi imprescindibili per chi vuole comunicare con il pubblico?

Devo diventare più social, perché appunto è una necessità. Voglio comunicare e condividere contenuti, utilizzando Facebook e Twitter, che sono la linea diretta principale di interfaccia con il mondo. Mi piace il loro essere mezzi di comunicazione molto diretti. Però il diario che hanno introdotto su Facebook lo trovo confuso, non mi ha convinto… credo che un’impostazione basata sulla semplicità sia quella vincente.

E hai pensato a una presenza sul nuovo My Space?

Ho visto uno spot al cinema sul restyling della piattaforma. Sono perplesso, però, su un ritorno in grande stile di My Space: semplicemente, credo che ormai il mondo social sia egemonizzato dai tre colossi – Facebook, Twitter e YouTube. Emergere, o riemergere, credo sia difficile.

Cosa troveremo nel tuo album “Il momento perfetto”?

Tante sonorità differenti e temi diversi: ogni canzone è come un quadro, a volte pop-rock, a volte trip hop, prog, dubstep o swing. Non amo definire i generi musicali, è una cosa che non faccio perché per me non ha senso. La mia musica è un insieme di tante cose: al Festival avrò un riscontro immediato, vedrò se piace o meno.

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Mario Biondi: My Space, i social network e il nuovo disco “Sun” https://www.datamanager.it/news/mario-biondi-my-space-i-social-network-e-il-nuovo-disco-sun-43784.html Tue, 21 May 2013 10:41:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/mario-biondi-my-space-i-social-network-e-il-nuovo-disco-sun/ Nel 2006, agli albori di quello che sarebbe stato il successo che ha lanciato la sua carriera, Mario Biondi sbarcava su My Space. C’è ancora oggi, nella nuova versione targata Justin Timberlake. E’ stato uno dei primi artisti italiani ad aprire un profilo sull’oggi defunto Ping. Che rapporto ha avuto e ha tuttora con i social network? Glielo abbiamo chiesto

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Nel 2006, agli albori di quello che sarebbe stato il successo che ha lanciato la sua carriera, Mario Biondi sbarcava su My Space. C’è ancora oggi, nella nuova versione targata Justin Timberlake. E’ stato uno dei primi artisti italiani ad aprire un profilo sull’oggi defunto Ping. Che rapporto ha avuto e ha tuttora con i social network? Glielo abbiamo chiesto

«Provo grande affetto per la piattaforma My Space e se ritornasse in auge, nella rinnovata formula promossa da Justin Timberlake, sarei contento».

Il grande successo di Mario Biondi risale al 2006, quando il brano “This is what you are” trascina al successo l’album “Handful of soul”. Da allora Mario Biondi ha pubblicato dischi e inanellato successi, cambiato etichette discografiche (passando dalle indipendenti alla major Sony), ha partecipato a un Festival di Sanremo come ospite big e quasi quasi sarebbe andato anche alla prossima imminente edizione, ha interpretato brani per la colonna sonora nel rifacimento del grande classico Disney “Gli aristogatti” e ha doppiato un personaggio del film “Rapunzel”. Insomma, di acqua ne è passata sotto i ponti: arriviamo così al suo nuovo disco, in uscita il 29 gennaio. Si intitola “Sun”, ed è un album ricco di collaborazioni: c’è l’artista statunitense Chaka Khan, il grande Al Jarreau, Omar, James Taylor, Leon Ware e Incognito. Un disco curatissimo di caldo soul, dal sound internazionale.

Data Manager: Un album che è una parata di grandi nomi…

Mario Biondi: Nomi da pelle d’oca. Indubbiamente mi sono tolto molti sfizi, collaborando con questi artisti. Mi sono emozionato ad andare a Los Angeles a casa di Al Jarreau a registrare. Ma anche con tutti gli altri.

Nella tracklist di “Sun” spicca una canzone, l’unica in italiano: è “La voglia, la pazzia, l’idea”. Come mai un solo brano nella nostra lingua?

In realtà ne ho scritto qualcuno in più, in italiano.

Quelli che avresti dovuto portare la Festival di Sanremo? Ci spieghi com’è andata?

Ero nel pieno della lavorazione di questo disco, non puoi presentare due pezzi raffazzonati per il Festival. Siccome, però, mi avevano proposto di andarci, io mi ero sentito lusingato e ho cercato di preparare bene due canzoni (ma ne ho anche una terza). Poi con la Sony ci siamo detti che “Sun” è un progetto che ha bisogno di molto tempo e cura, e tutto quello che riguarda Sanremo è andato sfumando.

Come ti sei trovato nelle vesti di ‘cantante italiano’ tu, abituato ai testi in inglese?

Finalmente ho fatto il ‘cantante italiano’ (ride, nda)! Sono molto contento di “La voglia, la pazzia, l’idea”, che è un brano molto intimo e personale. Il testo è nato, praticamente così com’è nel disco, nel 2001: l’ho scritto tornando da Lampedusa. Ero intenzionato a cambiare il titolo perché non volevo parafrasare la canzone di Ornella (Vanoni; la canzone è “La voglia la pazzia”, nda), ma facendolo avrei snaturato il brano. Così è rimasto com’era.

Nel 2006, praticamente agli albori di quello che sarebbe stato il grande lancio della tua carriera (con l’album “Handful of soul”), hai aperto una pagina su My Space.

Esatto. Curavo io la mia pagina e continuo a farlo: mi piace.

Com’è cambiato – se è cambiato – il tuo modo di usare o di relazionarti con questo social?

My Space è una piattaforma che purtroppo ha vissuto un lento declino, ed è arrivata quasi a essere un social in disuso… ma non ti nego che ci sono affettivamente piuttosto legato. Come ho detto, mi piace occuparmi della mia pagina, e sono ancora presente su My Space.

Come hai osservato, con l’impennata di utenze di Facebook e il boom di Twitter che è arrivato anche in Italia, My Space è finito in un cono d’ombra. Oggi sta cercando di rilanciarsi: è online la nuova versione della piattaforma, targata Justin Timberlake. Cosa ne pensi?

Devo osservare bene la nuova versione, sono stato impegnato con il disco. Forse mi ripeto, ma ancora una volta devo dire che provo grande affetto per la piattaforma My Space e se ritornasse in auge… sarei contento.

Tu, tra le altre cose, sei stato uno dei primi artisti italiani ad aprire un profilo su Ping (il social network di iTunes ormai chiuso, nda): sei molto attento alle novità del web. Cosa ti piace del mondo ‘social’?

I social network sono una finestra aperta, rappresentano uno spazio di incontro con persone di cui altrimenti non riusciresti nemmeno a conoscere l’esistenza: è una grande opportunità che mi piace utilizzare, anche se amo sempre il contatto diretto con i fan.

Mario Biondi è anche su Facebook  e You Tube.

Foto: Guido Harari

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Facebook ci mette la faccina https://www.datamanager.it/news/facebook-ci-mette-la-faccina-43939.html Thu, 31 Jan 2013 19:08:04 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/facebook-ci-mette-la-faccina/ Ora Facebook vuole sapere di che umore sei e per farlo rende disponibili le intramontabili emoticon

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Ora Facebook vuole sapere di che umore sei e per farlo rende disponibili le intramontabili emoticon

In futuro Facebook potrebbe passare da chiederti “Cosa stai facendo?” a “Come ti senti?”. Il social network sta testando la possibilità di inserire negli status delle emoticon che enfatizzano i diversi stati d’animo possibili o specifiche azione come: mangiare, bere, l’ascolto di un certo brano o la visione di un particolare film. L’idea non è nuova, nella prima versione di Myspace, ora rinnovato, esisteva infatti una opzione simile. Gli intenti di questo test potrebbero però essere differenti rispetto al social degli “artisti”.

Come funziona

“Si tratta semplicemente di una nuova occasione per le persone di rappresentare visivamente, attraverso post Facebook, quello che stanno facendo e come si stanno sentendo” – ha scritto Facebook in un comunicato – “Al momento la funzionalità è disponibile per un ristretto gruppo di utenti. Non è integrato in Graph Search. É solo un piccolo test per vedere se le persone hanno interesse a condividere in maniera più rappresentativa le proprie azioni.”

 

Attraverso le emoticon gli utenti potranno quindi enfatizzare anche visivamente quello che stanno facendo o come si sentono. Se per esempio si è felici basterà aggiungere “:)” o se si sta ascoltando la musica si potrà attaccare al proprio status l’immagine di un paio di cuffie con il nome dell’artista che ha creato il brano. Tutto molto stimolante, ma se ci fosse qualcosa sotto?

Un altro modo per attrarre investitori pubblicitari

Facebook ha registrato un aumento dei ricavi, soprattutto in ambito mobile, ma i titoli in Borsa sono crollati. Gli investimenti pubblicitari sono stati sotto le attese e il social network sta certamente cercando nuove vie per aumentare gli introiti in questo campo.

Con questa nuova possibilità delle emoticon, Facebook, che ha bloccato Vine con una nuova policy per gli sviluppatori, sarebbe a conoscenza di cosa siamo soliti fare quando viviamo un determinato stato d’animo. Se comunico attraverso il mio status che quando sono triste tendo a vedere un determinato genere cinematografico o ascolto un particolare musicista, Facebook è in grado di inviarmi, la prossima volta che mi sentirò così, una pubblicità personalizzata a seconda delle mie abitudini. Come si legge nel comunicato inviato dal social, i dati non saranno utilizzati per Graph Search, il motore di ricerca pubblicitario, ma è difficile pensare che saranno utilizzati in altro modo.

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Nuova vita per MySpace, sempre più musicale https://www.datamanager.it/news/nuova-vita-myspace-sempre-pi-musicale-43540.html Wed, 16 Jan 2013 16:07:51 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/nuova-vita-per-myspace-sempre-piu-musicale/ Il social vetrina di gruppi emergenti cambia faccia grazie anche a Justin Timberlake

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Il social vetrina di gruppi emergenti cambia faccia grazie anche a Justin Timberlake

Non c’è stato nessun lancio ufficiale ma oggi MySpace ha cambiato pelle. Il social dei muscisti presenta un nuovo layout molto più sobrio e pulito. Nella home del servizio si vede in primo piano Justin Timberlake, promotore della rinascita di MySpace, presentare il suo nuovo singolo in featuring con Jay Z, Suit & Tie.

Sempre più promozione musicale

Negli anni MySpace era diventato la vetrina preferita di giovani artisti che volevano farsi conoscere dal mondo postando i lavori. Ora il fine del nuovo progetto sembra proprio quello di permettere agli utenti di promuovere i propri contenuti artistici, specialmente quelli musicali. Nella nuova home infatti si promette la condivisione di musica e video gratuitamente e senza limiti. Il logo quasi sparisce e la pagina è riempita dallo spazio per le copertine, dal player di riproduzione e da una console di comando. Per accedere al nuovo MySpace basta iscriversi o effettuare il login con le proprie credenziali del proprio account Myspace o di Facebook, che ha lanciato il suo motore di ricerca, e Twitter, che è diventato un competitor di Google in materia di news.

Dalle parole del Chief Operating Officer di MySpace, Chris Vanderhook, il rinato social musicale non ha intenzione di competere con i grandi social network  ma, piuttosto, con servizi più specifici come Spotify e Pandora e forse, quando sarà disponibile, il social di Microsoft So.Cl. 

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La rinascita di MySpace, iscrizioni in aumento https://www.datamanager.it/news/myspace/la-rinascita-di-myspace-iscrizioni-aumento Tue, 14 Feb 2012 15:51:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/02/la-rinascita-di-myspace-iscrizioni-in-aumento/ Il network nato nel 2003 è in crescita dopo anni di silenzio grazie agli altri social e alla musica

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Il network nato nel 2003 è in crescita dopo anni di silenzio grazie agli altri social e alla musica

Per essere chiari: il MySpace che sta crescendo è molto diverso da quello messo in campo anni fa e acquistato nel 2005 dalla NewsCorp. di Rupert Murdoch per 580 milioni di dollari. Non si tratta più di un social network a sé ma di uno strumento dal motore social e un potente player multimediale. I concorrenti non sono Facebook e Twitter ma Spotify e Pandora. E proprio per questo il nuovo MySpace trae linfa vitale dai social network più importanti. A settembre 2011, solo qualche giorno dopo la presentazione all’evento F8 di Facebook, sono arrivati 1 milione di nuovi utenti, crescita mai vista negli ultimi, tristi, anni. MySpace gareggia tra i social musicali convito di fare molto bene anche grazie ai numerosi testimonial e a chi, come Justin Timberlake, ha investito con le proprie tasche nel progetto. Ironia della sorte Facebook, il social network che più di tutti aveva contribuito ad affossare MySpace, ne è oggi uno dei principali animatori proprio grazie alla forte integrazione tra i servizi.

A gennaio il social network creato da Tom Anderson ha raggiunto oltre 25 milioni di iscritti con un aumento del 4% rispetto a dicembre 2011. Ma la notizia è che il nuovo MySpace avrebbe più visitatori unici di Google+ e Tumblr, almeno secondo i dati di ComScore. La nuova vita e il picco di utenti deriva molto dal player musicale che permette agli iscritti di creare playlist personalizzate e condividere le canzoni via Facebook. Non si può ancora parlare di definitivo successo ma gli ingredienti per un ritorno in grande stile ci sono tutti. Di certo servirà capire come negli ultimi tempi il social network abbia perso così tanto, non solo come numero di membri ma anche come brand e valore. Dal 2008 al giugno 2011 MySpace ha cominciato a perdere sempre più utenti fino a toccare il fondo di 10 milioni in un mese. Il cambio di rotta avviene nell’estate dello stesso anno quando la NewsCorp lo vende alla Specific Media ad un prezzo di soli 35 milioni di dollari.

I nuovi proprietari hanno cercato di rivitalizzare il sito puntando proprio sul servizio con il quale era nato: la musica. Lo stesso CEO di Specific Media, Tim Vanderhook, attribuisce la crescita del sito ai servizi di musica online che integrati con i più famosi Facebook e Twitter rendono l’esperienza su MySpace decisamente piacevole. Ma non è tutto: grazie al successo degli ultimi mesi la Specific Media ha annunciato la MySpace TV, una sorta di social network televisivo che tramite un accordo con Panasonic permetterà agli utenti di commentare video muicali e show in onda sullo schermo televisivo.

 

 

 

 

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Linkedin, quotato al NYSE il primo social network https://www.datamanager.it/news/linkedin/linkedin-quotato-al-nyse-il-primo-social-network Thu, 19 May 2011 10:41:05 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/05/linkedin-quotato-al-nyse-il-primo-social-network/ Social network quotati in borsa? Mentre è imminente la quotazione di Groupon e Facebook scalda i motori in vista della collocazione prevista nel 2012, parte in questi giorni l'operazione Linkedin, la prima delle internet companies della generazione post-Google a tentare il grande salto finanziario.

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Social network quotati in borsa? Mentre è imminente la quotazione di Groupon e Facebook scalda i motori in vista della collocazione prevista nel 2012, parte in questi giorni l’operazione Linkedin, la prima delle internet companies della generazione post-Google a tentare il grande salto finanziario.

L’IPO prevede 8.740.000 azioni al prezzo di 45 dollari per un valore complessivo di 4,5 miliardi di dollari. Non male per un’azienda che gode di un fatturato di 243 milioni di dollari e un utile di soli 15 milioni di dollari. Ma il tesoro è costituito dagli oltre 100 milioni di utenti che gravitano attorno alla piattaforma di Linkedin.

Eppure il rischio bolla rimane. Uno dei maggiori rischi per gli investitori, avvertono gli analisti, è la scommessa sulla progressione di crescita di LinkedIn.

E’ vero che le entrate nette di LinkedIn sono cresciute più del 100% dal 2009 al 2010, e che dopo due anni di perdite, l’azienda ha finalmente ha portato soldi agli azionisti nel 2010; ma nel primo trimestre del 2011 i conti hanno registrato un modesto pareggio e nessuna crescita degli utili. Ma Linkedin si dimostra fiduciosa: “La nostra filosofia – afferma il management – è quella di continuare a investire per la crescita futura”.

Ottimisti sono tutti coloro che considerano Linkedin abbia raggiunto una posizione unica nell’ambito della condivisione di informazioni tra utenti professionali, uno strumento il cui punto di forza sarebbe la ricerca di lavoro. Proprio il profilo professionale dei suoi affiliati costituirebbe il reale valore di Linkedin.

Ciascun membro – afferma John Aiken analista di ITG investment Research – in virtù del fatto di essere un utente professionale viene valutato dagli investitori pubblicitari a un costo più alto dei corrispettivi di altri social network come Facebook e MySpace.

 

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Myspace lancia nuovi strumenti per gli artisti https://www.datamanager.it/news/myspace/myspace-lancia-nuovi-strumenti-gli-artisti Fri, 17 Dec 2010 13:51:13 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2010/12/myspace-lancia-nuovi-strumenti-per-gli-artisti/ La nuova offerta comprende un potenziamento delle statistiche sulle attività dei fan, la condivisione delle singole canzoni e il nuovo servizio FanReach realizzato da ReverbNation

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La nuova offerta comprende un potenziamento delle statistiche sulle attività dei fan, la condivisione delle singole canzoni e il nuovo servizio FanReach realizzato da ReverbNation

Myspace Music, fin dalla sua nascita la destinazione online per tutto ciò che è musica, ha siglato una partnership con ReverbNation, la prima piattaforma di marketing per l’industria musicale, per integrare il celebre servizio FanReach sulla piattaforma Myspace.

Questa è solo una delle numerose nuove funzionalità che Myspace sta offrendo alla sua community di artisti, oltre a un potenziamento delle statistiche e della tracciabilità delle attivita’ e l’opportunità di condividere i codici di incorporazione delle singole canzoni.

A partire da questo mese, infatti, tutti gli artisti della community di Myspace avranno sul proprio profilo FanReach, lo strumento di email marketing più efficace del settore. Questa integrazione permetterà di comunicare velocemente con i propri fan, per la prima volta sia online su Myspace sia offline attraverso l’invio di messaggi direttamente al proprio pubblico e la creazione di campagne email personalizzate e mirate.

Inoltre, attraverso FanReach, gli artisti possono creare e memorizzare mailing list su Myspace per accrescere e massimizzare in modo semplice l’interazione con i fan e costruire una relazione.

“Myspace continua a essere un riferimento molto importante per il mondo della musica e, come ReverbNation, ha lavorato con successo. Entrambe le aziende sono impegnate fortemente per proporre servizi e strumenti innovativi per consentire agli artisti di trarre maggiore vantaggio dalla loro presenza su Myspace e costruire il loro brand in un modo nuovo ed efficace. Siamo orgogliosi del risultato di questa integrazione,” ha dichiarato Mike Doernberg, chief executive officer di ReverbNation.

Con FanReach, gli artisti potranno:

• Raccogliere e importare contatti email

• Inviare email targetizzate o messaggi a questi contatti email

• Gestire la propria lista di contatti e vedere le statistiche relative a ciascuna email inviata

• Accrescere e coltivare il rapporto con i fan sul web attraverso il proprio profilo Myspace Music

Il nuovo servizio offrirà agli artisti la possibilità di accedere a statistiche più approfondite per avere una panoramica sui propri fan, sui brani e sui visitatori del proprio profilo e permetterà di tracciare l’attività dei fan sul web su Myspace, Facebook, YouTube e Twitter.

La nuova funzionalità inoltre relativa all’incorporazione delle canzoni permette agli artisti di condividere più facilmente i propri brani con i fan su tutto il web.

“Abbiamo sempre cercato di alimentare e facilitare le relazioni tra artisti e fan; FanReach è uno strumento importante che si aggiunge alla vasta gamma di prodotti che supportano gli artisti a stabilire una comunicazione diretta con i propri fan” ha dichiarato Courtney Holt, President di Myspace Music.

“Questo dimostra il nostro impegno costante nello sviluppare strumenti che consentono agli artisti di puntare sulla piattaforma Myspace per gestire in modo efficace la loro presenza sul web”.

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