Presidente della Repubblica – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 12 Feb 2015 10:13:20 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Presidente della Repubblica – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Piccola e fragile https://www.datamanager.it/2015/02/piccola-fragile/ Wed, 11 Feb 2015 14:07:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=69231 Il 2015 sarà un anno spartiacque. Si chiude un ciclo. E se ne apre uno nuovo. Corsi e ricorsi. A partire dall’elezione del dodicesimo Presidente della Repubblica. Cinquant’anni fa, nasceva il primo personal computer della storia, la mitica “perottina” Olivetti. Oggi, l’azienda di Ivrea riposiziona l’offerta dal retail al paperless. IBM punta sul cloud e […]

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Il 2015 sarà un anno spartiacque. Si chiude un ciclo. E se ne apre uno nuovo. Corsi e ricorsi. A partire dall’elezione del dodicesimo Presidente della Repubblica.

Cinquant’anni fa, nasceva il primo personal computer della storia, la mitica “perottina” Olivetti. Oggi, l’azienda di Ivrea riposiziona l’offerta dal retail al paperless. IBM punta sul cloud e si conferma numero uno per investimenti e brevetti. Lenovo cresce su tutti i mercati. Cisco gioca la partita dell’Internet of Everything che nel giro di pochi anni diventerà mainstream. E i grandi player dell’auto intercettano robotica di servizio e telecomunicazioni.


Piccola e fragile. #Crescita all’ombra delle riforme
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Tutte buone notizie o quasi. Fare previsioni resta difficile. La magica palla 8, inventata da Albert Carte, non è sempre affidabile. Gli scienziati dei dati ci hanno insegnato – però – che l’analisi predittiva permette di estrarre informazioni dai dati esistenti per prevedere risultati e tendenze future. Ma quando dalla realtà aziendale si passa a considerare i set di dati dei governi, la capacità di fare previsioni subisce una battuta di arresto. E si ricomincia a torturare i dati per farli confessare.


Si può fare PIL senza creare lavoro. Il ruolo dell’innovazione
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Così in questa prima parte dell’anno, tra l’allarme deflazione e il bazooka di Draghi, la Commissione europea ha confermato le cifre che già circolavano da tempo. Nel 2015, l’economia italiana tornerà in attivo con una crescita dello 0,6 per cento. Il rapporto deficit/prodotto interno lordo è passato al 2,6%. Mentre, l’indice delle PMI ha fatto un balzo in avanti di quasi tre punti a quota 51,2. Non si è fermato invece il livello di disoccupazione che, anche se di poco, è salito al 12,8 per cento. In sintesi: la crescita resta piccola, fragile e all’ombra delle riforme. Lo avevamo scritto. Si può fare PIL senza creare lavoro. E questo è la novità con la quale dobbiamo fare i conti. L’innovazione da un lato aumenta la performance, migliora i processi, ma dall’altro rende obsoleti i posti di lavoro ripetitivi e a basso valore aggiunto. In Italia, non abbiamo ancora imparato a usare l’innovazione per creare nuove professioni, a cominciare dai percorsi di formazione nella scuola. Lavoro e prosperità si creano studiando e inventando. Soprattutto se si considera che la digital economy pesa circa il tre per cento del PIL nazionale e nei prossimi anni è destinata a crescere.


Cinquant’anni fa, nasceva la mitica #perottina Olivetti @Fond_A_Olivetti @OlivettiOnline
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Per il 2015, vogliamo fare lo sforzo di guardare il bicchiere mezzo pieno. Non solo perché ci sono le premesse, ma soprattutto perché essere ottimisti conviene. Del resto, la nostra industria manifatturiera resta il cardine della crescita e della competitività. Avvantaggiata anche dalla congiuntura favorevole di euro debole e prezzo basso del petrolio. Sull’ILVA, il “secondo stabilimento siderurgico d’Europa”, vogliamo addirittura fare un atto di fede, perché abbiamo gli strumenti e la conoscenza per conciliare salute, ambiente e lavoro. Il futuro è hardware. L’acciaio e in nuovi materiali collegati alla filiera del carbonio saranno sempre più strategici. L’ICT e i due miliardi di investimento devono essere al centro del rilancio, non della svendita. Se il Gruppo Riva ha potuto macinare utili con un’infrastruttura produttiva e logistica ai livelli di “fabbrichetta” anni 80, il progetto di IT transformation dello stabilimento di Taranto deve essere una priorità dell’agenda per l’economia nazionale e deve fare scuola per l’innovazione dei modelli e delle soluzioni adottate. Per questo auguriamo buon lavoro al CIO di ILVA, Matteo Veneziani.


#ILVA Taranto il progetto di IT transformation asset del rilancio @MatteoVeneziani
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Infine, il 2015 è – e resterà – l’anno della grande Esposizione universale di Milano che per sei mesi metterà l’Italia al centro del mondo. Guido Arnone, direttore Innovazione tecnologica e digital, ha promesso che quella di Milano passerà alla storia come la prima esposizione all digital.

Mettendo tra parentesi le polemiche, i ritardi e “i rilievi” sull’80 per cento delle procedure di appalto, vogliamo scommettere – per il bene dell’Italia – che sarà molto più che #verybello.


L’anno di @Expo2015Milano prima esposizione all digital @garnone
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Elezioni Capo dello Stato: sui social media Grasso tallona Mattarella https://www.datamanager.it/2015/01/elezioni-capo-sui-social-media-grasso-tallona-mattarella/ Fri, 30 Jan 2015 18:00:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68784 Siamo entrati nel vivo della elezione del Presidente della Repubblica. Sul tema Blogmeter ha rilevato che dal 19 al 29 gennaio si sono avute sui social media oltre 500.000 conversazioni sul prossimo Capo dello Stato. Il picco si è avuto proprio ieri quando si sono superate le 180.000 discussioni. I termini più usati sono stati […]

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Siamo entrati nel vivo della elezione del Presidente della Repubblica. Sul tema Blogmeter ha rilevato che dal 19 al 29 gennaio si sono avute sui social media oltre 500.000 conversazioni sul prossimo Capo dello Stato.

Il picco si è avuto proprio ieri quando si sono superate le 180.000 discussioni. I termini più usati sono stati Mattarella, Presidente e Prodi, seguiti dall’hashtag #Quirinale2015. Da notare che il nome di Prodi è stato il più usato fino a ieri, quando è stato ufficializzato quello del candidato PD.

Grazie alle capacità di analisi semantica di Social Listening e al suo team di linguisti computazionali Blogmeter è riuscita anche ad indagare sugli umori condivisi in rete dagli italiani. Fino a ieri mattina c’era molta freddezza attorno ai nomi che circolavano. Poi nel pomeriggio qualcosa è cambiato.

Adesso la situazione mostra una leggera preferenza per Sergio Mattarella (51% dei post positivi), seguito da Pietro Grasso (50%). Imposimato dal canto suo, rimane al 48% di gradimento nei post che lo citano.

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Giancarlo Magalli online l’onda che lo vuole Presidente https://www.datamanager.it/2015/01/quirinale-popolo-web-vuole-giancarlo-magalli-presidente/ Fri, 23 Jan 2015 10:36:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68349 Giancarlo Magalli eroe del web, che lo vorrebbe Presidente della Repubblica: a trionfare alle «Quirinarie» lanciate online dal Fatto Quotidiano, a sorpresa non è né un magistrato né un politico, ma «Il rivoluzionario sorridente che non si piega» Il conduttore televisivo Giancarlo Magalli è sempre rimasto alla larga dalla politica, eppure è proprio questo che […]

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Giancarlo Magalli eroe del web, che lo vorrebbe Presidente della Repubblica: a trionfare alle «Quirinarie» lanciate online dal Fatto Quotidiano, a sorpresa non è né un magistrato né un politico, ma «Il rivoluzionario sorridente che non si piega»

Il conduttore televisivo Giancarlo Magalli è sempre rimasto alla larga dalla politica, eppure è proprio questo che gli ha fatto conquistare in breve tempo il supporto entusiasta del popolo di Internet, che ne sostiene la candidatura anche attraverso una pagina Facebook. A dimostrazione della popolarità raggiunta da Magalli è anche l’incredibile crescita dei suoi fan, passati da 5 a 25mila in soli tre mesi.

Magalli «Mitologico» eroe del web

Magalli aveva avuto già un picco di celebrità grazie alla storia “virale” diffusasi a ottobre, in realtà del tutto inventata, di una casalinga ossessionata dal conduttore televisivo che avrebbe costretto suo marito a indossare la sua maschera.
In quell’occasione Magalli divertito aveva incassato lo scherzo apprezzando l’ironia del web, se fatta nei limiti dell’educazione e del rispetto. Ora che Internet lo vorrebbe niente meno che Presidente della Repubblica, intervistato da un giornalista del Fatto, il conduttore dichiara di non essere disposto a ritirare la sua candidatura e parla di una «insurrezione sorridente».

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Disoccupata in gravidanza insulta Napolitano, ora è accusata di vilipendio https://www.datamanager.it/news/disoccupata-gravidanza-insulta-napolitano-ora-accusata-di-vilipendio-54575.html Thu, 13 Mar 2014 10:48:16 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/disoccupata-in-gravidanza-insulta-napolitano-ora-e-accusata-di-vilipendio/ Una donna in gravidanza ha insultato su Facebook il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo essere stata licenziata. Ora è accusata di vilipendio

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Una donna in gravidanza ha insultato su Facebook il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo essere stata licenziata. Ora è accusata di vilipendio

Una 30enne di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, è stata accusata di vilipendio nei confronti del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La giovane in gravidanza era stata licenziata e ha pensato di sfogare tutta la sua frustrazione su Facebook, che ha preso provvedimenti nei confronti della compravendita di armi sulla sua piattaforma.

In risposta al discorso del Capo dello Stato che chiedeva agli italiani maggiori sacrifici, la donna ha scritto sul social network “Noi i sacrifici li facciamo” con annessi insulti e improperi. A seguito della segnalazione di qualche utente, la donna è stata denunciata e ora subirà a giugno il processo. Il Gazzettino ha rivelato che la giovane ha inviato una lettera di scuse a Napolitano per ottenere clemenza.

Il precedente

Non è la prima volta che qualcuno viene accusato di vilipendio nei confronti di Napolitano. Nel 2013 ventidue appartenenti al Movimento 5 Stelle erano stati accusati di questo reato per alcuni post presenti sul blog del leader Beppe Grillo. Il comico genovese aveva così commentato la vicenda: “Chi può essere al sicuro di un’eventuale denuncia per una critica al Presidente della Repubblica? Allora, per difendersi, l’unico mezzo è non scrivere più nulla. Bocche cucite. Dita bloccate sulla tastiera. Commenti oscurati”.

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Grillo risponde alle accuse di vilipendio per i commenti su Napolitano https://www.datamanager.it/news/grillo-risponde-alle-accuse-di-vilipendio-i-commenti-su-napolitano-46950.html Wed, 15 May 2013 19:00:26 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/grillo-risponde-alle-accuse-di-vilipendio-per-i-commenti-su-napolitano/ Il leader del M5S ha risposto sul suo blog alle indagini su 22 persone accusate di vilipendio nei confronti del Presidente della Repubblica. “Per difendersi, l'unico mezzo è non scrivere più nulla. Bocche cucite”, afferma il comico genovese

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Il leader del M5S ha risposto sul suo blog alle indagini su 22 persone accusate di vilipendio nei confronti del Presidente della Repubblica. “Per difendersi, l’unico mezzo è non scrivere più nulla. Bocche cucite”, afferma il comico genovese

Beppe Grillo si scaglia contro la decisione della Procura di Nocera Inferiore di indagare 22 persone per vilipendio nei confronti del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Le accuse sono state mosse dopo che erano apparsi alcuni commenti sull’operato del Quirinale sul blog del comico genovese, le cui e-mail rubate non potranno essere pubblicate su decisione del Garante della privacy. Lo scontro fra le Istituzioni e il web si fa sempre più acceso.

Bocche cucite

“Il reato di vilipendio deriva dal Codice Rocco del periodo fascista. Nel ventennio si tutelava dal delitto di lesa maestà la figura del re e di Mussolini, dal dopoguerra i presidenti della Repubblica”- scrive il leader dei 5 Stelle sul suo blog –  “Inoltre un cittadino, perché il Presidente della Repubblica sarà il primo dei cittadini, ma sempre cittadino rimane, non può essere più uguale degli altri di fronte alla legge. Invito il Presidente della Repubblica a chiedere l’abolizione dell’articolo 278 sconosciuto nella maggior parte delle democrazie occidentali”. Beppe Grillo, che ha chiesto alla Rete se il senatore Marino Mastrangeli andasse espluso dal Movimento, conclude il suo pensiero sottolineando come l’unico modo per evitare guai giudiziari per commenti espressi sul web sia tacere: “Chi può essere al sicuro di un’eventuale denuncia per una critica al Presidente della Repubblica? Allora, per difendersi, l’unico mezzo è non scrivere più nulla. Bocche cucite. Dita bloccate sulla tastiera. Commenti oscurati”.

Libertà di parola e diffamazione

Il tema della diffamazione in Rete è diventato all’ordine del giorno. Il Presidente della Camera Laura Boldrini aveva chiesto maggior tutela contro gli insulti sul web partendo da un suo caso personale e da quello del neo ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge. Anche il giornalista Enrico Mentana ha denunciato il fatto che alcuni social network sono diventati luogo di offese gratuite verso personaggi famosi e membri delle Istituzioni. Anche il Codacons si è espresso sulla questione chiedendo un maggiore monitoraggio da parte delle stesse piattaforme social e della Polizia postale. Infine, la Procura di Roma ha condannato a 9 mesi di carcere Massimiliano Tonelli, gestore della pagina Facebook Cartellopoli, con l’accusa di istigazione a delinquere. Secondo i magistrati, alcuni commenti presenti sul suo blog avrebbero spinto altre persone a distruggere i cartelloni pubblicitari della Capitale.

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Elezioni presidenziali: vince Romano Prodi sulla rete https://www.datamanager.it/news/elezioni-presidenziali-vince-romano-prodi-sulla-rete-46162.html Thu, 18 Apr 2013 13:40:43 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/elezioni-presidenziali-vince-romano-prodi-sulla-rete/ Romano Prodi è il più "presidenziabile" secondo i fan degli account dei politici su Facebook. Secondo i dati provenienti da 23 fanpage Facebook di politici e partiti, Prodi è il nome più ricorrente nei post dedicati alle elezioni del Presidente della Repubblica; Bonino secondo nome più frequente tra quelli dei “candidati” e Amato terzo. Gabanelli protagonista negli ultimi due giorni. I dati sono stati registrati da Decisyon, tramite ECCE/Customer, nell'ultima settimana

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Romano Prodi è il più “presidenziabile” secondo i fan degli account dei politici su Facebook. Secondo i dati provenienti da 23 fanpage Facebook di politici e partiti, Prodi è il nome più ricorrente nei post dedicati alle elezioni del Presidente della Repubblica; Bonino secondo nome più frequente tra quelli dei “candidati” e Amato terzo. Gabanelli protagonista negli ultimi due giorni. I dati sono stati registrati da Decisyon, tramite ECCE/Customer, nell’ultima settimana

Le trattative tra le forze politiche per concordare il nome nuovo Presidente della Repubblica fervono sino all’ultimo. Ma nelle fanpage di Facebook dei principali politici e dei partiti un nome risalta fra tutti: Romano Prodi. Tra tutti i post in cui vengono citati dei politici in merito all’elezione del Capo dello Stato, ben 404 lo citano: uno su quattro.

Emma Bonino si attesta invece al secondo posto, preceduta da Bersani e Renzi che non concorrono però a questa elezione, mentre Amato si conferma come il terzo “candidato” più citato.

ECCE/Customer, soluzione CRM social di Decisyon che monitora in tempo reale l’engagement sociale e la brand reputation dei protagonisti della politica, ha analizzato i post e i commenti apparsi sulle 23 fan page ufficiali su Facebook di partiti e personaggi politici negli ultimi 7 giorni, per individuare i termini più frequenti collegati al tema dell’elezione del Presidente della Repubblica. I tag che sono stati utilizzati per individuare i nomi correlati sono stati: Napolitano – Presidente Repubblica – Quirinale – Prodi – Amato – Bonino – Quirinarie – Zagrebelsky – Finocchiaro – D’Alema – Gabanelli.

Dall’analisi è emersa la classifica dei nomi dei politici più citati in relazione a questi tag:

 

Decisyon, tramite ECCE/Customer, non entra nel merito dei contenuti, ma individua i trend nelle azioni dei fan e, così facendo, è in grado di fornire una lettura delle tendenze dell’opinione pubblica e dei fenomeni sociali” afferma Cosimo Palmisano, VP Social CRM di Decisyon. “Nel caso della Elezione del Presidente della Repubblica, abbiamo analizzato il dibattito che ferve negli account dei principali politici e dei vari partiti. Questo ha permesso da un lato di delineare i principali topic legati a questa elezione, dalla discussione sulla figura di Romano Prodi, ai dibattiti interni al PD, alla candidatura lanciata dal M5S della giornalista Milena Gabanelli; dall’altro, ha consentito di individuare la frequenza delle citazioni dei nomi collegati all’Elezione, indicizzandone così la popolarità presso gli appassionati di politica”.

Romano Prodi è il più discusso 

Il nome di Romano Prodi risulta quindi essere quello più discusso sui profili dei politici su Facebook: stacca tutti per numero di post in cui è citato, tre volte superiore a quello della seconda in classifica, Emma Bonino, e quasi quadruplo rispetto al numero del terzo classificato, Giuliano Amato.

I dati relativi alle prime posizioni segnalano come il PD sia protagonista in questa elezione del Presidente della Repubblica. Il dibattito interno successivo alle affermazioni di Matteo Renzi sulla candidatura di Franco Marini, con la conseguente replica di Anna Finocchiaro, e le trattative per la composizione del governo Bersani hanno contribuito ad attestare il nome del segretario del PD come il secondo tag più citato, seguito da Renzi, terzo, e da Angela Finocchiaro, sesto assoluto e quarto tra i tag dei “presidenziabili”.

La popolarità di Milena Gabanelli e il battage mediatico degli ultimi tre giorni sulla proposta del M5S di appoggiarla come candidata alla Presidenza, hanno permesso alla giornalista di recuperare posizioni sui nomi più citati e di attestarsi così al quinto posto tra i possibili “candidati”.

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