Nas – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 04 Oct 2018 15:04:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Nas – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Netapp si allea con Google per correre sul cloud https://www.datamanager.it/2018/05/netapp-si-allea-con-google-per-correre-sul-cloud/ Wed, 23 May 2018 10:16:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148192 Il vendor annuncia la disponibilità di un nuovo pacchetto di soluzioni e servizi per il cloud ibrido Continua a ritmi serrati la trasformazione di NetApp che punta al cloud e alla gestione a 360° del dato. «Stiamo cambiando pelle» conferma Marco Pozzoni, country sales director di NetApp Italia. «A partire dal modo di porsi sul […]

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Il vendor annuncia la disponibilità di un nuovo pacchetto di soluzioni e servizi per il cloud ibrido

Continua a ritmi serrati la trasformazione di NetApp che punta al cloud e alla gestione a 360° del dato. «Stiamo cambiando pelle» conferma Marco Pozzoni, country sales director di NetApp Italia. «A partire dal modo di porsi sul mercato. Prosegue la transizione dai prodotti di punta FAS (e NAS) – una storia che ci stiamo lasciando alle spalle – ai nuovi servizi di public cloud. Sistemi di iperconvergenza per portare la nuvola in casa sfruttando in modo pervasivo la tecnologia Flash». Un cambio di passo segnato da una serie di accordi strategici con i grandi cloud provider. Amazon, Microsoft, sino a quello più recente con Google. «Il terzo Hyper scale a implementare i servizi NetApp. E a riconoscere la dominanza della nostra tecnologia di filesharing» afferma Pozzoni. «Google Cloud Platform (GCP) è un servizio di file storage nativo e integrato per il cloud» spiega Roberto Patano, Senior Manager System Engineering di NetApp. «GCP integra alta affidabilità, predictable delle performance – la possibilità per i nostri clienti di conoscere in anticipo la misura delle performance garantita dalla soluzione – e grazie alla possibilità di acquisire risorse, storage e file sharing direttamente dal cloud, estrema flessibilità».

Le altre novità

Le novità in casa NetApp proseguono con l’annuncio di nuovi sistemi flash connessi al cloud per alimentare l’intelligenza artificiale (AI), applicazioni ad alta capacità di calcolo, software per allineare i propri sistemi cloud al dettato normativo e la nuova soluzione AFF A800, piattaforma enterprise NVMe end-to-end basata su NetApp ONTAP 9.4. «Una soluzione completamente ripensata. Non solo in termini di connettività e capacità – dove peraltro siamo i primi a portare dischi SSD da 30 Terabyte sul mercato -afferma Patano – quanto di prestazioni. La nostra infatti è la prima piattaforma enterprise NVMe end-to-end a ottenere una latenza costante inferiore ai 200 microsecondi». Caldo anche il fronte della security con l’introduzione della feature di cancellazione definitiva dei dati. «Una funzionalità che soddisfa un’esigenza parecchio sentita per esempio nel settore bancario. Da oggi il cliente può gestire la cancellazione dei propri dati in maniera del tutto autonoma e nel pieno rispetto delle normative USA (FIPS) ed europee (GDPR). Una gamma completa di prodotti e servizi dati per il cloud ibrido che accelerano la trasformazione digitale. «Alla quale le aziende chiedono metodologie nuove per approcciare i clienti, nuovi business e ottimizzazione delle operations. Rendendole più snelle tra di loro» spiega Pozzoni.

Leadership nel mercato

Con l’ampliamento del proprio portfolio, NetApp punta a consolidare la fiducia degli analisti nella strategia Fabric per la gestione del dato. Supportata dai brillanti risultati dichiarati dal vendor. «L’IT si sta sempre di più spostando verso l’hybrid cloud. Una tendenza in linea con i risultati a livello corporate» afferma Pozzoni. «Durante l’anno fiscale chiusosi lo scorso 30 aprile, abbiamo registrato una crescita del 44% anno su anno nel segmento flash. Con più di 2400 Petabytes di storage e oltre 44000 controller che utilizzano soluzioni flash deteniamo la leadership nel mercato» aggiunge Patano. Il nuovo pacchetto di servizi/soluzioni è già disponibile per clienti e prospect nel nuovo Data Visionary Center, oltre che naturalmente presso distributori e partner italiani delle soluzioni NetApp. «Nei prossimi mesi poi sarà possibile toccare con mano le nostre tecnologie direttamente presso la nuova sede di Milano» rivela Pozzoni.

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Infinidat, l’intelligenza nello storage https://www.datamanager.it/2017/05/infinidat-lintelligenza-nello-storage/ Thu, 11 May 2017 12:53:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124706 Crescita senza precedenti per lo storage software defined della gamma InfiniBox, che permette prestazioni e affidabilità di tipo all-flash e di livello enterprise a un prezzo da midrange Giovane e agguerrita. Ma soprattutto innovativa. Infinidat, azienda attiva nello storage di livello enterprise, in poco più di cinque anni di vita ha già conquistato numerosi traguardi. […]

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Crescita senza precedenti per lo storage software defined della gamma InfiniBox, che permette prestazioni e affidabilità di tipo all-flash e di livello enterprise a un prezzo da midrange

Giovane e agguerrita. Ma soprattutto innovativa. Infinidat, azienda attiva nello storage di livello enterprise, in poco più di cinque anni di vita ha già conquistato numerosi traguardi. Come quello di aver superato, nel corso del primo trimestre 2017, un exabyte di capacità installata a livello globale, oppure l’aver chiuso l’anno fiscale 2016 con una crescita anno su anno del 144 per cento. E anche in Italia, dove l’azienda è presente da metà 2015, i risultati sono di tutto rilievo, visto che qui da noi Infinidat sta «crescendo del 300 per cento trimestre su trimestre e ha già raggiunto la profittabilità» – come spiega Daniela Miranda, regional sales director South Europe, sottolineando che la filiale italiana è stata premiata come “fast growing country del 2016” nel corso dell’ultimo kick-off dell’azienda. È forse anche per questo che, prosegue Daniela Miranda, «l’intenzione è quella di raddoppiare l’organico nel nostro Paese entro la fine dell’anno, per essere sempre più in grado di far fronte alle crescenti richieste che arrivano dal mercato: a tutt’oggi abbiamo più di 20 sistemi installati, ma il nome Infinidat sta cominciando a essere molto conosciuto, soprattutto per le sue caratteristiche peculiari».

Innovazione in pole position

La prima delle quali è proprio l’alto tasso di innovatività, di cui è artefice il fondatore Moshe Yanai, vero luminare dello storage e capace di exploit di rilievo come l’invenzione di Symmetrix, la tecnologia che è tuttora un cavallo di battaglia di EMC, ora Dell EMC, e XIV, poi confluita in IBM nel 2008. Oggi, Infinidat è presente in tutto il mondo, con due sedi principali, una a Tel Aviv in Israele e una a Waltham, nell’area di Boston in Massachusetts, dai tratti particolarmente avveniristici e inaugurata proprio nel 2016. L’altra caratteristica peculiare di Infinidat è che «non produce nulla di fisico, cioè hardware, ma seleziona i componenti sul mercato per proporre un software defined storage di tipo enterprise e prestazioni all-flash, realizzato con tecnologie commodity» – fa notare Riccardo Facciotti, tech sales director South Europe. In un momento in cui i sistemi all-flash rappresentano le soluzioni più gettonate per far fronte alle crescenti esigenze di storage, Infinidat punta invece la sua value proposition sul software e su una filosofia innovativa di gestione dei dati e dei carichi di lavoro, finalizzata anche al miglioramento complessivo del TCO.

A tutta affidabilità

La proposta più recente della società, cioè la versione 3.0 del sistema storage InfiniBox, offre prestazioni superiori al milione di IOPS, latenza inferiore al millisecondo, compressione in tempo reale, funzionalità avanzate di analisi delle performance e scalabilità oltre i 5 petabyte di effettiva capacità storage in un unico rack standard 42U. Ma soprattutto dispone di caratteristiche di rilievo quali un’affidabilità insuperata, che è appunto del 99 per cento, seguito, dopo la virgola, da cinque 9: questo significa che il sistema è «cento volte più sicuro di ogni altro storage» – spiega Facciotti, citando al riguardo la “logica israeliana” del progetto Infinidat, che prevede «l’utilizzo di sistemi storage posizionati in bunker protetti, situati anche in aree remote, e sui quali non si interviene per almeno sei mesi. Al termine di questo periodo, si effettuano controlli: può anche essersi verificata la rottura di qualche componente, ma il sistema ha continuato a funzionare sempre in una condizione di alta affidabilità, grazie alle sue caratteristiche di autogestione e autoriparazione».


Con #InfiniBox le regole dello #storage sono cambiate @INFINIDAT
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Controller sempre attivi

Tutto questo non avviene per caso, in quanto InfiniBox, che conta oltre 120 brevetti, dispone di tre controller active-active-active, in grado di gestire 480 dischi, in una logica che va oltre la classica ridondanza, tanto che «in caso di guasti, fino a 12 dischi, il sistema utilizza i virtual-Hot-Spare del box, anche se è studiato in modo da poter perdere fino a 100 dischi senza che si verifichi nessuna perdita di dati» – continua Facciotti, precisando che il limite di 100 dischi si riferisce al modello InfiniBox F6000, che ha 480 dischi, mentre per il modello F2000 che ne ha 120, il limite teorico di guasti ai dischi senza conseguenze è di 50. «La differenza principale rispetto alla concorrenza è che noi abbiamo aumentato notevolmente la capacità di sopportare eventuali guasti: se si verificassero, i dati non vengono persi, grazie al fatto che i tre controller dei nostri sistemi accedono a tutti i dischi del box in maniera parallela e sequenziale, in modo da poter anche sfruttare tutte le caratteristiche tipiche dei dischi nearline SAS». In effetti, all’interno delle soluzioni InfiniBox, vi sono i “classici” disk drive nearline SAS, «da 7.200 rpm con capacità da 3 a 8 terabyte» – precisa Facciotti, evidenziando che «si tratta proprio dei dischi che tutti gli altri vendor utilizzano per l’ultimo tiering, cioè per i dati ai quali non si accede spesso, mentre noi, con l’ausilio di oltre 50 brevetti solo sulla gestione dei dati in cache e con una particolare attenzione alle scritture, riusciamo ad avere performance di tipo all-flash». Particolarmente significative sono le performance in caso della necessità di ricostruire 2 dischi rotti, che passano dal qualche giorno dei sistemi storage tradizionali a meno di 15 minuti.

Anche per mainframe

È grazie a tutto questo che si ottengono prestazioni superiori a un milione di IOPS e soprattutto un throughput di oltre 12,5 GB di banda, in modo da poter utilizzare i sistemi InfiniBox con qualsiasi tipo di workload e di ambiente: Fiber Channel, NAS, SAN, iSCSI, OpenStack e presto anche a oggetti, senza dimenticare che sono anche certificati AS/400 e anche per le installazioni mainframe. A quest’ultimo riguardo, con il modello F1000M, che dispone dei connettori Ficon, Infinidat è oggi diventato il quarto vendor, dopo EMC, IBM e HDS, a essere certificato per i mainframe: «Si tratta di una nicchia, che però è molto strategica, ed è per questo che la certificazione è stata fortemente voluta da Moshe Yanai» – rivela Daniela Miranda, aggiungendo che «in ambito mainframe, siamo certificati anche per zLinux, per poter andare verso il mondo open attraverso i sistemi zSeries di IBM».

All’attacco del mercato

Le idee molto chiare a livello tecnologico di Infinidat vanno di pari passo con una visione altrettanto chiara del mercato. A oggi, la società ha al proprio attivo più di 20 installazioni in Italia, tra i quali vi è una referenza di sicuro rilievo come Cedacri. Tra gli altri clienti che hanno scelto Infinidat ci sono cloud e service provider, oltre ai grandi outsourcer oppure i fornitori di banda che entrano nel mercato del cloud, ma anche le telco «che adesso si stanno sempre più trasformando per offrire servizi» – precisa Daniela Miranda, anticipando che la società sta rivolgendo le proprie attenzioni anche agli ambiti retail, finance e utility. Il modello di business è indiretto, con Avnet come distributore europeo e una decina di VAR diretti presenti attualmente in Italia. Tra i clienti di elezione della società ci sono le aziende che hanno esigenze storage superiori ai 100/150 terabyte, che oggi non sono più appannaggio solo delle grandi realtà, in quanto vengono sempre più determinati dalla tipologia di business, e soprattutto sono derivanti dai processi di consolidamento di dati e di carichi di lavoro eterogenei in un unico box. A questo tipo di clienti, la società propone un prezzo quotato sul terabyte netto di capacità, comprendente la manutenzione 7x24x365 per tre anni con l’intervento in quattro ore, e soprattutto tutte le funzionalità attuali e quelle in roadmap per i prossimi anni.

Foto di Gabriele Sandrini

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IBM: la verità dietro il malware caricato nel boot di Storwize https://www.datamanager.it/2017/05/ibm-la-verita-dietro-malware-caricato-nel-boot-storwize/ Thu, 04 May 2017 09:46:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124125 La compagnia spiega cosa è successo con una serie di Flash Drive contenti il tool di installazione della piattaforma di big data indirizzata ai data center IBM ha inviato qualche giorno fa un avviso di sicurezza circa alcuni modelli di storage USB contenenti i file di installazione di Storwize, una piattaforma di big data pensata […]

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La compagnia spiega cosa è successo con una serie di Flash Drive contenti il tool di installazione della piattaforma di big data indirizzata ai data center

IBM ha inviato qualche giorno fa un avviso di sicurezza circa alcuni modelli di storage USB contenenti i file di installazione di Storwize, una piattaforma di big data pensata per i sistemi rack dei data center. Il problema è che all’avvio del boot, l’archivio fa partire un malware che in realtà non compie grandi danni perché viene solo copiato sulla macchina di destinazione e non avviato. Questo non vuol dire che la questione non rappresenti un grattacapo, visto che il codice infetto è passibile di controllo se qualche malintenzionato avesse accesso al dispositivo, sia in locale che in modalità remota. Appurata la questione, in che modo IBM ha intenzione di porvi rimedio?

Ecco cosa fare

Come ha spiegato la stessa compagnia, chiunque abbia acquistato una copia di Storwize dovrebbe formattare il supporto USB e caricare questo file, che contiene una versione sicura dell’archivio. “In IBM abbiamo identificato una distribuzione maligna accompagnata all’Initialization Tool di Storwize. Le versioni interessate sono le V3500, V3700 e V5000 Gen 1. Sono esclusi invece i seriali che partono con la numerazione 78D2”. Oltre all’escamotage manuale, IBM ha consigliato di attivare le misure di protezione degli antivirus installati a bordo delle macchine, aggiornandoli alle ultime definizioni disponibili. “È importante configurarli per analizzare le directory temporanee, oltre alle cartelle normalmente scannerizzate dai software di protezione”. Curioso che la multinazionale non abbia spiegato in che modo un codice del genere sia finito sugli storage brandizzati con il proprio prodotto ma è auspicabile che presto si faccia maggiore luce su una situazione per nulla marginale seppur circoscritta.

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QNAP presenta TS-x31XU e TS-431X, i nuovi NAS di fascia business con porte SFP+ 10GbE https://www.datamanager.it/2017/02/qnap-presenta-ts-x31xu-ts-431x-nuovi-nas-fascia-business-porte-sfp-10gbe/ Sat, 25 Feb 2017 13:00:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119802 QNAP Systems ha annunciato la serie TS-x31XU e il modello TS-431X, di fascia business e dal rapporto qualità-prezzo concorrenziale, caratterizzati da porte SFP+ 10GbE, ideali per aziende di piccole e medie dimensioni che necessitano di una soluzione efficiente di backup, ripristino, cloud privato e trasferimento dati intensivo. Alimentati da CPU AnnapurnaLabs Alpine e RAM DDR3 da 2GB a […]

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QNAP Systems ha annunciato la serie TS-x31XU e il modello TS-431X, di fascia business e dal rapporto qualità-prezzo concorrenziale, caratterizzati da porte SFP+ 10GbE, ideali per aziende di piccole e medie dimensioni che necessitano di una soluzione efficiente di backup, ripristino, cloud privato e trasferimento dati intensivo.

Alimentati da CPU AnnapurnaLabs Alpine e RAM DDR3 da 2GB a 4GB a seconda dei modelli (espandibile a 16GB), i nuovi NAS QNAP integrano numerose funzioni per la produttività, tra cui QmailAgent, per gestire centralmente più account e-mail dai più diffusi servizi e-mail e server IMAP; Notes Station, strumento basato su cloud privato per registrare note e facilitare la scrittura collaborativa; Qsync per la sincronizzazione di file su diversi dispositivi e la sincronizzazione di cartelle condivise; Qsirch, potente motore di ricerca full-text, per individuare rapidamente i file nel NAS; VJBOD (Virtual JBOD), per espandere lo spazio storage sfruttando lo spazio non utilizzato. TS-x31XU e TS-431X possono anche essere utilizzati come server VPN o Client VPN per proteggere l’accesso di rete e con Surveillance Station possono offrire una soluzione professionale di sorveglianza basata su IP.

Inoltre, le due soluzioni QNAP supportano funzionalità per l’IoT, tra cui Container Station, che fornisce agli sviluppatori la possibilità di sviluppare e distribuire le applicazioni IoT. Container Station integra in esclusiva le tecnologie di virtualizzazione leggere LXC e Docker® ed è caratterizzato dalla piattaforma QIoT Containers che, associata all’elevata capacità di archiviazione dei NAS, offre una piattaforma cloud IoT privata con numerose app con container a disposizione degli sviluppatori per inizializzare microservizi basati su IoT.

Caratteristiche e specifiche principali:

TS-x31XU: la serie NAS TS-x31XU è in formato rack ed è disponibile in modelli da 4, 8 e 12 bay con alimentazione ridondante. Alimentata da CPU AnnapurnaLabs Alpine AL-314 quad-core 1.7 GHz ARM® Cortex-A15, è associata a un motore di crittografia hardware e al supporto cache SSD. Integra due porte SFP+ da 10GbE che garantiscono capacità di networking di alto livello, con velocità di trasferimento fino 1.242 MB/s. Per ottenere un’implementazione più flessibile, è possibile installare un’ulteriore scheda PCle da 10GbE a porta singola.

  • TS-431XU-RP:4-bay, RAM DDR3 SODIMM da 2GB (espandibile a 16GB)
  • TS-831XU-RP: 8-bay, RAM DDR3 SODIMM da 4GB (espandibile a 16GB)
  • TS-1231XU-RP: 12-bay, RAM DDR3 SODIMM da 4GB (espandibile a 16GB)

Modello NAS rackmount, CPU AL-314 quad-core 1.7 GHz Cortex-A15 di AnnapurnaLabs Alpine, motore di crittografia hardware; HDD/SSD SATA 6Gbps da 2,5”/3,5” hot-swap; 2 porte SFP+ da 10 Gigabit; 2 porte RJ45 Gigabit; 1 slot PCIe Gen2 (x2); 4 porte USB 3.0.

TS-431X: NAS 4-bay in formato tower, alimentato da processore dual-core AnnapurnaLabs Alpine AL-212 1.7 GHz, fornisce fino a 956 MB/s di velocità in lettura con 10GbE e fino a 312 MB/s di velocità in lettura con crittografia dati basata su volume AES 256-bit.

  • TS-431X-2G: RAM DDR3 2GB (2GB x1)

Modello tower a 4-bay; processore dual-core Alpine AL-212 1.7 GHz Annapurna Labs, motore di crittografia hardware accelerato; HDD o SSD SATA 6Gbps hot-swap da 2.5”/3.5”; 1 porta SFP+ da 10 Gigabit, 2 porte

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QNAP presenta TES-x85U, i NAS di classe enterprise con opzione dual OS https://www.datamanager.it/2016/10/qnap-presenta-tes-x85u-nas-classe-enterprise-opzione-dual-os/ Sat, 29 Oct 2016 09:00:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=112243 QNAP Systems ha presentato la potente serie NAS TES-x85U di classe enterprise, comprendente il TES-1885U da 18 bay e il TES-3085U da 30 bay. Entrambi i modelli sono alimentati da un potente processore Intel Xeon D ad elevate prestazioni e alto risparmio energetico, oltre a fornire la possibilità di scelta di dual OS all’interno di […]

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QNAP Systems ha presentato la potente serie NAS TES-x85U di classe enterprise, comprendente il TES-1885U da 18 bay e il TES-3085U da 30 bay.

Entrambi i modelli sono alimentati da un potente processore Intel Xeon D ad elevate prestazioni e alto risparmio energetico, oltre a fornire la possibilità di scelta di dual OS all’interno di un singolo rackmount NAS. Gli utenti potranno scegliere di installare il sistema operativo QES di archiviazione business oppure il sistema operativo QTS basato su app, a seconda delle esigenze. La serie TES-x85U con QES rappresenta l’archiviazione in backup ideale per Enterprise ZFS NAS (ES1640dc) dual-controller.

TES-1885U e TES-3085U abilitati SAS da 12Gb/s adottano un avanzato processore SoC 14nm Intel Xeon D da 64-bit con PCH integrato (6-core e 8-core rispettivamente). Entrambi i modelli sono dotati di due porte SFP+ da 10GbE integrate per supportare, in modalità nativa, ambienti di rete da 10GbE, migliorando ulteriormente le prestazioni di sistema con l’espansione PCIe Gen.3 per altri adattatori 10GbE/40GbE e SSD PCIeNVMe. Il TES-3085U ad alta densità risulta particolarmente utile per fornire una soluzione di archiviazione all-flash ultra veloce che offre fino a 24 vani unità e 6 vani SDD dedicati per la cache.

Il TES-x85U fornisce la flessibilità di due sistemi operativi, il QES basato su FreeBSD per l’archiviazione di livello enterprise con continuità aziendale massimizzata oppure QTS basato su Linux per ottenere maggiori funzionalità nell’archiviazione tramite applicazioni. “Grazie a un hardware di qualità in grado di fornire un’elevata espandibilità e affidabilità, oltre a una potente gestione del software, TES-x85U è perfettamente idoneo per applicazioni e attività di calcolo significative,” ha affermato David Tsao, Product Manager di QNAP, aggiungendo che”l’estrema flessibilità di scegliere fra due sistemi operativi consente alle aziende anche di fornire sistemi operativi validi su più TES-x85U, in base alle esigenze e gli obiettivi nelle differenti fasi.”

QES è caratterizzato da ZFS, il miglior file system per l’archiviazione di dati aziendali e supporta varie funzioni avanzate per l’archiviazione aziendale high-end, inclusi RAID-Z per la protezione dati, un numero quasi illimitato di istantanee, SnapSync, deduplicazione dei dati e compressione in linea per prestazioni di archiviazione VDI ottimizzate, riparazione automatica e molto altro. Con SnapSync, TES-x85U può essere usato come efficiente sistema di backup per QNAP Enterprise ZFS NAS per ripristinare immediatamente tutti i dati sottoposti a backup a livello locale ed eseguire operazioni e servizi con tempi di attività massimizzati.

TES-x85U con QTS viene eseguito come soluzione NAS all-in-one. La tecnologia Qtier di QNAP potenzia il TES-x85U con la ripartizioneautomatica che consente di ottimizzare continuamente e in modo efficiente l’archiviazione su unità SSD e SAS/SATA, fornendo il più efficiente centro di archiviazione. Una soluzione di ripristino di emergenza completa è dotata di varie opzioni di backup, fra cui istantanee volume e LUN, RTRR, rsync e backup di archiviazione su cloud. Gli utenti possono creare macchine virtuali Windows, Linux, UNIX e Android per applicazioni estensive su NAS utilizzando Virtualization Station oppure possono inizializzare container LXC e Docker e lo sviluppo IoT con Container Station. QTS fornisce servizi per diversi server di applicazione (inclusi server Web, server VPN e server FTP), mentre App Center include centinaia di app con installazione on-demand per espandere la funzionalità NAS (inclusa Surveillance Station per la videosorveglianza, Qcenter per gestire centralmente più QNAP NAS e molto altro).

La serie TES-x85U è certificata per VMware vSphere 6.0 e supporta VAAI, fornisce compatibilità per Microsoft Hyper-V con supporto per ODX e Windows Server 2012, oltre a supportare Citrix XenServer 6.0 per massimizzare la distribuzione e la gestione flessibile negli ambienti di virtualizzazione.

La serie TES-x85U scalabile consente di connettere fino a 8 alloggiamenti di espansione QNAP (REXP-1620U-RP e REXP-1220U-RP) per aumentare flessibilmente la capacità raw. Con VJBOD (Virtual JBOD), gli utenti possono anche usufruire della capacità di archiviazione inutilizzata da altre unità QNAP NAS su TES-x85U e creare pool di archiviazione virtuali e volumi per i servizi NAS operativi, come in caso di utilizzo di unità locali.

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QNAP presenta le due nuove serie NAS TVS-x82 e TVS-x82T Thunderbolt 2 https://www.datamanager.it/2016/07/qnap-presenta-le-due-nuove-serie-nas-tvs-x82-tvs-x82t-thunderbolt-2/ Thu, 07 Jul 2016 16:30:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105117 QNAP Systems ha annunciato il lancio delle due nuove serie NAS di fascia business TVS-x82 e TVS-x82T Thunderbolt 2, che garantiscono prestazioni ottimali e massima efficienza di archiviazione. Entrambe sono alimentate da processori multi-core di sesta generazione Intel 14nm, ideale per applicazioni esigenti in termini di CPU, e sono in grado di offrire archiviazione a livelli, partizionamento basato […]

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QNAP Systems ha annunciato il lancio delle due nuove serie NAS di fascia business TVS-x82 e TVS-x82T Thunderbolt 2, che garantiscono prestazioni ottimali e massima efficienza di archiviazione.

Entrambe sono alimentate da processori multi-core di sesta generazione Intel 14nm, ideale per applicazioni esigenti in termini di CPU, e sono in grado di offrire archiviazione a livelli, partizionamento basato su applicazioni e distribuzione del traffico di rete. TVS-x82 e TVS-x82T integrano tre uscite HDMI, inclusa un’uscita HDMI 2.0, che consente il trasferimento e la riproduzione di contenuti multimediali e video 4K a 60 fps, utilizzando il lettore multimediale HD Player in HD Station con il controllo remoto QNAP. La funzionalità VJBOD (Virtual JBOD) disponibile su QTS 4.2.2, inoltre, permette di massimizzare l’utilizzo dello spazio storage, usando più NAS QNAP per trasformare lo spazio inutilizzato in dischi virtuali ed espandere quindi la capacità di archiviazione.

Le due nuove serie sono caratterizzate da un hardware avanzato per ottenere una maggiore efficienza, comprendente l’SSD SATA M.2 integrato, slot SSD da 2.5”, raffreddamento intelligente a comparti e installazione HDD senza l’ausilio di strumenti. La tecnologia auto-tiering di QNAP denominata Qtier consente di ottimizzare l’efficienza di archiviazione tramite unità M.2 SSD, SSD e SATA; queste diverse tecnologie possono essere configurate come partizioni indipendenti per differenti applicazioni al fine di garantire il sufficiente livello di velocità richiesto. Con più porte di rete, consente alle applicazioni di usare interfacce dedicate per soddisfare i requisiti di distribuzione del traffico di rete.

TVS-x82 e TVS-x82T sono soluzioni ideali per consentire alle organizzazioni di creare un cloud privato funzionale e sicuro, mentre il potente e intuitivo sistema operativo QTS semplifica l’archiviazione di file, il backup, la condivisione e le attività di sincronizzazione. Le nuove macchine supportano la soluzione di gestione remota centralizzata QRM+(QNAP Remote Manager Plus) per permettere allo staff IT di rilevare, mappare, monitorare e gestire importanti dispositivi di calcolo (Server/PC/Thin Client) nella rete e supportano i KVM remoti (Keyboard, Video, Mouse) per i dispositivi IPMI. Inoltre la Virtualization Station permette l’host di macchine virtuali basate su Windows, Linux, UNIX e Android, mentre la Container Station integra le tecnologie di virtualizzazione light LXC e Docker per eseguire numerose applicazioni con container. Grazie alla tecnologia QvPC, infine, gli utenti possono utilizzare facilmente il NAS come PC collegando tastiera, mouse e display HDMI per accedere ai dati archiviati, eseguire più macchine virtuali, navigare sul Web, guardare video ad alta risoluzione con HD Player, monitorare l’ambiente in tempo reale su Surveillance Station e molto altro.

Disponibile in tre modelli (TVS-1282, TVS-882 e TVS-682), la serie TVS-x82 coniuga molteplici funzioni hardware e software avanzate per rispondere adeguatamente alle esigenze di business: “Inoltre TVS-1282 e TVS-882 offrono un’opzione con alimentazione da 450 watt in grado di supportare una scheda grafica di serie AMD Radeon R9 per un passthrough GPU (elaborazione grafica) nelle macchine virtuali” afferma David Tsao, Product Manager di QNAP.

La serie TVS-x82T, disponibile anch’essa in tre modelli (TVS-1282T, TVS-882T e TVS-682T), presenta non solo la tecnologia Thunderbolt 2 (20 Gbps), ma anche doppie porte 10GbE, per una connettività flessibile e prestazioni straordinarie. La combinazione di queste caratteristiche è perfetta per gli utenti Mac & Windows forniti di Thunderbolt che devono gestire flussi di lavoro in 4K, archiviazione file e backup, ma anche per aziende che necessitano di una soluzione di archiviazione in grado di eseguire applicazioni e processi richiedenti alta velocità e disponibilità, come virtualizzazione, videosorveglianza o editing video ad alta risoluzione. “Grazie alle funzioni hardware e software aggiornate, la serie TVS-x82T ha fatto grandi passi in avanti rispetto al precedente QNAP NAS Thunderbolt 2, e i tre modelli offrono una maggiore scelta per soddisfare le richieste di un numero sempre più ampio di utenti” conclude David Tsao.

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QNAP lancia sul mercato due nuove potenti serie NAS di fascia Enterprise https://www.datamanager.it/2016/04/qnap-lancia-sul-mercato-due-nuove-potenti-serie-nas-fascia-enterprise/ Sun, 03 Apr 2016 09:00:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=98191 QNAP lancia TVS-ECx80U-SAS R2 e TS-ECx80U R2, le due nuove serie NAS di fascia Enterprise con porte SFP+ da 10GbE integrate QNAP Systems ha annunciato la disponibilità delle nuove serie di classe Enterprise TVS-ECx80U-SAS R2 e TS-ECx80U R2 NAS, in formato rack. Entrambe le famiglie integrano due porte SFP+ da 10GbE a prezzi competitivi. La […]

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QNAP lancia TVS-ECx80U-SAS R2 e TS-ECx80U R2, le due nuove serie NAS di fascia Enterprise con porte SFP+ da 10GbE integrate

QNAP Systems ha annunciato la disponibilità delle nuove serie di classe Enterprise TVS-ECx80U-SAS R2 e TS-ECx80U R2 NAS, in formato rack. Entrambe le famiglie integrano due porte SFP+ da 10GbE a prezzi competitivi. La serie TS-ECx80U R2 comprende modelli basati su processore Intel Xeon E3-1246 v3 da 3.5 GHz con DDR3 a partire da 4GB ECC di RAM, in grado di fornire alle aziende ancora più opzioni per soddisfare la richiesta di soluzioni Ethernet a velocità più elevate.

La serie TVS-ECx80U-SAS R2 è dotata di un potente processore Xeon E3-1246 v3 da 3.5 GHz con DDR3 a partire da 8GB ECC di RAM. Entrambe offrono non solo quattro porte Gigabit Ethernet integrate, ma anche due porte SFP+ da 10GbE per il supporto completo di reti 10GbE ad alta velocità, utili per applicazioni richiedenti elevati IOPS, quali virtualizzazione, database, editing video ad alta risoluzione e flussi di lavoro condivisi.

“L’adozione dello standard 10 Gigabit Ethernet è stata più graduale, quindi abbiamo lanciato le serie evolute NAS TVS-ECx80U-SAS R2 e TS-ECx80U R2 dotate di porte SFP+ da 10GbE per consentire alle aziende di usufruire immediatamente della connettività di rete da 10GbE senza acquistare altri accessori”, ha affermato David Tsao, Product Manager di QNAP. Entrambe le nuove serie supportano Qtier (Storage Auto-tiering), il caching SSD, una straordinaria condivisione di file fra piattaforme, la tecnologia SAN iSCSI e la virtualizzazione, oltre alle applicazioni aziendali ricche di funzioni, fra cui Virtualization Station per l’hosting di Virtual Machine, Container Station per l’integrazione delle tecnologie di virtualizzazione light LXC e Docker e Qsirch, il motore di ricerca NAS in tempo reale. La nuova serie consente di rispondere facilmente alle esigenze di archiviazione mission-critical, garantendo la gestione di carichi di lavoro durevoli e il bilanciamento di applicazioni che richiedono alte prestazioni.

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MOBOTIX AG, video sicurezza avanzata https://www.datamanager.it/2015/07/mobotix-ag-video-sicurezza-avanzata/ Mon, 20 Jul 2015 07:57:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=80178 Con oltre 100mila telecamere installate dall’Antartide ai deserti dell’Arabia Saudita, MOBOTIX AG punta a raddoppiare il fatturato in Italia sia nel segmento business sia dell’utenza finale Più software che produzione. MOBOTIX AG azienda specializzata nel settore dei sistemi video ad alta risoluzione, sul biglietto da visita potrebbe scrivere benissimo “software house”. «L’idea non è di […]

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Con oltre 100mila telecamere installate dall’Antartide ai deserti dell’Arabia Saudita, MOBOTIX AG punta a raddoppiare il fatturato in Italia sia nel segmento business sia dell’utenza finale

Più software che produzione. MOBOTIX AG azienda specializzata nel settore dei sistemi video ad alta risoluzione, sul biglietto da visita potrebbe scrivere benissimo “software house”. «L’idea non è di realizzare dei prodotti che montino le applicazioni maggiormente richieste sul mercato. Bensì di sviluppare delle vere e proprie applicazioni integrate nelle telecamere. Esattamente come avviene per smartphone e tablet». Così ci spiega Alberto Vasta, business development manager di MOBOTIX AG. «Le nostre applicazioni vanno ben oltre il classico rilevamento di movimento (motion detection) e l’allarmistica». Questo non significa che la tecnologia hardware non sia importante. Tutt’altro. Alla realizzazione delle videocamere viene riservata una cura costruttiva elevata: struttura in fibra di vetro rinforzata, progettata per l’impiego con qualsiasi condizione climatica. Tutte le videocamere sono dotate di funzionalità intelligenti di analisi del movimento, in grado di escludere tutto ciò che non è rilevante ai fini della corretta sorveglianza.


#MOBOTIX Alberto Vasta @MOBOTIX_AG : raddoppiare il fatturato in Italia nel #B2B e #B2C
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Sistema ad alta prestazione

Non c’è bisogno di trovarsi in Antartide, per essere chiamati a svolgere un servizio di vigilanza in un’area in cui i movimenti sospetti sono ridottissimi. In tutte queste situazioni, l’activity sensor, il sensore di rilevamento proprietario, esclude in automatico tutti quei movimenti che per la concorrenza generano falsi allarmi. «L’applicativo è presente su tutte le camere senza alcun costo aggiuntivo. Con il semplice aggiornamento del firmware, ogni videocamera, anche non recente, gira su una piattaforma software sempre aggiornata» – spiega Vasta. E senza alcuna necessità di cambiare l’hardware di frequente. Le videocamere MOBOTIX inoltre non contengono parti meccaniche, come ventole o elementi di riscaldamento delle parti mobili. «Rispetto ad altri competitor, i nostri prodotti non dipendono da un software di registrazione. Tutte le nostre videocamere sono stand-alone. Ognuna monta cioè un software di registrazione che sgancia il risultato finale dall’interazione di più componenti, scongiurando così il pericolo che se non ne funziona uno, tutto il sistema si blocchi» – afferma Vasta. Buone notizie anche per quel che riguarda l’occupazione di banda e dello spazio di archiviazione. I video sono generati in un formato proprietario MxPEG estremamente compresso. Mentre per l’archiviazione, basta settare sulla videocamera l’indirizzo IP del NAS e da quel momento la videocamera scarica tutto il filmato sul device. In questo modo, si risparmiano energia e spazio occupato in termini di banda. Una media di quattro Mbit/s – in relazione alle configurazioni – contro i 12/15 megabit della concorrenza. «La nostra tecnologia esclude la necessità di registrare in modo continuo. Un buffer di memoria consente di risalire sino a 15 secondi di pre-registrazione prima dell’acquisizione vera e propria».


#MOBOTIX Oltre 100mila telecamere installate dall’Antartide ai deserti dell’Arabia Saudita
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Vendite e mercato

MOBOTIX in Italia si avvale della collaborazione di cinque distributori. «La vendita non avviene direttamente né ai system integrator né a privati. Ma questo non ci impedisce di seguire i progetti sin dalle fasi iniziali. Su diversi fronti. Grazie alla possibilità di espansione praticamente illimitata, le nostre telecamere sono l’ideale per le grandi strutture. Collaboriamo con il ministero dell’Economia e delle Finanze. Forniamo numerose aziende ospedaliere. Un altro settore su cui stiamo puntando è quello dei trasporti: autobus, treni e metropolitane. Abbiamo da poco finito di installare i nostri sistemi nell’Aeroporto di Bergamo. In Liguria, abbiamo fornito i nostri prodotti a 12 Comuni con più di 700 videocamere installate. «Le funzioni integrate di rilevazione eventi, memorizzazione, allarme e telefonia – invece – rispondono alle esigenze delle aziende più piccole e delle realtà private. E in questo ambito siamo molti attivi, grazie all’espansione della domotica» – spiega Vasta. Due fronti, business e utenza finale, che si equivalgono anche in termini di fatturato e che vogliamo raddoppiare nei prossimi dodici mesi. «Un obiettivo ambizioso. E per raggiungerlo puntiamo molto sulla comunicazione, utilizzando gli impianti esistenti per far toccare con mano in che modo i nostri prodotti possono soddisfare le esigenze di ciascun mercato verticale, training a fianco dei distributori ed eventi organizzati in collaborazione con i nostri partner e rivolti agli utenti finali» – afferma Vasta. I risultati stanno dando ampiamente ragione a MOBOTIX. L’azienda tedesca dichiara l’installazione di oltre 100mila telecamere, dall’Antartide ai deserti dell’Arabia Saudita.


#MOBOTIX Sistemi Video over IP intelligenti e ad alta prestazione
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QNAP Italia, 10 anni di NAS guardando al futuro… https://www.datamanager.it/2015/07/qnap-italia-10-anni-di-nas-guardando-al-futuro/ Thu, 02 Jul 2015 09:13:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=79909 Novità lato software e prodotti, con proposte per sfondare nel mondo Enterprise QNAP Italia compie 10 anni, e per l’occasione parla di quanto fatto finora e delle novità in cantiere. L’headquarter di QNAP si trova a Taipei, mentre i centri logistici, gli uffici regionali e sales sono diffusi dall’Asia all’Australia, dall’Europa all’America. A livello Emea le […]

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Novità lato software e prodotti, con proposte per sfondare nel mondo Enterprise

QNAP Italia compie 10 anni, e per l’occasione parla di quanto fatto finora e delle novità in cantiere. L’headquarter di QNAP si trova a Taipei, mentre i centri logistici, gli uffici regionali e sales sono diffusi dall’Asia all’Australia, dall’Europa all’America. A livello Emea le revenue sono guidate dalla country tedesca, seguita dallo UK con l’Italia al terzo posto ma che registra il più alto tasso di crescita. La country italiana fattura 10 milioni di Euro e ha un market share del 38%, mentre anche il team locale viene rafforzato con l’insediamento di Tony Chou come Regional Sales Manager affiancato da Alvise Sinigaglia, Business & Development Manager QNAP Systems, Inc.

QNAP ha inoltre aperto una nuova sede nella capitale per rafforzare la sua presenza. Le novità, annunciate anche al Computex di Taipei riguardano il mercato delle piccole e medie imprese, il SOHO e il nuovo sistema QTS 4.2 che uscirà tra poco. “Per noi è fondamentale la stabilità del software e del sistema, con la nuova versione QTS e le applicazioni che vi girano”, ha spiegato Sinigaglia. Tra i settori più in crescita la surveillance, il digital signage, il mondo consumer e l’home, oltre alle SMB. Lato software, il manager ha sottolineato che “la nostra interfaccia QTS compie 2 anni e la nuova versione 4.2 uscirà ad agosto. Rispetto alla versione fino a oggi in vigore presenta alcune novità. La GUI è semplificata, è stato lanciato Qsync 2.0, l’HD station 3.0 abilita il multitasking ed è stato aggiunto Qsirch, per trovare più velocemente dati e file all’interno del NAS”.

Altro punto focale per QNAP è la virtualizzazione, avendo sempre come riferimento il mercato italiano SOHO o SMB. La virtualizzazione server/desktop crea un ambiente interno al NAS e supporta Windows, Linux, Unix e Android. Per gli sviluppatori è stato creato un sistema di container station, per ottimizzare le risorse richieste dalla virtualizzazione e migliorare le performance. A metà luglio QNAP lancerà un programma dedicato alle scuole, che potranno lavorare su questo container. Lato prodotti, le novità sono TS-563 Turbo NAS, TS-453mini, TVS-871T, ES – Serie Enterprise. TS-563 Turbo NAS nasce dalla partnership con AMD ed è un prodotto di fascia business, con un processore appositamente ottimizzato per la macchina, quad-core e con connettività 10GbE, per entrare nel segmento entry level SMB, upgradabile fino a 16GB di RAM. Il TS-453mini è per il mondo SOHO e i professionisti che stanno approcciando il settore dei prodotti NAS.

“La novità più importante è TVS-871T, il primo prodotto sul mercato a essere Thunderbolt DAS+NAS+iSCSI SAN, che ridefinisce il private cloud unendo il meglio dei mondi DAS e NAS. Nasce dalla partnership con Intel e ha vinto il premio Computex come miglior NAS. E’ ideale per lavorare nell’editing video e trattare o trasferire file di grandi dimensioni”. La sfida più grande di QNAP è però l’entrata nel mercato Enterprise. La proposta è sempre NAS, dual controller – 10G, con hardware ridondato e sistema ZFS. Frutto del lavoro di un anno e mezzo dei tecnici QNAP, il prodotto sarà lanciato verso fine anno. Novità anche sul fronte delle iniziative sul campo: a settembre partirà un roadshow in 7 tappe, toccando ovviamente i centri più importanti come Milano, Bologna, Firenze e Roma. La mattina sarà dedicata ai reseller, il pomeriggio invece agli end-user o ai clienti dei reseller. Il prodotto mostrato sarà un prototipo di quello disponibile da fine anno. L’azienda sta infine pensando anche a una partner conference con l’ecosistema dei reseller in Italia.

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Check Point Security Report 2015: il riscatto digitale prende il largo https://www.datamanager.it/2015/06/check-point-security-report-2015-il-riscatto-digitale-prende-il-largo/ Thu, 25 Jun 2015 12:36:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=79351 Attacchi mirati e aziende sempre più in pericolo nel 2014 a causa dell’aumento di malware sconosciuti e della poca formazione degli utenti Puntuale come la dichiarazione dei redditi arriva il Security Report di Check Point che nell’edizione 2015 acquista davvero un senso maggiore. Il motivo è che quest’anno più che nel passato i laboratori di […]

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Attacchi mirati e aziende sempre più in pericolo nel 2014 a causa dell’aumento di malware sconosciuti e della poca formazione degli utenti

Puntuale come la dichiarazione dei redditi arriva il Security Report di Check Point che nell’edizione 2015 acquista davvero un senso maggiore. Il motivo è che quest’anno più che nel passato i laboratori di sicurezza, come quelli di Check Point, hanno rilevato una serie di minacce sconosciute, non derivanti da malware o virus esistenti come accadeva negli ultimi tempi.

Riscatto digitale

Le conseguenze sono evidenti e quasi sempre tradotte in termini economici. “Sono 300 miliardi i dollari guadagnati da hacker e cracker nel corso del 2014, un aumento esponenziale rispetto ai 12 mesi della rilevazione precedente – ci spiega Roberto Pozzi, Regional Director Southern Europe di Check Point Software Technologies – dietro a queste cifre ce ne sono molte altre visto che spesso aziende ed enti pubblici preferiscono non denunciare le attività di violazioni informatiche subite ma di procedere in autonomia, addirittura pagando gli eventuali riscatti richiesti per ritornare in possesso dei file”.

check point security report 2015

L’esempio è calzante; poco prima dell’avvio della presentazione del report 2015, Check Point racconta di una comunicazione da parte di un comune italiano che spiegava di non poter più accedere ai file sul proprio server perché crittografati; pochi secondi dopo ha ricevuto una mail con un file di testo con le istruzioni per pagare il riscatto e ottenere la chiave per decriptare il database.

Malware, questo sconosciuto

Il panorama non è dei più rosei per almeno due motivi: prima di tutto in Italia, come in altre parti del mondo, non esiste ancora una corretta informazione su ciò che un attacco informatico può causare e inoltre le capacità dei criminali informatici sono cresciute notevolmente grazie all’innovazione tecnologica. “Una gran mole dei malware individuati nel 2014 hanno fatto centro perché sconosciuti ovvero in grado di eludere i sistemi di protezione perché ancora assenti dai database delle agenzie di sicurezza – afferma David Gubiani, Technical Manager di Check Point Software Technologies – per creare una minaccia del genere bastano davvero pochi secondi. Ci sono software che permettono di generare codice maligno e allo stesso tempo verificare quali programmi di protezione sono già in grado di rilevarli; nel caso vi sia anche solo un vendor capace di riconoscerlo con due click si ricodifica il file e lo si fa diventare unico e sconosciuto”.

Insicurezza mobile

L’evidenza che il rischio più grosso riguardi oggi smartphone e tablet è chiara. Il dato è ancora più evidente se rapportato alle aziende. “La mobilità è uno dei punti deboli del B2B – spiega Check Point – perché rappresenta un punto di accesso ai dati non di un solo individuo (come nel caso dell’utente medio ndr) ma di un intero comparto aziendale se non addirittura di tutta la compagnia”. Nelle ricerche effettuate dal team di esperti, su un’organizzazione media di oltre 2.000 device mobili, vi è il 50% di probabilità che almeno sei siano infetti oppure target di un attacco. Sembra un numero irrilevante ma basta un solo telefonino compromesso per danneggiare la compagnia.

Ridurre al minimo i rischi

“Oggi si lavora quasi sempre dopo che la frittata è oramai fatta e mangiata – sottolinea Gubiani – e non attraverso valutazioni periodiche. Utilizzare un metodo chiaro e preciso nell’analisi dei propri sistemi può ridurre il rischio di perdere dati e ritrovarsi in casa estranei che mettono le mani nei nostri cassetti”. La formazione degli utenti è primaria ed è davvero triste sapere che molte delle aziende analizzate da Check Point permettano l’installazione di programmi notoriamente utilizzati per scaricare contenuti extra lavorativi (p2p) oppure per navigare in privato (Tor). Non sapendo dove vanno i dipendenti e quali dati scaricano, le compagnie prive di un IT manager perdono spesso il controllo delle navigazioni dei lavoratori, mettendo a rischio la loro incolumità e quella dei propri clienti. Per questo urge che le policy digitali, sotto forma di maschere e finestre di avviso/monitoraggio, vadano di pari passo con le informative stampate e appese come poster in ufficio.

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