Quest Software – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 13 Dec 2023 08:27:18 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Quest Software – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Data Maturity Model, un approccio strutturato alla Data Governance https://www.datamanager.it/2023/12/data-maturity-model-un-approccio-strutturato-alla-data-governance/ Wed, 13 Dec 2023 08:27:18 +0000 https://www.datamanager.it/?p=233231 I dati sono da sempre una risorsa fondamentale di qualsiasi organizzazione e la governance dei dati aiuta a garantire che i dati siano utilizzabili, accessibili e protetti e usa i dati per identificare tendenze, risparmiare sui costi e prendere decisioni. Un ambiente dati maturo è quindi caratterizzato dalla fiducia che gli utenti hanno nei dati […]

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I dati sono da sempre una risorsa fondamentale di qualsiasi organizzazione e la governance dei dati aiuta a garantire che i dati siano utilizzabili, accessibili e protetti e usa i dati per identificare tendenze, risparmiare sui costi e prendere decisioni. Un ambiente dati maturo è quindi caratterizzato dalla fiducia che gli utenti hanno nei dati che sono stati governati, profilati, curati e valutati.

E’ importante quindi per una azienda riuscire ad identificare il proprio livello di maturità e definire delle azioni e delle iniziative necessarie per migliorare e massimizzare il valore dei dati. Nell’era dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione, non possiamo fare affidamento sulla nostra esperienza ma abbiamo bisogno di strumenti a supporto e indicatori.

Quest, da più di 30 anni nel mondo dei dati, propone un modello di Data Maturity basato sulla sua esperienza nell’area dati e sull’uso delle piattaforme erwin Data Modeler e erwin Data Intelligence.

MODELLAZIONE: il disegno di modelli dati, e la definizione di standard e best practise, sono sempre più attività core per la Data Governance e coinvolgono stakeholder anche al di fuori dell’area IT. Il percorso di maturità dei dati inizia con la modellazione e la comprensione dei dati e della relativa architettura.

IL CATALOGO DEI DATI: è estremamente importante riuscire a gestire un Catalogo Dati centralizzato di tutte le sorgenti informative aziendali per consentire una ricerca esaustiva e affidabile delle informazioni ed è fondamentale alimentare il Catalogo Dati in modalità quanto più possibile automatica.

ARRICCHIMENTO DELLE INFORMAZIONI e GOVERNO: i metadati tenici devono essere arricchiti di significato attraverso l’identificazione di elementi di business ai quali sono collegati, quali Termini di Business, Business Policy o Processi aziendali.  Altrettanto fondamentale è l’assegnazione delle responsabilità attraverso l’individuazione del data owner e del data steward. L’individuazione delle responsabilità e l’assegnazione di ownership e stewardship rende possibile implementare la fase di governo del dato.

OSSERVAZIONE: a questo punto l’azienda è in grado di osservare i  propri dati e prendere decisioni consapevoli e informate. Questa fase deve essere supportata da strumenti di Data Lineage e Impact Analisys, ovvero mappe e report di dettaglio in grado di mostrare tutto il percorso che il dato compie dalla sua nascita, alle trasformazioni e movimentazioni che subisce, fino alla sua fruizione finale.

SCORE e SHOP: con una migliore visibilità delle informazioni, l’azienda è pronta a misurare i propri dati e assegnare degli score per la corretta individuazione degli asset sicuri, attendibili e di qualità. I dati per restituire valore devono essere comprensibili e accessibili da tutti in azienda, preferibilmente in modalità autonoma.

I prodotti erwin Data Modeler ed erwin Data Intelligence supportano le aziende nell’impostazione di un modello di data governance.

Con erwin Data Modeler è possibile modellare strutture dati concettuali, logiche e fisiche, definire standard di denominazione ed effettuare operazioni di reverse e forward engineering da sorgenti SQL e NO-SQL, e attraverso l’integrazione con il tool erwin Data Intelligence, alimentare il Data Catalog aziendale.

Attraverso un sistema di connettori Standard e Smart, la piattaforma erwin Data Intelligence consente di effettuare l’ingestion di informazioni da fonti dati AT-REST e IN-MOTION e completare il popolamento e la manutenzione del Data Catalog. Inoltre con le Mind Map consente di visualizzare, ad esempio, Rules e Policy relative ad un Termine di Business, Processi che usano e trasformano il dato, ma anche i metadati tecnici che lo realizzano come tabelle o colonne. Consente di definire dei workflow per l’approvazione e revisione degli asset dati da parte dei diversi ruoli aziendali e di migliorare la produttività di questi ruoli attivi della Data Governance, attraverso operazioni massive di aggiornamento e propagazione di modifiche come la classificazione dei Dati Sensibili e l’automatizzazione dei legami tra Termini di Business e metadati tecnici con meccanismi di AI. Permette di assegnare in modo automatico uno score agli asset dati (Bronze, Silver e Gold)  basato sulle elaborazioni del modulo Data Quality, sul rating degli utenti e sulla completezza delle informazioni, e attraverso il Data Marketplace consente di visualizzare e comparare gli asset dati in modalità self-service. In questo modo è possibile individuare il prodotto dati di migliore qualità e valore.

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Migrazione del dato, perché governance e modellazione diventano fondamentali https://www.datamanager.it/2023/10/migrazione-del-dato-perche-governance-e-modellazione-diventano-fondamentali/ Fri, 27 Oct 2023 08:00:48 +0000 https://www.datamanager.it/?p=231827 Quest Software racconta i pregi di uno spostamento ragionato del database, che diventa elemento di valore del business Se c’è un aspetto che la trasformazione digitale ha posto in evidenza è la grande mole di dati che si produce giorno dopo giorno, in qualsiasi azienda, di qualunque settore. Una produzione che spesso si rispecchia, in […]

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Quest Software racconta i pregi di uno spostamento ragionato del database, che diventa elemento di valore del business

Se c’è un aspetto che la trasformazione digitale ha posto in evidenza è la grande mole di dati che si produce giorno dopo giorno, in qualsiasi azienda, di qualunque settore. Una produzione che spesso si rispecchia, in negativo, nello spostamento dei dati da una parte all’altra, anche dall’on-premise al cloud. Ripensare gli schemi, ossia i contenuti, permette non solo di risparmiare in storage ma anche di acquisire fluidità e maggiori opportunità di business. Lo sa bene Quest Software, che lavora proprio su concetti come spostamento ma anche governance e modellazione. L’azienda è divisa tre business unit. La prima, la Platform Management, si occupa delle soluzioni Microsoft, dalla gestione dell’active directory alla migrazione, anche delle caselle di posta elettronica. La seconda è One Identity, ed è specializzata sull’accesso ai sistemi. L’ultima business unit, Information and Systems Management, è focalizzata sulla gestione e protezione del dato. Con l’acquisizione, due anni fa, di Erwin, la BU ha integrato anche processi di data modeling, arricchendo così la propria offerta.

La pandemia

Quando si è iniziato a lavorare massivamente da remoto, sono entrati in gioco diversi aspetti legati al “nuovo” mondo ibrido. “Le aziende si sono ritrovate a dover governare flussi differenti, con i dipendenti che hanno avuto accesso a base dati eterogenee, da postazioni non sempre controllate” ci dice Alessandro Falchetti, Systems Consultant di Quest Software. “Questo ha reso più necessario adottare un approccio cautelativo, anche a considerazione del boom del cloud, che ha trasformato il panorama dell’on-premise”.

Il valore del dato

Nell’ambito di un programma complessivo di governance dei dati, la modellazione dei dati rappresenta allora un passaggio prezioso ma spesso trascurato. “Modellando i dati come precursori o prerequisiti per lo spostamento, si possono identificare gli elementi importanti, stabilire dove si trovano i dati e renderli più sicuri. Di conseguenza, è molto più semplice portare i dati giusti nel posto giusto al momento giusto, così da aiutare le parti interessate a prendere decisioni informate e data-driven”. Con un’infrastruttura ibrida, la cosiddetta “movimentazione” del dato assume contorni specifici, a cui dedicare piattaforme ad-hoc. “In questo scenario, la tecnologia di Quest Software permette di spostare, con totale sicurezza, l’informazione più di valore per i clienti, applicando tutte le misure idonee a garantire la validità del dato stesso”.

Replica Dinamica

Oltre alla movimentazione one-shot, ossia il backup/restore, c’è un ulteriore aspetto da tenere presente oggi, quello della dinamicità con cui le imprese cambiano piattaforma, con una movimentazione più rapida e frequente. “Esistono dunque diverse tipologie di movimentazione, come la replica, un modo utile anche per scremare la quantità di informazioni che fanno parte del know-how dell’azienda. Lo spostamento dinamico dei dati riguarda anche la movimentazione tra tipi e strutture diversi. Con l’aumento della quantità di dati e l’identificazione di nuovi e più ampi utilizzi, lo spostamento dinamico dei dati supera la tradizionale replica dei database”. In tal senso, l’organizzazione può adottare database open source e NoSQL e tecnologie di streaming di dati come Kafka anche se ciò richiede quasi sempre lo spostamento dei dati in modo selettivo, in tempo reale tra piattaforme diverse.

Comprendere il dato

Come sottolinea Falchetti, nelle attività di spostamento dei dati, non così spesso i clienti compiono un ragionamento identificativo su “cosa” movimentare. Questo rappresenta un rischio? “Sicuramente sarebbe una buona pratica quella di analizzare il volume e il contenuto delle tabelle, se ospitano o meno dati sensibili, invece di muoverli in massa. L’ottimizzazione e l’efficientamento è qualcosa su cui ancora lavorare”. Eppure, proprio questo tipo di ottimizzazione darebbe alle aziende modo di accrescere il valore del proprio dato e quindi del business. Serve, anche qui, una comprensione del contesto. “Le organizzazioni che archiviano i dati, e che li considerano il vero tesoro del loro lavoro, di rado si rendono conto che il dato di per sé assume contorni differenti, con elementi strutturati e non. Deve esservi allora un’analisi a priori su cosa si sta caricando, per poter valorizzare davvero le informazioni all’interno delle imprese e sfruttarle in un secondo momento, quando più opportuno”.

Per maggiori informazioni scarica il white paper gratuito  “Empowering everyone to bring the right data to every decision”


Quest fornisce soluzioni software per l’informatica enterprise in continuo sviluppo. Permette di semplificare le problematiche date dall’esplosione dei dati, dall’espansione del cloud, dai datacenter ibridi, dalle minacce alla sicurezza e dalla compliance alle regolamentazioni. Quest è un provider globale per 130.000 aziende localizzate in oltre 100 paesi, tra cui troviamo il 95% dei Fortune 500 e il 90% dei Global 1000. Dalla nascita nel 1987 ad oggi ha costruito un portafoglio di soluzioni che comprende database management, data protection, identity e access management, Microsoft platform management e unified endpoint management. Con Quest le aziende passano molto meno tempo a gestire il lato amministrativo dell’lT e si occupano sempre più di innovare il business.

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Se non adotti il BYOD… sei out https://www.datamanager.it/news/se-non-adotti-il-byod-sei-out-43785.html Fri, 25 Jan 2013 15:15:54 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/se-non-adotti-il-byod-sei-out/ Dell presenta i risultati del sondaggio globale in ambito BYOD

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Dell presenta i risultati del sondaggio globale in ambito BYOD

Singapore risulta essere la nazione più attenta alle esigenze degli utenti, seguita da Regno Unito, Australia, Francia e Italia. Gli Stati Uniti si posizionano all’ultimo posto nella classifica dei paesi che considerano prioritaria la gestione strategica degli utenti rispetto a quella dei dispositivi. Quasi tre quarti delle aziende che hanno adottato una strategia BYOD focalizzata sull’utente hanno riscontrato significativi miglioramenti nella produttività dei dipendenti, nei tempi di risposta dei clienti e nei processi lavorativi. I risultati del sondaggio dimostrano che, con la crescita delle strategie BYOD e un atteggiamento che si sposta dalla semplice gestione dei device a una maggiore attenzione per gli utenti e per le applicazioni, le aziende ottengono maggiori benefici e affrontano minori interruzioni.

Dell Quest Software rende noti i risultati di un sondaggio globale condotto sui responsabili dei sistemi IT per valutare il livello di maturità delle aziende in ambito Bring Your Own Device (BYOD) e per fare un bilancio dei pro e contro riscontrati con l’implementazione di tali strategie. Dai risultati emerge che circa il 70% delle aziende ritiene che il BYOD possa migliorare i processi lavorativi e contribuire ad aumentare la produttività futura, mentre il 59% delle aziende ritiene che senza tecnologie BYOD la loro competitività sarebbe ridotta.

Da un sondaggio condotto su quasi 1500 IT decision maker di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia, Australia, Singapore, India e regione di Pechino, risulta che le aziende sono ottimiste sui vantaggi potenzialmente offerti dal BYOD. In particolare, dal sondaggio emerge che:

• Circa tre quarti degli intervistati afferma che le tecnologie BYOD possono portare benefici considerevoli, a patto che vengano compresi i diritti e le necessità di ogni utente. Solo il 17% delle aziende, tuttavia, dimostra di comprendere fino in fondo queste esigenze incoraggiando il BYOD e fornendo un adeguato supporto a chi gestisce attivamente i device dei dipendenti.

• In media, gli intervistati hanno identificato 4 principali benefici per i dipendenti, tra cui un orario di lavoro più flessibile, la possibilità di incoraggiare la creatività, velocizzare l’innovazione e agevolare la collaborazione e il lavoro di squadra.

“In questo periodo, siamo testimoni di importanti mutamenti nel modo in cui gli utenti interagiscono con la tecnologia attraverso i loro device personali. Di conseguenza, cambia anche il ruolo che il BYOD sta assumendo nella trasformazione della cultura IT aziendale”, afferma Roger Bjork, director, Enterprise Mobility Solutions, Dell Software Group. “Questo sondaggio globale conferma ciò che avevamo già intuito da tempo: le aziende che adottano un approccio al BYOD focalizzato sull’utente, infatti, possono ottenere maggiori benefici, ridurre gli ostacoli e generare un valore reale e immediato in termini di efficienza, produttività e competitività. Le aziende più lente nell’implementazione delle tecnologie BYOD o quelle costrette ad adottare un approccio device-centrico potrebbero invece trovarsi ad affrontare maggiori sfide, correndo inoltre il rischio di restare indietro dal punto di vista competitivo”.

La tecnologia BYOD può portare maggiori vantaggi e meno interruzioni

• I risultati del sondaggio evidenziano come le aziende con programmi BYOD definiti vadano incontro a maggiori benefici. Le aziende di Pechino, in particolare, sono le più ottimiste nel valutare i potenziali vantaggi offerti dal BYOD.

• Le aziende che considerano le applicazioni parte di una solida strategia BYOD sono più propense a collegare e gestire i device in base agli utenti, a definire chiaramente i ruoli per la community di utenti in un unico database centrale, a seguire e supportare il livello di mobility di ogni utente e a fornire agli utenti applicazioni basate sul loro ruolo all’interno dell’azienda.

• Una strategia user-centrica può avere un importante impatto positivo garantendo alle aziende benefici nell’ambito della gestione dei dati e della sicurezza, della produttività dei dipendenti e della soddisfazione del cliente. Il 74% circa degli intervistati ha potuto osservare miglioramenti nella produttività dei dipendenti, mentre il 70% circa ha notato tempi di risposta dei clienti più veloci.

• Le aziende che hanno adottato programmi BYOD hanno dunque potuto apprezzare miglioramenti significativi nella produttività dei dipendenti, nei tempi di risposta dei clienti e nell’efficienza delle operazioni.

• Le aziende con policy BYOD consolidate saranno meno soggette a interruzioni e più di un quarto di tali aziende non ne subiranno affatto.

• Più di metà degli intervistati afferma che il BYOD ha completamente cambiato la loro cultura IT (circa il 56%) e/o aziendale (circa il 54%).

Il BYOD nel mondo

• Stati Uniti, regione di Pechino e Australia sono i 3 Paesi che incoraggiano maggiormente il BYOD gestendo e supportando attivamente i dispositivi che gli utenti intendono portare nell’ambiente aziendale. Francia, Germania e Regno Unito, invece, sono i Paesi che forniscono il supporto minore in questo senso.

• Le due aree tecnologiche che vengono generalmente implementate per prime in ambito BYOD riguardano la virtualizzazione dei desktop e il Mobile Device Management (MDM). Francia, Germania, Spagna, Italia e Australia hanno implementato per prime la virtualizzazione del desktop, mentre Singapore, India, Pechino, Regno Unito e Stati Uniti hanno iniziato con l’MDM.

• In India e a Pechino tutte le aziende intervistate hanno in programma (se non l’hanno già fatto) di offrire supporto per i device personali.

• In Germania solo il 19% degli intervistati ha affermato che gli utenti avrebbero dovuto dotarsi di un programma di supporto per tutti i device personali – il solo Paese con un dato più basso è il Regno Unito. In Germania tre aziende su dieci, comunque, affermano che la loro policy BYOD non prevede che i dipendenti rispettino regole particolari quando utilizzano device mobili.

• Pechino, India e Francia sono stati i primi 3 Paesi ad affermare che qualsiasi policy di supporto BYOD avrebbe richiesto ai dipendenti di adeguare i device personali alle policy di utilizzo aziendale.

“Durante la mia precedente esperienza come CIO di Quest Software, abbiamo supportato con la nostra offerta IT circa 4000 dipendenti distribuiti in 60 uffici in 23 Paesi per ottimizzare l’utilizzo dei loro dispositivi mobili preferiti, (telefoni, tablet o laptop non standard) per svolgere al meglio il loro lavoro”, spiega Carol Fawcett, Chief Information Officer, Dell Software Group. “Invece di preoccuparci di ogni singolo dispositivo, ci siamo concentrati sulla capacità di fornire accesso alle applicazioni e ai dati necessari ad ogni dipendente, a prescindere dal device utilizzato. Un simile approccio ci ha consentito di adottare una strategia efficace per affrontare i principali problemi legati al BYOD a livello di sicurezza, diritti di accesso e perdita dei dati. I risultati di questo sondaggio evidenziano quanto sia importante mettere gli utenti al primo posto in modo da sviluppare policy più efficaci e fare delle tecnologie BYOD un vantaggio sostenibile a lungo termine per le aziende”.

Il portfolio di soluzioni Dell per la gestione di PC, server e thin client ora comprende la gestione dei device mobili per supportare i reparti IT delle aziende nell’affrontare la consumerizzazione dell’IT e la richiesta di tecnologie BYOD, grazie a soluzioni veloci ed efficienti progettate per massimizzare la produttività. Con la sua offerta per la gestione user-centrica del BYOD, Dell Quest consente alle aziende di implementare una strategia mobile a breve e lungo termine aiutandole a valutare, gestire e supportare un ambiente utente dinamico.

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La perdita di dati sensibili causa alle aziende fino a 2.7 milioni di euro di danni https://www.datamanager.it/news/la-perdita-di-dati-sensibili-causa-alle-aziende-fino-27-milioni-di-euro-di-danni-42888.html Wed, 12 Dec 2012 16:08:56 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/12/la-perdita-di-dati-sensibili-causa-alle-aziende-fino-a-2-7-milioni-di-euro-di-danni/ Un sondaggio commissionato da Quest Software rivela che la perdita di dati sensibili può costare alle aziende fino a 2,7 milioni di Euro in termini di ricavi e sanzioni

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Un sondaggio commissionato da Quest Software rivela che la perdita di dati sensibili può costare alle aziende fino a 2,7 milioni di Euro in termini di ricavi e sanzioni

L’utilizzo di dispositivi personali sul posto di lavoro, team dislocati in sedi lavorative differenti e la diffusione dei social network stanno influenzando in modo significativo i metodi di condivisione delle informazioni aziendali, causando quindi serie preoccupazioni per quanto riguarda la sicurezza dei dati. Quest Software, ora parte di Dell, ha recentemente commissionato a Vanson Bourne un sondaggio tra i CIO di Regno Unito, Francia e Germania, che ha rivelato come le attuali policy di sicurezza dei dati non siano in grado di proteggere adeguatamente le informazioni strategiche per il bisiness: spesso, infatti, i processi di gestione dell’identità e degli accessi non vengono aggiornati in modo adeguato per andare incontro alle esigenze in costante cambiamento dei dipendenti, continuando quindi a esporre le aziende ai rischi informatici.

La ricerca ha inoltre messo in evidenza che il 65% dei CIO europei è convinto che i dipendenti condividano i dati nel modo più facile e veloce per loro, bypassando regolarmente le regole IT aziendali e senza sentirsi responsabili per la protezione delle informazioni critiche. Il 69% degli intervistati concorda anche sul fatto che le aziende e i dipendenti debbano assumersi maggiori responsabilità quando condividono, archiviano e gestiscono i dati. A causa dei significativi rischi finanziari, dei danni alla reputazione e delle falle in ambito sicurezza legati alla perdita dei dati, la gestione dell’identità e degli accessi è una priorità del 2013 per più di tre quarti delle aziende europee (76%).

I consigli di Quest Software per affrontare i principali problemi legati alla sicurezza

Aumento delle violazioni

I CIO europei affermano che le informazioni che riguardano i dipendenti (42%), i clienti (33%) e le Risorse Umane (31%) sono i dati più comunemente condivisi sui social network e su altri siti. Negli ultimi 12-18 mesi, informazioni in ambito finanziario (23%), sui clienti (25%) e sulle Risorse Umane (30%) sono state diffuse all’esterno dell’azienda a causa di una gestione inefficace dell’identità e degli accessi. Tra le aziende che hanno subito questo tipo di violazione dei dati, il 33% pensa di aver perso la fiducia dei clienti, mentre il 32% ritiene di aver subito un danno alla reputazione aziendale.

Diminuizione della produttività

Il 98% dei CIO afferma inoltre che una gestione debole dell’identità e degli accessi possa spingere i dipendenti a utilizzare siti di terze parti come soluzione alternativa per archiviare e condividere le informazioni, con eventuali ripercussioni sulla collaborazione e sulla produttività. Il 31% dei CIO afferma che negli ultimi 12-18 mesi i dipendenti sono stati bloccati per periodi di tempo prolungati senza avere accesso alle informazioni di cui avevano bisogno per portare a termine il proprio lavoro.

Sistemi di sicurezza

Il 62% dei CIO ha affrontato una crescente pressione negli ultimi 12 mesi per quanto riguarda la protezione dei dati, in seguito ai casi sempre più numerosi di aziende che hanno perso dati sensibili. La pressione maggiore, in particolare, viene dagli uffici legali interni (41%), dai CEO (40%) e dai legislatori (33%).

Best practice

Soluzioni come Quest One Identity Solutions offrono una serie di caratteristiche in grado di fornire il controllo completo all’interno di un’architettura flessibile e modulare adatta a soddisfare una vasta serie di necessità in ambito sicurezza e ad evitare i rischi rappresentati da una scarsa gestione dell’identità e degli accessi.

I CIO possono lavorare con più serenità seguendo alcune semplici linee guida:

Concentrarsi sull’informazione – per la maggior parte delle minacce informatiche odierne, la prevenzione e la mitigazione dei rischi consistono in una solida campagna di informazione, unita a comportamenti consapevoli e, laddove necessario, a una tecnologia appropriata, che rafforzino password già forti (che vengono cambiate regolarmente).

Applicare il principio del “minor privilegio” – dare a ogni dipendente il minor privilegio necessario a portare a termine i compiti richiesti e garantire che i diritti di accesso non necessari siano revocati quando il dipendente cambia ruolo.

Adottare criteri di controllo degli accessi – fornire avvisi di accesso periodici e automatici che notifichino a due o più amministratori i cambiamenti degli accessi, dei dipendenti o altre problematiche critiche.

Raggiungere la conformità – implementare pratiche e tecnologie di controllo degli accessi e di separazione dei compiti e sviluppare, implementare e rafforzare i criteri di sicurezza su tutti i sistemi di accesso.

“Vediamo molte aziende confrontarsi con le conseguenze di informazioni e criteri di gestione dell’accesso inefficienti, tra cui aumento delle violazioni alla sicurezza, produttività diminuita e costi aumentati”, spiega Phil Allen, Information Security Expert (EMEA) di Quest Software. “I CIO europei stimano che la fallita protezione dei dati dei clienti può arrivare a costare 2,7 milioni di Euro in termini di ricavi e sanzioni, ma l’impatto sulla reputazione dell’azienda resta comunque più dannoso. I sistemi di sicurezza non sono stati implementati sulla base di un dipendente modello appassionato di tecnologia: di conseguenza, gli utenti fanno ricorso al modo più semplice di condividere i dati aziendali e molti lo fanno senza pensare alle conseguenze. Questo porta alla domanda: c’è la possibilità che i dipendenti siano legalmente ritenuti responsabili delle violazioni ai dati aziendali? Come responsabili delle informazioni, i CIO devono ripensare a come gli strumenti e i servizi IT vengono forniti ai dipendenti, in modo da offrire un servizio migliore che vada incontro sia all’utente finale sia alle esigenze aziendali e non presenti rischi non necessari. È inoltre opportuno che gli IT manager istruiscano meglio i dipendenti sui rischi rappresentati dalla condivisione dei dati aziendali su canali vulnerabili”.

“La gestione dell’identità e degli accessi sarà una delle aree di maggior crescita nei prossimi anni, mentre i CIO dovranno assicurare la conformità e garantire che la sicurezza dei dati aziendali non sia esposta a rischi inutili quando si accede a un’infrastruttura Cloud o Mobile”, dichiara Martin Kuppinger, Founder and Principal Analyst di KuppingerCole. “L’esigenza da parte delle aziende del coinvolgimento di business partner rappresenta un ulteriore spinta ad implementare un’infrastruttura IAM/IAG (Identity and Access Management/Governance) flessibile. Tale infrastruttura garantisce reattività qualora i revisori applichino provvedimenti severi alle aziende che non implementano adeguate misure di sicurezza. Le conseguenze di una inadeguata gestione dell’identità e degli accessi possono essere estremamente dannose, indipendentemente dalla portata dell’incidente”.

 

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Tre consigli per proteggere i super-user account dalle minacce grazie al Privileged Account Management https://www.datamanager.it/news/tre-consigli-proteggere-i-super-user-account-dalle-minacce-grazie-al-privileged-account-managem Thu, 29 Nov 2012 17:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/11/tre-consigli-per-proteggere-i-super-user-account-dalle-minacce-grazie-al-privileged-account-management/ Quest Software offre i migliori strumenti per gestire gli accessi privilegiati e per salvaguardare i sistemi e i dati aziendali sensibili

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Quest Software offre i migliori strumenti per gestire gli accessi privilegiati e per salvaguardare i sistemi e i dati aziendali sensibili

Successo di vendite online per il “Cyber Monday”, tenutosi lunedì 26. Secondo varie fonti infatti le vendite online hanno raggiunto straordinari risultati, soprattutto negli Stati Uniti.

ChannelAdvisor, che segue le attività legate all’e-commerce, ha valutato particolarmente positive le attività registrate sui siti di eBay e di Amazon, mentre IBM , che monitora le transazioni di 500 retailer americani, già alle 15.00 del 26 novembre ha registrato un incremento delle vendite del 25,6 per cento rispetto alla misurazione effettuata alla stessa ora l’anno precedente. Andamento positivo confermato anche dai dati di PayPal che hanno rilevato un volume di transazioni triplicato, già alle 14.00 di ieri.

Un evento come questo richiede però particolare attenzione al tema della sicurezza:  banche e negozi online si sono dovuti  preparare all’eventualità di un aumento delle minacce informatiche e delle violazioni ai dati sensibili, mentre gli acquirenti online hanno dovuto prendere precauzioni extra per proteggere le informazioni personali.

Ogni giorno, gli utenti confidano nel fatto che i responsabili IT di aziende e governi che trattano informazioni critiche come i numeri di carta di credito prendano adeguate misure di sicurezza per proteggere i dati personali. Aumentare la consapevolezza dei potenziali rischi per la sicurezza è un passaggio fondamentale per riuscire a contrastare gli attacchi di hacker. Spesso, tuttavia, enti pubblici e privati devono rendersi conto che i rischi di esposizione alle minacce informatiche crescono esponenzialmente qualora vengano sfruttati indebitamente i privilegi peculiari dell’amministratore, a prescindere dal fatto che ciò avvenga all’interno o all’esterno dell’azienda. Quest Software (ora parte di Dell) pone da sempre grande attenzione ai problemi che le aziende devono affrontare quando non possono controllare e monitorare adeguatamente l’accesso in modalità amministratore e gli utenti privilegiati.

Le chiavi del regno

Da un recente sondaggio condotto in occasione di The Experts Conference, un incontro annuale globale dei professionisti dell’IT co-sponsorizzato da Quest e Microsoft, è emerso che per metà degli intervistati il problema principale in ambito conformità riguarda la corretta gestione dei diritti di accesso degli utenti, incluso l’accesso per gli utenti privilegiati. In quest’ultimo caso, la sfida è ancora più grande quando vengono date agli amministratori “le chiavi del regno”, con ampi diritti di accesso a sistemi IT fondamentali. Nel settore privato, uno sbaglio nella gestione dell’accesso alle informazioni e delle conformità degli standard di sicurezza si può tradurre in perdite economiche e controlli poco accurati che possono arrecare danni al brand stesso. Nel settore pubblico, gestire i diritti di accesso degli utenti è una scommessa la cui vittoria significa sconfiggere continue minacce in termini di sicurezza nazionale. Un nuovo report sviluppato per Quest da Enterprise Management Associates (EMA), identifica i controlli inadeguati agli accessi amministrativi come “il più grande gap di molte aziende per quanto riguarda l’IT”.

Il report “Perché dovreste prendere in considerazione la gestione degli accessi privilegiati (e cosa bisognerebbe sapere)”, esamina alcune delle scuse più comuni che le aziende forniscono per giustificare queste negligenze. La ricerca offre un’utile panoramica su come le moderne pratiche di PAM (Priviledged Account Management) e le corrispondenti soluzioni tecnologiche possano risolvere i rischi legati a una policy di controllo flessibile, a flussi di lavoro automatizzati e a una reportistica completa per migliorare la sicurezza, l’efficienza e ottenere conformità.

Inoltre, per aiutare ulteriormente i top manager ad evitare i più comuni rischi alla sicurezza, Quest mette a disposizione tre consigli pratici:

1) Assegnare responsabilità individuali in caso di attività degli utenti privilegiati

L’accesso in modalità amministratore condiviso e non controllato non è solo una cattiva idea: è uno dei modi più facili e veloci per esporre un’azienda a rischi inutili, specialmente dal momento che questi account privilegiati hanno tipicamente potere estensivo su sistemi IT operativi, applicazioni, database, ecc… Con account condivisi, ogni violazione alla sicurezza o alla conformità può essere tracciata solo all’account e non a un singolo amministratore che utilizza tale account.

Un approccio migliore al contenimento del rischio implica garantire agli amministratori i diritti di accesso solo ed esclusivamente per ciò di cui hanno bisogno e quando ne hanno bisogno. Le credenziali dovrebbero essere fornite solo in base alla necessità, insieme a un rapporto completo di chi le ha utilizzate, come e perché queste persone le hanno ricevute, chi ne ha approvato l’utilizzo, per cosa sono state utilizzate – e la password dovrebbe essere cambiata immediatamente dopo ogni utilizzo. La capacità di automatizzare e mettere in sicurezza l’intero processo è un modo efficace di gestire l’accesso amministrativo di un’intera azienda. Analogamente, il PAM è essenziale per consentire alle autorità competenti di lavorare efficacemente.

2) Implementare e rafforzare una strategia di sicurezza “con meno privilegi” per l’accesso amministrativo

Molti account degli amministratori di sistema, inclusi i root Unix, Windows o Active Directory admin, DBA ecc forniscono autorizzazioni senza limiti entro la portata del loro controllo e, qualora condivisi, possono aprire un varco ad attività maligne.

Un approccio più prudente consiste nello stabilire una policy che definisca chiaramente cosa possano o non possano fare ad ogni accesso gli amministratori (o chi ne ricopre il ruolo). Poiché questo processo può essere complicato e spesso difficile da applicare, Quest raccomanda l’implementazione di strumenti di delega granulare ottimizzati per le piattaforme previste e integrati con altre tecnologie PAM come la salvaguardia dei privilegi, l’autenticazione multifattore o il bridge Active Directory.

3) Ridurre le complessità di gestione degli account privilegiati

Una delle principali sfide a livello di PAM deriva dall’utilizzo di sistemi IT diversi, ognuno con caratteristiche ed esigenze uniche per quanto riguarda la gestione degli account privilegiati. Questo si traduce nell’utilizzo di tool specializzati e nell’attuazione di policy e pratiche ad hoc per controllare l’accesso agli account privilegiati. Sfortunatamente, questo approccio spesso complica il processo di controllo, rendendo difficile dimostrare che tutti gli accessi siano controllati e che i principi di “separazione dei compiti” siano stabiliti e rafforzati.

Per questa ragione, consolidare sistemi diversi su una struttura identitaria comune crea un ambiente dove un singolo approccio PAM può essere rapidamente rafforzato con maggiore coerenza su segmenti di azienda più ampi, eliminando gli errori nati da complessità multisistema, riducendo il rischio e abbassando la spesa richiesta per la gestione  di sistemi multipli. Inoltre, qualunque consolidamento delle capacità PAM sotto una gestione comune e un’interfaccia di reportistica fornisce efficienza migliorata.

Il report di EMA citato in precedenza indica che le aziende focalizzate sul raggiungimento di un alto livello di disciplina nella gestione del cambiamento e nella configurazione tendono ad avere risultati migliori, che si traducono non solo in una minore incidenza di episodi di minacce alla sicurezza, ma anche in una più elevata affidabilità IT, un minor livello di attività IT non pianificate, maggior successo nei cambiamenti a livello IT e un maggior numero di progetti IT completati in tempo e nel pieno rispetto del budget allocato.

Quest One Identity Solutions centralizza e semplifica il PAM.

Quest Software offre un approccio modulare e integrato per la gestione utenti e il controllo degli accessi, con particolare attenzione alle esigenze di Privileged Account Management che controlla le minacce interne e ottimizza l’efficienza IT consentendo alle aziende di ridurre drasticamente i pericoli correlati all’utilizzo eccessivo e incontrollato di utenze privilegiate  e le relative conseguenze in termini di danni di immagine o ricadute penali. 

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Dell, sarà vera rinascita? https://www.datamanager.it/news/dell/dell-sar-vera-rinascita Tue, 03 Jul 2012 09:35:04 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/07/dell-sara-vera-rinascita/ Dell è arrivata a un accordo definitivo per l'acquisto di Quest Software per un valore di 2,4 miliardi di dollari. Un'acquisizione che è parte essenziale della strategia del vendor texano nell'incrementare e migliorare il proprio ruolo nella dimensione dell'enterprise business

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Dell è arrivata a un accordo definitivo per l’acquisto di Quest Software per un valore di 2,4 miliardi di dollari. Un’acquisizione che è parte essenziale della strategia del vendor texano nell’incrementare e migliorare il proprio ruolo nella dimensione dell’enterprise business. Il fatturato dell’esercizio fiscale 2001 di Quest è stato di 857 milioni di dollari. Il business della società è focalizzato sulla gestione dell’ambiente enterprise e in particolare performance monitoring, server management, database tools, security e access management. Un chiaro segno di come l’evoluzione dei grande hardware vendor diventi sempoe più legata alla capacità di offrire soluzioni in grado di ottimizzare e gestire in modo più efficace e produttivo le risorse IT.

John Swainson, presidente della divisione software di Dell ha affermato che Quest permetterà a Dell di rendere disponibili ai clienti soluzioni in grado di rendere più competitivo l’ambiente server, di networking e di storage dando modo di implementare soluzioni e servizi di computing di qualità più elevata.

Con Quest si consolida la riorganizzazione e il rafforzamento di Dell nell’area del software. Una politica che è stata perseguita con determinazione dall’inizio dell’anno, considerato che in questo periodo sono state acquisite ben 6 aziende. Nell’aprile scorso fu la volta di Make Technologies, azienda specializzata in software per la re-ingegnerizzazione delle applicazioni, mentre a febbraio fu acquisita AppAssure Software e in marzo SonicWall per una cifra superiore al miliardo di dollari. Una campagna acquisti all’insegna del software dei servizi che ebbe inizio 3 anni fa quando venne metabolizzata Perot Systems per una cifra di 3,9 miliardi di dollari. Quest’ultima acquisizione ha dato a Dell l’opportunità di sfruttare la presenza della service company nel settore sanitario (circa il 50% del fatturato), un mercato su cui il governo americano ha effettuato ingenti investimenti per procedere il più rapidamente possibile a una digitalizzazione dell’intero comparto.

Gli investimenti sinora operati da Dell dovrebbero finalmente riuscire a rivitalizzare il business dell’azienda texana il cui fatturato da cinque anni a questa parte non ha subito alcuna significativa variazione mantendosi attorno ai 60 miliardi di giro d’affari. Esiste, quindi, da parte del mercato, una sempre più crescente aspettativa nei confronti di Dell: quest’ultima deve infatti ormai dimostrare che il nuovo assetto sviluppatosi a fronte delle numerose acquisizioni possa ridare nuovo slancio al business.

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Quest Software presenta NetVault Extended Architecture per allineare il Backup e il Recovery https://www.datamanager.it/news/quest-software/quest-software-presenta-netvault-extended-architecture-allineare-il-backup-e-il- Mon, 11 Jun 2012 07:24:15 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/06/quest-software-presenta-netvault-extended-architecture-per-allineare-il-backup-e-il-recovery/ La piattaforma di prossima generazione ridefinisce la Data Protection consentendo agli esperti IT di gestire backup basati su servizi tecnologici e aziendali specifici

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La piattaforma di prossima generazione ridefinisce la Data Protection consentendo agli esperti IT di gestire backup basati su servizi tecnologici e aziendali specifici

Nel panorama informatico moderno il ruolo del backup e del recovery è cambiato: oltre a garantire alle aziende una copia dei dati, gli esperti IT devono anche assicurare che le applicazioni di importanza critica e i database possano essere ripristinati in base ai Service Level Agreement (SLA). Le soluzioni software tradizionale per la data protection si concentrano sui server e sull’infrastruttura, senza dare visibilità al reale raggiungimento degli SLA. Basandosi su 25 anni di esperienza sul mercato come leader nella gestione delle applicazioni e dei database di importanza critica, Quest Software ridefinisce il backup e il recovery con le prime soluzioni di data protection servizio-centriche del mercato.

 -Quest Software presenta NetVault® Extended Architecture (XA), una nuova piattaforma che unifica le tecnologie per la data protection e consente alle aziende di allineare il backup e il recovery alla continuità del servizio necessaria per lo svolgimento del business

* NetVault XA consente agli amministratori di organizzare, programmare, visualizzare e gestire i backup basati su servizi tecnologici e aziendali specifici. Questo dà loro la possibilità di impostare singoli tempi di ripristino e recovery point objective, indipendentemente dal fatto che i server, le applicazioni e i database che forniscono questi servizi risiedano on- oppure off-premise, in un ambiente fisico o virtuale, o in una combinazione dei due.

* NetVault XA consente inoltre agli esperti IT di andare oltre all’approccio basato su una singola finestra di interfaccia, eseguendo il backup e fornendo agli amministratori un’esperienza personalizzata attraverso molteplici ruoli. Mentre la maggior parte delle soluzioni per la data protection offre una visualizzazione piatta e unidimensionale intesa unicamente per amministratori di backup generalisti, NetVault XA dà accesso a specialisti come DBA , amministratori delle applicazioni e amministratori VMware, a visualizzazioni personalizzate e a flussi di lavoro che stabiliscono una corrispondenza direttamente con gli specifici SLA associati a ciascun ruolo.

 * Con NetVault XA, gli amministratori hanno visibilità diretta sul ripristino dei servizi IT specifici che gestiscono e sono in grado di far leva sugli strumenti di data protection specializzati per fornire funzionalità di recovery e un backup granulare specifico per ogni piattaforma – tutto senza sacrificare la convenienza e la semplicità di gestione delle singole console.

 * NetVault XA fornisce inoltre un host con capacità aggiuntive, progettato per semplificare il backup e la recovery per gli amministratori, tra cui:

– Sicurezza all’interno dell’azienda: un motore di gestione delle policy intelligente e adattivo, che rafforza i controlli e i requisiti specifici per la data protection.

– Convalida degli SLA: convalida incorporata di un dato piano di protezione tramite alert che consentono proattivamente agli utenti di sapere se uno SLA è raggiungibile o no in base ai parametri di backup e recovery stabiliti.

– Gestione unificata di asset on-premise e cloud: la capacità di operare come un gateway per cloud multi-vendor, che consente quindi agli utenti di gestire asset on-premise e cloud da una singola interfaccia.

– Reportistica basata sui ruoli: dà agli utenti la possibilità di sviluppare report che stabiliscono una corrispondenza direttamente con gli specifici SLA di cui gestiscono il mantenimento, per meglio dimostrare all’intera azienda l’impatto e il valore del backup e della recovery.

– Accesso sempre e ovunque: capacità operative remote e cloud-based, che danno agli utenti accesso sempre e ovunque, e includono la capacità di gestire e controllare le operazioni di backup e recovery direttamente dal loro iPad.

L’unificazione delle soluzioni Quest per Data Protection

* Soluzione flessibile ed estensibile con una serie di servizi condivisi, NetVault Extended Architecture è la colonna portante della soluzione di data protection di Quest. Consente agli utenti di implementare e gestire tutte le tecnologie di backup e recovery dell’azienda – inclusi i prodotti NetVault, vRanger®, LiteSpeed® e Recovery Manager – da una singola console, facendo leva su un host di servizi condivisi  tra cui: deduplicazione, cloud gateway, common scheduler,  catalogo, policy manager e reporting engine.

* Tutti gli attuali prodotti per la data protection di Quest, insieme a quelli futuri, si integrano perfettamente nella console di gestione NetVault XA. Questa architettura estensibile è progettata per fornire alle aziende flessibilità per crescere dalle PMI alle grandi aziende facendo leva su un approccio pay-as-you-grow che alleggerisce ogni necessità di rippare e sostituire le soluzioni in base all’evoluzione delle esigenze aziendali.

“Le esigenze in continua evoluzione delle aziende stanno spingendo gli esperti IT a spostarsi da una visione del backup e del recovery basata sull’infrastruttura servizio-centrica, il cui obiettivo principale è proteggere le applicazioni e i database di importanza critica, indipendentemente dal fatto che risiedano in ambienti fisici, virtuali o cloud”, spiega Walter Angerer, senior vice president e general manager, Data Protection di Quest Software. “Quest sta facendo leva su una solida esperienza di vendor leader nella gestione delle applicazioni, dei database e della virtualizzazione per portare al mercato una soluzione di data protection profondamente integrata, enterprise-class, che fornisce un livello di ripristino delle applicazioni che nessun altro vendor può raggiungere. Con NetVault Extended Architecture, gli esperti IT potranno garantire l’allineamento delle operazioni di backup e recovery con le esigenze di continuità del servizio dell’azienda”.

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Nuovi finanziamenti per Jaspersoft https://www.datamanager.it/news/jaspersoft/nuovi-finanziamenti-jaspersoft Wed, 20 Jul 2011 07:25:06 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/07/nuovi-finanziamenti-per-jaspersoft/ Un nuovo investitore strategico, Quest Software, si unisce a SAP Ventures e Red Hat per accelerare lo sviluppo dei prodotti e l'espansione globale di Jaspersoft

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Un nuovo investitore strategico, Quest Software, si unisce a SAP Ventures e Red Hat per accelerare lo sviluppo dei prodotti e l’espansione globale di Jaspersoft

Jaspersoft, produttrice del software di Business Intelligence (BI) più utilizzato nel mondo, ha annunciato di aver ricevuto 11 milioni di dollari di ulteriori finanziamenti in conto capitale. L’investimento è stato realizzato dagli attuali investitori Red Hat e SAP Ventures, insieme al nuovo investitore Quest Software, e ha visto la partecipazione di tutti i maggiori investitori attuali: Doll Capital Management, Morgenthaler Ventures, Partech International, Scale Venture Partners e Adam Street Partners. Questa decisione è stata presa a seguito dei risultati record ottenuti da Jaspersoft nell’anno fiscale 2010 e servirà ad alimentare la roadmap aggressiva di rilascio di nuovi prodotti, espansione globale e potenziali acquisizioni strategiche pianificate da Jaspersoft.

“Il mercato della business intelligence sta crescendo rapidamente e il posizionamento di Jaspersoft al suo interno continua a rafforzarsi. La nostra crescita ha suscitato un significativo interesse da parte di investitori di primo piano a livello mondiale, rendendo questo ilo momento ideale perché Jaspersoft potesse accogliere nuovi finanziamenti strategici”, ha affermato Brian Gentile, Ceo di Jaspersoft.

“Stiamo raggiungendo con successo il nostro primo obiettivo, che è quello di far evolvere il software open source di Jaspersoft, consentendo ai BI Builder nella comunità JasperForge e alla nostra base, in continua crescita, di clienti commerciali di beneficiare della piattaforma di BI più moderna e flessibile. Questo ulteriore finanziamento ci consente di incrementare la nostra agilità e flessibilità, mentre consideriamo varie opportunità di produrre o acquistare soluzioni per permettere a Jaspersoft di accelerare la sua crescita nel mercato embedded, self-service e della BI mobile”.

Per sfruttare questa opportunità sul mercato della BI open source, Quest Software si unisce agli altri investitori strategici.

“Siamo molto lieti di investire in Jaspersoft in questo momento. Infatti, questo è il momento della BI scalabile, alla portata di tutti e self-service”, ha affermato Shayne Higdon, managing director, Corporate Development di Quest Software. “Con le risorse giuste e l’attuale gruppo dirigente, crediamo che Jaspersoft possa continuare a dettare l’agenda della moderna industria della BI”.

La suite BI Jaspersoft 4 è una delle più flessibili, economiche e ampiamente utilizzate suite software di BI al mondo, concepita per le implementazioni di business intelligence più impegnative. Tra le funzioni aggiuntive incluse in Jaspersoft 4 ci sono la data integration, l’analisi Olap e l’audit logging, oltre all’accesso nativo “big data” e alle capacità di deployment SaaS cloud / multi-tenant. Il software Jaspersoft include anche il supporto tecnico di livello enterprise in tutto il mondo e la protezione delle licenze commerciali.

 

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Quest Software acquisisce Völcker Informatik AG https://www.datamanager.it/news/quest-software/quest-software-acquisisce-di-v-lcker-informatik-ag Wed, 21 Jul 2010 10:09:09 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2010/07/quest-software-acquisisce-volcker-informatik-ag/ Amplia la soluzione Quest One ed estende le potenzialità di business management

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Amplia la soluzione Quest One ed estende le potenzialità di business management

Quest Software, produttore leader nell’enterprise system management, annuncia l’acquisizione di Völcker Informatik AG, azienda tedesca fornitrice di soluzioni per l’dentity management e specializzata nella gestione delle user identity, degli accessi con privilegi e della sicurezza attraverso applicazioni e sistemi multipli.

Questa acquisizione amplia ulteriormente il portafoglio prodotti di Quest One Identity Solution, permettendo ora un più potente provisioning di utenti e risorse e una migliore capacità di self-service e di workflow a un set di strumenti e tecnologie già di per sé robusto, che semplifica l’identity and access management (IAM). L’acquisizione rappresenta un importante passo avanti per Quest, che si conferma uno dei fornitori leader di soluzioni IAM.

“L’IAM garantisce un appropriato accesso alle risorse in ambienti tecnologici eterogenei”, ha scritto il co-autore Ant Allan, Vice Presidente della Ricerca di Gartner. “Si tratta di un’iniziativa cruciale e sempre più business-aligned per ogni azienda – specialmente in seguito ai rigorosissimi requisiti di compliance – e richiede abilità di business, oltre a una forte competenza tecnica.

Le aziende che sviluppano capacità di IAM sono in grado di ridurre i costi di gestione delle identità e dei diritti degli utenti e, soprattutto, diventano più agili nel supportare nuove iniziative di business e nel contribuire alla redditività.”

Quest One semplifica l’IAM consolidando le directory, unificando le identità sugli investimenti esistenti delle aziende e automatizzando i compiti amministrativi, aumentando in tal modo il livello di sicurezza e assicurando la compliance. ActiveEntry di Völcker estende il grado di efficienza, sicurezza e conformità all’intera gamma di sistemi, piattaforme e applicazioni dell’impresa.

Diversamente da altre soluzioni di Identity Management presenti sul mercato, che possono essere difficili da installare e che spesso richiedono una codifica dei clienti del 90%, ActiveEntry può fin da subito essere utilizzato senza ulteriori installazioni, essendo già configurato al 90%.

Grazie a questa grande evoluzione tecnologica, Quest offre una soluzione di identity management business-centrica, rendendo il ciclo vitale dell’identity management meno complesso e più accessibile rispetto alle soluzioni tradizionali, mantenendo allo stesso tempo i livelli di risultati e sicurezza richiesti dalle aziende.

“Per svariate ragioni, molte aziende non sono state in grado di implementare l’identity and access management tramite una soluzione dalla struttura tradizionale”, ha sottolineato Doug Garn, CEO e Presidente di Quest Software. “Nel 2008, il lancio di Quest One ha offerto alle aziende un approccio semplificato alle sfide chiave dell’IAM basate sulla tecnologia Microsoft.

L’acquisizione di Völcker aggiunge un’ulteriore dimensione alla soluzione Quest One fornendo la potenza, la sicurezza e l’efficienza che le aziende richiedono per tutte le loro attività. Questo per affrontare i limiti di costo, tempo e complessità tipicamente associate all’IAM”.

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Con Foglight NMS, Quest riduce il costo di gestione del network https://www.datamanager.it/news/quest-software/con-foglight-nms-quest-riduce-il-costo-di-gestione-del-network Mon, 28 Jun 2010 08:14:13 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2010/06/con-foglight-nms-quest-riduce-il-costo-di-gestione-del-network/ Un unico strumento aziendale che semplifica l’installazione, l’amministrazione e la risoluzione dei problemi per applicazioni di rete e servizi

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Un unico strumento aziendale che semplifica l’installazione, l’amministrazione e la risoluzione dei problemi per applicazioni di rete e servizi

Quest Software, produttore leader nell’enterprise system management, annuncia la disponibilità di Foglight Network Management System (NMS), una soluzione completa e cost-effective che offre agli amministratori di rete la possibilità di gestire migliaia di interfacce.

Reso possibile dall’acquisizione di PacketTrap Networks, Foglight NMS riduce i costi e la complessità di molteplici strumenti di monitoraggio e di gestione che sono acquistati, utilizzati e amministrati da diversi team IT. Il nuovo prodotto fa parte della famiglia di soluzioni Foglight per il monitoraggio del rendimento delle applicazioni utilizzate dai team di Application Support e IT Operations.

“Il reparto IT delle aziende necessita di mezzi efficaci in grado di colmare i gap tra i diversi strumenti di gestione che riguardano i molti domini tecnologici interconnessi, tra cui le odierne infrastrutture distribuite di applicazioni multi-tiered”, ha spiegato Jim Frey, Research Director della Enterprise Management Associates.

“Grazie alle comprovate capacità di Foglight NMS sulla gestione del network, la soluzione di Quest Software è ora in grado di colmare il divario tra i suoi principali punti di forza in ambito APM e il punto di vista, altamente complementare, del network. Di conseguenza, Quest può ora offrire un’ampia visibilità per assicurare in modo efficiente la qualità dei servizi IT”.

Foglight NMS rintraccia in automatico le metriche per le risorse di rete – tra cui hardware, sistemi operativi, infrastrutture virtuali, database, middleware, applicazioni e servizi – e fornisce un’approfondita visibilità attraverso un’interfaccia user-friendly.

Relazioni esaurienti, dashboard personalizzabili, azioni correttive e segnali d’allarme automatici, oltre a agenti remoti, permettono ai team IT di risolvere rapidamente svariate problematiche, riducendo contemporaneamente il tempo sprecato su questioni di rete improvvise e inerenti la relativa soluzione a livello manuale.

Foglight NMS si installa in meno di 15 minuti e permette le seguenti attività principali:

• monitoraggio in tempo reale del rendimento: traccia in tempo reale e in modo semplice le prestazioni di router, hub, switch, server e applicazioni;

• supporto dell’ambiente distribuito: stimola il monitoraggio della localizzazione del network remoto per mezzo delle sonde Foglight NMS;

• analisi del traffico: cattura i dati relativi al traffico per ogni dispositivo della rete – router, switch, server, desktop – per un’identificazione istantanea dei problemi relativi al traffico del network;

• avanzati sistemi d’allerta: gestisce proattivamente le performance con sistemi di allerta quali e-mail e SMS per dispositivi come server, switch, hub, router, e altri dispositivi dell’infrastruttura di rete;

• supporto VolP: controlla lo stato del sistema VolP;

• mappatura del network: disegna la mappa del network, attraverso gli ambienti sia locali che distribuiti.

“I Team IT affrontano il difficile compito di gestire un network sempre più complesso e ambienti di applicazione senza un commensurato incremento di tempo o risorse”, ha sottolineato Doug Garn, CEO e Presidente di Quest Software.

“Gestire tutto questo con molteplici strumenti può essere causa di critiche e rallentare la risoluzione dei problemi, situazione che fa crescere, tra l’altro, i costi e le lamentele da parte degli utenti. Foglight NMS rende infatti più semplice per i professionisti dei network e delle applicazioni la definizione precisa della causa ultima delle problematiche del network stesso e assicura la soddisfazione del cliente”.

 

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