petizione online – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 08 Nov 2018 16:05:07 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png petizione online – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Change.org sotto indagine per il trattamento dei dati https://www.datamanager.it/2016/07/change-org-indagine-trattamento-dei-dati/ Thu, 28 Jul 2016 13:45:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=107006 Il Garante della privacy ha aperto un’indagine su come Change.org raccoglie e protegge i dati dei firmatari e promotori delle petizioni online Change.org è una delle piattaforme di petizioni online più importanti a livello globale. Solo in Italia il portale conta oltre 5 milioni di utenti e ogni giorno vengono caricate richieste a governi e istituzioni […]

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Il Garante della privacy ha aperto un’indagine su come Change.org raccoglie e protegge i dati dei firmatari e promotori delle petizioni online

Change.org è una delle piattaforme di petizioni online più importanti a livello globale. Solo in Italia il portale conta oltre 5 milioni di utenti e ogni giorno vengono caricate richieste a governi e istituzioni in ambito sociale e politico. Il Garante della privacy vuole però conoscere quale sia il trattamento dei dati degli utenti previsti dal servizio e gli ha quindi recapitato un’istruttoria in cui elenca gli ambiti dove desidera ricevere chiarimenti.

Nello specifico il Garante vuole capire come viene tutelata la privacy dei firmatari delle petizioni e come vengono informati sulle regole riguardo la protezione dei dati personali. L’autorità inoltre ha chiesto il numero effettivo degli utenti italiani e dove sono situati i server che ne immagazzinano i dati e quali misure di sicurezza sono previste per la loro protezione.

Change.org ha immediatamente risposto al Garante tramite una dichiarazione a L’Espresso e si dice pronta a collaborare con l’autorità per la privacy. “Operiamo in maniera pulita. – ha dichiarato l’organizzazione – Non c’è nessun gioco sporco dietro a quello che facciamo. Anche se sappiamo bene che purtroppo il fango fa sempre più clamore, voglio sperare che ci siano ancora tante persone che vogliano ascoltare i fatti, prima di giudicare. Nessuno, per aver firmato una petizione su Change.org, ha poi ricevuto una email commerciale. C’è chi lo permette, noi non lo permettiamo”.

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Facebook: petizione contro lo status “Mi sento grasso” https://www.datamanager.it/2015/03/facebook-petizione-contro-status-mi-sento-grasso/ Mon, 09 Mar 2015 17:59:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71020 Una petizione online chiede a Facebook di eliminare l’icona dello status “mi sento grasso” in quanto invia un messaggio pericoloso Qualche tempo fa Facebook ha introdotto la possibilità di enfatizzare le emozioni espresse attraverso gli status con alcune emoticon. La novità è stata ben accolta da moltissimi utenti ma ora qualcuno comincia a pensare che […]

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Una petizione online chiede a Facebook di eliminare l’icona dello status “mi sento grasso” in quanto invia un messaggio pericoloso

Qualche tempo fa Facebook ha introdotto la possibilità di enfatizzare le emozioni espresse attraverso gli status con alcune emoticon. La novità è stata ben accolta da moltissimi utenti ma ora qualcuno comincia a pensare che alcuni di questi smile possano trasmettere un messaggio negativo. In particolare, è l’emoticon “felling fat” (mi sento grasso) a finire sul banco degli imputati.

Il web contro Facebook: “Sentirsi grassi non è un sentimento”

Su Change.org è nata una petizione per chiedere a Facebook di eliminare lo smile “mi sento grasso” perché porterebbe gli utenti a vergognarsi del proprio corpo. Gli autori di questa campagna, che hanno lanciato su Twitter l’hashtag #FatisNotaFelling, sottolineano come sentirsi grassi non è un sentimento e questo tipo di messaggio potrebbe spingere le persone più fragili verso disturbi del comportamento alimentare. Al momento il social network, che resto inizierà un’opera di pulizia dai falsi like alle pagine, non ha rilasciato commenti.

Anche Apple è stata molto criticata per le sue emoji. L’azienda di Cupertino, che a giugno lancerà una nuova versione di iTunes, ha dovuto realizzare nuove icone per rappresentare al meglio la diversità di genere, razza e orientamento sessuale e nonostante ciò è stata attaccata dalle persone dai capelli rossi in quanto si sentono poco considerate.

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Altroconsumo ricorre al Tar per l’equo compenso https://www.datamanager.it/news/altroconsumo-ricorre-al-tar-lequo-compenso-57610.html Wed, 25 Jun 2014 14:09:23 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/altroconsumo-ricorre-al-tar-per-lequo-compenso/ Altroconsumo è pronta a ricorrere al Tar del Lazio per annullare il decreto che aumenta le tariffe sull’equo compenso, il contributo sui dispositivi elettronici per risarcire la SIAE delle copie private Altroconsumo non ci sta. Dopo la firma del decreto che ritocca verso l’alto le tariffe dell’equo compenso da parte del ministro per i Beni […]

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Altroconsumo è pronta a ricorrere al Tar del Lazio per annullare il decreto che aumenta le tariffe sull’equo compenso, il contributo sui dispositivi elettronici per risarcire la SIAE delle copie private

Altroconsumo non ci sta. Dopo la firma del decreto che ritocca verso l’alto le tariffe dell’equo compenso da parte del ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini, che ha istituito un fondo per la formazione digitale dei giovani nel settore della cultura, l’associazione che si batte per i diritti dei consumatori ha deciso di fare ricorso al Tar del Lazio per annullare un provvedimento considerato “illogico, illegittimo, contrario agli interessi dei consumatori e contro lo sviluppo dell’innovazione tecnologica”.

Altroconsumo: “L’equo compenso è ingiusto, ricorreremo al Tar”

L’equo compenso è un contributo da riconoscere alla SIAE come indennizzo per ogni dispositivo elettronico in grado di realizzare una copia privata. Altroconsumo, che si è sempre battuta contro questa “tassa”, lo ritiene un provvedimento “ingiusto e obsoleto” e chiede ai cittadini di partecipare alla petizione online per annullarlo.

“Ricorreremo al Tar per annullare questo ennesimo regalo alla SIAE pagato coi soldi dei cittadini. – si legge sul sito dell’associazione – Si tratta di una vera e propria tassa su smartphone e tablet che passano entrambi a 4 euro, e che andrà ad appesantire la spesa dei consumatori italiani per dispositivi e strumenti tecnologici per oltre 100 milioni di euro all’anno. Sostienici in questa battaglia e firma la nostra petizione”.

Altroconsumo inoltre sottolinea come l’aumento delle tariffe non sia stato richiesto dall’Europa. Sebbene nel Vecchio Continente vi sono Paesi dove il contributo è più alto, come Francia e Germania, in altri l’equo compenso non esiste (Regno Unito) o è stato da poco eliminato (Spagna).

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Stati Generali della Memoria Digitale: regole tecniche cercasi disperatamente https://www.datamanager.it/news/stati-generali-della-memoria-digitale-regole-tecniche-cercasi-disperatamente-48536.html Wed, 03 Jul 2013 12:48:06 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/07/stati-generali-della-memoria-digitale-regole-tecniche-cercasi-disperatamente/ Gli Stati Generali della Memoria Digitale lanciano una petizione per ottenere una celere emanazione delle Regole tecniche sulla conservazione documentale

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Gli Stati Generali della Memoria Digitale lanciano una petizione per ottenere una celere emanazione delle Regole tecniche sulla conservazione documentale

Gli Stati Generali della Memoria Digitale promuovono attraverso il loro sito www.memoriadigitale.eu una petizione online per sbloccare l’iter delle Regole tecniche sulla conservazione digitale dei documenti, da tempo arenate sul tavolo di non si sa più quale ministero o ente competente.

La petizione rappresenta un’azione concreta per dare voce all’esigenza diffusa di indicazioni univoche e chiare che rendano i processi di conservazione digitale nella PA omogenei, efficaci e sicuri.

La Pubblica Amministrazione si ritrova oggi ad affrontare, senza avere dei precisi dettami tecnici da seguire, obblighi di digitalizzazione sempre più pressanti e a gestire una mole crescente di documenti informatici, che spesso non vengono conservati a norma o per i quali si utilizzano sistemi ibridi poco sicuri ed economicamente svantaggiosi: tutto ciò non può che nuocere alla permanenza e sicurezza dei nostri dati.

La petizione si pone l’obiettivo di raccogliere mille firme da presentare ai maggiori esponenti istituzionali coinvolti, per sensibilizzare la loro attenzione su questo argomento.

La necessità di regole tecniche costituisce uno dei 14 princìpi del Manifesto degli Stati Generali della Memoria Digitale, piattaforma interassociativa, promossa da ANORC (Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione digitale dei documenti) che riunisce associazioni e organizzazioni italiane nel comune obiettivo di ottenere nel nostro Paese lo sviluppo di serie politiche di innovazione digitale che passino da un’archiviazione e conservazione di informazioni, dati e documenti digitali corrette e affidabili nel tempo.

Fondatori Stati Generali della Memoria Digitale: ANORC, AIDA, AIOP, AIPSI, AISIS, Alleanza per Internet, ANDIG, ANDIP, APIHM, Assinform, Assintel, Assosoftware, Fondazione Magna Carta, Circolo Giuristi Telematici, Club TI, CoInFo, Compagnia delle Opere, Confindustria digitale, CSA IT, Istituti Italiano Privacy, Isbem, SIT, SOS Archivi e Biblioteche, Stati Generali dell’Innovazione.

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Greenpeace: una petizione e un documentario per salvare le api https://www.datamanager.it/news/greenpeace-una-petizione-e-un-documentario-salvare-le-api-47737.html Fri, 07 Jun 2013 09:25:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/greenpeace-una-petizione-e-un-documentario-per-salvare-le-api/ L’organizzazione a difesa dell’ambiente ha creato un sito dove firmare una petizione per fermare l’uso dei pesticidi che ne provocano la moria. Con il portale è stato realizzato un documentario sulla vita di questi insetti impollinatori

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L’organizzazione a difesa dell’ambiente ha creato un sito dove firmare una petizione per fermare l’uso dei pesticidi che ne provocano la moria. Con il portale è stato realizzato un documentario sulla vita di questi insetti impollinatori

Greenpeace si mobilita in difesa delle api. L’organizzazione pro ambiente chiede il bando definitivo dei pesticidi che stanno uccidendo gran parte di questi insetti impollinatori. L’Ue ha deciso di bloccare l’uso dei neonicotinoidi, pericolosi anche per i piccoli animali, per due anni a partire dal prossimo dicembre. Questo però è solo un piccolo passo per la salvaguardia di questi insetti fondamentali per il ciclo naturale.

La petizione

Greenpeace ha creato il sito www.salviamoleapi.org per raccogliere un milione di firme per fermare l’uso dei pesticidi più dannosi per le api. Il documento sarà poi inviato al ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Nunzia De Girolamo. “Le api e gli altri insetti impollinatori – spiega Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace – sono i migliori alleati degli agricoltori. Per fermare il loro declino, dobbiamo vietare l’uso dei pesticidi più dannosi e investire invece sulla sostenibilità”. Il portale contiene anche le testimonianze di apicoltori che raccontano con preoccupazione il fenomeno della moria delle api.

More than Honey

Nel sito è presente anche il primo trailer del documentario “More than Honey”. Il lungometraggio, girato dal regista svizzero Markus Imhoof, permette di vedere, con immagini mai viste prima, l’interno degli alveari e il dramma delle api minacciate dai pesticidi.

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Hacker contro la petizione per Beppe Grillo https://www.datamanager.it/news/hacker-contro-la-petizione-beppe-grillo-44823.html Mon, 04 Mar 2013 16:12:45 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/hacker-contro-la-petizione-per-beppe-grillo/ Un pirata ha inserito migliaia di firme false nella petizione online promossa da Viola Tesi per spingere il leader del M5S ad accettare un governo di coalizione con il Partito Democratico

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Un pirata ha inserito migliaia di firme false nella petizione online promossa da Viola Tesi per spingere il leader del M5S ad accettare un governo di coalizione con il Partito Democratico

Il sito Change.org ha reso noto che la petizione lanciata dalla grillina Viola Tesi, che ad oggi ha quasi 157mila sostenitori, è stata colpita da un hacker.

“Grillo accordati con il PD”

La petizione vuole spingere il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo ad accordarsi con il capo gruppo del Partito Democratico Pierluigi Bersani per formare un governo di coalizione stabile. L’hacker ha attuato “un attacco spam su larga scala”, come ha sottolineato il direttore delle campagne su Change.org Salvatore Barbera, inserendo numerose false firme. L’attacco è stato però subito riconosciuto e sventato.

Gli hacker in Italia

Questo non è il primo attacco hacker in Italia negli ultimi mesi. Anonymous aveva violato il sito del tribunale di Milano, salvo poi vedersi manomettere il proprio profilo Twitter.

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Take Action: Google difende la libertà della rete https://www.datamanager.it/news/take-action-google-difende-la-libert-della-rete-42285.html Thu, 22 Nov 2012 09:30:29 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/11/take-action-google-difende-la-liberta-della-rete/ Google lancia la petizione online Take Action per opporsi alla revisione dei trattati di regolamentazione di Internet da parte delle Nazioni Unite

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Google scende in campo per difendere la libertà di Internet. Secondo il motore di ricerca di Mountain View, infatti, la conferenza delle Nazioni Unite che si terrà il prossimo 3 dicembre, porrebbe seri rischi a “una rete libera e aperta”.

Conferenza Mondiale sulle Telecomunicazioni Internazionali (WCIT)

I rappresentanti dei governi delle Nazioni Unite si incontreranno dal 3 al 14 dicembre a Dubai in occasione della Conferenza Mondiale sulle Telecomunicazioni Internazionali (WCIT) con l’obiettivo di siglare un trattato globale sull’informazione e la comunicazione. Google sostiene che alcuni governi chiederanno che il controllo di Internet venga assunto dall’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU) “aumentando i costi di accesso e intervenendo sui diritti umani online”.

Google non ci sta

Nonostante l’ONU garantisca che nessuna modifica sarà varata senza un consenso globale, Google decide di far sentire la sua voce e lo fa lanciando la petizione online Take Action: “Per un mondo libero e aperto è necessaria una Rete libera e aperta,” scrive Google. “Ma non tutti i governi sostengono la rete Internet libera e aperta. Alcuni di questi governi cercheranno di sfruttare un incontro a porte chiuse che avrà luogo a dicembre per regolamentare Internet. Le proposte di modifica del trattato potrebbero autorizzare la censura e minacciare l’innovazione. L’ITU non è il posto giusto per decidere del futuro della Rete: la regolamentazione di Internet dovrebbe essere aperta e partecipativa, proprio come Internet.”

A rischio la Net Neutrality

Un ulteriore motivo di preoccupazione per Google deriva dal fatto che l’Agenzia delle Nazioni Unite prevede di ridiscutere dei vecchi trattati pluridecennali che limiterebbero la libertà di accesso alla rete: “L’agenzia delle Nazioni Unite ITU, che riunisce le autorità di regolamentazione di tutto il mondo, ha in programma di rinegoziare un trattato vecchio di decenni. Alcune proposte potrebbe permettere ai governi di censurare siti e argomenti legittimi, o anche consentire loro di bloccare l’accesso a internet“.

Secondo Google, inoltre, a seguito della discussione dei vecchi trattati, alcuni grandi nomi del web come Facebook, YouTube e Skype potrebbero trovarsi a dover pagare gli operatori mondiali per poter essere presenti in ogni Paese. “Altre proposte richiederebbero a servizi come YouTube, Facebook o Skype di dover pagare per potersi estendere oltre i confini attuali, una decisione che potrebbe limitare l’accesso alle informazioni in particolare nei mercati emergenti“, è quanto sostiene Google.

 

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