Pietro Scott Jovane – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 08 Nov 2018 11:16:19 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Pietro Scott Jovane – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 TIM: Pietro Scott Jovane nuovo Chief Commercial Officer https://www.datamanager.it/2018/03/tim-pietro-scott-jovane-chief-commercial-officer/ Wed, 21 Mar 2018 10:18:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144091 TIM comunica che, da metà aprile, Pietro Scott Jovane entrerà a far parte del Gruppo con il ruolo di Chief Commercial Officer. Pietro Scott Jovane opererà a diretto riporto dell’Amministratore Delegato Amos Genish, e avrà la responsabilità di sviluppare la strategia commerciale dell’azienda riguardante tutta l’offerta Consumer/Small Enterprise, Business/Top Clients e Multimedia Entertainment, con l’obiettivo […]

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TIM comunica che, da metà aprile, Pietro Scott Jovane entrerà a far parte del Gruppo con il ruolo di Chief Commercial Officer.

Pietro Scott Jovane opererà a diretto riporto dell’Amministratore Delegato Amos Genish, e avrà la responsabilità di sviluppare la strategia commerciale dell’azienda riguardante tutta l’offerta Consumer/Small Enterprise, Business/Top Clients e Multimedia Entertainment, con l’obiettivo di accelerare la convergenza tra contenuti e piattaforme di distribuzione. A Pietro Scott Jovane faranno inoltre riferimento le attività relative al posizionamento e allo sviluppo del Brand.

Precedentemente Pietro Scott Jovane ha maturato una profonda esperienza in ambito media, tecnologia e e-commerce ricoprendo, tra gli altri, il ruolo di Group Controller in Seat Pagine Gialle, CEO di Microsoft Italia, CEO di RCS Mediagroup, e più recentemente CEO in ePRICE.

Pietro Scott Jovane non risulta titolare di azioni della società.

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Pietro Scott Jovane entra in Banzai https://www.datamanager.it/2015/10/pietro-scott-jovane-entra-in-banzai/ Fri, 16 Oct 2015 07:18:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=86026 Il Consiglio di Amministrazione di Banzai ha assunto l’impegno a nominare Pietro Scott Jovane Amministratore Delegato di Banzai a seguito della sua nomina a membro del Consiglio di Amministrazione da parte dell’Assemblea dei Soci, e ne ha deliberato l’assunzione con il ruolo di Direttore Generale Il Consiglio di Amministrazione di Banzai ha deliberato: − che […]

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Il Consiglio di Amministrazione di Banzai ha assunto l’impegno a nominare Pietro Scott Jovane Amministratore Delegato di Banzai a seguito della sua nomina a membro del Consiglio di Amministrazione da parte dell’Assemblea dei Soci, e ne ha deliberato l’assunzione con il ruolo di Direttore Generale

Il Consiglio di Amministrazione di Banzai ha deliberato:

− che Pietro Scott Jovane assuma il ruolo di Direttore Generale a partire dal 16 Ottobre 2015;

− di assumere l’impegno, a seguito della nomina di Pietro Scott Jovane a membro del Consiglio di Amministrazione da parte dell’Assemblea, a nominarlo Amministratore Delegato della Società;

− che, a seguito dell’Assemblea, Paolo Ainio assuma il ruolo di Presidente Esecutivo;

− di assegnare a Jovane 1.300.000 stock option, rivenienti dalla seconda tranche del piano “Banzai Stock Option Plan 2015 – 2019”, esercitabili a fronte del pagamento alla Società del prezzo di esercizio e subordinatamente al raggiungimento degli obiettivi di performance indicati dal Consiglio di Amministrazione;

− di convocare l’Assemblea Ordinaria dei Soci per il giorno 25 novembre alle ore 15.00, in un’unica
convocazione, per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

1. Aumento del numero dei membri del Consiglio di Amministrazione da sette a otto. Deliberazioni inerenti e conseguenti;

2. Nomina di un amministratore;

3. Ri-determinazione del compenso dei membri del Consiglio di Amministrazione. Deliberazioni inerenti e conseguenti.

Paolo Ainio, Presidente di Banzai ha così commentato: “Pietro ed io torniamo a lavorare insieme dopo più di dieci anni e sono molto felice, anche in qualità di principale azionista e fondatore della Società, che abbia accettato di entrare a far parte della squadra di Banzai confermando così la nostra capacità di attrarre talenti. Banzai con questo ingresso – prosegue Paolo Ainio – arricchisce ulteriormente il proprio management e può contare sull’apporto di un eccellente e stimato manager, da sempre vicino al mondo digitale, che ha maturato esperienze di valore negli ultimi anni. Sono certo che Pietro darà un
importante contributo all’ulteriore sviluppo di Banzai in una fase di accelerazione della crescita della Società rafforzando la nostra capacità di raggiungere gli obiettivi indicati in occasione della quotazione avvenuta lo scorso febbraio. Con il suo arrivo si rafforza ulteriormente il team manageriale permettendomi di concentrarmi maggiormente sulla strategia di sviluppo e sull’evoluzione del prodotto. Da principale azionista e Presidente Esecutivo della Società, il mio coinvolgimento in Banzai rimarrà quello di sempre, così come il mio impegno alla crescita nel lungo periodo”.

Pietro Scott Jovane ha commentato: “Sono molto attratto da questa nuova esperienza che mi darà la possibilità di misurarmi con un mercato, come quello dell’e-Commerce, che sta vivendo un trend di forte crescita e dove Banzai sta giocando un ruolo di primissimo piano”. “Torno a lavorare con Paolo e con molti manager che conosco bene – prosegue Pietro Scott Jovane – e che in questi anni hanno costruito il leader italiano nell’e-Commerce. Tutti insieme lavoreremo per generare valore per gli azionisti accelerando la crescita della società nel solco avviato in questi anni, cogliendo le opportunità che certamente si presenteranno e consolidando quindi la posizione di leadership”.


 

Pietro Scott Jovane, nato nel 1968 a Cambridge (USA), laureato in Economia e Commercio e sposato con due figli. Dal Luglio 2012 al 15 Ottobre 2015 ha ricoperto la carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale di RCS MediaGroup S.p.A. E’ stato componente del Comitato di Presidenza di FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) e rappresentante del Consiglio Federale FIEG per il settore Multimedialità e Sviluppo del Prodotto. Consigliere di Amministrazione di Cefriel, dell’Istituto Europeo di Oncologia, di Audipress, dell’Agenzia Ansa, Membro di Giunta di Confindustria e del Consiglio Direttivo di Assolombarda, oltre a Componente del Comitato di Indirizzo dell’Osservatorio Permanente Giovani – Editori. In Microsoft dal 2003 con la carica di Chief Financial Officer, vi ha poi ricoperto i ruoli di Direttore Commerciale (Mercato Telecom e Media Italia), di Country Manager MSN & Windows Live e dal 2008 di Chief Executive Officer Italia. Precedentemente, dal 2000 al 2003, ha ricoperto la carica di Chief Financial Officer Divisione Internet in Matrix, nel Gruppo Seat / Telecom Italia. E’ stato inoltre Chief Financial Officer USA, Canada e Messico per Gianni Versace S.p.A. e Tesoriere di Gruppo in Pilkington.E’ consigliere di Oxfam Italia.

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Innovazione tecnologica e privacy degli utenti: un connubio vincente https://www.datamanager.it/news/microsoft/innovazione-tecnologica-e-privacy-degli-utenti-un-connubio-vincente Thu, 22 Sep 2011 15:12:21 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/09/innovazione-tecnologica-e-privacy-degli-utenti-un-connubio-vincente/ Microsoft Italia, in collaborazione con Glocus e la Fondazione Magna Carta, promuove il confronto tra mercato e istituzioni sul tema della privacy on line

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Microsoft Italia, in collaborazione con Glocus e la Fondazione Magna Carta, promuove il confronto tra mercato e istituzioni sul tema della privacy on line

Il tema della privacy continua ad essere al centro dell’attenzione degli internauti italiani: il 92% degli utilizzatori abituali della Rete, infatti, è consapevole delle possibili criticità – ma ben il 51% ritiene che la privacy sia sempre a rischio, sia nella vita online sia in quella offline, contro un 35% (percentuale che sale al 47% nel caso dei giovani) che considera invece la Rete un ambiente meno sicuro. Furto di dati bancari (68%) e di dati sensibili (66%), seguiti dal timore di lettura della posta elettronica (30%), tracciabilità degli spostamenti grazie alle nuove tecnologie di geolocalizzazione (12%) fino al monitoraggio dei siti visitati in Rete (12%) sono le violazioni che suscitano preoccupazioni tra gli utenti.

E per tutelarsi? Gli utenti online si affidano prevalentemente a comportamenti di buon senso quali l’utilizzo di password complesse (57%), la non lettura di mail sospette (57%) o l’installazione e l’aggiornamento di firewall e anti-virus (55%), mentre risultano meno utilizzate le innovative funzioni legate alle caratteristiche del browser come la possibilità di tenere sotto controllo i cookies (10%) o settare il livello di protezione (11%). E’ grande, infine, la fiducia che ripongono negli enti (58%) o Istituzioni Politiche (22%), considerati responsabili della tutela delle privacy.

Sono solo alcuni dei principali risultati emersi dal’indagine “Instant Poll sull’Online Privacy”, presentata  nell’ambito del convegno “Tutela del consumatore e sviluppo delle nuove tecnologie”, promosso da Microsoft Italia, in collaborazione con Glocus e Fondazione Magna Carta, presso la Camera dei Deputati.

I lavori del convegno sono stati aperti da Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato di Microsoft Italia e sono proseguiti con la presentazione dei risultati della ricerca a cura di Laura Salvaderi, Istituto di Ricerca Synovate. La giornata si è conclusa con la tavola rotonda moderata da Pietro Paganini, Segretario generale dell’Istituto Italiano per la Privacy, cui hanno partecipato Linda Lanzillotta, Presidente Glocus, Gaetano Quagliariello, Presidente d’Onore Fondazione Magna Carta, Rosario Imperiali, Presidente Comitato Scientifico Istituto Italiano Privacy, Luigi Montuori, Vice Segretario generale Dipartimento comunicazione e telematiche – Garante per la protezione dei dati personali, Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum.

La ricerca, interessante punto di partenza per il confronto sul tema e la condivisione delle sfide per la tutela del consumatore tra tutti i presenti, è stata condotta con l’obiettivo di approfondire l’utilizzo di Internet da parte degli utenti stessi, comprendere il loro livello di consapevolezza in merito al tema della privacy online e indagare il ruolo delle Istituzioni e dell’industria sul tema.

Dalla ricerca è emerso, infatti, un utilizzo sempre più diffuso e differenziato della Rete: gli internauti italiani dichiarano, nel 93% dei casi, di navigare tutti i giorni, tramite PC da casa (95%) o dal luogo di lavoro (48%), per una media di circa 2 ore e 40 minuti per ogni volta che ci si connette. Utilizzano Internet per numerose e differenti tipologie di attività in ambito entertainment, servizi, informazione: posta elettronica (93%), ricerca di informazioni (83%), social networking (63%), acquisti e pagamenti bollette (53%), messaggistica istantanea (50%), partecipazione a community e forum online (45%), musica e video online (38%), gaming online (38%).

“Sono convinta che la privacy dei dati in rete sia una delle policy più importanti per dare fiducia al mercato, ma in primis ai cittadini/consumatori/utenti della rete. Sul piano internazionale, il legislatore e l’autorità devono farsi carico di stabilire regole per garantire agli utenti/aziende la loro privacy ed, al tempo stesso, far crescere l’economia digitale. Il cloud e’ solo un “casus belli” ed un domani, in presenza di nuove evoluzioni, ci troveremo di fronte ad ulteriori progressi e mezzi. Per questo, l’innovazione non può prescindere da una governance della privacy, né tanto meno dalla sicurezza del web” – On. Linda Lanzilotta, Presidente di Glocus.

“La Rete è uno straordinario strumento che continua a rivoluzionare il nostro modo di vivere, lavorare, informarci, relazionarci. Da sempre, il nostro impegno è di offrire soluzioni per poter sfruttare appieno tutte le potenzialità della tecnologia, ma, nel contempo, garantire la massima sicurezza e privacy dei consumatori”, ha commentato Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato di Microsoft Italia. “In particolare, abbiamo migliorato il livello di privacy del nostro browser, la porta di accesso al ricco mondo della rete, dando agli utenti nuovi strumenti per tutelarli dai rischi provenienti dal monitoraggio delle loro attività di navigazione online. Siamo pertanto convinti che attraverso la continua evoluzione tecnologica, unita a una proficua e continuativa collaborazione tra aziende e istituzioni sul tema, si possa favorire l’innovazione del paese tutelando nel contempo la privacy dei consumatori “.

“Internet è ormai uno strumento di comunicazione universale utilizzato da tutti, compresi coloro che non hanno conoscenze tecnologiche specifiche e che non sono in grado di difendere la propria privacy. Le grandi aziende informatiche hanno, quindi, il dovere di inserire fra le loro attività la tutela del singolo cittadino con strumenti trasparenti, di facile uso e soprattutto di comprovata funzionalità. Per riuscirci non possono operare da soli, ma devono creare relazioni stabili con chi rappresenta gli interessi dei consumatori per realizzare un dialogo fattivo, che garantisca una diffusa e corretta informazione e produca sistemi e attività di tutela concordati, che siano, poi, veramente funzionali e utilizzabili dal consumatore”, ha commentato Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum.

“La tecnologia non è un’arma impropria”, ha commentato Rosario Imperiali, Presidente del Comitato Scientifico dell’Istituto Italiano Privacy. “Il dibattito tra tecnologie “buone” e “cattive” talvolta pone in retrospettiva la sostanziale neutralità dello strumento. Una neutralità che, tuttavia, si gioca pienamente solo nella fase della ideazione ingegneristica, potendo essere già compromessa in quelle successive della applicazione industriale e della implementazione commerciale. Anche il legislatore, per soddisfare economicità ed efficacia del suo intervento, spinge a veder inserita la compliance tra gli standard industriali. Per agevolare questo processo è imprescindibile una nuova alleanza con la pa, l’impresa ed i consumatori”.

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Microsoft presenta il Consumer Channel Group https://www.datamanager.it/news/microsoft/microsoft-presenta-il-consumer-channel-group Mon, 12 Sep 2011 15:32:32 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/09/microsoft-presenta-il-consumer-channel-group/ L’asso vincente di Microsoft per il mercato consumer

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L’asso vincente di Microsoft per il mercato consumer

Microsoft Italia presenta la divisione Consumer Channel Group il nuovo volto consumer dell’azienda. Sotto la guida di Silvano Colombo, Direttore del Consumer Channel Group che risponde all’Amministratore Delegato Pietro Scott Jovane, la struttura avrà il compito di dare ancora più slancio ed efficacia alla strategia e alle attività di Microsoft Italia sul fronte consumer. Della squadra fanno parte: Evita Barra, Direttore della divisione Retail Sales & Marketing, Fabrizio Fassone, Direttore della Divisione OEM, Davide Salmistraro, Direttore della divisione Windows & Office Channel Strategy, e Andrea Rubei, Direttore di Operator Channel, con Stefania Duico responsabile di Windows Phone.

Tra le priorità del Consumer Channel Group un’attenzione particolare va al canale distributivo per quanto riguarda dispositivi, software e servizi, come Windows PC, Office, Windows Phone, Xbox e i prodotti hardware come mouse, tastiere e webcam. Il team guidato da Silvano Colombo gestirà anche i rapporti con gli OEM, i retailer, gli operatori telefonici e i partner di canale.

L’obiettivo della nuova divisione è confermare il ruolo chiave della società nel mercato consumer e mostrare come le tecnologie Microsoft siano in grado di indirizzare le necessità dei consumatori in termini di intrattenimento, comunicazione e produttività, grazie a una maggiore semplificazione dell’integrazione di prodotti e soluzioni ampiamente diffuse e già utilizzate da milioni di italiani. Integrazione che ben rappresenta la strategie dell’azienda verso un’offerta completa che racchiuda cloud, device e online in un solo brand, continuando a portare innovazione nel settore.

Evita Barra, nuovo Direttore della Divisione Retail Sales & Marketing, sarà responsabile per il business legato al consumer retail in Italia con l’obiettivo di continuare l’espansione e la diffusione dei prodotti consumer Microsoft nel mercato italiano, sia per quanto concerne il settore Gaming & Devices sia quello mobile e software. In Microsoft dal 2005 come Marketing Manager prima della console Xbox 360 e dei relativi giochi e poi della Divisione Entertainment & Devices, divenuta poi Retail Sales & Marketing, Evita ha seguito da vicino i lanci di successo della console Xbox 360 nel 2005 e di Kinect nel 2010 e di tutta la linea hardware che comprende mouse, tastiere e webcam. Classe 1973, Evita Barra si è laureata all’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano nel 1996 e ha iniziato la propria carriera professionale in ambito IT nel settore Marketing e Retail Trade , maturando esperienze nel Gruppo Raphael, Tech Data e poi in Logitech.

Fabrizio Fassone, in Microsoft dal 1995, è confermato alla guida della divisione OEM (Original Equipment Manufacterers) con l’incarico di sviluppare la relazione con i produttori e i distributori di PC e Server nazionali e multinazionali. La divisione OEM collabora, infatti, con i partner per promuovere la preinstallazione di sistemi operativi e applicazioni Microsoft su PC, server, dispositivi mobili e prodotti di elettronica di consumo. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Roma, Fassone precedentemente ha lavorato in IBM per sei anni. In Microsoft è stato Direttore del Communication Sector per poi passare nella divisione Enterprise & Partner Group con la qualifica di Direttore della Specialist Team Unit.

Ad Andrea Rubei, in qualità di nuovo direttore della divisione Operator Channel, va il compito di incrementare il business nel portfolio B2C e B2B sul fronte mobile con la responsabilità di gestire lo sviluppo degli accordi con gli Operator Channel partner. Rubei è arrivato in Microsoft nel gennaio di quest’anno e proviene da BroadVision dove ha ricoperto per quattro anni il ruolo di Vice President & General Manager per l’area EMEA. All’interno della divisione Operator Channel, la responsabilità di Windows Phone Business Group Lead viene affidata a Stefania Duico. Compito fondamentale per lei sarà strutturare i progetti e le iniziative specifiche e indirizzare le strategie relative a Windows Phone nel mercato italiano. Stefania Duico proviene dalla divisione C&O dove ha lavorato come Consumer Marcom Leader occupandosi di tutte le strategie di comunicazione marketing per Windows, Windows Phone e i servizi online. In precedenza ha ricoperto il ruolo di Marketing Communication Manager in BMO.

Infine, Davide Salmistraro diventa il referente per Windows & Office Channel Strategy. Tra i suoi compiti l’armonizzazione e gestione dei prodotti; inoltre, Salmistrato sarà il riferimento per le strategie relative ai processi di acquisto e alla gestione del ciclo di vita dei prodotti nel canale. Un altro degli obiettivi è di pianificare un approccio unificato all’interno dei canali consumer e per massimizzare i ricavi e raggiungere gli obiettivi di market share. In Microsoft da dieci anni, Davide Salmistraro ha ricoperto diverse posizioni all’interno dell’azienda. In precedenza è stato per dieci anni in Novell.

Silvano Colombo, dando il benvenuto alla sua nuova squadra, ha dichiarato: “Sono davvero onorato di iniziare questa nuova avventura, condividendo gli ambiziosi obiettivi che ci siamo dati, con un team di professionisti esperti e capaci. La nuova divisione Consumer Channel Group vuole essere una presenza forte sul mercato e mostrare come Microsoft sia, ancora più di prima, impegnata nel mondo consumer. Abbiamo le persone e i prodotti giusti per fare molto bene e per continuare a essere i leader nell’innovazione e un modello di riferimento per il settore. Siamo certi che i prossimi mesi vedranno una presenza forte da parte di Microsoft in tutti i segmenti rilevanti, dalle console per i videogiochi al mobile, dai sistemi operativi all’hardware”.

Grazie alle nuova divisione Consumer Channel Group, la filiale italiana di Microsoft sarà ancora più vicina alle esigenze dei molteplici target di riferimento: dai consumatori finali ai gamer, dagli OEM ai retailer ai rivenditori, passando dagli operatori telefonici.

“Con questa nuova struttura offriremo al mercato e ai consumatori finali l’innovazione delle nostre tecnologie per comunicare, divertirsi e lavorare con il PC, la console e i device mobili che fanno parte ormai parte della nostra quotidianità, ha dichiarato Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato Microsoft Italia. “Sono certo che Silvano Colombo e la sua squadra contribuiranno a rendere sempre più digitale e interattiva la vita di milioni di italiani”.

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Microsoft: domani tutti i dipendenti lavoreranno da casa https://www.datamanager.it/news/microsoft/microsoft-domani-tutti-i-dipendenti-lavoreranno-da-casa Wed, 01 Dec 2010 15:20:39 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2010/12/microsoft-domani-tutti-i-dipendenti-lavoreranno-da-casa/ Domani è "Home Office Day": tutti i dipendenti delle sedi italiane di Microsoft lavoreranno da casa

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Domani è “Home Office Day”: tutti i dipendenti delle sedi italiane di Microsoft lavoreranno da casa

In occasione della disponibilità della nuova piattaforma di comunicazione Lync, una soluzione destinata a rivoluzionare le comunicazioni aziendali, Microsoft Italia lancia il 1 dicembre la prima giornata dedicata all’Home Office, un’iniziativa che intende promuovere l’uso della tecnologia come strumento capace di slegare da un luogo fisico come l’ufficio il valore che ogni singolo dipendente è in grado di apportare alla propria azienda. Attraverso gli strumenti tecnologici disponibili oggi si può infatti continuare a dare il proprio contributo in termini di efficienza aziendale, migliorando la qualità della propria vita e riducendo al contempo l’impatto ambientale.

“Grazie alla tecnologia l’ufficio oggi è solo uno dei luoghi in cui ognuno di noi può contribuire alla crescita e allo sviluppo dell’azienda per cui lavoriamo”, ha commentato Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato di Microsoft Italia. “Il nostro obiettivo è quello di lanciare un messaggio a tutto il mondo produttivo, dimostrando come l’Home Office possa rappresentare una modalità efficace di lavoro e come la produttività non sia riconducibile alla contiguità fisica tra chi svolge una determinata mansione ed il diretto superiore. Le nuove soluzioni tecnologiche per la comunicazione a distanza, come ad esempio Lync che abbiamo appena lanciato, riducono i tempi e delocalizzano l’attività lavorativa per concedere più tempo alla vita privata, alle esigenze della famiglia, senza ridurre la produttività e senza dimenticare i benefici derivanti da una minore emissione di CO2, grazie alla riduzione dei viaggi e degli spostamenti” – conclude Jovane.

“Insieme alla globalizzazione, alla scolarizzazione diffusa, allo sviluppo dei mass media e di internet, il progresso tecnologico costituisce il fattore che ha più contribuito al passaggio della società da un assetto industriale, centrato sulla produzione di beni materiali, a un assetto postindustriale, centrato sulla produzione di beni immateriali come le informazioni, i simboli, i valori e l’estetica. Ne è derivato lo sviluppo di molti paesi del Terzo Mondo, un deciso miglioramento della qualità della vita, l’emergere di nuovi soggetti sociali, nuovi modelli di comportamento e nuovi valori. Ulteriori, profondi mutamenti ci attendiamo dallo sviluppo tecnologico per il prossimo futuro. Nel 2020 gran parte delle automobili andranno all’idrogeno e saranno teleguidate. La durata dei beni di consumo sarà il triplo di quella attuale. Per la legge di Moore, la potenza di un chip raddoppia ogni 18 mesi: dunque, nel 2020 sarà piccolo quasi quanto un neurone umano e la sua potenza supererà un miliardo di transistor.

Esisteranno elaboratori mille volte più potenti di quelli attuali, capaci di svolgere tutte le mansioni ripetitive e molte mansioni flessibili. Potremo portare in un taschino tutta la musica, i film, i libri, l’arte e la cultura del mondo. Resta il problema di come trasferire questo patrimonio dal taschino al cervello. Il XX secolo fu segnato dall’automazione; il XXI secolo sarà segnato dall’ingegneria genetica. Sul mercato del lavoro, tutto questo provocherà una sostituzione sempre più rapida della manodopera esecutiva con macchine sempre più sofisticate e la necessità di ridistribuire il lavoro, la ricchezza, il sapere e il potere.” – commenta Domenico De Masi, Sociologo e Professore ordinario di Sociologia del Lavoro presso la facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

Il telelavoro è uno strumento particolarmente apprezzato dall’universo femminile, più bisognoso di una migliore conciliazione tra vita personale e vita professionale: “In Microsoft Italia abbiamo già da anni concesso a tutti la possibilità di lavorare in remoto quando necessario, garantito la flessibilità oraria e dotato tutti i dipendenti di un accesso gratuito alla banda larga da casa” – ha dichiarato Luca Valerii, Direttore delle Risorse Umane di Microsoft Italia. “L’esperienza delle imprese che hanno già adottato iniziative simili dimostra come i benefici siano enormi, non solo in termini di minori costi e maggiore produttività, ma anche di miglioramento della qualità della vita e di ingaggio con l’azienda: la tecnologia in questo senso può e deve essere sfruttata al massimo, e diventare un alleato straordinario per tutti” – conclude Luca Valerii.

Disponibile dal primo dicembre, Microsoft Lync trasformerà qualunque momento in un incontro virtuale, grazie alla possibilità di utilizzare in ogni interazione servizi di audio e videoconferenza, condivisione di applicazioni e desktop, messaggistica istantanea e telefonia. Inoltre, la compatibilità di Lync con le applicazioni più note e utilizzate, tra cui Microsoft Office, SharePoint ed Exchange, consentirà alle aziende una rapida adozione e integrazione della soluzione, dato che le persone che lavorano conoscono e utilizzano abitualmente questi strumenti Microsoft.

L’iniziativa Home Office di Microsoft avrà impatto anche sui 25.000 partner italiani dell’azienda, che si relazioneranno per un giorno con una nuova modalità di lavoro purtroppo ancora poco diffusa in Italia.

 

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Capgemini e Microsoft insieme per il cloud https://www.datamanager.it/news/cloud-computing/capgemini-e-microsoft-insieme-il-cloud Tue, 22 Jun 2010 14:57:00 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2010/06/capgemini-e-microsoft-insieme-per-il-cloud/ Capgemini e Microsoft assisteranno insieme le aziende nel passaggio al cloud computing

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Capgemini e Microsoft assisteranno insieme le aziende nel passaggio al cloud computing

Il gruppo Capgemini, uno dei principali provider mondiali di servizi di consulenza, IT e outsourcing, e Microsoft hanno annunciato una partnership per supportare le aziende nel passaggio al cloud computing. Nell’ambito di questo accordo, Capgemini commercializzerà e fornirà Microsoft Business Productivity Online Suite, la soluzione di collaborazione e comunicazione basata sul cloud di Microsoft, attraverso la nuova linea di servizi globali Capgemini Infostructure Transformation Services, un’unità creata per aiutare i clienti a ottimizzare i costi e a sfruttare al meglio i vantaggi del cloud computing e del software as a service.

Grazie alla partnership con Microsoft, Capgemini sarà in grado di offrire alle aziende clienti applicazioni innovate per accedere alle soluzioni tecnologiche del cloud computing, che garantiranno funzionalità di “classe enterprise”, sicurezza e la familiare interfaccia Microsoft. Sfruttando un modello ‘ibrido’ flessibile – scegliendo tra modalità “on demand”, “on premise” o una combinazione delle due – i clienti potranno utilizzare le tecnologie cloud di Microsoft per tutti o per alcuni degli utenti e passare alla cloud nei modi e nei tempi in linea con le loro esigenze.

“In linea con l’annuncio a livello di Gruppo, Capgemini Italia è determinata a perseguire le opportunità offerte da Microsoft Online Services” – ha annunciato Maurizio Mondani, AD Capgemini Italia. “La lunga esperienza dell’azienda Capgemini nell’ambito dei servizi tecnologici e la conoscenza del mercato locale permetterà di indirizzare i nostri clienti verso l’adozione del cloud nelle sue varie forme. Secondo le attese i mercati prioritari per i servizi cloud saranno quelli guidati da una forte fluttuazione sia della domanda che della fruizione quali, ad esempio, il retail e la pubblica amministrazione”.

“Insieme a Capgemini ci proponiamo di accrescere, nelle aziende italiane, la comprensione del ruolo del cloud computing come leva a supporto del business. Oggi, infatti, la disponibilità di servizi in modalità cloud rappresenta per le imprese, come per gli enti pubblici, un’importante opportunità per adottare soluzioni tecnologiche flessibili che offrano efficienza, sia in termini di costi sia come maggiore produttività”, ha dichiarato Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato di Microsoft Italia.

In base all’accordo, Capgemini e Microsoft a livello globale investiranno congiuntamente in attività di vendita, marketing e training tecnico nei più diversi settori. Capgemini, inoltre:

• creerà un centro formativo offshore per preparare più di 1000 consulenti onshore e offshore all’implementazione e alla migrazione legacy per Business Productivity Online Suite,

• svilupperà e fornirà un set di acceleratori per assistere i clienti nella migrazione a Business Productivity Online Suite,

• utilizzerà il proprio processo RApid INnovation (RAIN) per assistere i clienti nella visualizzazione e nell’adozione rapida di Business Productivity Online Suite,

• terrà sessioni di formazione mirate a favorire il passaggio al cloud per aiutare i clienti a delineare una vera e propria roadmap, nell’ambito di un intenso workshop di due giorni.

L’accordo internazionale avrà, inoltre, una declinazione in Italia, attraverso una serie di iniziative rivolte alle aziende italiane, con l’obiettivo di far conoscere le opportunità che il cloud computing può offrire. Nel nostro Paese, in particolare, Capgemini e Microsoft dedicheranno una forte attenzione al mondo retail e alla Pubblica Amministrazione, mercati in cui l’approccio del cloud computing può garantire importanti benefici sia in termini di maggiore efficienza che di riduzione dei costi.

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Tempi duri anche per i virus informatici https://www.datamanager.it/news/microsoft/tempi-duri-anche-i-virus-informatici Mon, 26 Apr 2010 15:19:45 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2010/04/tempi-duri-anche-per-i-virus-informatici/ Trojan e worm sempre più ingegnosi e “professionali” ma cresce l’efficienza e l’efficacia dei sistemi di protezione. Secondo il Microsoft Security Intelligence Report il numero di infezioni in Italia nel secondo semestre del 2009 è diminuito del 20%: Conficker ancora la minaccia più diffusa, ma crescono Renos, Taterf e il nuovo Alureon

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Trojan e worm sempre più ingegnosi e “professionali” ma cresce l’efficienza e l’efficacia dei sistemi di protezione. Secondo il Microsoft Security Intelligence Report il numero di infezioni in Italia nel secondo semestre del 2009 è diminuito del 20%: Conficker ancora la minaccia più diffusa, ma crescono Renos, Taterf e il nuovo Alureon

Livelli di guardia sempre altissimi contro le minacce informatiche, ma c’è spazio anche per un sospiro di sollievo. L’Italia, infatti, secondo l’ottava edizione del Microsoft Security Intelligence Report rilasciata a livello mondiale, registra finalmente un record positivo nell’ultimo semestre, con il calo del numero complessivo di infezioni del 20% e la conferma al decimo posto nella classifica mondiale tra i paesi più colpiti dal fenomeno, dopo Francia, Germania e Spagna.

Anche il tasso medio di infezione nel Paese si è assestato al 5.3, ovvero poco più di 5 computer colpiti da software malevolo ogni mille, contro il 6.9 registrato in precedenza tra gennaio e giugno. Un dato particolarmente positivo, se confrontato con la media internazionale pari a 7 (era a 8.7 nel primo semestre 2009), e ben inferiore rispetto a paesi più esposti come ad esempio la Turchia o il Brasile, che mostrano tassi attorno al 20. A farla da padrone in Italia, con il 77% sul totale delle infezioni, la grande famiglia del malware, all’interno della quale spicca il ruolo trainante di worm (20% del totale) e soprattutto dei trojan (43%).

II primo posto della classifica italiana è nelle mani ancora del temibile Conficker, con quasi 100mila casi censiti, che però già altrove nel mondo – e presto anche in Italia – sta lasciando il posto ai nuovi fenomeni del momento, ovvero Taterf, virus che sfrutta le vulnerabilità dei giochi online (oggi quarto virus più diffuso in Italia ma primo al mondo), e Alureon, l’ultimo arrivato erroneamente chiamato il “virus della schermata blu”, che è già salito in poco tempo alla quarta posizione nello Stivale e alla seconda a livello globale (segue il dettaglio).

Il segnale complessivo che emerge dal nuovo SIR di Microsoft è chiaro: l’innovazione tecnologica e la maturazione di molte piattaforme informatiche come i sistemi operativi, sta giocando a sfavore di virus e malware, e i tassi di infezione diminuiscono nonostante il moltiplicarsi progressivo di computer e device in uso alle singole persone e nelle aziende.

Proprio per questo nuovi canali come i giochi online o nuovi software e piattaforme di social networking stanno pian piano finendo nel mirino dei cybercriminali, sempre alla ricerca di nuove vulnerabilità da sfruttare. Guardando al solo mondo dei sistemi operativi Microsoft, ad esempio, è significativo il dato delle infezioni dei computer dotati dei sistemi operativi Windows Vista SP2 o Windows 7, che presentano un tasso di infezione più che dimezzato rispetto ai sistemi basati su Windows XP.

Il cybercrimine ha cominciato quindi a specializzarsi e a confezionare malware sempre più specifici rivolti a audience particolari. Mentre in ambito aziendale i worm continuano ad avere un ruolo preminente, gli utenti domestici sono soggetti così a sempre nuove minacce, come le frodi via mail sempre più ingegnose, come la cosiddetta frode “Nigeriana” (anche chiamata “419”), o i software che si spacciano per falsi programmi di sicurezza, per lo più ancora in inglese e quindi poco diffusi da noi, ma molto temuti all’estero.

Inoltre, gli autori di codice malevolo stanno sempre più utilizzando la formula del “kit”, ovvero di file dannosi capaci di raggruppare al loro interno più minacce contemporaneamente. Tra i più famosi prodotti di questi tipo, l’“Eleonore browser exploit kit”, contenente diversi “exploit” per differenti browser e applicazioni molto diffuse tra gli utenti. Spesso questi pacchetti si autoaggiornano e si mantengano nei computer assolutamente efficienti e invisibili anche agli strumenti di protezione, risultando un serio pericolo per la sicurezza e la privacy.

I “malware kit” alimentano oggi inoltre un mercato nero transnazionale fatto non più o non solo di singoli hacker ma di gruppi interconnessi o vere e proprie organizzazioni criminali. Persone mosse non dal gusto della sfida informatica ma da motivazioni economiche e finanziarie.

“Lo scenario del cybercrimine sta cambiando rapidamente – ha commentato Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato di Microsoft Italia – e le sfide per i produttori di tecnologia sono oggi sempre più impegnative. In Microsoft investiamo ogni anno grandi risorse e impegno per rendere tutti i nostri prodotti più sicuri e ci conforta in questo senso la drastica diminuzione dei tassi d’infezione nel mondo su sistemi dotati delle nostre ultime piattaforme come Windows7.

La sfida per noi e per tutto il comparto però non è solo tecnologica ma di conoscenza. Il nostro compito preciso deve essere quello di proteggere ma anche informare e sensibilizzare sui rischi in Rete, e il SIR ci permette di perseguire proprio questo scopo e di offrire a tutti un quadro completo e puntuale della situazione dei malware sia a livello globale sia locale.”

“Ciò che emerge dal nuovo SIR – ha aggiunto Feliciano Intini, Responsabile Progetti Scurezza e Privacy di Microsoft Italia – è come ormai l’80% delle nuove vulnerabilità vengano da applicazioni software diverse dai sistemi operativi o dai browser, e per questo ci auguriamo che tutto il settore informatico abbracci presto i fondamentali della sicurezza, soprattutto nell’ambito dei processi di sviluppo del codice. In Microsoft abbiamo introdotto in questo senso il Security Development Lifecycle (SDL), una best practice che speriamo possa essere testimonianza utile per l’intero comparto IT”.

IL MICROSOFT SECURITY INTELLIGENCE REPORT

Il punto di osservazione del SIR di Microsoft è probabilmente oggi tra i più privilegiati, poiché può contare sulle segnalazioni volontarie degli utenti che utilizzano gli strumenti di protezione Microsoft in ogni paese.

Le fonti sono infatti molteplici: 500 milioni di computer in 26 paesi equipaggiati con il Malicious Software Removal Tool, tutti gli utilizzatori del nuovo Microsoft Security Essentials, gli oltre 300 milioni di utenti attivi di posta elettronica Windows Live Hotmail, infine i miliardi di pagine scansionate quotidianamente dal motore di ricerca Bing e di mail verificate dai sistemi Forefront Online Protection per Exchange e Forefront Client Security.

I QUATTRO VIRUS PIU’ DIFFUSI IN ITALIA

#1 Win32/Conficker: in Italia è ancora lui, il temibile Conficker, a tenere banco nella classifica dei malware più diffusi, con oltre 100mila computer colpiti. Nel resto del mondo però, questo virus è già sceso al quinto posto con 1,9 milioni di casi censiti contro i 5 del primo semestre del 2009, segno che la sua pericolosità è stata positivamente neutralizzata negli ultimi mesi e che probabilmente anche nel nostro Paese è destinato rapidamente a perdere la leadership. Si tratta di un Worm che infetta altri computer attraverso la Rete sfruttando una vulnerabilità nel servizio Windows Server. Può inoltre consentire l’esecuzione sul computer dell’utente da remoto di file e applicazioni qualora siano in uso programmi di file sharing. Alcune varianti si possono anche diffondere attraverso memorie flash e altre memorie rimovibili sfruttando password di protezione poco sicure. Conficker disabilità diversi servizi di sistema e di protezione importanti, oltre a poter scaricare file all’insaputa dell’utente. È tra i Worm più diffusi nelle imprese, ma per i consumatori non rientra ancora nella top 10 delle minacce, grazie agli aggiornamenti automatici che nei sistemi domestici sono più frequentemente attivi.

#2 Win32/Alureon: è il “virus della schermata blu” entrato nelle cronache anche nazionali di questi giorni. In Italia occupa già la seconda posizione, con 92mila casi censiti, mentre a livello mondiale è ancora fermo alla quarta posizione (2,7 milioni di casi). Una famiglia di trojan capace di rubare informazioni agli utenti e che permette a chi lo governa di intercettare le informazioni in ingresso e in uscita legate al traffico internet degli utenti, comprese informazioni sensibili come nomi, password e dati della carta di credito. Può anche essere usato come cavallo di troia per inviare codice malevolo al computer infettato, grazie alla capacità di influire sui settaggi dei DNS.

#3 Win32/Renos: ha scalato velocemente le classifiche, e oggi rappresenta una delle minacce più diffuse. Secondo nel mondo, con 3,6 milioni di casi, in Italia si conferma nel secondo semestre 2009 al terzo posto, con 84 mila computer interessati. Appartiene alla famiglia dei trojan downloader: una volta installato sul pc, infatti, può scaricare automaticamente varie tipologie di software non desiderato. I segnali più evidenti della sua presenza sono ripetuti e minacciosi messaggi di allarme che paventano la presenza di presunte infezioni e spyware sul computer e invitato l’utente a rimuovere gli stessi file dietro il pagamento di un compenso. In alcuni casi, Renos può anche causare l’instabilità del sistema.

#4 Win32/Taterf: è lui, Taterf, il “virus dei giochi online”, il re delle classifiche. L’Italia sconta sempre un leggero “lag” tecnologico, e da noi questo virus è fermo ancora alla quarta posizione, con 83mila casi. Nel mondo però, svetta già su tutti gli altri malware con un totale di quasi 4 milioni di casi censiti. Nel primo semestre aveva già mostrato una crescita strepitosa del 156% nel numero di computer infattati. La sua particolarità è quella di colpire oltre alle aziende anche il vastissimo popolo dei videogiocatori dei cosiddetti MMORPG (massively multiplayer online role-playing games), i giochi di ruolo online, poiché, come Conficker, sfrutta proprio anche le reti di condivisione dei file

 

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