Qualys – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Jun 2026 07:44:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Qualys – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Nuovi ingressi in Qualys per sostenere l’espansione del business in Italia https://www.datamanager.it/2026/06/nuovi-ingressi-in-qualys-per-sostenere-lespansione-del-business-in-italia/ Tue, 09 Jun 2026 07:44:15 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253317 Qualys, fornitore leader di soluzioni cloud per IT, sicurezza e conformità, annuncia l’ingresso di due nuove figure strategiche all’interno della propria organizzazione italiana: Francesco Armando, nominato Lead Security Solutions Architect, e Giacomo Cocozziello, che entra a far parte del team romano. Francesco Armando opererà dalla sede di Milano e avrà un ruolo chiave nello sviluppo […]

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Qualys, fornitore leader di soluzioni cloud per IT, sicurezza e conformità, annuncia l’ingresso di due nuove figure strategiche all’interno della propria organizzazione italiana: Francesco Armando, nominato Lead Security Solutions Architect, e Giacomo Cocozziello, che entra a far parte del team romano.

Francesco Armando opererà dalla sede di Milano e avrà un ruolo chiave nello sviluppo delle attività di consulenza strategica per un’area geografica estesa che comprende non solo l’Italia, ma l’intera Southern Europe Region e l’area DACH. Nel suo incarico collaborerà a stretto contatto con Emilio Turani per supportare clienti e partner nei loro percorsi di trasformazione e rafforzamento della postura di sicurezza informatica.

L’ingresso di Francesco è a valore per Qualys, grazie alla sua consolidata esperienza nel settore e alla capacità di accompagnare le organizzazioni nell’adozione di soluzioni avanzate per la gestione del rischio, la compliance e la protezione delle infrastrutture IT, oltre ad affiancare i partner nel percorso evolutivo basato sul Risk Operations Center. L’approccio di Qualys consente infatti di affrontare una gestione del rischio cyber unificata, migliorando la prioritizzazione delle vulnerabilità e accelerando i processi di remediation attraverso azioni integrate e business-oriented.

Contestualmente, Qualys annuncia anche l’ingresso di Giacomo Cocozziello. Dalla sede di Roma, Giacomo contribuirà allo sviluppo del business nel segmento delle medie imprese, un mercato sempre più centrale nelle strategie di cybersecurity e digital resilience, anche grazie alla crescente domanda di servizi gestiti e piattaforme evolute per il monitoraggio continuo del rischio informatico.

“L’ingresso di Francesco e Giacomo rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita di Qualys nella regione Southern Europe. La crescente complessità del panorama cyber richiede competenze sempre più specialistiche e una presenza territoriale forte. Francesco porterà un contributo strategico su un’area geografica ampia e particolarmente rilevante per il nostro business, mentre Giacomo rafforzerà la nostra capacità di supportare il segmento SME, con focus prevalente nell’area centro-sud del Paese. Inoltre, l’evoluzione dell’offerta Qualys verso modelli innovativi come il Risk Operations Center ci permette di aiutare le organizzazioni a trasformare la gestione del rischio cyber in un processo continuo, misurabile e allineato agli obiettivi di business”, dichiara Emilio Turani, Regional Vice President, Southern Europe di Qualys.

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Qualys e Converge: assicurazione cyber più conveniente e riduzione del rischio cyber grazie all’Enterprise TruRisk Management https://www.datamanager.it/2026/05/qualys-e-converge-assicurazione-cyber-piu-conveniente-e-riduzione-del-rischio-cyber-grazie-allenterprise-trurisk-management/ Wed, 13 May 2026 07:43:41 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252815 La collaborazione semplifica il processo di richiesta assicurativa, riduce il rischio di autodichiarazioni inaccurate e incentiva una solida postura di sicurezza informatica Qualys, fornitore leader di soluzioni cloud per IT, sicurezza e conformità, e Converge, pionieri nella gestione avanzata del rischio cyber e nell’underwriting, annunciano un’offerta congiunta che premia le organizzazioni per la loro comprovata […]

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La collaborazione semplifica il processo di richiesta assicurativa, riduce il rischio di autodichiarazioni inaccurate e incentiva una solida postura di sicurezza informatica

Qualys, fornitore leader di soluzioni cloud per IT, sicurezza e conformità, e Converge, pionieri nella gestione avanzata del rischio cyber e nell’underwriting, annunciano un’offerta congiunta che premia le organizzazioni per la loro comprovata conformità in ambito cybersecurity. La collaborazione consente ai clienti Qualys attivi con una solida postura di sicurezza grazie a Enterprise TruRisk Management (ETM) di poter potenzialmente beneficiare di premi ridotti per l’assicurazione cyber offerta da Converge.

Gli assicuratori cyber tradizionali faticano a valutare e quantificare il rischio in modo accurato in un contesto caratterizzato da un aumento degli attacchi ransomware, violazioni dei dati e incidenti nella supply chain. Le attuali richieste di assicurazione cyber si basano su questionari manuali, un processo dispendioso in termini di tempo, incoerente e soggetto a errori. Il Qualys Converge Connect Insurance Report (CCIR) generato da ETM consente ai dati aziendali di parlare da soli, verificando la gestione delle vulnerabilità, la gestione delle patch e i controlli di rilevamento sugli endpoint in un formato standardizzato che i sottoscrittori di Converge possono valutare rapidamente e con precisione. Fornendo informazioni accurate in tempo reale sulla postura di sicurezza di un’organizzazione, il CCIR di Qualys permette di determinare un premio più oggettivo e preciso, che riflette i livelli di rischio reali anziché le medie di settore.

I dati automatizzati provenienti da Qualys ETM confluiscono nel CCIR, facendo risparmiare tempo, riducendo il carico amministrativo ed eliminando il rischio di autodichiarazioni inaccurate. Il report includerà metriche che evidenziano una riduzione misurabile del rischio, una maggiore velocità di remediation, tassi di conformità più elevati e una copertura più ampia degli asset. CCIR riduce gli attriti e semplifica il processo di richiesta di assicurazione cyber, offrendo al contempo alle organizzazioni un incentivo continuo a migliorare la propria igiene informatica.

“Il rischio cyber è stato storicamente valutato sulla base di istantanee e auto-dichiarazioni, lasciando nell’ombra l’esposizione reale tra un rinnovo e l’altro”, ha dichiarato Tom Kang, CEO di Converge. “Con dati verificati, saremo in grado di sottoscrivere polizze basate sulla postura di sicurezza reale e aggiornata delle aziende, consentendo agli assicurati che lavorano concretamente per ridurre il rischio di vedere i benefici”.

“L’assicurazione cyber è fondamentale nella strategia complessiva di gestione del rischio, ma deve esserci un modo più semplice per correlare la solidità della postura cyber di un’organizzazione con quanto dovrebbe pagare per assicurarsi”, ha dichiarato Sumedh Thakar, presidente e CEO di Qualys. “Per questo abbiamo creato ETM: per fornire agli stakeholder una visione accurata del rischio reale, consentendo risultati aziendali migliori, come il risparmio sui costi assicurativi e un maggiore incentivo a ridurre il rischio cyber”.

Il CCIR di Qualys coprirà una gamma di soluzioni del portafoglio Qualys, tra cui ETM, Vulnerability Management, Detection and Response (VMDR), TruRisk Eliminate ed Endpoint Detection and Response (EDR). Il report, generato in modo indipendente e in tempo reale, avrà una validità di 30 giorni.

 

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Come l’AI agentica sta rivoluzionando la cyber security aziendale https://www.datamanager.it/2026/04/come-lai-agentica-sta-rivoluzionando-la-cyber-security-aziendale/ Tue, 28 Apr 2026 12:13:42 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252408 A cura di Emilio Turani, Regional Vice President, Southern Europe Qualys La cyber security aziendale sta attraversando una trasformazione radicale. Con la crescita delle superfici di attacco — tra cloud, endpoint, identità e applicazioni — i team di sicurezza non possono più limitarsi a rilevare le vulnerabilità: devono saperle prioritizzare, correggere e comunicare il rischio […]

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A cura di Emilio Turani, Regional Vice President, Southern Europe Qualys

La cyber security aziendale sta attraversando una trasformazione radicale. Con la crescita delle superfici di attacco — tra cloud, endpoint, identità e applicazioni — i team di sicurezza non possono più limitarsi a rilevare le vulnerabilità: devono saperle prioritizzare, correggere e comunicare il rischio in termini di business. Gli approcci tradizionali alla gestione delle vulnerabilità risultano ormai insufficienti in un contesto caratterizzato da velocità, automazione e minacce guidate dall’intelligenza artificiale.

Sfide attuali e necessità di un linguaggio unificato del rischio

I CISO affrontano due sfide principali: il crescente volume di rilevamenti e la rapidità con cui gli attaccanti sfruttano le vulnerabilità. In molte aziende, la correzione delle vulnerabilità richiede tempi lunghi a causa di cicli di test, dipendenze operative e governance, creando un divario tra rilevamento e azione.

Un problema altrettanto critico è la frammentazione nella gestione del rischio: vulnerabilità, configurazioni errate e identità sono spesso trattate con strumenti separati, senza una visione integrata. Questo porta a comprensioni incomplete e a decisioni poco efficaci.

In Qualys, affrontiamo questo problema integrando dati provenienti da strumenti diversi in un linguaggio comune del rischio, applicando l’intelligence sulle minacce in modo coerente e traducendo informazioni tecniche in metriche finanziarie comprensibili ai board. Così, un punteggio di rischio che scende da 800 a 750 diventa un risultato tangibile e interpretabile in termini economici, capace di guidare decisioni strategiche.

L’AI agentica: una forza lavoro digitale

Per colmare il divario tra rilevamento e mitigazione, abbiamo introdotto l’AI agentica nel Qualys Risk Operations Centre. Questi agenti digitali supportano i team umani, automatizzando attività ripetitive e ad alto volume, come la prioritizzazione delle patch o l’analisi dei software non necessari.

In uno scenario tipico come il “Patch Tuesday”, l’agente valuta il rischio, considera vincoli storici e propone strategie di mitigazione alternative. Ciò riduce drasticamente tempi e sforzi: un workflow manuale richiederebbe otto-dieci ore, mentre l’agente lo realizza rapidamente, liberando i team per attività più strategiche.

Questa automazione non sostituisce i team, ma li potenzia: consente di gestire lo stesso carico di lavoro con risorse e professionisti qualificati concentrati su decisioni di maggiore impatto, riducendo i costi operativi e aumentando la maturità del programma di sicurezza.

Prioritizzazione, remediation e futuro della cyber security

La remediation efficace combina automazione, validazione e mitigazione mirata: patch critiche a basso impatto vengono applicate automaticamente, quelle ad alto impatto seguono validazioni UAT e circa il 20% delle vulnerabilità più complesse viene gestito tramite controlli di mitigazione come hardening o rimozione software. Questo approccio riduce significativamente il mean time to remediation e aumenta l’efficacia complessiva della sicurezza.

Oggi, l’adozione dell’AI agentica è forte in settori come BFSI (Banking, Financial Services, Insurance), manifatturiero e grandi aziende con alti volumi di dati. Guardando avanti, le organizzazioni devono concentrarsi su due priorità strategiche: la sicurezza dei modelli AI, per evitare rischi come la perdita di dati o comportamenti indesiderati, e la gestione delle minacce legate all’identità, ancora oggi uno dei fattori principali di violazioni.

Il nostro obiettivo resta chiaro: continuare a rafforzare il Qualys Risk Operations Centre e offrire una piattaforma vendor-agnostic che consenta alle aziende di gestire il rischio informatico end-to-end, con un linguaggio unico, finanziariamente interpretabile e capace di trasformare la cyber security in un vantaggio competitivo concreto.

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Qualys TRU pubblica uno studio sulle modalità di remediation delle vulnerabilità https://www.datamanager.it/2026/04/qualys-tru-pubblica-uno-studio-sulle-modalita-di-remediation-delle-vulnerabilita/ Fri, 03 Apr 2026 09:01:14 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251996 I dati dimostrano che i modelli tradizionali di remediation non sono più in grado di reggere il confronto con le minacce moderne. Serve un cambio di paradigma: sfruttare AI e automazione per anticipare gli attaccanti e ridurre l’esposizione al rischio reale La Threat Research Unit (TRU) di Qualys annuncia la pubblicazione di “The Broken Physics […]

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I dati dimostrano che i modelli tradizionali di remediation non sono più in grado di reggere il confronto con le minacce moderne. Serve un cambio di paradigma: sfruttare AI e automazione per anticipare gli attaccanti e ridurre l’esposizione al rischio reale

La Threat Research Unit (TRU) di Qualys annuncia la pubblicazione di “The Broken Physics of Remediation”, un ampio studio condotto sulle dinamiche di rilevamento e mitigazione delle vulnerabilità in ambito enterprise. L’analisi è costruita su oltre 1 miliardo di record CISA KEV, raccolti tra il 2022 e il 2025, e abbraccia più di 10.000 organizzazioni a livello globale.

I risultati rivelano una realtà difficile da ignorare: nonostante gli indiscutibili progressi compiuti nell’efficienza operativa, le organizzazioni faticano ancora a tenere il passo con la velocità con cui gli attaccanti sfruttano le vulnerabilità.

Il divario crescente tra rischio ed efficacia operativa

Negli ultimi quattro anni, il volume delle vulnerabilità gestite è cresciuto di 6,5 volte: dai 73 milioni di eventi del 2022 si è passati ai 473 milioni del 2025. Una crescita che ha ampiamente superato la capacità di risposta delle organizzazioni: nel 2025, il 63% delle vulnerabilità critiche risultava ancora aperto a sette giorni dalla segnalazione, un dato in netto peggioramento rispetto al 56% rilevato nel 2022.

A rendere il quadro ancora più preoccupante è il crollo del Time-to-Exploit medio a -1 giorno: gli attaccanti riescono oggi a sfruttare le vulnerabilità prima ancora che vengano rese pubbliche, rendendo di fatto inutile qualsiasi strategia di risposta reattiva.

I limiti strutturali della remediation manuale

Lo studio dimostra in modo inequivocabile che i processi manuali hanno raggiunto il proprio limite strutturale. I tempi di chiusura delle vulnerabilità risultano mediamente da quattro a cinque volte superiori alla mediana, a causa delle inefficienze accumulate nella coda lunga delle operazioni. Nei casi più gravi, come quello della vulnerabilità Spring4Shell, la remediation ha richiesto fino a 266 giorni dall’identificazione.

Analizzando 52 vulnerabilità attivamente sfruttate, lo studio evidenzia che nell’88% dei casi i processi di remediation manuale non sono stati in grado di tenere il passo con la velocità degli attaccanti. A rendere il quadro ancora più critico, la metà di queste vulnerabilità era già stata sfruttata prima che venisse resa pubblica qualsiasi informazione al riguardo.

Nuove metriche per misurare l’esposizione reale al rischio

Per colmare le lacune delle metriche tradizionali — prima fra tutte il MTTR (Mean Time to Remediation), che misura la velocità operativa ma non cattura la durata effettiva dell’esposizione — Qualys introduce due nuovi indicatori complementari:

  • Average Window of Exposure (AWE): misura l’intera finestra temporale di esposizione, dal momento in cui una vulnerabilità diventa sfruttabile fino alla sua effettiva risoluzione su tutti gli asset coinvolti.
  • Risk Mass: quantifica il rischio cumulativo assorbito dall’organizzazione durante l’intero ciclo di remediation, mettendo in relazione il numero di asset vulnerabili con i giorni di esposizione.

I dati raccolti tramite l’AWE dipingono uno scenario preoccupante: all’atto della disclosure pubblica, l’85% degli asset vulnerabili non è ancora stato patchato. Dopo 21 giorni, un terzo degli asset rimane ancora esposto; a 90 giorni, la quota scende al 12%, ma continua a rappresentare una superficie di attacco tutt’altro che trascurabile.

Una superficie di attacco in rapida espansione

Dal 2022 a oggi, la superficie di attacco media delle organizzazioni è più che triplicata. I team di sicurezza stanno migliorando velocità ed efficienza operativa, ma questi progressi non bastano a compensare la crescita esponenziale del rischio, che continua ad avanzare a un ritmo superiore alla capacità di risposta.

Tra le categorie di asset più a rischio spiccano i dispositivi edge — firewall, VPN e gateway — che costituiscono il varco diretto verso le reti interne aziendali. La stragrande maggioranza delle vulnerabilità che li affligge viene sfruttata dagli attaccanti prima ancora che sia disponibile una disclosure pubblica, e questo avviene nonostante i tempi medi di remediation per questi sistemi siano relativamente più contenuti rispetto alla baseline KEV.

Meno dell’1% delle vulnerabilità rappresenta un rischio concreto e immediato

Delle oltre 48.000 vulnerabilità identificate nel 2025, soltanto 357 — pari allo 0,74% del totale — risultano effettivamente sfruttabili da remoto e attivamente utilizzate dagli attaccanti, con prove di exploitation confermate in ambienti reali. Questo dato sottolinea con forza l’urgenza di adottare modelli di prioritizzazione fondati sul rischio reale e contestuale, piuttosto che su semplici indicatori di severity.

La strada da percorrere: automazione, AI e un nuovo modello operativo

Lo studio dimostra che il divario tra attacco e difesa può essere colmato soltanto attraverso un cambio di paradigma radicale. Significativo, in questo senso, il fatto che il 15% delle organizzazioni analizzate sia riuscito a patchare le vulnerabilità prima ancora della loro inclusione nel catalogo KEV: una prova concreta che un approccio diverso è non solo auspicabile, ma già praticato con successo.

La risposta risiede nell’adozione di automazione avanzata e intelligenza artificiale integrate in un modello operativo end-to-end: il Risk Operations Center (ROC). Questo approccio — al centro della Qualys Enterprise TruRisk Platform — consente di identificare, confermare e risolvere le minacce realmente critiche alla velocità della macchina, eliminando i colli di bottiglia imposti dai processi manuali e riducendo drasticamente i tempi di esposizione.

Conclusioni

“The Broken Physics of Remediation” porta alla luce una verità ormai impossibile da ignorare: il modello operativo attuale non è più in grado di fronteggiare un panorama di minacce in costante e rapida evoluzione. Le organizzazioni che continueranno ad affidarsi esclusivamente a processi manuali si troveranno strutturalmente in svantaggio rispetto ad attaccanti che operano già alla velocità delle macchine. Solo attraverso l’innovazione tecnologica, l’automazione e un approccio genuinamente orientato al rischio reale sarà possibile ristabilire un equilibrio sostenibile tra velocità di attacco e capacità di difesa.

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Nuova nomina in Qualys https://www.datamanager.it/2026/02/nuova-nomina-in-qualys/ Tue, 03 Feb 2026 11:58:00 +0000 https://www.datamanager.it/?p=250674 Emilio Turani assume la guida della Regione Iberica (Spagna e Portogallo), oltre a Italia e Sud-Est Europa Qualys, fornitore leader di soluzioni cloud innovative per l’IT, la sicurezza e la compliance, annuncia l’estensione delle responsabilità di Emilio Turani, che assume la guida della Regione Iberica (Spagna e Portogallo), oltre a Italia e Sud-Est Europa. La […]

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Emilio Turani assume la guida della Regione Iberica (Spagna e Portogallo), oltre a Italia e Sud-Est Europa

Qualys, fornitore leader di soluzioni cloud innovative per l’IT, la sicurezza e la compliance, annuncia l’estensione delle responsabilità di Emilio Turani, che assume la guida della Regione Iberica (Spagna e Portogallo), oltre a Italia e Sud-Est Europa.

La nomina rientra nella più ampia evoluzione del modello organizzativo europeo di Qualys, progettato per rafforzare la leadership regionale, migliorare il presidio dei mercati chiave e sostenere le opportunità di crescita in un contesto macroeconomico e tecnologico in rapida trasformazione.

Emilio Turani aveva contribuito in modo determinante al set-up operativo della regione, supportando la costruzione del team locale, lo sviluppo del canale e l’acquisizione di clienti enterprise strategici. Oggi la Penisola Iberica rappresenta per Qualys un’area di rilevanza con una base clienti che annovera, tra le altre, importanti realtà internazionali.

Nel nuovo ruolo, Turani avrà il mandato di accelerare la crescita della Regione Iberica attraverso un focus strutturato sul new business, l’espansione del market share, il consolidamento della base clienti esistente e l’adozione estesa della piattaforma Qualys, incluse le soluzioni di Managed Risk Operations Center (MROC) ed Enterprise TruRisk Management (ETM).

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Qualys, come sta evolvendo la cybersecurity https://www.datamanager.it/2025/10/qualys-come-sta-evolvendo-la-cybersecurity/ Tue, 07 Oct 2025 12:25:31 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248093 CEO e Managing Director europeo dell’azienda USA, pioniera della sicurezza venduta come SaaS, gettano luce sulla direzione in cui questa industria si sta sviluppando Un panorama in continua e repentina evoluzione. È così che si potrebbe provare a riassumere in poche parole la visione del settore della Cybersecurity che emerge dal discorso di Emilio Turani, […]

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CEO e Managing Director europeo dell’azienda USA, pioniera della sicurezza venduta come SaaS, gettano luce sulla direzione in cui questa industria si sta sviluppando

Un panorama in continua e repentina evoluzione. È così che si potrebbe provare a riassumere in poche parole la visione del settore della Cybersecurity che emerge dal discorso di Emilio Turani, Managing Director di Qualys per Italia, SE Europa, Turchia e Grecia. «Negli ultimi anni e in particolare nel 2024 abbiamo assistito a tantissimi cambiamenti, ma la costante è che tuttora continuiamo ad attraversare un momento chiave per la sicurezza informatica. Agli inizi, quando qui in Italia seguivamo non più di 4 o 5 clienti principali, ricordo gli sguardi scettici che ricevevamo nel definirci “un’azienda innovativa”: la fiducia nei confronti del cloud ancora tardava a consolidarsi e tutti preferivano tenere i propri dati sotto al proprio cuscino. Oggi celebriamo oltre 500 clienti nel nostro Paese tra finanza, assicurazioni, manufatturiero, telco e PA, ma l’approccio delle persone è ancora simili e rimane tanto su cui lavorare».

Ci si sente, insomma, ancora al primo capitolo di questa storia. «La cosa più importante», riprende, «è rispettare il settore, comprenderlo a fondo per poter essere trasparenti e affidabili. Ci appoggiamo totalmente al canale, che ci garantisce un modello di business scalabile, e cerchiamo sempre di trovare partner proattivi e di essere al passo con le certificazioni: quest’ultime non rappresentano solo un timbro, ma in quest’ambiente possono diventare un vero e proprio USP».

Cambiano gli scenari, cambiano i paradigmi, cambia la tecnologia

Previsioni per l’immediato futuro? Difficili, anche a detta del CEO e Presidente di Qualys Sumedh Thakar, in visita in Italia oltre due anni dopo l’ultima volta. «Da allora abbiamo osservato evoluzioni che prima avremmo ritenuto inimmaginabili», commenta, «su tutte quelle relative all’AI che in pochi avrebbero pensato potesse rivestire un ruolo così predominante. Oggi la partita si gioca sul risk management: quanto dovrebbe spendere un’azienda in cybersicurezza per proteggere il proprio business? Nel tempo la risposta è mutata radicalmente, perché è cambiato anche il modo in cui il mondo guarda a questo settore. Non si tratta più di una best practice, ma di un elemento di interesse anche per i C-level. L’attenzione si è gradualmente spostata da quanto valore si protegge a quanto si spende per farlo e anche il modo stesso in cui si gestisce il rischio è diventato progressivamente più attivo».

Nell’ultimo anno, le patch rilasciate da Qualys – operazione che un tempo era considerata pertinenza unicamente dei comparti IT – sono state oltre 113 milioni. Riflesso di questo nuovo approccio nel quale però il credo dell’azienda, “conoscere il rischio non ti rende più sicuro”, resta sempre un pilastro centrale. «Altro tema fondamentale», continua Thakar, «è l’ampliamento del nostro portafoglio di soluzioni. I clienti nel corso degli anni investono su molteplici innovazioni e per questo motivo mostrano una certa reticenza al sostituire in toto i propri sistemi. Se è vero che la tecnologia continua a crescere, lo stesso non si può dire del budget dedicatole».

Gli strumenti per fare la differenza: ROC e Agentic AI

«La priorità, quindi», riassume il CEO, «diventa identificare quali siano i rischi effettivi da risolvere o monitorare con più attenzione, a discapito di quelli più trascurabili. Premesso che il “rischio zero” non esiste, bisogna prendere una scelta su quali siano accettabili e quali invece no, con un approccio logico che si distanzi dal più casuale “Whack-a-mole”. E per farlo capire ai board saper comunicare bene diventa imprescindibile. Basti pensare ai SOC: vengono sfruttati soprattutto in modo reattivo ad attacco già avvenuto, quando invece bisognerebbe provare a prevenirlo. Da qui la necessità di un ROC – così lo definiamo – per ottimizzare e automatizzare la gestione del rischio stessa».

Un bisogno dettato anche dal tempo sempre più ridotto in cui le minacce si concretizzano, forti della spinta dell’AI e delle ultime innovazioni. «Noi», conclude, «con la nostra piattaforma Enterprise TruRisk facciamo proprio questo: identifichiamo dove intervenire selettivamente per limitare i rischi con un impatto positivo per il business. Nella pratica, in un caso recente con quest’approccio abbiamo ridotto le criticità urgenti da oltre 62 milioni a poco più di 300mila, con il costo per gli interventi che è sceso da 3 milioni di dollari a circa 300mila. E qui entra in gioco Qualys Agentic AI: abbiamo creato un mercato dal quale i clienti possono attingere a una moltitudine di agenti specializzati in grado di proporre e applicare soluzioni in totale autonomia, con la possibilità per le aziende di sviluppare i propri a seconda delle specifiche necessità».

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Qualys presenta il primo Risk Operations Center del settore basato su Agentic AI, per una gestione autonoma del rischio https://www.datamanager.it/2025/09/qualys-presenta-il-primo-risk-operations-center-del-settore-basato-su-agentic-ai-per-una-gestione-autonoma-del-rischio/ Mon, 08 Sep 2025 08:55:19 +0000 https://www.datamanager.it/?p=247297 Il nuovo approccio introduce un marketplace di Agenti AI per il rischio informatico che gestiscono in autonomia ogni fase delle operazioni di cyber risk, migliorando drasticamente la postura di sicurezza e riducendo i costi operativi Qualys, fornitore leader di soluzioni IT, di sicurezza e conformità basate sul cloud, ha annunciato nuove funzionalità basate su intelligenza […]

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Il nuovo approccio introduce un marketplace di Agenti AI per il rischio informatico che gestiscono in autonomia ogni fase delle operazioni di cyber risk, migliorando drasticamente la postura di sicurezza e riducendo i costi operativi

Qualys, fornitore leader di soluzioni IT, di sicurezza e conformità basate sul cloud, ha annunciato nuove funzionalità basate su intelligenza artificiale agentica (Agentic AI) all’interno della propria piattaforma. La nuova architettura AI introduce un marketplace di Agenti AI per il rischio informatico che forniscono in tempo reale analisi dei rischi su tutte le superfici d’attacco, prioritizzate in base all’impatto sul business. Inoltre, questi agenti riducono i rischi e i costi operativi grazie a un processo di rimedio autonomo, rapido, scalabile e preciso, supportando un Risk Operations Center (ROC) più intelligente ed efficiente.

Di fronte a un aumento del volume e della sofisticazione delle minacce informatiche, accentuato dalla crescente complessità delle superfici d’attacco in continua evoluzione, i team di sicurezza si trovano a gestire milioni di esposizioni senza disporre del contesto necessario per allinearle alle priorità aziendali. Senza agenti AI auto-orchestranti che trasformino i dati in insight, prioritizzino i rischi e attuino contromisure in tempo reale, i team di sicurezza si trovano a fronteggiare colli di bottiglia manuali ed esposizioni persistenti. Qualys risponde con l’Agentic AI, eliminando compiti ripetitivi e abilitando flussi di lavoro autonomi, focalizzati sul rischio, che rafforzano i team e accelerano la protezione.

“La cybersicurezza non è mai riuscita a tenere il passo con il volume di esposizioni aziendali a causa della limitata capacità umana di prioritizzazione e rimedio”, ha dichiarato Tyler Shields, analista principale di Enterprise Strategy Group (ESG). “L’integrazione dell’Agentic AI nella piattaforma Qualys rappresenta un grande passo avanti: si passa da una risposta reattiva alla riduzione del rischio in tempo reale. Con rimedio autonomo e prioritizzazione intelligente, questo tipo di innovazione permette una riduzione del rischio più veloce, un uso più efficiente delle risorse e maggiore precisione nelle azioni consigliate. Questa evoluzione trasforma i team di sicurezza da operatori tattici a orchestratori strategici di AI agentica, avvicinandoci a un futuro della cybersicurezza auto-riparante”.

Integrando l’Agentic AI nella gestione del rischio Enterprise TruRisk Management (ETM), Qualys potenzia le proprie capacità di automazione incentrate sul rischio, offrendo decisioni più rapide e intelligenti. Già elemento chiave del ROC, ETM aggrega le esposizioni per misurare, comunicare ed eliminare i rischi informatici allineati al valore aziendale. Ora, con la nuova architettura AI, Qualys offre agenti AI preconfigurati che automatizzano la prioritizzazione delle minacce e guidano strategie di rimedio personalizzate in base alla propensione al rischio e all’ambiente di ciascuna organizzazione. Viene inoltre introdotto il Cyber Risk Assistant—un’interfaccia basata su prompt che aiuta i team a orientarsi nel percorso del rischio, interpretare milioni di esposizioni e fornire insight contestualizzati attraverso operazioni autonome.

Il Marketplace Qualys di agenti AI pronti all’uso offre:

  • Insight e prioritizzazione continui del rischio da esposizioni frammentate – Gli agenti AI preconfigurati gestiscono in modo autonomo e adattivo ogni fase del percorso del rischio informatico: dalla scoperta continua della superficie d’attacco esterna con una visione “da hacker”, alla valutazione proattiva dei rischi in relazione alle minacce emergenti del settore, fino alla loro prioritizzazione in base al contesto degli asset e dell’ambiente dell’organizzazione. Questo aiuta a ridurre i costi e la complessità delle operazioni di gestione del rischio.
  • Rimedi adattivi per una postura di sicurezza ottimale – Poiché i cybercriminali sfruttano le vulnerabilità in meno di 18 giorni, i team IT e di sicurezza si concentrano sulla riduzione del tempo medio di rimedio (MTTR). Gli Agenti AI per il Rimedio Adattivo, come il Microsoft Patch Tuesday Lifecycle Agent, triangolano continuamente vulnerabilità prioritarie, tecniche di rimedio correlate e contesto degli asset per attuare interventi rapidi, trasparenti ed efficaci. Questo riduce i costi e i tempi per chiudere le vulnerabilità.
  • Creazione di un agente AI personalizzato – I team di sicurezza possono creare agenti AI personalizzati, senza necessità di codice, addestrati in base alle esigenze specifiche dell’azienda. Questi agenti possono essere addestrati per svolgere compiti specializzati in modo autonomo e riutilizzati all’occorrenza—abilitando automazione scalabile e ripetibile per i flussi di lavoro di gestione del rischio.

“L’Agentic AI di Qualys, integrata nella gestione Enterprise TruRisk, sta trasformando il modo in cui le organizzazioni gestiscono il rischio informatico e alimenta un Risk Operations Center più intelligente e agile,” ha dichiarato Sumedh Thakar, presidente e CEO di Qualys. “Stiamo inaugurando una nuova era in cui i CISO possono potenziare i loro team con agenti AI intelligenti in grado di eseguire analisi autonome e prendere decisioni rapide, strategiche e ad alto impatto per ridurre il rischio in modo più efficiente”.

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Nuove nomine in casa Qualys: focus su canale e territorio https://www.datamanager.it/2025/05/nuove-nomine-in-casa-qualys-focus-su-canale-e-territorio/ Tue, 13 May 2025 10:19:23 +0000 https://www.datamanager.it/?p=245215 Con l’ingresso di Alessandro Senni e Nicola Di Stasi, l’azienda consolida il proprio ruolo di leader nelle soluzioni di cybersecurity end-to-end Qualys, azienda pionieristica e leader di mercato nella fornitura di innovative soluzioni per IT, sicurezza e conformità basate su cloud, prosegue nel suo impegno di rafforzare la propria leadership in Italia e annuncia la […]

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Con l’ingresso di Alessandro Senni e Nicola Di Stasi, l’azienda consolida il proprio ruolo di leader nelle soluzioni di cybersecurity end-to-end

Qualys, azienda pionieristica e leader di mercato nella fornitura di innovative soluzioni per IT, sicurezza e conformità basate su cloud, prosegue nel suo impegno di rafforzare la propria leadership in Italia e annuncia la nomina di Alessandro Senni come nuovo Channel Manager Italia e di Nicola Di Stasi con il ruolo di Sales Area Manager per il Sud Italia.

Le due nomine rappresentano un ulteriore investimento da parte di Qualys in un momento di forte espansione, in cui l’azienda si conferma come partner strategico per la sicurezza informatica, non solo attraverso il consolidamento della propria piattaforma storica, ma anche grazie all’introduzione di nuove soluzioni innovative: dalla Cloud Security alla gestione del rischio, fino alle più recenti funzionalità della Enterprise TruRisk Management (ETM) includendo la soluzione completa TotalAppSec per la gestione del rischio applicativo e le funzionalità migliorate di TotalAI per la sicurezza end-to-end per modelli LLM.

Con oltre vent’anni di esperienza nello sviluppo e nella gestione di clienti strategici, Nicola Di Stasi porta con sé una profonda conoscenza del mercato e una solida competenza nella conduzione di progetti complessi. Ha maturato esperienze significative anche nella gestione indiretta tramite canale e nella collaborazione con system integrator e partner strategici. Il suo ingresso avviene in concomitanza con l’arrivo di Alessandro Senni come nuovo Channel Manager Italia, segnando così un momento di rafforzamento dell’approccio congiunto di Qualys verso clienti e partner.

In questo ruolo, Senni è incaricato del rafforzamento delle relazioni con i partner esistenti e dell’espansione della rete di rivenditori, con l’obiettivo di promuovere soluzioni di cybersecurity avanzate per i clienti italiani. La sua esperienza nel settore della sicurezza informatica e la sua capacità di sviluppare strategie di canale avanzate lo rendono un punto di riferimento fondamentale per Qualys in Italia.

“Prosegue l’investimento strategico di Qualys nell’ampliamento del team con due figure strategiche selezionate, che ci consentono di rafforzare il nostro posizionamento e di estendere la capillarità della nostra offerta per portare alle aziende italiane soluzioni efficaci e integrate, rese sempre più accessibili sull’intero territorio nazionale” ha dichiarato Emilio Turani, Managing Director per Italia, South Eastern Europe, Turchia e Grecia.

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Qualys estende la protezione AI con TotalAI https://www.datamanager.it/2025/04/qualys-estende-la-protezione-ai-con-totalai/ Wed, 30 Apr 2025 07:19:15 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244980 Le nuove funzionalità includono threat coverage potenziato, difese multimodali e uno scanner integrato per LLM, garantendo visibilità e controllo continuo dalla fase di sviluppo al deployment Qualys, azienda pionieristica e leader di mercato nella fornitura di innovative soluzioni per IT, sicurezza e conformità basate su cloud, ha annunciato oggi importanti aggiornamenti alla sua soluzione TotalAI, […]

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Le nuove funzionalità includono threat coverage potenziato, difese multimodali e uno scanner integrato per LLM, garantendo visibilità e controllo continuo dalla fase di sviluppo al deployment

Qualys, azienda pionieristica e leader di mercato nella fornitura di innovative soluzioni per IT, sicurezza e conformità basate su cloud, ha annunciato oggi importanti aggiornamenti alla sua soluzione TotalAI, progettati per proteggere l’intera pipeline MLOps delle organizzazioni, dalla fase di sviluppo fino al deployment. Le organizzazioni potranno ora testare rapidamente i propri modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), anche durante i cicli di test in fase di sviluppo, con una protezione più solida contro un numero maggiore di attacchi e funzionalità di scansione on-premise grazie a uno scanner LLM interno.

Con l’attuale corsa all’adozione dell’AI, le organizzazioni si stanno muovendo a un ritmo senza precedenti – spesso senza implementare i controlli di sicurezza fondamentali necessari per gestire i rischi. Uno studio recente ha rilevato che il 72% dei CISO è preoccupato che le soluzioni di AI generativa possano causare violazioni della sicurezza nelle proprie organizzazioni. Le imprese hanno bisogno di una soluzione più efficace per colmare il divario tra innovazione e implementazione sicura.

“Poiché l’AI sta diventando un elemento centrale dell’innovazione aziendale, la sicurezza non può più essere un ripensamento”, ha dichiarato Tyler Shields, Principal Analyst presso Enterprise Strategy Group. “Qualys TotalAI garantisce che vengano distribuiti in produzione solo modelli affidabili e verificati, consentendo alle organizzazioni di unire agilità e garanzia nell’uso dell’AI. Questa sicurezza aiuta le imprese a raggiungere i propri obiettivi di innovazione gestendo al contempo i rischi”.

Qualys TotalAI è progettato specificamente per affrontare le particolari sfide legate ai rischi dell’AI, andando oltre le semplici valutazioni dell’infrastruttura per testare direttamente i modelli alla ricerca di vulnerabilità di jailbreak, bias, esposizione di informazioni sensibili e rischi critici mappati sull’OWASP Top 10 per i LLM.

Adottando un approccio basato sul rischio, TotalAI non si limita a individuare le esposizioni specifiche dell’AI: aiuta anche i team a risolverle più rapidamente, proteggere la resilienza operativa e mantenere la fiducia nel brand.

Grazie a TotalAI i clienti potranno beneficiare di:

  • Prioritizzazione automatica dei rischi di sicurezza dell’AI: i risultati vengono mappati rispetto a tattiche avversarie reali tramite MITRE ATLAS e automaticamente prioritizzati dal motore di scoring Qualys TruRisk, consentendo ai team di sicurezza, IT e MLOps di concentrarsi sui rischi più critici per il business.
  • Sviluppo di applicazioni AI più rapido e sicuro: grazie al nuovo scanner LLM interno on-premise, le organizzazioni possono ora integrare un test di sicurezza completo dei modelli LLM durante le fasi di sviluppo, staging e deployment, il tutto senza mai esporre i modelli esternamente. Questo approccio “shift-left”, che incorpora la sicurezza e il testing delle applicazioni basate su AI nei flussi di lavoro CI/CD esistenti, rafforza sia l’agilità che la postura di sicurezza, garantendo al contempo che i modelli sensibili rimangano protetti dietro i firewall aziendali.
  • Difesa in modo potenziato dalle minacce emergenti dell’AI: TotalAI ora si espande per rilevare 40 diversi scenari di attacco, inclusi tecniche avanzate di jailbreak, iniezioni e manipolazioni di prompt, exploit multilingue e amplificazione dei bias. Gli scenari ampliati simulano tattiche avversarie reali e rafforzano la resilienza dei modelli contro gli exploit, impedendo agli attaccanti di manipolare i risultati o eludere le misure di protezione.
  • Protezione da exploit cross-modali con copertura delle minacce multimodali: il rilevamento multimodale avanzato di TotalAI identifica prompt o alterazioni nascoste all’interno di immagini, audio e video progettati per manipolare i risultati dei LLM, aiutando le organizzazioni a proteggersi dagli exploit cross-modali.

“L’AI sta rimodellando il modo in cui le aziende operano, ma con questa innovazione arrivano anche nuovi e complessi rischi”, ha dichiarato Sumedh Thakar, Presidente e CEO di Qualys. “TotalAI offre la visibilità, l’intelligence e l’automazione necessarie per rimanere agili e sicuri, proteggendo i carichi di lavoro AI in ogni fase — dallo sviluppo fino al deployment. Siamo orgogliosi di guidare la strada con la soluzione più completa del settore, aiutando le aziende a innovare con fiducia, rimanendo al contempo avanti rispetto alle minacce emergenti dell’AI”.

 

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Le previsioni e i trend del Cyber Risk Management nel 2025 secondo Qualys https://www.datamanager.it/2024/12/le-previsioni-e-i-trend-del-cyber-risk-management-nel-2025-secondo-qualys/ Tue, 17 Dec 2024 14:48:12 +0000 https://www.datamanager.it/?p=242295 Le previsioni e i trend del Cyber Risk Management nel 2025 secondo gli esperti di Qualys Richard Seiersen Chief Risk Tech Officer, Qualys L’uso crescente dell’AI non cambierà le basi delle strategie di cybersecurity “Anche se molte aziende stanno cercando la migliore soluzione AI per combattere il fuoco con il fuoco, mi viene in mente […]

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Le previsioni e i trend del Cyber Risk Management nel 2025 secondo gli esperti di Qualys

Richard Seiersen Chief Risk Tech Officer, Qualys

  1. L’uso crescente dell’AI non cambierà le basi delle strategie di cybersecurity

“Anche se molte aziende stanno cercando la migliore soluzione AI per combattere il fuoco con il fuoco, mi viene in mente la famosa citazione di Alphonse Karr, ‘Più le cose cambiano, più rimangono le stesse’. Pertanto, una domanda migliore è: ‘Cosa rischiano le aziende (ovvero qual è il valore a rischio) dall’abuso e dall’uso improprio dell’AI?’ E quale parte di questo rischio può essere affrontata con le capacità di sicurezza attuali? Ad esempio, proteggere un agente IA da minacce come la falsificazione, la manomissione, la divulgazione di informazioni, il rifiuto di servizio, l’escalation dei privilegi è davvero qualcosa di nuovo? Richiede investimenti in un “stack” di sicurezza dedicato all’AI? Allo stesso modo, considera che i modelli AI consistono di codice open source e proprietario distribuito on-premise, nel cloud o in entrambi. Le pratiche di sicurezza delle infrastrutture, della pipeline software e della supply chain sono ancora valide. Quindi, la domanda è: abbiamo veramente bisogno di una riflessione completa sulla sicurezza?

La mia raccomandazione è che i team di sicurezza affrontino proattivamente queste minacce in evoluzione sviluppando modelli di minacce robusti e stabilendo misure di protezione – essenzialmente soluzioni ‘sicure by default’. In definitiva, la sfida principale sta nell’equilibrare il desiderio di trasformazione digitale rapida con l’imperativo di proteggere gli asset aziendali da potenziali abusi legati all’AI”.

  1. Il ‘fattore umano’ sarà cruciale per difendersi dall’aumento degli hacker che utilizzano l’AI per attacchi offensivi

“L’AI consentirà agli attori malintenzionati di fare ciò che hanno sempre fatto, ma molto più velocemente. Proprio come i difensori, anche loro utilizzeranno l’AI per automatizzare lo sviluppo del software e accelerare l’analisi di enormi quantità di dati per scoprire vulnerabilità plausibili e selezionare ed eseguire exploit.

Una zona critica per il miglioramento riguarda le vulnerabilità umane, spesso chiamate ‘livello 8’ nella cybersecurity. Poiché gli esseri umani sono facilmente ingannabili, è essenziale implementare forme più forti di autenticazione a più fattori e gestione degli accessi privilegiati. Queste misure possono aiutare a mitigare i rischi associati a ingegneria sociale e frode bancaria, che probabilmente aumenteranno man mano che gli attaccanti utilizzeranno l’AI per tattiche più sofisticate”.

  1. Nei prossimi cinque anni, la cybersecurity guidata dall’AI migliorerà l’efficienza operativa per i difensori, ma l’elemento umano rimarrà cruciale nell’interpretare i dati e prendere decisioni.

“Nei prossimi cinque anni, ci aspettiamo significativi miglioramenti nell’efficienza operativa e del capitale per i difensori, poiché l’AI continuerà ad automatizzare i compiti di routine e a semplificare i processi. Ciò libererà i professionisti della sicurezza per concentrarsi su sfide più complesse, in particolare quelle che riguardano l”incertezza irriducibile’—situazioni in cui il rischio non può essere pienamente compreso attraverso dati empirici.

Mentre gli aspetti deterministici della cybersecurity vengono automatizzati, il ruolo degli esperti si sposterà progressivamente verso la presa di decisioni in scenari incerti. L’AI aiuterà a modellare questi rischi, ma l’efficacia di questi modelli dipenderà fortemente dall’esperienza e dalle assunzioni dei professionisti della sicurezza che li utilizzeranno. Ciò significa che, mentre l’AI migliorerà le capacità analitiche, l’elemento umano rimarrà fondamentale nell’interpretare i dati e nel fare scelte informate tra alternative plausibili. I professionisti della sicurezza continueranno a svolgere un ruolo vitale nel navigare le complessità e le incertezze, sottolineando l’importanza della loro esperienza nel panorama in evoluzione della cybersecurity guidata dall’AI”.

  1. L’automazione e l’orchestrazione diventeranno sempre più importanti nel 2025 per centralizzare la telemetria del rischio tra cloud, endpoint e dispositivi IoT.

“Centralizzare tutta la telemetria del rischio in un unico luogo diventerà comune. Molte organizzazioni stanno già aggregando dati sui rischi IT, OT e nativi del cloud in laghi di dati di sicurezza, includendo lo stato degli asset e le modifiche nel tempo, insieme a minacce e vulnerabilità. Va notato che il consumo di telemetria non è lo stesso della misurazione del rischio. Al minimo, gli asset devono essere normalizzati e i punteggi devono essere razionalizzati. Da lì, l’automazione consentirà alle organizzazioni di misurare l’efficienza operativa nel controllo delle superfici di attacco e implementare ‘policy-as-code’ utilizzando copiloti AI. Gli strumenti guidati dall’AI ridurranno il rischio in modo efficiente sia dal punto di vista operativo che del capitale”.

  1. La quantificazione del rischio informatico (CRQ) sarà una pratica fondamentale per la maggior parte dei CISO nei prossimi cinque anni.

“Misurare il rischio è una capacità fondamentale, non un prodotto. Con la crescita della maturità della cybersecurity, l’integrazione di metriche finanziarie con i dati di sicurezza tecnici diventerà critica. L’industria lo chiama ‘CRQ’, ma io lo chiamo gestione del rischio informatico. Non si può estrarre una misurazione quantitativa dal più ampio dominio della gestione del rischio informatico – sono la stessa cosa. La buona notizia è che la maggior parte dei CISO avrà capacità CRQ nel 2025, in parte o completamente integrate nei loro programmi di gestione del rischio informatico”.

  1. La relazione tra CISO, C-suite e Consigli di Amministrazione evolverà verso una collaborazione più strategica, spinta dal focus su efficienza economica e operativa.

“Il CISO che si concentra su efficienza economica e operativa sarà amico dei leader aziendali focalizzati sugli affari. Il CISO moderno vedrà la gestione del rischio come riduzione dell’impatto aziendale senza far lievitare i costi. È così semplice in teoria. In pratica, il CISO deve farlo in modo strutturato, spiegabile agli stakeholder aziendali e attuabile dagli operatori, il che ci riporta alla misurazione come abilità professionale e capacità di sicurezza fondamentale. Una comunicazione chiara e misurabile sarà essenziale, permettendo ai CISO di tradurre strategie di sicurezza complesse in intuizioni attuabili per i leader aziendali. In breve, la nostra relazione con i dirigenti aziendali che si concentrano sulla vittoria migliorerà nella misura in cui adotteremo i giusti concetti, oggetti e metodi di misurazione. Questo approccio favorirà collaborazioni più forti con la C-suite, migliorando il processo decisionale e guidando i risultati aziendali mentre si gestisce efficacemente il rischio informatico”.

Mayuresh Dani Manager, Security Research for Qualys Threat Research Unit (TRU)

  1. La superficie di attacco si espanderà nel 2025 con la crescente adozione di AI/ML, con rischi maggiori derivanti da minacce emergenti e esposizione dei dati.

“Con l’adozione crescente di AI/ML, si espande anche la superficie di attacco, con nuovi componenti, porte aperte e account fantasma che portano a più vulnerabilità e ambienti insicuri. L’AI viene anche utilizzata dai criminali informatici, consentendo attacchi generati da AI che aggirano le misure di sicurezza tradizionali. Il rilascio di nuovi modelli aumenta il rischio di ‘jailbreaking’, esponendo dati sensibili.

Per proteggere questi sistemi, le organizzazioni dovrebbero:

  1. Testare rigorosamente i dati condivisi.
  2. Implementare un ambiente zero-trust.
  3. Monitorare i componenti e le loro interazioni.
  4. Effettuare test frequenti e aggiornamenti.

Nel 2025 vedremo anche un aumento delle configurazioni multi-cloud che elaborano i dati AI/ML, aumentando esponenzialmente la superficie di attacco”.

  1. AI/ML aiuterà ad accelerare sia gli attori delle minacce che i difensori contro le minacce.

“Nel 2024, abbiamo già visto malware scritto da AI. Nel 2025, le sfide comprenderanno la scoperta di nuovi strumenti di protezione AI/ML e la prevenzione dell’esposizione dei dati successiva quando i dipendenti condividono dettagli di progetti con modelli LLM maligni. Gli attaccanti hanno già sfruttato vulnerabilità come l’esecuzione remota di codice nel software AI/ML, che soffre di bassa visibilità interna.

In risposta, ci si aspetta miglioramenti nel pentesting, red teaming e nella scansione delle vulnerabilità, con un focus sull’identificazione migliore delle vulnerabilità, miglior reporting e test automatizzati per migliorare la gestione delle superfici di attacco”.

  1. La protezione dell’Agentic AI sarà un altro importante rischio di esposizione.

“L’Agentic AI, ovvero l’AI che può prendere autonomamente decisioni e azioni, diventerà più diffuso nelle organizzazioni. Questo richiederà accesso privilegiato aggiuntivo. Poiché questo è ancora un campo emergente, i professionisti della sicurezza e della privacy dovranno aggiornarsi per proteggere l’Agentic AI end-to-end e assicurarsi che i dati siano pronti per l’AI”.

Richard Sorosina CTSO e VP Solution Architecture EMEA & APAC, Qualys

  1. La spinta alla consolidazione delle capacità di sicurezza aumenterà, con l’obiettivo di sfruttare piattaforme di sicurezza unificate.

“La consolidazione delle capacità di sicurezza è stata un obiettivo per molte organizzazioni per un po’ di tempo, e questo continuerà a crescere nel 2025. Ora, le organizzazioni stanno passando sempre più verso un approccio basato su piattaforme unificate che possano fornire una visione centralizzata del rischio in tutta l’organizzazione e meccanismi per rimediare tale rischio quando viene rilevato. Questo è stato principalmente motivato dalla necessità di ridurre la complessità, aumentare l’efficienza operativa, migliorare le capacità di rilevamento e risposta e ridurre i costi complessivi. Una piattaforma unificata non è una soluzione unica che fa tutto, ma è quella che offre un set robusto di capacità di base, con un ecosistema ben integrato di partner che forniscono contesti aggiuntivi. Una piattaforma di sicurezza ben integrata che consente alle organizzazioni di scoprire, dare priorità e rimediare il rischio critico per il business servirà a eliminare le sfide della complessità, dell’inefficienza e dell’aumento dei costi di proprietà, consentendo alle aziende di concentrarsi su ciò che è più importante per loro”.

Emilio Turani Managing Director per Italia, South Eastern Europe, Turchia e Grecia

I CISO intensificheranno la gestione del rischio nel 2025. “Adottando questo approccio, potranno concentrarsi operativamente sui rischi più gravi per la loro azienda, quantificando le implicazioni finanziarie. Questo permetterà loro di giustificare gli investimenti nei giusti controlli e compensare i rischi residui con le opportune polizze assicurative. Inoltre, l’accelerazione digitale in tutte le aziende sta spingendo la richiesta di un mix di competenze più dinamico. Le operazioni di sicurezza nel cloud continueranno a essere un grande focus nell’anno a venire per supportare questa spinta. Il reclutamento da dipartimenti adiacenti per colmare le lacune sarà un obiettivo importante per ridurre i gap di competenze visti nel 2024″.

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