Nasdaq – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 09:12:28 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Nasdaq – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Alphabet supera Apple per valore (solo per qualche ora) https://www.datamanager.it/2016/05/alphabet-supera-apple-valore-solo-qualche-ora/ Fri, 13 May 2016 12:58:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=101341 Questo giovedì Alphabet ha superato Apple per capitalizzazione dopo il crollo dei titoli della Mela al Nasdaq Da diversi anni Google e Apple si contendono lo scettro dell’azienda con maggiore capitalizzazione al mondo. Tra sorpassi e controsorpassi, alla fine l’ha spuntata l’azienda di Cupertino. Giovedì però Alphabet, la holding che raccoglie tutti i servizi di […]

L'articolo Alphabet supera Apple per valore (solo per qualche ora) proviene da Data Manager Online.

]]>
Questo giovedì Alphabet ha superato Apple per capitalizzazione dopo il crollo dei titoli della Mela al Nasdaq

Da diversi anni Google e Apple si contendono lo scettro dell’azienda con maggiore capitalizzazione al mondo. Tra sorpassi e controsorpassi, alla fine l’ha spuntata l’azienda di Cupertino. Giovedì però Alphabet, la holding che raccoglie tutti i servizi di Google, è tornata in vetta anche se solo per qualche ora. Lo scambio di posizioni è stato causato dall’inaspettato crollo dei titoli della Mela al Nasdaq. Le azioni sono calate del 3% a causa della diminuzione di profitti di Hon Hai Precision Industry, azienda taiwanese che contribuisce alla fabbricazione di iPhone. Gli investitori hanno visto nella riduzione dei ricavi un ulteriore segnale che gli smartphone di Cupertino stanno vivendo un momento di crisi.

Apple sta vivendo uno dei momenti più difficili da 13 anni a questa parte. Per la prima volta sono calate le vendite di iPhone e uno dei maggiori investitori, Carl Ichan, ha deciso di vendere le sue quote a causa delle ripercussioni sul business dell’azienda dovute alla crisi del mercato cinese, cosa che ha spinto il CEO Tim Cook ad organizzare un viaggio a Pechino per discutere con il governo locale. Negli ultimi 12 mesi i titoli della Mela sono scesi del 27%, toccando così i minimi di giugno 2014. Apple, che ha completato l’acquisizione della startup cinese Didi Chuxing, rimane comunque l’azienda con maggiore valore mondo (494.8 miliardi di dollari) seguita a ruota da Alphabet (494.4 miliardi).

L'articolo Alphabet supera Apple per valore (solo per qualche ora) proviene da Data Manager Online.

]]>
PayPal festeggia la quotazione al NASDAQ e porta a termine la separazione da eBay https://www.datamanager.it/2015/07/paypal-festeggia-la-quotazione-al-nasdaq-e-porta-a-termine-la-separazione-da-ebay/ Wed, 22 Jul 2015 17:00:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=81417 Dirigenti, dipendenti, commercianti e utenti hanno suonato insieme la campana di apertura del NASDAQ facendo clic sul popolare pulsante PayPal PayPal Holdings (“PayPal”) ha annunciato che la separazione da eBay (“eBay”) è stata completata e che da oggi l’azienda è una società indipendente quotata al NASDAQ con il simbolo “PYPL”. Dirigenti, dipendenti e commercianti si […]

L'articolo PayPal festeggia la quotazione al NASDAQ e porta a termine la separazione da eBay proviene da Data Manager Online.

]]>
Dirigenti, dipendenti, commercianti e utenti hanno suonato insieme la campana di apertura del NASDAQ facendo clic sul popolare pulsante PayPal

PayPal Holdings (“PayPal”) ha annunciato che la separazione da eBay (“eBay”) è stata completata e che da oggi l’azienda è una società indipendente quotata al NASDAQ con il simbolo “PYPL”. Dirigenti, dipendenti e commercianti si sono riuniti per suonare insieme la campana di apertura del NASDAQ e celebrare questa importante data facendo clic sul popolare pulsante PayPal.

“PayPal è la piattaforma aperta per i pagamenti digitali più conosciuta al mondo e il portafoglio digitale considerato più affidabile e più utilizzato. Siamo estremamente lieti di dare il benvenuto al giorno della nostra quotazione, che segna l’inizio di un nuovo importante capitolo nella storia della nostra azienda.” ha affermato Dan Schulman, Presidente e CEO di PayPal. “Grazie alle tecnologie mobili, i metodi di pagamento stanno cambiando: oggi le persone possono gestire e trasferire il proprio denaro in modo più semplice, più sicuro e più conveniente che mai. Come società indipendente, PayPal ha la straordinaria opportunità di rafforzare il proprio ruolo di promotore e partner nei confronti di utenti e commercianti, oltre che di poter contribuire alla definizione di questo settore via via che la natura stessa del denaro si evolve sempre più rapidamente verso nuove forme digitali”.

PayPal è nella posizione ideale per consentire a utenti e commercianti in tutto il mondo di usufruire al meglio dei vantaggi del denaro digitale.  Nel 2014 l’azienda ha elaborato un volume totale di pagamenti pari a 235 miliardi di dollari, realizzando più di 8 miliardi di dollari di fatturato. Sempre nel 2014, il volume dei pagamenti su dispositivi mobili elaborati tramite PayPal è stato di 46 miliardi di dollari.  I servizi offerti dall’azienda vengono utilizzati da oltre 169 milioni di clienti attivi in 203 mercati di tutto il mondo.

Schulman ha inoltre affermato: “Il nostro obiettivo è sfruttare al massimo i nostri punti di forza, per favorire la crescita a lungo termine per la nostra azienda e per gli azionisti. PayPal è unica. In particolare, la nostra attenzione è soprattutto rivolta ai pagamenti digitali, all’assistenza ai clienti, all’innovazione e alla realizzazione di una piattaforma indipendente dalla tecnologia e in grado di offrire il massimo valore agli utenti e ai commercianti, sia online che tramite le app e nei punti vendita”.

In passato PayPal era già stata quotata al NASDAQ con lo stesso simbolo “PYPL” prima dell’acquisizione nel 2002 da parte del gruppo eBay Inc. per 1,5 miliardi di dollari. “Vogliamo ringraziare i nostri amici di eBay, che ci hanno sostenuto e che hanno collaborato con noi per oltre 12 anni” ha concluso Schulman.

In base ai termini della separazione, alla data del 17 luglio 2015, agli azionisti in possesso di azioni ordinarie di eBay alla chiusura dell’8 luglio 2015 (la “Record Date”) è stata distribuita un’azione ordinaria di PayPal per ogni azione ordinaria di eBay posseduta in tale data. Non sono state distribuite frazioni di azioni per PayPal.

Dal 6 luglio 2015, le azioni PayPal sono state scambiate al NASDAQ all’emissione (“when issued”) con il simbolo “PYPLV”, consentendo agli investitori di esercitare il diritto di ricevere le quote PayPal al momento della distribuzione. La negoziazione “when issued” delle azioni ordinarie di PayPal è terminata alla chiusura del mercato il 17 luglio.  Da oggi ha inizio la negoziazione al NASDAQ in modalità “normale” delle azioni ordinarie di PayPal con il simbolo “PYPL”.

L'articolo PayPal festeggia la quotazione al NASDAQ e porta a termine la separazione da eBay proviene da Data Manager Online.

]]>
Apple brevetta una action cam e GoPro crolla in Borsa https://www.datamanager.it/2015/01/apple-action-cam-basta-brevetto-per-inguaiare-gopro/ Wed, 14 Jan 2015 13:25:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67809 Ieri è trapelata la notizia che Apple abbia brevettato una action cam controllabile via smartphone e le azioni di GoPro sono crollate in Borsa Ieri Apple ha dato involontariamente prova della sua forza nel settore hitech. In giornata è circolata la notizia che nel 2012 la Mela abbia depositato presso lo US Patent and Trademark Office, […]

L'articolo Apple brevetta una action cam e GoPro crolla in Borsa proviene da Data Manager Online.

]]>
Ieri è trapelata la notizia che Apple abbia brevettato una action cam controllabile via smartphone e le azioni di GoPro sono crollate in Borsa

Ieri Apple ha dato involontariamente prova della sua forza nel settore hitech. In giornata è circolata la notizia che nel 2012 la Mela abbia depositato presso lo US Patent and Trademark Office, l’ufficio brevetti statunitense, un patent per una action cam. Considerando che l’azienda nel 2013 ha acquistato numerose proprietà intellettuali di Kodak, c’è un’alta probabilità che il dispositivo sarà effettivamente realizzato. Nonostante questa rimanga solo un’ipotesi, i titoli al NASDAQ di GoPro, azienda leader nel settore delle fotocamere indossabili, sono crollati vertiginosamente.

Apple prepara una action cam? GoPro spera proprio di no

Apple action cam

Il brevetto di Apple riguarda un nuovo tipo di supporto per action cam. Il sistema garantisce una maggiore stabilità e resistenza e permette di controllare la fotocamera tramite iPhone o Apple Watch, che dovrebbe arrivare sul mercato in primavera. Inoltre, pare che questa soluzione sia stata pensata anche per le fotografie subacquee.

Il presunto interesse di Apple per questo settore, nonostante non sia stato confermato, ha creato un certo scompiglio in Borsa. Le azioni di GoPro hanno chiuso la giornata di ieri in ribasso del 12,17%, passando da 57,20 a 49,87 dollari. La Mela, che ha brevettato anche un iPhone completamente flessibile, può contare su un’utenza ampia ed affezionata, una capacità di marketing eccellente e un budget praticamente illimitato. Il solo nominarla può provocare un effetto a catena inarrestabile.

L'articolo Apple brevetta una action cam e GoPro crolla in Borsa proviene da Data Manager Online.

]]>
La Borsa non crede più ai social, dopo Twitter crolla LinkedIn https://www.datamanager.it/news/la-borsa-non-crede-pi-ai-social-dopo-twitter-crolla-linkedin-53513.html Fri, 07 Feb 2014 18:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/la-borsa-non-crede-piu-ai-social-dopo-twitter-crolla-linkedin/ LinkedIn ha perso l'8% del suo valore in Borsa a causa delle previsioni disattese. La stessa cosa era avvenuta a Twitter, in calo di quasi il 25%

L'articolo La Borsa non crede più ai social, dopo Twitter crolla LinkedIn proviene da Data Manager Online.

]]>
LinkedIn ha perso l’8% del suo valore in Borsa a causa delle previsioni disattese. La stessa cosa era avvenuta a Twitter, in calo di quasi il 25%

In molti pensavano che i social network non fossero adatti ad essere quotati in Borsa in quanto è difficile stimarne il reale valore. A quanto pare i trader più pessimisti potrebbero avere ragione. Dopo Twitter, anche LinkedIn ha visto scendere il valore dei suoi titoli a causa di un outlook negativo. Mercoledì il sito di microblogging ha perso quasi il 25% del suo valore azionario mentre il social network professionale, chiamato in causa per l’enorme mole di spam che diffonde, ha perso l’8%.

Il crollo di LinkedIn

A far crollare le azioni di LinkedIn sulla borsa di New York sono state previsioni troppo ottimistiche. La stessa cosa era avvenuta all’azienda fondata da Dick Castolo. Il social professionale ha annunciato per l’ultimo trimestre 2013 utili per 3,78 milioni di dollari (-67%) e un fatturato di 447,2 milioni (+47%), comunque inferiore alle attese degli analisti.

La crisi dei social in Borsa

Le quotazioni di Twitter, che ha esordito in Borsa a 26 dollari per azione, non stanno andando come l’azienda sperava. La speranza per il sito di microblogging è che la futura piattaforma per l’e-commerce e la messaggistica privata risolvano la situazione. L’unico a resistere è Facebook che nonostante i momenti difficili ha visto salire i suoi titoli nel quarto trimestre.

L'articolo La Borsa non crede più ai social, dopo Twitter crolla LinkedIn proviene da Data Manager Online.

]]>
“Al NASDAQ il più grande furto hacker della storia” https://www.datamanager.it/news/al-nasdaq-il-pi-grande-furto-hacker-della-storia-49171.html Fri, 26 Jul 2013 13:30:45 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/07/al-nasdaq-il-piu-grande-furto-hacker-della-storia/ Lo dice il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che ha accusato cinque uomini che avrebbero preso di mira il NASDAQ e rubato oltre 160 milioni di numeri di carte di credito

L'articolo “Al NASDAQ il più grande furto hacker della storia” proviene da Data Manager Online.

]]>
Lo dice il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che ha accusato cinque uomini che avrebbero preso di mira il NASDAQ e rubato oltre 160 milioni di numeri di carte di credito

Secondo il procuratore Paul Fishman del Distretto del New Jersy, cinque uomini sarebbero stati accusati di aver cospirato per rubare dati da reti aziendali di tutto il mondo. L’atto d’accuso cita cinque persone dell’Est Europa che gestivano un sistema di hacker, o meglio cracker, che è riuscito ad infiltrarsi nei computer di grandi istituzioni finanziarie consentendo il furto di almeno 160 milioni di carte di credito e di aver causato perdite per almeno 100 milioni di dollari.

Gli attacchi

Gli imputati sono accusati di aver attaccato il Nasdaq, 7-Eleven, Carrefour, JCP, Hannaford, Heartland, Wet Seal, Commidea, Dexia, JetBlue, Dow Jones, Euronet, Visa Jordan, Global Payment, Diners Singapore e Ingenicard. Utilizzando tecniche di SQL injection, gli hacker sono stati in grado di rubare le credenziali di accesso di reti aziendali e quindi installare malware per concedere una backdoor al gruppo di accesso. Dopo l’acquisizione di numeri di carte e dati aggiuntivi, i database sono stati poi presumibilmente venduti attraverso forum online o direttamente a privati ​​ed imprese. 

Mercato in crescita

“Questo tipo di reato è la punta di diamante – ha detto il procuratore Fishman – coloro che hanno l’esperienza e la voglia di irrompere nelle nostre reti minacciano il nostro benessere, la nostra privacy e la nostra sicurezza economica. E questo caso mostra che vi è un costo reale pratico, perché questi tipi di frodi aumentano la propensione di spesa di ogni consumatore, ogni giorno. Non possiamo essere troppo vigili nè roppo prudenti “.

L'articolo “Al NASDAQ il più grande furto hacker della storia” proviene da Data Manager Online.

]]>
Zuckerberg deluso dalla Borsa, gli azionisti da lui https://www.datamanager.it/news/zuckerberg-deluso-dalla-borsa-gli-azionisti-da-lui-47901.html Wed, 12 Jun 2013 14:07:59 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/zuckerberg-deluso-dalla-borsa-gli-azionisti-da-lui/ Dopo la multa alla Nasdaq per il pasticcio dell'IPO, il CEO di Facebook affronta il suo primo incontro assembleare dinanzi agli investitori aziendali

L'articolo Zuckerberg deluso dalla Borsa, gli azionisti da lui proviene da Data Manager Online.

]]>
Dopo la multa alla Nasdaq per il pasticcio dell’IPO, il CEO di Facebook affronta il suo primo incontro assembleare dinanzi agli investitori aziendali

L’incontro arriva dopo che l’azienda ha festeggiato il mese scorso il primo anniversario dal suo debutto pubblico con tutto quello che ne è seguito, con una maxi multa da parte della SEC. Il 18 maggio del 2012 molti investitori non hanno portato a termine la compravendita delle azioni a causa di un blocco del sistema, nonostante dalle alte sfere del Nasdaq fosse arrivato l’ordine di bloccare il lancio. “Siamo consapevoli che un sacco di persone sono rimaste deluse dall’andamento del titolo – ha detto Zuck – e lo siamo anche noi“. L’incontro è servito anche a far luce, almeno internamente, su ciò che sta accadendo negli Stati Uniti sotto il nome di datagate. 

Malumori in sala

Gli azionisti hanno approvato le voci all’ordine del giorno tra cui la rielezione del board di membri: Zuckerberg al vertice, Sheryl Sandberg come capo dell’ufficio operativo, Marc Andreessen e Peter Thiel come venture capitalist e l’ingresso del CEO di Netflix Reed Hastings. All’assemblea molti azionisti individuali hanno fatto sentire il loro rammarico nei confronti del social network quotato, c’è chi ha comprato 8 mila azioni e adesso è sull’orlo del lastrico. “La nostra strategia è quella di costruire grandi applicazioni mobili – ribadito Zuckerberg – e far si che più persone siano in grado di connettersi tra loro. Il tutto condito da un forte motore pubblicitario così da trasformare le attività in monetizzazioni. Sfortunatamente non abbiamo il controllo sul prezzo delle azioni, soprattutto nel breve periodo“.

L'articolo Zuckerberg deluso dalla Borsa, gli azionisti da lui proviene da Data Manager Online.

]]>
Facebook, multa da record al Nasdaq per l’IPO https://www.datamanager.it/news/facebook-multa-da-record-al-nasdaq-lipo-47459.html Thu, 30 May 2013 19:00:17 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/facebook-multa-da-record-al-nasdaq-per-lipo/ La SEC infligge una pesante multa al listino tecnologico USA per aver violato alcune norme della mediazione in Borsa

L'articolo Facebook, multa da record al Nasdaq per l’IPO proviene da Data Manager Online.

]]>
La SEC infligge una pesante multa al listino tecnologico USA per aver violato alcune norme della mediazione in Borsa

Quando andare in Borsa porta più danni che ritorni economici. A poco più di un anno dallo sbarco sul mercato borsistico del social network, la SEC, autorità che regola i mercati azionisti statunitensi, ha inflitto una multa da 10 milioni di dollari alla Nasdaq per i problemi legati all’IPO di Facebook dopo le indiscrezioni dei mesi scorsi. La multa è la più alta nella storia commissionata dalla SEC dopo il patteggiamento del listino americano. Come afferma il New York Times, il Nasdaq paga i problemi di gestione delle azioni nei minuti antecedenti l’entrata in Borsa del network di Zuckerberg e anche dopo quando i dirigenti del listino tecnologico chiesero una “pausa” negli scambi tramite una comunicazione via email.

Come sono andati i fatti

Il 18 maggio del 2012 alcuni errori nella programmazione dei computer del Nasdaq avevano creato una confusione generale, causando uno stallo di almeno trenta ordini di azioni di Facebook per almeno due ore. Un’ulteriore blocco arrivò dalla decisione di proseguire negli scambi da parte dei responsabili della manovra, nonostante la richiesta di pausa dei vertici del listino, aumentando così lo stallo ed un’evidente perdita di compratori nelle ore successive. Ieri la Securities and Exchange Commission (SEC) ha pubblicato i risultati di un’indagine sulla IPO di Facebook, annunciando la multa di 10 milioni patteggiata dal Nasdaq OMX Group per l’accusa della violazione di numerose norme durante quel fatidico 18 maggio. 

Un overbooking senza precedenti

Oltre alla multa di 10 milioni di dollari, Nasdaq ha già accettato di pagare 62 milioni di dollari per i mediatori che hanno perso soldi a causa dei problemi nell’IPO. Anche questo non è stato sufficiente a placare la ditta che è stata danneggiata maggiormente, UBS, che sostiene di aver perso circa 356 milioni dollari a causa degli errori del Nasdaq. I problemi sono iniziati prima della IPO quando gli operatori del Nasdaq avevano testato i suoi programmi sulla base di una previsione di 40 mila. Tuttavia, al momento del trading vero e proprio, il sistema è stato inondato da almeno 496 mila ordini.

L'articolo Facebook, multa da record al Nasdaq per l’IPO proviene da Data Manager Online.

]]>
Errori all’IPO di Facebook, Nasdaq paga trader e aziende https://www.datamanager.it/news/errori-all-ipo-di-facebook-nasdaq-paga-trader-e-aziende-45448.html Mon, 25 Mar 2013 18:49:50 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/errori-allipo-di-facebook-nasdaq-paga-trader-e-aziende/ La Security and Exchange Commission ha riferito di aver dato il via libera al pagamento di 62 milioni di dollari come rimborso ai compratori nel giorno del lancio

L'articolo Errori all’IPO di Facebook, Nasdaq paga trader e aziende proviene da Data Manager Online.

]]>
La Security and Exchange Commission ha riferito di aver dato il via libera al pagamento di 62 milioni di dollari come rimborso ai compratori nel giorno del lancio

Non tutti ricorderanno che il 18 maggio 2012, quando Facabook divenne “cosa pubblica” in Borsa, un guasto tecnico ai computer del Nasdaq generarono il caos, non solo ritardando l’inizio delle negoziazioni, ma anche causando spiacevoli disagi ai primi compratori. Tali problemi avevano bloccato molti investitori che volevano comprare le azioni al momento del lancio per poi rivenderle successivamente. Il blocco, in gergo tecnico “loop”, aveva fermato per mezz’ora le transazioni de titolo di Facebook, facendo perdere molti soldi ai trader della prima ora.

La proposta del Nasdaq

Già poche ore dopo il lancio in Borsa, Nasdaq aveva fatto sapere di aver aperto un fondo per gli investitori che avevano perso soldi per i problemi tecnici e compensare così l’accaduto. Nei mesi seguenti Nasdaq arrivò a formulare una proposta di rimborso pari a 40 milioni di dollari fortemente osteggiata dalle società di servizi finanziari Ubs e Citi che chiedevano invece una compensazione totale delle perdite. Tuttavia la Sec, l’equivalente nostrano della Consob, ha ritenuto idonea la cifra (rialzata) di 62 milioni di dollari da versare ai beneficiari in contanti (cioè non in altri tipi di titoli). Gli operatori finanziari che ritengono di essere stati danneggiati dai guasti tecnici del 18 maggio hanno una settimana di tempo per presentare domanda di risarcimento al Nasdaq. Attualmente le azioni di Facebook valgono 25,34 dollari; dopo un picco di 45 dollari il titolo non ha più raggiunto il prezzo iniziale dell’iPO fissato a 38 dollari.

L'articolo Errori all’IPO di Facebook, Nasdaq paga trader e aziende proviene da Data Manager Online.

]]>
Si dimette Riccitiello: EA perde quasi il 9% https://www.datamanager.it/news/si-dimette-riccitiello-ea-perde-quasi-il-9-45333.html Wed, 20 Mar 2013 11:35:18 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/si-dimette-riccitiello-ea-perde-quasi-il-9/ “Colpa mia” – sarebbero le parole utilizzate da John Riccitiello per motivare le sue dimissioni di ieri da amministratore delegato della Electronic Arts. “Negli anni EA ha fatto notevoli progressi nella transizione a servizi e giochi digitali ed è un motivo di orgoglio personale – ha detto Riccitiello – ma sembra che arriveremo al minimo, anche sotto, del prospetto finanziario concordato a gennaio, oltre a non aver rispettato il piano operativo interno dell’anno scorso”.

L'articolo Si dimette Riccitiello: EA perde quasi il 9% proviene da Data Manager Online.

]]>
“Colpa mia” – sarebbero le parole utilizzate da John Riccitiello per motivare le sue dimissioni di ieri da amministratore delegato della Electronic Arts. “Negli anni EA ha fatto notevoli progressi nella transizione a servizi e giochi digitali ed è un motivo di orgoglio personale – ha detto Riccitiello – ma sembra che arriveremo al minimo, anche sotto, del prospetto finanziario concordato a gennaio, oltre a non aver rispettato il piano operativo interno dell’anno scorso”.

Anni difficili

La EA ha passato un periodo di certo non semplice, segnato da titoli video ludici che non hanno rispettato le promesse di vendita. Tra questi Medal of Honor: Warfighter e Dead Space 3 che, seppur apprezzati dal pubblico, non hanno portato a casa i risultati economici previsti. Non per ultime, le critiche ricevute rispetto al multiplayer di SimCity per PC che ha fatto infuriare i videogiocatori di tutto il mondo vista l’impossibilità di svolgere partite in rete. La successiva ammissione di colpa della software house e il regalo in videogiochi non ha certo spento il fuoco delle critiche.

Il successore e la Borsa

Nell’ambiente si parla già di chi prenderà il posto del CEO dimissionario. Si dice possa essere Peter Moore, già a capo della divisione di EA Sport a Chief Operating Officer di Electronic Arts. Dopo le dimissioni di Riccitiello le azioni di EA sull’indice NASDAQ sono crollate dell’8,34% con il valore che è passato da 18,74 dollari a 17,15 dollari. Anche se il valore del titolo rimane superiore a quello di lancio (14,5 dollari) si tratta comunque del calo più vistoso per l’azienda negli ultimi 19 mesi.

L'articolo Si dimette Riccitiello: EA perde quasi il 9% proviene da Data Manager Online.

]]>
Dell compra se stessa (con un piccolo aiuto di Microsoft) https://www.datamanager.it/news/dell-compra-se-stessa-con-un-piccolo-aiuto-di-microsoft-44063.html Wed, 06 Feb 2013 12:21:51 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/dell-compra-se-stessa-con-un-piccolo-aiuto-di-microsoft/ Imbarazzante il modo in cui diversi giornali generalisti e l’inevitabile strascico di “specializzati” poco inclini al fact checking, hanno presentato in Italia la decisione di Dell Computer di riacquistare se stessa in borsa con il sostegno diretto di una società di private equity - Silver Lakes (partecipazioni in Zynga, Sabre, Groupon e molte altre) - e il contributo di investitori interessati come Microsoft

L'articolo Dell compra se stessa (con un piccolo aiuto di Microsoft) proviene da Data Manager Online.

]]>
Imbarazzante il modo in cui diversi giornali generalisti e l’inevitabile strascico di “specializzati” poco inclini al fact checking, hanno presentato in Italia la decisione di Dell Computer di riacquistare se stessa in borsa con il sostegno diretto di una società di private equity – Silver Lakes (partecipazioni in Zynga, Sabre, Groupon e molte altre) – e il contributo di investitori interessati come Microsoft

Quella che tecnicamente è una operazione di leveraged buyout, cioè di acquisto di azioni con capitali propri ma sfruttando soprattutto la leva di un prestito esterno, è misteriosamente diventata, fin dal pomeriggio di ieri, 5 febbraio, una azienda (Dell) acquisita da un’altra (Microsoft) per la principesca somma di 24,4 miliardi di dollari.

Niente di tutto questo.

La verità è che 25 anni dopo essersi quotato in borsa (allora il prezzo di Ipo fu di 30 milioni) ed essere diventato negli anni 90 un “wunderkind”, un bambino prodigio del personal computer, accumulando una ricchezza personale stimata in 16 miliardi di dollari, Michael Dell ha deciso di rivolgersi ai proprietari di titoli Dell con una offerta di 13 dollari e 65 per azione. Per risparmiatori e fondi che hanno investito nel computer maker texano il guadagno è di oltre 2 dollari e mezzo, tutto sommato un buon affare rispetto al deludente corso della Dell nel listino Nasdaq. I fasti dell’industria del pc sono un ricordo lontano e Michael Dell evidentemente ha preferito cambiare tipologia di rischio.

Passando dal mercato azionario al capitale privato, Dell sarà sicuramente meno esposta alle oscillazioni della Borsa e potrà focalizzarsi sui suoi nuovi obiettivi: una azienda meno focalizzata sull’hardware e con maggiore vocazione ai servizi. L’altro lato della medaglia è che i titoli azionari che ora non ci saranno più potevano servire per ricompensare il management e per finanziare eventuali acquisizioni (Dell ha già investito 9 miliardi in tre anni per rilevare diverse società).

Il ruolo di Microsoft è evidentemente quello di parte interessata. Forte del suo prestito di 2 miliardi, gli ingegneri del software di Redmond avranno sicuramente più voce in capitolo sulle architetture messe a punto nel Texas a supporto di un sistema operativo, Windows, radicalmente rinnovato. Ci sarà però un risvolto incerto anche per Microsoft, che con questa operazione di forte avvicinamento a Dell forse rischia di incrinare le buone relazioni con aziende come Hp, in una fase in cui sia a livello server, sia nel segmento client, gli scenari per lo storico abbinamento “Wintel” stanno rapidamente evolvendosi.

L'articolo Dell compra se stessa (con un piccolo aiuto di Microsoft) proviene da Data Manager Online.

]]>